Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.10 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento L'attimo fuggente 0 43 1420417 1188883 2026-07-14T07:43:37Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su L'attimo fuggente */ completo Morandini 1420417 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= L'attimo fuggente |titoloalfabetico= Attimo fuggente |titolooriginale= Dead Poets Society |immagine= Walt Whitman - Brady-Handy restored.png |dimensioneimmagine= 200 |didascalia= La foto di [[Walt Whitman]] appesa sulla parete dell'aula dove Keating tiene le sue lezioni |genere= drammatico |regista= [[Peter Weir]] |soggetto= [[Tom Schulman]] |sceneggiatore= [[Tom Schulman]] |attori= *[[Robin Williams]]: John Keating *[[Robert Sean Leonard]]: Neil Perry *[[Ethan Hawke]]: Todd Anderson *[[Josh Charles]]: Knox Overstreet *[[Gale Hansen]]: Charlie Dalton *[[Dylan Kussman]]: Richard Cameron *[[Allelon Ruggiero]]: Steven Meeks *[[James Waterston]]: Gerard Pitts *[[Norman Lloyd]]: Prof. Nolan *[[Kurtwood Smith]]: Mr. Perry *[[Carla Belver]]: Mrs. Perry *[[Alexandra Powers]]: Chris Noel *[[Colin Irving]]: Chet Danburry *[[Leon Pownall]]: McAllister *[[George Martin (attore 1929)|George Martin]]: Dottor Hager *[[Joe Aufiery]]: Insegnante di Chimica *[[Matt Carey]]: Hopkins *[[Melora Walters]]: Gloria |doppiatoriitaliani= *[[Carlo Valli]]: John Keating *[[Giorgio Borghetti]]: Neil Perry *[[Alessandro Quarta]]: Todd Anderson *[[Francesco Bulckaen]]: Knox Overstreet *[[Fabio Boccanera]]: Charlie Dalton *[[Marco Guadagno]]: Richard Cameron *[[Stefano Onofri]]: Steven Meeks *[[Riccardo Niseem Onorato]]: Gerard Pitts *[[Sergio Tedesco]]: Sig. Nolan *[[Sandro Iovino]]: Sig. Perry *[[Francesca Guadagno]]: Chris Noel |note= *'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (1990)''' : **Miglior sceneggiatura originale }} '''''L'attimo fuggente''''', film statunitense del 1989 con [[Robin Williams]] e [[Robert Sean Leonard]], regia di [[Peter Weir]]. {{tagline|Era per loro l'ispiratore di una nuova straordinaria esistenza.}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} E ricordati di tenere le spalle dritte, capito? ('''Madre''') {{NDR|mentre sistema la cravatta a suo figlio}} ==Frasi== {{cronologico}} *«O Capitano, mio Capitano!» Chi conosce questo verso? {{NDR|gli studenti sono perplessi}} Nessuno. Non lo sapete? È una poesia di [[Walt Whitman]], che parla di [[Abramo Lincoln]]. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po' più audaci, "O Capitano, mio Capitano". Ora dissiperò alcune voci, cosicché non inquinino i fatti. Certo, anch'io ho frequentato Welton e sopravvivo, comunque a quel tempo non ero la mente eletta che avete di fronte: ero l'equivalente intellettuale di un gracile corpicino, andavo sulla spiaggia e tutti mi tiravano i libri di [[George Gordon Byron|Byron]] in piena faccia. ('''Keating''') *«''Cogli la rosa quando è il momento, | ché il tempo, lo sai, vola | e lo stesso fiore che sboccia oggi, | domani appassirà.''»<ref>Lo studente sta leggendo la poesia ''O vergine, cogli l'attimo che fugge'' (''To the Virgins, to make much of Time''), tratta da ''Hespiredes'' di [[Robert Herrick]]: «''Gather ye rosebuds while ye may, | Old Time is still a-flying; | and this same flower that smiles to day | to morrow will be dying.''»</ref> ('''Pitts''') *Continuate a strappare ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille, Dalton. Armate di accademici che avanzano misurando la poesia. No! Non lo permetteremo. Basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, [[parola|parole]] e [[idea|idee]] possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell'Ottocento non c'entra con le facoltà di economia e di medicina, vero? Può darsi. E lei, Hopkins, è d'accordo con lui e pensa: "Eh, sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni." Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo [[poesia|poesie]] perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando [[Walt Whitman]], «''Oh me, oh vita, domande come queste mi perseguitano. | Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. | Che v'è di nuovo in tutto questo, oh me, oh vita? | Risposta. | Che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità, | che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un [[verso]]. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.''»<ref>{{Cfr}} ''Ahimè! Ahi vita!'' di [[Walt Whitman]], dalla raccolta ''Foglie d'erba'': «''Ahimè, ahi vita! domande come queste mi perseguono, | d'infiniti cortei d'infedeli, città gremite di stolti, | io che sempre rimprovero me stesso, (perché chi più stolto di me, chi di me più infedele?) | d'occhi che invano anelano la luce, scopi meschini, lotta rinnovata ognora, | dagli infelici risultati di tutto, le sordide folle anfananti, che in giro mi vedo, | degli anni inutili e vacui degli altri, e io che m'intreccio con gli altri, | la domanda, ahimè, che così triste mi persegue, – Che v'è di buono in tutto questo, o Vita, ahimè? | RISPOSTA | Che tu sei qui – che esistono la vita e l'individuo, | che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.''»</ref> Quale sarà il tuo verso?<ref>Alcuni passaggi di questo monologo del professor Keating sono stati utilizzati dalla [[Apple]] per uno spot commerciale nel 2014. A pronunciare le battute è lo stesso [[Robin Williams]] nello spot in lingua originale ed il doppiatore del professore nel film, [[Carlo Valli]], nello spot in lingua italiana. {{Cfr}} ''[http://www.huffingtonpost.it/2014/01/14/ipad-air-lo-spot-della-apple-inno-alla-poesia-_n_4595319.html iPad Air, lo spot della Apple recita il film "L'attimo fuggente"]'', ''Huffington Post.it'', 14 gennaio 2014.</ref> ('''Keating''') *«Andai nei [[bosco|boschi]] perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.»<ref>Neil sta leggendo una frase di [[Henry David Thoreau]] tratta da ''Walden, vita nei boschi''. Cfr: «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici».</ref><ref>Successivamente nel film parte della citazione verrà ripetuta in coro dai ragazzi membri della "Setta dei Poeti Estinti" (''Dead Poets Society'', come il titolo originale del film) all'inizio delle loro riunioni. Il professor Keating leggerà poi questa frase (leggermente modificata) su un quaderno di Neil.</ref> ('''Neil''') *Era una notte buia e gelida e una vecchia signora, che aveva la passione di costruire [[puzzle]], se ne stava seduta in salotto, al suo tavolo, a completare il suo nuovo puzzle. Ma mentre metteva i pezzi insieme, si accorse, con grande stupore, che l'immagine che si formava era quella del suo salotto. E la figura al centro del puzzle, una volta composta, era lei stessa. Con le mani tremanti, sistemò allora gli ultimi quattro pezzi e fissò inorridita il volto di un pazzo furioso alla finestra. L'ultima cosa che la vecchia signora udì, fu il rumore dei vetri infranti. ('''Neil''') *«''Sulla strada polverosa, viveva un uomo chiamato William Bloat. Aveva una moglie, piaga della sua vita, che lo faceva uscire dai gangheri e allora lui un giorno la colse nel sonno e squarciò la sua candida gola.''»<ref>Leggendo ''The Ballad of William Bloat'' di Raymond Calvert: «''In a mean abode on the Shankill Road | lived a man named William Bloat; | he had a wife, the curse [bane] of his life, | who always "got his goat." | So one day at dawn, with her nightdress on | he cut her bloody throat.''» {{Cfr}} ''[http://chivalry.com/cantaria/lyrics/william_bloat.html Chivalry.com]''.</ref> ('''Pitts''') *«''Insegnare a me l'amore? Ragiona con la testa piuttosto. | Io sono già maestro sommo. | Il Dio dell'Amore, se ne esiste veramente uno, | ha imparato l'amore da me.''»<ref>Recitando parte della poesia ''The Prophet'' di [[Abraham Cowley]]: «''Teach me to love! go teach thyself more wit; | I chief professor am of it. |'' [...] ''| the God of Love, if such a thing there be, | may learn to love from me.''»</ref> ('''Charlie''') *«''Venite amici, | che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. | Io vi propongo di andare più in là dell'orizzonte, | e se anche non abbiamo l'energia che in giorni lontani | mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi. | Unica, eguale tempra di eroici cuori, | indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia | di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere.''»<ref>Recitando parte della poesia ''Ulysses'' di [[Alfred Tennyson]]: «''Come, my friends, | 'Tis not too late to seek a newer world |'' [...] ''| for my purpose holds | to sail beyond the sunset |'' [...] ''| We are not now that strength which in old days | moved earth and heaven; that which we are, we are; | one equal temper of heroic hearts, | made weak by time and fate, but strong in will | to strive, to seek, to find, and not to yield.''»</ref> ('''Neil''') *«''Preso dalla fede ebbi una visione, | dall'orgia io fuggivo ma non senza derisione. | Vidi il fiume Congo, scavare con la testa, | e una lingua d'oro tagliare la foresta.''»<ref>Canticchiando ''The Congo'' di [[Vachel Lindsay]]: «''Then I had religion, Then I had a vision. | I could not turn from their revel in derision. | Then I saw the Congo, creeping through the black, | cutting through the jungle with a golden track.''»</ref> ('''Meeks''') *Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra [[prospettiva]]. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l'autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. [[Henry David Thoreau|Thoreau]] dice "molti uomini hanno vita di quieta disperazione"<ref>{{Cfr}} «La maggioranza dell'umanità vive un'esistenza di tranquilla disperazione.»</ref>, non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! ('''Keating''') *Aspettiamo la battaglia mentre in realtà stiamo già combattendo. ('''Todd''') {{NDR|scrivendo su un taccuino}} *Per la prima volta in vita mia, so che cosa voglio fare! E per la prima volta, ho intenzione di farlo! Che mio padre sia d'accordo o no! Carpe diem! ('''Neil''') *Dunque, gli appassionati di uno [[sport]] sostengono che quello sport è intrinsecamente migliore di un altro. Per me, tutti gli sport sono occasioni in cui altri esseri umani ci spingono ad eccellere. ('''Keating''') *''Vedo il dolce suo sorriso | e una luce sul suo viso. | Mi scopro a sognare di mondi infiniti, | sapendo che...'' {{NDR|gli altri ragazzi ridono}} ''sapendo che... che è viva.'' ('''Knox''') {{NDR|leggendo la [[poesie dai film|poesia]] ''A Chris'', scritta da lui}} *L'amico Anderson ritiene che ciò che ha dentro sia inutile e imbarazzante. Non è così Todd? Non è la sua peggiore paura? E si sbaglia: io credo che dentro di lei ci sia qualche cosa che vale moltissimo! {{NDR|scrivendo alla lavagna}} «''E risuona il mio barbarico yawp sopra i tetti del mondo!''» Firmato Walt Whitman.<ref>{{Cfr}} ''Il canto di me stesso'' di [[Walt Whitman]]: «''Anch'io non sono affatto domato, anch'io sono intraducibile, | e lancio il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.''»</ref> Di nuovo lo zio Walt. Per quelli che non lo sapessero uno yawp è un ululato rauco, un grido. Ecco Todd, vorrei che ci desse una dimostrazione di un barbarico yawp. E no, non può ululare stando seduto. Coraggio, in piedi. Assuma una posizione da ululato. ('''Keating''') *Niente voti oggi, si passeggia. Ecco, così! {{NDR|gli studenti ripetono in coro a ritmo}} ''La poesia qualcuno ha detto | non è certo un gran diletto.'' ('''Keating''') *{{Ancora|Nuwanda|Sentite, ho un annuncio da fare. Rispettando lo spirito di appassionata sperimentazione dei nostri poeti, io rinuncio al nome di Charlie Dalton, d'ora in poi chiamatemi Nuwanda.}} ('''Charlie''') *«''Devo paragonarti dunque a una giornata d'estate? | No, sei più amabile e temperata.''»<ref>{{Cfr}} ''Sonetto XVIII'' di [[William Shakespeare]]: «''Shall I compare thee to a summer's day? | Thou art more lovely and more temperate.''»</ref> ('''Charlie''') {{NDR|dedicandola a Tina}} *«''Ella passa splendida come la notte | di limpidi clini e di cieli stellati; | tutto il meglio del notturno splendore | vedo sul suo viso e nei suoi occhi.''»<ref>{{Cfr}} ''She walks in Beauty'' di [[George Gordon Byron]]: «''She walks in Beauty, like the night | of cloudless climes and starry skies; | and all that's best of dark and bright | meet in her aspect and her eyes.''»</ref> ('''Charlie''') {{NDR|dedicandola a Gloria}} *{{NDR|Rispondendo al telefono}} Welton Academy, pronto. Sì, è qui, un momento, prego. Signor Nolan, è per lei. È Dio. Chiede di ammettere le ragazze a Welton. ('''Charlie''') *Mi piace insegnare, non voglio vivere in altri posti. ('''Keating''') *''Ho incontrato una ragazza di nome Chris, è bionda e ha occhi di cielo. Toccarla sarebbe il paradiso.'' ('''Knox''') {{NDR|leggendo la sua [[poesie dai film|poesia]] a Chris}} *«''Se noi ombre vi abbiamo offeso, per poterci dare il perdono fate conto di aver dormito mentre queste visioni apparivano e che a mostrarvi paesaggi immaginari sia stato un sogno. Signori non ci rimproverate, se ci perdonate rimedieremo. Ascoltate l'onesto Puck, se avremo la grande sorte di sfuggire ai vostri insulti, potremo rimediare signori, che Puck non è un mentitore. Quindi buona notte a tutti voi, datemi la mano e siamo amici e Puck i danni vi rifonderà.''»<ref>Recitando la battuta conclusiva del personaggio Puck in ''Sogno di una notte di mezza estate'' di [[William Shakespeare]]. {{Cfr}} «''Se noi ombre vi siamo dispiaciuti, | immaginate come se veduti | ci aveste in sogno, e come una visione | di fantasia la nostra apparizione. | Se vana e insulsa è stata la vicenda, | gentile pubblico, faremo ammenda; | con la vostra benevola clemenza, | rimedieremo alla nostra insipienza. | E, parola di Puck, spirito onesto, | se per fortuna a noi càpiti questo, | che possiamo sfuggir, indegnamente, | alla lingua forcuta del serpente, | ammenda vi farem senza ritardo, | o tacciatemi pure da bugiardo. | A tutti buonanotte dico intanto, | finito è lo spettacolo e l'incanto. | Signori, addio, batteteci le mani, | e Robin v'assicura che domani | migliorerà della sua parte il canto.''»</ref> ('''Neil''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Keating''': «Cogli l'attimo.»<ref>Il professore si riferisce al famoso «''Carpe Diem''» di [[Quinto Orazio Flacco]].</ref> «Cogli la rosa quando è il momento.» Perché il poeta usa questi versi?<br/> '''Charlie''': Perché va di fretta!<br/> '''Keating''': No! {{NDR|finge di premere un pulsante}} Ding! Grazie per aver partecipato al nostro gioco. Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. {{NDR|indicando una foto antica nella bacheca dei trofei della scuola}} Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi. Ascoltateli. Sentite? {{NDR|mormorando}} Carpe... Sentito? Carpe... [[Carpe diem]]... Cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita...<ref>La citazione in lingua originale è «''But if you listen real close, you can hear them whisper their legacy to you. Go on, lean in. Listen, you hear it? – Carpe – hear it? – Carpe, carpe diem, seize the day boys, make your lives extraordinary.''» Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'[[w:American Film Institute|American Film Institute]], che è andato a comporre l'''[[w:AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes|AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes]]'', questa citazione è stata inserita al 95° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.</ref> *'''Keating''': Ora aprite i vostri testi a pagina ventuno dell'introduzione. Lei, Perry, vuole leggere il primo paragrafo della prefazione intitolato "Comprendere la poesia"?<br/> '''Perry''' {{NDR|leggendo}}: «Comprendere la Poesia. Di Jonathan Evans Prichard, Professore Emerito. Per comprendere appieno la poesia dobbiamo anzitutto conoscerne la metrica, la rima e le figure retoriche e poi porci due domande: uno, con quanta efficacia sia stato reso il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l'importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull'asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l'area totale della poesia, per misurarne la grandezza. Un sonetto di [[George Gordon Byron|Byron]] può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale. Un sonetto di [[William Shakespeare|Shakespeare]], d'altro canto, avrà valori molto alti in orizzontale e in verticale, con un'imponente area totale che di conseguenza ne rivela l'autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro esercitatevi in tale metodo di valutazione. Crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aume... aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia.»<br/> '''Keating''': Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia. Ma si può giudicare la poesia facendo la hit-parade? "Gagliardo Byron, è al quinto posto, ma è poco ballabile." Adesso voglio che strappiate quella pagina. Coraggio, strappate l'intera pagina. Mi avete sentito? Strappatela. Ho detto strappatela! Coraggio, strappatela. {{NDR|Charlie la strappa}} Molto bene Dalton. Anzi, sapete una cosa? È meglio che strappiate tutta l'introduzione. Voglio che sparisca per sempre, che non ne rimanga traccia alcuna. Avanti, strappatela. Vai con Dio J. Evans Evans Prichard, Professore Emerito! Strappate, stracciate, rompete, frantumate... Non voglio sentire altro che gli strappi del professor Prichard. Forza, che poi attacchiamo tutto in bagno. Non è la Bibbia, non andrete certo all'inferno. *'''McAllister''': Una lezione interessante quella di oggi, signor Keating.<br/> '''Keating''': Mi dispiace averla scioccata, McAllister.<br/> '''McAllister''': Oh, non deve scusarsi, è stato molto affascinante, pur essendo fuorviante.<br/> '''Keating''': Lei trova?<br/> '''McAllister''': Corre un brutto rischio incoraggiandoli a diventare artisti, John. Quando capiranno di non essere Rembrandt, Shakespeare o [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]]. La odieranno per questo.<br/> '''Keating''': Non parliamo di artisti, parliamo di liberi pensatori.<br/> '''McAllister''' {{NDR|accenna una risata}}: A diciassette anni?<br/> '''Keating''': Buffo, non la facevo così cinico.<br/> '''McAllister''': Non sono cinico, sono realista. «Mostratemi un cuore non contaminato da folli sogni e io vi mostrerò un uomo felice.»<br/> '''Keating''': «Ma solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi. È da sempre così, e così sarà per sempre.»<br/> '''McAllister''': [[Alfred Tennyson|Tennyson]]?<br/> '''Keating''': No, Keating. *'''Keating''': «I poeti estinti erano dediti a succhiare il midollo stesso della vita.» È una frase di Thoreau che ripetevamo all'inizio di ogni riunione. Ci incontravamo dentro la grotta indiana e leggevamo brani di Thoreau, Whitman, [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], i migliori, ma anche dei versi nostri, e nell'incanto del momento, il suono della poesia diventava magico.<br/> '''Knox''': Cioè, un gruppo di ragazzi seduti a leggere poesie?<br/> '''Keating''': No, non eravamo solo dei "ragazzi". Eravamo un circolo ellenico, eravamo dei romantici e non le leggevamo le poesie, ne assaporavamo sulla lingua la... la dolcezza. Lo spirito si elevava, le donne svenivano, ed era così che nuovi dei nascevano. Era un bel modo per passare la serata. *'''Meeks''': Io provo tutto una volta.<br/>'''Charlie''': Tranne il sesso! *'''Keating''': Un uomo non è "molto stanco", è "esausto". E non usate "è molto triste", usate... Su avanti Overstreet, non dorma! {{NDR|i ragazzi in aula ridono}}<br />'''Knox''': Affranto?<br />'''Keating''': Esatto, è "affranto". Ecco, il [[linguaggio]] si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? Forza Anderson! Allora, è un uomo o un'ameba? {{NDR|Todd non risponde}} Vediamo, Perry?<br />'''Neil''': Ehm... Eh... Di... comunicare?<br />'''Keating''': No! Di rimorchiare le donne! Oggi parleremo di [[William Shakespeare]]. {{NDR|gli studenti si dimostrano poco entusiasti}} Lo so, alcuni di voi preferirebbero sedersi sulla poltrona del [[dentista]]. Ma noi parleremo di Shakespeare, come di un tale che ha scritto cose molto interessanti. Voi avete visto Shakespeare recitato più o meno così: "O Tito, porta il tuo amico con te!". Ma chi l'ha visto fatto da [[Marlon Brando]], sa che Shakespeare può essere diverso: "Amici, Romani, concittadini, prestatemi orecchie." E cercate di immaginarvi [[John Wayne]] in ''[[William Shakespeare#Macbeth|Macbeth]]'' che fa: "Be', cos'è, un coltello quello che vedo di fronte a me?". *{{NDR|Il professor Keating invita gli alunni a mettersi in fila indiana, a leggere a turno il proprio bigliettino e quindi a calciare un pallone}}<br />'''Keating''': Avanti, cominci Pitts!<br />'''Pitts''' {{NDR|con scarsa verve}}: «''Oh, lottare con scarse possibilità, affrontare i nemici impavido.''»<ref name=gaudi>. Tutte le frasi sono versi tratti dalle ultime strofe di ''Un canto di gaudi'' di [[Walt Whitman]].</ref><br />'''Keating''': Dalla voce mi sembra pavido, faccia sentire che è davvero impavido.<br />'''Pitts''' {{NDR|con maggiore verve}}: «''Oh, lottare con scarse possibilità, affrontare i nemici impavido.''»<ref name=gaudi/><br />'''Keating''': E adesso tiri! {{NDR|Pitts tira}} Ok, un altro!<br />'''Alunno 1''': «''Essere un marinaio del mondo diretto in ogni porto.''»<ref name=gaudi/><br />'''Keating''': Il prossimo. Più forte!<br />'''Alunno 2''': «''Io vivo per dominare la vita non per esserne schiavo.''»<ref name=gaudi/><br />'''Alunno 3''': «''Salire sul patibolo, avanzare contro il plotone di esecuzione con assoluta indifferenza.''»<ref name=gaudi/><br />{{NDR|Il professor Keating mette in azione un giradischi}}<br />'''Meeks''' {{NDR|sorpreso}}: Ma questa che roba è?<br />'''Keating''': Avanti Meeks, si ispiri alla musica!<br />'''Meeks''': «''Danzare, battere le mani, saltare, gridare e poi urlare e fluttuare.''»<ref name=gaudi/><br />'''Keating''': Il prossimo.<br />'''Hopkins''': «''Oh, fare della propria esistenza un poema di nuove gioie.''»<ref name=gaudi/> {{NDR|recita il verso e calcia con poca convinzione}}<br />'''Keating''': Oh! {{NDR|fa una pernacchia}} Buuh! Avanti Charlie, lasci che il cuore esulti!<br />'''Charlie''' {{NDR|alzando le mani al cielo e urlando}}: «''Essere davvero un Dio!''»<ref name=gaudi/> *'''Hopkins''' {{NDR|leggendo la sua [[poesie dai film|poesia]]}}: ''Il gatto è seduto sul tetto.'' {{NDR|gli altri ragazzi ridono}}<br/>'''Keating''': Be', congratulazioni Hopkins, è la prima poesia che totalizza zero sul grafico Prichard. Non ridiamo di lei, ridiamo con lei. Non importa la semplicità del tema, a volte le poesie più belle parlano di cose semplici, come un gatto, o un fiore, o il sole. La [[poesia]] nasce da tutto ciò che ha una scintilla di rivelazione. Cerchi solo che la sua poesia non sia banale. *'''Todd''' {{NDR|con gli occhi coperti}}: La [[verità]] è una coperta che ti lascia scoperti i piedi! {{NDR|risate}}<br/> '''Keating''': No, non ci faccia caso, continui con la coperta, mi parli della coperta.<br/> '''Todd''': Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai! Anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto... Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo, ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi! *'''Neil''': Ehi, ma sei grande. Dove hai imparato a suonare così?<br/>'''Charlie''': I miei genitori mi hanno fatto studiare il [[clarinetto]] per anni.<br/>'''Cameron''': Io adoravo il clarinetto.<br/>'''Charlie''': Io lo odiavo! {{NDR|tutti ridono}} Il [[sassofono]]... il sassofono ha più... sonorità.<br/>'''Cameron''': Sì, ma il clarinetto suona in orchestra il sassofono no. *'''Keating''': Avrete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. Per esempio Pitts, se la prende comoda, tanto prima o poi arriverà. Invece Cameron sta pensando "Andrà bene? Forse sì, ma sì, certo, certo. O forse no, chi lo sa?" E il nostro Overstreet è mosso da profonda passione... Lo sappiamo tutti, non è vero? Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del [[conformismo]], la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri. Alcuni di voi hanno l'aria di pensare: "Ah, io avrei marciato diversamente!". Allora chiedetevi: perché battevate le mani? Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il [[gregge]] può dire "Non è beeeeene". Come ha detto [[Robert Frost|Frost]]: "''Due strade trovai nel bosco e io, | io scelsi quella meno battuta. | Ed è per questo che sono diverso.''"<ref>{{Cfr}} ''The road not taken'' di [[Robert Frost]]: «''Two roads diverged in a wood and I | I took the one less traveled by, | and that has made all the difference.''»</ref> Voglio che troviate la vostra camminata adesso, il vostro modo di correre e passeggiare, in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi. Giovanotti, il cortile è vostro. Non dovete dare spettacolo, lo fate per voi stessi. Be', Dalton, non partecipa?<br/>'''Charlie''': Esercito il diritto di non camminare.<br/>'''Keating''': Grazie mille Dalton. Ha afferrato l'idea al volo. Andate pure controcorrente. *{{NDR|Charlie, con gli occhi lucidi cammina verso la sua camera dopo essere stato dal preside}}<br />'''Neil''': Sei stato espulso?<br />'''Charlie''': No!<br/>'''Neil''': Allora che è successo?<br/>'''Charlie''': Devo fare i nomi di tutti gli altri, scusarmi con la scuola e sarà tutto dimenticato.<br/> '''Neil''': E tu, che hai intenzione di fare? Charlie? <br/>'''Charlie''': Ti ripeto, Neil, che mi chiamo Nuwanda.<ref>In riferimento a una [[#Nuwanda|precedente battuta]].</ref> {{NDR|Charlie accenna un sorriso, poi chiude la porta, anche Neil sorride}} *'''Nolan''': Mi sono giunte voci, John, di alcuni metodi non ortodossi di insegnamento nella sua classe, non voglio dire che abbiano qualcosa a che fare con Dalton e la sua bravata, ma non credo di doverle rammentare che a quell'età i ragazzi sono molto impressionabili.<br/> '''Keating''': Be', la sua ramanzina penso che li abbia impressionati.<br/> '''Nolan''': Che stava succedendo in cortile l'altro giorno?<br/> '''Keating''': In cortile?<br/> '''Nolan''': Sì, li ho visti marciare, battere le mani...<br/> '''Keating''': Oh, già... Stavo cercando di provare una cosa: i rischi del conformismo.<br/> '''Nolan''': Be' John, lei sa che qui esiste già un programma e funziona. Se lei lo mette in discussione, gli studenti faranno altrettanto.<br/> '''Keating''': Ho sempre creduto di dovergli insegnare a ragionare da soli...<br/> '''Nolan''': A quell'età? Ma neanche per sogno! Tradizione John, disciplina. Li prepari per l'università, il resto si risolve da sé. *'''Keating''': Signor Dalton, è stata una bravata da quattro soldi la sua!<br/>'''Charlie''': Sta dalla parte del signor Nolan? E allora il "Carpe Diem", "Succhiare il midollo della vita" e tutto il resto?<br/>'''Keating''': Succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l'osso. C'è un tempo per il coraggio e un tempo per la cautela, e il vero uomo sa come distinguerli.<br/>'''Charlie''': Ma io la credevo d'accordo...<br/>'''Keating''': No. Farsi espellere dalla scuola non è coraggioso per me, è stupido. Perché perderebbe delle occasioni d'oro.<br/>'''Charlie''': Ah sì, e quali?<br/>'''Keating''': Ecco, se non altro la possibilità di seguire le mie lezioni. {{NDR|tutti sorridono}} Chiaro il concetto?<br/>'''Charlie''': Eh sì, Capitano. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} Grazie, figlioli! Grazie! ('''Keating''') {{NDR|rivolto ai suoi studenti dopo il loro attestato di stima}} ==Citazioni su ''L'attimo fuggente''== *Avevo notato che c'era qualcosa nell'aria perché durante le riprese dell'ultima scena, quella in cui i ragazzi salgono sui banchi per salutare il professore, uno dei camionisti della troupe, uno pieno di tatuaggi, persino sulle palpebre, si era messo a piangere come un vitello. L'attimo fuggente è un film che tocca dentro. Parla della passione, della creatività, di tutte quelle cose alle quali la gente aspira ma che raramente riesce a realizzare. ([[Robin Williams]]) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[Il Morandini]]'') *Cosa si usa dire, da noi, quando un film americano ci stupisce per la sua struttura classica, per la sua narratività serrata, per la sua recitazione intensa, e anche per l'immediatezza dei temi, per l'"ingenuità" delle emozioni? Si usa dire "hollywoodiano": con questo aggettivo tutto torna al suo posto, e noi ci tranquillizziamo. Hollywoodiano, appunto, sta per "ben girato ma sempliciotto", "coinvolgente ma di maniera". "Favola hollywoodiana" è la definizione sprezzante-bonaria con cui di recente è stato liquidato L'attimo fuggente, che di certo è classico, serrato, intenso, immediato e ingenuo. ([[Roberto Escobar]]) *Era per loro l'ispiratore di una nuova straordinaria esistenza.<ref>Dalla [http://www.mymovies.it/poster/0/?id=2381 locandina].</ref> (frase di lancio) *– Hai ragione, non hai imparato niente. Scusa, ti ho fatto sprecare tempo.<br />– Oh Capitano, mio Capitano!<br />– Quanto era bello ''L'attimo fuggente''?!<br />– Ah, non lo so, ma ho pianto tanto! (''[[How I Met Your Mother (quinta stagione)|How I Met Your Mother]]'') *L'attimo fuggente sperava un Sessantotto che non c'è stato. I ragazzi che lo vedevano si commuovevano quando gli alunni del professor Robin Williams salgono sui banchi a declamare: «Oh, capitano, mio capitano». Tutti ci siamo commossi ed emozionati, rispondendo, come d'altronde si deve fare, alla intelligente sollecitazione del regista. ([[Walter Veltroni]]) *Molto riconoscibile la voce del professor John Keating, ovvero di Robin Williams che, citando Walt Whitman, insegna ai ragazzi molto più che delle nozioni: insegna ad apprezzare la vita, la bellezza, la poesia. ([[Aldo Grasso]]) *Non sa l'ingenuo, il poverino, che la poesia è un puro gioco di fonemi, un puro frutto dell'inconscio, una critica ideologica dell'esistente, una menzogna, una metafora dell'impossibilità e del nulla? No, Keating per sua fortuna non lo sa: forse neppure Peter Weir lo sa, e il successo del film dipende da questo. La poesia cui il regista australiano si ispira e di cui il pubblico ha probabilmente una sotterranea fame, è quella che crede: in se stessa, nell'istantaneità D.H. Lawrence vide proprio nella pulsante istantaneità il cuore della poetica di Whitman nella vita, nella natura, nell'amore, nel potente spettacolo dell'universo. ([[Giuseppe Conte (scrittore)|Giuseppe Conte]]) *Se il professor Keating, il protagonista di L'attimo fuggente, il film di Peter Weir che sta avendo un così vasto e sorprendente successo, fosse capitato in mezzo a certi poeti e critici italiani molto autorevoli e celebrati, la sua vicenda si sarebbe conclusa ancora più infelicemente. Il professor Keating crede che parole e idee possono cambiare il mondo e, da studente, aveva fondato la Dead Poets Society, (il bel titolo originale del film), un circolo iniziatico in cui, mentre ogni ragazzo con l'aiuto dei versi più amati inseguiva la pienezza della propria esistenza, nuovi dei nascevano. Il suo punto di riferimento più preciso è lo zio Walt, Walt Whitman, il grande cantore di Foglie d'erba. ([[Giuseppe Conte (scrittore)|Giuseppe Conte]]) *Stavo salendo su un aeroplano per tornare in Australia quando mi hanno dato la sceneggiatura. Di regola non leggo in aereo, ma non ho potuto fare a meno di notare le parole Dead Poets Society, e ho pensato; che titolo curioso! Mi ha spinto a leggerlo e, senza accorgermene, sono arrivato alla fine della sceneggiatura. Mi ha completamente coinvolto, come un buon romanzo di [[Charles Dickens]], pieno di personaggi e di situazioni. E ho sentito quanta potenzialità avesse. Mi ha anche ricordato un po' l'altro mio film, Gallipoli: di nuovo la gioventù, con tutte le sue speranze, la sua energia. Sembra che l'abbia toccata a livello personale. Sì, è vero, e più di quanto non si possa immaginare. Molte cose in questa storia mi hanno ricordato la mia vita. Anch'io sono stato a scuola esattamente in quegli anni, alla fine dei '50, in una scuola scozzese privata, un college rigidissimo come Welton. ([[Peter Weir]]) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di Robin Williams. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 6zba1qisj4ldsl1u8slpjwt72404woo Stephen King 0 1735 1420424 1420227 2026-07-14T08:16:34Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1420424 wikitext text/x-wiki [[File:Stephen King at the 2024 Toronto International Film Festival 2 (cropped).jpg|thumb|Stephen King nel 2024]] '''Stephen Edwin King''' (1947 – vivente), scrittore e sceneggiatore statunitense. Ha scritto alcune opere sotto lo pseudonimo di '''[[Richard Bachman]]'''. ==Citazioni di Stephen King== *Ci sono tante storie. Non riuscirei nemmeno a cominciare a raccontarvele. Quando la nera mietitrice verrà da me, probabilmente le dirò: "Aspetta, aspetta! Devo dirti quella del tizio che...". E così via. Bla bla bla... (da ''La nascita del pistolero'') *E piangere senza sapere perché aveva l'odore sgradevole dell'anticamera di un manicomio... (da ''Uscita per l'inferno'') *Forse è solo lo spirito della [[massa]]. Dare addosso all'individuo. (da ''Ossessione'') *Ho visto il futuro dell'horror: è [[Clive Barker]].<ref>Citato nel retro di copertina dei due volumi di Clive Barker, ''Books of blood'', edizione americana; riportato in George Beahm, ''Il grande libro di Stephen King'', traduzione di Anna Pastore, Mondadori, Milano, 2021, p. [https://books.google.it/books?id=FH9IEAAAQBAJ&pg=PT386 386]. ISBN 8851081441</ref> *I ragazzi (e anche gli adulti) saranno ancora pazzi per [[Harry Potter|Harry]] fra 100 o 200 anni? Il mio pronostico è che reggerà alla prova del tempo e starà sugli scaffali dove vengono tenuti i migliori. Penso che Harry prenderà il suo posto assieme ad Alice, Huck, Frodo e Dorothy e che questa serie non sia qualcosa solo per un decennio ma per intere epoche. :''Will kids (and adults as well) still be wild about Harry 100 years from now, or 200? My best guess is that he will indeed stand time’s test and wind up on a shelf where only the best are kept; I think Harry will take his place with Alice, Huck, Frodo, and Dorothy, and this is one series not just for the decade, but for the ages.''<ref>{{en}} Da ''[https://ew.com/books/2009/08/01/harry-potter-and-order-phoenix-4/ Harry Potter and the Order of the Phoenix: Stephen King Review]'', ''ew.com'', 1º agosto 2009.</ref> *La cosa che trovo più sconvolgente è il susseguirsi incessante dei cambiamenti. Solo un mese fa la gente entrava nei negozi. Andare oggi al mercato e vedere tutti bardati con guanti e mascherine, sembra irreale.<ref>Dall'intervista di David Marchese, ''[https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_01/coronavirus-stephen-kingtutti-bardati-guanti-mascherine-colpo-tosse-ci-assale-paura-6ef20852-8b13-11ea-a2b6-e57bd451de7e.shtml Coronavirus, Stephen King: «Tutti bardati con guanti e mascherine. Un colpo di tosse e ci assale la paura»]'', ''corriere.it'', 1º maggio 2020.</ref> *L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la [[caviglia]] non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia. (da ''A volte ritornano'') *Niente mi fa più paura di una [[Prima presidenza di Donald Trump|presidenza Trump]]. Sono terrificato all'idea che diventi presidente. [...] Ho considerato di trasferirmi in Canada a tal punto che i miei amici conservatori mi hanno detto: "Va', vattene, non sei un vero americano in ogni caso".<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2016/09/25/stephen-king-donald-trump/ Stephen King contro Donald Trump]'', ''ilpost.it'', 25 settembre 2016.</ref> *Quando c'è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri. (da ''Joyland'') *Randall Flagg mi è apparso mentre stavo scrivendo una poesia intitolata ''L'uomo in nero'', durante il mio terzo o quarto anno al college. Mi è apparso dal nulla: un uomo in stivali da cowboy che vagava lungo la strada, facendo spesso l'autostop durante la notte, con indosso un paio di jeans e una giacca di denim. Scrissi la poesia nella mensa del college sul retro di una tovaglietta, ma quell'uomo non ha mai abbandonato la mia mente. (a proposito della genesi de ''L'uomo in nero'')<ref>{{en}}[https://stephenking.com/promo/the_dark_man/trade_hardcover/index.html]</ref> *Stiamo volando! aveva gridato Mike, alzando le braccia sopra la testa. Nessun tutore a bloccarlo, non nel giorno della gita o in quel momento sulla spiaggia. Credo che lui fosse parecchio più sveglio del suo religiosissimo nonno. Più sveglio di noi tutti, forse. Qual è il ragazzino bloccato su una sedia a rotelle che non vorrebbe volare, anche solo una volta nella vita? (da ''Joyland'') *Un [[racconto]] è tutt'altra cosa. Un racconto è come un bacio veloce, nel buio, ricevuto da uno sconosciuto. Naturalmente non è la stessa cosa di una relazione o un matrimonio, ma un bacio può essere dolcissimo, e nell'intrinseca brevità del gesto risiede la sua speciale attrazione. (da ''Scheletri'') *Un uomo che mente riguardo alla [[birra]] si fa dei nemici. (da ''Pet Sematary'') *Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi – e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero".<ref>Dall'intervista di Keith Blackmore, ''[http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/stephen-king/stephen-king/stephen-king.html?ref=search Stephen King e "La storia di Lisey": "È come una ballata country"]'', ''repubblica.it'', 28 ottobre 2006.</ref> {{Int|Dalla postfazione di ''Le notti di Salem''|24 febbraio 1999.}} *{{NDR|Su ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} Nessuno poteva competere con il romanzo di [[Bram Stoker]] di antichi orrori che si scontrano con la tecnologia e le tecniche investigative moderne. Quello apparteneva a una categoria a sé. *Credo che ''Dracula'' sia stato il primo romanzo per adulti che mi abbia soddisfatto completamente e non mi sorprende il fatto che mi abbia segnato in modo così precoce e così indelebile. *I grandi libri diventano più grandi e proiettano ombre più lunghe. ''Dracula'', sebbene creato da un uomo che in vita sua non scrisse nient'altro di particolarmente interessante (meritano ancora attenzione solo pochi racconti brevi, come «La casa del giudice»), è uno di quelli grandi. {{Int|Dall'introduzione di ''Creature dell'orrore''|Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19867-1}} *L'errore fatale di [[Victor Frankenstein]] non è la pazzia; lui è l'antitesi dello stereotipo dello «scienziato pazzo» che tanto spesso porta il suo nome nei film. Piuttosto, l'errore è il semplice orgoglio, insieme a quella sfiducia nella tecnologia che i romantici di tutti i tempi sembrano provare. *Il male personificato dalla [[Mostro di Frankenstein|creatura di Victor Frankenstein]] ha la sua genesi in provetta: una creatura orribile e anonima, nata dalla conoscenza non governata dalla moralità. E quando il mostro uccide e devasta, esclusivamente concentrato sulla persecuzione del proprio creatore, possiamo comprendere appieno il significato di una frase comune come: «Ma che razza di Frankenstein abbiamo creato?» *[[Bram Stoker]] è letteralmente estasiato dalla tecnologia. Il [[John Seward|dottor Seward]] tiene un diario grazie al fonografo (il che comporta però qualche problema, nel momento in cui vorrebbe trovare un'annotazione specifica su uno dei suoi dischi), predecessore del moderno dittafono. Quando [[Mina Murray|Mina Murray Harker]] raccoglie le note del gruppetto che si è costituito per combattere il vampiro, usa una macchina per scrivere: invenzione nuova di zecca, all'epoca. [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], il buon dottore che parla un pidgin tremendamente irritante, fa non una ma quattro trasfusioni di sangue, e con grande aplomb (ottant'anni dopo, noi siamo in grado di apprezzare l'umorismo involontario di questa serie di operazioni; senza la possibilità di conoscere il gruppo sanguigno, una delle trasfusioni avrebbe quasi sicuramente ucciso la sfortunata [[Lucy Westenra]]); in seguito, trapana il cranio a [[Renfield]] impazzito. A suo modo, Van Helsing costituisce un bel contrasto con Victor Frankenstein: entrambi medici, entrambi brillanti, entrambi più avanti del loro tempo. Solo che Mary Shelley considera il suo intelligentissimo medico un uomo pericoloso e guasto, mentre per Stoker è gentile, simpatico e, in fin dei conti, eroico. *''[[Frankenstein o il moderno Prometeo|Frankenstein]]'' è il racconto mistico e morale di ciò che accade quando un uomo osa trasgredire i limiti della conoscenza. Stoker, d'altra parte, sembra asserire che di limiti non ce ne sono. Nel suo romanzo, conoscenza e tecnologia non sono i mali ma i salvatori. Il nemico è un vampiro sinistro, scaltro e antico, simbolo delle superstizioni arcaiche dell'umanità. Il rimedio altro non è che il metodo scientifico, entusiasticamente applicato. {{Int|Da ''Ho allucinazioni tutti i giorni dalle 7 alle 12''|Intervista di Antonella Barina, ''il Venerdì di Repubblica'', 2 novembre 2013, pp. 19-25.}} *{{NDR|A proposito del film ''[[Brivido (film 1986)|Brivido]]''}} A quei tempi ero ubriaco dalla mattina alla sera e la troupe era italiana: parlavamo senza capirci. Ne è nato il peggior horror della storia del cinema. *{{NDR|A proposito del film ''[[Shining]]''}} Regia fredda, [[Jack Nicholson]] che gigioneggia, [[Shelley Duvall]] che sa solo urlare. *Io per primo sono un [[tossicodipendenza|tossico]]. Non capisco chi beve un bicchiere di vino: io voglio tutto il vino del mondo, E anche se smetti di bere e di farti, la compulsione del tossico rispunta sotto altre forme, Ti butti sul cibo o sulle sigarette. Ieri, mentre aspettavo l'aereo, sono entrato in un negozio. Ho visto un Babbo Natale e ho cercato di frenarmi dal comprarlo: che me ne faccio a Parigi? Ne ho acquistati cinque. *{{NDR|Alla domanda "Lei ha allucinazioni?"}} Tutti i giorni dalle 7 alle 12, quando scrivo: nei romanzieri si chiamano [[immaginazione]]. Io vedo realmente, davanti a me, gli orrori che racconto, come fossi ipnotizzato. Tant'è che se non scrivo, mi addormento a fatica e faccio brutti sogni: quelle [[allucinazione|allucinazioni]] devono comunque affiorare, nel sonno o nella veglia. Anche la scrittura dà assuefazione come l'alcol. *{{NDR|A proposito del romanzo ''[[#Shining|Shining]]'' e del suo seguito ''[[#Doctor Sleep|Doctor Sleep]]''}} Il primo è uscito come un torrente in piena, senza dover organizzare le mie idee. Sembrava che qualcuno me lo dettasse. La gioia era totale. Ma ho sempre lavorato di mattina, prima di bere. Al massimo con i postumi di una sbornia: quando il cerchio alla testa ti fa captare ciò che di più orrido c'è intorno a te. ''Doctor Sleep'' è un libro più ponderato: ormai la sfida sta nel non cadere nella routine. Un tempo dovevo scrivere per pagare le bollette. Ora non più: ha senso farlo solo se ogni volta cerco di scrivere il miglior romanzo della mia carriera. *{{NDR|Alla domanda "Lei si è mai rivolto a uno psicologo?"}} Per carità. Gli verserei una fortuna, invece di utilizzare la mia mente perversa per scrivere. E quella fortuna guadagnarla. ==''22/11/'63''== ===[[Incipit]]=== Non sono mai stato un uomo facile alle lacrime.<br> Un giorno, mia moglie mi disse che il mio «gradiente emotivo pari a zero» era il motivo principale per cui mi stava lasciando. Come se il tizio che aveva conosciuto alle riunioni degli Alcolisti Anonimi non c'entrasse per niente. Christy disse che avrebbe forse potuto perdonarmi per non aver pianto al funerale di suo padre; lo conoscevo soltanto da sei anni e non potevo capire che uomo fantastico e generoso fosse stato (quando s'era diplomata le aveva regalato una Mustang decappottabile, tanto per fare un esempio); ma quando non avevo pianto a quelli dei ''miei'' genitori (morti a due anni di distanza l'uno dall'altra, papà di cancro allo stomaco e mamma fulminata da un attacco di cuore mentre passeggiava su una spiaggia della Florida), Christy aveva iniziato a capire la faccenda del «gradiente». ===Citazioni=== *[...] penso che un essere umano abbastanza equilibrato possa assorbire molte stranezze prima di vacillare [...]. *Ricordo di aver pensato: Se esiste un paradiso e non è così, allora non voglio andarci. *Le spiegazioni sono poesia di bassa lega. *Spesso, nella vita, le risposte più semplici sono le più facili da ignorare. *La stupidità è una delle due cose che riconosciamo meglio col senno di poi. L'altra sono le occasioni perdute. *Gli avevo risposto che le opinioni sono come le chiappe: ognuno ha le sue. *Pensare al futuro può confondere in molti modi. *Non siamo mai tanto incazzati come quando siamo colti in flagrante, vero? *Ho provato a convincermi che non importava, che l'amore vince su tutto, ma non è così. Sulle bugie non vince. *Grazie per avermi mostrato che la vita può essere bella. Ti prego, non venire a dirmi addio. *Il passato è inflessibile. Non vuole essere cambiato. *Non sappiamo mai su quali vite influiremo, o quando, o perché. Non finché il futuro divora il presente, almeno. Veniamo a saperlo quando è troppo tardi. *Il tappeto del soggiorno era stato portato via e sostituito. Quello nuovo era di un grigio industriale, di sicuro un colore poco eccitante, ma probabilmente era stata una scelta saggia: le cose grigie trattengono pochi ricordi. *È la totalità, pensai. Un'eco tanto vicina alla perfezione da non poter dire quale sia la prima voce e quale il ritorno della voce-fantasma. Per un momento tutto mi fu chiaro, e nei momenti in cui accade, vedi quant'è sottile il mondo. Non lo sappiamo tutti quanti, in cuor nostro? È un meccanismo perfetto e bilanciato di voci ed echi che fanno da rotelle e leve, onirico orologio che rintocca oltre il vetro degli arcani che chiamiamo vita. Oltre? Sotto? Intorno? Caos, tempeste. Uomini con martelli, uomini con coltelli, uomini con pistole. Donne che pervertono ciò che non possono dominare e denigrano ciò che non possono capire. Un universo di orrore e smarrimento circonda un palcoscenico illuminato, sul quale noi mortali danziamo per sfidare le tenebre. *Nei tempi cupi, quando persino i sapienti sono in preda all'incertezza, le dichiarazioni d'amore fanno sempre quell'effetto. *Le scelte al risparmio tornano sempre a morderti le chiappe. *Magari era vero, ma "[[mi dispiace]]" costa poco, no? Dispiacersi costa poco. *Quando la gente inizia a perdere la speranza, allora cominciano le esplosioni. *L'amore ha imperativi crudeli. *''Si può sacrificare il mondo per amore.'' *[...] può la storia futura del mondo essere tanto fragile da non consentire che due insegnanti delle superiori si incontrino e si innamorino? Per sposarsi, ballare canzoni dei Beatles come ''I Want To Hold Your Hand'' e vivere vite normalissime? Non lo so, non lo so. *L'amore è vera magia portatile: non credo sia nelle stelle, ma credo che sangue chiami sangue e mente chiami mente e cuore chiami cuore. *Ed ecco un'altra cosa che so: le molteplici scelte e possibilità della vita quotidiana sono la musica che danziamo. Sono come corde di chitarra. Pizzicale e produrrai un suono piacevole. Una frequenza armonica. Ma aggiungi sempre più corde: dieci, cento, mille, un milione. Perché si moltiplicano! [...] Canta un do di petto con una voce abbastanza potente e limpida, e puoi mandare in pezzi un cristallo. Suona la frequenza giusta sul tuo stereo a un volume abbastanza alto, e puoi mandare in pezzi una finestra. Ne deriva (almeno secondo me) che se aggiungi abbastanza corde allo strumento del tempo, puoi mandare in pezzi la realtà. *Come tutti i dolci sogni, sarà breve... ma la brevità è la chiave della dolcezza, no? Io penso di sì. Perché quando il tempo è passato, non riesci più ad acchiapparlo. Solo che a volte ci riesci. ==''A volte ritornano''== {{vedi anche|A volte ritornano}} ==''Al crepuscolo''== {{vedi anche|Al crepuscolo (antologia)}} ==''Billy Summers''== ===[[Incipit]]=== Billy Summers è seduto nella hall dell'hotel, in attesa della sua auto. E' venerdì, mezzogiorno. Anche sta leggendo una raccolta di fumetti intitolata ''Archie's Pals 'n' Gals'', pensa a Emile Zola e al suo terzo romanzo, il suo primo vero successo, ''Thérèse Raquin''. Pensa che sia un'opera decisamente giovanile. Pensa che Zola avesse appena iniziato a esplorare quello che se si sarebbe rilevato un giacimento ricco e prezioso. Pensa che Zola fosse – e sia tuttora – una versione da incubo di Charles Dickens. Pensa che una tesi del genere costituirebbe la base ideale per un saggio di critica letteraria. Non che ne abbia mai scritto uno. ===Citazioni=== *È pronto al successo, tuttavia anche alla possibilità di restare deluso. È questo il suo metodo, e finora ha sempre funzionato alla perfezione. Almeno, nel senso che non è mai finito in galera. (p. 32) *Dopo l'omicidio tutti diranno ai giornalisti che sembrava una brava persona. A Billy sta bene così. Anche lui si considera una brava persona, che però fa un lavoro sporco. (p. 49) *Conoscere le persone va bene. Ispirare simpatia e provarne nei loro confronti, anche. Ma mai avvicinarsi troppo: è una pessima idea. Avvicinarsi troppo è pericoloso. Forse, una volta fuori dal giro, le cose cambieranno. (p. 57) *Paga in [[contanti]]. I contanti soffrono di amnesia. (p. 87) *Si può entrare a far parte del panorama, se ci si trova troppo in primo piano? La risposta è semplice: no. (p. 102) *È un sicario professionista e, se non ragiona nei termini imposti dal suo ruolo, difficilmente potrà cavarsela. (p. 194) *Pensa che anche scrivere sia una specie di guerra, che però combatti con te stesso. La tua storia è esattamente ciò che ti porti addosso, e ogni volta che aggiungi qualcosa il fardello diventa sempre più pesante. (p. 225) *Potrebbe prendersela con il destino, però non crede al destino. Potrebbe dire a se stesso che tutto accade per un motivo, ma sono solo stronzate che che vanno bene per chi non è capace di affrontare la nuda verità senza aggiungere qualche orpello. (p. 283) *«Le persone cattive devono pagare per le loro azioni. E pagare caro.» (p. 316) *«Tutto può accadere, a chiunque. Bisogna soltanto giocarsi le proprie carte e sperare per il meglio.» (p. 354) *«Chi è disposto a pagare sei milioni di dollari per assassinare un assassino che ha assassinato un altro assassino?» (p. 365) *«Mai perdere un'occasione per pisciare prima di un combattimento» (p. 421) *Lo slogan sulla sua maglietta, lo slogan che fa tanto [[Las Vegas|Vegas]] e che non è riuscito a mostrare a Nick ma che ha urlato a gran voce alla madre di Frank è: SE VUOI GIOCARE, DEVI PAGARE. (p. 447) *«Forse meritava di soffrire, ma quando fai del male a qualcuno, ti resta una cicatrice. E la cicatrice è nella tua mente. Nel tuo spirito. È giusto che sia così, perché fare del male a qualcuno, uccidere qualcuno, non è una cosa di poco conto. Lasciatelo dire da chi ha una certa esperienza in materia.» (p. 538) ==''Buick 8''== ===[[Incipit]]=== '''Ora''': Sandy<br>Il figlio di Curt Wilcox veniva spesso alla stazione l'anno che suo padre morì – e intendo proprio spesso –, ma nessuno gli diceva mai di togliersi dai piedi o gli chiedeva che cosa diavolo volesse. Capivamo il motivo delle sue visite: cercava di aggrapparsi al ricordo di suo padre. I poliziotti la sanno lunga sulla psicologia del dolore; molti di noi ne sanno più di quanto vorrebbero. ===Citazioni=== *Quelli che siedono a [[capotavola]] (che hanno lavorato per arrivarci e che lavorano per restarci) non mandano mai tutto a quel paese andandosene a pescare. No. Noi che siamo seduti a capotavola continuiamo a preparare i letti, a lavare i piatti e a imballare il fieno meglio che possiamo. ''Ah, come faremmo se non ci fossi tu?'' dicono gli altri. La risposta è che la maggior parte di loro andrebbe avanti a fare ciò che vuole, come sempre. Ad andare in malora allo stesso modo di sempre. (p. 116) *Arriva sempre il momento in cui la gente scorge il quadro generale e si rende conto di aver arricciato le labbra non per baciare il destino sorridente sulla bocca, ma perché la vita le ha somministrato una pillola amara (p. 236) *E dimmi di mio padre, perché devo riuscire ad accettare la sua morte. È ovvio che devo farlo, poiché vedo la sua vita nel mio volto e il suo fantasma nei miei occhi ogni volta che mi specchio per radermi. Dimmi ogni cosa... ma non dirmi che non c'è risposta. Non ci provare neanche. Lo rifiuto. Lo nego (p. 403) ==''Carrie''== ===[[Incipit]]=== Notizia di cronaca riportata dal settimanale Enterprise di Westover (Maine) il 19 agosto 1966: '''PIOGGIA DI PIETRE.'''<br>Ci viene riferito che una pioggia di pietre è caduta da un cielo perfettamente sereno su Carlin Street, nella citta di Chamberlain, il 17 agosto. Diverse persone sarebbero state testimoni. Le pietre sono cadute sulla casa della signora Margaret White, rovinando gravemente il tetto e sfondando due grondaie e un tubo di scolo per un danno di circa 25 dollari. La signora White, vedova, abita nella casa di Grin Street con la figlioletta di tre anni, Carrie. Non si hanno commenti diretti, perché non è stato possibile avvicinare la signora White. ===Citazioni=== *Le urlò dietro degli insulti, ma lei lo ignorò. Ci voleva ben altro. Era stata insultata da veri specialisti del genere, lei. (p. 24) *Tutti pensano / che lei non sarà mai felice / finchè non si accorgerà / di essere come tutte le altre (Bob Dylan). (p. 32) *No. Non è molto importante. Il liceo non è un posto molto importante. Mentre ci vai pensi che sia una faccenda grossa, ma quando è finito nessuno pensa che sia stato gran che, a meno che non sia rincoglionito (p. 40) *Si sedette sulla piccola sedia a dondolo vicino alla finestra, chiuse gli occhi, e spazzò via dalla mente loro e tutta la confusione dei suoi pensieri consci. Era come spazzare un pavimento. Sollevi il tappeto del tuo inconscio e ci scopi sotto tutta la polvere. Tanti saluti. (p. 60) *Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più [[furbizia|furba]]. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo. (p. 64) *In America quando succede qualcosa di importante lo devono ricoprire d'oro. Così poi lo si può dimenticare. Ma dimenticare Carrie White può essere uno sbaglio terribile (p. 74) *Ma il "[[mi dispiace]]" è il pronto soccorso delle emozioni umane. E' quello che dici quando rovesci una tazza di caffè, o mandi fuori pista una boccia quando giochi a bowling. Il vero dolore è raro come il vero amore. (p. 98) *"Carrie, qualsiasi cosa sia successa prima... be', è dimenticata.""Non posso dimenticare" disse Carrie. Alzò gli occhi. Le parole che le venivano alle labbra erano: Non ce l'ho più con nessuno. Ma se le rimangiò. Era una bugia Ce l'aveva con tutti loro e ce l'avrebbe sempre avuta, e la cosa che desiderava di più era essere onesta. (p. 111) *Sarebbe un sollievo poter credere che sia naturale per gli adolescenti andare al salvataggio dell'orgoglio e autostima dell'uccello debole di becco o d'ala con un gesto del genere; ma noi sappiamo bene che non è così. L'uccello più debole non viene sollevato con dolcezza dalla polvere dai suoi simili, ma viene fatto fuori rapidamente e senza pietà." (p. 145) *Il miscuglio di emozioni e di immagini era spaventoso, indicibile. Sangue. Infelicità. Paura. L'ultimo sporco scherzo di una lunga serie di sporchi scherzi... (p. 164) ==''Cell''== ===[[Incipit]]=== La civiltà scivolò nella sua seconda era di tenebre su una prevedibile scia di sangue, ma ad una velocità che nemmeno i futurologi più pessimistici avrebbero potuto pronosticare. Fu quasi come non vedesse l'ora di finirci. Il primo giorno di ottobre, Dio era nel Suo paradiso, l'indice di borsa era a 10, 140 e quasi tutti gli aerei erano puntuali (eccetto quelli che atterravano o decollavano da Chicago, e c'era da aspettarselo). Due settimane dopo il cielo apparteneva di nuovo agli uccelli e il mercato azionario era un ricordo. A [[Halloween]], tutte le metropoli del mondo, da New York a Mosca, puzzavano fino alle stelle e il mondo di prima era un ricordo.<ref>Questa è la dicitura che appare a pagina 1 del libro. In realtà l'inizio del Capitolo 1 è il seguente: "Il fenomeno che in seguito avrebbe preso il nome di Impulso ebbe inizio alle 15. 03 del 1° ottobre, ora di New York. La definizione era naturalmente imprecisa, ma a dieci ore dall'evento quasi tutti gli scienziati in grado di farlo notare erano o morti o impazziti. In tutti i casi il nome contava poco. Quello che contava era l'effetto".</ref> ===Citazioni=== *I telepazzi sono proprietari del giorno; quando spuntano le stelle, tocca a noi. Siamo come vampiri. Come loro siamo stati confinati alla notte. Da vicino ci riconosciamo perché sappiamo ancora parlare; da breve distanza possiamo essere abbastanza tranquilli a giudicare dai bagagli e dalle armi che in numero sempre crescente stiamo trasportando, ma da lontano l'unico indizio certo è il raggio dondolante di una torcia elettrica. Tre giorni fa non solo governavamo la terra, ma soffrivamo di sensi di colpa per tutte le altre specie che avevamo spazzato via nella nostra scalata al Nirvana dei telegiornali a tutte le ore del giorno e dei popcorn nei microonde. Ora siamo gli Uomini Torcia. (p. 177) *Quello che [[Darwin]] per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. Preside Ardai (p. 230) *I telepazzi che non erano più propriamente pazzi, oppure erano pazzi in una maniera totalmente nuova, volevano che riprendessero la strada. Più di così non erano in grado di interpretare e forse era un bene. Forse era quanto di meglio. Forse era pietà (p. 290) *Sentiva anche qualcos'altro, un odore nuovo. Chiamarlo follia sarebbe stato troppo facile. (p. 441) ==''Christine''== ===[[Incipit]]=== '''Dennis'''<br>'''Canzoni da teenager'''<br>'''Prima vista'''<br>«Oh mio Dio!» esclamò all'improvviso il mio amico Arnie Cunningham.<br>«Che cosa c'è?» chiesi io. Con gli occhi strabuzzati dietro gli occhiali dalla montatura d'acciaio e una mano premuta sulla bocca, si era voltato per guardare indietro girando il collo, come se fosse montato su cuscinetti a sfera.<ref>Prima dell'inizio del racconto vi è tuttavia un breve prologo, il cui incipit è: "Questa è la storia di un triangolo d'amore. Protagonisti: Arnie Cunningham, Leigh Cabot e, naturalmente, Christine. Vorrei tuttavia che teneste presente il fatto che Christine entrò in scena per prima. È stata il primo amore di Arnie e anche se non lo giurerei, penso tuttavia che sia stata il suo unico e vero amore. Per questo sostengo che ciò che avvenne fu una tragedia".</ref> ===Citazioni=== *Se fare il ragazzo significa imparare a vivere allora fare l'adulto significa imparare a morire. *«L'amore è il più antico degli assassini. L'amore non è cieco. L'amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L'amore è un insetto che ha sempre fame.»<br />«Che cosa mangia?» domandai senza pensare.<br />«L'amicizia», mi rispose George Lebay. *C'era qualcosa di terrificante in quell'uomo... come se un freddo vento di novembre potesse avere un cervello per pensare. (p. 13) *Madre Natura quella sera si comportò come una strega pagana, una vecchiaccia a cavallo del vento che nemmeno sapeva cosa volesse dire Natale (p. 452) ==''Cose preziose''== ===[[Incipit]]=== '''Sei già stato qui'''<br>SÌ CHE ci sei stato. Sicuro. Io non dimentico mai una faccia.<br>Vieni, vieni, qua la mano! Ti dirò, guarda, ti ho riconosciuto da come camminavi prima ancora di vederti in faccia. Non avresti potuto scegliere un giorno migliore per tornare a Castle Rock. Non è un bijou? Manca poco all'apertura della caccia e poi avremo i boschi invasi da quegli scemi che tirano a tutto quello che si muove e mai che mettano la giubba arancione, e poi neve e nevischio, ma a suo tempo, a suo tempo. Adesso è ottobre, e alla Rocca ce lo teniamo buono, l'ottobre, che resti pure quanto vuole. ===Citazioni=== *Ma il vero motivo per cui era andato era quello che hanno in comune tutte le decisioni sbagliate: lì per lì gli era sembrata una buona idea. *Era stata molto più semplicemente colta alla sprovista dall'amore, quel sentimento che era il più semplice e il più forte fra tutti e quello che soprattutto non perdona. *''Perché non è affatto un uomo. Perché il diavolo ha la voce armoniosa.'' ==''Cujo''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|'''C'era una volta,'''}} ma non molto tempo fa, un mostro che arrivò a Castle Rock, nel Maine. Uccise una cameriera di nome Alma Frechette nel 1970; una donna di nome Pauline Toothaker e una studentessa delle medie superiori di nome Cheryl Moody nel 1971; una graziosa ragazza di nome Carol Dunbarger nel 1974; un'insegnante di nome Etta Ringgold nell'autunno del 1975; e un'alunna delle elementari di nome Mary Kate Hendrasen nell'inverno dello stesso anno. ===Citazioni=== *Se la vita ti dà [[limone|limoni]], fatti una bella [[limonata]].<ref>{{cfr}} [[Elbert Hubbard]]: «Era una confutazione vivente del dogma ''Mens sana in corpore sano''. Era una mente sana in un corpo malato. Ha dimostrato il paradosso eterno delle cose. Ha approfittato delle sue disabilità. Ha raccolto i limoni che il destino gli aveva mandato e ha aperto un chiosco di limonate.» Vedi anche la [[Elbert Hubbard#Attribuite|spiegazione]] dettagliata sull'origine e la diffusione della citazione.</ref> *Quello che non sai non può farti male, vero? Se un uomo attraversa una stanza buia dove c'è una voragine, se ci passa a pochi millimetri, non c'è bisogno che sappia che c'è mancato un pelo a cascarci dentro. Non c'è bisogno di avere paura. Basta che le luci restino spente. *Era tutta una bugia. Il mondo era pieno di mostri e non c'era niente che potesse impedirgli di mordere gli innocenti e gli incauti. ==''Cuori in Atlantide''== {{vedi anche|Cuori in Atlantide}} ==''Danse macabre''== ===[[Incipit]]=== Per me, il terrore – il vero terrore, ben diverso da tutti i demoni e gli orchi che avrebbero potuto vivere nella mia mente – cominciò un pomeriggio di ottobre del 1957. Avevo appena compiuto dieci anni.<br> E, come era giusto che fosse, mi trovavo al cinema: lo ''Stratford Theater'', nel centro di Stratford, Connecticut.<br> Il film che davano quel giorno era ed è uno dei miei preferiti di ogni tempo, e anche il fatto che proprio quel film – invece che un western con Randolph Scott o un film di guerra con John Wayne – fosse in programmazione era certamente appropriato. ===Citazioni=== *Ma non è una caccia. E' una danza. E a volte spengono le luci in questa sala da ballo. Ma danzeremo lo stesso,voi e io. Anche al buio. Specialmente nel buio. Posso invitarvi? (p. 26) *Non vuoi capire, al sorgere della luna mi trasformerò in lupo. Come no... e insieme a te faranno più o meno lo stesso altri cinque miliardi di persone. (p. 87) *Niente terrorizza di più di ciò che è dietro la porta chiusa, disse Nolan. Ti dirigi verso la porta nella vecchia, solitaria cassa, e senti qualcosa che gratta (p. 126) *è così raro essere invitati alla semplicità e persino alla pazzia più sfrenata. Ci dicono che si può dare briglia sciolta alle emozioni... o addirittura non mettergliele nemmeno le briglie (p. 192) ==''Doctor Sleep''== *Perché quello era allora, questo è adesso; il passato è passato ma definisce il presente. *L'importante era stare insieme, al di là del dolore che comportava, di qualsiasi tipo fosse. Il loro legame era qualcosa di speciale. *I particolari che ti scappano più facilmente sono quelli che hai davanti agli occhi. *Però, quando eri a terra, certa gente sembrava sentire la necessità di camminarti sulla schiena e schiacciarti la testa con un piede, invece di darti una mano a rialzarti. Una vergogna, ma gran parte della natura umana lo era. *Tutti stiamo morendo. Il mondo è un grande ospizio, solo con l'aria pulita. ==''Desperation''== ===[[Incipit]]=== «Oh! Oh, Gesù! Ma che schifo!»<br> «Cosa, Mary, cosa?»<br> «Non l'hai visto?»<br> «Visto che cosa?»<br> Mary si girò e nella luce cruda del deserto lui vide che il colorito le si era spento sul viso lasciandole solo le bruciature sulle guance e sulla fronte, dove non riuscivano a difenderla nemmeno le creme a più alto fattore protettivo. Era di carnagione molto chiara e si scottava con facilità.<br> «Su quel cartello. Quello del limite di velocità.»<br> «E allora?» ===Citazioni=== *[...] l'amore è un sentimento abbastanza elastico da poter comprendere una moltitudine di stranezze. Sospettava anzi che comprenderle fosse appunto uno degli scopi che aveva l'amore. *Le bambole senza bambine nelle vicinanze a curarsi di loro mettevano addosso uno scomodo disagio. *«''Che Dio può permettere a un uomo di dimenticare di aver ucciso un bambino?''», aveva urlato la mamma di Brian. «''Un Dio che vuole che quell'uomo si ubriachi un'altra volta e uccida un altro bambino, ecco quale Dio! Un Dio che ama gli ubriachi e odia i bambini!''» *«Dio non è molto indulgente, vero?» «Sì che lo è», aveva risposto il reverendo un po' stupito. «Deve esserlo per forza, proprio perché è così esigente.» «Ma è anche crudele, vero?» Gene Martin non aveva esitato. «Sì», aveva dichiarato. «Dio è crudele.» *''Se vuoi pregare, prega me'', diceva. ''Perché rivolgere preghiere a un Dio che uccide le sorelline? Non riderai più delle sue trovate buffe, non le farai più il solletico fino a farla strillare. Non le tirerai più le trecce. È morta e tu e i tuoi genitori siete in prigione. Quando tornerà, il poliziotto pazzo, probabilmente vi ucciderà tutti e tre E anche gli altri. Questo ha fatto il tuo Dio e del resto che cos'altro puoi aspettarti da un Dio che uccide le sorelline? È più pazzo del poliziotto, a ben guardare. Eppure tu ti inginocchi al suo cospetto. Avanti, Davey, datti una dritta. Fatti furbo. Prega me. Almeno io non sono'' pazzo. *La gente normalmente è dura a morire. Lì stava l'orrore. *[...] gli uomini e le donne nel pieno possesso delle loro facoltà mentali non credono in Dio. *Non puoi dirlo dal pulpito perché i fedeli ti scaccerebbero dalla città, ma è così. La ragione non c'entra niente con Dio. Dio ha a che vedere con fede e credo. Dio dice: «Ecco, tira pur via la rete. E quando non c'è più la rete, tira via anche la fune». *[...] cercava di raddrizzare almeno qualcosa, come se si ''potesse'' modificare in qualche modo una cosa così, come se la morte fosse una parola oscena da poter cancellare dal muro della vita con una sfregata di braccio. Come se il libro chiuso potesse essere riaperto e letto ancora una volta, con un finale diverso. ==''Dolores Claiborne''== ===[[Incipit]]=== Mi hai chiesto cosa, Andy Bissette? Se «capisco i diritti che mi hai spiegato»? Miseria! Com'è che certi uomini sono così ''gnucchi''?<br>No, una bella calmata te la dai ''tu''. Mettiti la lingua in saccoccia e dai retta tu a me per un po'. Ho idea che avrai da ascoltarmi per quasi tutta la notte, perciò ti consiglio di metterti il cuore in pace. ''Sicuro'' che capisco quello che mi hai letto! Credi che mi sono fatta fuori tutto il cervello da quando ti ho visto giù al mercato? È stato lunedì pomeriggio, nel caso che hai perso il conto dei giorni. Ti ho avvertito che tua moglie te ne diceva di cotte e di crude per quel pane vecchio che hai comprato. Sperperare i dollari per risparmiare i centesimi, come si suol dire. Scommetto che ci ho visto giusto, eh? ===Citazioni=== *Non c'è niente in cielo o in terra che può impedire alla gente di pensare il peggio quando è così che vuole. *Vi sembrerà magari impossibile che una vecchia bisbetica come me creda nell'amore, ma la verità è che è praticamente l'unica cosa in cui credo sul serio. *Certe volte la vita è così dannatamente comica che si può solo ridere. *Il fatto è che certe volte siamo ''obbligati'' a essere crudeli per essere buoni. *Si dice che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni e io so che è vero. Lo so per amara esperienza personale. Quello che non so è ''perché''. Come mai quando si cerca di fare la cosa giusta, così spesso si fa invece del male? *[...] scappare non risolve i tuoi problemi se il male che ti è stato fatto è troppo grande, perché dovunque scappi, ti porti dietro sempre la testa e il cuore. *«Un incidente è talvolta il miglior amico di una donna infelice.» *''Scavai una fossa per i miei nemici e ci cascai dentro io''. *Una volta ho sentito mio padre che diceva che Dio ce ne aveva tirata una sporca il giorno che aveva fatto il mondo e con il passare degli anni sono arrivata a capire che cosa voleva dire. E sapete il peggio? Certe volte è proprio buffa. Certe volte è così buffa che non puoi fare a meno di ridere anche quando il mondo ti casca a pezzi tutt'intorno. *[...] non avete notato anche voi che quando una cosa va storta, si tira regolarmente dietro anche tutto il resto? *In un mondo dove un uomo può passare mesi della sua vita a cercare di portarsi a letto la propria figlia, credo che è possibile qualsiasi cosa. *[...] il tempo è uno stretto, sapete, come quello che c'è tra le isole e la terraferma, ma l'unico traghetto che va da una sponda all'altra è il ricordo, ed è come un vascello fantasma: se vuoi che scompare, dopo un po' non c'è più. *[...] mi chiedo se c'è mai una possibilità di fuga per uno qualunque di noi dal dolore e le sofferenze della nostra vita. ==''Duma Key''== ===[[Incipit]]=== Si comincia con uno spazio [[bianco]]. Non dev'essere necessariamente carta o tela, ma secondo me dev'essere bianco. Noi diciamo bianco perché abbiamo bisogno di una parola, ma la definizione giusta è «niente». Il nero è l'assenza della luce, ma il bianco è l'assenza della memoria, il colore del non ricordo.<br>Come ricordiamo di ricordare? È una domanda che mi sono posto spesso dopo Duma Key, spesso nelle ore piccole della notte, perdendo lo sguardo nell'assenza della luce, ricordando amici assenti. Certe volte in quelle ore piccole penso all'orizzonte. Bisogna stabilire l'orizzonte. Bisogna segnare il bianco. Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è eroico. O così sono giunto a concludere. ===Citazioni=== *«Edgar, c'è niente che ti faccia felice?» «Disegnavo» «Quando?» «Da ragazzo» «Rincomincia», mi ha consigliato. «Hai bisogno di siepi» «Siepi», ho ripetuto io perplesso. «Sì, Edgar.» Era sorpreso e un po' deluso, come se non avessi colto un concetto banale. «Siepi contro la notte.» (p. 24) *Ricordate che la verità è nei particolari, comunque vediate il mondo o quale che sia lo stile che esso impone sul vostro lavoro artistico, la verità è nei particolari. Naturalmente lì c'è anche il diavolo, lo dicono tutti, ma forse la verità è il diavolo sono definizioni della stessa cosa. Può essere, sapete. (p.39) *Fame. Ha funzionato per Michelangelo, ha funzionato per Picasso, e funziona per centomila artisti che non lo fanno per amore (anche se può darsi che abbia la sua parte) ma per mettere il pane in tavola. Se vuoi tradurre il mondo, devi usare i tuoi appetiti. Vi stupisce? Non dovrebbe. Non c'è niente di più umano della fame. Non c'è creazione senza talento, ve lo concedo, ma il talento è gramo. Il talento mendica. La fame è la spinta dell'arte. (p. 117) *Inganniamo noi stessi così spesso che potremmo farne la nostra professione quotidiana. (p. 138) *So che la gente viene in Florida quando è vecchia e malata perché qui il clima è quasi sempre mite per tutto l'anno, ma credo che il Golfo del Messico abbia qualche virtù supplementare. Solo spaziare con lo sguardo in quella calma piatta e serena, piena di luce, ha un effetto terapeutico. È una parola grossa, vera? ''Golfo'', intendo. Abbastanza grossa da poterci buttare dentro molte cose e guardarle scomparire. (p. 146) *Wireman sorrise. Diventava attraente. Mi offrì la mano e io gliela strinsi di nuovo. "Sai cosa penso? Che le amicizie che si fondano sulle risa sono sempre fortunate." (p. 151) *«Non rivangare cose che appartengono alla tua altra vita». Tagliò corto Wireman. «Questa è quella nuova, dove le scarpe in cui cammini non si sono ancora modellate ai piedi.» (p.162) *Quando si tratta dei propri figli, ci si ritrova di tanto in tanto a prendere iniziative singolari affidandosi alla speranza che si risolvano per il meglio: iniziative ''e'' figli. Il mestiere di genitore è il paradigma di «accennami un paio di battute che io m'invento qualcosa». (p. 230) *Le mie gambe erano di nuovo gambe, non blocchi di cemento, e ora che sarei stato in grado di scappare, non avevo più voglia o bisogno di farlo. Poteva darsi che a loro non piacessero i miei quadri, ma non mi importava, perché io non avevo niente contro di loro. Che ridessero pure, fischiassero, che si lasciassero pure sfuggire il loro piccolo gemito di ribrezzo (o il loro piccolo sbadiglio), se così desideravano; quando fosse finita, potevo tornarmene a casa e riprendere a dipingere. E se mi avessero apprezzato? Idem come sopra. (p 315) *Dissi a me stesso che c'era tempo. È quello che diciamo sempre,no? Non immaginiamo che il tempo si esaurisca e Dio ci punisce per quello che non immaginiamo. (p. 343) *Quando qualcuno ti offre un assegno in bianco, non lo devi mai e poi mai incassare. Non era un concetto che avevo elaborato. Certe volte una verità scavalca il [[cuore e cervello|cervello]] e giunge direttamente dal [[cuore e cervello|cuore]]. (p. 352) *L'arte è il concreto articolo di fede e aspettativa, la realizzazione di un mondo che altrimenti sarebbe poco più di un velo di inutile consapevolezza teso su un golfo di mistero. (p. 447) *Avrò sempre affetto per lei, ma certe volte le persone si allontanano troppo per poter tornare indietro. Credo... sono più che sicuro che sia il nostro caso. (p. 504) *Quella fu l'ultima volta che ci parlammo e nessuno dei due lo sapeva. Non lo sappiamo mai, vero? Almeno avevamo finito scambiandoci parole d'affetto. Mi resta questo. Non è molto, ma è qualcosa. Ad altri va peggio. È quello che mi dico nelle lunghe notti in cui non riesco a dormire. Ad altri va peggio. (p. 594) *La porta d'ingresso di Big Pink era rivolta a est e il sole del mattino colpiva in pieno il volto di Wireman, illuminando una compassione così profonda da non poterla guardare. (p. 603) *L'incidente mi aveva in fondo insegnato una cosa sola: l'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire ''lo posso fare'' anche quando sai che non puoi. (p. 605) *Fatti il giorno e che il giorno faccia te. *Volevo Duma. Volevo il nero golfo e la sommessa conversazione delle conchiglie sotto di me. *Finiamo sempre per consumare i nostri crucci. ==''Fairy Tale''== ===[[Incipit]]=== SONO sicuro di riuscire a raccontare questa storia. Sono altrettanto sicuro che nessuno ci crederà. Per me va bene così. Mi basta poterla raccontare. Il mio problema — e sono certo che ce l'hanno molti scrittori, non solo i novellini come me — è decidere da dove cominciare. ===Citazioni=== *«Gli uomini coraggiosi aiutano gli altri. I vigliacchi portano doni e basta.» (p. 49) *Mi venne in mente la frase del Buddha: «Le cose cambiano». Decisi che c'era tanta verità in quelle tre parole. (p. 56) *«Il tempo è l'acqua Charlie. E la vita è solo il ponte sotto il quale quell'acqua continua a scorrere.» (p. 143) *Forse non è necessario dirvi che quell'ora mi bastò e avanzò per innamorarmi perdutamente di lei, perché forse lo sapevate già. È così che vanno queste storie no? Solo che per me non era una storia come le altre, era la mia vita. Ed era un classico esempio della fortuna di Charlie Reade: innamorarsi di una ragazza che non solo era molto più grande, ma che non aveva delle labbra che potessi baciare. (p. 267) *A volte guardiamo perché abbiamo bisogno di ricordare. E a volte le cose più orribili sono quelle che ci danno forza. (p. 372) *«''Tempus fugit'' non è niente male», disse, «ma il tempo non vola sempre via, come sa bene chiunque abba dovuto aspettare che accadesse qualcosa. Credo che ''tempus est umbra in mente'' sia migliore». (p. 470) *Ci si abitua alle cose più stupefacenti: tutto qui. Alle sirene e ai grandi schermi, ai giganti e ai telefoni cellulari. Se una cosa si trova nel tuo mondo, ne accetti subito l'esistenza. È meraviglioso, non trovate? Se però guardate tutte queste cose da un'altra prospettiva, sono terribili. Pensate che Gogmagog sia spaventoso? Il nostro mondo è seduto sopra un arsenale di armi nucleari che potenzialmente sarebbe in grado di distruggere il pianeta, e se non è magia nera questa, non saprei come definirla. (p. 473) *C'è un pozzo scuro in ognuno di noi, credo, e la vena non si esaurisce mai. Però se bevi da quel pozzo, lo fai a tuo rischio e pericolo, perché l'acqua è avvelenata. (p. 509) *Dovevo fargli pagare le sue colpe e, come sappiamo tutti, la vendetta è una gran brutta bestia. (p. 588) *In tutta la storia del mondo — di ''tutti'' i mondi —, gli sbagli rimangono tali, anche quando sono inconsapevoli. (p. 602) *Tutti quei libri che aveva letto nella biblioteca del palazzo... nessuno raccontava la storia che è alla base di tutte le culture, ossia che se fai un patto con il [[diavolo]], non potrai più liberartene. (p. 627) ==''Il gioco di Gerald''== ===[[Incipit]]=== Jessie sentiva la porta di servizio che sbatteva piano, a intervalli regolari, nella brezza d'ottobre che soffiava per la casa. In autunno lo stipite si gonfiava puntualmente e occorreva tirare la porta con forza per serrarla. Questa volta se n'erano dimenticati. Pensò di dire a Gerald di andare a chiuderla prima che fossero troppo lanciati, con il rischio che quel rumore le facesse saltare i nervi. Poi rifletté che date le circostanze era ridicolo. Avrebbe guastato l'atmosfera.<br>''Quale atmosfera?'' ===Citazioni=== *[...] esistono incubi che non scompaiono mai del tutto. *Ci sono ricordi che succhiano la mente delle persone come crudeli sanguisughe e certe parole [...] le resuscitavano all'istante alla loro vita avida e febbrile. *Certe volte gli amici non possono fare a meno di preoccuparsi. *Quella voce insisteva che al buio le cose cambiano. Le cose cambiano ''specialmente'' al buio, affermava, quando una persona è sola. In quella condizione, dalla gabbia che contiene l'immaginazione cadono i lucchetti e allora ''qualunque cosa'' può mettersi a circolare liberamente. *Aveva pensato, e non per la prima volta, che essere adulti sembrava più un castigo che un premio. ==''Il miglio verde''== ===Introduzione=== *Soffro di insonnia ciclica [...] cosicché cerco di avere sempre a disposizione una storia per le notti in cui non riesco a prendere sonno. Allora, sveglio nel buio, la racconto a me stesso, scrivendola nella mente come farei alla macchina per scrivere o al computer [...] Ogni notte ricomincio da capo e, prima di addormentarmi, arrivo un po' più avanti della notte precedente. Dopo cinque o sei notti, di solito ho memorizzato interi brani di prosa. Sembrerà anche un esercizio da svitati, ma l'effetto è sedativo... e come passatempo è mille volte meglio che contare le pecore. (p. VII) *Sono felice che {{NDR|il romanzo}} sia stato apprezzato da un così vasto numero di lettori. E devo ammettere che in fondo è una gran bella storia da leggere prima di dormire. (p. XI) ===[[Incipit]]=== Gli avvenimenti risalgono al 1932, quando il penitenziario di stato si trovava ancora a Cold Mountain. E là c'era anche naturalmente la [[sedia elettrica]].<br />I detenuti scherzavano sulla sedia, come sempre si fa delle cose di cui si ha paura, ma da cui non ci si può sottrarre. La chiamavano Old Sparky, come dire la Scintillante, o Big Juicy, la Scaricona. Circolavano battute sulla bolletta della luce e su come e dove Moores, il direttore del nostro carcere, avrebbe cucinato il suo pranzo del Ringraziamento, quell'autunno, con la moglie Melinda troppo malata per mettersi ai fornelli.<br />Ma in quelli che dovevano veramente sedervisi, la voglia di scherzare si spegneva in un baleno. Nel periodo da me trascorso a Cold Mountain ho presieduto a più di settantotto esecuzioni (questo è un numero sul quale non ho mai fatto confusione; me lo ricorderò sul letto di morte) e credo che, per la maggioranza di quegli uomini, la verità di ciò che stava accadendo li colpiva finalmente come una legnata quando gli bloccavano le caviglie alla solida quercia delle gambe di Old Sparky. In quel momento (vedevi la consapevolezza riempirgli piano piano gli occhi, una specie di freddo sgomento) si rendevano conto che le gambe avevano concluso la loro carriera. Dentro vi scorreva ancora il sangue, i muscoli erano ancora reattivi, ma avevano chiuso lo stesso; non avrebbero percorso nemmeno più un metro di un sentiero fra i boschi, non avrebbero più ballato con una ragazza a qualche festa di campagna. Ai clienti di Old Sparky la coscienza della propria morte saliva dalle caviglie. C'era un sacchetto nero di seta da mettergli sulla testa quando avevano finito di pronunciare le loro ultime parole, perlopiù incoerenti. Il cappuccio era per loro, ma io ho sempre pensato che in realtà fosse per noi, per impedirci di vedere l'orribile marea di sgomento che sale nei loro occhi quando cominciano a capire che moriranno con le ginocchia piegate. ===Citazioni=== *[...] è così che va nella vita. Sei lì a scivolare via sul velluto, con tutto quanto che quadra secondo il manuale, poi commetti un piccolo errore e trac! Ti casca addosso il cielo. *Ci saranno quelli tra voi che lo troveranno fuori luogo e tutti gli altri lo giudicheranno grottesco, ma lasciate che vi dica una cosa, amici miei: sempre meglio un [[amore]] bizzarro che nessun amore. *Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n'è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso. *Puoi condurre un cavallo all'acqua ma non puoi obbligarlo a bere. *E le persone sottoposte a tensione possono spezzarsi. Farsi del male. Fare del male agli altri. Qualche volta mettono nei guai anche gente come noi. *Il fatto semplice è che il mondo gira. Puoi sederti e girare con il mondo o puoi alzarti in piedi per protestare e venire catapultato fuori. *Infinite sono le corse di scarsa importanza, ma mi sono reso conto che non basta questo a impedire a un uomo di arrovellarvisi. *Certe volte a un uomo prende il bisogno di conoscere una cosa e se ne fa un tormento che è peggio di una maledizione, e così fu per me allora. *Quando passi la vita intera a occuparti di gente sporca, non puoi evitare che resti attaccato un po' di fango. *Credo che ci sia del bene nel mondo, il quale tutto è dispensato in un modo o in un altro da un Dio amorevole. Ma credo che esista anche un'altra forza, in tutto e per tutto reale quanto il Dio al quale ho elevato le mie preghiere per tutta la vita, una forza che si adopera scientemente con l'intento di guastare tutte le nostre buone intenzioni. Non alludo a Satana, non a lui (anche se credo nella sua esistenza), ma a un demone della discordia, un essere pervaso di beffarda stupidità che ride di gioia quando un vecchietto si dà fuoco cercando di accendersi la pipa o quando un adorato bambino piccolo si mette in bocca il primo giocattolo ricevuto in regalo a Natale e ne muore soffocato. *La mano di un uomo è come un animale addomesticato solo per metà: fa la brava quasi sempre, ma di tanto in tanto scappa e morde la prima cosa che vede. *Il tempo si prende tutto, che tu lo voglia o no. Il tempo si prende tutto, il tempo lo porta via, e alla fine c'è solo oscurità. Talvolta incontriamo altri in quella oscurità e talvolta li perdiamo di nuovo là dentro. ==''Incubi & deliri''== {{vedi anche|Incubi & deliri}} ==''Insomnia''== ===[[Incipit]]=== Nessuno, e il dottor Litchfield meno ancora, dichiarò fuori dei denti a Ralph Roberts che sua moglie stava per morire, ma venne il momento in cui Ralph lo capì senza bisogno che qualcuno glielo dicesse. Nella sua testa i mesi tra marzo e giugno erano un confuso pandemonio, un periodo di colloqui con medici, corse serali all'ospedale con Carolyn, pellegrinaggi ad altri ospedali in altri stati per analisi speciali (Ralph impiegava la gran parte del tempo dedicato ai trasferimenti a ringraziare Iddio per l'assicurazione medica di Carolyn), indagini personali alla Biblioteca Pubblica di Derry, dapprima alla ricerca di risposte che gli specialisti potessero aver trascurato, in seguito a cercare solo fili di speranza a cui aggrapparsi. Quei quattro mesi li aveva vissuti come trascinato, ubriaco, per un luna park perverso, dove le persone sulle montagne russe urlavano veramente di paura, le persone perse nella casa degli specchi si erano smarrite veramente, e gli inquilini dei baracconi dei fenomeni viventi ti guardavano con un sorriso falso sulle labbra e il terrore negli occhi. ===Citazioni=== *Il sonno è l’eroe ignorato e il medico del povero. Shakespeare disse che è il filo con cui rammendare la manica sfilacciata delle nostre pene. Napoleone le definiva iil lato benedetto della notte e Winstone Churchill, uno dei grandi insonni del ventesimo secolo, diceva che era l’unico sollievo che trovava alle sue profonde depressioni. (p. 129) *''Si può morire per un brutto sogno?'' si domandò e in risposta udì la voce di Joe Wyzer: ''Certo che si può, Ralph, anche quando sulla riga della causa del decesso il medico legale scrive'' suicidio. (p. 229) *L'aspetto peggiore della vecchiaia è la solitudine, credo, non sono tutti i dolori e gli acciacchi, o i problemi di digestione, o il fatto che resti senza fiato dopo una rampa di scale che a vent'anni salivi praticamente ''volando''. No, è sentirsi soli. (p. 394) *''Ci sono coloro tra voi che pensano che ogni cosa avvenga secondo un disegno e ci sono coloro che pensano che tutti gli accadimenti siano solo conseguenza di circostanze casuali. La verità è che la vita è un insieme di casualità e finalità anche se non in uguale misura.'' (p. 439) *C'era un recondito lato malvagio nella natura di Derry e quando i loro animi si riscaldavano, si sapeva che i suoi abitanti erano capaci di abbandonarsi a eccessi di estrema gravità. (p. 463) *''Io essere forte e io essere morte! Io porto il canto e io porto il pianto! Sì, io posso essere quello che voglio. Forse tu non lo sai, ma il cambiar forma è una veneranda tradizione di Derry.'' (p. 674) *A Derry gli oggetti che scompaiono nelle fogne hanno l'abitudine, non sempre lodevole, di riapparire. (p. 713) ==''It''== ===[[Incipit]]=== Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia. La barchetta beccheggiò, s'inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l'incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d'autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case. Pioveva ininterrottamente ormai da una settimana e da due giorni si erano alzati i venti. ===Citazioni=== *Il clown, aveva spiegato Hagarty, era un incrocio fra Ronald McDonald e Bozo, quel vecchio pagliaccio televisivo. Almeno così gli era sembrato sulle prime. Il riferimento gli era stato suggerito da quei ciuffi spettinati di capelli arancione. [...] Il sorriso dipinto sulla sua faccia bianca era rosso, non arancione, e gli occhi brillavano di uno strano color argento. [...] Indossava un ampio costume con enormi bottoni arancione a pompon e sulla mani aveva guanti da cartone animato. *Ragazzi, il romanzesco è la verità dentro la bugia, e la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste. (dalla dedica del romanzo) *Buona fortuna, Big Bill, pensò Ben e preferì non guardare più. Ne soffriva, provava un dolore in un luogo così intimo che nessun vampiro o licantropo sarebbe mai riuscito a raggiungere. Se ha da essere così, così sia. Ma tu non l'amerai mai come l'amo io. Mai. *La tartaruga non ci può aiutare. *Qualcuno mi ha telefonato. Una persona che conoscevo molto tempo fa. In un altro posto. Allora accadde una cosa. Io feci una promessa. Tutti promettemmo che saremmo tornati se quella cosa fosse ricominciata. E mi sa che ci siamo. *Abitavamo a [[Derry]]. C'era stata un'alluvione, ma era quasi finita, e George si annoiava. Io ero a letto con l'influenza. Mi chiese di costruirgli una barca con un foglio di giornale. Io l'avevo imparato l'anno prima, al campeggio estivo. Disse che voleva farla navigare nei rigagnoli di Witcham Street e Jackson Street, perché le strade erano ancora piene di acqua. Così gli fabbricai la barchetta e lui mi ringraziò e uscì e quella fu l'ultima volta che vidi mio fratello George vivo. Se non avessi avuto l'influenza, forse avrei potuto salvarlo. *Tornare a Derry. Perché avevamo promesso, mi ha detto, ed è vero. Abbiamo promesso. Tutto noi. Da ragazzi. Nel ruscello che attraversa i Barren, tenendoci per mano in circolo, dopo che ci eravamo tagliati i palmi con un pezzo di vetro. Sembravamo un gruppo di ragazzini che giocano ai fratelli di sangue, solo che si faceva sul serio. *E promettemmo, ''giurammo'' che se non era finita, se avesse dovuto ricominciare... saremmo tornati. E l'avremmo rifatto. E l'avremmo fatto smettere. Per sempre. *Può ''un'intera città'' essere posseduta? *Potresti giungere alla conclusione di esserti imbattuto nel peggiore dei segreti di Derry... ma ne resta sempre un altro da scoprire. E un altro. E un altro ancora. *Che cosa si ciba a Derry? Che cosa si ciba ''di'' Derry? *Ci sono realtà qui a Derry che mordono. Lascia stare. ''Lascia stare''. *Un vecchio mi raccontò di come sua moglie avesse udito delle voci che le parlavano dallo scarico del lavello in cucina durante le tre settimane precedenti la morte della loro figliola, agli inizi della stagione invernale del 1957-58. *Io penso che ciò che era qui prima è qui ancora, la cosa che era qui nel 1957 e 1958; la cosa che era qui nel 1929 e nel 1939 quando la Legione della Rispettabilità Bianca diede alle fiamme il Punto Nero; la cosa che era lì nel 1904 e 1905 e alli'inizio del 1906, almeno fino all'esplosione delle Ferriere Kitchener; la cosa che era lì nel 1876 e 1877, la cosa che si è manifestata ogni ventisette anni circa. Qualche volta viene un po' prima, qualche volta un po' più tardi... ma viene sempre. *Buddinger e Ives concordarono anche su un altro aspetto: nell'atmosfera qui a Derry c'è qualcosa di sbagliato. A Derry c'è ''sempre'' stato qualcosa di sbagliato. *Il tasso di omicidi a Derry è sei volte superiore a quello di qualunque altra cittadina di analoghe dimensioni nel New England. *Qui a Derry i più giovani scompaiono nel nulla al ritmo di una cinquantina l'anno. Perlopiù sono adolescenti. Vengono classificati scappati di casa. Immagino che questa ipotesi sia valida per alcuni di loro. *Massacro indiano? Difficile. Né cadaveri, né ossa. Alluvione? Non quell'anno. Malattia? Nessuna traccia nelle comunità più vicine. Scomparvero senza una causa apparente. Tutti. Trecentoquranta persone. Senza lasciare traccia. *Gli piaceva l'odore dei libri, un odore di spezie, che aveva del favoloso. Ogni tanto passava tra gli scaffali per gli adulti, rimirando migliaia di volumi e immaginando un mondo di vite dentro ciascuno di essi, come talvolta camminando per la sua via in un crepuscolo affocato e affumicato di un pomeriggio di tardo ottobre, il sole ridotto a una linea di arancione cupo all'orizzonte, immaginava le vite che si svolgevano dietro tutte quelle finestre: persone che ridevano o litigavano o sistemavano i fiori o davano da mangiare ai bambini o a cani e gatti, oppure desinavano loro stessi guardando la telescatola. *C'era qualcuno in quel groviglio di erba alta e bassi cespugli in lontananza. In una mano inguantata di bianco teneva un grappolo di palloncini, rossi e gialli e blu e verdi. Con l'altra gli aveva indirizzato un cenno. Non ne aveva visto il volto, troppo distante, ma ne aveva visto il costume ampio con i grossi pompom arancione per bottoni e il gran fiocco giallo e cadente. Era un clown. *[[Haiku]] era una sana forma poetica, secondo Ben, perché era poesia ''strutturata''. Non c'erano regole segrete. Diciassette sillabe, un'immagine che rappresentasse un'emozione ed era fatta. Tombola. Era pulita, era funzionale, era interamente circoscritta e dipendente dalle proprie regole. *Brace d'inverno, <br /> I capelli tuoi, <br /> Dove il mio cuore brucia. *La Derry School covava oscuri pensieri sotto una pelle livida di cielo. Il vento soffiava senza interruzioni. I gancetti sulla corda della bandiera risuonavano malinconicamente contro l'asta d'acciaio. *La persona sconosciuta indossava quel che sembrava un costume da clown color bianco argento. Gli tremava intorno a corpo in quel vento polare. Portava abnormi scarpe arancioni ai piedi. S'intonavano ai bottoni a pompon che aveva sul davanti del costume. In una mano stringeva un mazzo di spaghi che trattenevano un grappolo variopinto di palloncini e quando Ben si era accorto che quei palloncini erano inclinati nella sua direzione, la sensazione di trovarsi in un mondo irreale si era fatta più intensa. *''Volano, Ben! Tutti volano! Provane uno e vedrai!'' *Sebbene l'ultimo barlume di luce del giorno avesse disteso un alone rosato sul ghiaccio del Canale, il clown non proiettava un'ombra. Assolutamente niente. *Ti piacerà qui, te lo prometto, a tutti i ragazzi e le ragazze che incontro piace molto perché qui è come l'isola dei divertimenti di ''Pinocchio'' e il paese del Mai-Mai di ''Peter Pan''; non devono mai diventare grandi ed è quello che tutti i bambini desiderano! Perciò vieni! Vieni a vedere tutte le meraviglie, prendi un pallonicno, dai da mangiare agli elefanti, gioca sullo scivolo! Oh ti paicerà e oh, Ben, vedrai come ''volerai''... *Gli occhi di George nella fotografia si mossero. Si alzarono a incontrare quelli di Bill. L'artificiale sorriso fotografico di George si trasformò in un orrido sogghigno. L'occhio destro ammiccò: ''A presto, Bill. Nel mio armadio. Forse stanotte''. *''Lui sta andando verso'' MAIN, N.H., NEW ENGLAND SETTENTRIONALE – TUTTE LE DIREZIONI. ''Ma anche verso Derry e a Derry c'è qualcosa che dovrebbe essere morto da ventisette anni e invece non lo è. Qualcosa che ha tante facce quante un imitatore. Ma che cos'è in realtà? Non erano riusciti alla fine a vederlo come era realmente dietro alle sue mille maschere?'' *La casa al numero 29 di Neibolt Street era appena fuori dallo scalo di Derry. era vecchia, con le assi chiodate alle finestre, la veranda che piano piano sprofondava nel terreno, un campo di sterpaglie al posto del prato. Un vecchio triciclo, arrugginito e ribaltato era nascosto nell'erba con una ruota che ne affiorava di sghimbescio. *A metà circa della staccionata cresceva un mazzo mostruoso di girasole. Il più alto dei quali arrivava quasi a due metri. Piacque poco a Richie il loro aspetto gonfio e maligno. Frusciarono in un colpo di vento e gli sembrò quasi che annuissero confabulando: ''Ci sono i ragazzi, non è bello? Altri ragazzi. I nostri ragazzi.'' Richie rabbrividì. *Beep-beep. (usato dai bambini per zittirsi scherzosamente) *E quasi per sbaglio Eddie scoprì una delle grandi verità della sua [[infanzia]]: i veri mostri sono gli adulti. *"I [[Biscotto della fortuna|biscotti della fortuna]], quelli non ve li potete dimenticare!".