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Armageddon - Giudizio finale
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~2026-38607-78
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/* Dialoghi */
1419617
wikitext
text/x-wiki
{{Film|
titoloitaliano=Armageddon – Giudizio finale
|titolooriginale=Armageddon
|paese=Usa
|anno=1998
|genere=fantascienza
|regista=[[Michael Bay]]
|sceneggiatore=[[Jonathan Hensleigh]], [[J.J. Abrams]]
|attori=
*[[Bruce Willis]]: Harry S. Stamper
*[[Billy Bob Thornton]]: Dan Truman, amministratore della NASA
*[[Ben Affleck]]: A.J. Frost
*[[Liv Tyler]]: Grace Stamper
*[[Will Patton]]: Charles "Chick" Chapple
*[[Steve Buscemi]]: Rockhound
*[[William Fichtner]]: Colonnello William Sharp, pilota dello Shuttle Freedom
*[[Owen Wilson]]: Oscar Choi, geologo
*[[Michael Clarke Duncan]]: Jayotis "Bear" Kurleenbear
*[[Peter Stormare]]: Lev Andropov, cosmonauta russo
*[[Ken Hudson Campbell]]: Max Lennert
*[[Jessica Steen]]: Jennifer Watts, co-pilota dello Shuttle Freedom
*[[Keith David]]: Lt. Generale Kimsey
*[[Jason Isaacs]]: Dr. Ronald Quincy, ricercatore
*[[John Mahon]]: Karl
*[[Grace Zabriskie]]: Dottie
|doppiatori italiani =
*[[Massimo Popolizio]]: Harry S. Stamper
*[[Ambrogio Colombo]]: Dan Truman, amministratore della NASA
*[[Fabio Boccanera]]: A. J. Frost
*[[Cristina Giachero]]: Grace Stemper
*[[Roberto Stocchi]]: Charles “Chick” Chapple
*[[Luca Dal Fabbro]]: Rockhound
*[[Antonio Palumbo]]: Colonnello William Sharp, pilota dello Shuttle Freedom
*[[Danilo De Girolamo]]: Oscar Choi, geologo
*[[Mario Bombardieri]]: Jayotis “Bear” Kurleenbar
*[[Pasquale Anselmo]]: L’evento Andropov, cosmonauta russo
*[[Luigi Ferraro]]: Max Lennert
*[[Elisa Galletta]]: Jennifer Watts, co-pilota dello Shuttle Freedom
*[[Vittorio Di Prima]]: Lt. Generale Kimsey
*[[Edoardo Nordio]]: Dr. Ronald Quincy, ricercatore
}}
'''''Armageddon''''', film del 1998 con [[Bruce Willis]], regia di [[Michael Bay]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Questa è la terra al tempo in cui i [[dinosauri]] popolavano un pianeta lussureggiante e fertile. Un asteroide di sei miglia di diametro cambiò tutto, per sempre. Colpì con la forza di diecimila testate nucleari. Un trilione di tonnellate di frammenti e detriti si innalzò nell'atmosfera, creando una soffocante cortina di polvere che per mille anni il sole non riuscì a penetrare. È avvenuto in passato. Avverrà di nuovo. La questione è solo... quando. ('''Voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*[...] questa è [[New York]], signore! Dove può succedere di tutto e di più! Potrebbe essere un terrorista, una bomba, un cadavere, una sparatoria, un accoltellamento... E poi oggi è venerdì, giorno di paga, magari qualcuno che non hanno pagato si è buttato di sotto. ('''Tassista newyorkese''')
*Da trent'anni si discute sull'utilità della NASA. Oggi noi daremo una risposta! ('''Dan Truman''')
*In cinque anni mai – dico mai – hai chiesto scusa così in fretta. La cosa mi puzza, e voglio scoprire di che si tratta. ('''Harry Stamper''') {{NDR|ad A.J.}}
*Da quando ho compiuto dieci anni sono diventata più grande di te, Harry! O da quando la mamma è scappata! Scegli tu quello che preferisci... Io capisco che tu sia handicappato da una congenita immaturità e ti perdono. [...] Alla mia prima mestruazione Rockhound ha dovuto accompagnarmi a Taipei a prendere i tamponi e farmi vedere come si usavano! [...] Giocavo con le sonde di profondità al titanio quando avrei dovuto giocare con le bambole! Ho imparato tutto sui fiori e sulle api dai tatuaggi di Noonan! ('''Grace''')
*Perché non gli spariamo contro 150 testate nucleari e lo facciamo in mille pezzi? ('''Generale Kimsey''') {{NDR|riferendosi all'asteroide}}
*Immaginiamo di tenere un petardo sul palmo di una mano; quando scoppia, che succede? Ci bruciamo la mano, no? Se invece stringiamo il pugno attorno al petardo e lo facciamo scoppiare...''puff''! Nostra moglie dovrà svitare da sola i tappi ostinati. (''' Dr. Ronald Quincy''')
*Sei miliardi di persone sul pianeta, perché avete chiamato me? ('''Harry Stamper''')
*Il governo degli Stati Uniti ci ha chiesto di salvare il mondo. Qualcuno vuol dire di no? ('''Harry Stamper''')
*Se provi a infilarmi quell'ago te lo pianto nel cuore! Hai visto ''[[Pulp Fiction]]''? ('''Max''') {{NDR|a un dottore con una siringa}}
*Mi rivolgo a voi stasera, non in veste di presidente degli Stati Uniti, non come leader di una nazione, ma semplicemente come essere umano. Ci troviamo ad affrontare la più spaventosa delle prove. Nella Bibbia quel giorno è chiamato Armageddon, cioè la fine di tutte le cose. Eppure, per la prima volta nella storia del nostro pianeta, il genere umano possiede i mezzi tecnologici per evitare la propria estinzione. Tutti voi che ci accompagnate nella preghiera dovete sapere che tutto ciò che è possibile per evitare il disastro verrà fatto. L'umano desiderio di emergere e di conoscere ciascuna tappa della scalata alla scienza, ogni singola avventurosa frontiera vinta nello spazio, tutte le conquiste della moderna tecnologia, persino le guerre del passato... tutto ciò, ci ha fornito gli strumenti per combattere questa terribile battaglia... nel caos che regna nella nostra storia, tra i mille torti e le discordie, tra immensi dolori e sofferenze... attraverso i secoli... c'è una cosa che ha elevato le nostre anime ed elevato la nostra specie dalle proprie origini... e quella cosa è il coraggio! I sogni dell'intero pianeta stasera riposano in questi quattordici coraggiosi uomini che viaggeranno nello spazio. E speriamo di riuscire tutti, abitanti del mondo intero, a vedere la conclusione di questi eventi. Buon viaggio! E buona fortuna! ('''Presidente degli Stati Uniti''')
*Ecco perché io dicievo "Voi non tocca niente"! Ma voi piace fare cowboy! ('''Lev Andropov''') {{NDR|con accento russo, rivolto agli americani in missione}}
*Houston, avete un problema.<ref>{{Cfr}} [[Jack Swigert]], pilota del modulo di comando durante la missione [[Apollo 13]]: «Okay, Houston, qui abbiamo avuto un problema.» («''Okay, Houston, we've had a problem here.''») </ref> ('''Harry''')
*La vista della terra è incredibile da qui. Peccato che non ci metteremo più piede. ('''Rockhound''')
*Me non divierto fare persona niegativa... Ma tu crede che cose va biene, per caso? ('''Lev Andropov''')
*Io sono qui dientro unico vero astronauta e salva culo a voi americani! ('''Lev Andropov''')
*Adesso io un vero eroe di Russia! ('''Lev Andropov''')
*Quello è pazzo! È in preda a demenza spaziale! ('''Colonnello Sharp''') {{NDR|riferendosi a Rockhound che spara in giro all'impazzata}}
*Sapete ragazzi, è il momento di accettare l'orrore! Abbiamo un posto in prima fila per assistere alla fine del mondo! ('''Rockhound''')
*Componenti americani, componenti russi: tutti fatti a Taiwan! ('''Lev Andropov''') {{NDR|sul motore dello shuttle}}
*Ecco come io sistema problemi in stazione russa! ('''Lev Andropov''') {{NDR|colpendo il motore malfunzionante dello shuttle con una chiave inglese}}
*Vinciamo noi, Grace! ('''Harry Stamper''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Turista asiatica''': Io voglio fare shopping!<br>'''Tassista newyorkese''': Perché? Io no? Purtroppo non stiamo andando da nessuna parte perchè c'è un bell'ingorgo!
*'''Dotty''': Carl, sono almeno dieci ore che ho sfornato la tua cena dal microonde. Voglio il divorzio!<br>'''Carl''': Dotty, sto seguendo un fenomeno strano, non mi è ancora chiaro, ma mi sembra che bruci qualcosa lassù. Va a prendermi l'elenco telefonico, prendimi l'elenco. Voglio i numeri di quelli della NASA.<br>'''Dotty''': Scusami, ho forse scritto in fronte: "sono la schiava di Carl"?!<br>'''Carl''': Va a prendermi quell'elenco, per la puttana! Prendi l'elenco, prendi l'elenco, prendi l'elenco!
*'''Carl''': Chi scopre la meteora sceglie il nome, è esatto?<br>'''Dan Truman''': Sì, è così, è esatto.<br>'''Carl''': Voglio chiamarla Dotty, come mia moglie. {{NDR|Dotty sorride}} Stramaledetta vipera velenosa dalla quale non esiste scampo!<br>'''Dan Truman''': È un pensiero affettuoso!
*'''Presidente''': Che cavolo è quell'affare?<br>'''Dan Truman''': È un asteroide, signore.<br>'''Presidente''': E che dimensioni ha?<br>'''Scienziato''': Signore, stimiamo che possa situarsi sui...<br>'''Dan Truman''': È grande come il Texas, presidente! <br>'''Scienziato''': Infatti.<br>'''Presidente''': E nessuno si è accorto del suo arrivo?<br>'''Dan Truman''': Il nostro budget per il monitoraggio anti-collisioni ci consente di controllare solo il 3% del cielo e, con tutto il rispetto, il cosmo ha un culo enorme.<br/>'''Lt. Generale Kimsey''': E quelli di stamattina?<br>'''Dan Truman''': Ah, non erano niente. Di dimensioni variabili fra una palla da basket e un' utilitaria.<br>'''Presidente''': E l'asteroide... colpirà la terra?<br>'''Dan Truman''': Al momento lo stiamo appurando, signore.<br>'''Presidente''': Che tipo di danni potremmo subire?<br>'''Dan Truman''': Danni? Totali, signore. L'impatto non lascerebbe scampo. La fine dell'umanità. Dovunque colpisse il globo, nulla sopravvivrebbe, neanche i batteri.
*{{NDR|Harry sta cercando di sparare ad A.J. con un fucile}}<br>'''Rockhound''': Harry, guarda che la cosa è illegale...<br>'''Harry''': Temporanea infermità mentale. Non c'è problema.
*'''Harry Stamper''': Fatemi capire: mi avete prelevato da una piattaforma oceanica e portato all'altro capo del mondo, perché avete rubato il mio progetto, ma non riuscite a capirci un accidente e state facendo una merda d'assemblaggio.<br> '''Ronald Quincy''': Tecnicamente i brevetti non si estendono allo spazio...<br>'''Dan Truman''': Sta zitto! Il modulo non va più su Marte, tenterà di salvare questo pianeta, e noi dobbiamo sapere cos'ha che non va. Ha detto che abbiamo fatto un pessimo lavoro d'assemblaggio.<br>'''Harry Stamper''': No, ho detto che avete fatto una merda d'assemblaggio!
*'''Harry Stamper''': La trivellazione è una scienza, un'arte... vengo da tre generazioni di trivellatori, lo faccio da una vita e ci sono cose che ancora non riesco a capire. Immagino che abbiate chiamato me perché sono il migliore nel campo, ma se sono il migliore è solo perché lavoro con i migliori. Se non ti fidi della gente con cui lavori, sei morto. Volete mandare questi ragazzi nello spazio? Bene, saranno anche degli ottimi astronauti, ma non capiscono un'acca di trivellazione. Qual è il vostro piano di contingenza?<br>'''Dan Truman''': Sarebbe a dire?<br>'''Harry Stamper''': Il piano alternativo. Avrete pure un piano di riserva, no?!<br>'''Dan Truman''': No, non abbiamo alcun piano alternativo.<br>'''Harry Stamper''': E questo è quanto di meglio avete... Cioè che il governo... il governo degli Stati Uniti ha saputo concepire? Insomma, per la puttana, voi siete la NASA! Avete spedito degli uomini sulla luna, siete dei geni, portate avanti un programma spaziale... Sono certo che da qualche parte in questo momento un centinaio di scienziati studiano chissà quali cazzi e mi venite a dire che non avete un piano alternativo?! Che questi 8 boyscout sono l'unica speranza che ha il mondo?! Questo volete dirmi?!<br>'''Dan Truman''': Sì.<br>'''Harry Stamper''': Oh, Cristo... Andiamo bene...
*{{NDR|Facendo il Test di [[ Hermann Rorschach|Rorschach]]}}<br>'''Rockhound''': Donna con un gran paio di tette... Donna con tette medie...<br>'''A. J.''': Questo è Harry che mi tormenta... Ehm... Questo è Harry quando dice che non sono all'altezza... Questo è Harry che mi dice che non posso sposare sua figlia...
*'''Dan Truman''': Allora signori, esaminiamo il piano di volo; non sghignazzate troppo, so che lo schemino non è in scala. Entrambi gli Shuttle partiranno martedì alle 18:30, settantacinque minuti più tardi vi aggancerete alla stazione spaziale russa dove il cosmonauta Andropov rifornirà gli Shuttle di ossigeno liquido, che è il vostro carburante, poi affronterete il tratto di 60 ore che vi separa dalla Luna. Abbiamo a disposizione un solo tentativo per atterrare sull'asteroide, e precisamente nel momento in cui transiterà vicino alla Luna. L'azione della spinta propulsiva combinata alla gravità lunare produrrà un "effetto fionda", che vi catapulterà sull'asteroide con un'accelerazione superiore a 11G... <br>'''Rockhound''': Ah, sì, me lo ricordo questo: è quando Willy il Coyote mette il culo in una grande fionda e si lega abbracciato a un missile ACME. E' più o meno quello che faremo noi?<br>'''Harry Stamper''': Rockhoud...<br>'''Rockhound''':No no no veramente, perché non ha funzionato un granché con il Coyote...<br>'''Harry Stamper''': Ma cosa c'entra...?!<br>'''Dan Truman''': Per la verità, i nostri razzi sono migliori di quelli del Coyote...
*'''Oscar Choi''': Ok, signor Truman, diciamo che siamo riusciti ad atterrare sull'asteroide... che che tipo di ambiente troveremo?<br>'''Dan Truman''': 93 gradi centigradi al sole, -93 all'ombra. Crepacci con rocce taglienti come rasoi, inimmaginabili condizioni gravitazionali, improvvise eruzioni... cose del genere.<br>'''Oscar Choi''': Ho capito, le peggiori condizioni ambientali. Grazie, non serve altro, "le peggiori condizioni ambientali".
*'''Usuraio''': {{NDR|Preoccupato che Rockhound non possa pagare il debito}} Non mi sembri molto in salute, non è che domani schiatti? <br/>'''Rockhound''': Ho le stesse probabilità che hai tu!
*'''Grace''': Credi sia possibile che da qualche parte nel mondo ci sia qualcuno che fa la stessa cosa in questo momento?<br>'''A.J.''': Lo spero proprio, altrimenti che accidenti stiamo salvando?
*'''Rockhound''': Siamo nel settore 202, ai limiti della griglia 9, sito 15H32 più o meno. "Capitan America" ha mancato l'atterraggio di 26 miglia!<br>'''Sharp''': E coma fai a dirlo, tu?<br>'''Rockhound''': Perché sono un genio!
*'''Harry''': Vi posso garantire che la ferrite non va oltre i cinquanta piedi.<br>'''Rockhound''': E come fai a dirlo?<br>'''Harry''': Perché se non è così siamo fottuti.
*{{NDR|[[Preghiere dai film|Pregando]] sull'asteroide}}<br>'''Harry''': Mio Dio, dacci una mano per favore, non ti chiedo altro. <br /> '''Max''': Qui dovrebbe sentirci, siamo più vicini.
*'''A.J.''': Mai sentito parlare di volo acrobatico?<br>'''Lev''': No, mai visto ''[[Guerre stellari]]''.
*'''Rockhound''': Al galoppo cowboy! Yuppy-yayoooh! {{NDR|mentre "cavalca" la testata nucleare da far esplodere sull'asteroide}}<br>'''Colonnello Sharp''': Scendi subito dalla testata nucleare...<br>'''Rockhound''': Stavo imitando quel personaggio del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. Quello che cavalca la bomba, la testata nucleare...<br>'''Colonnello Sharp''': Scendi!<br>'''Rockhound''': Non hai visto il film?<br>'''Harry''': Abbiamo quasi 700 piedi da scavare, Rockhound!<br>'''Rockhound''': Volevo solo sentire l'effetto di un potere dirompente tra le gambe... Ehi, Sharp! No al nucleare! No al nucleare! No al nucleare!<br>'''Harry''': Hai ancora una pallottola in quella pistola?
*'''A.J.''': Fammi un favore Harry. Dì a Grace che... che sarò sempre con lei.<br> '''Harry''': Ok.<br>'''A.J.''': Lo farai?<br> '''Harry''': Sì d'accordo {{NDR|Harry stacca il tubo dell'aria ad A.J.}} Dà questo a Truman! Dallo a Truman, capito? Entra, avanti! Tocca a me adesso.<br>'''A.J.''': Harry! Harry, non puoi farmi questo! È compito mio!<br>'''Harry''': Devi badare alla mia bambina adesso. Ecco il tuo compito. Ti ho sempre considerato come un figlio. Sempre. E sarò molto fiero di vederti sposare Grace.<br>'''A.J.''': Harry... <br>'''Harry''': Addio ragazzo... <br>'''A.J.''': Harry no! <br> '''Harry''': Ti voglio bene ragazzo... <br>'''A.J.''': Harry... anch'io te ne voglio, aspetta! <br> '''Harry''': Abbi cura di te. <br>'''A.J.''': No, aspetta! Non puoi farlo! Aspetta, Harry! <br>{{NDR|A.J.arriva nel Hangar.}}<br>'''Rockhound''': Cos'è successo?!<br>'''Charles "Chick" Chapple''':{{NDR|Riferendosi ad Harry }}:Quel testardo, pazzo, figlio di...!
*{{NDR|Comunicazione video tra Houston e asteroide}}<br>'''Grace''': Papà...<br>'''Harry''': Ciao Grace... Tesoro lo so, ti ho promesso che sarei tornato...<br>'''Grace''': Ma come...? Non capisco...<br>'''Harry''': Temo che non potrò mantenere la promessa.<br>'''Grace''': Anch'io... anch'io ti ho mentito, quando ti ho detto che non volevo essere come te. Perché io sono come te, e quello che di buono mi porto dentro, me l'hai dato tu... e ti voglio un bene dell'anima papà e sono fiera di te. Ma ho tanta paura, tanta paura. <br>'''Harry''': Lo so bambina mia, ma non ci sarà più nulla di cui aver paura. Grace, voglio che tu sappia che A.J. ci ha salvati, davvero. E devi dire a Chick, che non ce l'avrei mai fatta senza di lui, mai; e devi curarti di A.J. Vorrei poterti accompagnare all'altare... ma verrò, verrò di tanto in tanto a trovarti, d'accordo? Ti voglio bene Grace.<br>'''Grace''': Anch'io te ne voglio.<br>'''Harry''': Devo andare tesoro...<br>'''Grace''': Papà no... No, papà, no...
==Citazioni su ''Armageddon - Giudizio finale''==
===Frasi promozionali===
*Per l'amore. Per l'onore. per l'umanità.<ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1998/armageddongiudiziofinale/poster/0/ ''Poster Armageddon - Giudizio finale''], ''MYmovies.it''</ref>
*Avevate progetti? Cattivo tempismo!
:''Vous aviez des projets? ça tombe mal!''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1998/armageddongiudiziofinale/poster/2/ ''Poster 2 - Armageddon - Giudizio finale''], ''MYmovies.it''</ref>
*Guardate in alto.
:''Heads up''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1998/armageddongiudiziofinale/poster/3/ ''Poster 3 - Armageddon - Giudizio finale''], ''MYmovies.it''</ref>
*Hanno solo trentatre giorni per salvare il mondo. O si fa o si muore!
:''They only have 33 days to save the world. Do it or die!!''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1998/armageddongiudiziofinale/poster/4/ ''Poster 4 - Armageddon - Giudizio finale''], ''MYmovies.it''</ref>
*Niente sulla Terra può preparati a questo.
:''Nothing on Earth can prepare you.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} {{en}} [http://www.imdb.com/media/rm2004655616/tt0120591?ref_=ttmd_md_nxt ''Pictures & Photos from Armageddon (1998)''], ''IMDb.com''</ref>
==Note==
<references/>
== Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Armageddon - Giudizio finale''}}
[[Categoria:Film di fantascienza]]
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Ferdinando I, re di Napoli
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Ferdinando I, re di Napoli
|genere = commedia
|regista = [[Gianni Franciolini]]
|sceneggiatore = [[Pasquale Festa Campanile]], [[Massimo Franciosa]]
|attori =
* [[Peppino De Filippo]]: Ferdinando I
* [[Eduardo De Filippo]]: Pulcinella
* [[Titina De Filippo]]: Titina
* [[Vittorio De Sica]]: Seccano
* [[Aldo Fabrizi]]: un contadino
* [[Marcello Mastroianni]]: Gennarino
* [[Renato Rascel]]: Mimi
* [[Pietro De Vico]]: giocatore al lotto
}}
'''''Ferdinando I, re di Napoli''''', film italiano del 1959 con [[Eduardo De Filippo]], [[Vittorio De Sica]] e [[Marcello Mastroianni]], regia di [[Gianni Franciolini]].
==Frasi==
*Le [[verità]] sono come le medicine: hanno il sapore cattivo e nessuno le vuole prendere, però fanno bene. ('''Mimi''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Film commedia]]
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Orson Welles
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text/x-wiki
[[Immagine:Orson Welles 1937.jpg|thumb|Orson Welles nel 1937]]
{{Premio|Oscar|'''[[Quarto potere]]'''
*Miglior sceneggiatura originale (1942)
Oscar alla carriera (1971)}}
'''Orson Welles''' (6 maggio 1915 – 10 ottobre 1985), attore, sceneggiatore, produttore e regista cinematografico, teatrale e radiofonico statunitense.
== Citazioni di Orson Welles ==
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]] in una conversazione con [[Peter Bogdanovich]]}} Bravo? Eduardo? Per l'amor di Dio, Peter, è un grande! Ma qualche volta ti capiterà di vederlo in un film e vedrai cosa volevo dire. La macchina da presa non lo ama.<ref>Da Peter Bogdanovich, ''Il cinema secondo Orson Welles'', citato in Ilaria Urbani, ''Quella volta che Orson Welles stroncò Eduardo'', ''la Repubblica Napoli.it'', 5 ottobre 2016, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/10/05/foto/quella_volta_che_orson_welles_stronco_eduardo-149160404/1/#1]</ref>
*Ecco: io sono un pendolare. Vado dove c'è del lavoro, come un raccoglitore di frutta. Tutto ciò di cui ho bisogno sono un sorriso d'incoraggiamento ed una proposta, ed arrivo subito, col primo aereo. (da ''Saturday Evening Post'', 8 dicembre 1962)
*Hollywood è un quartiere dorato adatto ai giocatori di golf, ai giardinieri, a vari tipi di uomini mediocri ed ai cinematografi soddisfatti. Io non sono nulla di tutto ciò. (citato in Peter Noble, ''The fabulous Orson Welles'', 1956)
*{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} La miglior ballerina del mondo.
:''La mejor bailarina del mundo.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref>
*Le promesse sono molto più divertenti delle spiegazioni. (da ''Girando Otello'')
*L'Italia conta oltre cinquanta milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, n. 2446. ISBN 88-04-43263-2</ref>
*Odio la [[televisione]]. La odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di mangiar noccioline.<ref>Dal ''New York Herald Tribune'', 1956; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Per me, il cinema è [[recitazione]]. Quando tiri le somme, la qualità di un film è tutta questione di quali attori hai, e di come recitano. (da ''Chi c'è in quel film?'')
*Sono solo un poveraccio che cerca di fare del cinema. (citato in James Naramore, ''Orson Welles'')
*{{NDR|Sul suo lavoro con [[Anthony Perkins|Perkins]] durante "Il processo"}} Tony e io abbiamo passato buona parte del tempo a sganasciarci da ridere! Che meraviglia avere Tony in un film. (da ''Chi c'è in quel film?'', p. 569)
*Val la pena di ricordare che molti tra i suoi colleghi, anche i più intelligenti, si preoccupano di apparire stupidi. La signorina [[Oriana Fallaci|Fallaci]] non ha bisogno di ricorrere a questi trucchi, sa nascondere la giornalista più agguerrita sotto la più ingannevole delle maschere femminili. (citato in ''I sette peccati di Hollywood'', introduzione)
==''Io, Orson Welles''==
*Il ''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' mentre lo si fa, ha davvero un effetto opprimente su tutti. Sul serio, è tremendo, ti resta addosso tutto il giorno. L'atmosfera che si produce è talmente orrenda e paurosa che non è difficile capire perché sopravviva la vecchia superstizione. (p. 228)
*Personalità. Non presumo di risolvere questo mistero. Ma conta sempre più della tecnica. Per esempio, chi conosce la tecnica meglio di [[Laurence Olivier|Olivier]]? Certo che, se la recitazione cinematografica dipendesse in modo significativo da una tecnica particolare [[Laurence Olivier|Larry]] se ne sarebbe impadronito. Eppure per quanto bravo sia al cinema, è solo un'ombra dell'attore che impone la sua presenza sulle scene teatrali. Perché la macchina da presa sembra diminuirlo? E ingrandire [[Gary Cooper]], che di tecnica non ne sapeva un bel niente?
*{{NDR|Alla domanda se esista qualcosa che si chiama recitazione cinematografica}} Esistono attori cinematografici. [[Gary Cooper|Cooper]] era un attore cinematografico, il caso classico. Lo vedevi lavorare sul set e pensavi: "Dio mio, questa dovranno rigirarla!". Praticamente, sembrava che non ci fosse. E poi vedevi i giornalieri, e riempiva lo schermo.
*Non mi piace parlare di cinema, ne ho abbastanza, di parlare di film. [...] Giusto. Naturalmente hai ragione tu. Se il nostro amato cinema (e naturalmente quando dico "amato" sono serissimo, perché in effetti noi lo amiamo appassionatamente), be', se il nostro amato cinema smette di essere la grande ossessione contemporanea, allora la creta per le nostre amate statue resterà in mano ai distributori. Cioè, sará gettata ai cani – e noi dove andiamo a finire?
*Anzitutto, credo che un [[critico]] ne sappia sempre di più sull'opera di un artista dell'artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell'artista.
*Non sará sembrato che dicessi che il teatro è finito, vero? Ci sono dei grandi artisti che continuano a lavorarci, ma non è più collegato alla centrale elettrica principale. Il teatro resiste come un divino anacronismo; come l'opera lirica e il balletto classico. Un'arte che è rappresentazione più che creazione, una fonte di gioia e di meraviglia, ma non una cosa del presente.
*Ho cominciato dalla cima e mi sono fatto strada verso il fondo.
*[...] la semplice regia è il lavoro più facile del mondo.
*[...] non c'è un altro mestiere al mondo in cui un uomo possa andare allegramente avanti per trent'anni senza che nessuno mai s'accorga ch'è un incompetente. Dagli un buon copione, un buon cast, e un buon montatore o anche uno solo di questi elementi – e tutto quel che deve dire è "azione" e "buona", e il film si fa da solo.
*La regia cinematografica è il perfetto rifugio per i mediocri. Ma quando un buon regista fa un cattivo film, l'universo intero sa chi ne è responsabile.
*Il vero autore-regista deve essere tanto ma tanto migliore del normale professionista. Quando non lo è, si vede eccome. Gli [[impiegato|impiegati]] stanno al sicuro, i [[creatività|creativi]] su qualche ciglio di burrone – che è proprio il posto loro, naturalmente.
*Credo di essere fatto per Conrad. Secondo me, ogni storia di Conrad è un film. Non c'è mai stato un film da Conrad, per la semplice ragione che nessuno l'ha mai fatto com'è scritto. La mia sceneggiatura era fedelissima a Conrad. E io credo che appena qualcuno farà come dico si ritroverà un successo fra le mani
==''Orson Welles''==
*Ho avuto più fortuna di chiunque altro. Certo, sono anche stato scalognato più di chiunque altro, nella storia del cinema, ma ciò è nell'ordine delle cose. Dovevo pagare il fatto d'aver avuto, sempre nella storia del cinema, la più grande fortuna...
*Quando arrivai a Dublino dovetti vendere l'asino all'asta, ed anche me stesso. Penso che avrei potuto trovare un onesto lavoro come giardiniere o lavapiatti: purtroppo diventai attore.
*Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood.
*Quarto potere racconta la storia dell'inchiesta fatta da un giornalista di nome Thompson per scoprire il senso delle ultime parole di Charles Foster Kane. Poiché il suo parere è che le ultime parole di un uomo devono spiegare la sua vita. Forse è vero. Lui non capirà mai cosa Kane volesse dire, ma il pubblico, invece, lo capisce. La sua inchiesta lo porta da cinque persone che conoscevano bene Kane, che lo amavano e lo odiavano. Gli raccontano cinque storie diverse, ognuna delle quali molto parziale, in modo che la verità su Kane possa essere dedotta soltanto – come d'altronde ogni verità su un individuo – dalla somma di tutto quello che è stato detto su di lui. Secondo alcuni Kane amava soltanto sua madre, secondo altri amava solo il suo giornale, solo la sua seconda moglie, solo se stesso. Forse amava tutte queste cose, forse non ne amava nessuna. Il pubblico è l'unico giudice. Kane era insieme egoista e disinteressato, contemporaneamente un idealista e un imbroglione, un uomo grandissimo e un uomo mediocre. Tutto dipende da chi ne parla. Non viene mai visto attraverso l'occhio obiettivo di un autore. Lo scopo del film risiede, d'altra parte, nel proporre un problema piuttosto che risolverlo.
*Riuscivo appena a muovermi, per via del corsetto e del cerone sul viso. Norman Mailer, una volta, ha scritto che quando ero giovane ero il più bell'uomo che mai si fosse visto. Grazie tante! Era tutto merito del trucco di Quarto potere.
*Odiavo Harry Lime. Non aveva passioni, era freddo: era Lucifero, l'angelo caduto.
*Più studiavo la parte, meno mi sembrava allegra. Questo problema mi ha preoccupato per tutto il tempo delle riprese... Non mi piacciono molto le scene in cui sono soltanto divertente. Mi sembra che Falstaff sia più un uomo di spirito che un pagliaccio... È il personaggio cui credo di più, è l'uomo più buono di tutto il dramma. Le sue colpe sono colpe da poco, e lui se ne fa beffe. È buono come il pane, come il vino. Per questo ho trascurato un po' il lato comico del personaggio: ogni volta che l'ho interpretato mi sono persuaso sempre di più del fatto che rappresenta la bontà e la purezza.
{{NDR|Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977.}}
==''Cahiers du cinema''==
*Di quello ho visto tutti i film: è un dilettante. I film di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] provano solo che gli italiani sono attori nati e che in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi. (n. 88, ''1958'')
*Il cinema è un mestiere... Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. (n. 165 – ''1965'')
*Mi sono sempre sentito isolato. Credo che ogni bravo artista si senta isolato. (n. 165 – ''1965'')
*Io credo, pensando ai miei film, che siano imperniati non tanto sul conseguimento di qualcosa, ma piuttosto sulla ricerca. Se noi cerchiamo qualcosa, il [[labirinto]] è il posto più adatto alla ricerca. Non so perché, ma i miei film sono tutti, in gran parte' una ricerca fisica. (n. 165, ''1965'')
==Citazioni su Orson Welles==
*Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto ''[[Quarto potere]]''. ([[François Truffaut]])
*Il paragone fra [[Erich von Stroheim|Stroheim]] e Orson Welles è particolarmente calzante. Welles ottenne un grande successo con il suo primo film, cui fece seguire un'opera cinematografica tra le più interessanti, ''L'orgoglio degli Ambersons'' (''The Magnificent Ambersons''); al pari di Stroheim anch'egli aveva un carattere difficile, era un uomo ostinato, intelligentissimo, versatile, sempre in lotta con i finanziatori, e scrisse, diresse e interpretò i propri film, per finire schiacciato con «i sistemi di Hollywood». ([[Peter Noble]])
*Orson Welles era veramente grande. Non i suoi film. Lui. ([[Andy Warhol]])
*Orson Welles, in un celebre documentario, affermava che l’Italia era il paese della vita, mentre la Spagna era il paese della morte: pensava alla splendida [[Firenze]], e, come opposto, alla corrida, alle processioni della settimana santa, ai volti nei dipinti di [[El Greco]]. In entrambi i casi, vedeva la grande bellezza di paesi in perenne affanno per essere all’altezza dell’Europa che conta. ([[Egidio Ivetic]])
*Orson Welles lo ricordo soprattutto come un attore eccezionale, sublime... Sono convinto che Welles avesse in testa un meraviglioso brusio, grazie anche al suo stupendo alcol, e che fosse un genio, ma non mi va di rinchiuderlo in una definizione: era troppo avventuriero, troppo fuori dagli schemi, troppo imprevedibile, perché noi oggi si possa fare un'operazione del genere... A me Welles ricorda Raffaello. Raffaello che cammina per le strade di Roma nel Cinquecento e che a ogni passo si deve fermare perché la gente gli bacia le mani, le vesti. ([[Carmelo Bene]])
*Orson Welles nasce bambino prodigio e cresce genio obeso. ([[Morando Morandini]])
*Per me è solo una bufala. Non è interessante. È morto. ''[[Quarto potere]]'', di cui ho una copia, è il prediletto dei critici, sempre in cima ai sondaggi, ma io credo sia una noia totale. Soprattutto, le interpretazioni non meritano. La dose massiccia di rispetto che ha ricevuto è assolutamente inverosimile. ([[Ingmar Bergman]])
*Quando lo vedo e gli parlo, mi sento come una pianta dopo che l'hanno annaffiata. ([[Marlene Dietrich]])
*Questo film fu realizzato in evidente antitesi a ''[[Quarto potere]]'', come se fosse l'opera d'un altro regista, che, detestando il primo, volesse dargli una lezione di modestia. ([[François Truffaut]] parlando dell' ''Orgoglio degli Amberson'')
*Welles andò in Messico per girare una pellicola per la RKO Radio, la casa produttrice dei suoi primi tre film, ''Quarto potere'' (''Citizen Kane''), ''L'orgoglio degli Ambersons'', ''Viaggio nel paese della paura'' (''Journey Into Fear''); quando tornò a Hollywood, si rese conto che (in seguito a un cambiamento nelle alte sfere della RKO) lo avevano «fatto fuori». ([[Peter Noble]])
*Welles ricorre di rado al montaggio campo-contro-campo, in cui due attori stanno semplicemente in piedi o seduti e vengono inquadrati uno per volta in primo piano, mentre recitano a turno le battute. Di solito posiziona invece la cinepresa in basso, mostrando una visuale ampia dei due attori, uno dei quali parla, attraversa l'inquadratura e ne esce nel momento in cui l'altro si gira e risponde; poi torna con uno stacco sull'attore fuori campo, che si gira di nuovo e parla ancora. Il risultato è un effetto dinamico, leggermente vertiginoso o allucinatorio: un'atmosfera quasi onirica spesso enfatizzata dalle particolari angolazioni della cinepresa e dal modo insolito di sovrapporre i dialoghi. ([[James Naremore]])
===[[Jesús Franco]]===
*Era imprevedibile, come per qualsiasi altra cosa. Se gli andava di girare una scena in un dato momento lo faceva e si arrabbiava con l’attore se non era pronto.
*Geniale. La persona più intelligente e acuta che abbia mai conosciuto. Era capace di capire che tipo di persona eri e sapere cosa stavi pensando solo con uno sguardo.
*Orson Welles, il mio grande amico, è uno che dovrebbe essere ricordato come un genio. Ho lavorato con lui per molto tempo, ed era così intelligente e brillante.
*Una volta gli chiesi se, in assoluto, preferisse girare un buon film da regista o interpretare un grande ruolo d’attore. Mi rispose che era lo stesso. Capisci? Per metà era un regista e per metà attore, non dava più importanza al fatto di dirigere un film.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*AA. VV., ''Orson Welles'', [[Cahiers du cinéma]], numero fuori serie, 1982
*Claudio M. Valentinetti, ''"Il Castoro; Orson Welles"'' pubblicato da "''L'Unità"'' 1988
*James Naremore, ''Orson Welles'', Marsilio editore 1993.
*Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977.
*Orson Welles, Peter Bogdanovich, ''Io, Orson Welles'', traduzione di Roberto Buffagni, Edizioni Baldini Castoldi Dalai, 1996. ISBN 8885989306
*[[Oriana Fallaci]], ''I sette peccati di Hollywood (1958)'', Bur Rizzoli, 2009. ISBN 9788817028363
*Peter Bogdanovich, ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', Fandango Libri, 2008.
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Quarto potere]]'' (1941) – attore, sceneggiatore, regista e produttore
*''[[La porta proibita]]'' (1943) – attore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – voce
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) – attore, sceneggiatore, regista e produttore
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) – soggetto
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949) – attore
*''[[Rapporto confidenziale]]'' (1955) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[David e Golia]]'' (1960) – attore
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) – voce
*''[[Il processo (film)|Il processo]]'' (1962) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965) – attore
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) – attore
*''[[Comma 22]]'' (1970) – attore
*''[[F come falso]]'' (1974) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[...e poi, non ne rimase nessuno]]'' (1974) – voce
*''[[Ro.Go.Pa.G.]]'' (1963) – attore
*''[[La pazza storia del mondo]]'' (1981) – voce
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Welles, Orson}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori teatrali]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Registi teatrali statunitensi]]
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text/x-wiki
[[Immagine:Orson Welles 1937.jpg|thumb|Orson Welles nel 1937]]
{{Premio|Oscar|'''[[Quarto potere]]'''
*Miglior sceneggiatura originale (1942)
Oscar alla carriera (1971)}}
'''Orson Welles''' (1915 – 1985), attore, sceneggiatore, produttore e regista cinematografico, teatrale e radiofonico statunitense.
== Citazioni di Orson Welles ==
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]] in una conversazione con [[Peter Bogdanovich]]}} Bravo? Eduardo? Per l'amor di Dio, Peter, è un grande! Ma qualche volta ti capiterà di vederlo in un film e vedrai cosa volevo dire. La macchina da presa non lo ama.<ref>Da Peter Bogdanovich, ''Il cinema secondo Orson Welles'', citato in Ilaria Urbani, ''Quella volta che Orson Welles stroncò Eduardo'', ''la Repubblica Napoli.it'', 5 ottobre 2016, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/10/05/foto/quella_volta_che_orson_welles_stronco_eduardo-149160404/1/#1]</ref>
*Ecco: io sono un pendolare. Vado dove c'è del lavoro, come un raccoglitore di frutta. Tutto ciò di cui ho bisogno sono un sorriso d'incoraggiamento ed una proposta, ed arrivo subito, col primo aereo. (da ''Saturday Evening Post'', 8 dicembre 1962)
*Hollywood è un quartiere dorato adatto ai giocatori di golf, ai giardinieri, a vari tipi di uomini mediocri ed ai cinematografi soddisfatti. Io non sono nulla di tutto ciò. (citato in Peter Noble, ''The fabulous Orson Welles'', 1956)
*{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} La miglior ballerina del mondo.
:''La mejor bailarina del mundo.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref>
*Le promesse sono molto più divertenti delle spiegazioni. (da ''Girando Otello'')
*L'Italia conta oltre cinquanta milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, n. 2446. ISBN 88-04-43263-2</ref>
*Odio la [[televisione]]. La odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di mangiar noccioline.<ref>Dal ''New York Herald Tribune'', 1956; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Per me, il cinema è [[recitazione]]. Quando tiri le somme, la qualità di un film è tutta questione di quali attori hai, e di come recitano. (da ''Chi c'è in quel film?'')
*Sono solo un poveraccio che cerca di fare del cinema. (citato in James Naramore, ''Orson Welles'')
*{{NDR|Sul suo lavoro con [[Anthony Perkins|Perkins]] durante "Il processo"}} Tony e io abbiamo passato buona parte del tempo a sganasciarci da ridere! Che meraviglia avere Tony in un film. (da ''Chi c'è in quel film?'', p. 569)
*Val la pena di ricordare che molti tra i suoi colleghi, anche i più intelligenti, si preoccupano di apparire stupidi. La signorina [[Oriana Fallaci|Fallaci]] non ha bisogno di ricorrere a questi trucchi, sa nascondere la giornalista più agguerrita sotto la più ingannevole delle maschere femminili. (citato in ''I sette peccati di Hollywood'', introduzione)
==''Io, Orson Welles''==
*Il ''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' mentre lo si fa, ha davvero un effetto opprimente su tutti. Sul serio, è tremendo, ti resta addosso tutto il giorno. L'atmosfera che si produce è talmente orrenda e paurosa che non è difficile capire perché sopravviva la vecchia superstizione. (p. 228)
*Personalità. Non presumo di risolvere questo mistero. Ma conta sempre più della tecnica. Per esempio, chi conosce la tecnica meglio di [[Laurence Olivier|Olivier]]? Certo che, se la recitazione cinematografica dipendesse in modo significativo da una tecnica particolare [[Laurence Olivier|Larry]] se ne sarebbe impadronito. Eppure per quanto bravo sia al cinema, è solo un'ombra dell'attore che impone la sua presenza sulle scene teatrali. Perché la macchina da presa sembra diminuirlo? E ingrandire [[Gary Cooper]], che di tecnica non ne sapeva un bel niente?
*{{NDR|Alla domanda se esista qualcosa che si chiama recitazione cinematografica}} Esistono attori cinematografici. [[Gary Cooper|Cooper]] era un attore cinematografico, il caso classico. Lo vedevi lavorare sul set e pensavi: "Dio mio, questa dovranno rigirarla!". Praticamente, sembrava che non ci fosse. E poi vedevi i giornalieri, e riempiva lo schermo.
*Non mi piace parlare di cinema, ne ho abbastanza, di parlare di film. [...] Giusto. Naturalmente hai ragione tu. Se il nostro amato cinema (e naturalmente quando dico "amato" sono serissimo, perché in effetti noi lo amiamo appassionatamente), be', se il nostro amato cinema smette di essere la grande ossessione contemporanea, allora la creta per le nostre amate statue resterà in mano ai distributori. Cioè, sará gettata ai cani – e noi dove andiamo a finire?
*Anzitutto, credo che un [[critico]] ne sappia sempre di più sull'opera di un artista dell'artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell'artista.
*Non sará sembrato che dicessi che il teatro è finito, vero? Ci sono dei grandi artisti che continuano a lavorarci, ma non è più collegato alla centrale elettrica principale. Il teatro resiste come un divino anacronismo; come l'opera lirica e il balletto classico. Un'arte che è rappresentazione più che creazione, una fonte di gioia e di meraviglia, ma non una cosa del presente.
*Ho cominciato dalla cima e mi sono fatto strada verso il fondo.
*[...] la semplice regia è il lavoro più facile del mondo.
*[...] non c'è un altro mestiere al mondo in cui un uomo possa andare allegramente avanti per trent'anni senza che nessuno mai s'accorga ch'è un incompetente. Dagli un buon copione, un buon cast, e un buon montatore o anche uno solo di questi elementi – e tutto quel che deve dire è "azione" e "buona", e il film si fa da solo.
*La regia cinematografica è il perfetto rifugio per i mediocri. Ma quando un buon regista fa un cattivo film, l'universo intero sa chi ne è responsabile.
*Il vero autore-regista deve essere tanto ma tanto migliore del normale professionista. Quando non lo è, si vede eccome. Gli [[impiegato|impiegati]] stanno al sicuro, i [[creatività|creativi]] su qualche ciglio di burrone – che è proprio il posto loro, naturalmente.
*Credo di essere fatto per Conrad. Secondo me, ogni storia di Conrad è un film. Non c'è mai stato un film da Conrad, per la semplice ragione che nessuno l'ha mai fatto com'è scritto. La mia sceneggiatura era fedelissima a Conrad. E io credo che appena qualcuno farà come dico si ritroverà un successo fra le mani
==''Orson Welles''==
*Ho avuto più fortuna di chiunque altro. Certo, sono anche stato scalognato più di chiunque altro, nella storia del cinema, ma ciò è nell'ordine delle cose. Dovevo pagare il fatto d'aver avuto, sempre nella storia del cinema, la più grande fortuna...
*Quando arrivai a Dublino dovetti vendere l'asino all'asta, ed anche me stesso. Penso che avrei potuto trovare un onesto lavoro come giardiniere o lavapiatti: purtroppo diventai attore.
*Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood.
*Quarto potere racconta la storia dell'inchiesta fatta da un giornalista di nome Thompson per scoprire il senso delle ultime parole di Charles Foster Kane. Poiché il suo parere è che le ultime parole di un uomo devono spiegare la sua vita. Forse è vero. Lui non capirà mai cosa Kane volesse dire, ma il pubblico, invece, lo capisce. La sua inchiesta lo porta da cinque persone che conoscevano bene Kane, che lo amavano e lo odiavano. Gli raccontano cinque storie diverse, ognuna delle quali molto parziale, in modo che la verità su Kane possa essere dedotta soltanto – come d'altronde ogni verità su un individuo – dalla somma di tutto quello che è stato detto su di lui. Secondo alcuni Kane amava soltanto sua madre, secondo altri amava solo il suo giornale, solo la sua seconda moglie, solo se stesso. Forse amava tutte queste cose, forse non ne amava nessuna. Il pubblico è l'unico giudice. Kane era insieme egoista e disinteressato, contemporaneamente un idealista e un imbroglione, un uomo grandissimo e un uomo mediocre. Tutto dipende da chi ne parla. Non viene mai visto attraverso l'occhio obiettivo di un autore. Lo scopo del film risiede, d'altra parte, nel proporre un problema piuttosto che risolverlo.
*Riuscivo appena a muovermi, per via del corsetto e del cerone sul viso. Norman Mailer, una volta, ha scritto che quando ero giovane ero il più bell'uomo che mai si fosse visto. Grazie tante! Era tutto merito del trucco di Quarto potere.
*Odiavo Harry Lime. Non aveva passioni, era freddo: era Lucifero, l'angelo caduto.
*Più studiavo la parte, meno mi sembrava allegra. Questo problema mi ha preoccupato per tutto il tempo delle riprese... Non mi piacciono molto le scene in cui sono soltanto divertente. Mi sembra che Falstaff sia più un uomo di spirito che un pagliaccio... È il personaggio cui credo di più, è l'uomo più buono di tutto il dramma. Le sue colpe sono colpe da poco, e lui se ne fa beffe. È buono come il pane, come il vino. Per questo ho trascurato un po' il lato comico del personaggio: ogni volta che l'ho interpretato mi sono persuaso sempre di più del fatto che rappresenta la bontà e la purezza.
{{NDR|Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977.}}
==''Cahiers du cinema''==
*Di quello ho visto tutti i film: è un dilettante. I film di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] provano solo che gli italiani sono attori nati e che in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi. (n. 88, ''1958'')
*Il cinema è un mestiere... Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. (n. 165 – ''1965'')
*Mi sono sempre sentito isolato. Credo che ogni bravo artista si senta isolato. (n. 165 – ''1965'')
*Io credo, pensando ai miei film, che siano imperniati non tanto sul conseguimento di qualcosa, ma piuttosto sulla ricerca. Se noi cerchiamo qualcosa, il [[labirinto]] è il posto più adatto alla ricerca. Non so perché, ma i miei film sono tutti, in gran parte' una ricerca fisica. (n. 165, ''1965'')
==Citazioni su Orson Welles==
*Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto ''[[Quarto potere]]''. ([[François Truffaut]])
*Il paragone fra [[Erich von Stroheim|Stroheim]] e Orson Welles è particolarmente calzante. Welles ottenne un grande successo con il suo primo film, cui fece seguire un'opera cinematografica tra le più interessanti, ''L'orgoglio degli Ambersons'' (''The Magnificent Ambersons''); al pari di Stroheim anch'egli aveva un carattere difficile, era un uomo ostinato, intelligentissimo, versatile, sempre in lotta con i finanziatori, e scrisse, diresse e interpretò i propri film, per finire schiacciato con «i sistemi di Hollywood». ([[Peter Noble]])
*Orson Welles era veramente grande. Non i suoi film. Lui. ([[Andy Warhol]])
*Orson Welles, in un celebre documentario, affermava che l’Italia era il paese della vita, mentre la Spagna era il paese della morte: pensava alla splendida [[Firenze]], e, come opposto, alla corrida, alle processioni della settimana santa, ai volti nei dipinti di [[El Greco]]. In entrambi i casi, vedeva la grande bellezza di paesi in perenne affanno per essere all’altezza dell’Europa che conta. ([[Egidio Ivetic]])
*Orson Welles lo ricordo soprattutto come un attore eccezionale, sublime... Sono convinto che Welles avesse in testa un meraviglioso brusio, grazie anche al suo stupendo alcol, e che fosse un genio, ma non mi va di rinchiuderlo in una definizione: era troppo avventuriero, troppo fuori dagli schemi, troppo imprevedibile, perché noi oggi si possa fare un'operazione del genere... A me Welles ricorda Raffaello. Raffaello che cammina per le strade di Roma nel Cinquecento e che a ogni passo si deve fermare perché la gente gli bacia le mani, le vesti. ([[Carmelo Bene]])
*Orson Welles nasce bambino prodigio e cresce genio obeso. ([[Morando Morandini]])
*Per me è solo una bufala. Non è interessante. È morto. ''[[Quarto potere]]'', di cui ho una copia, è il prediletto dei critici, sempre in cima ai sondaggi, ma io credo sia una noia totale. Soprattutto, le interpretazioni non meritano. La dose massiccia di rispetto che ha ricevuto è assolutamente inverosimile. ([[Ingmar Bergman]])
*Quando lo vedo e gli parlo, mi sento come una pianta dopo che l'hanno annaffiata. ([[Marlene Dietrich]])
*Questo film fu realizzato in evidente antitesi a ''[[Quarto potere]]'', come se fosse l'opera d'un altro regista, che, detestando il primo, volesse dargli una lezione di modestia. ([[François Truffaut]] parlando dell' ''Orgoglio degli Amberson'')
*Welles andò in Messico per girare una pellicola per la RKO Radio, la casa produttrice dei suoi primi tre film, ''Quarto potere'' (''Citizen Kane''), ''L'orgoglio degli Ambersons'', ''Viaggio nel paese della paura'' (''Journey Into Fear''); quando tornò a Hollywood, si rese conto che (in seguito a un cambiamento nelle alte sfere della RKO) lo avevano «fatto fuori». ([[Peter Noble]])
*Welles ricorre di rado al montaggio campo-contro-campo, in cui due attori stanno semplicemente in piedi o seduti e vengono inquadrati uno per volta in primo piano, mentre recitano a turno le battute. Di solito posiziona invece la cinepresa in basso, mostrando una visuale ampia dei due attori, uno dei quali parla, attraversa l'inquadratura e ne esce nel momento in cui l'altro si gira e risponde; poi torna con uno stacco sull'attore fuori campo, che si gira di nuovo e parla ancora. Il risultato è un effetto dinamico, leggermente vertiginoso o allucinatorio: un'atmosfera quasi onirica spesso enfatizzata dalle particolari angolazioni della cinepresa e dal modo insolito di sovrapporre i dialoghi. ([[James Naremore]])
===[[Jesús Franco]]===
*Era imprevedibile, come per qualsiasi altra cosa. Se gli andava di girare una scena in un dato momento lo faceva e si arrabbiava con l’attore se non era pronto.
*Geniale. La persona più intelligente e acuta che abbia mai conosciuto. Era capace di capire che tipo di persona eri e sapere cosa stavi pensando solo con uno sguardo.
*Orson Welles, il mio grande amico, è uno che dovrebbe essere ricordato come un genio. Ho lavorato con lui per molto tempo, ed era così intelligente e brillante.
*Una volta gli chiesi se, in assoluto, preferisse girare un buon film da regista o interpretare un grande ruolo d’attore. Mi rispose che era lo stesso. Capisci? Per metà era un regista e per metà attore, non dava più importanza al fatto di dirigere un film.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*AA. VV., ''Orson Welles'', [[Cahiers du cinéma]], numero fuori serie, 1982
*Claudio M. Valentinetti, ''"Il Castoro; Orson Welles"'' pubblicato da "''L'Unità"'' 1988
*James Naremore, ''Orson Welles'', Marsilio editore 1993.
*Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977.
*Orson Welles, Peter Bogdanovich, ''Io, Orson Welles'', traduzione di Roberto Buffagni, Edizioni Baldini Castoldi Dalai, 1996. ISBN 8885989306
*[[Oriana Fallaci]], ''I sette peccati di Hollywood (1958)'', Bur Rizzoli, 2009. ISBN 9788817028363
*Peter Bogdanovich, ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', Fandango Libri, 2008.
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Quarto potere]]'' (1941) – attore, sceneggiatore, regista e produttore
*''[[La porta proibita]]'' (1943) – attore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – voce
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) – attore, sceneggiatore, regista e produttore
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) – soggetto
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949) – attore
*''[[Rapporto confidenziale]]'' (1955) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[David e Golia]]'' (1960) – attore
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) – voce
*''[[Il processo (film)|Il processo]]'' (1962) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965) – attore
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) – attore
*''[[Comma 22]]'' (1970) – attore
*''[[F come falso]]'' (1974) – attore, sceneggiatore e regista
*''[[...e poi, non ne rimase nessuno]]'' (1974) – voce
*''[[Ro.Go.Pa.G.]]'' (1963) – attore
*''[[La pazza storia del mondo]]'' (1981) – voce
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Welles, Orson}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori teatrali]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Registi teatrali statunitensi]]
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Zdeněk Zeman
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Danyele
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[[File:Zdenek Zeman.JPG|thumb|upright=1.2|Zdeněk Zeman nel 2006]]
'''Zdeněk Zeman''' (1947 – vivente), allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano.
==Citazioni di Zdeněk Zeman==
{{cronologico}}
*Sempre detto: se la gente non si diverte, crolla tutto in un mare di tristezza. E io [...] sono per lo spettacolo, anche se a certi livelli riducono tutto al risultato. {{NDR|«Beh, non è quello che conta?»}} Sì, ma a volte basta un palo o un piede storto per perdere una partita. E allora è lo spettacolo che rimane, l'immagine che una squadra sa dare di sé.<ref group="fonte" name="Dalla Vite">Dall'intervista di Matteo Dalla Vite, ''Siamo i più forti'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1157), 31 luglio – 6 agosto 1997, pp. 22-23.</ref>
*{{NDR|«Dia un giudizio sulle due facce del tifo di Roma»}} È numeroso e passionale. Ma passionale, a volte, può anche non essere un vantaggio.<ref group="fonte" name="Dalla Vite" />
*Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? È uno sbalordimento che comincia con [[Gianluca Vialli]] e arriva fino ad [[Alessandro Del Piero]]. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere soltanto con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico. Sono convinto che il calcio sia tutto un altro tipo di attività, almeno il mio, che in una sola parola definirei positivo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/online/sport/zeman/doping/doping.html Zeman: "Il calcio è in mano ai farmacisti"]'', ''repubblica.it'', 6 agosto 1998.</ref>
*{{NDR|A proposito del suo licenziamento dalla Roma}} Io non ho divorziato da [[Franco Sensi|Sensi]], è lui che ha divorziato da me.<ref group="fonte">Da un'intervista, ''[//www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=8 Zeman.org]'', 28 marzo 2000.</ref>
*Io alleno, ma non posso scendere in campo e giocare.<ref group="fonte" name="D'Antonio">Citato in Daniela D'Antonio, ''[//ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/24/wwwzemanorg-il-verbo-433.html Www.zeman.org 'Il verbo è 433']'', ''la Repubblica'', 24 ottobre 2000.</ref>
*Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.<ref group="fonte" name="D'Antonio"/>
*{{NDR|Nel 2004}} Nel '98 Vialli mi diede del terrorista, ora ammette che le mie parole sono servite a qualcosa. Purtroppo non cambia niente, vedo che oggi al processo sul doping i giocatori della Juventus non sono sinceri.<ref group="fonte">Citato in Corrado Zunino, ''[//www.repubblica.it/2004/a/sezioni/sport/calcio/doping1/doping1/doping1.html Dopo Galeone parla Agroppi "Negli anni '60, calcio e pasticche"]'', ''repubblica.it'', 11 gennaio 2004.</ref>
*Raramente mi capita di dire una [[bugia]]. Per questo mi sento solo. È un [[mondo]], il nostro, in cui se ne dicono tante.<ref group="fonte">Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/novembre/14/ancora_ostacolo_Zeman_sulla_strada_co_9_041114124.shtml C'è ancora l'ostacolo Zeman sulla strada della Juve in fuga]'', ''Corriere della Sera'', 14 novembre 2004.</ref>
*{{NDR|Alla domanda, qual è l'allenatore moderno?}} Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e dare, cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta [[vittoria|vincere]] 1 a 0 per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta... Che ha visto qualche cosa, e si è divertita.<ref group="fonte">Dall'intervista a ''V-ictory'', LA7, 7 aprile 2008.</ref>
*Non è giusto che, a pagare per l'eliminazione azzurra in Austria e Svizzera, sia [[Roberto Donadoni|Donadoni]], ma evidentemente è questa la politica federale. La causa di questo insuccesso è da ricondurre al fatto che molti giocatori non si sono presentati in forma.<ref group="fonte">Citato in Aldo Cangemi, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/06_Giugno/25/zeman.shtml Zeman: "Donadoni? Sbagliato esonerarlo"]'', ''gazzetta.it'', 25 giugno 2008.</ref>
*{{NDR|Su Lecce-Parma 3-3, ultima giornata della Serie A 2004-2005}} Ma queste partite io penso che, specialmente quell'annata dove erano invischiate nella retrocessione 8-9 squadre, penso che tutte le partite si sono giocate in questo modo. Nel senso per non farsi male.<ref group="fonte">Dalla deposizione di Zeman davanti al Tribunale di Napoli nel corso del processo Calciopoli, 20 novembre 2009; citato in Giovanni Capuano, ''[//sport.panorama.it/calcioscommesse/Quando-Zeman-disse-A-fine-stagione-non-ci-si-fa-male-E-volto-le-spalle-a-Lecce-Parma Quando Zeman disse: "A fine stagione non ci si fa male". E voltò le spalle a Lecce-Parma]'', ''panorama.it'', 14 agosto 2012.</ref>
*[[Calciopoli]] era una cosa, un sistema dominante guidato dagli attuali imputati di Napoli. Gli altri hanno cercato solo di difendersi, ma lo hanno fatto in modo sbagliato.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/201004articoli/26334girata.asp Calciopoli, Zeman torna all'attacco: sistema gestito da imputati di Napoli]'', ''lastampa.it'', 14 aprile 2010.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a "Chi sono i 5 migliori giocatori italiani?"}} Totti, Totti, Totti, Totti e Totti.<ref group="fonte" name="Totti">Citato in ''[//www.asromalive.com/intervista-zeman/38706/ Zeman: "Totti è ancora il numero 1. Ranieri? È nato difensore… Mourinho? Qualche interista si è vergognato…"]'', ''asromalive.com'', 25 luglio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[José Mourinho]]}} Un fenomeno mediatico. Dopo tanti anni ha dato la Champions all'Inter, ma il modo in cui ha vinto non è piaciuto a tutti. Ci sono molti interisti che si vergognano. Non si tratta degli arbitri, ma dell'atteggiamento della squadra: un allenatore dovrebbe dare un gioco...<ref group="fonte" name="Totti"/>
*Il risultato è casuale, la prestazione no.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Report'', Rai 3, 21 novembre 2010; [//www.report.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2afe4e64-8599-4ef2-98dc-0ce727a79ab8.html video] disponibile su ''report.rai.it''.</ref>
*{{NDR|Sugli effetti della creatina}} Se un portiere di 28 anni dovette cambiare misura dei guanti perché gli erano cresciute le mani, vuol dire che c'era qualcosa che non era normale.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[//www.gazzetta.it/Calcio/22-11-2010/-blob-settimana-711900197322.shtml Il blob della settimana: Balotelli, i razzisti e Cassano]'', ''gazzetta.it'', 22 novembre 2010.</ref>
*Alcuni giocatori si lamentano che faccio correre troppo? A Pescara vivo sul lungomare, e ogni mattina vedo un sacco di persone che corrono. E non li paga nessuno loro.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Fabio Fazio]] a ''Che tempo che fa'', Rai 3, 23 ottobre 2011; [http://www.youtube.com/watch?v=axUOM-oLLhY video] disponibile su ''youtube.com''.</ref>
*Siete voi giornalisti che le chiamate grandi e fate delle distinzioni che io invece non faccio. Rispetto al passato oggi a certe squadre non danno 20 rigori a stagione.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/serie_b/pescara/2012/02/17-221990/Zeman%3A+%C2%ABRigori+alla+Juve%3F+C'era+solo+su+Giovinco%C2%BB Zeman: «Rigori alla Juve? C'era solo su Giovinco»]'', ''corrieredellosport.it'', 17 febbraio 2012.</ref>
*[[modulo (calcio)|Modulo]] e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/2006/06/sezioni/sport/calcio/serie_b/zeman-torna/zeman-torna/zeman-torna.html Zeman ritorna a Lecce, in B Già in festa i tifosi giallorossi]'', ''repubblica.it'', 21 giugno 2006.</ref>
*Moggi è un nemico del calcio, è nemico di tutti quelli che non l'hanno seguito e non la pensano come lui. Me compreso quindi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.goal.com/it/news/240/calciopoli/2012/02/22/2921684/zeman-vs-moggi-la-sfida-infinita-il-boemo-tira-lennesima Zeman vs Moggi: la sfida infinita! Il boemo tira l'ennesima frecciata allo juventino: "Lui è un nemico del calcio"]'', ''goal.com'', 22 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo le dichiarazioni di [[Gianluigi Buffon]] sul gol fantasma di Muntari, in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l'esempio e dimostrare onestà.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_febbraio_27/buffon-nicchi-thiago_e8040652-6130-11e1-8325-a685c67602ce.shtml Nicchi-Buffon, lite sul gol non visto «Brutto esempio» «Retorica stucchevole»]'', ''corriere.it'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_maggio_11/zeman-scudetti-juve_b354bad2-9b82-11e1-81bc-34fceaba092f.shtml «Gli scudetti della Juve? Al massimo sono 23»]'', ''corriere.it'', 11 maggio 2012.</ref>
*Capisco che il calcio possa anche essere fonte di stress. In alcune piazze ci sono pressioni. Io però non sono stressato. Il calcio sotto questo aspetto non mi ha mai dato problemi. Io alleno anche perché mi diverto. Se fosse per me continuerei ad allenare fino ad 80 anni, ma lo so che non sarebbe possibile e non me lo permetterebbero.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/14-05-2012/zeman-ma-quale-stress-allenerei-fino-80-anni--911224819696.shtml Zeman, ma quale stress "Allenerei fino a 80 anni"]'', ''gazzetta.it'', 14 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo i complimenti di Moggi sulla sua stagione a Pescara}} Mi chiedete dei complimenti di Moggi? Io non mi voglio rovinare la giornata.<ref group="fonte">Citato in ''[//it.eurosport.yahoo.com/notizie/zeman-vs-moggi-sono-ancora-201734770.html Zeman vs Moggi, sono ancora scintille]'', ''eurosport.yahoo.com'', 23 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva se il suo atteggiamento difensivo fosse cambiato, alla luce dei pochi gol subiti dal Pescara}} Mi sa che mi conviene dire che sono cambiato. Per me è uguale. È chiaro rischiare qualcosa, ma se fai 90 gol non ti preoccupi di quanti ne prendi. La fase difensiva si faceva sempre, penso che anche per i giocatori è più soddisfacente costruire piuttosto che distruggere. E per distruggere devi usare le maniere forti: e io sono un uomo di pace. In generale vorrei che la mia squadra riuscisse ad avvicinare la gente e dare delle emozioni. Queste ultime possono essere di due tipi, ma si tratta sempre di emozioni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/05-06-2012/zeman-voglio-emozionare-avevo-promesso-tornare-911443864324.shtml Zeman: "Voglio emozionare. Avevo promesso di tornare"]'', ''gazzetta.it'', 5 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Ciro Immobile]]}} Penso che quell'anno a Pescara gli sia servito molto perché arrivava da esperienze non positive anche in B dove non giocava. Gli abbiamo dato l'opportunità di far vedere le sue doti e ha dimostrato di averne. Ha fatto bene ad andare in Germania perché è giovane e ha ancora tanto da imparare.<ref group="fonte" name=tuttosport/>
*Per me [[Daniele De Rossi|Daniele]] non è un regista alla [[Andrea Pirlo|Pirlo]], ma è un centro mediano che può dare equilibrio alla squadra. Poi che possa giocare in tutti i tre ruoli del centrocampo è un altro discorso, dipende sicuramente da quello che serve alla squadra.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/08-06-2012/zeman-totti-piu-forte-911476624988.shtml Zeman: "Totti il più forte"]'', ''gazzetta.it'', 8 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Sullo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Questo discorso nasce da un problema di fondo nel senso che il calcio per molti è diventato solo un grande business. Di queste cose se ne è parlato a lungo, mi auguro che per una volta si decida di intervenire per fare un calcio diverso. Mi sorprende un po' che calciatori di primo piano si ritrovino in mezzo, perché capisco che il giocatore di Serie C, che non riceve da mesi lo stipendio, possa avere delle tentazioni... Sia chiaro non lo giustifico, anzi lo condanno, ma almeno lo capisco. Chi proprio non riesco a capire sono i giocatori famosi e ben pagati. Io ai ragazzi dico sempre "''continuate a fare calcio per passione, anche ad alto livello, non mettendo sempre il guadagno in primo piano''". È il mio modesto contributo per provare a cambiare la mentalità.<ref group="fonte" name="critica">Da un'intervista a ''France Football''; citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/19-06-2012/zeman-critica-matteo-mourinho-non-mi-piace-chi-distrugge-gioco-911578641821.shtml Zeman critica Di Matteo e Mourinho "Non mi piace chi distrugge gioco"]'', ''gazzetta.it'', 19 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Un esempio di giocatore che ha sempre vissuto il calcio allo stesso modo: quando era un giovane sconosciuto ed oggi che è il fuoriclasse che conosciamo.<ref group="fonte" name="critica"/>
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho gia' dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che gia' 28 siano troppi...<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/2012/07/07-250645/Zeman,+scudetti+Juve%3F+Troppi+gia'+28... Zeman, scudetti Juve? Troppi già 28...]'', ''corrieredellosport.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Riguardo alla sua preparazione}} Voi dite che stiamo facendo lavoro duro, ma per me sono sciocchezze. Per me sono solo lunghe passeggiate nei boschi. Ma per me la preparazione è essenziale: è la base su cui costruire la stagione. Siamo qua in ritiro per lavorare, per prepararci per la stagione, è normale che si fatica. Se fossimo andati in un villaggio Valtur sarebbe stato diverso.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/07-07-2012/zeman-competere-il-massimo-lavoro-duro-solo-sciocchezze--911762874676.shtml Zeman, ma quale stress Zeman: "Competere per il massimo Scudetti Juve? Troppi anche 28"]'', ''gazzetta.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a Moggi, che lo aveva definito «un buon allenatore che purtroppo si distrae sempre e perde l'essenza del calcio»}} Se l'essenza del calcio è il [[doping]] o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.ilmessaggero.it/sport/asroma/moggi_vs_zeman_il_boemo_risponde_il_suo_calcio_era_doping_e_comprare_arbitri/notizie/208184.shtml Moggi vs Zeman, il boemo risponde: il suo calcio era doping e comprare arbitri]'', ''ilmessaggero.it'', 13 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Sulle squalifiche degli allenatori per lo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Anche un giocatore squalificato si può allenare, però penso che se c'è una squalifica lunga un allenatore non possa allenare. Quanto lunga? Sopra i tre mesi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2012/08/12/news/zeman_scommesse_conte-40827438/ Zeman: Conte squalificato? Non dovrebbe allenare]'', ''repubblica.it'', 12 agosto 2012.</ref>
*{{NDR|Sulle quotazioni delle società di calcio in Borsa}} Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/12-212180/Zeman+attacca+Abete%3A+%C2%ABE%27+nemico+del+calcio%C2%BB Zeman attacca Abete: «È nemico del calcio»]'', ''tuttosport.com'', 12 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Alla domanda su un'eventuale cena con un nemico; magari il presidente della FIGC, [[Giancarlo Abete]]}} Perché no? Abete non è mio nemico ma nemico del calcio.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/roma/articoli/89328/zeman-abete-e-nemico-del-calcio.shtml Zeman: "Abete è nemico del calcio"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 12 settembre 2012.</ref>
*Vialli mi dà del paraculo perché combatto le battaglie che mi convengono? Sbaglia, pensavo avesse smesso con i farmaci. Io per le mie convinzioni sono rimasto fuori dal grande giro per più di dieci anni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/468751/ Zeman: "Vialli? Pensavo avesse smesso di prendere farmaci..."]'', ''lastampa.it'', 16 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Marco Verratti]]}} Quando sono arrivato a Pescara doveva giocare mezzapunta, ma io l'ho trasformato in regista e mi ha dato grosse soddisfazioni. Il ragazzo è del '92 ha 20 anni con poca esperienza, può crescere tanto e diventare uno dei più grandi registi in Europa.<ref group="fonte">Citato in "[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/22-214097/Zeman%3A+%C2%ABVerratti%3F+Tra+i+migliori+registi+in+Europa%C2%BB «Zeman: Verratti? Tra i migliori registi in Europa»]", ''tuttosport.com'', 22 settembre 2012.</ref>
*Stringere la mano a [[Ciro Ferrara|Ferrara]]? Io la stringo a tutti. Non devo chiudere nessuna polemica con lui, sono i tribunali che per 10 anni si sono occupati di quei problemi. Non sono fatti miei.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/25-09-2012/zeman-ferrara-stringo-mano-tutti-certe-cose-si-occupano-tribunali-912716949030.shtml Zeman: "Ferrara? Stringo la mano a tutti. Di certe cose si occupano i tribunali"]'', ''gazzetta.it'', 25 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} [...] mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/2012/09/29/sport/zdenek-un-assist-a-conte-mi-piaceva-gia-da-giocatore-UuRXFSQ5BgzYQjpsS6icGI/index.html Zeman, un assist a Conte "Mi piaceva già da giocatore"]'', ''lastampa.it'', 29 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo la conferenza stampa previa all'incontro Juventus-Roma del 29 settembre 2012}} Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a [[Gianluigi Buffon|Buffon]]: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria.<ref group="fonte">Citato in Manuela Mangione, ''[//www.retestadio.it/?action=read&idnotizia=8885 Juve - Roma: ecco l'anticipo della 6^ giornata di campionato]'', ''retestadio.it'', 29 settembre 2012</ref><ref>Non si fa attendere la risposta dell'ex presidente della [[Juventus Football Club|Juventus]], [[Giovanni Cobolli Gigli]]: «Sono dell'idea che le persone quando arrivano a una certa età diventano vecchie, e i vecchi devono uscire dalla scena, ritirarsi, chiacchierando con gli amici del bar dello sport, fumandosi una sigaretta o un sigaro come faccio io. Evitando di fare un mestiere, l'allenatore, che non è per vecchi».</ref>
*{{NDR|Sulle dichiarazioni di Andrea Agnelli, che aveva auspicato una riforma strutturale del calcio italiano}} Penso che abbia ragione, ci vogliono riforme e si deve migliorare. Lo dicono tutti, non solo lui. Però hanno avuto il calcio in mano per vent'anni, c'era tutto il tempo per fare le migliorie...<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/27-10-2012/zeman--913032413798.shtml Zeman stuzzica Agnelli Recupera Totti e chiama Dodò]'', ''gazzetta.it'', 27 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Il suo caso è strano, non se la prendono sempre con lui perché di colore diverso, è che con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. [...] Il problema non è il razzismo, ma il comportamento, se uno si comporta bene non succede niente. [...] Purtroppo oggi si gioca sul colore della pelle, ma il problema sono i comportamenti dei giocatori.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/articoli/105397/balotelli-zeman-il-problema-non-e-il-razzismo-la-colpa-e-sua-.shtml Balotelli, Zeman: "Il problema non è il razzismo, la colpa è sua"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 maggio 2013.</ref>
*Io non sono cieco, io non ce l'avrò mai con la Juventus visto che dormivo con la maglia della Juventus, visto che mio zio ha vinto due Scudetti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-alla-ds-dormivo-con-la-maglia-bianconera-juve-un-esempio-nel-mondo-ma-bisogna-essere-ciechi-per-negare-i-farmaci-e-calciopoli-206449 Zeman alla DS: "Dormivo con la maglia bianconera. Juve un esempio nel mondo, ma bisogna essere ciechi per negare i farmaci e calciopoli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 settembre 2014.</ref>
*A me non piace il [[tiki-taka]] perché ho un'altra visione sul calcio però non è detto che non renda. [[Josep Guardiola|Guardiola]], che reputo oggi il miglior allenatore al mondo, ha vinto tanto giocando in questo modo. Il problema è piuttosto chi lo vuole scimmiottare non avendo i giocatori che c'erano in quel Barcellona.<ref group="fonte" name=tuttosport>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/11/01/5682471/zeman-ne-ha-per-tutti-garcia-mi-annoia-thohir-allinter-per-soldi-?ICID=HP_BN_11 Zeman ne ha per tutti: "Garcia mi annoia, Thohir all'Inter per soldi. E che errore la Juventus con Immobile... "]'', ''goal.com'', 1º novembre 2014.</ref>
*Ho vinto poco in carriera? La vittoria non è la cosa più importante, un tecnico deve migliorare i calciatori a propria disposizione. Mi interessa molto la loro salute, credo che ancora oggi nel calcio si faccia uso di sostanze dopanti e ci sono calciatori che sono morti per vincere solamente una partita in più. Chi è responsabile di questo non ha certo aiutato il calcio a crescere.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-il-barcellona-mi-cerco-il-doping-esiste-ancora-210807 Zeman: "Il Barcellona mi cercò. Il doping? Esiste ancora"]'', ''tuttojuve.com'', 5 novembre 2014.</ref>
*Se c'è un cambio di panchina di solito c'è una reazione positiva o negativa, io spero nella prima.<ref group="fonte">Catato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-02-17/pescara-riecco-zeman-salvezza-difficile-ma-non-voglio-fare-figuracce-204134.shtml?uuid=AEitu8X Pescara, riecco Zeman: "Salvezza difficile, ma non voglio fare figuracce"]'', ''ilsole24ore.com'', 17 febbraio 2017.</ref>
*{{NDR|Sul divario tra calcio maschile e [[Calcio femminile|femminile]]}} Se è una questione di cultura? Anche, di solito in Italia le donne sono in cucina. Se è una cosa gravissima? Non lo so, certo anche gli uomini devono mangiare.<ref group="fonte">Da un'intervista a margine della cerimonia di premiazione della Panchina d'oro; citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/zeman-calcio-femminile-di-solito-in-italia-donne-stanno-in/xoymrmauiwf1urv1nm34cdmz Zeman sul calcio femminile: "Di solito in Italia le donne stanno in cucina"]'', ''goal.com'', 3 febbraio 2020.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/aprile/25/Questo_scandalo_doping_mia_sconfitta_co_0_010425324.shtml «Questo scandalo doping è la mia sconfitta»]''|Intervista di Stefano Petrucci, ''Corriere della Sera'', 25 aprile 2001, p. 38.}}
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] deve uscire dalle farmacie, nel nostro ambiente girano troppi farmaci.
*Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant'anni, all'aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire.
*Quello che dovevo dire sul doping l'ho detto nel '98. E, tornassi indietro, lo rifarei. Non mi interessano rivincite, non mi fa né caldo né freddo sentirmi ripetere intorno "avevi ragione". Mi avvilisce, piuttosto, accorgermi di come tanti non abbiano capito, oggi come allora, che quello era un allarme lanciato per il bene di chi fa sport, per la salute di tanti giovani.
{{Int|''[//archiviostorico.gazzetta.it/2004/novembre/13/Fahrenheit_11_sw_0_0411131260.shtml Fahrenheit 14/11]''|''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 13 novembre 2004.}}
*Il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco.
*La grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.
*Non c'è nulla di disonorevole nell'essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità.
*Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole.
*Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri.
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/Primo_Piano/2008/12/03/zeman.shtml Zeman, anima da Mourinho: "Diciamo ciò che pensiamo"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 3 dicembre 2008.}}
*[[José Mourinho|Mourinho]] come me? Lui è uno dei pochi che dice quello che pensa e io ho sempre cercato di dire quello che pensavo. Forse poi lui se lo può permettere, e io no: ma questo è un discorso diverso.
*A parte il fatto che a voi dell'Inter io piaccio perché contro di voi ho sempre fatto pochissimi risultati, credo che Mourinho sia uno dei pochi che dice quello che pensa. Sul piano tattico non credo che abbia portato grosse novità, sicuramente ha a disposizione una rosa di calciatori molto importante, e quindi ha grande scelta. Poi, per quanto riguarda la gestione del gruppo, credo che la sappia fare con grande personalità. Certo, usa il bastone per quelli che segnano e la carota per quelli che non fanno gol e, a volte, si potrebbe anche fare il contrario.
*{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Su di lui non si può fare un discorso di discesa e salita di rendimento. Totti è uno dei più grandi talenti del calcio, ma è normale che si possano avere dei periodi negativi. Nel suo caso però dipendono solo dagli infortuni. Un giocatore come lui non si può mettere in discussione.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Sono tanti 250 gol con la maglia della Juventus, anche se sono tanti anni che gioca a Torino. Sicuramente anche lui è un grande talento del calcio italiano.
*{{NDR|Su [[Cristiano Ronaldo]]}} Per quanto fatto nella passata stagione credo che sia stato giusto dare il Pallone d'oro a lui. Ha fatto un gradissimo campionato col Manchester e ha fatto bene anche con la nazionale. E poi, visto che è giovane, penso ne vincerà anche altri.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/08/Zeman_Anche_gli_altri_non_co_9_100808039.shtml Zeman: «Anche gli altri non hanno vinto nulla, io lancio i giovani»]''|Citato in Franco Fiocchini, ''Corriere della Sera'', 8 agosto 2010, pp. 44-45.}}
*Dicono di me: parla, parla, ma non ha mai vinto niente. Me l'ha ripetuto pure uno degli avvocati della difesa al processo di Napoli. Bene: cosa hanno vinto, a parte Benitez, quelli che allenano in A in questa stagione? Ho valorizzato e mandato in nazionale più di 20 giocatori: quanti allenatori possono dire la stessa cosa?
*Da noi conta solo vincere, non importa come. Gli allenatori sono schiavi dei presidenti: io non l'ho mai fatto, e non lo farò mai.
*{{NDR|Parlando dei presidenti}} Li vedo stressati, ricattati dagli ultrà: non hanno progetti né idee. Quasi tutti hanno in mente solo il business che, però, ha altre regole rispetto allo sport. Ora vogliono stadi nuovi e di proprietà dei club per riempirli di centri commerciali e ristoranti, che non hanno niente a che fare col calcio. I tifosi rinunciano ad andare allo stadio perché manca lo spettacolo e non si divertono più. Gli ultrà si accontentano del risultato, gli sportivi si divertono solo se vedono giocar bene le squadre. Sbaglia chi è convinto che la gente non vada più alle partite perché i nostri stadi sono obsoleti.
*{{NDR|Su José Mourinho}} Solo uno da prima pagina. Dicono sia stato bravo a convincere Eto'o a fare il terzino, ma è normale che un allenatore faccia fare ai giocatori in campo quello che vuole lui. Anche se ha vinto tutto non mi piace il suo modo di affrontare le partite: a Barcellona ha fatto catenaccio peggio di [[Nereo Rocco]]. La mentalità a una squadra la dà sempre l'allenatore: non se la scelgono i giocatori.
*{{NDR|Rispondendo a "Quanto ha pagato per quella sua denuncia del 1998?"}} Niente... Mi hanno sempre pagato per fare calcio. Certo la mia carriera sarebbe stata diversa. Allenavo la Roma e nel febbraio del '99 mi cercarono prima il Real Madrid, poi il Barcellona. Ne parlai subito con Franco Sensi che mi disse: poche storie, tu da qui non ti muovi. A maggio intimarono al presidente: o cacci Zeman o non vincerai mai lo scudetto. E lui fu costretto a esonerarmi.
{{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/12-07-2011/zeman-scudetto-2006-801995265669.shtml Zeman: "Scudetto 2006? Giusto toglierlo all'Inter"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 12 luglio 2011.}}
*{{NDR|Riferendosi al titolo di campione d'Italia 2005-06 assegnato all'[[Football Club Internazionale Milano|Internazionale]]}} Credo che sia giusto revocarlo. Sono i fatti a dirlo. Io non conosco le ultime intercettazioni, ma credo che questo passo andrebbe fatto, anche perché secondo me diverse società avrebbero titolo a rivendicarlo.
*Che ci sia un rapporto fra i dirigenti e i designatori non sarebbe un problema di per sé. Bisognerebbe però capire e vedere che tipo di rapporto c'è stato e c'è ancora. Sapere cosa si dicono i designatori e i dirigenti.
*{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} È stata una grande figura del calcio italiano. Ci sono però alcune intercettazioni che ho letto sui giornali che dicono che probabilmente qualcosa c'è stato. Non sono io a dover giudicare, ma probabilmente sarebbe giusto per il bene del calcio e dei diretti protagonisti fare chiarezza una volta per tutte.
*Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della [[Juventus]]. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società.
*{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Io oggi ufficialmente sono un allenatore di calcio. Lui invece ufficialmente è fuori dal calcio. Il suo nome lo leggo solo sui giornali e qualche volta lo vedo solo nelle trasmissioni televisive, non sui campi di calcio.
{{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/28-09-2012/zeman-mai-danneggiato-juve-se-prendano-qualcun-altro-912745064751.shtml Zeman: "Mai danneggiato la Juve. Se la prendano con qualcun altro"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 28 settembre 2012.}}
*Qualche Juventus-Roma l'ho già fatto. Sono due squadre che fanno sempre incontri importanti che richiamano sempre tanta attenzione. È una gara stimolante per entrambe: loro stanno rendendo bene, noi vogliamo dimostrare di poterli mettere in difficoltà. È come il derby, ci sono tre punti e voglio giocare per quelli.
*Calcio e politica attirano disaffezione, ma c'è crisi su tutti i campi e si riflette anche nel calci.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]] dopo la scadenza del suo contratto con la Juventus}} Non so è la prima sfida Juve-Roma senza di lui, forse qualche volta era infortunato. Se manca, manca alla Juve, non a me.
*L'ultima volta a casa della Juve l'accoglienza non era stata molto carina, l'ho segnalato anche, perché dopo 90' di offese non è successo niente, ma se uno fa 'buuu' è razzismo. I danni alla Juve non li ho fatti io, i tifosi se la dovrebbero prendere con qualcun altro.
*[[Massimo Carrera|Carrera]] ha declinato la conferenza pre Juve e ci ha mandato l'allenatore dei portieri, [[Claudio Filippi|Filippi]]? Questione di stile: credo che la gente voglia sempre sentire qualcuno direttamente interessato. E sarebbe stato meglio anche per voi giornalisti.
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/26-10-2012/zeman-voglio-ragazzi-motivare-anche-un-esclusione-913029673212.shtml Zeman: "Voglio ragazzi da motivare. Anche con un'esclusione..."]''|Dal convegno "Oltre l'Ego - L'etica della moltitudine: dalla squadra all'orchestra"; citato in ''gazzetta.it'', 26 ottobre 2012.}}
*Cosa porterei dal mondo del calcio a quello della [[politica]]? Comincerei col portare le regole, noi in campo le abbiamo e le dobbiamo rispettare. E poi bisognerebbe trovare persone che non dicono "vorrei ma non posso'" ma che invece dicono "io voglio e lo faccio".
*Come [[allenatore]] ho la responsabilità per quello che si fa in campo ma anche fuori, per questo cerco di conquistarmi il ruolo di leader, per farmi seguire. Si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale.
*Si vorrebbero sempre ragazzi bravi, belli, forti, ma non sempre ci si riesce. Ma a me piace lavorare più con quelli con cui c'è da fare, da discutere. Con questi si comincia con le buone, poi si finisce con le cattive, magari con qualche esclusione dalla squadra ma a me piace la gente che bisogna motivare, cui bisogna insegnare qualcosa.
*Il [[talento]] conta tantissimo, è più facile, si è avvantaggiati, ma anche senza si riesce ad andare avanti. Chi tratta meglio il pallone si chiama artista, ma non è detto che 11 artisti battano 11 artigiani. Bisogna formare una miscela tra queste due categorie. E poi chi ha talento non deve accontentarsi, adagiarsi su quello che gli ha dato madre natura, ma lavorare ogni giorno per migliorarsi.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_novembre_13/zdenek-zeman-intervista2-abd8c900-62c9-11ed-b76c-5099773a656c.shtml Zdenek Zeman si confessa: «Ho odiato i comunisti, tifo Juve da sempre»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 13 novembre 2022.}}
*{{NDR|Su [[Roma]]}} È una splendida città antica, e una metropoli moderna piena di problemi che nessuno affronta. {{NDR|Perchè?}} Perché gli italiani rimandano sempre tutto a domani.
*{{NDR|La [[Juventus]]}} Era la squadra di mio zio Cestmir Vycpálek: il più grande talento del calcio cecoslovacco prima di [[Pavel Nedved]], che portai in Italia. La differenza è che Nedved, lavoratore maniacale, voleva allenarsi pure il giorno di Natale; mio zio invece amava le gioie della vita. Era stato a [[Dachau]], e il [[lager]] l'aveva segnato. Ma mi dicono fosse birichino anche prima.
*Pesavo i giocatori ogni mattina. Più si allenavano, più la partita diventava un divertimento. A fine stagione le altre squadre erano stanche; le mie correvano più di prima.
*{{NDR|[[Pasquale Casillo]] finì in carcere}} E io andai all'uscita ad aspettarlo. Sapevo che era innocente. L'hanno riconosciuto dopo tredici anni.
*{{NDR|Al Foggia}} Avevamo un terzino sinistro velocissimo, [[Maurizio Codispoti|Codispoti]], che al momento del cross combinava di tutto, con i piedi che aveva. Allora [[Pasquale Casillo|Casillo]] gli mise centomila lire nella scarpa: se non sbagliava poteva tenersele.
*{{NDR|Come fu l'esordio in serie A?}} Pareggiammo 1 a 1 a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con l'Inter. Dissi a [[Salvatore Matrecano|Matrecano]], che avevo preso dalla [[Turris]], C2, per 25 milioni di lire: "Tu marchi [[Jürgen Klinsmann|Klinsmann]]". Klinsmann non toccò palla. Quando tornammo a San Siro con il Milan, dissi a Matrecano: "Tu marchi [[Marco van Basten|Van Basten]]". Van Basten fece tre gol.
*La Lazio mi aveva esonerato. Suona il telefono: “Sono il presidente [[Franco Sensi|Sensi]]”. Buttai giù: “E io sono [[Napoleone]]”. Era Sensi per davvero».
*Scoppiò lo scandalo del [[nandrolone]]. Giocatori trovati positivi inventarono scuse puerili. [[Fernando Couto|Couto]] del Parma, che era un capellone, diede la colpa a uno shampoo. Un altro, che era stempiato, a una lozione contro la caduta. [[Cristian Bucchi|Bucchi]] e [[Salvatore Monaco|Monaco]] del Perugia alla carne di cinghiale. Ci finirono dentro pure [[Edgar Davids|Davids]] e [[Josep Guardiola|Guardiola]]. E io pagai un prezzo altissimo {{NDR|per aver denunciato}}
*Il [[Serie A 1998-1999|campionato 1998-1999]] fu un calvario di torti arbitrali, che costarono alla mia Roma almeno 21 punti. A Udine ci inventarono un rigore contro. Avevamo un attaccante, [[Fábio Júnior|Fabio Junior]], immeritatamente detto l'Uragano blu, che non segnava mai; quando finalmente fece un gol, glielo annullarono, non si è mai capito perché. Episodi assurdi. I calciatori videro che i loro sforzi erano inutili, e qualcuno mollò. La quartultima giornata perdemmo 4 a 5 con l'Inter all'Olimpico. Si disse che l'Inter avesse contattato tre dei miei in vista dell'anno successivo. Ebbi l'impressione che alcuni fossero distratti, c'erano difensori che facevano i centravanti... Così con Sensi decidemmo di fare nuovi acquisti
*[[Ciro Immobile|Immobile]] aveva fame. [[Lorenzo Insigne|Insigne]] aveva talento. [[Marco Verratti|Verratti]] aveva bisogno di trovare la posizione giusta. Faceva il trequartista o la mezzala; lo impostai da regista davanti alla difesa. Dove gioca ancora adesso, nel [[Paris Saint-Germain Football Club|Psg]] e in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]
*{{NDR|Il giocatore più forte che ha mai avuto?}} [[Francesco Totti|Totti]]. Pareva avesse quattro occhi, due davanti e due dietro. Gli ho visto fare cose che sorprendevano tutti, anche me dalla panchina. Un'intelligenza calcistica prodigiosa. L'ho allenato due volte, quando aveva ventun anni e quando ne aveva trentasei, al mio ritorno alla Roma. Mi ha sempre seguito. E non abbiamo mai litigato
*Sono amico di [[Alessandro Di Battista]]. Mi ha anche proposto un seggio al Senato; ma la politica non fa per me, e forse neanche per lui.
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] è nella migliore delle ipotesi uno spreco, nella peggiore un'occasione per rubare. Come lo fu [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia '90]]. Come temo saranno i [[XXV Giochi olimpici invernali|Giochi invernali di Milano e Cortina]].
===Citazioni non datate===
*Gli altri lavorano in base ai soldi, noi in base alle [[idea|idee]].<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref>
*Non conto mai le [[sigaretta|sigarette]] che fumo ogni giorno, altrimenti mi innervosirei e [[tabagismo|fumerei]] di più.<ref group="fonte">Da un'intervista; citato in Aiello Stefano, ''Zdenek Zeman: un allenatore senza frontiere'' e nel suo [http://www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=4 sito ufficiale].</ref>
*[[Franco Sensi|Sensi]]? Bravissimo ma non ho capito perché mi ha rinnovato il contratto.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books? id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
==Citazioni su Zdeněk Zeman==
*Chiacchierato, odiato o amato senza via di mezzo: questo è Zdenek Zeman, l'allenatore che ha fatto discutere molto per alcune [[Presunto abuso di farmaci della Juventus F.C.|esternazioni extracalcistiche]]. Zeman non sfugge alla regola: o lo accetti, in tutto e per tutto, oppure lo detesti senza pensarci su un attimo. ([[Alfredo Pedullà]])
*Ci sono solo due cose che non tollera: che qualcuno passi la palla indietro o che vada verso la bandierina del calcio d'angolo. Guarda che la porta è dall'altra parte, ti segnala calmo. ([[Giuseppe Signori]])
*Come il comunismo, Zeman vuole il riscatto dei perdenti e dei (presunti) derelitti, sempre demagogicamente considerati la parte buona da contrapporre a quella, ignobile, dei vincenti. Come il comunismo, Zeman ha il suo nemico giurato, la Juventus (identificata con il grande capitale e le sue losche manovre), che è anche un poderoso alibi per giustificare le sconfitte, il comodo bersaglio grosso da colpire ogni volta che gli eventi prendono una brutta piega. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*Da Zeman non sono mai stato allenato anche se a Roma mi scelse, le sue idee possono essere discutibili, ma spesso si rivelano anche efficaci. ([[Vincenzo Montella]])
*Dopo le panchine di Salerno, [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] e Avellino ti rimane solo quella del lungomare.<ref>Striscione dei tifosi salernitani esposto in un Salernitana-Avellino della stagione 2003-04. Lo striscione è rivolto a Zeman, a quel tempo allenatore avellinese ma già tecnico del Napoli e della Salernitana in passato.</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]])
*{{NDR|nel 1998}} [Zeman] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in Italia. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra. ([[Gianni Agnelli]])
*È l'uomo del calcio pulito, del calcio in cui vince chi gioca meglio e non chi usa altri mezzi. Suscita tanto interesse proprio per questo. [[Adriano Celentano|Celentano]] con le sue uscite fa tanto clamore un po' come Zeman. Non so chi dei due abbia preso dall'altro! Comunque sì, sono due personaggi che si possono accostare, due persone fuori dal coro, difficili da imitare e da eguagliare. Mi fa piacere il ritorno di Zeman in Serie A, fa un bel calcio: pensare che qualche anno fa lo volevano anche per la panchina del Bologna, poi però non se ne fece nulla. ([[Gianni Morandi]])
*È semplicemente il miglior allenatore che abbia avuto nella mia carriera. Con lui feci 3 anni importantissimi, tirò fuori il meglio di me, insegnandomi tanto sia a livello calcistico che tattico. ([[Pierluigi Casiraghi]])
*È senz'altro un grande allenatore, ma posso avere una buona considerazione di lui come tecnico, non certo come persona visto che è un piccolo uomo. Mi danno fastidio i suoi attacchi alla Juve per partito preso e non dimentico nemmeno che nel 1994, prima che arrivassi a Torino con Moggi, non mi volle alla Lazio. ([[Ciro Ferrara]])
*È un allenatore straordinario e credo che ogni giocatore debba sperare di essere allenato da lui perché ti migliora; lui insegna il calcio e credo che sia il più bravo in questo. ([[Alessandro Nesta]])
*È una persona che vuole dimostrare di essere diverso. ([[Claudio Lotito]])
*Fra Zeman e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi? ([[Diego Armando Maradona]])
*Grande allenatore ma anche un impagabile cabarettista quando si tratta di lanciare veleno anti-Juve. ([[Giampiero Mughini]])
*Guardando la faccia più tedesca che slava di Zeman avrei dovuto rendermi conto del suo efferato sadismo di ginnasiarca. ([[Gianni Brera]])
*Il suo modo di vedere il calcio mi ha molto aiutato. Con Zeman, nonostante le grandi fatiche del ritiro, mi sono divertito soprattutto per la mentalità offensiva. Poi ho cercato di integrare ai suoi insegnamenti anche l'importanza della fase difensiva. Resta comunque l'allenatore che mi ha ispirato più di tutti. ([[Eusebio Di Francesco]])
*{{NDR|Riferendosi alle polemiche di Zeman}} Io non ho mai vinto una partita chiacchierando, e penso che Zeman non abbia più niente da dire. Non so se ha un debito con la Juve, ma ormai è maggiorenne e potrebbe smetterla. Le polemiche caricano di più la Juventus, perché ultimamente gliene stanno facendo talmente tante... diciamo che più rompono le palle e più la Juventus diventa forte. ([[Stefano Tacconi]])
*In questo calcio avvolto da continui misteri c'è ancora bisogno di uomini veri! Forza Zeman.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria della Cavese nel corso della gara di Serie D contro il Trastevere del 25 febbraio 2024 e dedicato al tecnico boemo, che aveva da poco lasciato la guida tecnica del Pescara per motivi di salute.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
*Io non ho nulla contro Zeman, anzi, se devo essere sincero, lo stimo. Fa un gioco offensivo ideale per gli attaccanti. Un giorno mi piacerebbe essere allenato da lui. Nella vita mai dire mai. ([[Fabio Quagliarella]])
*Io ricordo anche un episodio avvenuto nel maggio 2005 durante un Lecce-Parma 3-3, quando Zeman abbandonò la panchina della sua squadra a 10' dalla fine e non si è mai capito il perché. Magari dovrebbe darci spiegazioni di questo e non su cose che non lo riguardano. ([[Giuseppe Marotta]])
*La cosa interessante è che [Massimo] Carrera in una partita ha vinto più di Zeman in tutta la sua carriera. ([[John Elkann]])
*{{ndr|Nel 1999}} Le dichiarazioni di Zeman sul [[doping]]? Coglionate di un [[terrorista]]. ([[Gianluca Vialli]])
*Lui è un grande. Simpaticissimo: durante gli allenamenti cantava sempre. Anche inventandosi le parole. L'ho risentito recentemente. È un maestro. ([[Ciro Immobile]])
*Non è Zeman che fa le battaglie. È Zeman a essere cercato perché possa dire qualcosa che somigli a un grido di battaglia. ([[Franco Baldini]])
*{{NDR|Riferendosi agli abusi di farmaci nel calcio degli anni novanta del XX secolo}} Non voglio attribuire a Zeman più meriti di quanti possa avere, ma certo è stato lui a stimolare questa inchiesta. ([[Ugo Longo]])
*Per me è stato un po' maestro e un po' papà. Mi ha dato fiducia e consapevolezza dei miei mezzi, mi ha dato il ritmo e i tempi del gioco. Poi è uno che ti fa lavorare in maniera pazzesca: durante il primo ritiro non riuscivo neanche a salire le scale, alla sera. Ci faceva mangiare per tre o quattro giorni le patate, per depurarci, e in allenamento dovevi fare dieci chilometri, con l'ultimo che lui chiamava quello del carattere. Ma tutto questo lavoro aveva uno scopo e tu, da giocatore, lo capivi: molti teorizzano la sofferenza, per far crescere, ma con Zeman tutto questo aveva anche un obiettivo. Soffrivi e soffrivi, ma poi quando finalmente la squadra riusciva a giocare come lui insegnava, beh, allora, era un piacere. E ti divertivi. Il suo calcio è uno sballo, se fai la punta. ([[Giuseppe Signori]])
*Rigido negli schemi, ma faceva anche tante battute, persino troppe, al punto che a volte mi giravano le scatole. Il primo anno io ero un po' spaesato e trovo due insegnanti fantastici per conoscere Roma: Aron Winter e Roberto Di Matteo. Che serate, ragazzi. Solo che al mattino Zeman ci sottoponeva al rito del peso, e per me erano guai. Winter e Di Matteo salivano prima sulla bilancia, raccontavano al mister le nostre avventure della sera prima e insomma, per così dire, mi sputtanavano... così arrivavo io, la lancetta segnava qualche etto di troppo e Zeman, subito: "Che ti sei mangiato insieme a tuoi amici, pietre?". Io ribattevo che non poteva sgridare solo me, ma anche loro, e lui: "Loro possono, perché giocano nazionale... tu non giochi nazionale e non puoi mangiare così". ([[Guerino Gottardi]])
*– Sa, da giovane a Palermo ero presidente di una piccola squadra di calcio, la Bacigalupo: e serviva un allenatore. Presi questo boemo sconosciuto, che scappava dai comunisti.<br />– Zeman.<br />– Zeman: e guardi adesso il suo Foggia dei miracoli. Il suo 4-3-3 è un'idea rivoluzionaria (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'')
*Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo... Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto... ([[José Mourinho]])
*Se avete problemi a prendere sonno vi consiglio la conferenza stampa di Zeman in versione integrale. ([[Valentino Rossi]])
*Se penso alla persona, ironia e senso dell'umorismo. Se penso all'allenatore, ho ricordi molto positivi. Nella concezione del suo calcio, gli attaccanti trovano spessissimo la via del gol. E poi i tagli che chiedeva, a me riuscivano bene. Grazie a lui, chiusi per due anni in doppia cifra e mi affermai in Nazionale. ([[Pierluigi Casiraghi]])
*Segnai, presi una traversa e creai qualche altra occasione. I giornali elogiarono la mia prestazione. Tutti parlarono bene di me, tranne uno... {{NDR|«Chi?»}} Zeman, il mio allenatore. Mi prese da parte e mi disse che non era contento della prova, nonostante avessi fatto gol. Mi invitò a partecipare di più al gioco di squadra e ad entrare maggiormente nei suoi schemi offensivi. Io ero un attaccante di movimento, dribblavo, non davo punti di riferimento. Il sistema, invece, prevedeva meno tocchi e più profondità. Avessi trovato maggior sintonia con lui... ([[Gustavo Bartelt]])
*''Sono quattro anni che ti amo | e non ti ho mai | parlato di Zeman | così ti sei scordata che giochiamo | con la palla | e non con la catena.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*Sono un partigiano di Zeman. La sua è una figura che divide, di forte personalità, uno che ama il bel calcio. ([[Massimo D'Alema]])
*{{NDR|Sul venire allenato da Zeman}} Ti divertivi come un matto, per lui esisteva solo la fase offensiva. Tu preoccupati solo di attaccare, mi diceva. [...] [Mi consigliava] di giocare come se fossi in strada e di divertirmi. Tattica con lui, zero... Ci preoccupavamo solo di attaccare. ([[Lorenzo Insigne]])
*Tu sei unico ed inimitabile, semplicemente tu sei il calcio. ([[Francesco Totti]])
*Un allenatore appassionante anche se un po' estremo. ([[Alviero Chiorri]])
*Un allenatore molto simpatico e di compagnia, sembrava burbero ma è tutt'altro. Ricordo Di Biagio che ci scherzava, era il suo figlioccio. Lui stava allo scherzo, era molto divertente. Sul lavoro era molto esigente, faceva provare e riprovare gli schemi, poi c'era quella dose di lavoro atletico che ti levava la voglia di fare altro. ([[Marco Delvecchio]])
*Una Ferrari minore, costruita all'Est con materiale deperibile. Dura un tempo: poi si ferma e imbarca gol. [...] passa per un genio ma non vince da una vita. ([[Massimo Gramellini]])
*Zdenek Zeman, quando si poteva ancora, vestiva di [[Tabagismo|fumo]] in panchina. Nuvole come fumetti di un grande pensatore che ha ridisegnato le linee di gioco in campo, con [[Attaccante|attaccanti]] che correvano come nei cartoni animati, ma fumo anche come [[metafora]] dell'inconsistenza delle sue difese che troppo spesso si squagliavano nell'aria. ([[Luigi Garlando]])
*Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire. ([[Gianni Petrucci]])
*Zeman è un allenatore di calcio quindi dovrebbe occuparsi di campo più che di altre cose. Il boemo è comunque un paraculo che si è parato poco, per cui credo vada stimato. Sicuramente ha pagato per le battaglie che ha fatto. ([[Urbano Cairo]])
*Zeman è un allenatore speciale, uno che crea entusiasmo. Ha un gioco aperto, veloce e vuole del buon calcio. ([[Marco Tronchetti Provera]])
*Zeman è una fede. Ma gli atei, calcisticamente parlando, sono in aumento. ([[Filippo Grassia]])
*Zeman è una persona molto intelligente ma è anche un grandissimo paraculo, combatte le battaglie che gli convengono e le altre se le dimentica. Io, tra l'altro, non l'ho mai perdonato quando ha gettato un'ombra sulla carriera mia e di Del Piero e non mi ha ancora chiesto scusa. ([[Gianluca Vialli]])
*Zeman è Zeman. È un precursore di un modo di fare calcio. Lo ammiro tantissimo. Lui, comunque, non si può imitare. Perché è lui. Propone un suo calcio, è "integralista" ed è convinto del suo gioco e del suo credo. ([[Andrea Stramaccioni]])
*Zeman mi sembra che sia un po' deconcentrato, inseguendo sempre le polemiche. Non lo fischierei come ha detto [[Mirko Vučinić|Vucinic]], ma per partito preso non fischio nessuno. Rispetto l'allenatore Zeman ma non ho nessuna simpatia per lui. ([[Giovanni Cobolli Gigli]])
*Zeman sarebbe perfetto come preparatore atletico [...]. Bravissimo nella preparazione fisica, ottimo intenditore di calcio, non riesce mai a trasformare la sua teoria in pratica. I calciatori, sempre più esasperati dai suoi metodi, non lo seguono e per i presidenti è diventata una scommessa troppo pericolosa. Le società sono aziende e affidarle a Zeman significa rischiare il fallimento. ([[Michele Criscitiello]])
*Zeman se si avventura su campi diversi rischia di andare in fuorigioco. ([[Maurizio Paniz]])
===[[Roberto Beccantini]]===
*Ci ha stregati e spappolati, ignorando che non si può vivere di una rivoluzione al giorno, ma che la gente, una volta "liberata" dal giogo del calcio all'italiana, ammesso che fosse un giogo, e non un gioco, aveva, e ha, bisogno di supporti tradizionali come la luce, l'acqua, un buon frigorifero: fuor di metafora, non è umano, e neppure consigliabile, prendere gli avversari sempre di petto, qualche volta è sufficiente, e più fruttifero, attenderli al varco. Non si vive di solo caviale. Ogni tanto, si ha voglia di pane e salame. Dicono: non sarebbe stato Zeman. Dico: sarebbe stato uno Zeman ancora più completo e brillante. [...] Zeman è questo, mai si piegherà al compromesso, termine vago e infido. Lo facesse, tradirebbe coloro che si cibano di luoghi comuni spacciati per verità supreme, inscindibili. Sin dall'epopea del Licata, ha precorso i tempi, salvo venirne imprigionato. Lascia un'impronta, lascia una coda di duellanti in suo onore; Cervantes ne avrebbe tratto un Don Chisciotte ancora più romanzesco dell'originale: e i mulini a vento?
*Ha vinto, Zeman, per l'insistenza con la quale, in assenza di successi plausibili, parliamo di lui, per quell'aureola di santità che lo scorta. [...] La sua forza era (è) il suo limite, i suoi limiti erano (sono) la sua forza. Ha perso, Zeman, per la cocciutaggine che lo ha bloccato e impantanato a metà del guado, impedendogli di correggere la rotta; un atteggiamento, questo, troppo ordinario per trovare cittadinanza nella testa, e nell'anima, di un assemblatore che ha confuso la flessibilità e l'eclettismo con il più perverso dei vizi: l'incoerenza. E così, le sue squadre sono sempre andate incontro allo stesso destino: memorabili impennate, madornali sbandate. [...] dubito che sia stato il Palazzo a impedirgli di ascendere al trono di un club grande come Juventus, Inter o Milan. Lo ha frenato quel suo modo, smaccatamente manicheo, di vivere il calcio. Per non vendersi, si è venduto sin troppo bene, sempre, però, al prezzo, esagerato, di schemi goderecci ma scolpiti nel marmo e, di conseguenza, ossessivi e ossessionanti.
*Non è stato scomodo. Al contrario, comodissimo: sai che coraggio, in un Paese come il nostro, gettare fango contro la Juventus. Lo fanno tutti, un rigore sì e un rigore no.
*Sono pochi i vinti che riescono a tenere alta l'audience. Zeman è uno di questi. Ma per carità, non evochiamo sinistri complotti e stupide congiure. Così ha voluto, così ha deciso, e non certo per un tozzo di pane. ha sempre calcolato tutto, entrate ed uscite. Ha preferito la tana (il 4-3-3, comunque e contro chiunque) all'avventura. [...] Avanti tutta, sia che in campo scendano i titolari sia che ci vadano le riserve. [...] Non ha mai lottato per lo scudetto, non si è mai nascosto, non si è mai aggiornato. Attacchi scoppiettanti, difese inguardabili, ecco il suo marchio.
*Zeman, il mio Zeman, è un paradosso, un ossimoro: banale trasgressione, trasgressiva banalità. Da presidente, non gli affiderei la mai la mia squadra. Da spettatore, correrei sempre a vedere le sue. Mi manca la sua "follia", censurabile ma ribalda, ripetitiva ma effervescente. Viceversa, non mi manca quel suo voler indossare sempre lo stesso saio tattico, che non è coerenza ma stravaganza. Capace di scalare l'Everest e di scivolare da un gradino. Piromane e pompiere. Papa e anti-Cristo. Fedele, nei secoli, a un progetto che, strada facendo, è diventato moda, routine, gabbia. Ha vinto partite che sembravano perse. Ha perso partite che sembravano vinte. Si piace così, Zeman. Nel timore di peggiorarsi, non è mai migliorato. Si è chiuso in se stesso, ha cavalcato l'ippogrifo dell'utopia, ha costruito, nel bene e nel male, un demagogico termine di paragone.
*"Zemaniano" è entrato nel lessico del Nuovo testamento, si dice di una partita gonfia di gol e di scarabocchi, quasi fosse il rimorchio di un Tir senza freni. Divertente, per usare un aggettivo di largo consumo. Senonché divertire non basta, a volte, per far quadrare i bilanci e realizzare i sogni.
===[[Italo Cucci]]===
*Agli occhi di un romanista una virtù ce l'ha, il Boemo: quand'era alla guida della Lazio le ha impedito di volare.
*È bello essere Zeman. Tutti vorrebbero essere Zeman. Anch'io, se torno a nascere, voglio essere Zeman. Perché Zeman, ch'io sappia, è l'unico uomo cui sia concesso di sbagliare. Sempre. Ma non basta. Più sbaglia e più diventa ''poppolare'', più amato dalla ''ggente''.
*Errare è umano, perseverare è boemo.
*Mi auguro di vedere Zeman nei panni del vincitore: perché è sicuramente un allenatore capace, un tecnico impegnato, uno studioso di calcio, un appassionato del campo, e la sua fatica – vera – meriterebbe di essere premiata. Tuttavia, certe manie tattiche – fra l'altro superate – lo rendono perdente: i suoi metodi di lavoro, accettati con spirito professionale dai calciatori, sono da questi sopportabili quando sfociano in risultati positivi; nelle sconfitte, creano malumori e spaccature violente nella squadra, soprattutto fra "italiani" e "brasiliani". [...] difesa alta e fuorigioco al novantunesimo, gol in contropiede, roba da esami di riparazione.
*Molto presente nella Cronaca, assente dalla Storia.
*Probabilmente l'allenatore boemo non si è accorto che alcuni giornalisti lo aiutano a diventare la nuova "suocera del regime" che tutto commenta, tutto sa, tutto critica. Non era un gran simpaticone prima, sta diventando decisamente antipatico. [...] quando non serve, taccia. E goda, se può.
===[[Josep Guardiola]]===
*Da quando ha iniziato fino ad oggi ha sempre visto il calcio alla stessa maniera, lui è uno che va avanti, trovare gente così è una cosa che fa molto bene al calcio.
*Lui ha già allenato grandi squadre come la Roma, mi sembra un allenatore preparatissimo, non lo conosco personalmente ma magari in futuro avrò la fortuna di scambiare qualche opinione con lui. Tutti i giocatori che l'hanno avuto parlano in maniera eccezionale di Zeman e questa è una cosa importantissima.
*Stiamo parlando di una persona che ha grande coraggio, uno che ha denunciato le cose che non andavano bene nel calcio italiano. Ha ancora grande entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, attaccano contro tutti, senza pensare a chi è l'avversario, corrono come matti, sono un suo grande ammiratore.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
*[[Čestmír Vycpálek]] – zio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zeman, Zdenek}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Cechi]]
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Danyele
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[[File:Zdenek Zeman.JPG|thumb|upright=1.2|Zdeněk Zeman nel 2006]]
'''Zdeněk Zeman''' (1947 – vivente), allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano.
==Citazioni di Zdeněk Zeman==
{{cronologico}}
*Sempre detto: se la gente non si diverte, crolla tutto in un mare di tristezza. E io [...] sono per lo spettacolo, anche se a certi livelli riducono tutto al risultato. {{NDR|«Beh, non è quello che conta?»}} Sì, ma a volte basta un palo o un piede storto per perdere una partita. E allora è lo spettacolo che rimane, l'immagine che una squadra sa dare di sé.<ref group="fonte" name="Dalla Vite">Dall'intervista di Matteo Dalla Vite, ''Siamo i più forti'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1157), 31 luglio – 6 agosto 1997, pp. 22-23.</ref>
*{{NDR|«Dia un giudizio sulle due facce del tifo di Roma»}} È numeroso e passionale. Ma passionale, a volte, può anche non essere un vantaggio.<ref group="fonte" name="Dalla Vite" />
*Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? È uno sbalordimento che comincia con [[Gianluca Vialli]] e arriva fino ad [[Alessandro Del Piero]]. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere soltanto con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico. Sono convinto che il calcio sia tutto un altro tipo di attività, almeno il mio, che in una sola parola definirei positivo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/online/sport/zeman/doping/doping.html Zeman: "Il calcio è in mano ai farmacisti"]'', ''repubblica.it'', 6 agosto 1998.</ref>
*{{NDR|A proposito del suo licenziamento dalla Roma}} Io non ho divorziato da [[Franco Sensi|Sensi]], è lui che ha divorziato da me.<ref group="fonte">Da un'intervista, ''[//www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=8 Zeman.org]'', 28 marzo 2000.</ref>
*Io alleno, ma non posso scendere in campo e giocare.<ref group="fonte" name="D'Antonio">Citato in Daniela D'Antonio, ''[//ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/24/wwwzemanorg-il-verbo-433.html Www.zeman.org 'Il verbo è 433']'', ''la Repubblica'', 24 ottobre 2000.</ref>
*Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.<ref group="fonte" name="D'Antonio"/>
*{{NDR|Nel 2004}} Nel '98 Vialli mi diede del terrorista, ora ammette che le mie parole sono servite a qualcosa. Purtroppo non cambia niente, vedo che oggi al processo sul doping i giocatori della Juventus non sono sinceri.<ref group="fonte">Citato in Corrado Zunino, ''[//www.repubblica.it/2004/a/sezioni/sport/calcio/doping1/doping1/doping1.html Dopo Galeone parla Agroppi "Negli anni '60, calcio e pasticche"]'', ''repubblica.it'', 11 gennaio 2004.</ref>
*Raramente mi capita di dire una [[bugia]]. Per questo mi sento solo. È un [[mondo]], il nostro, in cui se ne dicono tante.<ref group="fonte">Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/novembre/14/ancora_ostacolo_Zeman_sulla_strada_co_9_041114124.shtml C'è ancora l'ostacolo Zeman sulla strada della Juve in fuga]'', ''Corriere della Sera'', 14 novembre 2004.</ref>
*{{NDR|Alla domanda, qual è l'allenatore moderno?}} Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e dare, cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta [[vittoria|vincere]] 1 a 0 per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta... Che ha visto qualche cosa, e si è divertita.<ref group="fonte">Dall'intervista a ''V-ictory'', LA7, 7 aprile 2008.</ref>
*Non è giusto che, a pagare per l'eliminazione azzurra in Austria e Svizzera, sia [[Roberto Donadoni|Donadoni]], ma evidentemente è questa la politica federale. La causa di questo insuccesso è da ricondurre al fatto che molti giocatori non si sono presentati in forma.<ref group="fonte">Citato in Aldo Cangemi, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/06_Giugno/25/zeman.shtml Zeman: "Donadoni? Sbagliato esonerarlo"]'', ''gazzetta.it'', 25 giugno 2008.</ref>
*{{NDR|Su Lecce-Parma 3-3, ultima giornata della Serie A 2004-2005}} Ma queste partite io penso che, specialmente quell'annata dove erano invischiate nella retrocessione 8-9 squadre, penso che tutte le partite si sono giocate in questo modo. Nel senso per non farsi male.<ref group="fonte">Dalla deposizione di Zeman davanti al Tribunale di Napoli nel corso del processo Calciopoli, 20 novembre 2009; citato in Giovanni Capuano, ''[//sport.panorama.it/calcioscommesse/Quando-Zeman-disse-A-fine-stagione-non-ci-si-fa-male-E-volto-le-spalle-a-Lecce-Parma Quando Zeman disse: "A fine stagione non ci si fa male". E voltò le spalle a Lecce-Parma]'', ''panorama.it'', 14 agosto 2012.</ref>
*[[Calciopoli]] era una cosa, un sistema dominante guidato dagli attuali imputati di Napoli. Gli altri hanno cercato solo di difendersi, ma lo hanno fatto in modo sbagliato.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/201004articoli/26334girata.asp Calciopoli, Zeman torna all'attacco: sistema gestito da imputati di Napoli]'', ''lastampa.it'', 14 aprile 2010.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a "Chi sono i 5 migliori giocatori italiani?"}} Totti, Totti, Totti, Totti e Totti.<ref group="fonte" name="Totti">Citato in ''[//www.asromalive.com/intervista-zeman/38706/ Zeman: "Totti è ancora il numero 1. Ranieri? È nato difensore… Mourinho? Qualche interista si è vergognato…"]'', ''asromalive.com'', 25 luglio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[José Mourinho]]}} Un fenomeno mediatico. Dopo tanti anni ha dato la Champions all'Inter, ma il modo in cui ha vinto non è piaciuto a tutti. Ci sono molti interisti che si vergognano. Non si tratta degli arbitri, ma dell'atteggiamento della squadra: un allenatore dovrebbe dare un gioco...<ref group="fonte" name="Totti"/>
*Il risultato è casuale, la prestazione no.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Report'', Rai 3, 21 novembre 2010; [//www.report.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2afe4e64-8599-4ef2-98dc-0ce727a79ab8.html video] disponibile su ''report.rai.it''.</ref>
*{{NDR|Sugli effetti della creatina}} Se un portiere di 28 anni dovette cambiare misura dei guanti perché gli erano cresciute le mani, vuol dire che c'era qualcosa che non era normale.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[//www.gazzetta.it/Calcio/22-11-2010/-blob-settimana-711900197322.shtml Il blob della settimana: Balotelli, i razzisti e Cassano]'', ''gazzetta.it'', 22 novembre 2010.</ref>
*Alcuni giocatori si lamentano che faccio correre troppo? A Pescara vivo sul lungomare, e ogni mattina vedo un sacco di persone che corrono. E non li paga nessuno loro.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Fabio Fazio]] a ''Che tempo che fa'', Rai 3, 23 ottobre 2011; [http://www.youtube.com/watch?v=axUOM-oLLhY video] disponibile su ''youtube.com''.</ref>
*Siete voi giornalisti che le chiamate grandi e fate delle distinzioni che io invece non faccio. Rispetto al passato oggi a certe squadre non danno 20 rigori a stagione.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/serie_b/pescara/2012/02/17-221990/Zeman%3A+%C2%ABRigori+alla+Juve%3F+C'era+solo+su+Giovinco%C2%BB Zeman: «Rigori alla Juve? C'era solo su Giovinco»]'', ''corrieredellosport.it'', 17 febbraio 2012.</ref>
*[[modulo (calcio)|Modulo]] e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/2006/06/sezioni/sport/calcio/serie_b/zeman-torna/zeman-torna/zeman-torna.html Zeman ritorna a Lecce, in B Già in festa i tifosi giallorossi]'', ''repubblica.it'', 21 giugno 2006.</ref>
*Moggi è un nemico del calcio, è nemico di tutti quelli che non l'hanno seguito e non la pensano come lui. Me compreso quindi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.goal.com/it/news/240/calciopoli/2012/02/22/2921684/zeman-vs-moggi-la-sfida-infinita-il-boemo-tira-lennesima Zeman vs Moggi: la sfida infinita! Il boemo tira l'ennesima frecciata allo juventino: "Lui è un nemico del calcio"]'', ''goal.com'', 22 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo le dichiarazioni di [[Gianluigi Buffon]] sul gol fantasma di Muntari, in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l'esempio e dimostrare onestà.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_febbraio_27/buffon-nicchi-thiago_e8040652-6130-11e1-8325-a685c67602ce.shtml Nicchi-Buffon, lite sul gol non visto «Brutto esempio» «Retorica stucchevole»]'', ''corriere.it'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Sull'inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel palmarès della Juventus}} Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corriere.it/sport/12_maggio_11/zeman-scudetti-juve_b354bad2-9b82-11e1-81bc-34fceaba092f.shtml «Gli scudetti della Juve? Al massimo sono 23»]'', ''corriere.it'', 11 maggio 2012.</ref>
*Capisco che il calcio possa anche essere fonte di stress. In alcune piazze ci sono pressioni. Io però non sono stressato. Il calcio sotto questo aspetto non mi ha mai dato problemi. Io alleno anche perché mi diverto. Se fosse per me continuerei ad allenare fino ad 80 anni, ma lo so che non sarebbe possibile e non me lo permetterebbero.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/14-05-2012/zeman-ma-quale-stress-allenerei-fino-80-anni--911224819696.shtml Zeman, ma quale stress "Allenerei fino a 80 anni"]'', ''gazzetta.it'', 14 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo i complimenti di Moggi sulla sua stagione a Pescara}} Mi chiedete dei complimenti di Moggi? Io non mi voglio rovinare la giornata.<ref group="fonte">Citato in ''[//it.eurosport.yahoo.com/notizie/zeman-vs-moggi-sono-ancora-201734770.html Zeman vs Moggi, sono ancora scintille]'', ''eurosport.yahoo.com'', 23 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva se il suo atteggiamento difensivo fosse cambiato, alla luce dei pochi gol subiti dal Pescara}} Mi sa che mi conviene dire che sono cambiato. Per me è uguale. È chiaro rischiare qualcosa, ma se fai 90 gol non ti preoccupi di quanti ne prendi. La fase difensiva si faceva sempre, penso che anche per i giocatori è più soddisfacente costruire piuttosto che distruggere. E per distruggere devi usare le maniere forti: e io sono un uomo di pace. In generale vorrei che la mia squadra riuscisse ad avvicinare la gente e dare delle emozioni. Queste ultime possono essere di due tipi, ma si tratta sempre di emozioni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/05-06-2012/zeman-voglio-emozionare-avevo-promesso-tornare-911443864324.shtml Zeman: "Voglio emozionare. Avevo promesso di tornare"]'', ''gazzetta.it'', 5 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Ciro Immobile]]}} Penso che quell'anno a Pescara gli sia servito molto perché arrivava da esperienze non positive anche in B dove non giocava. Gli abbiamo dato l'opportunità di far vedere le sue doti e ha dimostrato di averne. Ha fatto bene ad andare in Germania perché è giovane e ha ancora tanto da imparare.<ref group="fonte" name=tuttosport/>
*Per me [[Daniele De Rossi|Daniele]] non è un regista alla [[Andrea Pirlo|Pirlo]], ma è un centro mediano che può dare equilibrio alla squadra. Poi che possa giocare in tutti i tre ruoli del centrocampo è un altro discorso, dipende sicuramente da quello che serve alla squadra.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/08-06-2012/zeman-totti-piu-forte-911476624988.shtml Zeman: "Totti il più forte"]'', ''gazzetta.it'', 8 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Sullo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Questo discorso nasce da un problema di fondo nel senso che il calcio per molti è diventato solo un grande business. Di queste cose se ne è parlato a lungo, mi auguro che per una volta si decida di intervenire per fare un calcio diverso. Mi sorprende un po' che calciatori di primo piano si ritrovino in mezzo, perché capisco che il giocatore di Serie C, che non riceve da mesi lo stipendio, possa avere delle tentazioni... Sia chiaro non lo giustifico, anzi lo condanno, ma almeno lo capisco. Chi proprio non riesco a capire sono i giocatori famosi e ben pagati. Io ai ragazzi dico sempre "''continuate a fare calcio per passione, anche ad alto livello, non mettendo sempre il guadagno in primo piano''". È il mio modesto contributo per provare a cambiare la mentalità.<ref group="fonte" name="critica">Da un'intervista a ''France Football''; citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/19-06-2012/zeman-critica-matteo-mourinho-non-mi-piace-chi-distrugge-gioco-911578641821.shtml Zeman critica Di Matteo e Mourinho "Non mi piace chi distrugge gioco"]'', ''gazzetta.it'', 19 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Un esempio di giocatore che ha sempre vissuto il calcio allo stesso modo: quando era un giovane sconosciuto ed oggi che è il fuoriclasse che conosciamo.<ref group="fonte" name="critica"/>
*Sull'idea di mettere la terza stella sulla maglia della Juventus ho gia' dato la mia opinione: per me gli scudetti sono tanti quanti sono stati assegnati. Certo, se mi leggo qualche dichiarazione e qualche libro, penso che gia' 28 siano troppi...<ref group="fonte">Citato in ''[//www.corrieredellosport.it/calcio/2012/07/07-250645/Zeman,+scudetti+Juve%3F+Troppi+gia'+28... Zeman, scudetti Juve? Troppi già 28...]'', ''corrieredellosport.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Riguardo alla sua preparazione}} Voi dite che stiamo facendo lavoro duro, ma per me sono sciocchezze. Per me sono solo lunghe passeggiate nei boschi. Ma per me la preparazione è essenziale: è la base su cui costruire la stagione. Siamo qua in ritiro per lavorare, per prepararci per la stagione, è normale che si fatica. Se fossimo andati in un villaggio Valtur sarebbe stato diverso.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/07-07-2012/zeman-competere-il-massimo-lavoro-duro-solo-sciocchezze--911762874676.shtml Zeman, ma quale stress Zeman: "Competere per il massimo Scudetti Juve? Troppi anche 28"]'', ''gazzetta.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a Moggi, che lo aveva definito «un buon allenatore che purtroppo si distrae sempre e perde l'essenza del calcio»}} Se l'essenza del calcio è il [[doping]] o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.ilmessaggero.it/sport/asroma/moggi_vs_zeman_il_boemo_risponde_il_suo_calcio_era_doping_e_comprare_arbitri/notizie/208184.shtml Moggi vs Zeman, il boemo risponde: il suo calcio era doping e comprare arbitri]'', ''ilmessaggero.it'', 13 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Sulle squalifiche degli allenatori per lo scandalo del calcioscommesse del 2011}} Anche un giocatore squalificato si può allenare, però penso che se c'è una squalifica lunga un allenatore non possa allenare. Quanto lunga? Sopra i tre mesi.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2012/08/12/news/zeman_scommesse_conte-40827438/ Zeman: Conte squalificato? Non dovrebbe allenare]'', ''repubblica.it'', 12 agosto 2012.</ref>
*{{NDR|Sulle quotazioni delle società di calcio in Borsa}} Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/12-212180/Zeman+attacca+Abete%3A+%C2%ABE%27+nemico+del+calcio%C2%BB Zeman attacca Abete: «È nemico del calcio»]'', ''tuttosport.com'', 12 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Alla domanda su un'eventuale cena con un nemico; magari il presidente della FIGC, [[Giancarlo Abete]]}} Perché no? Abete non è mio nemico ma nemico del calcio.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/roma/articoli/89328/zeman-abete-e-nemico-del-calcio.shtml Zeman: "Abete è nemico del calcio"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 12 settembre 2012.</ref>
*Vialli mi dà del paraculo perché combatto le battaglie che mi convengono? Sbaglia, pensavo avesse smesso con i farmaci. Io per le mie convinzioni sono rimasto fuori dal grande giro per più di dieci anni.<ref group="fonte">Citato in ''[//www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/468751/ Zeman: "Vialli? Pensavo avesse smesso di prendere farmaci..."]'', ''lastampa.it'', 16 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Marco Verratti]]}} Quando sono arrivato a Pescara doveva giocare mezzapunta, ma io l'ho trasformato in regista e mi ha dato grosse soddisfazioni. Il ragazzo è del '92 ha 20 anni con poca esperienza, può crescere tanto e diventare uno dei più grandi registi in Europa.<ref group="fonte">Citato in "[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/roma/2012/09/22-214097/Zeman%3A+%C2%ABVerratti%3F+Tra+i+migliori+registi+in+Europa%C2%BB «Zeman: Verratti? Tra i migliori registi in Europa»]", ''tuttosport.com'', 22 settembre 2012.</ref>
*Stringere la mano a [[Ciro Ferrara|Ferrara]]? Io la stringo a tutti. Non devo chiudere nessuna polemica con lui, sono i tribunali che per 10 anni si sono occupati di quei problemi. Non sono fatti miei.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/25-09-2012/zeman-ferrara-stringo-mano-tutti-certe-cose-si-occupano-tribunali-912716949030.shtml Zeman: "Ferrara? Stringo la mano a tutti. Di certe cose si occupano i tribunali"]'', ''gazzetta.it'', 25 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} [...] mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.lastampa.it/2012/09/29/sport/zdenek-un-assist-a-conte-mi-piaceva-gia-da-giocatore-UuRXFSQ5BgzYQjpsS6icGI/index.html Zeman, un assist a Conte "Mi piaceva già da giocatore"]'', ''lastampa.it'', 29 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo la conferenza stampa previa all'incontro Juventus-Roma del 29 settembre 2012}} Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a [[Gianluigi Buffon|Buffon]]: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria.<ref group="fonte">Citato in Manuela Mangione, ''[//www.retestadio.it/?action=read&idnotizia=8885 Juve - Roma: ecco l'anticipo della 6^ giornata di campionato]'', ''retestadio.it'', 29 settembre 2012</ref><ref>Non si fa attendere la risposta dell'ex presidente della [[Juventus Football Club|Juventus]], [[Giovanni Cobolli Gigli]]: «Sono dell'idea che le persone quando arrivano a una certa età diventano vecchie, e i vecchi devono uscire dalla scena, ritirarsi, chiacchierando con gli amici del bar dello sport, fumandosi una sigaretta o un sigaro come faccio io. Evitando di fare un mestiere, l'allenatore, che non è per vecchi».</ref>
*{{NDR|Sulle dichiarazioni di Andrea Agnelli, che aveva auspicato una riforma strutturale del calcio italiano}} Penso che abbia ragione, ci vogliono riforme e si deve migliorare. Lo dicono tutti, non solo lui. Però hanno avuto il calcio in mano per vent'anni, c'era tutto il tempo per fare le migliorie...<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/27-10-2012/zeman--913032413798.shtml Zeman stuzzica Agnelli Recupera Totti e chiama Dodò]'', ''gazzetta.it'', 27 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Il suo caso è strano, non se la prendono sempre con lui perché di colore diverso, è che con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. [...] Il problema non è il razzismo, ma il comportamento, se uno si comporta bene non succede niente. [...] Purtroppo oggi si gioca sul colore della pelle, ma il problema sono i comportamenti dei giocatori.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/articoli/105397/balotelli-zeman-il-problema-non-e-il-razzismo-la-colpa-e-sua-.shtml Balotelli, Zeman: "Il problema non è il razzismo, la colpa è sua"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 maggio 2013.</ref>
*Io non sono cieco, io non ce l'avrò mai con la Juventus visto che dormivo con la maglia della Juventus, visto che mio zio ha vinto due Scudetti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-alla-ds-dormivo-con-la-maglia-bianconera-juve-un-esempio-nel-mondo-ma-bisogna-essere-ciechi-per-negare-i-farmaci-e-calciopoli-206449 Zeman alla DS: "Dormivo con la maglia bianconera. Juve un esempio nel mondo, ma bisogna essere ciechi per negare i farmaci e calciopoli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 settembre 2014.</ref>
*A me non piace il [[tiki-taka]] perché ho un'altra visione sul calcio però non è detto che non renda. [[Josep Guardiola|Guardiola]], che reputo oggi il miglior allenatore al mondo, ha vinto tanto giocando in questo modo. Il problema è piuttosto chi lo vuole scimmiottare non avendo i giocatori che c'erano in quel Barcellona.<ref group="fonte" name=tuttosport>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/11/01/5682471/zeman-ne-ha-per-tutti-garcia-mi-annoia-thohir-allinter-per-soldi-?ICID=HP_BN_11 Zeman ne ha per tutti: "Garcia mi annoia, Thohir all'Inter per soldi. E che errore la Juventus con Immobile... "]'', ''goal.com'', 1º novembre 2014.</ref>
*Ho vinto poco in carriera? La vittoria non è la cosa più importante, un tecnico deve migliorare i calciatori a propria disposizione. Mi interessa molto la loro salute, credo che ancora oggi nel calcio si faccia uso di sostanze dopanti e ci sono calciatori che sono morti per vincere solamente una partita in più. Chi è responsabile di questo non ha certo aiutato il calcio a crescere.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/zeman-il-barcellona-mi-cerco-il-doping-esiste-ancora-210807 Zeman: "Il Barcellona mi cercò. Il doping? Esiste ancora"]'', ''tuttojuve.com'', 5 novembre 2014.</ref>
*Se c'è un cambio di panchina di solito c'è una reazione positiva o negativa, io spero nella prima.<ref group="fonte">Catato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-02-17/pescara-riecco-zeman-salvezza-difficile-ma-non-voglio-fare-figuracce-204134.shtml?uuid=AEitu8X Pescara, riecco Zeman: "Salvezza difficile, ma non voglio fare figuracce"]'', ''ilsole24ore.com'', 17 febbraio 2017.</ref>
*{{NDR|Sul divario tra calcio maschile e [[Calcio femminile|femminile]]}} Se è una questione di cultura? Anche, di solito in Italia le donne sono in cucina. Se è una cosa gravissima? Non lo so, certo anche gli uomini devono mangiare.<ref group="fonte">Da un'intervista a margine della cerimonia di premiazione della Panchina d'oro; citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/zeman-calcio-femminile-di-solito-in-italia-donne-stanno-in/xoymrmauiwf1urv1nm34cdmz Zeman sul calcio femminile: "Di solito in Italia le donne stanno in cucina"]'', ''goal.com'', 3 febbraio 2020.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/aprile/25/Questo_scandalo_doping_mia_sconfitta_co_0_010425324.shtml «Questo scandalo doping è la mia sconfitta»]''|Intervista di Stefano Petrucci, ''Corriere della Sera'', 25 aprile 2001, p. 38.}}
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] deve uscire dalle farmacie, nel nostro ambiente girano troppi farmaci.
*Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant'anni, all'aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire.
*Quello che dovevo dire sul doping l'ho detto nel '98. E, tornassi indietro, lo rifarei. Non mi interessano rivincite, non mi fa né caldo né freddo sentirmi ripetere intorno "avevi ragione". Mi avvilisce, piuttosto, accorgermi di come tanti non abbiano capito, oggi come allora, che quello era un allarme lanciato per il bene di chi fa sport, per la salute di tanti giovani.
{{Int|''[//archiviostorico.gazzetta.it/2004/novembre/13/Fahrenheit_11_sw_0_0411131260.shtml Fahrenheit 14/11]''|''SportWeek'', La Gazzetta dello Sport, 13 novembre 2004.}}
*Il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco.
*La grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.
*Non c'è nulla di disonorevole nell'essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità.
*Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole.
*Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri.
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/Primo_Piano/2008/12/03/zeman.shtml Zeman, anima da Mourinho: "Diciamo ciò che pensiamo"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 3 dicembre 2008.}}
*[[José Mourinho|Mourinho]] come me? Lui è uno dei pochi che dice quello che pensa e io ho sempre cercato di dire quello che pensavo. Forse poi lui se lo può permettere, e io no: ma questo è un discorso diverso.
*A parte il fatto che a voi dell'Inter io piaccio perché contro di voi ho sempre fatto pochissimi risultati, credo che Mourinho sia uno dei pochi che dice quello che pensa. Sul piano tattico non credo che abbia portato grosse novità, sicuramente ha a disposizione una rosa di calciatori molto importante, e quindi ha grande scelta. Poi, per quanto riguarda la gestione del gruppo, credo che la sappia fare con grande personalità. Certo, usa il bastone per quelli che segnano e la carota per quelli che non fanno gol e, a volte, si potrebbe anche fare il contrario.
*{{NDR|Su [[Francesco Totti]]}} Su di lui non si può fare un discorso di discesa e salita di rendimento. Totti è uno dei più grandi talenti del calcio, ma è normale che si possano avere dei periodi negativi. Nel suo caso però dipendono solo dagli infortuni. Un giocatore come lui non si può mettere in discussione.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Sono tanti 250 gol con la maglia della Juventus, anche se sono tanti anni che gioca a Torino. Sicuramente anche lui è un grande talento del calcio italiano.
*{{NDR|Su [[Cristiano Ronaldo]]}} Per quanto fatto nella passata stagione credo che sia stato giusto dare il Pallone d'oro a lui. Ha fatto un gradissimo campionato col Manchester e ha fatto bene anche con la nazionale. E poi, visto che è giovane, penso ne vincerà anche altri.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/08/Zeman_Anche_gli_altri_non_co_9_100808039.shtml Zeman: «Anche gli altri non hanno vinto nulla, io lancio i giovani»]''|Citato in Franco Fiocchini, ''Corriere della Sera'', 8 agosto 2010, pp. 44-45.}}
*Dicono di me: parla, parla, ma non ha mai vinto niente. Me l'ha ripetuto pure uno degli avvocati della difesa al processo di Napoli. Bene: cosa hanno vinto, a parte Benitez, quelli che allenano in A in questa stagione? Ho valorizzato e mandato in nazionale più di 20 giocatori: quanti allenatori possono dire la stessa cosa?
*Da noi conta solo vincere, non importa come. Gli allenatori sono schiavi dei presidenti: io non l'ho mai fatto, e non lo farò mai.
*{{NDR|Parlando dei presidenti}} Li vedo stressati, ricattati dagli ultrà: non hanno progetti né idee. Quasi tutti hanno in mente solo il business che, però, ha altre regole rispetto allo sport. Ora vogliono stadi nuovi e di proprietà dei club per riempirli di centri commerciali e ristoranti, che non hanno niente a che fare col calcio. I tifosi rinunciano ad andare allo stadio perché manca lo spettacolo e non si divertono più. Gli ultrà si accontentano del risultato, gli sportivi si divertono solo se vedono giocar bene le squadre. Sbaglia chi è convinto che la gente non vada più alle partite perché i nostri stadi sono obsoleti.
*{{NDR|Su José Mourinho}} Solo uno da prima pagina. Dicono sia stato bravo a convincere Eto'o a fare il terzino, ma è normale che un allenatore faccia fare ai giocatori in campo quello che vuole lui. Anche se ha vinto tutto non mi piace il suo modo di affrontare le partite: a Barcellona ha fatto catenaccio peggio di [[Nereo Rocco]]. La mentalità a una squadra la dà sempre l'allenatore: non se la scelgono i giocatori.
*{{NDR|Rispondendo a "Quanto ha pagato per quella sua denuncia del 1998?"}} Niente... Mi hanno sempre pagato per fare calcio. Certo la mia carriera sarebbe stata diversa. Allenavo la Roma e nel febbraio del '99 mi cercarono prima il Real Madrid, poi il Barcellona. Ne parlai subito con Franco Sensi che mi disse: poche storie, tu da qui non ti muovi. A maggio intimarono al presidente: o cacci Zeman o non vincerai mai lo scudetto. E lui fu costretto a esonerarmi.
{{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/12-07-2011/zeman-scudetto-2006-801995265669.shtml Zeman: "Scudetto 2006? Giusto toglierlo all'Inter"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 12 luglio 2011.}}
*{{NDR|Riferendosi al titolo di campione d'Italia 2005-06 assegnato all'[[Football Club Internazionale Milano|Internazionale]]}} Credo che sia giusto revocarlo. Sono i fatti a dirlo. Io non conosco le ultime intercettazioni, ma credo che questo passo andrebbe fatto, anche perché secondo me diverse società avrebbero titolo a rivendicarlo.
*Che ci sia un rapporto fra i dirigenti e i designatori non sarebbe un problema di per sé. Bisognerebbe però capire e vedere che tipo di rapporto c'è stato e c'è ancora. Sapere cosa si dicono i designatori e i dirigenti.
*{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} È stata una grande figura del calcio italiano. Ci sono però alcune intercettazioni che ho letto sui giornali che dicono che probabilmente qualcosa c'è stato. Non sono io a dover giudicare, ma probabilmente sarebbe giusto per il bene del calcio e dei diretti protagonisti fare chiarezza una volta per tutte.
*Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della [[Juventus]]. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società.
*{{NDR|Su [[Luciano Moggi]]}} Io oggi ufficialmente sono un allenatore di calcio. Lui invece ufficialmente è fuori dal calcio. Il suo nome lo leggo solo sui giornali e qualche volta lo vedo solo nelle trasmissioni televisive, non sui campi di calcio.
{{Int|''[//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/28-09-2012/zeman-mai-danneggiato-juve-se-prendano-qualcun-altro-912745064751.shtml Zeman: "Mai danneggiato la Juve. Se la prendano con qualcun altro"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 28 settembre 2012.}}
*Qualche Juventus-Roma l'ho già fatto. Sono due squadre che fanno sempre incontri importanti che richiamano sempre tanta attenzione. È una gara stimolante per entrambe: loro stanno rendendo bene, noi vogliamo dimostrare di poterli mettere in difficoltà. È come il derby, ci sono tre punti e voglio giocare per quelli.
*Calcio e politica attirano disaffezione, ma c'è crisi su tutti i campi e si riflette anche nel calci.
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]] dopo la scadenza del suo contratto con la Juventus}} Non so è la prima sfida Juve-Roma senza di lui, forse qualche volta era infortunato. Se manca, manca alla Juve, non a me.
*L'ultima volta a casa della Juve l'accoglienza non era stata molto carina, l'ho segnalato anche, perché dopo 90' di offese non è successo niente, ma se uno fa 'buuu' è razzismo. I danni alla Juve non li ho fatti io, i tifosi se la dovrebbero prendere con qualcun altro.
*[[Massimo Carrera|Carrera]] ha declinato la conferenza pre Juve e ci ha mandato l'allenatore dei portieri, [[Claudio Filippi|Filippi]]? Questione di stile: credo che la gente voglia sempre sentire qualcuno direttamente interessato. E sarebbe stato meglio anche per voi giornalisti.
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/26-10-2012/zeman-voglio-ragazzi-motivare-anche-un-esclusione-913029673212.shtml Zeman: "Voglio ragazzi da motivare. Anche con un'esclusione..."]''|Dal convegno "Oltre l'Ego - L'etica della moltitudine: dalla squadra all'orchestra"; citato in ''gazzetta.it'', 26 ottobre 2012.}}
*Cosa porterei dal mondo del calcio a quello della [[politica]]? Comincerei col portare le regole, noi in campo le abbiamo e le dobbiamo rispettare. E poi bisognerebbe trovare persone che non dicono "vorrei ma non posso'" ma che invece dicono "io voglio e lo faccio".
*Come [[allenatore]] ho la responsabilità per quello che si fa in campo ma anche fuori, per questo cerco di conquistarmi il ruolo di leader, per farmi seguire. Si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale.
*Si vorrebbero sempre ragazzi bravi, belli, forti, ma non sempre ci si riesce. Ma a me piace lavorare più con quelli con cui c'è da fare, da discutere. Con questi si comincia con le buone, poi si finisce con le cattive, magari con qualche esclusione dalla squadra ma a me piace la gente che bisogna motivare, cui bisogna insegnare qualcosa.
*Il [[talento]] conta tantissimo, è più facile, si è avvantaggiati, ma anche senza si riesce ad andare avanti. Chi tratta meglio il pallone si chiama artista, ma non è detto che 11 artisti battano 11 artigiani. Bisogna formare una miscela tra queste due categorie. E poi chi ha talento non deve accontentarsi, adagiarsi su quello che gli ha dato madre natura, ma lavorare ogni giorno per migliorarsi.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_novembre_13/zdenek-zeman-intervista2-abd8c900-62c9-11ed-b76c-5099773a656c.shtml Zdenek Zeman si confessa: «Ho odiato i comunisti, tifo Juve da sempre»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 13 novembre 2022.}}
*{{NDR|Su [[Roma]]}} È una splendida città antica, e una metropoli moderna piena di problemi che nessuno affronta. {{NDR|Perchè?}} Perché gli italiani rimandano sempre tutto a domani.
*{{NDR|La [[Juventus]]}} Era la squadra di mio zio Cestmir Vycpálek: il più grande talento del calcio cecoslovacco prima di [[Pavel Nedved]], che portai in Italia. La differenza è che Nedved, lavoratore maniacale, voleva allenarsi pure il giorno di Natale; mio zio invece amava le gioie della vita. Era stato a [[Dachau]], e il [[lager]] l'aveva segnato. Ma mi dicono fosse birichino anche prima.
*Pesavo i giocatori ogni mattina. Più si allenavano, più la partita diventava un divertimento. A fine stagione le altre squadre erano stanche; le mie correvano più di prima.
*{{NDR|«[[Pasquale Casillo|Casillo]] poi finì in carcere»}} E io andai all'uscita ad aspettarlo. Sapevo che era innocente. L'hanno riconosciuto dopo tredici anni.
*{{NDR|Al Foggia}} Avevamo un terzino sinistro velocissimo, [[Maurizio Codispoti|Codispoti]], che al momento del cross combinava di tutto, con i piedi che aveva. Allora [[Pasquale Casillo|Casillo]] gli mise centomila lire nella scarpa: se non sbagliava poteva tenersele.
*{{NDR|«Come fu l'esordio in serie A?»}} Pareggiammo 1 a 1 a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con l'Inter. Dissi a [[Salvatore Matrecano|Matrecano]], che avevo preso dalla [[Turris]], C2, per 25 milioni di lire: "Tu marchi [[Jürgen Klinsmann|Klinsmann]]". Klinsmann non toccò palla. Quando tornammo a San Siro con il Milan, dissi a Matrecano: "Tu marchi [[Marco van Basten|Van Basten]]". Van Basten fece tre gol.
*La Lazio mi aveva esonerato. Suona il telefono: “Sono il presidente [[Franco Sensi|Sensi]]”. Buttai giù: “E io sono [[Napoleone]]”. Era Sensi per davvero.
*Scoppiò lo scandalo del [[nandrolone]]. Giocatori trovati positivi inventarono scuse puerili. [[Fernando Couto|Couto]] del Parma, che era un capellone, diede la colpa a uno shampoo. Un altro, che era stempiato, a una lozione contro la caduta. [[Cristian Bucchi|Bucchi]] e [[Salvatore Monaco|Monaco]] del Perugia alla carne di cinghiale. Ci finirono dentro pure [[Edgar Davids|Davids]] e [[Josep Guardiola|Guardiola]]. E io pagai un prezzo altissimo {{NDR|per aver denunciato}}.
*Il [[Serie A 1998-1999|campionato 1998-1999]] fu un calvario di torti arbitrali, che costarono alla mia Roma almeno 21 punti. A Udine ci inventarono un rigore contro. Avevamo un attaccante, [[Fábio Júnior|Fabio Junior]], immeritatamente detto l'Uragano blu, che non segnava mai; quando finalmente fece un gol, glielo annullarono, non si è mai capito perché. Episodi assurdi. I calciatori videro che i loro sforzi erano inutili, e qualcuno mollò. La quartultima giornata perdemmo 4 a 5 con l'Inter all'Olimpico. Si disse che l'Inter avesse contattato tre dei miei in vista dell'anno successivo. Ebbi l'impressione che alcuni fossero distratti, c'erano difensori che facevano i centravanti... Così con Sensi decidemmo di fare nuovi acquisti.
*[[Ciro Immobile|Immobile]] aveva fame. [[Lorenzo Insigne|Insigne]] aveva talento. [[Marco Verratti|Verratti]] aveva bisogno di trovare la posizione giusta. Faceva il trequartista o la mezzala; lo impostai da regista davanti alla difesa. Dove gioca ancora adesso, nel [[Paris Saint-Germain Football Club|Psg]] e in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]
*{{NDR|«[...] il giocatore più forte che ha mai avuto?»}} [[Francesco Totti|Totti]]. Pareva avesse quattro occhi, due davanti e due dietro. Gli ho visto fare cose che sorprendevano tutti, anche me dalla panchina. Un'intelligenza calcistica prodigiosa. L'ho allenato due volte, quando aveva ventun anni e quando ne aveva trentasei, al mio ritorno alla Roma. Mi ha sempre seguito. E non abbiamo mai litigato
*Sono amico di [[Alessandro Di Battista]]. Mi ha anche proposto un seggio al Senato; ma la politica non fa per me, e forse neanche per lui.
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] è nella migliore delle ipotesi uno spreco, nella peggiore un'occasione per rubare. Come lo fu [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia '90]]. Come temo saranno i [[XXV Giochi olimpici invernali|Giochi invernali di Milano e Cortina]].
===Citazioni non datate===
*Gli altri lavorano in base ai soldi, noi in base alle [[idea|idee]].<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref>
*Non conto mai le [[sigaretta|sigarette]] che fumo ogni giorno, altrimenti mi innervosirei e [[tabagismo|fumerei]] di più.<ref group="fonte">Da un'intervista; citato in Aiello Stefano, ''Zdenek Zeman: un allenatore senza frontiere'' e nel suo [http://www.zeman.org/zeman-pag.php?PagID=4 sito ufficiale].</ref>
*[[Franco Sensi|Sensi]]? Bravissimo ma non ho capito perché mi ha rinnovato il contratto.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books? id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
==Citazioni su Zdeněk Zeman==
*Chiacchierato, odiato o amato senza via di mezzo: questo è Zdenek Zeman, l'allenatore che ha fatto discutere molto per alcune [[Presunto abuso di farmaci della Juventus F.C.|esternazioni extracalcistiche]]. Zeman non sfugge alla regola: o lo accetti, in tutto e per tutto, oppure lo detesti senza pensarci su un attimo. ([[Alfredo Pedullà]])
*Ci sono solo due cose che non tollera: che qualcuno passi la palla indietro o che vada verso la bandierina del calcio d'angolo. Guarda che la porta è dall'altra parte, ti segnala calmo. ([[Giuseppe Signori]])
*Come il comunismo, Zeman vuole il riscatto dei perdenti e dei (presunti) derelitti, sempre demagogicamente considerati la parte buona da contrapporre a quella, ignobile, dei vincenti. Come il comunismo, Zeman ha il suo nemico giurato, la Juventus (identificata con il grande capitale e le sue losche manovre), che è anche un poderoso alibi per giustificare le sconfitte, il comodo bersaglio grosso da colpire ogni volta che gli eventi prendono una brutta piega. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*Da Zeman non sono mai stato allenato anche se a Roma mi scelse, le sue idee possono essere discutibili, ma spesso si rivelano anche efficaci. ([[Vincenzo Montella]])
*Dopo le panchine di Salerno, [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] e Avellino ti rimane solo quella del lungomare.<ref>Striscione dei tifosi salernitani esposto in un Salernitana-Avellino della stagione 2003-04. Lo striscione è rivolto a Zeman, a quel tempo allenatore avellinese ma già tecnico del Napoli e della Salernitana in passato.</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]])
*{{NDR|nel 1998}} [Zeman] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in Italia. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra. ([[Gianni Agnelli]])
*È l'uomo del calcio pulito, del calcio in cui vince chi gioca meglio e non chi usa altri mezzi. Suscita tanto interesse proprio per questo. [[Adriano Celentano|Celentano]] con le sue uscite fa tanto clamore un po' come Zeman. Non so chi dei due abbia preso dall'altro! Comunque sì, sono due personaggi che si possono accostare, due persone fuori dal coro, difficili da imitare e da eguagliare. Mi fa piacere il ritorno di Zeman in Serie A, fa un bel calcio: pensare che qualche anno fa lo volevano anche per la panchina del Bologna, poi però non se ne fece nulla. ([[Gianni Morandi]])
*È semplicemente il miglior allenatore che abbia avuto nella mia carriera. Con lui feci 3 anni importantissimi, tirò fuori il meglio di me, insegnandomi tanto sia a livello calcistico che tattico. ([[Pierluigi Casiraghi]])
*È senz'altro un grande allenatore, ma posso avere una buona considerazione di lui come tecnico, non certo come persona visto che è un piccolo uomo. Mi danno fastidio i suoi attacchi alla Juve per partito preso e non dimentico nemmeno che nel 1994, prima che arrivassi a Torino con Moggi, non mi volle alla Lazio. ([[Ciro Ferrara]])
*È un allenatore straordinario e credo che ogni giocatore debba sperare di essere allenato da lui perché ti migliora; lui insegna il calcio e credo che sia il più bravo in questo. ([[Alessandro Nesta]])
*È una persona che vuole dimostrare di essere diverso. ([[Claudio Lotito]])
*Fra Zeman e [[Sven-Göran Eriksson|Eriksson]], scelgo quest'ultimo: umanamente vince dieci a zero. [...] Il mister giallorosso non mi piace, ha infangato giocatori di grande valore come [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Gianluca Vialli|Vialli]] senza averne le prove. E poi, scusatemi, lui non vive di calcio? E allora perché sputare nel piatto dove mangi? ([[Diego Armando Maradona]])
*Grande allenatore ma anche un impagabile cabarettista quando si tratta di lanciare veleno anti-Juve. ([[Giampiero Mughini]])
*Guardando la faccia più tedesca che slava di Zeman avrei dovuto rendermi conto del suo efferato sadismo di ginnasiarca. ([[Gianni Brera]])
*Il suo modo di vedere il calcio mi ha molto aiutato. Con Zeman, nonostante le grandi fatiche del ritiro, mi sono divertito soprattutto per la mentalità offensiva. Poi ho cercato di integrare ai suoi insegnamenti anche l'importanza della fase difensiva. Resta comunque l'allenatore che mi ha ispirato più di tutti. ([[Eusebio Di Francesco]])
*{{NDR|Riferendosi alle polemiche di Zeman}} Io non ho mai vinto una partita chiacchierando, e penso che Zeman non abbia più niente da dire. Non so se ha un debito con la Juve, ma ormai è maggiorenne e potrebbe smetterla. Le polemiche caricano di più la Juventus, perché ultimamente gliene stanno facendo talmente tante... diciamo che più rompono le palle e più la Juventus diventa forte. ([[Stefano Tacconi]])
*In questo calcio avvolto da continui misteri c'è ancora bisogno di uomini veri! Forza Zeman.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria della Cavese nel corso della gara di Serie D contro il Trastevere del 25 febbraio 2024 e dedicato al tecnico boemo, che aveva da poco lasciato la guida tecnica del Pescara per motivi di salute.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
*Io non ho nulla contro Zeman, anzi, se devo essere sincero, lo stimo. Fa un gioco offensivo ideale per gli attaccanti. Un giorno mi piacerebbe essere allenato da lui. Nella vita mai dire mai. ([[Fabio Quagliarella]])
*Io ricordo anche un episodio avvenuto nel maggio 2005 durante un Lecce-Parma 3-3, quando Zeman abbandonò la panchina della sua squadra a 10' dalla fine e non si è mai capito il perché. Magari dovrebbe darci spiegazioni di questo e non su cose che non lo riguardano. ([[Giuseppe Marotta]])
*La cosa interessante è che [Massimo] Carrera in una partita ha vinto più di Zeman in tutta la sua carriera. ([[John Elkann]])
*{{ndr|Nel 1999}} Le dichiarazioni di Zeman sul [[doping]]? Coglionate di un [[terrorista]]. ([[Gianluca Vialli]])
*Lui è un grande. Simpaticissimo: durante gli allenamenti cantava sempre. Anche inventandosi le parole. L'ho risentito recentemente. È un maestro. ([[Ciro Immobile]])
*Non è Zeman che fa le battaglie. È Zeman a essere cercato perché possa dire qualcosa che somigli a un grido di battaglia. ([[Franco Baldini]])
*{{NDR|Riferendosi agli abusi di farmaci nel calcio degli anni novanta del XX secolo}} Non voglio attribuire a Zeman più meriti di quanti possa avere, ma certo è stato lui a stimolare questa inchiesta. ([[Ugo Longo]])
*Per me è stato un po' maestro e un po' papà. Mi ha dato fiducia e consapevolezza dei miei mezzi, mi ha dato il ritmo e i tempi del gioco. Poi è uno che ti fa lavorare in maniera pazzesca: durante il primo ritiro non riuscivo neanche a salire le scale, alla sera. Ci faceva mangiare per tre o quattro giorni le patate, per depurarci, e in allenamento dovevi fare dieci chilometri, con l'ultimo che lui chiamava quello del carattere. Ma tutto questo lavoro aveva uno scopo e tu, da giocatore, lo capivi: molti teorizzano la sofferenza, per far crescere, ma con Zeman tutto questo aveva anche un obiettivo. Soffrivi e soffrivi, ma poi quando finalmente la squadra riusciva a giocare come lui insegnava, beh, allora, era un piacere. E ti divertivi. Il suo calcio è uno sballo, se fai la punta. ([[Giuseppe Signori]])
*Rigido negli schemi, ma faceva anche tante battute, persino troppe, al punto che a volte mi giravano le scatole. Il primo anno io ero un po' spaesato e trovo due insegnanti fantastici per conoscere Roma: Aron Winter e Roberto Di Matteo. Che serate, ragazzi. Solo che al mattino Zeman ci sottoponeva al rito del peso, e per me erano guai. Winter e Di Matteo salivano prima sulla bilancia, raccontavano al mister le nostre avventure della sera prima e insomma, per così dire, mi sputtanavano... così arrivavo io, la lancetta segnava qualche etto di troppo e Zeman, subito: "Che ti sei mangiato insieme a tuoi amici, pietre?". Io ribattevo che non poteva sgridare solo me, ma anche loro, e lui: "Loro possono, perché giocano nazionale... tu non giochi nazionale e non puoi mangiare così". ([[Guerino Gottardi]])
*– Sa, da giovane a Palermo ero presidente di una piccola squadra di calcio, la Bacigalupo: e serviva un allenatore. Presi questo boemo sconosciuto, che scappava dai comunisti.<br />– Zeman.<br />– Zeman: e guardi adesso il suo Foggia dei miracoli. Il suo 4-3-3 è un'idea rivoluzionaria (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'')
*Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo... Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto... ([[José Mourinho]])
*Se avete problemi a prendere sonno vi consiglio la conferenza stampa di Zeman in versione integrale. ([[Valentino Rossi]])
*Se penso alla persona, ironia e senso dell'umorismo. Se penso all'allenatore, ho ricordi molto positivi. Nella concezione del suo calcio, gli attaccanti trovano spessissimo la via del gol. E poi i tagli che chiedeva, a me riuscivano bene. Grazie a lui, chiusi per due anni in doppia cifra e mi affermai in Nazionale. ([[Pierluigi Casiraghi]])
*Segnai, presi una traversa e creai qualche altra occasione. I giornali elogiarono la mia prestazione. Tutti parlarono bene di me, tranne uno... {{NDR|«Chi?»}} Zeman, il mio allenatore. Mi prese da parte e mi disse che non era contento della prova, nonostante avessi fatto gol. Mi invitò a partecipare di più al gioco di squadra e ad entrare maggiormente nei suoi schemi offensivi. Io ero un attaccante di movimento, dribblavo, non davo punti di riferimento. Il sistema, invece, prevedeva meno tocchi e più profondità. Avessi trovato maggior sintonia con lui... ([[Gustavo Bartelt]])
*''Sono quattro anni che ti amo | e non ti ho mai | parlato di Zeman | così ti sei scordata che giochiamo | con la palla | e non con la catena.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*Sono un partigiano di Zeman. La sua è una figura che divide, di forte personalità, uno che ama il bel calcio. ([[Massimo D'Alema]])
*{{NDR|Sul venire allenato da Zeman}} Ti divertivi come un matto, per lui esisteva solo la fase offensiva. Tu preoccupati solo di attaccare, mi diceva. [...] [Mi consigliava] di giocare come se fossi in strada e di divertirmi. Tattica con lui, zero... Ci preoccupavamo solo di attaccare. ([[Lorenzo Insigne]])
*Tu sei unico ed inimitabile, semplicemente tu sei il calcio. ([[Francesco Totti]])
*Un allenatore appassionante anche se un po' estremo. ([[Alviero Chiorri]])
*Un allenatore molto simpatico e di compagnia, sembrava burbero ma è tutt'altro. Ricordo Di Biagio che ci scherzava, era il suo figlioccio. Lui stava allo scherzo, era molto divertente. Sul lavoro era molto esigente, faceva provare e riprovare gli schemi, poi c'era quella dose di lavoro atletico che ti levava la voglia di fare altro. ([[Marco Delvecchio]])
*Una Ferrari minore, costruita all'Est con materiale deperibile. Dura un tempo: poi si ferma e imbarca gol. [...] passa per un genio ma non vince da una vita. ([[Massimo Gramellini]])
*Zdenek Zeman, quando si poteva ancora, vestiva di [[Tabagismo|fumo]] in panchina. Nuvole come fumetti di un grande pensatore che ha ridisegnato le linee di gioco in campo, con [[Attaccante|attaccanti]] che correvano come nei cartoni animati, ma fumo anche come [[metafora]] dell'inconsistenza delle sue difese che troppo spesso si squagliavano nell'aria. ([[Luigi Garlando]])
*Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire. ([[Gianni Petrucci]])
*Zeman è un allenatore di calcio quindi dovrebbe occuparsi di campo più che di altre cose. Il boemo è comunque un paraculo che si è parato poco, per cui credo vada stimato. Sicuramente ha pagato per le battaglie che ha fatto. ([[Urbano Cairo]])
*Zeman è un allenatore speciale, uno che crea entusiasmo. Ha un gioco aperto, veloce e vuole del buon calcio. ([[Marco Tronchetti Provera]])
*Zeman è una fede. Ma gli atei, calcisticamente parlando, sono in aumento. ([[Filippo Grassia]])
*Zeman è una persona molto intelligente ma è anche un grandissimo paraculo, combatte le battaglie che gli convengono e le altre se le dimentica. Io, tra l'altro, non l'ho mai perdonato quando ha gettato un'ombra sulla carriera mia e di Del Piero e non mi ha ancora chiesto scusa. ([[Gianluca Vialli]])
*Zeman è Zeman. È un precursore di un modo di fare calcio. Lo ammiro tantissimo. Lui, comunque, non si può imitare. Perché è lui. Propone un suo calcio, è "integralista" ed è convinto del suo gioco e del suo credo. ([[Andrea Stramaccioni]])
*Zeman mi sembra che sia un po' deconcentrato, inseguendo sempre le polemiche. Non lo fischierei come ha detto [[Mirko Vučinić|Vucinic]], ma per partito preso non fischio nessuno. Rispetto l'allenatore Zeman ma non ho nessuna simpatia per lui. ([[Giovanni Cobolli Gigli]])
*Zeman sarebbe perfetto come preparatore atletico [...]. Bravissimo nella preparazione fisica, ottimo intenditore di calcio, non riesce mai a trasformare la sua teoria in pratica. I calciatori, sempre più esasperati dai suoi metodi, non lo seguono e per i presidenti è diventata una scommessa troppo pericolosa. Le società sono aziende e affidarle a Zeman significa rischiare il fallimento. ([[Michele Criscitiello]])
*Zeman se si avventura su campi diversi rischia di andare in fuorigioco. ([[Maurizio Paniz]])
===[[Roberto Beccantini]]===
*Ci ha stregati e spappolati, ignorando che non si può vivere di una rivoluzione al giorno, ma che la gente, una volta "liberata" dal giogo del calcio all'italiana, ammesso che fosse un giogo, e non un gioco, aveva, e ha, bisogno di supporti tradizionali come la luce, l'acqua, un buon frigorifero: fuor di metafora, non è umano, e neppure consigliabile, prendere gli avversari sempre di petto, qualche volta è sufficiente, e più fruttifero, attenderli al varco. Non si vive di solo caviale. Ogni tanto, si ha voglia di pane e salame. Dicono: non sarebbe stato Zeman. Dico: sarebbe stato uno Zeman ancora più completo e brillante. [...] Zeman è questo, mai si piegherà al compromesso, termine vago e infido. Lo facesse, tradirebbe coloro che si cibano di luoghi comuni spacciati per verità supreme, inscindibili. Sin dall'epopea del Licata, ha precorso i tempi, salvo venirne imprigionato. Lascia un'impronta, lascia una coda di duellanti in suo onore; Cervantes ne avrebbe tratto un Don Chisciotte ancora più romanzesco dell'originale: e i mulini a vento?
*Ha vinto, Zeman, per l'insistenza con la quale, in assenza di successi plausibili, parliamo di lui, per quell'aureola di santità che lo scorta. [...] La sua forza era (è) il suo limite, i suoi limiti erano (sono) la sua forza. Ha perso, Zeman, per la cocciutaggine che lo ha bloccato e impantanato a metà del guado, impedendogli di correggere la rotta; un atteggiamento, questo, troppo ordinario per trovare cittadinanza nella testa, e nell'anima, di un assemblatore che ha confuso la flessibilità e l'eclettismo con il più perverso dei vizi: l'incoerenza. E così, le sue squadre sono sempre andate incontro allo stesso destino: memorabili impennate, madornali sbandate. [...] dubito che sia stato il Palazzo a impedirgli di ascendere al trono di un club grande come Juventus, Inter o Milan. Lo ha frenato quel suo modo, smaccatamente manicheo, di vivere il calcio. Per non vendersi, si è venduto sin troppo bene, sempre, però, al prezzo, esagerato, di schemi goderecci ma scolpiti nel marmo e, di conseguenza, ossessivi e ossessionanti.
*Non è stato scomodo. Al contrario, comodissimo: sai che coraggio, in un Paese come il nostro, gettare fango contro la Juventus. Lo fanno tutti, un rigore sì e un rigore no.
*Sono pochi i vinti che riescono a tenere alta l'audience. Zeman è uno di questi. Ma per carità, non evochiamo sinistri complotti e stupide congiure. Così ha voluto, così ha deciso, e non certo per un tozzo di pane. ha sempre calcolato tutto, entrate ed uscite. Ha preferito la tana (il 4-3-3, comunque e contro chiunque) all'avventura. [...] Avanti tutta, sia che in campo scendano i titolari sia che ci vadano le riserve. [...] Non ha mai lottato per lo scudetto, non si è mai nascosto, non si è mai aggiornato. Attacchi scoppiettanti, difese inguardabili, ecco il suo marchio.
*Zeman, il mio Zeman, è un paradosso, un ossimoro: banale trasgressione, trasgressiva banalità. Da presidente, non gli affiderei la mai la mia squadra. Da spettatore, correrei sempre a vedere le sue. Mi manca la sua "follia", censurabile ma ribalda, ripetitiva ma effervescente. Viceversa, non mi manca quel suo voler indossare sempre lo stesso saio tattico, che non è coerenza ma stravaganza. Capace di scalare l'Everest e di scivolare da un gradino. Piromane e pompiere. Papa e anti-Cristo. Fedele, nei secoli, a un progetto che, strada facendo, è diventato moda, routine, gabbia. Ha vinto partite che sembravano perse. Ha perso partite che sembravano vinte. Si piace così, Zeman. Nel timore di peggiorarsi, non è mai migliorato. Si è chiuso in se stesso, ha cavalcato l'ippogrifo dell'utopia, ha costruito, nel bene e nel male, un demagogico termine di paragone.
*"Zemaniano" è entrato nel lessico del Nuovo testamento, si dice di una partita gonfia di gol e di scarabocchi, quasi fosse il rimorchio di un Tir senza freni. Divertente, per usare un aggettivo di largo consumo. Senonché divertire non basta, a volte, per far quadrare i bilanci e realizzare i sogni.
===[[Italo Cucci]]===
*Agli occhi di un romanista una virtù ce l'ha, il Boemo: quand'era alla guida della Lazio le ha impedito di volare.
*È bello essere Zeman. Tutti vorrebbero essere Zeman. Anch'io, se torno a nascere, voglio essere Zeman. Perché Zeman, ch'io sappia, è l'unico uomo cui sia concesso di sbagliare. Sempre. Ma non basta. Più sbaglia e più diventa ''poppolare'', più amato dalla ''ggente''.
*Errare è umano, perseverare è boemo.
*Mi auguro di vedere Zeman nei panni del vincitore: perché è sicuramente un allenatore capace, un tecnico impegnato, uno studioso di calcio, un appassionato del campo, e la sua fatica – vera – meriterebbe di essere premiata. Tuttavia, certe manie tattiche – fra l'altro superate – lo rendono perdente: i suoi metodi di lavoro, accettati con spirito professionale dai calciatori, sono da questi sopportabili quando sfociano in risultati positivi; nelle sconfitte, creano malumori e spaccature violente nella squadra, soprattutto fra "italiani" e "brasiliani". [...] difesa alta e fuorigioco al novantunesimo, gol in contropiede, roba da esami di riparazione.
*Molto presente nella Cronaca, assente dalla Storia.
*Probabilmente l'allenatore boemo non si è accorto che alcuni giornalisti lo aiutano a diventare la nuova "suocera del regime" che tutto commenta, tutto sa, tutto critica. Non era un gran simpaticone prima, sta diventando decisamente antipatico. [...] quando non serve, taccia. E goda, se può.
===[[Josep Guardiola]]===
*Da quando ha iniziato fino ad oggi ha sempre visto il calcio alla stessa maniera, lui è uno che va avanti, trovare gente così è una cosa che fa molto bene al calcio.
*Lui ha già allenato grandi squadre come la Roma, mi sembra un allenatore preparatissimo, non lo conosco personalmente ma magari in futuro avrò la fortuna di scambiare qualche opinione con lui. Tutti i giocatori che l'hanno avuto parlano in maniera eccezionale di Zeman e questa è una cosa importantissima.
*Stiamo parlando di una persona che ha grande coraggio, uno che ha denunciato le cose che non andavano bene nel calcio italiano. Ha ancora grande entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, attaccano contro tutti, senza pensare a chi è l'avversario, corrono come matti, sono un suo grande ammiratore.
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
*[[Čestmír Vycpálek]] – zio
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Zeman, Zdenek}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Cechi]]
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[[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - The Day of the Dead (1859).jpg|thumb|upright=1.6|''Il giorno della morte'' (W. Bouguereau, 1859)]]
Citazioni sulla '''morte'''.
==Citazioni==
[[File:Kuoleman Puutarha by Hugo Simberg.jpg|thumb|upright=1.3|''Il giardino della morte'' (H. Simberg, 1906)]]
*A molti morire fa solo bene. ([[Giordano Bruno Guerri]])
*''<nowiki>'</nowiki>A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella.'' ([[Totò]])
*A tutto si rimedia, meno che alla morte. (''[[Ladri di biciclette]]'')
*Adunque con buona ragione ancora noi abbiamo detto non altro essere le morti, sì dei congiunti e degli amici, e sì le nostre proprie, se non peregrinazioni della più degna parte dell'uomo ad un qualunque luogo a lei accomodato, e separazioni degli uni dagli altri per alcun tempo solamente, e non già in perpetuo. ([[Giorgio Gemisto Pletone]])
*Al mondo non esiste cosa più imparziale della morte. Ogni essere vivente riceverà la sua visita. Oltre a essere imparziale, la morte è una realtà innegabile, e si trova sempre al nostro fianco. Ma gli uomini, armati di ingegno e saggezza, lottano, scalpitano e si aggrappano alla vita fino all'ultimo. (''[[Made in Abyss]]'')
*Anche nei miei pezzi è sempre presente la morte: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà. ([[John Frusciante]])
*Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni. ([[Shōhei Ōoka]])
*''Aviene a un disperato spesso, | che da lontan brama e disia la morte, | e l'odia poi che se la vede appresso, | tanto gli pare il passo acerbo e forte.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev'essere per forza annunciata con spavalderia. ([[Philip Roth]])
*Bisogna morire molte volte per imparare a vivere. ([[Alessandro Ruspoli, IX principe di Cerveteri]])
*Bisogna, quaggiù, che i fiori muoiano ed il loro profumo svanisca perché diventino frutto e nutrimento. [[Paradiso|Lassù]], respireremo un fiore eterno. Ed il suo profumo ci nutrirà. Solo ciò che muore si riproduce. La fecondità è un perpetuo compromesso tra l'essere ed il nulla. L'eternità è sterile: dove i fiori non appassiscono, i semi sono inutili. ([[Gustave Thibon]])
*C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la morte. ([[Giorgio Gaber]])
*''Cara, bella morte! Gioiello dei Giusti, | che non risplendi se non nel buio; | che misteri giacciono al di là della tua polvere; | potesse l'uomo vedere oltre quel segno!'' ([[Henry Vaughan]])
*Certamente si deve morire, ma la morte viene associata a una "vecchiaia" vissuta come un evento molto lontano che non ci riguarda da vicino. ([[Sabino Acquaviva]])
*Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Alexandre Dumas padre]])
*Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte? (''[[Nosferatu a Venezia]]'')
*Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>{{cfr}} ''[[Apocalisse di Giovanni]]''. 6, 14 {{NDR|N.d.T.}}.</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la Morte! ([[Charles Dickens]])
*Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! ([[Arthur Rimbaud]])
*Chi sa morire, non ha più padrone. ([[Sully Prudhomme]])
*Chi se ne frega di morire? Alla morte, padron mio, presto o tardi s'arriva per forza. Ed essere impiccato per una buona causa è un bel morire, si dice, sebbene non mi risulti che qualcuno sia mai tornato in terra a confermarcelo. ([[Robert Louis Stevenson]])
*– Chou, tu lo sai cosa succede alle persone quando muoiono?<br>– Prima pensano di stare solo dormendo serenamente, senza sapere di essere morti. Dormono per tre giorni interi, e poi alla fine del terzo giorno si risvegliano, e di lì che capiscono di essere morti. Camminano verso un fiume molto grande. Si tolgono tutta la sporcizia dai loro corpi e cominciano il loro lungo viaggio verso il paradiso per reincarnarsi. (''[[Per primo hanno ucciso mio padre]]'')
*Ciò che però aveva reso così terribile nel cimitero il pensiero della morte era l'immagine del ''piccolo'', che, non appena si fece dominante, produsse nel suo spirito un ''vuoto'' terribile, che alla fine gli era diventato insopportabile. – Il ''piccolo'' si avvicina allo scomparire, all'annientamento – è l'idea del ''piccolo'' che produce ''sofferenza, vuoto e tristezza'' – la tomba è ''l'angusta casa'', la bara è un appartamento ''silenzioso, freddo e piccolo'' – ''la piccolezza'' provoca ''vuotezza'', ''la vuotezza'' provoca ''tristezza'' – ''la tristezza'' è il principio dell'annientamento – l'annientamento è vuoto infinito. ([[Karl Philipp Moritz]])
*Colui che da una diversa visione della cosa più è commosso, non teme le angustie della morte. ([[Giordano Bruno]])
*Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi. ([[Carlo Maria Franzero]])
*''Con vent'anni nel core | pare un sogno la morte, eppur si muore''. ([[Teobaldo Ciconi]])
*Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla. ([[Micah Nathan]])
*Considero la morte un dovere e un imperativo biologico. Fin da ragazzo ho pensato che la vita deve finire e non ha alcuna dimensione metafisica. Chi crede nella finitezza assoluta della vita è sempre pronto a morire. Non c'è da perdonare né da chiedere perdono dei peccati o redimersi per garantirsi un buon soggiorno nell'aldilà. Se le nostre idee sono la nostra immortalità, con la nostra vita di pensiero, ogni giorno ci prepariamo a morire. ([[Umberto Veronesi]])
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della morte. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. ([[Giuseppe Pecchio]])
*Da quel che ho visto, morire è come un taglio in asse nel montaggio di un film. Solo che dopo il taglio, l'inquadratura precedente non ritorna. ([[Rudy Rucker]])
*Devo dire sereno: anche se mi dicono che sono giovane – non sempre mi sento tale... – ho già avuto diversi incontri ravvicinati con la morte. Ci sono scesa a patti: ho capito che fa parte del processo della vita e mi piace pensare che possa esistere una continua rinascita dopo la nostra fine. ([[Simona Tabasco]])
*Dicono che tutta la vita ti passa davanti agli occhi prima di morire. Forse questo è vero se sei un malato terminale o se non ti si apre il paracadute. Ma se la morte ti coglie di sorpresa, l'unica cosa che hai tempo di pensare è: «Oh, merda!». (''[[Dead Like Me]]'')
*Don Fabrizio si guardò nello specchio dell'armadio: riconobbe più il proprio vestito che sé stesso: altissimo, allampanato, con le guance infossate, la barba lunga di tre giorni; sembrava uno di quegli inglesi maniaci che deambulano nelle vignette dei libri di Verne che per Natale regalava a Fabrizietto, un Gattopardo in pessima forma. Perché mai Dio voleva che nessuno morisse con la propria faccia? Perché a tutti succede così: si muore con una maschera sul volto; anche i giovani; anche quel soldato col viso imbrattato; anche Paolo quando lo avevano rialzato dal marciapiede con la faccia contratta e spiegazzata mentre la gente rincorreva nella polvere il cavallo che lo aveva sbattuto giù. E se in lui, vecchio, il fragore della vita in fuga era tanto potente, quale mai doveva essere stato il tumulto di quei serbatoi ancora colmi che si svuotavano in un attimo da quei poveri corpi giovani? ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]])
*Dopo la morte, per gli scettici c'è il nulla. Per le anime religiose, dopo la morte c'è Dio, ossia il tutto. Ma sparire nel nulla o nel tutto, non è la stessa cosa? ([[Guido Morselli]])
*Dopo pochi giorni di sofferenza e molti altri di sogni deliranti pieni di estasi, le cui manifestazioni esteriori tu scambiasti erroneamente per dolore ed io ero impotente a disingannarti –, dopo alcuni giorni caddi, come tu hai detto, preda di uno stato di torpore senza respiro né movimento, e questo fu definito ''Morte'', da quelli che erano intorno a me.<br>Le parole sono cose vaghe. Il mio stato non mi impediva di sentire. Mi sembrò non molto dissimile dallo stato di estrema quiete di chi, avendo dormito a lungo e profondamente, disteso immobile e completamente prostrato in un meriggio di mezza estate, comincia lentamente a riprendere conoscenza semplicemente perché ha dormito a sufficienza e senza essere svegliato da interventi esterni.<br>Non respiravo più, il polso era immobile, il cuore non batteva più. La volontà non mi aveva abbandonato, ma era senza potere. I sensi erano insolitamente attivi, sebbene in modo eccentrico – assumendo a caso ciascuno di essi la funzione di un altro. ([[Edgar Allan Poe]])
*''Dove ci incontreremo dopo la morte? | Dove andremo a passeggio? | E il nostro consueto giretto serale? | E i rammarichi per i capricci dei figli? | Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi, | quando avrò bisogno delle tue parole? | Dio esige l'impossibile, | Dio ci obbliga a morire. | E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto, | di questo furore? Sin d'ora promettimi | di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere, | sui legni carichi di mercanzie sepolcrali, | in quel teatro spilorcio, in quel vortice | e magma di larve ahimè tutte uguali, | fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?'' ([[Angelo Maria Ripellino]])
*Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti. ([[George Steiner]])
*È difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici è ancora più difficile. Cristo però è morto per noi quando noi eravamo ancora suoi nemici. Dio ci rimane sempre accanto, è la costanza dell'amore fino all'estremo limite, anzi senza limiti. Ecco il motivo della nostra gioia. ([[Pino Puglisi]])
*E infatti i [[cristiano (religione)|cristiani]] non sanno morire. Basti in proposito un confronto tra la morte di [[Socrate]] e la morte di [[Gesù]]. [...] A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica". ([[Umberto Galimberti]])
*È meglio morire di [[Alcolismo|bevute]] che morire di sete. ([[John Fante]])
*È più facile sopportare la morte senza pensarci che il pensiero della morte senza pericolo. ([[Blaise Pascal]])
*È ridicolo insistere su ciò che resta di voi dopo la morte. È come se un bambino dicesse: «Sto crescendo, ma non voglio cambiare le idee che ho adesso.» ([[Jane Roberts]])
*''E s'al mesto pensier chiuder le porte | col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore | contemplo allor de la mia propria morte''. ([[Celio Magno]])
*Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l'appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza. ([[Maurice Zundel]])
*È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato. ([[Arundhati Roy]])
*E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. (''[[Blade Runner]]'')
*È una delle tante assurdità dell'essere che non solo il vivere ma anche il morire debba essere ugualmente, e spesso ancor più, guadagnato. Sarebbe giusto che dal mondo si potesse almeno andarsene con passo leggero... ([[Mario Andrea Rigoni]])
*Eccola lì la morte paziente. Sono abituato a quella feroce, che ti prende di colpo con un coltello o un proiettile. O a quella crudele, che ti lascia sanguinare sul pavimento. So come trattarla, a cosa pensare quando mi chino su un cadavere. Quella lenta, che ti scava dall'interno, mi incute timore. Non è un incidente di percorso che si possa scansare stando attenti. È il destino inevitabile, il saldo del conto. ([[Sandrone Dazieri]])
*Emarginato e inesaudito in [[ospedale]], chi muore non è meno solo e incompreso in [[famiglia]], nella realtà spesso ostile di oggi. ([[Giorgio Cosmacini]])
*Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio. (''[[Bhagavadgītā]]'')
*Esiste un unico Dio e il suo nome è Morte. E c'è soltanto un'unica cosa che puoi dire alla morte: "non oggi." (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Finché io non sarò morto, nessuno potrà garantire di conoscermi veramente, cioè di potere dare un senso alla mia azione, che dunque, in quanto momento linguistico, è mal decifrabile.<br>È dunque assolutamente necessario morire, ''perché, finché siamo vivi, manchiamo di senso'', e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. ''La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita'': ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile... ''Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci''.<br>Il montaggio opera dunque sul materiale del film (che è costituito da frammenti, lunghissimi o infinitesimali, di tanti piani-sequenza come possibili soggettive infinite) quello che la morte opera sulla vita. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Finirà il giorno e Febo si tufferà nelle profondità del mare con i suoi cavalli stanchi, prima che io riesca a elencare con la parola tutte le cose che assumono un nuovo aspetto. Così vediamo che le epoche cambiano e che là dei popoli diventano potenti, qua decadono. ([[Ovidio]])
*Gli uomini che sono morti li aspettano cose che non sperano né immaginano. ([[Eraclito]])
*«Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».<br>«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»<br>«Chiamala pure speranza. O disperazione». ([[Margaret Atwood]])
*''I defunti, che pietosi e cari | vengon ne' sogni a favellar con noi | d'un'armonia migliore''. ([[Giovanni Prati]])
*I morti che ci hanno fatto del bene, si ricompensano guardando in faccia i vivi. ([[Vasco Pratolini]])
*''I morti non è quel che di giorno | in giorno va sprecato, ma quelle | toppe d'inesistenza, calce o cenere | pronte a farsi movimento e luce.'' ([[Vittorio Sereni]])
*I morti non muoiono: controllano e proteggono. (''[[Minority Report]]'')
*I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi. (''[[Full Metal Jacket]]'')
*I nostri morti ci attendono come le stelle del cielo attendono che passino la notte e la nostra incapacità di vederle se non al buio. Siamo destinati a una Gioia più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. Il mendicante è il nostro essere convinti, per esempio, che io stia farneticando, perché le cose reali sono questo mondo, l'Europa, l'Italia, i rapporti economici, giuridici, sessuali. Mentre il fondo dell'uomo consiste nella sua permanenza assoluta. Con la morte noi superiamo lo stato di mendicità: la morte ci consente di oltrepassare il senso del nulla. ([[Emanuele Severino]])
*Il [[corpo]] e la sua morte restano i più grandi pensatori. ([[Eugenio Mazzarella]])
*''Il corpo parla: che dovrai morire. | {{sic|non}} dice a te: che non lo puoi sentire. | Al corpo dici: ancora non morire. | Non sa che parli: non ti può sentire.'' ([[Pietro Cimatti]])
*Il pensiero della morte è realmente la nera pietra di paragone a cui si provano tutte le convinzioni soddisfacenti e riposanti, è il terreno su cui le edificate dimore crollano. Tutti i nostri pensieri resistono alla sua comparsa solo se sentono con umiltà e nell'umiltà il proprio valore. Solo se i pensieri stessi sentono di poter accettare, senza disonore, la ''propria'' morte. ([[Andrea Emo]])
*Il tabù morte ha già steso i suoi tentacoli alla [[malattia]] ed anche si sospetti di malattia, ed è rafforzato dal silenzio sulle realtà eterne. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. ([[J. K. Rowling]])
*In viva morte morta vita vivo! ([[Giordano Bruno]])
*Io considero la morte parte della vita ed è per questo che, parlando della vita, mi viene da parlare anche della morte. Personalmente, l'esperienza che fino a oggi ho avuto della morte riguarda quella degli animali che tenevo con me. [...] Non riuscivo ad accettarlo: mi domandavo perché gli esseri viventi dovessero morire. E poi, poco a poco, ritorna la calma. Perché il cervello umano (come forse quello degli animali) ha anche la capacità di dimenticare. Allora ci si può nuovamente dire che ciò che è importante è vivere, che il nostro è un tempo prezioso. Credo che la morte insegni a vivere, e che la facoltà di dimenticare sia un elemento importante in questo meccanismo. ([[Jirō Taniguchi]])
*Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla? ([[Alistair MacLean]])
*''Io muoio. Tu muori. Egli muore | è molto più grave, se un'intera botte va a male.'' ([[Joachim Ringelnatz]])
*Io non lo so se sono [[ateismo|ateo]], però son sicuro che se [[dio]] esiste è un grandissimo figlio di puttana o un pazzo paranoico tipo film americano. Però a me la morte non è mai arrivata vicina, nel senso che non è mai morto qualcuno a cui voglio bene veramente, e se capitasse non so come reagirei. Magari finirei col pensare che è la volontà di Dio e che va bene così. Certo diventerei una persona diversa, non sarei più quello di adesso. Secondo me dopo che hai conosciuto quella cosa lì sei proprio un altro. Forse è così che si diventa grandi. (''[[Porci con le ali]]'')
*Io non prego mai per i morti, io prego ''i'' morti. L'infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante. ([[Cristina Campo]])
*Io non temo la morte, sa, non la temo assolutamente, perché so che essa è soltanto un passaggio. Verso Dio, la gioia senza fine. ([[Elio Fiore]])
*''Io chiamo, io prego, io lusingo la morte | come divota, cara e dolce amica, | che non mi sia nemica | ma vegna a me come a sua propria cosa.'' ([[Fazio degli Uberti]])
*L'angostura, la goccia di amaro, il catalizzatore di tutto il resto. Poche chiacchiere: una gran fregatura. Un errore di calcolo del Padre Eterno. ([[Vittorio Gassman]])
*''L'è mort? l'è propri mort? Cossa voeur dì | sta gran parola che fa tant spavent?'' ([[Tommaso Grossi]])
*L'importante non è morire, né a che età si muore, l'importante è quello che si fa al momento di morire. ([[Muriel Barbery]])
*''L'ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, | sol nel passato è il bello, sol ne la morte è il vero.'' ([[Giosuè Carducci]])
*L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla morte; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre. ([[François-René de Chateaubriand]])
*La base sopra la quale ergendosi questo colosso del mondo palesa la sua bellezza è la morte. Ella è la parte più grave del concerto ove stanno appoggiate tutte le consonanze dell'universo. Che cosa sarebbe egli, dopo la perdita della giustizia originale, se non si morisse? [...] Chi levasse la morte, leverebbe dalla fabbrica del mondo la pietra angolare, leverebbe l'armonia, l'ordine, né vi lascerebbe altro che dissonanze e confusioni [...] La morte non può essere cattiva né con dolore, se è vero che sia naturale il morire, perché le cose naturali son buone. ([[Virgilio Malvezzi]])
*''La memoria dei morti serve loro come una seconda vita.'' ([[Jean Bertaut]])
*La morte capita una volta sola e si fa sentire in tutti i momenti della vita: è più doloroso averne conoscenza che subirla. ([[Jean de La Bruyère]])
*La morte, che da natura è a tutti sorte comune, si distingue presso i posteri in gloria e in oblio; e se una medesima sorte attende il buono e il reo, tocca ai coraggiosi morir per un fine. ([[Publio Cornelio Tacito]])
*''La morte ci rende angeli | e ci mette ali | dove avevamo spalle, | lisce come artigli di corvo.'' ([[The Doors]])
*La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. [...] Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo. ([[Steve Jobs]])
*La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto. ([[Plutarco]])
*La morte è come il sesso al liceo: se sapessi quante volte ci sei andato vicino, ti prenderebbe un colpo! (''[[Dead Like Me]]'')
*La morte è il fallimento assoluto, non va cercata mai. (''[[Bakuretsu Hunter]]'')
*La morte è il muro di cinta di ogni vita. ([[Jacques Ellul]])
*La morte è innaturale. La morte è uno scherzo crudele. La morte diride la vita. (''[[Dark Crystal - La resistenza]]'')
*La morte è l'assentarsi dell'eterno. ([[Emanuele Severino]])
*La morte è l'interlocutrice che nobilita la mia sopravvivenza. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*La morte è l'unica cosa che mi terrorizza. La odio. [...] Perché, [...] oggi a tutto si può sopravvivere fuorché a questo. La morte e la volgarità, nel diciannovesimo secolo, sono gli unici due fenomeni che non si riescono a spiegare. ([[Oscar Wilde]], ''[[Il ritratto di Dorian Gray]]'')
*La morte è l'unico sintomo certo della vita. ([[Giorgio Manganelli]])
*La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il [[corpo]] fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo. ([[Rosemary Altea]])
*La morte è migliore, è un destino più dolce che la tirannia. ([[Eschilo]])
*La morte è parte naturale della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza. Dolore non avere; rimpianto non avere. L'attaccamento conduce alla gelosia; l'ombra della bramosia essa è. ([[Yoda]], ''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'')
*La morte è pietosa, perché da essa non c'è ritorno, mentre per colui che è uscito dalle più profonde camere della notte, consapevole e stravolto, non c'è più pace. ([[Howard Phillips Lovecraft]])
*La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza. ([[Émile Zola]])
*La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto! ([[Maria Kuncewiczowa]])
*La morte è sempre la stessa, ma ogni uomo muore a suo modo. ([[Carson McCullers]])
*La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai. ([[Anton Cechov]])
*La morte è un'amante da temere ed esisteva un modo soltanto per superare tale paura: diventando il suo giustiziere. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'')
*La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare. ([[Jorge Luis Borges]])
*La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze. ([[Michel Foucault]])
*''La Morte favorisce chi favorisce la Morte.'' ([[Nick Cave]])
*La morte, fino a oggi, è sempre stata un evento naturale e gli eventi naturali, si sa, non hanno bisogno di una rielaborazione etica. La pioggia, i fulmini: quando vengono, vengono. Per la morte non è più così. Ora c'è la possibilità di scelta e quando si può scegliere, c'è sempre il bisogno assordante di un'etica. ([[Aldo Schiavone]])
*La morte ha cercato di colpirmi undici volte, ma non è mai riuscita ad arrivarmi, perché sono stato io più forte della morte [...]. La morte ci cammina dietro, vero? Mi cammini dietro, piccolina? Eh? Mi cammini dietro? Lo sai che mi sembri una micetta a volte? E tu... E tu vuoi ostacolarmi, tu vuoi mettermi delle sbarre davanti, vuoi mettermi delle prove, ma è molto difficile con me, lo sai, perché io sono più forte. ([[Richard Benson]])
*La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. ([[Epicuro]])
*La morte, in generale, non mi ha mai fatto piangere. È così incipiente. È un incipit. ([[Carmelo Bene]])
*La morte insegna a vivere agli incorreggibili. ([[Xavier Forneret]])
*La morte non aspetterà che tu sia pronto. La morte non ha riguardi, non è leale! (''[[Batman Begins]]'')
*La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce. ([[Elisabetta della Trinità]])
*La morte non è mai banale: è solennità, è mistero. ([[Remo Bodei]])
*''La morte non è | nel non poter comunicare | ma nel non poter più essere compresi.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*La morte non è priva del morire, ma è ricca della possibilità del dono di sé, totale ed irrevocabile. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*La morte non è una prigione per coloro che hanno affidato le loro anime al principe delle tenebre. (''[[I satanici riti di Dracula]]'')
*La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno. ([[Molière]])
*La morte non pare tremenda. È il più puro dei nostri atti; è la liberazione, il ritorno alla [[terra]]; una carezza e una benedizione. ([[Frederic Prokosch]])
*La morte non vuole gli stupidi. ([[Anton Cechov]])
*''La morte per me è solo una parola che provoca paura''. ([[John Frusciante]])
*La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. ([[Jorge Luis Borges]])
*La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. ([[Arthur Rimbaud]])
*La Morte sospirò. Era abituata a sentire gli uomini implorare di dare loro qualche altro anno o mese, a volte persino qualche ora. C'era sempre qualcosa di inconcluso, di non fatto, di non vissuto. I mortali non capiscono che la vita non è un libro che si chiude dopo averlo letto fino all'ultima pagina. Non esiste un'ultima pagina nel Libro della Vita, perché l'ultima è sempre la prima di una nuova storia. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'')
*La morte – trafficante di sabbia nello spazio angusto della clessidra. ([[Ionuț Caragea]])
*La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore. ([[Carlo Carretto]])
*''La morte | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione. ([[Aldo Capitini]])
*La radice di qualsiasi schiavitù è la morte. ([[Olivier Clément]])
*La santa chiesa ritiene che ognuno può offrire oblazioni per i suoi morti veramente cristiani e il presbitero ne può fare memoria. E sebbene noi tutti soggiaciamo ai peccati, è appropriato che il sacerdote faccia memoria e interceda per i cattolici defunti. ([[Papa Gregorio III]])
*La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri. ([[Franco Mistrali]])
*La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi. ([[Isaac Asimov]])
*La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]])
*La vita stanca, ma la morte fa rabbrividire. Meglio un giorno da pecora che una vita da sonnambulo. (''attribuita a [[Jim Morrison]]'')
*''Lassù fra Dio e | gli uomini giostra spavalda | la morte | la vita. | Dove regna il sole | non c'è schiavitù''. ([[Carlo Perasso]])
*Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate. ([[Francesco d'Assisi]])
*Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero. ([[Carlo Emilio Gadda]])
*Lo straniero conosce "in vita" l’esperienza della morte. Si muore a degli affetti, a dei paesaggi, dei pensieri, per rinascere ad altri affetti, altri paesaggi, altri pensieri. ([[Tahar Lamri]])
*Ma non muori perché sei malato, muori perché sei vivo. La morte ti uccide pure senza l'aiuto della malattia. ([[Michel de Montaigne]])
*Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! ([[Ivan Sergeevič Turgenev]])
*''Ma se in noi destano un simbolo, i morti senza mai fine | ai penduli amenti del vuoto avellano | essi accennano, o forse alla pioggia | che nella terra buia precipita di primavera. || E noi, che pensiamo a una felicità ''saliente'', | il tremito commoverebbe, | che quasi ci abbatte, | se ''cade'' un evento felice.'' ([[Rainer Maria Rilke]])
*Malinconica e triste che possa sembrare la morte, sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe che l'uomo non potesse morire mai, chiuso nel carcere che è la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo vitale che egli come individuo possiede solo nei confronti della sua individualità a cui è assegnato un compito che si esaurisce.<br>Ma altri crede che in un tempo della vita questo pensiero della morte debba regolare quel che rimane della vita, che diventa così una preparazione alla morte. Ora, la vita intera è preparazione alla morte, e non c'è da fare altro sino alla fine che continuarla, attendendo con zelo e devozione a tutti i doveri che ci spettano. La morte sopravverrà a metterci a riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può far altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare.<br>Vero è che questa preparazione alla morte è intesa da taluni come un necessario raccoglimento della nostra anima in Dio; ma anche qui occorre osservare che con Dio siamo e dobbiamo essere a contatto tutta la vita e niente di straordinario ora accade che ci imponga una pratica inconsueta. Le anime pie di solito non la pensano così e si affannano a propiziarsi Dio con una serie di atti che dovrebbero correggere l'ordinario egoismo della loro vita precedente e che invece sono l'espressione intima di questo egoismo. ([[Benedetto Croce]])
*Mentirei se dicessi che mi lascia indifferente. Ho oltre 70 anni ed è come sentissi alle mie spalle il rumore di passi pesanti. Incalzano e indicano la fine. [...] In realtà forse preoccupa più gli uomini delle donne. Loro vivono più a lungo, con grazia. Noi uomini? Direi più isterici. Anche piagnoni. Un po’ come me. ([[Michail Baryšnikov]])
*''Meravigliosamente ti ridà forza | il parlare coi morti | quando incapaci d'infonderne | sono i rimasti in vita.'' ([[Giorgos Seferis]])
*Mi accompagna da sempre e mi fa compagnia anche adesso. So che la vita non durerà all'infinito. Come ai tropici, verrà buio tutto di un colpo. Morire è una cosa che ha fatto Leonardo. Quindi nessun problema per Biagi. ([[Enzo Biagi]])
*Mi è stato insegnato ad affrontare ciò che non posso evitare. La morte è una di quelle cose. Vivere nella società tentando di non guardare la morte è stupido perché guardarla ci fa ritornare alla vita con maggior vigore ed energia. Il fatto che i fiori non durino per sempre è ciò che li rende belli. ([[Damien Hirst]])
*Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo [[Senso della vita|scopo della vita]]. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene. ([[Simone Weil]])
*Morire è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra. ([[Gianni Mura]])
*Morire è così semplice per quelli che credono in qualcosa, per coloro che sostengono che la morte non sia la fine di tutto. Quelli per cui esiste solo il bianco e il nero, che sanno esattamente cosa devono fare e perché, che sventolano lo stendardo di un'idea, o di ciò in cui credono: lo trattengono nelle loro mani e tutto ciò che vedono ne è illuminato. Coloro che non hanno dubbi o rimpianti. Per loro morire deve essere facile. Se ne vanno con il sorriso sulle labbra. ([[Dmitrij Gluchovskij]])
*Morire è la condizione stessa dell'esistenza. In ciò mi rifaccio a tutti coloro che hanno detto che è la morte a dar senso alla vita, proprio sottraendole tale senso. Essa è il non-senso che dà un senso negando questo senso. ([[Vladimir Jankélévitch]])
*''Morire | è un'arte, come ogni altra cosa. | Io lo faccio in un modo eccezionale. | Io lo faccio che sembra come inferno. | Io lo faccio che sembra reale. | Ammetterete che ho la vocazione.'' ([[Sylvia Plath]])
*Morire è una cosa tremenda, ma ancora sopportabile; è il far morire che, per un cristiano, il quale come il Cristo ha per missione di dar vita, è il colmo dell'atrocità! ([[Primo Mazzolari]])
*Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò. ([[Roberto Benigni]])
*Morire sarà una splendida avventura. ([[James Matthew Barrie]])
*Morire vent'anni prima o vent'anni dopo poco importa. <br /> Quel che importa è morir bene. <br /> Soltanto allora inizia la vita. ([[Léon Degrelle]])
*''Morte, che se' tu dunque? Un'ombra oscura, | un bene, un male, che diversa prende | dagli affetti dell'uom forma e natura.'' ([[Vincenzo Monti]])
*Morte e [[Risurrezione|resurrezione]] son un atto solo, un solo mistero. ([[Divo Barsotti]])
*''Morte, muta parola, | sabbia deposta come un letto | dal sangue, | ti odo cantare come una cicala | nella rosa abbrunata dei riflessi.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*''Morte, sorella mia | nata il giorno ch'io nacqui, | remota e accanto mi sei | come un miraggio. | Lampada fu il tuo volto alla mia culla. | sulla tua veste d'ombra | quante notti dormii. | Lieve mi condurrai | tenendomi per mano | lungo l'aria serena di luna | fino al grande diorama.'' ([[Renato Mucci]])
*Né il sole né la morte si possono guardare fissamente. ([[François de La Rochefoucauld]])
*Nel lungo termine siamo tutti morti. ([[John Maynard Keynes]])
*Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie. (''[[Qoelet]]'')
*Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte. ([[José Saramago]])
*Niente è morto finché non è sepolto. (''[[Sorvegliato speciale]]'')
*Noi tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, di qualunque terra e di qualunque religione, dotti o ignoranti, santi o delinquenti, per quanto divisi da usi, pensieri, costumi di vita, siamo tuttavia uniti da una sola realtà: la realtà della morte.<br>Diversi in tutto gli uni dagli altri, siamo uguali in questa certezza: l'Imperatore d'Inghilterra nel Buckingham<ref>Nel testo "Bucingham".</ref> Palace e il boscimano nella capanna di paglia e di sterco.<br>Tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede. La sola realtà sulla quale non è possibile nessuna discussione, è anche la sola realtà dalla quale tutti distolgono gli occhi e la mente.<br>È questa una nostra demenza o una provvidenza della natura?<br>Sia come si voglia, è certo che la vita è possibile solo a patto che ci si dimentichi della morte, solo a patto che si viva come se fossimo immortali. ([[Nicola Moscardelli]])
*Non appena qualcuno muore, l'immagine che che gli altri conservano di lui subisce una sorta di trasfigurazione. Si solidifica – e sarà poi difficile rompere quella crosta – in una forma idealizzata e non verosimigliante. Questo accade a causa della pietà, dell'affetto, e magari del senso di colpa. ([[Stefano Brusadelli]])
*''Non c'è dignità nella morte | per vendere al mondo il tuo ultimo respiro.'' ([[Robbie Williams]])
*''Non c'è morte | ch'io possa indossare | quando penso | che dopo di me | nulla è niente.'' ([[Riccardo Mannerini]])
*Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara. Non c'è alcun tentativo da fare: bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.<br>Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.<br>È falso dire che Dio riempie il vuoto. Egli non lo riempie affatto ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.<br>Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi, così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.<br>Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. ([[Dietrich Bonhoeffer]])
*Non c'è pena più profonda che quella di riconoscere i segni dell'ultima separazione. La morte ci ferisce a morte. ([[Maurice Toesca]])
*Non credevo che facesse quest'effetto trovarsi di fronte alla morte: il mio cervello lavora molto più velocemente, come per mettersi in pari di tutto il tempo che ha perduto. (''[[Il viaggio indimenticabile]]'')
*Non devi temere la morte, è un'insonne compagna che non tradisce. Nel momento in cui si avvicina, quando al suo cospetto il sangue gela nelle vene, sappi che essa non fa altro che proteggerti dolcemente. (''[[Cowboy Bebop]]'')
*Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede. ([[Woody Allen]])
*Non è morire in sé stesso che importa: è morire fallito che ti lascia la bocca amara. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'')
*Non è tanto il fatto di morire che dà fastidio, quanto il fatto di non sapere quello che diranno di te, ecco tutto. (''[[La ballata di Cable Hogue]]'')
*''Non è ver che sia la morte | il peggior di tutti i mali; | è un sollievo de' mortali | che son stanchi di soffrir''. ([[Pietro Metastasio]])
*Non esiste miglior prova che la morte sia temibile, della pena che i filosofi si prendono per convincere che bisogna disprezzarla. ([[François de La Rochefoucauld]])
*''Non ha sofferto'', le dissero. ''Anzi, non ha provato niente''. Questo la fece piangere ancor di più, e più forte. La morte è la sola cosa nella vita di cui sia necessario essere coscienti mentre accade. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Non ho paura di morire, ripeto, non me ne importa. Morire è normale, finire è normale, tutto muore a questo mondo, tutto finisce, allora perché averne paura? Mica che mi dispiaccia stare al mondo, intendiamoci, io son contentissima d'essere al mondo, però più di quel tanto non ci si può stare e così accetto la legge. ([[Virna Lisi]])
*Non importa quanto duramente tu possa tentare di vivere fino alla tua morte, alla fine morirai. (''[[Fullmetal Alchemist]]'')
*''Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. | Vorrei esser bifolco, servire un padrone, | un diseredato, che non avesse ricchezza, | piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.'' ([[Achille]], [[Omero]], ''[[Odissea]]'')
*Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco. ([[Gilles Villeneuve]])
*Non posso rinascere se prima non muoio, e la morte mi ripugna. ([[Jean Cardonnel]])
*Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la morte''. ([[Giorgio Gaber]])
*Non si può ingannare la morte. (''[[Final Destination 2]]'')
*Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa. ([[Richard Feynman]])
*Non temer né affrettare il dì supremo. ([[Marco Valerio Marziale]])
*Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*– Non vorrai morire così?<br />– Non lo so, io non sono mai morto prima. (''[[Solo due ore]]'')
*Norbert de Varenne riprese: «No, voi non mi capite, oggi, ma ricorderete più avanti quello che vi dico in questo momento. Capita un giorno, vedete, e per molti capita presto, in cui si smette di ridere, come si suol dire, perché dietro a tutto ciò che si guarda, si vede la morte... Oh! voi non comprendete neanche questa parola: la morte. Alla vostra età non significa nulla. Alla mia età è terribile. Si comprende di colpo, e non si sa perché, né per quale motivo, e allora tutto muta aspetto, nella vita. Io, da quindici anni, la sento che mi rode, come se portassi in me una bestia. L'ho sentita a poco a poco, mese per mese, ora per ora, devastarmi come una casa che sta per crollare. Mi ha talmente trasformato che non mi riconosco più. Non v'è più nulla in me dell'uomo raggiante, fresco e forte che ero a trent'anni. L'ho vista tingere di bianco i miei capelli neri, e con quale lentezza sapiente e cattiva! Mi ha preso la pelle soda, i muscoli, i denti, tutto il mio corpo di un tempo, per lasciarmi soltanto un'anima disperata, e ruberà tra breve anche quella... Sì, mi ha ridotto a pezzi, la sgualdrina, lentamente, terribilmente ha compiuto la lunga distruzione del mio essere, momento per momento. E adesso mi accorgo di morire in ogni cosa che faccio. Ogni passo mi avvicina a lei, ogni movimento, ogni respiro, affretta il suo odioso lavoro. [...] Adesso, la vedo tanto da vicino, che spesso ho voglia di allungare le braccia per respingerla. Copre la terra, riempie lo spazio. La riconosco dappertutto. Le bestioline schiacciate per la strada, le foglie che cadono, i peli bianchi nella barba di un amico, mi straziano il cuore e mi gridano: Eccola! Mi rovina tutto quello che faccio, tutto quello che vedo, che mangio, che bevo, che amo, il chiaro di luna, il sorgere del sole, il mare aperto, i bei fiumi e l'aria delle sere d'estate, così dolce a respirare!» ([[Guy de Maupassant]])
*''O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue.'' ([[Georges Bataille]])
*''O Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo.'' ([[Charles Baudelaire]])
*''Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto | non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso | mi chiami, in vece di spavento, il pianto. || Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch'io voglio | ne' tuoi sembianti contemplar me stesso''. ([[Vincenzo Monti]])
*Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo danno, cioè la morte che uccide essa ricordazione insieme colla vita. ([[Leonardo da Vinci]])
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. ([[Osho Rajneesh]])
*Ogni tradizione spirituale suggerisce lo stesso: mantieni vicino il pensiero della morte. Non fuggirlo... La negazione della morte ingigantisce l'ego, mentre vivendo in sua presenza lo spirito si rafforza e s'ingentilisce. ([[Sam Keen]])
*Ogni volta che muore qualcuno che abbiamo conosciuto ed amato ritornano tutti i soliti confusi pensieri sulla morte, il mistero che incombe su tutti i nostri atti, pensieri, cose. Grandioso, solenne, terribile e semplicissimo episodio della natura che ci rilancia nell'infinito sconosciuto e inconoscibile. Ma non provo terrore. Sono stato due volte in rischio serio di morire e non ho avuto paura. Solo uno struggimento, una commozione al pensiero di non vedere fisicamente le persone, i luoghi, le cose care. La cosa più dura è la fine della percezione fisica, il grande distacco dai sensi: ma l'infinito ci attira, ci risucchia, ci avvolge, ci fa rinascere. ([[Michele Valori]])
*Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere. ([[Patch Adams]])
*Penso spesso alla morte, sperando che lei non pensi a me. ([[Patrick Tambay]])
*Per conoscere la morte, Otto, devi fottere la vita fino alle budella. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]'')
*''Per monti e per abissi ella correa, | a la mia pace, all'amor mio rubella, | femmina ad altri, a me regina e dea, | ingannatrice sempre e sempre bella.'' ([[Mario Rapisardi]])
*Per loro {{NDR|i morti}} noi siamo in una tomba angusta mentre la loro anima può spostarsi fino all'estremità di spiagge eteree, di orizzonti infiniti. ([[Teresa di Lisieux]])
*Perché si parla tanto di fisico, di bellezza, e molto meno o non tanto del fatto che tutti moriamo, che la morte può sorprenderti da un momento all'altro? Perché ci comportiamo, almeno io, come se la morte non esistesse, come se non ti toccasse. Quando tutto ha una fine e bisogna prepararsi, ma non se ne parla. ([[Verónica Echegui]])
*Predicare agli uomini la morte, con le parole o con l'esempio è stato e sarà sempre invano. Si può riconoscere il male, ma esso è tale e tanto, che non si lascia vincere. I saggi indiani hanno predicato l'astinenza e decantato il Nirvana: a che pro? Il più coraggioso rivelatore del dolore e del male ha concepito il suicidio della Terra; con quale effetto? Dove sono le opere, le azioni, i tentativi, un principio di esecuzione? ([[Federico De Roberto]])
*– Professo', voi che sapete tutto, mi sapete dire com'è quando si muore?<br>– Anie', ognuno di noi è come una goccia d'acqua, che prima o poi cade nel mare. E quando questa goccia si scioglie, quell'acqua diventa mare. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'')
*''Pur tu permani, o morte, e tu m'attendi | o sano o tristo, ferma ed immutata, | morte benevolo porto sicuro. | Che ai vivi morti quando pur sia vano | quanto la vita il pallido tuo aspetto | e se morir non sia che continuar | la nebbia maledetta | e l'affanno agli schiavi della vita – | – purché alla mia pupilla questa luce | che pur guarda la tenebra si spenga | e più non sappia questo ch'ora soffro | vano tormento senza via né speme, | tu mi sei cara mille volte, o morte, | che il sonno verserai senza risveglio | su quest'occhio che sa di non vedere, | sì che l'oscurità per me sia spenta.'' ([[Carlo Michelstaedter]])
*''Qual di famosi ingegni è maggior gloria, | ebrei, greci, latini, arabi e persi, | di lingue e stil diversi, | quanti l'antique carte fan memoria, | te han scritta e desiata. | Felice disse alcun chi mòre in fasce; | altri, quando la vita più diletta; | chi, quando men s'aspetta. | Molti beato disser chi non nasce: | molti con forte man t'han cerco e tolta, | grave turba e non stolta! | Tu breve, tu comune e iusta e grata, | tu facil, natural, pronta, che sèpre | il bel fior da la vepre: | nostre calamità prego che ammorte, | benigna e valorosa, optata Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]])
*Quand'ero ragazzo temevo che la morte fosse la fine di tutto. Più tardi ho sperato che fosse la fine di tutto. Oggi non so più nemmeno io che cosa temo e spero, dato che la mia paura si è insieme svuotata e diffusa, si è trasformata in angoscia, in uno spavento senza oggetto perché comprende tutti gli oggetti. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo. ([[Lalla Romano]])
*Quando abbiamo la sensazione che l'essenza di noi sopravviverà, se non altro nel ricordo delle persone care, la morte non fa più paura. ([[Marie de Hennezel]])
*Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [...] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi. ([[Marcel Proust]])
*''Quando la morte | mi attraversa | strappo il suo grido | allo sparviero | e lo integro | al mio vocabolario''. ([[Anise Koltz]])
*Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. ([[Charles Dickens]])
*Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo. ([[Søren Kierkegaard]])
*Quando la vita biografica sia impedita da una malattia tormentosa, inguaribile e ingravescente (come nel caso di [[Piergiorgio Welby|Welby]]) o da un'irreversibile perdita di coscienza (come nel caso di [[Eluana Englaro|Eluana]]), la vita biologica può essere interrotta da una ''pietas'' che è il rispetto dell'altrui identità ed è l'unica manifestazione autentica della «proprietà riflessiva» dell'amore che lega chi vive a chi muore. ([[Giorgio Cosmacini]])
*''Quando Morte tra noi disciolse il nodo, | che prima avvinse il Ciel, Natura e Amore, | tolse agli occhi l' oggetto, il cibo al core, | l'alme congiunse in più congiunto modo''. ([[Vittoria Colonna]])
*'''I.''': Quando muore un uomo comune, che cosa gli accade?<br>'''M.''': Dipende da ciò in cui ha creduto. La vita è immaginazione, prima e dopo. Il sogno continua.<br>'''I.''': E che cosa accade al realizzato?<br>'''M.''': Non muore perché non è mai nato. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Quando pensi alla persona morta, con la quale hai vissuto per anni, i tuoi pensieri non devono essere rivolti soltanto al passato. Chiedi anche alla persona defunta che cosa vorrebbe dirti oggi, pregala di indirizzarti verso ciò che è veramente importante per la tua vita. ([[Anselm Grün]])
*''Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima, | sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, | e spesso, profumandosi di mirra come te, | mischia la sua ironia alla tua insania!'' ([[Charles Baudelaire]])
*Riguardatevi sempre, mi raccomando, dalla morte, ché già dai tempi antichi la morte fu giudicata cosa antipatica. ([[Ubayde Zākāni]])
*''S'i' fosse morte, andarei da mio padre; | s'i' fosse vita fuggirei da lui: | similmente faria da mia madre''. ([[Cecco Angiolieri]])
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della morte ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? ([[Adriano Tilgher]])
*Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte? ([[Nando Tonon]])
*Se improvvisa, la visita del Cupo Mietitore non può essere sgradita. ([[Fausto Cercignani]])
*Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la [[saggezza]] consiste nell'affrettarne il conseguimento. ([[Federico De Roberto]])
*Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine... (''[[La tigre e la neve]]'')
*Se non sapete morire, non preoccupatevene, la natura vi istruirà sul momento, in modo completo e sufficiente: compirà a puntino questa operazione per voi, non datevene la briga. ([[Michel de Montaigne]])
*''Se potessi vorrei | morire in primavera | all'ombra dei fiori | nella stagione del [[plenilunio]] | nel mese delle gemme.'' ([[Saigyō]])
*Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, muore, e allo stesso modo un uomo. ([[Henry David Thoreau]])
*Secondo alcuni la morte è un fenomeno naturale, come il vento e le stelle. Altri ritengono che dipenda da un dio, se non addirittura da più dei. Ma qualunque sia la nostra convinzione, quello che succede quando finisce la vita è un mistero su cui l'uomo si interroga da migliaia di anni. ([[Eirik Newth]])
*Senza [[fede]] non potremmo accettare né concepire la morte. ([[Sophia Loren]])
*Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti... ([[Friedrich Nietzsche]])
*Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[La maledizione dei Frankenstein]]'')
*''Si nasce | per far guerra alla morte | ed esserne sconfitti. | Da giovani | il nemico è lontano | muoiono quelli più avanti. | Oh bellezza | delle retrovie! | Qualche tiro lungo | uccide un giovanissimo, qua e là | ma pochi | e tu procedi, giochi, | vivi, ami e dimentichi | la battaglia che non ci sarà. | Poi | la morte aggiusta il tiro. | Te ne accorgi | quando colpisce | o i tuoi amici in giro | o qualche scheggia di malattia | ti scalfisce. | Poi tocca a te. | Prima di morire | si passa la bandiera ai figli. | Ma anche loro | non vinceranno.'' ([[Marcello Marchesi]])
*Si può morire in tanti modi. Alcuni sono meglio di altri. Il migliore è serenamente, quando ci salutiamo nell'amore. (''[[28 anni dopo]]'')
*«Siamo nati per morire.» Se l'avessi saputo prima! ([[Roberto Gervaso]])
*Solo da morti, [[scrittore]] e asino, trovano la loro glorificazione. ([[Giorgio Saviane]])
*''Solo davanti la morte fa paura. | Di dietro | è tutto bello innocente all'improvviso. | Maschera di carnevale, nella quale, | dopo la mezzanotte acqua raccogli | per bere o, sudato, lavarti.'' ([[Milan Rúfus]])
*''Solo un fumo torbido è il sogno della morte, | e il fuoco della vita sotto vi arde''. ([[Herman Hesse]])
*Solo dopo la morte siamo fuori tempo massimo. (''[[L'ultimo bacio]]'')
*Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*Sono i morti che governano. Guarda, amico, come ci impongono la loro volontà! Chi ha fatto le leggi? I morti! Chi ha fatto le usanze a cui obbediamo e che modellano le nostre vite? I morti! E i diritti di proprietà sulle nostre terre? Non sono forse i morti che li hanno inventati? Se un geometra traccia una riga, comincia da un angolo che è stato fissato dai morti, e se andiamo in tribunale per una controversia, il giudice si mette a compulsare i suoi libri, finché non trova il modo in cui i morti l'hanno risolta, e si conforma alla loro decisione. E tutti gli scrittori, quando vogliono dare peso e autorevolezza alle loro opinioni, citano i morti, e i predicatori e i conferenzieri non hanno forse la bocca piena di parole che sono state già pronunciate dai morti? Caro mio, le nostre vite seguono i solchi che i morti hanno tracciato con l'unghia dei loro pollici! ([[Melville Davisson Post]])
*– Sono sempre i più meglio che se ne vanno!<br />– È la vita, oggi a te domani a lui! (''[[I soliti ignoti]]'')
*Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la [[società]] progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società. ([[Eirik Newth]])
*Talvolta non è giusto che qualcuno possa svignarsela semplicemente morendo. ([[Friedrich Dürrenmatt]])
*''Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento, | trista imagin di morte. Ecc'ora il giorno | da l'oriente uscir di luce adorno, | eccol tosto a l'occaso oscuro e spento''. ([[Celio Magno]])
*Tu conosci, o Morte, il fuoco che conduce al cielo. Dichiaralo a me che son degno di fede: come partecipano dell'immortalità gli abitanti del cielo? (''[[Kaṭha Upaniṣad]]'')
*– Tu non hai paura della morte, è questo che vorresti far credere a tutti.<br />– È davvero così. Arriva per tutti prima o poi, perché temerla?<br />– Perché tu finirai nel più profondo dei Sette Inferi se gli Dèi sono giusti! (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno uguale valore. [...] La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma. ([[Mao Zedong]])
*Tutti dobbiamo morire un giorno. E tuttavia, di tutte le verità che ci diciamo, è forse quella, perlomeno fino alla vecchiaia, che ci ripetiamo con meno convinzione. ([[Albert Samain]])
*Tutti i morti sono maggiori di noi. Un ragazzo di dieci anni che muore è maggiore di me, per il fatto che lui sa. ([[Julien Green]])
*Tutti un giorno, dobbiamo morire. Non possiamo esser certi di ciò che ci attende dopo morti, ma pensate che stupende possibilità vi sono! Può darsi, come disse [[Socrate]], che la morte sia soltanto un sonno tranquillo. Personalmente, sento che la morte sarà la grande rinascita. Perciò avviamoci alla morte come il bimbo va nel suo letto. Accogliamo tranquillamente quest'ora di coricarsi e diciamo che la vita è stata un bene. ([[Leo Baeck]])
*Un [[confessione|confessore]] si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace». ([[Nicolas Chamfort]])
*Un male non può essere glorioso; ma esiste una morte gloriosa; dunque la morte non è un male. ([[Zenone di Cizio]])
*Un morto non ha età. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'')
*''Un sillogismo:'' sono gli altri a morire; ma io | non sono un altro; quindi non morirò''.'' ([[Vladimir Nabokov]])
*Un uomo non è nato del tutto finché non è morto. Perché allora dobbiamo rattristarci che un nuovo nato abbia preso posto tra gli'immortali? Noi siamo spiriti. Che ci venga prestato un corpo anche se questo ci dà piacere, ci assiste nell'acquistare conoscenze o nel fare del bene ai nostri simili, è un atto generoso e benevolo del Signore. Quando il corpo non serve più a questi scopi e ci dà dolore invece che piacere, quando diventa un ingombro invece di un aiuto, è non meno generoso e benevolo che ci sia dato il modo di liberarcene. La morte è proprio questo.<br>Il nostro amico e noi siamo stati invitati a un viaggio di piacere che durerà in eterno. Il suo seggio era pronto per primo ed egli è partito prima di noi. Non potevamo logicamente partire tutti insieme: e perché tu e io dovremmo rattristarcene, giacché presto dovremo seguirlo e sappiamo dove trovarlo? ([[Benjamin Franklin]])
*Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone. ([[Henri Nouwen]])
*''Una donna stende il bucato | nel silenzio. | La morte è senza vento.'' ([[Tomas Tranströmer]])
*Una maniera del tutto nuova di morire è comparsa nel corso del secolo XX in alcune delle regioni più industrializzate, più urbanizzate, più tecnicamente avanzate del mondo occidentale e senza dubbio siamo ancora agli inizi.<br>Salta agli occhi del meno attento degli osservatori la sua novità, il suo contrasto con tutto ciò che era prima, di cui costituisce l'immagine rovesciata in negativo: la società ha espulso la morte, eccetto quella degli uomini di Stato.<br />Niente più nella città avverte che qualcosa è accaduto: il vecchio carro funebre nero e argento è diventato una banale automobile grigia che si perde nel flusso della circolazione.<br />La società non segna nessuna pausa: la scomparsa di un individuo non intacca più la sua continuità. In città tutto si svolge come se nessuno più morisse. [...] Il modello della morte capovolta ha certo una preistoria nella città borghese, europea e cosmopolita della fine dell'Ottocento [...] ma assume la consistenza attuale negli Stati Uniti e nell'Inghilterra del secolo XX. È là che mette radici perché vi ha trovato le condizioni di sviluppo più favorevoli. ([[Philippe Ariès]])
* Una morte onesta è meglio di una vita vergognosa. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*''Veder la china, il baratro profondo, | la via senza ritorno, ultima via... | Triste non è il tramonto, amica mia, | triste è dover assistere al tramonto!''. ([[Nicola Lisi]])
*Veronica, guarda che la morte non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'')
*''Verrà la morte e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente, | e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della morte. | La morte bizzarra, la morte normale.'' ([[Tiziano Sclavi]])
*Vista in positivo, la morte è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando distesi. ([[Woody Allen]])
*''Vogl' i ncampagna c' 'a Morte! | M' a faccio assettà a tavula cu' mmico. | Mangio! Ch'è, nun mangiavo? I', benedico, | tengo nu stommaco forte! || 'O vermiciello, 'o crapetto, | 'o fritto 'e pesce... e doppo – addo' ce azzecca''<ref>Dove ci sta bene.</ref> ''| 'o bicchierello – 'a noce e 'a ficusecca... | Se n'ha da i' nu peretto!''<ref>Peretto: Vaso di vetro in forma di pera.</ref> ''|| Voglio sta allero e cuntento, | ca nun ce abbado si mangiammo 'nzieme. | Le voglio fà avvedè ca nun me preme | ch'è tutt'essa a 'stu mumento! || 'A voglio ridere 'nfaccia! | 'A voglio fa stunà 'cu suone cante... | E quanno 'arcìule 'e vino so' vacante, | me l'astregno forte 'mbraccia... || E strillo: "– S'è 'mbrïacata! | Gente, vedite d' 'a putè fa' scema... | Vedimmo si se scioglie 'stu prublema | Si vene st'ora aspettata! " || E nun 'mporta – 'o bbenedico! – | Si doppo, quanno ha alliggeruto o vino, | me dice a me, truvannome vicino: | "– Mo' vienetenne cu' mmico!"'' ([[Rocco Galdieri]])
*''Voi morti non ci date mai quiete | e forse è vostro | il gemito che va tra le foglie | nell'ora che s'annuvola il Signore.'' ([[Vittorio Sereni]])
*Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta. ([[Wayne Walter Dyer]])
===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''===
*È la morte che dà un senso a questo mondo. Amiamo una rosa proprio per la sua caducità. Chi ha amato una pietra? ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
*In questa casa si aggira la morte, l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|seconda stagione]])
*– Io non sapevo che esistessero una bella morte e una brutta morte.<br>– Mh-mh. Una bella morte è una morte artistica, una brutta è una morte da macellai. Lei, Boris, è un macellaio, io sono un artista. Stasera avrà il suo morto, Boris entro poche ore. Ma uccideremo con modalità artistiche, non con una mannaia o una pallottola esplosiva o altri mezzi da macelleria. No, no! Questa morte sarà come un balletto! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]])
*La morte deve essere così: niente orrore, niente paura, solamente pace. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]])
*Secondo un detto, ogni uomo viene al mondo condannato a morte. L'ora e il modo dell'esecuzione sono sconosciuti. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
===[[Marco Aurelio]]===
*La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.
*Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole.
*Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento.
===[[Clive Barker]]===
*I morti hanno vie di comunicazione.<br>Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno. Capita di udire le vibrazioni e il tumulto del loro passaggio nei punti di rottura del mondo, attraverso le crepe aperte da atti di crudeltà, violenza e depravazione. Si può scorgere il carico di quei convogli, i morti vaganti, quando il cuore è vicino a scoppiare e si manifestano allora visioni che meglio sarebbe tenere celate.<br>Ci sono autostrade con tanto di segnaletica, viadotti e piazzole di sosta. Ci sono caselli e svincoli.<br>È in corrispondenza di queste intersezioni, dove si incrociano e si mescolano le folle dei morti, che propaggini di questi itinerari segreti tracimano talvolta nel nostro mondo. Il traffico è intenso ai crocicchi, dove più stridule risuonano le voci dei morti. Lì le barriere che separano una realtà da quella attigua si sono assottigliate per il passaggio di innumerevoli piedi
*La morte, aveva compreso, era uno specchio di dolore a due facce: quella dei viventi, ciechi e convinti di aver perso i loro cari per sempre; e quella dei morti, che li vedevano soffrire e soffrivano accanto a loro, senza poter offrire una singola sillaba di conforto.
*Sapevano sempre molte cose, i morti. Quante volte aveva detto a Harry che erano la più grande risorsa mai sfruttata? Era vero. Tutto quello che avevano visto e sofferto restava sconosciuto a un mondo che invece aveva tanto bisogno di un po' di saggezza. Solo perché, a un certo punto dell'evoluzione della specie, nel cuore dell'uomo si era radicata la profonda e superstiziosa convinzione che i morti fossero una fonte di terrore, invece che di illuminazione.