<br />"Ah già", replicò Richie. "Tanto so qual è il mio [[Oroscopi dai libri|oroscopo]]. {{maiuscoletto|Presto sarai divorato da un grosso mostro. Buona giornata}}." *Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l'ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo... ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po' di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio. *Ma chi sa per quanto tempo può durare un [[lutto]]. Non è possibile che dopo trenta o quarant'anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un'assenza che non potrà mai più essere riempita.. forse nemmeno dopo la morte. *Avrebbe voluto dir loro che quei ragazzi morti scesi dalla scala a chiocciola avevano fatto qualcosa di ben peggio che spaventarlo. Lo avevano profanato. *Stanno stretti sotto ai letti sette spettri a denti stretti. *Forse non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore. *[...] quel misero gruppuscolo di nati perdenti con il loro piccolo club segreto in quella località nota come i Barrens, i "brulli", buffo nome per una zona così lussureggiante di vegetazione. A credersi esploratori nella giungla, o genieri della Marina americana a disboscare un atollo nel Pacifico per una pista d'atterraggio tenendo testa ai giapponesi; a immaginarsi costruttori di una diga, cowboy, astronauti in un mondo di giungla; a inventarsi di tutto e tutto si poteva inventare, ma sempre senza dimenticarsi di quello che stavano facendo veramente: si nascondevano dai ragazzi più grandi, si nascondevano a Henry Bowers e Victor Criss e Belch Huggins e tutti gli altri. Che branco di miserevoli erano stati: Stan Uris con quel nasone da ebreo; Bill Denbrough che a parte "Hi-yo, ragazzi" non sapeva dire niente senza balbettare così spaventosamente da farti torcere le budella; Beverly Marsh con i suoi lividi e le sigarette nascoste nella manica arrotolata della camicetta; Ben Hanscom, così grosso da sembrare una versione umana di Moby Dick; e Richie Tozier, con quei fondi di bottiglia che aveva per occhiali e i suoi voti da primo della classe e la sua lingua saggia e quella faccia che sembrava supplicare di essere squinternata e ricomposta in forme nuove ed eccitanti. C'era una parola per definirli? Oh sì. C'è sempre una parola. Nel loro caso era impiastri. *Si sveglia da questo sogno incapace di ricordare esattamente che cosa fosse, a parte la nitida sensazione di essersi visto di nuovo bambino. Accarezza la schiena liscia di sua moglie che dorme il suo sonno tiepido e sogna i suoi sogni; pensa che è bello essere bambini, ma è anche bello essere adulti ed essere capaci di riflettere sul mistero dell'infanzia... sulle sue credenze e i suoi desideri. Un giorno ne scriverò, pensa, ma sa che è un proposito della prim'ora, un postumo di sogno. Ma è bello crederlo per un po' nel silenzio pulito del mattino, pensare che l'infanzia ha i propri dolci segreti e conferma la [[mortalità]] e che la mortalità definisce coraggio e amore. Pensare che chi ha guardato in avanti deve anche guardare indietro e che ciascuna vita crea la propria imitazione dell'immortalità: una ruota. O almeno così medita talvolta Bill Denbrough svegliandosi il mattino di buon ora dopo aver sognato, quando quasi ricorda la sua infanzia e gli amici con cui l'ha vissuta. *Era successo qualcosa di nuovo. Per la prima volta da sempre, qualcosa di nuovo.<br/>Prima dell'universo esistevano solo due cose. Una era It e l'altra la Tartaruga. It era arrivato sulla Terra molto tempo dopo che la Tartaruga si era ritirata nel suo guscio, e lì aveva scoperto una facoltà immaginifica del tutto nuova, quasi straordinaria. Le capacità di questa immaginazione rendevano il cibo molto nutriente. I suoi denti straziavano carni paralizzate da esotici terrori e paure voluttuose: esseri che sognavano di mostri notturni e sabbie mobili; contro la loro stessa volontà, si affacciavano su baratri senza fondi.<br/>Grazie a quel cibo nutriente It conduceva la sua esistenza in un semplice ciclo di veglia per mangiare e sonno per sognare. Aveva creato un luogo a sua immagine e lo rimirava con orgoglio dai pozzi neri che aveva per occhi. Derry era il suo mattatoio, la popolazione di Derry erano le sue greggi.<br/>Così era stato.<br/>Poi... quei bambini.<br/>Un fatto nuovo. Per la prima volta da sempre. ==''Joyland''== ===[[Incipit]]=== La macchina ce l’avevo, ma la maggior parte delle volte, in quell’autunno del 1973, me la feci a piedi da Joyland agli appartamenti sulla spiaggia della signora Shoplaw, a Heaven’s Bay. Sembrava la soluzione migliore. L’unica in effetti. Ai primi di settembre, Heaven’s Beach era quasi completamente deserta, in perfetta sintonia con il mio umore. È stato l’autunno più bello della mia vita; continuo a sostenerlo anche quarant’anni dopo. ===Citazioni=== *Da ventunenne, la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla. (p. 21) *Quando c’è in ballo il passato, ''tutti'' diventiamo romanzieri. (p. 41) ==''L'acchiappasogni''== ===[[Incipit]]=== Era diventato il loro motto, e Jonesy proprio non si ricordava chi di loro avesse cominciato a dirlo per primo. 'Render pan per focaccia è una stronzata' era stata una sua creazione. 'Fanculo, Freddy' e un'altra serie di oscenità ben più colorite erano un parto di Beaver. Henry era stato quello che aveva imposto 'Tutto andrà come vorrà', il genere di cazzata zen che piaceva a lui, fin da quando erano bambini. Ma che dire di Smag? chi aveva avuto quella pensata?<br>Poco importava. Ciò che contava è che avevano creduto alla prima metà della sigla quando erano un quartetto e a tutta quand'erano in cinque, e poi alla seconda metà quando erano ridiventati quattro. Fu allora che i tempi divennero più cupi. Le giornate 'Fanculo, Freddy si fecero più frequenti. Se ne rendevano conto senza sapere il perché. Sapevano che qualcosa non tornava – o perlomeno che c'era c'era qualcosa di diverso– ma non capivano esattamente che cosa. Sapevano di essere intrappolati, ma non in che modo. E tutto questo molto prima delle luci nel cielo. Prima di McCaarthy e Becky Shue.<br>Smag: talvolta è solo un modo di dire. E talvolta non credi in nulla al di fuori dell'oscurità. E allora come procedi? ===Citazioni=== *Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così. *Non si aspettava una risposta: erano domande pronunciate ad alta voce solo per sentirne il suono consolante in quel luogo di morte, ma una risposta venne comunque (p. 275) *Qui non mi perdo così come non mi perderei nella mia camera da letto. E neppure devo frugare alla ricerca di quel che mi occorre. Questo posto mi appartiene. Benvenuto nella tua testa, ragazzo mio (p. 360) ==''L'Istituto''== ===[[Incipit]]=== Mezz'ora dopo l'orario previsto per il decollo del volo Delta che avrebbe portato Tim Jamieson da Tampa alle luci brillanti e ai grattacieli di New York, il velivolo era ancora parcheggiato al gate. Non appena un agente della Delta e una donna bionda con un badge della sicurezza appeso al collo entrarono in cabina, i passeggeri stipati in economy si lasciarono andare a un mormorio carico di fastidio e di premonizioni. ===Citazioni=== *Da piccole cose nascono grandi eventi (p. 8) *L'onestà era comunque la politica migliore, se non altro perché le menzogne [...] finivano quasi sempre per ritorcersi contro chi le aveva raccontate. (p. 13) *Leggeva legal thriller di [[John Grisham]] e la serie intera del '' Trono di Spade''. Era un grandissimo fan di [[Tyrion Lannister]]. Tim sapeva che c'era una serie tv basata sui libri di Martin, ma non sentiva alcun bisogno di guardarla: la sua immaginazione produceva da sola tutti i draghi che aveva bisogno. (p. 28) *La vita che crediamo di vivere non è reale. È solo un teatrino di ombre cinesi, e per quanto mi riguarda sarò ben lieto quando le luci si spegneranno. Al buio, le ombre spariscono. (p. 31) *Tra mezzanotte e le quattro del mattino tutti dovrebbero parlare liberamente. (p. 31) *«Figliolo, come fai a sapere queste cose?» Luke si strinse nelle spalle «[[Wikipedia]], tanto per cominciare. Poi rintraccio le fonti principali citate negli articoli di Wikipedia» (p. 51) *La vita era fondamentalmente un lungo test di ammissione, solo che invece di quattro o cinque alternative possibili, ne avevi decine. Incluso stronzate come '' ogni tanto'' e ''forse sì o forse no''. (p. 56) *Ecco cosa siamo noi: un branco di pellerossa abbastanza ingenui da credere a qualunque cosa sembri buona e che somigli a un... ''lieto fine del cazzo!'' (p. 90) *Luke scopri di ammirarlo ugualmente. Non aveva accettato la situazione. «Ascoltate, gente! Potete farmi il culo quanto volete, e potete portarmi nella Seconda Casa, ma continuerò a lottare a ogni passo! ''Nick Wilholm non si vende per quattro perline e una coperta pulciosa!''» (p. 91) *Pensò all'autore di satire, [[Giovenale]] , il quale sosteneva che bastasse dare alla gente pane e spettacoli circensi perché tutti fossero felici e non causassero guai. Probabilmente lo stesso poteva valere per l'alcol e le sigarette. (p. 93) *Se devi combattere, scegli quando farlo. (p. 100) *C'erano sempre soluzioni per tutto, e l'apprendimento consisteva proprio nello scoprirle. (p. 114) *Meglio – e più sicuro – convincersi che quella donna fosse esattamente come l'aveva immaginata, a meno che e finché non si fosse dimostrata diversamente. Era una brutta situazione, su questo non c'erano dubbi, e ingannare se stesso rischiava di essere il peggiore errore che potesse commettere. (p. 116) *Quando qualcuno diceva «fidati di me», di solito stava mentendo. (p. 120) *Era bello avere uno scopo, nella vita. Ti aiutava a superare i momenti peggiori. (p. 145) *Metti i tuoi desideri su un piatto e la merda sull'altro, e vedrai da che parte pende la bilancia. (p. 222) *L'inferno vi attende. Sarò lì ad aspettarvi. (p. 290) *Pensò all'[[entropia]]. La tendenza a procedere per inerzia quando le cose vanno bene. La tendenza a dare le cose per scontate. (p. 294) *Benché non credesse esattamente in Dio, considerando le prove della sua esistenza meno convincenti del loro contrario, pregò ugualmente. (p. 350) *C'era una spugna imbevuta di dolore nella sua testa, da cui lei cercava di tenersi lontana il più possibile. Nascondersi dal dolore era una reazione sensata, almeno finché funzionava. Il problema era che la spugna avrebbe continuato a gonfiarsi fino a quando non ci fosse più stato un posto dove nascondersi, e l'avrebbe inchiodata contro le pareti del suo stesso cranio, come una mosca contro il muro. A quel punto, lei non ci sarebbe più stata. (p. 377) *«I più grandi segreti del nostro governo sono stati sbandierati in Internet grazie a una specie di sistema illegale che si chiama...»<br>«[[WikiLeaks]]. So di cosa si tratta.» (p. 382) *«''Beep Beep, Beep Beep, il coyote ti è ADDOSSO! Beep Beep, se non scappi ti spolpa fino all'OSSO!''» (p. 389) *Perché quella era una partita a scacchi, e non bastava sapere la mossa successiva, o quella dopo ancora. Bisognava essere tre mosse avanti, era questa la regola. E disporre di tre alternative per ogni mossa, a seconda della reazione dell'avversario. *[..] quello che facevi per te stesso era ciò che ti dava potere (p. 394) *Prima schiudi appena i pugni. Quelli che si trovano in fondo alla tue braccia, ma anche quellli che hai nella testa. Concediti davvero la possibilità di vivere felice e contento. (p. 556) ==''L'ombra dello scorpione''== ===[[Incipit]]=== «Sally.»<br>Un borbottio.<br>«Svegliati, Sally.»<br>Un borbottio più forte: '''sciami in pace''.<br>La scosse più bruscamente.<br>«Svegliati. Devi svegliarti!»<br>Charlie.<br>La voce di Charlie. La stava chiamando. Da quanto tempo?<br>Sally emerse dal sonno. ===Citazioni=== *Nel sottosuolo del deserto californiano, finanziato con il denaro dei contribuenti, qualcuno aveva finalmente inventato una [[catena di sant'Antonio]] che funzionava davvero. Una catena di sant'Antonio decisamente letale. *A volte, pensò, il vero amore è muto oltre che cieco. *Anche la compagnia dei pazzi era meglio della compagnia dei morti. *Al crepuscolo, anche un tronco d'albero, se lo guardi nel modo giusto, ti mette paura. Siamo tutti mortali, grazie a Dio. *Se torni da queste parti, Stu, e rinnovi l'invito a unirmi a te, probabilmente accetto. È questo il destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della [[uomo|razza umana]]? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare. (Bateman, a Stu) *Non è colpa di nessuno. A meno che non esista Dio, s'intende. Se Dio esiste, allora è colpa Sua. E quando Lo vedrò, ho intenzione di darGli un calcio nelle palle. (Perion a Harold) *Ma nessuno sa quanto durano cinque minuti nel buio; si potrebbe dire che, nel buio, cinque minuti non esistono. *Il bello della mania [[religione|religiosa]] è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto le Sue meraviglie,» si può buttare allegramente la logica dalla finestra. La mania religiosa è uno dei pochi metodi infallibili per reagire ai ghiribizzi del mondo, perché elimina totalmente il puro caso. Per il perfetto maniaco religioso, tutto ha un suo scopo. *La madre dei peccati era l'[[orgoglio]]. L'orgoglio era la faccia femminile di Satana nella razza umana, il silenzioso uovo del peccato, sempre fertile. *Non si può rimettere le mani sulle cose fatte e ribaltarle nel verso giusto. Quello è un potere forse degli dei, ma non degli uomini e delle donne, e questo probabilmente era una buona cosa. In caso contrario, la gente sarebbe morta di vecchiaia ancora impegnata a riscrivere la propria adolescenza. *Sapendo che il passato è fuori dalla propria portata, forse è possibile perdonare. *I giochi, certe volte, hanno un loro modo di diventare una faccenda seria. *La gente che cerca con tutte le forze di fare ciò che ritiene giusto sembra sempre pazza. *Ha l'aspetto di uno qualunque che si incontra per strada. Ma quando sogghigna, gli uccelli cadono morti dai fili del telefono. Quando ti guarda in un certo modo, la tua prostata marcisce e la tua urina brucia. L'erba ingiallisce e muore quando lui sputa. È sempre fuori. È venuto fuori dal tempo. Non conosce se stesso. Ha il nome di mille demoni. Una volta Gesù l'ha spinto in un branco di maiali. Il suo nome è Legione. Ha paura di noi. Noi siamo dentro. Lui conosce la magia. Può chiamare le volpi e vivere nei corvi. È il re di nessun luogo. Ma ha paura di noi. Ha paura del... dentro. *Quando si morde la mano che ti nutre, bisogna aspettarsi che quella mano tesa si stringa in un pugno. La vita andava così; non solo: la giustizia andava così. *Dio chiede sempre un sacrificio. Ha le mani tutte insanguinate. *Sembravano tutti in attesa e in guardia. A volte cadeva uno strano silenzio tra loro e i loro occhi sembravano persi nel vuoto, come se stessero facendo tutti lo stesso brutto sogno. Facevano delle cose senza chiedere perché le stavano facendo, per quale scopo. Era come se questa gente si fosse messa addosso delle maschere di contentezza, ma avesse sotto delle facce di mostri. Una volta aveva visto un film pauroso, così. Quella specie di mostri si chiamano lupi mannari. ==''La bambina che amava Tom Gordon''== ===[[Incipit]]=== Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina dei primi di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 GORDON sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: ''Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria''. Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva. ===Citazioni=== *Il mondo aveva i denti e con quei denti poteva morsicarti in qualsiasi momento. *Io non credo in nessun Dio veramente pensante che prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e ogni insetto in India, un Dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d'oro e ci giudica quando moriamo... non voglio credere in un Dio che crei volontariamente persone cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell'inferno che ha creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa. *La luna quella notte era così fulgida da aver messo in imbarazzo le stelle più brillanti inducendole all'invisibilità. ==''La metà oscura''== ===[[Incipit]]=== La vita di ciascuno, intendendo quella vera, non la semplice esistenza fisica, comincia in momenti diversi. La vera vita di Thad Beaumont, un ragazzo nato e cresciuto nel quartiere di Ridgeway a Bergenfield, New Jersey, ebbe inizio nel 1960. In quell'anno gli accaddero due fatti. Il primo formò la sua vita e il secondo per poco non vi pose fine. ===Citazioni=== *Certe volte la gente mente soltanto tacendo. == ''La storia di Lisey'' == ===[[Incipit]]=== Agli occhi del pubblico le mogli degli scrittori popolari sono quasi invisibili e nessuno lo sapeva meglio di Lisey Landon. Suo marito aveva vinto il Pulitzer e il National Book Award, ma Lisey aveva rilasciato una sola vera intervista in tutta la sua vita. ===Citazioni=== *Le argomentazioni contro l'insania sfumano con un fruscio lieve d'increspatura; questi sono i suoni di voci morte su dischi morti che fluttuano nel canale guasto della memoria. Quando mi giro a chiederti se ricordi, quando mi giro verso di te nel nostro letto. *E poi altre volte arrivava un giorno, uno di quelli grigi quando aveva di lui una nostalgia così struggente da sentirsi vuota, non più una donna ma un albero morto, pieno di gelido soffio novembrino. Così si sentì in quel momento, ebbe voglia di urlare il suo nome e urlargli di tornare a casa e il suo cuore soffrì al pensiero degli anni che l'attendevano e si domandò che cosa avesse di buono l'amore se il risultato era quello, anche solo dieci secondi di una sensazione così. *"Io mi espongo a te e tu mi vedi tutto intero", dice. "Tu mi ami lungo tutto il giro dell'equatore e non solo per qualche storia che scrivo. Quando la tua porta si chiude e il mondo resta fuori, noi siamo occhi negli occhi." *"Tu sei sempre stata l'acciaio nella sua spina dorsale".<br> Lisey la guardò più che stupefatta. Scioccata. "Che cosa?"<br>"Di Scott. E lo sapeva." *"Aspetta che cambi il vento, ''Babyluv''" *"Babyluv: se ''tu'' hai bisogno di un'ancora per conservare il tuo posto nel mondo, non Boo'ya Moon ma quello dove siamo vissuti insieme,''usa l'africano''.Sai come riportarlo indietro. Baci. Almeno mille, Scott.P.S.Tutto lo stesso. Ti amo." *Più è la fatica che hai fatto per aprire un pacco, meno alla fine ti importa di che cosa ci trovi dentro. *Ci sono cose che non si dimenticano più. Era giunta a convincersi che proprio le cose che il mondo pratico archiviava come effimere – per esempio le canzoni e la luce della luna e i baci – erano in certi casi proprio le cose che duravano più a lungo. Potevano essere sciocchezze, ma sconfiggevano la dimenticanza. Ed era una bene. Era un bene. *Fai il bravo per quelli a cui vuoi bene. Vuoi fare il bravo per quelli a cui vuoi bene, perché sai che il tuo tempo con loro finirà per esser troppo breve, per quanto lungo sia. *Nessuno vuole bene ad un [[pagliaccio|clown]] a mezzanotte. *Quindi, invece di dirle che finché c'è vita c'è speranza, o esortarla ad affrontare le contrarietà con un sorriso, o rammentarle che il buio era sempre più intenso prima dell'alba, o una delle altre mille cose appena cascate fuori dal culo del cane, la tenne semplicemente tra le braccia. Perché in certi momenti abbracciare una persona e basta è quanto di meglio. Era una delle cose che aveva insegnato all'uomo del quale aveva assunto il cognome: che certe volte è meglio stare zitti; certe volte era meglio chiudere l'imperitura boccaccia e resistere, resistere, resistere. «Roland: Certe volte proprio non mi capisci, vero?»<br>«Certe volte no», ammette il pistolero.<br>«Allora ti spiego. Ci sono persone che hanno bisogno di sentirsi necessarie ad altre persone, il motivo per cui non capisci è che tu non sei una di quelli. Tu saresti capace di usarmi per poi buttarmi via come un sacchetto di carta, se dovesse essere necessario. Dio ti ha fregato, amico mio. Tu sei abbastanza onesto da soffrirne, se dovessi farlo, e contemporaneamente abbastanza spietato da farlo lo stesso. Non potresti tirarti indietro. Se io fossi qui, abbandonato su questa spiaggia a invocare disperatamente aiuto, tu cammineresti sopra se mi trovasse fra te e la tua maledetta Torre. Sono abbastanza vicino alla verità?»<br>Roland non risponde, lo guarda soltanto.<br>«Ma non sono tutti così. Ci sono anche quelli che hanno bisogno di persone che hanno bisogno di loro. Come in quella canzone di Barbara Streisand. Stucchevole, ma sincera. È un modo come un altro per essere dipendenti da qualcosa.»<br>Eddie lo fissa.<br>«E da questo punto di vista tu non puoi ritenerti scagionato, vero?»<br>Roland lo osserva.<br>«Però c'è la tua Torre.» Eddie si concede una risatina. «Tu sei un Torredipendente, Roland.»<br>«Che guerra è stata?» mormora Roland.<br>«Come?»<br>«Quella in cui ti sei fatto ammazzare il senso della nobiltà e del dovere?»<br>Eddie sussulta ritraendosi come se Roland lo avesse schiaffeggiato.<br>«Vado a prendere dell'acqua», taglia corto in tono brusco. ==''La Torre Nera''== {{vedi anche|La torre nera}} ==''La zona morta''== ===[[Incipit]]=== Al tempo in cui si diplomò al college, John Smith aveva scordato tutto della brutta caduta sul ghiaccio in quel giorno di gennaio del 1953. Effettivamente gli sarebbe stato difficile ricordarsene anche quando terminò le scuole secondarie. Suo padre e sua madre, poi, non ne avevano mai saputo niente. ===Citazioni=== *E ripensava a volte al suo pomeriggio con Sarah; quel lungo, lento pomeriggio. Era un ricordo che non si concedeva troppo spesso per timore che il continuo rivivere luminose esperienze le facesse appassire e scolorire per troppa esposizione alla luce, come le vecchie fotografie... *«Ciao, Johnny», mormorò e il vento corse leggero tra gli alberi di porpora. Una foglia rossa ondeggiò nell'aria azzurra e le si posò tra i capelli. «Sono qui. Sono venuta finalmente.» Parlare ad alta voce le sarebbe sembrato inopportuno. Parlare a un morto era un'azione stupida. Così avrebbe pensato una volta. Ma ora si sentiva presa da un'emozione talmente intensa da farle dolere la gola e stringere i pugni. Forse era giusto parlargli. *DIO... FATO... PROVVIDENZA... DESTINO... chiamalo come vuoi, sembra sia sempre lì in agguato, tempestivo e inflessibile, per rimettere in equilibrio i piatti della bilancia. *"[...] Ma volevo che tu sapessi che ti penso, Sarah. Davvero, per me non c'è mai stata qualcun'altra e quella notte fu la nostra notte più bella [...] e quella notte fu la nostra notte più bella, anche se a volte mi è difficile credere che vi sia mai stato un anno 1970 e le dimostrazioni nei campus e Nixon presidente. Senza calcolatori tascabili, senza videocassette, senza orchestre punk e rock. E altre volte mi sembra che quel tempo sia tutt'ora vicinissimo, da poterlo quasi toccare. Mi sembra che se potessi tenerti tra le braccia, o toccare la tua guancia, o la tua nuca, potrei portarti con me in un futuro diverso senza dolore o tenebre o scelte amare. <br /> Bene, tutti facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Spero soltanto che tu mi penserai nel modo migliore che ti riesce, Sarah cara. Con tutto il cuore e tutto il mio amore. Johnny." <br /> Le si mozzò il respiro di colpo e restò con la schiena rigida e gli occhi sbarrati. "Johnny...?" <br /> Era andato. <br /> Si alzò, si girò e naturalmente non c'era nulla. Ma poteva vederlo, ritto lì accanto, le mani sprofondate nelle tasche, il caldo sorriso un po' obliquo sul volto più attraente che bello che si appoggiava snello e disinvolto ad una tomba o ad un pilastro dell'ingresso o forse contro un albero rosseggiante d'autunno. Bella roba, Sarah, annusi ancora quella dannata cocaina? <br /> Niente intorno se non Johnny, lì vicino. Forse ovunque. <br /> Tutti noi facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Niente è perduto per sempre, Sarah. Niente che non possa esser ritrovato. <br /> "Sempre il vecchio Johnny", sussurrò Sarah. Uscì dal cimitero e attraversò la strada. Indugiò un attimo, voltandosi a guardare. Il tiepido vento d'ottobre alitava robusto e grandi cortine di luce e d'ombra sembravano attraversare il mondo. Gli alberi frusciavano misteriosamente.<br />Sarah salì in macchina e si allontanò. (pp. 458-460) *Sotto la pelle della belva, un uomo. Ma sotto la pelle dell'uomo, una belva. (p. 343) ==''Later''== ===[[Incipit]]=== Non mi piace cominciare con delle scuse — probabilmente esiste anche una regola che lo vieta, come non finire mai una fase con una preposizione —, ma dopo aver letto le trenta pagine abbondanti che ho scritto finora, mi sento in dovere di farlo. Le scuse riguardano una certa parola che mi ostino a utilizzare. Ho imparato diverse parolacce da mia madre e ne faccio uso da quando ero piccolo (come scoprirete), ma questa è di sole quattro lettere. La parola in questione è ''dopo'' nel senso di «tempo dopo» o «l'ho scoperto dopo» o «me ne sono reso conto solo dopo». ===Citazioni=== *C'è sempre un dopo, adesso lo so. Almeno finché non moriamo. A quel punto, immagino che esisterà solamente un ''prima''. (p. 2) *Si dice per favore, si dice grazie non si sventola il pisellino davanti agli altri e non si mangia con la bocca aperta, ma soprattutto non si parla con i morti quando si trovano accanto ai vivi, che hanno appena cominciato a sentirne la mancanza. (p. 8) *I morti sono costretti a dire la verità, il che va bene quando vuoi che rispondano a una tua domanda, ma, come ho già detto, certe volte la verità fa schifo. (p. 12) *«Non dire mai a nessuno che vedi la gente morta, James. ''Mai.''» (p. 21 ) *Lo so, si dice che è impossibile sentire la mancanza di qualcosa che non si è mai avuto, e c'è un fondo di verità in questa teoria, ma io sapevo comunque che mi mancava ''qualcosa''. (p. 82) *Io li vedo, e loro lo sanno. È sempre stato così. (p. 126) *Tutti noi cambiamo e al tempo stesso non cambiamo. Non posso spiegarlo. È un mistero. (p. 209) *Si può sconfiggere il diavolo una volta — grazie alla provvidenza, al coraggio, alla semplice fortuna o a una combinazione delle tre cose —, ma ritentare è un suicidio. Credo che solo i santi siano in grado di vincere due volto contro il diavolo, e forse neanche loro. (p. 278) ==''Le notti di Salem''== ===[[Incipit]]=== Quasi tutti pensavano che l'uomo e il ragazzo fossero padre e figlio.<br /> Attraversavano il paese diretti verso sudovest su una vecchia Citroën, tenendosi sulle strade secondarie, sostando spesso. Si fermarono in tre luoghi prima di giungere a destinazione; la prima volta nel Rhode Island, dove l'uomo alto con i capelli neri lavorò in una fabbrica tessile; quindi a Youngstown, nell'Ohio, dove passò tre mesi alla catena di montaggio d'una fabbrica di trattori; e infine in una piccola città californiana vicino al confine con il Messico, dove fece il benzinaio e si mise a riparare le piccole auto europee con un successo che gli riuscì del tutto imprevisto e gradito. ===Citazioni=== *[[Jerusalem's Lot]] è una piccola cittadina a est di Cumberland, venti miglia a nord di Portland. Non è il primo centro abitato nella storia americana a prosciugarsi e sparire e probabilmente non sarà l'ultimo, ma è uno dei più strani. (p. 6) *Rimasero in silenzio a pensare entrambi a quella dimora. Era una reminescenza priva dei colori pastello della nostalgia. Il clamore e la violenza che avevano bollato quella casa risalivano a prima che loro nascessero, ma i borhi di provincia hanno la memoria lunga e si tramandano cerimoniosamente i propri orrori da generazione a generazione. (p. 43) *Nei giorni di cielo limpido e aria fresca i cavi telefonici emettono uno strano ronzio, come vibrando dei pettegolezzi che trasmettono, ed è un suono che non ha eguali, il suono solitario di voci che volano nello spazio. (p. 135) *Io credo che quella [[Casa Marsten|casa]] possa essere il monumento di Hubert Marsten al male, una specie di cassa di risonanza psichica. Un radiofaro soprannaturale, se vogliamo. Appollaiata lassù per tutti questi anni, forse a conservare l'essenza del male di Hubie nelle sue vecchie ossa che si vanno sgretolando. (p. 148). *Forse la casa ha chiamato a sé un altro uomo cattivo. (p. 149) *Che Dio mi conceda la serenità di accettare ciò che non posso cambiare, la tenacia di cambiare ciò che posso e la fortuna di non fare troppe cazzate. (p. 166) *Ecco l'importanza di non piangere: piangere era come pisciar via ogni cosa. (p. 179) *Quando lo sconosciuto gli si avvicinò, Dud comprese ogni cosa e ne fu felice e quando giunse il dolore, fu dolce come argento, verde come l'acqua immobile delle profondità. (p. 189) *Solo. Sì, era quella la parola chiave, la parola più terribile di tutto il vocabolario. Al confronto «omicidio» era una bazzecola e «inferno» ne era solo un blando sinonimo... (p. 255) *Vivere al borgo è un fatto prosaico, sensuale, alcolico. E quando fa buio il borgo è tuo e tu sei del borgo e insieme dormite come i morti, come le pietre dei tuoi campi. Non c'è vita qui, ma il lento morire dei giorni, e così quando il male cala sul borgo, la sua venuta sembra quasi preordinata, dolce e letargica. Sembra quasi che il borgo sappia il male che sta arrivando e quale forma assumerà. (p. 263) *Questi sono i segreti della città e alcuni si sapranno e altri no. La città li conserva tutti dietro una faccia da perfetto giocatore di poker. (p. 266) *La città si disinteressa del lavoro del diavolo come si disinteressa di quello di Dio e di quello del'uomo. Conosce il buio. E il buio è sufficiente. (p. 266) *Non ci sono terapia di gruppo o psichiatria o assistenza sociale in soccorso del bambino che tutte le sere deve vedersela con la cosa sotto il letto o in cantina, la cosa che sogghigna e si sfrega le mani e trasmette minacce restando laggiù, appena oltre il limite a cui giunge il tuo sguardo. (p. 301) *Non c'era altro da dire. Il carattere essenziale e tipico dell'infanzia non è la fusione spontanea di sogno e realtà, ma soltanto l'alienazione. Non ci sono parole per esprimere le ingiustizie a cui va necessariamente incontro un bambino per la sola colpa di essere tale. Se è saggio, le affronta con rassegnazione e fermezza. (p. 308) *Lo spiraglio era troppo sottile perché la luce potesse passare. La lingua di oscurità tra uscio e stipite pareva protendersi vorace verso la cucina in attesa che scendesse la notte quando avrebbe potuto ingoiarsela tutta intera. Quella fettina di buio era una promessa di orrori in tutte le loro più indicibili varianti. (p. 350) *Era una perfetta posizione dominante, in cima al suo poggio affacciato sull'incrocio di Jointner Avenue e Brock Street. Una posizione dominante, con una vista di quasi trecentosessanta gradi. Era enorme, un'archietettura disordinata che, con le imposte tutte chiuse, trasmetteva un'impressione di disagio e oppresione, si ergeva come un gigantesco sarcofago, un'evocazione di morte. (p. 406) *Alle [[tre di notte]] il sangue scorre lento e denso e il sonno è pesante. L'anima dorme nella beata ignoranza dell'ora o si guarda intorno in preda alla totale disperazione. Non c'è via di mezzo. Alle tre di notte quella vecchia puttana che è il mondo è senza trucco e non ha naso e ha un occhio di vetro. La gioia diventa fragile e si svuota di sostanza, come nel castello di Poe assediato dalla Morte Rossa. La noia soffoca l'orrore. L'amore è sogno. (p. 456) *Alzò lo sguardo e vide Casa Marsten, con le imposte sempre chiuse, a sorvegliare la città come un rudere ostile. Era inoffensiva ora, ma dopo il tramonto?... (p. 520) ==''Misery''== ===[[Incipit]]=== umber whunnnn<br>yerrrnnn umber whunnnn<br>fayunnun<br>Questi suoni: nonostante la nebbia. Ogni tanto i suoni si affievolivano, come il dolore, e allora restava solo la nebbia. Prima della nebbia ricordava l'oscurità: oscurità totale. Doveva dedurne che stava facendo progressi? Sia fatta la luce (anche se di tipo nebbioso), e la luce era cosa buona e così via e così via? Erano esistiti quei suoni nell'oscurità? Non era in grado di dare risposta a nessuna di quelle domande. Aveva senso porsele? No, non aveva risposta nemmeno a questa. ===Citazioni=== *Quando guardi nell'abisso, l'abisso guarda in te. Friedrich Nietzsche (p. 2) *Paul recitò a voce alta una delle massime di sua madre, quasi che fosse una formula magica:"Alle fate puoi credere lo stesso, ma Iddio aiuta chi aiuta se stesso." (p. 91) *Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l'unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice (p. 267) *Un uomo [[coraggio e viltà|coraggioso]] riesce a pensare. Un [[coraggio e viltà|vigliacco]] no. *Quando ci lascia una persona speciale, una persona specialmente cara a tutti noi, troviamo difficile accettarlo, così può accadere che immaginiamo che non ci abbia veramente lasciati. *Annie aveva scritto: Bastone sasso e percossa mi romperan le ossa ma le parole non mi faran mai male. (p. 224) *La verità di ogni cosa era orribilmente semplice, era così spaventosamente semplice. Moriva piano piano, ma morire in quel modo non era così terribile come aveva temuto. Però si stava anche dissolvendo, ed era orribile, perché era da imbecilli. (p. 293) *In un libro tutto si sarebbe svolto secondo i piani... ma la vita è sempre così fottutamente caotica! Che dire di un'esistenza in cui alcune delle conversazioni più delicate trovano il modo di svolgersi proprio quando tu hai un pazzesco bisogno di correre al cesso? Un'esistenza dove non ci sono nemmeno i capitoli? (p. 367) ==''Mr Mercedes''== ===[[Incipit]]=== ''9-10 aprile, 2009'' <br /> <br /> AUGIE Odenkirk aveva una Datsun del 1977 che camminava ancora bene nonostante i chilometri, ma la benzina era cara, specialmente per un disoccupato, e il City Center si trovava dalla parte opposta della città, così lui decise di prendere l'ultimo autobus della sera. Alle undici e venti scese con lo zaino sulle spalle e il sacco a pelo arrotolato sottobraccio. Pensò che l'imbottitura di piume gli avrebbe fatto comodo verso le tre del mattino. La notte si annunciava fredda e nebbiosa. ===Citazioni=== *''E se tu riguarderai a lungo in un abisso'', ha scritto [[Nietzsche]], ''anche l'abisso vorrà guardare dentro di te''. ''E io sono l'abisso vecchio mio, nient'altri che me.'' (p. 50) *Non era giusto, ma cosa lo è? La vita è un luna park del cazzo con premi da due soldi. (p. 114) *In fondo, la Storia è nient'altro che una grande, profonda cicatrice. (p. 350) ==''Mucchio d'ossa''== ===[[Incipit]]=== In un giorno caldissimo dell'agosto 1994, mia moglie mi disse che scendeva al Rite Aid di Derry a prendere una ricarica per il suo inalatore perché la sua era esaurita; un farmaco prescrittole dal medico, che credo oggigiorno si venda senza ricetta. Io per quella giornata avevo finito di scrivere e mi offrii di assumermi l'incombenza. Lei mi ringraziò, ma voleva comprare del pesce al supermercato lì accanto; due piccioni con una fava e compagnia bella. Mi soffiò un bacio dal palmo della mano e uscì. La rividi in TV. È così che si identificano i morti qui a Derry, non si percorre un corridoio sotterraneo di piastrelle verdi sotto lunghi tubi fluorescenti, non ti tirano fuori un cadavere nudo da una cella frigorifera. Si entra in un ufficio con la scritta PRIVATO, si guarda uno schermo TV e si dice sì o no. La mia fortezza fu lacerata dal dolore. Se non ci fosse stato il letto, sarei caduto sul pavimento. Piangiamo dagli occhi, più di così non sappiamo fare, ma quella sera ebbi la sensazione che stesse piangendo ogni poro del mio corpo, ogni pertugio e ogni fessura. ===Citazioni=== *Di giorno sapevo riconoscere in questi dubbi gli sciocchi balbettii trascendentali che erano, ma di notte mi era molto più difficile. Di notte i pensieri hanno la spiacevole abitudine di sfilarsi il collare e correre liberi. *E forse la nostra benedizione più grande era di non aver mai saputo quanto è breve il tempo. *Era come se in petto le si fosse consumato il cuore e la tristezza che rimaneva fosse anch'essa spettrale, un ricordo dell'amore insinuato nello scheletro dell'odio. *Ero tornato a Sara da tre giorni, ma avevo già postulato la Prima Legge dell'[[Eccentricità]] di Noonan: quando sei da solo, un comportamento strano non è più strano per niente. *Fai fieno finché splende il sole. *Forse siamo sempre indotti a pensare che ciò che è perduto era il meglio... o lo sarebbe stato. Non ne sono sicuro. *Il dolore fu immenso, qualcosa che, se fosse stato un rumore, sarebbe stato un [[tuono]]. *I morti mettono su peso, mi sembra; nelle proprie carni e nella nostra mente, mettono su peso. *Mi sentivo allo stesso tempo solo e sereno. Credo che sia un tipo di felicità molto raro. *«[...] mio padre non mentiva. Era contro la sua religione.» «Battista?» «Nossignore. Yankee.» *Non fargli mai vedere che sudi, era il motto del clan Noonan. Qualcuno avrebbe dovuto incidere '''non ti preoccupare sto bene''' sul sepolcro di famiglia. *Ogni buon matrimonio è territorio segreto, uno spazio necessariamente bianco sulla mappa della società. Ciò che gli altri non sanno della tua relazione coniugale, la rende tua. *Quando una persona fantasiosa finisce in un guaio mentale, la linea di demarcazione tra sembrare ed essere ha la peculiare tendenza a scomparire. *Stupido, forse, ma certe volte le cose funzionano solo perché sei tu a pensare che funzionino. È una definizione di fede che ne vale tante altre. *Sono come un [[claustrofobia|claustrofobico]] su un sottomarino che affonda. Ecco come va, grazie per averlo chiesto. Ma non lo dissi mai. Io non chiedo aiuto. *Tornando a casa pensai al vecchio detto secondo cui una persona non può mai conoscere veramente un'altra. È un postulato facile da scacciare a parole, ma è un trauma, un'esperienza orribile e inaspettata come una zona di forte turbolenza durante una traversata aerea fino a quel momento assolutamente tranquilla, scoprire che è una verità letterale nella propria esistenza. *Un senso di mistero mi invase il cuore e la mente, quella percezione del mondo come una pelle sottile su organi e ossa sconosciuti. *Una persona può tener duro per un bel pezzo se gli capita una giornata buona di tanto in tanto, così la penso io. ==''Notte buia, niente stelle''== ===Postilla=== *Le storie raccolte in questo libro sono molto dure. Forse, in certi momenti, le hai trovate difficili da leggere. Ti assicuro che io stesso, in certi momenti, le ho trovate difficili da scrivere. (p. 415) *Io prendo molto sul serio quel che faccio, ed è sempre stato così, fin da quando a diciott'anni scrissi il mio primo romanzo ''La lunga marcia''.<br/>Ho pochissima pazienza nei confronti degli scrittori che ''non'' prendono sul serio il proprio lavoro, e proprio nessuna pazienza nei confronti di chi sostiene che l'arte di scrivere storia sia ormai logora. Non è logora, e non è un giochino letterario. È uno dei più importanti modi di cercare un senso nelle nostre vite e nel sovente terribile mondo che ci circonda. È il modo in cui rispondiamo alla domanda: «Come possono accadere cose del genere?» Le storie ci portano a pensare che a volte (non sempre, ma a volte) vi sia una ''ragione''. (pp. 415-416) *Fin dal principio [...] ho avuto la sensazione che la migliore narrativa fosse propulsiva e aggressiva. Ti arriva dritta in faccia. A volte ti ''grida'' in faccia. Non ho nulla contro la prosa «alta», che di solito descrive persone straordinarie in circostanze ordinarie, ma sia come lettore sia come scrittore, mi interessano molto di più le persone ordinarie in circostanze straordinarie. Nei miei [[lettore|lettori]] voglio provocare una reazione emotiva, quasi viscerale. Il mio scopo non è farli pensare ''mentre'' leggono. Metto la parola in corsivo per far capire che, se la storia è buona abbastanza e i personaggi sono sufficientemente vividi, il pensiero seguirà all'emozione ''dopo'' la lettura e a libro già riposto (talvolta con sollievo). (p. 416) *La verità è nell'occhio di chi guarda, ma se si parla di narrativa, la sola responsabilità dello scrittore è quella di cercare la verità nel proprio cuore. Non sarà sempre la verità del lettore, e nemmeno quella del critico, ma finché sarà la verità ''dello scrittore'' (e finché quest'ultimo non si umilierà né si toglierà il cappello in ossequio alle mode), tutto andrà bene. Per gli scrittori che mentono di proposito, per quelli che sostituiscono comportamenti non credibili al modo in cui le persone agiscono davvero, io non provo altro che disprezzo. Scrivere male non è solo questione di cattiva sintassi o scarso spirito d'osservazione: si scrive male quando ci si rifiuta di raccontare storie su quel che la gente fa realmente. (p. 417) *In ''Notte buia, niente stelle'' ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone in questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il nostro prossimo e la società in cui viviamo) si rivelano vane. Anzi, succede spesso. Quello che ci dicono, secondo me, è che la nobiltà non sta principalmente nel successo, ma nel cercare di fare la cosa giusta, e che se non riusciamo a farla, o intenzionalmente ci sottraiamo al compito, la conseguenza sarà l'inferno. (p. 417) ==''On Writing''== {{vedi anche|On Writing: Autobiografia di un mestiere}} ==''Pet Sematary''== ===[[Incipit]]=== Louis Creed, che aveva perso il padre a tre anni e non aveva mai conosciuto i nonni, non si aspettava di trovare un padre quand'era ormai alle soglie della mezza età, eppure andò proprio così... sebbene egli chiamasse quell'uomo un amico, com'è logico che faccia un adulto quando l'incontro con l'uomo adatto a fargli da padre arriva relativamente tardi nella vita. Conobbe quell'uomo la sera in cui lui, sua moglie e i loro due bambini si trasferirono nella casa di Ludlow, una grande casa bianca dalle strutture in legno. Winston Churchill traslocò con loro. Church era il gatto della piccola Eileen. ===Citazioni=== *I bambini non dimenticano mai le bugie sentite dai genitori. (p. 49) *Ma davvero c'è chi crede di capire i bambini? si domandò. (p. 113) *Si dice che le donne siano brave nell'avere segreti, e forse qualcuno ce l'hanno, ma qualsiasi donna che abbia un po' d'esperienza della vita ti direbbe di non aver mai guardato realmente nel cuore di un uomo. Il cuore di un uomo è fatto di un terreno più duro, Louis. Come lassù, nell'antico terreno di sepoltura dei micmac. La roccia affiora prima. Un uomo ci coltiva quello che può… e ne ha cura. (p. 145) *Non fare domande, Louis. Accetta quello che è fatto e segui il tuo cuore. (p. 145) *Oh, Cristo, è subito tardi per tutto, sempre. (p. 207) *I giorni che ci sembrano autenticamente buoni – buoni in tutti i sensi – sono abbastanza rari. Secondo Louis, nella migliore delle ipotesi le giornate così assommavano a meno di un mese, nel corso di una vita umana. (p. 229) *E Louis ora si stava domandando (non per la prima volta) se l'infanzia non fosse un periodo in cui, più che imparare, si dimenticava. (p. 230) *Eppure, in quelle persone c'era anche del buono, ed è quello che la gente stenta molto a ricordare. (p. 282) *Ma, in fondo alla sua mente, l'idea restava; come una fiammella guizzante, che non voleva spegnersi. (p. 284) *Stai deformando tutte le prove in favore della conclusione alla quale vuoi arrivare, protestava la sua mente. (p. 297) *Lo disse con una veemenza che era in parte esasperazione. Lo irritava anche il fatto di sentirsi così trasparente. (p. 308) *Un fantoccio imbottito di paglia, Church. Ecco cosa sono io. Devi credermi. (p. 376) *Quello che avevi voluto a tutti i costi ti appartenenva, e prima o poi quel che ti apparteneva tornava da te. (p. 399) *Scoprì che, mettendosi il pollice in bocca, poteva diventare ancora più piccolo e così fece. (p. 407) ==''Quattro dopo mezzanotte''== {{vedi anche|Quattro dopo mezzanotte}} ==''Scheletri''== {{vedi anche|Scheletri (raccolta di racconti)}} ==''Shining''== ===[[Incipit]]=== Jack Torrance pensò: Piccolo stronzo intrigante.<br /> Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura impeccabile, e il completo scuro era sobrio, ma severo. Sono un uomo al quale potete tranquillamente esporre i vostri problemi, diceva quel completo alla clientela solvente. ===Citazioni=== *Amare te, piccolo mio, è come cadere da un albero.<br />Ma se non posso essere la tua donna, non voglio nemmeno essere il tuo cane. (p. 53) *Le anime di un vero avventuriero politico e di un vero oratore non erano molto dissimili tra di loro; erano entrambe appassionatamente interessate all'occasione buona. (p. 118) *Non smettono mai di fare male le vecchie ferite? (p. 156) *La massa amorfa dell'umanità mi era divenuta insopportabile. *L'operaio imboccò la corsia sulla sinistra, continuando a premere sul clacson, e [[sorpasso|sorpassò]] ruggendo la berlina che procedeva zigzagando come ubriaca. Invitò il guidatore della berlina a prodursi in un atto sessuale illecito con se stesso. A esibirsi in un amplesso orale con varie specie di roditori e uccelli. Espresse la sua personale proposta di rispedire tutti gli individui con sangue nero nelle vene nel loro continente d'origine. Manifestò la sua sincera convinzione circa il posto che avrebbe occupato nell'aldilà l'anima del guidatore della berlina. Concluse con l'asserzione di aver incontrato la madre del guidatore della berlina in una casa di tolleranza di New Orleans. *Il fuoco uccide qualsiasi cosa. (p. 327) *Le [[lacrima|lacrime]] che guariscono sono anche le lacrime che scottano e feriscono. (p. 427) *Ci sono cose che non si dovrebbero dire a un bambino di sei anni, raramente si riesce a far concordare le cose come dovrebbero essere e come realmente sono. Il mondo è duro, Danny. Se ne frega. Non ci odia, no, ma nemmeno ci ama. Cose terribili accadono nel mondo, e si tratta di cose che nessuno sa spiegare. Le persone per bene muoiono in circostanze atroci e lasciano nello strazio chi li ha amati. Il mondo non ti ama, ma la tua mamma ti vuol bene, e io pure. Tu sei un bravo bambino. E quando ti vien voglia di piangere per quello che è accaduto a tuo padre, nasconditi in un armadio o sotto le coperte e piangi finché non ti sei liberato di tutto il peso che grava sul tuo cuore. È questo che deve fare un buon figlio. Ma bada a tenerti in carreggiata. È questo il tuo compito in questo duro mondo: tener vivo il tuo amore e badare a tirare avanti, qualsiasi cosa accada. Fatti coraggio e continua per la tua strada. (p.428) ==''Sleeping Beauties''== {{Vedi anche|Sleeping Beauties}} ==''Stagioni diverse''== *Anche se avessi saputo la cosa giusta da dire, probabilmente non avrei potuto dirla. I discorsi distruggono le funzioni dell'amore, credo. [...] La parola è danno. L'amore non è quello che i poeti del cazzo vogliono farvi credere. L'amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai. Nessuna parola, nessuna combinazione di parole, può chiudere le ferite d'amore. È tutto il contrario, questo è il bello. Se quelle ferite si asciugano, le parole muoiono con loro. ===''Il corpo''=== ====[[Incipit]]==== Avevamo una casa su un albero, un grande olmo che sovrastava un terreno vuoto a Castel Rock. Oggi in quel lotto c'è una societa' di traslochi e l'olmo è scomparso. Progresso. Era una specie di circolo sociale, anche se non aveva nome. Eravamo cinque, forse sei, i fissi, più qualche altro di passaggio. Li facevamo salire quando c'era una partita a carte e avevamo bisogno di sangue fresco. Il gioco di solito era il blackjack e ci giocavamo solo qualche penny. Ma prendi il doppio, con blackjack e cinque carte sotto ... e il triplo con sei carte sotto, anche se solo Teddy era così pazzo da tentarlo. ====Citazioni==== *Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le [[Parola|parole]] le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare. *È la storia, non colui che la racconta. *"Voglio andarmene in qualche posto dove nessuno mi conosce e dove non ho nessuna macchia nera addosso prima di cominciare. Ma non so se ce la faccio." "Perché?" "La gente. La gente ti trascina giù." "Chi?" chiesi io, pensando si riferisse agli insegnanti, o a mostri adulti come Miss Simons, che aveva desiderato una gonna nuova, o magari a suo fratello Eyeball che se ne andava in giro con Ace e Billy e Charlie e gli altri, o magari a suo padre e sua madre. Ma lui disse "I tuoi amici, loro ti trascinano giù, Gordie. Non lo sai?" Indicò Vern e Teddy, che si erano fermati e aspettavano che li raggiungessimo. Stavano ridendo di qualcosa; Vern, anzi, era piegato in due dalle risate. "I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro." *La parola è danno. L'amore non è quello che quei poeti del cazzo come McKuen vogliono farvi credere. L'amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai. Nessuna parola, nessuna combinazione di parole, può chiudere quelle ferite d'amore. È tutto il contrario, questo è il bello. Se quelle ferite si asciugano, le parole muoiono con loro. ===''Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank''=== ====[[Incipit]]==== Uno come me, sono sicuro, c'è in ogni prigione d'America, statale o federale: io sono quello che vi procura la roba. Sigarette confezionate o spinelli – se è quello il vostro debole – una bottiglia di brandy per festeggiare il diploma del figlio, o della figlia, praticamente qualsiasi cosa... nei limiti del ragionevole, cioè. E non sempre è stato così. ==''The Dome''== ===[[Incipit]]=== Mentre Claudette Sanders stava prendendo una lezione di volo, osservava la cittadina di Chester's Mill brillare nella luce del mattino come qualcosa di appena fatto e lì posato giusto ora. Le macchine che percorrevano Main Street lanciavano ammiccamenti di sole. Il campanile della chiesa congregazionalista (la Congo) sembrava abbastanza aguzzo da pungere il cielo immacolato. Nel momento in cui il Seneca V lo sorvolava, il sole scorreva sulla superficie del Prestile Stream, acqua e aereo a tagliare la cittadina sulla medesima diagonale. ===Citazioni=== *Alla fine per convivere con la paura c'erano solo due regole (era arrivato alla conclusione che DOMINARE la paura fosse una pia illusione) e le ripeté a se stesso ora che aspettava nella sua cella. <br /> DEVO ACCETTARE LE COSE SU CUI NON HO CONTROLLO. <br /> DEVO TRASFORMARE LE MIE AVVERSITÀ IN VANTAGGI. <br /> La seconda regola si traduceva nell'amministrare con la massima oculatezza tutte le risorse disponibili e fare progetti tenendole bene a mente. *Sua figlia era in preda a un attacco di convulsioni. Il piccolo Dinsmore aveva preso un proiettile di rimbalzo in un occhio e aveva un frammento conficcato nel cervello. Che cosa gli diceva tutto questo?<br />''Non mi dice niente. Che cosa disse lo scozzese in [[Lost]]? "Non confondere una coincidenza con il destino"?<br />''Forse era stato così. Forse. Ma ''Lost'' era di molto tempo prima. Forse lo scozzese aveva detto: ''Non confondere il destino con una coincidenza.''<ref>«Non confondere la coincidenza con il destino.» (''Don't mistake coincidence for fate.'') La frase viene detta da [[:w:John Locke (personaggio)|John Locke]] nell'episodio 3x05 ''[[Lost#Episodio 5, Il prezzo della vita|Il prezzo della vita]]''.</ref> *Mentre dormiva il mondo intero era andato a gambe all'aria ed era precipitata in un episodio di ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''. Non poteva essere altrimenti, nessun'altra spiegazione aveva uno straccio di senso. Da un momento all'altro avrebbero udito la voce fuori campo di [[Rod Serling]]. *Se non controlli la tua collera, la tua collera controllerà te. *Su una spiaggia in [[Costa Rica]] o in una tenuta in [[Namibia]], Big Jim sarebbe diventato Small Jim. Perché un uomo senza uno scopo, anche se ricco sfondato, è sempre un uomo piccolo. *Era la ragione principale per cui non aveva mai preso in considerazione di lasciare il Mill. Nel mondo più grande avrebbe forse avuto più soldi, ma dell'esistenza, la ricchezza era la birra. Il potere era lo champagne. *Chiudi gli occhi e batti i tacchi tre volte, pensò Julia. Perché non c'è posto come la Cupola.<ref>Riferimento a ''[[Il mago di Oz]]''.</ref> *Quelli che possono, fanno; quelli che non possono criticano le decisioni di quelli che possono. *Una donna disse: ''Portaglielo''.<br />Horace rialzò il muso drizzando le orecchie. Non era né la voce di Julia, né quella dell'altra donna; era una voce morta. Come tutti i cani, Horace sentiva spesso qualche voce morta e qualche volta ne vedeva persino i proprietari. I morti erano dappertutto, ma i vivi non sapevano vederli più di quanto sapessero cogliere la maggior parte dei diecimila effluvi che li circondavano in ogni minuto di ogni giorno. *«Posso dire che fin dal giorno in cui sono venuta qui ad assumere questo ministero – che è stata la mia aspirazione da quand'ero bambina – ho capito che Jim Rennie era un mostro in embrione. Ora, se mi passa il tono melodrammatico dell'espressione, il mostro è nato.» *''Sweet Home Alabama, play that dead band's song.''<ref>Citando ''Play It All Night Long'' di [[Warren Zevon]].</ref> *Prima di quegli ultimi giorni, Carolyn avrebbe dichiarato di non provare alcun desiderio di avere dei figli, avrebbe detto che le stava molto più a cuore la carriera di insegnante e scrittrice. Magari romanziera, anche se le sembrava che scrivere romanzi fosse un mestiere alquanto rischioso; e se dedicavi un mare di tempo a scrivere un racconto di mille pagine e poi faceva schifo? *Se fossimo più progrediti sul piano scientifico – o più progrediti su quello spirituale, forse è questo che ci vuole per andare a zonzo nel grande ignoto che ci circonda – vedremmo che c'è vita dappertutto. [[Extraterrestre|Tanti mondi abitati e tante forme di vita intelligenti]] quanti formicai ci sono in questa città. *Noi sappiamo che le [[formica|formiche]] sono insetti sociali, costruttori di case e di colonie, architetti incredibili. Lavorano sodo come noi. Seppelliscono i loro morti come noi. Hanno persino le loro guerre tra razze diverse, nere contro rosse. Tutto questo noi lo sappiamo, ma non per questo presumiamo che le formiche siano intelligenti. *Dio ascolta. Lui spia dentro le nostre anime come l'[[FBI]] spia nei nostri telefoni. *Provare [[rimorso]] per una cosa sbagliata era meglio che niente, ma nessuno rimorso a posteriori poteva espiare la colpa per aver provato gusto nel far del male, fosse bruciare formiche o ammazzare prigionieri. ===[[Explicit]]=== La pietà non è amore, pensò Barbie... ma se da bambino hai donato un indumento a chi era nudo, non può non essere un passo nella direzione giusta. ==''Tutto è fatidico''== {{vedi anche|Tutto è fatidico}} ==''L'orrore secondo Stephen King''== *{{NDR|Su ''[[Shining]]'' di [[Stanley Kubrick]]}} Ci sono parti che mi sono piaciute e parti invece che non mi sono piaciute affatto. Pari e patta insomma. Kubrick ha dichiarato di aver voluto fare un film dell'orrore ma non credo che sapesse esattamente cos'è un film dell'orrore. Quello che viene fuori alla fine è una semplice tragedia famigliare. (p. 29) *Per quanto riguarda i miei libri, be', si tratta di prendere una decisione di fondo e cioè: vuoi vendere il libro per farne un film oppure no? Alla fine, spesso, non resta che assumere l'atteggiamento tipo "mi aspetto il peggio, tutto quello che viene tanto meglio". Ne ho discusso fra me e me e alla fine ho concluso che anche se ne fanno un pessimo film, alla fine a uscirne distrutto è il film, il libro no, quello ''non possono distruggerlo''. Il libro rimane. Io sono uno che si occupa di libri. E per quanto anche il cinema sia una forma d'arte non la ritengo all'altezza del fare libri. (p. 29) *C'è una cosa che [[Arthur Machen|Machen]] ha detto una volta e che io non ho mai più dimenticato: il vero male è quando una rosa comincia a cantare. Non sono sicuro di capire esattamente cosa intendesse dire, eppure la sensazione di quella frase mi appare così chiara. (p. 31) *Tra le storie di [[Howard Phillips Lovecraft|Lovecraft]] ho le mie preferite e quelle rimarranno sempre ma è il suo stile che prima o poi può diventare un problema. Ti attira sin che sei giovane e riesci ad accettare anche tutto l'armamentario rococò. (p. 31) *Penso che [[Richard Matheson]] sia fantastico. Quando è al meglio, non c'è nessuno che stia al suo livello. Alcune delle sue storie sono diventate dei classici. (p. 31) *Non credo molto al mito "scrittori si nasce", credo piuttosto che lo si diventi. Penso che ci sia un sacco di gente che avrebbe il talento per scrivere ma sottostima l'impegno, il lavoro e la costanza che occorrono per affilare quel talento di partenza e riuscire a diventare uno scrittore di successo. (p. 41) *Di grande in [[Howard Phillips Lovecraft|Lovecraft]] c'è proprio questo aspetto; sembra sempre che ti dica: «Ho questa cosa orribile per le mani ma non posso descrivertela, se te la descrivessi diventeresti pazzo all'istante e quindi non lo farò». E per me è come se dicesse: «È successo qualcosa, ed è stato incredibilmente sexy. Oh, Dio mio se è stato sexy! Se lo sapessi ti metteresti a correre per strada ululando, ma non posso dirtelo perché non voglio che tu cominci a comportarti in quel modo». Provoca senza eccedere, senza fare un passo in più. Cosa che può lasciare il lettore nello stato d'animo di chiedersi: «Be', Lovecraft si comportava così perché stava bluffando e cosa fosse l'orrore davvero non lo sapeva». E allora penso che occorra farlo quel passo in più e sono stato criticato per questo perché quando l'orrore è disvelato ecco che non è più così brutto come lo si dipingeva. Ma questo è quello che succede ed è la ragione per cui alla fine il romanzo dell'orrore manca sempre la mira. Perché è come puntare la luce. (p. 45) *{{NDR|Su [[Stanley Kubrick]]}} Penso che sia un vero genio e non uno di quei registi con buone capacità visive ma intellettualmente zero. Kubrick non è uno stupido, certo, ma penso che il libro {{NDR|''[[Stephen King#Shining|Shining]]''}}, in sé, non gli interessi più di tanto. Credo che sia andata più o meno così: interessante quel libro, ci si può lavorare sopra. (p. 49) *Fa parte del diventare adulti: lo spegnimento progressivo della nostra immaginazione. [...] La gente risponde a questo. Non è che muoia del tutto. Si atrofizza e si addormenta. E se riesco a mostrare le cose da una [[prospettiva]] diversa, ecco è per questo che sono pagato. [...] Sono un niente nelle retrovie della civiltà. Non ho alcuna abilità che possa migliorare la qualità della vita sotto qualsiasi punto di vista. L'unica cosa che so fare è dire: «Guardate qui, guardate come non avete mai fatto sino a ora. È vero, a voi sembra solo una nuvola, ma guardate meglio, non assomiglia a un elefante?!». E per questo la gente paga, perché è qualcosa che loro hanno perso. Si potrebbe dire che sono una persona che fa occhiali per la mente. (pp. 57-59) *{{NDR|su [[Halloween]]}} È il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall'oscurità di ciò che non conosciamo. Un piccolo giro al di fuori della percezione abituata a vedere solo un certo percorso, una piccola occhiata verso quell'oscurità. (p. 60) *{{NDR|Su ''[[Shining]]'' di [[Stanley Kubrick]]}} Io penso che il film sia ottimo ma allo stesso tempo mi sembrava lecito volere di più. Capita che Kubrick tratti il soggetto qua e là in modo piuttosto lezioso. [...] È l'errore di base di ''Shining''; si tratta di un film fatto da una persona che pensa troppo. [...] ''Shining'' è più una storia di fantasmi sul modello edoardiano piuttosto che un film dell'orrore così come lo si pensa ai giorni nostri. [...] ''Shining'' dal mio punto di vista non è un film che faccia paura. (p. 121-122) *Tendo a pensare che il [[bene e male|male]] sia molto potente anche se alla lunga si rivela piuttosto stupido. Tento a vedere il potere del [[bene e male|bene]] in modo più sottile e in definitiva come la forza che ha più possibilità di trasformarsi, manifestarsi e dunque provocare un interesse più vero. L'interesse per il potere del male è più superficiale, ma sotto sotto è sciocco e alla lunga monotono – ed è questo il vero aspetto terrificante della questione. Come diceva Joseph Conrad «l'unico orrore è che non c'è orrore». (p. 134) *Si può uccidere il [[male]] seppellendolo di risate. Il male può esistere solo quando è capace di creare un senso di angoscia e di terrore incontrollabile. (p. 135) *{{NDR|Su ''[[Shining]]'' di [[Stanley Kubrick]]}} Ci sono cose che mi piacciono moltissimo e cose che non mi piacciono per nulla. Penso che i problemi principali riguardino la sceneggiatura e non la recitazione o la regia. Ci sono evidenti lacune nella sceneggiatura, momenti in cui Kubrick e Diane Johnson sembra che non abbiano pensato a sufficienza oppure che abbiano pensato troppo. Ho l'impressione che fosse intenzione cosciente di Kubrick quella di trascendere il genere. (p. 141) *{{NDR|Su ''[[Shining]]'' di [[Stanley Kubrick]]}} Mi sembra di avere definito una volta ''Shining'' come una bellissima automobile senza motore. Un film di classe in piena regola. Magnifico da vedere, potrei guardarmelo tutti i giorni, ma il problema è che Kubrick aveva intenzione di fare un film dell'orrore. E la mia impressione è che abbia cercato di farlo senza avere nessuna conoscenza del genere. (p. 165) *La maggior parte di ciò che è comico si basa su cose negative che capitano ad altri e per le quali noi ridiamo come per dire: «Grazie a Dio non è capitato a me!». Sotto certi punti di vista l'horror è anche più umano, perché quando urliamo mostriamo più simpatia che mancanza di simpatia. Quando si ride invece non si dimostra simpatia, si produce un suono scimmiesco che assomiglia a un grugnito di trionfo. (p. 180) *A mio parere il fatto di avere bambini non ha nulla a che fare con l'idea di perpetuare la razza e di farla sopravvivere. Mi sembra piuttosto un modo per completare la propria infanzia... Se hai dei bambini è come se risperimentassi tutta la tua infanzia solo con una prospettiva più matura. È come una ruota che finisce il suo giro. A quel punto puoi dire che la tua infanzia è finita. (p. 291) *Se hai dei bambini è come se ti fosse data la possibilità di vivere la tua infanzia una seconda volta. E con quella una nuova prospettiva, un nuovo senso di quello che è stato, di quanto ha significato per te. È come se a un certo punto si sentisse dentro che non si può continuare a essere bambini e se hai dei figli il processo giunge a compimento quando loro sono cresciuti e il tuo compito di padre è finito. (p. 340) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''1408''=== Mike Enslin si trovava ancora nella porta girevole quando vide Olin, il direttore dell'''Hotel Dolphin'', seduto in una delle potrone fin troppo imbottite della hall. Sentì un tuffo al cuore. ''Dopotutto, forse era meglio portare di nuovo l'avvocato'', pensò. Be', ormai era troppo tardi. E anche se Olin aveva deciso di frapporre qualche altro ostacolo tra Mike e la camera 1408, non era poi così grave; c'erano anche dei lati positivi. ===''Colorado Kid''=== Concluso che non avrebbe cavato nulla di interessante dai due vecchi che costituivano l'intero organico del ''Weekly Islander'', il giornalista del ''Globe'' di Boston diede un'occhiata all'orologio, commentò che se si sbrigava faceva appena in tempo per il traghetto dell'una e mezzo, li ringraziò del tempo che gli avevano dedicato, lasciò il denaro sulla tovaglia, lo fermò con lo spargisale perché l'intensa brezza che spirava dal mare non se lo portasse via e scese frettoloso i gradini di pietra che dal patio del ''Grey Gull'' portavano in Bay Street e alla cittadina sottostante. Tolto qualche fugace passaggio degli occhi sulle sue tette, non si era praticamente accorto della presenza della giovane donna tra i due uomini anziani. ===''Gli occhi del drago''=== Oltre i monti e oltre i mari, in un regno che si chiamava Delain, c'era una volta un re con due figli. Delain era un regno antico che aveva avuto centinaia di re, se non addirittura migliaia: quando è davvero molto il tempo trascorso, nemmeno gli storici riescono a ricordare tutto. Roland il Buono non era né il migliore né il peggiore fra i re che avevano governato quel paese. Nell'evitare eccessi di malvagità metteva un grande impegno e in questo riusciva quasi sempre. Uguale buona volontà dedicava alle grandi opere, che purtroppo non gli riuscivano altrettanto bene. Ne risultava un re decisamente mediocre, tanto che lui stesso dubitava che sarebbe stato ricordato a lungo dopo la sua morte. La quale morte sarebbe potuta giungere da un momento all'altro, ormai, perché era diventato vecchio e il suo cuore era affaticato. Gli restava forse un anno, a dir molto gliene restavano tre. Tutti coloro che lo conoscevano e coloro che notavano il grigiore del suo volto e il tremito delle sue mani quando dava udienza, erano d'accordo nel pronosticare che di lì a cinque anni al massimo nella grande piazza dominata dall'Obelisco si sarebbe incoronato un nuovo re... e volendo Iddio mancavano non più di cinque anni a quel momento. Perciò dal più ricco barona e dalla più leziosa cortigiana al più povero servo della gleba e alla più umile contadina, tutti nel regno pensavano e parlavano del re prossimo venturo, Peter, figlio primogenito di Roland.<br /> E uno solo fra tanti pensava e architettava e rimuginava su come fare in modo che venisse incoronato in sua vece Thomas, secondogenito di Roland. Costui era Flagg, il mago di corte. ===''I figli del grano''=== Burt accese la radio. Il volume era troppo alto, ma non lo abbassò perché erano lì lì per litigare di nuovo e lui non voleva che accadesse. Disperatamente desiderava che non accadesse.<br> Vicky disse qualcosa.<br> «Come?» gridò lui.<br> «Abbassala! Hai deciso di rompermi i timpani?»<br> Lui fece uno sforzo per trattenere quello che poteva uscire dalle sue labbra e abbassò il volume. ===''Il compressore''=== L'agente Hunton arrivò alla lavanderia proprio mentre l'ambulanza stava partendo: lentamente senza sirene né lampeggiantori. Brutto segno. Dentro, l'ufficio era pieno zeppo di gente silenziosa, inebetita. Alcuni piangevano. L'impianto era deserto; le grandi lavatrici automatiche, all'altra estremità dello stanzone, non erano state neppure spente. Questo metteva Hunton molto in guardia. Sarebbe stato logico che la folla fosse stata sul luogo dell'incidente, non nell'ufficio. Le cose andavano così, purtroppo: l'animale umano aveva un innato bisogno di contemplare i resti. Qualcosa di molto grave, allora. Hunton avvertì un crampo allo stomaco, come sempre gli capitava quando l'incidente era molto grave. Quattordici anni passati a ripulire dai resti umani le autostrade, le strade e i marciapiedi alla base di edifici molto alti non erano serviti a cancellare quel crampo, come se qualcosa di maligno si fosse installato là per sempre. ===''Insomnia''=== Nessuno, e il dottor Litchfield meno ancora, dichiarò fuori dei denti a Ralph Roberts che sua moglie stava per morire, ma venne il momento in cui Ralph lo capì senza bisogno che qualcuno glielo dicesse. Nella sua testa i mesi tra marzo e giugno erano un confuso pandemonio, un periodo di colloqui con medici, corse serali all'ospedale con Carolyn, pellegrinaggi ad altri ospedali in altri stati per analisi speciali (Ralph impiegava la gran parte del tempo dedicato ai trasferimenti a ringraziare Iddio per l'assicurazione medica di Carolyn), indagini personali alla Biblioteca Pubblica di Derry, dapprima alla ricerca di risposte che gli specialisti potessero aver trascurato, in seguito a cercare solo fili di speranza a cui aggrapparsi.<br> {{NDR|Stephen King, ''Insomnia'', trad. di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1995}} ===''L'incendiaria''=== «Sono molto stanca, papà», si lagnò la bambina in calzoni rossi e maglietta verde. «Non possiamo fermarci solamente per un poco?»<br> «Non ancora tesoro.»<br> L'uomo era alto, aveva spalle larghe e portava una giacca di velluto a coste sopra robusti calzoni di cotone. Teneva per mano la bambina e quasi la trascinava su per la Terza Strada di New York con passo frettoloso, da fuggitivo. Furtivamente guardò indietro e vide che la macchina verde li tallonava ancora, procedendo a passo d'uomo, quasi a filo del marciapiede. ===''La scorciatoia della signora Todd''=== «Ecco là quella Todd», dissi.<br> Homer Buckland osservò la piccola Jaguar che passava, e approvò col capo. La donna alzò la mano e salutò Homer. Homer fece un cenno di risposta con la sua grossa testa irsuta ma senza alzare la mano. La famiglia Todd aveva una grande casa per la villeggiatura sul lago Castle, e Homer era il loro guardiano da tempo immemorabile. Avevo una mezza idea che la seconda moglie di Worth Todd non gli piacesse nemmeno la metà di quanto gli era piaciuta la prima, Phelia Todd. ===''La tempesta del secolo''=== DISSOLVENZA IN APERTURA:<br> 1 ESTERNO: MAIN STREET, LITTLE TALL ISLAND – TARDO POMERIGGIO. La NEVE scorre davanti all'obiettivo della TELECAMERA, dapprima così veloce e intensa che non vediamo niente. IL VENTO SIBILA. LA TELECAMERA comincia ad AVANZARE e vediamo una LUCE ARANCIONE INTERMITTENTE. È il semaforo all'angolo di Main Street con Atlantic Street, l'unico incrocio cittadino di Little Tall. Il semaforo DONDOLA VIOLENTEMENTE nel vento. Le due vie sono deserte e così è giusto che sia: è in corso una feroce tormenta. Vediamo fioche luci nelle case, ma nessun essere umano. La neve già accumulata copre per metà le vetrine. MIKE ANDERSON parla con un ''lieve'' accento del Maine. {{centrato|MIKE ANDERSON (voce fuori campo)}} :Mi chiamo Michael Anderson e non sono quello che si definirebbe un erudito. Non sono forte nemmeno in filosofia, ma so una cosa: in questo mondo ci si passa pagando. Di solito un bel po'. Qualche volta tutto quello che hai. È una lezione che pensavo di aver imparato nove anni fa, durante quella che da queste parti chiamano la tempesta del secolo. ===''Le creature del buio''=== Per un punto Martin perse la cappa. A voler guardare alla sostanza, è così che recita la saggezza popolare. In fondo ''tutto'' può essere ricondotto a qualcosa di simile: così avrebbe pensato molto tempo più tardi Roberta Anderson. Delle due l'una, o puro caso... o puro destino. E la Anderson inciampò letteralmente nel suo destino ad Haven, una cittadina del Maine, il 21 giugno 1988. Il nocciolo della questione è lì: tutto il resto è storia. ===''Lo stretto''=== ''Tu ami?'' Quella domanda aveva preso a tormentarla senza che nemmeno lei sapesse cosa significava.<br> Arrivò l'autunno, e tanto sull'isola quando a Capo Procione, al di là dello Stretto, fu un autunno gelido e avaro di quelle piogge che colorano gli alberi. Il vento fischiava note lunghe e fredde che risuonavano nel cuore di Stella. ===''Ossessione''=== Quello della svolta era un bel giorno, una bella mattina di maggio.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Rose Madder''=== Siede nell'angolo e cerca di estrarre aria da una stanza che fino a pochi minuti fa ne era piena e ora sembra non averne più. Da molto lontano le giunge un suono sottile di risucchio e sa che è aria che le scende nei polmoni e poi risale ed esce in una serie di brevi ansiti febbrili, ma non muta la sensazione che ha di annegare nell'angolo del soggiorno di casa sua, con lo sguardo sulle spoglie stracciate del romanzo in edizione economica che stava leggendo quando è rincasato suo marito. ===''Uomini bassi in soprabito giallo''=== Il padre di Bobby Garfield era stato uno di quelli che cominciano a perdere i capelli sui vent'anni e sono completamente calvi intorno ai quarantacinque. La morte per infarto a trentasei anni aveva risparmiato a Randall Garfield quesito esito estremo. Era agente immobiliare e aveva esalato l'ultimo respiro sul pavimento di una cucina altrui. Quando era spirato il possibile acquirente era in soggiorno a cercare di chiamare un'ambulanza da un telefono scollegato. All'epoca Bobby aveva tre anni. Conservava ricordi vaghi di un uomo che gli faceva il solletico e lo baciava sulle guance e sulla fronte. Era più che sicuro che quell'uomo era suo padre. HA LASCIATO UN VUOTO COLMO DI TRISTEZZA, era scritto sulla lapide di Randall Garfield, ma sua madre non era poi così triste e quanto a Bobby... be', come si può rimpiangere una persona che non si riesce a ricordare? ===''Unico indizio la luna piena''=== Da qualche parte, in alto in alto, la luna risplende, bella piena... ma qui, a Tarker's Mills, infuria una tormenta di neve. Il vento fischia battendo a tutta forza la strada principale deserta; gli spazzaneve municipali hanno rinunciato da un pezzo a liberare le vie.<br> Arnie Westrum, segnalatore della compagnia ferroviaria GS&WM, è stato colto dalla tormenta a quindici chilometri dal paese: ha dovuto fermare il carrello azionato da un motore diesel e rifugiarsi nella baracca degli attrezzi e dei segnali, dove, aspettando che finisca la nevicata, fa, con un vecchio e unto mazzo di carte, il Solitario del Ritardatario. ==''X/Twitter – profilo ufficiale''== *È già stato detto, ma va ribadito: se gli uomini potessero rimanere [[Gravidanza|incinti]], l'[[aborto]] sarebbe un sacramento. :''It has been said before, but it bears repeating: if men could get pregnant, abortion would be a sacrament.''<ref>{{en}} Da un [https://twitter.com/StephenKing/status/1646635225722519553 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 aprile 2023.</ref> *L'[[United States Immigration and Customs Enforcement|ICE]] è la Gestapo americana. :''ICE is the American Gestapo.''<ref>{{en}} Da un [https://x.com/StephenKing/status/2014717807917707343 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 23 gennaio 2026.</ref> *Mi scuso per aver detto che [[Charlie Kirk]] sosteneva la lapidazione degli omosessuali. Quello che ha effettivamente dimostrato è come alcune persone tendano a selezionare solo alcuni passaggi della Bibbia. :''I apologize for saying Charlie Kirk advocated stoning gays. What he actually demonstrated was how some people cherry-pick Biblical passages.''<ref>{{en}} Da un [https://x.com/StephenKing/status/1966474125616013664 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 12 settembre 2025.</ref> *Se i cani volassero, nessuno uscirebbe senza ombrello. :''If dogs could fly, nobody would go out without an umbrella.''<ref>{{en}} Da un [https://twitter.com/StephenKing/status/904878959766245377 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 24 settembre 2017.</ref> ==Citazioni su Stephen King== *Mi ha influenzato, certo, ma ciò che più conta è che con lui si è modificato il rapporto tra la gente e il mondo dell'orrore. I suoi libri hanno spezzato la barriera che faceva si che chi leggesse un horror lo nascondesse fra le pieghe di un giornale. ([[Clive Barker]]) *Nel mercato italiano c'è bisogno di sfornare libri che abbiano acquirenti e lettori. Giova all'intero settore, anche perché da noi si legge poco. E avere tanti lettori non vuol dire necessariamente abbassare il livello. Non dimentichiamo che il nostro è un piccolo mercato esposto alle incursioni di scrittori popolari come [[Dan Brown]] e Stephen King che guidano sempre le classifiche di vendita ad ogni loro uscita. ([[Andrea Camilleri]]) *''[[Shining]]'' di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] è un film eccezionale tratto da un romanzo di Stephen King non altrettanto bello. Dentro il libro però c'era un'idea incredibile, quella di una famiglia impossibilitata a muoversi e di un albergo che trasmette il male. King guardava più al sovrannaturale. Kubrick invece si concentrò soprattutto sugli uomini. ([[Niccolò Ammaniti]]) *''Siamo tornati | ancora più incistati, | eccoci qui, ti eravamo già mancati. | Suono il gong, parte il bip, il palco è il ring, | faccio paura come It di Stephen King...'' ([[Articolo 31]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *''L'orrore secondo Stephen King'', a cura di Tim Underwood e Chuck Miller, traduzione di Luca Guerneri, Arnoldo Mondadori, Editore, 1999. ISBN 8804464224 *Stephen King, ''22/11/'63'', traduzione di [[Wu Ming]] 1, Sperling & Kupfer, 2011. ISBN 9788820051358 *Stephen King, ''Billy Summers'', traduzione di Luca Briasco, Sperling & Kupfer, 2021. ISBN 978-88-200-7208-7 *Stephen King, ''Buick 8'', traduzione di Stefano Bortolussi, Sperling & Kupfer, 2003. *Stephen King, ''Carrie'', traduzione di Brunella Gasperini, Bompiani, 1984. ISBN 8845210006 *Stephen King, ''Cell'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 2006. *Stephen King, ''Christine'' (''Christine''), traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1984. *Stephen King, ''Colorado Kid'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 2005. *Stephen King, ''Cose preziose'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1992. *Stephen King, ''Cujo'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling Paperback, 1992. ISBN 8878242357 *Stephen King, ''Danse Macabre'', traduzione di [[Edoardo Nesi]], Frassinelli, 2000. ISBN 8876845941 *Stephen King, ''Desperation'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1997. ISBN 8820023636 *Stephen King, ''Dolores Claiborne'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling Paperback, 1998. ISBN 8878248657 *Stephen King, ''Duma Key'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 2008. ISBN 9788820045067 *Stephen King, ''Fairy Tale'', traduzione di Luca Briasco, Sperling & Kupfer, 2021. ISBN 788820074449 *Stephen King, ''Gli occhi del drago'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1988. ISBN 882000819X *Stephen King, ''Il gioco di Gerald'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1998. ISBN 882001498X *Stephen King, ''Il miglio verde'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling Paperback, 1998. ISBN 8878249424 *Stephen King, ''Insomnia'', traduzione di Tullio Dobner, Pickwick, 2014 ISBN 978-88-6836-154-9 *Stephen King, ''It'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1986. *Stephen King, ''Joyland'' traduzione di Tullio Dobner, Pickwick, 2016. *Stephen King, ''L'Acchiappasogni'', traduzione di Maria Teresa Marenco, Sperling & Kupfer. *Stephen King, ''L'incendiaria'', traduzione di Prestini M.G., Sperling Paperback, 1994. ISBN 887824418X *Stephen King, ''L'istituto'', traduzione Luca Briasco, Sperling & Kupfer, 2019. ISBN 8820068288 *Stephen King, ''L'ombra dello scorpione'', traduzione di Bruno Amato e Adriana Dell'Orto, Bompiani, 1991. ISBN 8845212173 *Stephen King, ''La bambina che amava Tom Gordon'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 8820029073 *Stephen King, ''La metà oscura'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1990. *Stephen King, ''La scorciatoia della signora Todd'', traduzione di Gianni Pilo, in "L'orrore del buio", a cura di Karl Edward Wagner, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881831988 *Stephen King, ''La storia di Lisey'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 2006. *Stephen King, ''La zona morta'', traduzione di A. Terzi, Sperling & Kupfer, 1979. *Stephen King, ''Later'', traduzione di Luca Briasco, Sperling & Kupfer, 2021. ISBN 9788820071189 *Stephen King, ''Le creature del buio'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling Paperback, 1993. ISBN 8878242624 *Stephen King, ''Le notti di Salem'', traduzione di Carlo Brera, Bompiani, 1975. *Stephen King, ''Lo stretto'', traduzione di Susanna Molinari, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068 *Stephen King, ''Misery'', traduzione di Tullio Dobner, Mondadori, 1987. *Stephen King, ''Mr. Mercedes'', traduzione di Giovanni Arduino, Pickwick 2016. ISBN 978-88-6836-339-0 *Stephen King, ''Mucchio d'ossa'', Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 880450806X *Stephen King, ''Notte buia, niente stelle'', traduzione di Wu Ming 1, Sperling & Kupfer, 2010. ISBN *Stephen King, ''Pet Sematary'', traduzione di Brinis H., Sperling & Kupfer, 1993. ISBN 8820016397 *Stephen King, ''Rose Madder'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 8820029359 *Stephen King, ''Shining'' (''The Shining'', 1977), traduzione di Adriana Dell'Orto, Bompiani, Milano, 2005. ISBN 8845246558 *Stephen King, ''Stagioni diverse'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1989. ISBN 8882743535 *Stephen King, ''Stagioni diverse'', con il racconto ''L'autunno dell'innocenza'', Sperling & Kupfer, 1987. *Stephen King, ''Stagioni diverse'', con il racconto ''Stand by me: ricordo di un'estate'', Sperling & Kupfer, 1987. *Stephen King, ''The Dome'', traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 2009. ISBN 9788820047665 *Stephen King, ''Unico indizio la luna piena'', traduzione di Carlo Brera, Salani, 1991. ISBN 8877822368 ==Filmografia== {{div col}} *''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]'' (1976) *''[[Shining]]'' (1980) *''[[La zona morta]]'' (1983) *''[[Stand by Me - Ricordo di un'estate]]'' (1986) *''[[Brivido (film 1986)|Brivido]]'' (1986) *''[[Misery non deve morire]]'' (1990) *''[[It (miniserie televisiva)|It]]'' (1990) *''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]'' (1991) *''[[Le ali della libertà]]'' (1994) *''[[Il miglio verde]]'' (1999) *''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (2003) *''[[Secret Window]]'' (2004) *''[[1408]]'' (2007) *''[[1922 (film 2017)|1922]]'' (2017) *''[[It (film 2017)|It]]'' (2017) *''[[La torre nera (film)|La torre nera]]'' (2017) *''[[Doctor Sleep (film 2019)|Doctor Sleep]]'' (2019) *''[[It - Capitolo due]]'' (2019) *''[[Nell'erba alta (film)|Nell'erba alta]]'' (2019) *''[[Pet Sematary (film 2019)|Pet Sematary]]'' (2019) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Joe Hill (scrittore)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Buick 8||}} {{Pedia|Carrie (romanzo)|''Carrie''}} {{Pedia|Cell (romanzo)|''Cell''|}} {{Pedia|Christine - la macchina infernale|''Christine''|}} {{Pedia|Cose preziose (romanzo)|''Cose preziose''|}} {{Pedia|Cujo}} {{Pedia|Danse Macabre}} {{Pedia|Desperation}} {{Pedia|Dolores Claiborne}} {{Pedia|Duma Key||}} {{Pedia|I lupi del Calla||}} {{Pedia|Il gioco di Gerald}} {{Pedia|Insomnia (romanzo)|''Insomnia''}} {{Pedia|L'incendiaria}} {{Pedia|L'ombra dello scorpione||}} {{Pedia|L'ultimo cavaliere (romanzo)|''L'ultimo cavaliere''|}} {{Pedia|La bambina che amava Tom Gordon}} {{Pedia|La canzone di Susannah}} {{Pedia|La chiamata dei tre}} {{Pedia|La sfera del buio||}} {{Pedia|La zona morta (romanzo)|''La zona morta''|}} {{Pedia|Misery (romanzo)|''Misery''|}} {{Pedia|Notte buia, niente stelle|''Notte buia, niente stelle''|}} {{Pedia|Pet Sematary (romanzo)|''Pet Sematary''}} {{Pedia|Roland di Gilead||}} {{Pedia|Rose Madder}} {{Pedia|Terre desolate}} {{Pedia|The Dome}} {{Pedia|Unico indizio la luna piena}} {{Pedia|22/11/'63||(2011)}} {{DEFAULTSORT:King, Stephen}} [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] aprrvh8wk0a58d8rhfr9xw6c7y3whsu Bellezza 0 1869 1420332 1417869 2026-07-13T19:06:34Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1420332 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Ninfa con i fiori della gloria mattutina]] Citazioni sulla '''bellezza'''. ==Citazioni== *Ad amare una ragazza bella tutti sono capaci. ([[Dino Campana]]) *{{Sic|[[Aristotele|Aristotile]]}} solea dire che vale più la bellezza che cento lettere di raccomandazione. ([[Giovanni Stobeo]]) *''Balen ch'in un sol punto acceso muore, | polve ch'in alto si disperde al vento, | paglia che si dilegua in un momento, | fumo che via sen va sciolto in vapore, ||'' [...] ''o donne (e pur v'insuperbite tanto) | della vostra bellezza è men fugace.'' ([[Alessandro Adimari]]) *Belle sono tutte le cose cui non si mescola il turpe. ([[Simonide]]) *''«Bellezza e [[verità]] sono una cosa». | Questo è quanto sappiamo sulla terra | E questo è tutto che sapere importa.'' ([[John Keats]]) *Bellezza (''s.f.''). Il mezzo con cui una donna conquista l'amante e terrorizza il marito. ([[Ambrose Bierce]]) *Bellezza senza cortesia è come un giardino senza fiori. ([[Aśvaghoṣa]]) *''Beltà crudel, che in due modi m'offende; | Pria col ferir, poi col vietar ch'io mostri | L'alte piaghe, onde il cor mercede attende''. ([[Angelo di Costanzo]]) *''Brev'ora han dato i cieli | alla beltà mortale.'' ([[Giovanni Prati]]) *Che cos'è la bellezza, che scrittori, poeti, musicisti, artisti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne? ([[Papa Benedetto XVI]]) *''Che ggran dono de Ddio ch'è la bbellezza! | Sopra de li quadrini {{NDR|quattrini}} hai da tenella: | Pe vvia che la ricchezza nun dà cquella, | E cco cquella s'acquista la [[ricchezza]]''. ([[Giuseppe Gioacchino Belli]]) *Che la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo [[spirito]]. ([[Thomas Mann]]) *Cos'è la bellezza si domandano filosofi, esteti ed estetisti, pittori e cineasti, creativi e giornalisti. Cosa era e cosa si pensò che fosse, ai tempi di Venere, di Diana, di Elena, di Frine, di Isotta? Forza dissolvente, promesse de bonheur, via verso il bene supremo, manifestazione del divino, simmetria, equilibrio, armonia, entusiasmo, turbamento, eccitazione, ornamento del potere, ecc. Tante discettazioni e tanti dilettosi pensamenti sono stati da sempre scalzati dai [[concorso di bellezza|concorsi di bellezza]]. ([[Giulio Ferroni]]) *Da più cose, dunque, io sono avvinto, più persone, perciò, sento che mi avvincono, perché diversi e distinti sono i gradini della bellezza. ([[Giordano Bruno]]) *Definire il Bello è facile: è ciò che fa disperare. ([[Paul Valéry]]) *''Della mente di [[Dio]] candida figlia, | Prima d'Amor germana, e di Natura Amabile compagna e maraviglia, || Madre de' dolci affetti, e dolce cura | Dell'uom, che varca pellegrino errante | Questa valle d'esilio e di sciagura, || Vuoi tu, diva bellezza, un risonante | Udir inno di lode, e nel mio petto | Un raggio tramandar del tuo seminante? || Senza la luce tua l'egro intellelto | Langue oscurato, e i miei pensier sen vanno | Smarriti in faccia al nobile subbietto''. ([[Vincenzo Monti]]) *''Dirò insomma, ch'in lei dal capo al piede, | quant'esser può beltà, tutta si vede.'' ([[Ludovico Ariosto]]) *È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. ([[Umberto Eco]]) *E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall'uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto. (''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'') *E mi piace vestire sexy, mostrare le gambe. La bellezza è un potere. ([[Brooke Shields]]) *È sempre libera e aderente: libera perché non aderisce a una conoscenza concettuale, aderente perché aderisce a un'interpretazione della natura. ([[Luigi Pareyson]]) *È stata la bella che ha ucciso la bestia. (''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'') *{{NDR|«Che cos'è la bellezza, per te?»}} [[Fiducia]] in me stessa. Insomma, essere naturali, ecco. ([[Barbara Palvin]]) *{{NDR|«Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando senti la parola "bellezza"?»}} Fortuna. O meglio, un momento fortunato. Perché il fascino — quello alla Meryl Streep per intenderci — dura, te lo porti dietro tutta la vita. La bellezza no, prima o poi svanisce: non è un caso che faccia rima con giovinezza. ([[Alessia Piovan]]) *Fra le tante definizioni del Bello, una è bellissima: «Il Bello è ciò che si capisce più facilmente». ([[Achille Torelli]]) *Gli Antichi facevano sì gran conto della Bellezza, che soltanto il bello della Natura sembrava loro degno d'essere imitato; cosicché si può assicurare, ch'eglino sono stati quelli, che formarono, e mantennero lo stile della Bellezza. ([[Anton Raphael Mengs]]) *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la bellezza debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. ([[Chris Bangle]]) *I media hanno vinto. Il lavaggio del cervello è riuscito. Ormai sono tutti d'accordo. Bellezza uguale [[magrezza]] e addome piatto. ([[Volfango De Biasi]]) *''Il bello è bello, ma non dura.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *Il Bello è ciò che sembra abominevole a occhi ineducati. Il Bello è ciò che la vostra amante e la vostra domestica trovano d'istinto orrendo. ([[Edmond e Jules de Goncourt]]) *Il bello è lo splendore del vero. (Attribuita a [[Platone]]) *Il Bello è principio di tutte le cose in quanto causa efficiente, che muove tutte le cose e le tiene insieme con l'amore verso la propria bellezza; e il Bello è il fine di tutte le cose. ([[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]) *''Il bello | è solo l'inizio del tremendo, che noi sopportiamo, | ancora ammirati perché tranquillo disdegna | di sgretolarci.'' ([[Rainer Maria Rilke]]) *Il bello nell'arte, nel pensiero, nell'azione, non deriva da un'armonia perfetta; l'umana natura noi comporta; ma nasce dalla guerra fra il bene e il male, nella quale il vero qualche volta vinto finisce col trionfare. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Il bello non dovrebbe essere che lo splendore del vero, la corona dell'utile, ma sovente non è che improduttiva consumazione di mezzi, la cui mancanza si deplora prossimamente dipoi. ([[Cristoforo Negri]]) *Il bello prodotto dalla poesia è inferiore sia alla bellezza ideale sia alla bellezza naturale (a quella del volto e del corpo, ma anche e soprattutto a quella dell'anima). ([[Vincenzo Cicero]]) *Il mio concetto di bellezza, parliamo di letteratura, di arte, ha sempre un po' a che vedere col trauma. Una cosa per essere bella deve farti un po' male, ti deve instillare un dubbio, togliere una certezza, o te la deve incrinare. Iconograficamente, un bravo regista è quello che ti sconvolge l'immaginario, quello che ti pone la realtà in una forma che non avevi previsto e che però arrivi a condividere. La bellezza ha qualcosa di rivoluzionario, di eversivo. Pensa alla bellezza in amore, in un rapporto sentimentale. Quando scopri la bellezza in una persona, quella è una esperienza traumatica, certo "bello", ma andiamo a decodificare quel "bello": vuol dire che tu non sei più la stessa persona e quel tipo di bellezza ti introduce in un mondo differente che spesso spaventa anche. "Oddio, mi piace, e mo'? Che si fa?". Quando ti poni questa domanda la tua vita sta già cambiando binario, è diventata un'altra cosa. ([[Diego De Silva]]) *Il più delle volte un'aria di dolcezza o fierezza in una donna, non significa che essa sia dolce o fiera: è semplicemente un modo d'esser bella. ([[Alphonse Karr]]) *{{NDR|«Il tuo segreto di bellezza?»