*Tutto è morte, donna. Tutto è dolore. L'amore porta con sé soltanto la perdita. La solitudine conduce al dolore. Non importa cosa facciamo, saremo comunque sconfitti. La nostra unica, vera eredità è la morte. E il nostro unico lascito, la polvere. ([[Pinhead (personaggio)|Pinhead]])
===''[[Beowulf]]''===
[[File:Siegfried, the hero of the North, and Beowulf, the hero of the Anglo-Saxons (1909) (14566833957).jpg|thumb|La morte di Beowulf]]
*Il Fato salva spesso un uomo non destinato ancora a morire, quando il valore non lo abbandona.
*Nel tempo fissato, per ognuno di noi verrà il termine della vita nel mondo; e chi può, si conquisti la fama prima della morte. Nulla di più alto può lasciare dietro di sé, quando muore, un cavaliere valoroso. ([[Beowulf (personaggio)|Beowulf]])
*Per l'uomo di valore è più dolce la morte di una vita d'onta!
*Per un poco, adesso, è in fiore il tuo valore ma presto accadrà che della tua potenza ti depredino la malattia o la spada o l'abbraccio del fuoco o l'onda dell'acqua o il morso della spada o il volo della lancia, o la vecchiezza tremenda; e allora il lampo che ti arde negli occhi si offuscherà e si spegnerà, e presto accadrà, fiero cavaliere, che la morte ti abbatterà. ([[Hroðgar]])
*Tale sarà sempre la fede d'un uomo, quand'egli pensa di conquistarsi una gloria imperitura nella guerra: per nulla lo turberà il pensiero della morte.
===''[[Bibbia]]''===
*''Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. | Prima della fine non chiamare nessuno beato; | un uomo si conosce veramente alla fine.'' (''[[Siracide]]'')
*''Gli empi invocano su di sé la morte | con gesti e con parole, | ritenendola amica si consumano per essa | e con essa concludono alleanza, | perché son degni di appartenerle.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
*In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. Difatti, Dio ''ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi''. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*''La morte è stata ingoiata per la vittoria. | Dov'è, o morte, la tua vittoria? | Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?'' Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*''Non ci sarà più la morte, | né lutto, né lamento, né affanno, | perché le cose di prima sono passate.'' (''[[Apocalisse di Giovanni]]'')
*''O morte, come è amaro il tuo pensiero | per l'uomo che vive sereno nella sua agiatezza, | per l'uomo senza assilli e fortunato in tutto, | ancora in grado di gustare il cibo! | O morte, è gradita la tua sentenza | all'uomo indigente e privo di forze, | vecchio decrepito e preoccupato di tutto, | al ribelle che ha perduto la pazienza!'' (''[[Siracide]]'')
*''Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; | lo fece a immagine della propria natura. | Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; | e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
===[[Napoleone Bonaparte]]===
*Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze.
*La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
*La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore.
===[[Eugenio Borgna]]===
*In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica.
*L'immagine che vive in noi è legata alla concezione che abbiamo della vita e anche alla differenza che mettiamo tra il morire e la morte.
*Nel termine morire rimane "vivo" anche il vivere; nella parola morte la vita scompare.
===[[Louis Bromfield]]===
*Ci sono persone che hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell'esistenza passando dall'infuriare della giovinezza alle solide conquiste della maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è sempre stata completa, realizzata come un'opera d'arte. Non hanno mai temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o disperazione ma l'accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d'oggi?
*La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza.
*La morte è una cosa rapida, chiara, che non ammette compromessi.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
*I fatti sono cocciuti, la morte è il più cocciuto dei fatti.
*La morte è uno sverginamento. Portasse anche a una gravidanza!
*Pochi si rendono conto che la loro morte coinciderà con la fine dell'universo.
*Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
*Morire è un'inciviltà di cui, se potesse, il defunto arrossirebbe.
*Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
*Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
===[[Charles Bukowski]]===
*La maggior parte delle persone non è preparata alla morte, la propria o quella di chiunque altro. Li sciocca, li terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Diavolo, non dovrebbe mia esserlo. Porto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellezza, come va? Quando vieni a prendermi? Sarò pronto".<br />Non c'è da piangere per la morte più di quanto non ci sia da piangere per la crescita di un fiore. Ciò che è terribile non è la morte in sé, ma le esistenze che la gente vive o non vive fino al momento della morte. Non onora la propria vita, piscia sulla propria vita. La caga via. Stolti cazzoni. Si concentrano troppo sullo scopare, sui film, sul denaro, sulla famiglia, sul fottere. Hanno la menti gonfie di ovatta. Inghiottono Dio senza pensare, inghiottono la patria senza pensare. Ben presto si dimenticano come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello gonfi di ovatta. Sono brutti, dicono cose brutte, camminano in modo brutto. Suonagli la grande musica dei secoli e loro non riusciranno a sentirla. La morte di quasi tutte le persone è una farsa. Non c'è rimasto più niente da uccidere.
*La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì e basta, come una gomma bucata. La morte era stupida.
*"La morte non puzza", disse la donna, "solo i vivi puzzano, quelli che stanno per morire puzzano, solo quelli in decomposizione puzzano. La morte non puzza."
*Mentre aspettavo ammazzai quattro mosche. Accidenti, la morte era dappertutto. Uomini, uccelli, belve, rettili, roditori, insetti, pesci, nessuno aveva la minima probabilità di sfuggirle. Li sistemava tutti. Non sapevo che cosa fare, al riguardo. Mi venne la depressione.
*Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.
===[[Samuel Butler]]===
*E ciò che noi chiamiamo morte non è altro che una scossa abbastanza forte da distruggere il passato e il presente come affini tra loro. In altre parole, la morte non è che la constatazione che la differenza tra il passato e il presente è maggiore della somiglianza, sì che non è più possibile chiamare la seconda fase una continuazione della prima e ci costa meno fatica crederla qualcosa che decidiamo di considerare nuova.
*Il tormento della morte sta nella conoscenza di quando e come verrà.
*La morte, non è né una fine né un inizio definitivo. Così colui che perde la propria anima la può ritrovare, e colui che la trova potrebbe perderla.
*Morire è soltanto cessare di morire e sbrigare la cosa una volta per tutte.
*Non c'è nulla che allo stesso tempo abbia così tanta e così poca influenza su un uomo quanto la sua morte.
*Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La morte sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo.
*Una morte fatta con stile, in modo lussuoso, è una delle cose più dispendiose a cui un uomo possa indulgere. Morire con tutti i confort costa un sacco di soldi a meno che uno non si spenga alla svelta.
===[[Elias Canetti]]===
*Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la morte. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso.
*L'esistenza di molte popolazioni è interamente colmata da riti che si riferiscono ai morti. […] L'invidia dei morti è ciò che i vivi temono di più. […] Ogni morto è dunque colui cui altri sopravvivono.
*La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce.
*La morte è una battaglia sempre perduta.
===[[Caparezza]]===
*''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".''
*È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione.
*''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.''
*''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in tuta | a chi ha diamanti nei collier.''
*''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.''
*''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.''
*''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.''
===[[Miguel de Cervantes]]===
*La morte che ci coglie a un tratto fa subito finire il dolore, ma quella che si prolunga nei tormenti uccide di continuo senza spegner la vita.
*Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia.
*Tuttavia, ti faccio osservare, fratel mio Panza — replicò don Chisciotte — che non c'è ricordo cui il tempo non cancelli, né dolore a cui la morte non metta fine.
===[[Emil Cioran]]===
*La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro.
*Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene.
*Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla.
===[[Fabrizio De André]]===
*''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si muore soli.''
*''La morte verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.''
*''Sappiate che la morte vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.''
===[[Don DeLillo]]===
*È così, dunque: una cosa improvvisa, perentoria? La morte, pensai, non dovrebbe essere invece come l'immersione del cigno, ali bianche, levigato, che lascia la superficie intatta?
*È un timore che informa da lungo tempo i miei rapporti con i medici, quello che perdano interesse nei miei confronti, che ordinino all'infermiera di far passare altri prima di me, che diano per scontata la mia morte.
*La maggior parte di noi ha probabilmente visto la propria morte, ma non sapeva come far affiorare questa visione. Forse, quando moriremo, la prima cosa che diremo sarà: «Questa sensazione la conosco. Qui ci sono già stato».
*La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce della nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici sono fatali, o è una superstizione?
*I tibetani cercano di vedere la morte per ciò che essa è. Ovvero la fine dell'attaccamento alle cose. Una verità semplice ma difficile da capire. Tuttavia, una volta che si sia smesso di negare la morte, si può procedere tranquillamente a morire e poi ad affrontare l'esperienza della rinascita uterina, o l'aldilà giudaico-cristiano, o l'esperienza extracorporea, o un viaggio su un Ufo, o come che lo si voglia chiamare. E possiamo farlo con chiarezza di visione, senza timore riverenziale o terrore. Non dobbiamo aggrapparci artificialmente alla vita, e neanche alla morte. Non si fa altro che procedere verso le porte scorrevoli. Onde e radiazioni. Guarda come è tutto ben illuminato. Questo posto è sigillato, conchiuso in sé. E senza tempo. Un altro motivo per cui penso al Tibet. Morire, in Tibet è un'arte. Arriva un sacerdote, si siede, dice ai parenti in lacrime di andarsene e fa sigillare la stanza. Porte e finestre, tutte sigillate. Ha cose serie da fare. Salmodie, numerologia, oroscopi, recitazioni.
*Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco.
===[[Angelo di Costanzo]]===
*''Il primo annunzio di mia cruda morte, | se a chi muor per [[Amore|amor]] tanto è concesso, | vo' che tra il sonno l'ombra mia t'apporte''.
*''Lasciando con la [[patria]] ogni conforto, | ove più l'Appennin la neve agghiaccia, | carco n'andrò di così gravi some, | chiamando morte, e te sola per nome''.
*''Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, | e perchi'io mora, o Morte acerba e ria, | sei mossa per ferir la donna mia, | col velenoso stral fiero e pungente''.
*''Quand'un [[Anima|alma]] gentil, credo dal cielo | discesa, ad onorar quel chiaro giorno, | però che tal nascer non suole in terra, | vidi tra molte stelle a par d'un sole | con raggi fiammeggiar, da far in vita | tornar quanti mai spense avara morte''.
===[[Philip K. Dick]]===
*Che stronza [[Emily Dickinson]], quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway.
*È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato.
*Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno [[stile di vita]]. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.
===[[Emily Dickinson]]===
*Ho notato che la Morte fa frequenti visite, dove si è già presentata, rendendo desiderabile prevenire i suoi approcci.
*Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.
*Non pensiamo abbastanza ai Morti come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio.
*Non ti sembra terribile l'[[Eternità]]? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato.
*''Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.''
*''Polvere è l'unico Segreto – | Morte, l'unica Creatura | di cui non si può scoprire nulla | nella sua "città natale". || Nessuno conobbe "suo Padre" – | non fu mai Fanciulla – | non ebbe compagni di gioco, | o "storia di Inizi" – | Operosa! Laconica! | Puntuale! Pacata! | Spavalda come un Brigante! | più silenziosa di una Flotta! || Costruisce, come un Uccello, anche! | Cristo deruba il Nido – | Pettirosso dopo Pettirosso | di contrabbando al Riposo!''
*Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti.
===[[John Donne]]===
*''Morte, non andar fiera se anche t'hanno chiamata | possente e orrenda. Non lo sei. | Coloro che tu pensi rovesciare non muoiono, | povera morte, e non mi puoi uccidere.''
*Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.
*''Un breve sonno e ci destiamo eterni. | Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.''
===''[[Dr. House - Medical Division]]''===
*La morte non è interessante. Per te conta solo ciò che è interessante: rompicapo, idee, analisi... La morte è il contrario di un bel rompicapo. La morte è un eterno nulla. ([[Dr. House - Medical Division (ottava stagione)|ottava stagione]])
*– Non voglio che le diate farmaci che danneggino il suo organismo...<br/>– Lo sa cos'altro danneggia un organismo? La morte! ([[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|terza stagione]])
*Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ([[Dr. House - Medical Division (quinta stagione)|quinta stagione]])
===[[Dracula (romanzo)|''Dracula'' (romanzo)]]===
*Dicono che coloro i quali sono in punto di morte, per lo più rendano l'anima nei momenti di transizione, all'alba e al mutare della marea; e chiunque abbia sperimentato, quando sia stanco, e come incollato al suo posto, quella trasformazione che ha luogo nell'atmosfera, non faticherà a credermi. ([[Jonathan Harker]])
*La vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa altro, no? E la morte l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene.
*Sono troppo infelice, troppo giù di morale, troppo nauseato del mondo e di tutto quel che c'è dentro, vita compresa, e non mi importerebbe niente di sentire in questo momento il batter d'ali dell'Angelo della Morte. ([[John Seward]])
===[[Dracula (miniserie televisiva)|''Dracula'' (miniserie)]]===
*La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa.
*La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata.
*Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali?
===''[[Dylan Dog]]''===
*''Chi è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire? E da colei ch'è tutto, Madonna Morte, l'anima sua possa far fuggire? La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva! La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara. La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che arriva con passo lieve. La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende, la Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che va. La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore. La Morte regina senza scettro e corona, La Morte! La Morte! La Morte in persona! La Morte! La Morte! La Morte furiosa, la Morte maligna, la Morte pietosa, la Morte sicura, la Morte carogna, la Morte che ha il muso di un topo di fogna. Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà | e la bellezza tua, vanità di vanità... | Verrà la Morte e porterà con sé | tutto il tuo impero, tutto, insieme a te... | Verrà la Morte e taglierà il legame | così sottile e forte, così bello e infame... | Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, | è stata tua compagna in tutta l'esistenza... | Verrà la Morte, e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente... | ...e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della Morte! | [...] la Morte ha danzato, la Morte tua sposa, | la Morte maligna, la Morte pietosa.''
*''In principio erano le tenebre, e sulle tenebre regnava la madre, regina degli orrori della nostra umanità, sovrana della notte eterna, madre sterile di infiniti figli, ignota a tutti e da tutti conosciuta, perché il suo nome è Morte!''
*Io sono colei che tutto spiega e che nessuno può spiegare... io sono l'immagine allo specchio, sono il mistero che è al di là della vita... sono il sonno senza sogni, sono il pensiero che vola via, la grande consolatrice... io sono... la Morte!
*''La Morte che uccide, la Morte che piange | la Morte che ha lacrime fatte di sangue | La Morte stanca, la Morte triste, | la Morte che ha visto cose mai viste.''
*''La Morte di vetro, metallo, lamiera, | la Morte che viene di giorno e di sera | La Morte di schianto, di colpo, improvvisa, | la Morte temuta, la Morte derisa | La Morte gloriosa, la Morte banale, | la Morte al disopra del bene e del male!''
*''La Morte! La Morte! La Morte che ha fretta! | La Morte che arriva e nessuno l'aspetta! | La Morte nel ventre, la Morte nel cuore, | la Morte che arriva con tutto il suo orrore!''
*La morte non è una condanna. È l'unica certezza che ci resta. Volevo vedere il futuro e non ho visto che polvere... è tempo che la polvere torni alla polvere.
*Se la morte giungesse solo a chi se l'aspetta, finirebbe con il diventare noiosa.
===[[Umberto Eco]] ===
*Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.
*La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forte come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura.
*Voglio [...] parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione.
===[[Albert Einstein]]===
*A chi è piegato dall'età, la morte verrà come un sollievo. Lo sento molto fortemente ora che sono arrivato io stesso alla vecchiaia, e a considerare la morte come un vecchio debito che è giunto il momento di pagare. Ma istintivamente, facciamo di tutto per ritardare quest'ultimo adempimento. Così la natura si diverte a giocare con noi.
*La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita.
*Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee!
===[[Ugo Foscolo]]===
*''A' generosi | giusta di gloria dispensiera è morte.''
*''All'ombra de' cipressi e dentro l'urne | confortate di pianto è forse il sonno | della morte men duro?''
*''Gli occhi dell'uom cercan morendo | il [[Sole]]: e tutti l'ultimo sospiro | mandano i petti alla fuggente luce.''
*La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.
*Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente.
===[[Fausto Gianfranceschi]]===
*Da giovani la morte è una commedia scritta da altri per altri attori.
*La morte è un mistero che promette di risolversi quando accadrà.
*Ogni morte è un sacrificio che tiene in vita il mondo.
*Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria.
===''[[Epopea di Gilgamesh]]''===
*Fin dai tempi antichi, nulla permane. Dormienti e morti, quanto sono simili: sono come morte dipinta. Che cosa divide padrone e servo quando entrambi hanno compiuto il proprio destino? Quando gli Anunnakkū, i giudici, si radunano e anche Mammetun madre dei destini, assieme decretano i fati degli uomini. Vita e morte assegnano, ma non rivelano il giorno della morte.
*La morte abita nella mia camera; ovunque si posi il mio piede, lì trovo la morte.
*Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte, ma tennero la vita per sé.
===''[[Grey's Anatomy]]''===
*Dicono che la morte sia più dura per chi sopravvive. È difficile dire addio, a volte è impossibile. In realtà non smetti mai di sentire la perdita. È questo che rende tutto agrodolce. Lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli ricordi. Una vita di ricordi, fotografie, gingilli. Cose per cui saremo ricordati, anche quando non ci saremo più. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]])
*La morte cambia tutto. C'è il crollo emotivo, certo, ma ci sono anche le cose pratiche. Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia? L'unica cosa positiva per te, è che non devi preoccupartene tu. Gente che non hai mai visto abiterà in casa tua, prenderà il tuo posto. Il mondo andrà avanti, senza di te. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]])
*Se sei una persona normale, una delle poche cose su cui puoi contare nella vita è la morte. Ma, se sei un chirurgo, anche quel conforto ti viene negato. Noi chirurghi inganniamo la morte, la prolunghiamo, la neghiamo. Ci fermiamo e, con sfida, mostriamo il dito medio alla morte. ([[Grey's Anatomy (quinta stagione)|quinta stagione]])
===[[Ernst Jünger]]===
*La mente può sviluppare i nessi logici solo fino a un determinato punto, raggiunto il quale la prova deve cedere il passo all'evidenza. Lì occorre compiere il salto oppure ritirarsi.<br>Il punto di rottura in questione indica un mistero del tempo. I punti di rottura sono luoghi di ritrovamenti. Anche la morte è un punto di rottura, non una fine; ed è questo l'orizzonte della parola «origine»
*Nell'uomo sono sopite anche qualità che solo la morte porterà a dispiegare. Allora la metamorfosi avrà luogo non più negli strati, bensì nella pienezza.<br>Grandi avventurieri – questa sarà per voi l'ultima e suprema avventura.
*Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria.
*O [[ricordo]], chiave d'accesso al nucleo più intimo degli esseri umani e delle esperienze vissute! Sono certo che tu sei racchiuso anche nel vino cupo, amaro e inebriante della morte come l'ultimo e decisivo trionfo dell'essere sull'esistenza.
*Spesso ho come l'impressione che i morti diventino più maturi e più miti; crescono dentro di noi con radici postume – siamo <nowiki>''</nowiki>noi<nowiki>''</nowiki> il vero camposanto, la vera terra consacrata del cimitero. Essi vogliono essere seppelliti nel nostro cuore. Ce ne sono grati, e questo vincolo dà alle famiglie e ai popoli la forza di trasformarsi nel tempo.
*Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.<br/>Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente:<br />{{centrato|'''X'''<sup>∞</sup>}}<br />Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, [[Lev Tolstoj|Tolstoj]] descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa. <br/> A questo proposito [[Martin Heidegger|Heidegger]] scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito».
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Da secoli continuiamo a cambiare abiti, ma la morte ci ritrova sempre.
*Il tacito orgoglio dell'uomo: la morte si difende da noi, ma alla fine soccombe.
*La clientela della morte non si estingue mai.
*La morte è il deus ex machina della tragedia umana.
*La prima condizione dell'[[immortalità]] è la morte.
*Per ogni cadavere ascriviamo alla morte un "più" con una croce al cimitero.
*Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!
===[[Giacomo Leopardi]]===
*''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia.''
*La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.
*La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte. (''[[Operette morali]]'')
*Nemica capitale della memoria. (''[[Operette morali]]'')
*Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. (''[[Operette morali]]'')
*Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. (''[[Operette morali]]'')
*''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, morte, si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.'' (''[[Operette morali]]'')
*Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. (''[[Operette morali]]'')
===[[Philipp Mainländer]]===
*Come le ossa bianche indicano le vie attraverso il deserto, così i monumenti segnano i regni culturali decaduti, rendendo nota la morte di milioni, come binari della civiltà.
*E poi la silenziosa notte della morte assoluta inabisserà tutti. Come tutti nel momento del trapasso trepideranno beati: sono redenti, redenti per sempre!
*L'animale non conosce la morte e la teme solo in modo istintivo, percependola come un pericolo. L'uomo, al contrario, conosce la morte e sa che cosa essa significa. [...] L'amore per la vita viene aumentato: l'animale segue soprattutto i suoi istinti, che si limitano a soddisfare la fame, la sete ed il bisogno di riposo. Esso vive in un ristretto ciclo vitale. Invece, nei confronti dell'uomo, e per mezzo della sua ragione, la vita si presenta sotto forma di ricchezza, di donne, di onore, di potere, di fama, ecc... che suscitano la sua brama di vita e la volontà di vita. [...] Nell'uomo, di conseguenza, la volontà di morte, istinto della sua natura più recondita, non viene semplicemente più celato dalla volontà di vita, come nell'animale, ma scompare completamente nel profondo, dove solamente di tanto in tanto si mostra come struggimento profondo di tranquillità.
*La speranza di condurre una lunga vita, di continuare ad esistere sino alla mia morte naturale: questo per me è inconcepibile.
*Però il filosofo immanente vede in fondo nell'intero universo nient'altro che il profondo desiderio di annichilimento assoluto, ed in lui è come se ascoltasse parlare chiaramente una voce che attraversa tutte le sfere del cielo, e dice: ''Redenzione! Redenzione! Morte alla nostra vita!'' – e pronunciare la rispettiva confortante risposta: ''troverete tutti la fine e sarete redenti.''
===[[Thomas Mann]]===
*Di fatto il nostro morire riguarda più i sopravvissuti che noi stessi.
*Il rispetto degli altri per le nostre sofferenze ce lo procura soltanto la morte, che nobilita anche le sofferenze più meschine.
*La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia, come quello, la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore, la liberazione dai più spregevoli legami, dalle più odiose barriere... il risarcimento di una lacrimevole sciagura.
===[[Sándor Márai]]===
*Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte.
*Il grande esame da superare nella vita non è la morte, bensì il morire. Ma la malattia e la morte hanno un che di osceno. Questo rovescio dell'esistenza corporea è al tempo stesso orrido e lubrico.
*La via di ritorno dalla vita alla morte è oscura, brancolo dal nulla verso il nulla e lungo il percorso, ogni tanto, una parola, un concetto risplendono come lucciole nella buia foresta.
*Le tante menzogne che si raccontano sulla morte mi fanno venire la nausea. La vita eterna. Vita oltre la morte. Giudizio, sfere, paradiso e inferno. Sono sempre menzogne piagnucolose, insulse, ripugnanti. La realtà è oscena e sogghignante, è la morte.
*Ottantacinque anni fa venni alla luce su questo pianeta. In un giorno simile, il mortale pensa alla morte in maniera diversa dagli ottantacinque anni precedenti. L'uomo è sempre cosciente della morte, la considera un naturale compimento del difficile e incomprensibile corso dell'esistenza, tuttavia si limita ad «averne coscienza», l'accetta. Arriva in fine il tempo in cui l'uomo acconsente a morire. Non è una sensazione tragica. Piuttosto un senso di sollievo, come quando, dopo aver lungamente riflettuto, si comprende qualcosa di incomprensibile.
*Sono in molti a comprendere soltanto tardi che il mistero più grande, nella vita, non è la morte, bensì il morire. E ogni ars moriendi è pura fantasticheria, un'arte simile non esiste.
===[[Henry de Montherlant]]===
*Beati coloro che muoiono senza pettegolezzi e senza lamenti, nella santa solitudine in cui muoiono le bestie e i soldati in fondo a una buca scavata da una granata.
*Ciò che bisognerebbe riuscire a fare, è morire col sorriso sulle labbra.
*Non occuparsi di quel che sarà dopo la morte, né sul piano metafisico, che sarebbe tempo perso dato che non possiamo saperne nulla; né sul piano concreto poiché delle nostre ultime volontà nulla sarà fatto.
*Quando morirò, si troveranno ancora delle ragioni per mostrare che non sono morto come era opportuno.
===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''===
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire. ([[Conte Dracula]])
*La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose. ([[Conte Dracula]])
*La morte è inevitabile. Alla fine saremo tutti soli. Le stelle ci vengono incontro confusamente. Il tempo scorre. I fiumi scorrono senza di noi. Solo la morte è crudelmente certa. ([[Lucy Westenra|Lucy Harker]])
===[[Quinto Orazio Flacco]]===
*''L'estremo limite di tutto, | la morte.''
*La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re.
*''Persegue anche chi l'evita | la Morte.''
===[[Chuck Palahniuk]]===
*Con la gente famosa è così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingigantisce. Un morto famoso non può girare per strada senza incontrare un milione di migliori amici che nella vita vera non ha mai conosciuto.
*Il [[dolore]] e l'[[odio]] e l'[[amore]] e la [[gioia]] e la [[guerra]] esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte.
*Io e la morte, separati alla nascita.
===[[Cesare Pavese]]===
*La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
*Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta.
*Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
*Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa.
*''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi | questa morte che ci accompagna | dal mattino alla sera, insonne, | sorda, come un vecchio rimorso | o un vizio assurdo''.
===[[Mariano José Pereira da Fonseca]]===
*La morte aggiusta e salda molti conti nei contrasti fra uomini.
*La morte distrugge in ogni uomo un originale che non avrà altro uguale per tutta l'eternità.
*La morte è il termine del primo tirocinio del nostro spirito in questo mondo, è una promozione intellettuale per un nuovo e più vasto sistema e ordine di cose e idee.
*Siamo maturi per la morte quando arriviamo a disincantarci del mondo e della vita umana.
===[[Fernando Pessoa]]===
*Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava.
*''La morte è la curva della strada | morire è solo non essere visto. | Se ascolto, sento i tuoi passi | esistere come io esisto.''
*Tutto è aver speranze o è morte.
===[[Francesco Petrarca]]===
*''Che altro ch'un sospir breve è la morte?''
*''Degna | di poema chiarissimo e d'istoria.''
*''La morte è fin d'una pregione oscura | a l'anime gentili; a l'altre è noia, | ch'hanno posto nel fango ogni lor cura.''
*''Morte fura | prima i migliori, e lascia star i rei.''
*''O ciechi, il tanto affaticar che giova? | Tutti torniamo a la grande madre antica, | e il nome nostro a pena si ritrova''.
*''Un bel morir tutta la vita honora.''
===[[Luigi Pirandello]]===
*Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito...
*Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte.
*Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso?
===[[Jules Renard]]===
*Il mistero della morte è più che sufficiente. Tutto quello che vi si ricollega non è che un enorme intreccio da teatro.
*La morte potrebbe essere il sogno se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio.
*Non si muore. La morte è una specie di vita covata.
*Quando si comincia a guardarla bene in faccia la morte è facile da capire.
*Quando si sta per morire, si sa di pesce.
*Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti.
===[[Giuseppe Rensi]]===
*Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
*"L'essere", questo è ciò che senz'altro è per sé stesso il male e il delitto. Esso non può reggersi se non mediante l'uccisione, la distruzione, l'incorporazione di altro essere, cioè di altri esseri (il nutrirsi, il nascere). Giusto è perciò morire, la morte è la giusta e meritata pena inflitta a quel delitto che è l'essere e nello stesso tempo è l'uscita da esso, cioè, la liberazione e la purgazione da esso. il vero e unico Σοτήρ, la vera e unica Σοτήρία.
*Sei annoiato degli avvenimenti della vita, sempre gli stessi? Vuoi una novità? Una vera novità? Di tutto hai fatto l'esperimento, tutto più o meno conosci. Una sola cosa v'è di cui non hai alcuna idea come di cosa veramente vissuta ed esperimentata, che nella tua vita non hai mai provato, che non riesci nei particolari nemmeno ad immaginare. Questa sarà la genuina, la grande novità, il fatto veramente e sostanzialmente diverso da tutti gli altri che ti sono accaduti, l'avventura straordinaria, nulla di simile alla quale hai mai conosciuto. Non senti mai la curiosità di sapere come sarà? Cos'è? La morte.
===[[José Revueltas]]===
*Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.
*Che rabbia che la morte forse non avesse confini, fosse grande come un muscolo di Dio!
*La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina.
*Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita.
*Un uomo muore in così larga misura, quando il suo cervello è remoto e offuscato! Muore perché deve morire sul suo corpo, dove viaggiano gli enigmi, ed è al tempo stesso facile e difficile liberarsi della vita, così potente e debole, demoniaca e celeste, vicina, vecchia ed estranea.
===[[Rainer Maria Rilke]]===
*Mi è sempre parso strano, fin da quando ero bambino, che gli uomini parlino della morte in modo diverso da quello usato per le altre cose, e questo soltanto perché nessuno ha mai rivelato quello che gli è accaduto dopo. Ma in che modo un morto può distinguersi da un uomo che diventa serio, che rinuncia al tempo e si chiude in sé, per riflettere calmo su un problema, la cui soluzione da tempo lo tormenta? Quando si sta in mezzo alla gente, non ci si rammenta neppure del Paternostro; come dunque è possibile ricordare un altro rapporto più oscuro, che forse trova la sua ragione non in parole ma in eventi? Bisogna appartarsi in un silenzio inaccessibile: e forse i morti sono coloro che si sono così isolati per meditare sulla vita.
*Oggi chi dà ancora valore a una morte ben fatta? Nessuno.
*Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere ''in'' sé la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si ''aveva'', e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio.
===[[Salvator Rosa]]===
*Il peggiore accidente dell'esser nostro è il morire.
*La Morte è l'ultimo dei mali.
*La Morte è l'unico fine delli tormenti di questa vita, il sovrano bene della Natura, il solo appoggio della nostra libertà, il comune e pronto ricetto a tutti i mali.
*La Morte non si sente se non per il discorso, con ciò sia che ella sia il movimento d'un istante.
===[[Carlos Ruiz Zafón]]===
*A quell'epoca, la morte non viveva ancora nell'anonimato e la si poteva vedere e annusare dappertutto mentre divorava anime che ancora non avevano avuto nemmeno il tempo di peccare.
*Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
*Non posso morire, dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire.
*Non si capisce niente della vita finché non si comprende la morte.
===''[[Shāh-Nāmeh]]''===
*''Allora | Che morte alcun non divorasse, ingombra | Sarìa la terra e di vecchi e d'infanti | In ogni loco.''
*''Che se tu sei lieto, | Siede la morte con aguzzi artigli | E all'agguato si sta quel fera belva | Bramosa di giostrar.''
*''Dall'artiglio della morte alcuno | Scampo non trova! Ell'è come d'autunno | Il freddo vento, e siamo noi le foglie | Che il vento caccia.''
*''Oh! con la morte, [...] | Mai non ritorna all'uopo | Umana prece! A che l'aguzzo artiglio | Del fero drago d'evitar desii? | S'anche di ferro fossi tu, da quello | Non avrai scampo, e se qui resta a lungo | Giovinetto garzon, dal dì fatale | Della vecchiezza scampo ei non ritrova.''
===[[William Shakespeare]]===
*''Di morte mangerai, che mangia gli uomini, | e il morir finirà, morta la morte.''
*I [[coraggio e paura|paurosi]] muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di [[coraggio e paura|coraggio]] non assapora la morte che una volta. La morte è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. (''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'')
*Il pensiero della morte è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore.
*Oh, [[sintomo|sintomi]] vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione.
*Tutto che vive deve morire, passando dalla natura all'eternità. (''[[Amleto]]'')
===[[Socrate]]===
*La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra.
*La morte difatti nessuno sa neppur se non sia per l'uomo il maggiore di tutti i beni; e gli uomini la temono quasi sapessero di certo ch'è il maggiore dei mali.
*Né in tribunale né in guerra non è lecito, né a me né ad altri, di ricorrere a qualunque mezzo per scampare ad ogni costo alla morte.
===[[Sofocle]]===
*''Al giorno estremo | però guati il mortale; e mai felice | non tenga l'uom, pria che d'affanni scevro | tocco non abbia della vita il fine''.
*''Il peggio non è morire, ma dover desiderare | la morte e non riuscire ad ottenerla''.
*La morte è l'ultimo medico delle malattie.
===[[Adrienne von Speyr]]===
*Esisteva dunque lei, la morte, ed era veramente in mezzo ai viventi, tra di noi, tra coloro che amavo e in me. Ma non era libera, si trovava nelle mani di Dio, apparteneva alla sua potenza; Dio vi si rivelava; era un segno. Un segno per i viventi. Bisognava dedicarsi ai viventi, amarli, per comprendere la morte, per comprendere Dio.
*Questa era dunque la morte: lasciarsi dietro questo corpo malato e apparire davanti a Dio con la propria anima, che d'altro più non si occupa che della conoscenza di Dio.
*Tutte le oscurità della morte si risolvono nella chiarezza suprema della vita eterna.
===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''===
*Oggi è un buon giorno per morire. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 15, Alla luce dell'inferno|Alla luce dell'inferno]]'')
*Quando riesci a guarire qualcuno, senti di aver vinto la tua battaglia contro la morte. ([[Julian Bashir]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 24, La calamità|La calamità]]'')
*Voi [[klingon]] prendete la morte troppo alla leggera. La trattate come se fosse un amante. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 19, Patto di sangue|Patto di sangue]]'')
*Un vero klingon si compiace della morte dei suoi nemici, vecchi, giovani, armati, disarmati. Ciò che conta per lui è la vittoria. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 18, Le regole del combattimento|Le regole del combattimento]]'')
===''[[Star Trek: The Next Generation]]''===
*Alcuni sono convinti che sia un cambiamento in una forma indistruttibile, immutabile per sempre; insomma credono che lo scopo di tutto l'universo sia di mantenere quella forma in un giardino simile al terrestre che darà delizie e piaceri per l'eternità. Dall'altra parte ci sono coloro che sostengono l'idea che dopo la morte si precipiti nel nulla. Con tutte le proprie esperienze, le speranze e i sogni, semplicemente un'illusione. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 2, Dove regna il silenzio|Dove regna il silenzio]]'')
*Fa parte del nostro ciclo vitale accettare la morte di coloro che amiamo. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'')
*La morte è quello stato in cui una persona vive nel ricordo degli altri, ecco perché non è la fine. Nessun addio – solo dei bei ricordi. ([[Tasha Yar]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, La pelle del male|La pelle del male]]'')
*Noi siamo mortali. Il nostro tempo nell'universo è limitato. E questo è una verità che ogni essere umano deve imparare ad accettare. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'')
===''[[Star Trek: Voyager]]''===
*– Gli atteggiamenti umani riguardo la morte mi lasciano perplessa.<br>– In che senso?<br>– Le viene attribuita troppa importanza. Sembra ci siano infiniti rituali e credenze destinati ad alleviare la loro paura di una semplice biologica verità. Tutti gli organismi alla fine periscono.<br>– Ne deduco che i [[Borg (Star Trek)|borg]] non hanno paura di questa verità biologica?<br>– Nessuna. Quando un drone è danneggiato irreparabilmente, è scartato, ma i suoi ricordi esistono ancora dentro la coscienza della collettività. Per usare un termine umano, i borg sono in effetti immortali.<br>– Lei non fa più parte della collettività. Lei è mortale ora, come tutti noi. Questo la disturba?<br>– Le mie connessioni con i borg sono state recise, ma la collettività resta in possesso dei miei ricordi, delle mie esperienze. Esisterò per sempre, in un certo senso. (''[[Star Trek: Voyager#Episodio 12, Spiro mortale|Spiro mortale]]'')
*Parlando della morte, quello che ignoriamo è tanto tanto di più di quello che conosciamo. ([[Kathryn Janeway]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 9, Post mortem|Post mortem]]'')
*Per i [[vulcaniani]], la morte è il completamento di un lungo viaggio. Non c'è nulla da temere. ([[Tuvok]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 22, Il ciclo della vita|Il ciclo della vita]]'')
===[[Italo Svevo]]===
*L'immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell'atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell'organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge.
*La morte è l'ammirevole liquidazione della vita. Quando il filosofo amaro ghigna che il suicidio non è altro che un palliativo, come tutti coloro che per vedere meglio s'innalzarono di troppo. Vedono il paese, non l'albero, non la casetta. Il destino del singolo è piccolo anche dinanzi alla morte. Per la morte il piccolo singolo rientra privo di ogni responsabilità nella vita generale e vi si annulla. Come non riconoscere che la morte cancella ogni dolore per le nostre sventure, per le nostre debolezze e per i nostri errori? La debolezza è memoria.
*Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
===[[Torquato Tasso]]===
*''Conosco l'arti del fellone ignote, | ma ben può nulla chi morir non pote''.
*''La morte non è pena de i rei, ma fine de la pena.''
*''Muoiono le città, muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l'uom d'esser mortal par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!''
*''Tosto s'opprime chi di sonno è carco, | ché dal sonno a la morte è un picciol varco.''
===[[Lev Tolstoj]]===
*È sufficiente che l'[[uomo]] riconosca la propria vita non già nel bene della sua persona animale ma nel bene degli altri esseri, e lo spauracchio della morte scompare per sempre ai suoi occhi.<br />Giacché il terrore della morte deriva soltanto dal terrore di perdere, morendo nel corpo, il bene della vita. Se invece l'uomo potesse scorgere il proprio bene nel bene degli altri esseri, se cioè egli amasse loro più di sé stesso, allora la morte non gli apparirebbe come una cessazione del bene e della vita, così come essa appare bensì all'uomo che vive solamente per sé stesso. (''[[Della vita]]'')
*In che consiste la vera condizione dell'uomo sulla terra e in che consiste quell'inganno che rende l'uomo infelice? L'inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della morte, dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano.
*L'uomo che si ricorda della morte, non può più vivere per il bene del suo io separato. L'unico senso che può attribuire alla sua vita, chi non dimentica la sua caducità, è quello che egli non è un essere a sé stante, ma solo uno strumento della volontà di Dio.
*La morte è orribile solo per colui che non crede in [[Dio]], oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
===[[Paul Valéry]]===
*L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto.
*L'uomo sta addossato alla sua morte, come chi conversa al camino.
*La morte è scrutata solo da occhi viventi.
*La morte è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile.
===[[Walt Whitman]]===
*''Alcuno ha mai ritenuto che il nascere sia una fortuna? | M'affretto a informarlo che uguale fortuna è morire, come io ben so.''
*''E mostrerò che nulla può accadere che sia più bello della morte.''
*''Oh, adesso vedo che la vita non può rivelarmi tutto, come non lo può il giorno, | vedo che devo attendere ciò che la morte mi rivelerà.''
==Proverbi==
[[File:JPaul Laurens The Death of Tiberius.jpg|thumb|''La morte di Tiberio'' (Jean-Paul Laurens, 1864)]]
*A gavé 'n mort d'an ca ai van quat përso-ne.<ref>«Per togliere un morto di casa ci vogliono quattro persone.»</ref> ([[Proverbi piemontesi|piemontese]])
*Pò(g)uere kìe ze more, ke kìe rèste ze kuènzole. ([[Proverbi molisani|molisano]])
*Quando la casa è terminata, viene la morte. ([[Proverbi turchi|turco]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Altro è parlar di morte, altro è morire.
*Anche la morte non si ha gratis: ci costa la vita.
*[[Campana|Campane]] ed ore, qualcun che muore.
*Chi gode muore e chi patisce stenta a morire.
*Chi muore esce d'affanni, ma tutti si vuol viver cent'anni.
*Chi male vive, male muore.
*Chi muore giace, chi vive si dà pace.
*Chi non muore si rivede.
*Chi pensa ogni giorno di dover morire, non può mai fallire.
*Di giovani ne muore qualcuno, ma di vecchi non ne scampa nessuno.
*Dopo la morte, tutti si puzza a un solo modo.
*Facendo il male, sperando il bene, il tempo passa e la morte viene.
*Fino alla morte non si sa qual è la sorte.
*Gesù, Gesù, chi muore non c'è più.
*I morti aprono gli occhi ai vivi.
*I vecchi portano la morte davanti e i giovani dietro.
*Il tempo passa e la morte viene, guai a chi non ha fatto il bene.
*L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte.
*La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità.
*La morte è il sonno dei buoni, il terror dei ricchi, il ricovero dei poveri e la consolazione dei tribolati.
*La morte è un debito comune.
*La morte guarisce tutti i mali.
*La morte non guarda soltanto nel libro dei vecchi.
*La morte non prende all'uomo che la vita.
*La morte non si deve né desiderare, né temere.
*La morte paga i debiti, e l'anima li purga.
*La morte pareggia tutte le partite.
*La morte, non perdona al forte.
*Migliore diventerai, se alla morte penserai.
*Morendo ci si libera di tutti i fastidi.
*Morire e pagare sono le ultime cose.
*Morte desiderata, cent'anni per la casa.
*Morto un papa se ne fa un altro.
*Muore il ricco, gli fanno il funerale; muore il povero, nessuno gli dice: vale.
*Né all'assente, né al morto non si deve fare torto.
*Non ogni salmo termina col gloria, il fine è un ''requiem'' dell'umana boria.
*Oggi fresco e forte, domani nella morte.
*Pianto per morto, pianto corto.
*Povero chi desidera la morte, più povero chi la teme.
*Povero è chi muore e questo mondo lascia, perché chi resta, fra male e bene se la passa.
*Prima della morte non chiamare nessuno felice.
*Quando si tratta della morte, anche il diavolo impara a pregare.
*Quegli tiene gran prudenza che alla morte sempre pensa.
*Si muore giovani per disgrazia, e vecchi per dovere.
*Sulla bara si cantano le esequie.
*Temer la morte è peggio che morire.
*Temi i vivi e rispetta i morti.
*Tre cose simili: prete, avvocato e morte. Il prete toglie dal vivo e dal morto; l'avvocato vuol del diritto e del torto; e la morte vuole il debole e il forte.
*Tutte le morti hanno la loro scusa.
*Tutto muore al mondo, tranne la morte.
*Uomo morto non fa più guerra.
*Va' dove ti pare, la morte ti scoverà.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*A mal mortale né [[medico]], né [[medicina]] vale.
*A tutto c'è rimedio fuorché alla morte.
*Al mazzier di Cristo non si tien mai porta.
*Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi.
*Bello, sano, in corte; ed eccoti la morte.
*Chi muore, esce d'affanni.
*Chi se ne piglia, muore.
*Co' morti non combattano se non gli spiriti.
*[[Corte]] e morte, e morte e corte, fu tutt' una.
*Dopo morti, tutti si puzza a un modo.
*È meglio morir con onore, che vivere con vergogna.
*È meglio viver piccolo che morir grande.
*Il viaggio alla morte è più aspro che la morte.
*L'ultima cosa che si ha da fare, è il morire.
*La morte, altri acconcia, altri disconcia.
*La morte de' [[lupo|lupi]] è la salute delle [[pecora|pecore]].
*La morte è di casa Nonsisà.
*La morte non perdona al forte.
*La morte non sparagna re di Francia né di Spagna.
*La morte non vuol colpa.
*La morte paga i debiti, e l'anima li purga.
*La morte pareggia tutti.
*La morte viene, quando meno s'aspetta.
*Non v'è termine più certo e meno intenso della morte.
*Ogni cosa è meglio della morte.
*Tanto è morir di male, quanto d'amore.
*Tutto è meglio della morte.
===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]===
*A chiàgnere nu muorto so' làcreme perze.
*A morte è 'na pazzia: stiénne 'e ccosce e t'arrecrìe.
*‘A morte nun tene crianza.
*A morte va ascianne 'a ccasione.
==Modi di dire==
*Pensare a una cosa come alla morte: alla propria naturalmente. ([[Modi di dire tedeschi|tedesco]])
===[[modi di dire napoletani|Napoletani]]===
*Madama senza naso.
*Puozze murì c'u fieto d'i cravune.<ref>''Che tu possa crepare con il "''fetore''" (in realtà il [[w:|monossido di carbonio]], gas velenoso, asfissiante, è del tutto inodore ed insapore, e ciò lo rende estremamente insidioso) dei carboni (asfissiato dalle esalazioni di una stufa, di un braciere a carboni).''</ref>
*T'hê 'a sèntere 'na messa a panza all'aria.<ref>Devi sentirti una messa a pancia all'aria. Si augura allo sventurato di presenziare ad una messa – l'ultima – in posizione orizzontale, con il ventre rivolto al soffitto del luogo di culto; vale a dire composto in rigido decubito supino all'interno di una cassa realizzata all'uopo per la solenne occasione.</ref>
*Vede' 'a morte cu' ll'uocchie.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Amore e morte]]
*[[Assassino]]
*[[Cadavere]]
*[[Cimitero]]
*[[Eutanasia]]
*[[Funerale]]
*[[Lutto]]
*[[Mortalità]]
*[[Morte cerebrale]]
*[[Nascita e morte]]
*[[Necrofilia]]
*[[Necroforo]]
*[[Necrologio]]
*[[Omicidio]]
*[[Pena di morte]]
*[[Suicidio]]
*[[Tanatofobia]]
*[[Tomba]]
*[[Vita]]
*[[Vita e morte]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Escatologia]]
[[Categoria:Età (biologia)]]
[[Categoria:Morte| ]]
[[Categoria:Processi fisiologici]]
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Louis Aragon
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text/x-wiki
[[File:Portrait Aragon.jpg|thumb|Louis Aragon]]
'''Louis Aragon''' (3 ottobre 1897 – 24 dicembre 1982), storico, poeta e romanziere francese.
==Citazioni di Louis Aragon==
*Certo che ho conosciuto [[Jacques Rigaut|Rigaut]]! Sono proprio io che l'ho presentato a [[Pierre Drieu La Rochelle|Drieu]]. Ciò che lo affascinava in Jacques Rigaut è il fatto che lui piaceva agli uomini, piaceva alle donne, anche alle donne a cui Drieu non piaceva affatto. È questo che l'attirava verso Rigaut. Ma poi Drieu ha scritto su di lui cose spaventose in ''La valise vide''...<ref>Da ''Conversazione con Aragon'' di Frédéric Grover, in Pierre Drieu La Rochelle, ''Diario di un delicato'', traduzione e nota di Milo De Angelis, SE, Milano, 2016, p. 94. ISBN 978-88-6723-198-0</ref>
*Come si sa, funzione propria del [[genio]] è fornire idee ai cretini vent'anni dopo.
:''On sait que le propre du génie est de fournir des idées aux crétins une vingtaine d'années plus tard''.<ref>Da ''Traité du style'' (''Trattato dello stile''), éd. L'Imaginaire/Gallimard n.° 59, 1980, p. 64.</ref>
*Forse si troverà sorprendente che io dica con tanta ostinazione "i miei" quando parlo dei surrealisti. Si sa bene che cosa ci ha separato: la [[violenza]], le ingiustizie, gli attacchi. Sì! Non da parte mia, avete osservato? Non una sola volta da trent'anni in qua. Credete che sia un caso? André Bréton, in queste ore tragiche, quando ci fu la rottura fra di noi perché io ero diventato comunista, perché volevo restare fedele alla [[parola]] data, mi disse con amarezza provocatoria: "E se ti fosse posto il problema, saresti in grado di difendere [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]], [[Isidore Lucien Ducasse, conte di Lautréamont|Lautréamont]] davanti al [[partito]]?" A quel [[tempo]], a quanto sembra, la cosa aveva l'evidenza dell'impossibilità... Ma dopo trent'anni si può vedere, e non soltanto per Rimbaud, Lautréamont, che nel mio partito ciò è diventato ''facile'' (un poco ho contribuito anch'io); ho sempre difeso il [[cielo]] della mia giovinezza... Arrivo a dirlo oggi, quando il [[surrealismo]], da parte sua, si è "inserito nell'ordine" come ogni altra cosa, è diventato moda, è entrato nelle antologie, che finora non si è resa [[giustizia]] a [[André Breton|André Bréton]], né alla sua [[poesia]] né alla sua prosa che ha scritto...<ref>Da ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?''.</ref>
*Gli occhi azzurri della [[Rivoluzione d'ottobre|Rivoluzione]] brillano di crudeltà necessaria.<ref>Da ''Le Front rouge''.</ref>
*Ho reinventato il passato per vedere la bellezza del futuro.<ref>Da ''Le fou d'Elsa''. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*In realtà [[Philippe Sollers]] (l'autore) è un giovane [[Borghesia|borghese]] e non un metallurgico. Neppure [[Fabrice del Dongo]] o [[Frédéric Moreau]] erano organizzati in un sindacato. È vero che ci sono sempre persone alle quali le convinzioni impediscono di leggere ''La Chartreuse de Parme'' ([[Stendhal]]) o L'''Education Sentimental'' ([[Gustave Flaubert|Flaubert]]). Per quanto possa sorprendervi, fra questa gente e voi o me non c'è un linguaggio comune.<ref>Da ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?''.</ref>
*I parigini hanno dato alla piccola [[Gerda Taro|Taro]] una sepoltura straordinaria, dove tutti i fiori del mondo si sono incontrati. [[Robert Capa|Capa]], al mio fianco, piangeva, e quando il corteo funebre si è fermato ha nascosto i suoi occhi nella mia spalla.<ref>Citato in Laura Zangarini, ''Gerda Taro, il ritratto della guerra'', ''La Lettura'', suppl. del ''Corriere della Sera'', 3 settembre 2017, p. 28.</ref>
*''Quando tutte le parole del mondo insieme ti avrò dato'' | [...] ''inventerò per te la [[rosa (fiore)|rosa]].''<ref>Da ''Elsa'', in ''L'ira e l'amore'', pp. 217-219, Oscar Mondadori, Milano, 1999. ISBN 88-04-45960-3</ref>
==''Falò''==
===[[Incipit]]===
''Puro giovedì<br>[[Via|Strade]], campagne, dove correvo? Gli [[Specchio|specchi]] mi cacciavano alle curve dei fossi.<br>I viali verdi! Un [[tempo]], ammiravo, senza abbassare le palpebre, ma il [[sole]] non è più ortensia.<br>La [[vittoria]] gioca al carro simbolico: Flora e questa ragazza dalle labbra pallide. Troppo lusso per un prato senza pretese: ai pavesi, le bandiere! tutte le amanti saranno alle finestre. In mio [[onore]]? Vi sbagliate.<br><br>Pur jeudi<br>Rues, campagnes, oû courais-je? Les glaces me chassalent aux tournants vers d'autres mares.<br>Les boulevards certs! Jadis, j'admirais sans baisser les paupiòres, mais le soleil n'est plus un hortensia.<br>La victoria joue au char symbolique: Flore et cette fille aux lèvres pâles. Trop de luxe pour une prairie sans prétention: aux pavois, les drapeaux! toutes les amantes seront aux fenêtres. En mon honneur? Vous vous trompez.'' (41)
===Citazioni===
*''Nello stato del Michigan/esattamente ottantatré giorni/dopo la morte di qualcuno/tre allegri giovanotti distinti/ballarono tra loro una quadriglia/con il defunto/come fanno con le puttane/quei tipi della vecchia [[Europa]]/nei quartieri malfamati''<br>''Dans l'état de Michigan/justement quatre-vingt-trois jours/après la mort de quelqu'un/trois joyeux garçons de velours/dansèrent entre eux un quadrille/avec de défunt/comme font avec les filles/les gens de la vieille Europe/dans les quarties mal famés'' (p. 40)
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
*Louis Aragon, ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkteit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma 1975.
*Louis Aragon, ''Falò'' (''Feu de joie''), traduzione di Claudio Rendina, Newton Compton Editori, Roma, 1979.
*Louis Aragon, ''L'ira e l'amore'', Oscar Mondadori, Milano, 1999. ISBN 88-04-45960-3
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Storici francesi]]
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[[File:Portrait Aragon.jpg|thumb|Louis Aragon]]
'''Louis Aragon''' (1897 – 1982), storico, poeta e romanziere francese.
==Citazioni di Louis Aragon==
*Certo che ho conosciuto [[Jacques Rigaut|Rigaut]]! Sono proprio io che l'ho presentato a [[Pierre Drieu La Rochelle|Drieu]]. Ciò che lo affascinava in Jacques Rigaut è il fatto che lui piaceva agli uomini, piaceva alle donne, anche alle donne a cui Drieu non piaceva affatto. È questo che l'attirava verso Rigaut. Ma poi Drieu ha scritto su di lui cose spaventose in ''La valise vide''...<ref>Da ''Conversazione con Aragon'' di Frédéric Grover, in Pierre Drieu La Rochelle, ''Diario di un delicato'', traduzione e nota di Milo De Angelis, SE, Milano, 2016, p. 94. ISBN 978-88-6723-198-0</ref>
*Come si sa, funzione propria del [[genio]] è fornire idee ai cretini vent'anni dopo.
:''On sait que le propre du génie est de fournir des idées aux crétins une vingtaine d'années plus tard''.<ref>Da ''Traité du style'' (''Trattato dello stile''), éd. L'Imaginaire/Gallimard n.° 59, 1980, p. 64.</ref>
*Forse si troverà sorprendente che io dica con tanta ostinazione "i miei" quando parlo dei surrealisti. Si sa bene che cosa ci ha separato: la [[violenza]], le ingiustizie, gli attacchi. Sì! Non da parte mia, avete osservato? Non una sola volta da trent'anni in qua. Credete che sia un caso? André Bréton, in queste ore tragiche, quando ci fu la rottura fra di noi perché io ero diventato comunista, perché volevo restare fedele alla [[parola]] data, mi disse con amarezza provocatoria: "E se ti fosse posto il problema, saresti in grado di difendere [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]], [[Isidore Lucien Ducasse, conte di Lautréamont|Lautréamont]] davanti al [[partito]]?" A quel [[tempo]], a quanto sembra, la cosa aveva l'evidenza dell'impossibilità... Ma dopo trent'anni si può vedere, e non soltanto per Rimbaud, Lautréamont, che nel mio partito ciò è diventato ''facile'' (un poco ho contribuito anch'io); ho sempre difeso il [[cielo]] della mia giovinezza... Arrivo a dirlo oggi, quando il [[surrealismo]], da parte sua, si è "inserito nell'ordine" come ogni altra cosa, è diventato moda, è entrato nelle antologie, che finora non si è resa [[giustizia]] a [[André Breton|André Bréton]], né alla sua [[poesia]] né alla sua prosa che ha scritto...<ref>Da ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?''.</ref>
*Gli occhi azzurri della [[Rivoluzione d'ottobre|Rivoluzione]] brillano di crudeltà necessaria.<ref>Da ''Le Front rouge''.</ref>
*Ho reinventato il passato per vedere la bellezza del futuro.<ref>Da ''Le fou d'Elsa''. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*In realtà [[Philippe Sollers]] (l'autore) è un giovane [[Borghesia|borghese]] e non un metallurgico. Neppure [[Fabrice del Dongo]] o [[Frédéric Moreau]] erano organizzati in un sindacato. È vero che ci sono sempre persone alle quali le convinzioni impediscono di leggere ''La Chartreuse de Parme'' ([[Stendhal]]) o L'''Education Sentimental'' ([[Gustave Flaubert|Flaubert]]). Per quanto possa sorprendervi, fra questa gente e voi o me non c'è un linguaggio comune.<ref>Da ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?''.</ref>
*I parigini hanno dato alla piccola [[Gerda Taro|Taro]] una sepoltura straordinaria, dove tutti i fiori del mondo si sono incontrati. [[Robert Capa|Capa]], al mio fianco, piangeva, e quando il corteo funebre si è fermato ha nascosto i suoi occhi nella mia spalla.<ref>Citato in Laura Zangarini, ''Gerda Taro, il ritratto della guerra'', ''La Lettura'', suppl. del ''Corriere della Sera'', 3 settembre 2017, p. 28.</ref>
*''Quando tutte le parole del mondo insieme ti avrò dato'' | [...] ''inventerò per te la [[rosa (fiore)|rosa]].''<ref>Da ''Elsa'', in ''L'ira e l'amore'', pp. 217-219, Oscar Mondadori, Milano, 1999. ISBN 88-04-45960-3</ref>
==''Falò''==
===[[Incipit]]===
''Puro giovedì<br>[[Via|Strade]], campagne, dove correvo? Gli [[Specchio|specchi]] mi cacciavano alle curve dei fossi.<br>I viali verdi! Un [[tempo]], ammiravo, senza abbassare le palpebre, ma il [[sole]] non è più ortensia.<br>La [[vittoria]] gioca al carro simbolico: Flora e questa ragazza dalle labbra pallide. Troppo lusso per un prato senza pretese: ai pavesi, le bandiere! tutte le amanti saranno alle finestre. In mio [[onore]]? Vi sbagliate.<br><br>Pur jeudi<br>Rues, campagnes, oû courais-je? Les glaces me chassalent aux tournants vers d'autres mares.<br>Les boulevards certs! Jadis, j'admirais sans baisser les paupiòres, mais le soleil n'est plus un hortensia.<br>La victoria joue au char symbolique: Flore et cette fille aux lèvres pâles. Trop de luxe pour une prairie sans prétention: aux pavois, les drapeaux! toutes les amantes seront aux fenêtres. En mon honneur? Vous vous trompez.'' (41)
===Citazioni===
*''Nello stato del Michigan/esattamente ottantatré giorni/dopo la morte di qualcuno/tre allegri giovanotti distinti/ballarono tra loro una quadriglia/con il defunto/come fanno con le puttane/quei tipi della vecchia [[Europa]]/nei quartieri malfamati''<br>''Dans l'état de Michigan/justement quatre-vingt-trois jours/après la mort de quelqu'un/trois joyeux garçons de velours/dansèrent entre eux un quadrille/avec de défunt/comme font avec les filles/les gens de la vieille Europe/dans les quarties mal famés'' (p. 40)
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
*Louis Aragon, ''Un perpétuel printemps''; citato in [[Ernst Fischer]], ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkteit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma 1975.
*Louis Aragon, ''Falò'' (''Feu de joie''), traduzione di Claudio Rendina, Newton Compton Editori, Roma, 1979.
*Louis Aragon, ''L'ira e l'amore'', Oscar Mondadori, Milano, 1999. ISBN 88-04-45960-3
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Scrittori francesi]]
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Ida Magli
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'''Ida Magli''' (23 giugno 1925 – 20 febbraio 2016), antropologa, accademica e filosofa italiana.
==Citazioni di Ida Magli==
*{{NDR|Sui crimini del [[Mostro di Firenze]]}} È un tipo di delitto che riguarda il sesso, che riguarda la coppia, che riguarda la potenza sessuale, che riguarda il corpo della donna come oggetto appunto di feticismo, e che in una fantasticheria più o meno consapevole è presente in tutti noi […]. Ci sono elementi fantastici intorno a questo tipo di problema che sono più o meno presenti nella nostra società, quindi io credo che è quasi una forma di abreazione per tutti il poterli affrontare con tanta serenità come abbiamo fatto questa sera.<ref>Dalla trasmissione dedicata al Mostro di Firenze, ''Speciale TG1'', 16 settembre 1985.</ref>
*Ho passato una vita a difendere le [[Donna|donne]], ma che delusione. Purtroppo debbo constatare che non pensano. Che non sanno fare politica. Che non sono capaci di farsi venire un'idea nuova... (citato in Marisa Fumagalli, [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/05/femminismo_inutile__co_0_95060511485.shtml ''"È femminismo inutile"''], ''Corriere della sera'', 5 giugno 1995, p. 13)
*Il [[cristianesimo]], costituendosi con tutte le strutture del sacro, fin dal primo momento della morte di Gesù, non ha in nessun modo messo in atto quello che lui aveva proposto. (da ''Gesù di Nazareth'', Rizzoli, 2004)
*L'[[AIDS|Aids]], dunque, che cos'è se non una costruzione sociale? È una malattia che si contrae soltanto per contatto diretto con sangue infetto. Diretto significa: sangue con virus. Sui trecento malati di Aids, ci sono 11 (undici) casi di persone che sono state sottoposte a trasfusione. Tutti gli altri sono omosessuali di sesso maschile (che possono essere bisessuali e soltanto in questo caso e sempre che abbiano rapporti che causino lacerazioni possono contagiare un partner femminile); omosessuali che sono anche tossicodipendenti, sempre di sesso maschile.<ref name=aids>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/02/07/ma-aids-non-la-peste.html Ma l'AIDS non è la peste]'', ''la Repubblica'', 7 febbraio 1987.</ref>
*L'Europa in cui siamo costretti a vivere è un'Europa profondamente comunista, livellata verso il basso, che impedisce lo sviluppo delle singole nazioni. (da ''La Padania'', 20 febbraio 2001)
*L'[[uomo]] cerca di conoscere sempre meglio le leggi della [[natura]] e tutto quello che fa non è mai contro, anche quando si parla della vittoria dell'uomo sulla natura. (da ''Il Giornale'', 28 dicembre 2002)
*Non esiste nessun caso di infezione da paziente a medico o a infermiere, e viceversa. Ma la paura coinvolge tutti: medici, infermieri, giornalisti, operatori sociali di qualsiasi genere. Dunque un fattore sociale sommerso predispone all'allucinazione: la sessualità, che nel caso specifico è comunque percepita come trasgressiva e che suscita o ripugnanza o sensi di colpa abnormi. Il fatto che l'[[AIDS|Aids]] sia stato equiparato alla [[peste]] ne è un sicuro indizio. L'Aids non ha nulla a che fare con la peste, sia perché il contagio è soltanto diretto e attraverso il sangue sia perché i numeri non sono minimamente confrontabili. Ma nessuno chiama l'Aids come la nuova [[sifilide]], perché la gestione della sessualità è fatta al maschile, e la sifilide non è mai stata oggetto libero di discorso. Basti una prova.<ref name=aids/>
*Per i governanti del nostro tempo diventa sempre più difficile passare alla [[storia]]. Non si possono conquistare imperi; non si può andare in battaglia per la salvezza del proprio Dio; non si possono liberare gli schiavi; non si possono scoprire nuovi mondi. (da ''Il Giornale'', 17 agosto 2000)
*Prima deduzione: è falso etichettare l'[[AIDS|Aids]] come la nuova peste, la malattia che non perdona, la malattia terribile. SIAMO di fronte ad incidenze mortali non superiori, ed anzi, in alcuni casi inferiori, a quelle del cancro, con la differenza che il cancro è la seconda causa di morte in Italia (circa novantamila in un anno).<ref name=aids/>
*{{NDR|Sull'[[AIDS]]}} Spero che sia ben chiaro: è un fenomeno assolutamente impercettibile, e che non avrebbe di per sé mai potuto raggiungere e colpire, come ha colpito, l'opinione pubblica e gli istituti politici, se non fossero stati convergenti diversi fattori che ora tenterò di analizzare. Rimane, comunque, chiaro un fatto: diffondere notizie, opuscoli (penso con terrore a quello predisposto dal Pci) o informazioni nelle scuole, dove penso si passerà dal nulla dell'educazione sessuale, ai rapporti ano-linguali (espressione simpatica dell'assessorato alla Sanità del Comune di Roma), serve, ormai, soltanto ad accrescere il timore e costituisce un vero pericolo e una aggressione criminosa agli individui.<ref name=aids/>
==''Gesù di Nazareth''==
===[[Incipit]]===
È possibile dire qualcosa che non sia stato ancora detto su Gesù di Nazareth? Si può non tener conto della massa di studi esegetici, di opere storiche, teologiche, letterarie, scritte su di lui? Ci si può chiedere – come se la domanda non fosse mai stata posta – chi è Gesù?
È proprio questo che ho provato a fare. Non c'è nulla di eccezionale o di sorprendente nella possibilità di rivedere e di ripensare problemi che sono già stati analizzati innumerevoli volte in precedenza, perché è questa la forza straordinaria del sapere: potersi porre problemi antichi con interrogativi nuovi, con strumenti di analisi nuovi, che sono dati dall'accumularsi del sapere stesso e da quella esperienza storica che è "coestensiva alla vita".
===Citazioni===
*È facile comprendere, allora, perché il patto è in realtà un contratto, stabilito dal gruppo, dagli uomini, non da [[Dio]]. Essendo affidato a un'azione, la [[circoncisione]], che sono gli uomini a compiere, il patto diventa attivo, concreto, visibile, solo se gli uomini lo vogliono. Dire che è Dio che ha stabilito un patto col suo popolo è chiaramente una finzione. La circoncisione è nelle mani degli uomini e non di Dio. D'altra parte, però, la circoncisione è tanto importante perché stabilisce visibilmente l'appartenenza ad un gruppo, con un "segno indelebile" nella cosa più forte che l'uomo possiede. La manipolazione e mutilazione del [[corpo]] è il documento dei documenti, dal quale non è più possibile recedere ed è la parte più importante del rito di iniziazione. Infine, dato che la circoncisione, per evidenti ragioni anatomiche, può essere eseguita solo sui "maschi", appare chiaro che l'unico ''gruppo'' è quello maschile e che il rapporto e la comunicazione con Dio avviene solo attraverso i maschi. (pp. 49-50)
*Detto nella sua forma più semplice, gli uomini ritengono che a chi ha un [[potere]], a chi è più forte di loro, essi debbano offrire qualche cosa, non solo donandola, ma sacrificandola, togliendo cioè qualche cosa a se stessi, qualche cosa che sia non soltanto realmente doloroso togliere, ma che in qualche modo rappresenti loro stessi. Il concetto di offerta include l'idea che si dona realmente qualche cosa soltanto se fa parte di se stessi e "sacrificandola", cioè uccidendola. Il sacrificio allora è sicuramente, prima di tutto, una uccisione. A questo riguardo, uno dei problemi più importanti – che andrebbe ancora approfondito, dato che neanche Freud e tutti gli studi psicoanalitici sono riusciti a chiarirlo – è la connessione implicita ma certa, fra uccisione, sacrificalità e rapporto sessuale. È su questa base che si fonda l'offerta delle donne come patto di alleanza fra i vari gruppi umani, perché "offerta delle donne" significa sicuramente, dal punto di vista dei "maschi", che queste vengono offerte – sacrificio delle proprie donne – in rappresentanza di se stessi, in una comunicazione che avviene attraverso il [[sesso]]. (pp. 133-34)
===[[Explicit]]===
Cosa ha fatto dunque Gesù di Nazareth? È uscito da un modello culturale, proponendone un altro, oppure ha tentato di spostare l'asse della sua cultura forzandone la direzione? L'interrogativo rimane senza risposta. L'unica cosa certa è che, contrariamente a quello che tutti gli uomini fanno, Gesù non ha vissuto in modo inconsapevole e ovvio i valori su cui si fondava la sua cultura, ma ne ha preso le radici, profondamente nascoste, e le ha capovolte al sole e all'aria, dichiarando che esse erano ormai inutili.<br/>
Tutti sono stati contro di lui.
Eppure è necessario rilevare tre cose fondamentali che hanno reso immensa l'opera di Gesù di Nazaret. La prima è consistita nell'universalizzare il pensiero della Bibbia in precedenza relegato al popolo israeliano, fino a quel momento proclamato popolo eletto (Antico testamento-Libri profetici- Giona) al di sopra degli altri, questo è da considerarsi un'opera di egalitarismo nell'ambito di tutta l'umanità in precedenza divisa tra "eletti" e non "eletti". La seconda cosa di enorme rilievo è consistita nell'avvicinare Dio all'uomo, prima di Gesù la figura Divina era considerata lontana, distante e giudicante, a volte anche feroce. Dopo di lui Dio è stato restituito alla collettività come parte integrante di se stessa, come anima vagante e vicina a tutti noi, come amore allo stato puro, finalmente una figura scremata dall'assillante compito di giudicare e punire. La figura di Dio è dunque divenuta guida per la conversione, termine centrale e fulcro del cristianesimo, via che ci indica che si può cambiare, si può migliorare ove la luce, finalmente intravista, ci illumini di amore. Anche questo secondo atto di avvicinamento tra Dio e l'umanità è dunque un atto di "democratizzazione universalistica", di appianamento dell'umanità non più costretta ad ampie diversificazioni da un giudizio senza appello ma guidata con amore e forza verso un'eguaglianza dovuta al perdono ed alla comprensione. Terzo ed ultimo punto fondamentale è quello che chiude questo cerchio ideale. Questo punto è tutto racchiuso in una frase di Gesù di Nazaret :" ...è più probabile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco vada in paradiso ..." (Il Giovane Ricco Luca 18:18-27 --versetto 25). Questa frase racchiude tutta la grandezza di Gesù uomo del suo tempo che si eleva oltre la stratosfera. Nessuna religione né prima né dopo aveva affermato una sorta di egalitarismo economico, nessuna religione contiene il concetto che essendo gli uomini molto simili tra di loro non è possibile che ve ne siano alcuni di tanto più ricchi della media, questo sarebbe infatti il trionfo dell'avidità. Con le sue parole Gesù ha finalmente riportato l'umanità nel suo alveo naturale... quello dell'eguaglianza.
==''La sessualità maschile''==
===[[Incipit]]===
Quando, nel 1871, l'antropologo Edward Tylor definì la cultura come un "complesso insieme di norme, di valori, di costumi, di tecniche…" si compì certamente un passo fondamentale per giungere al concetto moderno di "cultura", ben diverso da quello che per secoli era stato adoperato come analogo a quello di "civiltà". Il carattere del tutto nuovo era inserito in quel "complesso insieme", ossia nell'aver capito che ciò che conta in una cultura è il modello globale, il suo essere un tutto interrelato di funzioni, di norme, di tratti nel quale il profilo significativo è il risultato non della somma ma dell'integrazione dei singoli fattori in una struttura. Tuttavia, malgrado fosse stato compiuto un passo determinante nella definizione di cultura, mancava ancora, almeno in forma esplicita e consapevole, il concetto di "proiezione", di "esteriorizzazione" al di fuori dell'organismo biologico che fa della cultura quasi una specie di duplicato, di specchio, senza il quale l'uomo non potrebbe vivere, un ambiente totale, nel quale è immerso in un continuo e costante interscambio.
===Citazioni===
*Gesù è una personalità sorprendente, anzi possiamo dire unica [perché è] sfuggito al condizionamento della sua cultura, ha distrutto alle radici le strutture portanti della cultura ebraica e, andando al di là della cultura ebraica, ha distrutto le strutture fondamentali su cui si regge il sistema del sacro in tutte le culture. (p. 23)
*[Gesù ha rotto] in forma esplicita e traumatica la tradizione culturale [ebraica] e non lo ha fatto sostituendo i vecchi modelli con dei nuovi, ma ha affermato semplicemente, lasciandoli cadere, che essi erano inutili. Rimane chiaro, dalla lettura dei Vangeli, un dato di fatto: le "rotture" più radicali e più profonde che Gesù ha provocato con la storia e la cultura dell'Antico Testamento, non sono state capite neanche dagli [[apostolo|apostoli]]. (p. 24)
*[Si sono sempre interpretati i passi dell'Antico Testamento relativi al legame matrimoniale con Dio, l'allontanamento e l'adulterio nei suoi confronti, come una metafora] Ma di ben altro che di una metafora si tratta. L'immagine matrimoniale è primaria nella fondazione culturale ebraica in quanto identifica la posizione degli uomini davanti a Dio come donne. E se gli ebrei sono la sposa di Dio, ovviamente Dio è l'unico maschio. (pp. 27-28)
*[Gesù fa cadere il [[tabù]] che riguardava la donna ebraica, ma] non parla mai volontariamente della sessualità, né del matrimonio; questo avviene soltanto quando gli astanti gli pongono problemi espliciti e anche in questo caso il più delle volte le sue risposte sono evasive, quasi impazienti.
*[La verginità maschile] diventerà in seguito uno dei cardini di costruzione di un cristianesimo che, ben diversamente da quanto aveva proposto Gesù, mette a fondamento della nuova società proprio modi precisi per l'uso del sesso e addirittura l'astinenza dal sesso stesso. (p. 33)
*[…] l'esclusione della sessualità come valore positivo è soprattutto dovuta alla predicazione di Paolo [che] era imbevuto di cultura ellenistica e di forme di pensiero astratto molto maturo. (p. 37)
*Dopo la morte di Gesù […] si è posto in modo drammatico per [gli Apostoli] il problema di come costruire una organizzazione, una Chiesa, della quale Gesù non aveva minimamente parlato. Lo smarrimento derivato dall'incapacità di continuare con la rottura verso la cultura ebraica [ha indotto gli Apostoli alla] ristrutturazione delle classiche strade del sacro, compiendo il tradimento totale del messaggio di Cristo: la normalità di una "religione" si è ricodificata. (pp. 37-38)
*Il canto gregoriano, ma con esso tutta la ritmicità della [[musica]] medioevale, rispecchia una concezione ciclica (quindi liturgica) del [[tempo]], che ondeggia e oscilla senza parametri formali rigidi di durata perché ritorna sempre su se stesso. Nella sua struttura tematica è implicita la certezza della risposta a qualsiasi domanda. Ogni rituale, infatti, come ogni [[preghiera]], non pone mai delle vere domande, non arriva mai al dubbio, perché l'interlocutore cui si rivolge è [[Dio]]. Il gregoriano, per ciò, può permettersi di "spaziare" in durate indefinite perché è sostenuto dalla "sicurezza" della risposta divina. II tempo è dato. (p. 43)
*La genialità di Bach consiste nell'aver trovato un sistema logico necessitante per sostenere la struttura inutilmente ripetitiva del tempo ciclico, non più "data" quindi, come ovvia e giusta. La ripetizione diventa un susseguirsi continuo di domande-risposte, uno sforzo immane dell'intelligenza dell'uomo per riempire di un contenuto autosufficiente, ossia di un contenuto implicato nel proprio sistema, la forma del tempo assoluto, senza subordinare la ragione alla certezza di un tempo già "dato". Il contrappunto di Bach, non ha bisogno di Dio per esistere. (p. 44)
*Con l'Illuminismo l'uomo pone ormai domande che non hanno sicurezza di risposta: la ricerca diventa la condizione stessa dell'essere uomo. È la forma moderna della logica scientifica: il tempo della [[scienza]], quindi, coincide con quella che possiamo chiamare la "struttura interrogativa" della musica; con un tempo musicale che da [[Debussy]] a Schönberg a Berg fino a Bussotti, si allontana sempre più dal concetto di durata, di inizio e fine, e cerca "continuità" nello "spazio", passando dalla dissolvenza del suono alla dissolvenza della tonalità. Nello stesso anno, infatti, in cui [[Albert Einstein|Einstein]] pubblica la "Memoria sulla relatività" – il 1905 – viene eseguito per la prima volta, e accolto con fischi, il poema sinfonico "Pelleas und Melisande" di Schönberg, che segna una tappa fondamentale nella ricerca di una musica "spaziale". (p. 44)
*[...] nel cristianesimo le donne, da una parte recuperano la loro identità in quanto il posto femminile viene lasciato libero (e si ha di conseguenza il battesimo anche per esse, ossia la loro iniziazione, cosa che non sussiste in nessuna cultura), ma dall'altra si finisce col non sapere più neanche quale sia la loro valenza, il loro significato. Decade infatti la necessità dell'opposizione, quell'opposizione che si rivela nelle strutture della parentela. (p. 48)
*Appare chiara così la caratteristica essenziale dell'ebraismo e del cristianesimo: l'aver messo in luce, con l'assolutezza dei suoi significati, la fondazione sessuale maschile della cultura, proiettando su Dio l'opposizione mascolinità-femminilità, potenza e impotenza, continuamente alla ricerca di una vittima come strumento di mediazione. (pp. 49-50)
*La sessualità rimane per sempre al centro delle preoccupazioni dei cristiani. (p. 50)
*Se il fondamento della costruzione culturale è il rapporto dell'uomo-maschio con la morte, con la vita dopo la morte, con l'aldilà, l'unico soggetto creatore e agente nella società è il maschio e gli scopi ultimi della sua azione sono appunto quelli di assicurarsi la vita dopo la morte, l'eternità. La donna è assunta a strumento, segno e simbolo del rapporto dell'uomo con la morte e con la vita dopo la morte. (pp. 90-91)
===[[Explicit]]===
Ci troviamo così di nuovo di fronte a ciò che abbiamo più volte messo in luce: l'artista canta la bellezza, come potenza, come trascendenza, come disperata speranza di eternità, e ne vede gli unici possibili lineamenti nella giovinezza sfolgorante di un corpo maschile, portatore e al tempo stesso emblema della ''vis'', ritrovando, con una intuizione inconsapevole, soltanto in questa ''vis'' il significato della vita e della morte, il fondamento, anzi, di ogni significato.<br/>
L'Arte e il Pene si ricongiungono, si riconoscono, come unico e solo linguaggio.
==''La Madonna''==
===Citazioni===
*Israele è la Sposa di Dio. Il patto di alleanza avviene attraverso una offerta sessuale: l'offerta del prepuzio. [...] Inizia, così, la storia drammatica del rifiuto della sessualità nel cristianesimo che porterà, come logica conseguenza, ad attendere la fine del mondo.
*L'appellativo con il quale continua a chiamarla, anche negli ultimi istanti di vita, «Donna», e che ha indotto i commentatori ai più contorti ragionamenti per spiegare come mai non la chiami «madre» secondo le abitudini ebraiche, è soltanto una conferma. Non le riconosce alcun ruolo come madre.
*Gli ebrei, sia maschi che femmine, si sposavano per avere figli, considerati l'unica vera benedizione di Dio. La massima condanna era quella di non averli.
*Presso gli ebrei la potenza sessuale è numinosa e tremenda. [...] Chiamare Dio a «testimone» è chiamare la forza della potenza sessuale.
*Nella società ebraica non si è nessuno se non si ha un padre. Una ragazza-madre è una donnaccia [...] Maria, dunque, deve essere legalmente sposata. Di qui la presenza di Giuseppe. Per la società Giuseppe è il padre. I teologi affermano che Giuseppe, in quanto padre legale, è il padre adottivo, ma è facile capire che si tratta di un falso. Giuseppe non è né l'una cosa né l'altra.
*Il coito rende impuro il maschio, che è tenuto a rituali di purificazione per ritornare degno del rapporto con Dio, unico vero sposo dell'ebreo. Il corpo femminile è il «contenitore» della cosa più sacra: l'essenza della mascolinità, lo sperma.
*La teologia cattolica ha costruito a poco a poco, con la «Madonna», quello che gli uomini di tutti i tempi e di tutti i paesi hanno desiderato e tentato di costruire con le donne. [...] ''[[Immacolata Concezione|Immacolata concezione]]'' significa che la Madonna è stata concepita senza il peccato originale. [...] Essa perde qualsiasi concretezza biologica e diviene ciò che gli uomini desiderano: un corpo femminile perfettamente chiuso.
*Vergine, vergine, vergine... Questa parola, che risuona di continuo, riflette, senza che più nessuno si accorga della sua fisica brutalità, la vera ossessione degli uomini.
*Gli attributi della Madonna sono gli oggetti del desiderio che vengono incollati su di lei come su di un supporto onnivalente. Le infinite statue della Madonna, cariche di corone di collane di stelle di vestiti di mantelli, ''sono'' la Madonna.
*Di queste Madonne è impossibile elencare i nomi, perché i santuari mariani sono i più numerosi che esistano al mondo. La Chiesa dice che è l'Immacolata? Che è l'Assunta? Che è la Madre di Dio? La gente lo ripete, convinta che si tratti della sua stessa verità, perché ciò che conta non è la definizione teologica, ma la sicurezza di quello in cui si crede.
*Grandi santuari si innalzano adesso nei luoghi dove gli eroi sono stati sacrificati. A Lourdes, a Lisieux, a Lucca, a Fatima, immensi, orribili edifici testimoniano il bisogno insopprimibile della società: offrire vittime. [...] Lo scontro fra potenze maschili continua, dunque, ad avvenire tramite la femminilità.
*C'è in tutte queste Madonne un corpo senza corpo, che è proprio quello che vorrebbe la teologia. [...] I dogmi mariani, infatti, parlano una lingua priva di linguaggio. Che attraversa la storia senza mai cambiare perché non può essere «parlata». In realtà si tratta di un metalinguaggio che propone soltanto «forme», che costruisce alienando.
*Lo strumento musicale è come il corpo della donna: è «femmina». [...] Femminile, dunque dalla parte del Male, diabolica. [...] Ma le tentazioni si succedono sempre «analoghe»: la donna, la musica. Ambedue, «strumenti». Come è inevitabile, alla fine i due strumenti si unificano: il diavolo suona indifferentemente o la viola o il corpo della donna.
*Se schiaccia il serpente è perché non ha ingaggiato nessuna battaglia con lui. Se c'è lei, lui non c'è. Ma cos'è il serpente se non la sessualità maschile?
*Lo scopo ultimo della costruzione «Madonna» è per il maschio eliminare il passaggio sessuale attraverso la femminilità. L'apparente trionfo di Lei è il trionfo di Lui: la dissoluzione di qualsiasi legame con la Donna.
==''[[Teresa di Lisieux]]''==
===[[Incipit]]===
La storia di Teresa è breve e scarna: non ci vorrebbe molto a raccontarla. Tuttavia sono così numerosi e problemi che si pongono a chi voglia comprendere perché Teresa abbia vissuto come ha vissuto, perché sia stata dichiarata "santa" dalla Chiesa, perché abbia suscitato tanto interesse, tanto entusiasmo, tanta commozione negli ambienti più diversi, perché sia stata paragonata a uomini come San Paolo, Sant'Agostino, Schopenhauer, Nietzsche, Claudel, Bernanos, che è necessario guardare alla sua biografia da molti punti di vista diversi. Ma soprattutto è necessario non dimenticare mai, trascinati dalle profonde strutture simboliche che sono presenti ed agiscono nella sua storia, e che "catturano" noi come hanno catturato lei, quali sono i dati concreti, la realtà storica di quella vita.
===[[Explicit]]===
Naturalmente, nessuno può imitare Teresa, la sua "piccola via" non esiste perché non esiste un modo, una strada, una tecnica per amare.<br/>
È quello che Teresa ha cercato disperatamente di dimostrare, consumandosi nell'impossibile passaggio dall'agire all'essere. Proclamandola santa, la Chiesa ha riconfermato, viceversa, che l'amore è uno strumento, che Teresa ha usato in modo "ideale". La strada dell'umanità ricomincia il suo itinerario. La prigione si richiude. Teresa ne diventa il carceriere.
==''Contro l'Europa''==
===[[Incipit]]===
"O Europa o Morte!" È troppo forte l'eterno richiamo da parte dei Potenti ad una meta di salvezza, per non fermarsi a riflettere sulla sua assoluta irrazionalità. È un grido fuori dal tempo, che ci obbliga, proprio per questo, a dubitare che si tratti di una vicenda "normale", per quanto importante, e che insospettisce per la sua carica di passionale emotività. Se poi a soffrire di sfrenate emozioni sono banchieri ed economisti, che vantano la loro inalterabile freddezza, e che, viceversa, fanno affermazioni "fatalistiche" come quelle del tetragono super Ministro dell'Economia italiano: "il treno dell'Euro è partito e un treno in corsa non si può fermare", allora il sospetto si trasforma in un dovere.
===Citazioni===
*[[Karl Marx]] era uomo privo di una sia pur minima sensibilità psicologica e antropologica, e le catastrofiche conseguenze, proprio dal punto di vista della dimensione umana, provocate dalle su teorie ovunque sono state messe in atto, ne sono la più evidente dimostrazione. (p. 14)
*Ridurre all'identico affermando che tutto è identico. È l'assolutezza del razzismo su cui è fondata l'Unione Europea. Si può fare nel modo sbrigativo e allucinatorio, che ha seguito l'Italia, eleggendo come sua rappresentante nei concorsi di bellezza una Miss dalla pelle scura: la pelle dei neri è bianca come quella degli Italiani è nera. (pp. 32-33)
*A questo proposito il Parlamento di Bruxelles ha fatto del suo meglio per confermare quale sarà la strada concreta dell'uguaglianza: ha emanato una legge per la soppressione di 70 razze canine. Per ragioni eugenetiche, s'intende: c'è chi la le zampe troppo corte e chi ha le orecchie troppo lunghe... (p. 33)
*Gli Svedesi hanno sempre privilegiato come seconda lingua il tedesco. L'hanno abbandonato soltanto con l'avvento del nazismo, adottando l'inglese. Ma nel 1996 hanno ripristinato la preferenza per il tedesco. (p. 42)
*Inoltre l'antiamericanismo che è implicito nell'Unione non può ovviamente trovare nessuna adesione né psicologica né politica negli Inglesi. (p. 52)
*Ma nel marxismo il lavoro è comunque negativo, è visto come soggezione al bisogno non come capacità del soggetto quale era in [[Benedetto da Norcia|S. Benedetto]]. Quindi è in questo senso che il marxismo è culturalmente adatto al sudismo e all'orientalismo. Ed ha praticamente reso analoghi al sud anche i paesi del nord, togliendogli la soggettività, l'individualità, la capacità creativa. Si trova qui uno dei motivi più profondi della differenza americana nell'atteggiamento nei confronti del lavoro. Gli Americani lavorano moltissimo, ma se se sentono sempre padroni. (pp. 56-57)
*Chi dice che sono stati gli accordi fraterni fra i governanti a conservare la pace in Europa, chi esalta i "grandi", gli Adenauer, i De Gasperi, come fondatori di pace, non sa quel che dice. (p. 63)
*Sebbene siano gli economisti e i banchieri a comparire come i governanti del migliore dei mondi possibili, è Karl Marx il profeta del Trattato [di Maastricht]. [...] Non si giungerà, forse, a indossare tutti lo stesso vestito come in Russia o in Cina, anche se, a giudicare da una delle ultime imprese del parlamento di Bruxelles, la strada sembrerebbe proprio quella. Sono state fissate le misure cui debbono rispondere i sedili dei messi di traporto pubblico. (p. 73)
* Nell'Europa cristiano-comunista ci si dimentica che il liberalismo è prima di tutto libertà dell'individuo, al di fuori di qualsiasi sistema di stato. Ma l'Unione Europea, l'abbiamo già visto, non è per nulla liberale. (p. 89)
* Dire Europa, non significa dire né unità territoriale, né climatica né storica, né linguistica, ma al contrario la ricchezza della più vasta diversità che soltanto nello scambio conflittuale, in guerre e sopraffazioni, nella coercizione degli Imperi di volta in volta francesi, spagnoli, inglesi, germanici, russi, hanno potuto manifestarsi in arte, in scienza, in filosofia. Sicuramente non in pacifica convivenza. (p. 96)
===[[Explicit]]===
Come è evidente, tutti i problemi che l'Unione comporta sono problemi antropologici. Soltanto gli economisti, come i dittatori, si dimenticano dell'esistenza degli uomini. Il silenzio di fronte all'Europa degli psicologi, dei sociologi, degli antropologi è impressionante, tanto quanto quello dei poeti, dei musicisti, degli artisti. Ma la responsabilità etica di un antropologo, soprattutto di un antropologo che ha scelto di "osservare" noi, non gli "altri", i "diversi e lontani", è identica a quella dei Fisici di fronte alla scoperta dell'energia nucleare. Nel modo con il quale fino ad oggi è stata propagandata e accettata l'Unione Europea è facilmente riconoscibile l'inerzia di fronte all'invisibilità di ciò che è ovvio.<br/>
Combattere contro l'"ovvio" è una battaglia al tempo stesso assurda, per l'evidenza di ciò che dice, e disperata per la sua inutilità. Gli antropologi sono, nella lunga schiera dei perdenti a causa dell'ovvio, alcuni di quelli che hanno perso di più...
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Ida Magli, ''Gesù di Nazaret'', Milano, Rizzoli, 1982. Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1987. ISBN 88-17-13693-X
*Ida Magli, ''La Madonna'', Rizzoli, Milano 1987; Baldini Castoldi Dalai, Milano, 1997.
*Ida Magli, ''La sessualita maschile'', Mondadori, Milano 1989. ISBN 88-04-31023-5
*Ida Magli, ''Teresa di Lisieux'', Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-17040-2
*Ida Magli, ''Contro l'Europa: tutto quello che non vi hanno detto di Maastricht'', Milano, Bompiani, 1997 (4ª ed. 1998). ISBN 88-452-3511-4
==Altri progetti==
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'''Ida Magli''' (1925 – 2016), antropologa, accademica e filosofa italiana.
==Citazioni di Ida Magli==
*{{NDR|Sui crimini del [[Mostro di Firenze]]}} È un tipo di delitto che riguarda il sesso, che riguarda la coppia, che riguarda la potenza sessuale, che riguarda il corpo della donna come oggetto appunto di feticismo, e che in una fantasticheria più o meno consapevole è presente in tutti noi […]. Ci sono elementi fantastici intorno a questo tipo di problema che sono più o meno presenti nella nostra società, quindi io credo che è quasi una forma di abreazione per tutti il poterli affrontare con tanta serenità come abbiamo fatto questa sera.<ref>Dalla trasmissione dedicata al Mostro di Firenze, ''Speciale TG1'', 16 settembre 1985.</ref>
*Ho passato una vita a difendere le [[Donna|donne]], ma che delusione. Purtroppo debbo constatare che non pensano. Che non sanno fare politica. Che non sono capaci di farsi venire un'idea nuova... (citato in Marisa Fumagalli, [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/05/femminismo_inutile__co_0_95060511485.shtml ''"È femminismo inutile"''], ''Corriere della sera'', 5 giugno 1995, p. 13)
*Il [[cristianesimo]], costituendosi con tutte le strutture del sacro, fin dal primo momento della morte di Gesù, non ha in nessun modo messo in atto quello che lui aveva proposto. (da ''Gesù di Nazareth'', Rizzoli, 2004)
*L'[[AIDS|Aids]], dunque, che cos'è se non una costruzione sociale? È una malattia che si contrae soltanto per contatto diretto con sangue infetto. Diretto significa: sangue con virus. Sui trecento malati di Aids, ci sono 11 (undici) casi di persone che sono state sottoposte a trasfusione. Tutti gli altri sono omosessuali di sesso maschile (che possono essere bisessuali e soltanto in questo caso e sempre che abbiano rapporti che causino lacerazioni possono contagiare un partner femminile); omosessuali che sono anche tossicodipendenti, sempre di sesso maschile.<ref name=aids>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/02/07/ma-aids-non-la-peste.html Ma l'AIDS non è la peste]'', ''la Repubblica'', 7 febbraio 1987.</ref>
*L'Europa in cui siamo costretti a vivere è un'Europa profondamente comunista, livellata verso il basso, che impedisce lo sviluppo delle singole nazioni. (da ''La Padania'', 20 febbraio 2001)
*L'[[uomo]] cerca di conoscere sempre meglio le leggi della [[natura]] e tutto quello che fa non è mai contro, anche quando si parla della vittoria dell'uomo sulla natura. (da ''Il Giornale'', 28 dicembre 2002)
*Non esiste nessun caso di infezione da paziente a medico o a infermiere, e viceversa. Ma la paura coinvolge tutti: medici, infermieri, giornalisti, operatori sociali di qualsiasi genere. Dunque un fattore sociale sommerso predispone all'allucinazione: la sessualità, che nel caso specifico è comunque percepita come trasgressiva e che suscita o ripugnanza o sensi di colpa abnormi. Il fatto che l'[[AIDS|Aids]] sia stato equiparato alla [[peste]] ne è un sicuro indizio. L'Aids non ha nulla a che fare con la peste, sia perché il contagio è soltanto diretto e attraverso il sangue sia perché i numeri non sono minimamente confrontabili. Ma nessuno chiama l'Aids come la nuova [[sifilide]], perché la gestione della sessualità è fatta al maschile, e la sifilide non è mai stata oggetto libero di discorso. Basti una prova.<ref name=aids/>
*Per i governanti del nostro tempo diventa sempre più difficile passare alla [[storia]]. Non si possono conquistare imperi; non si può andare in battaglia per la salvezza del proprio Dio; non si possono liberare gli schiavi; non si possono scoprire nuovi mondi. (da ''Il Giornale'', 17 agosto 2000)
*Prima deduzione: è falso etichettare l'[[AIDS|Aids]] come la nuova peste, la malattia che non perdona, la malattia terribile. SIAMO di fronte ad incidenze mortali non superiori, ed anzi, in alcuni casi inferiori, a quelle del cancro, con la differenza che il cancro è la seconda causa di morte in Italia (circa novantamila in un anno).<ref name=aids/>
*{{NDR|Sull'[[AIDS]]}} Spero che sia ben chiaro: è un fenomeno assolutamente impercettibile, e che non avrebbe di per sé mai potuto raggiungere e colpire, come ha colpito, l'opinione pubblica e gli istituti politici, se non fossero stati convergenti diversi fattori che ora tenterò di analizzare. Rimane, comunque, chiaro un fatto: diffondere notizie, opuscoli (penso con terrore a quello predisposto dal Pci) o informazioni nelle scuole, dove penso si passerà dal nulla dell'educazione sessuale, ai rapporti ano-linguali (espressione simpatica dell'assessorato alla Sanità del Comune di Roma), serve, ormai, soltanto ad accrescere il timore e costituisce un vero pericolo e una aggressione criminosa agli individui.<ref name=aids/>
==''Gesù di Nazareth''==
===[[Incipit]]===
È possibile dire qualcosa che non sia stato ancora detto su Gesù di Nazareth? Si può non tener conto della massa di studi esegetici, di opere storiche, teologiche, letterarie, scritte su di lui? Ci si può chiedere – come se la domanda non fosse mai stata posta – chi è Gesù?
È proprio questo che ho provato a fare. Non c'è nulla di eccezionale o di sorprendente nella possibilità di rivedere e di ripensare problemi che sono già stati analizzati innumerevoli volte in precedenza, perché è questa la forza straordinaria del sapere: potersi porre problemi antichi con interrogativi nuovi, con strumenti di analisi nuovi, che sono dati dall'accumularsi del sapere stesso e da quella esperienza storica che è "coestensiva alla vita".
===Citazioni===
*È facile comprendere, allora, perché il patto è in realtà un contratto, stabilito dal gruppo, dagli uomini, non da [[Dio]]. Essendo affidato a un'azione, la [[circoncisione]], che sono gli uomini a compiere, il patto diventa attivo, concreto, visibile, solo se gli uomini lo vogliono. Dire che è Dio che ha stabilito un patto col suo popolo è chiaramente una finzione. La circoncisione è nelle mani degli uomini e non di Dio. D'altra parte, però, la circoncisione è tanto importante perché stabilisce visibilmente l'appartenenza ad un gruppo, con un "segno indelebile" nella cosa più forte che l'uomo possiede. La manipolazione e mutilazione del [[corpo]] è il documento dei documenti, dal quale non è più possibile recedere ed è la parte più importante del rito di iniziazione. Infine, dato che la circoncisione, per evidenti ragioni anatomiche, può essere eseguita solo sui "maschi", appare chiaro che l'unico ''gruppo'' è quello maschile e che il rapporto e la comunicazione con Dio avviene solo attraverso i maschi. (pp. 49-50)
*Detto nella sua forma più semplice, gli uomini ritengono che a chi ha un [[potere]], a chi è più forte di loro, essi debbano offrire qualche cosa, non solo donandola, ma sacrificandola, togliendo cioè qualche cosa a se stessi, qualche cosa che sia non soltanto realmente doloroso togliere, ma che in qualche modo rappresenti loro stessi. Il concetto di offerta include l'idea che si dona realmente qualche cosa soltanto se fa parte di se stessi e "sacrificandola", cioè uccidendola. Il sacrificio allora è sicuramente, prima di tutto, una uccisione. A questo riguardo, uno dei problemi più importanti – che andrebbe ancora approfondito, dato che neanche Freud e tutti gli studi psicoanalitici sono riusciti a chiarirlo – è la connessione implicita ma certa, fra uccisione, sacrificalità e rapporto sessuale. È su questa base che si fonda l'offerta delle donne come patto di alleanza fra i vari gruppi umani, perché "offerta delle donne" significa sicuramente, dal punto di vista dei "maschi", che queste vengono offerte – sacrificio delle proprie donne – in rappresentanza di se stessi, in una comunicazione che avviene attraverso il [[sesso]]. (pp. 133-34)
===[[Explicit]]===
Cosa ha fatto dunque Gesù di Nazareth? È uscito da un modello culturale, proponendone un altro, oppure ha tentato di spostare l'asse della sua cultura forzandone la direzione? L'interrogativo rimane senza risposta. L'unica cosa certa è che, contrariamente a quello che tutti gli uomini fanno, Gesù non ha vissuto in modo inconsapevole e ovvio i valori su cui si fondava la sua cultura, ma ne ha preso le radici, profondamente nascoste, e le ha capovolte al sole e all'aria, dichiarando che esse erano ormai inutili.<br/>
Tutti sono stati contro di lui.
Eppure è necessario rilevare tre cose fondamentali che hanno reso immensa l'opera di Gesù di Nazaret. La prima è consistita nell'universalizzare il pensiero della Bibbia in precedenza relegato al popolo israeliano, fino a quel momento proclamato popolo eletto (Antico testamento-Libri profetici- Giona) al di sopra degli altri, questo è da considerarsi un'opera di egalitarismo nell'ambito di tutta l'umanità in precedenza divisa tra "eletti" e non "eletti". La seconda cosa di enorme rilievo è consistita nell'avvicinare Dio all'uomo, prima di Gesù la figura Divina era considerata lontana, distante e giudicante, a volte anche feroce. Dopo di lui Dio è stato restituito alla collettività come parte integrante di se stessa, come anima vagante e vicina a tutti noi, come amore allo stato puro, finalmente una figura scremata dall'assillante compito di giudicare e punire. La figura di Dio è dunque divenuta guida per la conversione, termine centrale e fulcro del cristianesimo, via che ci indica che si può cambiare, si può migliorare ove la luce, finalmente intravista, ci illumini di amore. Anche questo secondo atto di avvicinamento tra Dio e l'umanità è dunque un atto di "democratizzazione universalistica", di appianamento dell'umanità non più costretta ad ampie diversificazioni da un giudizio senza appello ma guidata con amore e forza verso un'eguaglianza dovuta al perdono ed alla comprensione. Terzo ed ultimo punto fondamentale è quello che chiude questo cerchio ideale. Questo punto è tutto racchiuso in una frase di Gesù di Nazaret :" ...è più probabile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco vada in paradiso ..." (Il Giovane Ricco Luca 18:18-27 --versetto 25). Questa frase racchiude tutta la grandezza di Gesù uomo del suo tempo che si eleva oltre la stratosfera. Nessuna religione né prima né dopo aveva affermato una sorta di egalitarismo economico, nessuna religione contiene il concetto che essendo gli uomini molto simili tra di loro non è possibile che ve ne siano alcuni di tanto più ricchi della media, questo sarebbe infatti il trionfo dell'avidità. Con le sue parole Gesù ha finalmente riportato l'umanità nel suo alveo naturale... quello dell'eguaglianza.
==''La sessualità maschile''==
===[[Incipit]]===
Quando, nel 1871, l'antropologo Edward Tylor definì la cultura come un "complesso insieme di norme, di valori, di costumi, di tecniche…" si compì certamente un passo fondamentale per giungere al concetto moderno di "cultura", ben diverso da quello che per secoli era stato adoperato come analogo a quello di "civiltà". Il carattere del tutto nuovo era inserito in quel "complesso insieme", ossia nell'aver capito che ciò che conta in una cultura è il modello globale, il suo essere un tutto interrelato di funzioni, di norme, di tratti nel quale il profilo significativo è il risultato non della somma ma dell'integrazione dei singoli fattori in una struttura. Tuttavia, malgrado fosse stato compiuto un passo determinante nella definizione di cultura, mancava ancora, almeno in forma esplicita e consapevole, il concetto di "proiezione", di "esteriorizzazione" al di fuori dell'organismo biologico che fa della cultura quasi una specie di duplicato, di specchio, senza il quale l'uomo non potrebbe vivere, un ambiente totale, nel quale è immerso in un continuo e costante interscambio.
===Citazioni===
*Gesù è una personalità sorprendente, anzi possiamo dire unica [perché è] sfuggito al condizionamento della sua cultura, ha distrutto alle radici le strutture portanti della cultura ebraica e, andando al di là della cultura ebraica, ha distrutto le strutture fondamentali su cui si regge il sistema del sacro in tutte le culture. (p. 23)
*[Gesù ha rotto] in forma esplicita e traumatica la tradizione culturale [ebraica] e non lo ha fatto sostituendo i vecchi modelli con dei nuovi, ma ha affermato semplicemente, lasciandoli cadere, che essi erano inutili. Rimane chiaro, dalla lettura dei Vangeli, un dato di fatto: le "rotture" più radicali e più profonde che Gesù ha provocato con la storia e la cultura dell'Antico Testamento, non sono state capite neanche dagli [[apostolo|apostoli]]. (p. 24)
*[Si sono sempre interpretati i passi dell'Antico Testamento relativi al legame matrimoniale con Dio, l'allontanamento e l'adulterio nei suoi confronti, come una metafora] Ma di ben altro che di una metafora si tratta. L'immagine matrimoniale è primaria nella fondazione culturale ebraica in quanto identifica la posizione degli uomini davanti a Dio come donne. E se gli ebrei sono la sposa di Dio, ovviamente Dio è l'unico maschio. (pp. 27-28)
*[Gesù fa cadere il [[tabù]] che riguardava la donna ebraica, ma] non parla mai volontariamente della sessualità, né del matrimonio; questo avviene soltanto quando gli astanti gli pongono problemi espliciti e anche in questo caso il più delle volte le sue risposte sono evasive, quasi impazienti.
*[La verginità maschile] diventerà in seguito uno dei cardini di costruzione di un cristianesimo che, ben diversamente da quanto aveva proposto Gesù, mette a fondamento della nuova società proprio modi precisi per l'uso del sesso e addirittura l'astinenza dal sesso stesso. (p. 33)
*[…] l'esclusione della sessualità come valore positivo è soprattutto dovuta alla predicazione di Paolo [che] era imbevuto di cultura ellenistica e di forme di pensiero astratto molto maturo. (p. 37)
*Dopo la morte di Gesù […] si è posto in modo drammatico per [gli Apostoli] il problema di come costruire una organizzazione, una Chiesa, della quale Gesù non aveva minimamente parlato. Lo smarrimento derivato dall'incapacità di continuare con la rottura verso la cultura ebraica [ha indotto gli Apostoli alla] ristrutturazione delle classiche strade del sacro, compiendo il tradimento totale del messaggio di Cristo: la normalità di una "religione" si è ricodificata. (pp. 37-38)
*Il canto gregoriano, ma con esso tutta la ritmicità della [[musica]] medioevale, rispecchia una concezione ciclica (quindi liturgica) del [[tempo]], che ondeggia e oscilla senza parametri formali rigidi di durata perché ritorna sempre su se stesso. Nella sua struttura tematica è implicita la certezza della risposta a qualsiasi domanda. Ogni rituale, infatti, come ogni [[preghiera]], non pone mai delle vere domande, non arriva mai al dubbio, perché l'interlocutore cui si rivolge è [[Dio]]. Il gregoriano, per ciò, può permettersi di "spaziare" in durate indefinite perché è sostenuto dalla "sicurezza" della risposta divina. II tempo è dato. (p. 43)
*La genialità di Bach consiste nell'aver trovato un sistema logico necessitante per sostenere la struttura inutilmente ripetitiva del tempo ciclico, non più "data" quindi, come ovvia e giusta. La ripetizione diventa un susseguirsi continuo di domande-risposte, uno sforzo immane dell'intelligenza dell'uomo per riempire di un contenuto autosufficiente, ossia di un contenuto implicato nel proprio sistema, la forma del tempo assoluto, senza subordinare la ragione alla certezza di un tempo già "dato". Il contrappunto di Bach, non ha bisogno di Dio per esistere. (p. 44)
*Con l'Illuminismo l'uomo pone ormai domande che non hanno sicurezza di risposta: la ricerca diventa la condizione stessa dell'essere uomo. È la forma moderna della logica scientifica: il tempo della [[scienza]], quindi, coincide con quella che possiamo chiamare la "struttura interrogativa" della musica; con un tempo musicale che da [[Debussy]] a Schönberg a Berg fino a Bussotti, si allontana sempre più dal concetto di durata, di inizio e fine, e cerca "continuità" nello "spazio", passando dalla dissolvenza del suono alla dissolvenza della tonalità. Nello stesso anno, infatti, in cui [[Albert Einstein|Einstein]] pubblica la "Memoria sulla relatività" – il 1905 – viene eseguito per la prima volta, e accolto con fischi, il poema sinfonico "Pelleas und Melisande" di Schönberg, che segna una tappa fondamentale nella ricerca di una musica "spaziale". (p. 44)
*[...] nel cristianesimo le donne, da una parte recuperano la loro identità in quanto il posto femminile viene lasciato libero (e si ha di conseguenza il battesimo anche per esse, ossia la loro iniziazione, cosa che non sussiste in nessuna cultura), ma dall'altra si finisce col non sapere più neanche quale sia la loro valenza, il loro significato. Decade infatti la necessità dell'opposizione, quell'opposizione che si rivela nelle strutture della parentela. (p. 48)
*Appare chiara così la caratteristica essenziale dell'ebraismo e del cristianesimo: l'aver messo in luce, con l'assolutezza dei suoi significati, la fondazione sessuale maschile della cultura, proiettando su Dio l'opposizione mascolinità-femminilità, potenza e impotenza, continuamente alla ricerca di una vittima come strumento di mediazione. (pp. 49-50)
*La sessualità rimane per sempre al centro delle preoccupazioni dei cristiani. (p. 50)
*Se il fondamento della costruzione culturale è il rapporto dell'uomo-maschio con la morte, con la vita dopo la morte, con l'aldilà, l'unico soggetto creatore e agente nella società è il maschio e gli scopi ultimi della sua azione sono appunto quelli di assicurarsi la vita dopo la morte, l'eternità. La donna è assunta a strumento, segno e simbolo del rapporto dell'uomo con la morte e con la vita dopo la morte. (pp. 90-91)
===[[Explicit]]===
Ci troviamo così di nuovo di fronte a ciò che abbiamo più volte messo in luce: l'artista canta la bellezza, come potenza, come trascendenza, come disperata speranza di eternità, e ne vede gli unici possibili lineamenti nella giovinezza sfolgorante di un corpo maschile, portatore e al tempo stesso emblema della ''vis'', ritrovando, con una intuizione inconsapevole, soltanto in questa ''vis'' il significato della vita e della morte, il fondamento, anzi, di ogni significato.<br/>
L'Arte e il Pene si ricongiungono, si riconoscono, come unico e solo linguaggio.
==''La Madonna''==
===Citazioni===
*Israele è la Sposa di Dio. Il patto di alleanza avviene attraverso una offerta sessuale: l'offerta del prepuzio. [...] Inizia, così, la storia drammatica del rifiuto della sessualità nel cristianesimo che porterà, come logica conseguenza, ad attendere la fine del mondo.
*L'appellativo con il quale continua a chiamarla, anche negli ultimi istanti di vita, «Donna», e che ha indotto i commentatori ai più contorti ragionamenti per spiegare come mai non la chiami «madre» secondo le abitudini ebraiche, è soltanto una conferma. Non le riconosce alcun ruolo come madre.
*Gli ebrei, sia maschi che femmine, si sposavano per avere figli, considerati l'unica vera benedizione di Dio. La massima condanna era quella di non averli.
*Presso gli ebrei la potenza sessuale è numinosa e tremenda. [...] Chiamare Dio a «testimone» è chiamare la forza della potenza sessuale.
*Nella società ebraica non si è nessuno se non si ha un padre. Una ragazza-madre è una donnaccia [...] Maria, dunque, deve essere legalmente sposata. Di qui la presenza di Giuseppe. Per la società Giuseppe è il padre. I teologi affermano che Giuseppe, in quanto padre legale, è il padre adottivo, ma è facile capire che si tratta di un falso. Giuseppe non è né l'una cosa né l'altra.
*Il coito rende impuro il maschio, che è tenuto a rituali di purificazione per ritornare degno del rapporto con Dio, unico vero sposo dell'ebreo. Il corpo femminile è il «contenitore» della cosa più sacra: l'essenza della mascolinità, lo sperma.
*La teologia cattolica ha costruito a poco a poco, con la «Madonna», quello che gli uomini di tutti i tempi e di tutti i paesi hanno desiderato e tentato di costruire con le donne. [...] ''[[Immacolata Concezione|Immacolata concezione]]'' significa che la Madonna è stata concepita senza il peccato originale. [...] Essa perde qualsiasi concretezza biologica e diviene ciò che gli uomini desiderano: un corpo femminile perfettamente chiuso.
*Vergine, vergine, vergine... Questa parola, che risuona di continuo, riflette, senza che più nessuno si accorga della sua fisica brutalità, la vera ossessione degli uomini.
*Gli attributi della Madonna sono gli oggetti del desiderio che vengono incollati su di lei come su di un supporto onnivalente. Le infinite statue della Madonna, cariche di corone di collane di stelle di vestiti di mantelli, ''sono'' la Madonna.
*Di queste Madonne è impossibile elencare i nomi, perché i santuari mariani sono i più numerosi che esistano al mondo. La Chiesa dice che è l'Immacolata? Che è l'Assunta? Che è la Madre di Dio? La gente lo ripete, convinta che si tratti della sua stessa verità, perché ciò che conta non è la definizione teologica, ma la sicurezza di quello in cui si crede.
*Grandi santuari si innalzano adesso nei luoghi dove gli eroi sono stati sacrificati. A Lourdes, a Lisieux, a Lucca, a Fatima, immensi, orribili edifici testimoniano il bisogno insopprimibile della società: offrire vittime. [...] Lo scontro fra potenze maschili continua, dunque, ad avvenire tramite la femminilità.
*C'è in tutte queste Madonne un corpo senza corpo, che è proprio quello che vorrebbe la teologia. [...] I dogmi mariani, infatti, parlano una lingua priva di linguaggio. Che attraversa la storia senza mai cambiare perché non può essere «parlata». In realtà si tratta di un metalinguaggio che propone soltanto «forme», che costruisce alienando.
*Lo strumento musicale è come il corpo della donna: è «femmina». [...] Femminile, dunque dalla parte del Male, diabolica. [...] Ma le tentazioni si succedono sempre «analoghe»: la donna, la musica. Ambedue, «strumenti». Come è inevitabile, alla fine i due strumenti si unificano: il diavolo suona indifferentemente o la viola o il corpo della donna.
*Se schiaccia il serpente è perché non ha ingaggiato nessuna battaglia con lui. Se c'è lei, lui non c'è. Ma cos'è il serpente se non la sessualità maschile?
*Lo scopo ultimo della costruzione «Madonna» è per il maschio eliminare il passaggio sessuale attraverso la femminilità. L'apparente trionfo di Lei è il trionfo di Lui: la dissoluzione di qualsiasi legame con la Donna.
==''[[Teresa di Lisieux]]''==
===[[Incipit]]===
La storia di Teresa è breve e scarna: non ci vorrebbe molto a raccontarla. Tuttavia sono così numerosi e problemi che si pongono a chi voglia comprendere perché Teresa abbia vissuto come ha vissuto, perché sia stata dichiarata "santa" dalla Chiesa, perché abbia suscitato tanto interesse, tanto entusiasmo, tanta commozione negli ambienti più diversi, perché sia stata paragonata a uomini come San Paolo, Sant'Agostino, Schopenhauer, Nietzsche, Claudel, Bernanos, che è necessario guardare alla sua biografia da molti punti di vista diversi. Ma soprattutto è necessario non dimenticare mai, trascinati dalle profonde strutture simboliche che sono presenti ed agiscono nella sua storia, e che "catturano" noi come hanno catturato lei, quali sono i dati concreti, la realtà storica di quella vita.
===[[Explicit]]===
Naturalmente, nessuno può imitare Teresa, la sua "piccola via" non esiste perché non esiste un modo, una strada, una tecnica per amare.<br/>
È quello che Teresa ha cercato disperatamente di dimostrare, consumandosi nell'impossibile passaggio dall'agire all'essere. Proclamandola santa, la Chiesa ha riconfermato, viceversa, che l'amore è uno strumento, che Teresa ha usato in modo "ideale". La strada dell'umanità ricomincia il suo itinerario. La prigione si richiude. Teresa ne diventa il carceriere.
==''Contro l'Europa''==
===[[Incipit]]===
"O Europa o Morte!" È troppo forte l'eterno richiamo da parte dei Potenti ad una meta di salvezza, per non fermarsi a riflettere sulla sua assoluta irrazionalità. È un grido fuori dal tempo, che ci obbliga, proprio per questo, a dubitare che si tratti di una vicenda "normale", per quanto importante, e che insospettisce per la sua carica di passionale emotività. Se poi a soffrire di sfrenate emozioni sono banchieri ed economisti, che vantano la loro inalterabile freddezza, e che, viceversa, fanno affermazioni "fatalistiche" come quelle del tetragono super Ministro dell'Economia italiano: "il treno dell'Euro è partito e un treno in corsa non si può fermare", allora il sospetto si trasforma in un dovere.
===Citazioni===
*[[Karl Marx]] era uomo privo di una sia pur minima sensibilità psicologica e antropologica, e le catastrofiche conseguenze, proprio dal punto di vista della dimensione umana, provocate dalle su teorie ovunque sono state messe in atto, ne sono la più evidente dimostrazione. (p. 14)
*Ridurre all'identico affermando che tutto è identico. È l'assolutezza del razzismo su cui è fondata l'Unione Europea. Si può fare nel modo sbrigativo e allucinatorio, che ha seguito l'Italia, eleggendo come sua rappresentante nei concorsi di bellezza una Miss dalla pelle scura: la pelle dei neri è bianca come quella degli Italiani è nera. (pp. 32-33)
*A questo proposito il Parlamento di Bruxelles ha fatto del suo meglio per confermare quale sarà la strada concreta dell'uguaglianza: ha emanato una legge per la soppressione di 70 razze canine. Per ragioni eugenetiche, s'intende: c'è chi la le zampe troppo corte e chi ha le orecchie troppo lunghe... (p. 33)
*Gli Svedesi hanno sempre privilegiato come seconda lingua il tedesco. L'hanno abbandonato soltanto con l'avvento del nazismo, adottando l'inglese. Ma nel 1996 hanno ripristinato la preferenza per il tedesco. (p. 42)
*Inoltre l'antiamericanismo che è implicito nell'Unione non può ovviamente trovare nessuna adesione né psicologica né politica negli Inglesi. (p. 52)
*Ma nel marxismo il lavoro è comunque negativo, è visto come soggezione al bisogno non come capacità del soggetto quale era in [[Benedetto da Norcia|S. Benedetto]]. Quindi è in questo senso che il marxismo è culturalmente adatto al sudismo e all'orientalismo. Ed ha praticamente reso analoghi al sud anche i paesi del nord, togliendogli la soggettività, l'individualità, la capacità creativa. Si trova qui uno dei motivi più profondi della differenza americana nell'atteggiamento nei confronti del lavoro. Gli Americani lavorano moltissimo, ma se se sentono sempre padroni. (pp. 56-57)
*Chi dice che sono stati gli accordi fraterni fra i governanti a conservare la pace in Europa, chi esalta i "grandi", gli Adenauer, i De Gasperi, come fondatori di pace, non sa quel che dice. (p. 63)
*Sebbene siano gli economisti e i banchieri a comparire come i governanti del migliore dei mondi possibili, è Karl Marx il profeta del Trattato [di Maastricht]. [...] Non si giungerà, forse, a indossare tutti lo stesso vestito come in Russia o in Cina, anche se, a giudicare da una delle ultime imprese del parlamento di Bruxelles, la strada sembrerebbe proprio quella. Sono state fissate le misure cui debbono rispondere i sedili dei messi di traporto pubblico. (p. 73)
* Nell'Europa cristiano-comunista ci si dimentica che il liberalismo è prima di tutto libertà dell'individuo, al di fuori di qualsiasi sistema di stato. Ma l'Unione Europea, l'abbiamo già visto, non è per nulla liberale. (p. 89)
* Dire Europa, non significa dire né unità territoriale, né climatica né storica, né linguistica, ma al contrario la ricchezza della più vasta diversità che soltanto nello scambio conflittuale, in guerre e sopraffazioni, nella coercizione degli Imperi di volta in volta francesi, spagnoli, inglesi, germanici, russi, hanno potuto manifestarsi in arte, in scienza, in filosofia. Sicuramente non in pacifica convivenza. (p. 96)
===[[Explicit]]===
Come è evidente, tutti i problemi che l'Unione comporta sono problemi antropologici. Soltanto gli economisti, come i dittatori, si dimenticano dell'esistenza degli uomini. Il silenzio di fronte all'Europa degli psicologi, dei sociologi, degli antropologi è impressionante, tanto quanto quello dei poeti, dei musicisti, degli artisti. Ma la responsabilità etica di un antropologo, soprattutto di un antropologo che ha scelto di "osservare" noi, non gli "altri", i "diversi e lontani", è identica a quella dei Fisici di fronte alla scoperta dell'energia nucleare. Nel modo con il quale fino ad oggi è stata propagandata e accettata l'Unione Europea è facilmente riconoscibile l'inerzia di fronte all'invisibilità di ciò che è ovvio.<br/>
Combattere contro l'"ovvio" è una battaglia al tempo stesso assurda, per l'evidenza di ciò che dice, e disperata per la sua inutilità. Gli antropologi sono, nella lunga schiera dei perdenti a causa dell'ovvio, alcuni di quelli che hanno perso di più...
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Ida Magli, ''Gesù di Nazaret'', Milano, Rizzoli, 1982. Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1987. ISBN 88-17-13693-X
*Ida Magli, ''La Madonna'', Rizzoli, Milano 1987; Baldini Castoldi Dalai, Milano, 1997.
*Ida Magli, ''La sessualita maschile'', Mondadori, Milano 1989. ISBN 88-04-31023-5
*Ida Magli, ''Teresa di Lisieux'', Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-17040-2
*Ida Magli, ''Contro l'Europa: tutto quello che non vi hanno detto di Maastricht'', Milano, Bompiani, 1997 (4ª ed. 1998). ISBN 88-452-3511-4
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'''Russell Wayne Baker''' (14 agosto 1925 – 21 gennaio 2019), scrittore statunitense.
*La [[gente]] gode di più il [[divertimento]] quando sa che tante altre persone sono rimaste escluse dal divertimento.
:''People seem to enjoy things more when they know a lot of other people have been left out of the pleasure.'' (dall'articolo ''The Sport of Counting Each Other Out'', ''The New York Times'', 2 novembre 1967)
*La [[scienza]] suddivide gli oggetti inanimati in tre categorie principali: quelli che non funzionano, quelli che si rompono, e quelli che vengono persi.
:''Inanimate objects can be classified scientifically into three major categories: those that don't work, those that break down and those that get lost.'' (dall'articolo ''The Plot Against People'', ''The New York Times'', 17 giugno 1968)
*Un gruppo di [[politica|politici]] che decidono di affossare un Presidente perché ha una moralità scarsa è come la mafia che si riunisca per affossare il Padrino perché non va a messa la domenica.
:''A group of politicians deciding to dump a President because his morals are bad is like the Mafia getting together to bump off the Godfather for not going to church on Sunday.'' (dall'articolo ''The Morals Charge'', ''The New York Times'', 14 maggio 1974)
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'''Russell Wayne Baker''' (1925 – 2019), scrittore statunitense.
*La [[gente]] gode di più il [[divertimento]] quando sa che tante altre persone sono rimaste escluse dal divertimento.
:''People seem to enjoy things more when they know a lot of other people have been left out of the pleasure.'' (dall'articolo ''The Sport of Counting Each Other Out'', ''The New York Times'', 2 novembre 1967)
*La [[scienza]] suddivide gli oggetti inanimati in tre categorie principali: quelli che non funzionano, quelli che si rompono, e quelli che vengono persi.
:''Inanimate objects can be classified scientifically into three major categories: those that don't work, those that break down and those that get lost.'' (dall'articolo ''The Plot Against People'', ''The New York Times'', 17 giugno 1968)
*Un gruppo di [[politica|politici]] che decidono di affossare un Presidente perché ha una moralità scarsa è come la mafia che si riunisca per affossare il Padrino perché non va a messa la domenica.
:''A group of politicians deciding to dump a President because his morals are bad is like the Mafia getting together to bump off the Godfather for not going to church on Sunday.'' (dall'articolo ''The Morals Charge'', ''The New York Times'', 14 maggio 1974)
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Dino Buzzati
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/* Citazioni di Dino Buzzati */ Paderevski
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[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla Scala [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di Chopin. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c’era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, p. 80.</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
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{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
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{{DEFAULTSORT:Buzzati, Dino}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
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[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c’era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, p. 80.</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
{{Pedia|Il colombre e altri cinquanta racconti||(1966)}}
{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
{{Pedia|La famosa invasione degli orsi in Sicilia||(1945)}}
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, p. 80.</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
{{Pedia|Il colombre e altri cinquanta racconti||(1966)}}
{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
{{Pedia|La famosa invasione degli orsi in Sicilia||(1945)}}
{{Pedia|Le notti difficili (antologia)|''Le notti difficili''|(1971)}}
{{Pedia|Sessanta racconti||(1958)}}
{{Pedia|Un amore (romanzo)|''Un amore''|(1963)}}
{{DEFAULTSORT:Buzzati, Dino}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Citazioni di Dino Buzzati */ Internet Archive
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[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, [https://archive.org/details/giuseppeverdipub00teat/page/80/mode/1up p. 80].</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
{{Pedia|Il colombre e altri cinquanta racconti||(1966)}}
{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
{{Pedia|La famosa invasione degli orsi in Sicilia||(1945)}}
{{Pedia|Le notti difficili (antologia)|''Le notti difficili''|(1971)}}
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{{Pedia|Un amore (romanzo)|''Un amore''|(1963)}}
{{DEFAULTSORT:Buzzati, Dino}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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2026-07-07T14:32:11Z
Gaux
18878
/* Citazioni di Dino Buzzati */ altra su Paderevski
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, [https://archive.org/details/giuseppeverdipub00teat/page/80/mode/1up p. 80].</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l’accento della più ferma convinzione, non già che Paderevski era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, [https://archive.org/details/giuseppeverdipub00teat/page/80/mode/1up p. 80].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
{{Pedia|Il colombre e altri cinquanta racconti||(1966)}}
{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
{{Pedia|La famosa invasione degli orsi in Sicilia||(1945)}}
{{Pedia|Le notti difficili (antologia)|''Le notti difficili''|(1971)}}
{{Pedia|Sessanta racconti||(1958)}}
{{Pedia|Un amore (romanzo)|''Un amore''|(1963)}}
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Dino Buzzati.jpg|thumb|Dino Buzzati]]
'''Dino Buzzati''' (1906 – 1972), scrittore, giornalista e pittore italiano.
==Citazioni di Dino Buzzati==
*A farci stare in palpiti sono le favolose circostanze del dramma, quale non abbiamo finora conosciuto che nei libri e nei film di [[fantascienza]]? È la durata enorme dell'incertezza, che sembra doversi prolungare per giorni interi? È la spaventosa distanza che ci separa dai tre, librati in un mondo paurosamente straniero e nemico, per noi pressoché inconcepibile? È l'interrotto colloquio fra la Terra e la temeraria navicella che potrebbe trasformarsi in sepolcro, per cui rabbrividiamo al dubbio di dover ascoltare la spietata progressione di un addio?<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 aprile 1970.</ref>
*A Milano, diciamo la verità, i [[cane e gatto|cani]] hanno oramai raggiunto una solida posizione morale. [...] Noi {{NDR|[[gatto|gatti]]}}, come categoria sociale, siamo quasi completamente trascurati. Noi siamo i tipi poco raccomandabili, noi siamo gli zingari, noi siamo i fuori legge, ecco in che conto ci tenete, a Milano, come regola generale. [...] Che importa la nostra illustre tradizione nel mondo artistico e culturale? Che importa se tanti uomini di sublime ingegno hanno prediletto noi sopra ogni altra creatura vivente? Che conta la nostra intelligenza, che non ostentiamo puerilmente come i cani?<ref>Da ''Lo strano Natale di Mr. Scrooge {{small|e altre storie}}'', Mondadori, Milano, 1990, p. 184.</ref>
*{{NDR|Sull'[[alpinismo]]}} Chi ha dato tanto alla montagna, chi per la montagna ha rischiato con tanto accanimento la vita, a questo amore resterà legato per sempre.<ref>Da ''Cento ore senza sole'', ''Corriere della Sera''; citato in [[Walter Bonatti]], ''Una vita così'', a cura di Angelo Ponta, BUR, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=LFcfBQAAQBAJ&pg=PT21#v=onepage&q&f=false p. 21]. ISBN 978-88-17-07843-6.</ref>
*Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?<ref>Da ''Revisione dell'ultracinquantenne'', in ''Cronache terrestri'', a cura di [[Domenico Porzio]], introduzione di Claudio Toscani, Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=5CcwBQAAQBAJ&pg=PT183#v=onepage&q&f=false p. 183].</ref>
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] [[Ignacy Jan Paderewski|Paderevski]]: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, [https://archive.org/details/giuseppeverdipub00teat/page/80/mode/1up p. 80].</ref>
*Da qualche tempo mi tremano le mani, la calligrafia è diventata quella di un vecchio: io lo sento questo tremito sgorgarmi fuori dalle profondità dell'anima e del corpo dove si è annidata lei e ride vittoriosa assaporando la sua dominazione su di me, ben sapendo di farmi impazzire.<ref>Citato in Lorenzo Viganò, ''Tormento, ossessione, soffio vitale. L'amore secondo Dino Buzzati'', ''Corriere della Sera'', 9 ottobre 2017, p. 38.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia del Vajont]]}} E il monte che si è rotto e ha fatto lo sterminio è uno dei monti della mia vita, il cui profilo è impresso nel mio animo e vi rimarrà per sempre. Ragione per cui chi scrive si trova ad avere la gola secca e le parole di circostanza non gli vengono. Le parole incredulità, orrore, pietà, costernazione, rabbia, pianto, lutto, gli restano dentro col loro peso crudele. [...] Ancora una volta la fantasia della natura è stata più grande ed astuta che la fantasia della scienza.<ref>Da ''Natura crudele'', ''Corriere della Sera'', 11 ottobre 1963.</ref>
*E non nego che, sotto certi punti di vista, io, privatamente, possa essere anche considerato reazionario: in molte cose io sono attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose del domani. Né sono uno che smania perché da domani mattina si scateni la rivoluzione per le strade, no, questo no.<ref>Da Lorenzo Viganò (a cura di), ''Album Buzzati'', Mondadori, Milano, 2006, p. 362.</ref>
*E se l'idea di poter prolungare l'esistenza al nostro [[cane]] ci seduce non è solo perché gli vogliamo bene, ma anche per amore di noi stessi. E quando il nostro cane muore, ne soffriamo sì per l'affetto che ci legava a lui, ma sotto c'è sempre l'oscuro affanno per la nostra sorte. Se il cane muore, si porta via un pezzo della nostra vita e di colpo ci sentiamo assai più vecchi. In piccolo, è lo stesso sentimento di desolata solitudine che proverebbe un uomo immortale che vedesse scomparire ad uno ad uno i suoi amici d'infanzia, e poi i figli di costoro, e poi i nipoti, egli invece restando sempre giovane.<ref>Da ''È morto Birillo'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.<ref>Da ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28].</ref>
*Il film ci rivela quanto abietto, crudele e stolto è l'uomo: è quindi una lezione di umiltà. Ci frusta il cuore coi nefandi stermini di uomini, donne, bambini biondi e neri, di stupendi animali innocenti. Moralmente, insomma, è una purga di rara energia. C'è però un lato negativo, forse. ''[[Africa addio]]'', volontariamente o no, risulta razzista, tirando a dimostrare che nella generalità i negri dell'Africa sono della gente inferiore, e che l'avergli dato libertà e indipendenza è stata una delle più grosse balordaggini mai commesse dall'Occidente.<ref name="Hollywood sul Tevere">Citato in Sansonna Giuseppe, ''Hollywood sul Tevere. Storie scellerate'', Minimum Fax, Roma, 2016.</ref>
*{{NDR|[[Grammelot]]}} {{NDR|Il critico d'arte}} Il pittrore [...] di del dal col affioriccio ganolsi coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo egualiterebbero nello Squitinna il trilismo scernosti d'ancomacona percussi. Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiendola namicadi coi truffo fulcrosi, quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su predomioranzabelusmetico, rifè comerizzando per rerare la biffetta posca o pisca.<ref>Da ''Il critico d'arte'', citato in Daniele Baglioni, ''[https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nonsensi/4.html Lingue inventate nella letteratura italiana del Novecento]'', ''treccani.it'', 1 gennaio 1970.</ref>
*Io voglio ricordarmi di essere stato [...]. Divenire un'[[anima]] felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.<ref>Citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', Mondadori, Milano, p. 5.</ref>
*L'opportunismo e l'arrivismo filo-marxista dei miei colleghi mi fa venire il vomito, e come primo impulso mi fa diventare assertore della monarchia assoluta.<ref name=conserva>Citato in Marcello Veneziani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/buzzati-conservatore-e-i-tartari.html Buzzati il conservatore e i Tartari]'', ''ilGiornale.it'', 28 gennaio 2012.</ref>
*La solitudine si accresce quante più persone conosciamo.<ref>Da ''Favolette'', in ''Siamo spiacenti di''.</ref>
*Lei {{NDR|[[Fausto Gianfranceschi]]}} parla troppo bene di me! Racconta, sintetizza nel modo più autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui la noia a cui accennavo prima non si è affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso.<ref>Da una lettera a Fausto Gianfranceschi; citato in [http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/05/04/Cultura/DINO-BUZZATI-INEDITI-I-CRITICI-MI-ANNOIANO-TERRIBILMENTE_125900.php ''Dino Buzzati: inediti, "I critici mi annoiano terribilmente"''], ''adnkronos.com'', 4 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Tragedia di Albenga]]}} Mentre si affollavano di bambini le corsie dell'ospedale di Albenga, sulle acque del Brone cominciavano le ricerche della speranza. Piccoli corpi inanimati venivano tratti uno ad uno dalle placide acque e via via erano trasportati nell'ambulatorio della Croce Bianca. Prima delle 23, il ricupero era finito. Intanto, le mamme si addormentavano tristemente, dopo la preghiera per il loro bambino lontano.<ref>Da ''Sono arrivate le mamme dei 43 fratellini della morte'', ''Corriere d'Informazione'', 17 luglio 1947.</ref>
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. Saldati i bulloni, disposto alla esatta inclinazione il sellino, calcolata al millimetro l'altezza del manubrio.<ref>Da ''Scattano cento corridori sulla strada di Garibaldi'', ''Corriere della sera'', 20 maggio 1949; citato in ''Dino Buzzati al Giro d'Italia'', Mondadori, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=My2WAwAAQBAJ&pg=PT31p. 31].</ref>
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che Paderevski era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo.<ref>Da ''Difficoltà di Verdi'', in ''Giuseppe Verdi'', Pubblicazione dell'E.A. Teatro alla Scala sotto gli auspici del Comitato nazionale per le onoranze a Giuseppe Verdi nel cinquantenario della morte, 1950, [https://archive.org/details/giuseppeverdipub00teat/page/80/mode/1up p. 80].</ref>
*{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} Una cretineria bell'e buona.<ref name=conserva/>
*Voglia scusare il malscritto dovuto al fatto che giaccio in letto dopo una operazione (non risolutiva purtroppo) per una subdola, misteriosa e rara [[malattia]] il cui ultimo caso sicuramente accertato risale alla seconda dinastia dei Gorgonidi.<ref>Da una lettera inviata a [[Geno Pampaloni]]; citato in Domenico Porzio, ''Primi piani'', p. 6.</ref>
*«Voglio dire», fece Endriade, «che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di [[suicidio]]. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l'immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.»<ref>Da ''Il grande ritratto'', cap. XV.</ref>
==''Cronache nere''==
* Una specie di demonio si aggira dunque per la città, invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue.
* La gente comincia ad avere paura. Non è più una faccenda altrui, buona per quattro chiacchiere fra comari, e dopo dieci minuti non ci si pensa più; nessuno può dirsene estraneo, l'ombra del [[male]] scivola intorno a ciascuno di noi e ci potrebbe toccare.
* E voi parlatene pure, se vi interessa tanto, leggete i resoconti, contemplate le fotografie, andate pure, se non potete farne a meno, alla Corte d'Assise, discutetene alla sera. Però vi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi, di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre, con l'espressione stupefatta, di quel seggiolone da lattante da cui colò ilo tenero sangue. Le anime dei tre innocenti sovrastano, con pallida e dolorosa luce, la folla riunita al tribunale; e può darsi che vi guardino.
* Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch'esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell'angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la "belva".
==''Il colombre e altri cinquanta racconti''==
*Può darsi che per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo ad un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel suo giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto, penserà ad un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati. (da ''Le gobbe nel giardino'')
*Un frate di nome Celestino si era fatto eremita ed era andato a vivere nel cuore della metropoli dove massima è la solitudine dei cuori e più forte è la tentazione di Dio. [...] ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, di asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna. (da ''L'umiltà'')
*Cessati l'assalto al potere e la smania del predominio, si vide che dovunque si stabilivano automaticamente la giustizia e la pace. (da ''La lezione del 1980'')
*E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà. (da ''Il segreto dello scrittore'')
*"Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "[[Marcello Mastroianni]]" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole [[Amintore Fanfani|Fanfani]]" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'[[Inghilterra]]". (da ''I sorpassi'')
*Le storie che si scriveranno, i quadri che si dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze incomprensibili e inutili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello [[Sputnik 1|sputnik]], dei razzi intersiderali. E il giorno che di quelle idiozie non se ne faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. (da ''Il mago'')
*Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità. (da ''Generale ignoto'')
*Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica? Sei la sposa raggiante che esce dalla chiesa, sei la regina in trionfo dopo la vittoria, sei la divina cantante sollevata a spalle dalla folla in delirio, sei la donna più ricca e bella del mondo, sei l'amore grande e fortunato, i fiori, la musica, la luna, le foreste e il sole, tutto questo in una sola volta sei perché un palloncino di guttaperca pneumatica ti ha resa felice. (da ''Il palloncino'')
*"Assurdo sì" disse coprendosi la faccia con le mani "però accadono nel mondo questi miracoli dell'amore..." (da ''Suicidio al parco'')
*Guardava dinnanzi a sé i parchi, i campi, i boschi, le montagne, le misteriose montagne. Vendetta, che inutile cosa. (da ''Progessioni'')
*Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. Ed io non posso rimediare. Espiare soltanto. (da ''I due autisti'')
*Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla? Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c'era, come se mi abitasse un'esistenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, ed ogni mio gesto, ogni parola avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! (da ''I due autisti'')
==''Il deserto dei Tartari''==
===[[Incipit]]===
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.<br />Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.<br />Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide all'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
===Citazioni===
*Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare.<br>Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi d'intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.<br>[...] Ma a un certo punto, istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. (cap. 6, p. 47)
*L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita. (cap. 7)
*Gravava ormai nella sala il sentimento della [[notte]], quando le paure escono dai decrepiti muri e l'infelicità si fa dolce, quando l'anima batte orgogliosa le ali sopra l'umanità addormentata. [...] E fuori sempre la pioggia. (cap. 8)
*Quasi due anni dopo Giovanni Drogo dormiva una notte nella sua camera della Fortezza. Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad aspettare, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c'è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino anche a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c'era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l'uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero. (cap. 11)
*Nel [[sogno]] c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. (cap. 14)
*Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile.<br>Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita. (cap. 17)
*Proprio in quel [[tempo]] Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il [[dolore]] è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'[[amore]] è grande, e questo provoca la [[solitudine]] della vita. (cap. 24)
*Eppure il tempo soffiava; senza curarsi degli uomini passava su e giù per il mondo mortificando le cose belle; e nessuno riusciva a sfuggirgli, nemmeno i bambini appena nati, ancora sprovvisti di nome. (cap. 26, p. 204)
*Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. [...] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire. (cap. 30, p. 186)
===[[Explicit]]===
La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.<br>Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
==''Sessanta racconti''==
*Era stato l'uomo a cancellare quella residua macchia del mondo, l'uomo astuto e potente che dovunque stabilisce sapienti leggi per l'ordine, l'uomo incensurabile che si affatica per il progresso e non può ammettere in alcun modo la sopravvivenza dei draghi, sia pure nelle sperdute montagne. Era stato l'uomo ad uccidere e sarebbe stato stolto recriminare. (da ''L'uccisione del drago''; p. 93)
*No, non è specialmente grande rispetto ad altri giovani compagni, ma in un certo senso è magnifico, lui che è una delle bestie più brutte del mondo. Perché l'età gli ha generosamente allungato le zanne, gli ha donato una importante criniera di setole gialle, gli ha inturgidito le quattro verruche ai lati del muso, lo ha trasformato in un mostro corporeo di favola, inerme pronipote dei draghi. In lui ora si esprime l'anima stessa della selva, un incanto di tenebre, protetto da antiche maledizioni. (da ''Vecchio [[facocero]]'', 2005, p. 99)
*Che peso, la [[Problema dell'esistenza di Dio|presenza di Dio]] per chi non la desidera. (da ''Il cane che ha visto Dio'', XIX; p. 243)
*{{NDR|La [[luna]]}} [...] la placida abitatrice delle nostre notti, propizia agli incantesimi d'amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventavano castelli. (da ''L'incantesimo della natura'')<ref>In Dino Buzzati, ''Il meglio dei racconti'', Mondadori, 2015. ISBN 9788835708414</ref>
*Le [[Donna|donne]] sono famose per costruir romanzi inverosimili. (da ''Una lettera d'amore''; p. 466)
*{{NDR|Il [[conformismo]]}} È la pace di colui che si sente in armonia con la massa che lo attornia. Oppure è l'inquietudine, il disagio, lo smarrimento di chi si allontana dalla norma.<br />[...]<br />È una forza tremenda, più potente dell'atomica. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 492)
*Anche il più nobile sentimento si atrofizza e si dissolve a poco a poco, se nessuno intorno ne fa più caso. È triste dirlo, ma a desiderare il Paradiso non si può essere soli. (Geronimo: da ''La parola proibita''; p. 494)
*E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne è il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che così si apre la porta alle mistificazioni e ai ''bluffs''. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le più dolci e acute gioie non hanno mai avuto un più solido costrutto. (da ''Una pallottola di carta''; pp. 514-515)
==''Un amore''==
===[[Incipit]]===
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.<br />
"Sono Tonino, buongiorno sign..."<br />
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"<br />
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"<br />
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"<br />
"Non so. Alle tre, tre e mezza"<br />
"Tre e mezza d'accordo"<br />
"Ah senta, signora..."<br />
"Dica, dica"<br />
"L'ultima volta, si ricorda?... insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."
===Citazioni===
*La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
*La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
*Lui si ricordò di una Madonna di [[Antonello da Messina]]. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
*C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
*Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una [[bellezza]] risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano [[morte]]. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la [[città]], dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e [[luce|luci]] equivoci, all'[[ombra]] tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
*Guardò le dodici e venti. Laide non telefonerà più. Ma esiste la Laide? Esiste una ragazza con un nome così buffo? Non era mai esistita. E' esistita ma non esiste più. Esiste ma lontana lontanissima le dodici e ventuno l'orologio non ha fatto trac adesso finalmente anche lui ha sentito. Non la rivedrò mai più.
*Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
*La Laide era una delle tante. Graziosa, certo, genuina, fisicamente spiritosa. Ma vuota. Fra lui e lei non ci sarebbe stato mai niente. Del resto il giorno dopo partì con Soranza, il suo amico, per andare a sciare. Si fermò a Sestriere una settimana. C'era la Dede, una ragazza di ottima famiglia, che aveva conosciuto l'anno precedente a Cortina. Andavano a sciare insieme tutto il giorno. Laide non era mai esistita.
*D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore.
*Ora si accorge che, per quanto egli cerchi di ribellarsi, il pensiero di lei lo perseguita in ogni istante millimetrico della giornata, ogni cosa persona situazione lettura ricordo lo riconduce fulmineamente a lei attraverso tortuosi e maligni riferimenti. Una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su su verso lo sterno, una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, come quando da un momento all'altro può accadere una cosa spaventosa e si resta inarcati allo spasmo, l'angoscia, l'ansia, l'umiliazione, il disperato bisogno, la debolezza, il desiderio, la malattia mescolati tutti insieme a formare un blocco, un patimento totale e compatto. E capire che la faccenda è ridicola, stolta e rovinosa, che è la classica trappola in cui cadono i cafoni di provincia, che chiunque gli avrebbe dato dell'imbecille e che perciò da nessuno può attendersi consolazione.
*Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guardava neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli.
*No. Lui la amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuino popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era ignoto, l'avventura, il fiore dell'antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benché molti ci avessero camminato sopra, era ancora fresco, gentile e profumato. Gli basterebbe – pensava – che la Laide diventasse un poco sua, vivesse un poco per lui.
*Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto. Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di piú, di piú, le città, i palazzi, le pietre, di piú, il cielo, i tramonti, le tempeste, di piú, la neve, di piú, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bàrnabo delle montagne''===
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli [[albero|alberi]] secchi e rovesciati per [[terra]] e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.<br />
Il [[sole]] si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il [[vento]] alla [[sera]], portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe [[notte]] e poi ancora [[mattino]] e non sarebbe finita.
===''Il Babau''===
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o [[illusione]]: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
===''Il grande ritratto''===
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
===''La famosa invasione degli orsi in Sicilia''===
<poem>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
con un fumo che pareva una bandiera
e di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).
Nelle buie caverne di queste montagne
vivevano gli orsi mangiando castagne,
funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi
e se ne cibavano finché erano stufi.</poem>
==Citazioni su Dino Buzzati==
*Buzzati è fra i più sperimentati e garbati dosatori d'allarmi e spaventi, che esercitano tale mestiere con l'aiuto della penna. È un addomesticatore di apocalissi. ([[Emilio Cecchi]])
*Buzzati si esprime in un mondo di certezze religiose, dove la metafisica non si problematicizza ma si lega bizzarramente alla teologia. ([[Francesco Grisi]])
*Ero appena laureato in Giurisprudenza e facevo pratica nello studio in cui sono ancora oggi a lavorare. Dino Buzzati era il «titolista» del «Corriere» e il mio maestro Arturo Orvieto scriveva articoli su temi giuridici. La sera, quando ormai in studio non c'era più nessuno, mi chiamava Dino Buzzati e mi diceva: «[[Avvocato]], farei questo titolo per l'articolo del suo maestro, mi dica se risponde bene ai contenuti, mi suggerisca liberamente le modifiche». Gli dicevo la mia opinione e ogni volta gli ripetevo: «Non sono avvocato, sono solo laureato in Giurisprudenza, un praticante» e lui rispondeva: «Lei per me è avvocato». Posso dire con orgoglio che mi ha nominato avvocato Dino Buzzati. ([[Cesare Rimini]])
*Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal ''Corriere'', veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane. ([[Rosalina Neri]])
*La "visione" dell' attesa di cui è capace Dino Buzzati mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei Tartari''. ([[Antonio Spadaro]])
*Non so quanti ricorderanno oggi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera: la sua indole di conservatore all'antica, apolitico, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazionario in forma privata, precisò, «attaccato alle vecchie cose, alla tradizione, piuttosto che alle cose di domani». ([[Marcello Veneziani]])
*Quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] e i Buzzati, i [[Mario Praz|Praz]] e i [[Guido Morselli|Morselli]], i [[Giuseppe Berto|Berto]] e gli [[Carlo Alianello|Alianello]]. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. ([[Marcello Veneziani]])
*Sta oggettivamente dalla parte di coloro i quali vogliono che tutto stia fermo com'è per non perdere uno solo dei loro privilegi. ([[Giorgio Bocca]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Dino Buzzati, ''Bàrnabo delle montagne'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Cronache nere'', Theoria, Roma, 1984. ISBN 88-241-0057-0.
*Dino Buzzati, ''Il Babau'', in ''Le notti difficili'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il colombre {{small|e altri cinquanta racconti}}'', Mondadori, Milano.
*Dino Buzzati, ''Il deserto dei Tartari'', Mondadori, Milano, 1958.
*Dino Buzzati, ''[https://books.google.it/books?id=micwBQAAQBAJ Il grande ritratto]'', Mondadori, Milano, 2014. ISBN 8852053727
*Dino Buzzati, ''La famosa invasione degli orsi in Sicilia'', Mondadori, Milano, 2011. ISBN 978-88-04-50131-2
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'', prefazione di Luciano Bianciardi, Mondolibri, Milano, stampa 2005.
*Dino Buzzati, ''Sessanta racconti'' (1958), Mondadori, Milano, 1994. ISBN 88-0449-303-8
*Dino Buzzati, ''Siamo spiacenti di'', Mondadori, 2014.ISBN 9788852054853
*Dino Buzzati, ''Un amore'', Mondadori, Milano, 1963.
*Dino Buzzati, ''Un amore'', RCS – Corriere della Sera, Milano, 2003.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bàrnabo delle montagne (romanzo)|''Bàrnabo delle montagne''|(1933)}}
{{Pedia|Il colombre e altri cinquanta racconti||(1966)}}
{{Pedia|Il deserto dei Tartari (romanzo)|''Il deserto dei Tartari''|(1940)}}
{{Pedia|La famosa invasione degli orsi in Sicilia||(1945)}}
{{Pedia|Le notti difficili (antologia)|''Le notti difficili''|(1971)}}
{{Pedia|Sessanta racconti||(1958)}}
{{Pedia|Un amore (romanzo)|''Un amore''|(1963)}}
{{DEFAULTSORT:Buzzati, Dino}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Antonio Pizzuto
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'''Antonio Pizzuto''' (14 maggio 1893 – 23 novembre 1976), scrittore italiano.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giunte e virgole''===
Cieli altissimi retrocedenti lumaca alle vette arboree, e mai del tutto in tenebre, raro che stellati, urgervi incontro tumultuoso un gran fiume, greve di moli: triplici file, minacciose, invadenti, perse le rive addietro selve gru e, incruente pure, salamine, trafàlgare. Ristorato lo scafo verticillare in sua dolce cuna smosso da sericei fermagli, custode auspice, là dimentica e fresca per nuove imprese, dalle brume settentrionali a coste limpide e chiare, oltre tulipani qui regnandovi bugainville, articolanti ogni dove intorno.
===''Si riparano bambole''===
Si riceveva, ma il termine è un po' ampolloso, ogni martedì, con un giro di visite scambievoli che occupava l'intera settimana tolte le domeniche. Era quindi possibile ripigliare il discorso o rinviarne la trattazione al giorno seguente là dove toccava rincontrarsi, senza bisogno di riepiloghi: temi in verità semplici, monotoni. Raramente ne formava oggetto qualcuna di loro, poiché se ne andavano tutte insieme, verso le otto, lanciando dalle scale inintelligibili frasi all'ospite affacciata. Trattavano in generale argomenti di genealogia teoretica, di genealogia pratica, per spiegarsi a vicenda chi era mai la tale, e con chi maritatasi, l'età presunta deduttivamente. Qualche gioiello modesto luccicava, i ventagli quando ne veniva il tempo davano battendo sul petto rapide vibrazioni da volatili starnazzanti. E sempre le stesse facce, addolcite dalle velette e dalla penombra.
===''Spegnere le caldaie''===
Come spere a orza vagantile flussi ondose o tratte sinistrorso affondo sonoro vortice il banco avido, pur lattina calciata strenuo monellaccio, qui rotolare esse monotono su giù per tubulature dissecche or dado svitatosi, invisibile in borboglio, addentro una nerezza totale. Fin luci di guardia estinte, ove dianzi fulgide, ere polari. Abilitati ad abbandonare gli alloggi falangi in stuoli serrati. Raggiungerla, già accosti fuori porto, non per salvataggio, maschi rimorchiatori da trarla demolenda alla fonda.
==Citazioni di Antonio Pizzuto==
*{{maiuscoletto|Antonio Pizzuto}}. Mi spezzo ma non mi spiego. ([[Marcello Marchesi]])
==Bibliografia==
*Antonio Pizzuto, ''Giunte e virgole'', Scheiwiller.
*Antonio Pizzuto, ''Si riparano bambole'', Sellerio.
*Antonio Pizzuto, ''Spegnere le caldaie'', Casta Diva.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pizzuto, Antonio}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Antonio Pizzuto''' (1893 – 1976), scrittore italiano.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giunte e virgole''===
Cieli altissimi retrocedenti lumaca alle vette arboree, e mai del tutto in tenebre, raro che stellati, urgervi incontro tumultuoso un gran fiume, greve di moli: triplici file, minacciose, invadenti, perse le rive addietro selve gru e, incruente pure, salamine, trafàlgare. Ristorato lo scafo verticillare in sua dolce cuna smosso da sericei fermagli, custode auspice, là dimentica e fresca per nuove imprese, dalle brume settentrionali a coste limpide e chiare, oltre tulipani qui regnandovi bugainville, articolanti ogni dove intorno.
===''Si riparano bambole''===
Si riceveva, ma il termine è un po' ampolloso, ogni martedì, con un giro di visite scambievoli che occupava l'intera settimana tolte le domeniche. Era quindi possibile ripigliare il discorso o rinviarne la trattazione al giorno seguente là dove toccava rincontrarsi, senza bisogno di riepiloghi: temi in verità semplici, monotoni. Raramente ne formava oggetto qualcuna di loro, poiché se ne andavano tutte insieme, verso le otto, lanciando dalle scale inintelligibili frasi all'ospite affacciata. Trattavano in generale argomenti di genealogia teoretica, di genealogia pratica, per spiegarsi a vicenda chi era mai la tale, e con chi maritatasi, l'età presunta deduttivamente. Qualche gioiello modesto luccicava, i ventagli quando ne veniva il tempo davano battendo sul petto rapide vibrazioni da volatili starnazzanti. E sempre le stesse facce, addolcite dalle velette e dalla penombra.
===''Spegnere le caldaie''===
Come spere a orza vagantile flussi ondose o tratte sinistrorso affondo sonoro vortice il banco avido, pur lattina calciata strenuo monellaccio, qui rotolare esse monotono su giù per tubulature dissecche or dado svitatosi, invisibile in borboglio, addentro una nerezza totale. Fin luci di guardia estinte, ove dianzi fulgide, ere polari. Abilitati ad abbandonare gli alloggi falangi in stuoli serrati. Raggiungerla, già accosti fuori porto, non per salvataggio, maschi rimorchiatori da trarla demolenda alla fonda.
==Citazioni di Antonio Pizzuto==
*{{maiuscoletto|Antonio Pizzuto}}. Mi spezzo ma non mi spiego. ([[Marcello Marchesi]])
==Bibliografia==
*Antonio Pizzuto, ''Giunte e virgole'', Scheiwiller.
*Antonio Pizzuto, ''Si riparano bambole'', Sellerio.
*Antonio Pizzuto, ''Spegnere le caldaie'', Casta Diva.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Brancaleone alle crociate
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{{Film
|titoloitaliano=Brancaleone alle Crociate
|titolooriginale=Brancaleone alle Crociate
|immagine=
|paese=Italia
|anno=1970
|genere=Commedia
|regista=[[Mario Monicelli]]
|soggetto=[[Age & Scarpelli]], [[Mario Monicelli]]
|sceneggiatore=[[Age & Scarpelli]], [[Mario Monicelli]]
|attori=
*[[Vittorio Gassman]]: Brancaleone da Norcia
*[[Gigi Proietti]]: Pattume, Colombino, Morte
*[[Stefania Sandrelli]]: Tiburzia da Pellocce
*[[Paolo Villaggio]]: Thorz
*[[Gianrico Tedeschi]]: Pantaleo
*[[Adolfo Celi]]: Re Boemondo
*[[Shel Shapiro|David Norman Shapiro]]: Zenone
*[[Lino Toffolo]]: Panigotto da Vinegia
*[[Beba Loncar]]: Berta d'Avignone
*[[Sandro Dori]]: Rozzone
*[[Gianluigi Crescenz]]: Taccone
*[[Arnaldo Fabrizio]]: Cippa
*[[Pietro De Vico]]: inquisitore
|doppiatoriitaliani=
*[[Angiola Baggi]]: Stefania Sandrelli
*[[Nino Dal Fabbro]]: Lino Toffolo
*[[Noemi Gifuni]]: Beba Loncar
*[[Enzo Liberti]]: Sandro Dori
|note=
* Festival di San Sebastian 1971: "Miglior Attore" ([[Vittorio Gassman]])
}}
'''''Brancaleone alle Crociate''''', film italiano del 1970 con [[Vittorio Gassman]], regia di [[Mario Monicelli]].
==Frasi==
*{{NDR|A proposito della guerra santa}}Ma lassù l'Onnipotente guarda, tace e face niente?
{{cronologico}}
<!-- inserire in ordine cronologico -->
*A me, una pattuglia ardita! ('''Brancaleone''')
*Aiitaaa! Chi ode questo mio richiamo mi soccorra! Ohidimé! Chi me l'avesse detto dover rifar la... la fine dello sòricio {{NDR|sorcio}}, nella fonda tenebra! Opritemi! Traetemi di qua! ('''Brancaleone''' rimasto sotto lo scafo ribaltato della nave)
*Gente mia, dove ne siete? ('''Brancaleone''', uscito da sotto lo scafo)
*''Et così moiano capovolti tutti li scismatici che capovolgono la verità'' (scritta sotto la testa di Zenone ucciso)
*E voaltri, voaltri ignominiosi, come osaste restar vivi tra cotanti morti? Chi vi dette tanto infame coraggio? ('''Brancaleone''')
*Panigotto, a ben'anco tu sie verboso alquanto talora sei di bon consiglio, ma ch'io vi ponsi. ('''Brancaleone''')
*E facetelo zittire questo pupo, ché qui non si chiude oculo! ('''Cieco''')
*Et ora pendoliamo fianco a fianco come morte [[foglia|foglie]], e lo vento benevolo a tratti un po' ci ravvicina. ('''Impiccata''')
*Né voglio vedere lacrime, né indugi, né mi dicere volemo restare con te, volemo combattere, volemo questo e volemo quello... ('''Brancaleone''') {{NDR|mentre tutti i compagni fuggono senza badargli}}
*Fatevi sotto, fatevi sotto ché non temo anco se arrovesciato! ('''Brancaleone''') {{NDR|mentre combatte appeso per il piede}}
*Lo vostro papa dice: pappate, pappate senza tema, ché forse li doni saranno più graditi allo santo cui furono destinati se essi serviranno a satollare otto cristiani affamati. ('''Gregorio''')
*E qual mai potrìa esse lo meo iudicio, che da qua suso ommeni terragni tutti uguarmente brutti io vi contemplo? ('''Santo Colombino''')
*Non sapio notare! {{NDR|nuotare}} ('''Brancaleone''', "costretto" a gettarsi in un fiume dopo aver camminato sui carboni ardenti)
*Childericu, figghiu miu, sia rennùta grazia a Diu! Ah Turoni, sitibondu dellu scettro di Boemondu, sii frategghiu miu minori, ma in ferocia sii maggiori! Nì tempesta, nì cicluni, ponnu stare a paraguni col tremuoto dellu cori di un regali genitori, che ritrova il suo picciottu che pensava fosse mottu! ('''Boemondo''')
*Santu cielu! Che vidìa? Chistu non è figghio a mmia! ('''Boemondo''')
*Re Boemondo, scusa se parlo a te da paro a paro, ma lo sdegno meo si esprime rispondendo per le rime. Lo tuo seme è vivo e sano grazie a sette sgorbi e un nano. Ed in premio? Una contea? No! Nemmanco per l'idea! Ardi un foco: per ci dare uno lauto desinare? Nooo! Né pranzi né castella, tu ci abbruci la donzella! Oh nessuno certo è più magnifico d'un re! ('''Brancaleone''')
*Un sol grido un solo idioma: scapòma! ('''Panigotto''')
*Viandanti, siate lieti! Lo mondo non sarà per sempre [[Intolleranza|intollerante]]. Di quassù veggo lontano et vi dico: tempo verrà che non vi saranno né schiavi né padroni, né guerre né ingiustizie e malattie, ma ovunque pace, lavoro et essere tutti liberi et uguali. ('''Impiccato''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
<!-- inserire in ordine cronologico -->
*{{NDR|Brancaleone ha catturato un pastore, Rozzone, che i pellegrini hanno scambiato per un infedele: Panigotto viene chiamato come interprete per capire ciò che il coatto "moro" dirà}}<br /> '''Brancaleone''': Parla cane! Addove trovasi Gerosilemme, mh? <br /> {{NDR|Rozzone mugola qualcosa di incomprensibile}}<br /> '''Brancaleone''': {{NDR|rivolto a Panigotto}} ...lo cane ha parlato. <br /> '''Panigotto''': Ripetere. <br /> '''Brancaleone''': Parla cane!! Addove trovasi Gerosilemme? <br /> '''Rozzone''': Non sape! Lo posto più vicino è Scatorchiano! <br /> '''Panigotto''': Ha ditto che lo posto più vicino è Scatorchiano. <br /> '''Brancaleone''': A che distanza trovasi codesta piazzaforte mora? Bada a non mi dicere lo vero! <br /> '''Rozzone''': Tre o quattromila pertiche, non chiù! <br /> '''Brancaleone''': {{NDR|rivolto a Panigotto}} Traduci. <br /> '''Panigotto''': Tre o quattromila pertiche, non più. <br /> '''Brancaleone''': Bene... e codesto lo intesi anco io! Che fai, mi prendi a gabbola? <br /> '''Panigotto''': Cavaliere, egli parla una lingua di ceppo cristiano, con qualche accentazione extra-moenia... ovverosia burina... [...] <br /> '''Zenone''': {{NDR|rivolto a Rozzone}} Ma tu chi sie? <br /> '''Rozzone''': Songo Rozzone, pasturo le crape! <br /> '''Panigotto''': Capre. Sono animali con la barba e le corna... <br /> '''Zenone''': Ma questa tera {{NDR|terra}} non è issa Tera Santa? <br /> '''Rozzone''': Magara fusse santa, frate meo! Ista è terra maladitta, tutta sassa e zeppaglie! <br /> '''Zenone''': Ma questa grand'acqua non es lo mare? <br /> '''Rozzone''': Mare? Noi da este parti lo dicemo "lago", ma pole esse!
*{{NDR|Grazie alle rivelazioni di Rozzone, Zenone capisce di non trovarsi in Terra Santa}}<br /> '''Zenone''': Grazie, o Signore, di averci sottoposto a questa prova! {{NDR|rivolgendosi ai pellegrini}} Aaaah voi credevate d'essere alla meta, sanza lacrimare e sanguinare... è lo vero? <br /> '''Pellegrini''': {{NDR|tutti insieme}} Sì è lo vero! <br /> '''Pellegrini''': Et invece non!! Avanti, tra triboli e sevizie, sino allo mare et alle Tere Sante!
*{{NDR|Brancaleone è disperato: i pellegrini, ad eccezion di poche persone, sono stati trucidati mentre lui era impedito dallo scafo della nave di raggiungere la battaglia. Sentendo l'onta su sé, prega la Morte affinché venga a prenderlo}}<br /> '''Brancaleone''': Onta! Onta su me! Che l'onta mi sommerga e mi soffochi! Onta! Che mi sia tolta la colpa d'esser vivo fra cotanti morti! Morte. Vieni morte, bella morte. Piglia anco me, orsù che indugi, io ti invoco, tu non mi spauri. {{NDR|ride}} Che è mai la vita? Breve romore, sequìto da uno fiato ammorbante. {{NDR|ride}} E però {{NDR|perciò}} vienimi, vieni morte! Strappami a t'essa! T'affretta! Che fai morte, tentenni? Presto! Accorrimi ché più non reggo! Io te l'impongo!<br /> '''Morte''': ''Son qua!!''
*{{NDR|Brancaleone rimane interdetto a sentire la voce della Morte, e spaventato si volta. Ai suoi occhi appare sulla cima di un dirupo la figura stereotipata della Morte: uno scheletro ravvolto in un mantello nero con tanto di falce. Essa si rivolge all'eroe con un leggero accento fiorentino}}<br /> '''Brancaleone''': Chi è? Chi sie?<br /> '''Morte''': Son la tua morte! Non mi chiamasti?<br /> '''Brancaleone''': I-io?<br /> '''Morte''': Sì. Fosti tu a invocarmi!<br /> '''Brancaleone''': Ah, aah sì... parole che sfuggono, nell'empito dei sentimenti... e che si sape mai furon prese a serietà.<br /> '''Morte''': D'ora innante lo saranno. Preparat'a morire!<br /> '''Brancaleone''': Lo come? In sull'istante?<br /> '''Morte''': {{NDR|ridendo}} Oh che s'aspetta... io ci sono, tu ci sei... Ti fo scegliere: un coccolone? Peste improvvisa? Verniculite? Ovvero un fulminante disciogliersi de il corpo?<br /> '''Brancaleone''': {{NDR|ridendo sprezzante}} Le misere proposte! Brancaleone da Norcia debbe aversi morte gloriosa, con l'arme in pugno et per causa iusta! Eh questo mi spetta: son cavaliere!<br /> '''Morte''': Come tu vvoi... t'hai tempo le sette lune, trascorse le quali io verrò a ti pigliare dove umque et come umque!<br /> '''Brancaleone''': Sette lune?! Mi basta l'arco d'un sol iorno per trovare la mia degna morte!<br /> '''Morte''': Quand'è così, voglio aiutarti. Le cinque miglia di qui, il loco detto "Ponterragno", stassi per compiere uno delitto contra uno innocente. Tu tenta a salvarlo, et avrai così gloriosa morte. Io là sarò, tra minuti diece. Procedimi!<br /> '''Brancaleone''': Diece minuti col caval mio Aquilante? Facimo in fra un'oretta, et ivi sarai mia! Birba a chi manca!<br /> '''Morte''': Birba!
*{{NDR|Brancaleone prende in braccio il bambino che Thorz stava per uccidere prima del loro scontro}}<br /> '''Brancaleone''': Alemanno! Ma codesto fantino così ravvolto in ricchi panni, a chi è figlio? Eh? E tu? Non a chi tu sei figlio che ben potemo immaginare chi pote essere tua madre, ma di chi tu si 'l scherano?<br /> '''Thorz''': {{NDR|parlando in quella che sembra una lingua germanica}} Sone mein name ist Thorz. E keinde Mondo. Und tuzzun fuzzun kunz! <br /> '''Panigotto''': Dise che lui se ciama Thorz. Il fantolin l'è fiol de Boemondo re normanno de Sicilia, da due anni in Terra Santa a combatter li infedeli. Profitando de che lo fradello minor de Boemondo, prince Turone, mira a ciaparse lo regno, ecco perché dona molto dinaro all'alemanno per copare {{NDR|uccidere}} lo nipotino Childerico, erede del trono.<br /> '''Rozzone''': Tanta robba ha diciuto? <br /> '''Panigotto''': E quasi, sa: mi g'ho riassunto, ecco.
*{{NDR|Brancaleone ed i suoi incontrano un uomo intento a punirsi, spingendo un pesante ceppo legato ad un ramo e ricevendolo poi in caduta in pieno petto.}}<br /> '''Brancaleone''': O tu che a codesto modo di te fai strazio, dinci chi tu sie e lo perché ti lanci.<br /> '''Pattume''': Per mi punire.<br /> '''Brancaleone''': E quali furono le peccata tua per ti punire con cotal furore?<br /> '''Pattume''': Uno. Uno solo. Ma lo più orrendo et abominevole che voi possiate mai immaginare! Pensatelo... L'avete voi pensato?<br /> '''Brancaleone''': Be', sì.<br /> '''Pattume''': Bene, eheheh. Issi tutti, petto allo meo, potrìano essere opere di bene.<br /> '''Rozzone''': Alle facce! Hai tu strippato lo fradeio tuo come Caino?<br /> {{NDR|Pattume nega ridendo a tutte le domande}}<br /> '''Panigotto''': Hai tu sputassato nell'acqua santiera?<br /> '''Cieco''': O puramente che ti sei accuccato con tua madre istessa?<br /> {{NDR|Quest'ultima domanda scandalizza tutti i presenti, ma Pattume continua a negare e a ridere. All'improvviso diventa serissimo}}<br /> '''Pattume''': Taluno, cui sofflai nell'orecchio lo peccato meo, perse lo senno, se ne fuggì ululando e ancor si fugge! Et pertanto l'Inferno che m'attende non have strazi bastevoli per me, et però {{NDR|perciò}} rincaro da me stesso la dose in attesa della Morte che ben sì venga!<br /> {{NDR|Brancaleone scatta terrorizzato al sentire il nome della Morte}}<br /> '''Brancaleone''': Shhh shh shhhhh, non facemo nomi! {{NDR|Battendo in testa a Pattume la lancia}}<br /> '''Pattume''': Ancora, che bello male, grazie!
*{{NDR|Pattume sta trasportando quello che sembra un piccolo cespuglio}}<br /> '''Rozzone''': Pastùra per la mia crapa {{NDR|capra}}?<br /> '''Pattume''': No, urtìca per lo mio giaciglio!
*{{NDR|I nostri giungono all'eremo dell'anacoreta Pantaleo; per raggiungere il sant'uomo attraversano un corridoio buio e alquanto stretto}}<br /> '''Brancaleone''': Ouh, ove ne siamo?<br /> '''Pattume''': Di quine.<br /> '''Cieco''': Addove mi menate? Io non veggo cosa!<br /> '''Cippa''': E manco io!<br /> '''Panigotto''': Attenti al fanteo!<br />{{NDR|Il bambino si mette a piangere}}<br /> '''Tiburzia''': Chi me francica le puppe?! Tiè! {{NDR|Mollando uno schiaffo}}<br /> '''Thorz''': Ahi mein Gott!<br /> '''Rozzone''': Abbate {{NDR|abbassate}} le capocce!<br /> {{NDR|Si avverte un duro colpo}}<br /> '''Brancaleone''': Cribbius, lo naso meo! Ahi lo dolore! Pattume, dove ci menasti, l'anima de li tuoi miliori?!<br /> '''Pantaleo''': Chi jene {{NDR|viene}}? {{NDR|Con voce profonda e possente}}<br /> '''Rozzone''': Uuh, l'Uomo Nero!<br /> '''Panigotto''': Oh vero, sé o Minotauro: bestia cavernosa, categoria cornuta, se nutrisce de poenta e omeni.<br /> '''Pattume''': Lo che vi dite? Cotesto è lo vocino dello santo meo romito Pantaleo!
*{{NDR|Pantaleo parla tra sé in ascesi, alternando la voce da possente a normale, fissando i presenti senza però effettivamente vederli e senza accorgersi che Pattume si fa sempre più vicino a lui}}<br /> '''Pantaleo''': ''Chi voi sete, fili?'' Semo viandanti, Pater. ''Entrate, fili!'' Gratias, Pater. ''Prego, fili!'' Lo perché tu parli e te rispondi da lo solo, Pater? ''Sono alla solitudo abituato e tal a ragionar da me a me stesso, fili.'' [...] ''Ed in cotale solitudo venetti a scienza che la vita è una serpa di desgrazie con qualche sciagura!''<br /> {{NDR|Pattume si getta ridendo sull'eremita che, spaventato, esce dallo stato di ascesi}}<br /> '''Pantaleo''': Ouh, chi esse?!<br /> '''Pattume''': Romito, posso io ti dicere lo motivo per lo cui io sie qui? O lo dichi tu?<br /> '''Pantaleo''': Dichilo tu, dichilo tu, figlio. Perocché si tu es veniuto meco per discutere lo sesso degli agnoli pigliati codesto mio tomo...<br /> {{NDR|Pantaleo si alza e prendendo un grosso libro ne fa cadere diversi altri sulla schiena di Pattume, che giosce per il dolore provato}}<br /> '''Pantaleo''': ... ove lo tutto es ampliamente lucubrato. Se d'invece sete veniuti per sapere se la sustanzia dello Figliol di Dio sia "omoiusia" od "omousìa"<ref>Il riferimento è alle dispute sulla sostanza del Padre e del Figlio di Dio. {{cfr}} la voce [[w:Costantino I|Costantino I]] su ''Wikipedia''.</ref>, ovverosia se hàvvia o no la iota differentia...<br /> {{NDR|Pantaleo si rialza ed estraendo un altro libro fa crollare un'intera pila di manoscritti}}<br /> ... deccovi questo altro tomo, ove per argumento...<br /> {{NDR|Pantaleo scambia gli atti di Brancaleone come atteggiamento di sufficienza ed altezzosità, quando in realtà egli sta tentando di fermare la perdita di sangue dal naso. L'eremita è in collera}}<br /> '''Pantaleo''': Ma io veggo tra di voi un sussiegoso! Cavaliere! Donde te ne vene tanta spocchia, che te ne stai alto lo mento, spregioso l'aspetto! Sai tu che superbia es peccato capitale? ''Ti sia di giovamento questo mio tomo sullo ponderoso tema!''<br /> '''Brancaleone''': Gratias Pater, non est superbia la mea, sibbene sanguine dallo naso!<br /> '''Pantaleo''': Ah! Me ne cale assai!
*{{NDR|Pattume ricomincia a gettarsi sull'anacoreta gridandogli nell'orecchio; l'eremita tenta invano di scrollarselo di dosso}}<br /> '''Pattume''': Pater!<br /> '''Pantaleo''': {{NDR|spaventato}} Chi è? Stai ita! <br /> '''Pattume''': Pater, Pater! Io son qui veniuto per mi confessare lo meo grande peccato perocché tu solo fortificato dalli digiuni e dalle esotiche speculazioni ne potrai reggere botta tanto mai è esso orripilante! Paateeeer!!<br /> '''Pantaleo''': Figlio, non mi pizziccare comsì! Face caldo! Lassame l'orecchio!<br /> '''Pattume''': Romito dammi la 'recchia ché vi versi dentro la mia piramidale nequizia!<br /> {{NDR|Finalmente Pantaleo allontana da sé il pover uomo}}<br /> '''Pattume''': Te ne fo preghiera, Pater. Ti impetro.<br /> {{NDR|Pattume con uno scatto d'ira getta un pugno sulla catasta di libri e si alza in piedi}}<br /> Ossia te ne fo dovere! Romito, fatti umìle, di fronte allo umano peccato, ed in virtù de li poteri tui, ascolta, ed absolve, se puoi. Te lo impongo!<br /> {{NDR|L'eremita rimane un attimo interdetto}}<br /> '''Pantaleo''': È giusto. È giusto. ''Veni, filio!''<br /> {{NDR|Pantaleo accoglie sotto la sua coperta Pattume che dall'interno di quel confessionale siffatto si sente bisbigliare nel descrivere il peccato all'anacoreta. Verso la fine del racconto le espressioni di Pantaleo passano dalla sufficienza all'incredulità, al rifiuto, al puro terrore}}<br /> '''Pantaleo''': Eh?! No!!<br /> '''Pattume''': E sìììì!!<br /> '''Pantaleo''': Noo!!<br /> '''Pattume''': Sììì!!!<br /> '''Pantaleo''': Nooo!!<br /> '''Pattume''': Sììììì!!!<br /> '''Pantaleo''': Noooo!!!!<br /> {{NDR|All'urlo di Pantaleo un terremoto scuote la caverna e un'enorme faglia si apre nel terreno: tutti scappano, mentre Pattume, ridendo, e Pantaleo, ancora ululante, finiscono inghiottiti nelle profondità della terra}}
*'''Brancaleone''': Ehi tu, modest'omo, quanta tu mai fava puoi fornire all'armata mia?<br/>'''Mercante''': E quanto tu dinaro puoi fornire meco?<br/>'''Brancaleone''': Nullo!<br/>'''Mercante''': E io tanta fava ti dongo!<br/>'''Brancaleone''': Contrade ostili, non averete fava!
*'''Brancaleone''': Oh, lo quale amen?! Eh! Pastore... in primis sono homo aduso allo ferro ma non allo foco. In secundis sono impuro! Eeh... bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto di lengua e di spada, facile al gozzoviglio... fuggo la verità e inseguo il vizio!<br/> '''Papa''': Ego te absolvo, ed ora sei puro. Accipis?<br/> '''Brancaleone''' {{NDR|rassegnato}}: accipio.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Brancaleone}}
[[Categoria:Film commedia]]
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It (miniserie televisiva)
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|tipofiction = Miniserie TV
|titoloitaliano = It
|titolooriginale = Stephen King's It
|immagine=Red toy balloon.svg
|dimensioneimmagine= 150
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 1990
|genere = horror
|regista = [[Tommy Lee Wallace]]
|soggetto = [[Stephen King]] ([[Stephen King#It|romanzo]])
|sceneggiatore = [[Lawrence D. Cohen]],<br>[[Tommy Lee Wallace]]
|attori =
*[[Harry Anderson]]: Richard Tozier
*[[Dennis Christopher]]: Eddie Kaspbrak
*[[Richard Masur]]: Stanley Uris
*[[Annette O'Toole]]: Beverly Marsh
*[[Tim Reid]]: Michael Hanlon
*[[John Ritter]]: Benjamin Hanscom
*[[Richard Thomas]]: William Denbrough
*[[Tim Curry]]: [[It (personaggio)|Robert Gray/Pennywise/It]]
*[[Jonathan Brandis]]: William Denbrough a 12 anni
*[[Brandon Crane]]: Benjamin Hanscom a 12 anni
*[[Adam Faraizl]]: Eddie Kaspbrak a 12 anni
*[[Seth Green]]: Richard Tozier a 12 anni
*[[Ben Heller]]: Stanley Uris a 12 anni
*[[Emily Perkins]]: Beverly Marsh a 12 anni
*[[Marlon Taylor]]: Michael Hanlon a 12 anni
*[[Olivia Hussey]]: Audra Phillips Denbrough
|note =
}}
'''''It''''', miniserie televisiva statunitense in due puntate del 1990, regia di [[Tommy Lee Wallace]]. La prima puntata uscì il 18 novembre dello stesso anno.
==Frasi==
{{Cronologico}}
*Galleggiamo tutti quaggiù! ('''Pennywise/It''')
*Vuoi un [[palloncino]], Ben? Galleggiano... galleggiano tutti! ('''Padre di Ben Hanscom/It''')
*Il tuo comportamento mi preoccupa, bambina, mi preoccupi molto! ('''Alvin Marsh''')
*{{NDR|Rivolto ad Henry e la sua banda in un cinema}} Se fossi in voi, ragazzi, non andrei a vedere film dell'orrore. Starei a casa a guardarmi allo specchio! ('''Richie Tozier''')
*Non spaventarti, Eddie... Ciao! Ti è piaciuto il mio modo di darti il buongiorno? Hai abbastanza acqua là, Eddie? Non te ne andare, aspetta; devo ovviare un piccolo inconveniente: devo allargare un po' il buco perché così non ci passo... {{NDR|Pennywise allarga il buco dello scarico delle docce ed esce fuori}} Sorpresa, Eddie, eccomi qui. Ehi, sono sicuro che ti piacerà venire con me! Scappare non servirebbe a niente e tu lo sai, femminuccia. Ci vediamo nei tuoi incubi! Oh, chiamami quando vuoi, in ogni momento e portami i tuoi amici. ('''Pennywise/It''')
*Beep, beep, Richie! Chiamami quando vuoi, Richie, voglio insegnarti a galleggiare, a galleggiare, Richie, tutti quanti galleggiano... galleggiano con me! ('''Pennywise/It''')
*Aiuto! Qualcuno mi aiuti! Aiutatemi vi prego: nel seminterrato... c'è un lupo mannaro! ('''Richie Tozier''')
*Scusate, ma queste cose sono empiricamente impossibili. ('''Stanley Uris''')
*Io quelli li conosco: la palla di lardo {{NDR|Ben}}, la portinaia {{NDR|Bev}}, l'ebreo {{NDR|Stan}}, il balbuziente {{NDR|Bill}}, la femminuccia {{NDR|Eddie}} e il quattrocchi {{NDR|Richie}}. Negro {{NDR|Mike}}, te li sai scegliere bene gli amici! ('''Henry Bowers''')
*Vi ucciderò tutti! Vi ucciderò tutti!! ('''Henry Bowers''')
*Vi ucciderò tutti, non vi salverete! [...] Ah-ah! Vi farò impazzire, non vi salverete, vi ucciderò tutti! [...] Sono l'incubo peggiore che abbiate avuto, sono il più spaventoso dei vostri incubi diventato realtà, conosco le vostre paure, vi ammazzerò ad uno ad uno! ('''Pennywise/It''')
*Adesso, prima di morire, devi ricordarti di tutti i sassi che ci hai tirato... e tutte le parole che ci hai detto! Voglio che tu ripensi a tutto quanto, prima di morire! ('''Henry Bowers''')
*{{NDR|[[Motti dalle serie televisive|Motto scout]]}} Bisogna essere forti e coraggiosi, per essere un boyscout. ('''Stanley Uris''')
*Io mi ricordo di te. Mi ricordo che abbiamo vinto noi. Tu non mi fai nessuna paura. ('''Bill Denbrough''')
*Mi scusi signore: lei lo sa qual è il [[Barzellette dalle serie televisive|colmo]] dei colmi per un giardiniere? Non lo sa? Scordarsi di innaffiare i nontiscordardimé! {{NDR|ride e suona un sonaglio}} ('''Pennywise/It''')
*Mi scusi signore: il suo orologio va avanti? Corre? Beh allora cerchi di prenderlo prima che scappi via! {{NDR|ride}} ('''Pennywise/It''')
*Scusate il ritardo! Ehi, guarda guarda chi c'è qua: il ba-ba-ba-balbuziente! Richie, non avremmo mai sperato che codardo come sei rimanessi. Hai detto ai tuoi amici che fai ridere solo se sniffi cocaina? Ehi, cannone! Come va con le prostitute? A proposito di prostitute, Bev, tuo padre dice che non si preoccupa più, approva gli uomini che scegli. Femminuccia, come va la tua vita sessuale? Ce l'hai una vita sessuale? Bene, Mike! Con queste scuse sei riuscito a farci tornare, era l'unico modo per rivederci, perché sei un fallito e non hai i soldi per fare un viaggio! Comincia a fare freddo qui... ci vediamo nella Luce dei Defunti! {{NDR|con la voce di Pennywise/It}} ''E sapete una cosa? È vero quello che dicono! Noi galleggiamo tutti qui e anche voi galleggerete! Infatti, tutti galleggeranno, tutti!! Galleggeranno tutti!!!'' ('''Testa di Stan Uris/It''')
*Come va, negro! Me la pagherete, negro! Vi ammazzerò tutti! ('''Henry Bowers''')
*{{NDR|Rivolto a Ben}} Baciami ancora, grassone, baciami! ('''Pennywise/It''')
*"L'assassino è stato assassinato lungo un sentiero di sassi e sterpi. L'assassino è stato assassinato con sentiero di sassi e sterpi." ('''Bill Denbrough''')
*Io credo a Babbo Natale, credo al topolino dei denti, credo alla Befana e agli angeli, ma non credo che tu esista. Questo è acido muriatico, adesso tu scomparirai! ('''Eddie Kaspbrak''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Richie, ti prego... non devi chiamarmi "Eddie Spaghetti"... lo sai che... ('''Eddie Kaspbrak''')
==Dialoghi==
{{Cronologico}}
*'''Georgie''' {{NDR|la sua barchetta di carta cade in un tombino}}: Oh, no! <br /> '''Pennywise/It''': Ciao, Georgie! {{NDR|Georgie si china e Pennywise appare da dentro il tombino}} Che fai? Non saluti? Non vuoi dirmi "ciao"? Oh, non vuoi dirmi "ciao"... Non lo vuoi un bel palloncino colorato? {{NDR|gli porge un palloncino}} <br /> '''Georgie''': Mi dispiace, non prendo niente dalle persone che non conosco, me lo ha detto mio padre! <br /> '''Pennywise/It''': Devo ammettere che tuo padre è un uomo saggio, Georgie, davvero tuo padre ha ragione! Allora, Georgie, mi voglio presentare: io sono Pennywise, il clown danzante. Tu, invece sei Georgie. Così adesso ci conosciamo, dico giusto? <br /> '''Georgie''': Credo di sì! Adesso devo andare... <br /> '''Pennywise/It''': "Andare"?! Non la rivuoi... {{NDR|mostrando la barchetta di carta}} questa? <br /> '''Georgie''': La mia barca! <br /> '''Pennywise/It''': Dici giusto! Forza, Georgie! Prendila! {{NDR|Georgie porge la mano, ma esita}} Ohhhh... La rivuoi la tua barchetta, non è vero? Certo che la rivuoi... e ci sono anche lo zucchero filato, la cioccolata, le giostre e tante altre sorprese qui sotto e tanti palloncini, di tutti i colori! <br /> '''Georgie''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: E galleggiano?<br /> '''Pennywise/It''': Oh, sì... Certo che galleggiano, Georgie... galleggiano tutti! E anche tu se verrai quaggiù con me... {{NDR|Georgie sta per prendere la barchetta e Pennywise cambia con una voce in maniera minacciosa}} galleggerai, Georgie! {{NDR|Pennywise afferra la mano di Georgie e spalanca le sue fauci, mentre Georgie urla disperatamente}}
*'''Bill''': Stan, resisti!<br>'''Pennywise/It''': Hai paura? Avanti, Stan! Fammi sentire il tuo terrore.<br>'''Bill''': Presto, Bev, la fionda!<br>'''Pennywise/It''': Sapete, siete più saporiti quando siete pieni di paura!<br>'''Bill''': Bev, uccidilo!<br>'''Pennywise/It''': Uccidermi?! Ah! Uccidermi. Non siate ridicoli! Chi volete uccidere? Io sono eterno, sono immortale! Io sono un divoratore di mondi e di bambini! Finirò per divorarvi tutti! E tu, Stan, sarai il primo a morire!<br>'''Eddie''': Questo è acido muriatico, brutto mostro!!!
*'''Pennywise/It''': Andatevene! Andatevene, finché siete in tempo! Questa è la vostra ultima possibilità! <br /> '''Bill''': Fatti vedere! <br /> '''Pennywise/It''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Sei proprio sciocco, Bill, dopo trent'anni siete ancora convinti di poter vedere me. Non mi avete mai visto, avete visto solo quello che la vostra piccola mente vi permette di vedere, e ora andatevene: se non ve ne andrete non rimarrà niente della vostra piccola mente, la perderete nella Luce dei Defunti... come tutti gli altri. Come tutti gli altri!
*'''Richie''': Bisogna ucciderlo. Sennò quel mostro ritorna quando abbiamo settant'anni.<br>'''Bill''': Uccidiamolo.<br>'''Ben''': Una volta per tutte.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{It (romanzo)}}
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1419502
2026-07-08T08:36:03Z
Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Homer|Homer]]
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*[[Harry Anderson]]: Richard Tozier
*[[Dennis Christopher]]: Eddie Kaspbrak
*[[Richard Masur]]: Stanley Uris
*[[Annette O'Toole]]: Beverly Marsh
*[[Tim Reid]]: Michael Hanlon
*[[John Ritter]]: Benjamin Hanscom
*[[Richard Thomas]]: William Denbrough
*[[Tim Curry]]: [[It (personaggio)|Robert Gray/Pennywise/It]]
*[[Jonathan Brandis]]: William Denbrough a 12 anni
*[[Brandon Crane]]: Benjamin Hanscom a 12 anni
*[[Adam Faraizl]]: Eddie Kaspbrak a 12 anni
*[[Seth Green]]: Richard Tozier a 12 anni
*[[Ben Heller]]: Stanley Uris a 12 anni
*[[Emily Perkins]]: Beverly Marsh a 12 anni
*[[Marlon Taylor]]: Michael Hanlon a 12 anni
*[[Olivia Hussey]]: Audra Phillips Denbrough
|note =
}}
'''''It''''', miniserie televisiva statunitense in due puntate del 1990, regia di [[Tommy Lee Wallace]].
==Frasi==
{{Cronologico}}
*Galleggiamo tutti quaggiù! ('''Pennywise/It''')
*Vuoi un [[palloncino]], Ben? Galleggiano... galleggiano tutti! ('''Padre di Ben Hanscom/It''')
*Il tuo comportamento mi preoccupa, bambina, mi preoccupi molto! ('''Alvin Marsh''')
*{{NDR|Rivolto ad Henry e la sua banda in un cinema}} Se fossi in voi, ragazzi, non andrei a vedere film dell'orrore. Starei a casa a guardarmi allo specchio! ('''Richie Tozier''')
*Non spaventarti, Eddie... Ciao! Ti è piaciuto il mio modo di darti il buongiorno? Hai abbastanza acqua là, Eddie? Non te ne andare, aspetta; devo ovviare un piccolo inconveniente: devo allargare un po' il buco perché così non ci passo... {{NDR|Pennywise allarga il buco dello scarico delle docce ed esce fuori}} Sorpresa, Eddie, eccomi qui. Ehi, sono sicuro che ti piacerà venire con me! Scappare non servirebbe a niente e tu lo sai, femminuccia. Ci vediamo nei tuoi incubi! Oh, chiamami quando vuoi, in ogni momento e portami i tuoi amici. ('''Pennywise/It''')
*Beep, beep, Richie! Chiamami quando vuoi, Richie, voglio insegnarti a galleggiare, a galleggiare, Richie, tutti quanti galleggiano... galleggiano con me! ('''Pennywise/It''')
*Aiuto! Qualcuno mi aiuti! Aiutatemi vi prego: nel seminterrato... c'è un lupo mannaro! ('''Richie Tozier''')
*Scusate, ma queste cose sono empiricamente impossibili. ('''Stanley Uris''')
*Io quelli li conosco: la palla di lardo {{NDR|Ben}}, la portinaia {{NDR|Bev}}, l'ebreo {{NDR|Stan}}, il balbuziente {{NDR|Bill}}, la femminuccia {{NDR|Eddie}} e il quattrocchi {{NDR|Richie}}. Negro {{NDR|Mike}}, te li sai scegliere bene gli amici! ('''Henry Bowers''')
*Vi ucciderò tutti! Vi ucciderò tutti!! ('''Henry Bowers''')
*Vi ucciderò tutti, non vi salverete! [...] Ah-ah! Vi farò impazzire, non vi salverete, vi ucciderò tutti! [...] Sono l'incubo peggiore che abbiate avuto, sono il più spaventoso dei vostri incubi diventato realtà, conosco le vostre paure, vi ammazzerò ad uno ad uno! ('''Pennywise/It''')
*Adesso, prima di morire, devi ricordarti di tutti i sassi che ci hai tirato... e tutte le parole che ci hai detto! Voglio che tu ripensi a tutto quanto, prima di morire! ('''Henry Bowers''')
*{{NDR|[[Motti dalle serie televisive|Motto scout]]}} Bisogna essere forti e coraggiosi, per essere un boyscout. ('''Stanley Uris''')
*Io mi ricordo di te. Mi ricordo che abbiamo vinto noi. Tu non mi fai nessuna paura. ('''Bill Denbrough''')
*Mi scusi signore: lei lo sa qual è il [[Barzellette dalle serie televisive|colmo]] dei colmi per un giardiniere? Non lo sa? Scordarsi di innaffiare i nontiscordardimé! {{NDR|ride e suona un sonaglio}} ('''Pennywise/It''')
*Mi scusi signore: il suo orologio va avanti? Corre? Beh allora cerchi di prenderlo prima che scappi via! {{NDR|ride}} ('''Pennywise/It''')
*Scusate il ritardo! Ehi, guarda guarda chi c'è qua: il ba-ba-ba-balbuziente! Richie, non avremmo mai sperato che codardo come sei rimanessi. Hai detto ai tuoi amici che fai ridere solo se sniffi cocaina? Ehi, cannone! Come va con le prostitute? A proposito di prostitute, Bev, tuo padre dice che non si preoccupa più, approva gli uomini che scegli. Femminuccia, come va la tua vita sessuale? Ce l'hai una vita sessuale? Bene, Mike! Con queste scuse sei riuscito a farci tornare, era l'unico modo per rivederci, perché sei un fallito e non hai i soldi per fare un viaggio! Comincia a fare freddo qui... ci vediamo nella Luce dei Defunti! {{NDR|con la voce di Pennywise/It}} ''E sapete una cosa? È vero quello che dicono! Noi galleggiamo tutti qui e anche voi galleggerete! Infatti, tutti galleggeranno, tutti!! Galleggeranno tutti!!!'' ('''Testa di Stan Uris/It''')
*Come va, negro! Me la pagherete, negro! Vi ammazzerò tutti! ('''Henry Bowers''')
*{{NDR|Rivolto a Ben}} Baciami ancora, grassone, baciami! ('''Pennywise/It''')
*"L'assassino è stato assassinato lungo un sentiero di sassi e sterpi. L'assassino è stato assassinato con sentiero di sassi e sterpi." ('''Bill Denbrough''')
*Io credo a Babbo Natale, credo al topolino dei denti, credo alla Befana e agli angeli, ma non credo che tu esista. Questo è acido muriatico, adesso tu scomparirai! ('''Eddie Kaspbrak''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Richie, ti prego... non devi chiamarmi "Eddie Spaghetti"... lo sai che... ('''Eddie Kaspbrak''')
==Dialoghi==
{{Cronologico}}
*'''Georgie''' {{NDR|la sua barchetta di carta cade in un tombino}}: Oh, no! <br /> '''Pennywise/It''': Ciao, Georgie! {{NDR|Georgie si china e Pennywise appare da dentro il tombino}} Che fai? Non saluti? Non vuoi dirmi "ciao"? Oh, non vuoi dirmi "ciao"... Non lo vuoi un bel palloncino colorato? {{NDR|gli porge un palloncino}} <br /> '''Georgie''': Mi dispiace, non prendo niente dalle persone che non conosco, me lo ha detto mio padre! <br /> '''Pennywise/It''': Devo ammettere che tuo padre è un uomo saggio, Georgie, davvero tuo padre ha ragione! Allora, Georgie, mi voglio presentare: io sono Pennywise, il clown danzante. Tu, invece sei Georgie. Così adesso ci conosciamo, dico giusto? <br /> '''Georgie''': Credo di sì! Adesso devo andare... <br /> '''Pennywise/It''': "Andare"?! Non la rivuoi... {{NDR|mostrando la barchetta di carta}} questa? <br /> '''Georgie''': La mia barca! <br /> '''Pennywise/It''': Dici giusto! Forza, Georgie! Prendila! {{NDR|Georgie porge la mano, ma esita}} Ohhhh... La rivuoi la tua barchetta, non è vero? Certo che la rivuoi... e ci sono anche lo zucchero filato, la cioccolata, le giostre e tante altre sorprese qui sotto e tanti palloncini, di tutti i colori! <br /> '''Georgie''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: E galleggiano?<br /> '''Pennywise/It''': Oh, sì... Certo che galleggiano, Georgie... galleggiano tutti! E anche tu se verrai quaggiù con me... {{NDR|Georgie sta per prendere la barchetta e Pennywise cambia con una voce in maniera minacciosa}} galleggerai, Georgie! {{NDR|Pennywise afferra la mano di Georgie e spalanca le sue fauci, mentre Georgie urla disperatamente}}
*'''Bill''': Stan, resisti!<br>'''Pennywise/It''': Hai paura? Avanti, Stan! Fammi sentire il tuo terrore.<br>'''Bill''': Presto, Bev, la fionda!<br>'''Pennywise/It''': Sapete, siete più saporiti quando siete pieni di paura!<br>'''Bill''': Bev, uccidilo!<br>'''Pennywise/It''': Uccidermi?! Ah! Uccidermi. Non siate ridicoli! Chi volete uccidere? Io sono eterno, sono immortale! Io sono un divoratore di mondi e di bambini! Finirò per divorarvi tutti! E tu, Stan, sarai il primo a morire!<br>'''Eddie''': Questo è acido muriatico, brutto mostro!!!
*'''Pennywise/It''': Andatevene! Andatevene, finché siete in tempo! Questa è la vostra ultima possibilità! <br /> '''Bill''': Fatti vedere! <br /> '''Pennywise/It''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Sei proprio sciocco, Bill, dopo trent'anni siete ancora convinti di poter vedere me. Non mi avete mai visto, avete visto solo quello che la vostra piccola mente vi permette di vedere, e ora andatevene: se non ve ne andrete non rimarrà niente della vostra piccola mente, la perderete nella Luce dei Defunti... come tutti gli altri. Come tutti gli altri!
*'''Richie''': Bisogna ucciderlo. Sennò quel mostro ritorna quando abbiamo settant'anni.<br>'''Bill''': Uccidiamolo.<br>'''Ben''': Una volta per tutte.
==Altri progetti==
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Totòtruffa 62
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{{Film
|titoloitaliano=Totòtruffa '62
|dimensioneimmagine= 285
|immagine= Totòtruffa 62 - Fontana di Trevi.jpg
|didascalia= La scena in cui Antonio Peluffo vende la [[Fontana di Trevi]] a Decio Cavallo
|titolooriginale=Totòtruffa '62
|paese=Italia
|anno=1961
|genere=commedia, comico
|regista=Camillo Mastrocinque
|soggetto=Franco Castellano, Giuseppe Moccia
|sceneggiatore=Franco Castellano, Giuseppe Moccia
|attori=
*[[Totò]]: Antonio Peluffo
*[[Nino Taranto]]: Camillo
*Estella Blain: Diana
*Geronimo Meynier: Franco Malvasia
*[[Oreste Lionello]]: Pippo
*[[Pietro De Vico]]: lo zotico
|note=
}}
'''''Totòtruffa '62''''', film italiano del 1961 con [[Totò]], regia di Camillo Mastrocinque.
==Frasi==
*Io cento ne faccio e una ne penso! ('''Antonio''')
* No, no, no, tu stai ‘mbriac. Tu telefoni tu! Ma che hai dimenticato che gli abbiamo venduto quella ''Gerusalemme liberata'' con la firma autentica di Torquato Tasso, che poi era la tua! ('''Camillo''')
*Cavaliere! Costui si attacca alle lingue! ('''Antonio''')
*Aò! Sai che te dico, che se nun te sta bene vai a lavorà per quarcun artro! ('''Ladro d'auto Baldassarre''')
*Io sono americano oriundo, ho lasciato l'America definitivamente e vorrei stabilirmi in Italia, ma vado in cerca di un buon "bisiniss", sa! ('''Decio Cavallo''')
*Io dico che accetto: il "provolone" mi ha dato le cinquecento mila lire, l'affare è fatto, non si discute più! ('''Antonio''')
*Ma che fa? Non mi guardi cosi, lei mi fa un senso con quegli occhioni mi fa un senso. Lei con quegli occhi mi spoglia... [[spogliatoio]]! ('''Antonio''')
*Ricco si nasce, non si diventa. ('''Antonio''')
* È in casa Bubu? [[Mobutu Sese Seko|Mobutu]]? Mobutu? No, non buttare niente. ('''Antonio''' fingendosi ambasciatore di uno stato africano)
*{{NDR|Abbandonando per un momento il personaggio dell'ambasciatore africano}} Acchiappa a chisto! ('''Antonio''')
*Ma lo sa che io ci perdo un centinaio di lire al giorno per colpa di questi ragazzini! Il sabato quando faccio asciugare la [[Fontana di Trevi|fontana]] mi mancano sempre tre o quattro mila lire! ('''Antonio''')
==Dialoghi==
*'''Amilcare''' {{NDR|vedendo arrivare in garage l'ambasciatore}}: C'è Ciciumb! <br />'''Camillo''': Salute! <br />'''Antonio''': Ha starnutito? <br /> '''Amilcare''': C'è Ciciumb! <br />'''Antonio''': E chi è? <br />'''Amilcare''': L'ambasciatore del Katonga! <br />'''Camillo''': Il proprietario della macchina? <br /> '''Antonio''': Ahhhhh! <br /> '''Ambasciatore''': Cosa fare dentro mia macchina? <br /> '''Antonio''': Buongiorno Signore! <br /> '''Amilcare''': Eccellenza, le ha riparato la sua automobile! <br /> '''Ambasciatore''': Meccanico? <br /> '''Antonio''': Yes! Oui! Ja! <br /> '''Amilcare''': È Antonio il meccanico! <br /> '''Ambasciatore''': Ma piuttosto elegante per meccanico... <br /> '''Antonio''': Eh, sa... i meccanici in Italia sono ambienti. Io sono molto ambientato! Quanti ambienti ci sono? <br /> '''Camillo''': Due stanze, saletta e cucina. <br /> '''Antonio''': No, quale cucina! Noi non cuciniamo mai! <br /> '''Ambasciatore''': Questo soldato chi è? <br /> '''Camillo''': Oh, io sono il collaudatore! <br /> '''Antonio''': E io il riparatore! Io riparo la macchina e lui la collauda! È stato al mare? <br /> '''Ambasciatore''': No, perché? <br /> '''Antonio''': Molto "solo" ha preso! <br /> '''Camillo''': Eccellenza, la macchina è riparata. L'abbiamo collaudata, ora non è guari... <br /> '''Antonio''': Non è guari noi! <br /> '''Ambasciatore''': Allora facciamo la conta? <br /> '''Antonio''': Sì, facciamo la conta! (si gira verso Camillo) Teh teh! Eeeh! <br /> '''Ambasciatore''': No no no! Voglio pagare! L'addizione! <br /> '''Antonio''': Ahhhh! Il conto! <br /> '''Amilcare''': L'eccellenza vuole sapere il conto! Ma stia tranquillo Eccellenza! Non è il caso! <br /> '''Antonio''': È il caso! <br /> '''Camillo''': È il caso! L'Eccellenza vuole pagare, perché tu non ti fai gli affari tui! <br /> '''Antonio''': E Quant'è? <br /> '''Ambasciatore''': Quant'è? Domando io quant'è? <br /> '''Antonio''': Appunto, ma se non me lo dice lei come faccio a regolarmi, scusi? <br /> '''Ambasciatore''': Ma io non sono meccanico! <br /> '''Antonio''': E neanche io... Cioè neanche io son un contatore! Faccio di testa mia? 47.000 lire, va bene? Non è caro? Trova caro? E allora facciamo una cosa, anche in rispetto all'amicizia di Amilcare; facciamo cifra rotonda: 50000 lire e non ne parliamo più! <br /> '''Camillo''': Ha fatto un affare Eccellenza! <br /> '''Ambasciatore''': Cinquantamila lire? Cos'avere fatto? <br /> '''Camillo''': Cos'abbiamo fatto? Ma c'era un cilindro ammaccato, Eccellenza! <br /> '''Ambasciatore''': Cinquantamila lire per un cilindro? <br /> '''Antonio''': E il Cappellaio tanto voluto sa! <br /> '''Ambasciatore''': Cosa entrare cappellaio? <br /> '''Camillo''': Ehm... Commendator Cappellaio è quello che... lo specialista dei cilindri. Poi abbiamo dovuto far aggiustare il carburatore che non respirava bene. <br /> '''Antonio''': Già, non respirava bene, gli abbiam dovuto dare il bicarbonato! <br /> '''Ambasciatore''': Bicarbonato? <br /> '''Antonio''': Eh, già! Perché tutta la benzina si fermava sullo stomaco. La benzina è pesante sa? <br /> '''Ambasciatore''': Non capire! <br /> '''Antonio''': Neanche noi! <br /> '''Amilcare''': Eccellenza... Ehm... Non si preoccupi tanto Lei ha avuto un lavoro perfetto! <br /> '''Ambasciatore''': Va bene, intanto io pagare. Ma molto cari, molto cari, ora capire perché vestire così eleganti! <br /> '''Antonio''': Sono buone! (guardando i soldi) Grazie Eccellenza! S'accomodi! (pesta un piede a Camillo) <br /> '''Camillo''': Guarda dove metti i piedi! <br /> '''Antonio''': In carrozza! Via le mani! <br /> '''Camillo''': Ahii! Le dita nello sportello! Meno male che m'ha pigliato sulle punte! Le falangi, le falangi, le falangi! <br /> '''Antonio''': Male assai! Ma proprio male assai! <br /> '''Camillo''': A me mi devi credere: questo mi fa paura (riferendosi a Antonio) <br /> '''Amilcare''': E a me mi devi credere: a me fate paura tutti e due!
*'''Antonio''': (camuffando la voce) Hallo? Hallo? Roma? Roma? Collegio Lossana? Collegio Lossana? Actention! <br /> '''Camillo''': HALLO! Chi es la "parrocchia"? <br /> '''Segretaria del collegio''': Ma quale parrocchia? <br /> '''Direttrice''': Pronto? <br /> '''Camillo''': Ma la "parrocchia" del telefono come la chiamate? <br /> '''Direttrice''': L'apparecchio? <br /> '''Camillo''': Jawohl! E noi qua diciamo "parrocchia"! Eh ja! <br /> '''Direttrice''': Qui è la direttrice del collegio, chi è lei? <br /> '''Camillo''': Io esser il segretario di sua Eccellenza Peluffo! Attention, glielo passo! <br /> '''Antonio''' {{NDR|sottovoce}}: Hai sputato dentro! <br /> '''Camillo''' {{NDR|sottovoce}}: Eh, ci stavan due [[F|effe]]! <br /> '''Antonio''': Pronto? La direttrice, sono io: l'Eccelenza, le parlo da Oslo! <br /> '''Direttrice''': Come va Eccellenza? <br /> '''Antonio''': Eh sì, sto qui. Sto qui che devo presiedere una conferenza al vertice. Siamo qui riuniti nel Palazzo di Vetro... <br /> '''Camillo''': (rompe il vetro di una finestra) <br /> '''Antonio''': Ha sentito il vetro? Eh, sa, tutto il palazzo è così! Un diplomatico è inciampato... Si sì. Da qui godiamo una vista meravigliosa, uno spettacolo magnifico! Tutte le cascate del Niagara son di fronte a noi. <br /> '''Direttrice''': Cosa? Le cascate del Niagara? <br /> '''Antonio''': Niagara si! Vuole sentire una cascata? Faccio aprire una finestra! {{NDR|sottovoce}} Fai la cascata! Fai la cascata! <br /> '''Camillo''' {{NDR|sottovoce}}: Ma non era prevista! <br /> '''Antonio''' {{NDR|sottovoce}}: Fai la cascata! <br /> '''Camillo''' {{NDR|sottovoce}}: Con la bocca? <br /> '''Antonio''' {{NDR|sottovoce}}: Ma che bocca! Inventa! {{NDR|Camillo tira lo sciacquone del gabinetto}} Disgraziato! Cos'hai fatto? Ehm... Pronto? Ha sentito la cascata?
*'''Rossi''': Dovevo darvi le 50.000 lire. <br />'''Camillo''': Prego eccellenza, 55.000 lire. <br />'''Antonio''': A già, 10% diritto fisso. <br /> '''Camillo''': Ca' 'nisciuno è fisso.
*'''Antonio''': Ma tu capisci che ci mancava poco che andassimo a finire in galera? <br />'''Camillo''': Perché qua dove stiamo. <br />'''Antonio''': Che c'entra dove siamo? Questa è la camera di sicurezza. Qui abbiamo la sicurezza matematica... <br /> '''Camillo''': ...d'andare a finire in galera.
*'''Antonio''': Ehilà, ma che bella sorpresa! E chi se l'aspettava? Io stavo in pensiero, era un pezzo che non ci vedevamo! <br />'''Padrone di casa''': E invece eccomi qui! Son due ore che l'aspetto! <br />'''Antonio''': Oh, quanto mi dispiace! Se l'avessi saputo sarei venuto prima. Comunque si accomodi! <br />'''Padrone di casa''': Son già accomodato! <br />'''Antonio''': Ah, già è vero. Che stupido! Comunque allora non si scomodi, faccia il suo comodo, faccia conto d'essere in casa sua! <br />'''Padrone di casa''': Ma sono in casa mia! <br />'''Antonio''': No, un momento, adesso ce l'ho in affitto io e ci convivo da diversi mesi col mio babbo! <br />'''Padrone di casa''': Da nove mesi! Tanto quanto mi dovete per l'affitto. Ma questavolta son venuto io invece del mio amministratore. <br />'''Antonio''': Ma perché ha voluto incomodarsi? <br />'''Padrone di casa''': Perché mi dovete pagare! <br />'''Antonio''': Ah, non posso! <br />'''Padrone di casa''': Perché? <br />'''Antonio''': Io sono a carico del mio babbo. <br />'''Padrone di casa''': Alla sua età? <br />'''Antonio''': Eh, sono minore! <br />'''Padrone di casa''': Eh, se lei è minore, suo padre cosa sarà? <br />'''Antonio''': Maggiore! Maggiore dei bersaglieri a riposo! <br />'''Padrone di casa''': E dove si trova adesso questo Maggiore? <br />'''Antonio''': Eh, gliel'ho detto: a riposo! In questo momento sta riposando, sta longo sul letto. <br />'''Padrone di casa''': Allora lo chiami altrimenti lo chiamo io! Maggiore!! <br />'''Antonio''': Non strilli! Non strilli così che lo spaventa, poverino! È stato poco bene sa: c'ha avuto il morbillo. <br />'''Padrone di casa''': Morbillo? <br />'''Antonio''': E anche gli orecchioni. <br />'''Padrone di casa''': Oooh! <br />'''Antonio''': A proposito di orecchioni: Lei li ha avuti? <br />'''Padrone di casa''': No, io no. <br />'''Antonio''': Eppure me l'avevano detto. <br />'''Padrone di casa''': Chi gliel'ha detto? <br />'''Antonio''': Sua moglie! <br />'''Padrone di casa''': Mia moglie? Oh, ma...
*'''Camillo''': Mi vengono le vertigini a guardare in basso, sai!<br />'''Antonio''': Sciocco! Cosa dovrebbe dire allora [[Jurij Gagarin|Gagarin]]!
*'''Franco Malvasia''': Io sono il figlio del commissario Malvasia!<br />'''Poliziotto Anatrelli''': Ah, sì! E io sono il figlio del questore Lambrusco! Andiamo!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Arnold Schönberg
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text/x-wiki
[[Immagine:Arnold Schoenberg la 1948.jpg|thumb|Arnold Schönberg]]
'''Arnold Schönberg''' (13 settembre 1874 – 13 luglio 1951), compositore austriaco naturalizzato statunitense.
==Citazioni di Arnold Schönberg==
*Atonale potrebbe indicare solamente qualche cosa che non corrispondesse assolutamente alla natura del tono.<br>Già l'espressione «[[musica tonale|tonale]]» è usata inesattamente quando la si intenda in senso esclusivo e non inclusivo. Solo nel seguente modo può aver valore: tutto ciò che risulta da una serie di note, coordinato sia mediante il diretto riferimento ad un'unica nota fondamentale, sia mediante collegamenti più complicati, costituisce la tonalità. Che da questa definizione, l'unica giusta, non si possa ricavare alcun contrario corrispondente alla parola [[atonalità]], mi sembra evidente. [...]<br>Un pezzo musicale dovrà sempre essere tonale almeno per il fatto che da suono a suono deve sussistere una relazione mediante la quale le note, poste l'una accanto all'altra o l'una sopra l'altra, formino una serie riconoscibile come tale. La tonalità può forse non essere avvertibile, né dimostrabile, queste relazioni posso essere oscure e difficilmente comprensibili, o addirittura incomprensibili. Ma un rapporto di note si potrà tanto poco chiamare atonale, quanto un rapporto di colori si possa definire aspettrale o acomplementare. Questa antitesi non esiste.<ref>Da Appendice prima: ''Scritti di Arnold Schoenberg'', in Luigi Rognoni, ''La scuola musicale di Vienna'', Einaudi, Torino, 1974. In Myriam Cristallo, ''Il novecento. {{small|Storia scienza arte della società industriale avanzata}}'', vol II, Documenti, Paravia, Torino, p.151.</ref><ref>Con questa traduzione: "Chiamare atonale qualsiasi relazione fra toni è come definire aspettrale o acomplementare una relazione fra colori. Questa antitesi non esiste." in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 244. ISBN 9788858022894</ref>
*Ciò che aiuta l'ascoltatore a tenere in mente l'idea e a seguirne lo sviluppo è l'organizzazione del brano.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 243. ISBN 9788858022894</ref>
*Detesto che mi si definisca rivoluzionario... sin dai miei esordi sono stato sensibilissimo alla forma e ho avversato con tutta l'anima le esagerazioni.<ref>Citato in [[Walter Laqueur]], ''La Repubblica di Weimar'', traduzione di Lydia Magliano, Rizzoli, Milano, 1977, cap. IV, p. 199.</ref>
*Diversi musicisti non considerano [[George Gershwin]] un compositore "serio". Non vogliono capire che "serio" o no è un compositore – vale a dire, un uomo che vive dentro la musica ed esprime tutto, "serio" o meno, profondo o superficiale che sia, per mezzo di essa, perché è la sua lingua materna.<ref name=Vin>Citato in [[Gianfranco Vinay]], ''Gershwin'', E.D.T. Edizioni di Torino, 1992, p. 97.</ref>
*Il [[genialità|genio]] impara solo da se stesso, il [[talento]] soprattutto dagli altri.<ref>Da ''Problemi dell'insegnamento dell'arte''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 455. ISBN 9788811504894</ref>
*L'espressione "musica atonale" è molto infelice, è come se si chiamasse il nuoto "arte di non annegare".
:''I find above all that the expression, "atonal music," is most unfortunate — it is on a par with calling [...] swimming "the art of not drowning"''. ("Hauer's Theories" (Notes of November 1923), in ''Style and Idea'', 1985, p. 210)
*La morte di [[Giacomo Puccini|Puccini]] mi ha recato un profondo dolore. Non avrei mai creduto di non dover più rivedere questo così grande uomo. E sono rimasto orgoglioso di aver suscitato il suo interesse, e Le sono riconoscente che Ella lo abbia fatto sapere ai miei nemici in un recente suo articolo.<ref>Dalla lettera ad Alfredo Casella, gennaio 1925, in Alfredo Casella, ''I segreti della giara'', Sansoni, Firenze, 1941, p. 220.</ref>
*Mi sembra che [[George Gershwin|Gershwin]] sia stato indubbiamente un innovatore. Ciò che ha creato con il ritmo, con l'armonia e la melodia non è esclusivamente un fatto stilistico.<ref name=Vin/>
*Non sono tedesco né europeo, forse neppure un essere umano, ma un [[ebrei|ebreo]].<ref>A [[Vasilij Kandinskij]]; citato in [[Enzo Biagi]], ''1935 e dintorni'', Mondadori, Milano, 1982, p. 182.</ref>
*{{NDR|Alla domanda: «È Lei il famoso compositore Schönberg?»}} Qualcuno doveva pur esserlo. È toccato a me.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 6 marzo 2006.</ref>
*Un [[artista]] è come un melo: quando è giunta stagione comincia a sbocciare e poi a produrre mele.<ref name=Vin/>
==Citazioni su Arnold Schönberg==
*Chi si trovò nell'occhio del ciclone, per quanto fosse tutto, per carattere, tranne che un rivoluzionario, fu Arnold Schönberg. [[Claude Debussy|Debussy]] aveva scritto, è vero, che le ''siècle des {{sic|aeroplanes}} a droit à sa musique'', però Schönberg non aveva la minima intenzione di entrare nella storia della musica come il compositore dell'era dell'aeronautica: «Detesto che mi si definisca rivoluzionario... sin dai miei esordi sono stato sensibilissimo alla forma e ho avversato con tutta l'anima le esagerazioni». ([[Walter Laqueur]])
*{{NDR|Sul ''Pierrot Lunaire''}} Con un grottesco gigantesco arco gratta Pierrot sulla sua viola, come la cicogna su una gamba, cupamente dà inizio a un pizzicato. ([[Albert Giraud]])
*{{NDR|L'[[Olocausto]]}} I musicologi riconoscono come contributo più alto a questo terribile tema la composizione di Arnold Schönberg ''Un sopravvissuto di Varsavia''. È impossibile ascoltare quest'opera, della durata di soli dodici minuti, senza rimanere scossi. La narrazione, l'orchestra e il coro maschile rendono conto con una forza tale della tragedia della Shoah, da costituire un vero e proprio monumento ai morti di quell'eccidio pensato e portato a termine con determinazione e ferocia senza pari nella storia dell'umanità. ([[Giorgio Pressburger]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Luigi Nono]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Schonberg, Arnold}}
[[Categoria:Compositori austriaci]]
[[Categoria:Compositori statunitensi]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Dread83|Dread83]]
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text/x-wiki
[[Immagine:Arnold Schoenberg la 1948.jpg|thumb|Arnold Schönberg]]
'''Arnold Schönberg''' (1874 – 1951), compositore austriaco naturalizzato statunitense.
==Citazioni di Arnold Schönberg==
*Atonale potrebbe indicare solamente qualche cosa che non corrispondesse assolutamente alla natura del tono.<br>Già l'espressione «[[musica tonale|tonale]]» è usata inesattamente quando la si intenda in senso esclusivo e non inclusivo. Solo nel seguente modo può aver valore: tutto ciò che risulta da una serie di note, coordinato sia mediante il diretto riferimento ad un'unica nota fondamentale, sia mediante collegamenti più complicati, costituisce la tonalità. Che da questa definizione, l'unica giusta, non si possa ricavare alcun contrario corrispondente alla parola [[atonalità]], mi sembra evidente. [...]<br>Un pezzo musicale dovrà sempre essere tonale almeno per il fatto che da suono a suono deve sussistere una relazione mediante la quale le note, poste l'una accanto all'altra o l'una sopra l'altra, formino una serie riconoscibile come tale. La tonalità può forse non essere avvertibile, né dimostrabile, queste relazioni posso essere oscure e difficilmente comprensibili, o addirittura incomprensibili. Ma un rapporto di note si potrà tanto poco chiamare atonale, quanto un rapporto di colori si possa definire aspettrale o acomplementare. Questa antitesi non esiste.<ref>Da Appendice prima: ''Scritti di Arnold Schoenberg'', in Luigi Rognoni, ''La scuola musicale di Vienna'', Einaudi, Torino, 1974. In Myriam Cristallo, ''Il novecento. {{small|Storia scienza arte della società industriale avanzata}}'', vol II, Documenti, Paravia, Torino, p.151.</ref><ref>Con questa traduzione: "Chiamare atonale qualsiasi relazione fra toni è come definire aspettrale o acomplementare una relazione fra colori. Questa antitesi non esiste." in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 244. ISBN 9788858022894</ref>
*Ciò che aiuta l'ascoltatore a tenere in mente l'idea e a seguirne lo sviluppo è l'organizzazione del brano.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 243. ISBN 9788858022894</ref>
*Detesto che mi si definisca rivoluzionario... sin dai miei esordi sono stato sensibilissimo alla forma e ho avversato con tutta l'anima le esagerazioni.<ref>Citato in [[Walter Laqueur]], ''La Repubblica di Weimar'', traduzione di Lydia Magliano, Rizzoli, Milano, 1977, cap. IV, p. 199.</ref>
*Diversi musicisti non considerano [[George Gershwin]] un compositore "serio". Non vogliono capire che "serio" o no è un compositore – vale a dire, un uomo che vive dentro la musica ed esprime tutto, "serio" o meno, profondo o superficiale che sia, per mezzo di essa, perché è la sua lingua materna.<ref name=Vin>Citato in [[Gianfranco Vinay]], ''Gershwin'', E.D.T. Edizioni di Torino, 1992, p. 97.</ref>
*Il [[genialità|genio]] impara solo da se stesso, il [[talento]] soprattutto dagli altri.<ref>Da ''Problemi dell'insegnamento dell'arte''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 455. ISBN 9788811504894</ref>
*L'espressione "musica atonale" è molto infelice, è come se si chiamasse il nuoto "arte di non annegare".
:''I find above all that the expression, "atonal music," is most unfortunate — it is on a par with calling [...] swimming "the art of not drowning"''. ("Hauer's Theories" (Notes of November 1923), in ''Style and Idea'', 1985, p. 210)
*La morte di [[Giacomo Puccini|Puccini]] mi ha recato un profondo dolore. Non avrei mai creduto di non dover più rivedere questo così grande uomo. E sono rimasto orgoglioso di aver suscitato il suo interesse, e Le sono riconoscente che Ella lo abbia fatto sapere ai miei nemici in un recente suo articolo.<ref>Dalla lettera ad Alfredo Casella, gennaio 1925, in Alfredo Casella, ''I segreti della giara'', Sansoni, Firenze, 1941, p. 220.</ref>
*Mi sembra che [[George Gershwin|Gershwin]] sia stato indubbiamente un innovatore. Ciò che ha creato con il ritmo, con l'armonia e la melodia non è esclusivamente un fatto stilistico.<ref name=Vin/>
*Non sono tedesco né europeo, forse neppure un essere umano, ma un [[ebrei|ebreo]].<ref>A [[Vasilij Kandinskij]]; citato in [[Enzo Biagi]], ''1935 e dintorni'', Mondadori, Milano, 1982, p. 182.</ref>
*{{NDR|Alla domanda: «È Lei il famoso compositore Schönberg?»}} Qualcuno doveva pur esserlo. È toccato a me.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 6 marzo 2006.</ref>
*Un [[artista]] è come un melo: quando è giunta stagione comincia a sbocciare e poi a produrre mele.<ref name=Vin/>
==Citazioni su Arnold Schönberg==
*Chi si trovò nell'occhio del ciclone, per quanto fosse tutto, per carattere, tranne che un rivoluzionario, fu Arnold Schönberg. [[Claude Debussy|Debussy]] aveva scritto, è vero, che le ''siècle des {{sic|aeroplanes}} a droit à sa musique'', però Schönberg non aveva la minima intenzione di entrare nella storia della musica come il compositore dell'era dell'aeronautica: «Detesto che mi si definisca rivoluzionario... sin dai miei esordi sono stato sensibilissimo alla forma e ho avversato con tutta l'anima le esagerazioni». ([[Walter Laqueur]])
*{{NDR|Sul ''Pierrot Lunaire''}} Con un grottesco gigantesco arco gratta Pierrot sulla sua viola, come la cicogna su una gamba, cupamente dà inizio a un pizzicato. ([[Albert Giraud]])
*{{NDR|L'[[Olocausto]]}} I musicologi riconoscono come contributo più alto a questo terribile tema la composizione di Arnold Schönberg ''Un sopravvissuto di Varsavia''. È impossibile ascoltare quest'opera, della durata di soli dodici minuti, senza rimanere scossi. La narrazione, l'orchestra e il coro maschile rendono conto con una forza tale della tragedia della Shoah, da costituire un vero e proprio monumento ai morti di quell'eccidio pensato e portato a termine con determinazione e ferocia senza pari nella storia dell'umanità. ([[Giorgio Pressburger]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Luigi Nono]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Schonberg, Arnold}}
[[Categoria:Compositori austriaci]]
[[Categoria:Compositori statunitensi]]
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Giovanni Botero
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text/x-wiki
[[Immagine:Giovanni Botero.jpg|thumb|Giovanni Botero]]
'''Giovanni Botero''' (1533 – 23 giugno 1617), gesuita, scrittore e filosofo italiano.
==Citazioni di Giovanni Botero==
*[[Città]] s'addimanda una ragunanza d'uomini ridotti insieme per vivere felicemente, e grandezza di città si chiama non lo spatio del sito o il giro delle mura, ma la moltitudine degli abitanti e la possanza loro. Or gl'uomini si riducono insieme mossi o dall'autorità, o dalla forza, o dal piacere, o dall'utilità che ne procede.<ref>Da ''Delle cause della grandezza e magnificienza delle città''.</ref>
*Se si ha da fortificare luogo alcuno, ciò deve essere a' confini più lontani. [...] Verso Sabina basterà [[Rieti]], città assai buona et in paese abbondantissimo; et perciò non bisogna lasciar libero ai nemici.<ref>Dalle ''Relazioni universali'', Venezia, 1618, pp. 30-50; citato in Marilena Giovannelli, [http://151.12.58.123/dgagaeta/dga/uploads/documents/Strumenti/54bd00016f28e.pdf Inventario dell'archivio storico del comune di Rieti], Direzione generale per gli archivi, 2010.</ref>
[[File:Botero - Della ragion di stato, 1589 - 5870034.tif|thumb|''Della Ragion di Stato'', edizione originale del 1589, frontespizio]]
*[...] tra tutte le [[legge|leggi]] non ve n'è alcuna più favorevole a' Prencipi, che la [[Cristianesimo|Christiana]]; perché questa sottomette loro, non solamente i corpi, e le facoltà de' sudditi, dove conviene, ma gli animi ancora, e le conscienze; e lega non solamente le mani, ma gli affetti ancora, e i pensieri [...].<ref>Da ''Della Ragion di Stato'', libro II, cap. ''Modi di propagar la Religione'', p. 94.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Aggiunte alla Ragion di Stato''===
Delle arti essercitate dall'huomo, alcune sono talmente padrone della materia, attorno alla quale elle si maneggiano, che nelle loro operationi sempre conseguiscono l'intento, & il fine. tale è l'Architettura, la Pittura, la Scoltura, e tutte quelle, che si affaticano attorno legno, ferro, lana, seta, e si fatte cose. Alcune altre, perche non hanno dominio pieno sopra la materia: ma vi trouano contrasto, e resistenza, non sempre arriuano al lor fine. tale è l'Agricoltura, la Nauigatoria, la Medicina, la Politica, e sopra tutto, l'arte Militare, il cui fine è vincere.
===''Della Ragion di Stato''===
[[Ragion di Stato|Ragione di Stato]] si è notitia de' mezi, atti à fondare, conservare, et ampliare un Dominio: egli è vero, che, se bene, assolutamente parlando, ella si estende alle tre parti sudette, nondimeno pare, che più strettamente abbracci la conservatione, che l'altre; e dell'altre due più l'ampliatione, che la fondatione: e la causa si è; perché la ragione di Stato suppone il Prencipe, e lo Stato, che non suppone, anzi precede affatto la fondatione, come è manifesto; e l'ampliatione in parte: ma l'arte del fondare, e dell'ampliare è l'istessa; perché chi amplia giuditiosamente ha da fondare quel, che amplia, e da fermarvi bene il piede.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giovanni Botero, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE2849298 Aggiunte alla Ragion di Stato]'', Giovanni Battista Ciotti, Venezia, 1598.
*Giovanni Botero, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6590415 Della Ragion di Stato]'', appresso i Gioliti, Venezia, 1589.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Della Ragion di Stato||(1589)}}
{{DEFAULTSORT:Botero, Giovanni}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Gesuiti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Spinoziano
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[[Immagine:Giovanni Botero.jpg|thumb|Giovanni Botero]]
'''Giovanni Botero''' (1533 – 1617), gesuita, scrittore e filosofo italiano.
==Citazioni di Giovanni Botero==
*[[Città]] s'addimanda una ragunanza d'uomini ridotti insieme per vivere felicemente, e grandezza di città si chiama non lo spatio del sito o il giro delle mura, ma la moltitudine degli abitanti e la possanza loro. Or gl'uomini si riducono insieme mossi o dall'autorità, o dalla forza, o dal piacere, o dall'utilità che ne procede.<ref>Da ''Delle cause della grandezza e magnificienza delle città''.</ref>
*Se si ha da fortificare luogo alcuno, ciò deve essere a' confini più lontani. [...] Verso Sabina basterà [[Rieti]], città assai buona et in paese abbondantissimo; et perciò non bisogna lasciar libero ai nemici.<ref>Dalle ''Relazioni universali'', Venezia, 1618, pp. 30-50; citato in Marilena Giovannelli, [http://151.12.58.123/dgagaeta/dga/uploads/documents/Strumenti/54bd00016f28e.pdf Inventario dell'archivio storico del comune di Rieti], Direzione generale per gli archivi, 2010.</ref>
[[File:Botero - Della ragion di stato, 1589 - 5870034.tif|thumb|''Della Ragion di Stato'', edizione originale del 1589, frontespizio]]
*[...] tra tutte le [[legge|leggi]] non ve n'è alcuna più favorevole a' Prencipi, che la [[Cristianesimo|Christiana]]; perché questa sottomette loro, non solamente i corpi, e le facoltà de' sudditi, dove conviene, ma gli animi ancora, e le conscienze; e lega non solamente le mani, ma gli affetti ancora, e i pensieri [...].<ref>Da ''Della Ragion di Stato'', libro II, cap. ''Modi di propagar la Religione'', p. 94.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Aggiunte alla Ragion di Stato''===
Delle arti essercitate dall'huomo, alcune sono talmente padrone della materia, attorno alla quale elle si maneggiano, che nelle loro operationi sempre conseguiscono l'intento, & il fine. tale è l'Architettura, la Pittura, la Scoltura, e tutte quelle, che si affaticano attorno legno, ferro, lana, seta, e si fatte cose. Alcune altre, perche non hanno dominio pieno sopra la materia: ma vi trouano contrasto, e resistenza, non sempre arriuano al lor fine. tale è l'Agricoltura, la Nauigatoria, la Medicina, la Politica, e sopra tutto, l'arte Militare, il cui fine è vincere.