}} È la mia felicità. ([[Ellen Hidding]]) *In fondo sono felice di non essere mai stato bello. Almeno non ho sofferto nel perdere la più inafferrabile tra le qualità. Anzi, come epitaffio tombale voglio: «Passò dai brufoli alle rughe senza un solo attimo di bellezza». ([[Tommaso Labranca]]) *In tutto quel che suscita in noi il sentimento puro ed autentico del bello, c'è realmente la presenza di Dio. C'è quasi una specie di [[incarnazione]] di Dio nel mondo, di cui la bellezza è il segno. Il bello è la prova sperimentale che l'incarnazione è possibile. ([[Simone Weil]]) *Infelice è colui che non consegue il Bello, il solo Bello. [...] Ciascuno diventi bello e simile al Dio se intende contemplare e Dio e il Bello. ([[Plotino]]) *Io amo la bellezza, ma a volte una cosa gradevole da osservare nasconde dentro di sé qualcosa di malefico e rivoltante. ([[George R. R. Martin]]) *Io desidero che la tua icona, [[Maria|Madre di Dio]], si rifletta continuamente nello specchio dell'[[anima]] e la conservi pura fino alla fine dei secoli. Rialzi coloro che sono curvi verso terra e doni la [[speranza]] a coloro che considerano e imitano l'eterno modello della bellezza. ([[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]) *Io l'associo all'amore, alla gentilezza e a un cuore generoso: queste sono le cose che mi toccano di più e che, se le vedo in una persona, me la fanno apprezzare sotto una luce speciale. ([[Naomie Harris]]) *– Io non sono bella.<br>– Be', magari non sei Miss Universo, ma sei umana e generosa. Sì, tu dai molto agli altri e non chiedi niente in cambio: è questa la vera bellezza, ed è una bellezza che non sfiorisce mai. (''[[Alfred Hitchcock presenta (serie televisiva 1985)|Alfred Hitchcock presenta]]'') *L'idea di bellezza umana che abbiamo oggigiorno è molto ridotta. In realtà, siamo molto più capaci di apprezzare la bellezza delle piante, degli animali o delle nuvole rispetto alla nostra. Verso di loro, le nostre menti sono molto più flessibili e aperte. Non li giudichiamo in funzione di alcuna norma. Non esigiamo che siano in alcun modo. Li accettiamo come sono e ci lasciamo commuovere dalla loro presenza. ([[Guadalupe Nettel]]) *L'idea di bellezza è soggettiva, non può esistere uno standard. Affascinante è chi si sente a proprio agio nel suo corpo e trasmette questa sensazione, questa "luce" agli altri. ([[Denise Capezza]]) *L'intelligenza è una cosa, pensava, la bellezza un'altra. E non importa quanto sia effimera e di breve durata, infida e immeritata. Anzi, proprio perché lo è – qualcosa che appartiene solo alla natura, allo stato primitivo dei sensi e del potere – è capace di un'attrazione che i pensieri e le parole non avranno mai. ([[Silvia Avallone]]) *L'uomo è capace di produrre il bello solo nella misura in cui, lasciandosi trascinare dal puro desiderio d'amore (''éros''), si volge dalla bellezza naturale verso questa Idea e ne diviene partecipe contemplandola. ([[Vincenzo Cicero]]) *La bellezza, anche nell'arte, non si può immaginare senza pudore. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) * La bellezza appare sempre degna di fede. Il diavolo, che determina il giudizio degli uomini sulle donne, lotta fianco a fianco di quelle belle e piacenti. Alla verità di una donna brutta si crede di rado, ma con una donna bella si crede a tutto ciò che può inventare. ([[Joseph Roth]]) *La bellezza apre l'anima e ci fa vedere il paradiso. Solo lì troveremo tutte le risposte. ([[Renato Scarpa]]) *La bellezza attira, la bruttezza respinge. Che significa questo? Significa che dobbiamo cercare la bellezza e sfuggire la bruttezza? No, significa che dobbiamo cercare quello che dà come conseguenza la bellezza, e fuggire quello che dà come conseguenza la bruttezza: cercare di essere buoni, aiutare, servire le creature e gli uomini, e fuggire quello che fa male alle creature e agli uomini. La conseguenza di questo sarà la bellezza. Quando tutti saranno buoni, tutto sarà bello. ([[Lev Tolstoj]]) *La bellezza? Certo che mi ha aiutata, come potrei dire il contrario, ma non è tutto. ([[Florinda Bolkan]]) *La bellezza? E una questione che ha che fare con il piacersi e l'accettarsi. Io ci ho messo parecchio e ora non mi importa se la gente mi vede meno o più bella. C'è chi mi trova orrenda, ma va bene così. È normale. Ma ho lavorato parecchio su tanta crudeltà, sui giudizi di questo sistema. E sto bene: sono quella che sono. ([[Lea T]]) *La bellezza aiuta in generale, lo noti anche quando vai a comprare il pane e qualcuno ti sorride. Però è pieno di gente bella in giro, ciascuno di noi ha un più bello di sè da qualche parte. Me ne prendo cura finché posso ma non punto di certo su quello. ([[Stella Egitto]]) *La bellezza ci farà fiorire di nuovo. ([[Giancarlo Giannini]]) *La bellezza ci può trafiggere come un [[dolore]]. ([[Thomas Mann]]) *La bellezza della carne, la bellezza spirituale, tutto ciò che concerne la bellezza nasce solo dall'ignoranza e dalle tenebre. Non è consentito sapere e conservare la bellezza. ([[Yukio Mishima]]) *La bellezza deve essere giudicata non per le proporzioni matematiche del corpo e del viso, ma per l'effetto che produce. ([[Alphonse Karr]]) *La bellezza di ciò che è bello non dipende dal gusto del soggetto, ma è inscritta nelle cose, possiede una forza oggettiva. ([[Bruno Forte]]) *La bellezza, dopo tre giorni, è tanto noiosa come la [[virtù]]. ([[George Bernard Shaw]]) *La bellezza [è] la sola cosa che resta della stupidità del mondo antico e della ferocia del mondo futuro. ([[John Berger]]) *La bellezza è la sola qualità che ci rende uomini fin dalla nascita. Un corpo, un gesto e un colore che ci inebriano sono l'unico incentivo consentito all'uomo per creare l'opera d'arte e congiungersi a Dio. ([[Franco Zeffirelli]]) *La bellezza è ciò che permane come sostrato del divenire, non solo come manifestazione di ciò che è mutato, ma nell'agire stesso del mutare. ([[Ignazio Fresu]]) *La bellezza è fondamentale, ma è qualcosa di ben diverso da un’ estetismo vuoto, formalista e sterile, nel quale invece talvolta si cade. ([[Antonio Cañizares Llovera]]) *La bellezza è l'altra forma della verità. ([[Alejandro Casona]]) *La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità. ([[Oscar Wilde]]) *La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito. ([[Platone]]) *La Bellezza è spesso timidezza – forse ancora più spesso – sofferenza. ([[Emily Dickinson]]) *La bellezza è un dono gigantesco, immeritato, dato a caso, stupidamente. ([[Khaled Hosseini]]) *La bellezza è un'arma a doppio taglio perché, se in un primo momento ti apre molte porte, subito dopo ti costringe a dimostrare il doppio per renderti credibile agli occhi di chi continua a vederti solo come un involucro. ([[Antonella Salvucci]]) *La bellezza è una lettera aperta di raccomandazione che ci guadagna i cuori anticipatamente. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La bellezza è una moneta che ha corso solo in un dato [[tempo]] e in un dato luogo. ([[Henrik Ibsen]]) *La bellezza è una sorta di crisi sociale: per fortuna non vuol dire niente e purtroppo vuol dire tutto. È una cosa che è oggettiva solo rispetto a dei canoni imposti socialmente e non è così importante rispetto a ciò che per noi è soggettivamente bello. ([[Federica Sabatini]]) *La bellezza è una visitatrice che viene senza preavviso, muta forma per un'ora, per un giorno, talvolta per più tempo; svapora ad un alito, dilegua da capo. ([[Rosamond Lehmann]]) *La bellezza è uno splendore che deve staccarsi da chi la possiede senza lui l'avverta e senza che ci torni sopra. ([[Jean Guitton]]) *La bellezza estetica è qualcosa di talmente mutevole e soggettivo che legarci l'identità di una persona è riduttivo. ([[Marianna Di Martino]]) *La bellezza fa promesse che non può mantenere. ([[Cormac McCarthy]]) *La bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l'eternità. ([[Emir Kusturica]]) *La bellezza ha il potere di suscitare un dolore inaccessibile ad altre tragedie. La perdita di una grande bellezza può mettere in ginocchio un'intera nazione. Nient'altro può farlo. ([[Cormac McCarthy]]) *La bellezza, la gioia solo per la gioia, indipendente dal bene, è ripugnante. Io l'ho conosciuta e l'ho gettata via. Il bene senza bellezza dà tormento. Solo l'unione dei due o, piuttosto non l'unione, bensì la bellezza come aureola del bene. Mi sembra che questo sia vicino alla verità. ([[Lev Tolstoj]]) *''La bellezza mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te.'' ([[Emily Dickinson]]) *La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. ([[Alda Merini]]) *La bellezza non è ciò che piace ma ciò che emoziona, sia tra persone sia che si tratti di qualsiasi forma d'arte. ([[Melania Dalla Costa]]) *La bellezza non è il destino dell'arte. L'arte è perdita non guadagno. ([[Leonardo Sinisgalli]]) *La bellezza non è qualcosa per cui si gareggia: ciascuno ha qualcosa di bello da scoprire; l'attenzione è la chiave della scoperta. ([[Dacia Maraini]]) *La bellezza non è scomparsa del tutto. ([[Banana Yoshimoto]]) *La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. ([[David Hume]]) *La bellezza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare. ([[Hermann Hesse]]) *La bellezza per anni l'ho considerata una sfortuna. Temevo che nessuno mi prendesse sul serio. ([[Chiara Baschetti]]) *La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza. ([[Albert Camus]]) *La bellezza, si diceva, è sempre altera e impenetrabile. Quando sedevano davanti ai caffè con le gambe accavallate, quel nudo gonfiava la vene dei passanti. ([[Rocco Scotellaro]]) *La bellezza si vede quando c'è qualche cosa dietro l'anima. ([[Riccardo Cocciante]]) *La bellezza sta negli occhi di chi guarda, non la si acquista a buon mercato sulla lingua del banditore. ([[William Shakespeare]]) *La bellezza tenta i ladri più dell'oro. ([[William Shakespeare]]) *La bellezza vera non ammette di esser vociferata ai quattro venti: una volta appurata da noi su di noi, se mai è il caso, bisogna che sia un po' occultata, perché la vera scoperta della nostra bellezza o la fa qualcun altro o non la fa nessun altro. ([[Aldo Busi]]) *La bellezza vince su tutte le cose. E ogni cosa perde di fronte alla bellezza. Non è nessuno dei valori di questa terra, nessuna delle forme che conosciamo. Il mistero la inghiotte. Ed è bene che in questo mondo alcuni misteri o segreti non vengano rivelati. Se pretendessimo di spiegare tutto più nulla nascerebbe. ([[Ko Un]]) *''La beltà vostra è così grande, e pura | Che 'nvidia, o biasmo in lei loco non trova; | Ma però nulla ciò rileva, o giova, | Che lo scoglio del cor via più s'indura''. ([[Berardino Rota]]) *La fonte originaria della bellezza è unicamente in Dio ed essa si manifesta nell'animo di coloro che sono entusiasticamente pervasi di lui. ([[Johann Gottlieb Fichte]]) *La forza della bellezza esiste in misura non minore della forza magnetica e di quella di gravità. ([[Pavel Aleksandrovič Florenskij]]) *La [[giovinezza]] senza la bellezza ha pur sempre del fascino; la bellezza senza la giovinezza non ne ha alcuno. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La maschera è bellezza e la [[menzogna]] è l'[[amore]]. ([[Mario Mariani]]) *La natura della bellezza non può essere corpo. Perché se ella fusse corpo non converrebbe alle virtù dell'animo che sono incorporali.<br />... concludiamo brevemente che la Bellezza è una grazia, vivace e spirituale, la quale per il raggio divino prima si infonde negli Angeli, poi nelle anime degli uomini, dopo nelle figure e voci corporali... ([[Marsilio Ficino]]) *''La piaga | Sanar si può d'una beltà malvagia, | Ché in cor bennato amor malnato è breve: | Ma beltade è fatal quando è [[Pudore|pudica]]''. ([[Vincenzo Monti]]) *La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. ([[Friedrich Nietzsche]]) *{{NDR|«Lea, che cos'è la bellezza?»}} La verità. ([[Lea T]]) *La vera bellezza, dopotutto, consiste nella purezza del cuore. ([[Mahatma Gandhi]]) *La vera bellezza ha sempre qualcosa di estremo. ([[Mario Soldati]]) *La via della Bellezza si rivela così come la via di Dio Trinità, e perciò come la via della salvezza e della verità: nella bellezza tutto è unificato, tutto giustificato nel suo ultimo senso. ([[Bruno Forte]]) *Lo studio della bellezza è un duello in cui l'artista urla di spavento prima di esser vinto. ([[Charles Baudelaire]]) *Molte di noi per anni hanno aspettato questo momento storico in cui chiunque, di qualsiasi forma, di qualsiasi colore di pelle, può essere considerata bella. La bellezza è di tutte le taglie e tutto quello che è perfetto e senza difetti di solito è una vera noia. Finalmente la gente e i media se ne sono accorti. ([[Padma Lakshmi]]) *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del bello, che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle streme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. ([[Theodor W. Adorno]]) *Nessuno comprende che molta parte della bellezza è [[bontà]]. ([[Federigo Tozzi]]) *Noi della bellezza crediamo materia la verità morale. ([[Cesare Cantù]]) *Noi dobbiamo lottare per la bellezza perché senza Bellezza non si vive. E questa lotta deve investire ogni particolare: altrimenti come faremo un giorno a riempire piazza San Pietro? ([[Luigi Giussani]]) *Non amiamo tanto la bellezza per sopportare che l'azione fermandoci dia spazio a contemplarla ed abituarvi la mente. La scena moderna precipitandosi senza riposo verso il suo scopo, cangia incessantemente di luogo, d'interesse, di situazione, come la società stessa. Non vi ha cosa che la sospenda: un'ardente sollecitudine la spinge alla catastrofe. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Non credo [...] che la bellezza sia un talento: è semmai uno strumento interessante e unico che, quando si ha la fortuna di possederlo, può essere messo al servizio di altro. ([[Rosa Diletta Rossi]]) *Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello. ([[Nino Frassica]]) *Non è detto che il bello sia tale perché risponde a un canone in sé: qualcosa è bella perché è autentica e racconta un animo. ([[Gabriella Pession]]) *Non è la bellezza ciò da cui si dovrebbe necessariamente partire? È un giacinto azzurro che attira col suo profumo Persefone nei regni sotterranei della conoscenza e del destino. Si può senza dubbio chiamare «esorcismo» questo attrarre, per mezzo di figure, lo spirito, che di certe cose ha sempre una grande paura. ([[Cristina Campo]]) *{{NDR|«Come definirebbe la bellezza vera?»}} Non è quella che vedi sui [[giornali]] o su [[Instagram]], dove quasi tutto è falso. La bellezza si trova nei momenti che vivi con la famiglia o che condividi con i tuoi amici. ([[Suki Waterhouse]]) *Non è vero che i belli siano poco intelligenti: sono i brutti, invece che hanno troppo sviluppato il cervello per compensare le deficienze estetiche. ([[Gianni Monduzzi]]) *Non mi piace la gente che parla della bellezza. Cosa è la bellezza? Uno ne potrebbe discutere come problema nella pittura. ([[Pablo Picasso]]) *Non mostri {{NDR|la figlia}} la sua bellezza | a qualsiasi uomo, | non segga a ciarlare | insieme con le altre [[donna|donne]], | perché dagli abiti esce la tignola | e dalla donna malizia di donna. ([[Bibbia|Bibbia, Siracide]]) *Non può essere bello chi ha in sé un male che porterà alla tomba. ([[Liala]]) *Non vi è cosa più divina della bellezza, la quale, non appartenendo al corpo e non avendo principio o esistenza se non nello spirito e nella ragione, può essere svelata e appresa da questa parte più divina di noi, quando essa contempla se stessa, unico oggetto degno di lei. ([[Anthony Ashley Cooper, III conte di Shaftesbury]]) *Oh, essa insegna alle torce come splendere. Sembra pendere sul volto della notte come ricca gemma all'orecchio d'una Etiope. Ma è bellezza di un valore immenso che mai nessuno avrà, troppo preziosa pe la terra. Come colomba bianca in una lunga fila di cornacchie sembra la fanciulla tra le sue compagne. La voglio vedere dopo questo ballo; come sarei felice se la mia mano rude sfiorasse quella sua. Ha mai amato il mio cuore? Negate, occhi: prima di questa notte non ho mai veduto la bellezza. (''[[Romeo e Giulietta]]'') *Oh, mio [[marito]] l'apprezzava, la mia bellezza. E come! Il guaio è che apprezzava anche quella di tutte le altre. ([[Allan Prior]]) *Oltre un certo grado la bellezza, come l'eleganza, non è più una semplice sfida all'imperfezione e alla miseria del mondo, è una provocazione, anzi un ''oltraggio'': ciò spiega l'odio che non poca gente nutre verso di essa. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la [[bontà]], come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la [[carità]] fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi. ([[Ambrogio Bazzero]]) *Per la donna disposta ad amare, è una gran fortuna essere bella, ma per quella che vuole solo essere desiderata, è sufficiente che la si trovi bella. ([[Alphonse Karr]]) *Per le donne la bellezza è quello che per gli uomini è il denaro: potenza. ([[Dorothy May]]) *Per me la bellezza coincide con la sicurezza. Se una donna è sicura di sé, appare bella. E lo è. ([[Ashley Graham]]) *''Perché chi è bello, non è bello che il tempo di guardarlo, | chi è nobile sarà subito anche bello.'' ([[Saffo]]) *Personalmente penso che la bellezza sia la possibilità di creare emozioni. ([[Marcello Gandini]]) *Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, la [[lacrima]] è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza. ([[Iosif Aleksandrovič Brodskij]]) *Profondo è l'odio che l'animo volgare nutre contro la bellezza. ([[Ernst Jünger]]) *Qualcuno ha detto che la bellezza è una promessa di felicità. Nessuno ha mai detto che la promessa sia stata mantenuta. ([[Paul-Jean Toulet]]) *Quando riusciamo a vedere la bellezza, essa è sempre perduta. ([[Mario Soldati]]) *Quanto dura la bellezza? Lo spazio di un mattino. Poi appassisce, viene la morte vestita da [[Viola (botanica)|violetta]]. (''[[L'amore coniugale]]'') *''Questo nostro caduco e fragil bene | ch'è [[vento]] ed ombra ed à nome beltade''. ([[Francesco Petrarca]]) *{{NDR|«La tua bellezza ti ha aiutata o penalizzata nella vita e nello [[sport]]?»}} Sarei ipocrita a dire che non mi abbia aiutata, perché purtroppo l'aspetto fisico condiziona tanto, se sei bella ti ascoltano più volentieri, e per me è stato un elemento importante soprattutto a livello mediatico. Questa però può diventare un'arma a doppio taglio, bisogna agire con intelligenza. Io di certo non rinuncerò mai a una passata di mascara per essere meno appariscente. Bisogna avere la forza di dimostrare di essere brave anche se si è belle di aspetto. ([[Vicky Piria]]) *Scopo degli sport agonistici non è la bellezza, anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. ([[David Foster Wallace]]) *Se sei bella e non sei brava crolli. Se sei brava, spesso ti abbellisci pure. ([[Enrico Lucherini]]) *Se volete poi sapere qualcosa di più sulla bellezza, che cos'è esattamente, consultate una storia dell'arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il rospo alla rospa, ma è bello quello che piace. ([[Bruno Munari]]) *Sembra che l'onesto non s'identifichi col bello. ([[Tommaso d'Aquino]]) *''Sembra gentile | Nel verno un fiore, | Che in sen d'aprile | Si disprezzò. || Fra l'ombra è bella | L'istessa stella | Che in faccia al Sole | Non si mirò.'' ([[Pietro Metastasio]]) *Troppo spesso, però, la bellezza che viene propagandata è illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento e, invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l'alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e di gioia. Si tratta di una seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull'altro e che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell'oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa. L'autentica bellezza, invece, schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l'Altro, verso l'Oltre da sé. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Tutto in questo mondo è importante. La vita delle persone è un dono prezioso, ma non è l'unica cosa che conta. Non ci sono solo gli uomini su questa terra. Ci sono gli alberi... e tanti altri esseri viventi. Chi vive in questo mondo condivide la vita con tutto il resto. La bellezza è un patrimonio di tutti e va protetto ad ogni costo. Ognuno ha i propri gusti, non a tutti piacciono le stesse cose... questo c'insegna l'esistenza... a rispettare la sensibilità di ogni essere. Qualsiasi cosa che esprima bellezza e provochi un'emozione ha diritto di esistere. Ogni essere umano è pronto a combattere per difendere le cose che ama. La verità è che ognuno di noi ha il diritto di esprimere la propria opinione... questo è l'insegnamento che la vita ha dato a chi abita su questo pianeta. (''[[Blue Dragon (serie animata)‎|Blue Dragon]]'') *Una bella donna è cento volte più attraente quando esce dal sonno che dopo una toeletta. ([[Giacomo Casanova]]) *Una sera, feci sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. — E la trovai amara. — E l'ingiuriai. ([[Arthur Rimbaud]]) *La bellezza è una promessa di felicità ([[Stendhal]]) ===[[Agostino d'Ippona]]=== *Interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell'aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l'ordine delle stelle, interroga il sole, che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell'acqua, che camminano sulla terra, che volano nell'aria: anime che si nascondono, corpi che si mostrano; visibile che si fa guidare, invisibile che guida. Interrogali! Tutti ti risponderanno: Guardaci: siamo belli! La loro bellezza li fa conoscere. Questa bellezza mutevole chi l'ha creata, se non la Bellezza Immutabile? *Tardi ti amai, bellezza cosí antica e cosí nuova, tardi ti amai. Sí, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lí ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace. ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *Il criterio della verità è la bellezza. *In un mondo senza bellezza [...], in un mondo che non ne è forse privo, ma che non è più in grado di vederla, di fare i conti con essa, anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione, l'evidenza del suo dover-essere-adempiuto; e l'uomo resta perplesso di fronte ad esso e si chiede perché non deve piuttosto preferire il male. *La bellezza è l'ultima parola che l'intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene ed il loro indissolubile rapporto. ===[[Muriel Barbery]]=== *Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. *Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito? *Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte. ===''[[American Beauty]]''=== *A volte c'è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla... Il mio cuore sta per franare. *Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo, di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, [[vita]]. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete. ===[[Fëdor Dostoevskij]]=== *"È vero, principe, che lei una volta ha detto che la 'bellezza' salverà il mondo? State a sentire, signori," gridò ad alta voce, rivolgendosi a tutti, "il principe sostiene che la bellezza salverà il mondo! E io sostengo che questi giocondi pensieri gli vengono in testa perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato [...] Ma quale bellezza salverà il mondo? (''[[L'idiota]]'') *La bellezza: che tremenda e orribile cosa! [...] Là gli opposti si toccano, là vivono insieme tutte le contraddizioni! (''[[I fratelli Karamazov]]'') *Ma lo sapete, lo sapete voi che senza l'Inghilterra l'umanità potrebbe ancora vivere, senza la Germania pure, senza l'uomo russo potrebbe vivere e vivrebbe anche troppo bene; potrebbe vivere senza la scienza, senza il pane...; solo senza la bellezza non si potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe nulla da fare al mondo? *Oh, sì che è notevole; lei è una vera bellezza, Aglàja Ivànovna, una bellezza straordinaria. Lei è così bella che si ha addirittura paura di guardarla. [...] È difficile valutare la bellezza, e io non ci sono preparato. La bellezza è un enigma. (''L'idiota'') ===[[Friedrich Hölderlin]]=== *La prima figlia della bellezza umana, della bellezza divina è l'[[arte]]. In essa l'uomo divino ringiovanisce e si rinnova. Egli vuole sentire se stesso e perciò pone di fronte a sé la bellezza. Così l'uomo si diede i suoi dei, ché nel principio l'uomo e i suoi dei erano una sola cosa, poiché, ignota a se stessa, esisteva la bellezza eterna. *La seconda figlia della bellezza è la [[religione]]. Religione è amore della bellezza. Il saggio ama proprio lei, la infinita, che tutto abbraccia; il popolo ama i suoi figli, gli dei, che gli appaiono in varie fogge. *Vi sarà una sola bellezza, e umanità e natura si fonderanno in una universale divinità. ===[[Virna Lisi]]=== *Essere bella non significa avere lineamenti perfetti, una faccia di bambola come la mia. *La bellezza è quella cosa che fa fermare la gente ad aiutarti quando la tua automobile è in panne: per quanto incredibile possa sembrare, spesso io preferirei restar sola con la mia automobile in panne. *La bellezza non viene da un volto liscio, costruito bene, privo di rughe: viene da un volto interessante, intelligente. *La maggior parte delle donne belle che io conosco sono donne infelici, perseguitate oltretutto dalla fama di stupide. ===[[Marilyn Monroe]]=== *Ho sognato la bellezza per lo più a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare. *Non sono interessata al denaro. Voglio solo essere meravigliosa. *Quando ero piccola, nessuno mi diceva mai che ero carina; bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono. ===[[Elisa Sednaoui]]=== *Mi infastidisce solo l'[[ossessione]] per la bellezza: va bene, allora celebriamo tutte le età, non solo la [[giovinezza]]. [...] Diventare [[genitore]] ti insegna che esistono emozioni a tutte le età, basta con la morbosità sulla questione del tempo che passa! *{{NDR|«La bellezza è un [[talento]]?»}} Sì, devi imparare a capirla e a coltivarla. Per me è stare bene con me stessa. E anche questa è una cosa che impari crescendo. *{{NDR|«La bellezza è un [[potere]]?»}} Sì, ma può essere anche un [[limite]]. Se mi definiscono: "Non solo bella ma anche [[Intelligenza|intelligente]]", mi offendo: significa che noi donne dobbiamo provare di avere un [[cervello]]. ==[[Proverbi]]== *A bellessa a nö fa boggî a pûgnatta. ([[proverbi liguri|ligure]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *A donna bianca bellezza non manca. *Altezza mezza bellezza. *Anche l'[[occhio]] vuol la sua parte. *Bella faccia [[cuore]] allaccia. *Bella ragazza, specchietto per i pazzi. *Bellezza è come un fiore, che nasce e presto muore. *Bellezza e follia vanno sovente insieme. *Bellezza è già mezza [[dote]]. *Bellezza senza bontà è casa senza uscio, [[nave]] senza vento, fonte senz'[[acqua]]. *Bellezza senza bontà è come vino svanito. *Chi ha le buche nelle gote si marita senza dote. *Chi nasce bella non muore di [[fame]]. *Due begli occhi fanno una bella donna. *La bellezza dura poco. *La bellezza è il fiore, ma la virtù è il frutto della vita. *La bellezza ha belle foglie, ma il frutto è amaro. *Le belle senza dote trovan più amanti che mariti. *Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. *Occhio nero e capel biondo, la più bella son del mondo. *Onestà e gentilezza sovravvanza ogni bellezza. *Quando si è belli si è sempre quelli. *Se congiunta non è con la saggezza, un dono assai funesto è la bellezza. ===[[Proverbi toscani|Toscani]]=== *Bella donna, cattiva testa. *Bella moglie, dolce veleno. *Bello in fascia, brutto in piazza. *Beltà e follia vanno spesso in compagnia. *Brutto in fascia, bello in piazza. *Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere. *Chi è bello è bello e grazioso, chi è brutto è brutto e dispettoso. *Chi è brutta, e bella vuol parere, pena, patisce per bella parere. *Chi nasce bella, nasce maritata. *Chi nasce bella, non è in tutto povera. *Il bello piace a tutti. *Il bruno il bel non toglie, anzi arricchisce le voglie. *Il fumo va dietro ai belli. *L'occhio vuol la sua parte. *La beltà senza la grazia è un amo senza l'esca. *Le bellezze son le prime spedite. *Le donne per parer belle si fanno brutte. *Non fu mai sì bella scarpa, che non diventasse una ciabatta. *Non fu mai sì vaga rosa, che non diventasse un grattaculo. *Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza. *Se non si maritassero altro che le belle, cosa farebbero le brutte? ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Bruttezza]] *[[Grazia (qualità)|Grazia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|wikt|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Qualità estetiche]] 97xzcdxx0pwloxxzxrlv7exxe3695gv Alexandre Dumas padre 0 1958 1420350 1419917 2026-07-13T20:49:04Z Udiki 86035 /* Il conte di Montecristo */ riscontrate quattro citazioni su traduzione di sicura attribuzione 1420350 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po’ troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}} ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Margherita Botto==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento. {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}} ====Vincenzo Latronico==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}} ====Guido Paduano==== Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}} ====Gaia Panfili==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}} ====Jean Rossari==== Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''. {{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 132) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 139) *[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; Donzelli, p. 177) *Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011) *Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Sindbad il marinaio: cap. XXXI, p. 235) *Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'') *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; Donzelli, p. 323) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; Donzelli, pp. 388-389) *I rossi sono buoni del tutto, o del tutto cattivi. (Bertuccio: cap. XLIV) *[...] «fa' vedere che stimi te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018) *[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; trad. Franceschini) *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011) *Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011) *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; Donzelli) *Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XC) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi, quando la disgrazia del nemico oltrepassa i limiti della loro collera. (cap. LXXXVI) *Certamente, quantunque meno espansiva, la gioia di Montecristo non era meno grande: la [[gioia]], per i cuori che hanno lungamente sofferto, è simile alla rugiada, cuore e terra assorbono la pioggia benefica, e niente appare al di fuori. (cap. XCII, ''Suicidio''; 2010, p. 743) *Non sarei artista se non mi restasse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV) *Siate in guardia: un consiglio è peggio d'un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI) *È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011) *Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]]) *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, introduzione di Umberto Eco, Rizzoli, 2010. ISBN 9788817009676 *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522 *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas figlio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] k9ok285nu8h8lc302cj4aew4rlk3qz6 Automobile 0 2601 1420333 1406842 2026-07-13T19:07:17Z Danyele 19198 +1 1420333 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Carl Grossberg Car Factory 1936.jpg|thumb|''Car Factory'' (C. Grossberg, 1936)]] Citazioni sull{{'}}'''automobile''' e sull{{'}}'''automobilista'''. *{{NDR|Nel 1972, sul futuro dell'automobile}} A lunga scadenza, la proprietà dell'automobile sarà meno importante della sua utilizzazione. Non conta la gioia del possesso, ma il servizio. Se si considera il tempo durante il quale i cento milioni di macchine nel mondo sono ferme si giunge ad un fantastico investimento perso. ([[Gianni Agnelli]]) *Ancora oggi, al di là di tutte le diverse tecnologie, l'automobile è il più comodo ed efficiente strumento di libertà personale: libertà che i giovani amano comunque. E ritengo che sarà così anche in futuro. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) *Ci tengo a difendere l'automobile che va apprezzata prima di tutto per la libertà di movimento che ci permette, qualunque sia la sua taglia. ([[Pietro Camardella]]) *Da sempre le auto vengono progettate perché siano potenti e sicure il più possibile, eppure l'automobile è ancora il mezzo più pericoloso al mondo. (''[[Monolith (film 2017)|Monolith]]'') *– Gli uomini detestano vedere una bella auto in panne.<br>– È una specie di istinto primordiale. (''[[Sense8]]'') *I tempi cambiano e bisogna prenderne atto: una volta le [[pubblicità]] delle auto erano incentrate sulla velocità massima, l'accelerazione, l'aerodinamica, ora invece il pubblico bada ai consumi e alle emissioni. ([[Andrea Adamo]]) *L'auto è il giocattolo dell'uomo, uno sfogo psicologico. Come una bella donna, deve piacere a prima vista, essere sexy. Se non ti conquista al primo impatto, difficilmente avrà successo. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *L'auto si guida col culo e non con la lingua. {{NDR|«scherzava, per dire che le vetture andavano collaudate e rifinite alla perfezione per assicurarsi un successo che con i discorsi non si sarebbe potuto ottenere»}} ([[Vittorio Ghidella]]) *L'automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti. ([[Marshall McLuhan]]) *L'automobile è divenuta il carapace, il guscio protettivo ed aggressivo, dell'uomo urbano e suburbano. ([[Marshall McLuhan]]) *L'automobile è femmina. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *L'automobile è la noia che diventa vertigine. Vi domandano subito quanti cavalli ha il motore. Diciamo quindicimila e non parliamone più. ([[Jules Renard]]) *L'automobile per me è ancora lo strumento più efficace di libertà personale. Non importa se il motore è elettrico o a biocarburanti; è un oggetto che si muove e che comandiamo noi, che ci porta dove vogliamo. Possiamo cambiare strada all'ultimo momento. Lei non si scompone. [...] Era la trasmutazione meccanica delle carrozze: prima si entrava in carrozza e si diceva al cocchiere dove andare, poi con l'auto si avviava il motore e si andava dove si voleva. È un fenomeno eccezionale della creatività umana. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) *La cosa più importante per capire come va una macchina è il culo. ([[Niki Lauda]]) *La realtà di fatto dell'automobile distrugge la realtà autentica della città. ([[Gerhard Nebel]]) *Le auto sono il segno indelebile e affascinante di un percorso condiviso da intere generazioni di persone e di storie. ([[Roberto Giolito]]) *Lentamente, l'automobilista si è lasciato rinchiudere in ragionamenti tronchi in cui gli effetti non hanno più cause; un'altra logica, di corte vedute, indotta dalla sua posizione al volante. Cioè da solo. Una logica profondamente individualista. Questa piccola prigione di acciaio lo ha isolato anche socialmente. Più della capacità di ragionare, è il suo senso della vita di comunità che si è perso per strada. ([[Didier Tronchet]]) *Massimo pensava spesso a come l'automobile cambiasse radicalmente la personalità: più precisamente, gli capitava di pensarlo ogni volta che si imbufaliva in modo indecente con gli altri automobilisti, rei di occupare la stessa strada che a lui spettava di diritto senza saper guidare una sega. Le stesse persone le quali, se gli fossero passate davanti in panetteria, al massimo gli avrebbero strappato uno scuotimento di testa. Sei in macchina, sei nel tuo guscio, e da solo con te stesso, quindi sei totalmente sincero e non hai paura di eventuali conseguenze sociali come sguardi di rimprovero o cazzotti: per cui, ti incazzi. Gli altri esseri umani non sono più persone, ma diventano attori dentro una occasionale televisione in movimento, strani pesci rossi che ti passano accanto, alcuni troppo veloci per distinguerli, altri troppo lenti per potergli permettere di circolare ancora legalmente come questo vecchio col cappello qui davanti, settanta all'ora in autostrada, ma vedrai il giorno che mi fanno ministro dei trasporti chi ha più di settant'anni col cavolo che guida ancora. ([[Marco Malvaldi]]) *Nessun'altra invenzione ha modificato così tanto e in un sol colpo la vita dell'umanità. ([[Luciano Gianfranceschi]]) *Nessun'altra macchina dà all'uomo una sensazione più grande di amplificazione ed esaltazione delle proprie facoltà fisiche e psichiche. Fra le invenzioni [...] l'automobile è quella che ha maggiormente influito sul nostro modo di vivere. Ha liberato l'individuo dalle strette dello spazio e del tempo. Ne ha moltipli­cato enormemente l'attività e le possibilità di lavoro. Ha creato una più vasta area di interessi e ha contribuito in misura predominante alla rapidità di mutazione crescente che ha caratterizzato la nostra era. ([[Dante Giacosa]]) *Nessuno più degli automobilisti ha bisogno di sentirsi ricordare l'esistenza del destino. ([[Claude Kahn]]) *Oggigiorno un'automobile forma parte integrante della vita di ciascuno, è l'accompagnamento sonoro e visivo di tanti pensieri, sentimenti, conversazioni e decisioni, che viene ad assumere l'importanza di una delle stanze di casa. E il separarsene, quali che ne siano le deficienze, è come il perdere un elemento del proprio ambiente familiare. ([[Jan Struther]]) *Per capirla, un'auto va accarezzata. Va lavata. Quando c'è qualcosa che non mi torna di un modello, chiudo gli occhi e lo tocco, lo sento... ([[Walter de Silva]]) *Poi ricordando che la ballerina viennese mi aveva detto che dopo Modena, sarebbe andata a Bologna, e quindi a [[Ferrara]], risolsi una sera di andare in questa città. Presi la strada di Finale (una strada allora pessima). All'altezza di Medolla la mia macchina venne presa a sassate da un gruppo di giovani [[fascista|fascisti]]. Erano quelli i tempi delle sanzioni economiche, e i fasci di campagna avevano incaricato avanguardisti, e forse anche balilla, di dimostrare contro le automobili che si fossero azzardate a circolare comunque. Queste automobili, secondo la propaganda, sprecavano la benzina necessaria alla conquista dell'Impero. Dichiaro che anch'io avevo (per altre ragioni sentimentali) antipatia per le automobili, così che quelle sassate mi rallegrarono, e anzi mi ispirarono un po' di invidia verso quei ragazzi: avrei voluto essere uno di loro. Anche oggi tirerei volentieri sassate contro le macchine. ([[Antonio Delfini]]) *Quando l’automobile sarà presto pulita, sicura e affidabile, siamo sicuri che quelle forze politiche smetteranno di battersi contro l’automobile? Personalmente, credo che non smetteranno, perché credo che il punto non sia l’[[Ambiente (biologia)|ambiente]]. È lo stile di vita di noi europei. ([[Carlos Tavares]]) *Ritengo che le automobili oggi siano tutt'al più l'equivalente delle grandi cattedrali gotiche: le considero la suprema creazione di un'epoca, concepita con passione da artisti sconosciuti, distrutta nella raffigurazione e nell'uso da un'intera popolazione che se ne impossessò come semplice oggetto magico. ([[Roland Barthes]]) *Se hai un Picasso in casa non lo vede nessuno, mentre l'auto sì. Anche il povero cristo, per la strada, può sentirsi come il dottore o l'industriale. Questo esibizionismo non tramonterà. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le auto. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. ([[Chris Bangle]]) *Tra centinaia di anni, l'automobile sarà riconosciuta come l'oggetto più importante del XX secolo, perché ha sostituito 40.000 anni di cavallo. ([[Robert Opron]]) *– Tu guarda come hai ridotto questa bella macchina.<br />– Già, per fortuna non è mia. (''[[Entrapment]]'') *Un'automobile e un camion che viaggiano in direzioni opposte lungo una strada deserta, si incontreranno sul ponticello. ([[Arthur Bloch]]) *Un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) ==Voci correlate== *[[Auto elettrica]] *[[Automobilismo]] *[[Drag Reduction System]] *[[Progettazione di automobili]] *[[Sorpasso]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|commons_etichetta=automobili|wikt|etichetta=automobile}} [[Categoria:Automobili| ]] njnmfer7li0xg2mckoelwsb0r81fve9 1420369 1420333 2026-07-13T23:03:07Z Danyele 19198 fix minori 1420369 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Carl Grossberg Car Factory 1936.jpg|thumb|''Car Factory'' (Carl Grossberg, 1936)]] Citazioni sull{{'}}'''automobile''' e sull{{'}}'''automobilista'''. *{{NDR|Nel 1972, sul futuro dell'automobile}} A lunga scadenza, la proprietà dell'automobile sarà meno importante della sua utilizzazione. Non conta la gioia del possesso, ma il servizio. Se si considera il tempo durante il quale i cento milioni di macchine nel mondo sono ferme si giunge ad un fantastico investimento perso. ([[Gianni Agnelli]]) *Ancora oggi, al di là di tutte le diverse tecnologie, l'automobile è il più comodo ed efficiente strumento di libertà personale: libertà che i giovani amano comunque. E ritengo che sarà così anche in futuro. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) *Ci tengo a difendere l'automobile che va apprezzata prima di tutto per la libertà di movimento che ci permette, qualunque sia la sua taglia. ([[Pietro Camardella]]) *Da sempre le auto vengono progettate perché siano potenti e sicure il più possibile, eppure l'automobile è ancora il mezzo più pericoloso al mondo. (''[[Monolith (film 2017)|Monolith]]'') *– Gli uomini detestano vedere una bella auto in panne.<br>– È una specie di istinto primordiale. (''[[Sense8]]'') *I tempi cambiano e bisogna prenderne atto: una volta le [[pubblicità]] delle auto erano incentrate sulla velocità massima, l'accelerazione, l'aerodinamica, ora invece il pubblico bada ai consumi e alle emissioni. ([[Andrea Adamo]]) *L'auto è il giocattolo dell'uomo, uno sfogo psicologico. Come una bella donna, deve piacere a prima vista, essere sexy. Se non ti conquista al primo impatto, difficilmente avrà successo. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *L'auto si guida col culo e non con la lingua. {{NDR|«scherzava, per dire che le vetture andavano collaudate e rifinite alla perfezione per assicurarsi un successo che con i discorsi non si sarebbe potuto ottenere»}} ([[Vittorio Ghidella]]) *L'automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti. ([[Marshall McLuhan]]) *L'automobile è divenuta il carapace, il guscio protettivo ed aggressivo, dell'uomo urbano e suburbano. ([[Marshall McLuhan]]) *L'automobile è femmina. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *L'automobile è la noia che diventa vertigine. Vi domandano subito quanti cavalli ha il motore. Diciamo quindicimila e non parliamone più. ([[Jules Renard]]) *L'automobile per me è ancora lo strumento più efficace di libertà personale. Non importa se il motore è elettrico o a biocarburanti; è un oggetto che si muove e che comandiamo noi, che ci porta dove vogliamo. Possiamo cambiare strada all'ultimo momento. Lei non si scompone. [...] Era la trasmutazione meccanica delle carrozze: prima si entrava in carrozza e si diceva al cocchiere dove andare, poi con l'auto si avviava il motore e si andava dove si voleva. È un fenomeno eccezionale della creatività umana. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) *La cosa più importante per capire come va una macchina è il culo. ([[Niki Lauda]]) *La realtà di fatto dell'automobile distrugge la realtà autentica della città. ([[Gerhard Nebel]]) *Le auto sono il segno indelebile e affascinante di un percorso condiviso da intere generazioni di persone e di storie. ([[Roberto Giolito]]) *Lentamente, l'automobilista si è lasciato rinchiudere in ragionamenti tronchi in cui gli effetti non hanno più cause; un'altra logica, di corte vedute, indotta dalla sua posizione al volante. Cioè da solo. Una logica profondamente individualista. Questa piccola prigione di acciaio lo ha isolato anche socialmente. Più della capacità di ragionare, è il suo senso della vita di comunità che si è perso per strada. ([[Didier Tronchet]]) *Massimo pensava spesso a come l'automobile cambiasse radicalmente la personalità: più precisamente, gli capitava di pensarlo ogni volta che si imbufaliva in modo indecente con gli altri automobilisti, rei di occupare la stessa strada che a lui spettava di diritto senza saper guidare una sega. Le stesse persone le quali, se gli fossero passate davanti in panetteria, al massimo gli avrebbero strappato uno scuotimento di testa. Sei in macchina, sei nel tuo guscio, e da solo con te stesso, quindi sei totalmente sincero e non hai paura di eventuali conseguenze sociali come sguardi di rimprovero o cazzotti: per cui, ti incazzi. Gli altri esseri umani non sono più persone, ma diventano attori dentro una occasionale televisione in movimento, strani pesci rossi che ti passano accanto, alcuni troppo veloci per distinguerli, altri troppo lenti per potergli permettere di circolare ancora legalmente come questo vecchio col cappello qui davanti, settanta all'ora in autostrada, ma vedrai il giorno che mi fanno ministro dei trasporti chi ha più di settant'anni col cavolo che guida ancora. ([[Marco Malvaldi]]) *Nessun'altra invenzione ha modificato così tanto e in un sol colpo la vita dell'umanità. ([[Luciano Gianfranceschi]]) *Nessun'altra macchina dà all'uomo una sensazione più grande di amplificazione ed esaltazione delle proprie facoltà fisiche e psichiche. Fra le invenzioni [...] l'automobile è quella che ha maggiormente influito sul nostro modo di vivere. Ha liberato l'individuo dalle strette dello spazio e del tempo. Ne ha moltipli­cato enormemente l'attività e le possibilità di lavoro. Ha creato una più vasta area di interessi e ha contribuito in misura predominante alla rapidità di mutazione crescente che ha caratterizzato la nostra era. ([[Dante Giacosa]]) *Nessuno più degli automobilisti ha bisogno di sentirsi ricordare l'esistenza del destino. ([[Claude Kahn]]) *Oggigiorno un'automobile forma parte integrante della vita di ciascuno, è l'accompagnamento sonoro e visivo di tanti pensieri, sentimenti, conversazioni e decisioni, che viene ad assumere l'importanza di una delle stanze di casa. E il separarsene, quali che ne siano le deficienze, è come il perdere un elemento del proprio ambiente familiare. ([[Jan Struther]]) *Per capirla, un'auto va accarezzata. Va lavata. Quando c'è qualcosa che non mi torna di un modello, chiudo gli occhi e lo tocco, lo sento... ([[Walter de Silva]]) *Poi ricordando che la ballerina viennese mi aveva detto che dopo Modena, sarebbe andata a Bologna, e quindi a [[Ferrara]], risolsi una sera di andare in questa città. Presi la strada di Finale (una strada allora pessima). All'altezza di Medolla la mia macchina venne presa a sassate da un gruppo di giovani [[fascista|fascisti]]. Erano quelli i tempi delle sanzioni economiche, e i fasci di campagna avevano incaricato avanguardisti, e forse anche balilla, di dimostrare contro le automobili che si fossero azzardate a circolare comunque. Queste automobili, secondo la propaganda, sprecavano la benzina necessaria alla conquista dell'Impero. Dichiaro che anch'io avevo (per altre ragioni sentimentali) antipatia per le automobili, così che quelle sassate mi rallegrarono, e anzi mi ispirarono un po' di invidia verso quei ragazzi: avrei voluto essere uno di loro. Anche oggi tirerei volentieri sassate contro le macchine. ([[Antonio Delfini]]) *Quando l’automobile sarà presto pulita, sicura e affidabile, siamo sicuri che quelle forze politiche smetteranno di battersi contro l’automobile? Personalmente, credo che non smetteranno, perché credo che il punto non sia l’[[Ambiente (biologia)|ambiente]]. È lo stile di vita di noi europei. ([[Carlos Tavares]]) *Ritengo che le automobili oggi siano tutt'al più l'equivalente delle grandi cattedrali gotiche: le considero la suprema creazione di un'epoca, concepita con passione da artisti sconosciuti, distrutta nella raffigurazione e nell'uso da un'intera popolazione che se ne impossessò come semplice oggetto magico. ([[Roland Barthes]]) *Se hai un Picasso in casa non lo vede nessuno, mentre l'auto sì. Anche il povero cristo, per la strada, può sentirsi come il dottore o l'industriale. Questo esibizionismo non tramonterà. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le auto. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. ([[Chris Bangle]]) *Tra centinaia di anni, l'automobile sarà riconosciuta come l'oggetto più importante del XX secolo, perché ha sostituito 40.000 anni di cavallo. ([[Robert Opron]]) *– Tu guarda come hai ridotto questa bella macchina.<br />– Già, per fortuna non è mia. (''[[Entrapment]]'') *Un'automobile e un camion che viaggiano in direzioni opposte lungo una strada deserta, si incontreranno sul ponticello. ([[Arthur Bloch]]) *Un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) ==Voci correlate== *[[Auto elettrica]] *[[Automobilismo]] *[[Autovettura autonoma]] *[[Drag Reduction System]] *[[Progettazione di automobili]] *[[Sorpasso]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|commons_etichetta=automobili|wikt|etichetta=automobile}} [[Categoria:Automobili| ]] c71g4js6muneui480nvd2nlthetay3e Affare 0 3330 1420351 1385652 2026-07-13T20:50:11Z Udiki 86035 Allineo Dumas 1420351 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sugli '''affari'''. ==Citazioni== *Che sia un affare non lo nego, ma un affare non è un affare se non quando è una cosa che ci serve. (''[[Posta grossa a Dodge City]]'') *È impossibile maneggiare gli affari senza sporcarsi di cupidigia. ([[Joseph Joubert]]) *È una questione di principio: mai entrare in un affare per meno del 30%. (''[[Una pistola per Ringo]]'') *Ecco, chi fa affari deve dire bugie e dare fregature, solo che le chiama in un altro modo. È questa la cosa importante. Se tu quella gomma la rubavi eri un ladro, ma lui ha cercato di fregarti quattro dollari per una gomma scassata. E per loro non si chiama furto, si chiama buon affare. ([[John Steinbeck]]) *Figliuol mio, attendi con zelo ai tuoi negozi durante il giorno, ma concludi soltanto quegli affari che ti consentano di riposare tranquillo la notte. ([[Thomas Mann]]) *Gli affari fanno le persone che fanno gli affari. ([[Charles Joseph de Ligne]]) *Gli affari sono il danaro degli altri. ([[Paul Gavarni]]) *I buoni affari si fanno dove si trovano. (''[[RoboCop - Il futuro della legge]]'') *I buoni affari si fanno sempre agendo attivamente. (''[[Sword Art Online: Hollow Realization]]'') *La massima del popolo inglese è: ''Business as usual'' {{NDR|Affari come sempre}} ([[Winston Churchill]]) *''La prima regola degli affari: proteggi il tuo investimento.'' (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'') *– La sesta [[Regole dell'acquisizione|Regola dell'acquisizione]] dice molto chiaramente...<br>– "Non permettere mai che la famiglia ti sia d'ostacolo quando fai un affare". (''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'') *– Lei ha venduto la corda per impiccare mio figlio, perché ora mi vende la polvere per salvare mio figlio?<br>– Io faccio affari, signor Gallegos. Vendo tutto quello che serve. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Mai correre dietro agli affari. Io sto fermo, sono loro che girano. (''[[Deserto rosso]]'') *Negli affari, signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Non esiste l'America, non esiste la democrazia! Esistono solo IBM, ITT, AT&T, Dupont, DOW, Union Carbide ed Exxon. Sono queste le nazioni del mondo, oggi. Di cosa crede che parlino i russi nei loro consigli di Stato? Di [[Karl Marx]]? Tirano fuori diagrammi di programmazione lineare, le teorie di decisione statistica, le probabili soluzioni, e computano i probabili prezzi e costi delle loro transazioni e dei loro investimenti: proprio come noi. Non viviamo più in un mondo di nazioni e di ideologie, signor Beale: il mondo è un... un insieme di [[Multinazionale|corporazioni]], inesorabilmente regolato dalle immutabili, spietate leggi del business. Il mondo è un business, signor Beale: lo è stato fin da quando l'uomo è uscito dal magma. E i nostri figli vivranno, signor Beale, per vedere quel mondo perfetto, in cui non ci saranno né guerra né fame né oppressione né brutalità: una vasta ed ecumenica società finanziaria per la quale tutti gli uomini lavoreranno per creare un profitto comune, nella quale tutti avranno una partecipazione azionaria, e ogni necessità sarà soddisfatta, ogni angoscia tranquillizzata, ogni noia superata. (''[[Quinto potere]]'') *Pigliate tutto ciò che potete, e tenetevi tutto ciò che non siete obbligato a restituire. Questo si chiama far gli affari. ([[Charles Dickens]]) *Tutto è diventato business, ogni cosa deve funzionare ed essere utilizzabile. Non esiste un sentimento di identità, esiste un vuoto interiore. non si hanno convinzioni, né scopi autentici. Il carattere mercantile è l'essere umano completamente alienato, privo di qualunque altro interesse che non sia quello di manipolare e funzionare. È proprio questo il tipo di umano conforme ai bisogni sociali. Si può dire che la maggior parte degli uomini diventano come la società desidera che essi siano per avere successo. La società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E già da bambino l'uomo impara quale sia il tipo più richiesto. ([[Erich Fromm]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi acquista bene vende bene. *Chi va piano negli affari, li conduce ad esito felice. *Chi vende a [[credito]] fa grandi affari, ma spesso perde il cliente e i quattrini. *Cura i vantaggi tuoi benché minuti, quei che trascuri tutti son perduti. *Davanti agli interessi non esistono amici. *È un bel comprare quando gli altri vogliono vendere. *Gli affari si combinano per strada. *Gli interessi non dormono mai e non lasciano dormire. *Il guadagno sta nell'acquisto. *Il mondo è sempre mezzo da comprare e mezzo da vendere. *Tanto è mercante chi compra, quanto chi vende. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Denaro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Commercio]] [[Categoria:Terminologia economica]] 1yejr99mcjpvj5es4p2di8xq2wl4nqx Ricordo 0 4127 1420426 1404144 2026-07-14T08:20:16Z Spinoziano 2297 +1 1420426 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Frederick Leighton - Memories.jpg|thumb|upright=1.2|''Ricordi'' (Frederic Leighton, 1883)]] Citazioni sui '''ricordi'''. ==Citazioni== *A volte capita che di un fatto ricordi, prima ancora che il senso, la coloritura, se aveva più a che fare con una gioia o con un dispiacere [...] Ma quando il fatto è davvero importante, nella frazione di secondo in cui tenti di ricordarne la sostanza (una frazione di secondo destinata a durare tutta una vita) provi soltanto un fortissimo colpo al cuore, senza distinzione tra felicità e dolore. ([[Marina Palej]]) *A volte non ci si può sbarazzare dei brutti ricordi. Bisogna conviverci. (''[[1408]]'') *Che cosa sono i ricordi? Troppe volte la tisi dell'anima. ([[Ambrogio Bazzero]]) *Chi non ricorda, non vive. ([[Giorgio Pasquali]]) *''Chiama i ricordi col loro nome | volta la carta e finisce in gloria.'' ([[Fabrizio De André]]) *Chissà poi quanto ci sia, in questi ricordi, di reale. Perché io penso che i ricordi non siano la realtà, ma copie artistiche di fotogrammi di vita. ([[Tinto Brass]]) *Col tempo tutti i ricordi diventano belli. (''[[Wasabi]]'') *Come riaffluiscono all'improvviso i ricordi lontani? Per ciascuno forse in maniera diversa, in me assumono la forma di una tempesta caotica e violenta. ([[Gustaw Herling-Grudziński]]) *Da una parte, penso all'importanza dei ricordi, ai nostri cambiamenti, alla persona che diventiamo con il tempo. Eravamo altri individui quando eravamo bambino o adolescenti. Individui che, oggi, ci sembrano lontanissimi. Dall'altra parte, però, i ricordi sono come tracce. Tracce di quello che facciamo ogni giorno, delle ripetizioni, della nostra routine. La vita, in questo modo, diventa una cosa piccola, quasi piatta. Ma ci sono degli istanti, per ognuno di noi, che fanno la differenza. Istanti così incredibili e unici che lasciano il segno, che ci trasformano profondamente. [...] Questi ricordi sembrano scritti con un pennarello indelebile, mentre tutti gli altri sono dipinti con gli acquerelli. Trasformano la nostra vita in una grande avventura. ([[Lisa Joy]]) *Dopo morta ho cominciato ad abbandonare le parti di me che non erano più necessarie: i miei desideri, le convinzioni, le ambizioni, i dubbi. Ogni traccia della mia umanità è stata scartata. Avevo scoperto che, vagando per l'eternità, viaggiare leggeri aiuta. Infatti, mi sono aggrappata a una sola cosa: i miei ricordi. Era sorprendente voltarsi a guardare il mondo che avevo lasciato. Ricordavo tutto, ogni singolo dettaglio. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'') *È dimenticando i ricordi che le persone riescono a vivere. Ma vi sono cose che non si devono assolutamente dimenticare. (''[[Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance]]'') *È una cosa che talvolta può capitare: un ricordo sgradevole che ci coglie all'improvviso, specialmente se è accompagnato da un sentimento di vergogna, ci può bloccare sul posto per qualche istante. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'') *È una regola di saggezza non tornare mai a visitare un luogo selvaggio, poiché più dorato è un giglio, più si può star sicuri che verrà colto. Ritornare non rovina solo il [[viaggio]], ma ne offusca la memoria: solo nel ricordo la splendente avventura resta per sempre luminosa. ([[Aldo Leopold]]) *Essere ricordati è quasi come essere amati, ed essere amati è il Paradiso. ([[Emily Dickinson]]) *''Ho ancora la forza e guarda che ne serve | per rendere leggero il peso dei ricordi''. ([[Luciano Ligabue]]) *I nostri ricordi sono schedari consultati e poi restituiti in disordine da autorità che noi non controlliamo. ([[Cyril Connolly]]) *I ricordi assomigliano a uccelli incatramati, ma son sempre ricordi. ([[Joël Egloff]]) *I ricordi delle persone sono vaghi. Con il passare del tempo diventano confusi dando luogo a storie inventate. (''[[Steins;Gate 0]]'') *I ricordi hanno l'abitudine di intervenire a tutte le feste di famiglia. Siano o non siano invitati. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'') *I ricordi meravigliosi hanno un profumo particolare: quando è avvolto da quel profumo in qualunque momento il cuore può ritornare a quel tempo indimenticabile, rievocando quel panorama che è soltanto proprio e che non perderà colore per l'eternità. (''[[Boys Be]]'') *I ricordi non sai se sono qualcosa che ti appartiene o qualcosa che hai perso per sempre. (''[[Rocco Schiavone (serie televisiva)|Rocco Schiavone]]'') *I ricordi non se ne stanno sospesi nel vuoto, isolati e separati da tutto il resto, ma subiscono sempre e comunque l'influenza dell'ambiente che li circonda. (''[[Eureka Seven]]'') *I ricordi non sono solo suoni e immagini. Sono qualcosa che va ben oltre tutto ciò. (''[[Metal Gear Solid]]'') *I ricordi preziosi restano impressi nel cuore. Anche se non li rammenti o diventano annebbiati… non spariscono mai. (''[[The Seven Deadly Sins]]'') *I ricordi se ne vanno, amore mio. Quelli belli e quelli terribili. Se li ingoia la notte. Si vanno a mischiare con i ricordi degli altri e non li ritrovi più. Neanche se ti impegni. (''[[Rocco Schiavone (serie televisiva)|Rocco Schiavone]]'') *I ricordi si interpretano come i sogni. ([[Leo Longanesi]]) *I ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la bottiglia. ([[Mario Rigoni Stern]]) *I ricordi sono come uova d'uccello nel nido: l'anima li scalda per lunghi anni e d'un tratto essi rompono il guscio disordinatamente, inesorabilmente. ([[Izrail' Moiseevič Metter]]) *I ricordi sono fatti per svanire [...] (''[[Strange Days (film)|Strange Days]]'') *I ricordi sono sempre bagnati di lacrime. (''[[2046]]'') *I ricordi sono voli brevi, barbaglianti: ma il pipistrello che hai abbattuto è la realtà. ([[Giorgio Saviane]]) *I ricordi tendono a rendere le cose più belle di quanto erano nella realtà. ([[Karl Lagerfeld]]) *''I ricordi, un inutile infinito.'' ([[Giuseppe Ungaretti]]) *I ricordi vanno messi sotto teca, appesi a una parete e guardati. Senza tentare di rinnovarli. Mai. ([[Indro Montanelli]]) *I ricordi violenti costringono la mente a tornare indietro e a ricercare schemi e modalità con cui un evento si sarebbe potuto evitare, segni che sono andati perduti. È come cercare le increspature sull'acqua provocate da un sasso gettato in uno stagno: devi cercare il momento iniziale, il punto in cui tutto ha avuto inizio. ([[Colin O'Brady]]) *Il ricordo ci lega a una parte consumata della nostra vita. ([[Rocco Scotellaro]]) *''Il ricordo, come sai, non consola.'' ([[Lucio Battisti]]) *Il ricordo è il grande tentatore. ([[Emily Dickinson]]) *Il ricordo è l'unico paradiso dal quale non possiamo venir cacciati. ([[Jean Paul]]) *Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello. ([[Tommaso Landolfi]]) *Il ricordo è un modo di incontrarsi. ([[Khalil Gibran]]) *Il ricordo è una forma di incontro. ([[Lia Varesio]]) *Il ricordo è una memoria che ha goduto. ([[Honoré de Balzac]]) *Il ricordo è una pietra che ostacola il cammino della speranza. ([[Khalil Gibran]]) *''Il ricordo | penetra | nell'angolo grigio | del cervello, | morde gli intestini, | crea | lacrime e rimpianti, | muti dolori | che muoiono | in un sonno di pietra.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *Il [[tempo]] cambia il volto delle cose, anche dei ricordi. ([[Licia Troisi]]) *L'unica cosa più dolorosa dell'essere obliatori attivi è essere rammentatori inerti. ([[Jonathan Safran Foer]]) *L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti. ([[Cesare Pavese]]) *La gente tende a celare nel proprio cuore i ricordi importanti e prima o poi... se ne scorda. (''[[Dark Chronicle]]'') *La mente umana si aggrappa ai ricordi dolorosi per una semplice ragione: perché così cerca di impedirci di ricadere negli stessi errori. Ma se torniamo là dove ha avuto inizio il ricordo doloroso, se riguardiamo il luogo, lo ripercorriamo, possiamo probabilmente liberarci dal dolore, dimenticare. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]'') *La [[vita]] non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. ([[Gabriel García Márquez]]) *Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri volti su cui discende la sera, Mikael che dorme sul carro, Jof e la sua lira... cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si vuol versare. E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere. (''[[Il settimo sigillo]]'') *Ma i giorni in cui [[Oblio|dimentico]] sono finiti, stanno per cominciare i giorni in cui ricordo. (''[[Pulp Fiction]]'') *Nei ricordi non appare il nostro passato ma un altro nostro presente che ignoriamo. ([[Francisco Umbral]]) *Nulla distingue i ricordi dagli altri momenti. Solo col tempo diventano memorabili, così come le cicatrici che lasciano. Questo viso, unica immagine dei tempi di pace ad attraversare i tempi di guerra, suscita in lui il dubbio se l'abbia vista veramente oppure se abbia creato questo momento di tenerezza per affrontare i momenti di follia che seguono. (''[[La jetée]]'') *Non ho mai rivelato a nessuno quello che era successo davvero. Non sapevo ancora che, prima o poi, l'oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo. ([[Carlos Ruiz Zafón]]) *Ogni ricordo sarà come la parola di un racconto. ([[Fabio Volo]]) *O ricordo, chiave d'accesso al nucleo più intimo degli esseri umani e delle esperienze vissute! Sono certo che tu sei racchiuso anche nel vino cupo, amaro e inebriante della morte come l'ultimo e decisivo trionfo dell'essere sull'esistenza. ([[Ernst Jünger]]) *Ogni ricordo appare alla luce del presente, e quindi in una prospettiva ingannevole. ([[Albert Einstein]]) *<kbd>RICORDARE</kbd>: Dal latino ''re-cordis'', ripassare dalle parti del cuore. ([[Eduardo Galeano]]) *Ricordare e dimenticare sono parte dello stesso processo mentale. Scrivere un dettaglio di un evento è non scriverne un altro (a meno di continuare a scrivere all'infinito). Ricordare una cosa è lasciare scivolarne un'altra nell'oblio (a meno di continuare a rievocare all'infinito). ([[Jonathan Safran Foer]]) *Ricordati che tutti si dimenticano. (''[[Rat-Man]]'') *Ricordi! Che parola sonora e profonda, che parola evocatrice e piena di sentimento! Vi commuove solo a pronunziarla, o semplicemente a leggerla. ([[Giorgio de Chirico]]) *''Ricordi: li puoi tenere in testa |o nascondere in un portafogli, | ma c'è chi se li dimentica nei sogni.'' ([[Cesare Cremonini]]) *Ricordi? Ooh, io non lo farei! I ricordi sono pericolosi. Il passato è un posto talmente ansiogeno. Ma fortuna che è passato! Ah, ah ah! La memoria è così ingannevole. In un attimo, da un luna park di delizie, pregno degli aromi della fanciullezza, del neon lampeggiante della pubertà, di tutto quello zucchero filato sentimentale... ci si ritrova in luoghi in cui non andresti mai... [...] ... luoghi freddi e oscuri, popolati dalle forme velate e ambigue di cose che speravi di aver dimenticato. I ricordi sanno essere infami, repellenti piccoli bruti. Come i bambini, suppongo. Ah, ah. [...] Ma possiamo vivere senza di loro? I ricordi sono ciò su cui si fonda la nostra ragione. Se non riusciamo ad affrontarli, neghiamo la ragione stessa! (''[[Batman: The Killing Joke]]'') *Tieni sempre a mente una cosa: per quanto la tua vita sia dura, alla fine del lungo viaggio che farai i ricordi di un tempo ti saranno di conforto. Se non fosse così, sarebbe troppo difficile continuare a vivere. (''[[Il lungo viaggio di Porfi]]'') *Tu sai che metà dei nostri ricordi sono spazzatura? (''[[Black Mirror (serie televisiva)|Black Mirror]]'') *Un'intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza. ([[Charles M. Schulz]]) *Una persona non è altro che i suoi ricordi. Sono i suoi ricordi a renderla ciò che è. (''[[Steins;Gate 0]]'') ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *I ricordi ci uccidono. Senza memoria, saremmo immortali. *Pericoloso entrare senza frustino nella gabbia dei ricordi. Mordono. *Quando si è zuppi di ricordi e stufi di ricordare, allora si comincia a morire. *So di anime che ai ricordi si consegnano come una fortezza di vigliacchi apre le porte al nemico. ===[[Francesco Guccini]]=== *''Bagasce sono i tuoi ricordi che fra canzoni e vino ti disturbano, | che ti molestano pian piano e il giorno sembra ormai così lontano.'' *''Primo, non ricordare, | perché i ricordi sono falsati, | i metri e i cambi sono mutati | per la spietata legge dei mercati. | È come equilibrarsi sugli specchi, | ad ogni occhiata un po' più vecchi, | opachi, muti e deformanti. | Frugare dentro ai soliti cassetti | dove non c'è quel che ci metti | e mai le cose più importanti.'' *''Se ridi o piangi è sempre uguale, le cose nel ricordo poi si sfumano, | il sacro si unirà al profano e il giorno sembra ormai così lontano.'' ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *A spese di chi la gente vive nei ricordi degli altri? *È molto piacevole ricordare il tempo in cui si ricordava. *E se fossimo soltanto il ricordo di qualcuno? *Quando rievochi i ricordi, non sbagliare [[stereotipo|cliché]]. *Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi. *Sono commoventi i ricordi dei ricordi. ===[[Marcello Marchesi]]=== *I [[diario|diari]] pesano, ricordare invecchia. *Il confine fra un ricordo e il ricordo di un ricordo, si fa, col passare del tempo, sempre più sottile. *Nel bosco<br>''Oh! dorato deserto | della gioventù. | Nel bosco fitto | dei ricordi | invecchio | e li ho piantati io | questi alberi.'' *Non si vive di Ricordi. Solo [[Giuseppe Verdi]] c'è riuscito.<ref>Si riferisce alla storica casa editrice musicale milanese Ricordi, che ebbe Verdi sotto contratto.</ref> *Sotto le sue mani mi torna la memoria. Ne ho avuta sempre poca, anche perché non ho mai amato i ricordi. Uno specchio che va in frantumi. I ricordi sono le schegge. È inutile cercare di rimetterle insieme, per vederci qualcosa che non c'è più. Meglio gettarle via prima che ti feriscano. Guardavo sempre avanti. Chi si volta non è contento di dove sta. La pensavo così. ==[[Proverbi italiani]]== *Ai malanni passati si pensa volentieri. *Delle sventure superate dolce è la memoria. *È meglio ricordare due volte, che dimenticar una. *I sacerdoti non possono mai dimenticare la loro prima predica, gli ex ministri il loro portafoglio, e le donne la loro prima notte nuziale. *Il ricordarsi del male raddoppia il bene. *Le pene superate si ricordano volentieri. *Quel che fu duro a patire, è dolce ricordare. *Tre cose deve l'uomo ricordare ogni giorno: il bene che non ha fatto, il male che ha fatto, e il tempo che ha perduto. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Memoria]] *[[Nostalgia]] *[[Oblio]] *[[Memoria a breve termine]] *[[Memoria a lungo termine]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|wikt}} [[Categoria:Memoria]] [[Categoria:Relazioni]] evgo5dwafy0ncohkih98mjbwsdtegkj Template:SelezioneNuove 10 4465 1420324 1420254 2026-07-13T18:52:41Z Danyele 19198 +1, de-stub 1420324 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Con grande franchezza abbiamo inoltre esposto ai compagni del Pcus le perplessità e le riserve che il modo in cui i mutamenti sono stati annunciati e presentati ha sollevato nel nostro partito. (da appunti letti ai giornalisti all'aeroporto di Fiumicino, 3 novembre 1964<ref name="Cronologia" />) *Compagni, non sarò né Togliatti né Longo. (durante il XIII congresso del PCI, 13 marzo 1972<ref name="e.berlinguer.biogr">Citato in ''[http://www.nanopress.it/politica/2014/06/11/enrico-berlinguer-cosa-ha-fatto-biografia-pensiero-e-opere-del-leader-del-pci/15757/ Enrico Berlinguer cosa ha fatto? Biografia, pensiero e opere del leader del PCI]'', ''Nanopress.it''.</ref>) *La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di [[sviluppo economico]], di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande «compromesso storico» tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano.<ref>Da ''Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile'', in ''Rinascita'', 9 ottobre 1973; ristampato in ''La «Questione comunista», 1969-75'', a cura di A. Tatò, Roma, 1975, vol. II, pp. 638-9; p. 480.</ref> *Sarebbe del tutto illusorio pensare che, anche se i partiti e le forze di sinistra riuscissero a raggiungere il 51% dei voti e della rappresentanza parlamentare, questo fatto garantirebbe la sopravvivenza e l'opera di un governo che fosse l'espressione di tale 51 per cento. Ecco perché noi parliamo non di una "alternativa di sinistra" ma di una "alternativa democratica", e cioè della prospettiva politica di una collaborazione e di una intesa delle forze popolari d'ispirazione comunista e socialista con le forze popolari di ispirazione cattolica, oltre che con formazioni di altro orientamento democratico. La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande "compromesso storico" tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano. (da alcune riflessioni pubblicate su ''Rinascita'', 12 ottobre 1973<ref name="Cronologia">Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=enricoberlinguer Cronologia di Enrico Berlinguer (giorno per giorno)]'', ''Corriere.it''.</ref>) *Io voglio che l’Italia non esca dal Patto Atlantico «anche» per questo, e non solo perché la nostra uscita sconvolgerebbe l’equilibrio internazionale. Mi sento più sicuro stando di qua, ma vedo che anche di qua ci sono seri tentativi per limitare la nostra autonomia. (da un'intervista a Giampaolo Pansa, 15 giugno 1976<ref name="Pansa">Da un'intervista di [[Giampaolo Pansa]], ''Corriere della Sera'', 15 giugno 1976; riportata in ''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/mi-sento-piu-sicuro-nel-patto-atlantico/ Mi sento più sicuro nel Patto Atlantico]'', ''enricoberlinguer.it''.</ref>) *Nel Pci esiste ed opera la volontà non solo di costruire e di far vivere qui in Italia un partito laico e democratico, come tale non teista, non ateista, non antiteista, ma di volere anche, per diretta conseguenza, uno Stato laico e democratico, anch'esso dunque non teista, non ateista, non antiteista. (da una lettera a al monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, 14 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *L'esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi non soltanto il terreno sul quale l'avversario di classe è costretto a retrocedere, ma è anche il valore storicamente universale sul quale fondare un'originale società socialista. Ecco perché la nostra lotta unitaria (che cerca costantemente l'intesa con altre forze d'ispirazione socialista e cristiana in Italia e in Europa occidentale) è rivolta a realizzare una società nuova – socialista – che garantisca tutte le libertà personali e collettive, civili e religiose, il carattere non ideologico dello Stato, la possibilità dell'esistenza di diversi partiti, il pluralismo della vita sociale, culturale, ideale. (dalla celebrazione per il 60° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, Mosca, 31 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *Dopo la tragica scomparsa di quest'uomo {{NDR|[[Aldo Moro]]}}, la Dc è divenuta oscillante e preoccupata e, via via, si è dimostrata sempre più irresponsabilmente propensa ad allungare i tempi all'infinito e, intanto, a profittarne. (dall'intervista di Gianfranco Piazzesi, ''Berlinguer: possibile un nuovo colloquio con la Dc'', ''Corriere della sera'', maggio 1979<ref name=sfida />) *{{NDR|L'[[Unione Sovietica]]}} Un regime politico che non garantisce il pieno esercizio delle libertà.<ref name=fallaci>Dall'intervista a [[Oriana Fallaci]], ''Berlinguer: non rompiamo con i sovietici, ma...'', ''Corriere della Sera'', 26 luglio 1980.</ref> *[...] io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare [[anatema|anatemi]], gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v'è troppo fanatismo nel [[mondo]].<ref name=fallaci/><ref>Ora in Oriana Fallaci, ''Intervista con il potere'', BUR, 2010.</ref> *Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno. (dall'intervista a ''Moby Dick''<ref>Mensile della FGCI siciliana.</ref>, giugno 1981<ref name=sfida>Citato in [[Walter Veltroni]], ''La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer'', Baldini & Castoldi, 1994.</ref>) *I [[partito politico|partiti]] di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.<ref name=scalfari>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''Che cos'è la questione morale'', ''la Repubblica'', 28 luglio 1981; riportata in ''[http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=EnriBerlinguer L'intervista di Scalfari a Berlinguer]'', ''Cinquantamila.it''.</ref> *I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali. Per esempio oggi c'è il pericolo che [...] il ''Corriere della sera'' cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine.<ref name=scalfari/> *Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.<ref name=scalfari/> *Ciò che è avvenuto in Polonia ci induce a considerare che effettivamente la capacità propulsiva di rinnovamento delle società che si sono create nell'Est europeo è venuta esaurendosi. Parlo di una spinta propulsiva che si è manifestata per lunghi periodi e che ha la sua data d'inizio nella Rivoluzione socialista dell'Ottobre. Oggi siamo giunti a un punto in cui quella fase si chiude. Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto Marx e alcune delle lezioni di Lenin conservino una loro validità; e che d'altra parte vi sia tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti e debbono essere abbandonati e del resto sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, centrata su un tema che non era centrale in Lenin. Il tema su cui noi ci concentriamo è quello dei modi e delle forme della costruzione socialista in società economicamente sviluppate e con tradizioni democratiche, quali sono le società dell'occidente europeo. È chiaro che l'esplorazione di vie verso il socialismo, in questa parte dell'Europa e del mondo, richiede soluzioni del tutto originali rispetto a quelle che si sono attuate nell'Unione Sovietica e che si sono via via attuate negli altri paesi dell'est, sia europeo, sia asiatico. Da questo punto di vista, noi consideriamo l'esperienza storica del movimento socialista nelle due fasi fondamentali: quella socialdemocratica e quella dei paesi dove il socialismo è stato avviato sotto la direzione di partiti comunisti nell'est europeo. Ognuna di queste esperienze ha dato i suoi frutti all'avanzata del movimento operaio, ma entrambe vanno superate criticamente con nuove formule, con nuove soluzioni, cioè con quella che noi chiamiamo la terza via, la terza via appunto rispetto alle vie tradizionali della socialdemocrazia e rispetto ai modelli dell'Est europeo. Si tratta di una ricerca nella quale vediamo impegnati non solo alcuni partiti comunisti, ma anche alcune delle socialdemocrazie, o almeno alcuni settori delle socialdemocrazie, dove questo stesso tema viene discusso e approfondito. (da una dichiarazione rilasciata al programma televisivo ''Tribuna politica'', 15 dicembre 1981<ref name="Cronologia" /><ref name="l'Unità, Maggio 1989" />) *Io penso che le parole che soprattutto in questi ultimi tempi il papa [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]] ha pronunciato in modo chiaro per condannare la corsa agli armamenti e, in particolare, la corsa verso nuove armi atomiche, siano delle parole giusto che dànno ascolto ed espressione alla volontà di milioni e milioni di credenti che hanno manifestato insieme con noi, o in altre forme autonome, nel corso di questi ultimi mesi, in Italia e negli altri [Paesi] europei. Valuto soprattutto in modo positivo la più recente iniziativa presa dal papa, che non è più soltanto un appello alla pace. Il papa, come è noto, ha inviato suoi rappresentanti, scelti fra i membri della Pontificia Accademia delle Scienze per illustrare ai rappresentanti delle massime potenze -Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia, Inghilterra- uno studio compiuto dalla stessa accademia sulle conseguenze di un conflitto atomico, affinché tutti ricavino, da questo studio e ''dai terribili disastri addirittura di proporzione catastrofiche che ne deriverebbero'', le dovute conseguenze. Non soltanto occorre subito arrestare ogni passo nuovo verso la corsa agli armamenti, ma lavorare per la messa al bando delle armi atomiche. Questa è anche la nostra posizione e la posizione di numerosi Stati.<ref name="l'Unità, Maggio 1989">Trascrizione della tribuna politica trasmessa il 15 Dicembre 1981 su Raiuno, domanda di Peter Nichols. In Antonio Tatò, ''Berlinguer, attualità e futuro. Una scelta di scritti di E. Berlinguer nel 5° anniversario della scomparsa.'', supplemento al quotidiano ''L'Unità'', 29 Maggio 1989, pag. 88</ref> *La cosa che mi preoccupa in [[Bettino Craxi|Craxi]] è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al [[potere]] per il potere. (dall'intervista a Chiara Valentini, ''Panorama'', maggio 1983<ref name=sfida />) *[[Umberto Terracini]] è stato un grande compagno e un grande italiano che ha reso illustre un largo tratto della storia e del nostro partito e del nostro Paese.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,1404_02_1983_0331_0008_20207676/ Terracini commemorato da Saragat e Berlinguer]'', ''La Stampa'', 7 dicembre 1983</ref> ===Senza data=== *Come vedi, fare il [[filosofo]] giova poco, e conviene meglio darsi all'[[ippica]]. Eppure, certe cose le possono sapere soltanto i filosofi.<ref>Da una lettera a zia Carmelia, in ''Quando c'era Berlinguer'', [https://books.google.it/books?id=Mrd2AwAAQBAJ&pg=PT186 p. 186].</ref> *Il [[comunismo]] è la trasformazione secondo giustizia della società. (da ''Tribuna politica'', 7 febbraio 1980) *Il rispetto delle<ref>"della" – ''sic'' – nel testo originale.</ref> alleanze non significa che l'[[Italia]] debba tenere il capo chino.<ref>Da ''Discorsi parlamentari, 1968-1984'', a cura di Maria Luisa Righi, Camera dei deputati, 2001.</ref> *Mandiamo da questo congresso il saluto più fraterno e di operante solidarietà dei comunisti italiani agli eroici combattenti del Vietnam e della Cambogia.<ref>Da ''14esimo congresso del Partito comunista italiano: atti e risoluzioni'', Editori Riuniti, 1975.</ref> *La questione morale esiste da tempo. Ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.<ref name="baef" /> *Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto [[Karl Marx|Marx]] e alcune delle lezioni di [[Lenin]] conservino una loro vitalità, e che vi sia poi, d'altra parte, tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti, che debbono essere abbandonati e che, del resto, sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, che si concentra su un tema che non era il tema centrale dell'opera di Lenin.<ref name="baef">Da ''Berlinguer. Attualità e futuro'', a cura di Antonio Tatò, supplemento a ''l'Unità'', n. 136, 11 giugno 1989.</ref> *Una società più [[Austerità|austera]] può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.<ref>Da ''Austerità, occasione per trasformare l'Italia'', Roma, 1977, p. 13; citato in Ginsborg 1989, p. 481.</ref> *Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.<ref>Citato in ''[http://web.archive.org/web/20130203025909/http://www.unita.it/la-striscia-rossa/se-i-giovani-si-organizzano-si-impadroniscono-di-ogni-ramo-del-sapere-e-lottano-con-i-lavoratori-e-gli-oppressi-non-c-146-egrave-scampo-per-un-vecchio-ordine-fondato-sul-privilegio-e-sull-146-ingiustizia-1.60801 La striscia rossa]'', ''Unità.it'', 22 luglio 2010.</ref> *"[[:w:it:Si vis pacem, para bellum|Se vuoi la pace, prepara la guerra]]", dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: "Se vuoi la pace, prepara la pace".<ref>''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/?doing_wp_cron=1665591834.4969520568847656250000 L'Impegno per la Pace]'', ''enricoberlinguer.it''</ref> *Sul sole dell'avvenire oggi discutono più gli scienziati che i comunisti.<ref>Dall'intervista di [[Ferdinando Adornato]] a Enrico Berlinguer, pubblicata come ''La consapevolezza del futuro'', Aliberti, p. 53.</ref> ==Citazioni su Enrico Berlinguer== [[File:Sandro Pertini funerale Berlinguer.jpg|thumb|[[Sandro Pertini]] rende omaggio alla salma di Enrico Berlinguer]] *Accanto alla falce e al martello, Berlinguer ha molti altri strumenti di lavoro, con una carica di realismo che mi sembra notevole. ([[Giulio Andreotti]]) *Andai a parlargli alle Botteghe Oscure dopo la [[primavera di Praga]]. Era una delle prime volte che il Corriere dava spazio a un leader del Pci. Stavo al Raphael, l'hotel di Craxi. Berlinguer volle riaccompagnarmi sulla sua 500. Guidò lui. Era molto diverso da Togliatti. ([[Enzo Bettiza]]) *Berlinguer era una persona onesta, ma questo non basta per esser comunisti. ([[Marco Rizzo]]) *Berlinguer lavora con grande impegno, non attacca la costituzione borghese, neppure il potere della borghesia, non parla affatto della necessità di rovesciare questo potere e i suoi apparati, né di liquidare l'esercito repressivo italiano, ma al contrario sottoscrive dichiarazioni con i partiti della reazione al fine di rafforzare l'esercito, di mantenere le basi americane, di ampliare le competenze e di accrescere i fondi della polizia, di modo che questa abbia, in contrasto con la legge, il diritto di controllare tutto ciò che ritiene sospetto, persino di intercettare le conversazioni telefoniche e censurare la corrispondenza privata. ([[Enver Hoxha]]) *Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell'austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli. ([[Michele Serra]]) *Con il portoghese [[Álvaro Cunhal|Cunhal]]<ref>Álvaro Cunhal fu segretario del Partito Comunista Portoghese dal 1961 al 1991.</ref> e il francese [[Georges Marchais|Marchais]]<ref>Georges Marchais fu segretario del Partito Comunista Francese dal 1972 al 1994.</ref> è un vescovo della Chiesa rossa, che ha il suo Sommo Pontefice a [[Mosca]]. ([[Franz Josef Strauß]]) *Dell'uomo di partito che ha consacrato tutto il suo vivere e il suo immaginare al partito, Enrico Berlinguer portava le stimmate. Ogni cosa in lui era politica e destinata alla politica; ad esempio la volta che da segretario della Fgci<ref>[[w:Federazione Giovanile Comunista Italiana|Federazione Giovanile Comunista Italiana]].</ref> raccomandò ai giovani italiani di prendere a modello [[Maria Goretti]], quella che aveva difeso la sua verginità a prezzo della vita, ed era un modo per dire ai cattolici che i loro valori coincidevano con quelli dei comunisti. ([[Giampiero Mughini]]) *È chiaro che non favoriremo la presenza dei comunisti al governo, ma detto questo è ridicolo accettare di parlare con [[Leonid Il'ič Brežnev|Breznev]] e rifiutare ogni contatto con Berlinguer. ([[Zbigniew Brzezinski]]) *È uno dei pochi politici che mantiene la parola data. ([[Enzo Biagi]]) *Era capace di non pronunciare una sola parola per ore: io fui l'unico cui confidò che l'incidente stradale del '73 in Bulgaria era un attentato. ([[Emanuele Macaluso]]) *Fu Ignazio Pirastu, al tempo responsabile della Commissione Sport del Pci, a farci arrivare l'inattesa notizia: per Berlinguer dovevamo andare in Cile. E voleva lo sapessimo. Per il segretario del Pci non sarebbe stato giusto che la Coppa finisse nelle mani del Cile del regime-Pinochet piuttosto che nelle nostre. Da lì in poi la strada verso la partenza si fece in discesa. Fu come un liberatutti. Il governo Andreotti disse che lasciava libero il Coni di decidere, quest'ultimo lasciò libera la Federazione e di fatto ci ritrovammo a Santiago, liberi di vincere. Grazie a Berlinguer. ([[Adriano Panatta]]) *grazie Enrico, ti ricorderemo sempre come un grande uomo onesto, un vero onorevole di Stato, da cui tante persone dovrebbero prendere esempio. Grazie ancora, Enrico Berlinguer. ([[Davide Tripiedi]]) *Ho letto il discorso di [[Alessandro Natta|Natta]]. Non è stato un concentrato di elaborazione teorica, ma un complesso di luoghi comuni, detti bene da un alunno della "Normale". Non ci ho trovato un concetto che fosse uno. Il discorso si è retto semplicemente sull'ipotizzare una strategia del Pci finalizzata all'occupazione del potere. Se devo dire la mia, Berlinguer è morto oggi per il Pci, non a giugno. ([[Ciriaco de Mita]]) *Il pensiero di Enrico Berlinguer è oggi più che mai attuale: la questione morale è una grande questione politica, indispensabile per trasformare la società italiana. ([[Oliviero Diliberto]]) *Il segretario del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. ([[Giorgio Galli]]) *La mia tesi è che Berlinguer non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. ([[Giorgio Galli]]) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. ([[Giorgio Galli]]) *La sua forza non è fisica: è nell'intensità del personaggio. L'aspetto angosciato, gli occhi tristi e la fronte segnata da rughe lo fanno sembrare sempre sofferente o sovraffaticato. Lesse la sua relazione con intelligenza ma senza retorica, come se volesse comunicarne il contenuto in modo da celare la qualità, spesso eccellente, della prosa con cui era espresso, piuttosto che servirsene per suscitare emozioni. Sapeva che da quel congresso sarebbe uscito segretario del partito, successore di Gramsci e di Togliatti; ma mentre lasciava il podio, così esile, curvo, come schiacciato da un invisibile fardello, sembrava che cercasse di allontanarsi il più in fretta possibile dagli applausi e gli evviva per rifugiarsi in qualche posto dove soffrire in silenzio. ([[Peter Nichols]]) *[[Alessandro Natta|Natta]] è sempre stato, e continua a essere, un freddo professore universitario, privo della carica di umanità che ha sempre caratterizzato Berlinguer. ([[Sandro Pertini]]) *Per i falchi del Pci, Berlinguer era ormai un personaggio scomodo e pericoloso, specie da quando aveva cominciato ad allentare gli ormeggi che lo legavano a Mosca. Gli era perfino scappato di dire (a [[Giampaolo Pansa|Pansa]]) che voleva per l'Italia un regime comunista, ma sotto l'ombrello della Nato che la tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico: la più grave e blasfema di tutte le eresie in cui un capo comunista possa incorrere. ([[Indro Montanelli]]) *Perché dopo una tradizione di personalità ''flamboyantes''<ref>Fiammeggianti.</ref>, è popolare un uomo dal volto pallido e così triste come Berlinguer? ([[Alberto Ronchey]]) *''Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.'' ([[Giorgio Gaber]]) *Quando diventai segretario del Pci ci fu una lunga disputa su chi fosse il più degno erede di Berlinguer. Ma adesso anche Berlinguer è diventato un ingombro. ([[Alessandro Natta]]) *{{NDR|Su Enrico Berlinguer e la successione alla carica di segretario del Pci di Alessandro Natta}} Questo leader della sinistra italiana, sia pure con contraddizioni, pause, aveva in fondo la suggestione di creare un salto di qualità nella politica. Natta no. ([[Ciriaco de Mita]]) *Richiesto da un giornalista se a suo avviso la stampa italiana dedichi uno spazio sufficiente ai fatti di repressione che accadono nei paesi dell'Est, il signor Enrico Berlinguer ha bensì ammesso che «si potrebbe fare di più», ma solo nel senso di «approfondire le ragioni storiche che hanno portato i socialisti in via di sperimentazione nei paesi dell'Est europeo a limitazioni nel campo della libertà». Non è molto se si tien conto che poco prima il Segretario generale del PCI aveva affermato, giustamente, essere il [[Cile]] «un paese fondato sulla dittatura, sull'oppressione e sulla tortura». ([[Mario Corti]]) *Ricordo una volta, da piccolo, Enrico Berlinguer. Un giornalista gli chiese: «Lei è comunista ma che dice dell'isola di proprietà della sua famiglia?» Berlinguer disse: «Non rispondo a domande cretine». ([[Claudio Amendola]]) *Se ai tempi di Enrico Berlinguer ci fossero stati i [[Social network|social]] e lui vi avesse dato ascolto, non avrebbe mai fatto la proposta del [[compromesso storico]]. ([[Sergio Chiamparino]]) *Sì, Berlinguer era timido, chiuso, uno che parlava più con gli occhi che con le parole, e che di parole non ne sprecava una in più del necessario neppure quando andava in televisione e mezza Italia gli puntava lo sguardo addosso. Cocciuto più che appariscente, uno che si muoveva senza fare rumore, uno che ci dava sotto e non mollava la presa. ([[Giampiero Mughini]]) *Un giorno {{NDR|del luglio 1944}}, entrando in federazione {{NDR|del partito comunista romano, in corso Vittorio Emanuele}} e cercando un tavolo libero dove potermi sedere a parlare con alcuni compagni, intravidi a distanza una figura che non conoscevo e che a tutta prima scambiai per quella di una vecchietta. "Chi è quella lì?" chiesi distrattamente. Mi risposero che "quella lì" era il compagno Enrico Berlinguer, un sardo che era stato in galera per aver condotto delle manifestazioni popolari per il pane. Mi avvicinai incuriosito. Enrico sedeva dietro un tavolo completamente sgombro, immobile, il volto serissimo, segnato. Mi guardò senza muovere la testa, come farà poi sempre tutta la vita. Muoveva solo gli occhi, luccicanti, disegnati. Senza dire una parola. Lo guardai anch'io, e la prima impressione che ne ebbi fu di soggezione. Mai avevo visto un volto così intenso e così triste. ([[Maurizio Ferrara]]) *Un progresso vi è senza dubbio nella formazione dei quadri giovanili. Faccio in proposito soltanto il nome del compagno Enrico Berlinguer, che nel rapporto introduttivo ai lavori di questa riunione ha dato prova di una maturità politica che ritengo non sia soltanto dote sua personale ma riflesso della maturità di un movimento in sviluppo. ([[Palmiro Togliatti]]) *{{NDR|Sulla dichiarazione che l'Italia sarebbe dovuta rimanere nel Patto atlantico}} Questa cosa a Enrico gliela farò pagare. ([[Armando Cossutta]]<ref name="pansa">Da un articolo di [[Giampaolo Pansa]], ''[https://www.corriere.it/giampaolo-pansa-ritorno-in-solferino/19_novembre_02/berlinguer-mi-disse-preferisco-nato-varsavia-70e9a472-fd37-11e9-8a58-4dee50fcf96c.shtml?refresh_ce Corriere della Sera]''.