===''Della Ragion di Stato''===
[[Ragion di Stato|Ragione di Stato]] si è notitia de' mezi, atti à fondare, conservare, et ampliare un Dominio: egli è vero, che, se bene, assolutamente parlando, ella si estende alle tre parti sudette, nondimeno pare, che più strettamente abbracci la conservatione, che l'altre; e dell'altre due più l'ampliatione, che la fondatione: e la causa si è; perché la ragione di Stato suppone il Prencipe, e lo Stato, che non suppone, anzi precede affatto la fondatione, come è manifesto; e l'ampliatione in parte: ma l'arte del fondare, e dell'ampliare è l'istessa; perché chi amplia giuditiosamente ha da fondare quel, che amplia, e da fermarvi bene il piede.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giovanni Botero, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE2849298 Aggiunte alla Ragion di Stato]'', Giovanni Battista Ciotti, Venezia, 1598.
*Giovanni Botero, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6590415 Della Ragion di Stato]'', appresso i Gioliti, Venezia, 1589.
==Altri progetti==
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{{Pedia|Della Ragion di Stato||(1589)}}
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[[Categoria:Gesuiti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Che fine ha fatto Totò Baby?
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Che fine ha fatto Totò Baby?
|immagine=
|titolooriginale=Che fine ha fatto Totò Baby?
|paese=Italia
|anno=1964
|genere=commedia
|regista= [[Ottavio Alessi]]
|sceneggiatore=Ottavio Alessi, [[Bruno Corbucci]], [[Giovanni Grimaldi]]
|attori=
*[[Totò]]: Totò Baby
*[[Pietro De Vico]]: Pietro, fratello di Totò Baby
*[[Mischa Auer]]: Barone Miscia
*[[Ivy Holzer]]: Elga, autostoppista
*[[Edy Biagetti]]: autostoppista
*[[Alicia Brandet]]: Inge
*[[Mario Castellani]]: Direttore dell'orfanotrofio
*[[Alvaro Alvisi]]: Commissario di Polizia
}}
'''''Che fine ha fatto Totò Baby?''''', film italiano del 1964 con [[Totò]], regia di [[Ottavio Alessi]].
==Frasi==
*A volte, anche un cretino ha un'idea. ('''Totò Baby''')
*I [[parenti]] sono come le scarpe: più sono stretti e più fanno male. ('''Totò Baby''')
*La sai come la chiamano quest'insalata? Maiurana! ('''Totò Baby''')
*Lei non è fisso? Eppure dalla faccia si direbbe di sì. ('''Totò Baby''')
*Abbiamo cozzato, signora, scusi il cozzo! ('''Totò Baby''')
==Dialoghi==
*'''Padre di Toto Baby''': Il mio non è un lavoro, è una vocazione, anzi è una missione!<br />'''Direttore Riformatorio''': Ed è padre lei!<br />'''Padre di Totò Baby''': Sono un padre missionario!
*'''Totò Baby''': Non sa cos'è un<nowiki>'</nowiki>''applique'' eppure è un uomo di lettere!<br />'''Il postino''': Se è per questo anche di [[telegramma|telegrammi]] qualche volta!
*'''Barone Mischa Bauer''': Entriamo in casa, parliamo con polizia!<br />'''Pietro''': Che andiamo a fare in casa?<br />'''Totò Baby''': Si vede che in casa avrà la caserma dei Carabinieri privata! Questi so' signori, che ne puoi sapere!
==Voci correlate==
*''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Template:Totò}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Formula 1
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Danyele
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/* Citazioni */ +1
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{{voce tematica}}
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Citazioni sulla '''Formula 1'''.
==Citazioni==
*{{NDR|Nel 2022, «cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»}} A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni. ([[Mike Krack]])
*{{NDR|«C'è chi dice che la Formula 1 sia uno sport individuale...»}} Assolutamente no, è uno sport di team. Da solo, il pilota non riuscirebbe a fare niente senza una squadra alle spalle e, anzi, vedere tutto il lavoro che c'è dietro motiva a dare il massimo. Vincere non è il tuo obiettivo, è quello di tutti. ([[Andrea Kimi Antonelli]])
*Chi è senza peccato in F1 non c'è. ([[Carlo Cavicchi]])
*Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo. ([[Keke Rosberg]])
*{{NDR|«La Formula Uno appare ai più come un mondo eccessivamente tecnologico e forse lontano dalla realtà delle vetture di serie. È una interpretazione corretta?»}} Come in tanti altri sport l'esasperazione la fa da padrona; lo si deduce dai regolamenti tecnici, eccessivamente articolati, talvolta nebulosi, contorti, dalla sofisticazione e complessità meccanica e aerodinamica delle monoposto, dalla preparazione atletica che i piloti devono possedere per sopportare le elevate sollecitazioni che subiscono al volante. L'obiettivo rimane quello di primeggiare. ([[Giancarlo Bruno]])
*Credo di aver corso in generale nel miglior periodo della F1 perché le macchine degli anni Ottanta col motore Turbo erano pazzesche, con quasi 1500 cavalli e una tenuta molto limitata che le rendeva incredibili da guidare, come una bomba sul punto di esplodere... Non penso ci sarà mai un'altra era come quella: la qualità dei piloti era altissima, quando sono arrivato in F1 c'erano ben sei campioni del mondo. ([[Stefan Johansson]])
*Dobbiamo essere in grado di dare il meglio ogni volta che scendiamo in pista. Non siamo come i boxeur o gli specialisti delle arti marziali che affrontano grandi pressioni una volta ogni anno e mezzo. A noi tocca 24 volte l'anno. Siamo il pezzo finale di un puzzle costituito da oltre 400 persone. Abbiamo un peso sulle spalle notevole, ma siamo stati scelti per essere qui. Non è sempre semplice, ma è il mio lavoro da pilota di Formula 1. ([[Esteban Ocon]])
*{{NDR|Nel 2019}} Guardo i Gran premi, ho amici legati al mondo delle corse, ma ho l'impressione che la Formula 1 oggi sia peggiorata rispetto a quando correvo io. Ci sono troppe regole, le penalizzazioni, succede che chi arriva primo viene retrocesso per qualche motivo... No, credo che il periodo in cui ho corso io fosse sportivamente migliore, un'epoca in cui la macchina e il pilota, per emergere, dovevano dare qualcosa di più. {{NDR|«Qualcosa che talvolta costava molto caro.»}} Sì, rischiavamo la vita ogni settimana. Anche adesso, sia chiaro. Ma allora le auto erano diverse. Correvamo con i piedi oltre l'asse delle ruote anteriori... Lo so bene: sono stato molto fortunato. ([[Jody Scheckter]])
*Ho avuto la fortuna di vivere la Formula 1 in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di [[Ayrton Senna|Senna]] e [[Alain Prost|Prost]], della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente [[Michael Schumacher|Schumacher]] [...] ma come dicevo Senna, Prost, [[Gerhard Berger|Berger]], [[Nigel Mansell|Mansell]], Piquet, gli italiani, Nannini, [[Riccardo Patrese|Patrese]], [[Michele Alboreto|Alboreto]], De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... ([[Gabriele Tarquini]])
*Ho capito che non c'è niente di sicuro in Formula 1. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare. ([[Esteban Ocon]])
*{{NDR|Nel 2014, «com'è cambiata la F1 rispetto ai tuoi tempi?»}} Ho fatto recentemente un confronto: oggi le F1, a parità di tracciati, impiegano 12 secondi al giro in meno rispetto a quelle che guidavo io vent'anni fa. Ma non c'è la percezione di questa maggior [[velocità]] perché oggi le macchine viaggiano sui binari e non danno spettacolo. Quando, quasi trent'anni fa, al GP del Belgio, circuito di Spa-Francorchamps, mi buttavo giù dalla discesa che porta alla esse dell'Eau Rouge e poi al Radillon, mi chiedevo starà dentro la macchina, ce la farò a venirne fuori? Oggi non è più così. ([[Ivan Capelli]])
*Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più. ([[Daniele Audetto]])
*{{NDR|Nel 2015}} I miei parametri sono assolutamente diversi da quelli con cui adesso fanno le corse. Magari noi eravamo anche troppo gladiatori, ma adesso è ridicolo: intendo il drive through, le penalità, e roba del genere. Poi lo chiamano campionato piloti e se si deve sostituire il motore, che è problema della scuderia, la penalità la danno al pilota. Ma non puoi punire il pilota se il problema è della scuderia. Se una squadra usa un motore in più, i punti vanno tolti alla squadra nella classifica costruttori. Fanno veramente cose che sono dei veri controsensi. È ridicolo che anche i piloti si siano adeguati a questa regola. Ed è ridicolo che se uno che non ti fa passare, dici al team di chiamare [...] per prendere provvedimenti. Ma che Formula 1 è? Roba da matti! ([[Riccardo Patrese]])
*Il coraggio, per chi arriva in Formula 1, non esiste. Altrimenti vorrebbe dire che i piloti non soltanto hanno paura, ma sono pure degli incoscienti. Ma non funziona così. Chi arriva a quel livello sa perfettamente quello che sta facendo. ([[Andrea de Adamich]])
*In F1 è come nuotare in un mare pieno di squali, è un attimo cadere nella trappola ed essere mangiato. ([[Andrea Kimi Antonelli]])
*{{NDR|Nel 1984}} In Formula Uno ci sono troppe variabili, troppe differenze. [...] Ci sono troppi salti qualitativi tra le varie macchine. Ti puoi chiamare Lauda, Prost, Piquet, ma se non hai una macchina vincente non fai niente. {{NDR|«Ritieni quindi, che se non si è in possesso di una vettura vincente, è giusto non dare il massimo?»}} Esattamente. Anzi, si dovrebbe andare ancora più piano, dal momento che si verificano ancora incidenti fra vetture che lottano nelle retrovie. Un pilota deve dare il massimo quando ha la macchina competitiva. Non puoi pretendere chissà cosa da una vettura che gira più lenta di tre secondi. Puoi andare più forte del tuo compagno di squadra, non potrai certo pretendere di vincere la corsa. È inutile rischiare per niente. ([[Elio De Angelis]])
*In nessun altro sport come nella F.1 l'uomo ha portato all'esasperazione il concetto della sfida alla frontiera del tempo e del pericolo. Le scoperte tecnologiche hanno trasformato la F.1 in un baraccone da fantascienza. L'uomo-pilota, come il torero, è sempre solo nell'arena: sa di entrarci, non sa come ne uscirà. In cambio di questo patto col diavolo, i campioni del circo della morte hanno spuntato contratti miliardari. Col tempo si sono abituati a convivere col rischio, pane quotidiano, e ad esorcizzare la paura. Se va bene, vivi da miliardario; se va male, muori da giovane miliardario. Bruciata ogni categoria morale, con la patetica giustificazione che i rischi fanno parte del mestiere e dell'accordo. Cinismo inaccettabile. ([[Domenico Morace]])
*{{NDR|Nel 2023}} La F1 è un insieme di fattori che si amalgamano insieme. Non per caso, ma quasi. Ci sono stati anni in cui c'è stato un dominio assoluto di alcune case che avevano un vantaggio tecnico importante. Poi però questo all'improvviso è svanito. Teoricamente si può dire: "Se erano così bravi prima, perché ora non riescono più a fare una macchina decente?". Questo è il motivo per cui dicevo che a volte ci sono delle combinazioni che fanno sì che ci sia un pacchetto che funziona al 100%. [...] Ma non è una persona sola che può fare la differenza. Il pilota in questo momento, per il livello a cui siamo arrivati in F1, può fare un po' di differenza. Però se hai una macchina non competitiva, non c'è pilota che possa chiudere questo gap. ([[Rinaldo Capello]])
*La F.1 è una categoria come le altre, né meglio né peggio. ([[Alex Caffi]])
*La Formula 1 è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. {{NDR|«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»}} Senz'altro mantenere la [[concentrazione]] durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci. ([[Max Verstappen]])
*La Formula 1 è dinamica non solo in pista alla domenica quando si disputano le corse, ma anche in fabbrica, fuori dall'inquadratura delle telecamere, con il tanto lavoro dei team. Dimostrazione che la vera gara è quella che si corre nelle aziende e nelle strutture. ([[Robert Kubica]])
*La Formula 1 è spettacolo, intrattenimento. Molti, purtroppo, se lo dimenticano spesso. A qualcuno può sembrare solo una sfida fra ingegneri, mentre la gente si aspetta corse combattute. Dobbiamo fare in modo che le gare siano comprensibili per gli appassionati, senza regole astruse. ([[Franz Tost]])
*La Formula 1 la seguo e mi piace seguirla. Forse la trovo un ambiente un po' poco attraente per noi piloti delle altre categorie, poiché nel circus ci sono tanti piloti che sono lì non tanto per merito quanto per soldi e per business. Perché in fin dei conti è naturale che quando attorno ad un mondo girano così tanti soldi, l'interesse di chi sia lì dentro siano i soldi. Quindi a parte i team che hanno le Academy [...], gli altri team vanno a prendere i piloti paganti, per non parlare dei terzi piloti o i development driver d'occasione. È tutto un insieme di cose che rende quell'ambiente un po' poco affascinante per noi piloti ma dopotutto è il circus no? È un grande circo, e alla fine piace guardarlo. ([[Michela Cerruti]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Formula 1 non ha più a che fare con lo spettacolo, ha a che fare con lo spreco, con l'appiattimento dato dalla tecnologia, il pilota conta poco o niente ormai. L'unico vero talento è quello dei meccanici nel cambiare le gomme, loro dovrebbero essere pagati come i piloti. ([[Oliviero Toscani]])
*La Formula 1 non può continuare ad andare contro la realtà mondiale: deve essere più economica e più attraente per il pubblico. Quello che il pubblico vede il weekend è lo sport, ma quando si dà lavoro a 1000 persone non si può parlare solo di sport. ([[Flavio Briatore]])
*La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. ([[Josef Newgarden]])
*La Formula Uno è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio. ([[Vladimiro Caminiti]])
*{{NDR|Nel 2022}} La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo. ([[Mike Krack]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Le piste sono più sicure e gli stipendi aumentati come le velocità delle auto. E lo dico senza polemica: ne paghiamo tutti il prezzo, perché il carattere delle corse del passato non esiste più. ([[Jochen Mass]])
*{{NDR|Nel 2020}} Mancano tanto nel paddock di oggi i rapporti umani, negli anni 90 era più semplice, l'amicizia ci legava. Ricordo di tante serate passate con piloti e team manager a scherzare, l'atmosfera era diversa. ([[Claudia Peroni]])
*Mi piacerebbe tornare ai tempi d'oro in cui la F1 rivoluzionava per la prima volta la sua aerodinamica. Essere in Lotus, quella di Colin Chapman. A quei tempi si rivoluzionava di continuo con meno limiti. Le minigonne e non solo. Un periodo purista mai rivissuto, per l'aerodinamica e il concetto del telaio che gli andava intorno. ([[Luca Furbatto]])
*Mi ricordo che nel 1983 o '84 mio padre mi porta a vedere le prove libere a Monza, in parabolica. Era il periodo dei turbo. Quindi vedo [[René Arnoux|Arnoux]], e la visione di quella velocità mi sciocca. Cosa sto vedendo? Questi sono dei mostri. Io magari guardavo i [[cartoni animati]] dei robot, dove c'era dentro un uomo che li guidava, e la Formula Uno era la cosa più vicina possibile a [[Mazinga Z|Mazinga]]. ([[Francesco Mandelli]])
*Nell'automobilismo l'unico mondiale che conta è quello della Formula 1. ([[Teo Fabi]])
*{{NDR|Nel 2013}} Nello [[sport]] di alto livello, e parlo in generale di tutti gli sport, manca quel rapporto che avevamo noi all'epoca. Non vedo oggi quella capacità di essere [[Amicizia|amici]] e [[nemici]] allo stesso tempo. Spesso si è nemici fuori e dentro il campo, fuori e dentro la pista. Con la cattiveria addosso, insomma. Fino agli anni Ottanta, finito il lavoro, si era amici e si andava al [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] a bere insieme. Anche allora girava il [[denaro]], ma non girava tutto intorno ai soldi. C'era di più. C'era più cuore. E l'[[invidia]] rappresentava uno stimolo, non un sentimento da trasformare in qualcosa di brutto. E poi, diciamola tutti. Nella mia Formula 1 correvano i più bravi, quelli che avevano dimostrato di saperci fare. Oggi corrono soltanto i piloti che portano in dote un bel po' di quattrini. ([[Arturo Merzario]])
*{{NDR|Nel 1973}} Non cambiare mai solo per il gusto di cambiare. Questa F.1 è molto popolare, alla gente piace guardarla e noi abbiamo avuto folle da primato ovunque. I cambiamenti che migliorano le cose, come la sicurezza, sono buoni, ma non penso che sia necessario cambiare totalmente la Formula. ([[Ken Tyrrell]])
*{{NDR|Nel 2013, «la F1 di allora e quella di adesso sono due mondi diversi, quale le piace di più?»}} Non mi interessa tornare indietro. Preferisco la tecnologia, il maggiore business e lo spettacolo generale che è diventata la F1 attuale, in grado di attirare molti personaggi in gamba sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Credo che anche il pubblico possa capire e apprezzare meglio quello che facciamo, che è uno sport sofisticato. ([[Frank Williams]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi abbiamo uno show molto bello all'esterno, nel contorno. Ma in gara mancano i [[Sorpasso|sorpassi]]. [...] E questo a mio parere penalizza l'aspetto umano, la possibilità di utilizzare e mostrare tutta la propria forza. Credo che soluzioni tecniche dovrebbero lasciare più spazio al pilota, per utilizzare e mostrare in modo più libero il proprio talento. La tecnica è importantissima, ma è il gesto umano a emozionare. ([[Daniel Ricciardo]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi c'è molta enfasi sulla raccolta e lo sviluppo dei dati, cosa che appiattisce molto il livello perché è possibile copiare la strategia degli avversari. La telemetria è un po' un male: se potessi, darei più potere ai piloti, inserendo più comandi manuali. Ho guidato una Ferrari del 1988, quella di [[Gerhard Berger|Berger]], senza servosterzo, con tre pedali e il cambio manuale. Era molto semplice, un po' più lenta ma più viva di quelle di oggi. ([[Sebastian Vettel]])
*{{NDR|«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»}} Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti. ([[Gian Carlo Minardi]])
*Passare dalla F.2 alla F.1? Lo confesso, il salto è stato superiore alle mie aspettative, pensavo sarebbe stato difficile, ma non così. Oggi un debuttante in F.1 ha più problemi rispetto al passato, perché una volta i piloti potevano debuttare dopo aver percorso parecchi km di prove, oggi invece no. Le prove le fai al simulatore e poi quando entri in macchina davvero, devi scoprire tutto un mondo nuovo. Non fai molti km di test, per cui arrivi alla prima gara che guidi a intuito, a sensazioni, scopri giro per giro come va una F.1. Un conto è il simulatore di F.1, un altro guidarla davvero. ([[Charles Leclerc]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Possiamo discutere se le regole sono giuste o meno, ovvero se è corretto condividere dei pezzi tra più squadre, ma dobbiamo partire dall'inizio e ricordarci perché sono stati scritti e approvati questi regolamenti. {{NDR|«Ti riferisci alla riduzione del gap?»}} Anni fa avevamo griglie di partenza con cinque secondi di differenza tra la prima e l'ultima fila, un aspetto che non era molto bello per lo sport. Si discusse della possibilità di ridurre il gap, provando ad arrivare ad un margine tra i due e i tre secondi, e si approvò un regolamento che consentiva, e consente tutt'ora, di condividere delle componenti, come cambio e sospensioni. Ci sono stati dei progressi ma non dei miracoli [...], questo perché tra le componenti condivisibili non sono stati inseriti pezzi molto sensibili in termini di performance, preferendo puntare su parti con un rapporto sviluppo/costo elevato sul fronte finanziario. In più questo regolamento puntava a favorire anche un nuovo modello di business, ovvero offrire la possibilità ad una squadra di Formula 1 di poter essere in pista senza costringerla a sostenere investimenti molto importanti per alcune componenti, come ad esempio la trasmissione. ([[Laurent Mekies]])
*Quando correvo in Formula 1 anch'io ero fatalista, mi ripetevo sempre che a me non sarebbe mai capitato. Ho capito che l' incidente mortale sarebbe potuto capitare a chiunque quando ho visto morire [[Ayrton Senna|Senna]], che era il migliore pilota del mondo, aveva la migliore macchina della Formula 1, curata nel modo migliore del mondo. Allora capii e dissi basta: e le corse sono riuscito a mandarle a quel paese. ([[Riccardo Patrese]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Quando ero bambino mi sono innamorato delle emozioni che può dare questo sport, non dello spettacolo che lo circondava, e credo che da pilota questo aspetto non dovrebbe avere molta importanza. [...] Ovviamente capisco che anche i fan possano aver bisogno di qualcosa da fare in pista, ma penso che sia più importante far capire loro ciò che facciamo nel nostro sport. Non trovo molto senso nel venire ad un Gran Premio solo per fare festa o vedere lo spettacolo di un DJ, voglio dire, questo puoi farlo in tutto il mondo, puoi andare a Ibiza no? Onestamente non mi piace pensare che ci siano dei fan che vengono in pista a bere qualche drink con i loro amici senza in realtà capire cosa stiamo facendo e cosa stiamo mettendo in gioco per esibirci al nostro meglio. ([[Max Verstappen]])
*Quando sei in Formula Uno, devi sempre dimostrare di essere all'altezza e ci sono due modi per riuscirci: o vinci, grazie anche a una macchina che ti aiuta, oppure hai un compagno di scuderia forte e non perdi il confronto con lui. E allora puoi dire: "Noi due stiamo facendo il massimo, se i risultati non arrivano la responsabilità non è nostra". [...] quando correvo io, volevo la competizione nel team, mi aiutava. ([[Jarno Trulli]])
*Quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La F1 ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1. ([[Ross Brawn]])
*Questa è la Formula 1. I venti piloti migliori del mondo sono qui e inevitabilmente dovrai competere contro di loro se vuoi diventare campione del mondo, anche se sono compagni di squadra. Fa parte del gioco. Se hai timore di andare contro un qualsiasi pilota, allora questo sport non fa per te. ([[Carlos Sainz Jr.]])
*Questo è uno sport di squadra, ma quando tagli il traguardo tu sei la persona che ha vinto, tu sei il campione del mondo. ([[Jenson Button]])
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Riportare un grosso nome nei gran premi mondiali è un ricco business: basti osservare la mania ecclestoniana di riproporre una finta Lotus, o di far ponti d'oro a una Mercedes, che solo gli ignoranti o i più servili chiamano macchina tedesca o macchina di Stoccarda, con un telaio costruito nell'ex team Brawn a Brackley (Inghilterra) e con un motore realizzato dalla ex Ilmor a Brixworth (sempre Inghilterra), con capitali germanici. Eppure, il grande Jack Brabham, imitato dai suoi ammirevoli eredi, disse no allo stesso Ecclestone, che pure ebbe in gestione la squadra già a fine anni Settanta. La saga dei Chapman (Lotus) o Brabham o Cooper o Maserati o Bugatti non può continuare, se mancano valide discendenze. Questi sono i grandi valori che ancora contano in uno sport dell'automobile in declino. ([[Enrico Benzing]])
*Sapete che l'idea di portare le qualifiche {{NDR|di Formula 1}} alle ore 14 del sabato è farina del sacco proprio della Rai? Fino agli anni '80 le qualifiche F1 si svolgevano alle 13, non alle 14. Poi un bel giorno qualcuno da viale Mazzini, in fase di rinnovo del contratto tv, convinse Bernie {{NDR|Ecclestone}} a spostare l'inizio delle prove del sabato alle 14 spiegandogli che in Italia (ma anche in altri paesi europei) i ragazzi alle 13 erano ancora a scuola e la F1 si stava perdendo l'audience dei giovanissimi. Bernie scaltramente capì che era una buona idea e l'applicò subito. ([[Alberto Sabbatini]])
*Sappiamo bene che la Formula 1 è uno sport ma allo stesso tempo anche un terreno d'affari. ([[Daniel Ricciardo]])
*Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo. ([[Giorgio Terruzzi]])
*{{NDR|Nel 1984, «piloti di Formula Uno si nasce?»}} Si nasce e ci si costruisce per diventarlo. [...] Occorre fare una scelta a 14 anni. Invece del motorino, bisogna comperare il go-kart. Bisogna rinunciare alla prima ragazzina perché non la si può portare in pista. {{NDR|«E alla seconda?»}} Alla seconda no. Però è una vita di sacrifici. La gente spesso non sa che la nostra è una vita difficile, una vita stressante. Un uomo che vuol fare carriera, ad esempio un imprenditore, ha vent'anni a disposizione per mostrare agli altri ciò che sa fare. Noi no, solo quattro o cinque. Dieci quando va benissimo. Quindi è tutto molto più accellerato. Si invecchia in fretta. ([[Elio De Angelis]])
*{{NDR|Nel 2015}} Sicuramente una volta era molto più difficile sorpassare, perché dovevi fare azioni molto più aggressive. Adesso quasi tutti i sorpassi si fanno in rettilineo. ([[Teo Fabi]])
*Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la [[tecnologia]] a fare la differenza. ([[Gerhard Berger]])
*{{NDR|Nel 2003}} Tornando alla F1 ed ai gommisti in particolare [...] c'è da notare che in questo momento sono loro i "depositari" delle performance delle monoposto odierne. Mi spiego meglio! I pneumatici sono sempre stati importanti, ma a mio avviso, mai come oggi. Questo elemento che era considerato un accessorio fino a qualche tempo fa, ora è diventato così determinante da tenere in mano le sorti delle squadre che al contrario si affannano a migliorare questo o quell'altro particolare, per guadagnare, in termini di tempo, solo qualche spicciolo di centesimo di secondo. Una volta c'erano il bravo motorista e il bravo telaista che facevano fare il salto di qualità alle loro monoposto. Oggi i "gommisti" sono diventati i maggiori artefici dei successi dei loro assistiti. Dispongono di un margine di miglioramento enorme. A loro basta "azzeccare" una mescola appropriata al tipo di asfalto nel momento giusto per "regalare" ai propri partner parecchi decimi di secondo. Pertanto sono loro che rappresentano la componente tecnica più importante dell'intero apparato della F1 di oggi. Per fortuna dei team, i costruttori di pneumatici non si sono ancora resi conto quanto sia grande la loro forza contrattuale. Infatti, continuano a pagare ai team fior di milioni, per avere il privilegio di fornirgli le "armi" vincenti. Quando realizzeranno realmente quanto sono potenti... Allora ne vedremo delle belle. ([[Sandro Munari]])
===[[Alessandro Alunni Bravi]]===
*{{NDR|Nel 2023, «c'è una caratteristica, un regolamento o una cultura di un altro sport a cui la Formula 1 dovrebbe ispirarsi?»}} A Miami abbiamo avuto tutti insieme un incontro importante con il commissioner della NFL. Loro ad esempio hanno il sistema del draft, dove le migliori scelte dei giocatori vengono assegnate alle squadre inferiori, permettendo di avere un campo livellato. Anche l'NBA è così. In Formula 1 questo è molto difficile, perché ognuno ha la propria academy per i piloti. Inoltre, siamo uno sport molto tecnologico. Questo principio però può essere declinato anche in altri settori. Già lo facciamo con le restrizioni alle analisi in galleria del vento, le ATR. C'è un numero massimo di risorse per le simulazioni, attribuite al 110% all'ultimo classificato per poi andare scalando verso l'alto. Questo sistema in futuro potrebbe essere introdotto anche su altri aspetti regolamentari. È un meccanismo automatico che, a differenza del Balance of Performance, non è soggetto a interpretazione. Dobbiamo capire che avere una competizione più stretta è nell'interesse di tutti, della Formula 1 e dei nostri fan. Ciò non toglie che si debba rendere merito a quello che Max Verstappen e la Red Bull stanno facendo. La convergenza non può andare a discapito di chi ha saputo fare il suo lavoro.
*{{NDR|Nel 2023}} La Formula 1 è sempre più legata ai risultati. Se c'è un aspetto negativo degli ultimi anni è che questo sport sta diventando sempre più come il calcio. Gli allenatori devono fare risultato, altrimenti vanno cambiati. [...] nessuno vuole prendersi questa responsabilità. [...] Credo fortemente che le strutture in Formula 1 debbano avere una struttura piramidale, dove chi è al vertice si assume la responsabilità della scelta. Chi guida un gruppo deve avere le capacità e la personalità di essere un leader. È facile andare sul podio quando si vince. Il difficile è tornare in fabbrica il lunedì dopo una gara difficile e motivare tutti, è fondamentale. Ci sono stati Team Principal con questa grandissima capacità, uno tra tutti Jean Todt. Era così anche il dottor Marchionne. La differenza non la fa la struttura o la ripartizione dei ruoli, ma la personalità delle figure chiave.
*{{NDR|Nel 2023}} Oggi in Formula Uno ci siamo abituati ad avere a che fare con tanti nomi che identificano dei ruoli. Ricordo quando non esistevano team manager o team principal perché a decidere tutto erano i fondatori, i proprietari delle squadre che svolgevano molte le funzioni in sede come in pista. Le mie origini sono di Passignano sul Trasimeno, e ricordo bene Enzo Coloni proprietario dell'omonimo team che di fatto era team principal, direttore commerciale, ed anche ingegnere di pista! Poi la Formula 1 si è evoluta con l'ingresso dei costruttori e abbiamo iniziato ad avere molte figure di responsabilità poiché è diventato impossibile racchiudere tante competenze in una singola persona.
===[[Stefano Domenicali]]===
*{{NDR|«A chi dice che la F1 ormai è solo uno show e non uno sport che cosa replica?»}} Che è uno sport e anche uno spettacolo. I due elementi sono combinati.
*I cambiamenti in Formula Uno hanno bisogno di tempo: non funziona come nel calcio che cambi allenatore, o due giocatori, e la partita successiva la vinci. Si può dire quel che si vuole ma alla fine contano solo le cose che fanno vincere in pista: prestazioni, affidabilità e organizzazione.
*{{NDR|Nel 2021, sull'introduzione delle Sprint Race}} I piloti la sera prima del GP d'Ungheria mi hanno chiesto: ma facciamo ancora giri liberi mentre è più divertente una gara sprint? Abbiamo avuto un grandissimo riscontro a livello mondiale e questo dà già una prima indicazione di quale sarà il futuro della F.1 dal punto di vista sportivo. Noi abbiamo l'obbligo di avere al centro dell'interesse i nostri clienti. Che sono i tifosi e gli appassionati. E nelle varie parti del mondo sono diversi per cultura, età, tradizione e conoscenza del motorsport. I segnali che ci stanno mandando sono quelli che dobbiamo raccogliere a livello commerciale. Visto il successo del primo esperimento a Silverstone, poi ci sarà Monza e Brasile, ci darà gli elementi per una proposta diversa che vada nella direzione di una F.1 sempre più attenta al mondo che sta cambiando. Inutile che ce la raccontiamo fra di noi, apparteniamo a una generazione che guarda al passato, invece dobbiamo guardare avanti e accettare i cambiamenti.
*{{NDR|Nel 2022}} Il campionato è seguito da 2 miliardi di telespettatori, ogni evento dà lavoro, per un periodo fra due settimane e un mese, a 8.000-15.000 persone. Con un indotto economico di 100-150 milioni di euro, parlare solo di sport è riduttivo.
*Io dico sempre che la gente che si lamenta del proprio lavoro in F.1 vuol dire che non ha mai lavorato in altri posti. Siamo mossi dalla passione e quindi seguire la propria passione non è lavorare, ma una fortuna anche se è un impegno totalizzante, non ci sono margini. Non ho intenzione di aumentare le gare, ma se sono così belle e spettacolari, attirano l'attenzione e i tifosi che ne vorrebbero di più.
*La F1 deve andare dove è possibile pensare che possa crescere, con nuovi paesi e nuovi circuiti ma nel rispetto di quelli tradizionali. Non c'è ombra di dubbio su questo. Ma la spinta innovativa che stiamo portando anche con nuovi promotori deve essere vista da quelli che potremmo definire "tradizionali", quelli europei per parlare chiaramente, come una spinta per crescere ed evolvere. Parlare anche qui di storia non è più sufficiente. E questo è il valore aggiunto che dà la volontà di espandersi dove prima non eravamo presenti e ci dà la possibilità di mantenere questa tensione evolutiva, senza voler copiare le parole di Lorenzo Jovanotti... ma che ci fa crescere per essere presenti in maniera forte in tutto il mondo.
*{{NDR|Nel 2022}} La F1 di oggi si è aperta e fa vivere un'esperienza non solo sportiva ma anche emozionale. E deve interpretare i linguaggi e i modi di comunicazione che sono diversi rispetto al passato. Deve rispettare i tifosi tradizionali o super appassionati, ma anche valorizzare i giovani che si stanno avvicinando a questo sport. Quelli che non conoscono i dettagli regolamentari ma sono affascinati da questo mondo. La capacità di aprirti nel parlare in maniera diversa da un mondo che è diverso da una parte all'altra, con realtà che stanno crescendo ma che sono diverse l'una dall'altra. E questo è stato lo stimolo che ho cercato di dare questo gruppo e devo dire che fortunatamente le cose stanno andando nella direzione giusta. Non avevo mai visto, non dico una rinascita, ma un momento di così grande intensità nella crescita, nell'attenzione e nella volontà di essere coinvolti nella F1.
*{{NDR|«Una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile.
===[[Cesare Fiorio]]===
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1993}} Essendo la Formula 1 la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa.
*{{NDR|Nel 1993}} Essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie.
*{{NDR|Nel 1993, «cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori.
*{{NDR|Nel 2012}} Purtroppo oggi i motori in Formula 1 non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perché privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie.
===[[Mauro Forghieri]]===
*{{NDR|Nel 2021}} Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico.
*La denominazione Formula 1 venne adottata nel 1948. Circa dieci anni dopo entravo in Ferrari. Ero poco più che un ragazzo fresco di laurea in ingegneria, considerato un "imparatore" in quanto dovevo ancora conoscere tutto del lavoro che mi aspettava. Però avevo già chiara l'idea – che nel tempo si è sempre più rafforzata in definitivo convincimento – sul ruolo avuto dall'Alfa Romeo nel mondo delle competizioni. Autentiche opere d'arte di ingegneria meccanica, sono state automobili che hanno marchiato l'inizio della storia che ha generato lo sviluppo delle corse fino alla Formula 1. [...] Ritengo di poter affermare che senza i presupposti segnati dall'Alfa Romeo, oggi probabilmente non esisterebbe il campionato mondiale della massima espressione motoristica così come lo conosciamo.
*{{NDR|«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»}} Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1.
*Sulle vicende della Formula 1 è stato scritto molto, ragione per cui non è il caso di ripetere vicende note ampiamente documentate, bensì [...] trovo importante sottolineare come dalla fine degli anni '70 fino alla scomparsa di Ayrton Senna, quello sia stato il tempo che considero "Periodo aureo". La Formula 1 di allora aveva tutto: innovazioni tecnologiche epocali logiche e utili, un seguito di spettatori sempre più folto, personaggi che animavano quel mondo identificati come gli eroi che insieme alle squadre appartenevano alla gente che li poteva "toccare" per cui erano gli amati "cavalieri del rischio", appassionati che capivano lo svolgimento delle gare. Mai come allora i team sono stati così numerosi. La Formula 1 proprio in quel decennio ha seminato il virus contagioso della popolarità per le generazioni più giovani, garantendo uno squarcio di futuro a questo sport.
===[[Marco Franzelli]]===
*Capisco che i tempi cambiano. Non è possibile vivere di ricordi e nostalgie. Però in questo momento la Formula 1 si è spinta ben oltre il confine del logico e del consentito. Al punto che non si capisce più se un sorpasso è frutto della capacità del pilota o dei dispositivi che la tecnologia gli ha messo a disposizione o se per effetto della strategia che è stata pianificata a tavolino. Tutto questo rende finto lo spettacolo, costringendo il pilota a limitarsi in funzione dei risparmi di gomme e benzina e delle criticità segnalate dagli ingegneri ai box, pur di raggiungere il risultato. L'impressione che la Formula 1 offre allo spettatore è proprio quella della mancanza di autenticità.
*La Formula 1 dei giorni nostri sta diventando uno sport finto. La causa sono le troppe regole, incomprensibili per il pubblico, al punto che hanno reso finto lo spettacolo di una corsa. Oggi gli spettatori non si rendono conto di cosa stia esattamente accadendo, non lo capiscono o non lo sanno. Il mito della Formula 1 si è creato quando la realtà ha incontrato l'immaginazione della gente che dalla tribuna o dalla televisione guardava un Gran Premio, con venti macchine che prendevano il via con un motore, quattro gomme e una certa quantità di carburante, dove la vettura e il pilota migliore vincevano. Per questi motivi il grande pubblico è arrivato ad amare la Formula 1.
*Preservare e migliorare la sicurezza è un aspetto importante, ma il "fattore rischio" dovrebbe continuare a caratterizzare una Formula 1 in cui i piloti non devono rischiare la vita, ma possono rischiare il sorpasso che facile o difficile, che riesca o meno, non può rappresentare occasione per una possibile sanzione, perché esprime la vera cifra di questa disciplina sportiva. Il sorpasso è la principale regola del gioco sulla quale si fonda la Formula 1.
===[[Nick Fry]]===
{{NDR|Sull'elemento dell'imprevedibilità nella Formula 1 degli anni Duemilaventi}}
{{cronologico}}
*Le squadre sono quasi troppo brave in quello che fanno [...] quando ho iniziato, si poteva quasi contare sul fatto che il 20% si sarebbe ritirato a causa di un incidente o di un guasto. Oggi non succede più, ed è molto insolito vedere auto ferme a bordo pista. Il rifornimento di carburante è pericoloso per le persone coinvolte, ma era un ulteriore elemento di imprevedibilità. La F1 ha avuto un grande successo negli ultimi anni e Netflix ha contribuito in modo massiccio a questo risultato. Tuttavia, credo che lo sport debba proporre altre variazioni oltre alle location.
*Ci sono due strade che la F1 potrebbe prendere per rendere lo sport più imprevedibile [...] una sarebbe quella di rivedere i regolamenti tecnici, ma la storia dimostra che queste strategie raramente funzionano. È stato provato numerose volte che i team con maggiori risorse hanno trovato per primi le soluzioni ottimali. Il mio punto di vista è che la F1 deve farlo attraverso i regolamenti sportivi. Ciò significa il format della gara e il numero di pit-stop, il modo in cui si usano le gomme e così via. Non so quale sia la risposta, ma credo che sia in quell'area.
*Devo purtroppo ammettere che l'omogeneità delle gare di F1 non è salutare per lo sport nel suo complesso. [...] il calcio è lo sport di maggior successo perché le partite possono cambiare in pochi secondi. Non importa se la tua squadra è in svantaggio per 2 a 1 nei tempi supplementari, hai ancora la possibilità di vincere. È questo che tiene gli spettatori con il fiato sospeso. I team, da cima a fondo, sono così bravi in quello che fanno che è difficile che si verifichino situazioni inaspettate, a parte quando piove, perché in quel caso si verifica un imprevisto. La Formula 1 ha sempre lottato con questo problema. Non riesco a contare il numero di riunioni a cui ho partecipato in cui ci è stato chiesto come introdurre il tipo di casualità che si ottiene con il bagnato.
===[[Piercarlo Ghinzani]]===
*La Formula 1 nostra, quella di allora, era più bella perché più umana. Alla sera se c'era da bere un bicchiere di vino con i meccanici lo facevi, oggi i piloti mi sembrano tutti dei robot. I pilotini che arrivano adesso in Formula 1, ma non solo, portano il dottore, il coach che li va a vedere in curva, il procuratore che gli cura le pierre. Ai nostri tempi, saltavi in macchina, pigiavi giù l'acceleratore e cercavi di tirarlo su il meno possibile. Oggi tutto è più sofisticato. Intanto l'età: arrivano a 16 o 17 anni a guidare le F3 o le Porsche con 400 cavalli sotto il sedere e devi comportarti con loro più come padre che come manager, perché sono quasi dei bambini. Insomma, non parli più con il pilota, ma con tutta la gente che lo segue. Riccardo Patrese ha ragione sui sorpassi che non avvengono più in staccata. Oggi aprono l'ala e via. Avrei fatto un sacco di sorpassi anch'io con l'Osella se avessi potuto aprire l'ala!
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Ottanta}} Oggi le macchine sono praticamente tutte uguali, invece una volta c'era libertà per i progettisti. C'erano vetture che andavano due o tre secondi più veloci al giro perché avevano soluzioni aerodinamiche spaventose. Ai miei tempi è vero che ci sono stati dei grandi campioni, ma è anche vero che hanno avuto la possibilità di correre per delle squadre che avevano grandi ingegneri. Ricordo che fra la prima e l'ultima dello schieramento di partenza a volte c'erano anche 5 secondi al giro... C'erano pneumatici da qualifica che la Pirelli dava gratuitamente alla Osella: ogni tanto erano di gomma, altre volte erano di legno... E poi i motori turbo: una volta Nelson Piquet mi confidò che la sua Brabham aveva 1380 cavalli. Io ne avevo 850 e mi sembravano una marea. Erano davvero due categorie diverse, dove le case ufficiali avevano propulsori e tecnologie che i piccoli team se le sognavano.
*{{NDR|Nel 2015}} Onestamente, con questi regolamenti, la Formula 1 è diventata una schifezza. Il rumore delle monoposto sembra quello di un tagliaerba. Per me hanno perso la testa. Un pilota deve disporre di mille cavalli con un sibilo che lo senti a 200 chilometri di distanza e le macchine devono essere belle da vedere. Tanti luminari a lavorare attorno ai regolamenti per produrre cosa? Qualcosa di assolutamente ridicolo...
===[[Claudio Lombardi]]===
*{{NDR|Nel 2014}} Della Formula 1 ho una conoscenza tecnica, mentre non sono aggiornato sui meccanismi che regolano lo spettacolo sportivo. Non lo ritengo un aspetto negativo l'allargamento del calendario in paesi che non hanno una tradizione con la Formula 1, perché la platea televisiva è quella che governa gli orientamenti degli organizzatori, anche se in alcuni autodromi il pubblico è scarso. Invece proprio non mi piacciono alcuni tracciati privi di contenuti tecnici, quelli piatti, dove è molto difficile superare. Spa e Suzuka sono l'esempio da considerare quando si vuole immaginare un nuovo progetto di pista per la Formula 1.
*{{NDR|Nel 2014}} La Formula 1 degli anni '70 era una palestra tecnica di grande livello, dove tutti si potevano esercitare al massimo. Oggi tutto questo è limitato [...]: è ammessa una sola soluzione.
*{{NDR|Nel 2015}} La Formula 1 di oggi non ha perso di interesse a causa della power unit: sostenere questa tesi, mi sia concesso, nasconde secondi fini... Abbandonare le attuali unità propulsive sarebbe una decisione di retroguardia, miope. Ritornare al passato significherebbe sacrificare gli obiettivi raggiunti in termini di reale progresso tecnico che hanno portato, tra i tanti vantaggi, un livello di efficienza del motore superiore del 40% rispetto agli aspirati della Formula 1 di un tempo. Sono invece contrario agli investimenti giganteschi per l'aerodinamica necessari a introdurre soluzioni sempre più sofisticate sulle monoposto che nessun ritorno hanno sulle vetture di serie: ogni minuto speso in galleria del vento sono soldi buttati al vento per esercizi che producono alette e alettine – io le chiamo "pennette" – il cui rendimento è minimale. L'obiettivo della Formula 1, sin dagli albori, è sempre stato incentrato sulla ricerca della prestazione. Dopo oltre sessant'anni, il nuovo obiettivo imposto dall'evoluzione tecnica in campo motoristico è quello della ricerca della massima efficienza del propulsore: questa è la chiave di lettura che costituisce la vera differenza tra la Formula 1 di ieri e quella che verrà [...]. Oggi è già domani.
*La Formula 1 rappresenta la massima espressione della ricerca tecnica, un'attività che deve essere sviluppata in casa senza chiudersi in se stessi, bensì guardando lontano attraverso un nucleo stabile di ingegneri in grado di sedimentare nel tempo insieme il grande patromonio di esperienza acquisita progetto dopo progetto. Il team tecnico di una scuderia di Formula 1 non può essere gestito come una squadra di calcio dove c'è un continuo cambio di giocatori o dove si sostituisce l'allenatore in pieno campionato, nella speranza di raggiungere un risultato migliore. Nemmeno nel calcio una strategia del genere premia, figuriamoci nella Formula 1 che fonda l'attività sul patrimonio tecnico e cioè sugli uomini che compongono l'azienda. La miglior macchina è sempre figlia di una evoluzione progettuale che si arricchisce nel tempo di soluzioni e intuizioni maturate con l'esperienza del gruppo di lavoro. Ripartire ogni stagione sportiva da un foglio bianco, spesso significa azzerare gli elementi acquisiti con i precedenti modelli di progetto.
*Ognuno vive nel suo motorhome, i piloti fuggono dopo le gare, si è tutti diffidenti per via di una stampa aggressiva.
===[[Pierluigi Martini]]===
*È l'unico ambiente che ti fa avvertire la reale necessità di riposarti, di «staccare la luce».
*Il giusto equilibrio tra incoscienza ed esperienza credo sia il cocktail migliore per un pilota di F.1.
*In F.1 non puoi fare la parte della pecora. A una ruotata devi rispondere nella stessa maniera, devi comportarti da lupo.
===[[Mario Poltronieri]]===
*{{NDR|Sul confronto tra la Formula 1 passata e quella del 2015}} Allora il pilota prevaleva sull'auto. Oggi vediamo chi sono i migliori ma è difficile dare un giudizio consolidato, specie se la vettura non ha interpretato gli ondivaghi e a volte misteriosi regolamenti. ([[Mario Poltronieri]])
*{{NDR|«Fino alla metà degli Anni '70 la F.1 in diretta ci andava di rado, però»}} Il salto di qualità ci fu con Lauda. Il suo titolo nel '75 e l'incidente col fuoco del Nurburgring, l'anno dopo, proiettarono le corse nel cuore della massa. E nel '77 per la prima volta la Rai decise di seguire quasi tutto il mondiale. Fu un giallo. Mi ritrovai in Argentina, con la giunta militare al potere. A fine gara mi chiamano da Roma: "Non torni, vai anche in Brasile a seguire il secondo Gp". "Sì, ma io ho finito i soldi" – rispondo preoccupato. "Te li manderà la Rai di New York". Pochi giorni e i soldi arrivano. Vado in banca a prenderli, ma mi chiedono di spogliarmi. Boh, okay. Entro in slip in un cunicolo, sotto l'occhio di due mitragliatrici e vado a ritirare il malloppo. Mica potevo sapere che con quell'atto eroico aveva inizio la continuità della F.1 in Rai.
*La mia F.1 ideale è pronti-via e chi resta davanti vince.
*{{NDR|Nel 2007}} Le F.1 sembrano carri da guerra, con tutte quelle lame. Il Circus vive una filosofia distorta. Continuano ad aumentare le velocità in curva e fanno di tutto per limitare quelle in rettilineo, tanto che si volta a 240 all'ora e di massima si va a poco più di 300. È una follia, questa. Ma la vogliamo capire o no che da trent’anni – ossia dall'inizio dell'era turbo –, non è la F.1 che fa da banco di prova per la grande produzione, ma viceversa? Sai che di recente ho parlato con Dupasquier, ex uomo forte della Michelin, il quale mi ha confidato che solo il 10% dell'esperienza fatta in F.1 può essere riversata sulle gomme di serie? La verità è che qui nessuno vuole sostituire i mattoni rotti per paura che crolli la baracca. No, bisogna dare ai Costruttori solo una quantità d'energia imposta. E che poi si arrangino loro, con libertà e creatività.
*{{NDR|«La tua F.1 ideale?»}} Quella Anni '70. Con tanti possibili vincitori. Oppure Anni '50, con le Mercedes carenate.
*{{NDR|Nel 2007, «ti piace questa F.1?»}} Sarò breve. No. {{NDR|«Perché?»}} Una volta chiesi a Schumi perché a metà Gp non aveva attaccato Damon Hill. Mi rispose: "Tanto l'avrei comunque passato col pit-stop". Ecco, visto?
*{{NDR|Nel 2007}} Un pilota non può essere confinato a mero controllore di apparecchiature elettroniche. [...] queste F.1 non sono più macchine da competizione, ma solo degli attrezzi da corsa. Non fosse per i temporali improvvisi, era meglio prima. Sicurezza a parte...
===[[Enrique Scalabroni]]===
*{{NDR|Nel 2020}} I piccoli team dovrebbero inventare, ma il regolamento non lo permette. Come può venire fuori un Colin Chapman, come può la Ferrari mettere un alettone dove nessuno aveva pensato di porlo. Questo è quello che manca, nei regolamenti rigidi è una questione di specialisti di parti. [...] La creatività è quella che ha creato le grandi squadre, ma quando diventa importante il particolare allora la potenza motore fa la differenza.
*{{NDR|Nel 2020}} In Formula 1 ammiro tutti, ma i quattro principali sono: Patrick Head, Harvey Postlethwaite, l'Ingegner Mauro Forghieri e John Barnard.
*{{NDR|Nel 2020, sui «limiti del regolamento»}} La macroaerodinamica non costa molto, perché la macchina la devi fare, ma quando limiti troppo il regolamento esce fuori la microaerodinamica, arrivando ad un punto in cui inizi a mettere correttori, deflettori generatori di vortice che servono a far funzionare quella soluzione, ma incrementano il budget.
*{{NDR|Nel 2012}} Le massime squadre della F1 sanno molto bene che perdendo un "cervello pensante", non è possibile rimpiazzarlo istantaneamente. C'è la necessità di una comunicazione totale fra i direttori ed il personale operativo. Quando cambia un dirigente tecnico di riferimento, serve il tempo per ristabilire la "brain communication" di quel dipartimento, con il risultato che soffre un ritardo operativo e questo in F1 è fatale.
*{{NDR|Nel 2012}} Oggi la competizione è puramente internazionale, pertanto chi si limita ad avere solo gente del "proprio giardino", ha molto da perdere... Tre esempi molto chiari nei risultati al top della F1 [motori, ''ndr'']: Mercedez Benz trova il suo top con un pilota argentino chamato Juan Manuel Fangio. Ferrari trova il suo maggior risultato con due piloti non italiani: Schumacher e Lauda... Honda trova i suoi migliori risultati con due piloti brasiliani: Nelson Piquet e Ayrton Senna. Resta qualche dubbio?
===[[Andreas Seidl]]===
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Dal mio punto di vista, il divario tra i top team e gli altri [...] non è una sorpresa quando in Formula 1 si affrontano dei nuovi regolamenti tecnici. Le squadre che hanno le infrastrutture migliori e che in passato hanno disposto di finanze illimitate per creare il miglior team possibile con i migliori strumenti e le migliori metodologie, forse hanno persino più motivi per creare qualcosa da un foglio bianco e assicurarsi un vantaggio più grande, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione. [...] Allo stesso tempo però, sono convinto che con il budget cap in vigore e con una stabilità regolamentare nel tempo le prestazioni tra le squadre convergeranno e lo sport migliorerà sempre di più. Ne sono assolutamente convinto.
*La ragione per cui amo questo sport è perché oltre ai soldi e alla tecnologia resta uno sport umano e di squadra, dove il pilota gioca ancora un ruolo.
*{{NDR|Nel 2022, sulla questione "squadre B" in Formula 1}} Non è un segreto che queste collaborazioni consentite all'interno delle regole siano una preoccupazione per noi. Per questo motivo sono dell'opinione che in futuro si debbano regolamentare queste collaborazioni per fare in modo che la Formula 1 torni ad essere un campionato con 10, 11 o 12 costruttori reali. Dal mio punto di vista l'unica condivisione possibile dovrebbe essere quella relativa alle power unit ed al cambio, mentre tutti il resto deve essere realizzato in maniera autonoma. Sappiamo che appena vai oltre questo scambio hai un trasferimento di dati che diventa rilevante per migliorare le prestazioni della monoposto. [...] è necessario che venga definito con certezza il limite di ciò che può essere condiviso tra i team.
===[[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]]===
*{{NDR|Nel 2024}} Gestire un team di Formula 1 è tutto meno che qualcosa di statico. [...] Mi piace dire che ogni 24 ore aggiorniamo i nostri piani, ogni 24 ore aggiorniamo quello che c'è da fare perché la Formula 1 si evolve in maniera estremamente veloce, se si resta sullo stesso programma per due mesi può accadere che quel piano diventi vecchio. Quindi richiede un'intensità importante dal punto di vista della leadership, un approccio che si deve propagare a tutte le mille persone che compongono la squadra, direi che questo modello non ha uguali in nessun altro tipo di industria.
*{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 è essenzialmente un gioco di aerodinamica.
*{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 ruota attorno all'ingegneria, ma dipende essenzialmente dalle persone.
===[[Nicholas Tombazis]]===
*La Formula 1 non è uno sport per il divertimento di chi progetta le macchine, anche se c'è a chi piace, me compreso. C'è una responsabilità anche verso i tifosi.
*{{NDR|Nel 2023, «in una Formula 1 in cui le risorse sono bilanciate dal cost cap, perché è così irrealistico pensare a una reintroduzione dei test privati?»}} Questo è un dibattito ricorrente. Riteniamo che sia importante avere i regolamenti finanziari, ma che anche quelli tecnici e sportivi debbano andare nella stessa direzione. Noi potremmo dare libertà assoluta alle squadre su come spendere i loro 150 milioni, dal fare i test in pista al produrre componenti in oro. A quel punto però creeremo una iper-pressione sul meccanismo del cost cap. Ad esempio, noi abbiamo squadre in Inghilterra, Italia e Svizzera, poi alcune di loro fanno parte di una grande azienda automobilistica, come Ferrari o Alpine, mentre altre sono indipendenti. Ci sono grandi differenze strutturali tra i team, con degli effetti sulle spese. Se avessimo dato loro totale libertà sulla parte tecnica, queste differenze di struttura avrebbero assunto una rilevanza molto più elevata, creando dei disequilibri. Per questo abbiamo sempre creduto di dover limitare i costi anche attraverso i regolamenti tecnico e sportivo, non solo per mezzo di quello finanziario. Non dimentichiamo che nei tempi in cui i test erano concessi, si sprecavano molte più gomme e molti più motori. Inoltre esistevano delle squadre dedicate solo ai test. Non è qualcosa che va in una direzione coerente con i tempi moderni.
*{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Vogliamo che i compiti del pilota rimangano essenzialmente quelli attuali. Non vogliamo che chi guida diventi un aerodinamico o un ingegnere. L'elemento di differenziazione deve essere il puro talento di guida e non necessariamente giocare una partita a scacchi con la strategia. Allo stesso modo, non vogliamo che la competizione ingegneristica sia un'altra battaglia navale tra ingegneri che fanno simulazioni per ottimizzare la strategia. Questo porterebbe a delle macchine che si superano non perché in battaglia, ma per delle differenze di strategia. Non vogliamo una cosa del genere, ma che ci siano delle battaglie in pista dove le auto siano al limite di trazione e controllo, garantendo una certa componente drammatica nei sorpassi. Quando si parla di aerodinamica attiva o di strategie del motore, non vogliamo aprire un campo che, per quanto molto interessante dal punto di vista ingegneristico, risulterebbe molto noioso per uno spettatore.
===[[Leo Turrini]]===
*La Formula Uno, per me, è un impasto irresistibile di umanità e tecnologia. Io la vivo e la racconto come un romanzo popolare. E nei romanzi la trama è sempre un intreccio, un intrigo, una implausibile somma di contraddizioni.
*Quando, poco più che ventenne, iniziai a frequentare i circuiti della F1, ero ovviamente circondato da colleghi che avevano trenta, talvolta anche quarant'anni più di me. Naturalmente, questi adorabili compagni di viaggio non la smettevano mai di spiegarmi quanto diverso e migliore fosse l'automobilismo della loro giovinezza. Avevano visto guidare Clark, Stewart, Fangio, qualcuno addirittura millantava di aver fatto in tempo ad ammirare dal vivo Nuvolari. Altro che i "miei" Prost, Piquet, Alboreto, Mansell! E il pubblico, signora mia! Che decadenza! Nella seconda metà degli anni Ottanta la gente andava negli autodromi con bandiere, fischietti, tamburi. Talvolta per la gioia invadeva pure la pista. Barbari! Vuoi mettere con la compostezza dei tifosi degli anni belli? Inoltre, una volta sì che gli appassionati di corse erano preparati. Mica come nella mia era, quando freschissimo e lancinante era il ricordo delle mattane di Gilles. Perbacco, si era proprio abbassato il livello della competenza, se ci eravamo innamorati di uno che sbrindellava sempre semiassi, motori, fiancate... Infine, per carità, c'era un degrado persino filosofico. A Ecclestone interessavano solo i soldi. A Ferrari e ai suoi competitors pure. [...] Era ormai tutto un wrestling, infatti la definizione Circo a quattro ruote nacque allora. E noi giovani degli anni Ottanta non capivamo che era tutto un grande imbroglio, dagli ottani delle benzine alle furbate aerodinamiche di Ducarouge, non capivamo, noi giovani del 1985 e dintorni, perché eravamo ignoranti, ci bastava dire di essere stati fisicamente a Imola o a Monza o a Zeltweg ma non eravamo degni di confrontarci con chi era stato, per sua fortuna, giovane decenni prima. Siamo nel 2023, mi sento raccontare le stesse cose, sebbene vecchio sia diventato io.
*Sulla noia da F1 bisogna intendersi, magari una volta per tutte. [...] In Formula Uno, storicamente, è persino normale che molte competizioni possano risultare noiose, almeno con riferimento alla battaglia per il primo posto. Questo perchè la F1, nella accezione migliore, è il pinnacolo della tecnologia più sofisticata applicata alle corse. E se uno lavora meglio dei concorrenti, magari anche interpretando meglio le regole, è giusto che vinca facile. Il guaio è pretendere di combattere la noia inventandosi tarocchi a tavolino. Dopo di che [...], non è colpa mia se Senna-Prost-Mansell non ci sono più.
===[[Frédéric Vasseur]]===
*{{NDR|Nel 2022}} Le capacità per poter emergere, nel tempo sono cambiate, perché è cambiato l'approccio al weekend di gara {{NDR|in Formula 1}}. Non potendo fare test, e con sempre meno prove libere a disposizione, possiamo provare in pista solo poche configurazioni e gli stessi piloti hanno molto meno tempo per stare in macchina. Ma è così, fa parte del gioco, anche in passato quando il venerdì pioveva e il sabato era asciutto si ricominciava da zero, ma alla fine il pilota che è in pole position è sempre quello che ha fatto meglio degli altri. Per me va bene, forse è anche questo il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo aumentare il numero delle gare.
*{{NDR|Nel 2023, sulla gestione di un team di Formula 1}} Oggi il peso specifico del lavoro di squadra è molto più importante di quello dei singoli, molto più di quanto non fosse appena qualche anno fa. Si tratta più di una questione di risultati dell'intero team, perché le squadre di grandi dimensioni richiedono un maggiore coordinamento all'interno dei diversi reparti. L'influenza del singolo è minore, ma non significa che sia meno determinante, perché parliamo di persone più specializzate che mai.
*{{NDR|Nel 2022, sul calendario della Formula 1}} Oggi si lamentano tutti per le 23 gare, ma recentemente ho pranzato con il capo produzione Sauber che è in F1 da molti anni, e mi diceva che nel 1993 c'erano sì 17 gare in calendario, ma ogni settimana era programmata una sessione di test! Personalmente avere 23 Gran Premi credo sia una notizia positiva, vuol dire che la Formula 1 sta crescendo e sta aumentando l'interesse, se oggi volessero potrebbero fare un calendario con 30 o più gare considerando il numero di promotori che si sono fatti avanti per avere una gara. [...] credo che nel complesso il trend sia molto positivo, e personalmente sognavo la Formula 1 da quando avevo dieci anni, e oggi non mi lamento di certo se il numero di gare è aumentato, sto vivendo il mio sogno.
*{{NDR|Nel 2022}} Oggi tra gli obiettivi generali dei tecnici di Formula 1 c'è quello di portare il più possibile la realtà sui simulatori, è un mega-esercizio che da ingegnere mi piace, ma non dobbiamo dimenticare che non è la pista, e a volte vedo che gli ingegneri più anziani lo ricordano ai giovani.
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Alfa Romeo in Formula 1]]
*[[F1 Academy]]
*[[Formula E]]
*[[Gran Premio di Formula 1]]
*[[Livree degli sponsor in Formula 1]]
*[[Renault in Formula 1]]
*[[Rivalità Prost-Senna]]
*[[Vettura di Formula 1]]
*[[W Series]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|n=Categoria:Formula Uno|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Competizioni sportive]]
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Agrippa von Nettesheim
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text/x-wiki
[[Immagine:Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim.png|thumb|Agrippa di Nettesheim]]
{{indicedx}}
'''Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim''' (14 settembre 1486 – 18 febbraio 1535), alchimista, astrologo, esoterista e filosofo tedesco.
==Citazioni di Agrippa von Nettesheim==
*Fra tutte le creature non v'è spettacolo così meraviglioso né miracolo tanto riguardevole della [[donna]], al punto che si dovrebbe essere ciechi per non vedere chiaramente che Dio radunò tutta la bellezza di cui è capace l'intero universo e glie la diede, acciò che ogni creatura abbia buone ragioni per stupirsi di lei e riverirla ed amarla. (da ''De nobilitate et praecellentia foeminei sexus'', p. 51)
==''La filosofia occulta''==
*Solo per voi, figli della dottrina e della sapienza, abbiamo scritto quest'opera. Scrutate il libro, raccoglietevi in quella intenzione che abbiamo dispersa e collocata in più luoghi; ciò che abbiamo occultato in un luogo, l'abbiamo manifestato in un altro, affinché possa essere compreso dalla vostra saggezza. (3, 65<ref>Citato in [[Umberto Eco]], ''Il pendolo di Foucault'', Bompiani, Milano, 2013, [http://books.google.it/books?id=sjL_ZsTH-2sC&pg=PT9 epigrafe].</ref>)
*Molti [[animale|animali]] hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. (cap. LIV; 2007, p. 90)
*Non bisogna osservare meno attentamente i [[corvo|corvi]], che si ritiene presagiscano cose importantissime ed [[Epitteto]], filosofo stoico e grande scrittore, opina che quando un corvo gracchia incontrando alcuno, gli pronostichi eventi contrari alla sua salute corporale, alla sua fortuna, al suo onore, alla moglie sua e ai suoi figliuoli. (cap. LIV; 2007, p. 91)
*La [[fenice]] indica il successo. Per la vista della fenice la nuova Roma fu fondata coi migliori auspicii.<br />Il [[pellicano]], che si sacrifica pei suoi piccoli, indica crucci causati dalla bontà del proprio animo. Il [[pavone]], che ha dato il suo nome alla città di Poitiers e provincia, pel colore e per la voce, significa dolcezza. L'[[airone]] indica affari irti di difficoltà. La [[cicogna]], che ama la quiete e l'unione, significa concordia. La [[gru]], così detta dalla voce antica ''gruere'' che significa andare d'accordo, indica sempre alcunché di conveniente e ci preserva dalle imboscate di chi ci è nemico. (cap. LIV; 2007, pp. 91-92)
*Le [[rondine|rondini]], che costruiscono il nido ai loro piccoli quando sono vicine a morire, indicano beni di fortuna o eredità. Imbattersi in un [[pipistrello]] mentre si fugge, indica felice riuscita del proprio allontanarsi, perché sebbene quest'animale non abbia ali, pure non si stanca dal volare. Il [[passero]] è invece di cattivo augurio all'uomo che fugge e di buon augurio per gli amori, perché, quando è in caldo, si accoppia sette volte all'ora. Le [[ape|api]] sono di buon augurio ai sovrani e indicano l'obbedienza dei sudditi. (cap. LIV; 2007, p. 93)
*Le [[cavalletta|cavallette]], che distruggono tutto ciò che trovano e quasi ardono i luoghi, sono di cattivo augurio e ostacolano le imprese; invece le [[cicala|cicale]] presagiscono i viaggi e il successo. Si dice che il [[ragno]] che tessa dall'alto la sua tela annunci guadagni prossimi. (cap. LIV; 2007, p. 95)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Agrippa di Nettesheim, ''La filosofia occulta <small>o</small> La magia'' (''De occulta philosophia'', 1533), vol. 1, traduzione di Alberto Fidi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2007. ISBN 88-272-0524-1 ([http://books.google.it/books?id=ZZqkTBrkXUIC&pg=PA0 Anteprima su Google Libri])
*Agrippa di Nettesheim, ''De nobilitate et praecellentia foeminei sexus'', traduzione di Marco Ricagno, Nino Aragno Editore, Torino, 2007.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alchimisti]]
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[[Immagine:Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim.png|thumb|Agrippa di Nettesheim]]
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'''Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim''' (1486 – 1535), alchimista, astrologo, esoterista e filosofo tedesco.
==Citazioni di Agrippa von Nettesheim==
*Fra tutte le creature non v'è spettacolo così meraviglioso né miracolo tanto riguardevole della [[donna]], al punto che si dovrebbe essere ciechi per non vedere chiaramente che Dio radunò tutta la bellezza di cui è capace l'intero universo e glie la diede, acciò che ogni creatura abbia buone ragioni per stupirsi di lei e riverirla ed amarla. (da ''De nobilitate et praecellentia foeminei sexus'', p. 51)
==''La filosofia occulta''==
*Solo per voi, figli della dottrina e della sapienza, abbiamo scritto quest'opera. Scrutate il libro, raccoglietevi in quella intenzione che abbiamo dispersa e collocata in più luoghi; ciò che abbiamo occultato in un luogo, l'abbiamo manifestato in un altro, affinché possa essere compreso dalla vostra saggezza. (3, 65<ref>Citato in [[Umberto Eco]], ''Il pendolo di Foucault'', Bompiani, Milano, 2013, [http://books.google.it/books?id=sjL_ZsTH-2sC&pg=PT9 epigrafe].</ref>)
*Molti [[animale|animali]] hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. (cap. LIV; 2007, p. 90)
*Non bisogna osservare meno attentamente i [[corvo|corvi]], che si ritiene presagiscano cose importantissime ed [[Epitteto]], filosofo stoico e grande scrittore, opina che quando un corvo gracchia incontrando alcuno, gli pronostichi eventi contrari alla sua salute corporale, alla sua fortuna, al suo onore, alla moglie sua e ai suoi figliuoli. (cap. LIV; 2007, p. 91)
*La [[fenice]] indica il successo. Per la vista della fenice la nuova Roma fu fondata coi migliori auspicii.<br />Il [[pellicano]], che si sacrifica pei suoi piccoli, indica crucci causati dalla bontà del proprio animo. Il [[pavone]], che ha dato il suo nome alla città di Poitiers e provincia, pel colore e per la voce, significa dolcezza. L'[[airone]] indica affari irti di difficoltà. La [[cicogna]], che ama la quiete e l'unione, significa concordia. La [[gru]], così detta dalla voce antica ''gruere'' che significa andare d'accordo, indica sempre alcunché di conveniente e ci preserva dalle imboscate di chi ci è nemico. (cap. LIV; 2007, pp. 91-92)
*Le [[rondine|rondini]], che costruiscono il nido ai loro piccoli quando sono vicine a morire, indicano beni di fortuna o eredità. Imbattersi in un [[pipistrello]] mentre si fugge, indica felice riuscita del proprio allontanarsi, perché sebbene quest'animale non abbia ali, pure non si stanca dal volare. Il [[passero]] è invece di cattivo augurio all'uomo che fugge e di buon augurio per gli amori, perché, quando è in caldo, si accoppia sette volte all'ora. Le [[ape|api]] sono di buon augurio ai sovrani e indicano l'obbedienza dei sudditi. (cap. LIV; 2007, p. 93)
*Le [[cavalletta|cavallette]], che distruggono tutto ciò che trovano e quasi ardono i luoghi, sono di cattivo augurio e ostacolano le imprese; invece le [[cicala|cicale]] presagiscono i viaggi e il successo. Si dice che il [[ragno]] che tessa dall'alto la sua tela annunci guadagni prossimi. (cap. LIV; 2007, p. 95)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Agrippa di Nettesheim, ''La filosofia occulta <small>o</small> La magia'' (''De occulta philosophia'', 1533), vol. 1, traduzione di Alberto Fidi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2007. ISBN 88-272-0524-1 ([http://books.google.it/books?id=ZZqkTBrkXUIC&pg=PA0 Anteprima su Google Libri])
*Agrippa di Nettesheim, ''De nobilitate et praecellentia foeminei sexus'', traduzione di Marco Ricagno, Nino Aragno Editore, Torino, 2007.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alchimisti]]
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Patrick Brydone
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'''Patrick Brydone''' (1741 – 1818), scrittore, scienziato e viaggiatore.
==Citazioni di Patrick Brydone==
*Ci sono dei luoghi che senza dubbio si possono dire di più incantevoli della terra, e se l'[[Etna]] di dentro somiglia all'inferno, si può dire a ragione che di fuori somigli al paradiso. <br>È curioso pensare che questo monte riunisce in sé tutte le bellezze e tutti gli orrori, in una parola quanto di più opposto e dissimile esiste in natura. Qui si può osservare una voragine che un tempo ha eruttato torrenti di fuoco verdeggiare ora delle piante più belle, trasfonnata da oggetto di terrore in motivo di delizia. Qui si possono cogliere i frutti più squisiti nati su quella che fino a poco fa non era che roccia arida e nera. Qui il suolo è ricoperto di tutti i fiori immaginabili, e noi stessi ci aggiriamo in un mondo di meraviglia e contempliamo questo intrico di dolcezza senza pensare che sotto i nostri piedi c'è l'inferno con tutti i suoi terrori, e che soltanto poche iarde ci separano da laghi di fuoco liquido e di zolfo. <ref>Ruta pp. 76-77</ref>
*Credo che il [[monte Pellegrino]] sia la migliore posizione per ammirare Palermo. La magnifica città si adagia all'estremo di un anfiteatro naturale, formato da alte montagne rocciose, ed il paesaggio che si estende fra la città e queste montagne è uno dei più ricchi e dei più belli del mondo. Il complesso appare quale un meraviglioso giardino ricco di alberi fruttiferi di ogni specie, bagnati da chiare fonti e da ruscelletti, che con le loro curve sinuose danno un variato aspetto alla pianura.<ref name=dvd>Da ''A tour through Sicily and Malte'', Londra, 1773; citato in Dominique Vivant Denon, ''Viaggio a Palermo'', in appendice, Edi.bi.si., Messina, 2014.</ref>
*Il [[porto di Messina]] è formato da un piccolo promontorio o lingua di [[terra]], che s'avanza dall'estremità orientale della [[città]] e separa questo bel bacino dal resto dello stretto.<br>La forma di questa lingua di terra è esattamente quella di una falce, la cui curva forma il porto e lo mette al riparo d'ogni [[vento]]. I greci, che nel dare i nomi riuscivano sempre a sottolineare qualcuna delle caratteristiche più singolari delle cose, chiamarono questo luogo «Zancle» o «Falce», proprio per questa sua straordinaria somiglianza.<br>Fantasticarono che fosse caduta lì la falce di Saturno ed avesse dato una tal forma a quel luogo. I Latini, meno amanti delle immaginose favole, mutarono il suo nome in [[Messina]] da Messis, per indicare la grande fertilità dei campi.<br>Nel porto v'è un gran numero di galere: tre di queste hanno fatto vela questa mattina per incrociare attorno all'isola e proteggerla dagli attacchi improvvisi dei pirati, che sono molto inopportuni sulla costa meridionale.<ref>Da ''A tour through Sicily and Malte'', Londra, 1773; citato in Rina La Mesa, ''Viaggiatori stranieri in Sicilia'', Cappelli, 1961.</ref>
*[[Giovanni Maria Della Torre|Padre della Torre]] (lo storiografo del Vesuvio) mi aveva detto un giorno di aver osservato assai spesso che nei dintorni di [[Napoli]], vale a dire nei luoghi dove l'aria è più impregnata di zolfo e di esalazioni infuocate, la gente era sempre malvagia e perversa al massimo grado. Sia come si vuole, ma la gente di [[Nicolosi]] sembra confermare la verità di questa osservazione.<ref>Ruta pp. 71-72</ref>
*Per la posizione singolare e la ricchezza del suolo, Palermo è stata designata con epiteti adulatori, in ispecie dai poeti che l'hanno denominata la Conca d'oro. Venne pure chiamata Aurea Valle, Hortus Siciliae, ecc.; e per abbracciare tutti questi nomi venne pure aggiunto il termine Felix col quale si trova distinta nelle mappe.<ref name=dvd/>
*Un tipo che aveva assunto un'aria di saggezza e dignità superiore agli altri, li radunò tutti in circolo attorno a lui e cominciò ad interrogarmi con grande solennità. Riuscii a stento a mantenere un contegno. […] Mi chiese di rispondergli con sincerità e precisione circa i veri motivi che ci avevano fatto intraprendere un viaggio così faticoso e spiacevole. Gli dissi, sulla mia parola, che eravamo spinti soltanto dalla curiosità di esaminare l'[[Etna]]. Al che, ridendo fra loro con grande scherno, esclamarono: «Una bella ragione questa, non è vero». <ref>Ruta p. 74</ref>
==Note==
<references />
== Bibliografia ==
*Carlo Ruta ''Viaggiatori in Sicilia tra rinascimento e illuminismo'', Edi.bi.si.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Brydone, Patrick}}
[[Categoria:Scienziati britannici]]
[[Categoria:Scrittori britannici]]
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Kōstas Rīgas
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'''Kostas Rigas''' (29 marzo 1944 – vivente), ex cestista e arbitro di pallacanestro greco.
*Hai a che fare solo con te stesso. Né i presidenti dei club, né i giocatori, i tifosi o i media possono licenziarti così come succede ad un allenatore.
:''You are dealing only with yourself. Not with the presidents of the clubs, not with players, fans, media could fire you as it happens with coach job.'' (citato in [http://www.referee.pl/index.php?id=135 Referee.pl])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cestisti]]
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'''Costas Rigas''' (1944 – vivente), ex cestista e arbitro di pallacanestro greco.
*Hai a che fare solo con te stesso. Né i presidenti dei club, né i giocatori, i tifosi o i media possono licenziarti così come succede ad un allenatore.
:''You are dealing only with yourself. Not with the presidents of the clubs, not with players, fans, media could fire you as it happens with coach job.'' (citato in [http://www.referee.pl/index.php?id=135 Referee.pl])
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Spinoziano
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'''Kōstas Rīgas''' (1944 – vivente), ex cestista e arbitro di pallacanestro greco.
==Citazioni di Kōstas Rīgas==
*Hai a che fare solo con te stesso. Né i presidenti dei club, né i giocatori, i tifosi o i media possono licenziarti così come succede ad un allenatore.
:''You are dealing only with yourself. Not with the presidents of the clubs, not with players, fans, media could fire you as it happens with coach job.'' (citato in [http://www.referee.pl/index.php?id=135 Referee.pl])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cestisti]]
[[Categoria:Sportivi greci]]
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Chi si ferma è perduto
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Chi si ferma è perduto
|titolooriginale= Chi si ferma è perduto
|paese= Italia
|anno= 1960
|genere= Commedia
|regista= [[Sergio Corbucci]]
|soggetto= Bruno Corbucci, Dino De Palma, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra, Luciano Martino
|sceneggiatore= Bruno Corbucci, Dino De Palma, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra, Luciano Martino
|attori=
*[[Totò]]: Antonio Guardalavecchia
*[[Peppino De Filippo]]: Giuseppe Colabona
*[[Aroldo Tieri]]: Matteo Rossi
*[[Alberto Lionello]]: Mario Rossi
*[[Mario Castellani]]: Comm. Amilcare Pasquetti
*[[Lia Zoppelli]]: Giulia, sorella del Comm. Pasquetti
*[[Renzo Palmer]] : Cavicchioni
*[[Pietro De Vico]]: il cameriere
}}
'''''Chi si ferma è perduto''''', film italiano del 1960 con [[Totò]] e [[Peppino De Filippo]], regia di [[Sergio Corbucci]].
==Frasi==
*Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere.<ref>La frase è riportata in molti film di Totò. Come ad esempio ''[[Totò a colori]]'' o ''[[Fermo con le mani!]]''.</ref> ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Audax Fortuna Juventus! ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Questo è un asino, un ciuccio! Un ciuccio che si chiama Cavallo! ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Oh, ma perché io ho una moglie ignorante, tardiva che non capisce niente? Perché? Ma che peccato ho fatto? La guerra l'ho forse fatta io, no! Sono ispettore delle tasse io, no! E allora perché, perché? ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Se sei il signor Rossi te devo da' un cazzotto! ('''Cavicchioni''')
*Copriti! Copriti! ('''Giuseppe Colabona''') {{NDR|alla moglie}}
*Io mi baserò su quello che vedo, e quello che ho visto oggi, caro Guardalavecchia, non depone certo a suo favore. No, ma lei, lei è un isterico, lei è un pazzo! E si ricordi che nel lavoro, come nella vita, ci vuole gentilezza, dolcezza, tatto! ('''Matteo Rossi''') {{NDR|a Guardalavecchia, nel primo giorno del suo giro di ispezioni}}
*A me i telefoni! Non mi fermo né al primo e né al secondo ostacolo perché, come dice quell'antico detto della provincia di [[Chiavari]], chi si ferma è perduto! ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Ha parlato [[Chiang Kai-shek]]! ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Questo da sordo è diventato scemo! ('''Antonio Guardalavecchia''')
*Ditta Pasquetti, trasporti perfetti! ('''Amilcare Pasquetti''')
*Vi trasferisco in Sardegna! Ditta Pasquetti, viaggi perfetti! ('''Amilcare Pasquetti''')
==Dialoghi==
*'''Giulia Pasquetti''': Lei è senza alcun vincolo?<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Be', io sto in un vincolo cieco, cara.
*'''Antiquario Tanasi''': E invece no, ci sento grazie a questi occhiali!<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Perché lei sente con gli occhi e vede con le orecchie?
*'''Antonio Guardalavecchia''': Gulietta, calami la scaletta.<br />'''Giulia Pasquetti''': Siedi piuttosto, e non avere fretta.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Ma dove seder degg'io se qui sgabel non v'è?<br />'''Giulia Pasquetti''': Siedi sul quel pendio oppur favella in piè.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Favellerò di botto, in piedi da qui sotto.<br />'''Giulia Pasquetti''': Che cosa domandate?<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Domando se mi amate.
*'''Giulia Pasquetti''': Al verone son venuta per dirvi di non essere imprudente.<br /> Mio fratello sospetta, giustamente. <br /> E ieri sera più di un impiegato<br /> ha abbozzato un sorriso di ironia.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Non mi importa se qualcuno ha già svagato,<br /> voglio solo che al più presto siate mia!<br />'''Giulia Pasquetti''': Mi proponete allor di essere amanti.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Non siamo i soli, ce ne sono tanti.<br />'''Giulia Pasquetti''': Ma un giorno mi farete vostra sposa?<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Mia sposa? No, non posso, come oso?<br /> Sposare voi, un umile impiegato<br /> morto di fame e sempre squattrinato.<br />'''Giulia Pasquetti''': Potremo fare qualche sacrificio.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': È meglio farmi fare capufficio.[...]<br />'''Giulia Pasquetti''': Il vostro amore allora è interessato!<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Giulietta mia, che dici? Hai equivocato.<br /> Io t'amo in ogni modo, questo lo sai. <br />'''Giulia Pasquetti''': Questo amore può metterci nei guai.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Non importa, io ti darò il mio cuore.<br />'''Giulia Pasquetti''': È troppo poco per un grande amore.<br /> Oltre al cuore io voglio tutto il resto.<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Vuoi le frattaglie? Dimmi, io faccio presto.<br />'''Amilcare Pasquetti''' : Giulia...!<br />'''Giulia Pasquetti''': Mio fratello mi chiama, che disdetta!<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Che faccio, salgo su nella stanzetta?<br />'''Giulia Pasquetti''': Oh no Romeo ti prego non farlo, non è giusto!<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Laddove c'è il periglio c'è più gusto. <br />
*'''Giuseppe Colabona''': Onorate la salma di Cesare, onorate il discorso atto ad esaltare la gloria di Cesare, che Antonio qui presente, dietro nostra licenza, è incaricato di tenere. A voi Antonio. <br />'''Antonio Guardalavecchia''': Amici, concittadini, colleghi, porgetemi le orecchie vostre. Vengo per seppellire Cesare, non per lodarlo, e per dare a Cesare quel che è di Cesare, dato che da vivo non glielo abbiamo mai potuto dare. Si dirà che Cesare era un po' burbero, con un'aria scostante, ma Cesare era un uomo d'onore. Qualcuno dirà che il suo aspetto era ributtante, che era sempre ingrugnato, ma Cesare era un uomo d'onore.
*'''Antonio Guardalavecchia''': Voleva ubriacare mia figlia! <br /> '''Giuseppe Colabona''': Voleva ubriacare mia moglie! <br /> '''Antonio Guardalavecchia''': A sua moglie non c'è bisogno di ubriacarla! <br />
*'''Italia Guardalavecchia''': Vergognati! Sporcaccione! <br /> '''Antonio Guardalavecchia''': Italia! Italia mia! <br /> '''Giuseppe Colabona''': Eh, mettiamola sul piano patriottico! <br />
*'''Amilcare Pasquetti''': Guardalavecchia, davvero, questo è un bellissimo complimento che io apprezzo moltissimo. E un complimento fatto a mia sorella è un passaporto per la scima e l'amicisia! <br /> '''Antonio Guardalavecchia''' {{NDR|imitandolo}}: Non ho capito, scuci!
*'''Matteo Rossi''': Senta Guardalaracchia!<br />'''Antonio Guardalavecchia''': Non sono Guardalaracchia, sono Guardalavecchia!<br />'''Matteo Rossi''': La vecchia o La racchia non ha importanza!
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Francesco Barbato
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text/x-wiki
[[File:Francesco Barbato 2012.jpg|thumb|Francesco Barbato]]
'''Francesco Barbato''' (3 novembre 1956 – vivente), politico italiano.
*Il deputato [[Renato Brunetta|Brunetta]] è il fannullone più fannullone d'Italia, è davvero il prototipo del fannullone di stato, perché continua a prendere lo stipendio da deputato pur non svolgendo più il lavoro da deputato, è davvero una vergogna perché, tra l'altro, vuole fare anche il moralizzatore della pubblica amministrazione, vuole fare anche il fustigatore dei dipendenti pubblici fannulloni; può un fannullone come Brunetta fare il fustigatore della pubblica amministrazione? Non penso proprio, però, purtroppo, la casta continua a mantenere i suoi privilegi. (da un video di italiadeivalori.it, presente su [http://www.youtube.com/watch?v=1DlYV9wbSWw& youtube])
*Signor Presidente {{NDR|Silvio Berlusconi}} vorrei chiederle perché lei mi ha fatto diventare consigliere nel consiglio di amministrazione di Mediaset? Sì perché da alcuni giorni questo non è il Parlamento della Repubblica, è il consiglio di amministrazione di Mediaset! (da un intervento in Parlamento, maggio 2008, presente su [http://it.youtube.com/watch?v=qWdkyWgURSg youtube])
*In Italia, forse, il problema dei problemi è la legalità. La legalità è la precondizione per lo sviluppo, è a favore dei cittadini. [...] Dobbiamo cominciare a portare legalità nello Stato, dove ci sono grumi criminogeni che bisogna estirpare. La legalità è precondizione per lo sviluppo, è convenienza per i cittadini. (dall'[http://www.camera.it/412?idSeduta=010&resoconto=stenografico&indice=cronologico&tit=00090&fase=00010 intervento alla Camera] del 28 maggio 2008)
*Bisogna smetterla con queste leggi «canaglia», con queste leggi ''ad personam'', con queste leggi «''ad aziendam''», con queste leggi «''ad vergognam''» che ci stanno propinando in questo Parlamento! (dall'[http://nuovo.camera.it/412?idSeduta=32&resoconto=stenografico&tit=00050&fase=00020 intervento alla Camera] del 10 luglio 2008)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani|Barbato, Francesco]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Jaqen|Jaqen]]
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text/x-wiki
[[File:Francesco Barbato 2012.jpg|thumb|Francesco Barbato]]
'''Francesco Barbato''' (1956 – vivente), politico italiano.
*Il deputato [[Renato Brunetta|Brunetta]] è il fannullone più fannullone d'Italia, è davvero il prototipo del fannullone di stato, perché continua a prendere lo stipendio da deputato pur non svolgendo più il lavoro da deputato, è davvero una vergogna perché, tra l'altro, vuole fare anche il moralizzatore della pubblica amministrazione, vuole fare anche il fustigatore dei dipendenti pubblici fannulloni; può un fannullone come Brunetta fare il fustigatore della pubblica amministrazione? Non penso proprio, però, purtroppo, la casta continua a mantenere i suoi privilegi. (da un video di italiadeivalori.it, presente su [http://www.youtube.com/watch?v=1DlYV9wbSWw& youtube])
*Signor Presidente {{NDR|Silvio Berlusconi}} vorrei chiederle perché lei mi ha fatto diventare consigliere nel consiglio di amministrazione di Mediaset? Sì perché da alcuni giorni questo non è il Parlamento della Repubblica, è il consiglio di amministrazione di Mediaset! (da un intervento in Parlamento, maggio 2008, presente su [http://it.youtube.com/watch?v=qWdkyWgURSg youtube])
*In Italia, forse, il problema dei problemi è la legalità. La legalità è la precondizione per lo sviluppo, è a favore dei cittadini. [...] Dobbiamo cominciare a portare legalità nello Stato, dove ci sono grumi criminogeni che bisogna estirpare. La legalità è precondizione per lo sviluppo, è convenienza per i cittadini. (dall'[http://www.camera.it/412?idSeduta=010&resoconto=stenografico&indice=cronologico&tit=00090&fase=00010 intervento alla Camera] del 28 maggio 2008)
*Bisogna smetterla con queste leggi «canaglia», con queste leggi ''ad personam'', con queste leggi «''ad aziendam''», con queste leggi «''ad vergognam''» che ci stanno propinando in questo Parlamento! (dall'[http://nuovo.camera.it/412?idSeduta=32&resoconto=stenografico&tit=00050&fase=00020 intervento alla Camera] del 10 luglio 2008)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani|Barbato, Francesco]]
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Vikas Swarup
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text/x-wiki
[[Immagine:VikasSwarup.jpg|thumb|Vikas Swarup]]
'''Vikas Swarup''' (22 giugno 1961 — vivente), scrittore indiano.
==[[Incipit]] de ''Le dodici domande''==
Sono stato arrestato. Per aver vinto a un quiz televisivo.<br>
Sono venuti da me ieri a notte fonda, quando anche i cani randagi erano andati a dormire. Hanno buttato giù la porta, mi hanno ammanettato e condotto fino alla jeep, che mi aspettava fuori con i lampeggianti rossi accesi.<br>
Non ci sono state sceneggiate. Neanche un vicino si è mosso dalla sua baracca. Soltanto il vecchio gufo sull'albero di tamarindo si è messo a fischiare per il mio arresto.
==Bibliografia==
*Vikas Swarup, ''Le dodici domande'', traduzione di Mario Fillioley, Guanda, 2009. ISBN 9788882467418
==Film==
*''[[The Millionaire]]'' (2008)
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Le dodici domande||(2005)}}
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{{DEFAULTSORT:Swarup, Vikas}}
[[Categoria:Scrittori indiani]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[Immagine:VikasSwarup.jpg|thumb|Vikas Swarup]]
'''Vikas Swarup''' (1963 — vivente), scrittore indiano.
==[[Incipit]] de ''Le dodici domande''==
Sono stato arrestato. Per aver vinto a un quiz televisivo.<br>
Sono venuti da me ieri a notte fonda, quando anche i cani randagi erano andati a dormire. Hanno buttato giù la porta, mi hanno ammanettato e condotto fino alla jeep, che mi aspettava fuori con i lampeggianti rossi accesi.<br>
Non ci sono state sceneggiate. Neanche un vicino si è mosso dalla sua baracca. Soltanto il vecchio gufo sull'albero di tamarindo si è messo a fischiare per il mio arresto.
==Bibliografia==
*Vikas Swarup, ''Le dodici domande'', traduzione di Mario Fillioley, Guanda, 2009. ISBN 9788882467418
==Film==
*''[[The Millionaire]]'' (2008)
==Altri progetti==
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===Opere===
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Donald Wandrei
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text/x-wiki
[[File:Donald Wandrei, Whose Book, "Ecstasy and Other Poems," Has a Vibrant, Imaginatively Emotional Theme (cropped).jpg|thumb|Donald Wandrei nel 1928]]
'''Donald Albert Wandrei''' (20 aprile 1908 – 15 ottobre 1987), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di ''I giganti di pietra''==
La Vadia é una antichissima strada lastricata che giunge serpeggiando sino a Isling, e dopo aver costeggiato il paese dal lato ovest arriva a un cimitero. Là si interrompe bruscamente, trasformandosi in un viottolo malamente segnato sul terreno e limitato verso la città dei morti da una siepe di biancospino.
==[[Incipit]] di ''Tic tac''==
Jud Kerrun avvolse con cura la scatola nella carta ricavata da un sacchetto marrone della drogheria e legò il pacchetto con un comune spago bianco. Prese una mascherina dal banco da lavoro, la appoggiò sul lato destro dell'oggetto, in basso, e ci passò sopra rapidamente un pastello a cera nero. Quando rimosse la mascherina, sul pacchetto si leggeva un indirizzo in stampatello, a caratteri marcati: LESLIE GRAMM, 307 FRONT ST.<br>
Avvicinò l'oggetto all'orecchio.<br>
''Tic tac''
==Bibliografia==
*Donald Wandrei, ''I giganti di pietra'', traduzione non indicata, Urania 410, Mondadori, Milano, 1965.
*Donald Wandrei, ''Tic tac'', traduzione di Annalisa Carena, in "American Pulp. I grandi maestri della crime story", a cura di Ed Gorman, Bill Pronzini e Martin H. Greenberg, Mondadori, Milano, 2001. ISBN 8804490624
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Wandrei, Donald}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Donald Wandrei, Whose Book, "Ecstasy and Other Poems," Has a Vibrant, Imaginatively Emotional Theme (cropped).jpg|thumb|Donald Wandrei nel 1928]]
'''Donald Albert Wandrei''' (1908 – 1987), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di ''I giganti di pietra''==
La Vadia é una antichissima strada lastricata che giunge serpeggiando sino a Isling, e dopo aver costeggiato il paese dal lato ovest arriva a un cimitero. Là si interrompe bruscamente, trasformandosi in un viottolo malamente segnato sul terreno e limitato verso la città dei morti da una siepe di biancospino.
==[[Incipit]] di ''Tic tac''==
Jud Kerrun avvolse con cura la scatola nella carta ricavata da un sacchetto marrone della drogheria e legò il pacchetto con un comune spago bianco. Prese una mascherina dal banco da lavoro, la appoggiò sul lato destro dell'oggetto, in basso, e ci passò sopra rapidamente un pastello a cera nero. Quando rimosse la mascherina, sul pacchetto si leggeva un indirizzo in stampatello, a caratteri marcati: LESLIE GRAMM, 307 FRONT ST.<br>
Avvicinò l'oggetto all'orecchio.<br>
''Tic tac''
==Bibliografia==
*Donald Wandrei, ''I giganti di pietra'', traduzione non indicata, Urania 410, Mondadori, Milano, 1965.
*Donald Wandrei, ''Tic tac'', traduzione di Annalisa Carena, in "American Pulp. I grandi maestri della crime story", a cura di Ed Gorman, Bill Pronzini e Martin H. Greenberg, Mondadori, Milano, 2001. ISBN 8804490624
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Harry Bernstein
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text/x-wiki
'''Harry Bernstein''' (30 maggio 1910 — 3 giugno 2011), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il giardino dorato''===
''2000''
Il mattino del mio novantesimo compleanno mi svegliai di buon'ora e andai incontro a un'esperienza alquanto singolare: nell'istante in cui aprii gli occhi, fui accecato da una cortina di chiazze luminose danzanti e intense, di forme e colori diversi. A tratti si fondevano l'una nell'altra, creando nuovi disegni, dimensioni e sfumature, e non restavano mai immobili. Era come guardare attraverso un caleidoscopio, una visione affatto spiacevole, perciò rimasi fermo qualche istante a osservare quell'incantesimo, circondato da un silenzio assoluto, rotto soltanto dal canto degli uccelli fuori in giardino.
===''Il sogno infinito''===
I sogni avevano un ruolo importante nelle nostre vite, in quei primi anni inglesi. Nostra madre li inventava per noi, per consolarci di tutto ciò che non avevamo e infonderci speranza nel futuro. Ma forse lo faceva anche per sé, per sfuggire alle miserie che l'affliggevano, soprattutto a causa di mio padre, che di noi si curava molto poco.<br>
Quei sogni erano sempre là a rischiararci un poco l'esistenza, solo che andavano e venivano: splendidi finché duravano ma fragili ed evanescenti. Erano come le [[bolla di sapone|bolle di sapone]] che soffiavamo dalla pipa di terracotta; le facevamo volteggiare nell'aria in una sfilata di colori allegri, magnifiche ma sfuggenti. Allungavamo la mano per afferrarne una, ma quella, appena la toccavamo, scoppiava e svaniva. Così erano i nostri sogni.
==Bibliografia==
*Harry Bernstein, ''Il giardino dorato'', traduzione di Velia Februari, Piemme, 2009. ISBN 9788856609271
*Harry Bernstein, ''Il sogno infinito'', traduzione di Silvia Bogliolo, Piemme, 2010. ISBN 9788856615234
==Altri progetti==
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===Opere===
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[[Categoria:Scrittori statunitensi|Bernstein, Harry]]
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'''Harry Bernstein''' (1910 — vivente), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il giardino dorato''===
''2000''
Il mattino del mio novantesimo compleanno mi svegliai di buon'ora e andai incontro a un'esperienza alquanto singolare: nell'istante in cui aprii gli occhi, fui accecato da una cortina di chiazze luminose danzanti e intense, di forme e colori diversi. A tratti si fondevano l'una nell'altra, creando nuovi disegni, dimensioni e sfumature, e non restavano mai immobili. Era come guardare attraverso un caleidoscopio, una visione affatto spiacevole, perciò rimasi fermo qualche istante a osservare quell'incantesimo, circondato da un silenzio assoluto, rotto soltanto dal canto degli uccelli fuori in giardino.
===''Il sogno infinito''===
I sogni avevano un ruolo importante nelle nostre vite, in quei primi anni inglesi. Nostra madre li inventava per noi, per consolarci di tutto ciò che non avevamo e infonderci speranza nel futuro. Ma forse lo faceva anche per sé, per sfuggire alle miserie che l'affliggevano, soprattutto a causa di mio padre, che di noi si curava molto poco.<br>
Quei sogni erano sempre là a rischiararci un poco l'esistenza, solo che andavano e venivano: splendidi finché duravano ma fragili ed evanescenti. Erano come le [[bolla di sapone|bolle di sapone]] che soffiavamo dalla pipa di terracotta; le facevamo volteggiare nell'aria in una sfilata di colori allegri, magnifiche ma sfuggenti. Allungavamo la mano per afferrarne una, ma quella, appena la toccavamo, scoppiava e svaniva. Così erano i nostri sogni.
==Bibliografia==
*Harry Bernstein, ''Il giardino dorato'', traduzione di Velia Februari, Piemme, 2009. ISBN 9788856609271
*Harry Bernstein, ''Il sogno infinito'', traduzione di Silvia Bogliolo, Piemme, 2010. ISBN 9788856615234
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori statunitensi|Bernstein, Harry]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
'''Harry Bernstein''' (1910 – 2011), scrittore britannico naturalizzato statunitense.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il giardino dorato''===
''2000''
Il mattino del mio novantesimo compleanno mi svegliai di buon'ora e andai incontro a un'esperienza alquanto singolare: nell'istante in cui aprii gli occhi, fui accecato da una cortina di chiazze luminose danzanti e intense, di forme e colori diversi. A tratti si fondevano l'una nell'altra, creando nuovi disegni, dimensioni e sfumature, e non restavano mai immobili. Era come guardare attraverso un caleidoscopio, una visione affatto spiacevole, perciò rimasi fermo qualche istante a osservare quell'incantesimo, circondato da un silenzio assoluto, rotto soltanto dal canto degli uccelli fuori in giardino.
===''Il sogno infinito''===
I sogni avevano un ruolo importante nelle nostre vite, in quei primi anni inglesi. Nostra madre li inventava per noi, per consolarci di tutto ciò che non avevamo e infonderci speranza nel futuro. Ma forse lo faceva anche per sé, per sfuggire alle miserie che l'affliggevano, soprattutto a causa di mio padre, che di noi si curava molto poco.<br>
Quei sogni erano sempre là a rischiararci un poco l'esistenza, solo che andavano e venivano: splendidi finché duravano ma fragili ed evanescenti. Erano come le [[bolla di sapone|bolle di sapone]] che soffiavamo dalla pipa di terracotta; le facevamo volteggiare nell'aria in una sfilata di colori allegri, magnifiche ma sfuggenti. Allungavamo la mano per afferrarne una, ma quella, appena la toccavamo, scoppiava e svaniva. Così erano i nostri sogni.
==Bibliografia==
*Harry Bernstein, ''Il giardino dorato'', traduzione di Velia Februari, Piemme, 2009. ISBN 9788856609271
*Harry Bernstein, ''Il sogno infinito'', traduzione di Silvia Bogliolo, Piemme, 2010. ISBN 9788856615234
==Altri progetti==
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===Opere===
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{{DEFAULTSORT:Bernstein, Harry}}
[[Categoria:Scrittori britannici]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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James Worthy
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text/x-wiki
[[Immagine:James Worthy at UNC Basketball game. February 10, 2007.jpg|thumb|James Worthy]]
'''James Ager Worthy''' (27 febbraio 1961 – vivente), ex-cestista statunitense.
*{{NDR|Riferito a [[Magic Johnson]]}} Non credo che ci sarà mai più un altro playmaker di 206 cm che sorride mentre ti sta umiliando.
:''I don't think there will ever be another 6'9" point guard who smiles while he humiliates you.''<ref>Citato in ''[http://www.nba.com/history/Classic_NBA_Quotes_Magic_and_Larry.html Classic NBA Quotes: Magic and Larry]'', ''NBA.com''.</ref>
==Note==
<references />
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Cestisti statunitensi|Worthy, James]]
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[[Immagine:James Worthy at UNC Basketball game. February 10, 2007.jpg|thumb|James Worthy]]
'''James Ager Worthy''' (1961 – vivente), ex-cestista statunitense.
*{{NDR|Riferito a [[Magic Johnson]]}} Non credo che ci sarà mai più un altro playmaker di 206 cm che sorride mentre ti sta umiliando.
:''I don't think there will ever be another 6'9" point guard who smiles while he humiliates you.''<ref>Citato in ''[http://www.nba.com/history/Classic_NBA_Quotes_Magic_and_Larry.html Classic NBA Quotes: Magic and Larry]'', ''NBA.com''.</ref>
==Note==
<references />
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Cestisti statunitensi|Worthy, James]]
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Werner Keller
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'''Werner Keller''' (13 agosto 1909 – 29 febbraio 1980), scrittore e saggista tedesco.
==Citazioni di Werner Keller==
*Non v'è popolo europeo che sia stato maltrattato quanto gli [[etruschi]]; non c'è popolo, la cui identità sia stata così sistematicamente distrutta. Quasi come se la posterità si sia ripromessa di spegnere ogni traccia del ricordo di una nazione che un tempo scrisse, con la sua azione pionieristica, il primo grande capitolo della storia dell'occidente. (da ''Civiltà etrusca'', Garzanti, Milano 1999)
*Furono gli etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d'Italia un'alta civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell'Europa. Furono gli etruschi che, partecipi dell'eredità dell'antico Oriente con la sua avanzata civiltà, la trasferirono sul suolo dell'Occidente europeo. (da ''Civiltà etrusca'', Garzanti, Milano 1999)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori tedeschi|Keller, Werner]]
[[Categoria:Saggisti tedeschi|Keller, Werner]]
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'''Werner Keller''' (1909 – 1980), scrittore e saggista tedesco.
==Citazioni di Werner Keller==
*Non v'è popolo europeo che sia stato maltrattato quanto gli [[etruschi]]; non c'è popolo, la cui identità sia stata così sistematicamente distrutta. Quasi come se la posterità si sia ripromessa di spegnere ogni traccia del ricordo di una nazione che un tempo scrisse, con la sua azione pionieristica, il primo grande capitolo della storia dell'occidente. (da ''Civiltà etrusca'', Garzanti, Milano 1999)
*Furono gli etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d'Italia un'alta civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell'Europa. Furono gli etruschi che, partecipi dell'eredità dell'antico Oriente con la sua avanzata civiltà, la trasferirono sul suolo dell'Occidente europeo. (da ''Civiltà etrusca'', Garzanti, Milano 1999)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori tedeschi|Keller, Werner]]
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Christian Bobin
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[[File:Christian Bobin.jpg|thumb|Christian Bobin nel 2021]]
'''Christian Bobin''' (24 aprile 1951 – 23 novembre 2022), scrittore francese.
==Citazioni di Christian Bobin==
*Ciò che in noi è ferito chiede asilo alle più minute cose della terra, e lo trova. (da ''La presenza pura'', {{sic|AnimaMundi}} Edizioni, 2019)
*[[Amare]] significa aver cura della solitudine dell'altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla.
:''Aimer c'est prendre soin de la solitude de l'autre – sans jamais prétendre la combler ni même la connaître.'' (da ''La merveille et l'obscur'', Editions Paroles d'Aube, 1991)
*Noi non abitiamo regioni. Non abitiamo nemmeno la terra. Il cuore di coloro che amiamo è la nostra vera dimora. (da ''Più viva che mai'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Dobbiamo nascere due volte per vivere un po', anche solo un po'. (da ''Più viva che mai. {{small|Una storia d'amore dura per sempre}}'', Edizioni San Paolo, 2010)
*Ho visto un [[nido]] in rovina in cima a un grande albero e questa vista era dolce come quella di un cuore che ha compiuto il suo lavoro.<ref>Da ''Resuscitare'', citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''Breviario laico. {{small|366 riflessioni giorno dopo giorno}}'', Mondadori, Milano, 2007, [https://books.google.it/books?id=lD53-u4meX4C&lpg=RA7-PA24&dq=&pg=RA7-PA24#v=onepage&q&f=false p. 264]. ISBN 978-88-04-57200-8</ref>
*Ciò che ci salva non ci protegge da nulla eppure è questo a salvarci. (da ''L'insperata'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Il [[XX secolo|ventesimo secolo]] parla all'occhio, e siccome la vista è uno dei sensi più incostanti, bisogna urlare, strillare con luci violente, colori assordanti, immagini sconfortanti a forza di essere allegre, immagini sporche a forza d'essere pulite, svuotate di ogni ombra e di ogni dispiacere. Immagini inconsolabilmente gaie.<ref>Citato da Massimo Baldini; in ''Elogio del silenzio e della parola. {{small|I filosofi, i mistici e i poeti}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2005, p. VII. ISBN 88-498-1129-2</ref>
*Attraversiamo i miracoli come ciechi, senza vedere che il più piccolo germoglio di un fiore è fatto di migliaia di galassie. (da ''La vita grande'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Aspetto. Ho aspettato tutta la vita. Aspetterò tutta la vita. Non saprei dire cosa sto aspettando in questo modo. Ignoro ciò che può metter fine a una così lunga attesa. Non sono impaziente di questa fine. Ciò che aspetto non è nulla che possa venire dalla parte del tempo. Non posso spiegarmi a questo proposito. Perchè dovremmo sempre spiegarci? A volte, come questa mattina, mi dico pure: “Sono atteso, non so dove, non so da cosa o da chi, ma sono sicuro di essere atteso. (da ''Autoritratto al radiatore'', AnimaMundi Edizioni, 2012)
*Non scrivo con l'inchiostro. Scrivo con la mia leggerezza. Non so se riesco a farmi capire: l'inchiostro, lo compro; ma non esiste un negozio per la leggerezza. Viene, oppure no: dipende. Quando non viene è già presente. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*Ovunque, mescolate alle particelle dell'aria che respiriamo, ci sono particelle d'amore errante. A volte si condensano e cadono come pioggia sul nostro capo. A volte no. Dipende così poco dalla nostra volontà, come un acquazzone di primavera. Tutto ciò che possiamo fare è restare il meno possibile al riparo. Ed è forse questo che non funziona nel matrimonio: questo lato dell'ombrello. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*È necessario avere doppia vita nelle nostre vite, doppio sangue nei nostri cuori, la gioia con la pena, il riso con le ombre, due cavalli attaccati allo stesso carro, ciascuno che tira dalla sua parte, a passo folle. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*Non so nulla della tua vita, delle persone a te vicine, delle parole che ti proteggono, degli alberi o delle case o dell'azzurro che scorgi dalle tue finestre. Non immagino nulla. Non ho nulla da dirti che tu già non sappia. Se ti scrivo è per non smettere di scrivere, mai, ed è puro canto, pura celebrazione del canto, di questo vibrare dell'aria sul timpano del cuore. È da questa solitudine che ti scrivo, da questo silenzio che misura la nostra uguaglianza come il nostro essere lontani. Il dato inaggirabile della solitudine. La mia. La tua. Solitudine sempre più grande, illimitata. (da '' Sovranità del vuoto'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*La scrittura è una zingara che si accampa a casa mia a intervalli irregolari, che parte senza preavvertirmi. È un suo diritto che mi lasci senza alcuna spiegazione, senza discutere le ragioni della sua partenza, senza pretendere di addolcirla con ragioni che finirebbero per rivelarsi false, è un diritto elementare di coloro che amo. A coloro che amo, io non chiedo nulla. A coloro che amo chiedo solo di sentirsi liberi da me e di non rendermi mai conto di ciò che fanno o di ciò che non fanno, e, naturalmente di non esigere mai una cosa simile da me. L'amore funziona solo con la libertà. La libertà funziona solo con l'amore. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*Non ho mai un piano, nessun metodo. Non ci sono più regole per scrivere di quante ce ne siano per amare. In ambedue i casi bisogna inoltrarsi soli e spogli di consigli, senza la convinzione che esistano convenzioni da rispettare, conoscenze da possedere. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*Le ragioni non hanno mai orientato la mia vita. Le lasciavo passare come si lascia passare un acquazzone, rifugiandosi sotto il portico di una casa, e ritornavo poi al mio umore vagabondo. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*L'amore è quando qualcuno ci riconduce a casa, quando l'anima ritorna al corpo, stremata dopo anni di assenza. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*I momenti più luminosi della mia vita sono quelli in cui mi accontento di vedere il mondo apparire. Questi momenti sono fatti di solitudine e silenzio. Sono sdraiato su un letto, seduto a una scrivania o cammino per strada. Non penso più a ieri e domani non esiste. Non ho più legami con nessuno e nessuno mi è estraneo. Questa esperienza è semplice. Non c'è da volerla. Basta accoglierla quando arriva. Un giorno ti sdrai, ti siedi o cammini, e tutto ti viene incontro senza fatica, non c'è più da scegliere, tutto quello che viene porta il segno dell'amore. Forse la solitudine e il silenzio non sono nemmeno indispensabili per degli istanti così puri. L'amore da solo basterebbe. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Scrivere è un modo di rispondere alla vita. Abbiamo sempre bisogno di rispondere a un dono con un altro dono, non per sdebitarci, ma per continuare a donare e ricevere, senza fine. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*La poesia è un'insurrezione dello spirito e la più grande respirazione possibile data a ciascuno di noi in questa vita. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Davanti a ciò che la vita ha di più crudele, talvolta tutti i pensieri crollano, privi di appoggio, e non ci resta altro che chiedere agli alberi che tremano sotto il vento di insegnarci quella compassione che il mondo ignora. (da ''Resuscitare'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Talvolta vorrei entrare in una casa a caso, sedermi in cucina e chiedere agli abitanti di che cosa hanno paura, che cosa sperano e se capiscono qualcosa della nostra comune presenza sulla terra. Mi hanno ammaestrato a sufficienza perché mi trattenga da questo slancio che, tuttavia, mi sembra il più naturale del mondo. (da ''Resuscitare'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*A cosa serve leggere. A niente o quasi. È come amare, come suonare. È come pregare. I libri sono dei rosari d'inchiostro nero, ciascun grano dei quali ti scorre tra le dita, parola dopo parola. E cos'è esattamente pregare. È fare silenzio. E allontanarsi da sé nel silenzio. Forse è impossibile. Forse non sappiamo pregare come bisogna: sempre troppo rumore sulle nostre labbra, sempre troppe cose nei nostri cuori. Nelle chiese non prega nessuno, tranne le candele. Si dissanguano. Consumano tutto il loro [[stoppino]]. Non trattengono nulla per sé, danno ciò che sono e questo dono si trasforma in luce. (da ''Mille candele danzanti'', Camelozampa, 2008)
*A scuola ti hanno insegnato delle cose. Anche in famiglia. Ma le cose importanti hai dovuto impararle da solo, balbettando, andando a tentoni – ad esempio, questa: la pochezza di una volontà che faccia affidamento solo su se stessa, la follia di una vita costruita come una fortezza. Queste persone tutte certezza e volontà, queste persone di principio soffocate dal cappio della loro vita, le hai sempre fuggite. (da ''L'insperata'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Forse – in una poesia o in una musica – riusciamo a sentire quello che i morti sentono: la vita al suo stadio più sottile, il brusio dell'eterno. Sogno un mondo in cui le cose più delicate e le più dolorose, che spesso sono le stesse, possano sciogliersi tanto delicatamente quanto i lacci di una scarpa da bambino. (da ''Un azzurro che non mente più'', AnimaMundi Edizioni, 2021)
==Citazioni su Christian Bobin==
*Bobin è fra coloro che hanno il compito di portare in salvo due entità così vessate dall'onnipresente impero: la lingua, la sfinita vitalità della lingua e quella che potremmo chiamare la salute ritmica del mondo, attaccata ora da quella misteriosa, sinistra forza che ci impone una generale corsa, una generale fretta, ed una conseguente mancanza di cura, di profondità, di compassione, di ispirazione – tutte entità che richiedono una ritmica lenta, di ascolto, di attesa, di rivelazione. Per questo mi rinfresca leggere Bobin: ho sempre l'impressione di una bolla di terra ferma e assolata, ombreggiata, stellata, nel bel mezzo di un prepotente, coatto sgambettare di tutto. ([[Mariangela Gualtieri]])
*Bobin fa venir voglia di scrivere. Cioè di vivere. Fa sentire che si può. Si può vivere con un mazzo di fiori, con una passeggiata, un acquazzone, vivere di un cavallo, una bambina, neve, libri... Con Bobin tornano a essere rituali le passeggiate, sacri i luoghi già visti, già annusati e misurati dai passi. Lui stesso dice di parlare di un tempo non registrato, il tempo della neve, il tempo della notte... Bobin ci invita a una purificazione contemporanea, non contro qualcosa ma a spalla di qualcosa. Parla di bel silenzio sonnambulo, quel silenzio che dorme dentro di noi tutto squarciato dall'obbligo di parlare, di avere risposte pronte, di essere intelligenti a orario, di essere sociali. ([[Chandra Livia Candiani]])
*Bobin sembra che scriva frasi fatte apposta per essere citate. E ancora più incredibile è che questo autore riesce sempre ad assomigliarti. Tu leggi e pensi che sta scrivendo come scrivi tu, come pensi tu, come senti tu. Penso che tanti lettori abbiano questa sensazione rispetto a Bobin. Lui è lo scrittore che ci somiglia, ci fa credere in Dio anche se non crediamo in Dio, ci fa credere all'amore anche se non crediamo all'amore, ci fa essere buoni anche se non siamo buoni. [[Franco Arminio]]
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bobin, Christian}}
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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[[File:Christian Bobin.jpg|thumb|Christian Bobin nel 2021]]
'''Christian Bobin''' (1951 – 2022), scrittore francese.
==Citazioni di Christian Bobin==
*Ciò che in noi è ferito chiede asilo alle più minute cose della terra, e lo trova. (da ''La presenza pura'', {{sic|AnimaMundi}} Edizioni, 2019)
*[[Amare]] significa aver cura della solitudine dell'altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla.
:''Aimer c'est prendre soin de la solitude de l'autre – sans jamais prétendre la combler ni même la connaître.'' (da ''La merveille et l'obscur'', Editions Paroles d'Aube, 1991)
*Noi non abitiamo regioni. Non abitiamo nemmeno la terra. Il cuore di coloro che amiamo è la nostra vera dimora. (da ''Più viva che mai'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Dobbiamo nascere due volte per vivere un po', anche solo un po'. (da ''Più viva che mai. {{small|Una storia d'amore dura per sempre}}'', Edizioni San Paolo, 2010)
*Ho visto un [[nido]] in rovina in cima a un grande albero e questa vista era dolce come quella di un cuore che ha compiuto il suo lavoro.<ref>Da ''Resuscitare'', citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''Breviario laico. {{small|366 riflessioni giorno dopo giorno}}'', Mondadori, Milano, 2007, [https://books.google.it/books?id=lD53-u4meX4C&lpg=RA7-PA24&dq=&pg=RA7-PA24#v=onepage&q&f=false p. 264]. ISBN 978-88-04-57200-8</ref>
*Ciò che ci salva non ci protegge da nulla eppure è questo a salvarci. (da ''L'insperata'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Il [[XX secolo|ventesimo secolo]] parla all'occhio, e siccome la vista è uno dei sensi più incostanti, bisogna urlare, strillare con luci violente, colori assordanti, immagini sconfortanti a forza di essere allegre, immagini sporche a forza d'essere pulite, svuotate di ogni ombra e di ogni dispiacere. Immagini inconsolabilmente gaie.<ref>Citato da Massimo Baldini; in ''Elogio del silenzio e della parola. {{small|I filosofi, i mistici e i poeti}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2005, p. VII. ISBN 88-498-1129-2</ref>
*Attraversiamo i miracoli come ciechi, senza vedere che il più piccolo germoglio di un fiore è fatto di migliaia di galassie. (da ''La vita grande'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Aspetto. Ho aspettato tutta la vita. Aspetterò tutta la vita. Non saprei dire cosa sto aspettando in questo modo. Ignoro ciò che può metter fine a una così lunga attesa. Non sono impaziente di questa fine. Ciò che aspetto non è nulla che possa venire dalla parte del tempo. Non posso spiegarmi a questo proposito. Perchè dovremmo sempre spiegarci? A volte, come questa mattina, mi dico pure: “Sono atteso, non so dove, non so da cosa o da chi, ma sono sicuro di essere atteso. (da ''Autoritratto al radiatore'', AnimaMundi Edizioni, 2012)
*Non scrivo con l'inchiostro. Scrivo con la mia leggerezza. Non so se riesco a farmi capire: l'inchiostro, lo compro; ma non esiste un negozio per la leggerezza. Viene, oppure no: dipende. Quando non viene è già presente. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*Ovunque, mescolate alle particelle dell'aria che respiriamo, ci sono particelle d'amore errante. A volte si condensano e cadono come pioggia sul nostro capo. A volte no. Dipende così poco dalla nostra volontà, come un acquazzone di primavera. Tutto ciò che possiamo fare è restare il meno possibile al riparo. Ed è forse questo che non funziona nel matrimonio: questo lato dell'ombrello. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*È necessario avere doppia vita nelle nostre vite, doppio sangue nei nostri cuori, la gioia con la pena, il riso con le ombre, due cavalli attaccati allo stesso carro, ciascuno che tira dalla sua parte, a passo folle. (da ''Folli i miei passi'', AnimaMundi Edizioni, 2013)
*Non so nulla della tua vita, delle persone a te vicine, delle parole che ti proteggono, degli alberi o delle case o dell'azzurro che scorgi dalle tue finestre. Non immagino nulla. Non ho nulla da dirti che tu già non sappia. Se ti scrivo è per non smettere di scrivere, mai, ed è puro canto, pura celebrazione del canto, di questo vibrare dell'aria sul timpano del cuore. È da questa solitudine che ti scrivo, da questo silenzio che misura la nostra uguaglianza come il nostro essere lontani. Il dato inaggirabile della solitudine. La mia. La tua. Solitudine sempre più grande, illimitata. (da '' Sovranità del vuoto'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*La scrittura è una zingara che si accampa a casa mia a intervalli irregolari, che parte senza preavvertirmi. È un suo diritto che mi lasci senza alcuna spiegazione, senza discutere le ragioni della sua partenza, senza pretendere di addolcirla con ragioni che finirebbero per rivelarsi false, è un diritto elementare di coloro che amo. A coloro che amo, io non chiedo nulla. A coloro che amo chiedo solo di sentirsi liberi da me e di non rendermi mai conto di ciò che fanno o di ciò che non fanno, e, naturalmente di non esigere mai una cosa simile da me. L'amore funziona solo con la libertà. La libertà funziona solo con l'amore. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*Non ho mai un piano, nessun metodo. Non ci sono più regole per scrivere di quante ce ne siano per amare. In ambedue i casi bisogna inoltrarsi soli e spogli di consigli, senza la convinzione che esistano convenzioni da rispettare, conoscenze da possedere. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*Le ragioni non hanno mai orientato la mia vita. Le lasciavo passare come si lascia passare un acquazzone, rifugiandosi sotto il portico di una casa, e ritornavo poi al mio umore vagabondo. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*L'amore è quando qualcuno ci riconduce a casa, quando l'anima ritorna al corpo, stremata dopo anni di assenza. (da ''Consumazione. Un temporale'', AnimaMundi Edizioni, 2014)
*I momenti più luminosi della mia vita sono quelli in cui mi accontento di vedere il mondo apparire. Questi momenti sono fatti di solitudine e silenzio. Sono sdraiato su un letto, seduto a una scrivania o cammino per strada. Non penso più a ieri e domani non esiste. Non ho più legami con nessuno e nessuno mi è estraneo. Questa esperienza è semplice. Non c'è da volerla. Basta accoglierla quando arriva. Un giorno ti sdrai, ti siedi o cammini, e tutto ti viene incontro senza fatica, non c'è più da scegliere, tutto quello che viene porta il segno dell'amore. Forse la solitudine e il silenzio non sono nemmeno indispensabili per degli istanti così puri. L'amore da solo basterebbe. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Scrivere è un modo di rispondere alla vita. Abbiamo sempre bisogno di rispondere a un dono con un altro dono, non per sdebitarci, ma per continuare a donare e ricevere, senza fine. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*La poesia è un'insurrezione dello spirito e la più grande respirazione possibile data a ciascuno di noi in questa vita. (da ''Mozart e la pioggia'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Davanti a ciò che la vita ha di più crudele, talvolta tutti i pensieri crollano, privi di appoggio, e non ci resta altro che chiedere agli alberi che tremano sotto il vento di insegnarci quella compassione che il mondo ignora. (da ''Resuscitare'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*Talvolta vorrei entrare in una casa a caso, sedermi in cucina e chiedere agli abitanti di che cosa hanno paura, che cosa sperano e se capiscono qualcosa della nostra comune presenza sulla terra. Mi hanno ammaestrato a sufficienza perché mi trattenga da questo slancio che, tuttavia, mi sembra il più naturale del mondo. (da ''Resuscitare'', AnimaMundi Edizioni, 2015)
*A cosa serve leggere. A niente o quasi. È come amare, come suonare. È come pregare. I libri sono dei rosari d'inchiostro nero, ciascun grano dei quali ti scorre tra le dita, parola dopo parola. E cos'è esattamente pregare. È fare silenzio. E allontanarsi da sé nel silenzio. Forse è impossibile. Forse non sappiamo pregare come bisogna: sempre troppo rumore sulle nostre labbra, sempre troppe cose nei nostri cuori. Nelle chiese non prega nessuno, tranne le candele. Si dissanguano. Consumano tutto il loro [[stoppino]]. Non trattengono nulla per sé, danno ciò che sono e questo dono si trasforma in luce. (da ''Mille candele danzanti'', Camelozampa, 2008)
*A scuola ti hanno insegnato delle cose. Anche in famiglia. Ma le cose importanti hai dovuto impararle da solo, balbettando, andando a tentoni – ad esempio, questa: la pochezza di una volontà che faccia affidamento solo su se stessa, la follia di una vita costruita come una fortezza. Queste persone tutte certezza e volontà, queste persone di principio soffocate dal cappio della loro vita, le hai sempre fuggite. (da ''L'insperata'', AnimaMundi Edizioni, 2018)
*Forse – in una poesia o in una musica – riusciamo a sentire quello che i morti sentono: la vita al suo stadio più sottile, il brusio dell'eterno. Sogno un mondo in cui le cose più delicate e le più dolorose, che spesso sono le stesse, possano sciogliersi tanto delicatamente quanto i lacci di una scarpa da bambino. (da ''Un azzurro che non mente più'', AnimaMundi Edizioni, 2021)
==Citazioni su Christian Bobin==
*Bobin è fra coloro che hanno il compito di portare in salvo due entità così vessate dall'onnipresente impero: la lingua, la sfinita vitalità della lingua e quella che potremmo chiamare la salute ritmica del mondo, attaccata ora da quella misteriosa, sinistra forza che ci impone una generale corsa, una generale fretta, ed una conseguente mancanza di cura, di profondità, di compassione, di ispirazione – tutte entità che richiedono una ritmica lenta, di ascolto, di attesa, di rivelazione. Per questo mi rinfresca leggere Bobin: ho sempre l'impressione di una bolla di terra ferma e assolata, ombreggiata, stellata, nel bel mezzo di un prepotente, coatto sgambettare di tutto. ([[Mariangela Gualtieri]])
*Bobin fa venir voglia di scrivere. Cioè di vivere. Fa sentire che si può. Si può vivere con un mazzo di fiori, con una passeggiata, un acquazzone, vivere di un cavallo, una bambina, neve, libri... Con Bobin tornano a essere rituali le passeggiate, sacri i luoghi già visti, già annusati e misurati dai passi. Lui stesso dice di parlare di un tempo non registrato, il tempo della neve, il tempo della notte... Bobin ci invita a una purificazione contemporanea, non contro qualcosa ma a spalla di qualcosa. Parla di bel silenzio sonnambulo, quel silenzio che dorme dentro di noi tutto squarciato dall'obbligo di parlare, di avere risposte pronte, di essere intelligenti a orario, di essere sociali. ([[Chandra Livia Candiani]])
*Bobin sembra che scriva frasi fatte apposta per essere citate. E ancora più incredibile è che questo autore riesce sempre ad assomigliarti. Tu leggi e pensi che sta scrivendo come scrivi tu, come pensi tu, come senti tu. Penso che tanti lettori abbiano questa sensazione rispetto a Bobin. Lui è lo scrittore che ci somiglia, ci fa credere in Dio anche se non crediamo in Dio, ci fa credere all'amore anche se non crediamo all'amore, ci fa essere buoni anche se non siamo buoni. [[Franco Arminio]]
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bobin, Christian}}
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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Tatsuhiko Shibusawa
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'''Tatsuhiko Shibusawa''', pseudonimo di '''Shibusawa Tatsuo''' (8 maggio 1928 – 5 agosto 1987), romanziere, critico d'arte e traduttore giapponese.
==Citazioni di Tatsuhiko Shibusawa==
*L'[[illuminazione]] che si ottiene mediante l'apprendistato religioso, così come quella ottenuta grazie alle [[droga|droghe]], in fin dei conti non sono che la medesima cosa.<ref>Citato in [[Tatsuhiko Takimoto]], ''[[Welcome to the NHK#Citazioni tratte dal romanzo|Welcome to the NHK]]'', Edizioni BD, 2011, p. 13.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Shibusawa, Tatsuhiko}}
[[Categoria:Scrittori giapponesi]]
[[Categoria:Critici d'arte]]
[[Categoria:Traduttori giapponesi]]
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'''Tatsuhiko Shibusawa''', pseudonimo di '''Shibusawa Tatsuo''' (1928 – 1987), romanziere, critico d'arte e traduttore giapponese.
==Citazioni di Tatsuhiko Shibusawa==
*L'[[illuminazione]] che si ottiene mediante l'apprendistato religioso, così come quella ottenuta grazie alle [[droga|droghe]], in fin dei conti non sono che la medesima cosa.<ref>Citato in [[Tatsuhiko Takimoto]], ''[[Welcome to the NHK#Citazioni tratte dal romanzo|Welcome to the NHK]]'', Edizioni BD, 2011, p. 13.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Shibusawa, Tatsuhiko}}
[[Categoria:Scrittori giapponesi]]
[[Categoria:Critici d'arte]]
[[Categoria:Traduttori giapponesi]]
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Michele Criscitiello
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Danyele
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/* Citazioni di Michele Criscitiello */ spazi
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[[File:Michele Criscitiello (cropped).jpg|thumb|Michele Criscitiello nel 2018]]
'''Michele Criscitiello''' (1983 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Michele Criscitiello==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Gennaro Gattuso]]}} Si è costruito l'immagine di duro; a lui piace ma non è la sua faccia. Fuori dal campo e lontano dalle telecamere è un buono! L'ho conosciuto nel periodo più difficile della sua vita. Credeva di aver smesso col calcio, era convinto di avere un male incurabile. Eppure non ha mai mollato. È tornato in campo, quel pomeriggio a Parma, ed era gonfio per le medicine prese. Ha saputo combattere, prendeva ogni giorno il treno per Bologna per sottoporsi alle cure. È tornato, credeva di aver smesso per sempre con il calcio.<ref>Citato in ''[http://www.milanlive.it/2013/06/26/milan-criscitiello-scommette-su-gattuso-con-lui-il-palermo-ha-fatto-una-grande-scelta/ Milan, Criscitiello scommette su Gattuso: con lui il Palermo ha fatto una grande scelta]'' ''milanlive.it'', 26 giugno 2013.</ref>
*Meglio un [[Mario Balotelli|Balotelli]] vero che un [[Morgan De Sanctis|De Sanctis]] finto. Parliamo tanto di Super Mario, ma preferiamo i personaggi veri rispetto a chi compra le pagine dei giornali per ringraziare i tifosi dopo essere andato via dalla città. Ma da chi si libera sul mercato, appoggiandosi all'articolo 17 non ci si può aspettare nulla di più. De Sanctis probabilmente chiuderà la carriera con pochi titoli, quando torna a casa e guarda la bacheca non trova le coppe ma lo specchio. Bene, ci guardi dentro. Guadagna tanto, forse troppo, per le sue qualità. Sarebbe stato meglio festeggiare con la squadra sotto la curva invece ha scelto di andare dritto verso il tunnel. Ma quello che ha urlato contro Udine meriterebbe un intervento della Procura Federale.<ref>Citato in ''[http://www.calciomercatonews.com/2013/10/29/criscitiello-attacca-de-sanctis-e-un-falso-ha-insultato-ludinese/ Criscitiello attacca De Sanctis: "È un falso, ha insultato l'Udinese"]'', ''calciomercatonews.com'', 29 ottobre 2013.</ref>
*{{NDR|Riguardo alla nomina di [[Antonio Conte]] come commissario tecnico della [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale italiana]]}} Tu non hai bisogno né dei soldi e né della presa di posizione di chi ti ha fatto la guerra, di chi ti ha mandato in tribuna per 6 mesi e ti ha squalificato per 10 mesi. Tu hai bisogno del rispetto. I soldi non ti mancano e ti dovevi comportare nei confronti dei tifosi della Juventus con trasparenza. Conte, per quanto mi riguarda, è una delusione. Io non andrò mai a lavorare per chi mi ha offeso, per chi mi ha squalificato e per chi mi ha considerato un truffatore. E oggi mi dai 5 milioni? Me ne puoi dare anche 100, la dignità non ha un prezzo.<ref>Da ''Aspettando Calciomercato'', Sportitalia; citato in ''[http://m.tuttojuve.com/altre-notizie/sportitalia-criscitiello-che-delusione-conte-lavorera-con-chi-l-ha-offeso-e-considerato-un-truffatore-201696 Sportitalia - Criscitiello: "Che delusione Conte, lavorerà con chi l'ha offeso e considerato un truffatore"]'', ''tuttojuve.com'', 19 agosto 2014.</ref>
*Ben vengano [[Arbitro|arbitri]] non bravissimi ma almeno umili ed educati. Quello che più dà fastidio è il loro essere protagonisti in un mondo dove dovrebbero essere il più invisibili possibile.<ref>Da ''[http://www.tuttomercatoweb.com/editoriale/giocano-tutti-per-la-juventus-gennaio-mese-della-verita-per-tutti-traballa-l-impero-di-lotito-ecco-il-nuovo-presidente-della-lega-pro-samp-una-societa-763463 Giocano tutti per la Juventus. Gennaio, mese della verità per tutti. Traballa l'impero di Lotito. Ecco il nuovo Presidente della Lega Pro! Samp, una società alla deriva. In B, arbitri allo sbando...]'', ''tuttomercatoweb.com'', 7 dicembre 2015.</ref>
*Passerà alla storia come il Presidente Federale delle gaffe. Ogni sua frase è stata uno scivolone, si è riempito la bocca di grandi propositi ma alla fine in concreto non ha fatto nulla per il nostro calcio. Eppure un Presidente che ha solo due anni per lavorare dovrebbe concentrare in 24 mesi tutto il suo lavoro e le sue idee. Non ha fatto nulla e anche la politica lo ha rigettato. [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] ha fatto solo in modo di riaprire le porte della Federazione per un Abete-bis.<ref>Da ''[http://www.tuttomercatoweb.com/editoriale/addio-2015-i-peggiori-10-personaggi-dell-anno-da-ghirardi-a-ferrero-fino-a-771826 Addio 2015: i peggiori 10 personaggi dell'anno. Da Ghirardi a Ferrero fino a...]'', ''tuttomercatoweb.com'', 28 dicembre 2015.</ref>
*Nel 2006 ci avevano raccontato che Moggi era brutto, ladro e cattivo. Sicuramente. Però questo implicava che dal 2007 il calcio sarebbe dovuto migliorare. Invece è peggiorato. Quando invito Moggi a Sportitalia arrivano mille insulti del tipo: "ma fate parlare ancora questo ladro...", io non rispondo perché sono stufo ma la risposta sarebbe la seguente: "Non dovremmo più invitare nessuno e fare una trasmissione all'anno". Moggi ha pagato per i suoi errori, altri sono ancora a piede libero. La Gea è stata fatta a pezzi ma non il sistema che vige oggi tra Direttori Sportivi e Procuratori perché nessuno lo scopre. Sembra che io scopra sempre l'acqua calda e, invece, dico solo quello che tutti sanno. Io sono il fesso e gli altri professori.<ref>Da ''tuttomercatoweb.com''; citato in ''[http://m.calcionapoli24.it/notizie/criscitiello-inutile-continuare-a-prendere-in-giro-i-tifosi-quando-il-sistema-n277600.html Criscitiello: "Ho una causa con De Sanctis, gli dissi che aveva guadagnato in carriera molto di più del suo reale valore"]'', ''calcionapoli24.it'', 3 ottobre 2016.</ref>
*La razza peggiore del calcio? Sono i calciatori. Pensano solo ai diritti e neanche conoscono i doveri. Pensano solo ai soldi che, puntualmente, a fine carriera finiscono perché non hanno la cultura di metterli da parte o di farli fruttare (tranne i top player che anche se volessero farli finire non ci riuscirebbero) e anche se perdono pensano "ma che me ne frega, tanto la mia responsabilità la devo dividere per 18".<ref>Da ''[http://m.tuttomercatoweb.com/editoriale/atalanta-torino-e-sassuolo-in-italia-le-fiabe-non-esistono-il-napoli-a-tornato-la-juve-ha-bisogno-di-un-centrocampista-toc-toc-qualcuno-sta-seguendo-i-912481 Atalanta, Torino e Sassuolo: in Italia le fiabe non esistono. Il Napoli è tornato, la Juve ha bisogno di un centrocampista. Toc toc, qualcuno sta seguendo il Pordenone?]'', ''tuttomercatoweb.com'', 12 dicembre 2016.</ref>
*Gli [[procuratore sportivo|agenti]] molte volte fanno le fortune dei calciatori, altre fanno danni. Con le parole o con le strategie.<ref>Da ''tuttomercatoweb.com''; citato in ''[https://web.archive.org/web/20170201000000*/https://www.tuttonapoli.net/calciomercato/l-editoriale-di-criscitiello-caldara-gagliardini-orsolini-cifre-gonfiate-pagliari-ha-sbagliato-tutto-su-gabbiadini-300983 L'editoriale di Criscitiello: "Caldara, Gagliardini, Orsolini, cifre gonfiate. Pagliari ha sbagliato tutto su Gabbiadini..."]'', ''tuttonapoli.net'', 16 gennaio 2017.</ref>
*Il [[Video Assistant Referee|var]], personalmente lo sostengo da sempre, è la morte del calcio, della passione, dell'esultanza post datata e dell'esultanza stroncata tre minuti dopo [...]. Annullare i gol per mezzo centimetro di fuorigioco non ha senso anche perché il Var ci ha confermato che anche lì siamo in mano ad un uomo che decide se schiacciare il pulsante un secondo prima o un secondo dopo. E ti annullano o convalidano i gol in base alla loro percezione (sbagliata). So bene che ci sono interessi dietro al var e nessuno mai avrà il coraggio di toglierlo ma questo non è calcio, le polemiche non sono diminuite ma aumentate e i poteri agli arbitri vanno dimezzati, quasi tolti. Se c'è un gol della mia squadra devo poter esultare senza pensare "e adesso?"<ref name="VAR">Da ''[https://www.sportitalia.it/editoriale-calcio/il-var-e-il-piu-grande-bluff-dell-epoca-rocchi-un-disastro-i-suoi-ragazzi-peggio-58159 Il Var è il più grande bluff dell'epoca. Rocchi un disastro. I suoi ragazzi peggio]'', ''sportitalia.com'', 8 gennaio 2024.</ref>
*[...] agli arbitri bisogna togliere potere e non aumentarlo. Già sono pochi e scarsi se poi li metti anche dietro le scrivanie a comandare è la fine. Più ne hai e peggio ti troverai. Ricordate anche le cretinate dei tempi quando misero gli addizionali di fianco le porte. L'arbitro può sbagliare, certo, ma avergli dato tutti questi poteri ti falsa il campionato anche perché la storia passata e recente ha dimostrato che tutto sono tranne che vergini.<ref name="VAR"/>
*Le [[Squadra riserve|seconde squadre]], in Italia, non servono a nulla. Non servono al sistema. Possono servire al singolo club che trae benefici da qualche plusvalenza ma l'Italia, come sempre, non riesce neanche a fare copia e incolla dall'Estero. Punto 1: se lo fanno in 3 non è un progetto ma un misero tentativo di esplorazione. La Serie C apre le porte ai club di A solo perché pagano 1 milione l'iscrizione e non 140 mila euro come tutti gli altri. Punto 2: se non hai strutture e stadi è inutile che fai il passo più lungo della gamba [...]. Il progetto, per come è strutturato, non funziona. La Figc deve rivedere il modello. La pagliacciata delle seconde squadre in serie D non sappiamo se fa più ridere, come idea, o dovrebbe farci piangere.<ref>Da ''[https://www.sportitalia.it/2024/10/14/il-fallimento-delle-seconde-squadre-servono-regole-diverse-e-i-club-cambino-modello/ Il fallimento delle seconde squadre. Servono regole diverse e i club cambino modello]'', ''sportitalia.it'', 14 ottobre 2024.</ref>
{{Int|''[http://sportitalia.com/Calcio/articolo/criscitiello-flop-conte Criscitiello: "Flop Conte"]''|Citato in ''sportitalia.com'', 22 dicembre 2014. {{collegamento interrotto}}}}
*{{NDR|Su [[Claudio Lotito]]}} Chiamatelo fesso. Antipatico come pochi, si è preso tutto il calcio italiano. È lui il Presidente della Federazione, è lui il Presidente della Lega Calcio, è lui il Presidente della Lazio, è lui il Presidente della Salernitana; è grazie a lui che il Bari non è sparito ed è lui che sogna di diventare il nuovo Dio del calcio italiano. Nel 2014 ha fatto grandi passi verso il Paradiso. Gli mancano un paio di trionfi e tre o quattro riforme per completare l'opera.
*In Serie A o ci arrivi sul campo o fai fatica ad essere scelto se non sei raccomandato. Tifiamo [[Maurizio Sarri|Sarri]] perché è uno che con il lavoro è arrivato all'ultimo piano del grattacielo. Conquista la Serie A con l'Empoli e con grande dignità la affronta. Gioca e vince con i giovani, solo in attacco non riesce a far passare la linea verde. Esempio di meritocrazia.
*{{NDR|Su [[Walter Mazzarri]]}} Paga oltre i suoi demeriti ma la gestione da giugno a novembre {{NDR|all'Inter}} è stata un disastro. Prigioniero del suo carattere, si aggiorna poco e conosce solo i calciatori che ha allenato nella sua carriera. Poco studioso e umile. Si guarda troppo allo specchio e fallisce l'avventura più importante della sua vita professionale. Adesso sarà dura ripartire. Il conto in banca non ne risentirà ma la sua ambizione sì. Primo esonero e 2014 da cancellare al più presto. A Napoli, l'ultimo dell'anno, buttano dalle finestre gli oggetti vecchi. Lui farebbe bene a buttare la maschera.
*{{NDR|Su [[Tommaso Ghirardi]]}} Usa l'uscita di emergenza per scappare dal calcio italiano. Rovina il Parma e dimostra di non essere all'altezza di un grande club. Il Carpenedolo la sua massima dimensione, prima di Parma. Un bilancio tragico e una gestione pessima. Se ne va lasciando la squadra ultima in classifica ma prima nella classifica dei debiti. Si è divertito troppo ma ha capito tardi che il calcio non è Gardaland.
{{Int|''[http://m.tuttojuve.com/altre-notizie/criscitiello-ecco-i-dieci-peggiori-personaggi-dell-anno-217181 Criscitiello: "Ecco i dieci peggiori personaggi dell'anno"]''|Da ''tuttomercatoweb.com''; citato in ''tuttojuve.com'', 29 dicembre 2014.}}
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Gioca nell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e sogna il [[Associazione Calcio Milan|Milan]]. Va al [[Manchester City Football Club|City]] e lo prendono a parole, va al Milan e pensa al [[Liverpool Football Club|Liverpool]], va al Liverpool e pensa di tornare nella sua amata Inter. Calciatore senza presente, persona senza futuro. Ha sprecato tutto il talento che Dio gli ha donato. Puntualmente con la valigia pronta; difficilmente lascerà il segno in questo calcio. Ha sprecato mille jolly e, di lui, davvero non se ne può più. Ha guadagnato e guadagna tanto ma, di questo passo, in dieci anni sperpererà tutto il patrimonio. Per il suo bene, intervenga la famiglia.
*{{NDR|Su [[Antonino Pulvirenti]]}} Ha distrutto tutto in due/tre anni. Sembrava un castello, invece, si è rivelato un castello di sabbia. Pulvirenti ha ammazzato la passione dei catanesi, questa la sconfitta più grande [...] Il calcio non è l'attività che gli riesce meglio.
*{{NDR|Su [[Cesare Prandelli]]}} Ha rovinato una Nazionale, abbiamo aspettato il Mondiale in Brasile per goderci un po' l'estate e, invece, in tre partite ci ha umiliati. Convocazioni assurde, come assurda era la sua presenza in azzurro. Va in Turchia, per scappare dall'Italia e lo cacciano anche da lì. Allenatore non capace, senza umiltà e con poca preparazione. A Firenze il segreto non era lui. Allenatore di fascia media in serie A.
*[[Zdenek Zeman|Zeman]] sarebbe perfetto come preparatore atletico [...]. Bravissimo nella preparazione fisica, ottimo intenditore di calcio, non riesce mai a trasformare la sua teoria in pratica. I calciatori, sempre più esasperati dai suoi metodi, non lo seguono e per i presidenti è diventata una scommessa troppo pericolosa. Le società sono aziende e affidarle a Zeman significa rischiare il fallimento.
==Citazioni su Michele Criscitiello==
*''Non guardo Fiorello né la Carrà | ma solo Criscitiello e [[Alfredo Pedullà|Pedullà]].'' ([[Rayden]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Criscitiello, Michele}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Pascal Quignard
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[[File:Pascal Quignard le 5 avril 2013.jpg|thumb|Pascal Quignard nel 2013]]
'''Pascal Quignard''' (23 aprile 1948 – vivente), scrittore e saggista francese.
==''Piccoli trattati''==
*Il [[libro]] è un lembo di silenzio nelle mani del lettore. Chi scrive tace. Chi legge non rompe il silenzio. (I, 99)
*Il libro è la sola icona iconoclasta. (I, 154)
*Tutti i libri non si degradano in eguale modo. Alcuni slanciano le mani fuori dal tempo. Strana vegetazione sono le opere. Strane stagioni le letture. (VIII, 107)
*Nessuno dei libri che ho letto regge il bagliore del giorno. Ma i libri valgono la candela che si usa leggendoli. Creature seminotturne.
==''Ombre erranti''==
*Lo scrittore è il linguaggio che divora se stesso nell'uomo tramite il mentire che ne costituisce il nucleo. (cap. XV, 49)
*C'è nel leggere un'attesa che non cerca un esito. Leggere è errare. La [[lettura]] è l'erranza. (cap. XV, 50)
*Le due grandi invenzioni: la grotta nella montagna, il libro nel linguaggio. (cap. XLIV, 139)
==Bibliografia==
*Pascal Quignard, ''Piccoli trattati'', in Aa. Vv., ''Moralisti francesi. Classici e contemporanei'', a cura di Adriano Marchetti, Andrea Bedeschi, Davide Monda, BUR, 2012.
*Pascal Quignard, ''Ombre erranti'', in Aa. Vv., ''Moralisti francesi''.
==Filmografia==
===Sceneggiatura===
*''[[Una pura formalità]]'' (1994)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Quignard, Pascal}}
[[Categoria:Saggisti francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]]
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[[File:Pascal Quignard le 5 avril 2013.jpg|thumb|Pascal Quignard nel 2013]]
'''Pascal Quignard''' (1948 – vivente), scrittore e saggista francese.
==''Piccoli trattati''==
*Il [[libro]] è un lembo di silenzio nelle mani del lettore. Chi scrive tace. Chi legge non rompe il silenzio. (I, 99)
*Il libro è la sola icona iconoclasta. (I, 154)
*Tutti i libri non si degradano in eguale modo. Alcuni slanciano le mani fuori dal tempo. Strana vegetazione sono le opere. Strane stagioni le letture. (VIII, 107)
*Nessuno dei libri che ho letto regge il bagliore del giorno. Ma i libri valgono la candela che si usa leggendoli. Creature seminotturne.
==''Ombre erranti''==
*Lo scrittore è il linguaggio che divora se stesso nell'uomo tramite il mentire che ne costituisce il nucleo. (cap. XV, 49)
*C'è nel leggere un'attesa che non cerca un esito. Leggere è errare. La [[lettura]] è l'erranza. (cap. XV, 50)
*Le due grandi invenzioni: la grotta nella montagna, il libro nel linguaggio. (cap. XLIV, 139)
==Bibliografia==
*Pascal Quignard, ''Piccoli trattati'', in Aa. Vv., ''Moralisti francesi. Classici e contemporanei'', a cura di Adriano Marchetti, Andrea Bedeschi, Davide Monda, BUR, 2012.
*Pascal Quignard, ''Ombre erranti'', in Aa. Vv., ''Moralisti francesi''.
==Filmografia==
===Sceneggiatura===
*''[[Una pura formalità]]'' (1994)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Quignard, Pascal}}
[[Categoria:Saggisti francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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Giovanni Gronchi
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[[Immagine:Giovanni Gronchi hq (cropped).jpg|thumb|right|Giovanni Gronchi]]
'''Giovanni Gronchi''' (10 settembre 1887 – 17 ottobre 1978), politico italiano, 3º Presidente della Repubblica Italiana.
==Citazioni di Giovanni Gronchi==
*L'Italia guarda all'[[Stato Imperiale dell'Iran|Iran]] non soltanto come ad una terra di antichissima civiltà della quale vivono meravigliose tracce, ma anche come ad un popolo che affronta oggi la vita moderna sotto l'alta guida del [[Mohammad Reza Pahlavi|suo sovrano]], la cui saggezza ha indicato il cammino della libertà e del progresso economico e sociale.<ref>Citato in [[Vittorio Gorresio]], [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0031_01_1957_0214_0001_14089905/ ''Saluto festoso dei persiani''], ''La Stampa'', 8 settembre 1957</ref>
*{{NDR|Sulla morte di [[Giuseppe Di Vittorio]]}} Associo il mio profondo rimpianto al suo dolore ed al cordoglio di quanti, conoscendo Giuseppe Di Vittorio come lo conobbi fin dal periodo dello sforzo comune per la ricostruzione sindacale, sono stati attratti dalle sue doti di umanità e dal suo appassionato fervore in difesa delle classi lavoratrici.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0063_01_1957_0263_0007_14096136/ È probabile nella CGIL una direzione collegiale]'', ''La Stampa'', 5 novembre 1957.</ref>
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Camera, 8 maggio 1948|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/i-legislatura-della-repubblica-italiana/discorso:0#nav Archivio della Camera], Roma, 8 maggio 1948.}}
*E se noi ricordiamo che la democrazia, quella cui tutti ci appelliamo quasi da ogni settore di questa Camera, non è soltanto convivenza e libero sviluppo di forze politiche, siano esse di maggioranza o di minoranza; non è soltanto un equilibrio di poteri nella vita e nella struttura dello Stato, ma è soprattutto un costume, io credo che da questa Assemblea verrà a tutto il Paese l'esempio di un rinnovato costume politico, attraverso il quale la discussione non sarà rissa, o scambio di invettive, o volontà di sopraffazione, ma sarà, invece, aperto, chiaro, consapevole sforzo di convergenza – pur nella divergenza delle idee – verso uno scopo superiore, che è quello di servire il nostro Paese.
*{{NDR|Riferendosi al regime fascista}} Queste vicende, onorevoli colleghi, ci ammoniscono che la libertà e la democrazia non sono mai conquiste irrevocabili nella vita di un popolo, ma sono momenti del suo cammino faticoso verso forme superiori di convivenza sociale e politica. Ed oggi noi siamo proprio all'inizio di un nuovo periodo verso queste forme superiori di vita a cui tendiamo.
*Le dittature hanno rappresentato e rappresentano tuttora le residue forze di resistenza di un passato che non si rassegna a morire; sono l'espressione di vecchie classi dirigenti – e non sempre né esclusivamente borghesi – le quali sono ancorate a concezioni superate e lontane, a tentativi di fermare e di cristallizzare, con affermazioni di predominio e di forza da parte dell'una o dell'altra frazione sociale, la vita e il movimento della collettività, mentre questi risultano dal contrasto di elementi irriducibili e contrapposti e riposano sulla loro indistruttibile pluralità.
*Si direbbe che i Governi – e purtroppo di qualsiasi ideologia politica – siano assai lontani dalla coscienza popolare, poiché questa volge verso forme più umane ed istintive di solidarietà che superano i nazionalismi senza rinnegare il sano senso nazionale, mentre troppo spesso Cancellerie e Governi ritornano ai criteri e ai principi delle sfere di influenza e della spartizione del mondo sulla base d'un predominio.
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Repubblica alle Camere, 25 giugno 1953|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/ii-legislatura-della-repubblica-italiana-1/discorso:0#nav Archivio della Camera], testo originale pubblicato nell'[http://presidenti.quirinale.it/Gronchi/documenti/gro_a_insediamento.htm Archivio della Presidenza della Repubblica], Roma, 25 giugno 1953.}}
*La lotta elettorale ha esasperato, come sempre accade, i termini di distinzione e di contrasto che separano e contrappongono le varie parti politiche; il lavoro parlamentare e le responsabilità che questo porta con sé non potranno evidentemente astrarre da essi, ma dovranno portarli su di un piano più alto e vorrei dire più meditato e consapevole.
*Le esigenze di vita o di proselitismo di un partito portano al dogmatismo delle idee ed alla rigidità delle posizioni.
*Mi perdoni ciascuno di voi se un tale affidamento che io mostro di fare sulle mie forze e sulle mie possibilità può apparire presunzione.
*Non è presumere di sé il mettere a disposizione, con personale sacrificio, per un compito troppo spesso ingrato, la propria disinteressata volontà di servire appassionatamente l'Italia nostra e gli ideali di libertà e di democrazia, nei quali è il segno tradizionale del suo immortale destino.
==Citazioni su Giovanni Gronchi==
*Abbiamo finalmente anche noi il nostro [[Juan Domingo Perón|Peròn]] italiano. Il Peròn di Pontedera... ([[Giuseppe Saragat]])
*Ed ora che ha conquistato il Quirinale, come faremo a combattere la corruzione? ([[Mario Scelba]])
*Era un uomo molto abile, brillante parlatore, molto abile anche negli affari. Era molto più libertino di [[Carlo Sforza|Sforza]], quindi la Democrazia Cristiana [...] era cambiata, evidentemente, e Gronchi fu eletto per una faida interna della Democrazia Cristiana, perché [[Amintore Fanfani|Fanfani]] voleva [[Cesare Merzagora|Merzagora]]. Allora per fare dispetto a Fanfani, invece gli buttarono fra i piedi Gronchi, il quale seppe benissimo tessere la sua trama fra Sinistra, Destra eccetera e far diventare gronchiani anche quelli degli altri partiti. Dicendosi agli uni uomo di Destra e agli altri uomo di Sinistra, facendo insomma il giuoco personale di Gronchi, con cui entrò in Quirinale il vero grande corruttore della vita politica italiana. [...] Dopo l'onestissimo [[Luigi Einaudi|Einaudi]] viene Gronchi, che è l'indulgenza plenaria verso tutte le deviazioni e i deviazionisti d'Italia. ([[Indro Montanelli]])
*Gronchi mi è sembrato un tipo davvero in gamba anche se, in fondo, l'accusa che gli hanno fatto di avere voluto strafare forse non è del tutto infondata. ([[Battista Farina]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Template:Presidenti della Repubblica Italiana}}
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[[Categoria:Politici italiani]]
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[[Immagine:Giovanni Gronchi hq (cropped).jpg|thumb|right|Giovanni Gronchi]]
'''Giovanni Gronchi''' (1887 – 1978), politico italiano, 3º Presidente della Repubblica Italiana.
==Citazioni di Giovanni Gronchi==
*L'Italia guarda all'[[Stato Imperiale dell'Iran|Iran]] non soltanto come ad una terra di antichissima civiltà della quale vivono meravigliose tracce, ma anche come ad un popolo che affronta oggi la vita moderna sotto l'alta guida del [[Mohammad Reza Pahlavi|suo sovrano]], la cui saggezza ha indicato il cammino della libertà e del progresso economico e sociale.<ref>Citato in [[Vittorio Gorresio]], [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0031_01_1957_0214_0001_14089905/ ''Saluto festoso dei persiani''], ''La Stampa'', 8 settembre 1957</ref>
*{{NDR|Sulla morte di [[Giuseppe Di Vittorio]]}} Associo il mio profondo rimpianto al suo dolore ed al cordoglio di quanti, conoscendo Giuseppe Di Vittorio come lo conobbi fin dal periodo dello sforzo comune per la ricostruzione sindacale, sono stati attratti dalle sue doti di umanità e dal suo appassionato fervore in difesa delle classi lavoratrici.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0063_01_1957_0263_0007_14096136/ È probabile nella CGIL una direzione collegiale]'', ''La Stampa'', 5 novembre 1957.</ref>
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Camera, 8 maggio 1948|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/i-legislatura-della-repubblica-italiana/discorso:0#nav Archivio della Camera], Roma, 8 maggio 1948.}}
*E se noi ricordiamo che la democrazia, quella cui tutti ci appelliamo quasi da ogni settore di questa Camera, non è soltanto convivenza e libero sviluppo di forze politiche, siano esse di maggioranza o di minoranza; non è soltanto un equilibrio di poteri nella vita e nella struttura dello Stato, ma è soprattutto un costume, io credo che da questa Assemblea verrà a tutto il Paese l'esempio di un rinnovato costume politico, attraverso il quale la discussione non sarà rissa, o scambio di invettive, o volontà di sopraffazione, ma sarà, invece, aperto, chiaro, consapevole sforzo di convergenza – pur nella divergenza delle idee – verso uno scopo superiore, che è quello di servire il nostro Paese.
*{{NDR|Riferendosi al regime fascista}} Queste vicende, onorevoli colleghi, ci ammoniscono che la libertà e la democrazia non sono mai conquiste irrevocabili nella vita di un popolo, ma sono momenti del suo cammino faticoso verso forme superiori di convivenza sociale e politica. Ed oggi noi siamo proprio all'inizio di un nuovo periodo verso queste forme superiori di vita a cui tendiamo.
*Le dittature hanno rappresentato e rappresentano tuttora le residue forze di resistenza di un passato che non si rassegna a morire; sono l'espressione di vecchie classi dirigenti – e non sempre né esclusivamente borghesi – le quali sono ancorate a concezioni superate e lontane, a tentativi di fermare e di cristallizzare, con affermazioni di predominio e di forza da parte dell'una o dell'altra frazione sociale, la vita e il movimento della collettività, mentre questi risultano dal contrasto di elementi irriducibili e contrapposti e riposano sulla loro indistruttibile pluralità.
*Si direbbe che i Governi – e purtroppo di qualsiasi ideologia politica – siano assai lontani dalla coscienza popolare, poiché questa volge verso forme più umane ed istintive di solidarietà che superano i nazionalismi senza rinnegare il sano senso nazionale, mentre troppo spesso Cancellerie e Governi ritornano ai criteri e ai principi delle sfere di influenza e della spartizione del mondo sulla base d'un predominio.
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Repubblica alle Camere, 25 giugno 1953|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/ii-legislatura-della-repubblica-italiana-1/discorso:0#nav Archivio della Camera], testo originale pubblicato nell'[http://presidenti.quirinale.it/Gronchi/documenti/gro_a_insediamento.htm Archivio della Presidenza della Repubblica], Roma, 25 giugno 1953.}}
*La lotta elettorale ha esasperato, come sempre accade, i termini di distinzione e di contrasto che separano e contrappongono le varie parti politiche; il lavoro parlamentare e le responsabilità che questo porta con sé non potranno evidentemente astrarre da essi, ma dovranno portarli su di un piano più alto e vorrei dire più meditato e consapevole.
*Le esigenze di vita o di proselitismo di un partito portano al dogmatismo delle idee ed alla rigidità delle posizioni.
*Mi perdoni ciascuno di voi se un tale affidamento che io mostro di fare sulle mie forze e sulle mie possibilità può apparire presunzione.
*Non è presumere di sé il mettere a disposizione, con personale sacrificio, per un compito troppo spesso ingrato, la propria disinteressata volontà di servire appassionatamente l'Italia nostra e gli ideali di libertà e di democrazia, nei quali è il segno tradizionale del suo immortale destino.
==Citazioni su Giovanni Gronchi==
*Abbiamo finalmente anche noi il nostro [[Juan Domingo Perón|Peròn]] italiano. Il Peròn di Pontedera... ([[Giuseppe Saragat]])
*Ed ora che ha conquistato il Quirinale, come faremo a combattere la corruzione? ([[Mario Scelba]])
*Era un uomo molto abile, brillante parlatore, molto abile anche negli affari. Era molto più libertino di [[Carlo Sforza|Sforza]], quindi la Democrazia Cristiana [...] era cambiata, evidentemente, e Gronchi fu eletto per una faida interna della Democrazia Cristiana, perché [[Amintore Fanfani|Fanfani]] voleva [[Cesare Merzagora|Merzagora]]. Allora per fare dispetto a Fanfani, invece gli buttarono fra i piedi Gronchi, il quale seppe benissimo tessere la sua trama fra Sinistra, Destra eccetera e far diventare gronchiani anche quelli degli altri partiti. Dicendosi agli uni uomo di Destra e agli altri uomo di Sinistra, facendo insomma il giuoco personale di Gronchi, con cui entrò in Quirinale il vero grande corruttore della vita politica italiana. [...] Dopo l'onestissimo [[Luigi Einaudi|Einaudi]] viene Gronchi, che è l'indulgenza plenaria verso tutte le deviazioni e i deviazionisti d'Italia. ([[Indro Montanelli]])
*Gronchi mi è sembrato un tipo davvero in gamba anche se, in fondo, l'accusa che gli hanno fatto di avere voluto strafare forse non è del tutto infondata. ([[Battista Farina]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Gronchi, Giovanni}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Alfonso Bonafede
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[[File:Alfonso Bonafede daticamera 2013.jpg|thumb|Alfonso Bonafede]]
'''Alfonso Bonafede''' (2 luglio 1976 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Alfonso Bonafede==
{{cronologico}}
*{{NDR|Rispondendo alla Presidente della Camera [[Laura Boldrini]] che lo aveva interrotto affermando di aver compreso il senso di un suo intervento in Aula}} Aggiungo una cosa: lei non ha il dovere di cogliere il senso di quello che dico io. Lei ha il dovere di permettermi di esprimere il senso di quello di cui parlo.<ref>Dal [http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=17&sezione=assemblea&tipoDoc=alfabetico_stenografico&idSeduta=0417 resoconto stenografico] dell'Assemblea della Camera dei deputati – XVII Legislatura – Seduta n. 417 del 28 aprile 2015, p. 92.</ref>
*Per me non è un problema il fatto che il [[Maria Elena Boschi|ministro Boschi]] sia uscito dall'Aula, per me il problema è quando entra in Aula, perché il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha un modo tutto suo di intendere questo rapporto col Parlamento, cioè lei entra, sta cinque minuti, il tempo di leggere una dichiarazione che, ormai, immagino abbia imparato anche a memoria visto che l'ha ripetuta tante volte, bloccare il dibattito in Aula e andare via. Questo non è curare i rapporti col Parlamento, così come non lo era, curare i rapporti col Parlamento, rivendicare un emendamento che arrivava di notte per favorire gli amici degli amici.<ref name= Bon016 >Dal [http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0621&tipo=stenografico resoconto stenografico] dell'Assemblea della Camera dei deputati – XVII Legislatura – Seduta n. 621 del 10 maggio 2016, pp. 26-7. Video disponibile sul sito ''[https://www.youtube.com/watch?v=bJRDKf_Rov0 YouTube.com]''</ref>
*Questo Governo {{NDR|il [[Governo Renzi]]}} intende il Parlamento come uno zerbino su cui ogni tanto pulire i propri piedi, mentre sorride ai petrolieri e alle ''lobby''. Questo lo abbiamo capito; il vero problema è che trova riscontro, che trova favore in una maggioranza di parlamentari che dovrebbero sentirsi dipendenti dei cittadini e che dovrebbero sentire, come loro dovere, quello di difendere il dibattito in Aula e dovrebbero sentire ciò come una priorità; non dovrebbero sentire come priorità quella di ubbidire a un capo padre-padrone che ormai è abituato a calpestare questo Parlamento.<ref name= Bon016 />
*Un referendum sulla Costituzione non può avere colore politico, ed è allucinante che un Presidente del Consiglio {{NDR|[[Matteo Renzi]]}} dica che il voto sulla Costituzione è un voto pro o contro di lui! Ed è ancora più allucinante – e non capisco come non saltiate su quelle sedie su cui invece state ben attaccati – che un Ministro {{NDR|[[Maria Elena Boschi]]}} dica che chi vota «no», chi esprime una propria opinione contraria al Governo sul referendum, sulla Costituzione, possa per questo essere equiparato a [[CasaPound]]. ''Questo'' è allucinante! Allora vogliamo parlare di fascismo? E parliamone! Perché allora un ministro dovrebbe porsi innanzitutto un problema, e il Governo dovrebbe porselo, questo problema: di guardare alle proprie azioni, perché non è nelle parole che il fascismo ha sconvolto la società italiana, bensì nei fatti. E quanto ai fatti, è un fatto che sulla legge sui diritti civili nella storia della Repubblica italiana post-fascista non c'è stato un Governo che ha posto la fiducia, figuriamoci la doppia fiducia! È un fatto che su una legge elettorale non c'è Governo che abbia posto la fiducia, tranne il Governo fascista! E allora qualcuno prima di parlare dovrebbe guardare alle proprie azioni, dovrebbe guardarsi allo specchio e pensare un po' se ha diritto di parola su un dibattito così delicato!<ref name= Bon016 />
==Citazioni su Alfonso Bonafede ==
*L'ipocrisia e la malafede di chi confonde la richiesta di garanzie per tutti con la pretesa di impunità dei colpevoli, facendoli coincidere con tutti i sospettati, e considera il sospetto l'anticamera della verità, non ci appartengono. Ora, signor Ministro, il sospettato è diventato lei e a diffondere il sospetto è stato un magistrato {{NDR|[[Nino Di Matteo]]}} cui lei aveva proposto incarichi pare importanti in via Arenula, in uno scontro che è tutto interno al partito a cui lei appartiene e di cui dall'esterno possiamo cogliere allusioni e messaggi in codice tutt'altro che trasparenti. C'è oggi chi le dice delle cose, ritorcendo contro di lei le sue stesse parole. Quattro anni fa lei disse che, se c'è un sospetto, anche chi è pulito deve dimettersi. Se lo ricorda? No? Peccato. Come tutti i propagatori della cultura del sospetto, non immaginava un giorno di diventarne vittima. Chiediamo le sue dimissioni per la ragione esattamente opposta: non perché lei è sospettato, ma perché non vogliamo un Ministro della giustizia che sia il rappresentante della cultura del sospetto. [[Emma Bonino]]
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bonafede, Alfonso}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Dispe|Dispe]]
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text/x-wiki
[[File:Alfonso Bonafede daticamera 2013.jpg|thumb|Alfonso Bonafede]]
'''Alfonso Bonafede''' (1976 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Alfonso Bonafede==
{{cronologico}}
*{{NDR|Rispondendo alla Presidente della Camera [[Laura Boldrini]] che lo aveva interrotto affermando di aver compreso il senso di un suo intervento in Aula}} Aggiungo una cosa: lei non ha il dovere di cogliere il senso di quello che dico io. Lei ha il dovere di permettermi di esprimere il senso di quello di cui parlo.<ref>Dal [http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=17&sezione=assemblea&tipoDoc=alfabetico_stenografico&idSeduta=0417 resoconto stenografico] dell'Assemblea della Camera dei deputati – XVII Legislatura – Seduta n. 417 del 28 aprile 2015, p. 92.</ref>
*Per me non è un problema il fatto che il [[Maria Elena Boschi|ministro Boschi]] sia uscito dall'Aula, per me il problema è quando entra in Aula, perché il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha un modo tutto suo di intendere questo rapporto col Parlamento, cioè lei entra, sta cinque minuti, il tempo di leggere una dichiarazione che, ormai, immagino abbia imparato anche a memoria visto che l'ha ripetuta tante volte, bloccare il dibattito in Aula e andare via. Questo non è curare i rapporti col Parlamento, così come non lo era, curare i rapporti col Parlamento, rivendicare un emendamento che arrivava di notte per favorire gli amici degli amici.<ref name= Bon016 >Dal [http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0621&tipo=stenografico resoconto stenografico] dell'Assemblea della Camera dei deputati – XVII Legislatura – Seduta n. 621 del 10 maggio 2016, pp. 26-7. Video disponibile sul sito ''[https://www.youtube.com/watch?v=bJRDKf_Rov0 YouTube.com]''</ref>
*Questo Governo {{NDR|il [[Governo Renzi]]}} intende il Parlamento come uno zerbino su cui ogni tanto pulire i propri piedi, mentre sorride ai petrolieri e alle ''lobby''. Questo lo abbiamo capito; il vero problema è che trova riscontro, che trova favore in una maggioranza di parlamentari che dovrebbero sentirsi dipendenti dei cittadini e che dovrebbero sentire, come loro dovere, quello di difendere il dibattito in Aula e dovrebbero sentire ciò come una priorità; non dovrebbero sentire come priorità quella di ubbidire a un capo padre-padrone che ormai è abituato a calpestare questo Parlamento.<ref name= Bon016 />
*Un referendum sulla Costituzione non può avere colore politico, ed è allucinante che un Presidente del Consiglio {{NDR|[[Matteo Renzi]]}} dica che il voto sulla Costituzione è un voto pro o contro di lui! Ed è ancora più allucinante – e non capisco come non saltiate su quelle sedie su cui invece state ben attaccati – che un Ministro {{NDR|[[Maria Elena Boschi]]}} dica che chi vota «no», chi esprime una propria opinione contraria al Governo sul referendum, sulla Costituzione, possa per questo essere equiparato a [[CasaPound]]. ''Questo'' è allucinante! Allora vogliamo parlare di fascismo? E parliamone! Perché allora un ministro dovrebbe porsi innanzitutto un problema, e il Governo dovrebbe porselo, questo problema: di guardare alle proprie azioni, perché non è nelle parole che il fascismo ha sconvolto la società italiana, bensì nei fatti. E quanto ai fatti, è un fatto che sulla legge sui diritti civili nella storia della Repubblica italiana post-fascista non c'è stato un Governo che ha posto la fiducia, figuriamoci la doppia fiducia! È un fatto che su una legge elettorale non c'è Governo che abbia posto la fiducia, tranne il Governo fascista! E allora qualcuno prima di parlare dovrebbe guardare alle proprie azioni, dovrebbe guardarsi allo specchio e pensare un po' se ha diritto di parola su un dibattito così delicato!<ref name= Bon016 />
==Citazioni su Alfonso Bonafede ==
*L'ipocrisia e la malafede di chi confonde la richiesta di garanzie per tutti con la pretesa di impunità dei colpevoli, facendoli coincidere con tutti i sospettati, e considera il sospetto l'anticamera della verità, non ci appartengono. Ora, signor Ministro, il sospettato è diventato lei e a diffondere il sospetto è stato un magistrato {{NDR|[[Nino Di Matteo]]}} cui lei aveva proposto incarichi pare importanti in via Arenula, in uno scontro che è tutto interno al partito a cui lei appartiene e di cui dall'esterno possiamo cogliere allusioni e messaggi in codice tutt'altro che trasparenti. C'è oggi chi le dice delle cose, ritorcendo contro di lei le sue stesse parole. Quattro anni fa lei disse che, se c'è un sospetto, anche chi è pulito deve dimettersi. Se lo ricorda? No? Peccato. Come tutti i propagatori della cultura del sospetto, non immaginava un giorno di diventarne vittima. Chiediamo le sue dimissioni per la ragione esattamente opposta: non perché lei è sospettato, ma perché non vogliamo un Ministro della giustizia che sia il rappresentante della cultura del sospetto. [[Emma Bonino]]
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bonafede, Alfonso}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Valentina Favazza
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/* Film */
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[[Immagine:Valentina Favazza - Lucca Comics & Games 2015.JPG|thumb|Valentina Favazza a Lucca Comics & Games 2015]]
'''Valentina Favazza''' (1987 – vivente), doppiatrice italiana.
==Citazioni di Valentina Favazza==
*{{NDR|All'osservazione che mentre doppia gesticola e si muove molto}} È qualcosa che aiuta. Un attore usa il fisico e le espressioni del volto per esprimere un particolare stato d'animo o un'emozione, noi dobbiamo basarci solo sulla voce. Spesso gesticolare aiuta a calarci meglio nel personaggio.<ref>Da ''[http://theflashitaliacw.altervista.org/dubbing-day-un-giorno-in-sala-doppiaggio/ Dubbing Day – Un Giorno in Sala Doppiaggio]'', ''theflashitaliacw.altervista.org''.</ref>
*Le difficoltà si incontrano in qualsiasi progetto, perché ogni lavoro merita la stessa attenzione e nessuno va preso sottogamba, che si tratti di cartoni animati prescolari o dell'ultimo film candidato all'[[Premio Oscar|Oscar]], e forse è proprio questo il bello di un lavoro artistico e artigianale: tutto merita lo stesso livello di meticolosità. Una delle lavorazioni che ricordo con piacere è ''[[La teoria del tutto]]'', in cui ho doppiato [[Felicity Jones]] con la direzione di [[Rodolfo Bianchi]].<ref name=telegiornaliste>Da ''[http://www.telegiornaliste.com/interviste/2015/intervista-valentina_favazza.htm Valentina Favazza, ascoltare i maestri del doppiaggio una grande scuola per me]'', ''telegiornaliste.com'', 22 giugno 2015.</ref>
*Non mi capita mai di essere riconosciuta; quando parlo con le persone e si entra in argomento mi ricollegano a qualche film solo facendo molta attenzione al suono della mia voce, a qualche sfumatura. Ho una voce abbastanza camaleontica e penso non sia un pregio né un difetto.<ref name=telegiornaliste />
*Non mi piace essere al centro dell'attenzione ma ho sempre amato recitare. Il doppiaggio quindi era perfetto anche per questo aspetto, potevo essere un’attrice a tutto tondo senza dover rendere conto a nessuno di null'altro se non di quello che sapevo fare.<ref name=marveluniverse>Da ''[http://marveluniverseitalia.altervista.org/intervista-esclusiva-valentina-favazza/ Intervista esclusiva a Valentina Favazza]'', ''marveluniverseitalia.altervista.org'', 19 maggio 2014.</ref>
*{{NDR|Parla del personaggio che doppia in ''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]''}} Skye è un concentrato di fragilità e coraggio e questo mi piace moltissimo: è sempre stimolante affacciarsi a sfumature interpretative così variegate e contrastanti.<ref name=marveluniverse />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il domani che verrà - The Tomorrow Series]]'' (2010)
*''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010)
*''[[Quasi amici - Intouchables]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[40 carati]]'' (2012)
*''[[Biancaneve (film 2012)|Biancaneve]]'' (2012)
*''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012)
*''[[Kick-Ass 2 (film)|Kick-Ass 2]]'' (2013)
*''[[La religiosa]]'' (2013)
*''[[Solo gli amanti sopravvivono]]'' (2013)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[Kingsman - Secret Service]]'' (2014)
*''[[La teoria del tutto]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Million Dollar Arm]]'' (2014)
*''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014)
*''[[Unfriended]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'' (2015)
*''[[Il racconto dei racconti - Tale of Tales]]'' (2015)
*''[[Il sapore del successo]]'' (2015)
*''[[Knock Knock (film 2015)|Knock Knock]]'' (2015)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[Suffragette (film)|Suffragette]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[The Vatican Tapes]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'' (2016)
*''[[Rogue One: A Star Wars Story]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[Il guardiano invisibile]]'' (2017)
*''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017)
*''[[La La Land]]'' (2017)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017)
*''[[Annientamento (film)|Annientamento]]'' (2018)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018)
*''[[Operation Finale]]'' (2018)
*''[[The Nun - La vocazione del male]]'' (2018)
*''[[Inciso nelle ossa]]'' (2019)
*''[[La vita nascosta - Hidden Life]]'' (2019)
*''[[Nell'erba alta (film)|Nell'erba alta]]'' (2019)
*''[[X-Men - Dark Phoenix]]'' (2019)
*''[[Cosa mi lasci di te]]'' (2020)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Mank]]'' (2020)
*''[[Offering to the Storm|Offerta alla tormenta]]'' (2020)
*''[[The Hater]]'' (2020)
*''[[The Midnight Sky]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[Escape Room 2 - Gioco mortale]]'' (2021)
*''[[Il bar delle grandi speranze]]'' (2021)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
*''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024)
*''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'' (2024)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Steins;Gate: The Movie - Load Region of Déjà Vu]]'' (2013)
*''[[Flavors of Youth]]'' (2018)
*''[[Spider-Man - Un nuovo universo]]'' (2018)
*''[[La vetta degli dei (film)|La vetta degli dei]]'' (2021)
===Serie animate===
{{div col|strette}}
*''[[Pretty Cure]]'' (2004-in corso)
*''[[Noein]]'' (2005-2006)
*''[[La malinconia di Haruhi Suzumiya]]'' (2006)
*''[[Nana]]'' (2006)
*''[[Sfondamento dei cieli Gurren Lagann]]'' (2007)
*''[[Polli Kung Fu]]'' (2008)
*''[[Pretty Cure#Fresh Pretty Cure!|Fresh Pretty Cure!]]'' (2009)
*''[[Steins;Gate]]'' (2011)
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013, 2017, 2019)
*''[[Steven Universe]]'' (2013)
*''[[Steins;Gate 0]]'' (2018)
*''[[Titans]]'' (2018-2023)
*''[[Hazbin Hotel]]'' (2024 - in corso)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003-in corso)
*''[[Nip/Tuck]]'' (2003-2010)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Zack e Cody sul ponte di comando]]'' (2008-2011)
*''[[Glee]]'' (2009-2015)
*''[[Pretty Little Liars]]'' (2010-in corso)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]'' (2013-in corso)
*''[[Orange Is the New Black]]'' (2013-in corso)
*''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013-2016)
*''[[Under the Dome]]'' (2013-2015)
*''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso)
*''[[Saints & Strangers]]'' (2015)
*''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019)
*''[[Peacemaker (serie televisiva)|Peacemaker]]'' (2022)
*''[[Il problema dei 3 corpi]]'' (2024)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Favazza, Valentina}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Cecoslovacchia
0
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2026-07-07T19:28:41Z
Danyele
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Flag of the Czech Republic.svg|thumb|Bandiera della Cecoslovacchia]]
Citazioni sulla '''Cecoslovacchia'''.
*In Cecoslovacchia non esiste libertà di stampa, negli [[Stati Uniti]] non esiste libertà dalla stampa. ([[Martina Navrátilová]])
*Le relazioni tra Etiopia e Cecoslovacchia sono di lungo corso: è stato grazie a questo Paese che l’Etiopia ha potuto acquisire molte delle armi e delle munizioni necessarie per difendere la sua indipendenza gelosamente custodita contro l’invasore fascista. La Cecoslovacchia è stata tra le poche nazioni che hanno coraggiosamente alzato la propria voce per denunciare l’invasione fascista e darCi supporto nel Nostro progetto alla Società delle Nazioni. ([[Haile Selassie]])
*Sa la parola "Cecoslovacchia" com'è in russo, dottore? Noi la traduciamo "zerbino". (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]'')
==Voci correlate==
*[[Occupazione tedesca della Cecoslovacchia]]
*[[Slovacchia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cecoslovacchia]]
[[Categoria:Luoghi dell'Europa]]
[[Categoria:Stati costituiti nel XX secolo]]
[[Categoria:Stati dissolti nel XX secolo]]
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Michele Paramatti
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'''Michele Paramatti''' (10 marzo 1968 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Michele Paramatti==
*{{NDR|Sul [[calcio (sport)|calcio]]}} È un mondo in cui se dici ciò che pensi vieni emarginato, e c'è poco rispetto: quando ho iniziato io, se avessi risposto male a uno più grande avrei preso un calcio nel sedere e mi sarei zittito. L'ultimo anno, alla Reggiana, i ventenni mi mandavano a quel paese...<ref>Dall'intervista di Nicolò Delvecchio, ''Quella statua che sognavo a Bologna'', ''SportWeek'' nº 27 (996), 4 luglio 2020, pp. 46-47.</ref>
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20160411153959/http://www.tuttolegapro.com/esclusiva-ultim-ora/esclusiva-tlp-mi-ritorni-in-mente-michele-paramatti-117194 ESCLUSIVA TLP - Mi ritorni in mente: Michele Paramatti]''|Intervista di Daniele Mosconi, ''tuttolegapro.com'', 20 dicembre 2015.}}
*Credo che la vita e il [[calcio (sport)|calcio]] stesso regalino tante emozioni, penso non abbia senso nasconderle. Una persona deve vivere le emozioni perché ogni giorno si pongono e si propongono. Il calcio è un'emozione continua: ci si allena per il gol, per la vittoria, per regalare un'emozione a chi viene a vederci. Anche noi stessi calciatori siamo artefici di un'emozione che produciamo in noi stessi quando riusciamo a raggiungere un risultato. Se ripenso a quei gesti di cui mi parla, penso che non ho fatto nulla di particolare: ero me stesso, al naturale. Più umano? Si, più umano. Non ho dovuto mascherare niente di quello che sono, perché probabilmente la mia indole è questa. Quella di dare tutto quello che ho, di essere a disposizione del gruppo: di gioire e perché no, di piangere anche per situazioni spiacevoli. Ma non mi vergogno, perché sono così: sono vero.
*Credo che debba essere normale che uno arrivi senza l'aiuto di nessuno. Dovrebbe esserci una meritocrazia che va al di là delle capacità tecniche. Un giocatore si valuta anche in altre caratteristiche, come ad esempio l'aspetto caratteriale e disciplinare. Quello che ho ottenuto è arrivato grazie alla mia perseveranza, alla mia professionalità e soprattutto del fatto che in tutte le squadre in cui sono stato, ho sposato la causa di quel club. Il senso di appartenenza è importante per raggiungere il risultato per il gruppo e per migliorare le proprie prestazioni. Quando riesci in questo, si crea un'empatia con la squadra, con la città stessa, necessaria per farti sentire partecipe, parte dei colori della maglia che indossi.
*Molto spesso vengono esaltati i gesti sul campo, ed in parte è anche giusto. Per arrivare a quello c'è un lavoro dietro le quinte che non tutti conoscono. Ci vuole una certe abnegazione a livello mentale per restare a certi livelli e questo porta molti ragazzi capaci a perdersi perché non hanno la struttura caratteriale adatta a sopportare certe pressioni. Così vedi tanti ragazzi – riallacciandomi al discorso di prima dell'aspetto tecnico – che sanno fare il colpo sotto, la bella giocata. Ma non basta! Nel calcio servono doti importanti che non trovi solo nei piedi educati. Ci vuole sostanza e non solo apparenza.
*La ricerca della scorciatoia non porta lontano: non dico che ti imborghesisce, ma non ti fa approcciare alla realtà in cui ti trovi perché non ne hai i mezzi. Viceversa, quando le cose le ottieni con il sudore della fronte, passo dopo passo, riesci ad apprezzarle di più. Per me una cosa importantissima è stata l'esperienza delle giovanili della Spal. Come allenatore in prima squadra c'era Giovanni Galeone. C'è una frase che mi è rimasta impressa: è meglio un cavallo non di razza che corre che suda o un cavallo di razza che si specchia nella sua bellezza inutile? Questa frase è stata uno stimolo molto forte per me: anche se non sono dotato tecnicamente, posso essere apprezzato per tutto quello che do.
* [...] la Juventus basa le sue scelte non soffermandosi sull'aspetto tecnico, ma guardando ad altre caratteristiche. Lo fanno perché sono il club più titolato d'Italia ed hanno un'immagine da far rispettare. Per loro un giocatore che non segue un determinato profilo comportamentale è un danno alla loro storia, fatta di comportamenti che devono seguire [[Stile Juventus|un certo stile]].
==Citazioni su Michele Paramatti==
*Gioca bene, gioca male, Paramatti in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]!<ref>Coro della tifoseria del [[Bologna Football Club 1909|Bologna]].</ref> ([[coro da stadio]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Paramatti, Michele}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Spinoziano
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'''Michele Paramatti''' (1968 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Michele Paramatti==
*{{NDR|Sul [[calcio (sport)|calcio]]}} È un mondo in cui se dici ciò che pensi vieni emarginato, e c'è poco rispetto: quando ho iniziato io, se avessi risposto male a uno più grande avrei preso un calcio nel sedere e mi sarei zittito. L'ultimo anno, alla Reggiana, i ventenni mi mandavano a quel paese...<ref>Dall'intervista di Nicolò Delvecchio, ''Quella statua che sognavo a Bologna'', ''SportWeek'' nº 27 (996), 4 luglio 2020, pp. 46-47.</ref>
{{Int|''[http://web.archive.org/web/20160411153959/http://www.tuttolegapro.com/esclusiva-ultim-ora/esclusiva-tlp-mi-ritorni-in-mente-michele-paramatti-117194 ESCLUSIVA TLP - Mi ritorni in mente: Michele Paramatti]''|Intervista di Daniele Mosconi, ''tuttolegapro.com'', 20 dicembre 2015.}}
*Credo che la vita e il [[calcio (sport)|calcio]] stesso regalino tante emozioni, penso non abbia senso nasconderle. Una persona deve vivere le emozioni perché ogni giorno si pongono e si propongono. Il calcio è un'emozione continua: ci si allena per il gol, per la vittoria, per regalare un'emozione a chi viene a vederci. Anche noi stessi calciatori siamo artefici di un'emozione che produciamo in noi stessi quando riusciamo a raggiungere un risultato. Se ripenso a quei gesti di cui mi parla, penso che non ho fatto nulla di particolare: ero me stesso, al naturale. Più umano? Si, più umano. Non ho dovuto mascherare niente di quello che sono, perché probabilmente la mia indole è questa. Quella di dare tutto quello che ho, di essere a disposizione del gruppo: di gioire e perché no, di piangere anche per situazioni spiacevoli. Ma non mi vergogno, perché sono così: sono vero.
*Credo che debba essere normale che uno arrivi senza l'aiuto di nessuno. Dovrebbe esserci una meritocrazia che va al di là delle capacità tecniche. Un giocatore si valuta anche in altre caratteristiche, come ad esempio l'aspetto caratteriale e disciplinare. Quello che ho ottenuto è arrivato grazie alla mia perseveranza, alla mia professionalità e soprattutto del fatto che in tutte le squadre in cui sono stato, ho sposato la causa di quel club. Il senso di appartenenza è importante per raggiungere il risultato per il gruppo e per migliorare le proprie prestazioni. Quando riesci in questo, si crea un'empatia con la squadra, con la città stessa, necessaria per farti sentire partecipe, parte dei colori della maglia che indossi.
*Molto spesso vengono esaltati i gesti sul campo, ed in parte è anche giusto. Per arrivare a quello c'è un lavoro dietro le quinte che non tutti conoscono. Ci vuole una certe abnegazione a livello mentale per restare a certi livelli e questo porta molti ragazzi capaci a perdersi perché non hanno la struttura caratteriale adatta a sopportare certe pressioni. Così vedi tanti ragazzi – riallacciandomi al discorso di prima dell'aspetto tecnico – che sanno fare il colpo sotto, la bella giocata. Ma non basta! Nel calcio servono doti importanti che non trovi solo nei piedi educati. Ci vuole sostanza e non solo apparenza.
*La ricerca della scorciatoia non porta lontano: non dico che ti imborghesisce, ma non ti fa approcciare alla realtà in cui ti trovi perché non ne hai i mezzi. Viceversa, quando le cose le ottieni con il sudore della fronte, passo dopo passo, riesci ad apprezzarle di più. Per me una cosa importantissima è stata l'esperienza delle giovanili della Spal. Come allenatore in prima squadra c'era Giovanni Galeone. C'è una frase che mi è rimasta impressa: è meglio un cavallo non di razza che corre che suda o un cavallo di razza che si specchia nella sua bellezza inutile? Questa frase è stata uno stimolo molto forte per me: anche se non sono dotato tecnicamente, posso essere apprezzato per tutto quello che do.
* [...] la Juventus basa le sue scelte non soffermandosi sull'aspetto tecnico, ma guardando ad altre caratteristiche. Lo fanno perché sono il club più titolato d'Italia ed hanno un'immagine da far rispettare. Per loro un giocatore che non segue un determinato profilo comportamentale è un danno alla loro storia, fatta di comportamenti che devono seguire [[Stile Juventus|un certo stile]].
==Citazioni su Michele Paramatti==
*Gioca bene, gioca male, Paramatti in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]!<ref>Coro della tifoseria del [[Bologna Football Club 1909|Bologna]].</ref> ([[coro da stadio]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Jean Beaufret
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text/x-wiki
'''Jean Beaufret''' (22 maggio 1907 – 7 agosto 1982), filosofo francese.
===In ''Risposta {{small|a colloquio con [[Martin Heidegger]]}}''===
*{{NDR|Heidegger nel 1955 in visita a Parigi}} [[René Char|Char]], che di solito si ritirava molto presto, si sentiva bene e parlava, mentre Heidegger ascoltava. Lo sento ancora che dice: «La [[poesia]] non ha memoria. A me è richiesto di andare sempre avanti – nell'ignoto». Quando, a notte inoltrata, accompagnammo a casa il nostro ospite, Heidegger mi sussurrò all'orecchio: «È giusto quello che dice Char. In ciò consiste tutta la differenza tra pensare e poetare. Il poetare va sempre in avanti, mentre il pensiero è, per sua essenza, pensiero rammemorante; e tuttavia il poetare rimane la sua condizione indispensabile». (da ''In Francia'', pp. 267-268)
*{{NDR|Ad Ermenonville, ultima residenza di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], in cui si trova ancora il suo cenotafio}} Heidegger contemplò in silenzio quel luogo misterioso «quasi di sogno», diceva il poeta, e dove «per più di mille anni ha pulsato il cuore della Francia». Il suo raccoglimento esprimeva un profondo accordo con ciò io che gli lasciavo indovinare senza alcuna spiegazione e che per noi veniva alla luce nella pace di quell'estate avanzata, evocato in qualche modo da un'altra frase di [[Gérard de Nerval|Nerval]]: «Gli stagni riflettevano qua e là le rosse foglie e il verde scuro dei pini». (da ''In Francia'', pp. 268-269)
*{{NDR|Heidegger in Francia nel 1956 ad Aix-en-Provence}} [...] dove ci attendeva il sentiero di [[Paul Cézanne|Cézanne]], che era ancora da scoprire. Oggi la cosa è semplice. Allora si doveva cercare il sentiero, che era appena aperto, per seguirlo fino a quella sporgenza rocciosa, dalla quale la vista si apre all'improvviso sulla Montaigne Sainte-Victoire. Due anni più tardi Heidegger tenne all'Università di Aix, nell'aula magna gremita fino all'ultimo posto, la conferenza su ''Hegel e i Greci'', e in tale occasione descrisse quella passeggiata che fu per lui tanto importante: «Ho trovato qui il sentiero di Cézanne, al quale il mio proprio cammino nel pensiero, a suo modo, corrisponde dall'inizio alla fine». (da ''In Francia'', p. 269)
==Bibliografia==
*''Risposta {{small|a colloquio con Martin Heidegger}}'', traduzione di Carlo Tatasciore, Guida, Napoli, 1992. ISBN 978-88-6042-258-3
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|w_site=en}}
{{DEFAULTSORT:Beaufret, Jean}}
[[Categoria:Filosofi francesi]]
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'''Jean Beaufret''' (1907 – 1982), filosofo francese.
===In ''Risposta {{small|a colloquio con [[Martin Heidegger]]}}''===
*{{NDR|Heidegger nel 1955 in visita a Parigi}} [[René Char|Char]], che di solito si ritirava molto presto, si sentiva bene e parlava, mentre Heidegger ascoltava. Lo sento ancora che dice: «La [[poesia]] non ha memoria. A me è richiesto di andare sempre avanti – nell'ignoto». Quando, a notte inoltrata, accompagnammo a casa il nostro ospite, Heidegger mi sussurrò all'orecchio: «È giusto quello che dice Char. In ciò consiste tutta la differenza tra pensare e poetare. Il poetare va sempre in avanti, mentre il pensiero è, per sua essenza, pensiero rammemorante; e tuttavia il poetare rimane la sua condizione indispensabile». (da ''In Francia'', pp. 267-268)
*{{NDR|Ad Ermenonville, ultima residenza di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], in cui si trova ancora il suo cenotafio}} Heidegger contemplò in silenzio quel luogo misterioso «quasi di sogno», diceva il poeta, e dove «per più di mille anni ha pulsato il cuore della Francia». Il suo raccoglimento esprimeva un profondo accordo con ciò io che gli lasciavo indovinare senza alcuna spiegazione e che per noi veniva alla luce nella pace di quell'estate avanzata, evocato in qualche modo da un'altra frase di [[Gérard de Nerval|Nerval]]: «Gli stagni riflettevano qua e là le rosse foglie e il verde scuro dei pini». (da ''In Francia'', pp. 268-269)
*{{NDR|Heidegger in Francia nel 1956 ad Aix-en-Provence}} [...] dove ci attendeva il sentiero di [[Paul Cézanne|Cézanne]], che era ancora da scoprire. Oggi la cosa è semplice. Allora si doveva cercare il sentiero, che era appena aperto, per seguirlo fino a quella sporgenza rocciosa, dalla quale la vista si apre all'improvviso sulla Montaigne Sainte-Victoire. Due anni più tardi Heidegger tenne all'Università di Aix, nell'aula magna gremita fino all'ultimo posto, la conferenza su ''Hegel e i Greci'', e in tale occasione descrisse quella passeggiata che fu per lui tanto importante: «Ho trovato qui il sentiero di Cézanne, al quale il mio proprio cammino nel pensiero, a suo modo, corrisponde dall'inizio alla fine». (da ''In Francia'', p. 269)
==Bibliografia==
*''Risposta {{small|a colloquio con Martin Heidegger}}'', traduzione di Carlo Tatasciore, Guida, Napoli, 1992. ISBN 978-88-6042-258-3
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi francesi]]
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Roberto Pedicini
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Spinoziano
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/* Film */
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[[File:8f6b7a96f37602316da88ac1922ad388 XL.jpg|thumb|Roberto Pedicini]]
'''Roberto Pedicini''' (1962 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Roberto Pedicini==
*Il [[doppiaggio]] è un'arte tecnica che deve far sognare e far esprimere i desideri degli attori. Far vivere liberamente quelle che sono le emozioni delle persone nel caso della nostra materia.<ref name=rp>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/266614.shtml Intervista esclusiva a Roberto Pedicini]'', ''supereva.it'', 26 agosto 2008.</ref>
*[[Kevin Spacey]] è l'attore che attualmente incarna i miei pensieri rispetto alla recitazione. Ha la capacità di immedesimazione e di trasformazione dei ruoli e lavora estremamente sul sottile soprattutto sulle espressioni degli occhi e del viso. Un altro attore simile che ho doppiato, che poi si è perso nei meandri delle droghe, è [[Mickey Rourke]], altro attore che recitava con lo sguardo.<ref name=rp />
*Mi piacerebbe che venisse fuori l'amore che ho per questa professione {{NDR|il doppiaggio}}. Credo che qualunque lavoro, se fatto con amore, regali grandi soddisfazioni. Se invece lo si fa solo per l'aspetto economico non si riesce ad apprezzarlo pienamente.<ref name=rp />
*Non sopporto le persone che si fermano solo alla bella [[voce]]. E' come considerare una persona bella solo dall'aspetto. Non ho mai creduto negli anni di avere una bella voce. Forse la voce diventa bella migliorando se stessi, e la propria consapevolezza; per me per esempio c'è stato Jack Folla. Ho sempre creduto di avere una voce gradevole, ma non che fosse la mia migliore caratteristica, mi è sempre piaciuto lavorare sempre sui personaggi, e non sulla loro estetica.<ref name=ar>Da ''[https://web.archive.org/web/20040401101016/http://alerossi.com/pedicini.html Intervista a Roberto Pedicini]'', ''alerossi.com''.</ref>
*{{NDR|Il [[doppiaggio]]}} Un piccolo mondo, un mondo di voyeur dell'anima. Mi sento un voyeur dell'anima, mi piace definirmi così perché un buon doppiaggio è quando tu riesci ad osservare perfettamente tutte le emozioni che ti trasmette quell'attore, l'anima di quel personaggio, e riuscire chiaramente poi a riprodurle.<ref name=ar/>
*Quando facciamo i videogiochi tendenzialmente non sono quasi mai doppiaggi, perché c’è un copyright segreto sulle immagini e tante volte non lo fanno vedere. Arrivano delle linee dove c’è il pezzo originale che dobbiamo doppiare e dove fondamentalmente dobbiamo starci dentro con il timing. È un doppiaggio molto più tecnico che interpretativo. Devo dirti che nel doppiaggio dei videogiochi c’è poca arte della recitazione. {{NDR|Su Call of Duty}} In questo caso sono stato chiamato perché ho doppiato [[Kevin Spacey]].<ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo,
''[https://videogiochitalia.it/roberto-pedicini-doppiatore-jim-carrey-kevin-spacey-javier-bardem Intervista a Roberto Pedicini, doppiatore, voce di Jim Carrey, KEevin Spacey, Javier Bardem, Ralph Fiennes]'' Videogiochitalia.it, 5 luglio 2023</ref>
*Un videogioco ha molto poco di artistico, nonostante dietro ci sia una macchina incredibile. Non ricordo se parlai con un responsabile della Sony dove mi disse che la produzione costava qualcosa come 300 milioni di dollari. Sono progetti su cui ci lavorano per anni dove sono convolte tantissime persone. Non credevo ci fosse dietro questo meccanismo così grande e costoso. Una volta pubblicato, ho visto delle scene. Vedere i capelli, i dettagli degli occhi e dei movimenti è pazzesco. Non sono mai stato un appassionato di videogiochi, non soltanto da un punto di vista generazionale anche perché esistono da parecchi anni, forse a causa del retaggio del figlio unico. Stare seduto a casa davanti al computer non mi piaceva particolarmente.<ref name=Santopaolo/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Cani arrabbiati]]'' (1974)
*''[[Amadeus]]'' (1984)
*''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]'' (1985)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Corto circuito (film)|Corto circuito]]'' (1986)
*''[[Mission]]'' (1986)
*''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987)
*''[[La storia fantastica]]'' (1987)
*''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987)
*''[[Big]]'' (1988)
*''[[Trappola di cristallo]]'' (1988)
*''[[Ore 10: calma piatta]]'' (1989)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Pomodori verdi fritti alla fermata del treno]]'' (1991)
*''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' (1992)
*''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992)
*''[[Basic Instinct]]'' (1992)
*''[[Wind - Più forte del vento]]'' (1992)
*''[[Kalifornia]]'' (1993)
*''[[Schindler's list - La lista di Schindler]]'' (1993)
*''[[Sliver]]'' (1993)
*''[[Una vita al massimo]]'' (1993)
*''[[Assassini nati - Natural Born Killers]]'' (1994)
*''[[Dellamorte Dellamore]]'' (1994)
*''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'' (1994)
*''[[Priscilla - La regina del deserto]]'' (1994)
*''[[Batman Forever]]'' (1995)
*''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995)
*''[[Clockers]]'' (1995)
*''[[Empire Records]]'' (1995)
*''[[I soliti sospetti]]'' (1995)
*''[[L'odio]]'' (1995)
*''[[Othello (film 1995)|Othello]]'' (1995)
*''[[Specie mortale]]'' (1995)
*''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'' (1996)
*''[[Il rompiscatole]]'' (1996)
*''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Alien - La clonazione]]'' (1997)
*''[[Carne trémula]]'' (1997)
*''[[Il Santo (film)|Il Santo]]'' (1997)
*''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997)
*''[[Murder at 1600 - Delitto alla Casa Bianca]]'' (1997)
*''[[Number 23]]'' (1997)
*''[[Blues Brothers - Il mito continua]]'' (1998)
*''[[Celebrity]]'' (1998)
*''[[La maschera di Zorro]]'' (1998)
*''[[La sottile linea rossa]]'' (1998)
*''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' (1998)
*''[[Paura e delirio a Las Vegas]]'' (1998)
*''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998)
*''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998)
*''[[The Truman Show]]'' (1998)
*''[[American Beauty]]'' (1999)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'' (1999)
*''[[Prima che sia notte (film)|Prima che sia notte]]'' (2000)
*''[[The Big Kahuna]]'' (2000)
*''[[U-571]]'' (2000)
*''[[Donnie Darko]]'' (2001)
*''[[Hellraiser 5: Inferno]]'' (2000)
*''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy]]'' (2001)
*''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001)
*''[[K-PAX - Da un altro mondo]]'' (2001)
*''[[Sweet November - Dolce novembre]]'' (2001)
*''[[The Shipping News - Ombre dal profondo]]'' (2001)
*''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001)
*''[[L'importanza di chiamarsi Ernest]]'' (2002)
*''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[Carmen (film 2003)|Carmen]]'' (2003)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Il tesoro dell'Amazzonia]]'' (2003)
*''[[La regola del sospetto]]'' (2003)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[The Life of David Gale]]'' (2003)
*''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003)
*''[[Un tocco di zenzero]]'' (2003)
*''[[X-Men 2]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[After the Sunset]]'' (2004)
*''[[Catwoman (film)|Catwoman]]'' (2004)
*''[[La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler]]'' (2004)
*''[[Evilenko]]'' (2004)
*''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004)
*''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004)
*''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004)
*''[[Batman Begins]]'' (2005)
*''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005)
*''[[La famiglia omicidi]]'' (2005)
*''[[Partnerperfetto.com]]'' (2005)
*''[[A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare]]'' (2006)
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006)
*''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006)
*''[[L'ultimo inquisitore]]'' (2006)
*''[[Superman Returns]]'' (2006)
*''[[Una notte al museo]]'' (2006)
*''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006)
*''[[American Gangster]]'' (2007)
*''[[L'amore ai tempi del colera]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[La terza madre]]'' (2007)
*''[[Non è un paese per vecchi]]'' (2007)
*''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[21 (film)|21]]'' (2008)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008)
*''[[John Rambo (film)|John Rambo]]'' (2008)
*''[[Operazione Valchiria (film)|Operazione Valchiria]]'' (2008)
*''[[Sette anime]]'' (2008)
*''[[Vicky Cristina Barcelona]]'' (2008)
*''[[A Christmas Carol]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009)
*''[[Moon (film)|Moon]]'' (2009)
*''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009)
*''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009)
*''[[Dylan Dog - Il film]]'' (2010)
*''[[Easy Girl]]'' (2010)
*''[[Il cigno nero (film)|Il cigno nero]]'' (2010)
*''[[L'apprendista stregone]]'' (2010)
*''[[Prince of Persia: Le sabbie del tempo]]'' (2010)
*''[[Professione inventore]]'' (2010)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[The Tourist]]'' (2010)
*''[[Uomini di Dio]]'' (2010)
*''[[Bed Time]]'' (2011)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Johnny English - La rinascita]]'' (2011)
*''[[Margin Call]]'' (2011)
*''[[Transformers 3]]'' (2011)
*''[[Hunger Games (film)|Hunger Games]]'' (2012)
*''[[Skyfall]]'' (2012)
*''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013)
*''[[Kick-Ass 2 (film)|Kick-Ass 2]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' (2013)
*''[[Automata (film)|Automata]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1]]'' (2014)
*''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014)
*''[[The Equalizer - Il vendicatore]]'' (2014)
*''[[Una folle passione]]'' (2014)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2]]'' (2015)
*''[[Codice 999]]'' (2016)
*''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017)
*''[[Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar]]'' (2017)
*''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017)
*''[[Billionaire Boys Club (film 2018)|Billionaire Boys Club]]'' (2018)
*''[[L'apparizione (film)|L'apparizione]]'' (2018)
*''[[Being the Ricardos]]'' (2021)
*''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021)
*''[[Amsterdam (film 2022)|Amsterdam]]'' (2022)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
*''[[Il gobbo di Notre Dame (film 1996)|Il gobbo di Notre Dame]]'' (1996)
*''[[A Bug's Life - Megaminimondo]]'' (1998)
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998)
*''[[Il re leone II - Il regno di Simba]]'' (1998)
*''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Megamind]]'' (2010)
*''[[LEGO Batman - Il film]]'' (2017)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992)
*''[[Timon e Pumbaa (serie animata)|Timon e Pumbaa]]'' (1995-1999)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Lois & Clark - Le nuove avventure di Superman]]'' (1993-1997)
*''[[Dawson's Creek]]'' (1998-2003)
*''[[In the Beginning - In principio era]]'' (2000)
*''[[Taken]]'' (2002)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004-2012)
*''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005)
*''[[Heroes]]'' (2006 - 2010)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Hannibal (serie televisiva)|Hannibal]]'' (2013-2015)
*''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013-2018)
*''[[I Medici]]'' (2016-2019)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2017)
*''[[The Book of Boba Fett]]'' (2021-2022)
*''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'' (2022)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pedicini, Roberto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Emanuela Rossi
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2026-07-08T08:01:46Z
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wikitext
text/x-wiki
'''Emanuela Rossi''' (24 gennaio 1959 – vivente), doppiatrice e attrice italiana.
==Citazioni di Emanuela Rossi==
*A volte capita di ritrovare la nostra vita nelle frasi pronunciate in un doppiaggio. A volte mi succede di fare mie le parole di un personaggio che sto doppiando. È come un entrare e uscire continuamente dalle parti. Spesso gli amici mi chiedono: "Ma sei tu, o stai recitando?". Il fatto è che fare questa professione significa assorbire emozioni e sentimenti, e anche doppiando ti rimane qualcosa dell'interpretazione.<ref name="Sgambelluri">Da Daniela Sgambelluri, ''[https://web.archive.org/web/20090623055929/http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/264940.shtml Intervista esclusiva ad Emanuela Rossi]'', ''supereva.it''</ref>
*{{NDR|"Come ti ha conquistata [[Francesco Pannofino]]?"}} Con la voce. Non l'ho guardato e mi sono detta: ”Ma chi c'è, [[George Clooney]]?" Poi ho visto che era Francesco. I nostri appuntamenti erano sempre al buio, della sala doppiaggio. Perché noi ci siamo conosciuti proprio in sala doppiaggio.<ref>Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%203/emanuela_rossi.htm Emanuela Rossi]'', ''intervisteromane.net'', 23 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|Parla di [[Renzo Montagnani]]}} Ero molto piccola quando lo conobbi, lui era già grande però senza ombra di dubbio posso affermare che doppiò egregiamente il personaggio di Romeo,<ref>Il protagonista de ''[[Gli Aristogatti]]''.</ref> considerando che lui non era neanche di Roma, bensì toscano, quindi a parer mio svolse un lavoro che solo un grande attore come lui sarebbe stato in grado di fare.<ref name=mondo>Da Alessandro Germani, Simone Poletto e Riccardo Sorrentino (a cura di), ''[https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/interviste/erossi.htm Intervista ad Emanuela Rossi]'', ''antoniogenna.net'', novembre 2005.</ref>
*Il doppiaggio è un mestiere nell'ombra, ma mi rendo conto che suscita molta curiosità e affetto e questo per me è una grande gioia.<ref name="Sgambelluri"/>
*{{NDR|Parla di [[Romano Malaspina]]}} Quando lavoravamo a queste serie<ref>''UFO Robot Goldrake'' e ''[[Jeeg robot d'acciaio]]''.</ref> lui si metteva distante dal leggio, dove per l'enfasi che ci metteva sembrava che davvero dal braccio gli uscissero delle lame!<ref name=mondo />
{{Int|''[https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/ Emanuela Rossi]''|''eccellenzeitaliane.eu''.}}
*Chi ha il sacro fuoco e vuole approcciarsi a questo lavoro deve mettersi in testa che occorre studiare... Un lavoro molto duro, se vuoi farlo bene; e anche se lo fai meno bene, con meno attitudine e qualità, richiede comunque un approccio serio.
*Ho avuto la fortuna di cominciare da bambina, di entrare in questo mondo quando il [[doppiaggio]] era a un altro livello professionale, in un'epoca in cui potevi conoscere professionisti straordinari, molti dei quali provenienti dal teatro; e ho imparato il mestiere da "voci famose", che hanno conferito onore e prestigio a questo lavoro.
*Il mio lavoro mi ha sempre molto appassionata, anche quand'ero molto giovane. Uscivo da scuola, entravo dentro casa e chiedevo a mia madre: "Mi hanno chiamato? Oggi devo andare a lavorare?". Da un certo punto di vista è stata un po' una fortuna, perché per me era come un gioco: non ho mai sentito il peso del lavoro; oggi, ripensandoci, so che tutto questo, in qualche modo, ha un po' deviato quello che poteva essere il corso naturale della mia infanzia e dell'adolescenza.
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[7 km da Gerusalemme]]'' (2007)
===Doppiatrice===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Godzilla - Furia di mostri]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'' (1975)
*''[[Casotto (film)|Casotto]]'' (1977)
*''[[Maladolescenza]]'' (1977)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
*''[[Suspiria]]'' (1977)
*''[[Avere vent'anni]]'' (1978)
*''[[Halloween, la notte delle streghe]]'' (1978)
*''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Condannato a morte per mancanza di indizi]]'' (1983)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Mai dire mai (film)|Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Interno berlinese]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Brivido (film 1986)|Brivido]]'' (1986)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Howard e il destino del mondo]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Weekend con il morto]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Giorni di tuono]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Tremors]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991)
*''[[La leggenda del re pescatore]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Luna di fiele]]'' (1992)
*''[[Mato Grosso (film)|Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[Fusi di testa 2]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Intervista col vampiro (film)]]'' (1994)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Facile preda]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Moll Flanders (film)|Moll Flanders]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Cop Land]]'' (1997)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Harry a pezzi]]'' (1997)
*''[[Il domani non muore mai]]'' (1997)
*''[[Jackie Brown]]'' (1997)
*''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997)
*''[[Perdita Durango]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[Analisi di un delitto]]'' (1999)
*''[[Echi mortali]]'' (1999)
*''[[Gioco a due]]'' (1999)
*''[[Il mondo non basta]]'' (1999)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[Matrix]]'' (1999)
*''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999)
*''[[Il Grinch]]'' (2000)
*''[[Un dono semplice]]'' (2000)
*''[[Codice: Swordfish]]'' (2001)
*''[[Driven]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[L'altra metà dell'amore]]'' (2001)
*''[[L'ultimo sogno]]'' (2001)
*''[[La morte può attendere]]'' (2002)
*''[[Signs]]'' (2002)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[La giuria]]'' (2003)
*''[[Matrix Reloaded]]'' (2003)
*''[[Matrix Revolutions]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004)
*''[[La famiglia omicidi]]'' (2005)
*''[[Natale a Miami]]'' (2005)
*''[[Partnerperfetto.com]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Vero come la finzione]]'' (2006)
*''[[Grindhouse - A prova di morte]]'' (2007)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[Saw IV - Il gioco continua]]'' (2007)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Un ponte per Terabithia]]'' (2007)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[The Wrestler]]'' (2008)
*''[[Vicky Cristina Barcelona]]'' (2008)
*''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'' (2008)
*''[[I Love Shopping]]'' (2009)
*''[[Saw VI - Credi in lui]]'' (2009)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[Codice Genesi]]'' (2010)
*''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Dark Shadows]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Blue Jasmine]]'' (2013)
*''[[Cose nostre - Malavita]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[Lo stagista inaspettato]]'' (2015)
*''[[La corrispondenza]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Unplanned - La storia vera di Abby Johnson]]'' (2019)
*''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021)
*''[[La jefa]]'' (2022)
*''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Le follie dell'imperatore]]'' (2000)
*''[[Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi]]'' (2004)
*''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004)
*''[[Bolt - Un eroe a quattro zampe]]'' (2008)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Pinocchio (film 2012)|Pinocchio]]'' (2012)
*''[[Ribelle - The Brave]]'' (2012)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Jeeg robot d'acciaio]]'' (1975 – 1976)
*''[[UFO Robot Goldrake]]'' (1975 - 1977)
*''[[I Simpson]]'' (1989 – in produzione)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Dynasty]]'' (1981 – 1991)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[I Soprano]]'' (1999 – 2007)
*''[[Una mamma per amica]]'' (2000 – 2007; 2016)
*''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001 – 2006)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 – 2005)
*''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'' (2003)
*''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003 – 2005)
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003 – in produzione)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004 – 2012)
*''[[The L Word]]'' (2004 – 2009)
*''[[Luther (serie televisiva)|Luther]]'' (2010 - 2019)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 – 2019)
*''[[Jessica Jones (serie televisiva)|Jessica Jones]]'' (2015 – 2019)
*''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]'' (2015 – 2021)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2015 - 2017)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Fabio Boccanera]], cugino
*[[Laura Boccanera]], cugina
*[[Emanuela D'Amico]], cugina
*[[Francesco Pannofino]], marito
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]], fratello
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rossi, Emanuela}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Spinoziano
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1388046
wikitext
text/x-wiki
'''Emanuela Rossi''' (1959 – vivente), doppiatrice e attrice italiana.
==Citazioni di Emanuela Rossi==
*A volte capita di ritrovare la nostra vita nelle frasi pronunciate in un doppiaggio. A volte mi succede di fare mie le parole di un personaggio che sto doppiando. È come un entrare e uscire continuamente dalle parti. Spesso gli amici mi chiedono: "Ma sei tu, o stai recitando?". Il fatto è che fare questa professione significa assorbire emozioni e sentimenti, e anche doppiando ti rimane qualcosa dell'interpretazione.<ref name="Sgambelluri">Da Daniela Sgambelluri, ''[https://web.archive.org/web/20090623055929/http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/264940.shtml Intervista esclusiva ad Emanuela Rossi]'', ''supereva.it''</ref>
*{{NDR|"Come ti ha conquistata [[Francesco Pannofino]]?"}} Con la voce. Non l'ho guardato e mi sono detta: ”Ma chi c'è, [[George Clooney]]?" Poi ho visto che era Francesco. I nostri appuntamenti erano sempre al buio, della sala doppiaggio. Perché noi ci siamo conosciuti proprio in sala doppiaggio.<ref>Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%203/emanuela_rossi.htm Emanuela Rossi]'', ''intervisteromane.net'', 23 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|Parla di [[Renzo Montagnani]]}} Ero molto piccola quando lo conobbi, lui era già grande però senza ombra di dubbio posso affermare che doppiò egregiamente il personaggio di Romeo,<ref>Il protagonista de ''[[Gli Aristogatti]]''.</ref> considerando che lui non era neanche di Roma, bensì toscano, quindi a parer mio svolse un lavoro che solo un grande attore come lui sarebbe stato in grado di fare.<ref name=mondo>Da Alessandro Germani, Simone Poletto e Riccardo Sorrentino (a cura di), ''[https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/interviste/erossi.htm Intervista ad Emanuela Rossi]'', ''antoniogenna.net'', novembre 2005.</ref>
*Il doppiaggio è un mestiere nell'ombra, ma mi rendo conto che suscita molta curiosità e affetto e questo per me è una grande gioia.<ref name="Sgambelluri"/>
*{{NDR|Parla di [[Romano Malaspina]]}} Quando lavoravamo a queste serie<ref>''UFO Robot Goldrake'' e ''[[Jeeg robot d'acciaio]]''.</ref> lui si metteva distante dal leggio, dove per l'enfasi che ci metteva sembrava che davvero dal braccio gli uscissero delle lame!<ref name=mondo />
{{Int|''[https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/ Emanuela Rossi]''|''eccellenzeitaliane.eu''.}}
*Chi ha il sacro fuoco e vuole approcciarsi a questo lavoro deve mettersi in testa che occorre studiare... Un lavoro molto duro, se vuoi farlo bene; e anche se lo fai meno bene, con meno attitudine e qualità, richiede comunque un approccio serio.
*Ho avuto la fortuna di cominciare da bambina, di entrare in questo mondo quando il [[doppiaggio]] era a un altro livello professionale, in un'epoca in cui potevi conoscere professionisti straordinari, molti dei quali provenienti dal teatro; e ho imparato il mestiere da "voci famose", che hanno conferito onore e prestigio a questo lavoro.
*Il mio lavoro mi ha sempre molto appassionata, anche quand'ero molto giovane. Uscivo da scuola, entravo dentro casa e chiedevo a mia madre: "Mi hanno chiamato? Oggi devo andare a lavorare?". Da un certo punto di vista è stata un po' una fortuna, perché per me era come un gioco: non ho mai sentito il peso del lavoro; oggi, ripensandoci, so che tutto questo, in qualche modo, ha un po' deviato quello che poteva essere il corso naturale della mia infanzia e dell'adolescenza.
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[7 km da Gerusalemme]]'' (2007)
===Doppiatrice===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Godzilla - Furia di mostri]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'' (1975)
*''[[Casotto (film)|Casotto]]'' (1977)
*''[[Maladolescenza]]'' (1977)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
*''[[Suspiria]]'' (1977)
*''[[Avere vent'anni]]'' (1978)
*''[[Halloween, la notte delle streghe]]'' (1978)
*''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Condannato a morte per mancanza di indizi]]'' (1983)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Mai dire mai (film)|Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Interno berlinese]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Brivido (film 1986)|Brivido]]'' (1986)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Howard e il destino del mondo]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Weekend con il morto]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Giorni di tuono]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Tremors]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991)
*''[[La leggenda del re pescatore]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Luna di fiele]]'' (1992)
*''[[Mato Grosso (film)|Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[Fusi di testa 2]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Intervista col vampiro (film)]]'' (1994)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Facile preda]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Moll Flanders (film)|Moll Flanders]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Cop Land]]'' (1997)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Harry a pezzi]]'' (1997)
*''[[Il domani non muore mai]]'' (1997)
*''[[Jackie Brown]]'' (1997)
*''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997)
*''[[Perdita Durango]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[Analisi di un delitto]]'' (1999)
*''[[Echi mortali]]'' (1999)
*''[[Gioco a due]]'' (1999)
*''[[Il mondo non basta]]'' (1999)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[Matrix]]'' (1999)
*''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999)
*''[[Il Grinch]]'' (2000)
*''[[Un dono semplice]]'' (2000)
*''[[Codice: Swordfish]]'' (2001)
*''[[Driven]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[L'altra metà dell'amore]]'' (2001)
*''[[L'ultimo sogno]]'' (2001)
*''[[La morte può attendere]]'' (2002)
*''[[Signs]]'' (2002)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[La giuria]]'' (2003)
*''[[Matrix Reloaded]]'' (2003)
*''[[Matrix Revolutions]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004)
*''[[La famiglia omicidi]]'' (2005)
*''[[Natale a Miami]]'' (2005)
*''[[Partnerperfetto.com]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Vero come la finzione]]'' (2006)
*''[[Grindhouse - A prova di morte]]'' (2007)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[Saw IV - Il gioco continua]]'' (2007)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Un ponte per Terabithia]]'' (2007)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[The Wrestler]]'' (2008)
*''[[Vicky Cristina Barcelona]]'' (2008)
*''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'' (2008)
*''[[I Love Shopping]]'' (2009)
*''[[Saw VI - Credi in lui]]'' (2009)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[Codice Genesi]]'' (2010)
*''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Dark Shadows]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Blue Jasmine]]'' (2013)
*''[[Cose nostre - Malavita]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[Lo stagista inaspettato]]'' (2015)
*''[[La corrispondenza]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Unplanned - La storia vera di Abby Johnson]]'' (2019)
*''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021)
*''[[La jefa]]'' (2022)
*''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Le follie dell'imperatore]]'' (2000)
*''[[Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi]]'' (2004)
*''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004)
*''[[Bolt - Un eroe a quattro zampe]]'' (2008)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Pinocchio (film 2012)|Pinocchio]]'' (2012)
*''[[Ribelle - The Brave]]'' (2012)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Jeeg robot d'acciaio]]'' (1975 – 1976)
*''[[UFO Robot Goldrake]]'' (1975 - 1977)
*''[[I Simpson]]'' (1989 – in produzione)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Dynasty]]'' (1981 – 1991)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[I Soprano]]'' (1999 – 2007)
*''[[Una mamma per amica]]'' (2000 – 2007; 2016)
*''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001 – 2006)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 – 2005)
*''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'' (2003)
*''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003 – 2005)
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003 – in produzione)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004 – 2012)
*''[[The L Word]]'' (2004 – 2009)
*''[[Luther (serie televisiva)|Luther]]'' (2010 - 2019)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 – 2019)
*''[[Jessica Jones (serie televisiva)|Jessica Jones]]'' (2015 – 2019)
*''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]'' (2015 – 2021)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2015 - 2017)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Fabio Boccanera]], cugino
*[[Laura Boccanera]], cugina
*[[Emanuela D'Amico]], cugina
*[[Francesco Pannofino]], marito
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]], fratello
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rossi, Emanuela}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Tommaso Berni
0
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wikitext
text/x-wiki
'''Tommaso Berni''' (6 marzo 1983 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Tommaso Berni==
*Quelli come me {{NDR|i portieri di riserva}} ricchi non diventano, ma di certo oggi va meglio rispetto a quando ero giovane e giocavo in Inghilterra nel Wimbledon: all'inizio i vecchi della squadra neanche rispondevano al mio "buongiorno". Una sera decido di portarli a cena in un ristorante italiano di Londra per farmeli amici: arriva il conto e mi viene un colpo. Si impietosirono, pagarono loro per me e diventai il cocco del gruppo.<ref>Citato in Fabrizio Salvio, ''Reina vice Gigio? Ma chi ci crede'', ''SportWeek'' nº 12 (877), 24 marzo 2018, pp. 83-86.</ref>
{{Int|''[https://www.ilposticipo.it/calcio/intervista-seconda-vita-berni/ Tommaso Berni, fra la moglie Luna e i meteoriti: "Mi manca tanto la panchina dell'Inter. Conte vincerà ed Eriksen ripagherà tutti"]''|Intervista di Simone Lo Giudice, ''ilposticipo.it'', 18 dicembre 2020.}}
*{{NDR|«Lei è stato un terzo portiere col sorriso sulle labbra: non è da tutti, non crede?»}} Per me il calcio è stato una grande passione fin da bambino. Ho cominciato a giocare quando avevo nove anni in tutt'altro ruolo. Ogni momento era buono per tirare un calcio al pallone. La mia carriera mi ha portato a ricoprire questo ruolo. Non si può essere scontenti quando si fa qualcosa che piace così tanto. Potevo sognare di giocare qualche partita in più, ma arrivare all'Inter ha significato andare oltre le mie aspettative. Ho compensato il fatto di giocare poco con il raggiungimento di un traguardo che pensavo inarrivabile.
*Nel 1997-98 ero nel settore giovanile dell'Inter: mi allenavo con Castellini ad Appiano e mi fermavo sempre per vedere dal vivo i campioni, da Ronaldo a Vieri, da Baggio a Zamorano. Anche se c'erano 10 gradi sottozero e la neve alta un metro, tutto sudato imploravo Castellini per farmi rimanere. Lui me lo permetteva a patto che non prendessi freddo. Io ero un ghiacciolo, ma sarei stato lì ore e ore.
*Mi sono sempre allenato come se dovessi giocare ogni domenica. Sapevo quale era la mia posizione, ho sempre avuto davanti portieri di livello internazionale all'Inter. Uno su tutti [[Samir Handanovič|Handanovic]], tra i più forti d'Europa: purtroppo gli è mancato alzare qualche trofeo, se ci fosse riuscito sarebbe stato elogiato di più. Quando sei fuori e non giochi sei più libero di testa, poi dalla panchina vivi la partita a mille. Ho cercato di dare il mio contributo con l'atteggiamento, cercando di trasmettere questa passione ai miei compagni. A volte sono stato eccessivo e ho dovuto pagare pegno. Se ti fai buttare fuori in maniera stupida bisogna fare un regalo alla squadra: io ne ho fatti un paio, ma non dico cosa, resta tra di noi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Berni, Tommaso}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Danyele|Danyele]]
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text/x-wiki
'''Tommaso Berni''' (1983 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Tommaso Berni==
*Quelli come me {{NDR|i portieri di riserva}} ricchi non diventano, ma di certo oggi va meglio rispetto a quando ero giovane e giocavo in Inghilterra nel Wimbledon: all'inizio i vecchi della squadra neanche rispondevano al mio "buongiorno". Una sera decido di portarli a cena in un ristorante italiano di Londra per farmeli amici: arriva il conto e mi viene un colpo. Si impietosirono, pagarono loro per me e diventai il cocco del gruppo.<ref>Citato in Fabrizio Salvio, ''Reina vice Gigio? Ma chi ci crede'', ''SportWeek'' nº 12 (877), 24 marzo 2018, pp. 83-86.</ref>
{{Int|''[https://www.ilposticipo.it/calcio/intervista-seconda-vita-berni/ Tommaso Berni, fra la moglie Luna e i meteoriti: "Mi manca tanto la panchina dell'Inter. Conte vincerà ed Eriksen ripagherà tutti"]''|Intervista di Simone Lo Giudice, ''ilposticipo.it'', 18 dicembre 2020.}}
*{{NDR|«Lei è stato un terzo portiere col sorriso sulle labbra: non è da tutti, non crede?»}} Per me il calcio è stato una grande passione fin da bambino. Ho cominciato a giocare quando avevo nove anni in tutt'altro ruolo. Ogni momento era buono per tirare un calcio al pallone. La mia carriera mi ha portato a ricoprire questo ruolo. Non si può essere scontenti quando si fa qualcosa che piace così tanto. Potevo sognare di giocare qualche partita in più, ma arrivare all'Inter ha significato andare oltre le mie aspettative. Ho compensato il fatto di giocare poco con il raggiungimento di un traguardo che pensavo inarrivabile.
*Nel 1997-98 ero nel settore giovanile dell'Inter: mi allenavo con Castellini ad Appiano e mi fermavo sempre per vedere dal vivo i campioni, da Ronaldo a Vieri, da Baggio a Zamorano. Anche se c'erano 10 gradi sottozero e la neve alta un metro, tutto sudato imploravo Castellini per farmi rimanere. Lui me lo permetteva a patto che non prendessi freddo. Io ero un ghiacciolo, ma sarei stato lì ore e ore.
*Mi sono sempre allenato come se dovessi giocare ogni domenica. Sapevo quale era la mia posizione, ho sempre avuto davanti portieri di livello internazionale all'Inter. Uno su tutti [[Samir Handanovič|Handanovic]], tra i più forti d'Europa: purtroppo gli è mancato alzare qualche trofeo, se ci fosse riuscito sarebbe stato elogiato di più. Quando sei fuori e non giochi sei più libero di testa, poi dalla panchina vivi la partita a mille. Ho cercato di dare il mio contributo con l'atteggiamento, cercando di trasmettere questa passione ai miei compagni. A volte sono stato eccessivo e ho dovuto pagare pegno. Se ti fai buttare fuori in maniera stupida bisogna fare un regalo alla squadra: io ne ho fatti un paio, ma non dico cosa, resta tra di noi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Berni, Tommaso}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Carlo Calenda
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Skekzilla
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/* Citazioni di Carlo Calenda */
1419478
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text/x-wiki
[[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]]
'''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano.
==Citazioni di Carlo Calenda==
{{Cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref>
*Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref>
*In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/>
*Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref>
*Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref>
*Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref>
*Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="1945">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref>
*È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="1945"/>
*Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="1945"/>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">
*{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare Balogun colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/>
*Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/>
==Citazioni su Carlo Calenda==
*Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]])
*{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]])
*Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]]
'''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano.
==Citazioni di Carlo Calenda==
{{Cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref>
*Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref>
*In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/>
*Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref>
*Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref>
*Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref>
*Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref>
*È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/>
*Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">
*{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare Balogun colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/>
*Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/>
==Citazioni su Carlo Calenda==
*Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]])
*{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]])
*Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]]
'''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano.
==Citazioni di Carlo Calenda==
{{Cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref>
*Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref>
*In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/>
*Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref>
*Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref>
*Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref>
*Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref>
*È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/>
*Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare Balogun colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/>
*Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/>
==Citazioni su Carlo Calenda==
*Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]])
*{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]])
*Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]]
'''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano.
==Citazioni di Carlo Calenda==
{{Cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref>
*Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref>
*In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/>
*Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref>
*Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref>
*Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref>
*Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref>
*È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/>
*Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare [[Folarin Balogun|Balogun]] colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/>
*Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/>
==Citazioni su Carlo Calenda==
*Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]])
*{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]])
*Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Carlo Calenda */
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[[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]]
'''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano.
==Citazioni di Carlo Calenda==
{{Cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref>
*Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref>
*In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/>
*Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref>
*Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref>
*Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref>
*{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref>
*Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref>
*È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/>
*Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/>
*[[Roberto Vannacci|Vannacci]] parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così?<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DZkHpdCt_gW/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 14 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare [[Folarin Balogun|Balogun]] colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/>
*Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/>
==Citazioni su Carlo Calenda==
*Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]])
*{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]])
*Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]])
==Note==
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==Altri progetti==
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'''Fulvio Collovati''' (9 maggio 1957 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fulvio Collovati ==
*Quando sento una [[donna]] parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare. ...le calciatrici qualcosa sanno, ma non al cento per cento... Mia moglie non si è mai permessa di parlare di tattica nei miei confronti.<ref>Da un intervento a ''Quelli che il calcio'', Rai 2, 17 febbraio 2019; citato in ''[https://www.ilpost.it/2019/02/18/fulvio-collovati-quelli-che/ Le frasi sessiste di Fulvio Collovati a “Quelli che il calcio”]'', ''ilpost.it'', 18 febbraio 2019.</ref>
==Citazioni su Fulvio Collovati ==
*Fu il Paron a scoprirlo. Fu uno degli ultimi beniamini di Nereo. Per me, Collovati è ancora lo stopper più in gamba di tutti [...]. Io a Collovati non ho mai visto sbagliare una partita [...] in Nazionale. Collovati sa uscire dall'area come Dio comanda, sa giocare a tutto campo, è uno stopper eclettico, è quasi un centromediano, allora cosa gli manca? Forse un po' di vis autentica, cioè di rabies, di cattiveria. ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references />
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'''Fulvio Collovati''' (1957 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fulvio Collovati ==
*Quando sento una [[donna]] parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare. ...le calciatrici qualcosa sanno, ma non al cento per cento... Mia moglie non si è mai permessa di parlare di tattica nei miei confronti.<ref>Da un intervento a ''Quelli che il calcio'', Rai 2, 17 febbraio 2019; citato in ''[https://www.ilpost.it/2019/02/18/fulvio-collovati-quelli-che/ Le frasi sessiste di Fulvio Collovati a “Quelli che il calcio”]'', ''ilpost.it'', 18 febbraio 2019.</ref>
==Citazioni su Fulvio Collovati ==
*Fu il Paron a scoprirlo. Fu uno degli ultimi beniamini di Nereo. Per me, Collovati è ancora lo stopper più in gamba di tutti [...]. Io a Collovati non ho mai visto sbagliare una partita [...] in Nazionale. Collovati sa uscire dall'area come Dio comanda, sa giocare a tutto campo, è uno stopper eclettico, è quasi un centromediano, allora cosa gli manca? Forse un po' di vis autentica, cioè di rabies, di cattiveria. ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Peter Graffam Davis''' (3 marzo 1936 – 13 febbraio 2021), critico musicale statunitense.