</ref>) *Secondo me Berlinguer, insieme a Gozzano, è uno dei più grossi poeti del '900. Lui era un buddista, aveva quella dolcezza indiana, quella calma, una via di mezzo tra Budda e Gozzano, una signorina Felicita di Nuova Delhi. ([[Roberto Benigni]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Aa. Vv., ''Quando c'era Berlinguer'', a cura di Walter Veltroni, Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-17-07336-3 *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, Torino, 1989. ISBN 8806160548 ==Voci correlate== *[[Bianca Berlinguer]], figlia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Berlinguer, Enrico}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Comunisti in Italia]] [[Categoria:Politici italiani]] kvchdhqhgb37rwsg66usppaxaas97xm 1420289 1420287 2026-07-13T13:36:00Z Gaux 18878 /* Citazioni su Enrico Berlinguer */ nuova sezione: Giorgio Galli 1420289 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Enricoberlinguer.jpg|thumb|Enrico Berlinguer]] '''Enrico Berlinguer''' (1922 – 1984), politico italiano. ==Citazioni di Enrico Berlinguer== {{cronologico}} *Nel corso delle conversazioni, come potete immaginare, abbiamo informato ampiamente i compagni sovietici delle reazioni e preoccupazioni che ha suscitato nell'opinione pubblica del nostro paese la sostituzione del compagno [[Nikita Sergeevič Chruščёv|Chruščёv]]. Con grande franchezza abbiamo inoltre esposto ai compagni del Pcus le perplessità e le riserve che il modo in cui i mutamenti sono stati annunciati e presentati ha sollevato nel nostro partito. (da appunti letti ai giornalisti all'aeroporto di Fiumicino, 3 novembre 1964<ref name="Cronologia" />) *Compagni, non sarò né Togliatti né Longo. (durante il XIII congresso del PCI, 13 marzo 1972<ref name="e.berlinguer.biogr">Citato in ''[http://www.nanopress.it/politica/2014/06/11/enrico-berlinguer-cosa-ha-fatto-biografia-pensiero-e-opere-del-leader-del-pci/15757/ Enrico Berlinguer cosa ha fatto? Biografia, pensiero e opere del leader del PCI]'', ''Nanopress.it''.</ref>) *La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di [[sviluppo economico]], di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande «compromesso storico» tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano.<ref>Da ''Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile'', in ''Rinascita'', 9 ottobre 1973; ristampato in ''La «Questione comunista», 1969-75'', a cura di A. Tatò, Roma, 1975, vol. II, pp. 638-9; p. 480.</ref> *Sarebbe del tutto illusorio pensare che, anche se i partiti e le forze di sinistra riuscissero a raggiungere il 51% dei voti e della rappresentanza parlamentare, questo fatto garantirebbe la sopravvivenza e l'opera di un governo che fosse l'espressione di tale 51 per cento. Ecco perché noi parliamo non di una "alternativa di sinistra" ma di una "alternativa democratica", e cioè della prospettiva politica di una collaborazione e di una intesa delle forze popolari d'ispirazione comunista e socialista con le forze popolari di ispirazione cattolica, oltre che con formazioni di altro orientamento democratico. La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande "compromesso storico" tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano. (da alcune riflessioni pubblicate su ''Rinascita'', 12 ottobre 1973<ref name="Cronologia">Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=enricoberlinguer Cronologia di Enrico Berlinguer (giorno per giorno)]'', ''Corriere.it''.</ref>) *Io voglio che l’Italia non esca dal Patto Atlantico «anche» per questo, e non solo perché la nostra uscita sconvolgerebbe l’equilibrio internazionale. Mi sento più sicuro stando di qua, ma vedo che anche di qua ci sono seri tentativi per limitare la nostra autonomia. (da un'intervista a Giampaolo Pansa, 15 giugno 1976<ref name="Pansa">Da un'intervista di [[Giampaolo Pansa]], ''Corriere della Sera'', 15 giugno 1976; riportata in ''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/mi-sento-piu-sicuro-nel-patto-atlantico/ Mi sento più sicuro nel Patto Atlantico]'', ''enricoberlinguer.it''.</ref>) *Nel Pci esiste ed opera la volontà non solo di costruire e di far vivere qui in Italia un partito laico e democratico, come tale non teista, non ateista, non antiteista, ma di volere anche, per diretta conseguenza, uno Stato laico e democratico, anch'esso dunque non teista, non ateista, non antiteista. (da una lettera a al monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, 14 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *L'esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi non soltanto il terreno sul quale l'avversario di classe è costretto a retrocedere, ma è anche il valore storicamente universale sul quale fondare un'originale società socialista. Ecco perché la nostra lotta unitaria (che cerca costantemente l'intesa con altre forze d'ispirazione socialista e cristiana in Italia e in Europa occidentale) è rivolta a realizzare una società nuova – socialista – che garantisca tutte le libertà personali e collettive, civili e religiose, il carattere non ideologico dello Stato, la possibilità dell'esistenza di diversi partiti, il pluralismo della vita sociale, culturale, ideale. (dalla celebrazione per il 60° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, Mosca, 31 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *Dopo la tragica scomparsa di quest'uomo {{NDR|[[Aldo Moro]]}}, la Dc è divenuta oscillante e preoccupata e, via via, si è dimostrata sempre più irresponsabilmente propensa ad allungare i tempi all'infinito e, intanto, a profittarne. (dall'intervista di Gianfranco Piazzesi, ''Berlinguer: possibile un nuovo colloquio con la Dc'', ''Corriere della sera'', maggio 1979<ref name=sfida />) *{{NDR|L'[[Unione Sovietica]]}} Un regime politico che non garantisce il pieno esercizio delle libertà.<ref name=fallaci>Dall'intervista a [[Oriana Fallaci]], ''Berlinguer: non rompiamo con i sovietici, ma...'', ''Corriere della Sera'', 26 luglio 1980.</ref> *[...] io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare [[anatema|anatemi]], gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v'è troppo fanatismo nel [[mondo]].<ref name=fallaci/><ref>Ora in Oriana Fallaci, ''Intervista con il potere'', BUR, 2010.</ref> *Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno. (dall'intervista a ''Moby Dick''<ref>Mensile della FGCI siciliana.</ref>, giugno 1981<ref name=sfida>Citato in [[Walter Veltroni]], ''La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer'', Baldini & Castoldi, 1994.</ref>) *I [[partito politico|partiti]] di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.<ref name=scalfari>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''Che cos'è la questione morale'', ''la Repubblica'', 28 luglio 1981; riportata in ''[http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=EnriBerlinguer L'intervista di Scalfari a Berlinguer]'', ''Cinquantamila.it''.</ref> *I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali. Per esempio oggi c'è il pericolo che [...] il ''Corriere della sera'' cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine.<ref name=scalfari/> *Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.<ref name=scalfari/> *Ciò che è avvenuto in Polonia ci induce a considerare che effettivamente la capacità propulsiva di rinnovamento delle società che si sono create nell'Est europeo è venuta esaurendosi. Parlo di una spinta propulsiva che si è manifestata per lunghi periodi e che ha la sua data d'inizio nella Rivoluzione socialista dell'Ottobre. Oggi siamo giunti a un punto in cui quella fase si chiude. Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto Marx e alcune delle lezioni di Lenin conservino una loro validità; e che d'altra parte vi sia tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti e debbono essere abbandonati e del resto sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, centrata su un tema che non era centrale in Lenin. Il tema su cui noi ci concentriamo è quello dei modi e delle forme della costruzione socialista in società economicamente sviluppate e con tradizioni democratiche, quali sono le società dell'occidente europeo. È chiaro che l'esplorazione di vie verso il socialismo, in questa parte dell'Europa e del mondo, richiede soluzioni del tutto originali rispetto a quelle che si sono attuate nell'Unione Sovietica e che si sono via via attuate negli altri paesi dell'est, sia europeo, sia asiatico. Da questo punto di vista, noi consideriamo l'esperienza storica del movimento socialista nelle due fasi fondamentali: quella socialdemocratica e quella dei paesi dove il socialismo è stato avviato sotto la direzione di partiti comunisti nell'est europeo. Ognuna di queste esperienze ha dato i suoi frutti all'avanzata del movimento operaio, ma entrambe vanno superate criticamente con nuove formule, con nuove soluzioni, cioè con quella che noi chiamiamo la terza via, la terza via appunto rispetto alle vie tradizionali della socialdemocrazia e rispetto ai modelli dell'Est europeo. Si tratta di una ricerca nella quale vediamo impegnati non solo alcuni partiti comunisti, ma anche alcune delle socialdemocrazie, o almeno alcuni settori delle socialdemocrazie, dove questo stesso tema viene discusso e approfondito. (da una dichiarazione rilasciata al programma televisivo ''Tribuna politica'', 15 dicembre 1981<ref name="Cronologia" /><ref name="l'Unità, Maggio 1989" />) *Io penso che le parole che soprattutto in questi ultimi tempi il papa [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]] ha pronunciato in modo chiaro per condannare la corsa agli armamenti e, in particolare, la corsa verso nuove armi atomiche, siano delle parole giusto che dànno ascolto ed espressione alla volontà di milioni e milioni di credenti che hanno manifestato insieme con noi, o in altre forme autonome, nel corso di questi ultimi mesi, in Italia e negli altri [Paesi] europei. Valuto soprattutto in modo positivo la più recente iniziativa presa dal papa, che non è più soltanto un appello alla pace. Il papa, come è noto, ha inviato suoi rappresentanti, scelti fra i membri della Pontificia Accademia delle Scienze per illustrare ai rappresentanti delle massime potenze -Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia, Inghilterra- uno studio compiuto dalla stessa accademia sulle conseguenze di un conflitto atomico, affinché tutti ricavino, da questo studio e ''dai terribili disastri addirittura di proporzione catastrofiche che ne deriverebbero'', le dovute conseguenze. Non soltanto occorre subito arrestare ogni passo nuovo verso la corsa agli armamenti, ma lavorare per la messa al bando delle armi atomiche. Questa è anche la nostra posizione e la posizione di numerosi Stati.<ref name="l'Unità, Maggio 1989">Trascrizione della tribuna politica trasmessa il 15 Dicembre 1981 su Raiuno, domanda di Peter Nichols. In Antonio Tatò, ''Berlinguer, attualità e futuro. Una scelta di scritti di E. Berlinguer nel 5° anniversario della scomparsa.'', supplemento al quotidiano ''L'Unità'', 29 Maggio 1989, pag. 88</ref> *La cosa che mi preoccupa in [[Bettino Craxi|Craxi]] è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al [[potere]] per il potere. (dall'intervista a Chiara Valentini, ''Panorama'', maggio 1983<ref name=sfida />) *[[Umberto Terracini]] è stato un grande compagno e un grande italiano che ha reso illustre un largo tratto della storia e del nostro partito e del nostro Paese.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,1404_02_1983_0331_0008_20207676/ Terracini commemorato da Saragat e Berlinguer]'', ''La Stampa'', 7 dicembre 1983</ref> ===Senza data=== *Come vedi, fare il [[filosofo]] giova poco, e conviene meglio darsi all'[[ippica]]. Eppure, certe cose le possono sapere soltanto i filosofi.<ref>Da una lettera a zia Carmelia, in ''Quando c'era Berlinguer'', [https://books.google.it/books?id=Mrd2AwAAQBAJ&pg=PT186 p. 186].</ref> *Il [[comunismo]] è la trasformazione secondo giustizia della società. (da ''Tribuna politica'', 7 febbraio 1980) *Il rispetto delle<ref>"della" – ''sic'' – nel testo originale.</ref> alleanze non significa che l'[[Italia]] debba tenere il capo chino.<ref>Da ''Discorsi parlamentari, 1968-1984'', a cura di Maria Luisa Righi, Camera dei deputati, 2001.</ref> *Mandiamo da questo congresso il saluto più fraterno e di operante solidarietà dei comunisti italiani agli eroici combattenti del Vietnam e della Cambogia.<ref>Da ''14esimo congresso del Partito comunista italiano: atti e risoluzioni'', Editori Riuniti, 1975.</ref> *La questione morale esiste da tempo. Ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.<ref name="baef" /> *Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto [[Karl Marx|Marx]] e alcune delle lezioni di [[Lenin]] conservino una loro vitalità, e che vi sia poi, d'altra parte, tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti, che debbono essere abbandonati e che, del resto, sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, che si concentra su un tema che non era il tema centrale dell'opera di Lenin.<ref name="baef">Da ''Berlinguer. Attualità e futuro'', a cura di Antonio Tatò, supplemento a ''l'Unità'', n. 136, 11 giugno 1989.</ref> *Una società più [[Austerità|austera]] può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.<ref>Da ''Austerità, occasione per trasformare l'Italia'', Roma, 1977, p. 13; citato in Ginsborg 1989, p. 481.</ref> *Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.<ref>Citato in ''[http://web.archive.org/web/20130203025909/http://www.unita.it/la-striscia-rossa/se-i-giovani-si-organizzano-si-impadroniscono-di-ogni-ramo-del-sapere-e-lottano-con-i-lavoratori-e-gli-oppressi-non-c-146-egrave-scampo-per-un-vecchio-ordine-fondato-sul-privilegio-e-sull-146-ingiustizia-1.60801 La striscia rossa]'', ''Unità.it'', 22 luglio 2010.</ref> *"[[:w:it:Si vis pacem, para bellum|Se vuoi la pace, prepara la guerra]]", dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: "Se vuoi la pace, prepara la pace".<ref>''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/?doing_wp_cron=1665591834.4969520568847656250000 L'Impegno per la Pace]'', ''enricoberlinguer.it''</ref> *Sul sole dell'avvenire oggi discutono più gli scienziati che i comunisti.<ref>Dall'intervista di [[Ferdinando Adornato]] a Enrico Berlinguer, pubblicata come ''La consapevolezza del futuro'', Aliberti, p. 53.</ref> ==Citazioni su Enrico Berlinguer== [[File:Sandro Pertini funerale Berlinguer.jpg|thumb|[[Sandro Pertini]] rende omaggio alla salma di Enrico Berlinguer]] *Accanto alla falce e al martello, Berlinguer ha molti altri strumenti di lavoro, con una carica di realismo che mi sembra notevole. ([[Giulio Andreotti]]) *Andai a parlargli alle Botteghe Oscure dopo la [[primavera di Praga]]. Era una delle prime volte che il Corriere dava spazio a un leader del Pci. Stavo al Raphael, l'hotel di Craxi. Berlinguer volle riaccompagnarmi sulla sua 500. Guidò lui. Era molto diverso da Togliatti. ([[Enzo Bettiza]]) *Berlinguer era una persona onesta, ma questo non basta per esser comunisti. ([[Marco Rizzo]]) *Berlinguer lavora con grande impegno, non attacca la costituzione borghese, neppure il potere della borghesia, non parla affatto della necessità di rovesciare questo potere e i suoi apparati, né di liquidare l'esercito repressivo italiano, ma al contrario sottoscrive dichiarazioni con i partiti della reazione al fine di rafforzare l'esercito, di mantenere le basi americane, di ampliare le competenze e di accrescere i fondi della polizia, di modo che questa abbia, in contrasto con la legge, il diritto di controllare tutto ciò che ritiene sospetto, persino di intercettare le conversazioni telefoniche e censurare la corrispondenza privata. ([[Enver Hoxha]]) *Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell'austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli. ([[Michele Serra]]) *Con il portoghese [[Álvaro Cunhal|Cunhal]]<ref>Álvaro Cunhal fu segretario del Partito Comunista Portoghese dal 1961 al 1991.</ref> e il francese [[Georges Marchais|Marchais]]<ref>Georges Marchais fu segretario del Partito Comunista Francese dal 1972 al 1994.</ref> è un vescovo della Chiesa rossa, che ha il suo Sommo Pontefice a [[Mosca]]. ([[Franz Josef Strauß]]) *Dell'uomo di partito che ha consacrato tutto il suo vivere e il suo immaginare al partito, Enrico Berlinguer portava le stimmate. Ogni cosa in lui era politica e destinata alla politica; ad esempio la volta che da segretario della Fgci<ref>[[w:Federazione Giovanile Comunista Italiana|Federazione Giovanile Comunista Italiana]].</ref> raccomandò ai giovani italiani di prendere a modello [[Maria Goretti]], quella che aveva difeso la sua verginità a prezzo della vita, ed era un modo per dire ai cattolici che i loro valori coincidevano con quelli dei comunisti. ([[Giampiero Mughini]]) *È chiaro che non favoriremo la presenza dei comunisti al governo, ma detto questo è ridicolo accettare di parlare con [[Leonid Il'ič Brežnev|Breznev]] e rifiutare ogni contatto con Berlinguer. ([[Zbigniew Brzezinski]]) *È uno dei pochi politici che mantiene la parola data. ([[Enzo Biagi]]) *Era capace di non pronunciare una sola parola per ore: io fui l'unico cui confidò che l'incidente stradale del '73 in Bulgaria era un attentato. ([[Emanuele Macaluso]]) *Fu Ignazio Pirastu, al tempo responsabile della Commissione Sport del Pci, a farci arrivare l'inattesa notizia: per Berlinguer dovevamo andare in Cile. E voleva lo sapessimo. Per il segretario del Pci non sarebbe stato giusto che la Coppa finisse nelle mani del Cile del regime-Pinochet piuttosto che nelle nostre. Da lì in poi la strada verso la partenza si fece in discesa. Fu come un liberatutti. Il governo Andreotti disse che lasciava libero il Coni di decidere, quest'ultimo lasciò libera la Federazione e di fatto ci ritrovammo a Santiago, liberi di vincere. Grazie a Berlinguer. ([[Adriano Panatta]]) *grazie Enrico, ti ricorderemo sempre come un grande uomo onesto, un vero onorevole di Stato, da cui tante persone dovrebbero prendere esempio. Grazie ancora, Enrico Berlinguer. ([[Davide Tripiedi]]) *Ho letto il discorso di [[Alessandro Natta|Natta]]. Non è stato un concentrato di elaborazione teorica, ma un complesso di luoghi comuni, detti bene da un alunno della "Normale". Non ci ho trovato un concetto che fosse uno. Il discorso si è retto semplicemente sull'ipotizzare una strategia del Pci finalizzata all'occupazione del potere. Se devo dire la mia, Berlinguer è morto oggi per il Pci, non a giugno. ([[Ciriaco de Mita]]) *Il pensiero di Enrico Berlinguer è oggi più che mai attuale: la questione morale è una grande questione politica, indispensabile per trasformare la società italiana. ([[Oliviero Diliberto]]) *La sua forza non è fisica: è nell'intensità del personaggio. L'aspetto angosciato, gli occhi tristi e la fronte segnata da rughe lo fanno sembrare sempre sofferente o sovraffaticato. Lesse la sua relazione con intelligenza ma senza retorica, come se volesse comunicarne il contenuto in modo da celare la qualità, spesso eccellente, della prosa con cui era espresso, piuttosto che servirsene per suscitare emozioni. Sapeva che da quel congresso sarebbe uscito segretario del partito, successore di Gramsci e di Togliatti; ma mentre lasciava il podio, così esile, curvo, come schiacciato da un invisibile fardello, sembrava che cercasse di allontanarsi il più in fretta possibile dagli applausi e gli evviva per rifugiarsi in qualche posto dove soffrire in silenzio. ([[Peter Nichols]]) *[[Alessandro Natta|Natta]] è sempre stato, e continua a essere, un freddo professore universitario, privo della carica di umanità che ha sempre caratterizzato Berlinguer. ([[Sandro Pertini]]) *Per i falchi del Pci, Berlinguer era ormai un personaggio scomodo e pericoloso, specie da quando aveva cominciato ad allentare gli ormeggi che lo legavano a Mosca. Gli era perfino scappato di dire (a [[Giampaolo Pansa|Pansa]]) che voleva per l'Italia un regime comunista, ma sotto l'ombrello della Nato che la tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico: la più grave e blasfema di tutte le eresie in cui un capo comunista possa incorrere. ([[Indro Montanelli]]) *Perché dopo una tradizione di personalità ''flamboyantes''<ref>Fiammeggianti.</ref>, è popolare un uomo dal volto pallido e così triste come Berlinguer? ([[Alberto Ronchey]]) *''Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.'' ([[Giorgio Gaber]]) *Quando diventai segretario del Pci ci fu una lunga disputa su chi fosse il più degno erede di Berlinguer. Ma adesso anche Berlinguer è diventato un ingombro. ([[Alessandro Natta]]) *{{NDR|Su Enrico Berlinguer e la successione alla carica di segretario del Pci di Alessandro Natta}} Questo leader della sinistra italiana, sia pure con contraddizioni, pause, aveva in fondo la suggestione di creare un salto di qualità nella politica. Natta no. ([[Ciriaco de Mita]]) *Richiesto da un giornalista se a suo avviso la stampa italiana dedichi uno spazio sufficiente ai fatti di repressione che accadono nei paesi dell'Est, il signor Enrico Berlinguer ha bensì ammesso che «si potrebbe fare di più», ma solo nel senso di «approfondire le ragioni storiche che hanno portato i socialisti in via di sperimentazione nei paesi dell'Est europeo a limitazioni nel campo della libertà». Non è molto se si tien conto che poco prima il Segretario generale del PCI aveva affermato, giustamente, essere il [[Cile]] «un paese fondato sulla dittatura, sull'oppressione e sulla tortura». ([[Mario Corti]]) *Ricordo una volta, da piccolo, Enrico Berlinguer. Un giornalista gli chiese: «Lei è comunista ma che dice dell'isola di proprietà della sua famiglia?» Berlinguer disse: «Non rispondo a domande cretine». ([[Claudio Amendola]]) *Se ai tempi di Enrico Berlinguer ci fossero stati i [[Social network|social]] e lui vi avesse dato ascolto, non avrebbe mai fatto la proposta del [[compromesso storico]]. ([[Sergio Chiamparino]]) *Sì, Berlinguer era timido, chiuso, uno che parlava più con gli occhi che con le parole, e che di parole non ne sprecava una in più del necessario neppure quando andava in televisione e mezza Italia gli puntava lo sguardo addosso. Cocciuto più che appariscente, uno che si muoveva senza fare rumore, uno che ci dava sotto e non mollava la presa. ([[Giampiero Mughini]]) *Un giorno {{NDR|del luglio 1944}}, entrando in federazione {{NDR|del partito comunista romano, in corso Vittorio Emanuele}} e cercando un tavolo libero dove potermi sedere a parlare con alcuni compagni, intravidi a distanza una figura che non conoscevo e che a tutta prima scambiai per quella di una vecchietta. "Chi è quella lì?" chiesi distrattamente. Mi risposero che "quella lì" era il compagno Enrico Berlinguer, un sardo che era stato in galera per aver condotto delle manifestazioni popolari per il pane. Mi avvicinai incuriosito. Enrico sedeva dietro un tavolo completamente sgombro, immobile, il volto serissimo, segnato. Mi guardò senza muovere la testa, come farà poi sempre tutta la vita. Muoveva solo gli occhi, luccicanti, disegnati. Senza dire una parola. Lo guardai anch'io, e la prima impressione che ne ebbi fu di soggezione. Mai avevo visto un volto così intenso e così triste. ([[Maurizio Ferrara]]) *Un progresso vi è senza dubbio nella formazione dei quadri giovanili. Faccio in proposito soltanto il nome del compagno Enrico Berlinguer, che nel rapporto introduttivo ai lavori di questa riunione ha dato prova di una maturità politica che ritengo non sia soltanto dote sua personale ma riflesso della maturità di un movimento in sviluppo. ([[Palmiro Togliatti]]) *{{NDR|Sulla dichiarazione che l'Italia sarebbe dovuta rimanere nel Patto atlantico}} Questa cosa a Enrico gliela farò pagare. ([[Armando Cossutta]]<ref name="pansa">Da un articolo di [[Giampaolo Pansa]], ''[https://www.corriere.it/giampaolo-pansa-ritorno-in-solferino/19_novembre_02/berlinguer-mi-disse-preferisco-nato-varsavia-70e9a472-fd37-11e9-8a58-4dee50fcf96c.shtml?refresh_ce Corriere della Sera]''.</ref>) *Secondo me Berlinguer, insieme a Gozzano, è uno dei più grossi poeti del '900. Lui era un buddista, aveva quella dolcezza indiana, quella calma, una via di mezzo tra Budda e Gozzano, una signorina Felicita di Nuova Delhi. ([[Roberto Benigni]]) ===[[Giorgio Galli]]=== *Il segretario del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. *La mia tesi è che Berlinguer non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Aa. Vv., ''Quando c'era Berlinguer'', a cura di Walter Veltroni, Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-17-07336-3 *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, Torino, 1989. ISBN 8806160548 ==Voci correlate== *[[Bianca Berlinguer]], figlia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Berlinguer, Enrico}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Comunisti in Italia]] [[Categoria:Politici italiani]] 5qkf03ox1bcarw081xtvtftqjplsfx9 1420408 1420289 2026-07-14T06:43:15Z Gaux 18878 /* Giorgio Galli */ wlink ripetuto 1420408 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Enricoberlinguer.jpg|thumb|Enrico Berlinguer]] '''Enrico Berlinguer''' (1922 – 1984), politico italiano. ==Citazioni di Enrico Berlinguer== {{cronologico}} *Nel corso delle conversazioni, come potete immaginare, abbiamo informato ampiamente i compagni sovietici delle reazioni e preoccupazioni che ha suscitato nell'opinione pubblica del nostro paese la sostituzione del compagno [[Nikita Sergeevič Chruščёv|Chruščёv]]. Con grande franchezza abbiamo inoltre esposto ai compagni del Pcus le perplessità e le riserve che il modo in cui i mutamenti sono stati annunciati e presentati ha sollevato nel nostro partito. (da appunti letti ai giornalisti all'aeroporto di Fiumicino, 3 novembre 1964<ref name="Cronologia" />) *Compagni, non sarò né Togliatti né Longo. (durante il XIII congresso del PCI, 13 marzo 1972<ref name="e.berlinguer.biogr">Citato in ''[http://www.nanopress.it/politica/2014/06/11/enrico-berlinguer-cosa-ha-fatto-biografia-pensiero-e-opere-del-leader-del-pci/15757/ Enrico Berlinguer cosa ha fatto? Biografia, pensiero e opere del leader del PCI]'', ''Nanopress.it''.</ref>) *La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di [[sviluppo economico]], di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande «compromesso storico» tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano.<ref>Da ''Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile'', in ''Rinascita'', 9 ottobre 1973; ristampato in ''La «Questione comunista», 1969-75'', a cura di A. Tatò, Roma, 1975, vol. II, pp. 638-9; p. 480.</ref> *Sarebbe del tutto illusorio pensare che, anche se i partiti e le forze di sinistra riuscissero a raggiungere il 51% dei voti e della rappresentanza parlamentare, questo fatto garantirebbe la sopravvivenza e l'opera di un governo che fosse l'espressione di tale 51 per cento. Ecco perché noi parliamo non di una "alternativa di sinistra" ma di una "alternativa democratica", e cioè della prospettiva politica di una collaborazione e di una intesa delle forze popolari d'ispirazione comunista e socialista con le forze popolari di ispirazione cattolica, oltre che con formazioni di altro orientamento democratico. La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande "compromesso storico" tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano. (da alcune riflessioni pubblicate su ''Rinascita'', 12 ottobre 1973<ref name="Cronologia">Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=enricoberlinguer Cronologia di Enrico Berlinguer (giorno per giorno)]'', ''Corriere.it''.</ref>) *Io voglio che l’Italia non esca dal Patto Atlantico «anche» per questo, e non solo perché la nostra uscita sconvolgerebbe l’equilibrio internazionale. Mi sento più sicuro stando di qua, ma vedo che anche di qua ci sono seri tentativi per limitare la nostra autonomia. (da un'intervista a Giampaolo Pansa, 15 giugno 1976<ref name="Pansa">Da un'intervista di [[Giampaolo Pansa]], ''Corriere della Sera'', 15 giugno 1976; riportata in ''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/mi-sento-piu-sicuro-nel-patto-atlantico/ Mi sento più sicuro nel Patto Atlantico]'', ''enricoberlinguer.it''.</ref>) *Nel Pci esiste ed opera la volontà non solo di costruire e di far vivere qui in Italia un partito laico e democratico, come tale non teista, non ateista, non antiteista, ma di volere anche, per diretta conseguenza, uno Stato laico e democratico, anch'esso dunque non teista, non ateista, non antiteista. (da una lettera a al monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, 14 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *L'esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi non soltanto il terreno sul quale l'avversario di classe è costretto a retrocedere, ma è anche il valore storicamente universale sul quale fondare un'originale società socialista. Ecco perché la nostra lotta unitaria (che cerca costantemente l'intesa con altre forze d'ispirazione socialista e cristiana in Italia e in Europa occidentale) è rivolta a realizzare una società nuova – socialista – che garantisca tutte le libertà personali e collettive, civili e religiose, il carattere non ideologico dello Stato, la possibilità dell'esistenza di diversi partiti, il pluralismo della vita sociale, culturale, ideale. (dalla celebrazione per il 60° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, Mosca, 31 ottobre 1977<ref name="Cronologia" />) *Dopo la tragica scomparsa di quest'uomo {{NDR|[[Aldo Moro]]}}, la Dc è divenuta oscillante e preoccupata e, via via, si è dimostrata sempre più irresponsabilmente propensa ad allungare i tempi all'infinito e, intanto, a profittarne. (dall'intervista di Gianfranco Piazzesi, ''Berlinguer: possibile un nuovo colloquio con la Dc'', ''Corriere della sera'', maggio 1979<ref name=sfida />) *{{NDR|L'[[Unione Sovietica]]}} Un regime politico che non garantisce il pieno esercizio delle libertà.<ref name=fallaci>Dall'intervista a [[Oriana Fallaci]], ''Berlinguer: non rompiamo con i sovietici, ma...'', ''Corriere della Sera'', 26 luglio 1980.</ref> *[...] io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare [[anatema|anatemi]], gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v'è troppo fanatismo nel [[mondo]].<ref name=fallaci/><ref>Ora in Oriana Fallaci, ''Intervista con il potere'', BUR, 2010.</ref> *Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno. (dall'intervista a ''Moby Dick''<ref>Mensile della FGCI siciliana.</ref>, giugno 1981<ref name=sfida>Citato in [[Walter Veltroni]], ''La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer'', Baldini & Castoldi, 1994.</ref>) *I [[partito politico|partiti]] di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.<ref name=scalfari>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''Che cos'è la questione morale'', ''la Repubblica'', 28 luglio 1981; riportata in ''[http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=EnriBerlinguer L'intervista di Scalfari a Berlinguer]'', ''Cinquantamila.it''.</ref> *I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali. Per esempio oggi c'è il pericolo che [...] il ''Corriere della sera'' cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine.<ref name=scalfari/> *Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.<ref name=scalfari/> *Ciò che è avvenuto in Polonia ci induce a considerare che effettivamente la capacità propulsiva di rinnovamento delle società che si sono create nell'Est europeo è venuta esaurendosi. Parlo di una spinta propulsiva che si è manifestata per lunghi periodi e che ha la sua data d'inizio nella Rivoluzione socialista dell'Ottobre. Oggi siamo giunti a un punto in cui quella fase si chiude. Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto Marx e alcune delle lezioni di Lenin conservino una loro validità; e che d'altra parte vi sia tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti e debbono essere abbandonati e del resto sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, centrata su un tema che non era centrale in Lenin. Il tema su cui noi ci concentriamo è quello dei modi e delle forme della costruzione socialista in società economicamente sviluppate e con tradizioni democratiche, quali sono le società dell'occidente europeo. È chiaro che l'esplorazione di vie verso il socialismo, in questa parte dell'Europa e del mondo, richiede soluzioni del tutto originali rispetto a quelle che si sono attuate nell'Unione Sovietica e che si sono via via attuate negli altri paesi dell'est, sia europeo, sia asiatico. Da questo punto di vista, noi consideriamo l'esperienza storica del movimento socialista nelle due fasi fondamentali: quella socialdemocratica e quella dei paesi dove il socialismo è stato avviato sotto la direzione di partiti comunisti nell'est europeo. Ognuna di queste esperienze ha dato i suoi frutti all'avanzata del movimento operaio, ma entrambe vanno superate criticamente con nuove formule, con nuove soluzioni, cioè con quella che noi chiamiamo la terza via, la terza via appunto rispetto alle vie tradizionali della socialdemocrazia e rispetto ai modelli dell'Est europeo. Si tratta di una ricerca nella quale vediamo impegnati non solo alcuni partiti comunisti, ma anche alcune delle socialdemocrazie, o almeno alcuni settori delle socialdemocrazie, dove questo stesso tema viene discusso e approfondito. (da una dichiarazione rilasciata al programma televisivo ''Tribuna politica'', 15 dicembre 1981<ref name="Cronologia" /><ref name="l'Unità, Maggio 1989" />) *Io penso che le parole che soprattutto in questi ultimi tempi il papa [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]] ha pronunciato in modo chiaro per condannare la corsa agli armamenti e, in particolare, la corsa verso nuove armi atomiche, siano delle parole giusto che dànno ascolto ed espressione alla volontà di milioni e milioni di credenti che hanno manifestato insieme con noi, o in altre forme autonome, nel corso di questi ultimi mesi, in Italia e negli altri [Paesi] europei. Valuto soprattutto in modo positivo la più recente iniziativa presa dal papa, che non è più soltanto un appello alla pace. Il papa, come è noto, ha inviato suoi rappresentanti, scelti fra i membri della Pontificia Accademia delle Scienze per illustrare ai rappresentanti delle massime potenze -Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia, Inghilterra- uno studio compiuto dalla stessa accademia sulle conseguenze di un conflitto atomico, affinché tutti ricavino, da questo studio e ''dai terribili disastri addirittura di proporzione catastrofiche che ne deriverebbero'', le dovute conseguenze. Non soltanto occorre subito arrestare ogni passo nuovo verso la corsa agli armamenti, ma lavorare per la messa al bando delle armi atomiche. Questa è anche la nostra posizione e la posizione di numerosi Stati.<ref name="l'Unità, Maggio 1989">Trascrizione della tribuna politica trasmessa il 15 Dicembre 1981 su Raiuno, domanda di Peter Nichols. In Antonio Tatò, ''Berlinguer, attualità e futuro. Una scelta di scritti di E. Berlinguer nel 5° anniversario della scomparsa.'', supplemento al quotidiano ''L'Unità'', 29 Maggio 1989, pag. 88</ref> *La cosa che mi preoccupa in [[Bettino Craxi|Craxi]] è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al [[potere]] per il potere. (dall'intervista a Chiara Valentini, ''Panorama'', maggio 1983<ref name=sfida />) *[[Umberto Terracini]] è stato un grande compagno e un grande italiano che ha reso illustre un largo tratto della storia e del nostro partito e del nostro Paese.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,1404_02_1983_0331_0008_20207676/ Terracini commemorato da Saragat e Berlinguer]'', ''La Stampa'', 7 dicembre 1983</ref> ===Senza data=== *Come vedi, fare il [[filosofo]] giova poco, e conviene meglio darsi all'[[ippica]]. Eppure, certe cose le possono sapere soltanto i filosofi.<ref>Da una lettera a zia Carmelia, in ''Quando c'era Berlinguer'', [https://books.google.it/books?id=Mrd2AwAAQBAJ&pg=PT186 p. 186].</ref> *Il [[comunismo]] è la trasformazione secondo giustizia della società. (da ''Tribuna politica'', 7 febbraio 1980) *Il rispetto delle<ref>"della" – ''sic'' – nel testo originale.</ref> alleanze non significa che l'[[Italia]] debba tenere il capo chino.<ref>Da ''Discorsi parlamentari, 1968-1984'', a cura di Maria Luisa Righi, Camera dei deputati, 2001.</ref> *Mandiamo da questo congresso il saluto più fraterno e di operante solidarietà dei comunisti italiani agli eroici combattenti del Vietnam e della Cambogia.<ref>Da ''14esimo congresso del Partito comunista italiano: atti e risoluzioni'', Editori Riuniti, 1975.</ref> *La questione morale esiste da tempo. Ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.<ref name="baef" /> *Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto [[Karl Marx|Marx]] e alcune delle lezioni di [[Lenin]] conservino una loro vitalità, e che vi sia poi, d'altra parte, tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti, che debbono essere abbandonati e che, del resto, sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, che si concentra su un tema che non era il tema centrale dell'opera di Lenin.<ref name="baef">Da ''Berlinguer. Attualità e futuro'', a cura di Antonio Tatò, supplemento a ''l'Unità'', n. 136, 11 giugno 1989.</ref> *Una società più [[Austerità|austera]] può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.<ref>Da ''Austerità, occasione per trasformare l'Italia'', Roma, 1977, p. 13; citato in Ginsborg 1989, p. 481.</ref> *Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.<ref>Citato in ''[http://web.archive.org/web/20130203025909/http://www.unita.it/la-striscia-rossa/se-i-giovani-si-organizzano-si-impadroniscono-di-ogni-ramo-del-sapere-e-lottano-con-i-lavoratori-e-gli-oppressi-non-c-146-egrave-scampo-per-un-vecchio-ordine-fondato-sul-privilegio-e-sull-146-ingiustizia-1.60801 La striscia rossa]'', ''Unità.it'', 22 luglio 2010.</ref> *"[[:w:it:Si vis pacem, para bellum|Se vuoi la pace, prepara la guerra]]", dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: "Se vuoi la pace, prepara la pace".<ref>''[https://www.enricoberlinguer.it/enrico/le-idee/l%E2%80%99impegno-per-la-pace/?doing_wp_cron=1665591834.4969520568847656250000 L'Impegno per la Pace]'', ''enricoberlinguer.it''</ref> *Sul sole dell'avvenire oggi discutono più gli scienziati che i comunisti.<ref>Dall'intervista di [[Ferdinando Adornato]] a Enrico Berlinguer, pubblicata come ''La consapevolezza del futuro'', Aliberti, p. 53.</ref> ==Citazioni su Enrico Berlinguer== [[File:Sandro Pertini funerale Berlinguer.jpg|thumb|[[Sandro Pertini]] rende omaggio alla salma di Enrico Berlinguer]] *Accanto alla falce e al martello, Berlinguer ha molti altri strumenti di lavoro, con una carica di realismo che mi sembra notevole. ([[Giulio Andreotti]]) *Andai a parlargli alle Botteghe Oscure dopo la [[primavera di Praga]]. Era una delle prime volte che il Corriere dava spazio a un leader del Pci. Stavo al Raphael, l'hotel di Craxi. Berlinguer volle riaccompagnarmi sulla sua 500. Guidò lui. Era molto diverso da Togliatti. ([[Enzo Bettiza]]) *Berlinguer era una persona onesta, ma questo non basta per esser comunisti. ([[Marco Rizzo]]) *Berlinguer lavora con grande impegno, non attacca la costituzione borghese, neppure il potere della borghesia, non parla affatto della necessità di rovesciare questo potere e i suoi apparati, né di liquidare l'esercito repressivo italiano, ma al contrario sottoscrive dichiarazioni con i partiti della reazione al fine di rafforzare l'esercito, di mantenere le basi americane, di ampliare le competenze e di accrescere i fondi della polizia, di modo che questa abbia, in contrasto con la legge, il diritto di controllare tutto ciò che ritiene sospetto, persino di intercettare le conversazioni telefoniche e censurare la corrispondenza privata. ([[Enver Hoxha]]) *Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell'austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli. ([[Michele Serra]]) *Con il portoghese [[Álvaro Cunhal|Cunhal]]<ref>Álvaro Cunhal fu segretario del Partito Comunista Portoghese dal 1961 al 1991.</ref> e il francese [[Georges Marchais|Marchais]]<ref>Georges Marchais fu segretario del Partito Comunista Francese dal 1972 al 1994.</ref> è un vescovo della Chiesa rossa, che ha il suo Sommo Pontefice a [[Mosca]]. ([[Franz Josef Strauß]]) *Dell'uomo di partito che ha consacrato tutto il suo vivere e il suo immaginare al partito, Enrico Berlinguer portava le stimmate. Ogni cosa in lui era politica e destinata alla politica; ad esempio la volta che da segretario della Fgci<ref>[[w:Federazione Giovanile Comunista Italiana|Federazione Giovanile Comunista Italiana]].</ref> raccomandò ai giovani italiani di prendere a modello [[Maria Goretti]], quella che aveva difeso la sua verginità a prezzo della vita, ed era un modo per dire ai cattolici che i loro valori coincidevano con quelli dei comunisti. ([[Giampiero Mughini]]) *È chiaro che non favoriremo la presenza dei comunisti al governo, ma detto questo è ridicolo accettare di parlare con [[Leonid Il'ič Brežnev|Breznev]] e rifiutare ogni contatto con Berlinguer. ([[Zbigniew Brzezinski]]) *È uno dei pochi politici che mantiene la parola data. ([[Enzo Biagi]]) *Era capace di non pronunciare una sola parola per ore: io fui l'unico cui confidò che l'incidente stradale del '73 in Bulgaria era un attentato. ([[Emanuele Macaluso]]) *Fu Ignazio Pirastu, al tempo responsabile della Commissione Sport del Pci, a farci arrivare l'inattesa notizia: per Berlinguer dovevamo andare in Cile. E voleva lo sapessimo. Per il segretario del Pci non sarebbe stato giusto che la Coppa finisse nelle mani del Cile del regime-Pinochet piuttosto che nelle nostre. Da lì in poi la strada verso la partenza si fece in discesa. Fu come un liberatutti. Il governo Andreotti disse che lasciava libero il Coni di decidere, quest'ultimo lasciò libera la Federazione e di fatto ci ritrovammo a Santiago, liberi di vincere. Grazie a Berlinguer. ([[Adriano Panatta]]) *grazie Enrico, ti ricorderemo sempre come un grande uomo onesto, un vero onorevole di Stato, da cui tante persone dovrebbero prendere esempio. Grazie ancora, Enrico Berlinguer. ([[Davide Tripiedi]]) *Ho letto il discorso di [[Alessandro Natta|Natta]]. Non è stato un concentrato di elaborazione teorica, ma un complesso di luoghi comuni, detti bene da un alunno della "Normale". Non ci ho trovato un concetto che fosse uno. Il discorso si è retto semplicemente sull'ipotizzare una strategia del Pci finalizzata all'occupazione del potere. Se devo dire la mia, Berlinguer è morto oggi per il Pci, non a giugno. ([[Ciriaco de Mita]]) *Il pensiero di Enrico Berlinguer è oggi più che mai attuale: la questione morale è una grande questione politica, indispensabile per trasformare la società italiana. ([[Oliviero Diliberto]]) *La sua forza non è fisica: è nell'intensità del personaggio. L'aspetto angosciato, gli occhi tristi e la fronte segnata da rughe lo fanno sembrare sempre sofferente o sovraffaticato. Lesse la sua relazione con intelligenza ma senza retorica, come se volesse comunicarne il contenuto in modo da celare la qualità, spesso eccellente, della prosa con cui era espresso, piuttosto che servirsene per suscitare emozioni. Sapeva che da quel congresso sarebbe uscito segretario del partito, successore di Gramsci e di Togliatti; ma mentre lasciava il podio, così esile, curvo, come schiacciato da un invisibile fardello, sembrava che cercasse di allontanarsi il più in fretta possibile dagli applausi e gli evviva per rifugiarsi in qualche posto dove soffrire in silenzio. ([[Peter Nichols]]) *[[Alessandro Natta|Natta]] è sempre stato, e continua a essere, un freddo professore universitario, privo della carica di umanità che ha sempre caratterizzato Berlinguer. ([[Sandro Pertini]]) *Per i falchi del Pci, Berlinguer era ormai un personaggio scomodo e pericoloso, specie da quando aveva cominciato ad allentare gli ormeggi che lo legavano a Mosca. Gli era perfino scappato di dire (a [[Giampaolo Pansa|Pansa]]) che voleva per l'Italia un regime comunista, ma sotto l'ombrello della Nato che la tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico: la più grave e blasfema di tutte le eresie in cui un capo comunista possa incorrere. ([[Indro Montanelli]]) *Perché dopo una tradizione di personalità ''flamboyantes''<ref>Fiammeggianti.</ref>, è popolare un uomo dal volto pallido e così triste come Berlinguer? ([[Alberto Ronchey]]) *''Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.'' ([[Giorgio Gaber]]) *Quando diventai segretario del Pci ci fu una lunga disputa su chi fosse il più degno erede di Berlinguer. Ma adesso anche Berlinguer è diventato un ingombro. ([[Alessandro Natta]]) *{{NDR|Su Enrico Berlinguer e la successione alla carica di segretario del Pci di Alessandro Natta}} Questo leader della sinistra italiana, sia pure con contraddizioni, pause, aveva in fondo la suggestione di creare un salto di qualità nella politica. Natta no. ([[Ciriaco de Mita]]) *Richiesto da un giornalista se a suo avviso la stampa italiana dedichi uno spazio sufficiente ai fatti di repressione che accadono nei paesi dell'Est, il signor Enrico Berlinguer ha bensì ammesso che «si potrebbe fare di più», ma solo nel senso di «approfondire le ragioni storiche che hanno portato i socialisti in via di sperimentazione nei paesi dell'Est europeo a limitazioni nel campo della libertà». Non è molto se si tien conto che poco prima il Segretario generale del PCI aveva affermato, giustamente, essere il [[Cile]] «un paese fondato sulla dittatura, sull'oppressione e sulla tortura». ([[Mario Corti]]) *Ricordo una volta, da piccolo, Enrico Berlinguer. Un giornalista gli chiese: «Lei è comunista ma che dice dell'isola di proprietà della sua famiglia?» Berlinguer disse: «Non rispondo a domande cretine». ([[Claudio Amendola]]) *Se ai tempi di Enrico Berlinguer ci fossero stati i [[Social network|social]] e lui vi avesse dato ascolto, non avrebbe mai fatto la proposta del [[compromesso storico]]. ([[Sergio Chiamparino]]) *Sì, Berlinguer era timido, chiuso, uno che parlava più con gli occhi che con le parole, e che di parole non ne sprecava una in più del necessario neppure quando andava in televisione e mezza Italia gli puntava lo sguardo addosso. Cocciuto più che appariscente, uno che si muoveva senza fare rumore, uno che ci dava sotto e non mollava la presa. ([[Giampiero Mughini]]) *Un giorno {{NDR|del luglio 1944}}, entrando in federazione {{NDR|del partito comunista romano, in corso Vittorio Emanuele}} e cercando un tavolo libero dove potermi sedere a parlare con alcuni compagni, intravidi a distanza una figura che non conoscevo e che a tutta prima scambiai per quella di una vecchietta. "Chi è quella lì?" chiesi distrattamente. Mi risposero che "quella lì" era il compagno Enrico Berlinguer, un sardo che era stato in galera per aver condotto delle manifestazioni popolari per il pane. Mi avvicinai incuriosito. Enrico sedeva dietro un tavolo completamente sgombro, immobile, il volto serissimo, segnato. Mi guardò senza muovere la testa, come farà poi sempre tutta la vita. Muoveva solo gli occhi, luccicanti, disegnati. Senza dire una parola. Lo guardai anch'io, e la prima impressione che ne ebbi fu di soggezione. Mai avevo visto un volto così intenso e così triste. ([[Maurizio Ferrara]]) *Un progresso vi è senza dubbio nella formazione dei quadri giovanili. Faccio in proposito soltanto il nome del compagno Enrico Berlinguer, che nel rapporto introduttivo ai lavori di questa riunione ha dato prova di una maturità politica che ritengo non sia soltanto dote sua personale ma riflesso della maturità di un movimento in sviluppo. ([[Palmiro Togliatti]]) *{{NDR|Sulla dichiarazione che l'Italia sarebbe dovuta rimanere nel Patto atlantico}} Questa cosa a Enrico gliela farò pagare. ([[Armando Cossutta]]<ref name="pansa">Da un articolo di [[Giampaolo Pansa]], ''[https://www.corriere.it/giampaolo-pansa-ritorno-in-solferino/19_novembre_02/berlinguer-mi-disse-preferisco-nato-varsavia-70e9a472-fd37-11e9-8a58-4dee50fcf96c.shtml?refresh_ce Corriere della Sera]''.</ref>) *Secondo me Berlinguer, insieme a Gozzano, è uno dei più grossi poeti del '900. Lui era un buddista, aveva quella dolcezza indiana, quella calma, una via di mezzo tra Budda e Gozzano, una signorina Felicita di Nuova Delhi. ([[Roberto Benigni]]) ===[[Giorgio Galli]]=== *Il segretario del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. *La mia tesi è che Berlinguer non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del Pci e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Aa. Vv., ''Quando c'era Berlinguer'', a cura di Walter Veltroni, Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-17-07336-3 *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, Torino, 1989. ISBN 8806160548 ==Voci correlate== *[[Bianca Berlinguer]], figlia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Berlinguer, Enrico}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Comunisti in Italia]] [[Categoria:Politici italiani]] ou0jvz8pa2emgjazx1pzrm3isxrp6rg Luigi Longo 0 6136 1420293 1222263 2026-07-13T13:49:34Z Gaux 18878 Giorgio Galli: citazioni su 1420293 wikitext text/x-wiki [[File:Luigi Longo 1979.jpg|miniatura|Luigi Longo nel 1979]] '''Luigi Longo''' (1900 – 1980), politico italiano ==Citazioni di Luigi Longo== *[...] la guerra partigiana avrebbe dovuto avere la sua conclusione e il suo sbocco logico in una insurrezione generale armata che precedesse l'arrivo degli alleati, si svolgesse in concomitanza di una offensiva decisiva e sbaragliasse il fronte della ritirata nemica. Dopo [[Quattro giornate di Napoli|Napoli]], la parola d'ordine dell'insurrezione finale acquistò un senso e un valore, e fu allora la direttiva di marcia per la parte più audace della [[resistenza italiana]].<ref>Da ''Un popolo alla macchia'', citato in Roberto Roggero, ''Oneri e onori: {{small|le verità militari e politiche della guerra di liberazione}}'', Greco & Greco, Milano, 2006, [https://books.google.it/books?id=BIVzVZoh8moC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA377&dq=&pg=PA377#v=onepage&q&f=false p. 377]. ISBN 88-7980-417-0</ref> *{{NDR|Di [[Lenin]]}} Mi impressionò non solo il ragionamento serrato, limpido, ma la vivacità, la passione con cui esponeva il proprio pensiero, come fosse bruciato da un fuoco interiore.<ref>Da ''Tra reazione e rivoluzione'', Edizioni del Calendario, 1972.</ref> * Penso che [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] abbia capito la [[Resistenza italiana|Resistenza]] solo quando fucilammo Mussolini a Dongo.<ref>Citato in [[Giuliano Ferrara]], ''Le ombre del 25 aprile'', ''Il Foglio Quotidiano'', 24 aprile 2022. p. 1.</ref> *{{NDR|Sui comizi}} Ripeto sempre ai compagni: siate chiari, altrimenti gli operai e i contadini non vi capiscono.<ref name=Ricordo>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,1448_02_1980_0263_0003_20509583/ È stato al timone del pci nei momenti difficili]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 1980.</ref> *Sono un contadino, lento nel fare le cose, nello scrivere un articolo o preparare un comizio.<ref name=Ricordo/> ==Citazioni su Luigi Longo== *Longo fu il gestore di una eredità<ref>Nel 1964 Longo divenne segretario del Partito Comunista dopo la morte di Togliatti.</ref> piuttosto che il realizzatore di un nuovo stile di direzione. ([[Giorgio Galli]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Longo, Luigi}} [[Categoria:Politici italiani]] d1rge2vr58uf7dm3mq386aldeb0300o I pompieri 0 6433 1420318 1399305 2026-07-13T17:59:32Z ~2026-39428-55 107771 /* */ 1420318 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=I pompieri |titoloalfabetico= Pompieri, I |genere=comico |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore=[[Franco Marotta]], Neri Parenti |attori= *[[Paolo Villaggio]]: Paolo Casalotti *[[Lino Banfi]]: Nicola Ruoppolo *[[Massimo Boldi]]: Max Pirovano *[[Christian De Sica]]: Alberto Spina *[[Andrea Roncato]]: Armando Bigotti *[[Ricky Tognazzi]]: Daniele Traversi *[[Gigi Sammarchi]]: Comandante Pacini *[[Paola Onofri]]: Cristina *[[Claudio Boldi]]: Cameraman *[[Moana Pozzi]]: Moglie di Nicola Ruoppolo *[[Ennio Antonelli]]: Signor Gentilini |note= }} '''''I pompieri''''', film italiano del 1985 con [[Paolo Villaggio]] e [[Lino Banfi]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Senti sai che ti dico: oggi non mangio, me faccio morire de fame! ('''Spina''') '''[al telefono con la madre]''' *Ma porco Giuda! In trenta secondi pronti per partire! ('''Bigotti''') *Ah "Little Tony", che sei nuovo te? ('''Spina''') *Sono vittima di un penossissimo equivoco. Mi sto giocando causa questo errore pompieristico tutte le ferie estive con mia moglie. ('''Casalotti''') *Scusa..... "Bobby Solo", quelli della 17? ('''Traversi''') *Ruoppolo, dattelo nei maroni quel gancio {{NDR|dell'autogru}}... ('''Bigotti''') *Non si preoccupi farò di loro dei veri uomini, uomini duri signor comandante... {{NDR|poi guardandoli}} Be' insomma, si fa quel che si può ecco... ('''Bigotti''') *Pronto Letizia? Sono Bigotti... Armando, il tuo batuffolino, Puffolo! Ma come non ti ricordi? Dai! Sarebbe la prima volta che vado con una donna senza lasciare il segno! Otto mesi fa, al luna park, si! Che c'abbiamo dato che tu tutta la notte hai benedetto di essere donna! Sì, bella maialona che... ti... ricordi... ...E anche questa che era l'ultima, ce la siamo giocata! ('''Bigotti''') *Comunque sinceramente se ci fosse stato Steve Mcqueen qua un'aspirata.. ce l'avrebbe data. ('''Ruoppolo''') *Ragazzi, il primo che si lascia scappare una parola con Ruoppolo, fa i conti con me... chiaro? ('''Bigotti''') {{NDR|dopo che la squadra 17 ha scoperto il tradimento della moglie di Ruoppolo}} *Sua moglie è una busona... e Ruoppolo non lo sa! ('''Bigotti''') {{NDR|nel sonno}} *Quello lì ha detto prima "Puttena, busona, troiezza... Ruoppolo non lo sa". ('''Ruoppolo''') {{NDR|alludendo a Bigotti}} *Senti 'n pò, ma se ti dicessero "Se non lo fai, muori", devi dare un bacio in bocca con la lingua a José Luis Moreno o a Daniele Piombi...tu, onestamente, chi sceglieresti? Ahò... io, messo alle strette, Daniele Piombi ('''Spina'''){{NDR|a Bigotti}} *Ma sì, ma che me ne frega, che me la sto prendendo tanto, a me? Ma quello che non mi piace è il sistema che hanno: "È meglio che se ne va, signor Ruoppolo, prima che combina altri casini!". Che non è manco finito il mio periodo di aggiornamento qua. Non si fa questo a uno che c'ha dato il mazzo per vent'anni qua dentro! La cosa che mi fa più incazzare a me è che non ci è mai capitata l'occasione giusta, se no ci dimostravamo a tutti chi siamo noi! ('''Ruoppolo''') *Io non me la sento di tenere questo segreto con voi, siete troppo amici: chi mantiene questi segreti, è uno stronzo! {{NDR|si sfila il parrucchino dalla testa dinanzi ai compagni in silenzio}} Perché volevo ringiovanire e... Allora lo sapevate già...e allora sono doppiamente stronzo! Ciao. ('''Ruoppolo''') *Quattro spaghetti uno diverso dall'altro: una parmigiano senza burro, una burro senza parmigiano, una pomodoro e basilico senza burro e senza parmigiano e una..... falla come la vuoi tu. ('''Ruoppolo''')'''[vestito da cameriere]''' *Senti piccina, ma l'idea di una cura dimagrante non ti ha mai sfiorata? ('''Casalotti''') {{NDR|portando sulle sue spalle una donna particolarmente corpulenta}} *La squadra che ho l'onore di premiare oggi, si è particolarmente distinta in un'azione ora, e messo in luce sprezzo del pericolo; la particolare efficienza e la precisa conoscenza dei mezzi delle tecniche, fanno del nostro corpo, uno dei più progrediti del mondo! ('''Comandante Pacini''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Comandante Pacini''': Senta Mattoli... <br/> '''Mattoli''': Signor sì. <br/> '''Comandante Pacini''': Qui la situazione è tutto sotto controllo, io torno al comando con l'elicottero, quando arrivano quei lavativi dell'autopompa 17, li voglio immediatamente a rapporto da me, chiaro? <br/> '''Mattoli''': Signor sì, comandante. *'''Ruoppolo''': Sono con la squadra 17. <br/>'''Mattoli''': La 17 è a rapporto dal comandante. <br/> '''Ruoppolo''': Ah! <br/>'''Mattoli''': Taci e rump no i ball! <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/>'''Mattoli''': Non rompere i maroni. <br/> '''Ruoppolo''': Come? <br/>'''Mattoli''': Non rompere i coglioni! <br/> '''Ruoppolo''': Ah! Ben gentile! Grazie, thank you very much! *'''Bigotti''': Primo, da domani sono sospesi tutti i permessi fino a nuovo ordine; secondo, la squadra uscirà per nuovi interventi con squadre miste; e terzo... <br/> '''Spina''': Ce la prendiamo tutti in quel posto! <br/> '''Bigotti''': Esatto! <br/> '''Casalotti''': Anche io? Mi scusi... <br/> '''Bigotti''': Se ci tieni... *'''Casalotti''': Ruoti! Ruoti! <br/> '''Ruoppolo''': Ruoppolo! *'''Spina''': Ruoppolo! Lo ''ammezzo'', ''ammezzo'' e nun rompere er ''chezzo''. *'''Vigile del fuoco''': dovete completare l'esercitazione in 1400 secondi. <br /> '''Bigotti''': ah 'ca miseria.. e quanti minuti sono?... ehm.. eh... '''[rivolto a Traversi]''' e quanti sono? <br /> '''Traversi''': Non lo so <br /> '''Bigotti''': esatto!! *'''Max Pirovano''': La CineMax e Tom Pirovano presentano un incendio in diretta di bibliche proporzioni, "Lui", il Comandante Pacini nel ruolo del Comandante Pacini... La Squadra 17 nel ruolo della Squadra 17... <br/> '''Tom Pirovano''': E io che parte faccio? <br/> '''Max Pirovano''': Tu fai la bestia! *'''Casalotti''': Abbiamo vinto? <br /> '''Ruoppolo''': La mucca Carolina, abbiamo vinto! <br /> '''Comandante Pacini''': Ma bene, bravi, mi congratulo per la bella figura di merda! Caposquadra Bigotti, se non sbaglio dieci incontri tutti vinti per KO, eh? <br /> '''Bigotti''': No no, io ho detto 10 incontri KO: persi. Altrimenti poi facevo il pugile, mica il pompiere...<br /> '''Comandante Pacini''': Comunque da domani licenze annullate e doppi turni per tutti, contenti? <br /> '''Bigotti''': Sì esatto, grazie. *'''Sig. Gentilini''': Vai a prendere altre tovaglie e ''don't break my ball!'' <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/> '''Sig. Gentilini''': Nun me rompe li cojoni! <br/> '''Ruoppolo''': Ho ''afferreto'' benissimo! *'''Intervistatore''': Comandante, è vero che un intera squadra risulta dispersa nell'incendio? <br/> '''Comandante Pacini''': Non disperiamo... Era una squadra migliore, uomini che hanno sempre voluto sacrificarsi per il loro dovere..., Armando Bigotti..., Daniele Traversi..., Alberto Spina..., e Paolo... Casalotti... ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{I pompieri}} [[Categoria:Film comici]] h6501fcpildlqprrfark4h73bhplk71 1420326 1420318 2026-07-13T18:54:28Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-39428-55|~2026-39428-55]] ([[User talk:~2026-39428-55|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Giulio tegaz|Giulio tegaz]] 1399305 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=I pompieri |titoloalfabetico= Pompieri, I |genere=comico |regista=[[Neri Parenti]] |sceneggiatore=[[Franco Marotta]], Neri Parenti |attori= *[[Paolo Villaggio]]: Paolo Casalotti *[[Lino Banfi]]: Nicola Ruoppolo *[[Massimo Boldi]]: Max Pirovano *[[Christian De Sica]]: Alberto Spina *[[Andrea Roncato]]: Armando Bigotti *[[Ricky Tognazzi]]: Daniele Traversi *[[Gigi Sammarchi]]: Comandante Pacini *[[Paola Onofri]]: Cristina *[[Claudio Boldi]]: Cameraman *[[Moana Pozzi]]: Moglie di Nicola Ruoppolo *[[Ennio Antonelli]]: Signor Gentilini |note= }} '''''I pompieri''''', film italiano del 1985 con [[Paolo Villaggio]] e [[Lino Banfi]], regia di [[Neri Parenti]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Senti sai che ti dico: oggi non mangio, me faccio morire de fame! ('''Spina''') '''[al telefono con la madre]''' *Ma porco Giuda! In trenta secondi pronti per partire! ('''Bigotti''') *Ah "Little Tony", che sei nuovo te? ('''Spina''') *Sono vittima di un penossissimo equivoco. Mi sto giocando causa questo errore pompieristico tutte le ferie estive con mia moglie. ('''Casalotti''') *Scusa..... "Bobby Solo", quelli della 17? ('''Traversi''') *Ruoppolo, dattelo nei maroni quel gancio {{NDR|dell'autogru}}... ('''Bigotti''') *Non si preoccupi farò di loro dei veri uomini, uomini duri signor comandante... {{NDR|poi guardandoli}} Be' insomma, si fa quel che si può ecco... ('''Bigotti''') *Pronto Letizia? Sono Bigotti... Armando, il tuo batuffolino, Puffolo! Ma come non ti ricordi? Dai! Sarebbe la prima volta che vado con una donna senza lasciare il segno! Otto mesi fa, al luna park, si! Che c'abbiamo dato che tu tutta la notte hai benedetto di essere donna! Sì, bella maialona che... ti... ricordi... ...E anche questa che era l'ultima, ce la siamo giocata! ('''Bigotti''') *Comunque sinceramente se ci fosse stato Steve Mcqueen qua un'aspirata.. ce l'avrebbe data. ('''Ruoppolo''') *Ragazzi, il primo che si lascia scappare una parola con Ruoppolo, fa i conti con me... chiaro? ('''Bigotti''') {{NDR|dopo che la squadra 17 ha scoperto il tradimento della moglie di Ruoppolo}} *Sua moglie è una busona... e Ruoppolo non lo sa! ('''Bigotti''') {{NDR|nel sonno}} *Quello lì ha detto prima "Puttena, busona, troiezza... Ruoppolo non lo sa". ('''Ruoppolo''') {{NDR|alludendo a Bigotti}} *Senti 'n pò, ma se ti dicessero "Se non lo fai, muori", devi dare un bacio in bocca con la lingua a José Luis Moreno o a Daniele Piombi...tu, onestamente, chi sceglieresti? Ahò... io, messo alle strette, Daniele Piombi ('''Spina'''){{NDR|a Bigotti}} *Ma sì, ma che me ne frega, che me la sto prendendo tanto, a me? Ma quello che non mi piace è il sistema che hanno: "È meglio che se ne va, signor Ruoppolo, prima che combina altri casini!". Che non è manco finito il mio periodo di aggiornamento qua. Non si fa questo a uno che c'ha dato il mazzo per vent'anni qua dentro! La cosa che mi fa più incazzare a me è che non ci è mai capitata l'occasione giusta, se no ci dimostravamo a tutti chi siamo noi! ('''Ruoppolo''') *Io non me la sento di tenere questo segreto con voi, siete troppo amici: chi mantiene questi segreti, è uno stronzo! {{NDR|si sfila il parrucchino dalla testa dinanzi ai compagni in silenzio}} Perché volevo ringiovanire e... Allora lo sapevate già...e allora sono doppiamente stronzo! Ciao. ('''Ruoppolo''') *Quattro spaghetti uno diverso dall'altro: una parmigiano senza burro, una burro senza parmigiano, una pomodoro e basilico senza burro e senza parmigiano e una..... falla come la vuoi tu. ('''Ruoppolo''')'''[vestito da cameriere]''' *Senti piccina, ma l'idea di una cura dimagrante non ti ha mai sfiorata? ('''Casalotti''') {{NDR|portando sulle sue spalle una donna particolarmente corpulenta}} *La squadra che ho l'onore di premiare oggi, si è particolarmente distinta in un'azione ora, e messo in luce sprezzo del pericolo; la particolare efficienza e la precisa conoscenza dei mezzi delle tecniche, fanno del nostro corpo, uno dei più progrediti del mondo! ('''Comandante Pacini''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Comandante Pacini''': Senta Mattoli... <br/> '''Mattoli''': Signor sì. <br/> '''Comandante Pacini''': Qui la situazione è tutto sotto controllo, io torno al comando con l'elicottero, quando arrivano quei lavativi dell'autopompa 17, li voglio immediatamente a rapporto da me, chiaro? <br/> '''Mattoli''': Signor sì, comandante. *'''Ruoppolo''': Sono con la squadra 17. <br/>'''Mattoli''': La 17 è a rapporto dal comandante. <br/> '''Ruoppolo''': Ah! <br/>'''Mattoli''': Taci e rump no i ball! <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/>'''Mattoli''': Non rompere i maroni. <br/> '''Ruoppolo''': Come? <br/>'''Mattoli''': Non rompere i coglioni! <br/> '''Ruoppolo''': Ah! Ben gentile! Grazie, thank you very much! *'''Bigotti''': Primo, da domani sono sospesi tutti i permessi fino a nuovo ordine; secondo, la squadra uscirà per nuovi interventi con squadre miste; e terzo... <br/> '''Spina''': Ce la prendiamo tutti in quel posto! <br/> '''Bigotti''': Esatto! <br/> '''Casalotti''': Anche io? Mi scusi... <br/> '''Bigotti''': Se ci tieni... *'''Casalotti''': Ruoti! Ruoti! <br/> '''Ruoppolo''': Ruoppolo! *'''Spina''': Ruoppolo! Lo ''ammezzo'', ''ammezzo'' e nun rompere er ''chezzo''. *'''Vigile del fuoco''': dovete completare l'esercitazione in 1400 secondi. <br /> '''Bigotti''': ah 'ca miseria.. e quanti minuti sono?... ehm.. eh... '''[rivolto a Traversi]''' e quanti sono? <br /> '''Traversi''': Non lo so <br /> '''Bigotti''': esatto!! *'''Max Pirovano''': La CineMax e Tom Pirovano presentano un incendio in diretta di bibliche proporzioni, "Lui", il Comandante Pacini nel ruolo del Comandante Pacini... La Squadra 17 nel ruolo della Squadra 17... <br/> '''Tom Pirovano''': E io che parte faccio? <br/> '''Max Pirovano''': Tu fai la bestia! *'''Casalotti''': Abbiamo vinto? <br /> '''Ruoppolo''': La mucca Carolina, abbiamo vinto! <br /> '''Comandante Pacini''': Ma bene, bravi, mi congratulo per la bella figura di merda! Caposquadra Bigotti, se non sbaglio dieci incontri tutti vinti per KO, eh? <br /> '''Bigotti''': No no, io ho detto 10 incontri KO: persi. Altrimenti poi facevo il pugile, mica il pompiere...<br /> '''Comandante Pacini''': Comunque da domani licenze annullate e doppi turni per tutti, contenti? <br /> '''Bigotti''': Sì esatto, grazie. *'''Sig. Gentilini''': Vai a prendere altre tovaglie e ''don't break my ball!'' <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/> '''Sig. Gentilini''': Nun me rompe li cojoni! <br/> '''Ruoppolo''': Ho ''afferreto'' benissimo! *'''Intervistatore''': Comandante, è vero che un intera squadra risulta dispersa nell'incendio? <br/> '''Comandante Pacini''': Non disperiamo... Era una squadra migliore, uomini che hanno sempre voluto sacrificarsi per il loro dovere..., Armando Bigotti..., Daniele Traversi..., Alberto Spina..., e Paolo... Casalotti... ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{I pompieri}} [[Categoria:Film comici]] maecj3lbh8sxf175nctwzzbsmvqkvc0 Artaserse I di Persia 0 17460 1420428 1420202 2026-07-14T08:29:55Z Spinoziano 2297 wlink, +1, destub 1420428 wikitext text/x-wiki [[File:Artaxerxes I at Naqsh-e Rostam.jpg|thumb|Artaserse I di Persia]] '''Artaserse I Longimano''', in antico persiano '''Artakhšassa''' (V secolo a.C. – 424 a.C.), re persiano della dinastia degli Achemenidi. ==Citazioni di Artaserse I di Persia== *Artaserse, re dei re, al sacerdote [[Esdra]], scriba della legge del Dio del cielo, salute perfetta. Ora: da me è dato questo decreto. Chiunque nel mio regno degli appartenenti al popolo d'Israele, dei sacerdoti e dei leviti ha deciso liberamente di andare a Gerusalemme, può venire con te; infatti da parte del re e dei suoi sette consiglieri tu sei inviato a fare inchiesta in Giudea e a Gerusalemme intorno all'osservanza della legge del tuo Dio, che hai nelle mani, e a portare l'argento e l'oro che il re e i suoi consiglieri inviano come offerta volontaria per devozione al Dio d'Israele che è in Gerusalemme, e tutto l'argento e l'oro che troverai in tutte le province di Babilonia insieme con le offerte volontarie che il popolo e i sacerdoti offriranno per la casa del loro Dio a Gerusalemme. Perciò con questo argento ti prenderai cura di acquistare tori, arieti, agnelli e ciò che occorre per le offerte e libazioni che vi si uniscono e li offrirai sull'altare della casa del vostro Dio che è in Gerusalemme. Quanto al resto dell'argento e dell'oro farete come sembrerà bene a te e ai tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio. (''[[Libro di Esdra]]'') *Io, il re Artaserse, ordino a tutti i tesorieri dell'Oltrefiume: Tutto ciò che Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio del cielo, vi domanderà, dateglielo puntualmente, fino a cento talenti d'argento, cento kor di grano, cento bat di vino, cento bat di olio e sale a volontà. Quanto è secondo la volontà del Dio del cielo sia fatto con precisione per la casa del Dio del cielo, perché non venga l'ira sul regno del re e dei suoi figli. Vi rendiamo poi noto che non è permesso riscuotere tributi e diritti di pedaggio su tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questa casa di Dio. Quanto a te, Esdra, con la sapienza del tuo Dio, che ti è stata data, stabilisci magistrati e giudici, ai quali sia affidata l'amministrazione della giustizia per tutto il popolo dell'Oltrefiume, cioè per quanti conoscono la legge del tuo Dio, e istruisci quelli che non la conoscono. A riguardo di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re, sia fatta prontamente giustizia o con la morte o con il bando o con ammenda in denaro o con il carcere. (''[[Libro di Esdra]]'') ==Citazioni su Artaserse I di Persia== *E giacché siamo nel volerne risapere tutto tragga fuori, e ci mostri le mani e misuriangliele, se per avventura elle fossero come quelle del re Artaserse, cioè d'Assuero marito d'[[Ester (personaggio biblico)|Ester]] soprannominato Longimano, perciocché l'una mano avea più lunga dell'altra; e intendasi perch'egli ad alcuni dà scarsamente e solo quando è bisogno o gli aiuti della grazia, o i beni che chiamiam di fortuna ad altri si abbondantemente che lor sopravanza e traboccano. ([[Daniello Bartoli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Sovrani di Persia]] hniq8q2viqkhsg6qn3s9baxvghkwi2x Taormina 0 19117 1420431 1407112 2026-07-14T11:54:36Z Spinoziano (BEIC) 86405 intestazione, +1 1420431 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Taormina - Jan 2014 - 059.jpg|thumb|Taormina]] Citazioni su '''Taormina''' ==Citazioni== *Infine Taormina, paradiso terrestre su un mare mormorante, isola di profumi e di fiori tra le rocce, luci sul mare, l'Etna rutilante. – No, adesso pensa alla tua patria! Quand'anche qui fosse cento volte più bello, pensa alla tua patria natia, al paese dei corsi d'acqua e dei boschi mormoranti e dalla grazia modestissima e intima. ([[Karel Čapek]]) *Le cisterne di Taormina sono le più belle e le più celebri di tutta la Sicilia, e forse di tutta l'Italia ancora. Ve ne sono esistenti cinque, di cui la più picciola è intatta. Essa è totalmente della struttura medesima della Piscina mirabile di Napoli, è incavata nella rupe ed ha nel suo mezzo una fila di otto pilastri, che la sua covertura sostengono. [...] Lo scopo per il quale siano state a spese eccessive tali opere costruite, sembra essere stato quello di provvedere la naumachia delle necessarie acque. L'idea di edificare una naumachia sopra un ripido ed alpestre monte, e l'acqua per via di smisurate cisterne e lunghi acquidotti recare in un paese che a' suoi piedi il mare Jonio ed un porto a tali esercizj idoneo apprestava, dimostra più che qualunque altra cosa, quanto grande fosse stata la prodigalità de' Romani e de' Greci, quante volte veniva loro in testa di acquistare tutto ciò che a norma del proprio gusto serviva loro di divertimento. Della menzionata naumachia non v'è che un solo muro laterale, che ha 18 archi e 19 nicchie quadrate in mezzo a questi. Quel muro sta nel giardino d'un chiostro; ed il luogo dove si radunava l'acqua è divenuto adesso un giardino d'aranci e limoni; mentre la muraglia stessa che ora è rimasta all'impiedi, e sopra la quale vi erano i sedili per gli spettatori, non è che un terrazzo, il quale per una vigna ed un pometo è destinato. In questa posizione le vedute del castel di Mola e dell'Etna sono belle ed amene oltre qualunque descrizione; ma quali in tutte queste vicinanze non sono tali, e che non sieno cagioni di meritamente accordare a Taormina, come a [[Agrigento|Girgenti]], il nome di Paradiso della Sicilia? ([[Friederich Münter]]) *Non è nient'altro che un paesaggio, ma un paesaggio dove si trova tutto quello che sembra fatto sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e l'immaginazione. ([[Guy de Maupassant]]) *Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori {{NDR|del Teatro antico}}, bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d'epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l'intero, lungo massiccio montuoso dell'[[Etna]]; a sinistra la sponda del mare fino a [[Catania]], anzi a [[Siracusa]]; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *''Sulla via di Taormina | tra uliveti e azzurro pelago | il cammin serpeggia al lito; | scosta Aurora al nevi-candido | [[Etna]] il vel col roseo dito. | Su la via protende il [[mandorlo]] | entro il cocchio i rami in fiore, | scherza al par di lieta driade | da l'amabile rossore. | Sovra il ritmo de l'Oceano, | i suoi miti Grecia invia; | urla immensa, al lido classico | versa il [[Mare|mar]] la melodia, | e sussurra in lingua ionica, | fra il tremor de l'aura etnea, | ondi-fresche, eterno-giovani | rapsodie de l'Odissea.'' ([[Carlo Snoilsky]]) ===[[Enrico Mauceri]]=== *Essa era il luogo di delizia de' ricchissimi patrizi romani che nell'[[Sicilia|Isola]] possedevano immense proprietà, degli alti funzionari dello Stato, di tutti coloro che amavan dimenticare le cure ed i fastidi della vita, e ritemprare lo spirito in un bagno di godimento intellettuale. *Nella strada provinciale, in prossimità del paese, s'incontrano i primi avanzi della [[civiltà romana]] di epoca tarda: qualche rudere di poderosa costruzione civile e lunghe fila di sepolcri disposti come un alveare, e fabbricati con [[Mattone|mattoni]] rossi.<br>E ben possiamo fin d'ora chiamar Taormina la città classica del mattone. I suoi edifici sontuosi, sian teatri, terme, acquedotti, altro non sono che una sapiente composizione di mattoni, messi in opera con maestria somma e murati in modo che han resistito gagliardamente alle ire degli uomini e alle intemperie dei secoli. I Romani, da quei grandi costruttori che erano, compresero la immensa utilità tecnica dell'impiego del mattone nelle fabbriche, e se ne servirono facendo tesoro dell'abbondanza di argilla esistente attorno al paese. *Taormina, così greca come romana, è ancora un mito; nessuno la conosce profondamente, né alcun archeologo finora ne ha scrutato le intime fibre.<br>Noi ignoriamo, quindi, non solo la perimetria vera e precisa della città antica, massime della greca, ma financo l'esatto significato di alcuni suoi monumenti poderosi e mirabili. Nessun dubbio che il vasto [[Teatro antico di Taormina|teatro]], la cosi detta naumachia, gli avanzi degli acquedotti e della necropoli, depongano a favore dell'importanza della città romana, la quale fu forse ancora superiore alla nostra immaginazione; ma come scientificamente stabilirne la topografia? ==Voci correlate== *[[Teatro antico di Taormina]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni della Sicilia]] g5uucvos61ws6o84wg085ty27cix51l Il diavolo veste Prada 0 22182 1420334 1412589 2026-07-13T19:08:02Z Udiki 86035 -overlinking 1420334 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Diavolo veste Prada, Il |titoloitaliano= Il diavolo veste Prada |immagine= The devil wears prada logotipo.jpg |didascalia= |titolooriginale= The Devil Wears Prada |paese = Stati Uniti d'America |anno= 2006 |genere= commedia |regista= [[David Frankel]] |soggetto= [[Lauren Weisberger]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore= [[Aline Brosh McKenna]] |attori= *[[Meryl Streep]]: Miranda Priestly *[[Anne Hathaway]]: Andrea "Andy" Sachs *[[Emily Blunt]]: Emily *[[Stanley Tucci]]: Nigel *[[Adrian Grenier]]: Nate *[[Simon Baker]]: Christian Thompson *[[Gisele Bündchen]]: Serena *[[Tracie Thoms]]: Lily |doppiatoriitaliani= *[[Maria Pia Di Meo]]: Miranda Priestly *[[Connie Bismuto]]: Andrea “Andy” Sachs *[[Francesca Manicone]]: Emily *[[Gabriele Lavia]]: Nigel *[[Francesco Venditti]]: Nate *[[Simone D'Andrea]]: Christian Thompson *[[Alessandra Cassioli]]: Lily |note= }} '''''Il diavolo veste Prada''''', film statunitense del 2006 con [[Meryl Streep]], regia di [[David Frankel]]. ==Frasi== *Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente [[ceruleo]], e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 [[Oscar de la Renta]] ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato [[Yves Saint Laurent]] se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo. [...] E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l'hai pescato nel cesto delle occasioni, tuttavia quell'azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti... in mezzo a una pila di "roba". ('''Miranda''') *Non capisco perché sia tanto difficile confermare un appuntamento. I dettagli sulla tua incompetenza non mi interessano. Di' a Simon che non intendo approvare la scelta della ragazza per il servizio brasiliano, gliel'ho chiesta pulita, atletica, sorridente, me l'hanno mandata sciatta, moscia e con la pancia. Rispondi sì per la festa di [[Michael Kors]], l'autista mi accompagnerà alle nove e mezza e mi riprenderà alle nove e quarantacinque precise, poi chiama Natalie alla Glorious Foods e dille di no, per la quarantesima volta no, non voglio la dacquoise, voglio delle torte col ripieno di composta di rabarbaro. Chiama il mio ex marito e ricordagli la riunione stasera con gli insegnanti alla Dalton, poi chiama mio marito, digli che ci vediamo a cena in quel posto dove sono andata con Massimo. E di' a Richard che ho visto le foto che mi ha mandato per lo speciale sulle donne paracadutiste. Sono tutte senza sapore, senza sesso, si può trovare una donna paracadutista bella e magra? Chiedo la luna, per caso? Non credo. Ah, e poi ho bisogno di vedere tutte le cose che Nigel ha tirato fuori per la seconda prova di copertina con Gwyneth. Chissà se ha già perso qualche chilo. ('''Miranda''') *Io assumo sempre lo stesso tipo di ragazza: alla moda, magra ovviamente... e che venera la rivista, ma capita poi che si rivelino spesso, non lo so, deludenti e... stupide. Perciò con te, con quel curriculum notevole e il grande discorso sulla tua cosiddetta etica del lavoro ho creduto che tu potessi essere diversa, mi sono detta, provaci, corri il rischio, assumi la ragazza sveglia e grassa. Avevo una speranza, mio Dio, io vivo di speranze. Comunque alla fine mi hai deluso più tu di... di tutte le altre ragazze galline. ('''Miranda''') *Andy, siamo seri, non stai facendo il massimo. Tu ti stai lamentando. Che cosa vuoi che ti dica, eh? Vuoi che ti dica: "Poverina, Miranda ti ha preso di mira, poverina, povera Andy"? Mmh? Sveglia, quarantadue! Lei non fa che il suo mestiere. Non lo sai che lavori nel posto che ha pubblicato alcuni tra i più grandi artisti del secolo? [[Halston|Halston]], [[Karl Lagerfeld|Lagerfeld]], [[Oscar de la Renta|de la Renta]]... e quello che hanno fatto, quello che hanno creato, è stato più creativo dell'arte stessa. Perché tu ci ''vivi'' dentro la tua vita. Be', tu no, ovviamente, ma alcune persone sì. Tu credi che questa sia semplicemente una rivista. Questa ''non è'' semplicemente una rivista... questo è un luminoso faro di speranza per... n-non lo so... diciamo un ragazzino che cresce a Rhode Island con sei fratelli che fa finta di andare a calcio mentre invece va a scuola di cucito e legge ''Runway'' sotto le coperte di notte con una torcia! Tu non sai quanti personaggi leggendari siano passati in questi corridoi e, quel che è peggio, non ti interessa; perché tante persone si ammazzerebbero per lavorare qui e invece tu ci onori della tua presenza. E ti chiedi anche perché lei non ti dia un bacio sulla fronte e non ti metta la lode quando le consegni i compiti alla fine della giornata? Svegliati, tesoro. ('''Nigel''') *Scarpe [[Jimmy Choo]], [[Manolo Blahnik]], [[Nancy Gonzalez]] la adoro! Ok [[Narciso Rodriguez]] questo ci piace tanto, ah si! Potrebbe starti, potrebbe. Ok, ora [[Chanel]], hai un disperato bisogno di Chanel. ('''Nigel''') *Fammi sapere quando la tua vita va completamente all'aria, vuol dire che è l'ora della promozione. ('''Nigel''') *È tutto. ('''Miranda''') *Il punto è che dobbiamo seriamente pensare a dove piazzare Donatella perché non parla praticamente più con nessuno. ('''Miranda''') *Oh, non essere ridicola, Andrea! Tutti vogliono questa vita. ''Tutti'' vogliono essere noi. ('''Miranda'''). *{{NDR|Riferito alla proposta di un servizio fotografico in stile floreale}} "Floreale"? Per la primavera? Avanguardia pura. ('''Miranda'''). == Dialoghi == *'''Andrea''': Salve, ho un appuntamento con Emily Charlton.<br />'''Emily''': Andrea Sachs? Stupendo! Alle risorse umane hanno davvero un curioso senso dell'umorismo. *'''Nigel''': Minestra di [[mais]]... Scelta interessante. Lo sai, vero, che la [[cellulite]] è uno degli ingredienti principali della minestra di mais?<br />'''Andrea''': E così qui le ragazze non mangiano niente?<br />'''Nigel''': Non più, da quando la taglia trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei la trentotto.<br />'''Andrea''': Io porto la quarantadue. <br />'''Nigel''': Che è la nuova cinquantasei. <br />'''Andrea''' {{NDR|macchiandosi}}: Hmm! Cavolo! <br />'''Nigel''': Oh, che t'importa... sicuramente sarai piena di maglioncini misto acrilico nell'armadio dove hai preso quello. <br />'''Andrea''': Ok, trovi orrendi i miei vestiti... l'ho capito. Ma vedi, io non rimarrò per sempre nel campo della moda, perciò non vedo il motivo per cui devo cambiare tutto di me solo perché lavoro qui. <br />'''Nigel''': Sì, hai ragione. In fondo questa industria multimiliardaria gira intorno a questo... Alla bellezza interiore! *'''Andy''': Mi odia, Nigel. <br />'''Nigel''': Ed è un mio problema perché? Ah. aspetta, no, non è un mio problema! *'''Andy''': Nigel, Nigel, Nigel...<br />'''Nigel''': Noo! Non so che cosa pretendi da me. Non c'è nulla in questo guardaroba in cui entri una 42, te lo posso garantire! *'''Andy''': Un poncho?. <br />'''Nigel''': Ora tu prendi quello che ti do e te lo fai piacere. ==Citazioni su ''Il diavolo veste Prada''== *Un libro orrendo diventa un film delizioso. Dipende dalla sceneggiatrice, ma dipende anche da una questione non così rara: sceneggiatori che danno il loro meglio quando qualcuno dice loro «a questa storia manca qualcosa». [...] La tirata che tutti ricordiamo del "Diavolo veste Prada" Aline la scrive una notte, dice la leggenda, perché al film manca un momento in cui Miranda spieghi a Andy che la moda non è la cazzata che pensano sia quelli che hanno bisogno di sentirsi intelligenti. Diventa un meme anche se allora non ci sono i social e quindi quel settore della scemenza collettiva che sono i meme: «ceruleo» è la parola in codice con cui negli [...] anni è stato liquidato chiunque volesse parlare di moda senza capirne (cioè alcuni milioni di persone ogni giorno). Il monologo in cui il golf di Andy non è celeste, non è turchese, è in effetti ceruleo è il momento in cui chiunque non occupi il liceo capisce che Miranda in quel film non è la cattiva: è l'eroina. Una che sa fare molto bene un mestiere ed è circondata da gente non altrettanto competente. Miranda Priestly è Tony Soprano, ma vestita molto meglio. ([[Guia Soncini]]) *Vorrei ragionassimo su "Il diavolo veste Prada": più film in costume di "L'età dell'innocenza", più film storico del "Gattopardo". "Il diavolo veste Prada" è del 2006 [...]: è un'altra era geologica. È un film in cui una ragazza che si trova quasi per caso a lavorare nel più famoso giornale di moda del mondo diventa conseguentemente ambiziosa ed elegante ed efficiente e sofisticata, per molte ragioni, una sola delle quali è che allora Vogue era qualcosa. I giornali erano qualcosa. Persino l'ambizione era qualcosa. Adesso di quel mondo lì sono rimaste macerie, e sulle macerie festoni colorati, comprati in offerta da Zara. Il romanzo dell'ex assistente di Anna Wintour da cui è tratto il film era bruttissimo [...] ma è bastato a creare un immaginario, grazie alla combinazione d'una sceneggiatura assai migliore del romanzo, d'un monologo scritto all'ultimo minuto (quello del ceruleo), e d'una Meryl Streep in stato di grazia. È un immaginario ormai storicizzato e non più al presente, fatto di wow, la direttrice stronza della rivista di moda, wow, la segretaria inetta che non sa scrivere «Gabbana», wow, le carriere totalizzanti e le donne disposte a tutto per sfondare. Oggi, la segretaria che viene trattata gelidamente dalla direttrice per cui si sbatte tantissimo direbbe d'avere il ''burnout'', per la segretaria efficiente che mangia un cubetto di formaggio al giorno per entrare nei vestiti con cui andrà alle sfilate di Parigi cianceremmo di grassofobia [...]: è un film che si svolge in un mondo che non esiste più. ([[Guia Soncini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] gyfd7uln55yes187qb0ol3qsk5h7ohj A volte ritornano 0 45207 1420422 1115402 2026-07-14T08:13:25Z Spinoziano 2297 nota disambigua; forma intro 1420422 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|il film|[[A volte ritornano (film)]]}} {{torna a|Stephen King}} '''''A volte ritornano''''', antologia di racconti di [[Stephen King]] del 1978. ==[[Incipit]]== ===''Jerusalem's Lot''=== <div align=right>2 ottobre 1850</div> CARO BONES,<br> Che piacere, per me, mettere piede nell'entrata gelida e piena di correnti d'aria, qui a Chapelwaite, con tutte le ossa doloranti per colpa di quell'abominevole carrozza, con l'urgenza di dare immediato sollievo alla mia povera vescica... e riconoscere la tua inimitabile zampa di gallina sulla lettera indirizzata a me e appoggiata sopra l'orribile tavolinetto di ciliegio accanto alla porta! ===''Secondo turno di notte''=== Ore 2, venerdì.<br> Quando Warwick salì, Hall era seduto sulla panca vicino all'ascensore, unico posto lì al terzo piano dove un povero lavoratore potesse farsi una fumatina. Hall non era certo felice di vedere Warwick. Non era previsto che il caposquadra salisse al terzo, durante il secondo turno di notte. ===''Risacca notturna''=== Dopo, quando ormai quel tale era morto e il puzzo della sua carne bruciata si era disperso nell'aria, tornammo tutti giù alla spiaggia. Corey aveva la radio con sé, uno di quegli aggeggi a transistor grandi come una valigia che funzionano con una quarantina di batterie e che hanno il magnetofono incorporato. ===''Io sono la porta''=== Seduti sotto il portico della mia casa, Richard e io guardavamo oltre le dune, verso il golfo. Il fumo del suo sigaro si levava dolcemente nell'aria, tenendo a distanza le zanzare. Il mare era color acquamarina, il cielo di un azzurro più profondo e più intenso. Un accostamento gradevole. ===''Il compressore''=== L'agente Hunton arrivò alla lavanderia proprio mentre l'ambulanza stava partendo: lentamente, senza sirene né lampeggiatori. Brutto segno. Dentro, l'ufficio era pieno zeppo di gente silenziosa, inebetita. Alcuni piangevano. L'impianto era deserto; le grandi lavatrici automatiche, all'altra estremità dello stanzone, non erano state neppure spente. ===''Il baubau''=== «Sono venuto da lei perché voglio raccontarle la mia storia,» stava dicendo l'uomo sul lettino del dottor Harper. Si chiamava Lester Billings, era di Waterbury, Connecticut. Secondo i dati annotati dall'infermiera Vickers, aveva ventotto anni, era impiegato presso una ditta industriale di New York, divorziato e padre di tre bambini. Tutti morti. ===''Materia grigia''=== Dall'inizio della settimana le previsioni annunciavano una perturbazione da nord e verso giovedì arrivò davvero, una buriana spaventosa che per le quattro del pomeriggio aveva già ammucchiato venti centimetri di neve e non accennava in nessun modo a calmarsi. Eravamo i soliti cinque o sei radunati attorno alla stufa del Nite-Owl di Henry, ossia l'unico piccolo emporio di questa parte di Bangor che rimanga aperto giorno e notte. ===''Campo di battaglia''=== «Signor Renshaw?»<br> La voce del portiere lo colse a metà strada verso l'ascensore, e Renshaw si girò con impazienza, spostando la valigetta di tela da una mano all'altra. La busta dentro la tasca del suo soprabito, zeppa di banconote da cinquanta e da venti, scricchiolava a ogni movimento. ===''Camion''=== L'uomo si chiamava Snodgrass e vedevo bene che era lì per reagire in maniera folle. Gli occhi gli si erano fatti più grandi e mostravano il bianco, come quelli di un cane che si stia preparando a una zuffa. I due ragazzi che, sbandando, erano finiti nel parcheggio con il loro sconquassato Fury, stavano cercando di calmarlo, ma dal modo come lui piegava la testa sembrava che stesse ascoltando altre voci. ===''A volte ritornano''=== La moglie di Jim Norman lo stava aspettando dalle due e, quando vide l'auto fermarsi di fronte allo stabile dove abitavano, scese di corsa per andargli incontro. Era andata a fare la spesa e aveva preparato un pranzetto per festeggiare: un paio di bistecche, una bottiglia di vino buono, un bel cespo di lattuga e altre piccole cose. ===''Primavera di fragole''=== ''Springheel Jack...''<br> Ho visto quelle due parole sul giornale di stamattina e, mio Dio, come m'hanno riportato indietro nel tempo! Tutto avveniva otto anni fa, quasi esatti. Una volta, mentre i fatti si svolgevano, vidi me stesso in un servizio della TV diffuso su tutte le reti: il programma di [[Walter Cronkite]]. ===''Il cornicione''=== «Coraggio,» disse Cressner, «guardi dentro la borsa.»<br> Eravamo nel suo appartamento, un attico al quarantatreesimo piano. La moquette era soffice e foltissima, color arancione scuro. Al centro, tra la poltroncina di canapa dove sedeva Cressner e il divano di vero cuoio dove non sedeva nessuno, c'era una comune borsa per la spesa. ===''La falciatrice''=== In anni precedenti, Harold Parkette aveva sempre tenuto molto al suo prato. Aveva posseduto una grande, argentea Lawnboy, e dava cinque dollari a taglio a un ragazzo del vicinato che veniva ad azionarla. Harold Parkette, in quegli anni, aveva seguito i Red Sox di Boston alla radio con una birra in mano e con la certezza che Dio fosse in cielo e che tutto andasse bene sulla terra, compreso il suo prato. ===''Quitters, Inc.''=== Morrison stava aspettando un tale rimasto bloccato in un ingorgo di traffico aereo sopra l'Aeroporto Kennedy, quando scorse una faccia familiare all'altra estremità del bar e si avviò verso quel tizio.<br> «Jimmy? Jimmy McCann?» ===''So di che cosa hai bisogno''=== «So di che cosa hai bisogno.»<br> Elizabeth alzò gli occhi dal testo di sociologia, con un sussulto, e vide un giovanotto piuttosto insignificante con una giacca verde, da militare. Per un attimo le sembrò vagamente familiare, come se si conoscessero già; la sensazione era quella che si prova davanti a qualcosa di già visto. ===''I figli del grano''=== Burt accese la radio. Il volume era troppo alto, ma non lo abbassò perché erano lì lì per litigare di nuovo e lui non voleva che accadesse. Disperatamente desiderava che non accadesse.<br> Vicky disse qualcosa. ===''L'ultimo piolo''=== Ho ricevuto la lettera di Katrina ieri, meno di una settimana dopo che mio padre e io siamo tornati da Los Angeles. Era stata mandata a Wilmington, nel Delaware, e da allora io mi sono trasferito altre due volte. La gente si sposta di continuo, ora, ed è strano come quegli indirizzi cancellati e quelle etichette del cambio di indirizzo possano sembrare altrettante accuse. ===''L'uomo che amava i fiori''=== In un tardo pomeriggio del maggio 1963, un giovanotto con la mano in tasca camminava spedito lungo la Terza Strada, a New York. L'aria era dolce e gradevole, il cielo si andava oscurando a poco a poco dall'azzurro al calmo e splendido viola del tramonto. Ci sono persone che amano la città, e quella era appunto una serata che induceva ad amarla. ===''Il bicchiere della staffa''=== Erano le dieci e un quarto ed Herb Tooklander stava pensando di chiudere per la notte quando l'uomo dal cappotto elegantissimo e dalla faccia bianca e stravolta fece irruzione nel Tookey's Bar, che si trova nella parte settentrionale di Falmouth. Era il dieci gennaio, suppergiù l'epoca in cui la maggior parte della gente impara a infischiarsene allegramente di tutte le buone risoluzioni che ha preso per l'Anno Nuovo, e fuori tirava un vento di nordest a dir poco infernale. ===''La donna nella stanza''=== Il problema è: Può farlo?<br> Non lo sa. Sa che lei le mastica qualche volta, facendo un po' di smorfie per l'orribile gusto di arancia e dalla bocca le esce un suono come di chi sgranocchi una caramella. Ma queste sono pillole diverse... capsule di gelatina. == Citazioni == ===''Jerusalem's Lot''=== *L'ultimo lato di strada descriveva una brusca svolta a sinistra, e dall'altro lato di un torrentello grigio e ribollente, c'era simile a un'apparizione, [[Jerusalem's Lot (città)|Jerusalem's Lot]]! *Perché quell'oro era appunto una grande croce, di splendida fattura... ma pendeva capovolta, simbolo della messa di Satana. *E la notte del 31 ottobre 1789, Philip Boone scomparve... e con lui tutta la plebaglia di quel maledetto villaggio. *La luna si è levata sul mare, una luna piena, enorme, color sangue, macchiando l'oceano di riflessi sinistri. *Temo d'avere destato una Forza che da mezzo secolo dormiva nel tenebroso villaggio di Jerusalem's Lot, una Forza che ha ucciso i miei antenati e li ha tratti in empia schiavitù come ''nosferatu'': non-morti. *Servo di Yogsoggoth, il Senza Nome! Il Verme da oltre lo Spazio! Colui che divora le Stelle! Che acceca il Tempo! Verminis! Ora giunge l'Ora della Saturazione il Tempo dell'Esecuzione! Verminis! Alyah! Alyah! Gyyagin! ===''Risacca notturna''=== *Nessuno dovrebbe pensare all'inverno, in agosto. È come un presagio di morte. ===''Il compressore''=== *Come se la macchina, avendo assaggiato il sangue, avesse scoperto che le piaceva. *Ci sono quasi altrettanti incantesimi per attirare i demoni di quanti ce ne sono per scacciarli. ''Golden Bough'', di Frazier, ne è zeppo. Le culture druidica e azteca ne contengono altri. E ce n'è di ancora più antichi, che risalgono all'Egitto. Ma quasi tutti possono essere ridotti a denominatori incredibilmente comuni. Il più comune di tutti, naturalmente, è il sangue di una vergine. *Se settecento monaci battessero a macchina per settecento anni... *Hunton e Jackson si gaurdarono in silenzio e, in quella frazione di secondo, Hunton si convinse che era tutto vero: un demone si era impossessato dei meccanismi inanimati del compressore, metallo, perni, ingranaggi, e aveva trasformato il tutto in qualcosa che viveva di vita propria. ===''Il baubau''=== *È stato il [[baubau]] a ucciderli. È uscito dallo stanzino buio e li ha uccisi. *Continuavo a pensare: Be', e se fosse lì dentro? Bene accucciato e pronto a balzar fuori nell'attimo in cui io apro la porta? E cominciavo a pensare di sentire rumori viscidi, come se qualcosa di nero, di verdastro e di fradicio d'acqua si muoveva ogni tanto dentro l'armadio a muro. ===''A volte ritornano''=== *Padre delle tenebre, ascoltami per amore della mia anima. Sono colui che promette sacrificio. Sono colui che mendica un oscuro favore in cambio del sacrificio. Sono colui che cerca la vendetta della mano sinistra. Porto sangue in promessa di sacrificio. *Jim ricordò l'ammonimento contenuto in ''Come evocare i demoni'': il pericolo che l'operazione comportava. Potevi forse chiamarli, potevi forse indurli a lavorare con te, potevi perfino sbarazzartene. Ma, a volte, essi ritornano. ===''La falciatrice''=== *Più alta è, tanto meglio. Terreno buono, ecco che cosa avete qui, per Circe. È quello che dico sempre. *La falciatrice a motore, rossa e antiquata, che il grassone aveva portato nel suo furgoncino, andava da sola. Nessuno la spingeva; anzi, non c'era nessuno intorno, per una distanza di un metro e mezzo. Andava a tutta birra, facendo scempio della povera erba del prato di Harold Parkette com un rosso e vendicativo demonio piovuto dall'inferno. Urlava e ruggiva ed emetteva un fumo bluastro e oleoso in una sorta di assurda, meccanica follia ch e incuteva ad Harold un terrore tale da farlo star male. L'odore fin troppo intenso di erba tagliata gravava nell'aria come vino acre. *L'ultima cosa che Harold Parkette vide fu la sogghignante griglia della falciatrice lanciata alla carica, che si sollevava per mostrare le sue lame lucenti e macchiate di verde, e al disopra di quella il grasso faccione dell'uomo della falciatrice, che scuoteva la testa con fare di bonario rimprovero. ===''Quitters, Inc.''=== *Quando un romantico cerca di fare una cosa buona e fallisce, gli danno una medaglia. Quando un pragmatista ci riesce, gli augurano di finire all'inferno. ===''I figli del grano''=== *Soli sotto l'occhio vigile di Dio, ora uno strano Dio verde, un Dio di grano, divenuto vecchio, strano e affamato. Colui Che Cammina Dietro I Filari. *I ragazzi non si sarebbero avventurati in mezzo al grano, col buio. Quello era un luogo sacro, il luogo di Colui Che Cammina Dietro i Filari. *Là fuori, nella notte, si aggirava qualcosa, e vedeva tutto... perfino i segreti custoditi nei cuori umani. Il crepuscolo si approfondì, divenne tenebra. Attorno a Gatlin il grano frusciava e bisbigliava segretamente. Era molto soddisfatto. ===''Il bicchiere della staffa''=== *Jerusalem's Lot è stata distrutta da un incendio due anni fa. *La maggior parte di noi che abita nei dintorni di Jerusalem's Lot porta qualcosa con sè, un crocifisso, la medaglia di San Cristoforo, un rosario, qualcosa. *Forse avrete occasione di viaggiare anche voi nel Maine meridionale, un giorno o l'altro. È una zona piuttosto bella, indubbiamente. Chissà, forse vi capiterà per fino di fermarvi al bar di Tookey, per bere qualcosa. Un posticino simpatico. Gli hanno conservato anche il nome. Bevete pure ma, dopo, il consiglio che vi do è di proseguire dritto verso nord. In ogni caso, non imboccate la strada che passa da Jerusalem's Lot. Specialmente dopo il calar del buio. ==Bibliografia== *Stephen King, ''A volte ritornano'', traduzione di Brinis H., RL Libri, 1997. ISBN 8846200047 ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''A volte ritornano''|w}} [[Categoria:Raccolte di racconti]] 7pvhp8w8gimdcp8hy6w5d6ka27p9lr0 Diego Milito 0 46220 1420404 1368182 2026-07-14T05:51:56Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Diego Milito */ zero rilevanza 1420404 wikitext text/x-wiki [[File:Diego Milito - Inter Mailand (3).jpg|thumb|Diego Milito (2009)]] '''Diego Alberto Milito''' (1979 – vivente), calciatore argentino. ==Citazioni di Diego Milito== {{cronologico}} *Quando sono lì, in campo, il [[gol]] non è né un pensiero leggero, né un'ossessione: semplicemente, è il mio mestiere.<ref>Citato in ''Inter 18 – Lo scudetto più emozionante dell'Inter più bella'', p. 19.</ref> *{{NDR|Sul conseguimento del Triplete nella stagione 2009-2010}} Un sogno non solo a livello personale ma anche di gruppo, perché nessuna squadra italiana è mai riuscita a fare una cosa del genere e poche squadre in Europa sono riuscite a realizzare il Triplete come abbiamo fatto noi. Per me quello è stato un anno magnifico, a volte è anche difficile poterlo descrivere a parole, andava sempre tutto bene, girava tutto per il verso giusto, ma più che i miei gol voglio ricordare la gioia e la soddisfazione che abbiamo regalato ai nostri tifosi con una stagione perfetta.<ref name="triplete">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Inter/05-01-2012/dal-triplete-infortuni-milito-si-riprende-inter-804209312098.shtml Dal Triplete agli infortuni Milito si riprende l'Inter]'', ''gazzetta.it'', 5 gennaio 2012.</ref> *{{NDR|Sulle dichiarazioni rilasciate al termine della finale di Champions League 2009-2010}} Magari ho sbagliato il momento, ma sono stato sincero e ho detto quello che pensavo in quel momento.<ref name="triplete"/> *[[José Mourinho|Mourinho]]? A livello personale, Mourinho è stato uno dei migliori allenatori che ho avuto, senza dubbio. Ha vinto ovunque è andato, è molto capace e ha una mentalità vincente. <ref name = "futuro">Citato in ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=71511 Milito: "Futuro? Vedrò a giugno. Su Tévez, Palacio e Mou vi dico..."]'', ''Fcinternews.it'', 7 febbraio 2012.</ref> *[[Javier Zanetti|Zanetti]]? È difficile trovare una parola per lui, perché è un grande esempio in campo e fuori e noi argentini dobbiamo essere orgogliosi di lui, perché ha fatto la storia di questo club.<ref name = "futuro"/> *{{NDR|Riferendosi all'[[omosessualità]]}} Personalmente non mi è mai capitato di percepire che un mio compagno vivesse con questo tipo di segreto. Ma, se così fosse, sarebbe sbagliato tacere. Sono sicuro che i tifosi, i compagni di squadra e gli sponsor amerebbero il calciatore fregandosene della sua vita privata, non farebbero mai e poi mai pesare una situazione simile.<ref>Citato in ''[http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=193675 Di Natale replica a Prandelli: «Ai calciatori gay dico: meglio tacere»]'', ''Il messaggero'', 2 maggio 2012.</ref> *Ho costruito una bella carriera, tante esperienza. Qui in Italia ho trovato un paese straordinario a cui dovrò dire sempre grazie. Sono arrivato a Genova con la voglia di fare bene, mi sono trovato a mio agio e ne sono decisamente contento. Fare tanti sacrifici non è facile, lontano dalla famiglia. Mia moglie è stata fondamentale, da solo avrei fatto molta più fatica.<ref name=fcinternews>Citato in ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=101007 Milito: "Inter nel destino. Madrid, il mio vice, quando Strama mi disse..."]'', ''fcinternews.it'', 19 dicembre 2012.</ref> *Nessuno ha insistito per farmi giocare a calcio, è iniziato tutto naturalmente. Sono nato con un pallone, già a 6 anni giocavo. E lì nella squadra del mio quartiere ho iniziato la carriera. Ho sempre fatto l'attaccante, mio padre ha sempre appoggiato me e mio fratello Gabriel, ma lui non ha mai insistito particolarmente. Si vedeva fosse passione pura, la mia.<ref name=fcinternews /> *I derby sono tutti belli, speciali, in ogni parte del mondo. Io lo sento in un modo particolare. Ne ho vissuti tanti, a Milano come a Genova o in Argentina. Tutte partite speciali per noi giocatori come per i tifosi, lo vivi in settimana. A Genova si viveva diversamente, qui a Milano c'è molta più ripercussione mediatica e mondiale. Ma a Marassi è straordinario, emozioni bellissime, c'è una città che per sei mesi pensa a questa partita. Io arrivai a agosto al Genoa col derby a dicembre, i tifosi mi chiedevano per strada solo del derby. Io pensavo: 'Mancano ancora sei mesi!'. Il derby si vive così, è bellissimo, se ne parla per sei mesi prima e anche dopo. A Milano invece lo respiri la settimana prima. Un derby molto più grande, mediaticamente è un'altra cosa. Ma ogni stracittadina è speciale.<ref name=fcinternews /> *{{NDR|Sui gol più speciali}} Durissima scegliere. I due gol di Madrid sono il sogno di tutti, chiunque vorrebbe giocare una finale di Champions. Poi, fare due gol è il massimo... Anche il gol di Siena per me è stato speciale, quello in Coppa Italia alla Roma. Ognuno ha il suo significato.<ref name=fcinternews /> *[...] Credo che fosse nel destino dover arrivare all'Inter.<ref name=fcinternews /> *{{NDR|Sugli idoli}} Uno assoluto è stato [[Enzo Francescoli]], un giocatore pazzesco che mi piaceva tantissimo. Sono cresciuto in Argentina con lui che era al River, poi ovviamente ho avuto la possibilità di vedere Crespo e Batistuta. Con Hernan ho un rapporto speciale, mi piaceva da morire. Batistuta invece per tutti è sempre stato un punto di riferimento.<ref name=fcinternews /> *Ho giocato meno di quanto avessi voluto, ma è sempre speciale. In Argentina nel mio ruolo è dura trovare spazio, ci sono sempre stati grandissimi talenti. Mi avrebbe fatto piacere sicuramente fare di più. Ma ho fatto un Mondiale e per me la Selecciòn è sempre stata un qualcosa di particolare. Ci teniamo davvero tanto tutti, nessuno ha mai voluto tirarsi indietro. Per noi argentini è il massimo. Ma non ho nessun rimpianto, nessuna lamentela, solo l'amarezza di non averci giocato un po' di più.<ref name=fcinternews /> *[[Antonio Cassano|Antonio]] è straordinario. Il giorno che è arrivato all'Inter gli ho detto: 'Stavolta giochiamo insieme, abbiamo sempre giocato contro'. Da Genova alla Liga, abbiamo sempre giocato contro. Ho sempre vinto per fortuna contro di lui. Avevo un ottimo rapporto da avversario con Antonio, qui all'Inter ovviamente scherziamo sempre insieme.<ref name=fcinternews /> *{{NDR|Sulla sfida contro la Juventus}} Si prepara come tutte le altre partite contro di loro, quindi con molta concentrazione, curando ogni piccolo dettaglio [...]. Sappiamo che è sempre una partita molto difficile da affrontare, quella. Quella non è una partita qualsiasi. È una partita diversa dalle altre. È il [[Derby d'Italia|derby d'Italia]]. Per noi giocatori e per tutti i tifosi è una partita molto sentita.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/it/news/67351 Milito: "Non dimenticherò mai quella partita"]'', ''Inter.it'', 5 gennaio 2015.</ref> ==Citazioni su Diego Milito== *Con Milito lo si capisce già al primo allenamento, che si tratta di un'altra dimensione. Una qualità tecnica al di sopra della norma. [...] Il bello che con lui il [[gol]] era solo il completamento di una sua creazione, non era qualcosa di estemporaneo, era logica conseguenza di qualcosa di perfetto. ([[Serse Cosmi]]) *È un top player, quindi appena gli avversari sbagliano o si rilassano, lui è pronto a fare gol, in qualsiasi momento della partita. Se non vado errato, ha già segnato in parecchi derby… Ho detto che mi rivedo in lui per la voglia e la determinazione che mette in campo nel cercare il gol. Io ho fatto la mia storia da professionista, Milito la sua. Ma non è l'unico giocatore da tenere d'occhio. ([[Maurizio Ganz]]) ==Bibliografia== *''Inter 18 – Lo scudetto più emozionante dell'Inter più bella'', ''La Gazzetta dello Sport'', 2010. ISSN 1120-5067 ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Milito, Diego}} [[Categoria:Calciatori argentini]] i2jnshot3a1s3kg31zrorfyyhosl0xq Daniello Bartoli 0 49516 1420429 1327367 2026-07-14T08:31:54Z Spinoziano 2297 wlink 1420429 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Portret van Daniel Bartolus, RP-P-1886-A-10653.jpg|thumb|Daniello Bartoli]] '''Daniello Bartoli''' (1608 – 1685), gesuita, storico e scrittore italiano. ==Citazioni di Daniello Bartoli== *Anco da questi e singolarmente da' [[Tartari]] di Niuche detti Chin, e sono più orientali, vien difesa la Cina per munizione a mano, cioè quella tanto famosa [[Grande muraglia cinese|muraglia]], di cui qui è luogo di ragionare. Il capo o fondatore della imperiale famiglia Cin, una delle antichissime, principe in prodezza d'armi e in opere più che reale magnificenza glorioso sopra ogni altro nelle istorie dei cinesi e per diverse cagioni continuo in memoria de' letterati, fosse sogno che ne avesse o predizione fattane da indovini (che in ciò non s'accordano gli scrittori, e forse non v'ebbe altro che buon avviso di providenza), presentì che i Tartari, quanto prima lor ne venisse il bello, metterebbono ogni opera allo sforzo di rompere i confini e scender giù ad inondare e tutta riempir di loro nazione la Cina. Perciò consigliatosi col suo gran cuore, non solo a chiuderla loro al presente ma tale alzarvi un riparo che ne la sicurasse anco ne' secoli avvenire, determinò, per quanto si distendono quelle frontiere a settentrione, armarle di muraglia invincibile al contrasto e de' Tartari e del tempo. Né indugiò punto a mettere mano all'opera.<ref>Da ''Dalla «CINA»'', in Daniello Bartoli e Paolo Segneri, ''Prose scelte'', a cura di Mario Scotti, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1967, p. 319.</ref> *Ella è tutta intramezzata di saldissime torri e spesse, che con bella proporzione e di spazio e d'altezza si lievano sopra 'l muro; e v'ha perpetuamente soldati in guernigione, quanti son di vantaggio a difendere que' tanti passi di cortina che fanno ala alla torre che guardano. Così anche castelli fortissimi alla difesa di quelle poche porti che fu necessario aprire nella [[Grande muraglia cinese|muraglia]]<ref>Da ''Dalla «CINA»'', 1967, p. 320.</ref> *Io non l'ho mai voluta alle mani con niuno, né a campo aperto in battaglia, né in isteccato a duello. Ma se pur mai con alcuno, al certo nò co' [[Grammatici]]; terribili huomini, sì come quegli, de' quali le parole non son parole, ma fatti. E guardimi Iddio da punto mai stuzzicarli; ché, e per poco s'adirano, e se dan di piglio a que' loro squadernati Vocabolarij, come fossero lo Scongiuratore di Michele Scotto, in solamente aprirli, ne fanno saltar fuori, a guisa di Spiriti presti a ogni loro comando, tanti, non dico Nomi, e Verbi, ma Sopranomi, e Proverbi, che men periglioso sarebbe trovarsi in mezzo d'uno sciame di calabroni attizzati, che fra essi.<ref>Da ''Il torto e il diritto del non si può'', Ignatio de Lazzeri, Roma, 1655, p. [https://books.google.it/books?id=_wWTIyv4U7MC&pg=PA10 10].</ref> *[...] la più bella parte d'un discorso è la bellezza dell'[[Tema (letteratura)|argomento]]: e chi lavora di cervello sa per prova, che il suggetto ingegnoso aguzza mirabilmente l'ingegno e pare quasi, che la materia nobile somministri da sé pensieri degni di sé, ambitiosa d'esser nobilmente trattata.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=2WJ-H-ZvcjoC&pg=PA0 Dell'huomo di lettere difeso et emendato]'', parte II, cap. ''Oscurità'', § ''Che l'Argomento dee scegliersi pari all'ingegno di chi lo tratta'', Heredi di Francesco Corbelletti, Roma, 1645, p. 371.</ref> *Le gran [[cambiamento|mutazioni]] si vogliono imprendere con gran consiglio e andar lento per andar sicuro: altrimenti, invece d'un bene da savio, due mali da pazzo s'incontrano, che sono determinare senza giudicio e pentirsi senza rimedio. (da ''La missione al gran {{sic|Mogor}}''<ref name="vallardi">Citato in ''Frasi celebri della letteratura italiana'', p. 41. ISBN 88-11-93614-4</ref>) *Le [[Rosa e spina|spine]] sono a cento per una delle [[Rosa e spina|rose]]. (da ''L'uomo al punto''<ref name="vallardi" />) *{{NDR|Sulla [[Grande muraglia cinese]]}} Tutta murata a pietre vive riquadrate, di vena forte per reggere a ogni tormento d'aria e d'acque; e, sia verità o giunta al verisimile, corre tuttavia fra' cinesi che il re Cin mandò gittar bando la testa a' capimastri dell'opera, se dove l'una pietra s'immargina e combacia coll'altra le giunture vi fossero tanto disgiunte che vi si potesse conficcare un chiodo: la quale, ove sia non altro che espressione d'ingrandimento, pur non avrebbe luogo a fingersi, se eziandio la riquadratura e 'l commesso de' marmi non fosse opera esquisitamente condotta.<ref>Da ''Dalla «CINA»'', 1967, p. 320.</ref> ==''La geografia trasportata al morale''== *I due sterminati Oceani, che da gli opposti fianchi dell'Africa vengon giù, e s'affrontano a questo [[Capo di Buona Speranza|Capo {{NDR|di Buona Speranza}}]], l'un l'altro con sì furiosi urti si cozzano, come quinci vedete. Alpi, dirò così, e {{sic|apennini}} d'onde, sospinte a frangere gli uni incontro a gli altri: con che la tempesta per sì strano modo si sregola, che non v'è regola d'arte per volgere di timone, che basti a ricever col fianco obliquo, e smorzar l'impeto al furioso percuotere de' marosi. Qui poi il mare è profondo quanto un abisso, e pien di terribilissimi mostri, annuntiatori della vicina tempesta, quando tran fuori il capo, e boccheggiano, e gittano colle gran trombe un fiume d'acqua in aria: talvolta a tanti insieme, che ho testimonio di veduta, quanto può girar l'occhio fino all'ultimo lembo del suo orizzonte, tutto apparir gremito di tali scontrafatti animalacci. A terra, tutto è scogli, e montagne, e rupi d'inaccessibile altezza, e tagliate a piombo in mare, onde il rompere che a' lor fianchi fanno i marosi correnti a battervi di sì gran foga, cagiona il formidabil fracasso, che ci atterrisce, e assorda. Lungo esse, va una violentissima corrente a Libeccio, cui se contrasta il mare sospintole addosso, e il vento opposto, ella, o ripercuotasi, o sormonti, raddoppia le smanie alla tempesta, e fa un bollir d'onde, e un avvolgersi in rapidissimi giri sì violento, che ognun d'essi al tirar sotto qualunque sia gran nave, è una Cariddi. Finalmente, questo interminato Oceano, che va quinci fino a non si sa quant'oltre verso l'Antartico, è un campo aperto alle battaglie de' venti, che interi, e stesi, tanto più possono a metter sottosopra il mare, quanto non han niun ostacolo che ne rompa il corso, e le forze. (parte I, cap. XII, ''Capo di Buona Speranza''; 1664, pp. 176-177) *Io non vorrei, che per falso {{sic|imaginare}}, credeste, che il veder gli [[Antipodi]], dove hora son su 'l condurvi, fosse per costarci un viaggio d'almeno undicimila miglia, quante se ne contan di qua perfino alla parte opposta del Mondo. Tutto arrovescio del vero; e sì fattamente, che la via da non vi giunger mai, è l'andarvi: e n'è chiarissima la ragione; peroché non ci sono Antipodi, se non {{sic|contraposti}} piè contra piedi; né {{sic|contraporre}} si possono a dirittura, altrimenti, che su le punte del diametro della terra: dunque ne dobbiamo essere un mezzo Mondo lontani. (parte I, cap. XIX, ''Gli antipodi''; 1664, p. 295) *[...] col più fino dell'arte, non solamente dissimulata, o {{sic|nascosa}}, ma perdutavi dentro, parea quel corpo {{NDR|del [[Colosso di Rodi]]}}, come già gli huomini di Deucalione da' sassi, così egli per divin magistero nato di sé medesimo. E per non dir nulla della ben intesa proportione delle sue membra, tutte rispondenti al perfettissimo naturale; e del morbido, e del risentito, senza l'un discordare dall'altro; e della viva, e spiritosa attitudine, con che e posava, e sopra sé medesimo si ergeva; il volto era in lui temperato d'un sì bello, e sopra tutti difficile misto d'aria, che non si distingueva qual fosse in lui che vincesse, o l'amabile giustamente voluto in una effigie del Sole, o il maestoso altrettanto dovuto alla faccia d'un Dio. (parte I, cap. XX, ''Rodi''; 1664, p. 308) *[...] questo impareggiabile Re' de' monti, l'[[Atlante (catena montuosa)|Atlante]] che ci sovrasta. Miratelo, come tutto monta in sé stesso, e si rizza, e la superba testa {{sic|sollieva}} e volge verso la sempre da lui temuta, e sempre a lui nemica [[Europa]], in atto di riconoscerla, e spiarla: e come allarga lo smisurato dorso verso quella gelosa frontiera della sua [[Africa]], in atto di sicurarla, e difenderla con le spalle. Né per molto che sia quel che ne veggiamo, è egli perciò né il tutto dell'Atlante, né il più; ma solamente il sommo. (da ''L'Atlante,'' p. 79) *Qui non si abbatte vela, qui non si lieva mano dal remo, qui non si gitta ancora per dar fondo. {{Maiuscoletto|[[Terra incognita|Terra Incognita]]}}. Il solo nominarla è comprendere quanto v'è da saperne. Eccone in su questo mare i liti corsi dall'occhio, ma non ancora dal pié di verun che ne sappia. Voi, se di sol vederla non v'appagate, e v'è in piacere d'avventurarvi a domandarne, volgetevi verso colà e gridate: O di costà che mondo è il vostro? che region? che paese? Isola tutta in seno al mare o terra ferma? dimestica o incolta? erma, solitaria, diserta o abitata? e di che moltitudine uomini? e di che lingua, e costumi, e religione, e Dio? Avvi Re, maestrati, popolo; avvi adunanze e citțà, o vi si vive all'incerta, come gli Sciti, vagabondo e ramingo? Niun si mostra a rispondere: tal che la risposta è un profondo silenzio, il quale non per tanto a chi ha buoni orecchi è la vera risposta, peroché sol tacendone si può dire quel ch'ella è, cioè Terra Incognita.<br>Or crediam noi, che questo tuttavia occultarcisi d'una si gran parte del mondo si faccia per punto di reputazione dalla Natura? altrimenti, come del filosofare intorno a questo grande universo disse lo Stoico, ''Pusilla res mundus est, nisi in illo quod quærat omnis mundus habeat''<ref>Il mondo sarebbe ben piccola cosa, se in esso tutti i suoi abitanti non trovassero materia per fare ricerche. [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]], ''Naturales quaestiones'', VII, 30, 5. Citato in Giorgio Bàrberi Squarotti, ''Prosatori e narratori barocchi'', Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 2002, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=ces_AQAAIAAJ&dq=il+mondo+sarebbe+ben+piccola+cosa%2C+se+in+esso+tutti+i+suoi+abitanti+non+trovassero+materia+per+fare+ricerche&focus=searchwithinvolume&q=piccola+cosa p. 354, nota 21]. ISBN 9788824019675</ref>: così la Terra, in finendo d'esserci tutta scoperta, finirebbe di parerci un mondo, e cominceremmo ad averla in conto di non gran cosa {{sic|, Perciò}}, tanta se ne riserba tuttavia incognita da Settentrione, tanta da Mezzodì tanta nelle sue parti da lungi al mare, e tante Isole, piccoli mondi da sé, sparse e perdute per l'immensità dell'Oceano, come per gl'infiniti spazj del vacuo i mondi veduti ne' lor filosofici sogni da Democrito e da Epicuro. Così avrà opinion di grande la Terra, al potersene dire, che tanti secoli, quanti ne conta ne' suoi annali il tempo, si sono affaticati intorno allo scoprirne le parti, e tuttavia ne rimangano ad altri Iddio sa quanti secoli, da scoprire. (da ''Terra incognita'', pp. 330-331) *Qui solo un {{sic|contrasegno}} ci manca ad averli tutti in pruova d'esser noi su la sterile riva del tanto ricantato e temuto [[Lago d'Averno|Lago Averno]]: ciò che altro e Istorici e Poeti hanno scritto di lui, qui si riscontra col vero, e ce ne fan piena fede i nostri occhi. Ecco il continuato cerchio de' monti, nel cui profondissimo centro il Lago s'avvalla, e vi riman sì fattamente soppresso che sia verno sia state, nasca o tramonti, o s'alzi al circolo meriggiano il Sole, mai non vi può sì che il vegga pure con un riflesso di luce, o sia da lui veduto: perciò questa infelice acqua nel malinconico bruno che sempre mostra par che abbia le tenebre dell'inferno stemperatevi dentro per più annerarla. Ecco le folte selve che gli si addensano intorno, e di nuovo anch'esse l'acciecano, raddoppiandogli l'ombre. Egli da ogni parte serrato non ha per dove menar fuori pure un sottil filo d'acqua, e muoversi come vivo; ma tutto fra le sue rive ristagna, tutto entro a sé medesimo impaluda, e come un cadavero d'acqua impuzzolisce. De' Cimmerj che v'han loro alberghi vicino, non posso altro che accennar col dito, e dirvi, colà nelle loro caverne sotterra si stanno: se vivi o morti, non se ne sa il vero; perché la medesima che loro è casa è sepolcro. Ben da quest'altro lato vi sarà agevole a ravvisare in quella gran fenditura di monte la scura e paurosa bocca, o più tosto voragine, in cui convien che si gitti chi ha cuore di mettersi per entro le viscere della terra, e calar giù vivo se può a' Campi Elisi, se no, ed è più verisimile, all'Inferno.<br>Sol dunque ci manca il veder qualche incauta torma d'uccelli volar per quest'aria che soprastà e cova sul Lago, e in entrarvi e attrarre il pestilente vapor che n'esala, avvelenarsi, e tempestar giù, non so se tramortiti o morti. Ma il tanto indugiarci in su questa infelice proda al fetor del zolfo che ci morde il celabro, e ci strangola, sarebbe un pagar la curiosità troppo caro. (da ''Il lago Averno'', p. 343) ==''La ricreatione del savio''== ===[[Incipit]]=== Il mare Atlantico, tempestato da' venti, che sopra lui le implacabili loro inimicitie disfogano, avvenutosi nello stretto di Gibilterra, colà ove l'Africa, e l'Europa s'affrontano, quivi entro si caccia, ''Eliso fluctu irrumpens'' (dice il Filosofo) ''ut dicere eum possis, in portum se recipere''; e quanto può, allargandosi, viene a far questo nostro Mediterraneo, in cui, per la strettezza de' liti, e per le tante isole che l'interrompono, i venti hanno al più uno steccato in cui azzuffarsi a duello, non come colà nell'oceano, una campagna aperta dove accamparsi, e far battaglia. ===Citazioni=== *Una sola, e diritta come un raggio di luce, è la via del [[verità|vero]]: infinite, e contrarie son quelle, che uscendone menano al falso. (libro I, cap. IV; 1659, p. 55) *La [[radice]], che tanto teme, che il ciel non la vegga, il sol non la tocchi, l'aria non l'offenda, ben intendente di qual sia il suo ministerio, tutta si ficca giù sottoterra, e nel suo nascere tenerissima, pur la trafora, e penetra, e vi dirama, e spande: e tanti tronchi, e rami, e barbe gitta per tutto, che ella sembra un albero capovolto, e sepolto: e perciò viva perché sepolta, altrimenti, a {{sic|disotterrarla}}, si muore. Quivi ella è in prima fondamento della {{sic|fabrica}} che sostiene, e ben rispondente ad essa, cioè per le alte, profondo, per le ampie, diffuso, per le scosse da' turbini, ripartito, e fermo da ogni lato onde che tragga il vento: come gli alberi delle navi, che si tengono alle sarti, le quali a guisa di braccia da ogni intorno l'afferrano, e 'l fermano. Oltre a ciò, la radice è tutto insieme quelle che {{sic|ne gli}} animali la bocca, il ventre, e 'l fegato. Succia l'alimento, il concuoce, il trasmuta in sugo, indifferente a ricevere le diverse forme delle diverse parti, che a sé il derivano. (libro I, cap. VII; 1659, p. 97) *Udite: potea parere il [[Giorno e notte|giorno]] troppo più onorato con le opere della mano, di che la [[Giorno e notte|notte]] è priva, se a questa non si davano in iscambio di quelle le opere dell'ingegno. Il dì dunque ha le fatiche, la notte i pensieri; e convenienti all'uno e all'altro, quello lo strepito, questa il silenzio. (libro I, cap. X; 1839, p. 97) *Ma prima di condurvi innanzi le chiocciole mi convien fare come quel savio dipintore [[Teone di Samo|Teone]] raccordato da Eliano, che non prima svelò l'immagine d'un soldato in arme esposta a un gran popolo curiosissimo di vederla, che da un pieno coro di musici facesse udire una sonata in istile guerriero, come di sfidar due eserciti a battaglia, per cui poiché vide gli spettatori aver conceputo un non so che di spiriti marziali, ritrasse la cortina dal quadro e v'apparì il soldato in sì fiero atto d'uscire addosso al nemico, che come il descrive l'istorico, sembrava avere il lampo negli occhi e 'l fulmine nella destra, tanto appariva terribile con lo sguardo e formidabile con la spada, corrente poi di foggia e in un portamento di vita, quale appunto sta bene ad un portato per impeto di furore. Tal era il soldato di Teone, per cui mostrare egli prima dispose gli animi de' riguardanti con quella sonata invitantegli a un vero spettacolo di battaglia. (libro I, cap, XI; 1839, p. 101) *E non s'è egli mostrato sommamente ammirabile Iddio, nel variare in cento, e più diverse maniere, il circolarsi, e ravvolgersi d'una [[chiocciola]] in sé stessa? Puossi dir cosa più eguale, più determinata, più semplice? e, pur nelle mani sue, divenuta capevole di sì grand'arte. Alcune si girano con volute, campate l'una, fuori dell'altra, appunto come se si attorcigliassero intorno a un fuso: e procedendo in lungo, assottigliano, e fino in punta digradano con ragione. Altre, all'{{sic|oposto}}, tutte in loro stesse ritornano: e dicami Archimede, che sì ingegnosamente ne scrisse, chi insegna loro a condurre una linea in ispira, sì perfettamente, che in nulla non ismisuri? Dicammi gli Architetti, che tanto penano a disegnar con regola le Volute, e pur non mai altro che false, mentre, per più non sapere, le compongono d'alcuna parte di circolo, e circolo elle non sono, avvegnaché circolari: chi ne ha infusa la regola alle chiocciole? nate maestre in un'arte, di cui essi ancor non si veggono buoni discepoli. (libro I, cap. XI; 1659, pp. 173-174) *[...] lavorare a [[Grottesca|Grottesco]] [...] tutto è, si può dire, un mosaico di spropositi insieme commessi, tanto più bello, quanto le parti sono tolte di più lontano, e in più sciocche forme si adunano. Spuntar dal gambo d'un fiore il collo d'una gru, finito in un capo di {{sic|scimia}}, con quattro corna di lumaca che buttan fuoco: fiorire al mento d'un vecchio una coda di pavone per barba, e una folta zazzera di coralli, a un altro le braccia viti, le gambe essere attorcigliate, gli occhi due lumicini accesi nel guscio di una conchiglia, il naso {{sic|un}} zufolo, gli orecchi un paio d'ali di {{sic|vipistrello}}, e specchiandosi in una rete, si vede dietro risponder l'{{sic|imagine}} d'un mammone: e di cotali fantastiche bizzarrie, quante i dipintori ne sogliono {{sic|imaginare}}. Ma pur anche in ciò ha mestieri di senno, che come ogni albero in ogni albero non s'innesta, così né anche ogni parte a ogni parte nel grottesco ben si congiunge, e capriccio vuol essere, non {{sic|isciocchezza}}, né vi campeggia meno la saviezza del {{sic|giudicio}} nel disporre, che la pazzia dell'ingegno nell'inventare. (libro I, cap. XVI; 1659, pp. 284-285) *E giacché siamo nel volerne risapere tutto tragga fuori, e ci mostri le mani e misuriangliele, se per avventura elle fossero come quelle del re [[Artaserse I di Persia|Artaserse]], cioè d'Assuero marito d'[[Ester (personaggio biblico)|Ester]] soprannominato Longimano, perciocché l'una mano avea più lunga dell'altra; e intendasi perch'egli ad alcuni dà scarsamente e solo quando è bisogno o gli aiuti della grazia, o i beni che chiamiam di fortuna ad altri si abbondantemente che lor sopravanza e traboccano. (libro II, cap. III; 1839, pp. 201-202) *Del sole [[Anastasio il Sinaita|Sant'Anastagio Sinaita]], portò una strana opinione ch'egli fosse da Dio creato qua su la terra, indi levatone e trasportatolo al quarto cielo, di dove quella virtù che giù basso giacendo potea diffondere a pro di pochi, diffondesse a beneficio di tutti, e colà fosse come il cuore della natura, dal cui vital calore ella si anima e de' cui spiriti ha vigore per muoversi ed operare. (libro II, cap. VII; 1839, p. 240) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Dell'uomo di lettere difeso e emendato''=== Disavventura, per non dire, come altri, destino dell'infelice Virtù, provato e pianto in ogni tempo, è, che ella non truovi in questo gran Teatro del Mondo luogo pari al suo merito, e nicchia degna della sua statua. Già tramontarono que' Secoli d'oro, quando le corone reali si mettevano all'incanto, e si pesavano le teste di chi vi pretendeva: quando le fasce de' diademi reali servivano non a legare, come in molti avvenne, il cervello de' pazzi, ma ad onorare il merito e coronare il senno de' Savj. Le mura, le fondamenta, le vestigie di quel famoso tempio dell'Onore, in cui s'entrava solo per la porta del Merito, sono oggi sì distrutte e sepolte, che non n'è rimaso né la memoria dov'egli fosse, né la speranza di rivederlo risorto dallo scempio delle presenti rovine alla gloria delle passate grandezze. ===''L'uomo al punto''=== In questa folta selva di mali che ingombrano tutta la terra, sì raddoppiati e densi, che nell'aggirarci che per lo mezzo d'essi facciamo, appena è mai, che volte a una sciagura le spalle fuggendone, non diam di petto in un'altra scontrandola; pur nondimeno è vero, non avervi niun [[Bene e male|male, a cui manchi questa qualunque condizion di bene]], cioè, il poter'avvenire ch'ei non avvenga. ==Citazioni su Daniello Bartoli== *Pari o somigliante a quel terribile e stupendo Bartoli non abbiamo nessuno. Il quale nelle Istorie volò come aquila sopra tutti i nostri scrittori. ([[Pietro Giordani]]) *Alla prosa d'arte si ascrivono prevalentemente le opere di Daniello Bartoli, che pur trattano argomenti storici, speculativi, scientifici, religiosi, perché tra le facoltà dello scrittore sormonta il piacere descrittivo della parola, e, si potrebbe dire, la stremata e rotta poesia del dizionario. ([[Francesco Flora]]) *Il Bartoli, come tutti i Gesuiti, non ha un affetto mai, non ti fa sentire mai un affetto neppure pei Santi dei quali egli parla, onde tu non sai se egli creda davvero quello che dice: nessun pensiero mai, né ti fa mai meditare. Egli ebbe memoria forte, e fantasia gagliardissima, però il suo stile è tutto immagini, tutto frasi, tutto parole; è un giuoco, una fantasmagoria, e niente altro. Dentro è vuoto, senza pensiero, senza vita, senza verità, senza ordine: e un fascio di fattarelli tratti da tutti gli scrittori sacri e profani, o descrizioni di ogni minima inezia. ([[Luigi Settembrini]]) *Il Bartoli rappresenta la mentalità tipica del letterato del Seicento: meravigliosa padronanza della forma, assoluta mancanza o deficienza di pensiero. Non si direbbe davvero che egli sia venuto al mondo una generazione dopo il Galileo e il Sarpi. ([[Eugenio Donadoni]]) *Il [[Giovan Battista Marino|Marino]] della prosa fu Daniello Bartoli, fabbro artificiosissimo e insuperabile di periodi e di frasi, di uno stile insieme prezioso e fiorito. È stato in ogni angolo quasi della terra; ha fatto migliaia di descrizioni e narrazioni: non si vede mai che la vieta di tante cose nuove gli abbia rinfrescate le impressioni. Retore e moralista astratto, pieno il capo di mitologia e di sacra scrittura, copiosissimo di parole e di frasi in tutto lo scibile, colorista brillante, credé di poter dir tutto, perché tutto sapeva ben dire. La natura e l'uomo non è per lui altro che stimolo e occasione a cavargli fuori tutta la sua erudizione e frasario. Altro scopo più serio non ha. Estraneo al movimento della coltura europea e a tutte le lotte del pensiero, stagnato in un classicismo e in un cattolicismo di seconda mano, venutogli dalla scuola, e non frugato dalla sua intelligenza, il suo cervello rimane ozioso non meno che il suo cuore; e la sua attenzione è tutta intorno alla parte tecnica e meccanica dell'espressione. Tratta la lingua italiana, come greco o latino, come lingua morta, già fissata, e da lui pienamente posseduta. ([[Francesco De Sanctis]]) ===[[Giacomo Leopardi]]=== *Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di Daniello Bartoli. *Il p. Dan. Bartoli è il Dante della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. *Uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e piú profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Daniello Bartoli, ''Dell'uomo di lettere difeso e emendato'', Giacinto Marietti, Torino, 1834. *Daniello Bartoli, ''[https://books.google.it/books?id=kZwDAAAAcAAJ Della Geografia trasportata al Morale]'', Egidio Ghezzi, Roma, 1664. *Daniello Bartoli, ''[https://books.google.it/books?id=N-pLAAAAYAAJ&hl=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false La geografia trasportata al morale]'', dalla tipografia di Giacinto Marietti, Torino, 1839. *Daniello Bartoli, ''[https://books.google.it/books?id=QLm97kZaDnkC La ricreatione del savio]'', Ignatio de' Lazzeri, Roma, 1659. *Daniello Bartoli, ''La ricreazione del savio'', Borel e Bompard, Napoli, 1839. *Daniello Bartoli, ''L'uomo al punto'', 2 voll., a cura di Adolfo Faggi, UTET, Torino, 1930. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bartoli, Daniello}} [[Categoria:Gesuiti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] cof5y5za44xvlh30caqgqkw7a10jtbk Aldo Cazzullo 0 58407 1420357 1414791 2026-07-13T21:54:39Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Aldo Cazzullo */ +1 1420357 wikitext text/x-wiki [[File:Aldo Cazzullo (cropped).JPG|thumb|Aldo Cazzullo nel 2009]] '''Aldo Cazzullo''' (1966 – vivente), giornalista italiano. ==Citazioni di Aldo Cazzullo== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Alberto Arbasino]]}} Anticomunista e avversario del politicamente corretto senza essere di destra. Pronto a intervenire nel dibattito civile senza essere di sinistra.<ref>Da [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2005/aprile/18/politica_sto_sempre_fuori_dai_co_9_050418075.shtml ''In politica sto sempre fuori dai cori Berlusconi? Arricchisce amici e nemici''], ''Corriere della Sera'', 18 aprile 2005.</ref> *La richiesta di giustizia, che sale dalle famiglie delle vittime dei preti pedofili in America e non solo, deve trovare una risposta. E la Chiesa stessa in passato non ha fatto tutto il possibile per punire e prevenire, preferendo talora sopire e troncare. Ma, se c'è un Papa che non si è nascosto nel silenzio e nell'imbarazzo, ma ha denunciato con forza i crimini e l'omertà, quello è [[Papa Benedetto XVI|papa Ratzinger]]. La sua «Lettera ai cattolici d'Irlanda» è il documento più coraggioso che il [[Città del Vaticano|Vaticano]] abbia prodotto al riguardo nella sua storia.<ref>Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/11_settembre_14/l-ingiustizia-di-un-accusa-aldo-cazzullo_c5a4e7c0-de90-11e0-ab94-411420a89985.shtml L'ingiustizia di un'accusa]'', ''corriere.it'', 14 settembre 2011.</ref> *Dopo il [[Risorgimento]] ci fu al Sud una guerra civile, con atrocità da ambo le parti, a lungo taciute; ma non erano piemontesi contro patrioti. Erano le milizie della borghesia meridionale e ovviamente l'esercito italiano, che difendevano l'unità faticosamente raggiunta contro un'alleanza reazionaria di nostalgici dei Borbone e del potere temporale del clero, oltre a briganti in senso tecnico.<ref>Da ''Nordisti e sudisti litigano, ma in fondo sono d'accordo'', ''Corriere della Sera'', 11 marzo 2017.</ref> *[[Elémire Zolla]] aveva fama di sciamano. Di sicuro, ne aveva l'aspetto. Alto, calvo, baffi bianchi, occhi intensi. Non era travestito da santone, come certi patetici personaggi. Ma aveva una sua forza interiore. Torinese, cresciuto negli ambienti razionalisti [...], se n'era allontanato al punto da diventare il più acuto studioso italiano della letteratura e della filosofia ''hindu''.<ref>Da ''Doppio anniversario in casa Einaudi'', ''Messaggero di sant'Antonio'', n. 1290, gennaio 2012.</ref> *''[[Villarbasse]] cascina fatale | nella vasta pianura padana | chi si ferma a guardar le tue mura | presto un segno di croce si fa.''<ref>Da Aldo Cazzullo e Vittorio Messori, ''Il mistero di Torino'', Mondadori, 2014.</ref> *Il meglio d'Italia sono i [[ragazzo|ragazzi]] che non piagnucolano, si mettono in gioco, vanno all'estero, imparano altre lingue, studiano, vincono borse di studio, lavorano. Il percorso di Fabrizia Di Lorenzo è stato interrotto dal terrorismo islamista a Berlino; quello di un'altra ragazza della sua generazione, Valeria Solesin, si era spezzato un anno prima al Bataclan. Ma tante altre italiane seguiranno il loro esempio. Anziché denigrarle, il governo farebbe bene a creare le condizioni affinché chi lo desidera possa tornare in patria.<ref>Da ''I segnali di ripresa e quegli italiani modello per tutti'', ''Corriere della Sera'', 30 dicembre 2016, p. 26.</ref> *Conosco bene [[Napoli]]. La frequento perché mi piace. È una città dall'identità fortissima. Sabato sono stato al centro storico, ho visitato per l'ennesima volta quella meraviglia del Cristo velato. E voglio però evidenziare un pericolo: bisogna stare attenti a non trasformare quella zona di Napoli in uno show-room, in un salotto turistico. Non amo l'oleografia, però l'identità è una cosa e l'oleografia un’altra. Il [[centro storico di Napoli]] ha il suo fascino perché c'è ancora il popolo. Senza popolo, diventa un'altra cosa. Napoli non deve perdere la sua anima, è un pericolo che scorgo.<ref name="Napoli">Da Massimiliano Gallo, ''[https://www.ilnapolista.it/2017/04/aldo-cazzullo-napoli/ Intervista a Cazzullo: «Napoli è la città che meglio esprime l'identità italiana, la rivalità Nord-Sud è anacronistica»]'', ''ilnapolista.it'', 4 aprile 2017.</ref> *Io credo che sia ora di superare questa contrapposizione tra Nord e Sud, che poi non ha ragione d'esistere. A Torino metà della popolazione è meridionale. I miei figli hanno la nonna di [[Potenza (Italia)|Potenza]]. All'estero l'Italia è considerata una grande Napoli. Identificano l'Italia con il mare, il sole, la pizza, la musica. Forse non a tutti i napoletani piacerà sentirselo dire ma Napoli è la città che meglio esprime l'identità italiana, è un'Italia al quadrato. Napoli riguarda tutti noi, ci chiama in causa. Sarebbe ora di smettere di ragionare con il "noi" e "loro".<ref name="Napoli"/> *Questa del 7 maggio 2017 {{NDR|elezione presidenziale di [[Emmanuel Macron]]}} resterà una notte storica. Perché ha dimostrato che l'[[Europa]] in fondo esiste, crede in se stessa, passa la fiaccola alle nuove generazioni; e ha ancora una chance per evitare l'autodistruzione.<ref>Da ''La sfida giovane di Macron a pessimismo e populismo'', ''Corriere della Sera'', 8 maggio 2017.</ref> *Non si combatteva più in terra straniera, per conquistare montagne dal nome slavo, il Matajur e il Kuk, per avanzare in campagne dove non si sentiva una parola in italiano, per prendere città italianissime – [[Trento]] e [[Trieste]] – in cui però nessuno era mai stato. Si combatteva la guerra di casa, per difendere una patria giovane, per impedire che anche alle altre donne venisse fatto quello che stavano subendo le friulane e le venete al di là del Piave e del Grappa. Una guerra che ai nostri nonni, fanti contadini abituati a badare alla terra e alla famiglia, risultava quasi naturale. Se non giusta, inevitabile. Fu la vera nascita della nazione.<ref>Da ''[http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_11/piave-riscatto-che-salvo-italia-a5988af8-c657-11e7-831f-15bae6a1a312.shtml Piave, il riscatto che salvò l'Italia dopo la disfatta di Caporetto]'', ''corriere.it'', 11 novembre 2017.</ref> *''Aldo Laghi'' si chiamava in realtà [[Giulio Bolaffi]]. Imprenditore (era il Bolaffi dei francobolli), ufficiale degli alpini, fu tra i primi a salire in montagna, nelle valli di Lanzo. Grande organizzatore, comandante coraggioso, salvò centinaia di ebrei, sconfisse i tedeschi in campo aperto.<ref>Da ''I partigiani in convento. Una storia di resistenza'', ''Corriere della Sera'', 23 febbraio 2018.</ref> *[[Raoul Casadei]] – poi affiancato dal figlio Mirko – era il nostro piccolo Charles Trenet, che al malamore degli chansonnier contrapponeva la gioia di un cuore che fa bum-bum.<ref>Da ''Un simbolo della rinascita'', ''Corriere della Sera'', 14 marzo 2021.</ref> *«Sorellanza» è la parola chiave per le ''Donne che sfidano la tempesta'', titolo del libro. Con il calore umano ben noto al pubblico, [[Myrta Merlino]] ne ha raccolto le storie, componendo un racconto a più voci della condizione femminile, e di come l'Italia abbia affrontato e battuto la pandemia grazie a infermiere e cassiere, giovani impiegate e nonne, fornaie e commesse di Amazon, croniste e ostetriche.<ref>Da ''Fabiana, Monica e le altre che non si arrendono (nel nome della sorellanza). <small>L'autrice: una nuova leadership femminile è possibile.</small>'', ''Corriere della Sera'', 20 ottobre 2021.</ref> *«Citius altius fortius»: De Coubertin sognava un'umanità che fosse sempre più veloce, più forte e in grado di [[Salto in alto|saltare appunto più in alto]]. All'inizio lo si faceva con una sforbiciata, ricadendo in piedi. Poi si passò al ventrale, valicando l'asticella appunto con il ventre. [[Dick Fosbury|Fosbury]] apparteneva però a quella genìa di uomini che sanno vedere le cose dall'altra parte.<ref name="Fosbury">Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/index/23-03-2023/index.shtml Quando Fosbury ci insegnò a saltare più in alto]'', ''corriere.it'', 24 marzo 2023.</ref> *[...] l'ultima grande ventralista, Rosemarie Ackermann, perdette il record mondiale e il titolo europeo grazie alla nostra Sara Simeoni, in quella che resta [[Campionati europei di atletica leggera 1978 - Salto in alto femminile|la più bella gara di salto in alto di tutti i tempi]]: a Praga, sotto la pioggia, Sara eguagliò il suo stesso primato a 2.01.<ref name="Fosbury"/> *Le professoresse di lettere sono il fondamento su cui si basa questo paese.<ref>Da ''Quante storie'', Rai 3, 5 ottobre 2023; video [https://www.raiplay.it/video/2023/09/Quante-storie---Puntata-del-05102023-f1704e72-574e-428a-9b3a-c62251a2c268.html disponibile] in ''raiplay.it''.</ref> *Capisco che l’Italia è in debito con la Sicilia, lo è anche il Piemonte. Ma basta con questo noi e voi, Nord e Sud, isolani e continentali. Come si fa a non capire che dietro tanto mugugno incrociato, quello di chi dice che gli uni senza gli altri sarebbero ricchi e felici, si nasconde un modo per scaricare le proprie responsabilità e non fare niente. È un discorso consolatorio e inutile, anzi controproducente. <ref name=sici>Citato in Gerardo Marrone,''[https://www.lasicilia.it/cultura/aldo-cazzullo-e-la-sicilia-attrazione-fatale-per-lisola-ma-non-per-la-classe-politica-2071418/ Aldo Cazzullo e la Sicilia <<Attrazione fatale per l'Isola ma non per la classe politica>>]'', ''lasicilia.it'', 11 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Sul rapporto con la [[Sicilia]]}} È un’attrazione fatale, davvero fatale. <ref name=sici/> *I Savoia per un momento ebbero [[Piemonte]] e Sicilia ma appena capirono che gestire la vostra Isola era troppo complicato si accontentarono della [[Sardegna]]. <ref name=sici/> *Quando vado a [[Palermo]], mi sento in un altrove per profumi, per colori, e noto che i palermitani ne sono compiaciuti. I [[Catania| catanesi]], invece, ci restano male se gli dici una cosa simile e ti dicono: ma quale altrove, qui siamo in Europa e questa è la porta d’Europa. Sarà un luogo comune parlare di Milano del Sud ma, secondo me, è vero. <ref name=sici/> *{{NDR|Sulla vittoria dell'Italia al [[Pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade - Torneo femminile|torneo femminile di pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade]]}} L'America sembravamo noi. Non solo per il livello stratosferico del gioco; per la mescolanza. L'unità nella differenza. Ekaterina Antropova, nata in Islanda da genitori russi, abbraccia Sarah Fahr figlia di uno skipper tedesco e cresciuta sull'isola d'Elba, che abbraccia Myriam Sylla nata a Palermo da genitori ivoriani e cresciuta a Valgreghentino in provincia di Lecco, che abbraccia Alessia Orro avvolta nella bandiera sarda [...], che abbraccia Paola Egonu nata a Cittadella da genitori nigeriani, il padre camionista di Lagos la madre infermiera di Benin City, già capitale di un grande impero africano. Tutte indossano la maglia azzurra. E tutte abbracciano Julio Velasco: padre peruviano morto di pancreatite quando aveva sei anni, madre argentina, un fratello ''desaparecido''; arrivato in Italia nel 1983, nel 1989 già allenatore della nazionale maschile. [...] da oggi chi nega che l'Italia possa essere un Paese multietnico ha un argomento in meno.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi/24_agosto_12/egonu-icona-tecnica-mente-politica-cosi-velasco-ha-ri-lanciato-paola-b2333f2c-781e-4e4a-bcfe-6a402eaebxlk.shtml Egonu e Velasco, l'incontro tra due numeri uno (e la genesi di un capolavoro): «Paola è un'icona. Con lei ho gestito tre punti»]'', ''corriere.it'', 12 agosto 2024.</ref> *L'[[Alternative für Deutschland|Afd]] non è un partito nazista. Ma è un partito anti-antinazista. Non rivaluta Hitler; allude, distorce, minimizza. Di fatto nega qualsiasi responsabilità storica dei padri: una cosa che a tanti tedeschi piace moltissimo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/opinioni/25_gennaio_17/la-svolta-in-arrivo-di-berlino-9e236003-24a1-4e56-819b-4f9cb0cb0xlk.shtml La svolta (in arrivo) di Berlino]'', ''corriere.it'', 17 gennaio 2025.</ref> *{{NDR|Sul [[Festival di Sanremo 2025]]}} È ormai qualche anno che non abbiamo grandi Sanremo. Non è certo colpa di Amadeus e di Carlo Conti, che sono quanto di meglio ha espresso l'intrattenimento tv degli ultimi anni [...]. C'è sempre nella storia un momento in cui le muse tacciono, la sacra fonte Castalia si inaridisce, gli elfi abbandonano la Terra di Mezzo, gli dei non parlano più. E poi i giudizi sono sempre relativi. [...] È difficile oggi, almeno per uno della mia generazione, appassionarsi a questi trapper tatuati, a questi rapper delinquenti, a queste canzoni un po' tutte uguali, anche perché sono scritte dalle stesse persone. Giorgia ad esempio è meglio della canzone che porta. Quella di Gabbani è come sempre orecchiabile, ma in passato Francesco ha fatto di meglio. Lucio Corsi [...] ha l'effetto che ebbero Lodo Guenzi e Dargen D'Amico: la salutare increspatura nel vetro.<ref>Dal ''Corriere della Sera'', 14 febbraio 2025; citato in un [https://www.facebook.com/corrieredellasera/posts/pfbid02p9b52xrY7WxvQmm5pU9vgUAMVposZH82ThtErFqXosH8AkcSyev9H6s1yJvJ19rzl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com''.</ref> *[[Valerij Abisalovič Gergiev|Valerij Gergiev]] non è un grande artista che non ha avuto il coraggio di andare contro Putin per non fare la fine di [[Aleksej Naval'nyj|Aleksei Navalny]], [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] e altre decine di eroici oppositori eliminati fisicamente dal criminale di guerra che purtroppo governa la Russia. Valerij Gergiev è un grande artista che sostiene apertamente Putin, che non ha esitato a prendere il posto del direttore del Bolshoi cacciato per aver preso, lui sì, posizione contro l'aggressione all'Ucraina. È una pedina della propaganda di un dittatore che sta massacrando i civili ucraini, dopo aver condotto una guerra di sterminio in Cecenia.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/25_luglio_19/far-dirigere-il-russo-gergiev-non-favorira-la-pace-rd-f359eeda-2ade-4da6-b1b7-d35378607xlk.shtml Far dirigere il russo Gergiev non favorirà la pace]'', ''corriere.it'', 19 luglio 2025.</ref> *[[Nicolas Sarkozy]] è corpo estraneo alla società e al sistema francese. Ha un cognome ungherese, è astemio, non mangia formaggio. Soprattutto, è stato eletto all’insegna della «rupture»: la rottura appunto con il sistema. Solo che i francesi si lamentano del sistema, ma non intendono affatto rinunciarvi, a cominciare da una forte protezione sociale e dall’economia più regolata d’Europa. Sarkozy conquistò la guida del partito e le presidenziali del 2007 su una linea di destra dura, nella speranza di prosciugare il bacino elettorale dei lepenisti. È accaduto esattamente il contrario. Una certa spigolosità del personaggio non l’ha aiutato. Sarkozy non aveva né l’allure di un De Gaulle o di un Mitterrand, né l’empatia umana di uno Chirac o di un Hollande. Si è fatto strada accoltellando alle spalle il suo mentore, appunto Chirac, e ha assunto un atteggiamento molto duro nei confronti non solo dei delinquenti ma in genere delle classi disagiate.<ref>Da ''Sarkozy corpo estraneo e la fedeltà di Carla'', ''Corriere della Sera'', 25 ottobre 2025, p. 41</ref> *[[Vladimir Putin]] è un criminale di guerra, che in Ucraina ha condotto un conflitto d'aggressione anche contro i civili e continua a mietere vittime innocenti, come peraltro fa regolarmente dentro i propri confini, dallo sterminio dei ceceni all'eliminazione fisica di giornalisti sgraditi e oppositori politici. E questa non è un'opinione; è un fatto.<ref name=pacetrump>Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/25_novembre_22/la-pace-di-trump-favorisce-putin-rd-6eb9e381-761b-40c5-bec8-d39fbd116xlk.shtml La pace di Trump favorisce Putin]'', ''corriere.it'', 22 novembre 2025.</ref> *È evidente che i 28 punti favoriscono la Russia, che non soltanto si tiene il Donbass ma rientra nel G8; mettono in grande difficoltà Zelensky, chiamato nel giro di cento giorni a sottomettersi al giudizio del popolo in circostanze certo non facili; umiliano l'Unione europea; e consentono a Trump di guadagnare — proprio in termini economici — sia dai russi sia dagli ucraini. Kiev può entrare nell’Ue ma non nella Nato. L'America si impegna a difenderne l’indipendenza. Resta da capire: sono parole vuote, o Trump è davvero pronto a una guerra con la Russia se Putin tornasse all'offensiva? Soprattutto: di Putin ci si può fidare?<ref name=pacetrump/> *...l'[[evasione fiscale|evasione]] e l'[[elusione fiscale]] sono il più grande business del pianeta. Sottrarre al fisco e agli Stati nazionali le immense ricchezze generate dalla tecnofinanza è, ripeto, il business più grande. Penserete mica che questo business non venga difeso? Giornalisti prezzolati o anche solo conformisti, opinionisti a libro paga, account falsi sono soltanto la punta dell'iceberg. La lobby dell'evasione e dell'elusione ha infiltrato le istituzioni finanziarie, piazza suoi uomini in Parlamento, nei governi, negli organi di controllo, in Europa. E ha un forte consenso nell'opinione pubblica: chi non paga è un furbo che ce l'ha fatta.<ref>Dalla rubrica "Lo dico al Corriere", ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/25_dicembre_21/perche-viene-insultato-chi-critica-l-elusione-fiscale-rd-1a957815-5794-41fc-805c-94593ca8exlk.shtml Perché viene insultato chi critica l'elusione fiscale]'', ''corriere.it'', 21 dicembre 2025.</ref> *Se al [[festival di Sanremo]] di settant'anni fa qualcuno avesse portato una canzone banale e scontata come quella di [[Sal Da Vinci]], l'avrebbero bocciata sonoramente. Non si tratta di essere contro il popolo. «[[Nel blu dipinto di blu]]» era una canzone popolarissima. Ed era, anzi è, una canzone meravigliosa, che esprimeva quel preciso momento storico, l’inizio del miracolo economico, e quindi la fiducia nella vita e nel futuro. «[[Per sempre sì]]» potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della [[camorra]], o a essere generosi una canzone di [[Checco Zalone]]; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico.<ref name="Sanremo">Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/26_marzo_04/il-paese-dove-chiunque-puo-fare-qualsiasi-cosa-rd-62df750f-6354-4062-b9cb-0b2d65bfexlk.shtml Il Paese dove chiunque può fare qualsiasi cosa]'', ''corriere.it'', 4 marzo 2026.</ref> *Resta l'impressione che l'Italia dei primi anni 2000 sia un Paese in cui chiunque possa fare qualsiasi cosa. Chiunque può allenare la Nazionale, chiunque può fare il presidente del Consiglio, chiunque può fare il capo dell'opposizione, al prossimo giro chiunque potrà fare il presidente della Repubblica; e Sal Da Vinci può [[Festival di Sanremo 2026|vincere]] il festival di Sanremo.<ref name="Sanremo"/> *La [[Napoli]] di Sal Da Vinci oggi, come la Napoli di [[Mario Merola]] ieri, rappresenta uno stereotipo che con la cultura napoletana non ha molto a che fare. È un’attitudine strappacore, enfatica, consolatoria: l'amore per sempre, ti prometto davanti a Dio… Mi sembra un passo indietro non solo rispetto a «Quanno chiove», ma anche rispetto a «Nel blu dipinto di blu». Modugno era pugliese, anche se passava per siciliano, ma era comunque un artista del Sud; e la canzone con cui vinse Sanremo nel 1958 era molto popolare e molto moderna. Purtroppo non possiamo dire lo stesso di Sal Da Vinci.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/26_marzo_05/sal-da-vinci-e-la-napoli-che-vorrebbe-chi-detesta-napoli-rd-98f83f4d-d162-4636-a0de-2abda7965xlk.shtml Sal Da Vinci è la Napoli che vorrebbe chi detesta Napoli]'', ''corriere.it'', 5 marzo 2026.</ref> *Ricordo quando scrivevo che [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]] era una figura eroica. Ogni volta ricevevo valanghe di mail e di commenti sui social, curiosamente quasi tutti uguali, in cui mi si diceva: e allora Assange? Come a dire che Oriente e Occidente pari erano, che il dissenso veniva criminalizzato e punito allo stesso modo. Bene, adesso abbiamo la risposta: Assange è giustamente libero a casa sua, Navalny è sotto un palmo di terra a Mosca, e Putin farebbe fare volentieri la stessa fine alla vedova che porta avanti la battaglia del marito.<ref name="regimeputin">Da ''[https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/26_aprile_22/insulti-a-meloni-regime-putin-rd-aa29cf74-8f3a-4c4d-b42e-305454e9exlk.shtml Gli insulti a Meloni? Questo è il regime di Putin]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2026.</ref> *I critici di Navalny sostenevano che anche lui fosse un nazionalista di destra. E allora? Essere contro Putin non significa essere di sinistra. Significa volere per il popolo russo la libertà, la democrazia, la dignità che ora gli sono negate.<ref name="regimeputin"/> *La sua carriera non si legge solo attraverso i numeri quasi disumani di assist, di gol, di punizioni, di invenzioni. [[Lionel Messi|Messi]] ha dimostrato al mondo che tutto è possibile, che ognuno di noi possiede il proprio talento, e prima o poi avrà l’occasione per dimostrarlo. E il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché un nanerottolo che nessuno voleva mettere in campo è diventato il campione più grande.<ref> Da ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/26_luglio_07/messi-l-infinito-in-campo-l-errore-la-riscossa-il-pianto-ecco-perche-nessuno-sara-mai-come-lui-5547b980-e200-4d37-b1e2-e7cff3f4dxlk.shtml Messi, l'infinito in campo: l'errore, la riscossa, il pianto. Ecco perché nessuno sarà mai come lui]'', ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/giugno/17/grande_fiume_politicamente_conteso_co_9_070617119.shtml Il grande fiume politicamente conteso]''|''Corriere della Sera'', 17 giugno 2007.}} *Fiume maschio, nell'iconografia delle fontane (femmine invece la Dora e altri affluenti). Ma nell'immaginario degli italiani l'idea del [[Po]] non si lega tanto al corso d'acqua, quanto ai popoli che ne abitano le rive. *Il Po è terra contesa e mito politico sin dalla classicità. Generazioni di invasori vi hanno abbeverato i cavalli, fino a [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] che invitava l'Armée a pregustare le delizie della «più fertile pianura della terra»; ed era un reduce napoleonico il capostipite della saga familiare raccontata da [[Riccardo Bacchelli|Bacchelli]] nel Mulino del Po. *Poi venne la [[Lega Nord|Lega]]. Il Dio Po, come da titolo del saggio di [[Gian Antonio Stella]]. Eridano Bossi, ultimogenito del capo. La gita secessionista in battello. Il rito dell'ampolla – accostata da qualche volenteroso al Sacro Graal – riempita a Pian del Re e svuotata nella laguna di [[Venezia]] (la Serenissima all'apparenza con il Po non c'entra, ma nel 1599 con opera ciclopica ne deviò il corso per evitare l'insabbiamento di [[Chioggia]] e rubare una via d'acqua ai papalini di [[Ferrara]]). {{Int|''Il mistero della longevità (e la bisnonna del mondo)''|''Corriere della Sera'', 25 aprile 2021.}} *{{NDR|Su [[Jeanne Calment]]}} Nata nel 1875, era già moglie ai tempi del caso Dreyfus, mamma quando il generale [[De Gaulle]] andava alle elementari, nonna prima della crisi del 1929. Lei palesemente ci aveva preso gusto, si era calata nella parte: raccontava di essere stata ai funerali di [[Victor Hugo]], di aver conosciuto [[Van Gogh]] – «sporco e malaticcio» –, di aver ballato con [[Joséphine Baker]]. Le furono tributati funerali solenni. Il presidente della Repubblica, che era allora [[Jacques Chirac]], ebbe parole affrante per la «nonna della patria». *Ancora oggi, alla voce [[Jeanne Calment]], [[Wikipedia]] parla della «donna più vecchia del mondo», senza fare cenno all'inchiesta dei russi e ai dubbi che ha sollevato in tutto il mondo. Forse perché in gioco non c'è soltanto l'orgoglio sciovinista francese, ma il sogno dell'umanità di vivere in eterno, o comunque senza un limite prestabilito. Insomma: non sporchiamo questa bella storia con la verità. *Fatta questa constatazione, i russi guastafeste e dissacratori si sono messi a indagare. [[Jeanne Calment]] aveva perso solo due centimetri di statura: impossibile. Le immagini televisive la mostrano mentre si alza da sola dalla sedia: impossibile (qualche volta, del resto, fatichiamo ad alzarci pure noi cinquantenni). La pelle del suo volto era grinzosa, ma non quanto avrebbe dovuto se l'età dichiarata fosse stata autentica. Altri dettagli non tornavano. L'archivio di Jeanne, con i suoi documenti, è stato distrutto. E il certificato di morte della figlia Yvonne, ufficialmente uccisa dalla pleurite nel 1934, non si trova. Da qui l'ipotesi: di pleurite sarebbe morta in realtà la vera Jeanne Calment; e la figlia avrebbe preso il suo posto, per non pagare le esose tasse di successione. Yvonne Calment sarebbe quindi morta a 99 anni: un'età ragguardevole; ma non certo un record. {{Int|''Il risveglio di Genova''|''Corriere della Sera'', 12 ottobre 2022.}} *Clavarino {{NDR|Carlo, presidente esecutivo di Aon, il colosso delle assicurazioni}} ha fatto restaurare [[Palazzo Spinola di Pellicceria|palazzo Spinola]]: una meraviglia da restare senza fiato, con soffitti alti quattordici metri interamente affrescati, un lampadario da quasi quattro metri di diametro e mille candele, e tele di [[Rubens]], [[Van Dyck]], [[Tintoretto]], [[Luca Cambiaso]] e altri maestri del [[Rinascimento]]. *[...] un palazzo che riserva sorprese a ogni angolo, tra cui una libreria che si apre con un congegno e rivela una camera da letto. Dettaglio non casuale: palazzo Spinola è uno dei [[Palazzi dei Rolli]], patrimonio dell'[[Unesco]], detti anche la Reggia repubblicana. *Poiché [[Genova]] non aveva un Palazzo reale, l'imperatore e i grandi della corte di Spagna e delle altre famiglie regnanti venivano ospitati, a seconda del loro rango, nei palazzi di quella che oggi è [[Via Garibaldi (Genova)|via Garibaldi]] e nelle viuzze attorno: il sistema era codificato, proprio come oggi gli hotel da una a cinque stelle (la camera nascosta dalla libreria era naturalmente a cinque stelle). E a scrivere e illustrare la «guida» ai Palazzi dei Rolli fu il più grande pittore del tempo: Pietro Paolo Rubens. [...] Alcuni tra i Palazzi dei Rolli sono abitati dalla stessa famiglia da cinque secoli, come i Pallavicini e i Cattaneo. {{Int|''[https://torino.corriere.it/sport/juventus/22_ottobre_14/derby-partita-pericolosa-ricordo-classe-platini-dolore-dell-83-d02f1666-4bf8-11ed-9dcb-b248fbaa757f.shtml Derby, partita «pericolosa». Ricordo la classe di Platini e il dolore dell'83]''|''torino.corriere.it'', 14 ottobre 2022.}} *A vedere il [[Derby di Torino|derby]] [...] papà non mi portava. Diceva che era una partita pericolosa. In realtà, sapeva che perdevamo quasi sempre, e non voleva farmi soffrire. Perché la Juve, anche se era più forte, il derby lo pativa moltissimo; e il Toro giocava alla morte. *A [[Paolo Pulici|Pulici]] [...] della Nazionale non importava nulla; a lui interessava solo il Toro, e soprattutto il derby. *Quasi tutti i torinesi che conoscevo erano del Toro. La borghesia torinese del resto tifava (e tifa) Toro, anche perché non amava la [[Fiat]]; gli juventini stavano in alto, nella sfera degli amici degli Agnelli, e in basso, tra gli operai immigrati dal Sud, che diventavano bianconeri anche a fini di integrazione. Poi c'eravamo noi del contado. *[...] un vero juventino non odia affatto il Toro. Quando cadde l'aereo a [[Tragedia di Superga|Superga]], mio padre bambino pianse. Suo padre, mio nonno – ragazzo del '99, bersagliere, vignaiolo –, tifava Toro, come suo fratello, mio zio. Papà divenne juventino perché teneva per i più deboli; che al tempo di Valentino Mazzola erano i bianconeri. {{Int|''[https://www.oggi.it/attualita/opinioni/aldo-cazzullo/2026/01/22/crans-fin-dove-si-spinge-lavidita/ Crans, fin dove si spinge l'avidità?]''|''oggi.it'', 22 gennaio 2026.}} {{NDR|Sull'[[incendio di Crans-Montana]]}} *Era molto tempo che una storia non colpiva la sensibilità dell'opinione pubblica come la strage di Crans Montana. Intanto perché è accaduta la notte di San Silvestro che tutti associamo al divertimento. E poi perché è stata una strage di giovanissimi. Metà delle vittime non aveva ancora 18 anni, partecipava a una di quelle festicciole che abbiamo fatto un po' tutti da ragazzini. Ma in contesti in cui ti senti sicuro, in cui pensi comunque che i tuoi figli o i tuoi nipoti siano sicuri, tra di loro, in un ambiente protetto. È quello che avremmo pensato tutti. Invece è proprio lì che era in agguato la tragedia. *Io non darei la colpa al Signore. Sono gli uomini a sbagliare, proprio per avidità, cattiveria, ignoranza... Anche chi non ha fede ha l'impressione che esistano delle energie che noi non possiamo capire, delle speranze, delle coincidenze positive. Possibile che tutto questo non sia accaduto? Anzi che sia accaduta questa cosa così orrenda, crudele e malvagia, queste morti dolorose, improvvise, ingiuste, persone che si erano appena affacciate sull'esistenza? Erano tutti ragazzini che non hanno fatto nulla di male, facce pulite, bei volti di ragazzi che facevano la stessa scuola. Insomma è un mistero, è il mistero del male, il mistero della sofferenza ingiusta, il mistero del dolore che torna a interrogarci, ecco. Su cui non abbiamo nessun controllo. *Qualcuno ha fatto notare che questa strage è anche un po' la metafora della condizione giovanile. In Italia, in Europa, facciamo pochi figli e forse a volte li viziamo un po' troppo, non li prepariamo alle difficoltà della vita. Così facendo però poi di fatto li maltrattiamo, perché diamo loro poche opportunità. ==''Mussolini il capobanda''== ===[[Incipit]]=== Cent’anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l’aveva messo al mondo. Oggi in Italia ci sono gli estimatori di [[Benito Mussolini|Mussolini]]: pochi, ma non pochissimi. Troppi. Poi ci sono gli antifascisti convinti: molti, ma non moltissimi. E poi c’è la maggioranza. Che crede, o a cui piace credere, in una storia immaginaria, consolatoria, autoassolutoria. La storia più o meno è questa: fino al 1938 Benito Mussolini le aveva azzeccate tutte; e tutti gli italiani erano fascisti. Certo, il Duce aveva avuto la mano pesante con gli oppositori; ma insomma quando ci vuole ci vuole; in fondo non ha ammazzato nessuno, o quasi. Amante delle arti e delle donne, bonificatore di paludi, demolitore di anticaglie e costruttore di nuovi quartieri: un capo pieno di virtù. Peccato solo la sbandata per Hitler, le leggi razziali, la guerra fatta per raccogliere «qualche migliaia di morti» ed essere ammessi al tavolo della pace. Peccato, davvero. ===Citazioni=== * La guerra era insita nel [[fascismo]] e nella testa di Mussolini fin dal primo giorno. Il fascismo nasce con la guerra e muore (purtroppo non del tutto) con la guerra. L’idea della violenza come levatrice della storia, della guerra come modo di imporre una nazione su un’altra, e una razza sull’altra, accompagna il fascismo dalla sua nascita alla sua morte (apparente). Il germe del fascismo è già negli spaventosi massacri della prima guerra mondiale – «trincerocrazia!» ringhia il Duce –, e nei torbidi dei primi anni del dopoguerra, segnati dagli scioperi rossi e dalla durissima reazione nera. (p. 12) * Il caso – ma forse non il caso – volle che tra i più accaniti resistenti alla barbarie naziste ci fosse un generale francese, [[Charles de Gaulle]]. La persona che amava di più al mondo, sua figlia Anne, era affetta dalla sindrome di Down. Morì a vent’anni, tra le braccia dei genitori. Allora de Gaulle e la moglie Yvonne fondarono un istituto dove venissero accolti e seguiti bambini come quelli che i [[Nazionalsocialismo|nazisti]] sopprimevano. È utile ricordarlo; perché la scelta tra il nazifascismo e la democrazia non è una scelta tra [[destra]] e [[sinistra]], ma tra civiltà e barbarie. (pp. 15-16) * Nel 1942 Benito Albino muore. […] [[Benito Mussolini|Mussolini]] sapeva che Benito Albino era sepolto vivo in manicomio? Gli si può attribuire l’atrocità di aver fatto sopprimere il proprio stesso figlio? Non ci sono prove. Ma la maggioranza dei ricercatori che si sono occupati di questa storia afferma categoricamente di sì. La polizia di Mussolini era al suo personale servizio, lo informava di ogni dettaglio della vita privata dei gerarchi, di amici e nemici: difficilmente avrebbe taciuto al Duce notizie di suo figlio. E difficilmente l’apparato repressivo del fascismo avrebbe disobbedito alla richiesta di commettere un delitto. Fosse anche quello di eliminare, o di lasciar morire, un ragazzo innocente. ( Cap. ''Uno «Toglietemeli di torno» Storia di Ida Dalser e di Benitino'') ==''Possa il mio sangue servire''== ===[[Incipit]]=== «Babbo adorato, il tuo unico figlio si allontana da te. Non perderti d’animo e accetta quest’ultimo volere di Dio. Ti raccomando la mamma: anche per lei devi essere forte. Muoio con la grazia di Dio e con tutti i conforti della nostra religione. Nel momento supremo Tu sarai nel mio cuore e sul mio labbro. Arrivederci, Babbo, ti stringo a me nel virile abbraccio degli uomini forti e chiedo la tua benedizione. Babbo adorato, se la mia vita fu serena e facile io lo devo a Te, che mi hai guidato col tuo amore, col tuo lavoro, col tuo esempio. Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra terra a essere onorata e stimata nel mondo intero. Prego i miei di non voler portare il lutto per la mia morte; quando si è dato un figlio alla [[Patria]], comunque esso venga offerto, non lo si deve ricordare col segno della sventura. Con la coscienza sicura d’aver sempre voluto servire il mio Paese con lealtà e con onore, mi presento davanti al plotone d’esecuzione col cuore assolutamente tranquillo e a testa alta. Possa il mio grido di “Viva l’Italia libera” sovrastare e smorzare il crepitio dei moschetti che mi daranno la morte; per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice. Franco Balbis Torino, 5 aprile 1944.» === Citazioni === *La Resistenza per [[Emanuele Artom|Emanuele {{NDR|Artom}}]] è uno sbocco naturale. Dopo i primi mesi con i garibaldini, nel gennaio 1944 si unisce agli azionisti della Val Pellice, di cui diventa commissario politico. Passa di banda in banda, batte la Val Germanesca, marcia per intere notti, partecipa ai combattimenti. All'apparenza è la persona meno adatta alla guerriglia: fragile, timido, maldestro, un «primo della classe» cresciuto in un mondo di libri, cultura e discussioni, oggi si direbbe un ''nerd''. (cap. XXII, p. 372) *Il 25 marzo {{NDR|1944}} Artom, che si trova con Franco Momigliano, Ugo Sacerdote, Gustavo Malan e Ruggero Levi, è raggiunto da una pattuglia di SS italiane che risale la montagna: gli altri riescono a fuggire, lui cade a terra sfinito; Ruggero Levi, un altro giovane partigiano torinese, si ferma per non lasciarlo solo. I due amici vengono portati nelle carceri di Luserna San Giovanni. Un fascista, a cui Emanuele ha salvato la vita, lo denuncia come ebreo. I «ragazzi di Salò» e i tedeschi lo sottopongono a spaventose torture. Semisvenuto per le percosse, per umiliarlo lo caricano a forza sul dorso di un mulo. gli mettono una scopa sotto il braccio, un cappellaccio in testa, e con il volto tumefatto lo fotografano ed esibiscono come trofeo di guerra. L'immagine appare sul settimanale bilingue «Der Adler», diffuso in Italia, con la didascalia: «Bandito ebreo catturato». (cap. XXII, pp. 374-375) *Il 31 marzo {{NDR|1944}} Emanuele Artom è trasferito alle nuove di Torino, dove muore il 7 aprile a causa delle sevizie. Due suoi compagni di prigionia sono costretti a seppellirlo di notte in un bosco presso Stupinigi. Il corpo dell'uomo che sarebbe forse diventato uno tra i più importanti intellettuali italiani del dopoguerra non sarà mai ritrovato. (cap. XXII, p. 375) ==''Viva l'Italia''== ===[[Incipit]]=== Il presidente rivolto agli accusati dice: “Avete nulla da aggiungere in vostra difesa?” Il generale [[Giuseppe Perotti|Perotti]] si alza: ”Se il capitano [[Franco Balbis|Balbis]] e il tenente Geuna hanno responsabilità, essi lo debbono esclusivamente all’obbedienza prestatami. Chiedo che se ne tenga conto.” Il tenente [[Silvio Geuna|Geuna]] si alza e dice: ”Voglio dire che quello che ho fatto l’ho fatto di mia spontanea volontà e non per istigazione del generale Perotti, e siccome io sono scapolo mentre il generale Perotti è padre di tre figli, chiedo al tribunale di voler dare al generale la pena dell’ergastolo che è stata chiesta per me, e a me la morte.” Il generale Perotti si alza e grida: ”Viva l’Italia! ” Gli imputati rispondono: ”Viva l’Italia! ” Il tribunale si ritira. ===Citazioni=== * [[Luigi Einaudi|Einaudi]] era già il migliore economista di Torino quando una mattina del 1919 gli entrò nello studio una matricola dell'università, figlio di un droghiere, che gli chiese un articolo per la sua rivista, specificando di non poter pagare. Einaudi accettò e fu anche grazie a lui che l'allievo divenne [[Piero Gobetti]], liberale antifascista morto esule a 25 anni dopo essere stato aggredito dagli sgherri del regime {{NDR|fascista}}. (''Il duce buono e i partigiani cattivi)'' * Sino all’ultimo, [[Papa Pio IX|Pio IX]] sarà nemico giurato dell’unità nazionale, del liberalismo, della democrazia. Quando, nel 2000, verrà fatto santo, in un paese distratto e dimentico solo la voce del cattolicissimo [[Francesco Cossiga]] si alzerà a dire che il Vaticano ha fatto un torto all’Italia. (''I due Giuseppe'') * I ribelli furono braccati con ogni mezzo, nelle città e sulle montagne. La loro storia non è di battaglie vittoriose, gloriosi scontri in campo aperto, finali lieti. È storia di fughe nel fango, appostamenti nella notte, sganciamenti senza speranza. Come nelle pagine di [[Beppe Fenoglio]], che racconta battaglie perdute in partenza e fughe a perdifiato che di rado terminano con la salvezza. Più spesso vengono la cattura, le torture, la morte. E l’esibizione del cadavere, di fronte ai genitori, ai parenti, ai compaesani. (''I centomila martiri'') ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Aldo Cazzullo, ''Viva l’Italia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2010. * Aldo Cazzullo, ''Possa il mio sangue servire'', RCS Libri S.p.A., Milano, 2015. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cazzullo, Aldo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] s1pk5h126zrkqb1kan3i97xab7lxkbv Nazareth 0 60937 1420346 1418557 2026-07-13T20:34:07Z Darkcloud2222 10646 1420346 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Habsora from selezian.jpg|miniatura|Nazareth]] Citazioni su '''Nazareth'''. ==Citazioni== *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] non desiderava che la città di Nazareth venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. ([[Ilan Pappé]]) *Silenzio di Nazareth, insegnaci a essere fermi nei buoni pensieri, intenti nella vita interiore. ([[Charles de Foucauld]]) *Sotto il Regno di Tiberio Cesare, il legnaiuolo Jeushu, figlio di Giuseppe e di Maria, abitava quella borgata, Nazaret, della quale non è menzione in alcuna storia e che le Scritture non nominano: alcune case scavate nel macigno d'una collina, di fronte alla pianura d'Esdrelon. ([[François Mauriac]]) ===''[[Nuovo Testamento]]''=== *Entrato [[Gesù]] in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: "Chi è costui?". E la folla rispondeva: "Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea". (''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *[[Filippo apostolo|Filippo]] incontrò [[Bartolomeo apostolo|Natanaèle]] e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret". Natanaèle esclamò: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *Nel sesto mese, l'angelo [[Arcangelo Gabriele|Gabriele]] fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. (''[[Vangelo secondo Luca]]'') *{{NDR|[[San Giuseppe|Giuseppe]]}} si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno". (''[[Vangelo secondo Matteo]]'') ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Città bibliche]] [[Categoria:Città di Israele]] q28kupbs6e59husbwe7e6xic815b5vc Lionel Messi 0 61269 1420359 1401549 2026-07-13T22:00:15Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Lionel Messi */ +1, tolgo una di un personaggio non enciclopedico e un’altra non significativa 1420359 wikitext text/x-wiki [[File:Argentina team in St. Petersburg (cropped) Messi.jpg|thumb|right|Lionel Messi nel 2018]] '''Lionel Andrés Messi''' (1987 – vivente), calciatore argentino. ==Citazioni di Lionel Messi== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero|Del Piero]]}} È un grandissimo giocatore che ha dato tutto al calcio, alla Juventus e all'Italia. E credo che giochi un calcio molto bello e pulito, è un uomo da ammirare.<ref group="fonte">Dall'intervista ''[http://video.sky.it/?bclid=1571609790&bctid=815448481001#video Messi: «Del Piero, un uomo da ammirare»]'', Sky Sport 24, 5 marzo 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} È il miglior attaccante che abbia mai visto, nessuno ha mai avuto la sua velocità d'esecuzione. Ronaldo è il mio eroe, mi sono sempre piaciuti [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[Ronaldinho]] e [[Rivaldo]] ma Ronaldo è il migliore di tutti.<ref group="fonte">Dal ''FourFourTwo''; citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=397417 Messi esalta l'altro Ronaldo: "È il mio eroe"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 6 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Parlando di Cristiano Ronaldo}} A livello sportivo è stata una lotta molto positiva, ci siamo cibati reciprocamente di questa [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|rivalità]] perché siamo due tipi molto competitivi, vogliamo vincere tutto e sempre, è stato bello per noi stare ai vertici per tantissimi anni perché non è facile farlo, ma è stato bello anche per i tifosi e gli appassionati che ci hanno seguito in tutti questi anni.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''L'Equipe'', citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/04-11-2023/messi-la-rivalita-con-cristiano-ronaldo-ha-fatto-bene-al-calcio.shtml Messi: "La rivalità tra me e CR7 ha fatto bene a entrambi, ci siamo stimolati a vicenda"]'', ''gazzetta.it'', 4 novembre 2023.</ref> {{Int|''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/liga/2012/01/07-214159/Messi%3A+%C2%ABInter,+un+top+club+ma+io+sto+bene+al+Bar%C3%A7a%C2%BB Messi: «Inter, un top club ma io sto bene al Barça»]''|Dall'intervista al ''corrieredellosport.it'', 7 gennaio 2012.}} *Spero di restare al Barcellona fino al termine della mia carriera. Con questa maglia sono diventato un campione e ho vinto tutto. Se non mi cacceranno loro, io non me ne andrò mai. *Ho il massimo rispetto per campioni come [[Pelè]], [[Diego Armando Maradona|Maradona]] o [[Alfredo Di Stéfano|Di Stefano]] e non voglio essere accostato a loro adesso. Ne riparleremo quando mi ritirerò. *{{NDR|Su [[Josep Guardiola|Guardiola]]}} Il tecnico che meglio di tutti conosce il Barcellona. È un tecnico preparato, intelligente, che sa come trattarci e come motivarci. {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Liga/01-10-2012/messi-bravo-ragazzo-meglio-che-campione-912777247856.shtml Messi, il bravo ragazzo: "Meglio che campione"]''|Da un'intervista a ''El Pais''; citato in ''gazzetta.it'', 1º ottobre 2012.}} *Prima di tutto preferisco vincere titoli con la squadra piuttosto che titoli individuali o stabilire record di reti. Però mi preoccupo più di essere una brava persona che il miglior giocatore al mondo. *{{NDR|Quando tutto questo sarà finito, cosa ti resterà?}} Quando smetterò spero di essere ricordato per essere stato un bravo ragazzo. Mi piace fare gol, però mi piace anche avere degli amici in squadra. È bello che ti apprezzino come persona, e abbiano una buona opinione di te al di là del fatto se segni tanti gol o meno. *La mia fortuna è stata di essere capitato in questo Barcellona. *I premi fanno piacere, però preoccupano più voi {{NDR|i giornalisti}} che me, visto che mi chiedete sempre se sia più bravo questo o quello. *[...] so però che stare nel Barcellona ha fatto la mia fortuna, perché qui ci sono grandissimi calciatori. Il Barça mi ha fatto vincere tutto, titoli e premi individuali, e questa squadra è già entrata nella storia per tutto ciò che ha vinto. Una cosa è certa, nel Barcellona e nell'Argentina: è la squadra che mi rende grande, senza l'aiuto dei miei compagni non farei niente, e non avrei vinto nulla. *Battere il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real]] è la sensazione più bella proprio per l'importanza che viene data alla partita. Loro si basano molto sul contropiede, davanti hanno giocatori velocissimi e il collegamento tra difesa ed attacco è di circa cinque secondi: non hanno bisogno di giocare bene per fare tre gol. Io conosco bene Higuain e Di Maria: il primo, se tocca la palla due volte in partita, fa due gol. ==Citazioni su Lionel Messi== *{{NDR|Sul paragone con Maradona}} Ciò che rende Messi migliore è la sua regolarità. Non come [[Diego Armando Maradona|Maradona]]. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera che deve essere considerato il migliore in assoluto. ([[Gerard Piqué]]) *Che sarà di noi quando Messi non giocherà più? ([[Ernest Folch]]) *Come si dice "imbrogliare" in catalano? Barcellona è una città culturale con molti grandi teatri e questi ragazzi hanno imparato molto bene. Lui ha imparato a recitare.<ref>Riferendosi all'azione in cui Messi ha fatto espellere Asier Del Horno, in un match di Champions League perso contro il Barcellona.</ref> ([[José Mourinho]]) *Confrontare Messi con il resto dei giocatori è come paragonare un grande poliziotto con Batman. ([[Jorge Sampaoli]]) *Dovrebbero istituire due Palloni d'Oro ogni anno, uno per lui e l'altro per gli altri. Quando vuole riesce a creare cose inimmaginabili. È il migliore del mondo. Le sue capacità si sono mantenute con il passare degli anni. ([[Jorge Sampaoli]]) *{{NDR|Alla domanda se Messi valga Maradona}} È della stessa categoria. Gioca sempre, con un rendimento sempre altissimo, è giovane e farà ancora in tempo a vincere con l'Argentina, come Maradona. Per me è sicuramente più forte di Cristiano Ronaldo, tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. ([[Paolo Maldini]]) *È il migliore di tutti e domina questo sport come solo [[Michael Jordan|Jordan]] è stato capace di fare con il basket. ([[Josep Guardiola]]) *È un dio, e come persona è ancora meglio che da calciatore. Spero possa vincere la Coppa del Mondo con l'Argentina. L'ho conosciuto quando era ragazzino e l'ho visto crescere, si merita il meglio. ([[Samuel Eto'o]]) *È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui. ([[Arrigo Sacchi]]) *{{NDR|Sul confronto con Cristiano Ronaldo}} La velocità mentale e fisica di Messi è insuperabile. [[Cristiano Ronaldo]] ha raggiunto un livello straordinario, ma ha avuto la sfortuna di capitare nella stessa epoca di Messi. Non c'è paragone tra i due, è chiaro a tutto il mondo. A meno che tu non sia del Real Madrid... ([[Xavi]]) *L'ho visto dal vivo, Messi. Facevo il raccattapalle, Juve-Barcellona 3-0. Non giocò la sua partita migliore, ma se mi dite di descrivere il modo in cui tocca il pallone, non ci riesco. ([[Fabio Miretti]]) * La sua carriera non si legge solo attraverso i numeri quasi disumani di assist, di gol, di punizioni, di invenzioni. Messi ha dimostrato al mondo che tutto è possibile, che ognuno di noi possiede il proprio talento, e prima o poi avrà l’occasione per dimostrarlo. E il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché un nanerottolo che nessuno voleva mettere in campo è diventato il campione più grande. ([[Aldo Cazzullo]]) *Mai visto uno come lui. Oggi molti dicono che passeggia tra le linee aspettando il momento. Non è vero. Lui lo crea il momento. Sa sempre dove stare, come e quando accelerare. Nessuno vince le partite da solo, ma Messi in forma può fare tre gol da solo. E allora è difficile che poi le perdi. ([[Thiago Motta]]) *Messi? È il miglior giocatore di tutti i tempi, ha fatto la storia del Barcellona e del mondo in generale. Sono felice, perché è un grande calciatore ma soprattutto una grande persona. ([[Diego Milito]]) *Messi, [[Neymar]] e [[Luis Suárez (calciatore 1987)|Suarez]] rappresentano il tridente migliore della storia. Secondo il mio parere, Leo è addirittura il numero uno di tutta la storia del calcio, nessuno ha mai fatto quello che ha fatto lui. ([[Andrés Iniesta]]) *Messi è dieci spanne su tutti gli altri. Negli ultimi cinque anni ha fatto centinaia di gol ed ha una continuità devastante. ([[Antonio Cassano]]) *Messi è il miglior giocatore che ho visto giocare, e probabilmente diventerà il migliore di sempre. Messi è unico e fa la differenza. ([[Josep Guardiola]]) *Messi è il migliore di sempre, c'è così tanta differenza con gli altri che è stupido anche solo dubitare di questa cosa. ([[Luis Enrique]]) *Messi è il migliore di tutti, gioca dove e come vuole. Senza mancare di rispetto a chi c'era prima non ci sono paragoni, non c'è niente da fare. Alcuni confronti sono ridicoli. I giocatori di prima erano meno forti fisicamente, ora sono tutti molto più preparati e anche i tecnici lo sono molto di più. ([[Luis Enrique]]) *Messi è invece l'accelerazione e l'accensione, il portatore di superiorità numerica oltre che un finalizzatore come al mondo ce n'è soltanto un altro, Ronaldo. ([[Ivan Zazzaroni]]) *Messi è semplicemente il migliore, per me è un onore dividere la stanza con lui ma anche gli obiettivi e la maglia. ([[Neymar]]) *Messi è una persona tranquilla, umile, che parla solo quando deve parlare. È il capitano e leader della squadra, non si immischia in situazioni che non lo riguardano. Gioca come il miglior giocatore del mondo ma vive come una persona qualsiasi. ([[Gerardo Martino]]) *{{NDR|Nel dicembre 2012}} Messi ovunque va è apprezzato. Ma poi non so se farebbe altrettanto bene altrove: la prova è che in Champions League non ha mai segnato in Inghilterra. ([[Adel Taarabt]]) *Neymar è più forte di Messi, perché gioca bene sia di destro che di sinistro. Messi fa bene nel Barcellona, ma quando va in nazionale ha sempre problemi. ([[Pelé]]) *{{NDR|Alla domanda se Messi sia meglio di Maradona}} Non si può sapere, però sta superando tutti i limiti possibile e immaginabili. Gioca 60 partite all'anno ed è strano che non faccia una doppietta. Messi ha tutto per essere il migliore della storia, oggi è difficile compararlo a Diego perché uno si è ritirato e l'altro no. ([[Esteban Cambiasso]]) *Quando ci giochi contro e vedi la cattiveria e la rabbia con la quale fa determinati movimenti, con la quale prepara il tiro e scaglia il pallone, capisci che si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Quando calcia uno come lui [...], ti accorgi che il peso della palla è diverso rispetto a quella calciata da un giocatore "normale". ([[Gianluigi Buffon]]) *Ricordo gli esordi di Messi, era un ragazzino. Fui io a dargli l'assist per il suo primo gol, in un match contro l'Albacete. Fece un gol straordinario e io pensai: questo è un fuoriclasse, è nato un 'crack'. Non ha mai avuto bisogno di consigli, nemmeno da ragazzino, sapeva sempre che cosa fare. Lui è il migliore del suo tempo, come Maradona lo era del suo. ([[Ronaldinho]]) *Se il Pallone d'Oro viene assegnato al migliore giocatore del mondo, Leo lo avrebbe dovuto ottenere ogni anno a partire dal 2009. Altro livello. ([[Gerard Piqué]]) *Se sogno di raggiungere il livello di Leo? Un momento, non sogno di essere come Messi, perché lui sogna di essere come me... ([[Sergio Agüero]]) *Solo nel genio di Messi c'è una giocata così, che riporta Maradona dentro un campo da calcio. Dribbla tutti, anche i cammelli del deserto, e dà la palla a Julian Alvarez. Questo sta facendo Messi. [...] Slalomeggia lungo la linea laterale, non lo prendono mai, non lo vedono mai. Arresto, ripartenza, non c’è spazio, lo genera, lo inventa, dribbla tutti gli uomini, elargisce amore a tutti attraverso una palla da calcio, questo sta facendo Messi. Ridisegna i confini del suo destino. Questo sta facendo. [...] Sono gli occhi di un fuoriclasse, gli occhi di un bambino che ama il calcio, Lionel Messi, e che lo elargisce a tutti quanti, tutti quanti, anche a chi non sa amare. Aprite il cuore, e ringraziate che Messi sta giocando ancora per tutti quanti, questa è l'unica cosa da dire. ([[Daniele Adani]]) *Sono contento di quello che sta facendo, sta dimostrando da tanti anni di essere il miglior giocatore del mondo. Rappresenta il calcio nel mondo, quando c'è lui in campo la gente si diverte. Ha ancora tanti anni davanti, è bello che sia argentino come me. ([[Javier Zanetti]]) *Spesso sentiamo parlare del confronto tra Messi e Cristiano, tuttavia l'argentino andrebbe paragonato solo a gente come Pelè, Maradona e Cruyff, i simboli della storia del calcio mondiale. C'è una differenza tra i due ed è grande. Uno è un Dio, l'altro ci sono giorni nei quali può fare qualcosa... ([[Hristo Stoičkov]]) ===[[Diego Armando Maradona]]=== *{{NDR|Nel 2010}} Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso. *{{NDR|Nel 2010}} Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese. *{{NDR|Nel 2011}} Sì, Messi è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai. *{{NDR|Nel 2015}} Leo è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli. ===[[Cristiano Ronaldo]]=== *È un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore. *Penso che siamo stati da stimolo l'uno con l'altro ed è anche per questo che la competizione è a livelli altissimi e perché Real e Barça sono le squadre migliori al mondo. *{{NDR|Riferito ai paragoni tra lui e Messi}} Questa storia comincia a stancarmi e credo valga anche per lui. Non si può paragonare una Ferrari a una Porsche perché i motori sono diversi. Lui fa del suo meglio per il Barça, io per il Real. ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Voci correlate== *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Lionel Messi}} [[Categoria:Calciatori argentini|Messi, Lionel]] nj0v32k5dlrjth1v5xuh9pk9215i0rl 1420403 1420359 2026-07-14T05:49:20Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Lionel Messi */ zero rilevanza 1420403 wikitext text/x-wiki [[File:Argentina team in St. Petersburg (cropped) Messi.jpg|thumb|right|Lionel Messi nel 2018]] '''Lionel Andrés Messi''' (1987 – vivente), calciatore argentino. ==Citazioni di Lionel Messi== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero|Del Piero]]}} È un grandissimo giocatore che ha dato tutto al calcio, alla Juventus e all'Italia. E credo che giochi un calcio molto bello e pulito, è un uomo da ammirare.<ref group="fonte">Dall'intervista ''[http://video.sky.it/?bclid=1571609790&bctid=815448481001#video Messi: «Del Piero, un uomo da ammirare»]'', Sky Sport 24, 5 marzo 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} È il miglior attaccante che abbia mai visto, nessuno ha mai avuto la sua velocità d'esecuzione. Ronaldo è il mio eroe, mi sono sempre piaciuti [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[Ronaldinho]] e [[Rivaldo]] ma Ronaldo è il migliore di tutti.<ref group="fonte">Dal ''FourFourTwo''; citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=397417 Messi esalta l'altro Ronaldo: "È il mio eroe"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 6 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Parlando di Cristiano Ronaldo}} A livello sportivo è stata una lotta molto positiva, ci siamo cibati reciprocamente di questa [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|rivalità]] perché siamo due tipi molto competitivi, vogliamo vincere tutto e sempre, è stato bello per noi stare ai vertici per tantissimi anni perché non è facile farlo, ma è stato bello anche per i tifosi e gli appassionati che ci hanno seguito in tutti questi anni.