*A volte sospetto che [[Peter Maxwell Davies|Davies]] stesso sia un pochino matto. (citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 319. ISBN 9788858022894)
==Altri progetti==
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'''Peter Graffam Davis''' (1936 – 2021), critico musicale statunitense.
*A volte sospetto che [[Peter Maxwell Davies|Davies]] stesso sia un pochino matto. (citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 319. ISBN 9788858022894)
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Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese.
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
[[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]]
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
[[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]]
*Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
[[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]]
*Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
[[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]]
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
[[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]]
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
*Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
*Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121)
====Libro V====
*In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131)
*[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132)
*Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134)
*Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136)
*Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140)
====Libro VI====
*Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157)
*[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170)
*Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181)
====Libro VII====
*Artù dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e spelndide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a ser Kay il Siniscalco, ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188)
*Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189)
*Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189)
*«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193)
*[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199)
*Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203)
*{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206)
====Libro VIII====
*Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241)
[[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]]
*Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242)
*{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244)
*Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248)
*Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250)
*Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256)
*[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260)
*Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264)
*Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284)
*[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291)
*[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295)
====Libro IX====
*Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302)
*Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302)
*{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304)
*{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314)
*[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314)
*«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315)
*[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316)
*Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326)
*Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332)
*{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335)
*[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336)
*[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343)
*È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348)
*Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348)
*Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351)
====Libro X====
*Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357)
*Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373)
*«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377)
*«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409)
*«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409)
*«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412)
*«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413)
*"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417)
*{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420)
*Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441)
*Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452)
*«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453)
====Libro XI====
*Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad Artù un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456)
*[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458)
*A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460)
*Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462)
*[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462)
*Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464)
*Dite [...] a ser Kay il Siniscalco e a ser Mordred che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472)
*{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474)
*Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474)
====Libro XII====
*Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481)
*«Ah, ser Tristano» esclamò allora ser Palamede «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488)
*«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che Isotta la Bella non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491)
====Libro XIII====
*«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501)
*Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502)
*Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503)
*Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518)
*{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519)
====Libro XIV====
*«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522)
*La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527)
*[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529)
*Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532)
*Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532)
====Libro XV====
*«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535)
*Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537)
*Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539)
====Libro XVI====
*Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541)
*La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545)
*{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547)
====Libro XVII====
[[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]]
*{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573)
*Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576)
*Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579)
*Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588)
*Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591)
*[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591)
*«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595)
*«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598)
====Libro XVIII====
*[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603)
*[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604)
*Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605)
*Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605)
*Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609)
*Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610)
*Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629)
*[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636)
*L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636)
*All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642)
*{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644)
====Libro XIX====
*[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646)
*Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649)
*Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657)
====Libro XX====
*Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663)
*Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663)
*Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664)
*Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664)
*Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665)
*«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667)
*Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669)
*Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671)
*Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672)
*«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673)
*Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggo. ([[Gawain]], p. 674)
*[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677)
*[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679)
*«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681)
*Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687)
*[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688)
*Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689)
*Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690)
*Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690)
*Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697)
*[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698)
====Libro XXI====
*A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702)
*Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704)
*«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705)
*Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705)
[[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]]
*{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708)
*{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709)
[[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]]
*«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712)
*Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713)
*In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713)
*{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713)
*La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716)
*«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717)
*Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719)
*Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720)
*Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722)
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di [[Edoardo IV d'Inghilterra|re Edoardo IV]] dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Citazioni su Thomas Malory==
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]])
*Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]])
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori britannici]]
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Nikol Pashinyan
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[[File:Nikol Pashinyan (2018-05-14).jpg|thumb|Pashinyan nel 2018]]
'''Nikol Pashinyan''' (1 giugno 1975 – vivente), politico armeno.
==Citazioni di Nikol Pashinyan==
*Non c'è nazione al mondo riluttante alla pace; non esiste un genitore che non desideri cieli limpidi e senza nuvole per il suo bambino in piedi sul confine.<ref>Citato in [http://www.karabakh.it/pashinyan-non-esiste-un-genitore-che-non-desideri-cieli-limpidi-e-senza-nuvole-per-il-suo-bambino-in-piedi-sul-confine/ ''Pashinyan: Non esiste un genitore che non desideri cieli limpidi e senza nuvole per il suo bambino in piedi sul confine''], ''Karabakh.it'', 12 maggio 2018.</ref>
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]]}} Il popolo armeno era preparato alla possibilità di una guerra. Ci siamo resi conto che l'armenofobia, l'inimicizia e l'odio con cui la dittatura azera ha continuato a istigare la sua popolazione, non hanno potuto portare a nessun'altra conseguenza, se non la guerra. (da un discorso tenuto dopo l'inizio degli scontri nel Nagorno-Karabakh del settembre 2020)<ref>Citato in [https://video.corriere.it/esteri/premier-armeno-l-attacco-l-azerbaijan-ci-ha-dichiarato-guerra/c95da87e-00e2-11eb-8a00-13bbbd5f28b0 ''Il premier armeno dopo l'attacco: «L'Azerbaijan ci ha dichiarato guerra»''], ''Corriere.it'', 27 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]]}} Non c’è Armenia senza Artsakh e quindi, proteggere i diritti del popolo di Artsakh significa proteggere i diritti del popolo armeno. E oggi questo significa prendere le armi e lottare per questi diritti. (tweet del 21 ottobre 2020)<ref>Citato in [https://www.agcnews.eu/armenia-pashinyan-mobilita-tutti-gli-armeni-per-difendere-lartsakh/ ''ARMENIA. Pashinyan mobilita tutti gli armeni per difendere l’Artsakh''], ''Agcnews.eu'', 22 ottobre 2020.</ref>
*Ho firmato una dichiarazione con i Presidenti di Russia e Azerbaigian sulla fine della guerra a partire dall'01: 00. Il testo della dichiarazione che è già stato pubblicato è estremamente doloroso per me personalmente e per il nostro popolo. Ho fatto quella discussione sulla base di un'analisi approfondita della situazione militare e delle valutazioni degli individui che meglio comprendevano quella situazione, anche sulla base della convinzione che nella situazione esistente questo fosse il miglior risultato POSSIBILE. Mi rivolgerò alla nazione nei prossimi giorni riguardo a tutto questo. Questa non è una vittoria, ma non c'è sconfitta fino a quando non ti consideri sconfitto. Non ci considereremo mai sconfitti e questo deve diventare il punto di partenza della nostra unità nazionale, era di rinascita. (discorso del 9 novembre 2020 dopo la [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]])<ref>Citato in [http://www.karabakh.it/la-guerra-e-finita/ ''La guerra è finita''], ''Karabakh.it'', 9 novembre 2020.</ref>
{{Int|Da ''[http://www.karabakh.it/pashinyan-lartsakh-non-e-una-disputa-territoriale/ Pashinyan: L'Artsakh non è una disputa territoriale]''|''Karabakh.it'', 21 novembre 2019}}
*Tutti voi qui sapete che l'Armenia si trova in una regione instabile con molti rischi e sfide per la sicurezza. I conflitti irrisolti, che stanno producendo continue tensioni, una corsa agli armamenti e una politica di odio, sono ancora vivi nel Caucaso meridionale.
*{{NDR|Sul [[Conflitto del Nagorno Karabakh]]}} Le radici del conflitto risalgono ai primi giorni dell'Unione Sovietica quando una regione armena con il 95% della popolazione armena fu assegnata all'[[Azerbaigian]] con una decisione arbitraria del partito comunista. Ciò è accaduto a seguito di un accordo raggiunto tra la Russia bolscevica e la Turchia kemalista nei primi anni '20.
*Le autorità azere si rifiutano di negoziare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Sostengono che il Nagorno Karabakh dovrebbe essere considerato una parte indivisibile dell'Azerbaigian. Ma questa è davvero una posizione molto strana. Da un lato, le autorità azere vogliono che il Nagorno Karabakh faccia parte della loro integrità territoriale. D'altra parte, non vogliono dialogare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Non è un po' strano? Cosa significa questa posizione? Ciò significa che le autorità azere in realtà non vogliono negoziare con il popolo del Nagorno Karabakh, solo perché vogliono solo i territori ma non le persone. Per essere più precisi – territori, senza le persone.
*L'armenofobia è diventata una politica statale in Azerbaigian.
*I cittadini di qualsiasi paese che hanno un cognome armeno o sospettati di avere un'origine etnica armena non possono entrare in Azerbaigian.
*Un'escalation militare nella nostra regione avrà conseguenze disastrose anche con un impatto globale. Apparentemente, l'Azerbaigian, essendo impegnato in ostilità, potrebbe fornire un terreno fertile per quei terroristi che hanno perso terreno in Siria e Iraq e ora sono alla ricerca di nuovi territori per avviare le loro operazioni. Geograficamente, l'Azerbaigian potrebbe diventare una base perfetta per loro di penetrare in tutte e quattro le direzioni verso sud, nord, est e ovest.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/19_novembre_24/intervista-premier-armeno-785c7b08-0eee-11ea-b3dc-785c7b08-0eee-11ea-b3dc-1023409a22e2.shtml «Aiutare i siriani che soffrono è per noi un dovere morale»]''|Intervista di Maurizio Caprara, ''Corriere.it'', 24 novembre 2019}}
*Assistere i rifugiati siriani per noi è una sorta di missione morale.
*Ai tempi dell'Impero Ottomano il popolo siriano salvò tanti armeni dalle forze militari imperiali. Perciò in questi tempi nei quali i siriani soffrono noi non potremmo stare in disparte.
*Più di un secolo dopo il genocidio la Turchia è percepita ancora dagli armeni come possibile minaccia per la nostra sicurezza. E da circa trenta anni il nostro confine è chiuso dalla parte turca, non dalla nostra. Dal lato armeno è aperto.
*Abbiamo un conflitto e andrebbe risolto. Quando diventai ''premier'' proposi una formula. Dissi che ogni soluzione doveva essere accettata dal popolo dell'Armenia, dal popolo del Nagorno-Karabakh e dal popolo dell'Azerbaijan. Sono stato l'unico leader armeno a pronunciarsi così. Ho avuto pesanti critiche nel mio Paese. Molti hanno detto: perché il ''leader'' armeno dovrebbe prendersi cura del popolo dell'Azerbaijan?
{{Int|Da ''[http://www.karabakh.it/lappassionato-messaggio-alla-nazione-armena-del-premier-pashinyan/ L'appassionato messaggio alla nazione armena del premier Pashinyan]''|Discorso sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]], ''Karabakh.it'', 14 ottobre 2020}}
*Mentre cercavamo di affermare chiaramente che la soluzione della questione senza definire lo status di Artsakh era impossibile, l'Azerbaigian ha rinunciato a qualsiasi discussione seria sullo status, affermando infatti che l'unico status che Artsakh poteva avere era l'autonomia all'interno dell'Azerbaigian, che di fatto aveva lo scopo di costruire un quadro istituzionale che avrebbe aperto la strada alla pulizia etnica nell'Artsakh. Allo stesso tempo, l'Azerbaigian stava sviluppando la retorica militare e la propaganda anti-armena.
*L'esercito azero non è in realtà in grado di risolvere la questione del Karabakh con mezzi militari. Questo fatto è stato scioccante non solo per l'Azerbaigian, ma anche per altri Paesi, in particolare per la Turchia.
*Un gran numero di truppe e attrezzature militari turche è stato trasferito in Azerbaigian. Le esercitazioni hanno testimoniato ancora una volta che le forze armate dell'Azerbaigian non erano in grado di svolgere compiti specifici nell'immediato futuro e la Turchia ha deciso che spetta a lei occuparsi della questione del Karabakh.
*Abbiamo registrato una strana circostanza: un certo numero di Paesi, in grado di adottare misure di deterrenza strategica, non è riuscito a valutare adeguatamente la minaccia. Hanno continuato a considerare la questione nel contesto del conflitto del Karabakh, considerando che la formula "territori per la pace" potrebbe salvare la situazione. Questa formula inaccettabile è simile all'accordo di Monaco del 1938, quando le potenze europee avrebbero ceduto la Cecoslovacchia alla Germania per amore della pace. Sappiamo tutti cosa è successo dopo. Ora la domanda è se il mondo permetterà l'emergere di un nuovo Hitler in Asia Minore.
*Ogni goccia di sangue armeno fa male a tutti noi, per non parlare dell'enorme numero di vittime che abbiamo già al momento. Al fine di prevenire ulteriori perdite, abbiamo aderito al processo avviato e la dichiarazione adottata a Mosca venerdì scorso, che prevedeva un cessate il fuoco umanitario. [...] Tuttavia, l'Azerbaigian non ha aderito all'accordo di cessate il fuoco per un secondo e ha portato avanti gli attacchi, ostacolando contemporaneamente l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco.
*Piango i nostri coraggiosi martiri che sono caduti difendendo la Patria, proteggendo il diritto del nostro popolo a vivere, salvaguardando l'identità, la dignità e il futuro dell'Armenia. E mi inchino a tutte le nostre vittime, martiri, alle loro famiglie, ai loro genitori e specialmente alle loro madri, e considero la loro perdita la mia perdita, la mia perdita personale, la perdita della mia famiglia.
*Le anime, lo spirito e la forza degli altri nostri grandi martiri ed eroi, [[Artaxias I d'Armenia|Re Artash]], [[Tigrane II|Tigran il Grande]], [[Ashot II|Ashot Yerkat]], [[Aram Manukian|Aram Manukyan]], [[Ovanes Chačaturovič Bagramjan|Hovhannes Baghramyan]], [[Monte Melkonian|Monte Melkonyan]], [[Vazgen Sargsyan]], sono con noi oggi. Oggi gli armeni sono uniti più che mai. Centinaia di migliaia di armeni stanno fornendo sostegno finanziario, economico, mediatico e politico all'Armenia e all'Artsakh.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/20_ottobre_17/nagorno-karabakh-premier-armeno-se-non-li-fermate-turchi-arriveranno-vienna-6731536c-1096-11eb-bf58-6564bb782bca.shtml Nagorno-Karabakh, il premier armeno: «Se non li fermate i turchi arriveranno a Vienna»]''|Intervista di Marta Serafini sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]], ''Corriere.it'', 20 ottobre 2020}}
*La Turchia porta avanti nel Caucaso meridionale la stessa strategia adottata nel Mediterraneo contro la Grecia e Cipro, o in Libia, o in Siria, o in Iraq. È una politica espansionistica. Durante i negoziati sul cessate il fuoco, il presidente turco Erdogan ha dichiarato di non volere che l’Azerbaigian interrompesse i combattimenti. Questo conflitto non sarebbe iniziato senza l’intervento della Turchia.
*I turchi vogliono un altro genocidio del popolo armeno. Mi chiedo e chiedo alla comunità internazionale: che tipo di tregua possiamo siglare noi con questi terroristi? Noi stiamo subendo un attacco, ci dobbiamo difendere come ogni nazione minacciata di sterminio
*C’è solo un modo per mettere fine alle ostilità ed è quello del riconoscimento internazionale del principio di “secessione riparatrice” dell’Artsakh. Non c’è altra possibilità. Altrimenti gli armeni subiranno la pulizia etnica nelle aree controllate dall’Azerbaigian e questo perché gli armeni sono l’ultima barriera nella corsa dei turchi verso Nord, Est e Sud.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/09/03/news/armenia_pashinyan_russia_sicurezza_nagorno_karabakh-413072928/ "La nostra dipendenza dalla Russia per la sicurezza è stata un errore strategico. In Nagorno Karabakh è in corso una pulizia etnica"]''|Intervista di Luca Steinmann sul [[blocco dell'Artsakh]], ''Repubblica.it'', 3 settembre 2023}}
*L'obiettivo azero è di ripulire il Nagorno Karabakh della presenza armena. Per questo hanno creato artificialmente una crisi umanitaria bloccando illegalmente il corridoio di Lachin.
*I peacekeepers russi hanno fallito la loro missione. La loro presenza nel Nagorno Karabakh dovrebbe assicurare la sicurezza della locale popolazione armena, che include la libertà di movimento. Ciò non sta avvenendo e di fatto il corridoio di Lachin non è sotto il loro controllo. Forse la Russia non può averne il controllo oppure non vuole.
*Oggi i nostri colleghi russi sostengono che i governi occidentali fanno pressioni sul governo armeno perché questo sottragga il Caucaso meridionale all'influenza di Mosca. In realtà stiamo vedendo che la Russia se ne sta andando spontaneamente dalla regione e non sappiamo perché. Potremmo alzarci una mattina e scoprire che la Russia non è più qui.
*Il 99,9 per cento dell'architettura militare dell'Armenia era legata alla Russia, soprattutto per quanto riguarda il rifornimento di armi e munizioni. Ma oggi la Russia ha bisogno di armi e munizioni per sé e non è in grado di rifornirci nemmeno se lo volesse. La dipendenza della nostra sicurezza da un'unica fonte è un errore strategico.
*L'Armenia ha riconosciuto gli 86.600 chilometri quadrati dei territori dell'Azerbaijan che ha riconosciuto i nostri 29.800 chilometri quadrati. Baku dovrebbe riaffermare pubblicamente questo riconoscimento, ma non lo sta facendo. Se falliamo nel riconoscere le nostre integrità territoriali non ci sarà mai pace in Nagorno Karabakh.
*L'Occidente ci accusa di non condannare abbastanza la Russia per gli eventi in Ucraina, mentre Mosca ci accusa di non averla sostenuta.
==Citazioni su Nikol Pashinyan==
*Pashinyan a partire dal conflitto del 2020 si è mosso in modo insoddisfacente e non è riuscito a fare gli interessi né del Nagorno-Karabakh né dell’Armenia. ([[Antonia Arslan]])
*Pashinyan è chiaramente filo-occidentale, ma la domanda che bisogna porsi è: che cosa ci si guadagna a fare dei “dispetti” alla Russia, avvicinandosi a Bruxelles? Che cosa può offrire l’Ue in cambio? Come abbiamo visto, niente o quasi. Pashinyan ha addirittura riconosciuto la sovranità azera sull’Artsakh in cambio del riconoscimento da parte di Baku dell’integrità territoriale dell’Armenia. Ma, mi chiedo, come ci si può fidare di un paese che da tre anni rosicchia i territori sovrani dell’Armenia? ([[Antonia Arslan]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pashinyan, Nikol}}
[[Categoria:Armeni]]
[[Categoria:Politici]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Nikol Pashinyan (2018-05-14).jpg|thumb|Pashinyan nel 2018]]
'''Nikol Pashinyan''' (1975 – vivente), politico armeno.
==Citazioni di Nikol Pashinyan==
*Non c'è nazione al mondo riluttante alla pace; non esiste un genitore che non desideri cieli limpidi e senza nuvole per il suo bambino in piedi sul confine.<ref>Citato in [http://www.karabakh.it/pashinyan-non-esiste-un-genitore-che-non-desideri-cieli-limpidi-e-senza-nuvole-per-il-suo-bambino-in-piedi-sul-confine/ ''Pashinyan: Non esiste un genitore che non desideri cieli limpidi e senza nuvole per il suo bambino in piedi sul confine''], ''Karabakh.it'', 12 maggio 2018.</ref>
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]]}} Il popolo armeno era preparato alla possibilità di una guerra. Ci siamo resi conto che l'armenofobia, l'inimicizia e l'odio con cui la dittatura azera ha continuato a istigare la sua popolazione, non hanno potuto portare a nessun'altra conseguenza, se non la guerra. (da un discorso tenuto dopo l'inizio degli scontri nel Nagorno-Karabakh del settembre 2020)<ref>Citato in [https://video.corriere.it/esteri/premier-armeno-l-attacco-l-azerbaijan-ci-ha-dichiarato-guerra/c95da87e-00e2-11eb-8a00-13bbbd5f28b0 ''Il premier armeno dopo l'attacco: «L'Azerbaijan ci ha dichiarato guerra»''], ''Corriere.it'', 27 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]]}} Non c’è Armenia senza Artsakh e quindi, proteggere i diritti del popolo di Artsakh significa proteggere i diritti del popolo armeno. E oggi questo significa prendere le armi e lottare per questi diritti. (tweet del 21 ottobre 2020)<ref>Citato in [https://www.agcnews.eu/armenia-pashinyan-mobilita-tutti-gli-armeni-per-difendere-lartsakh/ ''ARMENIA. Pashinyan mobilita tutti gli armeni per difendere l’Artsakh''], ''Agcnews.eu'', 22 ottobre 2020.</ref>
*Ho firmato una dichiarazione con i Presidenti di Russia e Azerbaigian sulla fine della guerra a partire dall'01: 00. Il testo della dichiarazione che è già stato pubblicato è estremamente doloroso per me personalmente e per il nostro popolo. Ho fatto quella discussione sulla base di un'analisi approfondita della situazione militare e delle valutazioni degli individui che meglio comprendevano quella situazione, anche sulla base della convinzione che nella situazione esistente questo fosse il miglior risultato POSSIBILE. Mi rivolgerò alla nazione nei prossimi giorni riguardo a tutto questo. Questa non è una vittoria, ma non c'è sconfitta fino a quando non ti consideri sconfitto. Non ci considereremo mai sconfitti e questo deve diventare il punto di partenza della nostra unità nazionale, era di rinascita. (discorso del 9 novembre 2020 dopo la [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]])<ref>Citato in [http://www.karabakh.it/la-guerra-e-finita/ ''La guerra è finita''], ''Karabakh.it'', 9 novembre 2020.</ref>
{{Int|Da ''[http://www.karabakh.it/pashinyan-lartsakh-non-e-una-disputa-territoriale/ Pashinyan: L'Artsakh non è una disputa territoriale]''|''Karabakh.it'', 21 novembre 2019}}
*Tutti voi qui sapete che l'Armenia si trova in una regione instabile con molti rischi e sfide per la sicurezza. I conflitti irrisolti, che stanno producendo continue tensioni, una corsa agli armamenti e una politica di odio, sono ancora vivi nel Caucaso meridionale.
*{{NDR|Sul [[Conflitto del Nagorno Karabakh]]}} Le radici del conflitto risalgono ai primi giorni dell'Unione Sovietica quando una regione armena con il 95% della popolazione armena fu assegnata all'[[Azerbaigian]] con una decisione arbitraria del partito comunista. Ciò è accaduto a seguito di un accordo raggiunto tra la Russia bolscevica e la Turchia kemalista nei primi anni '20.
*Le autorità azere si rifiutano di negoziare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Sostengono che il Nagorno Karabakh dovrebbe essere considerato una parte indivisibile dell'Azerbaigian. Ma questa è davvero una posizione molto strana. Da un lato, le autorità azere vogliono che il Nagorno Karabakh faccia parte della loro integrità territoriale. D'altra parte, non vogliono dialogare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Non è un po' strano? Cosa significa questa posizione? Ciò significa che le autorità azere in realtà non vogliono negoziare con il popolo del Nagorno Karabakh, solo perché vogliono solo i territori ma non le persone. Per essere più precisi – territori, senza le persone.
*L'armenofobia è diventata una politica statale in Azerbaigian.
*I cittadini di qualsiasi paese che hanno un cognome armeno o sospettati di avere un'origine etnica armena non possono entrare in Azerbaigian.
*Un'escalation militare nella nostra regione avrà conseguenze disastrose anche con un impatto globale. Apparentemente, l'Azerbaigian, essendo impegnato in ostilità, potrebbe fornire un terreno fertile per quei terroristi che hanno perso terreno in Siria e Iraq e ora sono alla ricerca di nuovi territori per avviare le loro operazioni. Geograficamente, l'Azerbaigian potrebbe diventare una base perfetta per loro di penetrare in tutte e quattro le direzioni verso sud, nord, est e ovest.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/19_novembre_24/intervista-premier-armeno-785c7b08-0eee-11ea-b3dc-785c7b08-0eee-11ea-b3dc-1023409a22e2.shtml «Aiutare i siriani che soffrono è per noi un dovere morale»]''|Intervista di Maurizio Caprara, ''Corriere.it'', 24 novembre 2019}}
*Assistere i rifugiati siriani per noi è una sorta di missione morale.
*Ai tempi dell'Impero Ottomano il popolo siriano salvò tanti armeni dalle forze militari imperiali. Perciò in questi tempi nei quali i siriani soffrono noi non potremmo stare in disparte.
*Più di un secolo dopo il genocidio la Turchia è percepita ancora dagli armeni come possibile minaccia per la nostra sicurezza. E da circa trenta anni il nostro confine è chiuso dalla parte turca, non dalla nostra. Dal lato armeno è aperto.
*Abbiamo un conflitto e andrebbe risolto. Quando diventai ''premier'' proposi una formula. Dissi che ogni soluzione doveva essere accettata dal popolo dell'Armenia, dal popolo del Nagorno-Karabakh e dal popolo dell'Azerbaijan. Sono stato l'unico leader armeno a pronunciarsi così. Ho avuto pesanti critiche nel mio Paese. Molti hanno detto: perché il ''leader'' armeno dovrebbe prendersi cura del popolo dell'Azerbaijan?
{{Int|Da ''[http://www.karabakh.it/lappassionato-messaggio-alla-nazione-armena-del-premier-pashinyan/ L'appassionato messaggio alla nazione armena del premier Pashinyan]''|Discorso sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]], ''Karabakh.it'', 14 ottobre 2020}}
*Mentre cercavamo di affermare chiaramente che la soluzione della questione senza definire lo status di Artsakh era impossibile, l'Azerbaigian ha rinunciato a qualsiasi discussione seria sullo status, affermando infatti che l'unico status che Artsakh poteva avere era l'autonomia all'interno dell'Azerbaigian, che di fatto aveva lo scopo di costruire un quadro istituzionale che avrebbe aperto la strada alla pulizia etnica nell'Artsakh. Allo stesso tempo, l'Azerbaigian stava sviluppando la retorica militare e la propaganda anti-armena.
*L'esercito azero non è in realtà in grado di risolvere la questione del Karabakh con mezzi militari. Questo fatto è stato scioccante non solo per l'Azerbaigian, ma anche per altri Paesi, in particolare per la Turchia.
*Un gran numero di truppe e attrezzature militari turche è stato trasferito in Azerbaigian. Le esercitazioni hanno testimoniato ancora una volta che le forze armate dell'Azerbaigian non erano in grado di svolgere compiti specifici nell'immediato futuro e la Turchia ha deciso che spetta a lei occuparsi della questione del Karabakh.
*Abbiamo registrato una strana circostanza: un certo numero di Paesi, in grado di adottare misure di deterrenza strategica, non è riuscito a valutare adeguatamente la minaccia. Hanno continuato a considerare la questione nel contesto del conflitto del Karabakh, considerando che la formula "territori per la pace" potrebbe salvare la situazione. Questa formula inaccettabile è simile all'accordo di Monaco del 1938, quando le potenze europee avrebbero ceduto la Cecoslovacchia alla Germania per amore della pace. Sappiamo tutti cosa è successo dopo. Ora la domanda è se il mondo permetterà l'emergere di un nuovo Hitler in Asia Minore.
*Ogni goccia di sangue armeno fa male a tutti noi, per non parlare dell'enorme numero di vittime che abbiamo già al momento. Al fine di prevenire ulteriori perdite, abbiamo aderito al processo avviato e la dichiarazione adottata a Mosca venerdì scorso, che prevedeva un cessate il fuoco umanitario. [...] Tuttavia, l'Azerbaigian non ha aderito all'accordo di cessate il fuoco per un secondo e ha portato avanti gli attacchi, ostacolando contemporaneamente l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco.
*Piango i nostri coraggiosi martiri che sono caduti difendendo la Patria, proteggendo il diritto del nostro popolo a vivere, salvaguardando l'identità, la dignità e il futuro dell'Armenia. E mi inchino a tutte le nostre vittime, martiri, alle loro famiglie, ai loro genitori e specialmente alle loro madri, e considero la loro perdita la mia perdita, la mia perdita personale, la perdita della mia famiglia.
*Le anime, lo spirito e la forza degli altri nostri grandi martiri ed eroi, [[Artaxias I d'Armenia|Re Artash]], [[Tigrane II|Tigran il Grande]], [[Ashot II|Ashot Yerkat]], [[Aram Manukian|Aram Manukyan]], [[Ovanes Chačaturovič Bagramjan|Hovhannes Baghramyan]], [[Monte Melkonian|Monte Melkonyan]], [[Vazgen Sargsyan]], sono con noi oggi. Oggi gli armeni sono uniti più che mai. Centinaia di migliaia di armeni stanno fornendo sostegno finanziario, economico, mediatico e politico all'Armenia e all'Artsakh.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/20_ottobre_17/nagorno-karabakh-premier-armeno-se-non-li-fermate-turchi-arriveranno-vienna-6731536c-1096-11eb-bf58-6564bb782bca.shtml Nagorno-Karabakh, il premier armeno: «Se non li fermate i turchi arriveranno a Vienna»]''|Intervista di Marta Serafini sulla [[seconda guerra del Nagorno Karabakh]], ''Corriere.it'', 20 ottobre 2020}}
*La Turchia porta avanti nel Caucaso meridionale la stessa strategia adottata nel Mediterraneo contro la Grecia e Cipro, o in Libia, o in Siria, o in Iraq. È una politica espansionistica. Durante i negoziati sul cessate il fuoco, il presidente turco Erdogan ha dichiarato di non volere che l’Azerbaigian interrompesse i combattimenti. Questo conflitto non sarebbe iniziato senza l’intervento della Turchia.
*I turchi vogliono un altro genocidio del popolo armeno. Mi chiedo e chiedo alla comunità internazionale: che tipo di tregua possiamo siglare noi con questi terroristi? Noi stiamo subendo un attacco, ci dobbiamo difendere come ogni nazione minacciata di sterminio
*C’è solo un modo per mettere fine alle ostilità ed è quello del riconoscimento internazionale del principio di “secessione riparatrice” dell’Artsakh. Non c’è altra possibilità. Altrimenti gli armeni subiranno la pulizia etnica nelle aree controllate dall’Azerbaigian e questo perché gli armeni sono l’ultima barriera nella corsa dei turchi verso Nord, Est e Sud.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/09/03/news/armenia_pashinyan_russia_sicurezza_nagorno_karabakh-413072928/ "La nostra dipendenza dalla Russia per la sicurezza è stata un errore strategico. In Nagorno Karabakh è in corso una pulizia etnica"]''|Intervista di Luca Steinmann sul [[blocco dell'Artsakh]], ''Repubblica.it'', 3 settembre 2023}}
*L'obiettivo azero è di ripulire il Nagorno Karabakh della presenza armena. Per questo hanno creato artificialmente una crisi umanitaria bloccando illegalmente il corridoio di Lachin.
*I peacekeepers russi hanno fallito la loro missione. La loro presenza nel Nagorno Karabakh dovrebbe assicurare la sicurezza della locale popolazione armena, che include la libertà di movimento. Ciò non sta avvenendo e di fatto il corridoio di Lachin non è sotto il loro controllo. Forse la Russia non può averne il controllo oppure non vuole.
*Oggi i nostri colleghi russi sostengono che i governi occidentali fanno pressioni sul governo armeno perché questo sottragga il Caucaso meridionale all'influenza di Mosca. In realtà stiamo vedendo che la Russia se ne sta andando spontaneamente dalla regione e non sappiamo perché. Potremmo alzarci una mattina e scoprire che la Russia non è più qui.
*Il 99,9 per cento dell'architettura militare dell'Armenia era legata alla Russia, soprattutto per quanto riguarda il rifornimento di armi e munizioni. Ma oggi la Russia ha bisogno di armi e munizioni per sé e non è in grado di rifornirci nemmeno se lo volesse. La dipendenza della nostra sicurezza da un'unica fonte è un errore strategico.
*L'Armenia ha riconosciuto gli 86.600 chilometri quadrati dei territori dell'Azerbaijan che ha riconosciuto i nostri 29.800 chilometri quadrati. Baku dovrebbe riaffermare pubblicamente questo riconoscimento, ma non lo sta facendo. Se falliamo nel riconoscere le nostre integrità territoriali non ci sarà mai pace in Nagorno Karabakh.
*L'Occidente ci accusa di non condannare abbastanza la Russia per gli eventi in Ucraina, mentre Mosca ci accusa di non averla sostenuta.
==Citazioni su Nikol Pashinyan==
*Pashinyan a partire dal conflitto del 2020 si è mosso in modo insoddisfacente e non è riuscito a fare gli interessi né del Nagorno-Karabakh né dell’Armenia. ([[Antonia Arslan]])
*Pashinyan è chiaramente filo-occidentale, ma la domanda che bisogna porsi è: che cosa ci si guadagna a fare dei “dispetti” alla Russia, avvicinandosi a Bruxelles? Che cosa può offrire l’Ue in cambio? Come abbiamo visto, niente o quasi. Pashinyan ha addirittura riconosciuto la sovranità azera sull’Artsakh in cambio del riconoscimento da parte di Baku dell’integrità territoriale dell’Armenia. Ma, mi chiedo, come ci si può fidare di un paese che da tre anni rosicchia i territori sovrani dell’Armenia? ([[Antonia Arslan]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pashinyan, Nikol}}
[[Categoria:Armeni]]
[[Categoria:Politici]]
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Alex Garland
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2026-07-08T11:01:39Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
'''Alex Garland''' (1970 – vivente), scrittore, sceneggiatore e regista inglese.
==Citazioni di Alex Garland==
*{{NDR|Su ''[[Annientamento (film)|Annientamento]]''}} Credo che la principale preoccupazione tematica del film sia l'auto-distruzione. È sulla natura dell'auto-distruzione in senso letterale: dalle cellule alle stelle tutto ha un ciclo vitale. Ma lo è anche nelle sue forme psicologiche, per esempio nel film c'è un gesto che sabota un matrimonio apparentemente felice e non viene spiegato. Ci possono essere ragioni superficiali per cui qualcuno smantella il proprio lavoro o le proprie relazioni, però non sono il vero motivo. Il film presenta in merito una sorta di tesi, ma lascia che sia inferita, piuttosto che dichiararla e spiegarla.<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2018/annihilation/ Annientamento]'', ''mymovies.it'', 7 marzo 2018.</ref>
==[[Incipit]] di ''Black Dog''==
Nella stanza non c'erano colori vivaci.<br>
Fuori ce n'erano un sacco.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi e Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[The Beach]]'' (2000)
*''[[28 giorni dopo]]'' (2002)
*''[[Sunshine]]'' (2007)
*''[[Dredd - Il giudice dell'apocalisse]]'' (2012)
*''[[Ex Machina (film)|Ex Machina]]'' (2015)
*''[[Annientamento (film)|Annientamento]]'' (2018)
*''[[Men (film 2022)|Men]]'' (2022)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Garland, Alex}}
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
[[Categoria:Scrittori britannici]]
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Ignazio Paternò Castello
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2026-07-07T12:45:13Z
Spinoziano (BEIC)
86405
typo, + citazione su
1419435
wikitext
text/x-wiki
[[File:Il principe di Biscari in una incisione di Antonio Zacco.jpg|miniatura|Ignazio Paternò Castello]]
'''Ignazio Paternò-Castello''', '''V principe di Biscari''' (1719 – 1786), archeologo e mecenate italiano.
==Citazioni di Ignazio Paternò Castello==
*Ne confini del territorio di [[Noto]], e [[Ispica|Spaccaforno]] esiste un assai curioso, ed ammirabile monumento, che esige la premura di ogni appassionato Viaggiatore: e certamente in osservarlo si chiamerà contento della sofferta fatica: dalla Città di [[Modica]], non più lontano che cinque , o sei miglia, nella [[Cava d'Ispica]] (la chiamano i Siciliani le Valli) si ammira una Città intera, capace di molte migliaja di abitatori, formata di un solo pezzo.<ref>Da ''Viaggio per tutte le antichità di Sicilia descritte da Ignazio Paternò Principe di Biscari'', 1781; citato in ''[http://www.cavadispica.org/punti-di-interesse/le-grotte-cadute/ Le Grotte Cadute]'', ''Associazione Cava d'Ispica''.</ref>
==Citazioni su Ignazio Paternò Castello==
*Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. ([[Friederich Münter]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Paternò Castello, Ignazio}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
[[Categoria:Mecenati]]
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Andrea Mete
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Spinoziano
2297
/* Film */
1419614
wikitext
text/x-wiki
'''Andrea Mete''' (1985 - vivente), doppiatore italiano.
==Citazioni di Andrea Mete==
*Amo ancora di più rispetto agli anni passati che tu possa scegliere {{NDR|la lingua audio}} tra l'italiano [...] e l'inglese. Così: A. puoi sentirlo in tutte e due lingue, B. puoi vedere com'è stato fatto quel lavoro. Se è stato fatto un buon lavoro o no. E C. ouoi scegliere, insomma: la scelta, secondo me, è sempre la cosa più importante.<ref name= Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''VOCI.fm'', 17 aprile 2020. [https://www.youtube.com/watch?time_continue=815&v=l8iT_nwkboc&feature=emb_title Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Le persone tante volte vedono delle scene al cinema e dicono: "Sì, vabbè mo' è questo non è possibile". È chiaro che non è possibile, è un film. È proprio per quello è una magia. [...] È come quando i bambini che giocano e dicono: facciamo che io sono Superman e tu sei Spider-Man.[...] Il doppiaggio è uguale. Facciamo finta che quell'attore stia parlando in italiano. Facciamo finta che quell'attore cinese stia ... è un accordo che si fa in silenzio emotivo tra il pubblico, secondo me, e l'attore che stai doppiando, il doppiatore. Insomma, è una magia generale.<ref name= Simonetti />
*Nel cartone animato il doppiaggio ha anche una valenza superiore nel senso che sai quando doppio un attore che ha già fatto un lavoro e tu sei maggiormente al servizio di quell'attore, ti puoi poco allontanare e, secondo me, ti devi allontanare poco da quello che è stato già fatto. Nell'animazione veramente puoi dare molto di più. Ti puoi esprimere. Conta veramente moltissimo l'animazione nel doppiaggio.<ref name= Simonetti />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995)
*''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001)
*''[[A History of Violence]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[Melissa P. (film)|Melissa P.]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2006)
*''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006)
*''[[Disturbia]]'' (2007)
*''[[Paranormal Activity]]'' (2007)
*''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'' (2008)
*''[[RocknRolla]]'' (2008)
*''[[The Millionaire]]'' (2008)
*''[[A Dangerous Man - Solo contro tutti]]'' (2009)
*''[[Blindato]]'' (2009)
*''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009)
*''[[Il maledetto United]]'' (2009)
*''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[Inception]]'' (2010)
*''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010)
*''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010)
*''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010)
*''[[Tron: Legacy]]'' (2010)
*''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011)
*''[[In Time]]'' (2011)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Battleship]]'' (2012)
*''[[Di nuovo in gioco]]'' (2012)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012)
*''[[American Hustle - L'apparenza inganna]]'' (2013)
*''[[Corpi da reato]]'' (2013)
*''[[Don Jon]]'' (2013)
*''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'' (2013)
*''[[Gangster Squad]]'' (2013)
*''[[Giovani ribelli - Kill Your Darlings]]'' (2013)
*''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013)
*''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013)
*''[[Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013)
*''[[Solo gli amanti sopravvivono]]'' (2013)
*''[[The Wolf of Wall Street]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[American Sniper]]'' (2014)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Godzilla (film 2014)|Godzilla]]'' (2014)
*''[[Guardiani della Galassia (film)|Guardiani della Galassia]]'' (2014)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1]]'' (2014)
*''[[L'amore bugiardo - Gone Girl]]'' (2014)
*''[[Left Behind - La profezia]]'' (2014)
*''[[Maze Runner - Il labirinto]]'' (2014)
*''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'' (2015)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2]]'' (2015)
*''[[Il sapore del successo]]'' (2015)
*''[[Jurassic World]]'' (2015)
*''[[Operazione U.N.C.L.E.]]'' (2015)
*''[[Sicario (film 2015)|Sicario]]'' (2015)
*''[[Sopravvissuto - The Martian]]'' (2015)
*''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016)
*''[[Lights Out - Terrore nel buio]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[The Nice Guys]]'' (2016)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017)
*''[[Kong: Skull Island]]'' (2017)
*''[[L'ultima discesa]]'' (2017)
*''[[La La Land]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018)
*''[[Bird Box]]'' (2018)
*''[[Operation Finale]]'' (2018)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
*''[[Unsane (film)|Unsane]]'' (2018)
*''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019)
*''[[La vita nascosta - Hidden Life]]'' (2019)
*''[[Midsommar - Il villaggio dei dannati]]'' (2019)
*''[[The Gentlemen]]'' (2019)
*''[[The Irishman]]'' (2019)
*''[[Enola Holmes]]'' (2020)
*''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020)
*''[[Project Power]]'' (2020)
*''[[La guerra di domani (film 2021)|La guerra di domani]]'' (2021)
*''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022)
*''[[The Batman]]'' (2022)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 3]]'' (2023)
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'' (2006)
*''[[Shrek terzo]]'' (2007)
*''[[Le 5 leggende]]'' (2012)
*''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012)
*''[[Cars 3]]'' (2017)
*''[[Onward - Oltre la magia]]'' (2020)
===Serie animate===
*''[[Ano Hana]]'' (2011)
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso)
*''[[Prison School]]'' (2015)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Bones]]'' (2005 - 2017)
*''[[Prison Break]]'' (2005 - 2009)
*''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007)
*''[[Skins]]'' (2007 - 2013)
*''[[La vita segreta di una teenager americana]]'' (2008 - 2013)
*''[[True Blood]]'' (2008-2014)
*''[[Being Human]]'' (2009 - 2013)
*''[[Glee]]'' (2009 - 2015)
*''[[Misfits]]'' (2009 - 2013)
*''[[The Good Wife]]'' (2009 - 2016)
*''[[The Walking Dead (serie televisiva)|The Walking Dead]]'' (2010 - in corso)
*''[[Arrow (serie televisiva)|Arrow]]'' (2012 - in corso)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - in corso)
*''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013 - 2016)
*''[[Penny Dreadful]]'' (2014 - 2016)
*''[[Saints & Strangers]]'' (2015)
*''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019)
*''[[Quantico (serie televisiva)|Quantico]]'' (2015 - in corso)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso)
*''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018 - 2020)
*''[[Insatiable (serie televisiva)|Insatiable]]'' (2018 - 2019)
*''[[The Mandalorian]]'' (2019 - in corso)
*''[[Snowpiercer (serie televisiva)|Snowpiercer]]'' (2020 - in corso)
*''[[The Book of Boba Fett]]'' (2021 - 2022)
*''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'' (2025)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Stefanella Marrama]], madre
*[[Marco Mete]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mete, Andrea}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Ralph Fiennes
0
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:Ralph Fiennes 2024.jpg|thumb|Ralph Fiennes nel 2024]]
'''Ralph Nathaniel Twisleton-Wykeham-Fiennes''' (1962 - vivente), attore, doppiatore, regista e produttore cinematografico britannico con cittadinanza serba.
{{Int|''[https://the-talks.com/interview/ralph-fiennes/ Ralph Fiennes: "One's vanity is always there"]''|{{en}} Intervista di Kaleem Aftab, ''the-talks.com'', 16 gennaio 2019.|h=2}}
*Adoro stare nella sala prove ... Il luogo in cui mi sento più felice è con il regista e il gruppo di attori giusti in una sala prove dove non c'è pubblico e stai solo provando.
:''I love being in the rehearsal room… Where I feel happiest is with the right director and group of actors in a rehearsal room where there’s no audience and you’re just trying things.''
*Ho fatto un film chiamato ''Sunshine'' con lui {{NDR|[[István Szábo]]}}, e ha un approccio molto classico. Ricordo che mi disse che sentiva che il primo piano era l'elemento chiave, che il cinema parla del primo piano sul volto umano, che pensieri e sentimenti nascono sul volto per la prima volta.
:''I did a film called Sunshine with him, and he has a very classical approach. I remember him saying to me that he felt that the close-up was the key element, that cinema is about the close-up on the human face, that thoughts and feelings are born on the face for the first time.''
*Mentre la vita va avanti, accetti di più, sei più grato, quando arriva una buona sceneggiatura sei molto elettrizzato in un modo che forse non eri quando eri giovane.
:''As life goes on, you’re more accepting, you’re more grateful, when a good script comes along you’re very thrilled in a way that perhaps you weren’t when you were young.''
==Citazioni su Ralph Fiennes==
*– Oddio, quel Ralph Fiennes! Sarei disposta a dare via il mio primogenito per lui!<br>– {{NDR|Tra sé e sé}} Spero che Fiennes non la incontri mai... (''[[Seinfeld (ottava stagione)|Seinfeld ]]'')
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Cime tempestose (film 1992)|Cime tempestose]]'' (1992)
*''[[Schindler's List - La lista di Schindler]]'' (1993)
*''[[Strange Days (film)|Strange Days]]'' (1995)
*''[[Il paziente inglese]]'' (1996)
*''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998)
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) – voce
*''[[Sunshine (film 1999)|Sunshine]]'' (1999)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[Spider (film)|Spider]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[In Bruges - La coscienza dell'assassino]]'' (2008)
*''[[The Hurt Locker]]'' (2008)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Skyfall]]'' (2012)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[LEGO Batman - Il film]]'' (2017) – voce
*''[[Conclave (film)|Conclave]]'' (2024)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Fiennes, Ralph}}
[[Categoria:Attori britannici]]
[[Categoria:Doppiatori britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
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Danny Boyle
0
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Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Danny Boyle 2019 (cropped).jpg|thumb|Danny Boyle nel 2019]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[The Millionaire]]'''''
*Miglior regista (2009)
}}
'''Daniel Francis Boyle''', detto '''Danny''' (1956 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo britannico.
{{Int|''[https://www.domusweb.it/en/art/2020/02/28/danny-boyle-choose-culture-to-save-humankind.html Danny Boyle: to save humankind, "choose culture"!]''|{{en}} Intervista di Alessandro Scarano, ''domusweb.it'', 5 marzo 2020.|h=2}}
*L'arte ha sempre riguardato la debolezza, non la perfezione. Nella cultura guardiamo ai nostri punti deboli, alle nostre imperfezioni e vulnerabilità.
:''Art has always been about weakness, not perfection. In culture we look at our weaknesses, our imperfections and vulnerabilities.''
*Siamo gli stessi di quelle creature di ''[[WALL•E]]'', che mangiano cose in un sogno e diventano grassi e cordiali. È molto divertente perché non possono nemmeno più camminare! I poveri vengono nutriti, società di convenienza, cibi di convenienza. Non devi muoverti, puoi guardare [[The Irishman]] a casa senza fine. E non dimenticare il cibo per la consegna. Il che è pazzesco, vogliamo cose, siamo preoccupati per il cambiamento climatico ma allo stesso tempo, vogliamo ordinare le cose in modo che arrivino quando arriviamo a casa.
:''We are the same as those creatures in Wall-E, eating stuff in a dream, and getting fat and cordials. It's very funny because they can't even walk anymore! The poor are being fed, convenience society, convenience food. You don't need to move, you can watch The Irishman at home endlessly. And don't forget delivery food. Which is crazy, we want things, we are concerned about the climate change but at the same time, we want to order things so that they arrive by the time we get home.''
*Una delle esperienze più fondamentali che abbia mai avuto è stata vedere ''[[Solaris (film 1972)|Solaris]]'' […] quello originale di [[Andrej Arsen'evič Tarkovskij|Tarkovskij]], non il remake di [[Steven Soderbergh|Soderbergh]]. Nel Solaris originale, non c'è molto da guardare, ma c'è un incantesimo. È stato un grande cambiamento per me in termini di film e di cosa fossero capaci nella consapevolezza di loro.
:''One of the most fundamental experiences I ever had was seeing Solaris'' […] ''the original one by Tarkovskij's, not Soderbergh's remake. In the original Solaris, there's not much to look at, but there is a spell. It was a huge game-changer for me in terms of what movies were and of what they were capable of in the mindfulness of them.''
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Trainspotting]]'' (1996) – regista
*''[[The Beach]]'' (2000) – regista
*''[[28 giorni dopo]]'' (2002) – regista
*''[[Sunshine]]'' (2007) – regista
*''[[The Millionaire]]'' (2008) – regista
*''[[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]]'' (2015) – regista, produttore
*''[[T2 Trainspotting]]'' (2017) – regista, produttore
*''[[28 anni dopo]]'' (2025) – regista, produttore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boyle, Danny}}
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Produttori televisivi britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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Gerolamo Alchieri
0
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Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Gerolamo Alchieri''' (1954 – vivente), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Gerolamo Alchieri==
*I migliori adattamenti che ho visto sono stati quelli di [[Francesco Vairano]] e quelli di [[Oreste Lionello]], che non a caso sono due attori. Certo, bisogna conoscere i ferri del mestiere dello scrivere, e torniamo alla tematica dell’ “artigianato”. Nel nostro mondo alfabetizzato, ormai tutti sanno scrivere, ma pochi sono gli scrittori, no?<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/253833.shtml Intervista esclusiva a Gerolamo Alchieri]'', ''GuideSuperEva.it'', maggio 2006.</ref>
*[…] non ci si improvvisa attori, cosa che invece molti credono, grazie anche a questa “inciviltà” dell’apparire in cui viviamo. A nessuno verrebbe in mente di mettersi a impagliare sedie o soffiare il vetro di punto in bianco, mentre invece mi è capitato di incontrare qualcuno che avendo una bella voce o qualcos'altro di bellino, pensa che questo basti per cominciare a fare doppiaggio o cinema.<ref name=Sgambelluri />
*Secondo me il lavoro dell’attore è più artigianale che artistico. Se mai mi sento “artista” è solo in riferimento al piacere che traggo da quello che faccio, ricordando [[Alberto Savinio|Savinio]], il quale affermava che il vero artista è il dilettante, perché si “diletta” in ogni cosa che fa.<ref name=Sgambelluri />
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Cemento armato (film)|Cemento armato]]'' (2007)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Chocolat]]'' (2000)
*''[[Jimmy Grimble]]'' (2000)
*''[[Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello]]'' (2001)
*''[[28 giorni dopo]]'' (2002)
*''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002)
*''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003)
*''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' (2003)
*''[[Johnny English]]'' (2003)
*''[[La maledizione della prima luna]]'' (2003)
*''[[Birth - Io sono Sean]]'' (2004)
*''[[La donna perfetta]]'' (2004)
*''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)
*''[[Air Buddies - Cuccioli alla riscossa]]'' (2006)
*''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'' (2006)
*''[[Fearless (film 2006)|Fearless]]'' (2006)
*''[[Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma]]'' (2006)
*''[[Non è un paese per vecchi]]'' (2007)
*''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007)
*''[[Operazione Valchiria (film)|Operazione Valchiria]]'' (2008)
*''[[Blindato]]'' (2009)
*''[[Fratelli in erba]]'' (2009)
*''[[L'uomo che fissa le capre]]'' (2009)
*''[[Inception]]'' (2010)
*''[[The Whistleblower]]'' (2010)
*''[[Uomini di Dio]]'' (2010)
*''[[Il pescatore di sogni]]'' (2011)
*''[[Johnny English - La rinascita]]'' (2011)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[La frode]]'' (2012)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Ted]]'' (2012)
*''[[A proposito di Davis]]'' (2013)
*''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'' (2013)
*''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013)
*''[[Il grande e potente Oz]]'' (2013)
*''[[Jobs]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Pain & Gain - Muscoli e denaro]]'' (2013)
*''[[Red 2]]'' (2013)
*''[[300 - L'alba di un impero]]'' (2014)
*''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014)
*''[[Io vengo ogni giorno]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Split]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[It (film 2017)|It]]'' (2017)
*''[[L'ora più buia]]'' (2017)
*''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018)
*''[[Conclave (film)|Conclave]]'' (2024)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Nausicaä della Valle del vento]]'' (1984)
*''[[Galline in fuga]]'' (2000)
*''[[Waking Life]]'' (2001)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
*''[[Pinguini di Madagascar in Missione Natale]]'' (2005)
*''[[La gang del bosco]]'' (2006)
*''[[Porco Rosso]]'' (2008)
*''[[9 (film 2009)|9]]'' (2009)
*''[[Buon Natale, Madagascar!]]'' (2009)
*''[[Up]]'' (2009)
*''[[Rapunzel - L'intreccio della torre]]'' (2010)
*''[[Shrek e vissero felici e contenti]]'' (2010)
*''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010)
*''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012)
*''[[La storia della principessa splendente]]'' (2013)
*''[[Cuccioli: Il paese del vento]]'' (2014)
*''[[I pinguini di Madagascar (film)|I pinguini di Madagascar]]'' (2014)
*''[[Your Name.]]'' (2016)
*''[[LEGO Batman - Il film]]'' (2017)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Dragon Ball Z: Le origini del mito]]'' (1990)
*''[[Animaniacs]]'' (1993 - 1998)
*''[[The Cleveland Show]]'' (2009 - 2013)
*''[[Ghost in the Shell: Arise]]'' (2013 - 2014)
====Serie televisive====
*''[[Spartacus (serie televisiva)|Spartacus]]'' (2010 - 2013)
*''[[Spartacus - Gli dei dell'arena]]'' (2011)
*''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012)
*''[[2 Broke Girls]]'' (2012 - 2017)
*''[[Banshee (serie televisiva)|Banshee]]'' (2013 - 2016)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Alchieri, Gerolamo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Giovanni Lilliu
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'''Giovanni Lilliu''' (13 marzo 1914 – 19 febbraio 2012), archeologo, pubblicista, paleontologo e politico italiano.
==Citazioni di Giovanni Lilliu==
*{{NDR|I [[Giganti di Mont'e Prama]]}} Ciò che mi pare di poter [...] affermare [...] è la straordinaria ed eccezionale importanza di questo episodio sardo di grande statuaria, che va ben oltre il momento puramente artistico per trovare significato e dare nello stesso tempo significanza alla società e alla cultura regionale del tempo. Se si pensa che l'organizzazione tendenzialmente se non del tutto "urbana" nella [[Sardegna]] dell'VIII secolo a. C., si era spinta al grado di esprimere una statuaria già matura quando in Grecia essa era appena agli albori, si capisce il valore rilevante della produzione sarda, intrinseco ed estrinseco, anche nel quadro dei movimenti culturali e nella storia dell'antica civiltà mediterranea. La civiltà nuragica di questa epoca aristocratica, non è subordinata né integrabile, non ammette egemonie esterne. Appare invece competitiva ed espansiva, autonoma ed autodeterminata. Le sue valenze autentiche si confrontano con quelle più elevate di altre civiltà del [[Mediterraneo]], elleniche ed orientali, alle quali tornano nell'atmosfera unitaria generale dell'età geometrica: Ma proprio da questa gara alla pari, da questa sfida di eguali, emerge la forza della naturale vita propria, e si determina la speciale, "diversa", identità della "nazione" protosarda.<ref>Citato in Antonietta Boninu, ''Un rito, un nome'', in AA. VV., ''Le sculture di Mont'e Prama. {{small|Conservazione e restauro}}'', a cura di Antonietta Boninu e Andreina Costanzi Cobau, Gangemi Editore, Roma, [https://books.google.it/books?id=ZfJDBgAAQBAJ&lpg=PA419&ots=gBGwnO5QpP&dq=&pg=PA419#v=onepage&q&f=false p. 419]. ISBN 978-88-492-7940-5</ref>
*Uno degli aspetti più caratteristici del paesaggio architettonico, e anche naturale, dell'isola di Sardegna, è dato da quelle antichissime, severe e imponenti costruzioni megalitiche, cioè fatte con grandi pietre sovrapposte senza uso di malta... I [[nuraghe|nuraghi]], per la Sardegna, sono un po' come le [[Piramidi]] per l'[[Egitto]] e il [[Colosseo]] per [[Roma]]: testimonianze non solo di civiltà florida e storicamente fattiva ma anche d'una concezione spirituale che imprimeva alle manifestazioni esteriori un carattere monumentale e duraturo. Nessun'altra espressione di architettura isolana dell'antichità, e pure di tempi a noi più vicini, palesa il senso di potenza, maestà, sforzo solidale e monumentale, religiosità che appare negli edifici nuragici...<ref>Da ''Le vie d'Italia'', ottobre 1953, T.C.I., in M. L. Santoli e M. Stanghellini, ''I grandi libri: {{small|antologia italiana per la scuola media con letture epiche}}'', vol. I, Zanichelli, Bologna, stampa 1971, vol I, pp. 573-574.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Lilliu, Giovanni}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
[[Categoria:Pubblicisti italiani]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]]
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'''Giovanni Lilliu''' (1914 – 2012), archeologo, pubblicista, paleontologo e politico italiano.
==Citazioni di Giovanni Lilliu==
*{{NDR|I [[Giganti di Mont'e Prama]]}} Ciò che mi pare di poter [...] affermare [...] è la straordinaria ed eccezionale importanza di questo episodio sardo di grande statuaria, che va ben oltre il momento puramente artistico per trovare significato e dare nello stesso tempo significanza alla società e alla cultura regionale del tempo. Se si pensa che l'organizzazione tendenzialmente se non del tutto "urbana" nella [[Sardegna]] dell'VIII secolo a. C., si era spinta al grado di esprimere una statuaria già matura quando in Grecia essa era appena agli albori, si capisce il valore rilevante della produzione sarda, intrinseco ed estrinseco, anche nel quadro dei movimenti culturali e nella storia dell'antica civiltà mediterranea. La civiltà nuragica di questa epoca aristocratica, non è subordinata né integrabile, non ammette egemonie esterne. Appare invece competitiva ed espansiva, autonoma ed autodeterminata. Le sue valenze autentiche si confrontano con quelle più elevate di altre civiltà del [[Mediterraneo]], elleniche ed orientali, alle quali tornano nell'atmosfera unitaria generale dell'età geometrica: Ma proprio da questa gara alla pari, da questa sfida di eguali, emerge la forza della naturale vita propria, e si determina la speciale, "diversa", identità della "nazione" protosarda.<ref>Citato in Antonietta Boninu, ''Un rito, un nome'', in AA. VV., ''Le sculture di Mont'e Prama. {{small|Conservazione e restauro}}'', a cura di Antonietta Boninu e Andreina Costanzi Cobau, Gangemi Editore, Roma, [https://books.google.it/books?id=ZfJDBgAAQBAJ&lpg=PA419&ots=gBGwnO5QpP&dq=&pg=PA419#v=onepage&q&f=false p. 419]. ISBN 978-88-492-7940-5</ref>
*Uno degli aspetti più caratteristici del paesaggio architettonico, e anche naturale, dell'isola di Sardegna, è dato da quelle antichissime, severe e imponenti costruzioni megalitiche, cioè fatte con grandi pietre sovrapposte senza uso di malta... I [[nuraghe|nuraghi]], per la Sardegna, sono un po' come le [[Piramidi]] per l'[[Egitto]] e il [[Colosseo]] per [[Roma]]: testimonianze non solo di civiltà florida e storicamente fattiva ma anche d'una concezione spirituale che imprimeva alle manifestazioni esteriori un carattere monumentale e duraturo. Nessun'altra espressione di architettura isolana dell'antichità, e pure di tempi a noi più vicini, palesa il senso di potenza, maestà, sforzo solidale e monumentale, religiosità che appare negli edifici nuragici...<ref>Da ''Le vie d'Italia'', ottobre 1953, T.C.I., in M. L. Santoli e M. Stanghellini, ''I grandi libri: {{small|antologia italiana per la scuola media con letture epiche}}'', vol. I, Zanichelli, Bologna, stampa 1971, vol I, pp. 573-574.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Lilliu, Giovanni}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
[[Categoria:Pubblicisti italiani]]
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Gyōki
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[[File:Gyouki 1.jpg|thumb|Gyōki]]
'''Gyōki''' (668 – 749), monaco buddhista giapponese. Esponente del periodo Nara, nato nella contea di Ōtori, provincia di Kawachi, figlio di Koshi no Saichi. Secondo una teoria, uno dei suoi antenati era di origine coreana.
==Citazioni di Gyōki==
*''Quando sento la voce | del [[fagiano dorato]] | che fa: horo-horo | penso: è mio padre? | penso: è mia madre?''<ref>Traduzione di Marcello Muccioli. Citato in [[Matsuo Bashō]], ''Poesie'', traduzione e nota di Giuseppe Rigacci, G. C. Sansoni Editore, Firenze, stampa 1944, p. 29.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Monaci buddhisti giapponesi]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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[[File:Gyouki 1.jpg|thumb|Gyōki]]
'''Gyōki''' (668 – 749), monaco buddhista giapponese.
==Citazioni di Gyōki==
*''Quando sento la voce | del [[fagiano dorato]] | che fa: horo-horo | penso: è mio padre? | penso: è mia madre?''<ref>Traduzione di Marcello Muccioli. Citato in [[Matsuo Bashō]], ''Poesie'', traduzione e nota di Giuseppe Rigacci, G. C. Sansoni Editore, Firenze, stampa 1944, p. 29.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Monaci buddhisti giapponesi]]
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Jacopo Venturiero
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Spinoziano
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/* Film */
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'''Jacopo Venturiero''' (1985 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Jacopo Venturiero==
*Da piccolo sognavo il cinema, mi sarebbe piaciuto addirittura diventare regista. Poi ho scoperto quanto è bello che a teatro ogni sera sia diversa: ti permette di continuare a migliorarti, mentre la scena che giri davanti alla cinepresa una volta finita è quella, non la puoi più cambiare, non puoi più fare delle correzioni.<ref> Dall'intervista di Valentina Ravizza, ''[https://style.corriere.it/persone/uomini/intervista-jacopo-venturiero-new-entry-di-suburra-la-serie/ Intervista A Jacopo Venturiero, new entry di Suburra – la serie]'', ''style.corriere.it'', 20 febbraio 2019.</ref>
*Nel doppiaggio ho trovato un ambiente decisamente meritocratico, più che in tutti gli altri. Io non vengo da una famiglia di doppiatori, e devo anzi confessare che solo quattro anni fa, quando volevo entrare in questo mondo, non sapevo proprio dove sbattere la testa.<ref> Dall'intervista di Martina Riva, ''[https://velvetmag.it/2019/12/07/intervista-a-jacopo-venturiero-protagonista-di-suburra-3/ Primo ciak per “Suburra 3”. Intervista esclusiva a uno dei protagonisti, Jacopo Venturiero]'', ''velvetmag.it'', 7 Dicembre 2019.</ref>
*Quello della voce è un vecchio mito che è importante sfatare, per non incorrere in pericolose incomprensioni, da parte di chi svegliandosi una mattina decide, siccome “ha una bella voce”, di mettersi a fare doppiaggio. La voce, come per il teatro e il cinema, non ha niente a che fare con il mestiere del doppiatore, saper recitare ha a che fare con il mestiere del doppiatore. Certo la giusta emissione, la dizione, l’articolazione e un uso corretto del proprio strumento sono essenziali, ma non più di quanto non siano essenziali per uno scrittore il corretto uso dei verbi e la padronanza della consecutio, ma non è sufficiente, no? E poi la caratteristica di questo lavoro è proprio avvicinarsi il più possibile all’originale, cambiando anche voce a volte. Ricordiamoci che questo è un servizio (non per questo più facile, anzi), ma pur sempre un servizio. Il lavoro di creazione l’ha già fatto da un altro.<ref> Dall'intervista di Michelangelo Alesso, ''[https://sonocoseserie.it/2021/02/13/intervista-a-jacopo-venturiero-tra-teatro-e-doppiaggio/ Venturiero, tra teatro e doppiaggio]'', ''sonocoseserie.it'', 13 febbraio 2021.</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il caso Spotlight]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015)
*''[[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[1922 (film 2017)|1922]]'' (2017)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[Fast & Furious 8]]'' (2017)
*''[[Aquaman (film)|Aquaman]]'' (2018)
*''[[Il corriere - The Mule]]'' (2018)
*''[[Gemini Man (film)|Gemini Man]]'' (2019)
*''[[Rocketman (film 2019)|Rocketman]]'' (2019)
*''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020)
*''[[Tenet]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[Malcolm & Marie]]'' (2021)
*''[[Amsterdam (film 2022)|Amsterdam]]'' (2022)
*''[[Men (film 2022)|Men]]'' (2022)
*''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023)
*''[[Barbie (film)|Barbie]]'' (2023)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Spider-Man - Un nuovo universo]]'' (2018)
*''[[La vetta degli dei (film)|La vetta degli dei]]'' (2021)
===Serie televisive===
*''[[Il problema dei 3 corpi]]'' (2024)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Venturiero, Jacopo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Ryke Geerd Hamer
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'''Ryke Geerd Hamer''' (17 maggio 1935 – 2 luglio 2017), medico tedesco.
==Citazioni di Ryke Geerd Hamer==
{{Int|Da [https://web.archive.org/web/20161106005432/http://www.dossierhamer.it/antisemitismo.html ''Lettera "agli amici"'']|23 aprile 2003; riportato in ''Dossierhamer.it''}}
*La stupida medicina scolastica è, in realtà, una medicina ebraica. Tutto viene suddiviso in "benigno" e "maligno". È la folle battaglia dei sionisti del Talmud con la loro mania religiosa di voler uccidere tutti i non-ebrei del mondo.
*Da parte ebraica mi è stata proposta una somma molto grande, qualora io dimenticassi tutto e diventassi un traditore dei miei compagni non-ebrei.
*I giudici sono pagati con i vostri soldi, e proclamano le loro sentenze criminali da 22 anni nel vostro nome. Hanno premeditatamente sottoposto alla pena di morte 10 milioni di non-ebrei, e prima di farlo hanno rubato da ciascuno di loro mezzo milione per la chemioterapia.
{{Int|Da [http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf ''25 anni di oppressione della conoscenza'']|Presentazione al primo congresso sul trattamento complementario e alternativo del cancro, 14/15 maggio, 2005; riportato in ''Nuovamedicinagermanica.it''}}
*Da 24 anni sono cacciato, minacciato, perseguitato e messo in carcere per la seconda volta, benché non fossi reo di nessuna colpa, a parte il fatto di aver riscoperto la meravigliosa Nuova Medicina con le sue cinque leggi biologiche della natura le quali esistono fondamentalmente da milioni di anni e che esisteranno sempre. Questo è il mio crimine!
*Nella nuova medicina, vedrete subito, non esistono le cosiddette malattie come le abbiamo intese finora. Sono solamente programmi speciali biologici sensati della natura. E questi non si devono terapizzare ma bisogna lasciarli andare perché hanno un senso biologico.
*Ogni programma speciale biologico sensato (SBS) nasce con una DHS (sindrome di Dirk Hamer), cioè con un singolo evento scioccante conflittuale isolante, molto grave, altamente acuto/drammatico.
*Quello che chiamiamo normalmente una crisi epilettica tonico clonica è solamente un tipo speciale di crisi epilettoide nella soluzione di un conflitto motorio.
*La cosiddetta schizofrenia è praticamente una "reazione di emergenza dell'organismo" quando non si vede più nessuna possibilità di elaborare i conflitti. Già alcuni hanno presupposto che la schizofrenia, la "scissione di pensiero", potesse derivare da due differenti conflitti biologici attivi non è mai venuto in mente a nessuno, nonostante sia così logico col senno del poi.
*I microbi non sono i nostri nemici ma ci aiutano, loro lavorano su nostro comando, su comando del nostro organismo, diretto dal nostro cervello, perché ad ogni gruppo di organi appartenente ad un foglietto embrionale appartengono specifici microbi tipici di quel foglietto embrionale.
*Abbiamo guardato i microbi come qualcosa di maligno da estirpare. Questo era puro non senso! Abbiamo urgente bisogno dei microbi e di tutte le varietà comuni nelle nostre latitudini. Se ci mancano per esempio, "per motivi igienici" i microbatteri (TBC) non possiamo più demolire i tumori nella fase pcl.
*Su comando del nostro cervello i presunti microbi patogeni si trasformano in microbi benigni, apatogeni, i quali si ritirano in una zona del nostro organismo dove non disturbano e dove possono essere riattivati in qualsiasi momento, quando necessitano di nuovo.
*La favola delle metastasi è un'ipotesi non dimostrata e non dimostrabile. Mai uno scienziato ha potuto trovare una cellula cancerosa nel sangue arterioso di un cosiddetto paziente tumorale.
*Vendere la chemoterapia come terapia è forse la più grande truffa dell'intera medicina sino ad oggi. Chi ha inventato la chemiotortura merita un monumento all'inferno.
*La morfina è catastrofica per ogni paziente. In natura questi interventi dall'esterno non sono previsti. Da quando possediamo la morfina e i suoi derivati il seguente pensiero ci sta al cuore: "blocchiamo il dolore con la morfina e guariremo ugualmente". Il conto non quadra, perché la morfina ribalta tutto il cervello e il paziente non possiede più nessuna forza morale e da ora in poi si lascia "addormentare" senza volontà.
*{{NDR|Sull'[[AIDS]]}} Tutta la faccendo deve avere a che fare con la psiche, quando le persone si ammalano in modo eclatante solamente, quando gli viene comunicato di essere HIV positivi. Davvero nessun medico si è mai immaginato cosa succede in un paziente quando viene messo di fronte brutalmente ad una tale micidiale diagnosi?
*I miei amici, e tutti quelli che mi conoscono, sanno, che non ho manie di grandezza e non sono arrogante, sono piuttosto modesto e gentile.
{{Int|Da [https://web.archive.org/web/20161106005432/http://www.dossierhamer.it/antisemitismo.html ''L'intervista del 2006 in Spagna'']|Intervista di ''Coin'', giugno 2006; riportato in ''Dossierhamer.it''}}
*Sembra impossibile credere al fatto che la maggior parte di coloro che oggi muore di cancro non muore per motivi scientifici, quanto politico-religiosi. Eppure è così.
*È risaputo che le più alte sfere in medicina sono occupate da persone appartenenti alle logge ebraiche. In Italia il 60-70% degli oncologi appartengono a tale comunità religiosa. E gli oncologi, di fatto, detengono il potere totale sul trattamento dei pazienti. Di fronte ad un paziente oncologico nessun altro medico si può azzardare a fare qualcosa se non con il consenso dell'oncologo. Questi personaggi non sono ignari: da 22 anni curano gli appartenenti alla loro comunità religiosa con le mie scoperte.
*In tutti questi anni, avendo potuto visitare migliaia e migliaia di pazienti, non ho mai visto nessuna persona ebrea che venisse trattata con chemio in ospedale. Anche in un reparto di oncologia infantile, pediatria oncologica, non ho mai visto un bambino ebreo, anche in una città dove risiede una forte comunità ebraica. Quindi di proposito chi non appartiene a tale comunità religiosa viene ammazzato. E gli altri oncologi, che non sono ebrei, comunque partecipano alle logge e anche loro lo sanno benissimo. E nessuno di loro fa la chemio per se stesso o la propria famiglia
*Sono accusato di istigazione contro i popoli; ma quando dico qualcosa contro questa egemonia assassina è come se una pecora fosse accusata dal macellaio di avvertire tutte le altre pecore dell'imminente macello. Lo trovo terribilmente orribile.
*Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato, e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: su questo, poi, ormai quasi nessuno ci crede più. Credo che la gente sia così fragile da credere stupidamente a tutte queste cose proprio perché i giornali sono controllati da persone appartenenti, guarda caso, sempre alla medesima comunità religiosa.
==Citazioni su Ryke Geerd Hamer==
===[[Massimo Polidoro]]===
*Chiaramente Hamer non ha mai dimostrato in nessun modo che le sue idee e relative cure funzionino. Come sempre ci si affida al passaparola di persone che si illudono di guarire, riempiono le bacheche sui social network di messaggi incoraggianti e positivi, che sembrano confermare l'efficacia del trattamento. Queste persone poi muoiono e nessuno torna sui social per dire che le cure di Hamer e dei suoi seguaci non hanno funzionato.
*Come fa ad avere così tanta presa questa terapia che porta i suoi pazienti unicamente a morire tra atroci sofferenze, visto che il metodo Hamer proibisce anche l'uso della morfina per attenuare i dolori?<br>Per lo stesso motivo per cui hanno successo tutte le presunte "cure miracolose": la comparsa di qualcuno che sostiene di avere trovato un rimedio prodigioso, semplice e innocuo, per malattie devastanti che possono richiedere cure pesanti e faticose, è sempre accolta come una boccata d'aria fresca da quanti si trovano a vivere una situazione di difficoltà estrema. E, come sempre, sono le persone psicologicamente più fragili e in preda alla disperazione a cadere vittime di questi imbonitori.
*Hamer [...] non ha mai riconosciuto che le sue idee erano fallimentari, nonostante tutti i suoi pazienti morissero. Anzi, non solo sosteneva di essere vittima di un complotto da parte della medicina convenzionale, ma in un impeto antisemita arrivava a dire anche che la chemioterapia è un'arma per sterminare tutti i non-ebrei e che gli ebrei in realtà seguirebbero tutti la "medicina germanica" e per questo nessuno di loro avrebbe mai avuto il cancro. Una follia irresponsabile.
*Hamer, un medico tedesco radiato dall'albo, affermava che tutte le malattie, comprese gravi patologie quali i tumori, sono la manifestazione di un conflitto interiore, e che il paziente può guarire da solo una volta che lo avrà risolto.<br>Alcuni esempi di questi "conflitti interiori"? Presto detto: la paura di morire causa il cancro al polmone, la paura di avere una malattia causa la malattia stessa, il senso di soffocamento un tumore alla gola, la voglia di portare qualcuno al petto causa il tumore mammario, un maestro cattivo provoca la leucemia... e si potrebbe proseguire a lungo con queste assurdità.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Hamer, Ryke Geerd}}
[[Categoria:Medici tedeschi]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Skekzilla|Skekzilla]]
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'''Ryke Geerd Hamer''' (1935 – 2017), medico tedesco.
==Citazioni di Ryke Geerd Hamer==
{{Int|Da [https://web.archive.org/web/20161106005432/http://www.dossierhamer.it/antisemitismo.html ''Lettera "agli amici"'']|23 aprile 2003; riportato in ''Dossierhamer.it''}}
*La stupida medicina scolastica è, in realtà, una medicina ebraica. Tutto viene suddiviso in "benigno" e "maligno". È la folle battaglia dei sionisti del Talmud con la loro mania religiosa di voler uccidere tutti i non-ebrei del mondo.
*Da parte ebraica mi è stata proposta una somma molto grande, qualora io dimenticassi tutto e diventassi un traditore dei miei compagni non-ebrei.
*I giudici sono pagati con i vostri soldi, e proclamano le loro sentenze criminali da 22 anni nel vostro nome. Hanno premeditatamente sottoposto alla pena di morte 10 milioni di non-ebrei, e prima di farlo hanno rubato da ciascuno di loro mezzo milione per la chemioterapia.
{{Int|Da [http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf ''25 anni di oppressione della conoscenza'']|Presentazione al primo congresso sul trattamento complementario e alternativo del cancro, 14/15 maggio, 2005; riportato in ''Nuovamedicinagermanica.it''}}
*Da 24 anni sono cacciato, minacciato, perseguitato e messo in carcere per la seconda volta, benché non fossi reo di nessuna colpa, a parte il fatto di aver riscoperto la meravigliosa Nuova Medicina con le sue cinque leggi biologiche della natura le quali esistono fondamentalmente da milioni di anni e che esisteranno sempre. Questo è il mio crimine!
*Nella nuova medicina, vedrete subito, non esistono le cosiddette malattie come le abbiamo intese finora. Sono solamente programmi speciali biologici sensati della natura. E questi non si devono terapizzare ma bisogna lasciarli andare perché hanno un senso biologico.
*Ogni programma speciale biologico sensato (SBS) nasce con una DHS (sindrome di Dirk Hamer), cioè con un singolo evento scioccante conflittuale isolante, molto grave, altamente acuto/drammatico.
*Quello che chiamiamo normalmente una crisi epilettica tonico clonica è solamente un tipo speciale di crisi epilettoide nella soluzione di un conflitto motorio.
*La cosiddetta schizofrenia è praticamente una "reazione di emergenza dell'organismo" quando non si vede più nessuna possibilità di elaborare i conflitti. Già alcuni hanno presupposto che la schizofrenia, la "scissione di pensiero", potesse derivare da due differenti conflitti biologici attivi non è mai venuto in mente a nessuno, nonostante sia così logico col senno del poi.
*I microbi non sono i nostri nemici ma ci aiutano, loro lavorano su nostro comando, su comando del nostro organismo, diretto dal nostro cervello, perché ad ogni gruppo di organi appartenente ad un foglietto embrionale appartengono specifici microbi tipici di quel foglietto embrionale.
*Abbiamo guardato i microbi come qualcosa di maligno da estirpare. Questo era puro non senso! Abbiamo urgente bisogno dei microbi e di tutte le varietà comuni nelle nostre latitudini. Se ci mancano per esempio, "per motivi igienici" i microbatteri (TBC) non possiamo più demolire i tumori nella fase pcl.
*Su comando del nostro cervello i presunti microbi patogeni si trasformano in microbi benigni, apatogeni, i quali si ritirano in una zona del nostro organismo dove non disturbano e dove possono essere riattivati in qualsiasi momento, quando necessitano di nuovo.
*La favola delle metastasi è un'ipotesi non dimostrata e non dimostrabile. Mai uno scienziato ha potuto trovare una cellula cancerosa nel sangue arterioso di un cosiddetto paziente tumorale.
*Vendere la chemoterapia come terapia è forse la più grande truffa dell'intera medicina sino ad oggi. Chi ha inventato la chemiotortura merita un monumento all'inferno.
*La morfina è catastrofica per ogni paziente. In natura questi interventi dall'esterno non sono previsti. Da quando possediamo la morfina e i suoi derivati il seguente pensiero ci sta al cuore: "blocchiamo il dolore con la morfina e guariremo ugualmente". Il conto non quadra, perché la morfina ribalta tutto il cervello e il paziente non possiede più nessuna forza morale e da ora in poi si lascia "addormentare" senza volontà.
*{{NDR|Sull'[[AIDS]]}} Tutta la faccendo deve avere a che fare con la psiche, quando le persone si ammalano in modo eclatante solamente, quando gli viene comunicato di essere HIV positivi. Davvero nessun medico si è mai immaginato cosa succede in un paziente quando viene messo di fronte brutalmente ad una tale micidiale diagnosi?
*I miei amici, e tutti quelli che mi conoscono, sanno, che non ho manie di grandezza e non sono arrogante, sono piuttosto modesto e gentile.
{{Int|Da [https://web.archive.org/web/20161106005432/http://www.dossierhamer.it/antisemitismo.html ''L'intervista del 2006 in Spagna'']|Intervista di ''Coin'', giugno 2006; riportato in ''Dossierhamer.it''}}
*Sembra impossibile credere al fatto che la maggior parte di coloro che oggi muore di cancro non muore per motivi scientifici, quanto politico-religiosi. Eppure è così.
*È risaputo che le più alte sfere in medicina sono occupate da persone appartenenti alle logge ebraiche. In Italia il 60-70% degli oncologi appartengono a tale comunità religiosa. E gli oncologi, di fatto, detengono il potere totale sul trattamento dei pazienti. Di fronte ad un paziente oncologico nessun altro medico si può azzardare a fare qualcosa se non con il consenso dell'oncologo. Questi personaggi non sono ignari: da 22 anni curano gli appartenenti alla loro comunità religiosa con le mie scoperte.
*In tutti questi anni, avendo potuto visitare migliaia e migliaia di pazienti, non ho mai visto nessuna persona ebrea che venisse trattata con chemio in ospedale. Anche in un reparto di oncologia infantile, pediatria oncologica, non ho mai visto un bambino ebreo, anche in una città dove risiede una forte comunità ebraica. Quindi di proposito chi non appartiene a tale comunità religiosa viene ammazzato. E gli altri oncologi, che non sono ebrei, comunque partecipano alle logge e anche loro lo sanno benissimo. E nessuno di loro fa la chemio per se stesso o la propria famiglia
*Sono accusato di istigazione contro i popoli; ma quando dico qualcosa contro questa egemonia assassina è come se una pecora fosse accusata dal macellaio di avvertire tutte le altre pecore dell'imminente macello. Lo trovo terribilmente orribile.
*Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato, e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: su questo, poi, ormai quasi nessuno ci crede più. Credo che la gente sia così fragile da credere stupidamente a tutte queste cose proprio perché i giornali sono controllati da persone appartenenti, guarda caso, sempre alla medesima comunità religiosa.
==Citazioni su Ryke Geerd Hamer==
===[[Massimo Polidoro]]===
*Chiaramente Hamer non ha mai dimostrato in nessun modo che le sue idee e relative cure funzionino. Come sempre ci si affida al passaparola di persone che si illudono di guarire, riempiono le bacheche sui social network di messaggi incoraggianti e positivi, che sembrano confermare l'efficacia del trattamento. Queste persone poi muoiono e nessuno torna sui social per dire che le cure di Hamer e dei suoi seguaci non hanno funzionato.
*Come fa ad avere così tanta presa questa terapia che porta i suoi pazienti unicamente a morire tra atroci sofferenze, visto che il metodo Hamer proibisce anche l'uso della morfina per attenuare i dolori?<br>Per lo stesso motivo per cui hanno successo tutte le presunte "cure miracolose": la comparsa di qualcuno che sostiene di avere trovato un rimedio prodigioso, semplice e innocuo, per malattie devastanti che possono richiedere cure pesanti e faticose, è sempre accolta come una boccata d'aria fresca da quanti si trovano a vivere una situazione di difficoltà estrema. E, come sempre, sono le persone psicologicamente più fragili e in preda alla disperazione a cadere vittime di questi imbonitori.
*Hamer [...] non ha mai riconosciuto che le sue idee erano fallimentari, nonostante tutti i suoi pazienti morissero. Anzi, non solo sosteneva di essere vittima di un complotto da parte della medicina convenzionale, ma in un impeto antisemita arrivava a dire anche che la chemioterapia è un'arma per sterminare tutti i non-ebrei e che gli ebrei in realtà seguirebbero tutti la "medicina germanica" e per questo nessuno di loro avrebbe mai avuto il cancro. Una follia irresponsabile.
*Hamer, un medico tedesco radiato dall'albo, affermava che tutte le malattie, comprese gravi patologie quali i tumori, sono la manifestazione di un conflitto interiore, e che il paziente può guarire da solo una volta che lo avrà risolto.<br>Alcuni esempi di questi "conflitti interiori"? Presto detto: la paura di morire causa il cancro al polmone, la paura di avere una malattia causa la malattia stessa, il senso di soffocamento un tumore alla gola, la voglia di portare qualcuno al petto causa il tumore mammario, un maestro cattivo provoca la leucemia... e si potrebbe proseguire a lungo con queste assurdità.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Medici tedeschi]]
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Spinoziano
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nota disambigua; typo
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text/x-wiki
{{nota disambigua}}
{{voce tematica}}
[[File:Amun.svg|thumb|Amon]]
Citazioni su '''Amon''' o '''Amun''', in italiano anche '''Ammone''', divinità dell'antico Egitto.
*{{sic|Amun}} fu posto come Divinità originaria, che è il principio di tutto ed a cui tutto ritorna. Egli è, in sé e per sé, infinitezza priva di determinazioni. Il nome Amun, il nascosto, esprime la sua essenza puramente negativa: nessun nome lo designa, parole di proprietà non sono capaci di esprimere la sua natura: egli è soltanto sé stesso: io sono colui che sono, questa è la sola definizione che gli conviene. ([[Panfilo Gentile]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
[[Categoria:Divinità egizie]]
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Filippo Ganna
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text/x-wiki
[[File:UCI Track World Championships 2020 122.jpg|thumb|Filippo Ganna nel 2020]]
'''Filippo Ganna''' (25 luglio 1996 – vivente), ciclista su strada e pistard italiano.
==Citazioni di Filippo Ganna==
{{cronologico}}
*{{NDR|In riferimento alla medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre vinta ai Giochi olimpici di Tokyo 2020}} Ho forza e potenza, però mi manca il colpo d'occhio, non sono un velocista naturale, se mi avessero detto che avrei vinto gare così importanti mi sarei messo a ridere.<ref>Dall'intervista di Marco Imarisio, ''Filippo il predestinato che non voleva una vita da pistard: «Vai forte ragazzo...» Per fortuna l'ha capito'', ''Corriere della Sera'', 5 agosto 2021.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/21_gennaio_03/filippo-ganna-non-sono-robot-ma-ciclismo-do-tutto-non-chiedetemi-andare-un-reality-4378aa0a-4d32-11eb-b0d1-55bf7888f187.shtml Filippo Ganna: «Non sono un robot, ma al ciclismo do tutto. E non chiedetemi di andare a un reality»]''|Intervista di Gaia Piccardi, ''corriere.it'', 3 gennaio 2021.}}
*[[Chris Froome|Chris]] ha scritto la storia del ciclismo, lo capisce anche chi non sa andare in bicicletta. Non ho avuto il piacere di correre con lui un grande giro ma lo ringrazio del tempo speso insieme, e dell’esempio, in ritiro e alla Tirreno.
*{{NDR|In riferimento alla vittoria della prima tappa del ''Giro d'Italia 2020''}} Dopo la prima tappa, la crono di Palermo, mi ha scritto [[Francesco Moser]]: ma allora sei proprio bravo! Mi ha fatto tanto piacere. Metterei la firma anche solo per vincere un quarto di tutto quello che ha vinto lui...
*L’Olimpiade resta la corsa più importante ma se facessi la gara su strada, sarebbe in preparazione della crono. Del quartetto su pista sono innamorato: è la mia vita. E il c.t. Marco Villa è il mio secondo padre. Per il podio della pista però dovremo andare a mille all’ora in quattro. Io mi sento di promettere che sarò pronto per dare il massimo.
*{{NDR|Alla domanda: "Ma insomma, chi è Filippo Ganna?"}} Un uomo, non una macchina a cui basta girare una vite. È sufficiente una cattiva notte di sonno per sbagliare una tappa: lo sapeva?
{{Int|''Farò a pugni con il pavé''|Intervista di Ciro Scognamiglio, ''SportWeek'' nº 14 (1244), 5 aprile 2025, pp. 18-24.}}
*Non spero mai che non ci siano dei rivali, anzi, l'essenza dello sport è confrontarsi con tutti i migliori e cercare di batterli. È per questo che le mie motivazioni sono intatte, è per questo che cerco sempre di confrontarmi anzitutto contro i miei limiti e di oltrepassarli.
*[...] se ami la [[Parigi-Roubaix|Roubaix]] vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.
*{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} In questo sport bisogna convivere con il dolore, sopportarlo, cercare di superarlo.
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Quale corsa non può vincere?
*{{NDR|Sulla Parigi-Roubaix}} Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
*{{NDR|«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»}} Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta [...]
*{{NDR|«È vero che le gare di ciclismo al Nord hanno una atmosfera speciale?»}} Decisamente sì. E quando finisce questo periodo, ne esci ogni volta con delle esperienze in più che ti cambiano, ti arricchiscono. Sei sempre un po' più nervoso [...] anche perché si comincia a fare a spallate già nel trasferimento, o quasi. Quanto al pubblico, forse solo al Nord c'è tanto amore attorno a noi. In Italia è più facile trovare l'appassionato di calcio, e manca un po' di cultura del ciclismo. Ricordo che, un paio di anni fa, in un hotel, in Belgio, una coppia di signori mi ha visto con la bicicletta e voleva sapere quali gare avessi disputato. In Italia non mi era mai capitato.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ganna, Filippo}}
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:UCI Track World Championships 2020 122.jpg|thumb|Filippo Ganna nel 2020]]
'''Filippo Ganna''' (1996 – vivente), ciclista su strada e pistard italiano.
==Citazioni di Filippo Ganna==
{{cronologico}}
*{{NDR|In riferimento alla medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre vinta ai Giochi olimpici di Tokyo 2020}} Ho forza e potenza, però mi manca il colpo d'occhio, non sono un velocista naturale, se mi avessero detto che avrei vinto gare così importanti mi sarei messo a ridere.<ref>Dall'intervista di Marco Imarisio, ''Filippo il predestinato che non voleva una vita da pistard: «Vai forte ragazzo...» Per fortuna l'ha capito'', ''Corriere della Sera'', 5 agosto 2021.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/21_gennaio_03/filippo-ganna-non-sono-robot-ma-ciclismo-do-tutto-non-chiedetemi-andare-un-reality-4378aa0a-4d32-11eb-b0d1-55bf7888f187.shtml Filippo Ganna: «Non sono un robot, ma al ciclismo do tutto. E non chiedetemi di andare a un reality»]''|Intervista di Gaia Piccardi, ''corriere.it'', 3 gennaio 2021.}}
*[[Chris Froome|Chris]] ha scritto la storia del ciclismo, lo capisce anche chi non sa andare in bicicletta. Non ho avuto il piacere di correre con lui un grande giro ma lo ringrazio del tempo speso insieme, e dell’esempio, in ritiro e alla Tirreno.
*{{NDR|In riferimento alla vittoria della prima tappa del ''Giro d'Italia 2020''}} Dopo la prima tappa, la crono di Palermo, mi ha scritto [[Francesco Moser]]: ma allora sei proprio bravo! Mi ha fatto tanto piacere. Metterei la firma anche solo per vincere un quarto di tutto quello che ha vinto lui...
*L’Olimpiade resta la corsa più importante ma se facessi la gara su strada, sarebbe in preparazione della crono. Del quartetto su pista sono innamorato: è la mia vita. E il c.t. Marco Villa è il mio secondo padre. Per il podio della pista però dovremo andare a mille all’ora in quattro. Io mi sento di promettere che sarò pronto per dare il massimo.
*{{NDR|Alla domanda: "Ma insomma, chi è Filippo Ganna?"}} Un uomo, non una macchina a cui basta girare una vite. È sufficiente una cattiva notte di sonno per sbagliare una tappa: lo sapeva?
{{Int|''Farò a pugni con il pavé''|Intervista di Ciro Scognamiglio, ''SportWeek'' nº 14 (1244), 5 aprile 2025, pp. 18-24.}}
*Non spero mai che non ci siano dei rivali, anzi, l'essenza dello sport è confrontarsi con tutti i migliori e cercare di batterli. È per questo che le mie motivazioni sono intatte, è per questo che cerco sempre di confrontarmi anzitutto contro i miei limiti e di oltrepassarli.
*[...] se ami la [[Parigi-Roubaix|Roubaix]] vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.
*{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} In questo sport bisogna convivere con il dolore, sopportarlo, cercare di superarlo.
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Quale corsa non può vincere?
*{{NDR|Sulla Parigi-Roubaix}} Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
*{{NDR|«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»}} Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta [...]
*{{NDR|«È vero che le gare di ciclismo al Nord hanno una atmosfera speciale?»}} Decisamente sì. E quando finisce questo periodo, ne esci ogni volta con delle esperienze in più che ti cambiano, ti arricchiscono. Sei sempre un po' più nervoso [...] anche perché si comincia a fare a spallate già nel trasferimento, o quasi. Quanto al pubblico, forse solo al Nord c'è tanto amore attorno a noi. In Italia è più facile trovare l'appassionato di calcio, e manca un po' di cultura del ciclismo. Ricordo che, un paio di anni fa, in un hotel, in Belgio, una coppia di signori mi ha visto con la bicicletta e voleva sapere quali gare avessi disputato. In Italia non mi era mai capitato.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ganna, Filippo}}
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci
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Spinoziano (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
{{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}}
Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''984 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
{{div col}}
===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
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#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
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#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small>
#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
#[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small>
#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
#[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small>
#[[Traci]] - <small>2024-06-25</small>
#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small>
#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
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#[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Fitoliti]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Lazulite]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Belemnite]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Aleppo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Giusto Bellavitis
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text/x-wiki
{{PDA}}
[[File:Giusto Bellavitis.jpg|miniatura|Giusto Bellavitis]]
'''Giusto Bellavitis''' (22 novembre 1803 – 6 novembre 1880), matematico e accademico italiano.
==[[Incipit]] di ''Lezioni di geometria descrittiva''==
Quando voglia rappresentarsi un corpo od una qualunque figura dotata di tutte le dimensioni, e non si possa presentare un esatto modello, bensì soltanto un disegno fatto sopra un piano, è palese che non si conseguirà lo scopo se non se ammettendo alcune convenzioni, mediante le quali chi osservi il disegno possa raffigurarsi l'oggetto che con esso si volle rappresentare. Le vedute prospettiche sono all'uopo insufficienti, poiché quantunque guardando un quadro od una prospettiva talvolta si scorga con tutta chiarezza come si suppongano disposte le figure umane, le fabbriche e gli altri oggetti che vi sono delineati, ciò dipende dalla conoscenza che noi abbiamo delle forme naturali di quegli oggetti; ma se invece in una prospettiva sia disegnato un corpo di una forma a noi ignota, non potremo intendere qual sia questa forma e ciò tanto più supponendo il disegno a semplici contorni, cioè senza colori ed ombre.
==Bibliografia==
*Giusto Bellavitis, ''[https://gutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=12348523 Lezioni di geometria descrittiva]'', Tipografia del Seminario, Padova, 1851.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Accademici italiani]]
[[Categoria:Matematici italiani]]
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Spinoziano
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[[File:Giusto Bellavitis.jpg|miniatura|Giusto Bellavitis]]
'''Giusto Bellavitis''' (1803 – 1880), matematico e accademico italiano.
==[[Incipit]] di ''Lezioni di geometria descrittiva''==
Quando voglia rappresentarsi un corpo od una qualunque figura dotata di tutte le dimensioni, e non si possa presentare un esatto modello, bensì soltanto un disegno fatto sopra un piano, è palese che non si conseguirà lo scopo se non se ammettendo alcune convenzioni, mediante le quali chi osservi il disegno possa raffigurarsi l'oggetto che con esso si volle rappresentare. Le vedute prospettiche sono all'uopo insufficienti, poiché quantunque guardando un quadro od una prospettiva talvolta si scorga con tutta chiarezza come si suppongano disposte le figure umane, le fabbriche e gli altri oggetti che vi sono delineati, ciò dipende dalla conoscenza che noi abbiamo delle forme naturali di quegli oggetti; ma se invece in una prospettiva sia disegnato un corpo di una forma a noi ignota, non potremo intendere qual sia questa forma e ciò tanto più supponendo il disegno a semplici contorni, cioè senza colori ed ombre.
==Bibliografia==
*Giusto Bellavitis, ''[https://gutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=12348523 Lezioni di geometria descrittiva]'', Tipografia del Seminario, Padova, 1851.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Accademici italiani]]
[[Categoria:Matematici italiani]]
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Pietro De Vico
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:Portrait of Pietro De Vico - Augusto De Luca photographer.jpg|thumb|Pietro De Vico nel 1995]]
'''Pietro De Vico''' (1911 – 1999), attore italiano.
==Citazioni di Pietro De Vico==
*Di [[Totò]] la prima cosa da ricordare è la bontà e la signorilità. Nessun attore è mai stato come lui, che rimaneva in piedi e cedeva la sua poltrona alle comparse. Ogni tanto arrivava un attore anziano che lui conosceva e allora Mario Castellani diceva: "Totò c'è coso fuori che dice se potesse fare 'na posa, magari". Siccome non c'era la possibilità, il film era già cominciato, lui metteva le mani in tasca, gli dava dei soldi e gli diceva "Non dire però che te li ho dati io, dì che te li ha dati la produzione".<ref name=Totò>Dalla testimonianza ''[http://www.antoniodecurtis.com/ricordi/devico.htm Pietro De Vico e Totò]'', ''antoniodecurtis.com''.</ref>
*Essere spalla di Totò era difficile. Bisognava stare attenti alla pause, perché lui alle volte faceva della pause e tu non sapevi dove andava a parare. Lui ha sempre lavorato con degli attori, ha preso sempre attori di teatro, perché l'attore di teatro bene o male, male io bene gli altri, si arrangiavano, capivano tutte le pause. Anche a noi spalle era concesso improvvisare. Quella piccola scenetta che ho fatto in ''[[Totò diabolicus]]'', io stavo a casa, mi mandarono a chiamare "Vieni, vieni che ti vuole Totò". Io vado alla Titanus e c'era già la scena che era pronta e mi dice "Mettiti il camice" e io "Ma che devo dire?". "Non ti preoccupare, rispondi a quello che dico io", mi dice Totò. E quella scena sul tavolo operatorio, che non abbiamo provato, venne talmente bene che il regista ad un certo punto diede lo stop, perché l'operatore talmente che rideva faceva muovere la telecamera e non era più possibile continuare. Io spesso sogno la notte Totò e lo sogno normale che sta vicino a me e mi dice "Che facciamo adesso?". "Le solite cose", rispondo io.<ref name=Totò/>
*Totò era molto affezionato a me, mi voleva bene. Per tante parti, come quella del ''[[Il giudizio universale|Giudizio universale]]'', mi faceva chiamare lui, oppure faceva chiamare mia moglie, che spesso ha fatto la moglie di Totò nei suoi film. "Chiamatemi la [[Anna Campori|Campori]]", diceva sempre. Per questo film c'erano tanti attori noti e logicamente chiamarono anche Totò. Gli fecero leggere il cast, ma c'era qualcosa che a lui non andava e da gran signore che era incominciò a dire che non si sentiva bene e disse "Sentite volete un consiglio, prendetevi a De Vico perché lui va bene" e [[Vittorio De Sica|De Sica]] mi mandò a chiamare.<ref name=Totò/>
==Citazioni su Pietro De Vico==
*{{NDR|In riferimento a ''[[Giovanna, la nonna del Corsaro Nero]]'', commedia musicale della Rai per ragazzi del 1961}} Nicolino, forse il personaggio più strepitoso di questa saga della [[TV dei ragazzi]], è interpretato da Pietro De Vico. ([[Aldo Grasso]])
==Note==
<references />
== Filmografia ==
{{div col}}
*''[[Totò sceicco]]'' (1950)
*''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951)
*''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951)
*''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952)
*''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959)
*''[[Chi si ferma è perduto]]'' (1960)
*''[[Totòtruffa 62]]'' (1961)
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961)
*''[[Giovanna, la nonna del Corsaro Nero]]'' (1961-1966)
*''[[Totò diabolicus]]'' (1962)
*''[[Che fine ha fatto Totò Baby?]]'' (1964)
*''[[Brancaleone alle Crociate]]'' (1970)
*''[[La messa è finita]]'' (1985)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Anna Campori]], moglie
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Vico, Pietro}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Anna Morichelli Bosello
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text/x-wiki
[[File:Anna Morichelli.jpg|thumb|Anna Morichelli]]
'''Anna Morichelli Bosello''' (1760 – 30 ottobre 1800), soprano italiano.
==Citazioni su Anna Morichelli Bosello==
*Bella oltremodo, come si può vedere dal ritratto che se ne conserva nella sala del Liceo Musicale di Bologna, possedeva inoltre una voce così dolce e flessibile che rapiva i cuori. Il Fétis nel suo Dizionario<ref>François-Joseph Fétis (1784 – 1871), musicologo, compositore e docente belga, autore della ''Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique'' in 8 volumi.</ref> le dedica un lungo articolo, e la chiama rivale della [[Brigida Banti|Banti]], e narra che, al pari di questa, ella raccolse allori su tutti i principali teatri d'Europa. ([[Giuseppe Pasolini Zanelli]])
*Era di già passata la metà della teatrale stagione, quando capitaron a Londra due famose rivali, la Banti, ch'era a quell'epoca una delle più celebri cantanti d'Europa nel serio, e la Morichelli, ugualmente celebrata nel buffo. Non erano queste più giovani, e non erano mai state nel numero delle grandi bellezze: l'una però era ricercata e pagata esorbitantemente pel pregio d'una voce maravigliosa, ch'era il solo dono che avea ricevuto dalla natura; l'altra per quello d'un'azione vera, nobile, ragionata e piena d'espressione e di grazia. Quindi s'erano rese ambedue gl'idoli de' teatri, ma il terrore insieme de' compositori di musica, de' poeti, de' cantanti e degli impresari. Una sola di queste bastava a far tremare del nome il teatro dov'era impegnata. S'{{sic|imagini}} il mio buon lettore qual doveva esser lo stato del teatro italiano di Londra al tempo in cui ambedue queste eroine della scena impegnate trovavansi. ([[Lorenzo Da Ponte]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cantanti italiani]]
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Spinoziano
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[[File:Anna Morichelli.jpg|thumb|Anna Morichelli]]
'''Anna Morichelli Bosello''' (1760 – 1800), soprano italiano.
==Citazioni su Anna Morichelli Bosello==
*Bella oltremodo, come si può vedere dal ritratto che se ne conserva nella sala del Liceo Musicale di Bologna, possedeva inoltre una voce così dolce e flessibile che rapiva i cuori. Il Fétis nel suo Dizionario<ref>François-Joseph Fétis (1784 – 1871), musicologo, compositore e docente belga, autore della ''Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique'' in 8 volumi.</ref> le dedica un lungo articolo, e la chiama rivale della [[Brigida Banti|Banti]], e narra che, al pari di questa, ella raccolse allori su tutti i principali teatri d'Europa. ([[Giuseppe Pasolini Zanelli]])
*Era di già passata la metà della teatrale stagione, quando capitaron a Londra due famose rivali, la Banti, ch'era a quell'epoca una delle più celebri cantanti d'Europa nel serio, e la Morichelli, ugualmente celebrata nel buffo. Non erano queste più giovani, e non erano mai state nel numero delle grandi bellezze: l'una però era ricercata e pagata esorbitantemente pel pregio d'una voce maravigliosa, ch'era il solo dono che avea ricevuto dalla natura; l'altra per quello d'un'azione vera, nobile, ragionata e piena d'espressione e di grazia. Quindi s'erano rese ambedue gl'idoli de' teatri, ma il terrore insieme de' compositori di musica, de' poeti, de' cantanti e degli impresari. Una sola di queste bastava a far tremare del nome il teatro dov'era impegnata. S'{{sic|imagini}} il mio buon lettore qual doveva esser lo stato del teatro italiano di Londra al tempo in cui ambedue queste eroine della scena impegnate trovavansi. ([[Lorenzo Da Ponte]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cantanti italiani]]
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Friederich Münter
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]]
'''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese.
==''Viaggio in Sicilia''==
===[[Incipit]]===
La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)-->
===Citazioni===
*S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11)
*Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12)
*I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32)
*Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34)
*A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37)
*Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40)
*[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45)
*La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47)
*[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49)
*La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56)
*Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58)
*L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61)
*Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71)
*Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76)
*Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77)
*Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85)
*Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89)
*Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90)
*La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95)
*Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97)
*Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111)
*{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112)
*{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115)
*Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132)
*Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134)
*Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135)
*Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136)
*La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139)
*Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140)
*Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142)
*Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142)
*Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149)
*La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157)
*Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173)
*L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174)
*Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209)
*L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211)
*Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212)
*L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14)
*In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35)
==Bibliografia==
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Vescovi danesi]]
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[[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]]
'''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese.
==''Viaggio in Sicilia''==
===[[Incipit]]===
La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)-->
===Citazioni===
*S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11)
*Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12)
*I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32)
*Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34)
*A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37)
*Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40)
*[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45)
*La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47)
*[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49)
*La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56)
*Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58)
*L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61)
*Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71)
*Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76)
*Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77)
*Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85)
*Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89)
*Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90)
*La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95)
*Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97)
*Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111)
*{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112)
*{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115)
*Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132)
*Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134)
*Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135)
*Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136)
*La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139)
*Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140)
*Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142)
*Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142)
*Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149)
*La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157)
*Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173)
*L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174)
*Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209)
*L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211)
*Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212)
*L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14)
*In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35)
==Bibliografia==
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
==Altri progetti==
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[[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]]
'''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese.
==''Viaggio in Sicilia''==
===[[Incipit]]===
La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)-->
===Citazioni===
*S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11)
*Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12)
*I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32)
*Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34)
*A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37)
*Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40)
*[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45)
*La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47)
*[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49)
*La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56)
*Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58)
*L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61)
*Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71)
*Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76)
*Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77)
*Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85)
*Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89)
*Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90)
*La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95)
*Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97)
*Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111)
*{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112)
*{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115)
*Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132)
*Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134)
*Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135)
*Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136)
*La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139)
*Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140)
*Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142)
*Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142)
*Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149)
*La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157)
*Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173)
*L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174)
*Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209)
*L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211)
*Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212)
*L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14)
*In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35)
*L'ultimo casale che io passai fu [[Nicolosi]], ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il monte Rosso, ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. (vol. 2, p. 54)
==Bibliografia==
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Vescovi tedeschi]]
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wikitext
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[[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]]
'''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese.
==''Viaggio in Sicilia''==
===[[Incipit]]===
La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)-->
===Citazioni===
*S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11)
*Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12)
*I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32)
*Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34)
*A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37)
*Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40)
*[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45)
*La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47)
*[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49)
*La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56)
*Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58)
*L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61)
*Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71)
*Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76)
*Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77)
*Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85)
*Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89)
*Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90)
*La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95)
*Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97)
*Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111)
*{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112)
*{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115)
*Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132)
*Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134)
*Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135)
*Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136)
*La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139)
*Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140)
*Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142)
*Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142)
*Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149)
*La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157)
*Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173)
*L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174)
*Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209)
*L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211)
*Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212)
*L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14)
*In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35)
*L'ultimo casale che io passai fu [[Nicolosi]], ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il monte Rosso, ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. (vol. 2, p. 54)
*[...] [[Déodat de Dolomieu|Dolomieu]], ch'è avvezzo a disprezzare qualunque pericolo, quando esaminar vuole le segrete vie della natura [...]. (vol. 2, p. 60)
==Bibliografia==
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
*Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}}
[[Categoria:Archeologi]]
[[Categoria:Filologi]]
[[Categoria:Vescovi danesi]]
[[Categoria:Vescovi tedeschi]]
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Hiromi Uehara
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[[File:Uehara Hiromi 2007 by pollobarca2.JPG|thumb|Hiromi Uehara a Mendrisio, Svizzera, nel 2007]]
'''Hiromi Uehara''' (26 marzo 1979 – vivente), pianista jazz giapponese.
==Citazioni di Hiromi Uehara==
*[...] amo esibirmi nei miei show, è il momento in cui mi sento più viva. Ogni volta che salgo su un palcoscenico diverso, appena vedo il mio pianoforte, è come se fossi a casa mia. È una sensazione che cerco di trasmettere anche a chi mi ascolta. Voglio poter dire al mio pubblico "Benvenuti a casa di Hiromi!".<ref>Dall'intervista ''[https://www.giapponeinitalia.org/category/lifestyle/interviste/ Intervista a Hiromi: "La mia casa è il palcoscenico"]'', ''giapponeinitalia.org''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Musicisti jazz]]
[[Categoria:Pianisti giapponesi]]
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[[File:Uehara Hiromi 2007 by pollobarca2.JPG|thumb|Hiromi Uehara a Mendrisio, Svizzera, nel 2007]]
'''Hiromi Uehara''' (1979 – vivente), pianista jazz giapponese.
==Citazioni di Hiromi Uehara==
*[...] amo esibirmi nei miei show, è il momento in cui mi sento più viva. Ogni volta che salgo su un palcoscenico diverso, appena vedo il mio pianoforte, è come se fossi a casa mia. È una sensazione che cerco di trasmettere anche a chi mi ascolta. Voglio poter dire al mio pubblico "Benvenuti a casa di Hiromi!".<ref>Dall'intervista ''[https://www.giapponeinitalia.org/category/lifestyle/interviste/ Intervista a Hiromi: "La mia casa è il palcoscenico"]'', ''giapponeinitalia.org''.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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Naomie Harris
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Danyele
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[[File:Naomie Harris 2012.jpg|thumb|Naomie Harris nel 2012]]
'''Naomie Melanie Harris''' (1976 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Naomie Harris==
*Gli [[animali]] non possono darci tutto quello che sono in grado di offrire gli esseri umani. Parte del nostro percorso è capire che, in quanto esseri umani, abbiamo dei difetti: dobbiamo accettarlo, sia negli altri che in noi stessi, fa parte della nostra crescita. Ciò che ci offrono gli animali è una fede cieca, fedeltà assoluta e amore incondizionato.<ref>Dall'intervista di Valentina Ariete, ''[https://movieplayer.it/articoli/rampage-video-intervista-a-naomie-harris-sul-film_18882/ Naomie Harris su Rampage: "Ho fatto un monster movie per allontanarmi da Moonlight"]'', ''movieplayer.it'', 20 aprile 2018.</ref>
{{Int|''[https://www.grazia.it/stile-di-vita/interviste/naomi-harris-moonlight-oscar-intervista Naomi Harris: Quando mi sono trasformata nella donna che odio]''|''grazia.it'', 21 febbraio 2017.}}
*Mia madre mi ha fatta nascere che aveva solo 18 anni, mi ha allevata grazie ai sussidi statali e, poi, è riuscita ad andare all'università e a diventare una scrittrice. Si è data da fare per emergere ed è sempre stata un esempio di donna forte, intelligente e capace: penso a lei e voglio sempre interpretare donne così, esempi positivi, non mi va di cadere nello stereotipo dell'[[afroamericani|afroamericana]] alla deriva.
*{{NDR|Sulla [[bellezza]]}} Io l'associo all'amore, alla gentilezza e a un cuore generoso: queste sono le cose che mi toccano di più e che, se le vedo in una persona, me la fanno apprezzare sotto una luce speciale.
*Non sono una che sta lì a pensare a quante cose stiano andando storte o a ripetere quante migliaia di attività ci siano da fare. Penso sempre: "Ok, Naomie, cerchiamo la soluzione". Sono una donna emotiva, a volte sentimentale, ma quando c'è da agire lo faccio senza perdere troppo tempo. {{NDR|«È stata la scuola di recitazione a insegnarle a separare cuore e testa?»}} No, credo di essere nata proprio così.
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[28 giorni dopo]]'' (2002)
*''[[After the Sunset]]'' (2004)
*''[[Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma]]'' (2006)
*''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007)
*''[[Skyfall]]'' (2012)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Harris, Naomie}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Ko Un
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[[File:Svět knihy 2011 - Ko Un.jpg|thumb|Ko Un (2011)]]
'''Ko Un''' (1 agosto 1933 – vivente), poeta, scrittore, saggista, autore teatrale e pittore sudcoreano.
==Citazioni di Ko Un==
*La [[bellezza]] vince su tutte le cose. E ogni cosa perde di fronte alla bellezza. Non è nessuno dei valori di questa terra, nessuna delle forme che conosciamo. Il mistero la inghiotte. Ed è bene che in questo mondo alcuni misteri o segreti non vengano rivelati. Se pretendessimo di spiegare tutto più nulla nascerebbe.<ref>Dall'intervista di [[Antonio Gnoli]], ''[https://www.repubblica.it/cultura/2013/06/25/news/ko_un-61824282/ Ko Un, lo zen e l'arte della poesia]'', ''repubblica.it'', 25 giugno 2013.</ref>
*Se qualcuno, anni dopo la mia morte, aprirà la mia tomba, la troverà piena, non delle mie ossa, bensì di poesie scritte nel buio di quella cassa... Sono forse troppo attaccato alla [[poesia]]? I miei versi esistono accanto al mio addio alla poesia, per questo il mio attaccamento alla poesia diventa in sé allontanamento da essa.<ref>Dalla Prefazione di ''Sea Diamond Mountain'', 1991. Citato in ''[http://www3.unisi.it/semicerchio/upload/sc32-33_Coreana.pdf Ko Un, avventuriero del silenzio e della libertà]'', in ''Poesia coreana'', a cura di Vincenza D'Urso, ''Semicerchio'', XXXII-XXXIII, 2005, p. 98; riportato in ''unisi.it''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti coreani]]
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Spinoziano
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[[File:Svět knihy 2011 - Ko Un.jpg|thumb|Ko Un (2011)]]
'''Ko Un''' (1933 – vivente), poeta, scrittore, saggista, autore teatrale e pittore sudcoreano.