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''L'Equipe'', citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/04-11-2023/messi-la-rivalita-con-cristiano-ronaldo-ha-fatto-bene-al-calcio.shtml Messi: "La rivalità tra me e CR7 ha fatto bene a entrambi, ci siamo stimolati a vicenda"]'', ''gazzetta.it'', 4 novembre 2023.</ref> {{Int|''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/liga/2012/01/07-214159/Messi%3A+%C2%ABInter,+un+top+club+ma+io+sto+bene+al+Bar%C3%A7a%C2%BB Messi: «Inter, un top club ma io sto bene al Barça»]''|Dall'intervista al ''corrieredellosport.it'', 7 gennaio 2012.}} *Spero di restare al Barcellona fino al termine della mia carriera. Con questa maglia sono diventato un campione e ho vinto tutto. Se non mi cacceranno loro, io non me ne andrò mai. *Ho il massimo rispetto per campioni come [[Pelè]], [[Diego Armando Maradona|Maradona]] o [[Alfredo Di Stéfano|Di Stefano]] e non voglio essere accostato a loro adesso. Ne riparleremo quando mi ritirerò. *{{NDR|Su [[Josep Guardiola|Guardiola]]}} Il tecnico che meglio di tutti conosce il Barcellona. È un tecnico preparato, intelligente, che sa come trattarci e come motivarci. {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Liga/01-10-2012/messi-bravo-ragazzo-meglio-che-campione-912777247856.shtml Messi, il bravo ragazzo: "Meglio che campione"]''|Da un'intervista a ''El Pais''; citato in ''gazzetta.it'', 1º ottobre 2012.}} *Prima di tutto preferisco vincere titoli con la squadra piuttosto che titoli individuali o stabilire record di reti. Però mi preoccupo più di essere una brava persona che il miglior giocatore al mondo. *{{NDR|Quando tutto questo sarà finito, cosa ti resterà?}} Quando smetterò spero di essere ricordato per essere stato un bravo ragazzo. Mi piace fare gol, però mi piace anche avere degli amici in squadra. È bello che ti apprezzino come persona, e abbiano una buona opinione di te al di là del fatto se segni tanti gol o meno. *La mia fortuna è stata di essere capitato in questo Barcellona. *I premi fanno piacere, però preoccupano più voi {{NDR|i giornalisti}} che me, visto che mi chiedete sempre se sia più bravo questo o quello. *[...] so però che stare nel Barcellona ha fatto la mia fortuna, perché qui ci sono grandissimi calciatori. Il Barça mi ha fatto vincere tutto, titoli e premi individuali, e questa squadra è già entrata nella storia per tutto ciò che ha vinto. Una cosa è certa, nel Barcellona e nell'Argentina: è la squadra che mi rende grande, senza l'aiuto dei miei compagni non farei niente, e non avrei vinto nulla. *Battere il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real]] è la sensazione più bella proprio per l'importanza che viene data alla partita. Loro si basano molto sul contropiede, davanti hanno giocatori velocissimi e il collegamento tra difesa ed attacco è di circa cinque secondi: non hanno bisogno di giocare bene per fare tre gol. Io conosco bene Higuain e Di Maria: il primo, se tocca la palla due volte in partita, fa due gol. ==Citazioni su Lionel Messi== *{{NDR|Sul paragone con Maradona}} Ciò che rende Messi migliore è la sua regolarità. Non come [[Diego Armando Maradona|Maradona]]. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera che deve essere considerato il migliore in assoluto. ([[Gerard Piqué]]) *Che sarà di noi quando Messi non giocherà più? ([[Ernest Folch]]) *Come si dice "imbrogliare" in catalano? Barcellona è una città culturale con molti grandi teatri e questi ragazzi hanno imparato molto bene. Lui ha imparato a recitare.<ref>Riferendosi all'azione in cui Messi ha fatto espellere Asier Del Horno, in un match di Champions League perso contro il Barcellona.</ref> ([[José Mourinho]]) *Confrontare Messi con il resto dei giocatori è come paragonare un grande poliziotto con Batman. ([[Jorge Sampaoli]]) *Dovrebbero istituire due Palloni d'Oro ogni anno, uno per lui e l'altro per gli altri. Quando vuole riesce a creare cose inimmaginabili. È il migliore del mondo. Le sue capacità si sono mantenute con il passare degli anni. ([[Jorge Sampaoli]]) *{{NDR|Alla domanda se Messi valga Maradona}} È della stessa categoria. Gioca sempre, con un rendimento sempre altissimo, è giovane e farà ancora in tempo a vincere con l'Argentina, come Maradona. Per me è sicuramente più forte di Cristiano Ronaldo, tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. ([[Paolo Maldini]]) *È il migliore di tutti e domina questo sport come solo [[Michael Jordan|Jordan]] è stato capace di fare con il basket. ([[Josep Guardiola]]) *È un dio, e come persona è ancora meglio che da calciatore. Spero possa vincere la Coppa del Mondo con l'Argentina. L'ho conosciuto quando era ragazzino e l'ho visto crescere, si merita il meglio. ([[Samuel Eto'o]]) *È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui. ([[Arrigo Sacchi]]) *{{NDR|Sul confronto con Cristiano Ronaldo}} La velocità mentale e fisica di Messi è insuperabile. [[Cristiano Ronaldo]] ha raggiunto un livello straordinario, ma ha avuto la sfortuna di capitare nella stessa epoca di Messi. Non c'è paragone tra i due, è chiaro a tutto il mondo. A meno che tu non sia del Real Madrid... ([[Xavi]]) *L'ho visto dal vivo, Messi. Facevo il raccattapalle, Juve-Barcellona 3-0. Non giocò la sua partita migliore, ma se mi dite di descrivere il modo in cui tocca il pallone, non ci riesco. ([[Fabio Miretti]]) *La sua carriera non si legge solo attraverso i numeri quasi disumani di assist, di gol, di punizioni, di invenzioni. Messi ha dimostrato al mondo che tutto è possibile, che ognuno di noi possiede il proprio talento, e prima o poi avrà l’occasione per dimostrarlo. E il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché un nanerottolo che nessuno voleva mettere in campo è diventato il campione più grande. ([[Aldo Cazzullo]]) *Mai visto uno come lui. Oggi molti dicono che passeggia tra le linee aspettando il momento. Non è vero. Lui lo crea il momento. Sa sempre dove stare, come e quando accelerare. Nessuno vince le partite da solo, ma Messi in forma può fare tre gol da solo. E allora è difficile che poi le perdi. ([[Thiago Motta]]) *Messi, [[Neymar]] e [[Luis Suárez (calciatore 1987)|Suarez]] rappresentano il tridente migliore della storia. Secondo il mio parere, Leo è addirittura il numero uno di tutta la storia del calcio, nessuno ha mai fatto quello che ha fatto lui. ([[Andrés Iniesta]]) *Messi è dieci spanne su tutti gli altri. Negli ultimi cinque anni ha fatto centinaia di gol ed ha una continuità devastante. ([[Antonio Cassano]]) *Messi è il miglior giocatore che ho visto giocare, e probabilmente diventerà il migliore di sempre. Messi è unico e fa la differenza. ([[Josep Guardiola]]) *Messi è il migliore di sempre, c'è così tanta differenza con gli altri che è stupido anche solo dubitare di questa cosa. ([[Luis Enrique]]) *Messi è il migliore di tutti, gioca dove e come vuole. Senza mancare di rispetto a chi c'era prima non ci sono paragoni, non c'è niente da fare. Alcuni confronti sono ridicoli. I giocatori di prima erano meno forti fisicamente, ora sono tutti molto più preparati e anche i tecnici lo sono molto di più. ([[Luis Enrique]]) *Messi è invece l'accelerazione e l'accensione, il portatore di superiorità numerica oltre che un finalizzatore come al mondo ce n'è soltanto un altro, Ronaldo. ([[Ivan Zazzaroni]]) *Messi è semplicemente il migliore, per me è un onore dividere la stanza con lui ma anche gli obiettivi e la maglia. ([[Neymar]]) *Messi è una persona tranquilla, umile, che parla solo quando deve parlare. È il capitano e leader della squadra, non si immischia in situazioni che non lo riguardano. Gioca come il miglior giocatore del mondo ma vive come una persona qualsiasi. ([[Gerardo Martino]]) *{{NDR|Nel dicembre 2012}} Messi ovunque va è apprezzato. Ma poi non so se farebbe altrettanto bene altrove: la prova è che in Champions League non ha mai segnato in Inghilterra. ([[Adel Taarabt]]) *Neymar è più forte di Messi, perché gioca bene sia di destro che di sinistro. Messi fa bene nel Barcellona, ma quando va in nazionale ha sempre problemi. ([[Pelé]]) *{{NDR|Alla domanda se Messi sia meglio di Maradona}} Non si può sapere, però sta superando tutti i limiti possibile e immaginabili. Gioca 60 partite all'anno ed è strano che non faccia una doppietta. Messi ha tutto per essere il migliore della storia, oggi è difficile compararlo a Diego perché uno si è ritirato e l'altro no. ([[Esteban Cambiasso]]) *Quando ci giochi contro e vedi la cattiveria e la rabbia con la quale fa determinati movimenti, con la quale prepara il tiro e scaglia il pallone, capisci che si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Quando calcia uno come lui [...], ti accorgi che il peso della palla è diverso rispetto a quella calciata da un giocatore "normale". ([[Gianluigi Buffon]]) *Ricordo gli esordi di Messi, era un ragazzino. Fui io a dargli l'assist per il suo primo gol, in un match contro l'Albacete. Fece un gol straordinario e io pensai: questo è un fuoriclasse, è nato un 'crack'. Non ha mai avuto bisogno di consigli, nemmeno da ragazzino, sapeva sempre che cosa fare. Lui è il migliore del suo tempo, come Maradona lo era del suo. ([[Ronaldinho]]) *Se il Pallone d'Oro viene assegnato al migliore giocatore del mondo, Leo lo avrebbe dovuto ottenere ogni anno a partire dal 2009. Altro livello. ([[Gerard Piqué]]) *Se sogno di raggiungere il livello di Leo? Un momento, non sogno di essere come Messi, perché lui sogna di essere come me... ([[Sergio Agüero]]) *Solo nel genio di Messi c'è una giocata così, che riporta Maradona dentro un campo da calcio. Dribbla tutti, anche i cammelli del deserto, e dà la palla a Julian Alvarez. Questo sta facendo Messi. [...] Slalomeggia lungo la linea laterale, non lo prendono mai, non lo vedono mai. Arresto, ripartenza, non c’è spazio, lo genera, lo inventa, dribbla tutti gli uomini, elargisce amore a tutti attraverso una palla da calcio, questo sta facendo Messi. Ridisegna i confini del suo destino. Questo sta facendo. [...] Sono gli occhi di un fuoriclasse, gli occhi di un bambino che ama il calcio, Lionel Messi, e che lo elargisce a tutti quanti, tutti quanti, anche a chi non sa amare. Aprite il cuore, e ringraziate che Messi sta giocando ancora per tutti quanti, questa è l'unica cosa da dire. ([[Daniele Adani]]) *Sono contento di quello che sta facendo, sta dimostrando da tanti anni di essere il miglior giocatore del mondo. Rappresenta il calcio nel mondo, quando c'è lui in campo la gente si diverte. Ha ancora tanti anni davanti, è bello che sia argentino come me. ([[Javier Zanetti]]) *Spesso sentiamo parlare del confronto tra Messi e Cristiano, tuttavia l'argentino andrebbe paragonato solo a gente come Pelè, Maradona e Cruyff, i simboli della storia del calcio mondiale. C'è una differenza tra i due ed è grande. Uno è un Dio, l'altro ci sono giorni nei quali può fare qualcosa... ([[Hristo Stoičkov]]) ===[[Diego Armando Maradona]]=== *{{NDR|Nel 2010}} Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso. *{{NDR|Nel 2010}} Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese. *{{NDR|Nel 2011}} Sì, Messi è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai. *{{NDR|Nel 2015}} Leo è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli. ===[[Cristiano Ronaldo]]=== *È un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore. *Penso che siamo stati da stimolo l'uno con l'altro ed è anche per questo che la competizione è a livelli altissimi e perché Real e Barça sono le squadre migliori al mondo. *{{NDR|Riferito ai paragoni tra lui e Messi}} Questa storia comincia a stancarmi e credo valga anche per lui. Non si può paragonare una Ferrari a una Porsche perché i motori sono diversi. Lui fa del suo meglio per il Barça, io per il Real. ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Voci correlate== *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Lionel Messi}} [[Categoria:Calciatori argentini|Messi, Lionel]] jl9gtvpnp8z1x4hz5uzxlux9eqzmt4l Utente:Spinoziano/Sandbox 2 64607 1420407 1417511 2026-07-14T06:37:58Z Spinoziano 2297 . 1420407 wikitext text/x-wiki https://it.wikipedia.org/wiki/A_volte_ritornano_(film) ==[[Incipit]]== La mente umana si aggrappa ai [[Ricordo|ricordi]] dolorosi per una semplice ragione: perché così cerca di impedirci di ricadere negli stessi errori. Ma se torniamo là dove ha avuto inizio il ricordo doloroso, se riguardiamo il luogo, lo ripercorriamo, possiamo probabilmente liberarci dal dolore, dimenticare. ('''Jim''') bthxmee5liba6vtdlwxtd3e5nqx5djw Design 0 64646 1420327 1420186 2026-07-13T19:01:09Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +3 / sottoparagrafo Bangle 1420327 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Design art work.jpg|thumb|Design]] {{indicedx}} Citazioni sul '''design''' ('''progettazione''') e i '''designer''' ('''progettisti'''). ==Citazioni== *A mio parere, un grande designer è composto per il 99% da sudore e per l'1% da talento! Ciò significa che è necessaria molta disciplina, anche quando si ha la sensazione di aver sbattuto contro il muro o di aver raggiunto il limite. ([[Miguel Galluzzi]]) *{{NDR|Rispondendo alla domanda se disegnare oggetti sia un modo per vincere la paura}} Assolutamente. L'arte è un modo per vincere la paura... Un modo di tentare di finir dentro nell'ignoto, di fermarlo questo ignoto in qualche maniera. ([[Ettore Sottsass]]) *Con quello che creiamo possiamo, anzi dobbiamo, influenzare e indirizzare nuove tendenze di design. In ogni caso, il designer crea soprattutto seguendo l'istinto. Perché il design è tutto meno che razionalità. ([[Pierre Terblanche]]) *Il design grafico è comunicazione; un design di successo trasmette un messaggio al pubblico che le parole da sole non sono in grado di comunicare. Il design è in grado di evocare atmosfere ed emozioni, creare umori e sollecitare risposte. ([[Dave Shea]]) *Il design non riguarda solo l'aspetto del prodotto, o l'effetto che fa tenerlo in mano. Il design è come funziona. ([[Steve Jobs]]) *La definizione di design è semplice: disegnare, dare estetica ad un prodotto riproducibile nel tempo con costi corretti e che dia benefici all'azienda. Il gioco del designer diventa dunque per lo più una dura lotta con gli immensi vincoli strutturali ed economici, riducendo all'osso quella parte di puro gioco di fantasia che tutti si immaginano. ([[Walter de Silva]]) *Noi designer non siamo artisti... il nostro lavoro è di fare soldi per conto della Società. La parte più dura del nostro lavoro è che sappiamo che possiamo fare cose molto più avanzate di quelle che facciamo, ma la gente non ce ne dà l'opportunità. Io credo che potremmo e dovremmo essere molto più coraggiosi. ([[Pierre Terblanche]]) *Per me il design è [[disciplina]] e [[filosofia]]. La sintesi di questi elementi, in particolare nella progettazione di qualcosa che poi si inserirà nel mondo e nella [[società]] influendo sulla vita degli uomini, non può che essere di natura etica. ([[Walter de Silva]]) *Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi. ([[Achille Castiglioni]]) *Spesso capita che si acquisisca una sorta di familiarità con oggetti e servizi. O che si radichi l'abitudine a compiere determinati gesti. Ci sono occasioni, tuttavia, in cui è bello cambiare. E, quando si cambia, è quasi sempre per colpa di un designer. ([[Roberto Giolito]]) *Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale. ([[Ettore Sottsass]]) *Uso l'espressione post-design perché penso che oggi siamo ben oltre l’espressione form follows function, la forma che deriva dalla funzione, comandamento del Movimento Moderno, quando negli Venti e Trenta il design prendeva forma e il Bauhaus diceva basta alla licenziosa dittatura degli stili. ([[Mario Bellini]]) ===[[Chris Bangle]]=== *Il design può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il design, più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *Un design di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. ===[[Flavio Manzoni]]=== *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto. *Il design è un metalinguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *Il vero design non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. *Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. ===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]=== *Il potere del designer è incredibile: se è davvero bravo, riesce a lasciare il segno, a influenzare. Certo, oggi è difficile tirare fuori concetti nuovi e lo sarà sempre di più. Quelli che vanno fuori dal seminato sono i geni. *La cosa più importante che deve fare un giovane per diventare un designer è scegliere bene i propri genitori. Il DNA non mente. La scuola non può sostituire una forte dose di creatività generazionale. *Qualsiasi ruolo di design ha un aspetto di creatività, di progettazione, e di problem solving. Ma ogni mestiere ha tante attività specifiche, che rende differente uno dall'altro. Come paragonare un atleta di calcio, di basket, e di Formula Uno. Sono tutti atleti ma non sono intercambiabili. Ho disegnato i vestiti per le modelle per i miei concept car per anni, ma non mi considero un fashion designer. Ho disegnato gli interni di tante automobili, alcuni yacht, treni, jet, e alberghi, ma non mi sento un interior designer. *Rompere le regole è diventato la mia regola di design, ma per poterlo fare le devi conoscere. *Un ottimo designer è metà ricercatore e metà artista. Una sete insaziabile di conoscere è il primo segno di un grande designer. Ricercare, sperimentare, sbagliare, riprovare, all'infinito. Ecco dove nasce l'innovazione. Poi, una volta che hai scoperto qualcosa devi spiegarlo/illustrarlo ad altri. Qui subentra l'artista. Meglio riesci a definire il tuo sogno, più probabilità hai di trasformarlo in realtà. ==Voci correlate== *[[Bauhaus]] *[[Progetto]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=design|w_preposizione=riguardante la|w_etichetta=progettazione|wikt|preposizione=sul}} [[Categoria:Architettura]] [[Categoria:Attività]] [[Categoria:Ingegneria]] ad8r307cmb020pczkw3bhuv8wpaudak Marie-Jeanne Roland de la Platière 0 68589 1420414 1183216 2026-07-14T07:06:51Z Gaux 18878 /* Citazioni su Marie-Jeanne Roland de la Platière */ Licurgo Cappelletti 1420414 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Madame Roland.png|thumb|Madame Roland]] '''Marie-Jeanne Roland de la Platière''', nata '''Manon Philipon''', chiamata spesso '''Madame Roland''' o '''Manon Roland''' (1754 – 1793), moglie e consigliera di Jean Marie Roland visconte de la Platière (1734-1793), ministro degli Interni di [[Luigi XVI]]. ==Attribuite== *{{NDR|[[Ultime parole]] dopo essere stata condotta al patibolo dai rivoluzionari del Terrore}} O [[Libertà]], quanti delitti si commettono in tuo nome!<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 257.</ref> :''Oh Liberté, que de crimes on commet en ton nom!'' ==Citazioni su Marie-Jeanne Roland de la Platière== *La giovinetta Phlipon veniva da tutti chiamata in casa col nomignolo di ''Manon'': essa aveva un carattere dolce, un'anima forte, un'intelligenza solida, un cuore affettuoso. Fin dalla prima età, si sviluppò in lei spontaneamente una brama ardente d'imparare; e fu un suo zio prete, fratello di sua madre, che le cominciò ad insegnare il latino. Essa studiava con passione; la mattina all'alba si alzava e (lo racconta ella medesima] andava adagio adagio con un piccolo vestitino, e a piedi nudi, in un angolo della camera, nella quale era il suo lavoro, e copiava e ripeteva le sue lezioni con ardore tanto maggiore, quanto i suoi successi divenivano rapidi. ([[Licurgo Cappelletti]]) *Le sue memorie, scritte in prigione durante gli ultimi mesi della sua vita, col titolo di ''Appel a l'impartiale postérité'' [...] riunendo a considerazioni filosofiche di carattere strettamente personale, testimonianze storiche e politiche, riflettono con efficacia spesso toccante il suo generoso carattere, e conservano anche un notevole valore documentario. ([[Mario Bonfantini]]) *Madama Roland, serena, bianco-vestita, coi bei capelli disciolti che scendono in doppia lista sull'eroico suo petto, conforta i suoi compagni di supplizio, e infonde loro il suo virile coraggio, e chiede una penna (che le è negata) per scrivere «gli strani e grandi pensieri che le suggerisce la morte.» Madama Roland credeva ed amava. ([[Enrico Nencioni]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Roland de la Platière, Marie-Jeanne}} [[Categoria:Francesi]] [[Categoria:Personalità della Rivoluzione francese]] 5de8kh1fmxuhov1lb0f7ps8e9qw7k1e Il Mereghetti 0 81416 1420419 1420265 2026-07-14T07:53:53Z Spinoziano 2297 /* A */ 1420419 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] eyy2t00roli2ed3lxiipnrbl190prea Il Morandini 0 86658 1420416 1420212 2026-07-14T07:33:46Z Spinoziano 2297 /* A */ sistemazioni, +1 1420416 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] hp7q80ctic1mhpjooypwvxo3cfn3q7m Nicolò Amato 0 104249 1420343 1420125 2026-07-13T19:57:44Z Udiki 86035 Wikifico 1420343 wikitext text/x-wiki '''Nicolò Amato''' (1933 – 2021), magistrato italiano. ==Citazioni di Nicolò Amato== *Sento parlare di trattativa e io non so se qualcuno s'è seduto al tavolo con qualcun altro; so però che c'è stato un cedimento oggettivo dello Stato di fronte alla criminalità organizzata nel momento in cui, con la mia rimozione, si passò da un regime carcerario più duro a un altro, enormemente ammorbidito.<ref name="bombe">Citato in ''[http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_12/violante-bombe-93-la-mafia-cercava-dialogo-cea30440-6a44-11e4-bebe-52d388825827.shtml Violante e le bombe del '93 | «La mafia cercava il dialogo»]'', ''corriere.it'', 12 novembre 2014.</ref> *A marzo '93, mentre il capo della polizia Parisi manifestava riserve sul [[Articolo 41-bis|"41 bis"]], io proposi registrazioni dei colloqui e videoconferenze per impedire ogni contatto dei mafiosi con l'esterno. Non se ne fece niente, e fui mandato via tre mesi dopo, senza preavviso e senza spiegazioni. Anni dopo ho saputo che c'era una lettera anonima, attribuita alla mafia, che chiedeva al presidente della Repubblica Scalfaro la mia rimozione, Scalfaro chiese al capo dei cappellani carcerari consigli sulla mia sostituzione, e quando questa avvenne il nuovo direttore consigliò di diminuire i "41 bis" per non inasprire il clima e dare un segnale di distensione. Per me resta una macchia istituzionale indelebile.<ref name="bombe"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Nicolò Amato}} [[Categoria:Magistrati italiani]] m0ti9yaycdu36ss6ogte9luwfak5dns Libro di Esdra 0 104753 1420427 1420201 2026-07-14T08:29:43Z Spinoziano 2297 1420427 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Esdra''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Neemia|Neemia]]'') e cristiana. ==[[Incipit]]== Nell'anno primo del regno di [[Ciro II di Persia|Ciro]], re di Persia, perché si adempisse la parola che il Signore aveva detto per bocca di [[Geremia]], il Signore destò lo spirito di Ciro re di Persia, il quale fece passare quest'ordine in tutto il suo regno, anche con lettera: "Così dice Ciro re di Persia: Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra; egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in [[Gerusalemme]], che è in Giudea. Chi di voi proviene dal popolo di lui? Il suo Dio sia con lui; torni a Gerusalemme, che è in Giudea, e ricostruisca il tempio del Signore Dio d'Israele: egli è il Dio che dimora a Gerusalemme. Ogni superstite in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme". ==Citazioni== *Quando i costruttori ebbero gettato le fondamenta del tempio, invitarono a presenziare i sacerdoti con i loro paramenti e le trombe e i leviti, figli di Asaf, con i cembali per lodare il Signore con i canti di Davide re d'Israele. Essi cantavano a cori alterni lodi e ringraziamenti al Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre verso Israele. Tutto il popolo faceva risuonare il grido della grande acclamazione, lodando così il Signore perché erano state gettate le fondamenta del tempio. Tuttavia molti tra i sacerdoti e i leviti e i capifamiglia anziani, che avevano visto il tempio di prima, mentre si gettavano le nuove fondamenta di questo tempio sotto i loro occhi piangevano ad alta voce, ma i più continuavano ad alzare la voce con il grido dell'acclamazione e della gioia. Così non si poteva distinguere il grido dell'acclamazione di gioia dal grido del pianto del popolo [...]. (3, 10 – 13) *Egli {{NDR|[[Esdra]]}} era uno scriba abile nella legge di Mosè, data dal Signore Dio d'Israele e, poiché la mano del Signore suo Dio era su di lui, il re aveva aderito a ogni sua richiesta. Nel settimo anno del re [[Artaserse I di Persia|Artaserse]] anche un gruppo di Israeliti, sacerdoti, leviti, cantori, portieri e oblati partirono per Gerusalemme. Egli arrivò a Gerusalemme nel quinto mese: era l'anno settimo del re. Egli aveva stabilito la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese e il primo del quinto mese arrivò a Gerusalemme, poiché la mano benevola del suo Dio era con lui. Infatti Esdra si era dedicato con tutto il cuore a studiare la legge del Signore e a praticarla e ad insegnare in Israele la legge e il diritto. (7, 6 – 10) *Artaserse, re dei re, al sacerdote Esdra, scriba della legge del Dio del cielo, salute perfetta. Ora: da me è dato questo decreto. Chiunque nel mio regno degli appartenenti al popolo d'Israele, dei sacerdoti e dei leviti ha deciso liberamente di andare a Gerusalemme, può venire con te; infatti da parte del re e dei suoi sette consiglieri tu sei inviato a fare inchiesta in Giudea e a Gerusalemme intorno all'osservanza della legge del tuo Dio, che hai nelle mani, e a portare l'argento e l'oro che il re e i suoi consiglieri inviano come offerta volontaria per devozione al Dio d'Israele che è in Gerusalemme, e tutto l'argento e l'oro che troverai in tutte le province di Babilonia insieme con le offerte volontarie che il popolo e i sacerdoti offriranno per la casa del loro Dio a Gerusalemme. Perciò con questo argento ti prenderai cura di acquistare tori, arieti, agnelli e ciò che occorre per le offerte e libazioni che vi si uniscono e li offrirai sull'altare della casa del vostro Dio che è in Gerusalemme. Quanto al resto dell'argento e dell'oro farete come sembrerà bene a te e ai tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio. (Artaserse: 7, 12 – 18) *Io, il re Artaserse, ordino a tutti i tesorieri dell'Oltrefiume: Tutto ciò che Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio del cielo, vi domanderà, dateglielo puntualmente, fino a cento talenti d'argento, cento kor di grano, cento bat di vino, cento bat di olio e sale a volontà. Quanto è secondo la volontà del Dio del cielo sia fatto con precisione per la casa del Dio del cielo, perché non venga l'ira sul regno del re e dei suoi figli. Vi rendiamo poi noto che non è permesso riscuotere tributi e diritti di pedaggio su tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questa casa di Dio. Quanto a te, Esdra, con la sapienza del tuo Dio, che ti è stata data, stabilisci magistrati e giudici, ai quali sia affidata l'amministrazione della giustizia per tutto il popolo dell'Oltrefiume, cioè per quanti conoscono la legge del tuo Dio, e istruisci quelli che non la conoscono. A riguardo di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re, sia fatta prontamente giustizia o con la morte o con il bando o con ammenda in denaro o con il carcere. (Artaserse: 7, 21 – 26) *Benedetto il Signore, Dio dei padri nostri, che ha disposto il cuore del re a glorificare la casa del Signore che è a Gerusalemme, e ha volto verso di me la benevolenza del re, dei suoi consiglieri e di tutti i potenti principi reali. Allora io mi sono sentito incoraggiato, perché la mano del Signore mio Dio era su di me e ho radunato alcuni capi d'Israele, perché partissero con me. (Esdra: 7, 27 – 28) *Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe, noi, i nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati dati nelle mani dei re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia, alla rapina, all'insulto fino ad oggi. Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un po' di sollievo nella nostra schiavitù. Perché noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme. (Esdra: 9, 7 – 9) *Signore, Dio di Israele, per la tua bontà è rimasto di noi oggi un gruppo di superstiti: eccoci davanti a te con la nostra colpevolezza. Ma a causa di essa non possiamo resistere alla tua presenza! (Esdra: 9, 15) ==[[Explicit]]== Tutti questi avevano sposato donne straniere e rimandarono le donne insieme con i figli che avevano avuti da esse. ==Bibliografia== *''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Esdra]] 56ac3fqrt09npt5nb45sgpcuwis68r4 Traduzione 0 105726 1420275 1392454 2026-07-13T12:26:01Z Udiki 86035 Margherita Botto 1420275 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:2017-fr.wp-green-translate.svg|thumb|Traduzione]] Citazioni sulla '''traduzione''' e sui '''traduttori'''. ==Citazioni== *A me sembra che il tradurre da una lingua in un'altra [...] sia come guardare gli arazzi fiamminghi da rovescio, ché, sebbene le figure si vedano, sono però piene di filamenti che le fanno confuse sì che non appaiono nitide e a vivi colori come da diritto. ([[Miguel de Cervantes]]) *C'è chi ritiene che per un traduttore sia sufficiente una conoscenza passiva della lingua da cui traduce, per me invece è sempre stato fondamentale saper parlare l'islandese. Forse per integrarmi meglio tra gli autori che traduco, forse per comprendere con tutti i sensi la cultura che veicolo, e un po' forse anche per rassicurarli sul mediatore a cui affidano la loro letteratura. ([[Silvia Cosimini]]) *Che cosa è per me tradurre letteratura? È stabilire una relazione, più o meno intensa, che si svolge tutta all'interno della parola scritta, una relazione che partendo da un testo scritto produce un altro testo scritto: non solo quindi un rapporto tra due lingue ma soprattutto un rapporto tra due scritture, tra due atti di parola scritta che per loro natura sono fortemente individualizzati. Questa relazione non è paritaria, anzi è caratterizzata dalla disparità. Essa richiede un'attitudine particolare: bisogna tirarsi indietro per accogliere la lingua dell'altra o dell'altro, per lasciarsene invadere, per ospitarla. Intendo naturalmente del tradurre il testo di una grande scrittrice o di un grande scrittore, di una persona cioè con una capacità di linguaggio molto elevata. In tal caso chi traduce subisce l'autorità, la fascinazione del testo di partenza, e offre il proprio linguaggio con amore, con passione, con ammirazione, con devozione. Se si verifica una condizione del genere, tradurre significa disporsi ad accogliere un testo fortemente strutturato, piegarsi parola dietro parola, frase dietro frase, alle sue necessità, forzare la propria, più modesta capacitá di linguaggio obbligandola a crescere per essere all'altezza dell'originale. ([[Anita Raja]]) *Chi imprende a tradurre un celebre poeta dee aver sortito dalla natura un ingegno che se non è emulo, almeno in gran parte somigli a quello del suo prototipo, onde possa approssimarsi alla bellezza ed all'efficacia dell'originale da cui vien traslatando. ([[Ambrogio Levati]]) *Credo che solo chi traduce un libro riesca a penetrare talmente a fondo nel testo – arrivando a intuire persino il motivo per cui l'autore sceglie una certa parola o un certo modo di costruire una frase – da esserne una sorta di lettore "assoluto", cioè. Neppure rileggendo più volte un libro e studiandolo in ogni sua parte si può raggiungere quella rara forma di "intimità" che si instaura tra testo e traduttore. ([[Pino Cacucci]]) *D'altra parte già la pura e semplice possibilità del tradurre mostra che a fondamento di tutte le lingue vi è un'unica segreta lingua originaria, la lingua dello spirito umano, senz'altro. ([[Walther Kranz]]) *È un'arte affine a quella dei grandi attori; è alchimia, conversione in oro di elementi altrui. (''[[Incontro con Rilke]]'') *È un tipo di creazione che richiede intanto una sintonizzazione precisa con la voce originaria e poi la creazione di un artificio, di una lingua specifica che restituisca esattamente non solo lo stesso registro, con tutte le variazioni del caso, ma la stessa musica e lo stesso peso esistenziale, la stessa atmosfera, l'intera gamma di sfumature semantiche ed emotive. Quando dico peso esistenziale, intendo anche il peso vero e proprio che una parola porta per la combinazione precisa del suo suono e del suo significato, del suo ruolo nel parlato e di quello specifico nel testo. Il mio metodo lo descriverei come una mimesi mistica: diventare lo scrittore, i suoi pensieri, ma con l'ingegno e la pazienza di ricrearli in lingua italiana. ([[Viola Di Grado]]) *Generalmente credo che gli originali siano spesso sopravvalutati, non bisogna per forza leggere il testo originale, solo per il fatto che è {{sic|la più vicina}} al punto di vista dell'autore o dell'autrice. Non possiamo dimenticare, che l'autore o l'autrice in quanto singolo, è limitato dalla sua visione e dalla sua lingua. Una traduzione può offrire altre prospettive e staccare il testo dal suo autore o dalla sua autrice, in modo che l'opera può essere arricchita di nuove sfumature, sfumature che l'autore o l'autrice non avrebbe mai visto nel testo.<br/>In ogni caso non vedo i miei libri come risultati finali e statici, perché lo scrivere di per sé rappresenta già un processo di traduzione, ovvero una traduzione del pensiero in parola. In tal modo il testo si muove già nello scrivere in continue traduzioni qua e là e si muove poi ancora una volta nella lettura (attraverso l'interpretazione di chi legge). Una traduzione altro non è che un altro movimento all'interno di questo processo, che è comunque un processo dinamico. ([[Susanne Gregor]]) *I traduttori sono pagati male e traducono peggio. ([[Antonio Gramsci]]) *In realtà tradurre [...] è una fatica spaventosa: bisogna attraversare l'inferno dell'artificio per conquistare l'apparenza della naturalezza. ([[Patrizia Cavalli]]) *L'impulso che muove a tradurre poesia straniera è contraddittorio ed ambiguo, perché deriva da un amore di terra lontana e dalla nostalgia dell'idioma e del paesaggio nativo. Ma è confusione che si risolve nella passione più alta per la patria eterna ed universale della poesia. ([[Renato Poggioli]]) *La traduzione è indubbiamente – direi addirittura: inevitabilmente – una manifestazione di gusto, come tutto ciò ch'è Spirito, a cominciare dal linguaggio. Non mi domandi: ''In qual misura'' perché, e Lei lo sa benissimo, nei fatti spirituali non è mai questione di quantità, ma di qualità. ([[Renato Mucci]]) *La traduzione è tutt'al più un'eco. ([[George Borrow]]) *La traduzione non si trova come la poesia dentro alla foresta del linguaggio, ma fuori e di fronte. Senza entrarvi richiama l'originale in quell'unico posto dove l'eco nella propria offra di volta in volta risonanza all'opera in lingua straniera. La sua intenzione non è rivolta solo a qualcosa d'altro rispetto alla poesia, precisamente alla lingua ''in toto'' a partire dalla singola opera d'arte in lingua straniera, ma è in se stessa diversa. Quella del poeta è un'intenzione ingenua, primitiva, intuitiva, quella del traduttore è derivata, ultima, tutta ideale. Il pensiero dominante di integrare le molte lingue in una sola, quella vera, colma il lavoro del traduttore. ([[Walter Benjamin]]) *Le opere d'arte quando sono voltate in un'altra lingua, come le monete che si cambiano in un paese forestiero, scemano sempre di pregio; spesso ritengono solo quello della materia: e mi ricorda di aver letto che una volta il Klopstoch leggendo una traduzione della sua ''Messiade'', pianse di dolore. Per me sta che la traduzione d'un'opera d'arte debba essere anche un'opera d'arte, e che il traduttore nel suo ingegno debba trovare e nei modi della sua lingua un colorito simile a quello dell'originale, quando quello dell'originale non può essere ritratto fedelmente: il che avviene specialmente allora che si traduce da una lingua antica, o molto diversa. Dove i concetti sono l'importante, tradurre è facile, perché la forma è cosa secondaria; ma dove l'importante è il modo onde sono espressi i concetti, ivi tradurre è difficile, perché ogni lingua ha un suo modo particolare, e per sostituire convenevolmente l'un modo all'altro, bisogna buon giudizio assai, e fine conoscenza delle due lingue, e un certo ardire d'artista. Queste cose sono facili a dire, ma non facili ad eseguire; perché di buon giudizio nessuno ha a bastanza; conoscere bene anche la propria lingua non è affare di lieve momento; e spesso l'ardire trasmoda in presunzione. ([[Luigi Settembrini]]) *Le traduzioni (come le mogli) sono di rado fedeli, se possiedono una qualche bellezza. ([[Roy Campbell (poeta)|Roy Campbell]]) *Lo scarto tra una lingua e l'altra esiste sempre, nessuna lingua è perfettamente sovrapponibile e un traduttore è costretto a giri di parole, a termini più esplicativi, a qualche grado di interpretazione in più. ([[Silvia Cosimini]]) *Ma secondo me il mestiere di traduttore somiglia molto a quello dell'attore (più che a quello dello scrittore, al quale invece molti traduttori si richiamano). Si tratta di entrare in un ruolo, dare significato a un linguaggio, a un'epoca, a una cultura, trasmetterli il più efficacemente possibile a un pubblico. Interpretare. È il fascino più grande di questo tipo di lavoro. Ti permette di cambiare personalità, di usare parole che possiedi ma che forse non useresti mai spontaneamente. Certo, alcuni ruoli sono più facili da rivestire di altri, o più congeniali; ma spesso la distanza o l'estraneità rispetto al proprio carattere è proprio ciò che permette di ottenere buoni risultati. ([[Margherita Botto]]) *Mi pare d'essermi accorto che il tradurre così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. ([[Giacomo Leopardi]]) *Nel tradurre mi ero proposto di arrivare a un tedesco pulito e chiaro. E spesso ci è successo di cercare e di chiedere una sola parola per due, tre, quattro settimane, senza tuttavia trovarla per il momento. Al libro di Giobbe lavoravamo io, magister Filippo e Aurogallo, e a volte in quattro giorni riuscivamo a fare a malapena tre righe. ([[Martin Lutero]]) *Nessun problema è tanto intimamente connesso alla [[letteratura]] e al suo modesto mistero quanto quello posto da una traduzione. ([[Jorge Luis Borges]]) *Non traduciamo da un testo all'altro ma da una cultura all'altra. ([[Ryszard Kapuściński]]) *Quando si traduce non è più la lingua del tradotto, a cui si debbano i primi riguardi, ma quella del traduttore. ([[Vincenzo Monti]]) *Siamo ingrati verso i traduttori. Nella cultura classica, ebraica e medioevale, essi avevano un luogo impareggiabile: Virgilio era un rifacitore di Omero; e i settantadue rabbini che, nel terzo secolo avanti Cristo, interpretarono in greco l'Antico Testamento ebbero nella leggenda un ruolo quasi sacro. Oggi, li consideriamo dei semplici volgarizzatori. Non ci rendiamo conto che un vero traduttore vive sulla frontiera di due lingue. Quando scrive, mette in contatto il sistema della propria lingua con le immagini e lo stile di un grande poeta straniero. A quel contatto, invasa e quasi soggiogata da un vento di genialità sconosciuta, la seconda lingua si scuote: scopre in sé delle potenzialità sopite, degli svolgimenti che avrebbe potuto avere e che ancora sonnecchiano in lei. Così, nel passaggio da una lingua all'altra, nascono degli effetti di grande sottigliezza; e Paul Valéry insinuava che la qualità di un vero traduttore "non era meno grande e rara" di quella di un poeta creatore. ([[Pietro Citati]]) *Tradurre è anzitutto comprendere, ma non è poi semplicemente riprodurre quanto si è compreso. ([[Benvenuto Aronne Terracini]]) *Tradurre [[poesia]] non è arido esercizio accademico e filologico sulle complicazioni grammaticali e sintattiche di una lingua. Tradurre poesia è sforzo per comprenderla, è quasi riviverla. Basta solo (ma è indispensabile) avere col poeta il denominatore comune della posizione dell'uomo nei confronti della vita. ([[Joyce Lussu]]) *Tradurre vuole dire capire il sistema interno di una lingua e la struttura di un testo dato in quella lingua, e costruire un doppio del sistema testuale che, ''sotto una certa descrizione'', possa produrre effetti analoghi nel lettore, sia sul piano semantico e sintattico che su quello stilistico, metrico, fonosimbolico, e quanto agli effetti passionali a cui il testo fonte tendeva. "Sotto una certa descrizione" significa che ogni traduzione presenta dei margini di infedeltà rispetto a un nucleo di presunta fedeltà, ma la decisione circa la posizione del nucleo e l'ampiezza dei margini dipende dai fini che si pone il traduttore. ([[Umberto Eco]]) *Trasportare da una ad altra favella le opere eccellenti dell'umano ingegno è il maggior benefizio che far si possa alle lettere; perché sono sì poche le opere perfette, e la invenzione in qualunque genere è tanto rara, che se ciascuna delle nazioni moderne volesse appagarsi delle ricchezze sue proprie, sarebbe ognor povera: e il commercio de' pensieri è quello che ha più sicuro profitto. ([[Madame de Staël]]) *Tre specie di mali si possono riconoscere nello strano mondo della trasmigrazione verbale. Il primo, e il minore, consiste di ovvi errori dovuti a ignoranza o a conoscenza mal applicata. È pura fragilità umana e, come tale, scusabile. Il passo successivo verso l'inferno lo fa quel traduttore che salta parole o brani che non vuol prendersi la briga di capire o che potrebbero sembrare oscuri o osceni a lettori confusamente immaginati: accetta senza rimorsi lo sguardo assente che gli rivolge il dizionario; o subordina l'erudizione al perbenismo: è pronto a saperne meno dell'autore come a credere di saperne di più. Il terzo, e il peggiore, livello di turpitudine si raggiunge quando un capolavoro viene spianato e appiattito in una forma tale, spregevolmente abbellito in un modo tale, da conformarsi alle idee e ai preconcetti di un determinato pubblico. Questo è un delitto, che dovrebbe essere punito mettendo in ceppi il reo, come si faceva coi plagiari ai tempi delle scarpe con la fibbia. ([[Vladimir Nabokov]]) *Un testo ci tiene stretti nella sua rete già come lettrici/lettori, anche se – quando leggiamo un libro che amiamo – è difficile capire dove finiamo noi, dove il personaggio, dove ci pieghiamo alle intenzioni di chi ha prodotto il testo, dove inseriamo le nostre intenzioni. Tradurre significa accettare quella disparità, vedere con chiarezza la rete del testo, farsene lucidamente intrappolare. Un testo che suscita la nostra ammirazione, che ci domina, dà la sensazione che chi l'ha scritto sia riuscito a dire cose per le quali non avevamo le parole. Mentre leggiamo, avvertiamo che quel testo ci esprime, che se avessimo saputo scrivere ci sarebbe piaciuto scriverlo proprio così come è scritto, che chi l'ha scritto è come se l'avesse scritto pensando proprio a noi. L'atto del tradurre deve accogliere e potenziare queste impressioni. Accettare che quella parola è più potente della propria parola significa cercare la via per colmare la divaricazione, per arrivare nei limiti del possibile a far combaciare testo originale e testo d'arrivo. Nei limiti del possibile, appunto. ([[Anita Raja]]) *Una biblioteca di traduzioni somiglia a una pinacoteca di copie. ([[Arthur Schopenhauer]]) ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *Fra traduttore ed autore il rapporto che s'intreccia (insidie, invidie, ripicche, lusinghe) adombra una sfida carnale. *Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più d'ogni [[critico]], forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante. *Il traduttore è l'unico autentico lettore d'un testo. Non dico i critici, che non hanno voglia né tempo di cimentarsi in un corpo a corpo altrettanto carnale, ma nemmeno l'autore ne sa, su ciò che ha scritto, più di quanto un traduttore innamorato indovini. *Quante croci, il traduttore, in cambio di qualche estasi vicaria! ===[[George Steiner]]=== *Studiare la traduzione significa studiare il [[linguaggio]]. *Elencate [[san Gerolamo]], [[Lutero]], [[Dryden]], [[Hölderlin]], [[Novalis]], [[Schleiermacher]], [[Nietzsche]], [[Ezra Pound]], [[Valéry]], [[MacKenna]], [[Franz Rosenzweig]], [[Walter Benjamin]], [[Quine]] – e avrete quasi esattamente il totale complessivo di quanti hanno detto qualcosa di fondamentale o di nuovo sulla traduzione. *Come le mutazioni nel [[evoluzionismo|miglioramento della specie]], i grandi atti di traduzione sembrano avere una necessità fortuita. La logica è successiva al fatto. Ciò di cui ci stiamo occupando non è una scienza, ma un'[[arte]] esatta. *{{NDR|Riassumendo i quattro moti/aspetti della traduzione}} Vi sono testi in cui l'adesione iniziale ai rischi emotivi e intellettuali di un'alternità non definita e resistente prosegue vitale e scrupolosa fino al prodotto finito. Vi sono traduzioni che sono atti supremi di esegesi critica, in cui la comprensione analitica, l'immaginazione storica, la competenza linguistica articolano una valutazione critica che è al contempo un'esposizione assolutamente lucida e responsabile. Vi sono traduzioni che non soltanto rappresentano la vita integrale dell'originale, ma che la raffigurano arricchendo ed ampliando gli strumenti operativi della propria lingua. Infine – anche se si tratta di un caso assolutamente eccezionale – vi sono traduzioni che reintegrano, che raggiungono un equilibri e una stabilità di equità radicale tra due opere, due lingue, due comunità di esperienza storica e di sensibilità contemporanea. Per una traduzione, realizzare tutti e quattro gli aspetti pienamente e in egual misura è, ovviamente, 'un miracolo di rara invenzione'. ==Voci correlate== *[[Interprete (lingua)]] *[[Linguaggio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Comunicazione]] [[Categoria:Letteratura]] [[Categoria:Traduzione| ]] 3a0eegxkybhl4uvcssdv6hunbvtgnsi 1420282 1420275 2026-07-13T12:56:21Z Udiki 86035 Pier Francesco Paolini 1420282 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:2017-fr.wp-green-translate.svg|thumb|Traduzione]] Citazioni sulla '''traduzione''' e sui '''traduttori'''. ==Citazioni== *A me sembra che il tradurre da una lingua in un'altra [...] sia come guardare gli arazzi fiamminghi da rovescio, ché, sebbene le figure si vedano, sono però piene di filamenti che le fanno confuse sì che non appaiono nitide e a vivi colori come da diritto. ([[Miguel de Cervantes]]) *C'è chi ritiene che per un traduttore sia sufficiente una conoscenza passiva della lingua da cui traduce, per me invece è sempre stato fondamentale saper parlare l'islandese. Forse per integrarmi meglio tra gli autori che traduco, forse per comprendere con tutti i sensi la cultura che veicolo, e un po' forse anche per rassicurarli sul mediatore a cui affidano la loro letteratura. ([[Silvia Cosimini]]) *Che cosa è per me tradurre letteratura? È stabilire una relazione, più o meno intensa, che si svolge tutta all'interno della parola scritta, una relazione che partendo da un testo scritto produce un altro testo scritto: non solo quindi un rapporto tra due lingue ma soprattutto un rapporto tra due scritture, tra due atti di parola scritta che per loro natura sono fortemente individualizzati. Questa relazione non è paritaria, anzi è caratterizzata dalla disparità. Essa richiede un'attitudine particolare: bisogna tirarsi indietro per accogliere la lingua dell'altra o dell'altro, per lasciarsene invadere, per ospitarla. Intendo naturalmente del tradurre il testo di una grande scrittrice o di un grande scrittore, di una persona cioè con una capacità di linguaggio molto elevata. In tal caso chi traduce subisce l'autorità, la fascinazione del testo di partenza, e offre il proprio linguaggio con amore, con passione, con ammirazione, con devozione. Se si verifica una condizione del genere, tradurre significa disporsi ad accogliere un testo fortemente strutturato, piegarsi parola dietro parola, frase dietro frase, alle sue necessità, forzare la propria, più modesta capacitá di linguaggio obbligandola a crescere per essere all'altezza dell'originale. ([[Anita Raja]]) *Chi imprende a tradurre un celebre poeta dee aver sortito dalla natura un ingegno che se non è emulo, almeno in gran parte somigli a quello del suo prototipo, onde possa approssimarsi alla bellezza ed all'efficacia dell'originale da cui vien traslatando. ([[Ambrogio Levati]]) *Credo che solo chi traduce un libro riesca a penetrare talmente a fondo nel testo – arrivando a intuire persino il motivo per cui l'autore sceglie una certa parola o un certo modo di costruire una frase – da esserne una sorta di lettore "assoluto", cioè. Neppure rileggendo più volte un libro e studiandolo in ogni sua parte si può raggiungere quella rara forma di "intimità" che si instaura tra testo e traduttore. ([[Pino Cacucci]]) *D'altra parte già la pura e semplice possibilità del tradurre mostra che a fondamento di tutte le lingue vi è un'unica segreta lingua originaria, la lingua dello spirito umano, senz'altro. ([[Walther Kranz]]) *È un'arte affine a quella dei grandi attori; è alchimia, conversione in oro di elementi altrui. (''[[Incontro con Rilke]]'') *È un tipo di creazione che richiede intanto una sintonizzazione precisa con la voce originaria e poi la creazione di un artificio, di una lingua specifica che restituisca esattamente non solo lo stesso registro, con tutte le variazioni del caso, ma la stessa musica e lo stesso peso esistenziale, la stessa atmosfera, l'intera gamma di sfumature semantiche ed emotive. Quando dico peso esistenziale, intendo anche il peso vero e proprio che una parola porta per la combinazione precisa del suo suono e del suo significato, del suo ruolo nel parlato e di quello specifico nel testo. Il mio metodo lo descriverei come una mimesi mistica: diventare lo scrittore, i suoi pensieri, ma con l'ingegno e la pazienza di ricrearli in lingua italiana. ([[Viola Di Grado]]) *Generalmente credo che gli originali siano spesso sopravvalutati, non bisogna per forza leggere il testo originale, solo per il fatto che è {{sic|la più vicina}} al punto di vista dell'autore o dell'autrice. Non possiamo dimenticare, che l'autore o l'autrice in quanto singolo, è limitato dalla sua visione e dalla sua lingua. Una traduzione può offrire altre prospettive e staccare il testo dal suo autore o dalla sua autrice, in modo che l'opera può essere arricchita di nuove sfumature, sfumature che l'autore o l'autrice non avrebbe mai visto nel testo.<br/>In ogni caso non vedo i miei libri come risultati finali e statici, perché lo scrivere di per sé rappresenta già un processo di traduzione, ovvero una traduzione del pensiero in parola. In tal modo il testo si muove già nello scrivere in continue traduzioni qua e là e si muove poi ancora una volta nella lettura (attraverso l'interpretazione di chi legge). Una traduzione altro non è che un altro movimento all'interno di questo processo, che è comunque un processo dinamico. ([[Susanne Gregor]]) *I traduttori sono pagati male e traducono peggio. ([[Antonio Gramsci]]) *In realtà tradurre [...] è una fatica spaventosa: bisogna attraversare l'inferno dell'artificio per conquistare l'apparenza della naturalezza. ([[Patrizia Cavalli]]) *L'impulso che muove a tradurre poesia straniera è contraddittorio ed ambiguo, perché deriva da un amore di terra lontana e dalla nostalgia dell'idioma e del paesaggio nativo. Ma è confusione che si risolve nella passione più alta per la patria eterna ed universale della poesia. ([[Renato Poggioli]]) *La traduzione è indubbiamente – direi addirittura: inevitabilmente – una manifestazione di gusto, come tutto ciò ch'è Spirito, a cominciare dal linguaggio. Non mi domandi: ''In qual misura'' perché, e Lei lo sa benissimo, nei fatti spirituali non è mai questione di quantità, ma di qualità. ([[Renato Mucci]]) *La traduzione è tutt'al più un'eco. ([[George Borrow]]) *La traduzione non si trova come la poesia dentro alla foresta del linguaggio, ma fuori e di fronte. Senza entrarvi richiama l'originale in quell'unico posto dove l'eco nella propria offra di volta in volta risonanza all'opera in lingua straniera. La sua intenzione non è rivolta solo a qualcosa d'altro rispetto alla poesia, precisamente alla lingua ''in toto'' a partire dalla singola opera d'arte in lingua straniera, ma è in se stessa diversa. Quella del poeta è un'intenzione ingenua, primitiva, intuitiva, quella del traduttore è derivata, ultima, tutta ideale. Il pensiero dominante di integrare le molte lingue in una sola, quella vera, colma il lavoro del traduttore. ([[Walter Benjamin]]) *Le opere d'arte quando sono voltate in un'altra lingua, come le monete che si cambiano in un paese forestiero, scemano sempre di pregio; spesso ritengono solo quello della materia: e mi ricorda di aver letto che una volta il Klopstoch leggendo una traduzione della sua ''Messiade'', pianse di dolore. Per me sta che la traduzione d'un'opera d'arte debba essere anche un'opera d'arte, e che il traduttore nel suo ingegno debba trovare e nei modi della sua lingua un colorito simile a quello dell'originale, quando quello dell'originale non può essere ritratto fedelmente: il che avviene specialmente allora che si traduce da una lingua antica, o molto diversa. Dove i concetti sono l'importante, tradurre è facile, perché la forma è cosa secondaria; ma dove l'importante è il modo onde sono espressi i concetti, ivi tradurre è difficile, perché ogni lingua ha un suo modo particolare, e per sostituire convenevolmente l'un modo all'altro, bisogna buon giudizio assai, e fine conoscenza delle due lingue, e un certo ardire d'artista. Queste cose sono facili a dire, ma non facili ad eseguire; perché di buon giudizio nessuno ha a bastanza; conoscere bene anche la propria lingua non è affare di lieve momento; e spesso l'ardire trasmoda in presunzione. ([[Luigi Settembrini]]) *Le traduzioni (come le mogli) sono di rado fedeli, se possiedono una qualche bellezza. ([[Roy Campbell (poeta)|Roy Campbell]]) *Lo scarto tra una lingua e l'altra esiste sempre, nessuna lingua è perfettamente sovrapponibile e un traduttore è costretto a giri di parole, a termini più esplicativi, a qualche grado di interpretazione in più. ([[Silvia Cosimini]]) *Ma secondo me il mestiere di traduttore somiglia molto a quello dell'attore (più che a quello dello scrittore, al quale invece molti traduttori si richiamano). Si tratta di entrare in un ruolo, dare significato a un linguaggio, a un'epoca, a una cultura, trasmetterli il più efficacemente possibile a un pubblico. Interpretare. È il fascino più grande di questo tipo di lavoro. Ti permette di cambiare personalità, di usare parole che possiedi ma che forse non useresti mai spontaneamente. Certo, alcuni ruoli sono più facili da rivestire di altri, o più congeniali; ma spesso la distanza o l'estraneità rispetto al proprio carattere è proprio ciò che permette di ottenere buoni risultati. ([[Margherita Botto]]) *Mi pare d'essermi accorto che il tradurre così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. ([[Giacomo Leopardi]]) *Nel tradurre mi ero proposto di arrivare a un tedesco pulito e chiaro. E spesso ci è successo di cercare e di chiedere una sola parola per due, tre, quattro settimane, senza tuttavia trovarla per il momento. Al libro di Giobbe lavoravamo io, magister Filippo e Aurogallo, e a volte in quattro giorni riuscivamo a fare a malapena tre righe. ([[Martin Lutero]]) *Nessun problema è tanto intimamente connesso alla [[letteratura]] e al suo modesto mistero quanto quello posto da una traduzione. ([[Jorge Luis Borges]]) *Non traduciamo da un testo all'altro ma da una cultura all'altra. ([[Ryszard Kapuściński]]) *Quando si traduce non è più la lingua del tradotto, a cui si debbano i primi riguardi, ma quella del traduttore. ([[Vincenzo Monti]]) *Siamo ingrati verso i traduttori. Nella cultura classica, ebraica e medioevale, essi avevano un luogo impareggiabile: Virgilio era un rifacitore di Omero; e i settantadue rabbini che, nel terzo secolo avanti Cristo, interpretarono in greco l'Antico Testamento ebbero nella leggenda un ruolo quasi sacro. Oggi, li consideriamo dei semplici volgarizzatori. Non ci rendiamo conto che un vero traduttore vive sulla frontiera di due lingue. Quando scrive, mette in contatto il sistema della propria lingua con le immagini e lo stile di un grande poeta straniero. A quel contatto, invasa e quasi soggiogata da un vento di genialità sconosciuta, la seconda lingua si scuote: scopre in sé delle potenzialità sopite, degli svolgimenti che avrebbe potuto avere e che ancora sonnecchiano in lei. Così, nel passaggio da una lingua all'altra, nascono degli effetti di grande sottigliezza; e Paul Valéry insinuava che la qualità di un vero traduttore "non era meno grande e rara" di quella di un poeta creatore. ([[Pietro Citati]]) *Tradurre è anzitutto comprendere, ma non è poi semplicemente riprodurre quanto si è compreso. ([[Benvenuto Aronne Terracini]]) *Tradurre oggi un libro di ieri presenta sempre, per il traduttore, un dilemma angoscioso: usare un linguaggio – entro certi limiti – moderno, oppure fingersi contemporaneo dell'Autore? Entrambe le soluzioni, come in ogni dilemma che si rispetti, sono insoddisfacenti e – se portate all'estremo – addirittura impraticabili. Se la prima è filologicamente poco corretta, la seconda comporta non solo una enorme fatica ma anche il rischio di cadere in arbitrii e stonature ancor più stridenti degli anacronismi che si rischiano seguendo l'opposto criterio. ([[Pier Francesco Paolini]]) *Tradurre [[poesia]] non è arido esercizio accademico e filologico sulle complicazioni grammaticali e sintattiche di una lingua. Tradurre poesia è sforzo per comprenderla, è quasi riviverla. Basta solo (ma è indispensabile) avere col poeta il denominatore comune della posizione dell'uomo nei confronti della vita. ([[Joyce Lussu]]) *Tradurre vuole dire capire il sistema interno di una lingua e la struttura di un testo dato in quella lingua, e costruire un doppio del sistema testuale che, ''sotto una certa descrizione'', possa produrre effetti analoghi nel lettore, sia sul piano semantico e sintattico che su quello stilistico, metrico, fonosimbolico, e quanto agli effetti passionali a cui il testo fonte tendeva. "Sotto una certa descrizione" significa che ogni traduzione presenta dei margini di infedeltà rispetto a un nucleo di presunta fedeltà, ma la decisione circa la posizione del nucleo e l'ampiezza dei margini dipende dai fini che si pone il traduttore. ([[Umberto Eco]]) *Trasportare da una ad altra favella le opere eccellenti dell'umano ingegno è il maggior benefizio che far si possa alle lettere; perché sono sì poche le opere perfette, e la invenzione in qualunque genere è tanto rara, che se ciascuna delle nazioni moderne volesse appagarsi delle ricchezze sue proprie, sarebbe ognor povera: e il commercio de' pensieri è quello che ha più sicuro profitto. ([[Madame de Staël]]) *Tre specie di mali si possono riconoscere nello strano mondo della trasmigrazione verbale. Il primo, e il minore, consiste di ovvi errori dovuti a ignoranza o a conoscenza mal applicata. È pura fragilità umana e, come tale, scusabile. Il passo successivo verso l'inferno lo fa quel traduttore che salta parole o brani che non vuol prendersi la briga di capire o che potrebbero sembrare oscuri o osceni a lettori confusamente immaginati: accetta senza rimorsi lo sguardo assente che gli rivolge il dizionario; o subordina l'erudizione al perbenismo: è pronto a saperne meno dell'autore come a credere di saperne di più. Il terzo, e il peggiore, livello di turpitudine si raggiunge quando un capolavoro viene spianato e appiattito in una forma tale, spregevolmente abbellito in un modo tale, da conformarsi alle idee e ai preconcetti di un determinato pubblico. Questo è un delitto, che dovrebbe essere punito mettendo in ceppi il reo, come si faceva coi plagiari ai tempi delle scarpe con la fibbia. ([[Vladimir Nabokov]]) *Un testo ci tiene stretti nella sua rete già come lettrici/lettori, anche se – quando leggiamo un libro che amiamo – è difficile capire dove finiamo noi, dove il personaggio, dove ci pieghiamo alle intenzioni di chi ha prodotto il testo, dove inseriamo le nostre intenzioni. Tradurre significa accettare quella disparità, vedere con chiarezza la rete del testo, farsene lucidamente intrappolare. Un testo che suscita la nostra ammirazione, che ci domina, dà la sensazione che chi l'ha scritto sia riuscito a dire cose per le quali non avevamo le parole. Mentre leggiamo, avvertiamo che quel testo ci esprime, che se avessimo saputo scrivere ci sarebbe piaciuto scriverlo proprio così come è scritto, che chi l'ha scritto è come se l'avesse scritto pensando proprio a noi. L'atto del tradurre deve accogliere e potenziare queste impressioni. Accettare che quella parola è più potente della propria parola significa cercare la via per colmare la divaricazione, per arrivare nei limiti del possibile a far combaciare testo originale e testo d'arrivo. Nei limiti del possibile, appunto. ([[Anita Raja]]) *Una biblioteca di traduzioni somiglia a una pinacoteca di copie. ([[Arthur Schopenhauer]]) ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *Fra traduttore ed autore il rapporto che s'intreccia (insidie, invidie, ripicche, lusinghe) adombra una sfida carnale. *Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più d'ogni [[critico]], forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante. *Il traduttore è l'unico autentico lettore d'un testo. Non dico i critici, che non hanno voglia né tempo di cimentarsi in un corpo a corpo altrettanto carnale, ma nemmeno l'autore ne sa, su ciò che ha scritto, più di quanto un traduttore innamorato indovini. *Quante croci, il traduttore, in cambio di qualche estasi vicaria! ===[[George Steiner]]=== *Studiare la traduzione significa studiare il [[linguaggio]]. *Elencate [[san Gerolamo]], [[Lutero]], [[Dryden]], [[Hölderlin]], [[Novalis]], [[Schleiermacher]], [[Nietzsche]], [[Ezra Pound]], [[Valéry]], [[MacKenna]], [[Franz Rosenzweig]], [[Walter Benjamin]], [[Quine]] – e avrete quasi esattamente il totale complessivo di quanti hanno detto qualcosa di fondamentale o di nuovo sulla traduzione. *Come le mutazioni nel [[evoluzionismo|miglioramento della specie]], i grandi atti di traduzione sembrano avere una necessità fortuita. La logica è successiva al fatto. Ciò di cui ci stiamo occupando non è una scienza, ma un'[[arte]] esatta. *{{NDR|Riassumendo i quattro moti/aspetti della traduzione}} Vi sono testi in cui l'adesione iniziale ai rischi emotivi e intellettuali di un'alternità non definita e resistente prosegue vitale e scrupolosa fino al prodotto finito. Vi sono traduzioni che sono atti supremi di esegesi critica, in cui la comprensione analitica, l'immaginazione storica, la competenza linguistica articolano una valutazione critica che è al contempo un'esposizione assolutamente lucida e responsabile. Vi sono traduzioni che non soltanto rappresentano la vita integrale dell'originale, ma che la raffigurano arricchendo ed ampliando gli strumenti operativi della propria lingua. Infine – anche se si tratta di un caso assolutamente eccezionale – vi sono traduzioni che reintegrano, che raggiungono un equilibri e una stabilità di equità radicale tra due opere, due lingue, due comunità di esperienza storica e di sensibilità contemporanea. Per una traduzione, realizzare tutti e quattro gli aspetti pienamente e in egual misura è, ovviamente, 'un miracolo di rara invenzione'. ==Voci correlate== *[[Interprete (lingua)]] *[[Linguaggio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Comunicazione]] [[Categoria:Letteratura]] [[Categoria:Traduzione| ]] fo1nmf32h9wnfwwp54nr0j65d9629ex Incantesimi dai film 0 114303 1420304 1417711 2026-07-13T16:41:49Z Skekzilla 17056 /* Incantesimi dai film */ 1420304 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Torin Thatcher in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|«Da una terra inesplorata e misteriosa, dove gli dei non possiedono templi né altari, enigmatico genio, io ti invoco, appari!» (Sokurah il mago ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')]] Raccolta di '''incantesimi''' tratti '''dai film'''. ==Incantesimi dai film== *Aemeth. (''[[Il Golem - Come venne al mondo]]'') {{NDR|parola magica che dà vita al Golem}} *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha''. ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *Da una terra inesplorata e misteriosa | Dove gli dei non possiedono templi né altari | Enigmatico genio, io ti invoco, appari! (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'') *Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! (''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'') *Ecco, vediamo... un filtro che possa trasformare la mia perfetta beltà in bruttezza e il mio manto regale in un mucchio di poveri stracci. Polvere di mummia per invecchiare. Per tingere le vesti, il nero della notte. Per arrochire la voce, risata di strega. Per imbiancare i capelli, un urlo di terrore. Turbine di vento, per agitare il mio odio. Schianto di folgore, per mischiare il tutto. E adesso, filtro, compi la tua magia. (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *''Eth El Emm... Namura. Eth El Gunn Duhess. Ess El Gunn Nan Naugran Iniera!'' [...] ''Ess Et Nammar Hadad. Et Surra Ess Naman Et Surra Ess!'' Sono rinata... finalmente. (''[[Hellboy (film 2019)|Hellboy]]'') *Fermo lì. A B C, per di qui, per di lì. (''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'') *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *''Kadeesh mal. Kadeesh mal. Pared oos. Pared oos.'' (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *''Klaatu, Barada, Nikto.'' (''[[L'armata delle tenebre]]'') *Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto! (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *Nel luogo da cui vieni, tu finirai... finché integro non tornerai! (''[[Tenacious D e il destino del rock]]'') *Nel nome del vento e dell'acqua racchiusi in te, scioglila! (''[[La città incantata]]'') *Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! (''[[Ponyo sulla scogliera]]'') *Ortous orceda, et ubu udite, fiumano o vespro, os capitorzolo oh capra santa, così sia! {{NDR|Formula magica per viaggiare nel tempo}} (''[[I visitatori]]'') *Rasheem oola Kashka. Hootash im Ahmenophus. (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! (''[[Weekend con il morto 2]]'') *''Zamur cassamanda ora damir u mar tu oss. Camir tu amiss o mir dei de miri u martu samanda ora... Olen daar... Aann daar...'' (''[[La casa]]'') ===''[[La bella addormentata nel bosco]]''=== *Principessina, il mio dono è quello della beltà. *Principessina, il mio dono è il dono del canto. *Principessina, se la triste profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni. *La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira! *Spada di Verità, vola diritta e del Male provoca la sconfitta! ===''[[Il drago del lago di fuoco]]''=== *''Ex favilla, vita nova!'' *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' *''Mortem confundit magus!'' *''Nunc habeamus lucem et calorum!'' *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' ===''[[La spada nella roccia]]''=== ===Saga di ''[[Harry Potter]]''=== ====''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]''==== *''Alohomora''! *''Lumus solem!'' *''Oculus Reparo''! *''Petrificus Totalus''! *''Wingardium Leviósa!'' ====''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]''==== *''Aparecium''! *''Aragna Exumai''! *''Expelliarmus''! *''Finite Incantatem''! *''Oblivion''! *''Peskipiksi Pesternomi''! *''Rictusempra''! *''Serpensortia''! *''Vipera Evanesca''! ====''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]''==== *''Arresto Momentum''! *''Expecto Patronum''! *''Riddikulus''! ====''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]''==== *''Accio Firebolt''! *''Avada Kedavra''! *''Crucio''! ====''[[Animali fantastici e dove trovarli]]''==== *''Accio''! *''Alohomora''! *''Revelio''! {{Raccolte dai media|Incantesimi|dai film}} [[Categoria:Incantesimi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] edzuq5wcl094skus7pg79n3y8bdzdhw 1420308 1420304 2026-07-13T17:23:47Z Skekzilla 17056 /* Incantesimi dai film */ 1420308 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Torin Thatcher in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|«Da una terra inesplorata e misteriosa, dove gli dei non possiedono templi né altari, enigmatico genio, io ti invoco, appari!» (Sokurah il mago ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')]] Raccolta di '''incantesimi''' tratti '''dai film'''. ==Incantesimi dai film== *Aemeth. (''[[Il Golem - Come venne al mondo]]'') {{NDR|parola magica che dà vita al Golem}} *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha''. ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *Da una terra inesplorata e misteriosa | Dove gli dei non possiedono templi né altari | Enigmatico genio, io ti invoco, appari! (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'') *Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! (''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'') *Ecco, vediamo... un filtro che possa trasformare la mia perfetta beltà in bruttezza e il mio manto regale in un mucchio di poveri stracci. Polvere di mummia per invecchiare. Per tingere le vesti, il nero della notte. Per arrochire la voce, risata di strega. Per imbiancare i capelli, un urlo di terrore. Turbine di vento, per agitare il mio odio. Schianto di folgore, per mischiare il tutto. E adesso, filtro, compi la tua magia. (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *''Eth El Emm... Namura. Eth El Gunn Duhess. Ess El Gunn Nan Naugran Iniera!'' [...] ''Ess Et Nammar Hadad. Et Surra Ess Naman Et Surra Ess!'' Sono rinata... finalmente. (''[[Hellboy (film 2019)|Hellboy]]'') *Fermo lì. A B C, per di qui, per di lì. (''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'') *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *''Kadeesh mal. Kadeesh mal. Pared oos. Pared oos.'' (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *''Klaatu, Barada, Nikto.'' (''[[L'armata delle tenebre]]'') *Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto! (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi. ([[Conte Orlock]], ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'') *Nel luogo da cui vieni, tu finirai... finché integro non tornerai! (''[[Tenacious D e il destino del rock]]'') *Nel nome del vento e dell'acqua racchiusi in te, scioglila! (''[[La città incantata]]'') *Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! (''[[Ponyo sulla scogliera]]'') *Ortous orceda, et ubu udite, fiumano o vespro, os capitorzolo oh capra santa, così sia! {{NDR|Formula magica per viaggiare nel tempo}} (''[[I visitatori]]'') *Rasheem oola Kashka. Hootash im Ahmenophus. (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! (''[[Weekend con il morto 2]]'') *''Zamur cassamanda ora damir u mar tu oss. Camir tu amiss o mir dei de miri u martu samanda ora... Olen daar... Aann daar...'' (''[[La casa]]'') ===''[[La bella addormentata nel bosco]]''=== *Principessina, il mio dono è quello della beltà. *Principessina, il mio dono è il dono del canto. *Principessina, se la triste profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni. *La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira! *Spada di Verità, vola diritta e del Male provoca la sconfitta! ===''[[Il drago del lago di fuoco]]''=== *''Ex favilla, vita nova!'' *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' *''Mortem confundit magus!'' *''Nunc habeamus lucem et calorum!'' *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' ===''[[La spada nella roccia]]''=== ===Saga di ''[[Harry Potter]]''=== ====''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]''==== *''Alohomora''! *''Lumus solem!'' *''Oculus Reparo''! *''Petrificus Totalus''! *''Wingardium Leviósa!'' ====''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]''==== *''Aparecium''! *''Aragna Exumai''! *''Expelliarmus''! *''Finite Incantatem''! *''Oblivion''! *''Peskipiksi Pesternomi''! *''Rictusempra''! *''Serpensortia''! *''Vipera Evanesca''! ====''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]''==== *''Arresto Momentum''! *''Expecto Patronum''! *''Riddikulus''! ====''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]''==== *''Accio Firebolt''! *''Avada Kedavra''! *''Crucio''! ====''[[Animali fantastici e dove trovarli]]''==== *''Accio''! *''Alohomora''! *''Revelio''! {{Raccolte dai media|Incantesimi|dai film}} [[Categoria:Incantesimi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] avuz6dth9msl9127eybbr75flo3q1lz 1420309 1420308 2026-07-13T17:23:56Z Skekzilla 17056 /* Incantesimi dai film */ 1420309 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Torin Thatcher in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|«Da una terra inesplorata e misteriosa, dove gli dei non possiedono templi né altari, enigmatico genio, io ti invoco, appari!» (Sokurah il mago ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')]] Raccolta di '''incantesimi''' tratti '''dai film'''. ==Incantesimi dai film== *Aemeth. (''[[Il Golem - Come venne al mondo]]'') {{NDR|parola magica che dà vita al Golem}} *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha''. ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *Da una terra inesplorata e misteriosa | Dove gli dei non possiedono templi né altari | Enigmatico genio, io ti invoco, appari! (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'') *Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! (''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'') *Ecco, vediamo... un filtro che possa trasformare la mia perfetta beltà in bruttezza e il mio manto regale in un mucchio di poveri stracci. Polvere di mummia per invecchiare. Per tingere le vesti, il nero della notte. Per arrochire la voce, risata di strega. Per imbiancare i capelli, un urlo di terrore. Turbine di vento, per agitare il mio odio. Schianto di folgore, per mischiare il tutto. E adesso, filtro, compi la tua magia. (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *''Eth El Emm... Namura. Eth El Gunn Duhess. Ess El Gunn Nan Naugran Iniera!'' [...] ''Ess Et Nammar Hadad. Et Surra Ess Naman Et Surra Ess!'' Sono rinata... finalmente. (''[[Hellboy (film 2019)|Hellboy]]'') *Fermo lì. A B C, per di qui, per di lì. (''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'') *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *''Kadeesh mal. Kadeesh mal. Pared oos. Pared oos.'' (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *''Klaatu, Barada, Nikto.'' (''[[L'armata delle tenebre]]'') *Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto! (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi. ([[Conte Orlok]], ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'') *Nel luogo da cui vieni, tu finirai... finché integro non tornerai! (''[[Tenacious D e il destino del rock]]'') *Nel nome del vento e dell'acqua racchiusi in te, scioglila! (''[[La città incantata]]'') *Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! (''[[Ponyo sulla scogliera]]'') *Ortous orceda, et ubu udite, fiumano o vespro, os capitorzolo oh capra santa, così sia! {{NDR|Formula magica per viaggiare nel tempo}} (''[[I visitatori]]'') *Rasheem oola Kashka. Hootash im Ahmenophus. (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! (''[[Weekend con il morto 2]]'') *''Zamur cassamanda ora damir u mar tu oss. Camir tu amiss o mir dei de miri u martu samanda ora... Olen daar... Aann daar...'' (''[[La casa]]'') ===''[[La bella addormentata nel bosco]]''=== *Principessina, il mio dono è quello della beltà. *Principessina, il mio dono è il dono del canto. *Principessina, se la triste profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni. *La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira! *Spada di Verità, vola diritta e del Male provoca la sconfitta! ===''[[Il drago del lago di fuoco]]''=== *''Ex favilla, vita nova!'' *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' *''Mortem confundit magus!'' *''Nunc habeamus lucem et calorum!'' *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' ===''[[La spada nella roccia]]''=== ===Saga di ''[[Harry Potter]]''=== ====''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]''==== *''Alohomora''! *''Lumus solem!'' *''Oculus Reparo''! *''Petrificus Totalus''! *''Wingardium Leviósa!'' ====''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]''==== *''Aparecium''! *''Aragna Exumai''! *''Expelliarmus''! *''Finite Incantatem''! *''Oblivion''! *''Peskipiksi Pesternomi''! *''Rictusempra''! *''Serpensortia''! *''Vipera Evanesca''! ====''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]''==== *''Arresto Momentum''! *''Expecto Patronum''! *''Riddikulus''! ====''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]''==== *''Accio Firebolt''! *''Avada Kedavra''! *''Crucio''! ====''[[Animali fantastici e dove trovarli]]''==== *''Accio''! *''Alohomora''! *''Revelio''! {{Raccolte dai media|Incantesimi|dai film}} [[Categoria:Incantesimi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] nt8nqtkrnpg67kidsxrzr7x4hjfytou 1420312 1420309 2026-07-13T17:29:50Z Skekzilla 17056 /* Incantesimi dai film */ 1420312 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Torin Thatcher in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|«Da una terra inesplorata e misteriosa, dove gli dei non possiedono templi né altari, enigmatico genio, io ti invoco, appari!» (Sokurah il mago ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')]] Raccolta di '''incantesimi''' tratti '''dai film'''. ==Incantesimi dai film== *Aemeth. (''[[Il Golem - Come venne al mondo]]'') {{NDR|parola magica che dà vita al Golem}} *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha''. ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *Da una terra inesplorata e misteriosa | Dove gli dei non possiedono templi né altari | Enigmatico genio, io ti invoco, appari! (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'') *Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! (''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'') *Ecco, vediamo... un filtro che possa trasformare la mia perfetta beltà in bruttezza e il mio manto regale in un mucchio di poveri stracci. Polvere di mummia per invecchiare. Per tingere le vesti, il nero della notte. Per arrochire la voce, risata di strega. Per imbiancare i capelli, un urlo di terrore. Turbine di vento, per agitare il mio odio. Schianto di folgore, per mischiare il tutto. E adesso, filtro, compi la tua magia. (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *''Eth El Emm... Namura. Eth El Gunn Duhess. Ess El Gunn Nan Naugran Iniera!'' [...] ''Ess Et Nammar Hadad. Et Surra Ess Naman Et Surra Ess!'' Sono rinata... finalmente. (''[[Hellboy (film 2019)|Hellboy]]'') *Fermo lì. A B C, per di qui, per di lì. (''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'') *Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'') *''Kadeesh mal. Kadeesh mal. Pared oos. Pared oos.'' (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *''Klaatu, Barada, Nikto.'' (''[[L'armata delle tenebre]]'') *Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto! (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'') *Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi. ([[Conte Orlok]], ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'') *Nel luogo da cui vieni, tu finirai... finché integro non tornerai! (''[[Tenacious D e il destino del rock]]'') *Nel nome del vento e dell'acqua racchiusi in te, scioglila! (''[[La città incantata]]'') *Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! (''[[Ponyo sulla scogliera]]'') *Ortous orceda, et ubu udite, fiumano o vespro, os capitorzolo oh capra santa, così sia! {{NDR|Formula magica per viaggiare nel tempo}} (''[[I visitatori]]'') *Rasheem oola Kashka. Hootash im Ahmenophus. (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'') *Sotto la protezione di [[Camaele]], [[Haniel]] e [[Hesediel|Zadkiel]], rivela a me la tua parola! Nel nome di [[Eligos]], [[Orobas]] e [[Asmodeo]], rivela a me la tua parola! (''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'') *Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! (''[[Weekend con il morto 2]]'') *''Zamur cassamanda ora damir u mar tu oss. Camir tu amiss o mir dei de miri u martu samanda ora... Olen daar... Aann daar...'' (''[[La casa]]'') ===''[[La bella addormentata nel bosco]]''=== *Principessina, il mio dono è quello della beltà. *Principessina, il mio dono è il dono del canto. *Principessina, se la triste profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni. *La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira! *Spada di Verità, vola diritta e del Male provoca la sconfitta! ===''[[Il drago del lago di fuoco]]''=== *''Ex favilla, vita nova!'' *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' *''Mortem confundit magus!'' *''Nunc habeamus lucem et calorum!'' *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' ===''[[La spada nella roccia]]''=== ===Saga di ''[[Harry Potter]]''=== ====''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]''==== *''Alohomora''! *''Lumus solem!'' *''Oculus Reparo''! *''Petrificus Totalus''! *''Wingardium Leviósa!'' ====''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]''==== *''Aparecium''! *''Aragna Exumai''! *''Expelliarmus''! *''Finite Incantatem''! *''Oblivion''! *''Peskipiksi Pesternomi''! *''Rictusempra''! *''Serpensortia''! *''Vipera Evanesca''! ====''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]''==== *''Arresto Momentum''! *''Expecto Patronum''! *''Riddikulus''! ====''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]''==== *''Accio Firebolt''! *''Avada Kedavra''! *''Crucio''! ====''[[Animali fantastici e dove trovarli]]''==== *''Accio''! *''Alohomora''! *''Revelio''! {{Raccolte dai media|Incantesimi|dai film}} [[Categoria:Incantesimi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] nydmxuzloxhr3koilytvvi6u99lvr2u Apple 0 120894 1420329 1245800 2026-07-13T19:03:51Z Danyele 19198 +1 1420329 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Apple logo black.svg|right|200px|Logo della Apple]] Citazioni sulla '''Apple'''. *Alla Apple, quando facciamo un computer, sappiamo che dopo cinque anni è da buttare. Ma se fai bene il tuo lavoro, un film può durare per sempre. ([[Steve Jobs]]) *Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele. ([[Richard Stallman]]) *E poi è arrivata la Apple a distruggere questo mondo del cazzo. La cultura giovanile non esiste praticamente più, adesso si basa sui gadget tecnologici. È come se fosse la Apple a influenzare la cultura giovanile, non il contrario. ([[Noel Gallagher]]) *{{NDR|In un Mapple Store<ref>Parodia di un Apple Store.</ref>}}<br>– Il computer più leggero e desiderabile del mondo per le prossime tre settimane: il Vuoto Mapple!<br>– Lo prendo! Solo se mi mettete in conto tutti i servizi che [[Google]] offre gratis!<br>– Già fatto! (''[[I Simpson (ventitreesima stagione)|I Simpson]]'') *La Apple cambia solo il formato dei suoi prodotti e noi li compriamo sempre. (''[[The Big Bang Theory (nona stagione)|The Big Bang Theory]]'') *La Apple ha presentato la sua ultima novità per impedire alla gente di rivolgersi la parola o addirittura di guardarsi negli occhi. ([[Paul Krugman]]) *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi Apple ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco. ([[Chris Bangle]]) *Non sapevo che la Apple facesse le bare... (''[[Dylan Dog - Il film]]'') *Non tornai più a lavorare con il Tenente Dan. Però lui curava i miei soldi della Buba Gump; e me li fece investire in una specie di società di frutta.<ref>Nel film si vede una busta con su un famoso logo raffigurante una mela, famoso simbolo della Apple Computer inc.</ref> (''[[Forrest Gump]]'') *{{NDR|Annunciando l'introduzione dell'[[iPhone]]}} Questo è un giorno che ho aspettato con ansia per due anni e mezzo. Ogni tanto, viene avanti un prodotto rivoluzionario che cambia tutto. Si è molto fortunati se si ha la possibilità di lavorare anche solo con uno di questi nella tua carriera. Chi ha lavorato con Apple è stato molto fortunato. Apple è stata in grado di introdurne alcuni nel mondo. Nel 1984, abbiamo introdotto il Macintosh. Non ha cambiato solo Apple. Ha cambiato l'intera industria del computer. Nel 2001, abbiamo introdotto il primo iPod. Non ha solo cambiato il nostro modo di ascoltare la musica. Ha cambiato l'intera industria musicale. Bene, oggi, stiamo introducendo tre prodotti rivoluzionari di questo tipo. ([[Steve Jobs]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Apple Macintosh]] *[[iPhone]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Aziende informatiche]] [[Categoria:Aziende statunitensi]] [[Categoria:Telefonia]] azs10sohh3t1erc2hb1mfcqgmlap2aq Categoria:Pagine che utilizzano tag HTML auto-chiusi non validi 14 124408 1420298 798703 2026-07-13T15:53:23Z Àncilu 87978 Requesting speedy deletion with rationale "la categoria è ormai obsoleta perché viene tutto quanto gestito da Linter, nella pagina [[Speciale:LintErrors/self-closed-tag]]". (TwinkleGlobal) 1420298 wikitext text/x-wiki {{Cancella|1=la categoria è ormai obsoleta perché viene tutto quanto gestito da Linter, nella pagina [[Speciale:LintErrors/self-closed-tag]]}} {{Servizio vuota|n}} Le pagine in questa categoria contengono tag HTML autochiudenti non validi, come <nowiki><b/>, <span/> e <td/></nowiki> (i tag [[HTML5]] specificatamente autochiudenti come <nowiki><br/>, <hr/></nowiki>, ecc. sono validi). Il comportamento di questi tag verrà presto modificato per essere consistente con le specifiche HTML5, quindi il loro utilizzo nel wikitesto è deprecato. Vedi [[phab:T134423]] per maggiori informazioni. Vedi [[Speciale:CategorieMonitoraggio]]. 2sr1dd5dg8pc1vzqtv9jjg7mzsuvyz9 Graal 0 124593 1420281 1418830 2026-07-13T12:32:00Z Skekzilla 17056 /* Altri progetti */ 1420281 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Dante Gabriel Rossetti - The Damsel of the Sanct Grael (The Holy Grail).jpg|thumb|''Il Sacro Graal'', di Dante Gabriel Rossetti]] Citazioni sul '''Graal'''. ==Citazioni== *A [[Pasqua]] deve cominciare a rendersi visibile quella parte oscura, vale a dire che nella falce si deve trovare parte dello Spirito solare che ha trovato la sua forza primaverile. In altre parole: a Pasqua deve apparire nel cielo l'immagine del santo Graal. Così infatti dev'essere. Chiunque può quindi contemplare a Pasqua l'immagine del santo Graal; proprio per questo è stata stabilita in quel dato modo la data della Pasqua, secondo un'antichissima tradizione. ([[Rudolf Steiner]]) *«Costui, — disse, — è un pagano :e non può dunque pretendere :di vedere ciò che ammira :solo chi è cristiano :in virtù del suo [[battesimo]]. :Tra lui e il Graal c'è una barriera». ([[Wolfram von Eschenbach]]) *Nella prima leggenda del Graal è detto che il Graal, pietra miracolosa che in virtù dell'ostia consacrata sazia ogni fame, apparterrà a chi per primo dirà al custode della pietra, il re quasi completamente paralizzato dalla più dolorosa ferita: «Qual è il tuo tormento?». ([[Simone Weil]]) *– Ora scegli saggiamente.<br/>– Scelgo questo qui.<br/>– Chi te l'ha detto?<br/>– Be', ho immaginato che una tazza di [[caffè]] con la scritta ''[[Gesù]]'' potesse essere il Graal, via, non era difficile. (''[[La storia segreta di Stewie Griffin]]'') *Sotto l'antica Rosslyn il Santo Graal aspetta. Calice e Lama sorvegliano l'Eletta, adorna d'opre d'artisti incantati, riposa infine sotto cieli stellati. (''[[Il codice da Vinci]]'') ===''[[Excalibur]]''=== *– Dobbiamo trovare ciò che è perso, il Graal. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br/>– Cosa ci guiderà?<br/>– Presagi, segni... Seguite... *– Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>– Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>– Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita. *Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. *– Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br/>– Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br/>– No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br/>– Non sono degno.<br/>– {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... ===''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]''=== *"Colui che beve l'acqua che io gli darò, dice il Signore, avrà dentro di sé una sorgente inesauribile dalla quale sgorgherà la vita eterna. Lasciate che mi conducano alla tua montagna sacra nel luogo dove dimori, attraverso il deserto e oltre la montagna, nella gola della luna crescente, al Tempio dove la coppa che contiene il sangue di Gesù Cristo risiede per sempre". {{NDR|leggendo le indicazioni sulla tavoletta del Graal}} *– Elsa non ha mai creduto veramente nel Graal... Si era illusa d'aver trovato un bottino. <br/> – E tu, cos'hai trovato? <br/> – Io? L'illuminazione. *La ricerca del Santo Graal, non è archeologia: è una gara contro le forze del male. Se cadesse nelle mani dei nazisti, le armate delle tenebre marcerebbero su tutta quanta la Terra. Non lo capisci questo? *– Tu credi, Marcus? ... Tu credi che il Santo Graal esista davvero? <br/> – La ricerca della Coppa del Cristo è la ricerca del divino che è in tutti noi... Ma se vuoi delle prove, Indy, non posso dartele. Alla mia età, si è disposti ad accettare alcune cose per fede. ===[[Thomas Malory]]=== *Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» *Entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il Sangrail, l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» *Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del Sangrail, signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. *Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. ==Voci correlate== *[[Gesù]] *[[Elisir di lunga vita]] *[[Sacro Catino]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Ciclo arturiano]] [[Categoria:Oggetti mitologici]] [[Categoria:Reliquie cristiane]] aa7a2wrq6wmoyg376zfn1jz8ij4t8kl Carlo Calenda 0 146019 1420339 1419482 2026-07-13T19:43:31Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Carlo Calenda */ 1420339 wikitext text/x-wiki [[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]] '''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano. ==Citazioni di Carlo Calenda== {{Cronologico}} *{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref> *Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref> *In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/> *Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref> *Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref> *Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref> *{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref> *Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref> *Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref> *È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/> *Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/> *[[Roberto Vannacci|Vannacci]] parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così?<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DZkHpdCt_gW/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 14 giugno 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref> *{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/> *{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare [[Folarin Balogun|Balogun]] colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/> *Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/> *Per Conte è Draghi la minaccia bellicista non la Russia. Per me la vera minaccia è il cretinismo filo putiniano al Governo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/Danz7WRtAMv/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 10 luglio 2026.</ref> ==Citazioni su Carlo Calenda== *Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]]) *{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]]) *Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] {{DEFAULTSORT:Calenda, Carlo}} a8um6yhtat6t2m4rnty5h7f16188sgd 1420340 1420339 2026-07-13T19:44:24Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Carlo Calenda */ 1420340 wikitext text/x-wiki [[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]] '''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano. ==Citazioni di Carlo Calenda== {{Cronologico}} *{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref> *Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref> *In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/> *Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref> *Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref> *Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref> *{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref> *Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref> *Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref> *È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/> *Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/> *[[Roberto Vannacci|Vannacci]] parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così?<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DZkHpdCt_gW/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 14 giugno 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref> *{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/> *{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare [[Folarin Balogun|Balogun]] colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/> *Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/> *Per Conte è Draghi la minaccia bellicista non la Russia. Per me la vera minaccia è il cretinismo filo putiniano al Governo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/Danz7WRtAMv/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 10 luglio 2026.</ref> *Vannacci, il patriota alle vongole, spiega che non avrebbe problemi ad accettare finanziamenti da Stati stranieri, Russia inclusa. Senso dell’onore e della difesa dell’indipendenza della Patria prossimi allo zero.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/Daup_wet001/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 13 luglio 2026.</ref> ==Citazioni su Carlo Calenda== *Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]]) *{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]]) *Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] {{DEFAULTSORT:Calenda, Carlo}} pbc9kcib2dyf6tyl23zlrzmmpe99tdi 1420342 1420340 2026-07-13T19:53:36Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Carlo Calenda */ 1420342 wikitext text/x-wiki [[File:Calenda - Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|Carlo Calenda nel 2022 al Quirinale.]] '''Carlo Calenda''' (1973 – vivente), dirigente d'azienda e politico italiano. ==Citazioni di Carlo Calenda== {{Cronologico}} *{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo a «Tu non vuoi fare il presidente del Consiglio. Forse vuoi fare il sindaco di Roma?»}} Guardate, neanche morto. [...] A me piacciono altre cose, mi piace molto il lavoro che sto facendo con Paolo {{NDR|Gentiloni}} ed è una cosa diversa. Lo devo dire con grande chiarezza per una ragione: ché se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone, e quindi non lo farò.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/politica/2020/10/19/video/carlo-calenda-candidato-sindaco-roma-centrosinistra-cialtrone-cosa-diceva-rutelli-gentiloni-terracina-24928116/ Così parlava Carlo Calenda: se mi candidassi a Roma sarei un cialtrone]'', ''iltempo.it'', 19 ottobre 2020.</ref> *Abbiamo semplificato processi storici complessi. Abbiamo ritenuto che parole d'ordine come [[merito]], eccellenza, [[multiculturalismo]], [[innovazione]], [[globalizzazione]], [[opportunità]] corrispondessero a un naturale evolversi della storia e delle nostre [[società]]. Così non è stato. Abbiamo curato poco le transizioni confidando sulla meccanica del mercato e nell'innovazione tecnologica e sostituendo la rappresentanza con la teoria economica.<ref name="Fubini">Dall'intervista di Federico Fubini, ''«Un governo per le riforme Renzi? Segreteria con Letta»'', ''Corriere della Sera'', 3 maggio 2018, p. 6.</ref> *In [[Italia]] serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni. Serve nel nostro ordinamento una clausola di supremazia che tuteli l'interesse nazionale dai veti locali.<ref name="Fubini"/> *Se sono entrato in [[Ferrari]] grazie al mio cognome? Sì, perché mio padre era stato in classe con [[Luca Cordero di Montezemolo | Montezemolo]], che all'epoca era presidente di Maranello.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 29 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Calenda, come giudica l'operato fin qui del commissario straordinario per l'emergenza Covid, [[Domenico Arcuri]]?}} Un operato palesemente disastroso. Non è riuscito a rispettare le scadenze che lui stesso si era dato. A questo si aggiungano i toni inaccettabili usati durante le conferenze stampa, il suo paternalismo e la sua arroganza. Solo ieri è partita la gara per i reagenti dei tamponi e ha combinato un completo disastro con la storia della mascherina a 50 centesimi, tra l'altro continuando a ripetere che non è colpa sua. In un Paese normale dovrebbe dare le dimissioni, anzi: sarebbe licenziato.<ref>Citato in ''[https://www.azione.it/calenda-intervista-il-riformista Calenda: "Siamo nelle mani di dilettanti, dovrebbero andare tutti a casa"]'', ''azione.it''.</ref> *Cara [[Giorgia Meloni]] ti proponiamo questo: non toccare la presidenza della Repubblica che è l'unica cosa che funziona in questo Paese. Senza l'unità della Nazione se ne va a farsi benedire. E che io lo debba spiegare a una [[nazionalismo|nazionalista]] [[fascismo|semifascista]] è deprimente.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/05/calenda-il-quirinale-non-si-tocca-triste-dirlo-ad-una-semifascista_beff8b2e-f7f1-47e4-a0d2-724d7c8a0d8c.html Calenda: 'Il Quirinale non si tocca, triste dirlo ad una semifascista'. Poi si corregge.]'', ''ansa.it'', 5 febbraio 2023.</ref> *Il Job Act, considerando il taglio delle tasse sulle nuove assunzioni, ha determinato una crescita di 1,2 milioni degli occupati. Non ho più a che fare con Renzi, per fortuna, ma non mi ridurrò a disconoscerne i meriti o far finta che ‘io non c'ero e se c'ero dormivo' come fa larga parte del Pd.<ref>Citato in Annalisa Cangemi, ''[https://www.fanpage.it/politica/che-fine-ha-fatto-il-referendum-contro-il-jobs-act-e-perche-non-se-ne-parla-piu-nel-pd/ Che fine ha fatto il referendum contro il Jobs Act e perché non se ne parla più nel Pd]'', ''fanpage.it'', 4 settembre 2023.</ref> *{{NDR|A [[Jeffrey Sachs]] riguardo la presunta ingerenza statunitense nella [[rivoluzione ucraina del 2014]]}} Penso che lei sta mentendo, esattamente come sul vaccino. [...] Io penso che lei fa propaganda putiniana.<ref>Dal programma televisivo ''Piazzapulita'', 23 ottobre 2025; video disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=E6UBrg_jPMM Duro scontro tra Sachs e Calenda: "Sono scioccato, mi ha chiamato bugiardo?", Sì"]'', ''youtube.com'', 26 ottobre 2025.</ref> *Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffrey Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.<br />Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l'Europa e l'Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DQL2FGkDc_i/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2025.</ref> *Da tempo sono convinto che in Italia ci sia chi riceve i finanziamenti dalla Russia di Putin. [...] Tutte le sere c’è qualcuno che va in tv a dire che non è vero che Putin non vuole la pace, ma che siamo noi che vogliamo la guerra. Da noi è in atto una guerra ibrida.<ref name="periododrammatico">Da ''[https://www.corriere.it/politica/25_dicembre_07/calenda-intervista-guerra-europa-77406ae6-bbba-4883-962e-15d7df2e2xlk.shtml Calenda: «È il periodo più drammatico dal 1945. In Italia ci sono politici che ricevono finanziamenti dalla Russia di Putin»]'', intervista di Alessandra Arachi, ''corriere.it'', 7 dicembre 2025.</ref> *È un caso che chi si oppone allo scudo democratico siano M5S e Lega? [...] Ci sono molti filoputiniani nei due partiti. Vengono finanziati da Putin?<ref name="periododrammatico"/> *Il grande dubbio è: capire da che parte starà Meloni. Con Trump o con chi vuole difendere l’Europa?<ref name="periododrammatico"/> *[[Roberto Vannacci|Vannacci]] parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così?<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DZkHpdCt_gW/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 14 giugno 2026.</ref> *C'è una cosa che mi fa sempre veramente incavolare: quando Stellantis racconta palle pensando di aver a che fare con analfabeti funzionali.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/DZsQZMDNuY8/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 17 luglio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore. [...] O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni.<ref name="caligola">Da ''[https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_06/calenda-trump-e-folle-come-caligola-si-aspettava-una-cheerleader-la-premier-scelga-l-europa-c83b088d-f3d5-4d1c-aedd-20ac7b996xlk.shtml Calenda: «Trump è folle come Caligola, si aspettava una cheerleader. La premier scelga l’Europa»], intervista di Monica Guerzoni, ''corriere.it'', 7 luglio 2026.</ref> *{{NDR|Su Donald Trump}} I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e disprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. Tutti tranne Meloni.<ref name="caligola"/> *{{NDR|Su Donald Trump}} Quel che ha fatto sui Mondiali, far togliere una giornata di espulsione a un calciatore Usa, può sembrare una cosa stupida, invece è grave. Più grave di un’ora di telefonata con Putin, del quale Trump è un asset. Aver fatto rientrare [[Folarin Balogun|Balogun]] colpisce tutto il mondo, tutti tiferanno per il Belgio contro gli Stati Uniti. Non c’è un precedente nella storia.<ref name="caligola"/> *Trump è pazzo, come [[Giorgio III del Regno Unito|re Giorgio III]]. [...] Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla [[Caligola]].<ref name="caligola"/> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz.<ref name="caligola"/> *Per Conte è Draghi la minaccia bellicista non la Russia. Per me la vera minaccia è il cretinismo filo putiniano al Governo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/Danz7WRtAMv/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 10 luglio 2026.</ref> *Vannacci, il patriota alle vongole, spiega che non avrebbe problemi ad accettare finanziamenti da Stati stranieri, Russia inclusa. Senso dell’onore e della difesa dell’indipendenza della Patria prossimi allo zero.<ref>Da un [https://www.instagram.com/reel/Daup_wet001/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 13 luglio 2026.</ref> ==Citazioni su Carlo Calenda== *Calenda per me è l'espressione più grottesca del politico fallito. No, direi di più, Calenda è l'espressione del fallito in generale. Uno che non è riuscito in nulla nella vita benché sia stato sospinto e aiutato in tutte le posizioni. ([[Angelo d'Orsi]]) *{{NDR|«Com'era Carlo da piccolo?»}} Come me: non voleva mai stare fermo. Vivacissimo. Neanche lui amava la scuola, anche se non fu mai bocciato: faceva il suo, poi usciva a giocare. Aveva molti amichetti, che un po' dirigeva. Prima ancora lo ricordo in piedi nel box, mentre con due compagni di università ripetevo le lezioni d'economia... ([[Cristina Comencini]]) *Piaccia o no, Calenda è l'unico a dire apertamente che in un modo o nell'altro, a cena per salvare l'Italia o in piazza in difesa del popolo curdo, prima o poi, meglio prima che poi, bisognerà trovare il modo di moderare caratteri, ego e ambizioni dei leader [[Populismo|antipopulisti]] per costruire finalmente l'alleanza di noi italiani contro gli stronzi (certo, poi dovrà moderarsi anche lui). ([[Christian Rocca]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] {{DEFAULTSORT:Calenda, Carlo}} 7tog7oywz2zcjxf9t400idjr3zhc01y Template:Lingue/Dati 10 148341 1420358 1420172 2026-07-13T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1420358 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66571 |lingua2 = it |voci2 = 55544 |lingua3 = pl |voci3 = 31796 |lingua4 = ru |voci4 = 17990 |lingua5 = cs |voci5 = 15763 |lingua6 = et |voci6 = 13697 |lingua7 = uk |voci7 = 12332 |lingua8 = pt |voci8 = 12067 }} r3uvwtu0nl3ovgp2rofo9zxuukw50la Lancillotto 0 149727 1420344 1420038 2026-07-13T19:59:23Z Skekzilla 17056 /* Thomas Malory */ 1420344 wikitext text/x-wiki [[File:Tales of the Round table; based on the tales in the Book of romance (1908) (14580311579).jpg|thumb|Lancilotto]] '''Lancilotto''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Lancilotto== *Non oso baciare una signora così bella. Ho un solo cuore da perdere. (''[[Il primo cavaliere]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento. *Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada. *Non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello. *Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio. *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! *Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. *Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. *Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale. *Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! *Il re senza una spada! La terra senza un re! *Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza! [...] E morte! [...] Per il loro orgoglio! Per i loro peccati! *La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina? ===''[[King Arthur]]''=== *Artù! Questa guerra non riguarda Roma, non è più la tua guerra! Questi lunghi anni, passati assieme, le prove che abbiamo superato, il sangue che abbiamo versato, tutto questo, per cosa? Se non per la promessa per la libertà! E adesso che siamo così vicini, che finalmente possiamo stringerla in pugno... Guardami! Tutto ciò non conta nulla per te? *Il sacrificio dei cavalieri che avevano dato la vita, non fu motivo di lutto o di tristezza. Perché essi sarebbero vissuti in eterno, i loro nomi e le loro gesta tramandate da padre in figlio, da madre in figlia, nelle legende di re Artù e i suoi cavalieri. *Nel 300 d.C., i romani estendevano il loro impero dall'Arabia alla Britannia... ma bramavano di più...più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma... e più di altri il grande e potente popolo dei Sarmati ad Est. A migliaia morirono sul campo di battaglia... e quando il quarto giorno il fumo si diradò, gli unici soldati sarmati sopravvissuti appartenevano alla decimata ma leggendaria cavalleria. I romani colpiti dal coraggio e dall'abilità di quei cavalieri risparmiarono loro la vita. In cambio questi guerrieri furono incorporati nell'esercito romano. Sarebbe stato meglio che fossero morti quel giorno, poiché la seconda parte del patto che strinsero, impegnava non solo loro stessi ma anche i loro figli e i figli dei figli dopo di loro, a servire l'Impero come cavalieri. Io ero uno di quei figli. *Per duecento anni, noi cavalieri ci eravamo battuti per una terra che non era la nostra. Ma in quel giorno a Badon Hill, quelli che combatterono misero la propria vita al servizio di una causa più grande, la libertà! *Tu combatti per un mondo che non esisterà mai Artù, mai! Ci saranno sempre campi di battaglia... Io morirò in battaglia, di questo sono certo, e spero di poterla scegliere io, ma, se dovesse essere questa, allora fammi un favore: non seppellirmi in questo triste e piccolo cimitero. Bruciami, bruciami e getta le mie ceneri al vento dell'est. ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. *Nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. *Ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. *Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione. *Ahimè, che vergogna che un cavaliere ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare. *Non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura! *Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. *Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate. *Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura! *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. *Il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò Isotta la Bella a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata. *Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere! *È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele! *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. *Non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdone, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. *Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser [[Galahad]] mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta. *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ===''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]''=== *Ti sei battuto da prode. Un giorno berremo sangue di drago dalla coppa del vincitore, te lo prometto. *La vostra voce è come musica, ma non so di che cosa parliate. *"[[Hugh Jackman|Uh Giacca]]"?! Che nome ridicolo! Non sembra neanche vero! Solo un codardo celerebbe la propria identità, Artù! *Vergognatevi, Artù! Non meritate né la corona né la vostra regina! *Sapete quanto ho sognato Camelot?! E per cosa?! Per niente! Niente! ==Citazioni su Lancilotto== *Che cazzo, mi faccio più regine di Lancillotto oggi! (''[[I Soprano]]'') ===''[[Excalibur]]''=== {{cronologico}} *– Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>– È un potente avversario...<br>– È durissimo... *Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. ([[Re Artù]]) *Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. ([[Gawain]]) *Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini. ([[Re Artù]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser Lancillotto del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]]) *«Chi vorreste assalire?» chiese [[Lamorak|ser Lamorak]].<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]]) *Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca {{NDR|del [[Graal]]}} si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo [[Galahad]]. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. *Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]]) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]]) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui. ([[Sir Gareth]]) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. *Da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]]) *Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza. ([[Re Artù]]) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. [...] Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Galahad]], figlio *[[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], amante ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Cavalieri della Tavola Rotonda]] 22fae1aoyo26nffrpnar5w764r5kq6j Il drago del lago di fuoco 0 151411 1420299 1416050 2026-07-13T16:28:19Z Skekzilla 17056 /* Incipit */ 1420299 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il drago del lago di fuoco |immagine=Dragonslayer (1981) logo.jpg |didascalia= |titolo originale = Dragonslayer |paese =Stati Uniti |anno uscita = [[1981]] |aspect ratio= |genere = Epico |genere 2 = Fantastico |regista = [[Matthew Robbins]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Hal Barwood]], [[Matthew Robbins]] |produttore= |attori = *[[Peter MacNicol]]: Galen *[[Caitlin Clarke]]: Valerian *[[Ralph Richardson]]: Ulrich *[[John Hallam]]: Tyrian *[[Peter Eyre]]: Cassiodoro *[[Albert Salmi]]: Greil *[[Sydney Bromley]]: Hodge *[[Chloe Salaman]]: Principessa Elspeth *[[Emrys James]]: Padre di Valerian *[[Roger Kemp]]: Horsrik *[[Ian McDiarmid]]: Fratello Jacopus |doppiatori italiani= *[[Germana Calderini]]: Principessa Elspeth |note='''Effetti speciali''': [[Phil Tippett]] }} '''''Il drago del lago di fuoco''''', film statunitense del 1981, regia di [[Matthew Robbins]]. ==[[Incipit]]== *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') ==Frasi== *Che sia risaputo in tutto il regno che questa fanciulla, scelta legalmente per volere del caso e del destino, sacrificherà la sua giovane vita per la salvezza della città di Urland. Da quest'atto sacrificale, saranno placate le potenze che albergano sottoterra e gli spiriti che le assistono. Riconoscente per questo sacrificio, sua maestà dichiara che la famiglia Plowman è esente da ogni tributo per un periodo non inferiore a cinque anni. Così è stato decretato. ('''Horsrik''') *Sapete una cosa? [[Mago|Maghi]], la [[magia]], stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i [[Drago|draghi]]. ('''Simon''') ==Dialoghi== [[File:Castell Dolwyddelan and Moel Siabod mountain at nightfall - geograph.org.uk - 580531.jpg|thumb|Castello di Dolwyddelan, dimora di Ulrich]] *'''Ulrich''': {{NDR|Dopo essersi vestito in paludamenti da stregone}} Belisarius mise questo prima di morire. Sai, lo vidi io stesso tramutare in oro del piombo. Io non ci sono mai riuscito. Peccato! Avresti potuto ereditare una vera ricchezza.<br>'''Galen''': Magister, vi prego, non dite queste cose. Voi non morirete.<br>'''Ulrich''': Oh, non desidero altro. A cosa è servita, tutta questa mia magia? *'''Ulrich''': Voi volete che io combatta contro un drago?<br>'''Valerian''': A chi altro possiamo chiederlo?<br>'''Ulrich''': Lo avete già chiesto alle sorelle Merridyd? O magari a Rinbod? Ho sentito dire che ha ucciso un drago una volta.<br>'''Valerian''': Sono tutti morti. Voi siete l'unico rimasto in vita.<br>'''Ulrich''': È un lungo viaggio da qui a Urland.<br>'''Valerian''': Due volte all'anno, all'equinozio di primavera e d'autunno, il re estrae a sorte una vittima. Una vergine.<br>'''Ulrich''': Un sorteggio. Che barbarie! Ed in cambio questo drago lascia intatti i villaggi e risparmia i raccolti? Il vostro re ha stretto un patto con un mostro.<br>'''Galen''': Magister, non possiamo...?<br>'''Ulrich''': Silenzio!<br>'''Valerian''': Avete paura dei draghi?<br>'''Ulrich''': No. Ricordati che è merito nostro se ci sono così pochi draghi. Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento. Oh, conosco la vostra creatura: ''Vermithrax pejor''. Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole. *'''Tyrian''': Se è vero che quest'uomo deve uccidere un drago, non ha nulla da temere da me. Non pensate che io odi quella creatura meno di voi. E anche il re la odia. Ma prima che voialtri vi illudiate troppo, non sarebbe una buona idea appurare se avete trovato l'uomo che fa per voi?<br>'''Hodge''': Ah, così voi state cercando una prova. Da noi non ne avrete!<br>'''Tyrian''': Ne ero sicuro. Non date mai prove voi, e neanche troppi risultati. Ah, parlate con gli spiriti in stanze buie, fate i sortilegi, filtri d'amore ed altro, ma se arriva qualcuno che dubita allora non è la giornata adatta, i pianeti non sono allineati, le viscere non sono favorevoli, quindi oggi non si fa niente! *'''Cassiodoro''': Hai mai sentito la storia di re Gaiseric? Oh, no di certo. Non eri neanche venuto al mondo. Era mio fratello, un grande re e un valoroso uomo d'arme. Quando egli salì al trono, il drago era sfrenato. Non si contavano più le sue orribili gesta. Così, un giorno, armato di lancia e di spada, chiamò tutti i suoi uomini validi e decise di andarlo a combattere. Non furono più rivisti da allora. Ma il suo attacco provocò spaventose rappresaglie. Interi villaggi inceneriti, interi raccolti bruciati! Carestie! Stragi! Terribile. Come hai potuto arrogarti il ruolo di nostro salvatore?<br>'''Galen''': Sono stato invitato.<br>'''Cassiodoro''': Non da me. Sei solo un ragazzo a parer mio. Un apprendista. Hai mai preso in considerazione le conseguenze di un insuccesso?<br>'''Galen''': Quale insuccesso? Che cosa dite? Volete che il drago riappaia?<br>'''Cassiodoro''': Sei venuto qui a giocare con un mostro. Chi sei tu per rischiare la vita del mio popolo e dei nostri villaggi?<br>'''Galen''': Ma i vostri figli stavano morendo.<br>'''Cassiodoro''': Solo qualcuno. Ti sembra crudele? È meglio il sacrificio di pochi che la morte per tutti. Ho istituito io il sorteggio, io! E sin da quando è cominciato, il drago era placato. Il regno ha prosperato.<br>'''Galen''': A quale prezzo? Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io. ==[[Explicit]]== * '''Valerian''': Rimpiangi Ulrich?<br>'''Galen''': Sì.<br>'''Valerian''': E l'amuleto?<br>'''Galen''': Anche quello.<br>'''Valerian''': Io no. Sono contenta che non ci sia più. Forse non sei un mago, Galen Bradwarden, ma non ha importanza. Non per me.<br>'''Galen''': Lo so. Vorrei solo...<br>'''Valerian''': Cosa?<br>'''Galen''': Avere un cavallo. {{NDR|Appare un cavallo bianco sull'orizzonte}} ==Citazioni su ''Il drago del lago di fuoco''== *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il Mereghetti]]'') *L'acqua, il fuoco, la magia, la vergine, il drago, il cavaliere, la magia: i simboli dell'eterna lotta tra bene e male nel più sbalorditivo film dopo ''[[Excalibur]]'' (Frase promozionale)<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,1043_01_1982_0236_0018_14994103/ Spettacolo, cultura e varietà]'', ''La Stampa'', 30 ottobre 1982</ref> *Questo sottovalutato film fantastico del 1981 fu una collaborazione tra Disney e Paramount, ma è gran lunga superiore alla maggior parte dei film live action della Disney di quel periodo. È sorprendentemente cupo, e offre dei bei colpi di scena lungo il cammino. Vermithrax Pejor è il miglior drago mai rappresentato in un film (i draghi de ''Il regno del fuoco'' venendo secondi solo di poco) e ha anche il nome di drago più fico. Ralph Richardson si unisce lassù con Frank Morgan come il miglior mago di tutti i tempi (fino a che Ian McKellan indossò il cappello appuntito). Mi piacevano soprattutto le sue prime parole quando torna dalla morte. Peter MacNicol rappresenta Galen, uno stregone apprendista notevolmente serio, ambiguo ed incompetente. C'è anche una principessa bella, coraggiosa e nobile che viene divorata dai cuccioli del drago dopo averci fatto credere che è l'interesse amoroso di Galen. Il vero interesse amoroso, Caitlin Clarke, passa la maggior parte del film fingendo d'essere maschio, un po' di ambiguità di genere che uno non si aspetta da un film Disney. Gli antagonisti del film sono dipinti in sfumature di grigio. Dal loro punto di vista, sono gli eroi, facendo ciò che bisogna fare per salvare il paese. Vermithrax stesso ha moventi credibili. [...] Da non confondere questo con il molto inferiore ''[[Dragonheart]]''. ([[George R. R. Martin]]) ===[[Roger Ebert]]=== *Ecco un film che ha il coraggio di essere sudicio. I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. *Le scene che riguardano il drago sono di prim'ordine. La bestia è una delle creature più maligne, ripugnanti e abominevoli che io abbia mai visto in un film, e quando sputa le fiamme, sembra che le stia veramente sputando. *Mi piacerebbe pensare che i secoli bui assomigliavano un po' a ''Il drago del lago di fuoco'', quasi sempre tutto ostile, infangato fangoso e cupo, e che i suoi abitanti andavano in giro in un perenne timore che qualcosa di indescrivibilmente malvagio stesse per mangiare loro un orecchio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:drago del lago di fuoco, Il}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film d'avventura]] lxit1j6vf6vm763q1occv48qgx2iw65 1420300 1420299 2026-07-13T16:38:53Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1420300 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il drago del lago di fuoco |immagine=Dragonslayer (1981) logo.jpg |didascalia= |titolo originale = Dragonslayer |paese =Stati Uniti |anno uscita = [[1981]] |aspect ratio= |genere = Epico |genere 2 = Fantastico |regista = [[Matthew Robbins]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Hal Barwood]], [[Matthew Robbins]] |produttore= |attori = *[[Peter MacNicol]]: Galen *[[Caitlin Clarke]]: Valerian *[[Ralph Richardson]]: Ulrich *[[John Hallam]]: Tyrian *[[Peter Eyre]]: Cassiodoro *[[Albert Salmi]]: Greil *[[Sydney Bromley]]: Hodge *[[Chloe Salaman]]: Principessa Elspeth *[[Emrys James]]: Padre di Valerian *[[Roger Kemp]]: Horsrik *[[Ian McDiarmid]]: Fratello Jacopus |doppiatori italiani= *[[Germana Calderini]]: Principessa Elspeth |note='''Effetti speciali''': [[Phil Tippett]] }} '''''Il drago del lago di fuoco''''', film statunitense del 1981, regia di [[Matthew Robbins]]. ==[[Incipit]]== *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') ==Frasi== *''Nunch habeamus lucem et calorum!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *''Mortem confundit magus''. {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *Che sia risaputo in tutto il regno che questa fanciulla, scelta legalmente per volere del caso e del destino, sacrificherà la sua giovane vita per la salvezza della città di Urland. Da quest'atto sacrificale, saranno placate le potenze che albergano sottoterra e gli spiriti che le assistono. Riconoscente per questo sacrificio, sua maestà dichiara che la famiglia Plowman è esente da ogni tributo per un periodo non inferiore a cinque anni. Così è stato decretato. ('''Horsrik''') *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *Sapete una cosa? [[Mago|Maghi]], la [[magia]], stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i [[Drago|draghi]]. ('''Simon''') *''Ex favilla, vita nova!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') ==Dialoghi== [[File:Castell Dolwyddelan and Moel Siabod mountain at nightfall - geograph.org.uk - 580531.jpg|thumb|Castello di Dolwyddelan, dimora di Ulrich]] *'''Ulrich''': {{NDR|Dopo essersi vestito in paludamenti da stregone}} Belisarius mise questo prima di morire. Sai, lo vidi io stesso tramutare in oro del piombo. Io non ci sono mai riuscito. Peccato! Avresti potuto ereditare una vera ricchezza.<br>'''Galen''': Magister, vi prego, non dite queste cose. Voi non morirete.<br>'''Ulrich''': Oh, non desidero altro. A cosa è servita, tutta questa mia magia? *'''Ulrich''': Voi volete che io combatta contro un drago?<br>'''Valerian''': A chi altro possiamo chiederlo?<br>'''Ulrich''': Lo avete già chiesto alle sorelle Merridyd? O magari a Rinbod? Ho sentito dire che ha ucciso un drago una volta.<br>'''Valerian''': Sono tutti morti. Voi siete l'unico rimasto in vita.<br>'''Ulrich''': È un lungo viaggio da qui a Urland.<br>'''Valerian''': Due volte all'anno, all'equinozio di primavera e d'autunno, il re estrae a sorte una vittima. Una vergine.<br>'''Ulrich''': Un sorteggio. Che barbarie! Ed in cambio questo drago lascia intatti i villaggi e risparmia i raccolti? Il vostro re ha stretto un patto con un mostro.<br>'''Galen''': Magister, non possiamo...?<br>'''Ulrich''': Silenzio!<br>'''Valerian''': Avete paura dei draghi?<br>'''Ulrich''': No. Ricordati che è merito nostro se ci sono così pochi draghi. Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento. Oh, conosco la vostra creatura: ''Vermithrax pejor''. Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole. *'''Tyrian''': Se è vero che quest'uomo deve uccidere un drago, non ha nulla da temere da me. Non pensate che io odi quella creatura meno di voi. E anche il re la odia. Ma prima che voialtri vi illudiate troppo, non sarebbe una buona idea appurare se avete trovato l'uomo che fa per voi?<br>'''Hodge''': Ah, così voi state cercando una prova. Da noi non ne avrete!<br>'''Tyrian''': Ne ero sicuro. Non date mai prove voi, e neanche troppi risultati. Ah, parlate con gli spiriti in stanze buie, fate i sortilegi, filtri d'amore ed altro, ma se arriva qualcuno che dubita allora non è la giornata adatta, i pianeti non sono allineati, le viscere non sono favorevoli, quindi oggi non si fa niente! *'''Cassiodoro''': Hai mai sentito la storia di re Gaiseric? Oh, no di certo. Non eri neanche venuto al mondo. Era mio fratello, un grande re e un valoroso uomo d'arme. Quando egli salì al trono, il drago era sfrenato. Non si contavano più le sue orribili gesta. Così, un giorno, armato di lancia e di spada, chiamò tutti i suoi uomini validi e decise di andarlo a combattere. Non furono più rivisti da allora. Ma il suo attacco provocò spaventose rappresaglie. Interi villaggi inceneriti, interi raccolti bruciati! Carestie! Stragi! Terribile. Come hai potuto arrogarti il ruolo di nostro salvatore?<br>'''Galen''': Sono stato invitato.<br>'''Cassiodoro''': Non da me. Sei solo un ragazzo a parer mio. Un apprendista. Hai mai preso in considerazione le conseguenze di un insuccesso?<br>'''Galen''': Quale insuccesso? Che cosa dite? Volete che il drago riappaia?<br>'''Cassiodoro''': Sei venuto qui a giocare con un mostro. Chi sei tu per rischiare la vita del mio popolo e dei nostri villaggi?<br>'''Galen''': Ma i vostri figli stavano morendo.<br>'''Cassiodoro''': Solo qualcuno. Ti sembra crudele? È meglio il sacrificio di pochi che la morte per tutti. Ho istituito io il sorteggio, io! E sin da quando è cominciato, il drago era placato. Il regno ha prosperato.<br>'''Galen''': A quale prezzo? Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io. ==[[Explicit]]== * '''Valerian''': Rimpiangi Ulrich?<br>'''Galen''': Sì.<br>'''Valerian''': E l'amuleto?<br>'''Galen''': Anche quello.<br>'''Valerian''': Io no. Sono contenta che non ci sia più. Forse non sei un mago, Galen Bradwarden, ma non ha importanza. Non per me.<br>'''Galen''': Lo so. Vorrei solo...<br>'''Valerian''': Cosa?<br>'''Galen''': Avere un cavallo. {{NDR|Appare un cavallo bianco sull'orizzonte}} ==Citazioni su ''Il drago del lago di fuoco''== *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il Mereghetti]]'') *L'acqua, il fuoco, la magia, la vergine, il drago, il cavaliere, la magia: i simboli dell'eterna lotta tra bene e male nel più sbalorditivo film dopo ''[[Excalibur]]'' (Frase promozionale)<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,1043_01_1982_0236_0018_14994103/ Spettacolo, cultura e varietà]'', ''La Stampa'', 30 ottobre 1982</ref> *Questo sottovalutato film fantastico del 1981 fu una collaborazione tra Disney e Paramount, ma è gran lunga superiore alla maggior parte dei film live action della Disney di quel periodo. È sorprendentemente cupo, e offre dei bei colpi di scena lungo il cammino. Vermithrax Pejor è il miglior drago mai rappresentato in un film (i draghi de ''Il regno del fuoco'' venendo secondi solo di poco) e ha anche il nome di drago più fico. Ralph Richardson si unisce lassù con Frank Morgan come il miglior mago di tutti i tempi (fino a che Ian McKellan indossò il cappello appuntito). Mi piacevano soprattutto le sue prime parole quando torna dalla morte. Peter MacNicol rappresenta Galen, uno stregone apprendista notevolmente serio, ambiguo ed incompetente. C'è anche una principessa bella, coraggiosa e nobile che viene divorata dai cuccioli del drago dopo averci fatto credere che è l'interesse amoroso di Galen. Il vero interesse amoroso, Caitlin Clarke, passa la maggior parte del film fingendo d'essere maschio, un po' di ambiguità di genere che uno non si aspetta da un film Disney. Gli antagonisti del film sono dipinti in sfumature di grigio. Dal loro punto di vista, sono gli eroi, facendo ciò che bisogna fare per salvare il paese. Vermithrax stesso ha moventi credibili. [...] Da non confondere questo con il molto inferiore ''[[Dragonheart]]''. ([[George R. R. Martin]]) ===[[Roger Ebert]]=== *Ecco un film che ha il coraggio di essere sudicio. I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. *Le scene che riguardano il drago sono di prim'ordine. La bestia è una delle creature più maligne, ripugnanti e abominevoli che io abbia mai visto in un film, e quando sputa le fiamme, sembra che le stia veramente sputando. *Mi piacerebbe pensare che i secoli bui assomigliavano un po' a ''Il drago del lago di fuoco'', quasi sempre tutto ostile, infangato fangoso e cupo, e che i suoi abitanti andavano in giro in un perenne timore che qualcosa di indescrivibilmente malvagio stesse per mangiare loro un orecchio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:drago del lago di fuoco, Il}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film d'avventura]] lz6sp7egib9uhvwjs8lo6vi57rwvamp 1420301 1420300 2026-07-13T16:40:30Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1420301 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il drago del lago di fuoco |immagine=Dragonslayer (1981) logo.jpg |didascalia= |titolo originale = Dragonslayer |paese =Stati Uniti |anno uscita = [[1981]] |aspect ratio= |genere = Epico |genere 2 = Fantastico |regista = [[Matthew Robbins]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Hal Barwood]], [[Matthew Robbins]] |produttore= |attori = *[[Peter MacNicol]]: Galen *[[Caitlin Clarke]]: Valerian *[[Ralph Richardson]]: Ulrich *[[John Hallam]]: Tyrian *[[Peter Eyre]]: Cassiodoro *[[Albert Salmi]]: Greil *[[Sydney Bromley]]: Hodge *[[Chloe Salaman]]: Principessa Elspeth *[[Emrys James]]: Padre di Valerian *[[Roger Kemp]]: Horsrik *[[Ian McDiarmid]]: Fratello Jacopus |doppiatori italiani= *[[Germana Calderini]]: Principessa Elspeth |note='''Effetti speciali''': [[Phil Tippett]] }} '''''Il drago del lago di fuoco''''', film statunitense del 1981, regia di [[Matthew Robbins]]. ==[[Incipit]]== *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') ==Frasi== *''Nunch habeamus lucem et calorum!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *''Mortem confundit magus!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *Che sia risaputo in tutto il regno che questa fanciulla, scelta legalmente per volere del caso e del destino, sacrificherà la sua giovane vita per la salvezza della città di Urland. Da quest'atto sacrificale, saranno placate le potenze che albergano sottoterra e gli spiriti che le assistono. Riconoscente per questo sacrificio, sua maestà dichiara che la famiglia Plowman è esente da ogni tributo per un periodo non inferiore a cinque anni. Così è stato decretato. ('''Horsrik''') *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *Sapete una cosa? [[Mago|Maghi]], la [[magia]], stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i [[Drago|draghi]]. 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Voi siete l'unico rimasto in vita.<br>'''Ulrich''': È un lungo viaggio da qui a Urland.<br>'''Valerian''': Due volte all'anno, all'equinozio di primavera e d'autunno, il re estrae a sorte una vittima. Una vergine.<br>'''Ulrich''': Un sorteggio. Che barbarie! Ed in cambio questo drago lascia intatti i villaggi e risparmia i raccolti? Il vostro re ha stretto un patto con un mostro.<br>'''Galen''': Magister, non possiamo...?<br>'''Ulrich''': Silenzio!<br>'''Valerian''': Avete paura dei draghi?<br>'''Ulrich''': No. Ricordati che è merito nostro se ci sono così pochi draghi. Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento. Oh, conosco la vostra creatura: ''Vermithrax pejor''. Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole. *'''Tyrian''': Se è vero che quest'uomo deve uccidere un drago, non ha nulla da temere da me. Non pensate che io odi quella creatura meno di voi. E anche il re la odia. Ma prima che voialtri vi illudiate troppo, non sarebbe una buona idea appurare se avete trovato l'uomo che fa per voi?<br>'''Hodge''': Ah, così voi state cercando una prova. Da noi non ne avrete!<br>'''Tyrian''': Ne ero sicuro. Non date mai prove voi, e neanche troppi risultati. Ah, parlate con gli spiriti in stanze buie, fate i sortilegi, filtri d'amore ed altro, ma se arriva qualcuno che dubita allora non è la giornata adatta, i pianeti non sono allineati, le viscere non sono favorevoli, quindi oggi non si fa niente! *'''Cassiodoro''': Hai mai sentito la storia di re Gaiseric? Oh, no di certo. Non eri neanche venuto al mondo. Era mio fratello, un grande re e un valoroso uomo d'arme. Quando egli salì al trono, il drago era sfrenato. Non si contavano più le sue orribili gesta. Così, un giorno, armato di lancia e di spada, chiamò tutti i suoi uomini validi e decise di andarlo a combattere. Non furono più rivisti da allora. Ma il suo attacco provocò spaventose rappresaglie. Interi villaggi inceneriti, interi raccolti bruciati! Carestie! Stragi! Terribile. Come hai potuto arrogarti il ruolo di nostro salvatore?<br>'''Galen''': Sono stato invitato.<br>'''Cassiodoro''': Non da me. Sei solo un ragazzo a parer mio. Un apprendista. Hai mai preso in considerazione le conseguenze di un insuccesso?<br>'''Galen''': Quale insuccesso? Che cosa dite? Volete che il drago riappaia?<br>'''Cassiodoro''': Sei venuto qui a giocare con un mostro. Chi sei tu per rischiare la vita del mio popolo e dei nostri villaggi?<br>'''Galen''': Ma i vostri figli stavano morendo.<br>'''Cassiodoro''': Solo qualcuno. Ti sembra crudele? È meglio il sacrificio di pochi che la morte per tutti. Ho istituito io il sorteggio, io! E sin da quando è cominciato, il drago era placato. Il regno ha prosperato.<br>'''Galen''': A quale prezzo? Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io. ==[[Explicit]]== * '''Valerian''': Rimpiangi Ulrich?<br>'''Galen''': Sì.<br>'''Valerian''': E l'amuleto?<br>'''Galen''': Anche quello.<br>'''Valerian''': Io no. Sono contenta che non ci sia più. Forse non sei un mago, Galen Bradwarden, ma non ha importanza. Non per me.<br>'''Galen''': Lo so. Vorrei solo...<br>'''Valerian''': Cosa?<br>'''Galen''': Avere un cavallo. {{NDR|Appare un cavallo bianco sull'orizzonte}} ==Citazioni su ''Il drago del lago di fuoco''== *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il Mereghetti]]'') *L'acqua, il fuoco, la magia, la vergine, il drago, il cavaliere, la magia: i simboli dell'eterna lotta tra bene e male nel più sbalorditivo film dopo ''[[Excalibur]]'' (Frase promozionale)<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,1043_01_1982_0236_0018_14994103/ Spettacolo, cultura e varietà]'', ''La Stampa'', 30 ottobre 1982</ref> *Questo sottovalutato film fantastico del 1981 fu una collaborazione tra Disney e Paramount, ma è gran lunga superiore alla maggior parte dei film live action della Disney di quel periodo. È sorprendentemente cupo, e offre dei bei colpi di scena lungo il cammino. Vermithrax Pejor è il miglior drago mai rappresentato in un film (i draghi de ''Il regno del fuoco'' venendo secondi solo di poco) e ha anche il nome di drago più fico. Ralph Richardson si unisce lassù con Frank Morgan come il miglior mago di tutti i tempi (fino a che Ian McKellan indossò il cappello appuntito). Mi piacevano soprattutto le sue prime parole quando torna dalla morte. Peter MacNicol rappresenta Galen, uno stregone apprendista notevolmente serio, ambiguo ed incompetente. C'è anche una principessa bella, coraggiosa e nobile che viene divorata dai cuccioli del drago dopo averci fatto credere che è l'interesse amoroso di Galen. Il vero interesse amoroso, Caitlin Clarke, passa la maggior parte del film fingendo d'essere maschio, un po' di ambiguità di genere che uno non si aspetta da un film Disney. Gli antagonisti del film sono dipinti in sfumature di grigio. Dal loro punto di vista, sono gli eroi, facendo ciò che bisogna fare per salvare il paese. Vermithrax stesso ha moventi credibili. [...] Da non confondere questo con il molto inferiore ''[[Dragonheart]]''. ([[George R. R. Martin]]) ===[[Roger Ebert]]=== *Ecco un film che ha il coraggio di essere sudicio. I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. *Le scene che riguardano il drago sono di prim'ordine. La bestia è una delle creature più maligne, ripugnanti e abominevoli che io abbia mai visto in un film, e quando sputa le fiamme, sembra che le stia veramente sputando. *Mi piacerebbe pensare che i secoli bui assomigliavano un po' a ''Il drago del lago di fuoco'', quasi sempre tutto ostile, infangato fangoso e cupo, e che i suoi abitanti andavano in giro in un perenne timore che qualcosa di indescrivibilmente malvagio stesse per mangiare loro un orecchio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:drago del lago di fuoco, Il}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film d'avventura]] efme9i6iysqw9xagj56ml1zxzbd1n5n 1420302 1420301 2026-07-13T16:40:58Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1420302 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il drago del lago di fuoco |immagine=Dragonslayer (1981) logo.jpg |didascalia= |titolo originale = Dragonslayer |paese =Stati Uniti |anno uscita = [[1981]] |aspect ratio= |genere = Epico |genere 2 = Fantastico |regista = [[Matthew Robbins]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Hal Barwood]], [[Matthew Robbins]] |produttore= |attori = *[[Peter MacNicol]]: Galen *[[Caitlin Clarke]]: Valerian *[[Ralph Richardson]]: Ulrich *[[John Hallam]]: Tyrian *[[Peter Eyre]]: Cassiodoro *[[Albert Salmi]]: Greil *[[Sydney Bromley]]: Hodge *[[Chloe Salaman]]: Principessa Elspeth *[[Emrys James]]: Padre di Valerian *[[Roger Kemp]]: Horsrik *[[Ian McDiarmid]]: Fratello Jacopus |doppiatori italiani= *[[Germana Calderini]]: Principessa Elspeth |note='''Effetti speciali''': [[Phil Tippett]] }} '''''Il drago del lago di fuoco''''', film statunitense del 1981, regia di [[Matthew Robbins]]. ==[[Incipit]]== *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') ==Frasi== *''Nunch habeamus lucem et calorum!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *''Mortem confundit magus!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *Che sia risaputo in tutto il regno che questa fanciulla, scelta legalmente per volere del caso e del destino, sacrificherà la sua giovane vita per la salvezza della città di Urland. Da quest'atto sacrificale, saranno placate le potenze che albergano sottoterra e gli spiriti che le assistono. Riconoscente per questo sacrificio, sua maestà dichiara che la famiglia Plowman è esente da ogni tributo per un periodo non inferiore a cinque anni. Così è stato decretato. ('''Horsrik''') *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *Sapete una cosa? [[Mago|Maghi]], la [[magia]], stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i [[Drago|draghi]]. 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Voi siete l'unico rimasto in vita.<br>'''Ulrich''': È un lungo viaggio da qui a Urland.<br>'''Valerian''': Due volte all'anno, all'equinozio di primavera e d'autunno, il re estrae a sorte una vittima. Una vergine.<br>'''Ulrich''': Un sorteggio. Che barbarie! Ed in cambio questo drago lascia intatti i villaggi e risparmia i raccolti? Il vostro re ha stretto un patto con un mostro.<br>'''Galen''': Magister, non possiamo...?<br>'''Ulrich''': Silenzio!<br>'''Valerian''': Avete paura dei draghi?<br>'''Ulrich''': No. Ricordati che è merito nostro se ci sono così pochi draghi. Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento. Oh, conosco la vostra creatura: ''Vermithrax pejor''. Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole. *'''Tyrian''': Se è vero che quest'uomo deve uccidere un drago, non ha nulla da temere da me. Non pensate che io odi quella creatura meno di voi. E anche il re la odia. Ma prima che voialtri vi illudiate troppo, non sarebbe una buona idea appurare se avete trovato l'uomo che fa per voi?<br>'''Hodge''': Ah, così voi state cercando una prova. Da noi non ne avrete!<br>'''Tyrian''': Ne ero sicuro. Non date mai prove voi, e neanche troppi risultati. Ah, parlate con gli spiriti in stanze buie, fate i sortilegi, filtri d'amore ed altro, ma se arriva qualcuno che dubita allora non è la giornata adatta, i pianeti non sono allineati, le viscere non sono favorevoli, quindi oggi non si fa niente! *'''Cassiodoro''': Hai mai sentito la storia di re Gaiseric? Oh, no di certo. Non eri neanche venuto al mondo. Era mio fratello, un grande re e un valoroso uomo d'arme. Quando egli salì al trono, il drago era sfrenato. Non si contavano più le sue orribili gesta. Così, un giorno, armato di lancia e di spada, chiamò tutti i suoi uomini validi e decise di andarlo a combattere. Non furono più rivisti da allora. Ma il suo attacco provocò spaventose rappresaglie. Interi villaggi inceneriti, interi raccolti bruciati! Carestie! Stragi! Terribile. Come hai potuto arrogarti il ruolo di nostro salvatore?<br>'''Galen''': Sono stato invitato.<br>'''Cassiodoro''': Non da me. Sei solo un ragazzo a parer mio. Un apprendista. Hai mai preso in considerazione le conseguenze di un insuccesso?<br>'''Galen''': Quale insuccesso? Che cosa dite? Volete che il drago riappaia?<br>'''Cassiodoro''': Sei venuto qui a giocare con un mostro. Chi sei tu per rischiare la vita del mio popolo e dei nostri villaggi?<br>'''Galen''': Ma i vostri figli stavano morendo.<br>'''Cassiodoro''': Solo qualcuno. Ti sembra crudele? È meglio il sacrificio di pochi che la morte per tutti. Ho istituito io il sorteggio, io! E sin da quando è cominciato, il drago era placato. Il regno ha prosperato.<br>'''Galen''': A quale prezzo? Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io. ==[[Explicit]]== * '''Valerian''': Rimpiangi Ulrich?<br>'''Galen''': Sì.<br>'''Valerian''': E l'amuleto?<br>'''Galen''': Anche quello.<br>'''Valerian''': Io no. Sono contenta che non ci sia più. Forse non sei un mago, Galen Bradwarden, ma non ha importanza. Non per me.<br>'''Galen''': Lo so. Vorrei solo...<br>'''Valerian''': Cosa?<br>'''Galen''': Avere un cavallo. {{NDR|Appare un cavallo bianco sull'orizzonte}} ==Citazioni su ''Il drago del lago di fuoco''== *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il Mereghetti]]'') *L'acqua, il fuoco, la magia, la vergine, il drago, il cavaliere, la magia: i simboli dell'eterna lotta tra bene e male nel più sbalorditivo film dopo ''[[Excalibur]]'' (Frase promozionale)<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,1043_01_1982_0236_0018_14994103/ Spettacolo, cultura e varietà]'', ''La Stampa'', 30 ottobre 1982</ref> *Questo sottovalutato film fantastico del 1981 fu una collaborazione tra Disney e Paramount, ma è gran lunga superiore alla maggior parte dei film live action della Disney di quel periodo. È sorprendentemente cupo, e offre dei bei colpi di scena lungo il cammino. Vermithrax Pejor è il miglior drago mai rappresentato in un film (i draghi de ''Il regno del fuoco'' venendo secondi solo di poco) e ha anche il nome di drago più fico. Ralph Richardson si unisce lassù con Frank Morgan come il miglior mago di tutti i tempi (fino a che Ian McKellan indossò il cappello appuntito). Mi piacevano soprattutto le sue prime parole quando torna dalla morte. Peter MacNicol rappresenta Galen, uno stregone apprendista notevolmente serio, ambiguo ed incompetente. C'è anche una principessa bella, coraggiosa e nobile che viene divorata dai cuccioli del drago dopo averci fatto credere che è l'interesse amoroso di Galen. Il vero interesse amoroso, Caitlin Clarke, passa la maggior parte del film fingendo d'essere maschio, un po' di ambiguità di genere che uno non si aspetta da un film Disney. Gli antagonisti del film sono dipinti in sfumature di grigio. Dal loro punto di vista, sono gli eroi, facendo ciò che bisogna fare per salvare il paese. Vermithrax stesso ha moventi credibili. [...] Da non confondere questo con il molto inferiore ''[[Dragonheart]]''. ([[George R. R. Martin]]) ===[[Roger Ebert]]=== *Ecco un film che ha il coraggio di essere sudicio. I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. *Le scene che riguardano il drago sono di prim'ordine. La bestia è una delle creature più maligne, ripugnanti e abominevoli che io abbia mai visto in un film, e quando sputa le fiamme, sembra che le stia veramente sputando. *Mi piacerebbe pensare che i secoli bui assomigliavano un po' a ''Il drago del lago di fuoco'', quasi sempre tutto ostile, infangato fangoso e cupo, e che i suoi abitanti andavano in giro in un perenne timore che qualcosa di indescrivibilmente malvagio stesse per mangiare loro un orecchio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:drago del lago di fuoco, Il}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film d'avventura]] j9c865p24fzv9im7wa63ipjq545r865 1420303 1420302 2026-07-13T16:41:16Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1420303 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il drago del lago di fuoco |immagine=Dragonslayer (1981) logo.jpg |didascalia= |titolo originale = Dragonslayer |paese =Stati Uniti |anno uscita = [[1981]] |aspect ratio= |genere = Epico |genere 2 = Fantastico |regista = [[Matthew Robbins]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Hal Barwood]], [[Matthew Robbins]] |produttore= |attori = *[[Peter MacNicol]]: Galen *[[Caitlin Clarke]]: Valerian *[[Ralph Richardson]]: Ulrich *[[John Hallam]]: Tyrian *[[Peter Eyre]]: Cassiodoro *[[Albert Salmi]]: Greil *[[Sydney Bromley]]: Hodge *[[Chloe Salaman]]: Principessa Elspeth *[[Emrys James]]: Padre di Valerian *[[Roger Kemp]]: Horsrik *[[Ian McDiarmid]]: Fratello Jacopus |doppiatori italiani= *[[Germana Calderini]]: Principessa Elspeth |note='''Effetti speciali''': [[Phil Tippett]] }} '''''Il drago del lago di fuoco''''', film statunitense del 1981, regia di [[Matthew Robbins]]. ==[[Incipit]]== *''Omnia in duo: Duo in Unum: Unum in Nihil: Nec Quattuor nec Omnia nec Unus nec Nihil Sunt.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') ==Frasi== *''Nunc habeamus lucem et calorum!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *''Mortem confundit magus!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Ulrich''') *Che sia risaputo in tutto il regno che questa fanciulla, scelta legalmente per volere del caso e del destino, sacrificherà la sua giovane vita per la salvezza della città di Urland. Da quest'atto sacrificale, saranno placate le potenze che albergano sottoterra e gli spiriti che le assistono. Riconoscente per questo sacrificio, sua maestà dichiara che la famiglia Plowman è esente da ogni tributo per un periodo non inferiore a cinque anni. Così è stato decretato. ('''Horsrik''') *''Excede, mortem! Revoca, vitam!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Tu saxum saxorum in adversum montem operam da! Inatibulum inquinatum draconis!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *''Nunc per potestam, hermeticum ex flammis, ferrum sanguinarium!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') *Sapete una cosa? [[Mago|Maghi]], la [[magia]], stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i [[Drago|draghi]]. ('''Simon''') *''Ex favilla, vita nova!'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Galen''') ==Dialoghi== [[File:Castell Dolwyddelan and Moel Siabod mountain at nightfall - geograph.org.uk - 580531.jpg|thumb|Castello di Dolwyddelan, dimora di Ulrich]] *'''Ulrich''': {{NDR|Dopo essersi vestito in paludamenti da stregone}} Belisarius mise questo prima di morire. Sai, lo vidi io stesso tramutare in oro del piombo. Io non ci sono mai riuscito. Peccato! Avresti potuto ereditare una vera ricchezza.<br>'''Galen''': Magister, vi prego, non dite queste cose. Voi non morirete.<br>'''Ulrich''': Oh, non desidero altro. A cosa è servita, tutta questa mia magia? *'''Ulrich''': Voi volete che io combatta contro un drago?<br>'''Valerian''': A chi altro possiamo chiederlo?<br>'''Ulrich''': Lo avete già chiesto alle sorelle Merridyd? O magari a Rinbod? Ho sentito dire che ha ucciso un drago una volta.<br>'''Valerian''': Sono tutti morti. Voi siete l'unico rimasto in vita.<br>'''Ulrich''': È un lungo viaggio da qui a Urland.<br>'''Valerian''': Due volte all'anno, all'equinozio di primavera e d'autunno, il re estrae a sorte una vittima. Una vergine.<br>'''Ulrich''': Un sorteggio. Che barbarie! Ed in cambio questo drago lascia intatti i villaggi e risparmia i raccolti? Il vostro re ha stretto un patto con un mostro.<br>'''Galen''': Magister, non possiamo...?<br>'''Ulrich''': Silenzio!<br>'''Valerian''': Avete paura dei draghi?<br>'''Ulrich''': No. Ricordati che è merito nostro se ci sono così pochi draghi. Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento. Oh, conosco la vostra creatura: ''Vermithrax pejor''. Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole. *'''Tyrian''': Se è vero che quest'uomo deve uccidere un drago, non ha nulla da temere da me. Non pensate che io odi quella creatura meno di voi. E anche il re la odia. Ma prima che voialtri vi illudiate troppo, non sarebbe una buona idea appurare se avete trovato l'uomo che fa per voi?<br>'''Hodge''': Ah, così voi state cercando una prova. Da noi non ne avrete!<br>'''Tyrian''': Ne ero sicuro. Non date mai prove voi, e neanche troppi risultati. Ah, parlate con gli spiriti in stanze buie, fate i sortilegi, filtri d'amore ed altro, ma se arriva qualcuno che dubita allora non è la giornata adatta, i pianeti non sono allineati, le viscere non sono favorevoli, quindi oggi non si fa niente! *'''Cassiodoro''': Hai mai sentito la storia di re Gaiseric? Oh, no di certo. Non eri neanche venuto al mondo. Era mio fratello, un grande re e un valoroso uomo d'arme. Quando egli salì al trono, il drago era sfrenato. Non si contavano più le sue orribili gesta. Così, un giorno, armato di lancia e di spada, chiamò tutti i suoi uomini validi e decise di andarlo a combattere. Non furono più rivisti da allora. Ma il suo attacco provocò spaventose rappresaglie. Interi villaggi inceneriti, interi raccolti bruciati! Carestie! Stragi! Terribile. Come hai potuto arrogarti il ruolo di nostro salvatore?<br>'''Galen''': Sono stato invitato.<br>'''Cassiodoro''': Non da me. Sei solo un ragazzo a parer mio. Un apprendista. Hai mai preso in considerazione le conseguenze di un insuccesso?<br>'''Galen''': Quale insuccesso? Che cosa dite? Volete che il drago riappaia?<br>'''Cassiodoro''': Sei venuto qui a giocare con un mostro. Chi sei tu per rischiare la vita del mio popolo e dei nostri villaggi?<br>'''Galen''': Ma i vostri figli stavano morendo.<br>'''Cassiodoro''': Solo qualcuno. Ti sembra crudele? È meglio il sacrificio di pochi che la morte per tutti. Ho istituito io il sorteggio, io! E sin da quando è cominciato, il drago era placato. Il regno ha prosperato.<br>'''Galen''': A quale prezzo? Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io. ==[[Explicit]]== * '''Valerian''': Rimpiangi Ulrich?<br>'''Galen''': Sì.<br>'''Valerian''': E l'amuleto?<br>'''Galen''': Anche quello.<br>'''Valerian''': Io no. Sono contenta che non ci sia più. Forse non sei un mago, Galen Bradwarden, ma non ha importanza. Non per me.<br>'''Galen''': Lo so. Vorrei solo...<br>'''Valerian''': Cosa?<br>'''Galen''': Avere un cavallo. {{NDR|Appare un cavallo bianco sull'orizzonte}} ==Citazioni su ''Il drago del lago di fuoco''== *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il Mereghetti]]'') *L'acqua, il fuoco, la magia, la vergine, il drago, il cavaliere, la magia: i simboli dell'eterna lotta tra bene e male nel più sbalorditivo film dopo ''[[Excalibur]]'' (Frase promozionale)<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,1043_01_1982_0236_0018_14994103/ Spettacolo, cultura e varietà]'', ''La Stampa'', 30 ottobre 1982</ref> *Questo sottovalutato film fantastico del 1981 fu una collaborazione tra Disney e Paramount, ma è gran lunga superiore alla maggior parte dei film live action della Disney di quel periodo. È sorprendentemente cupo, e offre dei bei colpi di scena lungo il cammino. Vermithrax Pejor è il miglior drago mai rappresentato in un film (i draghi de ''Il regno del fuoco'' venendo secondi solo di poco) e ha anche il nome di drago più fico. Ralph Richardson si unisce lassù con Frank Morgan come il miglior mago di tutti i tempi (fino a che Ian McKellan indossò il cappello appuntito). Mi piacevano soprattutto le sue prime parole quando torna dalla morte. Peter MacNicol rappresenta Galen, uno stregone apprendista notevolmente serio, ambiguo ed incompetente. C'è anche una principessa bella, coraggiosa e nobile che viene divorata dai cuccioli del drago dopo averci fatto credere che è l'interesse amoroso di Galen. Il vero interesse amoroso, Caitlin Clarke, passa la maggior parte del film fingendo d'essere maschio, un po' di ambiguità di genere che uno non si aspetta da un film Disney. Gli antagonisti del film sono dipinti in sfumature di grigio. Dal loro punto di vista, sono gli eroi, facendo ciò che bisogna fare per salvare il paese. Vermithrax stesso ha moventi credibili. [...] Da non confondere questo con il molto inferiore ''[[Dragonheart]]''. ([[George R. R. Martin]]) ===[[Roger Ebert]]=== *Ecco un film che ha il coraggio di essere sudicio. I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. *Le scene che riguardano il drago sono di prim'ordine. La bestia è una delle creature più maligne, ripugnanti e abominevoli che io abbia mai visto in un film, e quando sputa le fiamme, sembra che le stia veramente sputando. *Mi piacerebbe pensare che i secoli bui assomigliavano un po' a ''Il drago del lago di fuoco'', quasi sempre tutto ostile, infangato fangoso e cupo, e che i suoi abitanti andavano in giro in un perenne timore che qualcosa di indescrivibilmente malvagio stesse per mangiare loro un orecchio. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:drago del lago di fuoco, Il}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film d'avventura]] mo4t5c0qzyr86n168aw65oj2qxzlc5r Ultime parole da I Soprano 0 159211 1420360 1371953 2026-07-13T22:34:50Z Gasby2002 107003 /* Citazioni */ Eseguito gli ordini 1420360 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} {{torna a|Ultime parole dalle serie televisive}} Raccolta delle '''ultime parole''' pronunciate dai personaggi della serie televisiva '''''[[I Soprano]]''''' in punto di morte. ==Citazioni== {{cronologico}} ===Prima Stagione=== *Emil. ('''Emil Kollar''') ::{{spiegazione|Irritato per la sbagliata pronuncia del suo nome, il gangster ceceno Emil Kollar sniffa della cocaina offertagli da Christopher Moltisanti, non sapendo che il giovane è stato incaricato dai suoi capi di giustiziarlo con un colpo alla nuca.}} *Ti prego, Tony, ti prego! ('''Fabian "Febby" Petrulio/Fred Peters''') ::{{spiegazione|Attaccato alle spalle da Tony Soprano, il pentito Febby Petrulio invoca invano la pietà del gangster venendo immediatamente strangolato con un cavo elettrico.}} *No, no, Mikey! Aspetta, ti prego! No! ('''Rusty Irish''') ::{{spiegazione|Colpevole di aver spinto al suicidio il nipote del sarto di fiducia di Junior Soprano, lo spacciatore Rusty Irish viene gettato giù da un ponte dagli affiliati Mickey Palmice e Joseph Marino nonostante le sue richieste di pietà.}} *Forza! E Andiamo! ('''Vin Makazian''') ::{{spiegazione|Ormai depresso e rinnegato da tutti i suoi amici, il poliziotto corrotto Vin Makazian abusa del suo potere per avvicinarsi ad un ponte e, appuntandosi il distintivo sul petto, si getta giù per suicidarsi.}} *Brutti pezzi di merda, che state facendo? Io sono un capitano! ('''Jimmy Altieri''') ::{{spiegazione|Scoperto come un informatore dell'FBI, il capo mandamento Jimmy Altieri viene attirato con l'inganno da Chris in un appartamento, e una volta lì viene preso alle spalle e giustiziato con un colpo alla nuca da Silvio Dante.}} *Ti prego, Christopher, abbi pietà! ('''Michael "Mikey" Palmice''') ::{{spiegazione|Braccato da Paulie e Christopher nei boschi, Mikey Palmice viene azzoppato nei pressi di un fiumiciattolo. Terrorizzato, egli scarica la colpa dell'attentato a Tony di Junior e invoca pietà, ma viene brutalmente crivellato di colpi dai due sicari.}} ===Seconda Stagione=== *Capolinea, figliolo. ('''Philip "Philly Spoons" Parisi''') ::{{spiegazione|Riportato a casa dal carcere il soldato Gigi Cestone, Philip Parisi viene inaspettatamente assassinato proprio dal suo passeggero, inviato da Tony per uccidere l'ultimo uomo di Junior rimasto libero.}} *La cintura, porca puttana! ('''Sean Gismonte''') ::{{spiegazione|Nel tentativo di avanzare nei ranghi della mafia i due associati Sean Gismonte e Matthew Bevilacqua provano ad assassinare Christopher: prima di potergli dare il colpo di grazia però Sean rimane bloccato al sedile per via della cintura, permettendo a Chris di ucciderlo con un colpo alla testa.}} *No! Ti prego, no! Mamma! Ti prego, Tony, ti prego! ('''Matthew Bevilacqua''') ::{{spiegazione|Nonostante le false promesse di Tony, Matthew Bevilacqua viene crivellato di colpi senza pietà dal caporegime e da Big Pussy per il suo coinvolgimento nell'attentato a Christopher.}} *Janice, lascia stare, non sono dell'umore adatto! ('''Richie Aprile''') ::{{spiegazione|A seguito di una lite domestica il caporegime Richie Aprile picchia la fidanzata Janice Soprano, ordinandole poi di recuperare il resto della loro cena. In stato di shock, Janice prende invece una pistola e la punta contro Richie, che sottovalutando la situazione viene colpito al petto e, dopo un istante di stupore, finito con un colpo alla testa.}} *Sì... Ho la testa quasi vuota, comincio ad essere un po' sbronzo. Perché? Cristo Santo... Devo sedermi. Non ce la faccio a stare in piedi. Ti sta bene, Tony? Se mi siedo... ('''Salvatore "Big Pussy" Bompensiero''') ::{{spiegazione|Scoperto come un informatore, Big Pussy viene portato in barca da Tony, Paulie e Silvio, suoi amici più cari, e messo davanti alla verità. Dopo attimi di malinconia e tristezza, i quattro decidono di fare un'ultima bevuta insieme, al termine della quale i tre mafiosi puntano la pistola contro l'ex amico: completamente ubriaco, Pussy chiede al trio di non essere colpito in faccia, ma non fa in tempo a sedersi che viene crivellato da Tony, Pualie e Silvio.}} ===Terza Stagione=== *Oh, cazzo! ('''Robert "Bobby Baccalà" Baccalieri Sr.''') ::{{spiegazione|Robert Sr decide di fumarsi una sigaretta per superare lo stress del lavoro da sicario, ma inizia a tossire per via del suo cancro ai polmoni e dopo essere svenuto si schianta contro un albero.}} *Ti senti meglio adesso? Ti senti un vero uomo?! ('''Tracee''') ::{{spiegazione|Tracee rivolge queste parole al suo amante violento Ralph Cifarietto, che dopo l'insulto procede a massacrarla selvaggiamente a pugni.}} *Beh, "se non perdi la testa quando la perdono gli altri"... ('''Sunshine''') ::{{spiegazione|Il biscaziere Sunshine pronuncia queste massime per provare a calmare i rapinatori venuti ad assaltare il suo tavolo da gioco, venendo immediatamente colpito dal loro capo Jackie.}} *Chris...Ti prego! Non sapevamo che c'eri anche tu! Noi stiamo con Ralph! Ti prego... ('''Dino Zerilli''') ::{{spiegazione|Dino pronuncia queste parole come supplica per non farsi uccidere da Chris e Albert Barese, che tuttavia non esitano a giustiziarlo sparandogli in testa.}} *Che cos'hai da ridere? ('''Jackie Aprile Jr''') ::{{spiegazione|Jackie Aprile saluta con queste parole la figlia dell'uomo di colore che lo ha nascosto dai Soprano prima di lasciare il rifugio per un appuntamento col patrigno Ralph. Poco dopo in strada il ragazzo viene ucciso a tradimento da Vito Spatafora, sgherro di fiducia di Ralph.}} ===Quarta Stagione=== *Ti chiedo perdono! Perdonami...Mi dispiace, mi dispiace! ('''Barry Haydou''') ::{{spiegazione|Con queste parole il poliziotto in pensione Barry Haydou prova a supplicare Chris per avere salva la vita, ma il ragazzo gli spara senza pietà per vendicare suo padre Dickie.}} *Sì, cazzo, era un animale! Da cento dollari al pezzo! Mio figlio sta in un letto d'ospedale! Non mi pare che ti lamenti, no, quando ti porto una bella busta piena, non te ne frega niente da dove viene! Non guardarmi in quel modo! Era una cavalla, che cazzo! Ma che sei, vegetariano? Mangi salsicce e bistecche a carrettate! ('''Ralph Cifarietto''') ::{{spiegazione|Dopo un'accesa discussione con Tony Ralph urla furiosamente queste parole per esprimere il suo disprezzo verso il suo boss, scatenando una rissa al termine della quale Tony lo strangola brutalmente.}} *Sei sempre stato un piccolo bastardo! Aiuto! Aiu... ('''Minn Matrone''') ::{{spiegazione|Minn urla terrorizzata queste parole cercando di scappare da Paulie Gualtieri, che la soffoca brutalmente con un cuscino per impedirle di denunciarlo.}} ===Quinta Stagione=== *Di...Capelli bruciati... ('''Carmine Lupertazzi''') ::{{spiegazione|Il boss Carmine pronuncia vaneggiando queste parole prima di essere stroncato da un infarto nel pieno di un meeting con Tony.}} *Sì, certo...Andate a buttarli al Black Jack, brutti stronzi che siete! ('''Raoul''') ::{{spiegazione|Il cameriere Raoul pronuncia sprezzante queste parole a Paulie e Chris dopo che si sono rifiutati di dargli una mancia, scatenando la furia del secondo che lo tramortisce con un sasso provocandogli una crisi epilettica, costringendo Paulie a giustiziare il cameriere.}} *Ciao...Tony, giusto? Anche tu da queste parti? ('''Joseph "Joey Peeps" Pepparelli''') ::{{spiegazione|Joey è in procinto di andarsene da un bordello accompagnando a casa la prostituta Heather quando viene avvicinato da Tony Blundetto. Joey pronuncia quindi queste parole chiedendo spiegazioni un istante prima che Tony B lo crivelli di colpi insieme ad Heather.}} *Ti prego, Philly, noi siamo amici! ('''Angelo Garepe''') ::{{spiegazione|Catturato dai fratelli Leotardo, il consigliere Angelo Garepe viene chiuso in un bagagliaio e nonostante pronunci queste parole per essere risparmiato viene ucciso con un colpo alla testa da Phil, deciso a chiudere la guerra civile dei Lupertazzi.}} *Eccomi, eccomi: stavo finendo il mio Gin. Cazzo! ('''Billy Leotardo''') ::{{spiegazione|Billy pronuncia queste parole dopo essere uscito da un bar col fratello Phil, un istante prima che i due fratelli vengano attaccati da Tony Blundetto che ferisce Phil e uccide Billy per vendicare la morte dell'amico Angelo.}} *No, no, no! Ti prego, no... ('''Adriana La Cerva''') ::{{spiegazione|Adriana grida terrorizzata queste parole quando si rende conto di essere stata portata in un luogo isolato da Silvio per essere giustiziata come spia, ma nonostante un tentativo di fuga viene rapidamente assassinata.}} ===Sesta Stagione=== ====Prima parte==== *Qui sopra c'è Tony che parla dell'omicidio di Angelo Giancalone: la qualità del suono è scadente, ma la può portare lo stesso...In aula...Lì c'è...Tutto... ('''Raymond "Ray" Curto''') ::{{spiegazione|Ray Curto pronuncia queste parole mentre fa una soffiata alla sua confidente dell'FBI un istante prima di essere stroncato da un ictus.}} *No, ma che dico! Il rossetto di Carlo stava sul suo uccello! ('''Dominic "Fat Dom" Aniello''') ::{{spiegazione|Dominic pronuncia queste parole per provocare l'omofobo Carlo Gervasi, ma questi e Silvio Dante non prendono bene l'insulto e lo attaccano pugnalandolo sulla tavola da pranzo.}} ====Seconda parte==== *Che c'è, il cameriere si è preso le ferie?! ('''Gerry Torciano''') ::{{spiegazione|Gerry pronuncia questa battuta mentre è a cena con Silvio un istante prima di essere crivellato di colpi da alcuni sicari di Doc Santoro.}} *Lei è qui...('''John "Johnny Sack" Sacrimoni''') ::{{spiegazione|Stroncato dal cancro, il boss Johnny Sack pronuncia queste parole vaneggiando su una visione della madre prima di spirare tra le braccia della moglie Ginny e delle figlie.}} *Chris, tu sei nella Mafia e io no! ('''J.T. Dolan''') ::{{spiegazione|A seguito di un litigio lo scrittore J.T. Dolan pronuncia queste parole per far capire a Chris che non sono realmente amici un istante prima che un ormai instabile Chris lo uccida con un colpo alla testa.}} *Non lo passo il il test antidroga...Chiamami un taxi... ('''Christopher "Chris" Moltisanti''') ::{{spiegazione|A seguito di un pauroso incidente in cui sono rimasti coinvolti lui e Tony, Chris pronuncia queste parole per far capire a Tony di essere sotto droghe e di non poter prendere un ambulanza. Deluso ancora una volta dal cugino, Tony sceglie di non chiamare la polizia e lo soffoca.}} *Papà, mi hanno sparato! ('''Yarina Kastropovich''') ::{{spiegazione|Yarina pronuncia queste parole dopo essere stata colpita mortalmente da Italo e Salvatore.}} *A lui non interessa... ('''Robert "Bobby Baccalà" Baccalieri Jr''') ::{{spiegazione|Bobby chiacchiera col gestore del negozio di giocattoli in cui è venuto a comprare il trenino Blue Comet per la sua collezione. Pochi istanti dopo Bobby viene attaccato da alcuni sicari di Phil che lo crivellano di colpi.}} *Forza, andiamo! ('''Silvio Dante''') ::{{spiegazione|Silvio pronuncia queste parole pochi istanti prima di essere attaccato insieme a Patsy Parisi da alcuni sicari di Phil Leotardo, che lo crivellano di colpi mandandolo in coma permanente.}} *Di a quell'imbecille di farmacista di chiamare il dottor Yaconis: devo farmi dare sei giorni di Plavix... ('''Phil Leotardo''') ::{{spiegazione|Phil pronuncia queste parole esortando la moglie a comprargli delle pillole in farmacia, ma mentre sta ancora parlando viene raggiunto e colpito alla testa dal soldato dei Soprano Walden Belfiore.}} *Ah, questi li ho ordinati per tutti. ('''Anthony "Tony" Soprano''') ::{{spiegazione|Tony pronuncia queste parole offrendo alla moglie Carmela e al figlio A.J. degli anelli di cipolla: quando sua figlia Meadow entra nel ristorante in cui la famiglia sta cenando il boss alza lo sguardo e lo schermo diventa nero. Il finale volutamente ambiguo ha lasciato molte interpretazioni, ma la più comune è che Tony sia stato assassinato da un sicario dei Lupertazzi e che il nero rappresenti la sua visione della morte.}} [[Categoria:Ultime parole dai media|Soprano]] j3fine15p18g4fy9p5v01f3f2demylr Thomas Malory 0 163203 1420276 1420272 2026-07-13T12:26:30Z Skekzilla 17056 /* Libro VIII */ 1420276 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno [[Parsifal|Percival]] e [[Lamorak|Lamorak il Gallese]]. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. ([[Morholt|Moroldo]], p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che [[re Artù]] era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[[Re Artù|Artù]] dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e splendide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]], ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Lancillotto era il cavaliere che il giovane amava di più; perciò rimase quasi sempre con lui anche perché, dopo che si fu assicurato della buona salute di ser Galvano, non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. (p. 236) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui [[Re Artù|Artù]] era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Ora accadde che re Agwisance d'Irlanda mandasse a chiedere a [[Marco di Cornovaglia|re Marco di Cornovaglia]] il tributo che questi gli aveva corrisposto per molti inverni e che da sette anni aveva smesso di pagare. Il re e i suoi baroni ordinarono ai messaggeri di tornare dal loro signore con questa risposta:<br>«Noi non gli pagheremo alcun tributo e se vorrà esigerlo mandi in Cornovaglia un cavaliere fidato che combatta per il suo diritto, perché noi ne troveremo un altro che difenda il nostro.»<br>I messageri tornarono dunque con quella risposta che accese d'ira re Agwisance. Convocato [[Morholt|ser Moroldo]], un nobile e provato cavaliere, compagno della Tavola Rotonda e fratello della regina d'Irlanda, il sovrano gli disse:<br>«Bel fratello, ti prego di andare per amor mio in Cornovaglia a combattervi per il tributo che ci spetta. Sarai ben risarcito per tutto quello che spenderai e avrai più di quanto ti occorra.»<br>«Sire» rispose ser Moroldo «per il diritto vostro e della vostra terra non esiterò a dare battaglia al miglior cavaliere della Tavola Rotonda, conosco la maggior parte di loro e le imprese che hanno compiuto, e affronterò volentieri questo viaggio che accrescerà la fama delle mie gesta.» (p. 245) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Appena ser Moroldo ebbe scorto Tristano, gli disse:<br>«Giovane cavaliere, ser Tristano, che fate qui? Sono molto dispiaciuto che abbiate avuto tanto coraggio, perché dovete sapere che mi sono battuto con molti nobili cavalieri, i migliori di questo paese e del mondo intero, e li ho vinti tutti. Seguite dunque il mio consiglio e ripartite.»<br>«Ser Moroldo, cavaliere leale e ben provato» gli rispose ser Tristano «non posso rinunciare alla nostra contesa perché proprio oggi ho ricevuto l'ordine della cavalleria e mi sono impegnato ad acquistarmi onore combattendo contro di voi che avete fama di essere tra i cavalieri più stimati del mondo. Al contrario io non mi sono ancora cimentato con un buon cavaliere, ma confido in Dio che potrò comportarmi onorevolmente liberando per sempre la Cornovaglia da ogni genere di tributo da parte del vostro paese.»<br>Quando ser Moroldo ebbe inteso il suo intento, aggiunse:<br>«Bel cavaliere, poiché siete deciso ad acquistare merito a mio danno, voglio che sappiate che non sarete disonorato se riuscirete a resistere a tre dei miei colpi, perché è proprio per le mie nobili imprese, provate e vedute, che re Artù mi fece cavaliere della Tavola Rotonda.» (p. 249) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Con grande benevolenza, il re affidò Tamtrist alla custodia e alle cure della figlia [[Isotta|Isotta la Bella]], che era molto esperta di medicina. La fanciulla infatti scoprì che alla base della ferita vi era del veleno, e la guarì in poco tempo. Così il giovane forestiero nutrì per lei un grande amore, tanto più che non v'era al mondo pulzella o dama più bella, e in cambio delle sue cure le insegnò a suonare l'arpa. E anche Isotta cominciò a sentire una grande inclinazione verso di lui.<br>[[Palamede (ciclo arturiano)|Ser Palamede il Saraceno]], beneaccetto al re e alla regina, si trovava a quel tempo nel paese, e ogni giorno si presentava con molti doni a Isotta la Bella, che amava appassionatamente. Di ciò si avvide Tamtrist, cui era nota la fama di nobiltà e di ardimento del cavaliere, e siccome Isotta la Bella gli aveva anche detto che il Saraceno aveva intenzione di farsi battezzare per amor suo, tra i due cavalieri c'era grande gelosia e Tamtrist ne era molto contrariato. (p. 252) [[File:Waterhousem Tristan and Isolde.jpg|thumb|Tristano e Isotta bevono il filtro d'amore]] *Un giorno Isotta la Bella e la regina sua madre prepararono un bagno per Tamtrist. Mentre egli era immerso nell'acqua accudito da Governale e da ser Hebes e le due donne si affaccendavano da una parte all'altra della camera, il caso volle che la regina vedesse la spada del giovane posata sul letto e che malauguratamente la traesse dal fodero. Dopo averla ammirata a lungo, ché era invero un'arma molto bella, le due dame notarono che il filo della lama era rotto a un piede e mezzo dalla punta e che ne mancava un buon pezzo. Quella falla ricordò subito alla regina il frammento di spada trovato nel cranio di ser Moroldo.<br>«Ahimè, figlia mia» esclamò «costui è il cavaliere traditore che uccise mio fratello, tuo zio!»<br>Isotta ne fu amaramente turbata, ché amava profondamente Tamtrist e conosceva appieno la crudeltà della madre.<br>Intanto la regina si era prontamente recata nella propria camera e da un suo cofano aveva preso il framment di spada estratto dalla testa di ser Moroldo dopo la sua morte; quindi si era affrettata a tornare al letto su cui era posata l'arma di Tamtrist e vi aveva inserito il pezzo d'acciaio: esso combaciò con la tacca della lama quasi non se ne fosse mai distaccato.<br>Subito la dama impugnò fieramente la spada e con tutta la sua forza corse addosso a Tamtrist che era ancora nel bagno, sì che lo avrebbe tagliato in due se ser Hebes non l'avesse afferrata per le braccia strappandole l'arma di mano. Non avendo così potuto portare a termine il suo malvagio intento, la regina corse dal marito, re Agwisance, e, gettatasi in ginocchio, gli disse:<br>«Ahimè, mio signore, ospitate in casa vostra il traditore che uccise mio fratello ser Moroldo, nobile combattente e vostro servitore.»<br>«Chi è e dove si trova?» chiese il re.<br>«È Tamtrist, colui che mia figlia ha guarito.» (p. 255) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *Col passare del tempo [...] sorsero dissidi e gelosie tra il re e il nipote a causa di una dama, moglie del nobile conte ser Segwaride, di cui entrambi erano innamorati. La dama amava molto ser Tristano che la ricambiava, poiché era invero bella, e il cavaliere lo aveva ben notato, e re Marco, accesosi anch'egli d'amore per lei, lo aveva saputo e ne era geloso. (p. 258) *[...] benché tra loro vi fossero belle parole, finché visse re Marco non amò più il nipote {{NDR|[[Tristano]]}}, poiché ogni affetto si era spento per sempre. (p. 260) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *[[Lancillotto|Ser Lancillotto]] non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *[...] re Marco non smise mai di pensare in cuore suo al modo di far perire Tristano. Infine escogitò di mandarlo come suo messaggero in Irlanda a chiedere in moglie Isotta la Bella, di cui il nipote aveva tanto lodato l'avvenenza e la bontà. Ma tutto ciò era fatto con l'intento di farlo morire. (p. 265) *Ser Tristano prese dunque il mare e, mentre si trovava nella cabina insieme ad Isotta, accadde che avessero sete e che lì accanto vi fosse una piccola fiasca d'oro contenente, a giudicare dal colore e dal sapore, un vino prelibato. Subito il giovane la prese dicendo:<br>«Madama Isotta, ecco la migliore bevanda che abbiate mai gustata e che la vostra ancella dama Brangania e il mio servitore Governale tenevano per sé.»<br>Risero entrambi di cuore e bevettero liberamente, brindando l'uno all'altra, sì che mai vino sembrò loro più dolce e prelibato. Ma appena l'ebbero inghiottito, essi si amarano sì intensamente che quel loro sentimento non li abbandonò mai più, nella buona e nella cattiva sorte. Era infatti quello il principio di un amore che li avrebbe accompagnati per tutti i giorni della vita. (p. 271) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *Ser Lamorak si allontanò in compagnia di ser Driant, ed essendosi imbattuto in un cavaliere che per ordine di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]] recava a [[re Artù]] un bel corno rifinito in oro, lo costrinse con la forza a rivelargli il motivo della sua missione. Seppe che il corno aveva una virtù – nessuna dama o gentildonna che non fosse fedele al proprio signore vi poteva bere senza versarne il contenuto – e che Morgana la Fata lo inviava in dono al fratello Artù a causa della [[Ginevra (ciclo arturiano)|regina Ginevra]] e per dispetto a ser Lancillotto.<br>«Se non vuoi morire» disse allora ser Lamorak «porterai il corno a re Marco, e gli dirai che glielo mando perché metta alla prova la fedeltà della sua sposa.»<br>Il cavaliere si recò così da re Marco e gli disse che gli inviava quel corno prezioso e qual era la sua qualità. Il re costrinse quindi la regina Isotta a bere, e dopo di lei cento altre dame, ma solo quattro tra esse riuscirono a non versare la bevanda.<br>«Ahimè, è una grave infamia» esclamò il sovrano, giurando poi solennemente che avrebbe condannato al rogo la regina e le altre.<br>Ma i baroni si radunarono e dichiararono apertamente di non essere disposti a tollerare che le dame venissero arse per via di un oggetto fatto con arti magiche dalla strega più fals e incantatrice che vi fosse al mondo e nemica dei veri amanti, e affermarono che quel corno non operava mai niente di buono e causava solo odio e dissidi. Molti cavalieri fecero pertanto voto di usare ben poca cortesia a Morgana la Fata, se ma l'avessero incontrata. (pp. 284-285) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *«[...] In cambio della mia cortesia voi esponeste al biasimo molte dame, inviando a re Marco il corno di Morgana la Fata, per risentimento verso di me.»<br>«Lo rifarei se fosse il caso» affermò ser Lamorak. «Preferivo che la disputa si svolgesse alla corte di re Marco piuttosto che a quella di re Artù, perché non sono di pari onore.»<br>«Questo lo so, ma voi agiste solo per far dispetto a me» replicò Tristano. «Eppure, nonostante il vostro malanimo, ringrazio Dio che non avete fatto grande danno. Lasciate dunque ogni vostro rancore e io farò altrettanto: uniamo invece le nostre forze e acquistiamoci merito uccidendo il gigantesco signore dell'isola, ser Nabon il Nero.»<br>«Signore, ora comprendo la vostra cavalleria!» esclamò ser Lamorak. «Non può essere menzognero ciò che tutti dicono di voi: per nobiltà, generosità e virtù non avete pari e mi pento di avervi mostrato villania.» (p. 292) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Un giorno giunse alla corte di Artù un giovane di robusta costituzione, abbigliato sfarzosamente con una cotta di un ricco tessuto d'oro che tuttavia gli pendeva malamente addosso, a richiedere al re che lo armasse cavaliere.<br>«Come vi chiamate?» gli domandò il sovrano.<br>«[[Sir Breunor|Brunoro il Nero]], sire, e non tarderete a sapere che sono di nobile schiatta.»<br>«Sarà anche così» commentò [[Sir Kay|ser Kay]] «ma a vostro scherno sarete chiamato La Cotta Maltagliata per la pessima foggia del vostro abito.» (p. 299) *Sire [...] chiedo a voi e a tutta la corte che mi chiamate La Cotta Maltagliata: così mi ha soprannominato ser Kay e non voglio altro nome. ([[Sir Breunor]], p. 300) *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese [[Lamorak|ser Lamorak]].<br>«[[Lancillotto|Ser Lancillotto del Lago]]: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro [[Morholt|ser Moroldo]] e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la [[Isotta|regina Isotta]] sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, [[Isotta|Bella Isotta]] regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *Il racconto torna ora a [[Lamorak|ser Lamorak]] che era lodato e onorato da ogni buon cavaliere all'infuori di [[Gawain|ser Galvano]] e dei suoi fratelli che desideravano solo il suo male e che, meditando di cogliere l'occasione per ucciderlo, fecero venire la madre in un castello vicino a Camelot. La regina di Orkney era infatti giunta da poco allorché ser Lamorak le inviò un messaggero e fissò con lei un convegno di cui venne subito a conoscenza [[Gaheris|ser Gaheris]], che si pose in agguato.<br>A notte, ser Lamorak arrivò tutto armato, legò il cavallo vicino a una postierla segreta ed entrò in una stanza dove si tolse l'armatura; quindi raggiunse il letto della regina dove, amandosi di tutto cuore, essi trassero grande gioia l'uno dall'altra.<br>Quando ser Gaheris giudicò che fosse giunto il momento si accostò al letto e, afferrata bruscamente la madre per i capelli, le mozzò la testa. Ser Lamorak sentì così sprizzare su di sé il sangue caldo di colei che amava e balzò dal letto gridando come uomo aflitto e sgomento:<br>«Ah, ser Gaheris, cavaliere della Tavola Rotonda, avete commesso un'azione malvagia e vile! Perché uccideste la madre che vi generò? Avreste avuto maggior ragione di colpire me!»<br>«Dici il vero, e benché l'uomo sia nato per offrire il proprio servigio alla donna, sei tu che hai commesso l'offesa» replicò ser Gaheris. «Tuo padre uccise il nostro, eppure tu hai giaciuto con nostra madre disonorando me e i miei fratelli: è una vergogna troppo grande perché sia tollerata! Quanto poi a tuo padre re Pellinor, sappi che fu ucciso da me e da mio fratello Galvano.»<br>«Avete commesso un torto ancora più grande e fareste bene a ricordare ce la morte di mio padre non è ancora stata vendicata!»<br>«Non minacciarmi, Lamorak, altrimenti ti ucciderò. È solo perché ora sei disarmato che il mio onore di cavaliere mi vieta di metterti a morte, ma sappi che in qualunque altra occasione ti rincontrerò, non risparmierò la tua vita» ribatté ser Gaheris. «Ormai mia madre è affrancata da te: vai dunque a prendere il cavallo e vattene.» (pp. 385-386) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p162.jpg|thumb|La morte di Lamorak]] *Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli [[Agravaine|Agravano]], Gaheris e [[Mordred]] andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.<br>Così morì il nobilissimo ser Lamorak, cavaliere della Tavola Rotonda; ma sappiate che [[Sir Gareth|ser Gareth]], il quinto fratello di ser Galvano, non ebbe alcuna parte nel vile assassinio. (p. 387) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad [[Re Artù|Artù]] un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]] e a [[Mordred|ser Mordred]] che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, [[Tristano|ser Tristano]]» esclamò allora [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che [[Isotta|Isotta la Bella]] non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò [[Isotta|Isotta la Bella]] a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di [[Edoardo IV d'Inghilterra|re Edoardo IV]] dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] jmtvq0a0rt0hyl8p3tezx6dkceig3nn 1420277 1420276 2026-07-13T12:27:10Z Skekzilla 17056 /* Libro IX */ 1420277 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno [[Parsifal|Percival]] e [[Lamorak|Lamorak il Gallese]]. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. ([[Morholt|Moroldo]], p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che [[re Artù]] era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[[Re Artù|Artù]] dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e splendide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]], ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Lancillotto era il cavaliere che il giovane amava di più; perciò rimase quasi sempre con lui anche perché, dopo che si fu assicurato della buona salute di ser Galvano, non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. (p. 236) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui [[Re Artù|Artù]] era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Ora accadde che re Agwisance d'Irlanda mandasse a chiedere a [[Marco di Cornovaglia|re Marco di Cornovaglia]] il tributo che questi gli aveva corrisposto per molti inverni e che da sette anni aveva smesso di pagare. Il re e i suoi baroni ordinarono ai messaggeri di tornare dal loro signore con questa risposta:<br>«Noi non gli pagheremo alcun tributo e se vorrà esigerlo mandi in Cornovaglia un cavaliere fidato che combatta per il suo diritto, perché noi ne troveremo un altro che difenda il nostro.»<br>I messageri tornarono dunque con quella risposta che accese d'ira re Agwisance. Convocato [[Morholt|ser Moroldo]], un nobile e provato cavaliere, compagno della Tavola Rotonda e fratello della regina d'Irlanda, il sovrano gli disse:<br>«Bel fratello, ti prego di andare per amor mio in Cornovaglia a combattervi per il tributo che ci spetta. Sarai ben risarcito per tutto quello che spenderai e avrai più di quanto ti occorra.»<br>«Sire» rispose ser Moroldo «per il diritto vostro e della vostra terra non esiterò a dare battaglia al miglior cavaliere della Tavola Rotonda, conosco la maggior parte di loro e le imprese che hanno compiuto, e affronterò volentieri questo viaggio che accrescerà la fama delle mie gesta.» (p. 245) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Appena ser Moroldo ebbe scorto Tristano, gli disse:<br>«Giovane cavaliere, ser Tristano, che fate qui? Sono molto dispiaciuto che abbiate avuto tanto coraggio, perché dovete sapere che mi sono battuto con molti nobili cavalieri, i migliori di questo paese e del mondo intero, e li ho vinti tutti. Seguite dunque il mio consiglio e ripartite.»<br>«Ser Moroldo, cavaliere leale e ben provato» gli rispose ser Tristano «non posso rinunciare alla nostra contesa perché proprio oggi ho ricevuto l'ordine della cavalleria e mi sono impegnato ad acquistarmi onore combattendo contro di voi che avete fama di essere tra i cavalieri più stimati del mondo. Al contrario io non mi sono ancora cimentato con un buon cavaliere, ma confido in Dio che potrò comportarmi onorevolmente liberando per sempre la Cornovaglia da ogni genere di tributo da parte del vostro paese.»<br>Quando ser Moroldo ebbe inteso il suo intento, aggiunse:<br>«Bel cavaliere, poiché siete deciso ad acquistare merito a mio danno, voglio che sappiate che non sarete disonorato se riuscirete a resistere a tre dei miei colpi, perché è proprio per le mie nobili imprese, provate e vedute, che re Artù mi fece cavaliere della Tavola Rotonda.» (p. 249) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Con grande benevolenza, il re affidò Tamtrist alla custodia e alle cure della figlia [[Isotta|Isotta la Bella]], che era molto esperta di medicina. La fanciulla infatti scoprì che alla base della ferita vi era del veleno, e la guarì in poco tempo. Così il giovane forestiero nutrì per lei un grande amore, tanto più che non v'era al mondo pulzella o dama più bella, e in cambio delle sue cure le insegnò a suonare l'arpa. E anche Isotta cominciò a sentire una grande inclinazione verso di lui.<br>[[Palamede (ciclo arturiano)|Ser Palamede il Saraceno]], beneaccetto al re e alla regina, si trovava a quel tempo nel paese, e ogni giorno si presentava con molti doni a Isotta la Bella, che amava appassionatamente. Di ciò si avvide Tamtrist, cui era nota la fama di nobiltà e di ardimento del cavaliere, e siccome Isotta la Bella gli aveva anche detto che il Saraceno aveva intenzione di farsi battezzare per amor suo, tra i due cavalieri c'era grande gelosia e Tamtrist ne era molto contrariato. (p. 252) [[File:Waterhousem Tristan and Isolde.jpg|thumb|Tristano e Isotta bevono il filtro d'amore]] *Un giorno Isotta la Bella e la regina sua madre prepararono un bagno per Tamtrist. Mentre egli era immerso nell'acqua accudito da Governale e da ser Hebes e le due donne si affaccendavano da una parte all'altra della camera, il caso volle che la regina vedesse la spada del giovane posata sul letto e che malauguratamente la traesse dal fodero. Dopo averla ammirata a lungo, ché era invero un'arma molto bella, le due dame notarono che il filo della lama era rotto a un piede e mezzo dalla punta e che ne mancava un buon pezzo. Quella falla ricordò subito alla regina il frammento di spada trovato nel cranio di ser Moroldo.