==Citazioni di Ko Un==
*La [[bellezza]] vince su tutte le cose. E ogni cosa perde di fronte alla bellezza. Non è nessuno dei valori di questa terra, nessuna delle forme che conosciamo. Il mistero la inghiotte. Ed è bene che in questo mondo alcuni misteri o segreti non vengano rivelati. Se pretendessimo di spiegare tutto più nulla nascerebbe.<ref>Dall'intervista di [[Antonio Gnoli]], ''[https://www.repubblica.it/cultura/2013/06/25/news/ko_un-61824282/ Ko Un, lo zen e l'arte della poesia]'', ''repubblica.it'', 25 giugno 2013.</ref>
*Se qualcuno, anni dopo la mia morte, aprirà la mia tomba, la troverà piena, non delle mie ossa, bensì di poesie scritte nel buio di quella cassa... Sono forse troppo attaccato alla [[poesia]]? I miei versi esistono accanto al mio addio alla poesia, per questo il mio attaccamento alla poesia diventa in sé allontanamento da essa.<ref>Dalla Prefazione di ''Sea Diamond Mountain'', 1991. Citato in ''[http://www3.unisi.it/semicerchio/upload/sc32-33_Coreana.pdf Ko Un, avventuriero del silenzio e della libertà]'', in ''Poesia coreana'', a cura di Vincenza D'Urso, ''Semicerchio'', XXXII-XXXIII, 2005, p. 98; riportato in ''unisi.it''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti coreani]]
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Francesco Maria II Della Rovere
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text/x-wiki
[[File:Francesco II della Rovere.jpg|thumb|''Ritratto di Francesco Maria II della Rovere'' (F. Barocci, 1572)]]
'''Francesco Maria II Della Rovere''' (20 febbraio 1549 – 28 aprile 1631), condottiero italiano.
==Citazioni su Francesco Maria II Della Rovere==
*Ma fra discepoli del [[Federico Commandino|Comandino]] si connumera anco Francesco Maria Duca d'Urbino figliuolo di Guidobaldo, à servitii del quale per detta cagione egli fù con honorato stipendio trattenuto molti anni, percioche, essendo quel Prencipe inclinatissimo a gli studii, non volle passare à filosofici, e Teologici, ne quali è versatissimo, senza aprirsi prima la porta mediante la cognitione delle Matematiche. ([[Bernardino Baldi]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Della Rovere, Francesco Maria II}}
[[Categoria:Condottieri italiani]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Francesco II della Rovere.jpg|thumb|''Ritratto di Francesco Maria II della Rovere'' (F. Barocci, 1572)]]
'''Francesco Maria II Della Rovere''' (1549 – 1631), condottiero italiano.
==Citazioni su Francesco Maria II Della Rovere==
*Ma fra discepoli del [[Federico Commandino|Comandino]] si connumera anco Francesco Maria Duca d'Urbino figliuolo di Guidobaldo, à servitii del quale per detta cagione egli fù con honorato stipendio trattenuto molti anni, percioche, essendo quel Prencipe inclinatissimo a gli studii, non volle passare à filosofici, e Teologici, ne quali è versatissimo, senza aprirsi prima la porta mediante la cognitione delle Matematiche. ([[Bernardino Baldi]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Della Rovere, Francesco Maria II}}
[[Categoria:Condottieri italiani]]
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Jodie Comer
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Spinoziano
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[[File:Jodie comer 2023 3.jpg|thumb|Jodie Comer (2023)]]
'''Jodie Marie Comer''' (1993 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Jodie Comer==
{{cronologico}}
*[...] quando a descrivere le emozioni della psiche femminile è una donna, ti ci puoi riconoscere di più, a differenza di quando lo fa un uomo. Villanelle {{NDR|il personaggio interpretato in ''Killing Eve''}} è un personaggio complesso e sfaccettato che è distante da come gli uomini immaginano al cinema le donne forti, implacabili e indistruttibili. Ciò che è meraviglioso è la possibilità di dimostrare forza anche se queste donne commettono degli sbagli. Questo le rende più umane e credibili.<ref>Dall'intervista di Caterina De Filippo, ''[https://www.iodonna.it/spettacoli/tv/2018/10/15/jodie-comer-intervista-killing-eve-timvision-serie-tv/ Jodie Comer: «Solo una donna avrebbe potuto scrivere la serie 'Killing Eve'»]'', ''iodonna.it'', 15 ottobre 2018.</ref>
*Credo nel karma, non ai sogni o ai piani di riserva. E confido nelle mie forze, anche se la fede mi aiuta a dare un senso a quello che mi capita. {{NDR|«Un esempio?»}} Ho sofferto molto per i "no" ai provini ma ora so che se una parte è destinata a me allora arriva e basta. Sono stata scartata ad un talent ma in quel momento sono stata notata per uno show radiofonico sulla BBC che invece ho ottenuto. Lì ho conosciuto il mio agente ed ora eccomi qua.<ref>Dall'intervista di Alessandra De Tommasi, ''[https://www.vanityfair.it/show/tv/2018/10/24/jodie-comer-killing-eve-serie-tv-timvision Jodie Comer: «Così mi godo la vita da assassina in tv»]'', ''vanityfair.it'', 24 ottobre 2018.</ref>
*{{NDR|«Lei riesce sempre a essere molto vera nel tratteggiare i suoi personaggi. Quali sono gli elementi che indirizzano le sue scelte?»}} Credo sia istinto, ma anche integrità. [...] C'è poi un altro fattore, che è proprio il lavoro sul set. Non amo lavorare su un personaggio costruendolo prima, mi piace potermi confrontare giorno per giorno, con gli altri attori, il regista, gli sceneggiatori, e costruirlo giorno per giorno.<ref>Da Alessandro De Simone, ''[https://www.ciakmagazine.it/festival/venezia-78/the-last-duel-intervist-a-jodie-comer-la-donna-della-verita/ The Last Duel, intervista a Jodie Comer, la donna della verità]'', ''ciakmagazine.it'', 14 ottobre 2021.</ref>
*{{NDR|«Come entra in un personaggio? Costume e trucco aiutano?»}} Molto, ti muovi in modo diverso appena indossi gli abiti di scena. In generale, entro in un ruolo quando sento "azione!" ed esco allo "stop". Il mio metodo è semplice: saltare nel personaggio al momento giusto. Mi piace godermi le giornate sul set, chiacchierare con la troupe, apprezzo molto anche quel lato del mio lavoro... Se una scena è particolarmente impegnativa me ne sto tranquilla per qualche minuto prima che tocchi a me.<ref>Dall'intervista di Silvia Locatelli, ''[https://www.elle.com/it/showbiz/cinema/a38024393/jodie-comer-film-the-last-duel/ A tu per tu con Jodie Comer, che in The last duel racconta al cinema il medioevo delle donne]'', ''elle.com'', 4 novembre 2021.</ref>
{{Int|''[https://www.marieclaire.it/attualita/gossip/a35178185/intervista-a-jodie-comer/ "Conosci qualcuno e hai la sensazione che il mondo si sia sincronizzato per quell'incontro"]''|Intervista di Enrica Brocardo, ''marieclaire.it'', 31 gennaio 2021.}}
*Molti, all'inizio della mia carriera, mi hanno fatto sentire fortunata, per il fatto di fare l'attrice, per il fatto di essere dove mi trovavo. E per un po' è così che mi sono sentita, grata delle opportunità che mi venivano offerte. Poi, ho capito che non è giusto, abbiamo tutti gli stessi diritti a prescindere dalla famiglia e dal posto da cui veniamo.
*[...] ogni volta che mi è capitato di non ricevere offerte di lavoro, di trovarmi bloccata, mi sono chiesta: "Se non potessi più lavorare, in cosa troverei gioia e soddisfazione?". È una domanda per la quale non ho ancora una risposta.
*In generale, ci sono certe cose, anche sul lavoro, che d'impulso senti di dover fare. Col passare degli anni, mi ascolto sempre di più e ho imparato a esprimere quello che penso. Prima ero terrorizzata all'idea di dire no a un'audizione. Ora non più e, quando accade, spiego le mie ragioni. Noi attori abbiamo un team di persone che ci aiutano, ma, alla fine, tu e solo tu sai che cosa è giusto.
*Entro in un negozio e vedo l'espressione meravigliata della commessa: "Ieri sera ti guardavo in tv e adesso sei qui". Mi diverte, ma mi mette addosso anche una certa ansia. Quando sai di non poter passare inosservata, devi trovare un equilibrio tra il rispetto degli altri e il modo in cui ti senti in quel momento. L'unica soluzione è rimanere se stessi e io posso contare sulla mia famiglia, il giorno in cui mi dimenticassi chi sono, me lo ricorderebbero loro.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Comer, Jodie}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Esteban Ocon
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[[File:Esteban Ocon 2017 Malaysia 1.jpg|thumb|Esteban Ocon nel 2017]]
'''Esteban José Jean-Pierre Ocon-Khelfane''' (1996 – vivente), pilota automobilistico francese.
==Citazioni di Esteban Ocon==
*Dobbiamo essere in grado di dare il meglio ogni volta che scendiamo in pista. Non siamo come i boxeur o gli specialisti delle arti marziali che affrontano grandi pressioni una volta ogni anno e mezzo. A noi tocca 24 volte l'anno. Siamo il pezzo finale di un puzzle costituito da oltre 400 persone. Abbiamo un peso sulle spalle notevole, ma siamo stati scelti per essere qui. Non è sempre semplice, ma è il mio lavoro da pilota di Formula 1.<ref name="Colombo">Dall'intervista di Diletta Colombo, ''[https://www.automoto.it/formula1/f1-mi-piacciono-le-macchine-con-unanima-esteban-ocon-esclusivo-e-sul-potenziale-ritiro-di-verstappen-dice.html F1. "Mi piacciono le macchine con un'anima": Esteban Ocon esclusivo. E sul potenziale ritiro di Verstappen dice...]'', ''automoto.it'', 19 giugno 2026.</ref>
*Sono sempre stato un avversario duro e, come la maggior parte dei piloti, ho avuto i miei incidenti. [...] Non siamo robot; siamo atleti che si spingono ogni giorno al limite per realizzare il nostro sogno di vincere le gare. La F1 è uno sport in cui le emozioni sono forti e le passioni sono profonde. Lo vedo e lo sento ogni fine settimana in pista e sui social media... nel bene e nel male. Ma le dichiarazioni disinformate e le grossolane distorsioni che ho visto [...] sulla mia capacità di lavorare con un team sono state imprecise, offensive e dannose. Fin dai miei primi giri nel motorsport mi sono avvicinato a questo sport con umiltà, professionalità e rispetto. [...] Anche se ogni pilota insegue la gloria individuale, questo sarà sempre e soprattutto uno sport di squadra. Ho sempre seguito le istruzioni che mi sono state date e ho corso per ottenere il massimo per e con la mia squadra. [...] Alla fine, siamo tutti concorrenti e gareggiare duro e leale su tutto il campo è ciò che rende il nostro sport così eccezionale e il motivo principale per cui lo amo così tanto.
:''I have always been a tough competitor, and, like most drivers, I've had my share of incidents.'' [...] ''We are not robots; we are athletes pushing ourselves to the limit every day to achieve our dreams of winning races. F1 is a sport where emotions run high, and passions run deep. I see and feel this every weekend at the track and on social media... the good and the bad. But the misinformed statements and gross distortions that I have seen'' [...] ''about my ability to work with a team have been inaccurate, hurtful, and damaging. Since my first laps in motorsport, I have approached this sport with humility, professionalism, and respect.'' [...] ''While each driver chases individual glory, this will always be a team sport first and foremost. I have always followed the instructions I have been given and raced to achieve the maximum for and with my team.'' [...] ''In the end, we are all competitors and hard, fair racing throughout the field is what makes our sport so great and the main reason why I love this sport so much.''<ref>{{en}} Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0rP5KemMtM6pryCJsukTvHLtZrcz5JZ8U4a1SPhMYeYV5bdYyvo4jXwsJmd3rMJNpl&id=100089976866074 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 31 maggio 2024.</ref>
*Sono un ''petrolhead'', prima di tutto. Mi piacciono le macchine con un bel sound, l'odore della benzina e delle gomme. Mi piace guidare delle vetture con un'anima.<ref name="Colombo"/>
{{Int|''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-ocon/10369639/ F1 {{!}} Ocon: "Voglio far parlare la pista, non i social"]''|Intervista di Roberto Chinchero, ''motorsport.com'', 15 settembre 2022.}}
*[...] più guido e più sono contento, sono nato per questo. {{NDR|«Hai ancora così tanta passione?»}} Assolutamente sì. Quando ho un giorno libero spesso vado con gli amici a fare drifting. Giriamo, cambiamo le molle, sono ancora molto appassionato. Sai, anni fa avevamo un garage di famiglia in cui avevamo mezzi a motore di ogni tipo, poi a causa delle difficoltà che abbiamo affrontato da quando ho iniziato in kart lo avevamo dovuto vendere, ma ho avuto di recente la possibilità di riacquistarlo. È stato bello, oggi siamo a posto.
*Ho trascorso un anno {{NDR|nel 2019, quando Ocon fu retrocesso da titolare a terzo pilota Mercedes e Racing Point}} sul simulatore, spesso fino alle cinque del mattino, è stato l'anno più duro della mia carriera. Lavoravo al buio, facevo di tutto, e poi la mattina dopo vedevo la macchina che avevo provato nel mondo virtuale andare a podio e vincere gare. A volte non dormivo per due o tre giorni, ma avevo la determinazione di voler raggiungere un obiettivo e di voler ripagare la mia famiglia dei sacrifici che hanno fatto per me. E la fame ce l'ho ancora [...]
*Ho capito che non c'è niente di sicuro in [[Formula 1]]. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare.
*Per il resto sono un po' vecchia scuola, pochi social e più [[drifting]] [...]
==Citazioni su Esteban Ocon==
*C'è gente che lo considera una promessa, un pilota di talento. Noi [...], modestamente, lo consideriamo un fedelissimo del gesto sciocco, della lite inutile, della mossa ignorante. È questa la costante di un ragazzo che non la capisce, proprio no, non c'è verso. ([[Giorgio Terruzzi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Ocon, Esteban}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi]]
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[[File:Esteban Ocon 2017 Malaysia 1.jpg|thumb|Esteban Ocon nel 2017]]
'''Esteban José Jean-Pierre Ocon-Khelfane''' (1996 – vivente), pilota automobilistico francese.
==Citazioni di Esteban Ocon==
*Dobbiamo essere in grado di dare il meglio ogni volta che scendiamo in pista. Non siamo come i boxeur o gli specialisti delle arti marziali che affrontano grandi pressioni una volta ogni anno e mezzo. A noi tocca 24 volte l'anno. Siamo il pezzo finale di un puzzle costituito da oltre 400 persone. Abbiamo un peso sulle spalle notevole, ma siamo stati scelti per essere qui. Non è sempre semplice, ma è il mio lavoro da pilota di [[Formula 1]].<ref name="Colombo">Dall'intervista di Diletta Colombo, ''[https://www.automoto.it/formula1/f1-mi-piacciono-le-macchine-con-unanima-esteban-ocon-esclusivo-e-sul-potenziale-ritiro-di-verstappen-dice.html F1. "Mi piacciono le macchine con un'anima": Esteban Ocon esclusivo. E sul potenziale ritiro di Verstappen dice...]'', ''automoto.it'', 19 giugno 2026.</ref>
*Sono sempre stato un avversario duro e, come la maggior parte dei piloti, ho avuto i miei incidenti. [...] Non siamo robot; siamo atleti che si spingono ogni giorno al limite per realizzare il nostro sogno di vincere le gare. La F1 è uno sport in cui le emozioni sono forti e le passioni sono profonde. Lo vedo e lo sento ogni fine settimana in pista e sui social media... nel bene e nel male. Ma le dichiarazioni disinformate e le grossolane distorsioni che ho visto [...] sulla mia capacità di lavorare con un team sono state imprecise, offensive e dannose. Fin dai miei primi giri nel motorsport mi sono avvicinato a questo sport con umiltà, professionalità e rispetto. [...] Anche se ogni pilota insegue la gloria individuale, questo sarà sempre e soprattutto uno sport di squadra. Ho sempre seguito le istruzioni che mi sono state date e ho corso per ottenere il massimo per e con la mia squadra. [...] Alla fine, siamo tutti concorrenti e gareggiare duro e leale su tutto il campo è ciò che rende il nostro sport così eccezionale e il motivo principale per cui lo amo così tanto.
:''I have always been a tough competitor, and, like most drivers, I've had my share of incidents.'' [...] ''We are not robots; we are athletes pushing ourselves to the limit every day to achieve our dreams of winning races. F1 is a sport where emotions run high, and passions run deep. I see and feel this every weekend at the track and on social media... the good and the bad. But the misinformed statements and gross distortions that I have seen'' [...] ''about my ability to work with a team have been inaccurate, hurtful, and damaging. Since my first laps in motorsport, I have approached this sport with humility, professionalism, and respect.'' [...] ''While each driver chases individual glory, this will always be a team sport first and foremost. I have always followed the instructions I have been given and raced to achieve the maximum for and with my team.'' [...] ''In the end, we are all competitors and hard, fair racing throughout the field is what makes our sport so great and the main reason why I love this sport so much.''<ref>{{en}} Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0rP5KemMtM6pryCJsukTvHLtZrcz5JZ8U4a1SPhMYeYV5bdYyvo4jXwsJmd3rMJNpl&id=100089976866074 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 31 maggio 2024.</ref>
*Sono un ''petrolhead'', prima di tutto. Mi piacciono le macchine con un bel sound, l'odore della benzina e delle gomme. Mi piace guidare delle vetture con un'anima.<ref name="Colombo"/>
{{Int|''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-ocon/10369639/ F1 {{!}} Ocon: "Voglio far parlare la pista, non i social"]''|Intervista di Roberto Chinchero, ''motorsport.com'', 15 settembre 2022.}}
*[...] più guido e più sono contento, sono nato per questo. {{NDR|«Hai ancora così tanta passione?»}} Assolutamente sì. Quando ho un giorno libero spesso vado con gli amici a fare drifting. Giriamo, cambiamo le molle, sono ancora molto appassionato. Sai, anni fa avevamo un garage di famiglia in cui avevamo mezzi a motore di ogni tipo, poi a causa delle difficoltà che abbiamo affrontato da quando ho iniziato in kart lo avevamo dovuto vendere, ma ho avuto di recente la possibilità di riacquistarlo. È stato bello, oggi siamo a posto.
*Ho trascorso un anno {{NDR|nel 2019, quando Ocon fu retrocesso da titolare a terzo pilota Mercedes e Racing Point}} sul simulatore, spesso fino alle cinque del mattino, è stato l'anno più duro della mia carriera. Lavoravo al buio, facevo di tutto, e poi la mattina dopo vedevo la macchina che avevo provato nel mondo virtuale andare a podio e vincere gare. A volte non dormivo per due o tre giorni, ma avevo la determinazione di voler raggiungere un obiettivo e di voler ripagare la mia famiglia dei sacrifici che hanno fatto per me. E la fame ce l'ho ancora [...]
*Ho capito che non c'è niente di sicuro in [[Formula 1]]. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare.
*Per il resto sono un po' vecchia scuola, pochi social e più [[drifting]] [...]
==Citazioni su Esteban Ocon==
*C'è gente che lo considera una promessa, un pilota di talento. Noi [...], modestamente, lo consideriamo un fedelissimo del gesto sciocco, della lite inutile, della mossa ignorante. È questa la costante di un ragazzo che non la capisce, proprio no, non c'è verso. ([[Giorgio Terruzzi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ocon, Esteban}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 francesi]]
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Serie A 1998-1999
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Maldini2008.JPG|thumb|[[Paolo Maldini]], capitano del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] campione d'Italia 1998-1999]]
Citazioni sulla '''Serie A 1998-1999'''.
*Fra tutte le squadre che hanno affrontato la corsa allo scudetto quella rossonera non era la migliore, ma con il passare delle giornate è diventata la più forte. [...] È una vittoria, quella del Milan, che dà dignità etica [...] a tutto il campionato. [...] Da un punto di vista strettamente calcistico i rossoneri hanno messo in mostra un gioco non sempre piacevole, ma molto redditizio. Non si sono mai abbandonati a utopie, tenendosi ancorati alla realtà. Due fuoriclasse assoluti (Weah e Maldini), tanti ottimi giocatori (Bierhoff, Boban, Albertini e Leonardo una spanna sopra gli altri) e giovani interessanti. Come punto di forza l'agonismo e l'organizzazione, punti deboli nessuno. E poi la società: seria, quadrata, estremamente professionale. Ha prevalso il Milan perché ha la vittoria nel Dna. ([[Franco Rossi]])
*Il campionato 1998-1999 fu un calvario di torti arbitrali, che costarono alla mia Roma almeno 21 punti. A Udine ci inventarono un rigore contro. Avevamo un attaccante, Fabio Junior, immeritatamente detto l'Uragano blu, che non segnava mai; quando finalmente fece un gol, glielo annullarono, non si è mai capito perché. Episodi assurdi. I calciatori videro che i loro sforzi erano inutili, e qualcuno mollò. La quartultima giornata perdemmo 4 a 5 con l'Inter all'Olimpico. Si disse che l'Inter avesse contattato tre dei miei in vista dell'anno successivo. Ebbi l'impressione che alcuni fossero distratti, c'erano difensori che facevano i centravanti... Così con Sensi decidemmo di fare nuovi acquisti. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{NDR|Sull'introduzione del sorteggio integrale degli arbitri}} Ritengo il sorteggio arbitrale un'autentica vergogna per chi l'ha chiesto, per chi lo ha applicato e per chi lo subirà (cioè gli stessi arbitri, il pubblico e i giocatori). Debbono vergognarsi i dirigenti e i giornalisti per averlo invocato istericamente [...]; devono vergognarsi gli arbitri per averlo accettato. È assurdo che una "macchina" iperprofessionalizzata come quella del calcio italiano debba essere affidata al caso e benedetta dalla "serietà" di un bussolotto: allora perché non sorteggiare anche i magistrati, o i direttori di giornali, o i medici che ci dovrebbero operare? Allora perché – restando in ambito calcistico – non sorteggiare gli allenatori e gli stessi giocatori che andranno in campo? Vuoi mettere la trasparenza! Solo una cosa mi fa già ridere, pur nella pena assoluta della vicenda: con chi se la prenderanno d'ora in poi al primo "torto" arbitrale i presidenti, i tecnici, i lamentisti di professione? Forse con la fortuna? Oh, credo proprio che al primo mugugno la Vecchia Mignotta bendata, abituata a ben altro, si farà crasse e spernacchianti risate. E che la volta successiva [...] farà uscire dall'urna un arbitro ancora più scarso, una svista ancor più clamorosa e una burla ancora più crudele. Meraviglioso! ([[Marino Bartoletti]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Edizioni del campionato italiano di calcio| 1998-1999]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
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Jia Zhangke
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text/x-wiki
[[File:Jia Zhangke 20081105.jpg|thumb|Jia Zhangke, 2008]]
'''Jia Zhangke''' ('''贾樟柯''', '''Jiǎ Zhāngkē'''; 24 maggio 1970 — vivente), regista, scrittore, sceneggiatore e produttore cinese.
*Siamo angosciati dal nostro stesso desiderio di libertà, che non ha basi reali.<ref>Citato in Laurent Rigoulet, ''Cineprese clandestine'', ''Internazionale'', n. 474, 7 febbraio 2003, p. 39.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Stub}}
{{DEFAULTSORT:Jia, Zhangke}}
[[Categoria:Produttori]]
[[Categoria:Registi cinesi]]
[[Categoria:Sceneggiatori cinesi]]
[[Categoria:Scrittori cinesi]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:AnjaQantina|AnjaQantina]]
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text/x-wiki
[[File:Jia Zhangke 20081105.jpg|thumb|Jia Zhangke, 2008]]
'''Jia Zhangke''' ('''贾樟柯''', '''Jiǎ Zhāngkē'''; 1970 — vivente), regista, scrittore, sceneggiatore e produttore cinese.
*Siamo angosciati dal nostro stesso desiderio di libertà, che non ha basi reali.<ref>Citato in Laurent Rigoulet, ''Cineprese clandestine'', ''Internazionale'', n. 474, 7 febbraio 2003, p. 39.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{Stub}}
{{DEFAULTSORT:Jia, Zhangke}}
[[Categoria:Produttori]]
[[Categoria:Registi cinesi]]
[[Categoria:Sceneggiatori cinesi]]
[[Categoria:Scrittori cinesi]]
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Francesco Francavilla
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text/x-wiki
[[File:6.14.14FrancescoFrancavillaByLuigiNovi2.jpg|thumb|Francesco Francavilla a New York nel 2014]]
'''Francesco Francavilla''' (12 novembre 1950 – vivente), fumettista italiano.
==Citazioni di Francesco Francavilla==
*Sono molto appassionato di Fumetto supereroistico, fin da quando ero bambino. Nello specifico, come hai intuito, [[Batman (fumetto)|Batman]] mi piace davvero tanto proprio perché ha il super potere più cool di tutti: è ricco!<br>Scherzi a parte, la sua natura dark e pulp mi ha sempre affascinato: veste di nero, gira di notte, è perfetto per il mio stile. Contrariamente, per esempio, al personaggio di Superman che è luminoso e solare. Non credo disegnerò mai storie dell'Uomo d'Acciaio, proprio perché è in antitesi con quello che mi piace illustrare. Mi ritengo molto fortunato per aver potuto disegnare una storia di Batman che per me è davvero ottima, e che negli anni sarà ricordata molto più di come lo è adesso.<ref>Dall'intervista di Raffaele Caporaso, ''[https://www.badtaste.it/fumetti/articoli/napoli-comicon-2018-intervista-a-francesco-francavilla-tra-archie-black-beetle-e-batman/ Napoli Comicon 2018: Intervista a Francesco Francavilla, tra Archie, Black Beetle e Batman]'', ''badtaste.it'', 5 maggio 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{s}}
{{DEFAULTSORT:Francavilla, Francesco}}
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]]
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text/x-wiki
[[File:6.14.14FrancescoFrancavillaByLuigiNovi2.jpg|thumb|Francesco Francavilla a New York nel 2014]]
'''Francesco Francavilla''' (... – ...), fumettista italiano.
==Citazioni di Francesco Francavilla==
*Sono molto appassionato di Fumetto supereroistico, fin da quando ero bambino. Nello specifico, come hai intuito, [[Batman (fumetto)|Batman]] mi piace davvero tanto proprio perché ha il super potere più cool di tutti: è ricco!<br>Scherzi a parte, la sua natura dark e pulp mi ha sempre affascinato: veste di nero, gira di notte, è perfetto per il mio stile. Contrariamente, per esempio, al personaggio di Superman che è luminoso e solare. Non credo disegnerò mai storie dell'Uomo d'Acciaio, proprio perché è in antitesi con quello che mi piace illustrare. Mi ritengo molto fortunato per aver potuto disegnare una storia di Batman che per me è davvero ottima, e che negli anni sarà ricordata molto più di come lo è adesso.<ref>Dall'intervista di Raffaele Caporaso, ''[https://www.badtaste.it/fumetti/articoli/napoli-comicon-2018-intervista-a-francesco-francavilla-tra-archie-black-beetle-e-batman/ Napoli Comicon 2018: Intervista a Francesco Francavilla, tra Archie, Black Beetle e Batman]'', ''badtaste.it'', 5 maggio 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Francavilla, Francesco}}
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:6.14.14FrancescoFrancavillaByLuigiNovi2.jpg|thumb|Francesco Francavilla nel 2014]]
'''Francesco Francavilla''' (1968 – vivente), fumettista italiano.
==Citazioni di Francesco Francavilla==
*Sono molto appassionato di Fumetto supereroistico, fin da quando ero bambino. Nello specifico, come hai intuito, [[Batman (fumetto)|Batman]] mi piace davvero tanto proprio perché ha il super potere più cool di tutti: è ricco!<br>Scherzi a parte, la sua natura dark e pulp mi ha sempre affascinato: veste di nero, gira di notte, è perfetto per il mio stile. Contrariamente, per esempio, al personaggio di Superman che è luminoso e solare. Non credo disegnerò mai storie dell'Uomo d'Acciaio, proprio perché è in antitesi con quello che mi piace illustrare. Mi ritengo molto fortunato per aver potuto disegnare una storia di Batman che per me è davvero ottima, e che negli anni sarà ricordata molto più di come lo è adesso.<ref>Dall'intervista di Raffaele Caporaso, ''[https://www.badtaste.it/fumetti/articoli/napoli-comicon-2018-intervista-a-francesco-francavilla-tra-archie-black-beetle-e-batman/ Napoli Comicon 2018: Intervista a Francesco Francavilla, tra Archie, Black Beetle e Batman]'', ''badtaste.it'', 5 maggio 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|w_site=en}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Francavilla, Francesco}}
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
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Roberto Speranza
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text/x-wiki
[[Immagine:Emergenza coronavirus (49573880146) (cropped).jpg|thumb|Roberto Speranza]]
'''Roberto Speranza''' (4 gennaio 1979 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Roberto Speranza==
{{Int|[https://www.repubblica.it/cronaca/2022/12/01/news/roberto_speranza_obbligo_vaccini_consulta-377099265/ Intervista a Repubblica, 2 dicembre 2022]}}
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} In questi anni abbiamo fatto scelte anche difficili ma sempre seguendo due principi fondamentali: il primato del diritto alla Salute, anche sugli altri interessi in campo, e la centralità dell'evidenza scientifica. Con questi due fari è evidente che la nostra strategia sia stata quella di puntare con forza su [[Vaccino|vaccini]] [...]
*{{NDR|Sul [[vaccino]] per il COVID-19}} Secondo l'Istituto superiore di sanità ha salvato la vita ad almeno 150 mila persone nel nostro Paese. Questo è il dato fondamentale, la verità.
*{{NDR|Sul [[vaccino]] per il COVID-19}} La campagna di vaccinazione, lo voglio ribadire, non è patrimonio di Speranza, di Figliuolo o di [[Mario Draghi|Draghi]] ma del Paese. È grazie a quella se adesso stiamo tutti meglio e l'[[Italia]] è più forte.
*Chi ha voluto strumentalizzare per qualche voto dei No Vax ha raggiunto il suo fine, ha preso quei voti.
==Citazioni su Roberto Speranza==
*Ringrazio il Ministro Speranza e i [[Governo Conte II|Governi Conte]] e [[Governo Draghi|Draghi]] che combattevano la pandemia mentre qualcuno civettava con i no-vax, i no-''mask'' e i no-''[[Green Pass|green pass]]''. ([[Arturo Scotto]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Politici italiani]]
{{DEFAULTSORT:Speranza, Roberto}}
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:GeneraleAutunno|GeneraleAutunno]]
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text/x-wiki
[[Immagine:Emergenza coronavirus (49573880146) (cropped).jpg|thumb|Roberto Speranza]]
'''Roberto Speranza''' (1979 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Roberto Speranza==
{{Int|[https://www.repubblica.it/cronaca/2022/12/01/news/roberto_speranza_obbligo_vaccini_consulta-377099265/ Intervista a Repubblica, 2 dicembre 2022]}}
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} In questi anni abbiamo fatto scelte anche difficili ma sempre seguendo due principi fondamentali: il primato del diritto alla Salute, anche sugli altri interessi in campo, e la centralità dell'evidenza scientifica. Con questi due fari è evidente che la nostra strategia sia stata quella di puntare con forza su [[Vaccino|vaccini]] [...]
*{{NDR|Sul [[vaccino]] per il COVID-19}} Secondo l'Istituto superiore di sanità ha salvato la vita ad almeno 150 mila persone nel nostro Paese. Questo è il dato fondamentale, la verità.
*{{NDR|Sul [[vaccino]] per il COVID-19}} La campagna di vaccinazione, lo voglio ribadire, non è patrimonio di Speranza, di Figliuolo o di [[Mario Draghi|Draghi]] ma del Paese. È grazie a quella se adesso stiamo tutti meglio e l'[[Italia]] è più forte.
*Chi ha voluto strumentalizzare per qualche voto dei No Vax ha raggiunto il suo fine, ha preso quei voti.
==Citazioni su Roberto Speranza==
*Ringrazio il Ministro Speranza e i [[Governo Conte II|Governi Conte]] e [[Governo Draghi|Draghi]] che combattevano la pandemia mentre qualcuno civettava con i no-vax, i no-''mask'' e i no-''[[Green Pass|green pass]]''. ([[Arturo Scotto]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
{{DEFAULTSORT:Speranza, Roberto}}
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Brit Marling
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text/x-wiki
[[File:Brit Marling TIFF 2014.jpg|thumb|Brit Marling nel 2014]]
'''Brit Heyworth Marling''' (7 agosto 1982 – vivente), attrice, sceneggiatrice, regista e produttrice cinematografica statunitense.
{{Int|''[https://movieplayer.it/news/brit-marling-contro-stereotipi-femminili-bisogno-ruoli-diversi_76160/ «Non voglio interpretare Donne Forti, smettiamola di annientare la femminilità»]''|Beatrice Pagan, ''movieplayer.it'', 8 febbraio 2020.}}
*Dopo un po' è diventato difficile capire se la fonte più grande della mia depressione fosse che non potessi ottenere una parte in un film horror in cui avevo tre battute e morivo nella quarta pagina dello script o il fatto che stessi facendo audizioni per quei ruoli.
*Il mondo della recitazione non mi aveva attirata perché volevo essere desiderata. Volevo recitare perché sentivo che mi permetteva di essere la persona completa e soddisfatta che ricordavo di essere stata nella mia infanzia: una persona che poteva immaginare liberamente, ascoltare profondamente e provare emozioni con tutto il cuore. Ho continuato a fare audizioni e ho continuato a fallire. La mia depressione è diventata più profonda. La mia autostima è crollata.
*Dopo un giorno in cui ero fuggita da uomini con le motoseghe nelle stanze delle audizioni e una notte in cui ero fuggita dall'uomo con cui condividevo un letto, ho deciso che avrei smesso di fare provini. Sentivo che dovevo scrivere la mia via di uscita da questi ruoli o non avrei mai trovato il mio posto nemmeno nel mondo reale. Non potevo essere ciò che non vedevo sullo schermo. Sono andata in biblioteca e ho iniziato a leggere libri e vedere film su come scrivere film drammatici.
*Viviamo in un mondo che è un riflesso diretto di quelle storie che stiamo raccontando. Quasi quattro donne ogni giorno vengono uccise in America per mano dei loro partner o dei loro ex. Una donna su quattro in America è stata vittima di stupro. Io sono una di quelle donne su quattro. Ciò che raccontiamo ci dice che le donne sono oggetti e sono oggetti sacrificabili, quindi diventiamo spesso degli oggetti e spesso ci si libera di noi.
*Recitare la parte della Donna Protagonista Forte ha cambiato chi ero e ciò che pensavo di essere in grado di fare. Allenarmi per realizzare senza controfigure le mie scene mi ha fatto sentire formidabile e rispettata sul set. Interpretare scene in cui ero il capo che licenziava gli uomini sembrava darmi potere. E sarà sempre meglio essere quella che impugna un'arma nella scena piuttosto che dover implorare per la propria vita dall'altra parte della canna della pistola.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marling, Brit}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Brit Marling TIFF 2014.jpg|thumb|Brit Marling nel 2014]]
'''Brit Heyworth Marling''' (1986 – vivente), attrice, sceneggiatrice, regista e produttrice cinematografica statunitense.
{{Int|''[https://movieplayer.it/news/brit-marling-contro-stereotipi-femminili-bisogno-ruoli-diversi_76160/ «Non voglio interpretare Donne Forti, smettiamola di annientare la femminilità»]''|Beatrice Pagan, ''movieplayer.it'', 8 febbraio 2020.}}
*Dopo un po' è diventato difficile capire se la fonte più grande della mia depressione fosse che non potessi ottenere una parte in un film horror in cui avevo tre battute e morivo nella quarta pagina dello script o il fatto che stessi facendo audizioni per quei ruoli.
*Il mondo della recitazione non mi aveva attirata perché volevo essere desiderata. Volevo recitare perché sentivo che mi permetteva di essere la persona completa e soddisfatta che ricordavo di essere stata nella mia infanzia: una persona che poteva immaginare liberamente, ascoltare profondamente e provare emozioni con tutto il cuore. Ho continuato a fare audizioni e ho continuato a fallire. La mia depressione è diventata più profonda. La mia autostima è crollata.
*Dopo un giorno in cui ero fuggita da uomini con le motoseghe nelle stanze delle audizioni e una notte in cui ero fuggita dall'uomo con cui condividevo un letto, ho deciso che avrei smesso di fare provini. Sentivo che dovevo scrivere la mia via di uscita da questi ruoli o non avrei mai trovato il mio posto nemmeno nel mondo reale. Non potevo essere ciò che non vedevo sullo schermo. Sono andata in biblioteca e ho iniziato a leggere libri e vedere film su come scrivere film drammatici.
*Viviamo in un mondo che è un riflesso diretto di quelle storie che stiamo raccontando. Quasi quattro donne ogni giorno vengono uccise in America per mano dei loro partner o dei loro ex. Una donna su quattro in America è stata vittima di stupro. Io sono una di quelle donne su quattro. Ciò che raccontiamo ci dice che le donne sono oggetti e sono oggetti sacrificabili, quindi diventiamo spesso degli oggetti e spesso ci si libera di noi.
*Recitare la parte della Donna Protagonista Forte ha cambiato chi ero e ciò che pensavo di essere in grado di fare. Allenarmi per realizzare senza controfigure le mie scene mi ha fatto sentire formidabile e rispettata sul set. Interpretare scene in cui ero il capo che licenziava gli uomini sembrava darmi potere. E sarà sempre meglio essere quella che impugna un'arma nella scena piuttosto che dover implorare per la propria vita dall'altra parte della canna della pistola.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marling, Brit}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Quel fantasma di mio marito
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano= Quel fantasma di mio marito
|immagine= Quel fantasma di mio marito (film 1950).png
|didascalia= Gianni ([[Walter Chiari]]) mentre spiega alla moglie il sentimento della "scatola" che prova per lei
|genere= commedia
|regista= [[Camillo Mastrocinque]]
|soggetto= [[Gino De Sanctis|Gino De Santis]]
|sceneggiatore= Gino De Santis, Camillo Mastrocinque, [[Antonio Pietrangeli]]
|attori=
*[[Walter Chiari]]: Gianni Alberti
*[[Medy Saint-Michel]]: Vivia
*[[Ernesto Almirante]]: Villa
*[[Cesare Bettarini]]: direttore del giornale
*[[Enzo Biliotti]]: senatore
*[[Franco Coop]]: Kalif El Kabir
*[[Leo Garavaglia]]: colonnello
*[[Jole Fierro]]: Maria
*[[Carlo Rizzo]]: albergatore
*[[Enrico Luzi]]: Slim
*[[Agnese Dubbini]]: Fatima
*[[Leopoldo Valentini]]: centralinista
*[[Marco Tulli]]: Arcangelo
*[[Bud Spencer|Carlo Pedersoli]]: nuotatore
|doppiatori italiani=
*[[Giulio Panicali]]: Gianni Alberti
*[[Lydia Simoneschi]]: Vivia
}}
'''''Quel fantasma di mio marito''''', film italiano del 1950 con [[Walter Chiari]], regia di [[Camillo Mastrocinque]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Non ho mai il tempo di spiegarti quanto ti voglio bene, quello che sento qua dentro. Vedi cara, è una sensazione... una sensazione di vuoto, come una specie di scatola per l'amore, qui chiusa in mezzo al petto. Ma non è un amore quieto, è come un gatto che graffia e va su e giù. ('''Gianni''')
*Senti, stavo cercando di descriverti quello che io sento. [...] È come se fosse una scatola vuota, buia, ma un buio dolce. Il fatto è che c'è anche il gatto. [...] È proprio come se un gatto cercasse una via d'uscita. ('''Gianni''')
*L'uomo non è mai tutto [[Giovinezza e senilità|vecchio]] o tutto [[Giovinezza e senilità|giovane]]: ora vive con la parte vecchia ora con la giovane. ('''Senatore''')
*E non lo sapeva, principale, che ogni [[sogno]] batte la testa contro il mattino? I sogni, come la nebbia della boscaglia, si dileguano al primo sole. ('''Gianni''')
*Nei tumulti si conoscono gli uomini! ('''Colonnello''')
==Citazioni su ''Quel fantasma di mio marito''==
*È una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Bruno Filippi
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text/x-wiki
{{PDA}}
[[Immagine:Bruno Filippi.jpg|thumb|Bruno Filippi]]
'''Bruno Filippi''' (30 marzo 1900 – 7 settembre 1919), anarchico e rivoluzionario italiano.
==''Arte libera di uno spirito libero''==
*I popoli sono conservatori: si contentano della società che trovano. Le minoranze sono novatrici invece e si ribellano quindi. La massa col suo peso bruto frena l'azione rivoluzionaria e la subisce.
*«Vorrei sdraiarmi su un soffice odoroso letto di [[Rosa e spina|rose]]...» «Guarda alle [[Rosa e spina|spine]]» mi gridano «E che me ne importa? Poiché nella vita le spine non mancano, preferisco quelle delle rose che col dolore danno la gioia.»
*Ho un dio come gli altri: ma esso è senza ''d''.
==Bibliografia==
*Bruno Filippi, ''Arte libera di uno spirito libero'', in ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/f/filippi/scritti_postumi/pdf/filippi_scritti_postumi.pdf Scritti postumi]'', Latini, Firenze, 1950.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Filippi, Bruno}}
[[Categoria:Anarchici italiani]]
[[Categoria:Rivoluzionari italiani]]
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Spinoziano
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{{PDA}}
[[Immagine:Bruno Filippi.jpg|thumb|Bruno Filippi]]
'''Bruno Filippi''' (1900 – 1919), anarchico e rivoluzionario italiano.
==''Arte libera di uno spirito libero''==
*I popoli sono conservatori: si contentano della società che trovano. Le minoranze sono novatrici invece e si ribellano quindi. La massa col suo peso bruto frena l'azione rivoluzionaria e la subisce.
*«Vorrei sdraiarmi su un soffice odoroso letto di [[Rosa e spina|rose]]...» «Guarda alle [[Rosa e spina|spine]]» mi gridano «E che me ne importa? Poiché nella vita le spine non mancano, preferisco quelle delle rose che col dolore danno la gioia.»
*Ho un dio come gli altri: ma esso è senza ''d''.
==Bibliografia==
*Bruno Filippi, ''Arte libera di uno spirito libero'', in ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/f/filippi/scritti_postumi/pdf/filippi_scritti_postumi.pdf Scritti postumi]'', Latini, Firenze, 1950.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Filippi, Bruno}}
[[Categoria:Anarchici italiani]]
[[Categoria:Rivoluzionari italiani]]
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Leonora Fani
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text/x-wiki
[[File:Leonora Fani.jpg|thumb|Leonora Fani nel 1974]]
'''Leonora Fani''', pseudonimo di '''Eleonora Cristofani''' (18 febbraio 1954 – vivente), attrice italiana.
==Citazioni su Leonora Fani==
*Proveniente dalla provincia veneta e da una difficile situazione familiare, dopo essere apparsa in una rivista per soli uomini passa al cinema, affermandosi nella seconda metà degli anni Settanta come la star incontrastata del sottogenere "erotico-violento", ancora non apertamente pornografico. Con il suo fisico minuto e il sorriso dolce e un po' impacciato, viene utilizzata in ruoli di adolescente con traumi o perversioni di vario genere [...] oppure coinvolta in storie dove l'erotismo si tinge di sangue [...]. Al di fuori di questi film è stata la protagonista assai convincente, per grazia e freschezza, di ''[[Nenè (film)|Nenè]]''. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Fani, Leonora}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Leonora Fani.jpg|thumb|Leonora Fani nel 1974]]
'''Leonora Fani''', pseudonimo di '''Eleonora Cristofani''' (1954 – vivente), attrice italiana.
==Citazioni su Leonora Fani==
*Proveniente dalla provincia veneta e da una difficile situazione familiare, dopo essere apparsa in una rivista per soli uomini passa al cinema, affermandosi nella seconda metà degli anni Settanta come la star incontrastata del sottogenere "erotico-violento", ancora non apertamente pornografico. Con il suo fisico minuto e il sorriso dolce e un po' impacciato, viene utilizzata in ruoli di adolescente con traumi o perversioni di vario genere [...] oppure coinvolta in storie dove l'erotismo si tinge di sangue [...]. Al di fuori di questi film è stata la protagonista assai convincente, per grazia e freschezza, di ''[[Nenè (film)|Nenè]]''. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Fani, Leonora}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Occupazione tedesca della Cecoslovacchia
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Danyele
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Bundesarchiv Bild 183-2004-1202-505, Prag, Burg, Besuch Adolf Hitler.jpg|thumb|[[Adolf Hitler]] al castello di Praga, 15 marzo 1939]]
Citazioni sull{{'}}'''occupazione tedesca della Cecoslovacchia'''.
*Eravamo a scuola, il 15 marzo del 1939, non dimenticherò mai quella data. Guardavamo dalla finestra l'ingresso dei tedeschi della {{Sic|Wermatcht}} nella nostra bella Praga. Eravamo una gioventù spensierata dedita allo sport. Il maestro ci disse: non guardate, questo è l'inizio della fine. ([[Čestmír Vycpálek]])
==Voci correlate==
*[[Cecoslovacchia]]
*[[Seconda guerra mondiale]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}}
{{S}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1930]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Seconda guerra mondiale]]
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Gertrud Bing
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text/x-wiki
'''Gertrud Bing''' (7 giugno 1892 – 3 luglio 1964), storica dell'arte tedesca.
==Citazioni su Gertrud Bing==
*Gli arabi chiamano "esaminatore di occhi" una stella che brilla fiocamente: chi è in grado di vederla in cielo è adatto a fare il marinaio di lungo corso. La collega Bing si è guadagnata la patente. ([[Aby Warburg]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Bing, Warburg}}
[[Categoria:Storici dell'arte tedeschi]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Ibisco|Ibisco]]
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text/x-wiki
'''Gertrud Bing''' (1892 – 1964), storica dell'arte tedesca.
==Citazioni su Gertrud Bing==
*Gli arabi chiamano "esaminatore di occhi" una stella che brilla fiocamente: chi è in grado di vederla in cielo è adatto a fare il marinaio di lungo corso. La collega Bing si è guadagnata la patente. ([[Aby Warburg]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Bing, Warburg}}
[[Categoria:Storici dell'arte tedeschi]]
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Lara Lugli
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text/x-wiki
'''Lara Lugli''' (11 marzo 1980 – vivente), ex pallavolista italiana.
==Citazioni di Lara Lugli==
*Nel campionato 2018/2019 giocavo per la Asd Volley XXXXX, rimango incinta il 10/03 comunico alla Società il mio stato e si risolve il contratto. Il 08/04 non sono più in stato interessante per un aborto spontaneo. Questa la breve storia triste. Peccato che non sia breve poiché a distanza di due anni, vengo citata dalla stessa Società per DANNI, in risposta al decreto ingiuntivo dove chiedevo il mio ultimo stipendio di Febbraio (per il quale avevo interamente lavorato e prestato la mia attività senza riserve). Le accuse sono che al momento della stipula del contratto avevo ormai 38 anni (povera vecchia signora) e data l'ormai veneranda età dovevo in Primis informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato in scatafascio. Ora...non ero a conoscenza del fatto che il mio procuratore usasse puntare un arma da fuoco alle tempie dei presidenti per firmare un qualsiasi contratto [...]. Poi...viene contestato l'ammontare del mio ingaggio troppo elevato ma poi accusi che dopo il mio stop la posizione in classifica è precipitata e gli sponsor non hanno più assolto i loro impegni. Ordunque il mio valore contrattuale era forse giusto? Inoltre...chi dice che una donna a 38 anni, o dopo una certa età stabilita da non so chi, debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Che mi prenda un colpo...non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i Diritti delle donne, l'etica e la moralità? Scusate l'ironia su un fatto GRAVISSIMO come questo, ma non so in quale altro modo affrontare la cosa. [...] Il fatto grave comunque rimane perché anche se non sono una giocatrice di fama mondiale questo non può essere un precedente per le atlete future che si troveranno in questa situazione, perché una donna se rimane incinta non può conferire un DANNO a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L'unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d'animo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/lara.lugli/posts/10222314068873763 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 7 marzo 2021.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Lugli, Lara}}
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Danyele|Danyele]]
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text/x-wiki
'''Lara Lugli''' (1980 – vivente), ex pallavolista italiana.
==Citazioni di Lara Lugli==
*Nel campionato 2018/2019 giocavo per la Asd Volley XXXXX, rimango incinta il 10/03 comunico alla Società il mio stato e si risolve il contratto. Il 08/04 non sono più in stato interessante per un aborto spontaneo. Questa la breve storia triste. Peccato che non sia breve poiché a distanza di due anni, vengo citata dalla stessa Società per DANNI, in risposta al decreto ingiuntivo dove chiedevo il mio ultimo stipendio di Febbraio (per il quale avevo interamente lavorato e prestato la mia attività senza riserve). Le accuse sono che al momento della stipula del contratto avevo ormai 38 anni (povera vecchia signora) e data l'ormai veneranda età dovevo in Primis informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato in scatafascio. Ora...non ero a conoscenza del fatto che il mio procuratore usasse puntare un arma da fuoco alle tempie dei presidenti per firmare un qualsiasi contratto [...]. Poi...viene contestato l'ammontare del mio ingaggio troppo elevato ma poi accusi che dopo il mio stop la posizione in classifica è precipitata e gli sponsor non hanno più assolto i loro impegni. Ordunque il mio valore contrattuale era forse giusto? Inoltre...chi dice che una donna a 38 anni, o dopo una certa età stabilita da non so chi, debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Che mi prenda un colpo...non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i Diritti delle donne, l'etica e la moralità? Scusate l'ironia su un fatto GRAVISSIMO come questo, ma non so in quale altro modo affrontare la cosa. [...] Il fatto grave comunque rimane perché anche se non sono una giocatrice di fama mondiale questo non può essere un precedente per le atlete future che si troveranno in questa situazione, perché una donna se rimane incinta non può conferire un DANNO a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L'unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d'animo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/lara.lugli/posts/10222314068873763 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 7 marzo 2021.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Lugli, Lara}}
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Roberto Vannacci
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/* Citazioni su Roberto Vannacci */
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[[File:Roberto Vannacci.jpg|thumb|Roberto Vannacci]]
'''Roberto Vannacci''' (1968 - vivente), generale italiano.
==Citazioni di Roberto Vannacci==
{{cronologico}}
*Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref>
*Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref>
*Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref>
*Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref>
*Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il [[femminicidio]]. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. [...] Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/video/vannacci_il_femminicidio_non_esiste_volete_riportarlo_come_lho_detta_io_o_dobbiamo_discuterne-425410350/ Vannacci: "Il femminicidio non esiste. Volete riportarlo come l'ho detta io o dobbiamo discuterne?"]'', ''repubblica.it'', 14 giugno 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee.
*Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista.
*{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali.
*Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità.
{{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}}
*{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare.
*La qualità è il racconto delle differenze.
*[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica.
{{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}}
*Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità.
*[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario.
*{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}}
*L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche.
*Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono.
*Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace.
*La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri.
==''Il mondo al contrario''==
[[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]]
===[[Incipit]]===
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
===Citazioni===
*Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX)
*La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4)
*Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89)
*Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91)
*Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111)
*La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111)
*L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127)
*La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156)
*Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243)
*Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259)
*Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281)
===[[Explicit]]===
Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù.
==Citazioni su Roberto Vannacci==
*Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]])
*Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]])
*Vannacci parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così? ([[Carlo Calenda]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}}
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[[Categoria:Generali italiani]]
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[[File:Roberto Vannacci.jpg|thumb|Roberto Vannacci]]
'''Roberto Vannacci''' (1968 - vivente), politico e generale italiano.
==Citazioni di Roberto Vannacci==
{{cronologico}}
*Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref>
*Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref>
*Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref>
*Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref>
*Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il [[femminicidio]]. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. [...] Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/video/vannacci_il_femminicidio_non_esiste_volete_riportarlo_come_lho_detta_io_o_dobbiamo_discuterne-425410350/ Vannacci: "Il femminicidio non esiste. Volete riportarlo come l'ho detta io o dobbiamo discuterne?"]'', ''repubblica.it'', 14 giugno 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee.
*Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista.
*{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali.
*Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità.
{{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}}
*{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare.
*La qualità è il racconto delle differenze.
*[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica.
{{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}}
*Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità.
*[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario.
*{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}}
*L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche.
*Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono.
*Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace.
*La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri.
==''Il mondo al contrario''==
[[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]]
===[[Incipit]]===
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
===Citazioni===
*Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX)
*La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4)
*Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89)
*Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91)
*Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111)
*La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111)
*L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127)
*La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156)
*Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243)
*Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259)
*Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281)
===[[Explicit]]===
Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù.
==Citazioni su Roberto Vannacci==
*Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]])
*Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]])
*Vannacci parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così? ([[Carlo Calenda]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}}
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[[Categoria:Generali italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Roberto Vannacci 2025 (cropped).jpg|thumb|Vannacci nel 2025]]
'''Roberto Vannacci''' (1968 - vivente), politico e generale italiano.
==Citazioni di Roberto Vannacci==
{{cronologico}}
*Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref>
*Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref>
*Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref>
*Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref>
*Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il [[femminicidio]]. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. [...] Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/video/vannacci_il_femminicidio_non_esiste_volete_riportarlo_come_lho_detta_io_o_dobbiamo_discuterne-425410350/ Vannacci: "Il femminicidio non esiste. Volete riportarlo come l'ho detta io o dobbiamo discuterne?"]'', ''repubblica.it'', 14 giugno 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee.
*Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista.
*{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali.
*Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità.
{{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}}
*{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare.
*La qualità è il racconto delle differenze.
*[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica.
{{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}}
*Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità.
*[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario.
*{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}}
*L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche.
*Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono.
*Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace.
*La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri.
==''Il mondo al contrario''==
[[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]]
===[[Incipit]]===
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
===Citazioni===
*Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX)
*La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4)
*Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89)
*Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91)
*Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111)
*La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111)
*L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127)
*La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156)
*Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243)
*Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259)
*Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281)
===[[Explicit]]===
Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù.
==Citazioni su Roberto Vannacci==
*Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]])
*Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]])
*Vannacci parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così? ([[Carlo Calenda]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023.
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}}
{{DEFAULTSORT:Vannacci, Roberto}}
[[Categoria:Generali italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Antonio Lepschy
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'''Antonio Lepschy''' (3 ottobre 1931 – 30 giugno 2005), ingegnere italiano.
==''Il colore della porpora''==
*La sostanza chimica a cui si deve il colore della cosiddetta [[porpora]] degli antichi (o porpora di Tiro) è il 6,6'-dibromoindaco, che è uno dei molti derivati alogenati dell'indaco, tutti con formula di struttura simile a quella dello stesso indaco. (p. 53)
*La porpora veniva ottenuta per trasformazione chimica del secreto di vari tipi di molluschi, in particolare ''Murex brandaris'' (il cui prodotto era di uno "schietto rosso intenso") e ''Murex trunculus'' (il cui prodotto era di un "rosso tendente all'azzurro" (forse la ''purpura amethystina'' di [[Plinio il Vecchio|Plinio]]). (pp. 53-54)
*È comune esperienza che le sfumature dei colori varino in modo pressoché continuo; la scienza dei colori, cioè la cromatica, è arrivata alla conclusione che le relative sensazioni possano essere caratterizzate da tre parametri: "la tinta", per la quale distinguiamo, ad esempio, il rosso dal giallo, dal verde, dall'azzurro; la "saturazione", per la quale distinguiamo, ad esempio, il rosa dal rosso ed il celeste dall'azzurro o dal blu; la "luminosità" al variare della quale, ad esempio, si passa dal bianco al nero attraverso la serie dei grigi. (p. 55)
==Bibliografia==
*Antonio Lepschy, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6863856&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL6864153 Il colore della porpora]'', in ''La porpora: realtà e immaginario di un colore simbolico'', atti del Convegno di studio, Venezia, 24 e 25 ottobre 1996, a cura di [[Oddone Longo]], Istituto veneto di scienze lettere ed arti, Venezia, 1998. ISBN 88-86166-64-8
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Lepschy, Antonio}}
[[Categoria:Ingegneri italiani]]
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'''Antonio Lepschy''' (1931 – 2005), ingegnere italiano.
==''Il colore della porpora''==
*La sostanza chimica a cui si deve il colore della cosiddetta [[porpora]] degli antichi (o porpora di Tiro) è il 6,6'-dibromoindaco, che è uno dei molti derivati alogenati dell'indaco, tutti con formula di struttura simile a quella dello stesso indaco. (p. 53)
*La porpora veniva ottenuta per trasformazione chimica del secreto di vari tipi di molluschi, in particolare ''Murex brandaris'' (il cui prodotto era di uno "schietto rosso intenso") e ''Murex trunculus'' (il cui prodotto era di un "rosso tendente all'azzurro" (forse la ''purpura amethystina'' di [[Plinio il Vecchio|Plinio]]). (pp. 53-54)
*È comune esperienza che le sfumature dei colori varino in modo pressoché continuo; la scienza dei colori, cioè la cromatica, è arrivata alla conclusione che le relative sensazioni possano essere caratterizzate da tre parametri: "la tinta", per la quale distinguiamo, ad esempio, il rosso dal giallo, dal verde, dall'azzurro; la "saturazione", per la quale distinguiamo, ad esempio, il rosa dal rosso ed il celeste dall'azzurro o dal blu; la "luminosità" al variare della quale, ad esempio, si passa dal bianco al nero attraverso la serie dei grigi. (p. 55)
==Bibliografia==
*Antonio Lepschy, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6863856&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL6864153 Il colore della porpora]'', in ''La porpora: realtà e immaginario di un colore simbolico'', atti del Convegno di studio, Venezia, 24 e 25 ottobre 1996, a cura di [[Oddone Longo]], Istituto veneto di scienze lettere ed arti, Venezia, 1998. ISBN 88-86166-64-8
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ingegneri italiani]]
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Juan Carlos Cuminetti
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text/x-wiki
[[File:Trentino Cuminetti.jpg|thumb|Juan Carlos Cuminetti nel 2005]]
'''Juan Carlos Cuminetti''' (27 maggio 1967 – vivente), ex pallavolista argentino naturalizzato italiano.
{{Int|''[https://www.modenavolley.it/news/sportive/legends-il-sestetto-dei-sogni-juan-carlos-cuminetti/ Legends - Il Sestetto dei Sogni - Juan Carlos Cuminetti]''|''modenavolley.it'', 9 agosto 2022.|h=2}}
*Quello del [[Daytona Volley 1996-1997|1996/97]] era uno squadrone, uno squadrone che si è formato anno dopo anno, io sono arrivato nel '93/'94 e c'era già una buona base poi sono arrivati Vullo e Bracci e ha iniziato a prendere ancora più forma quella squadra, una spinta ulteriore e molto forte l'ha data l'arrivo di [[Andrea Giani|Giani]] in quella stagione. Giangio è unico per la sua versatilità nei ruoli, qualsiasi problema o assenza veniva appianato, Andrea non solo giocava ovunque, spesso giocava ancora meglio di chi sostituiva, un mostro. Quanto eravamo forti? Moltissimo e lo abbiamo dimostrato, ci sono state partite belle e tirate, ma nei momenti decisivi c'era un qualcosa che ci rendeva più forti del nostro avversario, avevamo la vittoria nel dna.
*Beh, [[Fabio Vullo|Fabio]] è Fabio. Lui, nei momenti decisivi, era capace di decidere a chi dare la palla e di non sbagliare mai. Era il motore mentale e tecnico di quella squadra. Gli attaccanti erano bravi, ma era lui che li faceva giocare al top.
*{{NDR|Su Andrea Giani}} [...] poteva giocare in qualsiasi ruolo, ma per me il suo ruolo era il centrale, lì era veramente il top al mondo. Gli ho visto murare palloni impossibili, davanti a Giangio l'avversario si demoralizzava, era talmente dominante che anche a livello mentale faceva la differenza.
*[...] [[Marco Bracci|Marco]] andava a cercare il talento lavorando sui piccoli particolari, ogni giorno. Non mollava un centimetro.
*Spettacolare, unico, inarrivabile. Il pubblico di Modena riesce a incidere in modo profondo sul match e sui giocatori, se stai giocando male il [[PalaPanini]] ha la forza di farti cambiare marcia. È impressionante.
==Citazioni su Juan Carlos Cuminetti==
*Che giocatore, mamma mia, uno degli opposti più forti di tutti i tempi, muro, battuta, attacco, una persona di una simpatia e una dolcezza infinita, un compagno di quelli che ti restano davvero nel cuore. ([[Luca Cantagalli]])
*Era straordinario perché faceva la differenza ogni volta che contava, quando iniziava il match lui sapeva già cosa voleva fare, premeva il tasto on e non ce n'era per nessuno. Su Juan Carlos potevi contare sempre, in qualsiasi momento, dentro e fuori dal campo. ([[Bas van de Goor]])
*Juan Carlos Cuminetti era energia allo stato puro [...], un sorriso che accendeva tutto l'ambiente. Cumi era fortissimo in battuta e in attacco e a muro, mamma mia muro a uno faceva veramente impressione, una bestia. ([[Andrea Giani]])
*L'argentino non argentino, era una persona che sembrava non venisse da un altro stato. [...] Un ragazzo bravissimo nella vita quotidiana, un giocatore incredibilmente forte. Saltava tantissimo, bravissimo in attacco, forte in battuta, a muro faceva ombra all'avversario, ma non difendeva un pallone neanche a piangere in arabo [ride, ''ndr'']. ([[Marco Bracci]])
*Una persona dolce, diretta, sincera, uno che c'era sempre, che faceva da spalla e da primo attore a seconda delle necessità. Io che l'ho vissuto per tanti anni posso davvero dire che prima del giocatore Juan Carlos era una persona eccezionale. Con lui in posto 2 era uno spettacolo giocare. Cumi era un attaccante micidiale, ma anche un compagno terribile a muro, ti giravi, lo vedevi da dietro e ti rendevi conto faceva veramente ombra, ma tanta tanta ombra, si alzava con quelle manone e di buchi dove tirare ce n'erano proprio pochi. ([[Fabio Vullo]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cuminetti, Juan Carlos}}
[[Categoria:Pallavolisti argentini]]
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Spinoziano
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[[File:Trentino Cuminetti.jpg|thumb|Juan Carlos Cuminetti nel 2005]]
'''Juan Carlos Cuminetti''' (1967 – vivente), ex pallavolista argentino naturalizzato italiano.
{{Int|''[https://www.modenavolley.it/news/sportive/legends-il-sestetto-dei-sogni-juan-carlos-cuminetti/ Legends - Il Sestetto dei Sogni - Juan Carlos Cuminetti]''|''modenavolley.it'', 9 agosto 2022.|h=2}}
*Quello del [[Daytona Volley 1996-1997|1996/97]] era uno squadrone, uno squadrone che si è formato anno dopo anno, io sono arrivato nel '93/'94 e c'era già una buona base poi sono arrivati Vullo e Bracci e ha iniziato a prendere ancora più forma quella squadra, una spinta ulteriore e molto forte l'ha data l'arrivo di [[Andrea Giani|Giani]] in quella stagione. Giangio è unico per la sua versatilità nei ruoli, qualsiasi problema o assenza veniva appianato, Andrea non solo giocava ovunque, spesso giocava ancora meglio di chi sostituiva, un mostro. Quanto eravamo forti? Moltissimo e lo abbiamo dimostrato, ci sono state partite belle e tirate, ma nei momenti decisivi c'era un qualcosa che ci rendeva più forti del nostro avversario, avevamo la vittoria nel dna.
*Beh, [[Fabio Vullo|Fabio]] è Fabio. Lui, nei momenti decisivi, era capace di decidere a chi dare la palla e di non sbagliare mai. Era il motore mentale e tecnico di quella squadra. Gli attaccanti erano bravi, ma era lui che li faceva giocare al top.
*{{NDR|Su Andrea Giani}} [...] poteva giocare in qualsiasi ruolo, ma per me il suo ruolo era il centrale, lì era veramente il top al mondo. Gli ho visto murare palloni impossibili, davanti a Giangio l'avversario si demoralizzava, era talmente dominante che anche a livello mentale faceva la differenza.
*[...] [[Marco Bracci|Marco]] andava a cercare il talento lavorando sui piccoli particolari, ogni giorno. Non mollava un centimetro.
*Spettacolare, unico, inarrivabile. Il pubblico di Modena riesce a incidere in modo profondo sul match e sui giocatori, se stai giocando male il [[PalaPanini]] ha la forza di farti cambiare marcia. È impressionante.
==Citazioni su Juan Carlos Cuminetti==
*Che giocatore, mamma mia, uno degli opposti più forti di tutti i tempi, muro, battuta, attacco, una persona di una simpatia e una dolcezza infinita, un compagno di quelli che ti restano davvero nel cuore. ([[Luca Cantagalli]])
*Era straordinario perché faceva la differenza ogni volta che contava, quando iniziava il match lui sapeva già cosa voleva fare, premeva il tasto on e non ce n'era per nessuno. Su Juan Carlos potevi contare sempre, in qualsiasi momento, dentro e fuori dal campo. ([[Bas van de Goor]])
*Juan Carlos Cuminetti era energia allo stato puro [...], un sorriso che accendeva tutto l'ambiente. Cumi era fortissimo in battuta e in attacco e a muro, mamma mia muro a uno faceva veramente impressione, una bestia. ([[Andrea Giani]])
*L'argentino non argentino, era una persona che sembrava non venisse da un altro stato. [...] Un ragazzo bravissimo nella vita quotidiana, un giocatore incredibilmente forte. Saltava tantissimo, bravissimo in attacco, forte in battuta, a muro faceva ombra all'avversario, ma non difendeva un pallone neanche a piangere in arabo [ride, ''ndr'']. ([[Marco Bracci]])
*Una persona dolce, diretta, sincera, uno che c'era sempre, che faceva da spalla e da primo attore a seconda delle necessità. Io che l'ho vissuto per tanti anni posso davvero dire che prima del giocatore Juan Carlos era una persona eccezionale. Con lui in posto 2 era uno spettacolo giocare. Cumi era un attaccante micidiale, ma anche un compagno terribile a muro, ti giravi, lo vedevi da dietro e ti rendevi conto faceva veramente ombra, ma tanta tanta ombra, si alzava con quelle manone e di buchi dove tirare ce n'erano proprio pochi. ([[Fabio Vullo]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Pallavolisti argentini]]
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Giuseppe Emanuele Ortolani
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[[File:Ortolani.jpg|thumb|Giuseppe Emanuele Ortolani]]
'''Giuseppe Emanuele Ortolani''' (1758 – 1828), avvocato e letterato italiano.
==''Biografia degli uomini illustri della Sicilia''==
*Il Padre [[Giovanni Evangelista di Blasi]] Abate {{sic|Casinese}}, Regio Istoriografo, di cui ci accingiamo a tessere l'elogio, è uno di quei soggetti assai noti nel regno letterario, e di cui il solo pronunziarne il nome sveglia idee di ammirazione, e rispetto, siccome colui che non solo in Sicilia, ma nell'Italia, e principalmente in Napoli, Perugia, Roma, dettò lezioni di filosofia, e di teologia, con un nuovo metodo, con somma critica, e con grande plauso, scrisse, e pubblicò poesie, opere letterarie, filosofiche, teologiche, {{sic|ìstoriche}}; ma fu anche conosciuto in Francia, ed aggregato a quella grande accademia di scienze, ed arti; pregiato nell'Inghilterra come alcune lettere della Società Reale, e del suo illustre Presidente il Signor [[Joseph Banks|Banks]] lo comprovano, e stimato dall'immortale [[Caterina II di Russia|Caterina Imperatrice di Russia]], che l'onorò più d'una volta de' suoi proprj caratteri. (''Giovanni Evangelista di Blasi'')
*[...] uno de'primarj seguaci di [[Pitagora|{{sic|Pittagora}}]] fu [[Caronda]] di [[Catania]], città sempre magnifica, e famosa nella Sicilia, che rende ancor più celebre il sublime monte [[Etna]], che la sovrasta. Caronda di tutte le dottrine di Pittagora quelle che vieppiù approfondì furono la Morale, e la Scienza della Legislazione, onde la fama si acquistò di uno de' più gran Legislatori de' tempi suoi, e rango ottenne fra i Licurghi, ed i Soloni. Poco curato nella sua patria, come avviene di tutti gli uomini grandi, egli percorse non sol varie città della Sicilia, Cubea, Imera, Lentini, Naxo, Zancla, ma anche fuori Sicilia viaggiò, e nelle città di Turio, e di Reggio fece lungo soggiorno; ed in tutti quelli luoghi, leggi vi dettò, e principalmente in Turio, per cui grande addivenne la riputazione sua, e la fama divulgonne per ogni dove il suo nome, ed il suo merito. Allora i suoi {{sic|compatriotti}} ebbero a vergogna il non possedere un sì grand'uomo, ed in patria con lusinghieri inviti l'attirarono: indi lo colmarono di onori, e leggi da lui addomandarono, alle quali rispettosamente si sommessero. (''Caronda di Catania'')
*Non si sà al certo come, e dove morì il nostro Caronda; mentre che Valerio Massimo rapporta di lui, che siccome fra le varie leggi, che avea per Turio dettate, una ve n'era, che portava, che colui il quale armato si rendesse nell'assemblee fosse colla morte punito, ed essendovi un giorno imbattuto egli stesso, appena gl'ebbero accennato lo sbaglio, e rimarcando, che avea la spada al suo fianco, ch'egli se la piantò nel corpo, e si diede la morte, onde essere il primo ad ubbidire alla Legge. Diodoro Siculo però rapporta questo anedoto per Diocle di Siracusa, e Caronda fa morire vecchio in Catania sua patria. (''Caronda di Catania'')
==Bibliografia==
*Giuseppe Emanuele Ortolani ed altri, ''[https://archive.org/details/bub_gb_XXtBLFjpbEAC/page/n4/mode/1up Biografia degli uomini illustri della Sicilia]'', presso Niccola Gervasi, Napoli, 1817, tomo I.
* AA.VV, ''Archivio storico siciliano'', Scuola di paleografia di Palermo, Editore Società siciliana per la storia patria, Palermo 1889, Vol. X
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ortolani, Giuseppe Emanuele}}
[[Categoria:Avvocati italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-38609-93|~2026-38609-93]] ([[User talk:~2026-38609-93|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Gaux|Gaux]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Ortolani.jpg|thumb|Giuseppe Emanuele Ortolani]]
'''Giuseppe Emanuele Ortolani''' (1758 – 1828), avvocato e letterato italiano.
==''Biografia degli uomini illustri della Sicilia''==
*Il Padre [[Giovanni Evangelista di Blasi]] Abate {{sic|Casinese}}, Regio Istoriografo, di cui ci accingiamo a tessere l'elogio, è uno di quei soggetti assai noti nel regno letterario, e di cui il solo pronunziarne il nome sveglia idee di ammirazione, e rispetto, siccome colui che non solo in Sicilia, ma nell'Italia, e principalmente in Napoli, Perugia, Roma, dettò lezioni di filosofia, e di teologia, con un nuovo metodo, con somma critica, e con grande plauso, scrisse, e pubblicò poesie, opere letterarie, filosofiche, teologiche, {{sic|ìstoriche}}; ma fu anche conosciuto in Francia, ed aggregato a quella grande accademia di scienze, ed arti; pregiato nell'Inghilterra come alcune lettere della Società Reale, e del suo illustre Presidente il Signor [[Joseph Banks|Banks]] lo comprovano, e stimato dall'immortale [[Caterina II di Russia|Caterina Imperatrice di Russia]], che l'onorò più d'una volta de' suoi proprj caratteri. (''Giovanni Evangelista di Blasi'')
*[...] uno de'primarj seguaci di [[Pitagora|{{sic|Pittagora}}]] fu [[Caronda]] di [[Catania]], città sempre magnifica, e famosa nella Sicilia, che rende ancor più celebre il sublime monte [[Etna]], che la sovrasta. Caronda di tutte le dottrine di Pittagora quelle che vieppiù approfondì furono la Morale, e la Scienza della Legislazione, onde la fama si acquistò di uno de' più gran Legislatori de' tempi suoi, e rango ottenne fra i Licurghi, ed i Soloni. Poco curato nella sua patria, come avviene di tutti gli uomini grandi, egli percorse non sol varie città della Sicilia, Cubea, Imera, Lentini, Naxo, Zancla, ma anche fuori Sicilia viaggiò, e nelle città di Turio, e di Reggio fece lungo soggiorno; ed in tutti quelli luoghi, leggi vi dettò, e principalmente in Turio, per cui grande addivenne la riputazione sua, e la fama divulgonne per ogni dove il suo nome, ed il suo merito. Allora i suoi {{sic|compatriotti}} ebbero a vergogna il non possedere un sì grand'uomo, ed in patria con lusinghieri inviti l'attirarono: indi lo colmarono di onori, e leggi da lui addomandarono, alle quali rispettosamente si sommessero. (''Caronda di Catania'')
*Non si sà al certo come, e dove morì il nostro Caronda; mentre che Valerio Massimo rapporta di lui, che siccome fra le varie leggi, che avea per Turio dettate, una ve n'era, che portava, che colui il quale armato si rendesse nell'assemblee fosse colla morte punito, ed essendovi un giorno imbattuto egli stesso, appena gl'ebbero accennato lo sbaglio, e rimarcando, che avea la spada al suo fianco, ch'egli se la piantò nel corpo, e si diede la morte, onde essere il primo ad ubbidire alla Legge. Diodoro Siculo però rapporta questo anedoto per Diocle di Siracusa, e Caronda fa morire vecchio in Catania sua patria. (''Caronda di Catania'')
==Bibliografia==
*Giuseppe Emanuele Ortolani ed altri, ''[https://archive.org/details/bub_gb_XXtBLFjpbEAC/page/n4/mode/1up Biografia degli uomini illustri della Sicilia]'', presso Niccola Gervasi, Napoli, 1817, tomo I.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Ortolani, Giuseppe Emanuele}}
[[Categoria:Avvocati italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
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Kenneth Cook
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'''Kenneth Bernard Cook''' (5 maggio 1929 – 18 aprile 1987), giornalista e scrittore australiano.
==''Wake in Fright''==
===[[Incipit]]===
Era seduto in cattedra e guardava stancamente gli alunni che uscivano dall'aula. Almeno in quel trimestre, pensava, era ragionevole supporre che nessuna delle ragazze fosse rimasta incinta.
===Citazioni===
*Per un anno, a duemila chilometri di distanza, ogni giorno le onde del mare si erano infrante sulla riva e lui non aveva visto niente. Per dodici mesi era stato l'unico insegnante della scuola di Tiboonda, dodici mesi in cui aveva potuto concedersi qualche giorno di vacanza grazie al fatto di avere le ferie pagate. Non disponendo di molto denaro, li aveva sempre trascorsi a Bundanyabba, la città mineraria di 60.000 abitanti che, per la gente di quella zona vicina al confine, era un centro pieno di vita. Al maestro, tuttavia, sembrava solo una versione un po' più grande di Tiboonda, e Tiboonda era una variante dell'inferno. (p. 11)
*Le remote cittadine dell'[[Outback|Ovest]] non offrono i piaceri e le comodità del mondo evoluto: non ci sono fognature, non esistono ospedali, di rado si trova un dottore; il cibo è sempre lo stesso e non sa di niente, per via dei lunghi tempi di trasporto; l'acqua è marcia, l'elettricità è un lusso riservato ai pochi che possono permettersi di avere un proprio generatore, le strade sono praticamente inesistenti; non ci sono teatri né cinema, solo qualche sala da ballo, e la gente non impazzisce solo grazie a uno dei pochi benefici del progresso su cui sa di poter contare: la birra sempre fredda. Una certezza ben radicata in chi vive nel raggio di duemila chilometri dal Cuore Profondo. (pp. 13-14)
*Su tutti i treni regionali dell'Ovest si canta: cantano gli allevatori di bestiame e i minatori, i commercianti e i lavoratori stagionali; e fuori dalle città si uniscono timidamente gli aborigeni e i meticci. C'è sempre qualcuno che ha un'armonia a bocca, e cantano tutti insieme con stonata allegria le canzoni delle hit parade americane, diffuse dai canali dell'ente radiotelevisivo nazionale o dalle radio locali. (pp. 17-18)
*«Mmm. A che ora chiudono i pub da queste parti?». Sapeva già la risposta, ma era curioso di vedere cosa ne pensava la polizia.<br>«Quando la gente va a casa. A volte a mezzanotte, a volte non chiudono mai... soprattutto nelle sere di paga».<br>«La polizia non dice niente?».<br>«No. Perché dovrebbe? Finché tengono le porte chiuse e non fanno troppo casino, li lasciamo stare. Se li obbligassimo a chiudere tutti alle dieci, resterebbero aperti solo gli spacci di contrabbando».<br>Grant rimase sorpreso: stava parlando con un rappresentante dell'ordine che beveva in un pub indossando l'uniforme. (pp. 26-27)
*Strano che le [[Sigaretta|sigarette]] diventino ancora più desiderabili quando la scorta si riduce. (p. 58)
*Quando viaggi nell'Ovest c'è sempre una quantità di polvere che si alza dagli pneumatici e sale in un cono vorticoso, rendendo visibili le correnti d'aria che il veicolo mette in moto. Non si sa come, molta di quella polvere entra dai finestrini e si deposita sui capelli, sui vestiti e, ciò che è peggio, negli occhi e in gola.<br>Quanto al calore, è insopportabile, anche se si tengono i finestrini completamente abbassati. Il sudore sgorga a fiotti da tutto il corpo e impregna le calze, e così, se in macchina ci sono dei passeggeri, gli odori si mescolano fastidiosamente. (p. 92)
*Nell'Ovest le strade sono spesso attraversate da terrapieni, in modo da far defluire l'acqua piovana (quando piove) in una direzione utile. In pianura non li si vede finché non ci si è quasi sopra, e se si sta viaggiando al cento chilometri l'ora non si ha il tempo di frenare. Allora le ruote anteriori balzano per un attimo in aria e la macchina atterra con uno schianto mezzo metro sotto, poi schizza di nuovo in alto sul retro e ripiomba sulla strada. (p. 93)
*Sette, otto, o nove birre e uno è padrone di sé e del suo destino, aldilà dei postumi della sbornia con cui si è svegliato al mattino. (p. 103)
*Le stelle dell'Australia occidentale, così tante, così luminose, così vicine, così nitide; stelle che fendono il cielo imperturbabili e senza rimorsi; stelle pure, impassibili, stelle padrone della notte e di se stesse, impietose e indulgenti, testimoni dell'impossibilità di mettere in conto a Dio un qualsiasi errore nella creazione dell'Ovest. (p. 104)
*Joe e Dick presero ognuno una carcassa {{NDR|di [[Carne di canguro|canguro]]}}, la sventrarono, ne fecero uscire le viscere e tagliarono via i quarti posteriori, senza staccare la lunga coda muscolosa.<br>[...] i minatori scaricarono i quarti di canguro in un cassone che avevano sistemato al posto del bagagliaio. [...]<br>«Perché solo i quarti posteriori?», chiese Grant.<br>«È l'unica parte, insieme alla coda, con un po' di carne attaccata», rispose Joe.<br>«E cosa ve ne fate?».<br>«È ottima per i cani, non lo sapevi?».<br>Grant si ricordò che i due minatori avevano dei cani da corsa.<br>[...] «Di quanti canguri avete bisogno?».<br>«Di tutti quelli che riusciamo a trasportare. Quello che non serve a noi lo diamo a qualcun altro».<br>«Non è che vi mangiate la coda?».<br>«A volte mia moglie ci fa il brodo, ma a me non piace tanto. Sa troppo di selvatico». (pp. 108-109)
*La gente non suda sotto il cielo dell'Ovest: il sudore evapora appena si forma. (p. 120)
*Certo che quelli dell'Ovest sono ben strani, pensò Grant: puoi andare a letto con le loro mogli, rovinargli le figlie, vivere alle loro spalle, defraudarli, fare praticamente tutto quello che in una società normale ti metterebbe al bando, e non ci fanno caso. Ma se ti rifiuti di bere con loro diventi un nemico mortale. (p. 142)
===[[Explicit]]===
Alzò gli occhi al cielo, sbalordito e reso euforico dalla calma luminosa e selvaggia delle stelle. Poi pensò, quasi ad alta voce:<br>"Ora capisco chiaramente come, in una medesima circostanza, l'intelletto renda un uomo mediocre o straordinario.<br>"Ora capisco chiaramente perché, quando sceglie la [[mediocrità]], quel che succede poi può comunque ricondurlo alla saggezza, se lo desidera.<br>"Quello che proprio non capisco – abbassò gli occhi sulla pianura immersa nel buio e li rialzò subito a guardare le stelle – è perché mi sia concesso di essere ancora vivo e di capire queste cose...".<br>Prese le valigie e s'incamminò verso la baracca illuminata dove Charlie, il proprietario del pub, lo stava di sicuro aspettando. Nel vedere la cicatrice sulla fronte sarebbe morto dalla curiosità.<br>"...Ma sento che prima o poi lo scoprirò".
==Bibliografia==
*Kenneth Cook, ''Wake in Fright. {{small|Svegliarsi all'inferno}}'', traduzione di Luigi Maria Sponzilli, ED-Enrico Damiani Editore, 2020. ISBN 978-88-99438-53-1
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cook, Kenneth}}
[[Categoria:Giornalisti australiani]]
[[Categoria:Scrittori australiani]]
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Spinoziano
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'''Kenneth Bernard Cook''' (1929 – 1987), giornalista e scrittore australiano.
==''Wake in Fright''==
===[[Incipit]]===
Era seduto in cattedra e guardava stancamente gli alunni che uscivano dall'aula. Almeno in quel trimestre, pensava, era ragionevole supporre che nessuna delle ragazze fosse rimasta incinta.
===Citazioni===
*Per un anno, a duemila chilometri di distanza, ogni giorno le onde del mare si erano infrante sulla riva e lui non aveva visto niente. Per dodici mesi era stato l'unico insegnante della scuola di Tiboonda, dodici mesi in cui aveva potuto concedersi qualche giorno di vacanza grazie al fatto di avere le ferie pagate. Non disponendo di molto denaro, li aveva sempre trascorsi a Bundanyabba, la città mineraria di 60.000 abitanti che, per la gente di quella zona vicina al confine, era un centro pieno di vita. Al maestro, tuttavia, sembrava solo una versione un po' più grande di Tiboonda, e Tiboonda era una variante dell'inferno. (p. 11)
*Le remote cittadine dell'[[Outback|Ovest]] non offrono i piaceri e le comodità del mondo evoluto: non ci sono fognature, non esistono ospedali, di rado si trova un dottore; il cibo è sempre lo stesso e non sa di niente, per via dei lunghi tempi di trasporto; l'acqua è marcia, l'elettricità è un lusso riservato ai pochi che possono permettersi di avere un proprio generatore, le strade sono praticamente inesistenti; non ci sono teatri né cinema, solo qualche sala da ballo, e la gente non impazzisce solo grazie a uno dei pochi benefici del progresso su cui sa di poter contare: la birra sempre fredda. Una certezza ben radicata in chi vive nel raggio di duemila chilometri dal Cuore Profondo. (pp. 13-14)
*Su tutti i treni regionali dell'Ovest si canta: cantano gli allevatori di bestiame e i minatori, i commercianti e i lavoratori stagionali; e fuori dalle città si uniscono timidamente gli aborigeni e i meticci. C'è sempre qualcuno che ha un'armonia a bocca, e cantano tutti insieme con stonata allegria le canzoni delle hit parade americane, diffuse dai canali dell'ente radiotelevisivo nazionale o dalle radio locali. (pp. 17-18)
*«Mmm. A che ora chiudono i pub da queste parti?». Sapeva già la risposta, ma era curioso di vedere cosa ne pensava la polizia.<br>«Quando la gente va a casa. A volte a mezzanotte, a volte non chiudono mai... soprattutto nelle sere di paga».<br>«La polizia non dice niente?».<br>«No. Perché dovrebbe? Finché tengono le porte chiuse e non fanno troppo casino, li lasciamo stare. Se li obbligassimo a chiudere tutti alle dieci, resterebbero aperti solo gli spacci di contrabbando».<br>Grant rimase sorpreso: stava parlando con un rappresentante dell'ordine che beveva in un pub indossando l'uniforme. (pp. 26-27)
*Strano che le [[Sigaretta|sigarette]] diventino ancora più desiderabili quando la scorta si riduce. (p. 58)
*Quando viaggi nell'Ovest c'è sempre una quantità di polvere che si alza dagli pneumatici e sale in un cono vorticoso, rendendo visibili le correnti d'aria che il veicolo mette in moto. Non si sa come, molta di quella polvere entra dai finestrini e si deposita sui capelli, sui vestiti e, ciò che è peggio, negli occhi e in gola.<br>Quanto al calore, è insopportabile, anche se si tengono i finestrini completamente abbassati. Il sudore sgorga a fiotti da tutto il corpo e impregna le calze, e così, se in macchina ci sono dei passeggeri, gli odori si mescolano fastidiosamente. (p. 92)
*Nell'Ovest le strade sono spesso attraversate da terrapieni, in modo da far defluire l'acqua piovana (quando piove) in una direzione utile. In pianura non li si vede finché non ci si è quasi sopra, e se si sta viaggiando al cento chilometri l'ora non si ha il tempo di frenare. Allora le ruote anteriori balzano per un attimo in aria e la macchina atterra con uno schianto mezzo metro sotto, poi schizza di nuovo in alto sul retro e ripiomba sulla strada. (p. 93)
*Sette, otto, o nove birre e uno è padrone di sé e del suo destino, aldilà dei postumi della sbornia con cui si è svegliato al mattino. (p. 103)
*Le stelle dell'Australia occidentale, così tante, così luminose, così vicine, così nitide; stelle che fendono il cielo imperturbabili e senza rimorsi; stelle pure, impassibili, stelle padrone della notte e di se stesse, impietose e indulgenti, testimoni dell'impossibilità di mettere in conto a Dio un qualsiasi errore nella creazione dell'Ovest. (p. 104)
*Joe e Dick presero ognuno una carcassa {{NDR|di [[Carne di canguro|canguro]]}}, la sventrarono, ne fecero uscire le viscere e tagliarono via i quarti posteriori, senza staccare la lunga coda muscolosa.<br>[...] i minatori scaricarono i quarti di canguro in un cassone che avevano sistemato al posto del bagagliaio. [...]<br>«Perché solo i quarti posteriori?», chiese Grant.<br>«È l'unica parte, insieme alla coda, con un po' di carne attaccata», rispose Joe.<br>«E cosa ve ne fate?».<br>«È ottima per i cani, non lo sapevi?».<br>Grant si ricordò che i due minatori avevano dei cani da corsa.<br>[...] «Di quanti canguri avete bisogno?».<br>«Di tutti quelli che riusciamo a trasportare. Quello che non serve a noi lo diamo a qualcun altro».<br>«Non è che vi mangiate la coda?».<br>«A volte mia moglie ci fa il brodo, ma a me non piace tanto. Sa troppo di selvatico». (pp. 108-109)
*La gente non suda sotto il cielo dell'Ovest: il sudore evapora appena si forma. (p. 120)
*Certo che quelli dell'Ovest sono ben strani, pensò Grant: puoi andare a letto con le loro mogli, rovinargli le figlie, vivere alle loro spalle, defraudarli, fare praticamente tutto quello che in una società normale ti metterebbe al bando, e non ci fanno caso. Ma se ti rifiuti di bere con loro diventi un nemico mortale. (p. 142)
===[[Explicit]]===
Alzò gli occhi al cielo, sbalordito e reso euforico dalla calma luminosa e selvaggia delle stelle. Poi pensò, quasi ad alta voce:<br>"Ora capisco chiaramente come, in una medesima circostanza, l'intelletto renda un uomo mediocre o straordinario.<br>"Ora capisco chiaramente perché, quando sceglie la [[mediocrità]], quel che succede poi può comunque ricondurlo alla saggezza, se lo desidera.<br>"Quello che proprio non capisco – abbassò gli occhi sulla pianura immersa nel buio e li rialzò subito a guardare le stelle – è perché mi sia concesso di essere ancora vivo e di capire queste cose...".<br>Prese le valigie e s'incamminò verso la baracca illuminata dove Charlie, il proprietario del pub, lo stava di sicuro aspettando. Nel vedere la cicatrice sulla fronte sarebbe morto dalla curiosità.<br>"...Ma sento che prima o poi lo scoprirò".
==Bibliografia==
*Kenneth Cook, ''Wake in Fright. {{small|Svegliarsi all'inferno}}'', traduzione di Luigi Maria Sponzilli, ED-Enrico Damiani Editore, 2020. ISBN 978-88-99438-53-1
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori australiani]]
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Fulvio Irace
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[[File:Fulvio Irace.jpg|miniatura|Fulvio Irace]]
'''Fulvio Irace''' (12 maggio 1950 – vivente), architetto e storico dell'architettura italiano.
==''Amazing Years. La Metropolis del consumo e le neoavanguardie''==
*Si aprono con una insopportabile "nostalgia del futuro" gli anni Sessanta, cui la cultura visiva dell'immaginario urbano è debitrice del più completo repertorio di utopie, dopo il visionarismo profetico delle avanguardie d'inizio secolo. Nel generale clima di ottimistica fiducia che presiede, su scala mondiale, alla diffusione della grande produzione di massa e alla gestione della grande dimensione attraverso le inedite possibilità dello strumento tecnologico, l'utopia torna a rivendicare infatti i suoi diritti sugli anni dell'introspezione intimistica e della riscoperta della storia. (p. 60)
*Nella "galassia elettronica" del "villaggio globale" la nuova estetica delle connessioni traduceva in environments multimediali il lessico del computer e della tecnologia cibernetica: hardware e software, web, network rimpiazzano i termini dell'urbanistica tradizionale; così come capsula, guscio, simulazione vanno progressivamente a sostituire le obsolete nozioni di edificio, di casa, di architettura. (p. 61)
*Paradossalmente la ''No-stop City'' decreta dunque la fine dell'utopia come prefigurazione del futuro, costringendo l'immaginazione con i piedi per terra: modello di comprensione dei fenomeni strutturali della città, si propone come svelamento di un'ideologia dello spazio sociale; nella logica del "contro-piano", non indica "controspazi" alternativi, ma demanda all'azione la prassi della rivoluzione e del cambiamento. (p. 63)
==Bibliografia==
*Fulvio Irace, ''Amazing Years. La Metropolis del consumo e le neoavanguardie'', in ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE8939658 Arti visive e architettura nella società del consumismo]'', vol. 2, a cura di Francesca Gottardo, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, 2014. ISBN 978-88-97610-16-8
==Altri progetti==
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[[Categoria:Architetti italiani]]
[[Categoria:Storici dell'architettura italiani]]
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Spinoziano
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[[File:Fulvio Irace.jpg|miniatura|Fulvio Irace]]
'''Fulvio Irace''' (1950 – vivente), architetto e storico dell'architettura italiano.
==''Amazing Years. La Metropolis del consumo e le neoavanguardie''==
*Si aprono con una insopportabile "nostalgia del futuro" gli anni Sessanta, cui la cultura visiva dell'immaginario urbano è debitrice del più completo repertorio di utopie, dopo il visionarismo profetico delle avanguardie d'inizio secolo. Nel generale clima di ottimistica fiducia che presiede, su scala mondiale, alla diffusione della grande produzione di massa e alla gestione della grande dimensione attraverso le inedite possibilità dello strumento tecnologico, l'utopia torna a rivendicare infatti i suoi diritti sugli anni dell'introspezione intimistica e della riscoperta della storia. (p. 60)
*Nella "galassia elettronica" del "villaggio globale" la nuova estetica delle connessioni traduceva in environments multimediali il lessico del computer e della tecnologia cibernetica: hardware e software, web, network rimpiazzano i termini dell'urbanistica tradizionale; così come capsula, guscio, simulazione vanno progressivamente a sostituire le obsolete nozioni di edificio, di casa, di architettura. (p. 61)
*Paradossalmente la ''No-stop City'' decreta dunque la fine dell'utopia come prefigurazione del futuro, costringendo l'immaginazione con i piedi per terra: modello di comprensione dei fenomeni strutturali della città, si propone come svelamento di un'ideologia dello spazio sociale; nella logica del "contro-piano", non indica "controspazi" alternativi, ma demanda all'azione la prassi della rivoluzione e del cambiamento. (p. 63)
==Bibliografia==
*Fulvio Irace, ''Amazing Years. La Metropolis del consumo e le neoavanguardie'', in ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE8939658 Arti visive e architettura nella società del consumismo]'', vol. 2, a cura di Francesca Gottardo, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, 2014. ISBN 978-88-97610-16-8
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici dell'architettura italiani]]
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Déodat de Dolomieu
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Deodat de Dolomieu.jpg|thumb|Déodat de Dolomieu]]
'''Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu''' (1750 – 1801), geologo francese.
==Citazioni di Déodat de Dolomieu==
*{{NDR|Sulla [[cascata del Toce]]}} La [[Val Formazza]] è coronata da una superba cascata, una delle più alte e più belle che vi siano nelle montagne, che ne sono peraltro molto ricche. Sul fianco di questa splendida cascata, un sentiero a zig-zag conduce a una valle pittoresca, detta della Frua, ingentilita da numerosi piccoli gruppi di case, ben costruite, in mezzo ai pascoli: in posizione così amena e silenziosa da indurre l'animo del viaggiatore a meditazioni profonde. Ingaggiata una guida del posto, giungemmo quasi subito nei pressi della cascata della Frua, che precipita su alcuni grossi gradini di roccia da un'altezza di più di cinquecento tese. Saussure ne ha fatta una descrizione efficacissima. È una delle più belle cascate della Svizzera. Giunti al suo culmine, si è circondati da un paesaggio ridente. In basso, nella valle, tutte le case sono costruite in tronchi di legno, come in Norvegia.<ref>Citato in Zanzi, p. 158.</ref>
*Per arrivare a [[Macugnaga]], valle famosa sia per le sue numerose miniere d'oro che per la sua posizione al centro di una protuberanza enorme, una delle maggiori che appoggino sul vecchio continente, ho dovuto attraversare le numerose montagne che partono dai fianchi del [[Monte Rosa]], come da un centro comune, e, allargandosi, si spingono fino alle pianure di Lombardia. [...] Ho visitato il celebre Monte Rosa, che contende al Monte Bianco il titolo di dominatore delle Alpi. In altezza è inferiore al Monte Bianco di pochi metri. È di esso più ragguardevole tuttavia per via del grande massiccio di cui è composto e per la complessità delle montagne dipendenti.<ref>Citato in Zanzi, p. 146.</ref>
==Citazioni su Déodat de Dolomieu==
*Dolomieu, ch'è avvezzo a disprezzare qualunque pericolo, quando esaminar vuole le segrete vie della natura. ([[Friederich Münter]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paolo Zanzi (a cura di), ''Déodat de Dolomieu. Curiosando tra i taccuini di viaggio e nella vita avventurosa del padre delle Dolomiti'', Belluno e Varese, Fondazione G. Angelini e Fondazione Maria Giussani Bernasconi, 2021. ISBN 978-88-86106-61-0
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dolomieu, Deodat de}}
[[Categoria:Geologi francesi]]
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Disability Manager
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2026-07-07T23:11:56Z
Danyele
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fix interprogetto + categoria
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sul '''Disability Manager'''.
*Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni. ([[Rodolfo Dalla Mora]])
*Si tratta di una nuova figura professionale che vuole agevolare l'autonomia delle persone con disabilità motoria e sensoriale. ([[Rodolfo Dalla Mora]])
==Voci correlate==
*[[Disabilità]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}}
{{S}}
[[Categoria:Disabilità]]
[[Categoria:Professioni]]
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28 giorni dopo
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2026-07-08T07:03:35Z
Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = 28 giorni dopo
|immagine = 28-Days-Later-Logo.svg
|dimensioneimmagine = 160
|genere = horror/fantascienza
|regista = [[Danny Boyle]]
|sceneggiatore = [[Alex Garland]]
|attori =
*[[Cillian Murphy]]: Jim
*[[Naomie Harris]]: Selena
*[[Noah Huntley]]: Mark
*[[Brendan Gleeson]]: Frank
*[[Megan Burns]]: Hannah
*[[Christopher Eccleston]]: maggiore West
*[[Stuart McQuarrie]]: sergente Farrell
*[[Ricci Harnett]]: caporale Mitchell
*[[Leo Bill]]: soldato Jones
*[[Luke Mably]]: soldato Clifton
*[[Junior Laniyan]]: soldato Bell
*[[Ray Panthaki]]: soldato Bedford
*[[Sanjay Rambaruth]]: soldato Davis
*[[Marvin Campbell]]: soldato Mailer
*[[David Schneider (attore)|David Schneider]]: ricercatore
*[[Bindu De Stoppani]]: attivista
|doppiatori italiani =
*[[Simone D'Andrea]]: Jim
*[[Alessandra Cassioli]]: Selena
*[[Maurizio Romano]]: Mark
*[[Massimo Corvo]]: Frank
*[[Domitilla D'Amico]]: Hannah
*[[Massimo Lodolo]]: maggiore West
*[[Gerolamo Alchieri]]: sergente Farrell
*[[Manfredi Aliquò]]: soldato Jones
*[[Mirko Mazzanti]]: soldato Davis
}}
'''''28 giorni dopo''''', film britannico del 2002 con [[Cillian Murphy]], regia di [[Danny Boyle]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Un uomo esce a portare a spasso il cane, incontra un amico e gli fa: «Ti piace il mio cane poliziotto?». L'amico gli risponde: «Ma è un barboncino». Allora il proprietario del cane gli fa: «Ma no, lo vedi così? Perché ora è in borghese». ('''Mark''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*[[Regole dai film|Regola]] numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. ('''Mark''')
*Aveva un sacco di [[Piani dai film|piani]]. Tu ce l'hai un piano, Jim? Vuoi che troviamo una cura e salviamo il mondo o vuoi che ci innamoriamo e scopiamo? Qualsiasi piano è inutile. Il meglio che possiamo fare è sopravvivere. ('''Selena''')
*Ai nuovi amici! ('''West''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*Se pensate all'intera vita del pianeta, noi – uomini, donne – siamo qui soltanto da pochi miseri istanti. Perciò se l'infezione ci spazza via, quello sarà il ritorno alla normalità. ('''Farrell''')
*Ora vi dico cosa ho visto io, in queste quattro settimane: persone che uccidono persone. Che, più o meno, è ciò che ho visto nelle quattro settimane prima dell'infezione, e nelle quattro ancora prima e ancora prima, fino a quando ne ho memoria: persone che uccidono persone. Il che, secondo me, ci pone in uno stato di normalità già adesso. ('''West''')
*Otto giorni fa ho trovato Jones con la pistola infilata in bocca. Diceva che si sarebbe ucciso perché non c'era futuro. Che cosa potevo dirgli? «Respingeremo gli infetti» oppure «aspetteremo che muoiano di fame» e poi cosa? Che possono fare nove uomini se non aspettare la morte? Li ho fatti ritirare dal blocco, ho registrato il messaggio radio e gli ho promesso le donne. Perché una donna vuol dire futuro. ('''West''')
==Citazioni su ''28 giorni dopo''==
*28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. È solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore. Dopo un paio di film sbagliati, Danny "[[Trainspotting]]" [[Danny Boyle|Boyle]] firma un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. (''[[il Farinotti]]'')
*Boyle cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Nell'incubo dell'epidemia che torna a riguardarci come se il nostro fosse il nuovo medioevo, spunta con qualche motivo di pessimismo scaramantico il nuovo film di Boyle, cineasta inglese assurto a successo rapido e un po' eccessivo con ''Trainspotting''. La Sars cinese non c'entra, ma il lettore di cronaca recepisce le similitudini. S'immagina una peste a Londra, ai giorni nostri, e si racconta la disgregazione sociale che ne deriva, ricalcando luoghi comuni e inventando, invece, atmosfere fredde e apocalittiche che impressionano. Perché Boyle, le immagini le sa fare. Lo sceneggiatore [[Alex Garland]], lo stesso di ''[[The Beach]]'', scritto sempre per Boyle, parte da un'infezione animale trasmessa all'uomo. Scelta la scimmia, simbolo di una attiguità generazionale nell'evoluzione della specie, succede che la fuga di alcune cavie da un laboratorio provoca la contaminazione. Gli animali trasmettono la rabbia aggredendo l'uomo. La vicenda si focalizza su un ragazzo che dopo un mese di coma trova la città in preda al virus... Horror sociale. ([[Silvio Danese]])
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di Boyle che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di zombie]]
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano = 28 giorni dopo
|immagine = 28-Days-Later-Logo.svg
|dimensioneimmagine = 160
|genere = horror/fantascienza
|regista = [[Danny Boyle]]
|sceneggiatore = [[Alex Garland]]
|attori =
*[[Cillian Murphy]]: Jim
*[[Naomie Harris]]: Selena
*[[Noah Huntley]]: Mark
*[[Brendan Gleeson]]: Frank
*[[Megan Burns]]: Hannah
*[[Christopher Eccleston]]: maggiore West
*[[Stuart McQuarrie]]: sergente Farrell
*[[Ricci Harnett]]: caporale Mitchell
*[[Leo Bill]]: soldato Jones
*[[Luke Mably]]: soldato Clifton
*[[Junior Laniyan]]: soldato Bell
*[[Ray Panthaki]]: soldato Bedford
*[[Sanjay Rambaruth]]: soldato Davis
*[[Marvin Campbell]]: soldato Mailer
*[[David Schneider (attore)|David Schneider]]: ricercatore
*[[Bindu De Stoppani]]: attivista
|doppiatori italiani =
*[[Simone D'Andrea]]: Jim
*[[Alessandra Cassioli]]: Selena
*[[Maurizio Romano]]: Mark
*[[Massimo Corvo]]: Frank
*[[Domitilla D'Amico]]: Hannah
*[[Massimo Lodolo]]: maggiore West
*[[Gerolamo Alchieri]]: sergente Farrell
*[[Manfredi Aliquò]]: soldato Jones
*[[Mirko Mazzanti]]: soldato Davis
}}
'''''28 giorni dopo''''', film britannico del 2002 con [[Cillian Murphy]], regia di [[Danny Boyle]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Un uomo esce a portare a spasso il cane, incontra un amico e gli fa: «Ti piace il mio cane poliziotto?». L'amico gli risponde: «Ma è un barboncino». Allora il proprietario del cane gli fa: «Ma no, lo vedi così? Perché ora è in borghese». ('''Mark''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*[[Regole dai film|Regola]] numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. ('''Mark''')
*Aveva un sacco di [[Piani dai film|piani]]. Tu ce l'hai un piano, Jim? Vuoi che troviamo una cura e salviamo il mondo o vuoi che ci innamoriamo e scopiamo? Qualsiasi piano è inutile. Il meglio che possiamo fare è sopravvivere. ('''Selena''')
*Ai nuovi amici! ('''West''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*Se pensate all'intera vita del pianeta, noi – uomini, donne – siamo qui soltanto da pochi miseri istanti. Perciò se l'infezione ci spazza via, quello sarà il ritorno alla normalità. ('''Farrell''')
*Ora vi dico cosa ho visto io, in queste quattro settimane: persone che uccidono persone. Che, più o meno, è ciò che ho visto nelle quattro settimane prima dell'infezione, e nelle quattro ancora prima e ancora prima, fino a quando ne ho memoria: persone che uccidono persone. Il che, secondo me, ci pone in uno stato di normalità già adesso. ('''West''')
*Otto giorni fa ho trovato Jones con la pistola infilata in bocca. Diceva che si sarebbe ucciso perché non c'era futuro. Che cosa potevo dirgli? «Respingeremo gli infetti» oppure «aspetteremo che muoiano di fame» e poi cosa? Che possono fare nove uomini se non aspettare la morte? Li ho fatti ritirare dal blocco, ho registrato il messaggio radio e gli ho promesso le donne. Perché una donna vuol dire futuro. ('''West''')
==Citazioni su ''28 giorni dopo''==
*28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. È solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore. Dopo un paio di film sbagliati, Danny "[[Trainspotting]]" [[Danny Boyle|Boyle]] firma un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. (''[[il Farinotti]]'')
*Boyle cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Nell'incubo dell'epidemia che torna a riguardarci come se il nostro fosse il nuovo medioevo, spunta con qualche motivo di pessimismo scaramantico il nuovo film di Boyle, cineasta inglese assurto a successo rapido e un po' eccessivo con ''Trainspotting''. La Sars cinese non c'entra, ma il lettore di cronaca recepisce le similitudini. S'immagina una peste a Londra, ai giorni nostri, e si racconta la disgregazione sociale che ne deriva, ricalcando luoghi comuni e inventando, invece, atmosfere fredde e apocalittiche che impressionano. Perché Boyle, le immagini le sa fare. Lo sceneggiatore [[Alex Garland]], lo stesso di ''[[The Beach]]'', scritto sempre per Boyle, parte da un'infezione animale trasmessa all'uomo. Scelta la scimmia, simbolo di una attiguità generazionale nell'evoluzione della specie, succede che la fuga di alcune cavie da un laboratorio provoca la contaminazione. Gli animali trasmettono la rabbia aggredendo l'uomo. La vicenda si focalizza su un ragazzo che dopo un mese di coma trova la città in preda al virus... Horror sociale. ([[Silvio Danese]])
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di Boyle che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[il Morandini]]'')
==Voci correlate==
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di zombie]]
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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Ignacy Jan Paderewski
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Dino Buzzati
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text/x-wiki
[[File:Ignacy Jan Paderewski.PNG|thumb|upright=0.7|Ignacy Jan Paderewski]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che Paderevski era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Paderewski, Ignacy Jan}}
[[Categoria:Compositori polacchi]]
[[Categoria:Diplomatici polacchi]]
[[Categoria:Pianisti]]
[[Categoria:Politici polacchi]]
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/* Citazioni su Ignacy Jan Paderewski */ altra di Buzzati
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[[File:Ignacy Jan Paderewski.PNG|thumb|upright=0.7|Ignacy Jan Paderewski]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] Paderevski: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio. ([[Dino Buzzati]])
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che Paderevski era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
==Altri progetti==
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[[File:Ignacy Jan Paderewski.PNG|thumb|upright=0.7|Ignacy Jan Paderewski]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] Paderevski: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio. ([[Dino Buzzati]])
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che Paderevski era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
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[[File:Ignacy Jan Paderewski.PNG|thumb|upright=0.7|Ignacy Jan Paderewski]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] {{sic|Paderevski}}: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio. ([[Dino Buzzati]])
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che {{sic|Paderevski}} era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
==Altri progetti==
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[[File:Jan Styka - Ignacy Paderewski przemawiający.jpg|thumb|upright=0.8|Ignacy Jan Paderewski]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] {{sic|Paderevski}}: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio. ([[Dino Buzzati]])
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che {{sic|Paderevski}} era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
==Altri progetti==
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[[File:Jan Styka - Ignacy Paderewski przemawiający.jpg|thumb|upright=0.8|Ignacy Jan Paderewski ritratto da Jan Styka (1920 circa)]]
'''Ignacy Jan Paderewski''' (1860 – 1941), pianista, compositore, politico e diplomatico polacco.
==Citazioni su Ignacy Jan Paderewski==
*Circa vent'anni fa venne alla [[Teatro alla Scala|Scala]] {{sic|Paderevski}}: concerto sinfonico, a base naturalmente di [[Fryderyk Chopin|Chopin]]. Di fronte a quel glorioso vecchio tutti, ed era più che giusto, sentivano ammirazione e reverenza. Ma, ahimè, il tempo irreparabile lavora e demolisce anche le mani dei pianisti. Il patos c'era ancora, forse, però del grandissimo virtuoso non era più rimasto niente. Le scarne mani annaspavano tremando, su e giù per la tastiera, perdendo una quantità di note e interi accordi. Il disegno della melodia vacillava, il fiato mancava alle galoppate degli arpeggi. Crudele a dirsi, ma una diplomata del Conservatorio, dal punto di vista tecnico, avrebbe fatto molto meglio. ([[Dino Buzzati]])
*Durante il giro trionfale che il celebre pianista {{sic|Paderevski}} fece qualche anno fa per le città principali degli Stati Uniti, egli ebbe la disgrazia di doversi far strappare un dente. Pochi giorni dopo si venne a sapere che una ricca vedova aveva acquistato per una somma vistosa il dente estratto, per farlo legare in oro e appenderlo come ciondolo alla sua catena d'orologio. ([[Paolo Bellezza]])
*Rimasi [...] trasecolato quando uno dei più illustri critici, famoso per la sua intransigenza e incline – dopo averne sentite tante – allo scetticismo, mi dichiarò, con l'accento della più ferma convinzione, non già che {{sic|Paderevski}} era sempre un grande interprete – il che poteva avere un senso – ma che era ancora il più formidabile virtuoso fra tutti i pianisti, il che era semplicemente assurdo. ([[Dino Buzzati]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{disambigua}} * '''[[Amon]]''' – divinità dell'antico Egitto * '''[[Amon (re)|Amon]]''' – personaggio biblico, re di Giuda * '''[[Chris Amon]]''' – pilota automobilistico neozelandese"
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* '''[[Amon]]''' – divinità dell'antico Egitto
* '''[[Amon (re)|Amon]]''' – personaggio biblico, re di Giuda
* '''[[Chris Amon]]''' – pilota automobilistico neozelandese
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Nicolosi
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Spinoziano (BEIC)
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Panorama Nicolosi.JPG|thumb|Nicolosi]] Citazioni su '''Nicolosi'''. *L'ultimo casale che io passai fu Nicolosi, ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il monte Rosso, ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su..."
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[[File:Panorama Nicolosi.JPG|thumb|Nicolosi]]
Citazioni su '''Nicolosi'''.
*L'ultimo casale che io passai fu Nicolosi, ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il monte Rosso, ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. ([[Friederich Münter]])
*[[Giovanni Maria Della Torre|Padre della Torre]] (lo storiografo del Vesuvio) mi aveva detto un giorno di aver osservato assai spesso che nei dintorni di Napoli, vale a dire nei luoghi dove l'aria è più impregnata di zolfo e di esalazioni infuocate, la gente era sempre malvagia e perversa al massimo grado. Sia come si vuole, ma la gente di Nicolosi sembra confermare la verità di questa osservazione. ([[Patrick Brydone]])
==Voci correlate==
*[[Catania]]
*[[Etna]]
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28 anni dopo
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = 28 anni dopo |genere = horror/fantascienza |regista = [[Danny Boyle]] |sceneggiatore = [[Alex Garland]] |produttore = Danny Boyle, Alex Garland, [[Andrew Macdonald]], [[Peter Rice (produttore cinematografico)|Peter Rice]], [[Bernie Bellew]] |attori = *[[Alfie Williams]]: Spike *[[Jodie Comer]]: Isla *[[Aaron Taylor-Johnson]]: Jamie *[[Ralph Fiennes]]: Ian Kelson *[[Edvin Ryding]]: Erik Sundqvist *[[Christopher Fulford]]: Sam *[[Stella Gonet]]:..."
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*[[Alfie Williams]]: Spike
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*[[Aaron Taylor-Johnson]]: Jamie
*[[Ralph Fiennes]]: Ian Kelson
*[[Edvin Ryding]]: Erik Sundqvist
*[[Christopher Fulford]]: Sam
*[[Stella Gonet]]: Jenny
*[[Jack O'Connell]]: Jimmy Crystal
*[[Erin Kellyman]]: Jimmy Ink
|doppiatori italiani =
*[[Gabriele Piancatelli]]: Spike
*[[Valentina Favazza]]: Isla
*[[Jacopo Venturiero]]: Jamie
*[[Roberto Pedicini]]: Ian Kelson
*[[Andrea Di Maggio]]: Erik Sundqvist
*[[Gerolamo Alchieri]]: Sam
*[[Mirta Pepe]]: Jenny
*[[Andrea Mete]]: Jimmy Crystal
}}
'''''28 anni dopo''''', film britannico-statunitense del 2025 con [[Alfie Williams]], regia di [[Danny Boyle]].
==Dialoghi==
*'''Kelson''': ''Memento mori''. Che cosa vuol dire?<br>'''Spike''': «Ricorda che dobbiamo morire».<br>'''Kelson''': Ed è vero. Si può [[Morte|morire]] in tanti modi. Alcuni sono meglio di altri. Il migliore è serenamente, quando ci salutiamo nell'amore. Tu ami tua madre?<br>'''Spike''': La amo.<br>'''Kelson''': E Isla, tu ami Spike?<br>'''Isla''': Tantissimo.<br>'''Kelson''': ''Memento amoris''. «Ricorda che devi amare».
==Voci correlate==
*''[[28 giorni dopo]]'' (2002)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di zombie]]
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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28 Years Later
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Spinoziano
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