<br>«Ahimè, figlia mia» esclamò «costui è il cavaliere traditore che uccise mio fratello, tuo zio!»<br>Isotta ne fu amaramente turbata, ché amava profondamente Tamtrist e conosceva appieno la crudeltà della madre.<br>Intanto la regina si era prontamente recata nella propria camera e da un suo cofano aveva preso il framment di spada estratto dalla testa di ser Moroldo dopo la sua morte; quindi si era affrettata a tornare al letto su cui era posata l'arma di Tamtrist e vi aveva inserito il pezzo d'acciaio: esso combaciò con la tacca della lama quasi non se ne fosse mai distaccato.<br>Subito la dama impugnò fieramente la spada e con tutta la sua forza corse addosso a Tamtrist che era ancora nel bagno, sì che lo avrebbe tagliato in due se ser Hebes non l'avesse afferrata per le braccia strappandole l'arma di mano. Non avendo così potuto portare a termine il suo malvagio intento, la regina corse dal marito, re Agwisance, e, gettatasi in ginocchio, gli disse:<br>«Ahimè, mio signore, ospitate in casa vostra il traditore che uccise mio fratello ser Moroldo, nobile combattente e vostro servitore.»<br>«Chi è e dove si trova?» chiese il re.<br>«È Tamtrist, colui che mia figlia ha guarito.» (p. 255) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *Col passare del tempo [...] sorsero dissidi e gelosie tra il re e il nipote a causa di una dama, moglie del nobile conte ser Segwaride, di cui entrambi erano innamorati. La dama amava molto ser Tristano che la ricambiava, poiché era invero bella, e il cavaliere lo aveva ben notato, e re Marco, accesosi anch'egli d'amore per lei, lo aveva saputo e ne era geloso. (p. 258) *[...] benché tra loro vi fossero belle parole, finché visse re Marco non amò più il nipote {{NDR|[[Tristano]]}}, poiché ogni affetto si era spento per sempre. (p. 260) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *[[Lancillotto|Ser Lancillotto]] non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *[...] re Marco non smise mai di pensare in cuore suo al modo di far perire Tristano. Infine escogitò di mandarlo come suo messaggero in Irlanda a chiedere in moglie Isotta la Bella, di cui il nipote aveva tanto lodato l'avvenenza e la bontà. Ma tutto ciò era fatto con l'intento di farlo morire. (p. 265) *Ser Tristano prese dunque il mare e, mentre si trovava nella cabina insieme ad Isotta, accadde che avessero sete e che lì accanto vi fosse una piccola fiasca d'oro contenente, a giudicare dal colore e dal sapore, un vino prelibato. Subito il giovane la prese dicendo:<br>«Madama Isotta, ecco la migliore bevanda che abbiate mai gustata e che la vostra ancella dama Brangania e il mio servitore Governale tenevano per sé.»<br>Risero entrambi di cuore e bevettero liberamente, brindando l'uno all'altra, sì che mai vino sembrò loro più dolce e prelibato. Ma appena l'ebbero inghiottito, essi si amarano sì intensamente che quel loro sentimento non li abbandonò mai più, nella buona e nella cattiva sorte. Era infatti quello il principio di un amore che li avrebbe accompagnati per tutti i giorni della vita. (p. 271) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *Ser Lamorak si allontanò in compagnia di ser Driant, ed essendosi imbattuto in un cavaliere che per ordine di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]] recava a [[re Artù]] un bel corno rifinito in oro, lo costrinse con la forza a rivelargli il motivo della sua missione. Seppe che il corno aveva una virtù – nessuna dama o gentildonna che non fosse fedele al proprio signore vi poteva bere senza versarne il contenuto – e che Morgana la Fata lo inviava in dono al fratello Artù a causa della [[Ginevra (ciclo arturiano)|regina Ginevra]] e per dispetto a ser Lancillotto.<br>«Se non vuoi morire» disse allora ser Lamorak «porterai il corno a re Marco, e gli dirai che glielo mando perché metta alla prova la fedeltà della sua sposa.»<br>Il cavaliere si recò così da re Marco e gli disse che gli inviava quel corno prezioso e qual era la sua qualità. Il re costrinse quindi la regina Isotta a bere, e dopo di lei cento altre dame, ma solo quattro tra esse riuscirono a non versare la bevanda.<br>«Ahimè, è una grave infamia» esclamò il sovrano, giurando poi solennemente che avrebbe condannato al rogo la regina e le altre.<br>Ma i baroni si radunarono e dichiararono apertamente di non essere disposti a tollerare che le dame venissero arse per via di un oggetto fatto con arti magiche dalla strega più fals e incantatrice che vi fosse al mondo e nemica dei veri amanti, e affermarono che quel corno non operava mai niente di buono e causava solo odio e dissidi. Molti cavalieri fecero pertanto voto di usare ben poca cortesia a Morgana la Fata, se ma l'avessero incontrata. (pp. 284-285) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *«[...] In cambio della mia cortesia voi esponeste al biasimo molte dame, inviando a re Marco il corno di Morgana la Fata, per risentimento verso di me.»<br>«Lo rifarei se fosse il caso» affermò ser Lamorak. «Preferivo che la disputa si svolgesse alla corte di re Marco piuttosto che a quella di re Artù, perché non sono di pari onore.»<br>«Questo lo so, ma voi agiste solo per far dispetto a me» replicò Tristano. «Eppure, nonostante il vostro malanimo, ringrazio Dio che non avete fatto grande danno. Lasciate dunque ogni vostro rancore e io farò altrettanto: uniamo invece le nostre forze e acquistiamoci merito uccidendo il gigantesco signore dell'isola, ser Nabon il Nero.»<br>«Signore, ora comprendo la vostra cavalleria!» esclamò ser Lamorak. «Non può essere menzognero ciò che tutti dicono di voi: per nobiltà, generosità e virtù non avete pari e mi pento di avervi mostrato villania.» (p. 292) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Un giorno giunse alla corte di [[Re Artù|Artù]] un giovane di robusta costituzione, abbigliato sfarzosamente con una cotta di un ricco tessuto d'oro che tuttavia gli pendeva malamente addosso, a richiedere al re che lo armasse cavaliere.<br>«Come vi chiamate?» gli domandò il sovrano.<br>«[[Sir Breunor|Brunoro il Nero]], sire, e non tarderete a sapere che sono di nobile schiatta.»<br>«Sarà anche così» commentò [[Sir Kay|ser Kay]] «ma a vostro scherno sarete chiamato La Cotta Maltagliata per la pessima foggia del vostro abito.» (p. 299) *Sire [...] chiedo a voi e a tutta la corte che mi chiamate La Cotta Maltagliata: così mi ha soprannominato ser Kay e non voglio altro nome. ([[Sir Breunor]], p. 300) *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese [[Lamorak|ser Lamorak]].<br>«[[Lancillotto|Ser Lancillotto del Lago]]: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro [[Morholt|ser Moroldo]] e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la [[Isotta|regina Isotta]] sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, [[Isotta|Bella Isotta]] regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *Il racconto torna ora a [[Lamorak|ser Lamorak]] che era lodato e onorato da ogni buon cavaliere all'infuori di [[Gawain|ser Galvano]] e dei suoi fratelli che desideravano solo il suo male e che, meditando di cogliere l'occasione per ucciderlo, fecero venire la madre in un castello vicino a Camelot. La regina di Orkney era infatti giunta da poco allorché ser Lamorak le inviò un messaggero e fissò con lei un convegno di cui venne subito a conoscenza [[Gaheris|ser Gaheris]], che si pose in agguato.<br>A notte, ser Lamorak arrivò tutto armato, legò il cavallo vicino a una postierla segreta ed entrò in una stanza dove si tolse l'armatura; quindi raggiunse il letto della regina dove, amandosi di tutto cuore, essi trassero grande gioia l'uno dall'altra.<br>Quando ser Gaheris giudicò che fosse giunto il momento si accostò al letto e, afferrata bruscamente la madre per i capelli, le mozzò la testa. Ser Lamorak sentì così sprizzare su di sé il sangue caldo di colei che amava e balzò dal letto gridando come uomo aflitto e sgomento:<br>«Ah, ser Gaheris, cavaliere della Tavola Rotonda, avete commesso un'azione malvagia e vile! Perché uccideste la madre che vi generò? Avreste avuto maggior ragione di colpire me!»<br>«Dici il vero, e benché l'uomo sia nato per offrire il proprio servigio alla donna, sei tu che hai commesso l'offesa» replicò ser Gaheris. «Tuo padre uccise il nostro, eppure tu hai giaciuto con nostra madre disonorando me e i miei fratelli: è una vergogna troppo grande perché sia tollerata! Quanto poi a tuo padre re Pellinor, sappi che fu ucciso da me e da mio fratello Galvano.»<br>«Avete commesso un torto ancora più grande e fareste bene a ricordare ce la morte di mio padre non è ancora stata vendicata!»<br>«Non minacciarmi, Lamorak, altrimenti ti ucciderò. È solo perché ora sei disarmato che il mio onore di cavaliere mi vieta di metterti a morte, ma sappi che in qualunque altra occasione ti rincontrerò, non risparmierò la tua vita» ribatté ser Gaheris. «Ormai mia madre è affrancata da te: vai dunque a prendere il cavallo e vattene.» (pp. 385-386) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p162.jpg|thumb|La morte di Lamorak]] *Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli [[Agravaine|Agravano]], Gaheris e [[Mordred]] andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.<br>Così morì il nobilissimo ser Lamorak, cavaliere della Tavola Rotonda; ma sappiate che [[Sir Gareth|ser Gareth]], il quinto fratello di ser Galvano, non ebbe alcuna parte nel vile assassinio. (p. 387) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad [[Re Artù|Artù]] un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]] e a [[Mordred|ser Mordred]] che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, [[Tristano|ser Tristano]]» esclamò allora [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che [[Isotta|Isotta la Bella]] non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò [[Isotta|Isotta la Bella]] a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di [[Edoardo IV d'Inghilterra|re Edoardo IV]] dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 9p8moaez1qmx522g2iqg6rzj7czu7sh 1420320 1420277 2026-07-13T18:20:19Z Skekzilla 17056 /* Libro XIII */ 1420320 wikitext text/x-wiki Sir '''Thomas Malory''', o '''Maillorie''', '''Mallory''', '''Maleore''' (1409 – 1471), scrittore inglese. ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== [[File:Morte Darthur incipit (cropped).jpg|thumb|Incipit dell'edizione del 1485 stampata da [[William Caxton]]]] ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di [[Gawain|Galvano]], e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di [[Ywain|ser Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) [[File:An island story; a child's history of England (1906) (14801002423).jpg|thumb|Artù estrae la spada dalla roccia]] *Il giorno di Capodanno, terminata la messa, i baroni cavalcarono al campo, alcuni per giostrare, altri per torneare. Tra di essi vi era anche ser Ector accompagnato dal figlio ser Kay e dal giovane [[Re Artù|Artù]], fratello di latte di quest'ultimo. Ser Kay, che era stato fatto cavaliere nel giorno di Ognissanti, accortosi quando era già in cammino di avere dimenticato la spada nell'alloggio del padre, pregò Artù di andargliela a prendere.<br>«Volentieri» rispose il giovane allontanandosi in fretta. Giunto a casa, scoprì però che la dama e tutti gli altri erano usciti per assistere alle giostre. Ne fu addolorato, ma poi si disse:<br>"Andrò al camposanto a prendere la spada che è infitta nella roccia. Mio fratello non deve rimanere senza un'arma in una giornata come questa."<br>Si diresse quindi verso il camposanto; scese di sella, legò il cavallo a un montante e si avvicinò alla tenda che nascondeva la roccia. Non trovandovi i cavalieri che vi erano stati lasciati di guardia e che infatti erano andati alle giostre, afferrò l'impugnatura della spada e la estrasse con un strappo deciso, ma senza sforzo. Poi riprese il cavallo e raggiunse ser Kay per consegnargliela. Appena il fratello la vide, la riconobbe subito. Allora si avvicinò al padre egli disse:<br>«Signore, ecco la spada della roccia. Dunque devo essere io il re di questa terra.»<br>Ser Ector osservò l'arma; quindi tornò indietro con i due giovani, smontò da cavallo, entrò nella chiesa e ordinò a ser Kay di ripetergli con precisione come l'avesse presa faccendolo giurare sul Libro Sacro.<br>«Me l'ha portata mio fratello Artù, signore» disse allora ser Kay.<br>«E tu, come l'hai avuta?» chiese ser Ector ad Artù.<br>«Ecco, signore, quando sono tornato a casa a prendere la spada di ser Kay, non ho trovato nessuno che me la potesse dare; allora, pensando che mio fratello non dovesse rimanere disarmato, sono venuto qui e ho estratto l'arma dalla roccia senza alcuna fatica.» (pp. 11-12) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo [[Ban di Benoic|re Ban]], fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno [[Parsifal|Percival]] e [[Lamorak|Lamorak il Gallese]]. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p16.jpg|thumb|Artù riceve Excalibur]] *Proseguirono il cammino finché si trovarono sulla riva di un lago vasto e ameno, dal quale videro emergere un braccio rivestito di sciamito bianco: esso terminava in una mano che stringeva una magnifica spada.<br>«È quella l'arma di cui vi parlavo» disse Merlino ad Artù. E poiché in quel momento una donna passava sul lago, il re chiese chi fosse.<br>«È la [[Dama del Lago]]; sul fondo di questo specchio d'acqua si trova una caverna che ha l'interno decorato con tale ricchezza da renderlo la residenza più piacevole del mondo» gli spiegò Merlino. «Ora la dama si avvicinerà; allora voi dovrete pregarla cortesemente di darvi la spada.»<br>Infatti la dama si diresse verso Artù e lo salutò, e il re, dopo aver ricambiato il saluto, le chiese:<br>«Di chi è la spada che quel braccio tiene alta sull'acqua? Io sono senza armi, e vorrei che fosse mia.»<br>«Essa mi appartiene» gli rispose la dama «ma se mi concederete un dono allorquando ve lo chiederò, sarà vostra.»<br>«Ve lo accorderò, sulla mia parola» le promise Artù.<br>«Allora montate sulla barchetta che vedete laggiù, raggiungete a remi la spada e prendetela insieme al suo fodero. Io reclamerò il mio dono quando lo riterrò opportuno».<br>Artù e Merlino smontarono di sella e legarono i cavalli a due alberi. Poi salirono sulla piccola imbarcazione e, quando ebbero raggiunto la mano e la spada, il re ne afferrò l'impugnatura e la trattenne, mentre mano e braccio scomparivano sott'acqua. (pp. 40-41) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== [[File:The Death of Balin and Balan.png|thumb|La morte di Balin e Balan]] *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *Rimasto disarmato, {{NDR|[[Sir Balin]]}} si precipitò allora alla ricerca di un'altra arma entrando prima in una stanza poi un'altra e in un'altra ancora, senza riuscire a trovare nulla e sempre incalzato dappresso da [[Re Pescatore|re Pellam]]. Infine varcò la porta di una camera meravigliosamente decorata e vide che vi si trovava un uomo disteso su un letto coperto dai più splendidi drappi d'oro che si possano immaginare. Vicino al letto, su un tavolo d'oro puro sorretto da quattro zampe d'argento, era posata una lancia di singolare fattura. Balin la afferrò, si volse a fronteggiare Pellam e lo colpì con forza, facendolo cadere in terra privo di sensi. Allora il tetto e le mura del castello crollarono e anche Balin fu gettato al suolo, dove rimase senza potersi muovere. [...] Da allora re Pellam rimase infermo per molti anni, e guarì solo quando fu curato da [[Galahad]], il nobile principe, nel corso della ricerca del [[Graal|Sangrail]] – il bacile che conteneva il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo portato in Inghilterra da Giuseppe d'Arimatea, cui un tempo era appartenuto anche lo splendido letto. La [[Lancia di Longino|lancia]] che aveva inferto il [[Colpo Doloroso]] era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (pp. 61-62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== [[File:The Beguiling of Merlin by Edward Burne-Jones.jpg|thumb|Merlino e la Dama del Lago]] *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un [[cavaliere]] spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) *Non passò molto che la [[Dama del Lago|Damigella del Lago]] partì e Merlino la seguì tentando più volte di farla sua con le proprie arti sottili, ma poi Nimue gli fece giurare di non fare mai più uso con lei dei suoi incantesimi, perché altrimenti non l'avrebbe mai avuta. [...] Poi Merlino e la damigella ripartirono per la Cornovaglia, e nel corso del viaggio egli le insegnò molti altri prodigi. Ma poiché le stava sempre intorno per cogliere la sua verginità, Nimue lo prese a noia e pensò di liberarsene; tuttavia non sapeva come fare anche perché ne aveva paura, dato che Merlino era figlio di un diavolo.<br>Ora, avvenne che un giorno Merlino le facesse vedere una caverna meravigliosa che si sprofondava sotto una grande pietra che la damigella, mettendo in opera le arti che aveva apprese, lo inducesse ad entrarvi per mostrarle i prodigi che essa nascondeva. Poi fece in modo che egli non ne uscisse mai più di quante arti magiche mettesse in opera, e si allontanò lasciandolo prigioniero. (pp. 88-89) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. ([[Morholt|Moroldo]], p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso [[cavaliere]] non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago]], p. 121) ====Libro V==== *In pace da lungo tempo, [[re Artù]] aveva indetto una festa sfarzosa. La Tavola Rotonda era al completo di tutti i suoi alleati sovrani, principi e nobili cavalieri quando, mentre egli sedeva sul trono, entrarono nella sala dodici vecchi che recavano rami d'ulivo nelle mani a significare di essere venuti come ambasciatori e messaggeri dell'imperatore Lucio, a quel tempo chiamato Dittatore o Procuratore del Bene Pubblico di Roma. Giunti alla presenza del re, essi gli resero omaggio con un inchino e gli parlarono nel seguente modo:<br>«Il nobile e potente imperatore Lucio saluta il re di Britannia. Vi ordina di riconoscerlo come vostro signore e di inviargli il tributo che questo regno deve all'impero e che, come risulta dai documenti, già pagavano vostro padre e i vostri predecessori. Se agirete da ribelle e non lo riconoscerete come vostro sovrano, deterrete e tratterrete le vostre terre in contrasto con gli statuti e i decreti stabiliti dal nobile e illustre Giulio Cesare, conquistatore di questo paese e primo imperatore di Roma. Sappiate anche se vi opporrete alle sue richieste e ai suoi ordini, Lucio condurrà una guerra implacabile contro la vostra persona, i vostri regni e le vostre terre, e punirà voi e i vostri sudditi come esempio perpetuo per tutti i sovrani e i principi che rifiutano il tributo al nobile impero che domina sull'intero mondo.» (p. 131) *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che [[re Artù]] era tornato in Inghilterra da Roma i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò [[Lancillotto|ser Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i [[Cavaliere|cavalieri]] che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[[Re Artù|Artù]] dunque si era seduto a banchetto con vari altri sovrani e con tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]], salvo quelli che erano stati fatti prigioniero o uccisi in scontri d'armi, quando i tre uomini fecero il loro ingresso nella sala. Due erano cavalieri di bell'aspetto e riccamente vestiti, e sulle loro spalle si appoggiava il terzo, il giovane più bello del mondo, alto, robusto e prestante, dal viso perfetto e dalle più grandi e splendide mani che si fossero mai viste, ma che si muoveva come se non riuscisse a reggersi senza essere sostenuto. Artù ordinò che si facesse silenzio e si lasciasse spazio per il loro passaggio, e i tre uomini avanzarono fino all'alta predella senza pronunziare una parola; poi il più giovane si trasse un poco indietro e, raddrizzandosi agilmente in tutta la persona, disse:<br>«Re Artù, Dio benedica voi e tutta la vostra bella certe e, in particolare, i compagni della Tavola Rotonda. Sono venuto per pregarvi di accordarmi tre doni, e poiché le mie richieste non sono irragionevoli e non vi causeranno danni o perdite, potrete concedermeli senza tema di essere disonorato. Il primo lo chiederò subito, e gli altri due tra un anno in questo stesso giorno dovunque vi troverete a celebrare la festa solenne.»<br>«Avrai quanto desideri» dichiarò il re.<br>«Allora, sire, questa è la mia prima supplica: datemi da mangiare e da bere a sufficienza per un anno, al termine del quale avanzerò le altre due preghiere.»<br>«Bel figliolo, ti consiglio di domandare di più: quello che hai espresso è un desiderio troppo umile» gli rispose Artù. «Il mio cuore prova grande inclinazione per te perché ritengo che tu discenda da una nobile schiatta: l'opinione che mi sono fatto risulterebbe fallace se non dovessi dimostrarti di altissimo lignaggio.»<br>«Sire, sia come deve essere, ho chiesto esattamente quello che volevo» replicò il giovane.<br>«Non credo che tu non lo conosca!» esclamò il re, che poi affidò il giovane a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]], ordinando che gli desse i migliori cibi e le migliori bevande e un corredo degno del figlio di un barone.<br>«Non ci sarà bisogno di spendere tanto per lui» osservò però ser Kay. «Secondo me è nato villano e non diventerà mai un gentiluomo, altrimenti vi avrebbe chiesto un cavallo e un'armatura. I suoi desideri rispecchiano invece la sua condizione. Comunque, dato che non ha nome, lo chiamerò [[Sir Gareth|Bellamano]] e lo porterò in cucina dove potrà mangiare tutti i giorni tanto di quel brodo che tra un anno sembrerà un porcello all'ingrasso.» (pp. 187-188) *Appena i due uomini che avevano accompagnato il giovane furono ripartiti lasciandolo nelle mani di ser Kay, questi cominciò a schernirlo e a farsi beffe di lui. Ma [[Gawain|ser Galvano]] se ne adirò e [[Lancillotto|ser Lancillotto]] ordinò al siniscalco di smetterla, aggiungendo che era pronto a scommettere che si sarebbe dimostrato un cavaliere di grande valore.<br>«Non avete ragioni per ritenerlo» replicò il siniscalco. «Le sue rischieste mostrano la sua vera natura; non vuole che da bere e da mangiare e in fede mia deve essere cresciuto in un'abbazia dove, comunque andassero le cose, gli facevano sempre mancare il vitto! Per questo è venuto a cercarlo qui.» (p. 189) *Così Bellamano fu mandato in cucina, e la notte dormiva con gli altri garzoni, sopportando tutto pazientemente per dodici mesi. Ma nel frattempo era riuscito a incontrare il favore generale, degli uomini come dei ragazzi, per la sua umiltà e la sua dolcezza. E ogni volta che vedeva dei cavalieri intenti alle giostre, se poteva si fermava ad osservarli e cercava in tutti i modi di trovarsi ovunque si svolgesse qualche prova di prodezza, così che accadeva che chiunque si esercitasse nel lancio di sbarre o di pietre si trovava sempre superato da lui di almeno due iarde. (p. 189) *«In nome di Dio, ti assicuro che ho dovuto impegnarmi al massimo per non essere disonorato; perciò non dovrai temere nessun altro» disse Lancillotto a Bellamano.<br>«Credete che un giorno sarò in grado di tenere testa a qualunque provetto cavaliere?» gli chiese allora il giovane.<br>«Certamente, combatti come hai fatto oggi e io te ne sarò garante.»<br>«Adesso, quindi, vi prego di armarmi.»<br>«Però dovrai dirmi il tuo nome e il tuo lignaggio.»<br>«Ve lo dirò, signore, purché non lo riveliate ad alcuno.»<br>«Te ne do la mia parola, finché non sarà universalmente noto.»<br>«Mi chiamo Gareth e sono fratello germano di ser Galvano» gli disse infine Bellamano.<br>«Ah, signore, ne sono molto lieto! Ho pensato fin dal primo momento che doveste essere di sangue nobile e che non foste venuto a corte solo per mangiare e bere!» esclamò ser Lancillotto; dopo di che lo armò cavaliere. (pp. 192-193) *[...] non lasciatemi morire quando una parola [[Cortesia|cortese]] potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un [[cavaliere]] deve tollerare qualunque cosa da parte di una [[damigella]] [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Lancillotto era il cavaliere che il giovane amava di più; perciò rimase quasi sempre con lui anche perché, dopo che si fu assicurato della buona salute di ser Galvano, non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. (p. 236) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui [[Re Artù|Artù]] era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) [[File:Arthur Hughes cartoon the Birth of Sir Tristram.jpg|thumb|La nascita di [[Tristano]]]] *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Ora accadde che re Agwisance d'Irlanda mandasse a chiedere a [[Marco di Cornovaglia|re Marco di Cornovaglia]] il tributo che questi gli aveva corrisposto per molti inverni e che da sette anni aveva smesso di pagare. Il re e i suoi baroni ordinarono ai messaggeri di tornare dal loro signore con questa risposta:<br>«Noi non gli pagheremo alcun tributo e se vorrà esigerlo mandi in Cornovaglia un cavaliere fidato che combatta per il suo diritto, perché noi ne troveremo un altro che difenda il nostro.»<br>I messageri tornarono dunque con quella risposta che accese d'ira re Agwisance. Convocato [[Morholt|ser Moroldo]], un nobile e provato cavaliere, compagno della Tavola Rotonda e fratello della regina d'Irlanda, il sovrano gli disse:<br>«Bel fratello, ti prego di andare per amor mio in Cornovaglia a combattervi per il tributo che ci spetta. Sarai ben risarcito per tutto quello che spenderai e avrai più di quanto ti occorra.»<br>«Sire» rispose ser Moroldo «per il diritto vostro e della vostra terra non esiterò a dare battaglia al miglior cavaliere della Tavola Rotonda, conosco la maggior parte di loro e le imprese che hanno compiuto, e affronterò volentieri questo viaggio che accrescerà la fama delle mie gesta.» (p. 245) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Appena ser Moroldo ebbe scorto Tristano, gli disse:<br>«Giovane cavaliere, ser Tristano, che fate qui? Sono molto dispiaciuto che abbiate avuto tanto coraggio, perché dovete sapere che mi sono battuto con molti nobili cavalieri, i migliori di questo paese e del mondo intero, e li ho vinti tutti. Seguite dunque il mio consiglio e ripartite.»<br>«Ser Moroldo, cavaliere leale e ben provato» gli rispose ser Tristano «non posso rinunciare alla nostra contesa perché proprio oggi ho ricevuto l'ordine della cavalleria e mi sono impegnato ad acquistarmi onore combattendo contro di voi che avete fama di essere tra i cavalieri più stimati del mondo. Al contrario io non mi sono ancora cimentato con un buon cavaliere, ma confido in Dio che potrò comportarmi onorevolmente liberando per sempre la Cornovaglia da ogni genere di tributo da parte del vostro paese.»<br>Quando ser Moroldo ebbe inteso il suo intento, aggiunse:<br>«Bel cavaliere, poiché siete deciso ad acquistare merito a mio danno, voglio che sappiate che non sarete disonorato se riuscirete a resistere a tre dei miei colpi, perché è proprio per le mie nobili imprese, provate e vedute, che re Artù mi fece cavaliere della Tavola Rotonda.» (p. 249) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Con grande benevolenza, il re affidò Tamtrist alla custodia e alle cure della figlia [[Isotta|Isotta la Bella]], che era molto esperta di medicina. La fanciulla infatti scoprì che alla base della ferita vi era del veleno, e la guarì in poco tempo. Così il giovane forestiero nutrì per lei un grande amore, tanto più che non v'era al mondo pulzella o dama più bella, e in cambio delle sue cure le insegnò a suonare l'arpa. E anche Isotta cominciò a sentire una grande inclinazione verso di lui.<br>[[Palamede (ciclo arturiano)|Ser Palamede il Saraceno]], beneaccetto al re e alla regina, si trovava a quel tempo nel paese, e ogni giorno si presentava con molti doni a Isotta la Bella, che amava appassionatamente. Di ciò si avvide Tamtrist, cui era nota la fama di nobiltà e di ardimento del cavaliere, e siccome Isotta la Bella gli aveva anche detto che il Saraceno aveva intenzione di farsi battezzare per amor suo, tra i due cavalieri c'era grande gelosia e Tamtrist ne era molto contrariato. (p. 252) [[File:Waterhousem Tristan and Isolde.jpg|thumb|Tristano e Isotta bevono il filtro d'amore]] *Un giorno Isotta la Bella e la regina sua madre prepararono un bagno per Tamtrist. Mentre egli era immerso nell'acqua accudito da Governale e da ser Hebes e le due donne si affaccendavano da una parte all'altra della camera, il caso volle che la regina vedesse la spada del giovane posata sul letto e che malauguratamente la traesse dal fodero. Dopo averla ammirata a lungo, ché era invero un'arma molto bella, le due dame notarono che il filo della lama era rotto a un piede e mezzo dalla punta e che ne mancava un buon pezzo. Quella falla ricordò subito alla regina il frammento di spada trovato nel cranio di ser Moroldo.<br>«Ahimè, figlia mia» esclamò «costui è il cavaliere traditore che uccise mio fratello, tuo zio!»<br>Isotta ne fu amaramente turbata, ché amava profondamente Tamtrist e conosceva appieno la crudeltà della madre.<br>Intanto la regina si era prontamente recata nella propria camera e da un suo cofano aveva preso il framment di spada estratto dalla testa di ser Moroldo dopo la sua morte; quindi si era affrettata a tornare al letto su cui era posata l'arma di Tamtrist e vi aveva inserito il pezzo d'acciaio: esso combaciò con la tacca della lama quasi non se ne fosse mai distaccato.<br>Subito la dama impugnò fieramente la spada e con tutta la sua forza corse addosso a Tamtrist che era ancora nel bagno, sì che lo avrebbe tagliato in due se ser Hebes non l'avesse afferrata per le braccia strappandole l'arma di mano. Non avendo così potuto portare a termine il suo malvagio intento, la regina corse dal marito, re Agwisance, e, gettatasi in ginocchio, gli disse:<br>«Ahimè, mio signore, ospitate in casa vostra il traditore che uccise mio fratello ser Moroldo, nobile combattente e vostro servitore.»<br>«Chi è e dove si trova?» chiese il re.<br>«È Tamtrist, colui che mia figlia ha guarito.» (p. 255) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *Col passare del tempo [...] sorsero dissidi e gelosie tra il re e il nipote a causa di una dama, moglie del nobile conte ser Segwaride, di cui entrambi erano innamorati. La dama amava molto ser Tristano che la ricambiava, poiché era invero bella, e il cavaliere lo aveva ben notato, e re Marco, accesosi anch'egli d'amore per lei, lo aveva saputo e ne era geloso. (p. 258) *[...] benché tra loro vi fossero belle parole, finché visse re Marco non amò più il nipote {{NDR|[[Tristano]]}}, poiché ogni affetto si era spento per sempre. (p. 260) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *[[Lancillotto|Ser Lancillotto]] non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *[...] re Marco non smise mai di pensare in cuore suo al modo di far perire Tristano. Infine escogitò di mandarlo come suo messaggero in Irlanda a chiedere in moglie Isotta la Bella, di cui il nipote aveva tanto lodato l'avvenenza e la bontà. Ma tutto ciò era fatto con l'intento di farlo morire. (p. 265) *Ser Tristano prese dunque il mare e, mentre si trovava nella cabina insieme ad Isotta, accadde che avessero sete e che lì accanto vi fosse una piccola fiasca d'oro contenente, a giudicare dal colore e dal sapore, un vino prelibato. Subito il giovane la prese dicendo:<br>«Madama Isotta, ecco la migliore bevanda che abbiate mai gustata e che la vostra ancella dama Brangania e il mio servitore Governale tenevano per sé.»<br>Risero entrambi di cuore e bevettero liberamente, brindando l'uno all'altra, sì che mai vino sembrò loro più dolce e prelibato. Ma appena l'ebbero inghiottito, essi si amarano sì intensamente che quel loro sentimento non li abbandonò mai più, nella buona e nella cattiva sorte. Era infatti quello il principio di un amore che li avrebbe accompagnati per tutti i giorni della vita. (p. 271) *Non è da buon [[cavaliere]] cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *Ser Lamorak si allontanò in compagnia di ser Driant, ed essendosi imbattuto in un cavaliere che per ordine di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]] recava a [[re Artù]] un bel corno rifinito in oro, lo costrinse con la forza a rivelargli il motivo della sua missione. Seppe che il corno aveva una virtù – nessuna dama o gentildonna che non fosse fedele al proprio signore vi poteva bere senza versarne il contenuto – e che Morgana la Fata lo inviava in dono al fratello Artù a causa della [[Ginevra (ciclo arturiano)|regina Ginevra]] e per dispetto a ser Lancillotto.<br>«Se non vuoi morire» disse allora ser Lamorak «porterai il corno a re Marco, e gli dirai che glielo mando perché metta alla prova la fedeltà della sua sposa.»<br>Il cavaliere si recò così da re Marco e gli disse che gli inviava quel corno prezioso e qual era la sua qualità. Il re costrinse quindi la regina Isotta a bere, e dopo di lei cento altre dame, ma solo quattro tra esse riuscirono a non versare la bevanda.<br>«Ahimè, è una grave infamia» esclamò il sovrano, giurando poi solennemente che avrebbe condannato al rogo la regina e le altre.<br>Ma i baroni si radunarono e dichiararono apertamente di non essere disposti a tollerare che le dame venissero arse per via di un oggetto fatto con arti magiche dalla strega più fals e incantatrice che vi fosse al mondo e nemica dei veri amanti, e affermarono che quel corno non operava mai niente di buono e causava solo odio e dissidi. Molti cavalieri fecero pertanto voto di usare ben poca cortesia a Morgana la Fata, se ma l'avessero incontrata. (pp. 284-285) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *«[...] In cambio della mia cortesia voi esponeste al biasimo molte dame, inviando a re Marco il corno di Morgana la Fata, per risentimento verso di me.»<br>«Lo rifarei se fosse il caso» affermò ser Lamorak. «Preferivo che la disputa si svolgesse alla corte di re Marco piuttosto che a quella di re Artù, perché non sono di pari onore.»<br>«Questo lo so, ma voi agiste solo per far dispetto a me» replicò Tristano. «Eppure, nonostante il vostro malanimo, ringrazio Dio che non avete fatto grande danno. Lasciate dunque ogni vostro rancore e io farò altrettanto: uniamo invece le nostre forze e acquistiamoci merito uccidendo il gigantesco signore dell'isola, ser Nabon il Nero.»<br>«Signore, ora comprendo la vostra cavalleria!» esclamò ser Lamorak. «Non può essere menzognero ciò che tutti dicono di voi: per nobiltà, generosità e virtù non avete pari e mi pento di avervi mostrato villania.» (p. 292) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Un giorno giunse alla corte di [[Re Artù|Artù]] un giovane di robusta costituzione, abbigliato sfarzosamente con una cotta di un ricco tessuto d'oro che tuttavia gli pendeva malamente addosso, a richiedere al re che lo armasse cavaliere.<br>«Come vi chiamate?» gli domandò il sovrano.<br>«[[Sir Breunor|Brunoro il Nero]], sire, e non tarderete a sapere che sono di nobile schiatta.»<br>«Sarà anche così» commentò [[Sir Kay|ser Kay]] «ma a vostro scherno sarete chiamato La Cotta Maltagliata per la pessima foggia del vostro abito.» (p. 299) *Sire [...] chiedo a voi e a tutta la corte che mi chiamate La Cotta Maltagliata: così mi ha soprannominato ser Kay e non voglio altro nome. ([[Sir Breunor]], p. 300) *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Mordred]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talaltra colui che è meno meritevole mette in svantaggio chi è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese [[Lamorak|ser Lamorak]].<br>«[[Lancillotto|Ser Lancillotto del Lago]]: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro [[Morholt|ser Moroldo]] e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la [[Isotta|regina Isotta]] sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun [[cavaliere]] è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Pecora e lupo|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un [[cavaliere]] così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, [[Isotta|Bella Isotta]] regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *Il racconto torna ora a [[Lamorak|ser Lamorak]] che era lodato e onorato da ogni buon cavaliere all'infuori di [[Gawain|ser Galvano]] e dei suoi fratelli che desideravano solo il suo male e che, meditando di cogliere l'occasione per ucciderlo, fecero venire la madre in un castello vicino a Camelot. La regina di Orkney era infatti giunta da poco allorché ser Lamorak le inviò un messaggero e fissò con lei un convegno di cui venne subito a conoscenza [[Gaheris|ser Gaheris]], che si pose in agguato.<br>A notte, ser Lamorak arrivò tutto armato, legò il cavallo vicino a una postierla segreta ed entrò in una stanza dove si tolse l'armatura; quindi raggiunse il letto della regina dove, amandosi di tutto cuore, essi trassero grande gioia l'uno dall'altra.<br>Quando ser Gaheris giudicò che fosse giunto il momento si accostò al letto e, afferrata bruscamente la madre per i capelli, le mozzò la testa. Ser Lamorak sentì così sprizzare su di sé il sangue caldo di colei che amava e balzò dal letto gridando come uomo aflitto e sgomento:<br>«Ah, ser Gaheris, cavaliere della Tavola Rotonda, avete commesso un'azione malvagia e vile! Perché uccideste la madre che vi generò? Avreste avuto maggior ragione di colpire me!»<br>«Dici il vero, e benché l'uomo sia nato per offrire il proprio servigio alla donna, sei tu che hai commesso l'offesa» replicò ser Gaheris. «Tuo padre uccise il nostro, eppure tu hai giaciuto con nostra madre disonorando me e i miei fratelli: è una vergogna troppo grande perché sia tollerata! Quanto poi a tuo padre re Pellinor, sappi che fu ucciso da me e da mio fratello Galvano.»<br>«Avete commesso un torto ancora più grande e fareste bene a ricordare ce la morte di mio padre non è ancora stata vendicata!»<br>«Non minacciarmi, Lamorak, altrimenti ti ucciderò. È solo perché ora sei disarmato che il mio onore di cavaliere mi vieta di metterti a morte, ma sappi che in qualunque altra occasione ti rincontrerò, non risparmierò la tua vita» ribatté ser Gaheris. «Ormai mia madre è affrancata da te: vai dunque a prendere il cavallo e vattene.» (pp. 385-386) [[File:Boys King Arthur - N. C. Wyeth - p162.jpg|thumb|La morte di Lamorak]] *Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli [[Agravaine|Agravano]], Gaheris e [[Mordred]] andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.<br>Così morì il nobilissimo ser Lamorak, cavaliere della Tavola Rotonda; ma sappiate che [[Sir Gareth|ser Gareth]], il quinto fratello di ser Galvano, non ebbe alcuna parte nel vile assassinio. (p. 387) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un [[Innamoramento|innamorato]].»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date [[potere]] al [[villano]] e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il [[Plebe|plebeo]] non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== *Mentre in un giorno di Pentecoste, i cavalieri sedevano alla [[Tavola Rotonda]], si presentò ad [[Re Artù|Artù]] un eremita che vide il [[Seggio Periglioso]] e chiese al re e ai baroni perché non fosse occupato.<br>«Su quel seggio non siederà che colui che è destinato, ogni altro vi troverà la morte» gli fu risposto.<br>«Sapete chi è?» domandò allora l'eremita.<br>«Non lo sappiamo ancora.»<br>«Lo so io» dichiarò allora il sant'uomo. «Vi prenderà posto un cavaliere che non è stato ancora concepito, ma che nascerà quest'anno e sarà colui che conquisterà il Sangrail.» (p. 456) *[...] entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» (p. 458) *A tempo debito, [[Elaine di Corbenic|Elaine]] partorì un bel bambino che fu allevato con cura e affetto e battezzato [[Galahad]], perché quello era il nome che ser Lancillotto aveva ricevuto al fonte battesimale e che poi la Dama del Lago aveva mutato in Lancillotto. (p. 460) *Sappiate, ser Bors, che questo fanciullo è Galahad; siederà sul Seggio Periglioso e otterrà il Sangrail, e si dimostrerà migliore di suo padre ser Lancillotto. ([[Elaine di Corbenic]], p. 462) *[...] solo gli uomini valorosi e retti che amano e temono Dio possono conquistare onore; altrimenti, per quanto arditi, non vi riescono. ([[Re Pescatore|Re Pelles]], p. 462) *Ser Bors si era appena sdraiato di nuovo per riposare, quando sentì un grande frastuono provenire dalla camera vicina e si vide piovere dentro, non sapeva se dalle porte o dalle finestre, nugoli di frecce e di quadrelli tanto fitti da lasciarlo stupito; molti lo colpirono e lo ferirono nei punti in cui il suo corpo non era protetto.<br>Ed ecco sopraggiungere un orribile leone: ser Bors gli si fece incontro; la fiera gli portò via lo scudo, ma egli riuscì a mozzarle la testa. Non passò molto che nella corte vide un orrendo drago sulla cui fronte sembrava fossero scritte lettere d'oro che ser Bors pensò avessero il significato di "re Artù". Giunse poi un leopardo brutto e vecchio che si batté a lungo e accanitamente con il drago; ma a un certo punto questi sputò fuori dalla bocca qualcosa come un centinaio di piccoli draghi che uccisero e fecero a pezzi il leopardo.<br>Apparve poi nella sala e si mise a sedere su un bel seggio un vecchio che sembrava avere intorno al collo due vipere. Teneva in mano un'arpa e prese a cantare un'antica canzone che narrava come Giuseppe di Aramitea fosse giunto in quel paese. Quando ebbe finito, consigliò a ser Bors di andare via.<br>«Qui non incontrerete altre avventure» gli disse. «Vi siete portato con grande onore, e più ne acquisterete in futuro.»<br>Parve allora a ser Bors che giungesse una colomba candida recante nel becco un incensiere d'oro, e che la tempesta imperversata fino ad allora cessasse e si allontanasse di colpo, mentre la sala si empiva di straordinari profumi. Poi vide quattro fanciulli che portavano quattro bei ceri e in mezzo ad essi un vecchio con un cero in una mano e una lancia nell'altra. Si trattava dell'arma che aveva nome Lancia della Vendetta. (pp. 463-464) *Dite [...] a [[Sir Kay|ser Kay il Siniscalco]] e a [[Mordred|ser Mordred]] che confido in Dio che sarò valoroso quanto loro, e non dimenticherò mai i motteggi e le derisioni che mi indirizzarono il giorno in cui fui investito cavaliere: non comparirò a corte finché tutti non parleranno di me con maggiore rispetto di quanto sia mai stato dimostrato loro. ([[Parsifal]], p. 472) *{{NDR|Su [[Parsifal]]}} [...] era infatti uno dei migliori cavalieri del mondo, e in lui la vera fede era ben salda. (pp. 473-474) *Ed ecco avvicinarsi il sacro vaso del Sangrail accompagnato da soavità e profumi di ogni sorta. I due cavalieri non poterono distinguere con chiarezza chi lo portava; solo ser Percival intravvide appena sia il vaso sia la vergine purissima che lo recava tra le mani. Immediatamente si trovarono entrambi perfettamente risanati nelle membra e nel corpo, e resero grazie a Dio in grande umiltà.<br>«Gesù» disse ser Percival «cosa significa che siamo guariti, mentre unmomento fa eravamo in punto di morte?»<br>«Lo so io» rispose ser Ector. «È stato il sacro vaso portato da una vergine e contenente il santo sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Solo un uomo di assoluta perfezione può vederlo.» (p. 474) ====Libro XII==== *Se la mia morte potesse giovarvi e la mia vita non vi fosse di alcuna utilità, ebbene, sarei pronta a morire per voi! ([[Elaine di Corbenic]], p. 481) *«Ah, [[Tristano|ser Tristano]]» esclamò allora [[Palamede (ciclo arturiano)|ser Palamede]] «sapete bene che non posso battermi senza perdere l'onore. Voi siete allo scoperto e io sono armato: se vi uccidessi l'onta ricadrebbe su di me. Del resto, conosco la vostra forza e la vostra resistenza.»<br>«È vero, e adesso capisco quanto siete prode.»<br>«Vi prego, rispondete a una domanda.»<br>«Volentieri. Con l'aiuto di Dio vi dirò la verità.»<br>«Fate il caso che voi foste armato di tutto punto e io non lo fossi: cosa vi suggerirebbe di farmi l'onore cavalleresco?»<br>«Ora capisco!» esclamò ser Tristano. «Poiché devo dare il mio parere, Dio mi benedica, quel che dirò non sarà dettato dalla paura. Vi risponderò quindi che in tal caso non vorrei battermi e vi lascerei andare.»<br>«E anch'io non voglio. Perciò, prendete la vostra strada!»<br>«Posso sempre scegliere se restare o andar via, invece. Ma c'è una cosa che mi stupisce: perché un cavaliere valoroso come voi non vuole essere battezzato, mentre vostro fratello ser Safer si è fatto cristiano già da tempo?»<br>«Sebbene in cuor mio creda già in Gesù Cristo e nella sua dolce madre Maria, secondo un voto che ho fatto anni fa devo ancora affrontare uno scontro; poi mi farò battezzare, e con grande gioia.»<br>«In fede mia, allora non dovrete cercare a lungo quest'ultima battaglia! Dio non voglia che per colpa mia restiate ancora saraceno!» (p. 488) *«E adesso?» gli chiese Tristano. «Ti ho alla mia mercé come poc'anzi mi avevate voi. Ma i cavalieri di corte non dovranno mai dire che ser Tristano ha ucciso un guerriero disarmato. Quindi, riprendete la vostra arma e portiamo a termine lo scontro.»<br>«Desidererei davvero di finirlo» rispose l'altro «ma non ho molta voglia di battermi ancora, anche perché l'offesa che vi ho arrecata non è tanto grave che non possiamo diventare amici. Osai dire che [[Isotta|Isotta la Bella]] non ha pari tra le dame; non l'ho mai disonorata e, anzi, è grazie a lei che ho ottenuto gran parte dell'onore che mi sono conquistato. Le mie offese non furono mai rivolte alla regina, ma a voi, e oggi mi avete ripagato con un gran numero di colpi. Ad alcuni ho potuto rispondere, ma adesso devo ammettere che non ho mai incontrato un uomo forte e resistente quanto voi, salvo ser Lancillotto del Lago. Perciò, mio signore, vi chiedo di perdonarmi ogni cosa e di condurmi oggi stesso alla chiesa più vicina dove prima vorrei confessarmi e poi essere battezzato. In seguito andremo insieme alla corte di Artù per partecipare alla grande festa.»<br>«Allora prendete il cavallo: faremo come avete detto, e che Dio vi perdoni per tutti i vostri peccati come ho già fatto io! A un miglio da qui il vescovo suffraganeo di Carlisle potrà impartirvi il sacramento del battesimo.»<br>Montarono a cavallo insieme a ser Galleron e, giunti alla presenza del vescovo, gli esposero quanto volevano. Il sant'uomo fece riempire un grande bacile d'acqua, la consacrò, poi confessò e assolse ser Palamede. Ser Tristano e ser Galleron furono i suoi padrini.<br>Poco dopo, ripartirono per Camelot dove trovarono il re, la regina e quasi tutti i cavalieri della Tavola Rotonda, che furono molto lieti di sapere che ser Palamede si era fatto cristiano. (pp. 490-491) ====Libro XIII==== *«Ora sono certo che voi della [[Tavola Rotonda]] partirete alla ricerca del [[Graal|Sangrail]] e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» (p. 501) *Rientrati tutti tra le mura di Camelot, il re e i baroni si recarono ad ascoltare i vespri nella cattedrale e poi a cena, dove ciascuno dei cavalieri prese posto, come prima, sul proprio seggio. Ma ecco che, tra improvvisi scoppi e rombi di tuono che fecero temere che il palazzo stesse crollando, nella sala penetrò un raggio di sole sette volte più vivido di quanto si fosse mai visto e tutti furono investiti dalla grazia dello Spirito Santo. Guardandosi intorno, i cavalieri osservarono che gli altri sembravano circonfusi di bellezza, ma non poterono pronunciare una sola parola. Poi, apparve il Santo Graal velato di sciamito bianco, così che nessuno poté vederlo o capire chi lo recasse, e la sala si riempì di profumi mentre davanti ai commensali comparivano i cibi e le bevande che prediligevano. Dopo aver attraversato l'intero ambiente, il sacro vaso scomparve d'un tratto, e solo allora i presenti ritrovarono la voce e il re rese grazie a Dio per la benevolenza che aveva mostrato loro. (p. 502) *Non torneranno più tutti {{NDR|i [[cavalieri della Tavola Rotonda]]}} insieme perché molti moriranno nel corso della ricerca. Io li amo quanto la mia stessa vita, e lo scioglimento di questa compagnia mi provoca un tremendo dolore, poiché la loro presenza alla mia corte era ormai un costume consolidato. ([[Re Artù]], p. 503) *Il mio peccato e la mia malvagità mi hanno sprofondato nel disonore [...]. Finché ho perseguito avventure mondane per soddisfare desideri terreni, le ho sempre compiute in modo impareggiabile e senza mai subire sconfitte nelle giuste come nelle inique contese. Ma ora che ho intrapreso avventure celesti, capisco che il mio antico peccato mi ostacola e mi svergogna al punto che quando mi è apparso il sacro sangue non ho avuto la forza di muovermi e di parlare. ([[Lancillotto]], p. 518) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. ([[Lancillotto]], p. 519) ====Libro XIV==== *«[[Mago Merlino|Merlino]] istituì la [[Tavola Rotonda]] a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. Hai potuto vedere anche tu come, pur di appartenervi, i cavalieri siano disposti a perdere padre, madre, famiglie, mogli e figli, come facesti tu stesso che, per unirti a loro, abbandonasti tua madre senza volerla più vedere.<br>«Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail. Gli fu chiesto chi l'avrebbe conquistata, ed egli rispose che sarebbero stati tre tori bianchi, due vergini e uno casto, e che uno di essi sarebbe stato più forte e più valoroso di suo padre quanto il leone lo è del leopardo. Allora gli fu detto: "Bisognerà che con le tue arti tu dia luogo a un seggio su cio potrà prendere posto solo il cavaliere che eccellerà su ogni altro".<br>«E Merlino istituì il Seggio Periglioso, quello su cui Galahad sedette al banchetto di Pentecoste.» (p. 522) *La storia dice che [[Parsifal|ser Percival]] era uno degli uomini più religiosi che vi fossero al mondo in quei tempi in cui ben pochi credevano in Dio senza riserve, e i figli non rispettavano i padri e li trattavano come estranei. Egli quindi cercò conforto in Nostro Signore Gesù pregandolo affinché le tentazioni non lo allontanassero dal servizio di Dio ed egli potesse continuare ad essere Suo leale campione. (p. 527) *[...] sono al servizio dell'Uomo migliore del mondo che non permetterà che io muoia, perché chi bussa alla Sua porta potrà entrare, chi chiede potrà ricevere, ed Egli non si nasconde a colui che lo cerca [...]. ([[Parsifal]], p. 529) *Punirò la mia carne, che vuole avere impero su di me! ([[Parsifal]], p. 532) *Quanto sono stato vicino a perdere me stesso [...] e la purezza che non avrei mai più potuto riavere! ([[Parsifal]], p. 532) ====Libro XV==== *«Non sei forse ser Lancillotto del Lago?» gli chiese il religioso dopo che il cavaliere gli ebbe comunicato che si sarebbe fermato con lui per la notte.<br>«Si, sono io.»<br>«Cosa fai in questa contrada?»<br>«Vado in cerca delle avventure del [[Graal|Sangrail]], signore.»<br>«Fa pure» gli disse allora il buon uomo «ma anche se il santo vaso si trovasse qui, il peccato ti impedirebbe di vederlo proprio come non è dato a un cieco di scorgere una spada sfolgorante.» (pp. 534-535) *Quaranta anni dopo la passione di Gesù Cristo, [[Giuseppe d'Arimatea|Giuseppe di Arimatea]] preconizzò che re Evelake avrebbe sconfitto in battaglia i propri nemici. Dei sette re e dei due cavalieri che hai visto, il primo si chiama Nappus, e fu un sant'uomo; il secondo ebbe il nome di Nacien in onore di un suo avo che aveva ospitato Nostro Signore Gesù Cristo. Il terzo fu chiamato Helias il Grosso; il quarto Lisais; il quinto, Jonas, lasciò il proprio paese per rcarsi nel Galles dove sposò la figlia di Manuel ed ottenne la Gallia, che elesse come sua dimora e generò Lancillotto, tuo nonno, che sposò la figlia del re d'Irlanda e fu un uomo insigne quanto te. Suo figlio fu re Ban, tuo padre, l'ultimo dei sette re. Uno dei due cavalieri, invece, rappresenta te, Lancillotto, cui gli angeli dissero che non appartenevi alla compagnia dei sette re, mentre il secondo cavaliere sta a indicare il leone, che è superiore a tutti i re della terra, cioè ser Galahad, da te concepito nella figlia di re Pelles. E tu, che dovresti essere grato a Dio di ogni altro, perché, come peccatore, sei il cavaliere senza pari, non Lo hai ringraziato per tutte le straordinarie virtù che Egli ti ha prestate! (p. 537) *Ah, Lancillotto [...] finché facevi parte della cavalleria terrena, eri l'uomo più straordinario e avventuroso del mondo; ma non devi stupirti se ora che ti trovi tra cavalieri impegnati in imprese celesti la fortuna ti è avversa. (p. 539) ====Libro XVI==== *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. ([[Gawain]], p. 541) *La [[Tavola Rotonda]] fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. (p. 545) *{{NDR|Rivolto a [[Gawain]]}} Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il Sangrail non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. Lancillotto, benché abbia commesso gravi colpe, al momento stesso in cui ha intrapreso la ricerca si è impegnato a non peccare più, e infatti non ha mai ucciso né ucciderà un solo uomo fino al suo ritorno a Camelot. Se non fosse per la sua fragilità che probabilmente lo farà ricadere nella colpa con il pensiero, egli sarebbe il primo a compiere l'impresa dopo Galahad. Ma poiché Dio conosce i suoi pensieri e la sua debolezza, gli concederà di morire in santità. (Eremita, pp. 546-547) ====Libro XVII==== [[File:Galaad devant le graal n°3.gif|thumb|Galahad, Bors e Parsifal dinanzi al Graal]] *{{NDR|Su [[Davide]]}} Egli era un dotto che conosceva le virtù delle pietre e delle piante, il corso delle stelle e molte altre cose ancora; ma poiché aveva una moglie malvagia, si era convinto che non esistessero donne buone, tanto che ne parlò con disprezzo anche nei libri che compose. (p. 573) *Non spetta a noi punire chi ha operato contro Dio, ma solo alla Sua potenza. ([[Galahad]], p. 576) *Siete uno sciocco se non sapete che le [[Verginità|vergini]] sono franche ovunque si trovino. ([[Parsifal]], p. 579) *Nessuna lingua potrebbe descrivere e nessun cuore immaginare le meraviglie cui ho assistito. Se non mi fossi macchiato di un antico peccato, avrei potuto vedere molto di più. ([[Lancillotto]], p. 588) *Galahad, servo di Gesù Cristo che attendo da tempo, abbracciami e lascia che riposi sul tuo petto e tra le tue braccia, casto e vergine sopra ogni altro cavaliere, giglio simbolo di purezza, rosa del colore del fuoco, fiore di ogni virtù. Sei tanto intriso della fiamma dello Spirito Santo che la mia carne, consunta dalla vecchiaia, ritrova la giovinezza! (Re Mordrains, p. 591) *[...] rimessosi in viaggio, {{NDR|Galahad}} penetrò in una foresta irta di pericoli dove la storia dice che si imbatté in una sorgente in cui l'acqua ribolliva formando grandi onde. Il cavaliere vi posò una mano, e subito l'acqua si placò e il calore ne disparve, poiché quell'ardore era segno di lussuria, molto diffusa a quei tempi, e non poté durare al contatto con la purezza della sua verginità. Quanto era accaduto fu considerato un miracolo in tutto il paese, e da allora la fonte fu chiamata la Sorgente di Galahad. (p. 591) *«Figliolo» disse poi l'Uomo a Galahad «sai cos'è ciò che stringo tra le mani?»<br>«No, se non me lo dite voi.»<br>«È la sacra scodella in cui mangiai l'agnello pasquale. Ora hai veduto quello che più desideravi, ma con minore chiarezza di come lo potrai ammirare nel Palazzo Spirituale della città di Sarras. Adesso partirai e con te partirà anche il Sangrail, che questa notte stessa dovrà lasciare il regno di Logris dove nessuno lo vedrà mai più perché le genti di questa terra si sono volte al peccato e non lo servono né lo venerano come dovrebbero; io perciò le spoglio dell'onore che avevo loro concesso. Domattina voi tre prenderete la Spada dalla Strana Cintura e scenderete alla riva del mare dove troverete pronta una nave. Ma prima ridonerete la salute al Re Magagnato ungendogli il corpo e le gambe con il sangue che è colato dalla lancia.»<br>«Signore, perché gli altri non possono venire con noi?» chiese Galahad.<br>«Come inviai i miei apostoli in diverse direzioni, così voglio ora che vi separiate. Quanto a voi tre compagni, due moriranno al mio servizio e solo uno tornerà a darne notizia» fu la risposta.<br>Poi l'Uomo li benedì e scomparve. (pp. 594-595) *«Salutate per me ser Lancillotto mio padre e signore, e ricordategli che questo è un mondo incostante.»<br>Infine si inginocchiò a pregare davanti alla tavola e la sua anima lo lasciò, trasportata nel cielo di Gesù Cristo da una moltitudine di angeli. I compagni, che assistettero al prodigio, videro anche una mano scendere sul vaso e sulla lancia, prenderli e portarli nei cieli.<br>Da allora non vi è più stato un uomo che abbia avuto l'ardire di sostenere di aver visto il Sangrail. (p. 598) ====Libro XVIII==== *[...] Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.<br>Ma intanto Lancillotto, continuamente assediato da dame e da damigelle che gli chiedevano di essere loro campione in questioni di diritto, per evitare ulteriori maldicenze e dicerie, decise di impegnarsi con zelo a seguire i dettami di Nostro Signore Gesù Cristo e di sottrarsi per quanto gli era possibile alla familiarità e alla compagnia di Ginevra. (p. 603) *[...] ser Mordred, ser Agravano e molti altri della corte non ci perdono d'occhio e parlano del nostro amore. Li temo più per voi che per me perché, se del caso, io potrei fuggire o sbarazzarmene, mentre voi non potreste che rimanere qui a subire le maldicenze; e se doveste trovarvi in pericolo per aver commesso volontariamente qualche leggerezza, non potreste avere altro aiuto che il mio e quello dei miei parenti. Signora, la nostra imprudenza ci condurrà allo scandalo e alla vergogna, e io non voglio assolutamente che voi siate disonorata. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a dedicarmi il più possibile al servizio delle dame, facendo in modo che tutti pensino che ne traggo gioia, delizia e piacere. ([[Lancillotto]], p. 604) *Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], pp. 604-605) *Spesso le donne sono impulsive e compiono azioni di cui poi si pentono amaramente. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 605) *Se accetterò di essere il campione della regina mi alienerò molti cavalieri della Tavola Rotonda. Tuttavia, per amore di Lancillotto e vostro, sarò suo difensore a meno che il caso non porti qui un campione meglio di me. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 609) *Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. Sappiate che non lo permetterò, e che sosterrò la sua innocenza nella morte di ser Patrise; del resto, ella non aveva alcun motivo per odiare lui o alcuno dei cavalieri intervenuti al banchetto. Direi anzi che ci abbia invitati per affetto, certo non per un subdolo stratagemma, e sono convinto che comunque andrà, un giorno sarà possibile provare che tra di noi vi è un traditore. ([[Bors (ciclo arturiano)|Bors]], p. 610) *Come dice un antico proverbio, è aspra la battaglia nella quale si scontrano parenti e amici, perché allora non c'è posto per la misericordia, ma solo per la più mortale delle contese. ([[Lancillotto]], p. 629) *[...] non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione [...]. ([[Lancillotto]], p. 636) *L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi. ([[Re Artù]], p. 636) *All'uomo d'onore non può non ripugnare assistere alla sconfitta di un suo pari, mentre chi non ha onore e si comporta da vile, alla vista di un uomo in pericolo non compirà mai un gesto gentile o generoso. Un codardo, infatti, non darà mai prova di misericordia, mentre chi alberga la bontà nel cuore farà agli altri quello che vorrebbe fosse fatto a lui. ([[Re Artù]], p. 642) *{{NDR|Su [[maggio]]}} Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.<br>E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.<br>Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.<br>Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!<br>Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (pp. 643-644) ====Libro XIX==== *[...] a quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza. (pp. 645-646) *Ahimè, che vergogna che un [[cavaliere]] ne tradisca un altro! [...] Ma c'è un vecchio proverbio che recita: "Il valoroso è davvero in pericolo solo quando si trova in balia di un codardo. ([[Lancillotto]], p. 649) *Gesù mi terrà lontano dal disonore, e poi ben vengano le disgrazie che Dio vuole mandare [...]. ([[Lancillotto]], p. 657) ====Libro XX==== *Nel mese di maggio, quando ogni cuore gagliardo fiorisce e germoglia e, con la bellezza e il rigoglio della stagione, uomini e donne sono pieni di letizia per l'avvicinarsi dell'estate con i suoi fiori novelli, laddove gli aspri venti e le bufere dell'inverno li inducono a raccogliersi al coperto presso il focolare, scoppiarono furore e sventura che ebbero termine solo con la morte e l'estinzione del fiore di tutti i cavalieri del mondo. (p. 663) *Mi meraviglio che nessuno di noi si vergogni di sapere, e di vedere con i propri occhi, che Lancillotto giace giorno e notte con la regina [...]. Ne siamo tutti al corrente, eppure siamo tanto vili da tollerare il disonore di un sovrano nobile quanto Artù. ([[Agravaine]], p. 663) *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. ([[Gawain]], p. 664) *Ser Lancillotto mi ha concesso l'investitura e niente potrà indurmi a parlare male di lui [...]. ([[Sir Gareth]], p. 664) *Appena gli altri furono usciti, il re chiese quale fosse il motivo della disputa.<br>«Ora ve lo dirò, sire; non posso più tenerlo in me» gli rispose ser Agravano. «Io e ser Mordred siamo in disaccordo con i nostri fratelli: sappiamo che ser Lancillotto è da tempo l'amante della regina e, poiché siamo figli di vostra sorella, non possiamo continuare a tollerarlo. Voi siete il suo signore e colui che lo ha investito cavaliere, e intendiamo provare la sua slealtà.»<br>«Se quello che dite è vero, Lancillotto è un traditore!» esclamò Artù. «Ma mi ripugna compiere un passo del genere senza averne le prove; ser Lancillotto è un cavaliere valoroso e, come ben sapete, il migliore di tutti noi. Se non sarà colto sul fatto, vorrà battersi con colui che lo ha denunciato, e nessuno sarà in grado di tenergli testa. Quindi, voglio che sia sorpreso in flagrante.»<br>Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra. (p. 665) *«Ahimè» si lamentava intanto Lancillotto «non mi è mai capitato di trovarmi a rischiare una morte vergognosa per la mancanza della mia armatura!»<br>Nel frattempo ser Agravano e ser Mordred non cessavano di gridare:<br>«Esci dalla camera della regina, traditore! Sta' certo che non riuscirai a fuggire».<br>«Gesù misericordia, non posso tollerare questo odioso clamore: meglio morire subito che sopportare un simile tormento!» esclamò allora Lancillotto; poi prese Ginevra tra le braccia e la baciò.<br>«Nobilissima tra le regine cristiane aggiunse siete la mia diletta e gentile signora e io, il vostro povero e fedele cavaliere, vi sono stato al fianco nelle cause giuste come in quelle ingiuste dal giorno in cui re Artù mi conferì l'investitura. Se morirò, vi supplico di pregare per la mia anima. Sono sicuro che ser Bors e tutti gli altri miei parenti, e anche ser Lavaine, vi salveranno dal rogo. Confortatevi, perciò, madonna mia amata, e qualunque cosa mi accada, andate con ser Bors e con gli altri che vi tratteranno con ogni onore e vi faranno regina delle mie terre.»<br>«No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.»<br>«Ebbene, signora, poiché è giunto il giorno in cui dobbiamo separarci, sappiate che venderò la vita al più alto prezzo, e che sono mille volte più addolorato per voi che per me. Ma ora preferirei avere indosso la mia solida armatura piuttosto che regnare su tutto il mondo cristiano: prima di soccombere farei in modo che le mie gesta siano tramandate.»<br>«Piacesse a Dio che uccidessero me e lasciassero libero voi!» esclamò la regina.<br>«Questo non deve accadere, e che Dio mi ripari da una simile vergogna!» replicò Lancillotto. «Gesù Cristo, sii tu il mio scudo e la mia armatura!» (p. 667) *Ora, signora, è chiaro che il nostro amore è giunto al suo epilogo e che da adesso in poi re Artù mi sarà nemico. Ma se vorrete rimanere con me, mi impegno a tenervi al riparo da ogni pericolo. ([[Lancillotto]], p. 669) *Stanotte ho ucciso ser Agravano, fratello di ser Galvano, e almeno altri dodici suoi compagni. Non ho alcun dubbio, pertanto, che vi sarà un conflitto sanguinoso. Quei cavalieri erano stati mandati a sorprendermi su ordine espresso di Artù, e il re deve essere talmente furibondo e colmo di risentimento che condannerà la regina al rogo. Io non posso certo permettere che ella sia arsa per colpa mia. Se riuscissi a farmi ascoltare, mi offrirei di essere fatto prigioniero per potermi poi battere in suo favore e provare che è una sposa fedele, ma temo che il re sia troppo infuriato per accettare questa proposta. ([[Lancillotto]], p. 671) *Miei bei signori, mi ripugna di compiere un'azione che potrebbe disonorare voi e tutto il mio lignaggio. Ma poiché sono altrettanto contrario a permettere che la regina muoia di una morte ignobile, se il vostro consiglio è di sottrarla al supplizio, siate però ben consapevoli che dovrò causare molti lutti. Forse, con mio grande rammarico, sarò costretto a uccidere anche qualcuno dei miei migliori amici e può darsi che alcuni, piuttosto che essere complici di un'azione abietta, preferiscano schierarsi dalla mia parte: non vorrei certo farli soffrire. ([[Lancillotto]], p. 672) *«[...] il caso di Tristano dovrebbe mettermi in guardia. Sapete bene come andò a finire dopo che, presi tutti gli accordi, egli riportò [[Isotta|Isotta la Bella]] a re Marco: quel sovrano lo uccise a tradimento mentre suonava l'arpa davanti alla sua dama, cogliendolo alle spalle e trafiggendogli il cuore con una lancia ben affilata.»<br>«È vero» convenne ser Bors «ma c'è una cosa che dovrebbe incoraggiare te come tutti noi, ed è che re Marco e re Artù sono di indole assai diversa, perché Artù non ha mai mancato alla propria parola.» (pp. 672-673) *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. ([[Gawain]], p. 674) *[...] sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! ([[Re Artù]], p. 677) *[...] da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. ([[Gawain]], p. 679) *«Dio non voglia che io mi scontri con il nobilissimo sovrano che mi armò cavaliere!» replicò Lancillotto.<br>«Alla malora le belle parole!» proruppe il re. «Presta fede a quanto ti dico e non lo dimenticare: sono il tuo mortale nemico e lo sarò fino al giorno della mia morte. Non ti perdonerò mai di avermi ucciso degli ottimi cavalieri e degli uomini nobilissimi appartenenti al mio stesso sangue. Per di più, hai giaciuto per anni con la regina, che alla fine mi hai rapita con la forza.»<br>«Mio nobilissimo signore e re, dite quello che volete, tanto sapete benissimo che non mi batterò mai con voi» gli rispose Lancillotto. «È vero, vi ho ucciso dei cavalieri, e me ne rammarico molto; ma sono stato costretto a farlo per salvarmi la vita. Avrei forse dovuto lasciarmi uccidere? Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! E se vi fa piacere di dichiarare che sono legato da molti anni a madama la vostra regina, vi darò soddisfazione dimostrando con il mio braccio contro chiunque, salvo voi e ser Galvano, che ella vi è fedele. Tuttavia, alla sua grazia è piaciuto di tenermi in suo favore e di prediligermi tra tutti gli altri, e del resto io ho ben meritato il suo affetto perché, sire, più di una volta il vostro furore avrebbe permesso che ella fosse condotta al supplizio se io non mi fossi battuto per lei inducendo i suoi nemici a confessare la loro menzogna e facendola così assolvere con onore. E tutte quelle volte, voi mi avete dimostrato amore e gratitudine per averla salvata, e mi avete anche promesso di essere per sempre il mio benevolo signore. Ora, invece, mi sembra che ricompensiate male i miei servigi. Del resto, sire, avrei perso gran parte del mio onore cavalleresco se avessi tollerato che madama, la vostra regina, fosse suppliziata per causa mia. In molte occasioni mi sono battuto per lei in contese che non mi riguardavano; non avrei forse avuto il diritto di farlo allorché ero dalla parte del giusto? Perciò, mio generoso e grazioso signore, concedete la vostra benevolenza alla vostra regina, che è buona e fedele!» (pp. 680-681) *Voi, sire, avete dato ascolto a voci menzognere, e questa è stata la causa della guerra che ci oppone. Mio signore, un tempo avevo meritato la vostra compiacenza per essermi battuto in favore della regina vostra moglie, e sapete bene quante volte ella abbia dovuto patire gravi torti. Ora, mio buon signore, mi sembra che in questa circostanza, più che in tutte quelle che pure avete approvato, io avessi un motivo ben valido per strapparla al rogo, dal momento che ella vi era stata condannata a causa mia. Coloro che vi hanno raccontato le fole che sapete erano per certo mentitori, ma le calunnie sono ricadute sul loro capo poiché, se la potenza di Dio non fosse stata dalla mia parte, come avrei potuto io, disarmato e ignaro, far fronte a quattordici avversari armati e decisi? Infatti ero stato convocato dalla regina per non so quale motivo, e avevo appena varcato la porta della sua camera quando ser Agravano e ser Mordred hanno cominciato a chiamarmi traditore e codardo. ([[Lancillotto]], p. 687) *[...] non mi sono mai battuto a oltranza con un cavaliere senza mostrare misericordia, e che benché mi sia misurato con ottimi guerrieri quali ser Tristano e ser Lamorak, ho sempre reso loro l'onore e il rispetto che meritavano. Dio mi è testimone che non mi sono mai adirato al punto da accanirmi contro i buoni cavalieri che ho visto impegnati a farsi onore, e che sono sempre stato lieto di aiutare un avversario in grado di tenermi testa a piedi o a cavallo. ([[Lancillotto]], p. 688) *Ser Galvano, io amavo ser Gareth più di qualunque mio parente, e piangerò per sempre la sua morte non solo per il grande timore che ho di voi, ma anche per altri motivi che mi amareggiano. Prima di tutto, perché fui io a investirlo cavaliere; poi, perché so che mi amava più di ogni altro; il terzo motivo è che era un uomo nobilissimo, leale, cortese, gentile e di buona indole; il quarto è che appena seppi della sua morte capii che da voi non avrei avuto altro che un'inestinguibile guerra. Per di più, ero certo che avreste fatto in modo che il mio nobile signore Artù mi fosse nemico per sempre. Eppure, che Gesù mi perdoni, non ho ucciso ser Gareth e ser Gaheris di proposito. Ah, perché erano disarmati in quel giorno fatale! ([[Lancillotto]], p. 689) *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! ([[Gawain]], p. 690) *Ahimè, così devo abbandonare il più nobile tra i regni cristiani, quello che ho amato di più e in cui ho acquistato il mio onore! Mi rammarico di esserci venuto, se devo esserne vilmente bandito senza colpa e senza motivo! Ma la fortuna è così incostante, e la sua ruota tanto mobile, che nessuno è certo di potervi riposare durevolmente. Ne sono prova molte antiche leggende, come quelle che narrano del nobile Ettore, e di Troilo, e di Alessandro il potente Conquistatore, e di molti altri che precipitarono in basso dal culmine della loro regalità. Così avviene per me, che ero tenuto in grande onore in questo regno nel quale la Tavola Rotonda crebbe in dignità grazie a me stesso e ai miei più che virtù di chiunque altro. ([[Lancillotto]], p. 690) *Mio signore Artù, nobile sovrano che mi fece cavaliere, il mio affetto per voi è tale che i vostri attacchi mi addolorano profondamente, eppure li ho sopportati con pazienza. Se fossi stato vendicativo, avrei potuto scendere in campo e domare i vostri baldi cavalieri, ma ho pazientato per sei mesi lasciando che voi e ser Galvano faceste quel che volevate. Ora però non posso tollerarlo più e devo difendermi, perché ser Galvano mi ha accusato di tradimento. Sono stato sempre contrario a battermi contro un vostro parente, ma adesso non posso più tirarmi indietro, come la preda quando è messa alle strette. ([[Lancillotto]], p. 697) *[...] ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. (p. 698) ====Libro XXI==== *A [[Mordred|ser Mordred]] era stato dunque affidato il governo di tutta l'Inghilterra. Egli allora fece vergare delle false lettere fingendo che provenissero dal continente, in cui era scritto che re Artù era stato ucciso nel corso della guerra contro ser Lancillotto; quindi convocò a parlamento tutti i baroni e si fece eleggere re. L'incoronazione avvenne a Canterbury e fu seguita da festeggiamenti che durarono quindici giorni.<br>Dopo di che, ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali. (p. 702) *Riflettete, Inglesi, sulla malvagità che tutto ciò palesava! Artù era il re più nobile e il cavaliere più valoroso del mondo e che più amava e sosteneva gli uomini prodi, eppure quelli Inglesi non gli concedevano la propria stima! Ché tale era l'antico costume di questa terra, e c'è chi dice che non l'abbiamo ancora abbandonato. Ahimè, questo è un grave difetto: nulla ci piace se perdura nel tempo.<br>Così si comportavano gli uomini di allora: amavano di più ser Mordred che il nobile Artù e molti andarono a dire all'usurpatore che sarebbero stati con lui nella buona come nella cattiva sorte. Allora ser Mordred, che aveva sentito dire che Artù sarebbe sbarcato a Dover, vi si portò con grande esercito allo scopo di sconfiggerlo e di scacciarlo dalle sue stesse terre. (pp. 703-704) *«Ahimè, ser Galvano, figlio di mia sorella, con l'uomo che amavo di più al mondo se ne va ogni mia gioia!» si dolse {{NDR|Artù}} quando si fu ripreso. «Ora te lo posso dire, caro nipote, solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona!»<br>«Ah, caro zio» gli rispose ser Galvano «il mio ultimo giorno è arrivato, e ne devo biasimare la mia impulsività e la mia ostinazione, dato che sono stato ferito sulla vecchia piaga che mi aveva inferto ser Lancillotto. So che morirò prima di mezzogiorno e che a causa del mio orgoglio voi dovrete patire tanta vergogna e sventura. Se il nobile Cavaliere del Lago fosse stato al vostro fianco, come fu e avrebbe dovuto essere ancora, questa guerra sciagurata non sarebbe mai scoppiata, perché solo la sua cavalleria e la nobiltà del suo sangue erano riuscite a tenere soggetti e timorosi i vostri infidi nemici. Ora egli vi mancherà. Ahimè, perché non ho voluto trovare un accordo con lui! [...]» (pp. 704-705) *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ([[Gawain]], p. 705) [[File:Battle Between King Arthur and Sir Mordred - William Hatherell.jpg|thumb|La battaglia tra Artù e Mordred]] *{{NDR|Sulla [[battaglia di Camlann]]}} I messaggeri si recarono da Mordred che si era circondato di un temibile esercito di centomila armati e dovettero pregare a lungo prima di riuscire a fargli accettare in contropartita la Cornovaglia e il Kent fino alla morte di Artù e, dopo, tutta l'Inghilterra. Fu anche concordato che il sovrano e l'usurpatore, ciascuno con un seguito di quattordici cavalieri, si incontrassero in una zona franca tra i due eserciti schierati.<br>Artù fu lieto degli accordi raggiunti, ma prima di recarsi al convegno ordinò ai propri uomini di avanzare fieramente e di uccidere ser Mordred, di cui non ci si poteva fidare in alcun modo, se avessero visto sguainare anche una sola spada. E ser Mordred aveva istruito allo stesso modo il proprio esercito:<br>«Se vedrete balenare anche una sola lama mouvete con coraggio all'attacco e uccidete quanti vi si parano innanzi, perché non mi fido affatto di questa tregua e so bene che mio padre vorrà vendicarsi di me.»<br>L'incontro ebbe dunque luogo come era stato stabilito. Fu portato del vino e ne bevvero insieme, ma una [[vipera]] sbucata da un cespuglio d'edera morse il piede di un cavaliere. Questi, senza darsi pensiero del danno che ne sarebbe derivato, sguainò la spada per ucciderla, e quando i due eserciti videro balenare la lama diedero fiato alle trombe e ai corni e si corsero incontro levando terribili grida.<br>Allora re Artù montò a cavallo e raggiunse prontamente i propri uomini esclamando:<br>«Ahimè, che giorno sventurato!»<br>Ser Mordred si unì ai suoi, ed ebbe inizio la battaglia più funesta che si sia mai vista in terra cristiana: vi furono attacchi impetuosi e galoppare di cavalli, affondi e fendenti, colpi mortali e accenti minacciosi da entrambe le parti. Re Artù non cessava di attraversare le formazioni di ser Mordred compiendo molte prodezze degne di un nobile sovrano senza mai venir meno al proprio ruolo, ma anche ser Mordred non si tirava indietro e più volte mise se stesso in grave pericolo.<br>La battaglia infuriò per tutta la giornata senza risparmio di forze, finché molti nobili cavalieri giacquero immobili sulla fredda terra, e quando cadde la notte il terreno era cosparso dei cadaveri di ben centomila uomini. (pp. 707-708) *{{NDR|Sulla battaglia di Camlann}} Il sovrano impugnò la lancia e si gettò in avanti gridando:<br>«Traditore, è giunto il giorno della tua morte!»<br>Ser Mordred si scagliò a sua volta contro di lui brandendo la spada, ma il re già gli affondava la lancia sotto lo scudo e gliela faceva fuoriuscire dal corpo per più di un braccio. E quando l'usurpatore comprese che non sarebbe potuto sfuggire alla morte, si slanciò con tutte le proprie forze in avanti trafiggendosi fino all'impugnatura dell'asta, poi calò la spada tenuta con entrambe le mani sul proprio padre e lo raggiunse a un lato della testa trapassandogli l'elmo e il crano. Subito dopo si accasciava a terra morto. (p. 709) [[File:The Death of King Arthur by John Garrick.jpg|thumb|La morte di Artù]] *«[...] Il tempo passa in fretta; prendete perciò la mia buona spada Excalibur e portatela alla riva del mare: vi ordino di gettarla nell'acqua e di tornare poi a dirmi cosa avete visto.»<br>«Sire, obbediremo al vostro comando» gli rispose [[ser Bedivere|Bedivere]].<br>Ma sulla strada si mise a osservare con attenzione la nobile arma e le pietre preziose che ricoprivano il pomo e l'elsa.<br>"Se la getto nell'acqua, non ne deriveranno che perdite e danno!" pensò.<br>Perciò la nascose sotto un albero e poi si affrettò a tornare dal re e gli disse di averla gettata in mare.<br>«Cosa hai visto?» gli domandò Artù.<br>«Nient'altro che onde e venti.»<br>«Non è vero» replicò il re. «Ora affrettatevi a ubbidire e, se vi sono caro, non esitate a fare quanto vi ho detto.»<br>Allora ser Bedivere tornò a prendere la spada, ma pensando ancora che fosse un peccato e una vergogna gettare via un'arma tanto nobile, la nascose di nuovo, poi raggiunse il re.<br>«Cosa avete visto?» gli domandò per la seconda volta il sovrano.<br>«Nient'altro che flutti e ondate nere.»<br>«Ah, mi hai ingannato ancora, sleale e traditore!» propruppe Artù. «La tua fama di nobile cavaliere e l'amore che ti ho sempre portato non mi avrebbero mai fatto pensare che mi avresti tradito per il valore di una spada! Ora sbrigati: le tue esitazioni stanno mettendo a grave rischio la mia vita. Se non eseguirai adesso i miei ordini ti ucciderò con le mie stesse mani ovunque potrò incontrarti.»<br>Così ser Bedivere tornò là dove aveva nascosto la spada, la raccolse con cautela e si avvicinò alla riva. Poi avvolse la cintura intorno all'elsa e la scagliò più lontano che poté. Allora vide un braccio e una mano sorgere dall'acqua, afferrarla stretta, brandirla tre volte e poi inabissarsi con l'arma.<br>Quando ser Bedivere, tornato vicino al re, gli raccontò quello che aveva visto, il sovrano esclamò:<br>«Ahimè, aiutatemi ad andare via, temo di avere aspettato già troppo.»<br>Il cavaliere se lo caricò sulle spalle e andò verso la riva del mare. Vi erano appena arrivati che una piccola chiatta piena di belle dame prese terra accanto a loro. Tra di esse si trovava una regina, e tutte portavano cappucci neri e gridavano e piangevano alla vista di re Artù.<br>«Fatemi salire a bordo» disse il re.<br>Ser Bedivere eseguì con delicatezza il comando, e tre dame accolserò Artù tra alti lamenti e lo misero a sedere con la testa appoggiata sul grembo di una di loro.<br>«Ah, mio caro fratello!» disse allora la regina. «Perché vi siete trattenuto tanto a lungo lontano da me? La ferita che avete al capo ha preso fin troppo freddo!»<br>Poi le dame si misero ai remi e allontanarono l'imbarcazione dalla terra. E quando se Bedivere le vide prendere il largo, gridò:<br>«Ah, mio signore Artù, cosa sarà di me ora che mi lasciate tra i miei nemici?»<br>«Confortatevi e fate del vostro meglio: su di me non potrete più fare alcun affidamento» gli rispose il sovrano. «Devo andare nell'isola di Avalon per curare la mia grave ferita, e se non sentirete mai più parlare di me, pregate per la mia anima.»<br>Intanto la regina e le dame piangevano e gridavano da fare pietà. Quando ser Bedivere ebbe perso di vista la chiatta, scoppiò anch'egli in pianti e in lamenti, poi si diresse verso la foresta e camminò per tutta la notte. (pp. 710-712) *Di Artù non ho trovato nient'altro nei libri autorizzati, né ho letto con maggiore certezza della sua morte se non che fu portato via in una nave con tre regine, una delle quali era sua sorella [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], l'altra la regina del Galles del Nord e la terza quella delle Terre Desolate. Non conosco altra testimonianza che quella dell'eremita che un tempo era stato arcivescovo di Canterbury e che riferì che le dame avevano portato da lui un corpo perché lo seppellisse. Tuttavia egli non sapeva con certezza se si trattasse davvero del cadavere di artù, perché questa storia la fece mettere per iscritto ser Bedivere, cavaliere della Tavola Rotonda. (pp. 712-713) *In varie parti d'Inghilterra si crede che re Artù non sia morto e che, per volontà di Nostro Signore Gesù, viva in un altro luogo da dove tornerà per conquistare la Santa Croce. Io però non mi sento di affermarlo, e preferisco dire che in questo mondo egli lasciò la sua vita. Molti sostengono anche che sulla sua tomba siano scritte queste parole:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Hic iacet Arthurus Rex quondam rexque futurus}}</div> (p. 713) *{{NDR|Su [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]}} Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero. (p. 713) *La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 716) *«[...] Nella ricerca del Sangrail avrei abbandonato le vanità mondane se non fosse stato per l'amore che vi portavo, e se allora lo avessi fatto con tutto il mio cuore, la volontà e il pensiero, avrei superato ogni altro cavaliere a eccezione di ser Galahad mio figlio. Se voi vi siete votata alla perfezione, è giusto che lo faccia anch'io perché, mi sia testimone Iddio, solo in voi ho avuto la mia gioia terrena. Se il vostro cuore fosse stato diversamente disposto, vi avrei portata con me nel mio regno. Ma poiché tale è la vostra volontà, vi giuro che se troverò un eremita che voglia accogliermi, a qualunque ordine appartenga, farò penitenza e pregherò fino al termine della mia vita. Ora, madama, vi prego di baciarmi un'ultima volta.»<br>«Non lo farò mai» si schermì la regina «e astenetevi anche voi da tali atti.» (pp. 716-717) *Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali. ([[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]], p. 719) *Quando riporto alla mente la bellezza e la nobiltà della regina e del suo re e li vedo ora giacere insieme, il mio cuore non può sostenere il mio corpo afflitto. Quando poi rifletto che per mia colpa, orgoglio e superbia sono entrambi periti, essi che non avevano pari tra le genti cristiane, il ricordo della loro cortesia e della mia gratitudine mi fa mancare il cuore al punto di non potermi reggere in piedi. ([[Lancillotto]], p. 720) *Ah, Lancillotto [...] guida di tutti i cavalieri cristiani, impareggiabile tra i valorosi, ora giaci qui. Eri il più cortese cavaliere che abbia mai portato lo scudo, l'amico più sincero nei confronti di chi ti amava tra quanti hanno mai cavalcato, il più fedele amante tra i peccatori che abbiano mai amato una donna, l'uomo più gentile che abbia mai brandito una spada. La tua bella persona primeggiava sempre tra una folla di cavalieri, e tu eri l'uomo più mansueto e più onorato tra quanti mai si siano intrattenuti a banchetto con le dame. Ma eri anche l'avversario più inflessibile per un nemico mortale che abbia mai posto la lancia in resta. (Hector de Maris, p. 722) ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di [[Edoardo IV d'Inghilterra|re Edoardo IV]] dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Citazioni su Thomas Malory== *Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando [[William Caxton|Caxton]] costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di [[Alfred Tennyson|Tennyson]], per esempio, oppure le opere di [[Edward Burne-Jones|Burne-Jones]] e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa. ([[John Boorman]]) *Sì, possiamo immaginarci sir Thomas Malory come un adorabile primitivo, un innamorato di cose nobili e belle e grandi, finché non sappiamo, in base alle moderne ricerche che l'hanno identificato con un personaggio della parrocchia di Monks Kirby nella contea di Warwick, figura più di bandito che di {{sic|compíto}} gentiluomo, che per via delle sue violenze e rapine fu spesso in prigione, e in prigione scrisse appunto le sue storie di cavalleria. ([[Mario Praz]]) ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Malory, Thomas}} [[Categoria:Scrittori britannici]] h0cuoo2kq36pb6dg8yy18fqv8caueor Mario Cordova 0 166977 1420425 1397610 2026-07-14T08:17:15Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1420425 wikitext text/x-wiki [[File:Mario Cordova Ciak e Azione 2023.png|miniatura|Mario Cordova nel 2023]] '''Mario Cordova''' (1955 – vivente), attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Mario Cordova== *[[Jeremy Irons|Irons]] lo conobbi all'anteprima mondiale di ''[[Lolita (film 1997)|Lolita]]''. In occasioni di questo tipo solitamente l'attore americano sta in sala cinque minuti e poi va via. Quella volta invece Irons, [[Adrian Lyne]] {{NDR|regista di film come ''[[9 settimane e ½]]''}}, e la protagonista femminile, attesi a un rinfresco all'ambasciata francese, si fermarono in sala per l'intera durata del film. E alla fine quando me li presentarono Irons cominciò a riempirmi di complimenti. Avendo notato che il mio inglese era un po' zoppicante, mi disse in spagnolo: ''Por favor, siempre tu!'' Successivamente mi mandò un fax che ho ancora qui a casa, dove mi scrisse quello che mi aveva detto a voce.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri e Marco Bonardelli, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/257003.shtml Intervista esclusiva a Mario Cordova]'', ''GuideSuperEva.it'', maggio 2006.</ref> *Lui {{NDR|[[Pino Locchi]]}} è stato per me un mito e devo confessare che all'inizio della mia carriera cercavo di imitarlo. Poi sono cresciuto e ho capito che dovevo crearmi una mia identità. Ne avevo tanti di miti, come ad esempio [[Giuseppe Rinaldi |Peppino Rinaldi]] che forse è stato il più grande di tutti, ma sentivo che ero più simile a Locchi e che poteva essere, per me, un punto di riferimento.<ref name=Sgambelluri /> *Se c'è una cosa che non amo in alcuni miei colleghi di doppiaggio e di cinema è che fanno sempre lo stesso ruolo, mentre al contrario ci si dovrebbe spersonalizzare di più, come fanno gli americani come Robert De Niro.<ref name=Sgambelluri /> *Una cosa vado particolarmente fiero. Del doppiaggio di Mr.Bean {{NDR|[[Rowan Atkinson]]}} in "[[Quattro matrimoni e un funerale]]". Nessuno avrebbe scommesso una lira sul fatto che sarei stato in grado di doppiare un personaggio buffo, così diverso dai ruoli romantici che si addicono al mio timbro di voce.<ref name=Sgambelluri /> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2012) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Brivido caldo]]'' (1981) *''[[Conan il barbaro (film) |Conan il barbaro]]'' (1982) *''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'' (1984) *''[[Rombo di tuono]]'' (1984) *''[[Scuola di polizia (film) |Scuola di polizia]]'' (1984) *''[[Stand by Me - Ricordo di un'estate]]'' (1986) *''[[Danko]]'' (1988) *''[[Arma letale 2]]'' (1989) *''[[Il duro del Road House]]'' (1989) *''[[Un uomo innocente]]'' (1989) *''[[Ghost - Fantasma]]'' (1990) *''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990) *''[[Tartarughe Ninja alla riscossa (film)|Tartarughe Ninja alla riscossa]]'' (1990) *''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]'' (1991) *''[[L'impero del crimine]]'' (1991) *''[[Point Break - Punto di rottura]]'' (1991) *''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991) *''[[Thelma & Louise]]'' (1991) *''[[Batman - Il ritorno]]'' (1992) *''[[Sister Act - Una svitata in abito da suora]]'' (1992) *''[[Hong Kong Express]]'' (1994) *''[[Il corvo - The Crow]]'' (1994) *''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994) *''[[Pulp Fiction]]'' (1994) *''[[Tre desideri]]'' (1995) *''[[Il paziente inglese]]'' (1996) *''[[Mars Attacks!]]'' (1996) *''[[Schegge di paura]]'' (1996) *''[[Lolita (film 1997)|Lolita]]'' (1997) *''[[Soldato Jane]]'' (1997) *''[[Attacco al potere (film 1998)|Attacco al potere]]'' (1998) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[L'amore infedele - Unfaithful]]'' (2002) *''[[La morte può attendere]]'' (2002) *''[[The Time Machine (film 2002)|The Time Machine]]'' (2002) *''[[I Fantastici 4 (film) |I Fantastici 4]]'' (2005) *''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]'' (2005) *''[[I Fantastici 4 e Silver Surfer]]'' (2007) *''[[Identikit di un delitto]]'' (2007) *''[[E venne il giorno]]'' (2008) *''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'' (2009) *''[[I mercenari - The Expendables]]'' (2010) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[I poliziotti di riserva]]'' (2010) *''[[Machete (film 2010) |Machete]]'' (2010) *''[[Remember Me]]'' (2010) *''[[Margin Call]]'' (2011) *''[[Qualunquemente]]'' (2011) *''[[The Iron Lady]]'' (2011) *''[[Transformers 3]]'' (2011) *''[[Django Unchained]]'' (2012) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) *''[[Ghost Rider - Spirito di vendetta]]'' (2012) *''[[La frode]]'' (2012) *''[[Sola nel buio (film 2013)|Sola nel buio]]'' (2013) *''[[Affari di famiglia (film 2014) |Affari di famiglia]]'' (2014) *''[[Dracula Untold]]'' (2014) *''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014) *''[[John Wick]]'' (2014) *''[[Extraction]]'' (2015) *''[[Il caso Spotlight]]'' (2015) *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) *''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016) *''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016) *''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[The Great Wall]]'' (2016) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) *''[[Kong: Skull Island]]'' (2017) *''[[Scappa - Get Out]]'' (2017) *''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017) *''[[Shark - Il primo squalo]]'' (2018 *''[[Il suo ultimo desiderio]]'' (2020) *''[[Povere creature!]]'' (2023) *''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024) {{div col end}} ====Film d'animazione==== *''[[Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza]]'' (1982; riddoppiaggio 2014) *''[[Bolt - Un eroe a quattro zampe]]'' (2008) *''[[Pinocchio di Guillermo del Toro]]'' (2022) ====Serie animate==== *''[[He-Man e i dominatori dell'universo]]'' (1983 - 1984) *''[[She-Ra, la principessa del potere]]'' (1985 - 1986) *''[[The Real Ghostbusters]]'' (1986 - 1991) *''[[Star Wars Rebels]]'' (2014 - 2018) ====Serie televisive==== {{div col|strette}} *''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000 - 2015) *''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990 - 1991) *''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013) *''[[Miss Marple (sesta stagione)|Miss Marple]]'' (2013 - 2014) *''[[Orange Is the New Black]]'' (2013 – in corso) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso) *''[[Peaky Blinders‎]]'' (2013 - in corso) *''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015 - 2019) *''[[The Good Place]]'' (2016 - 2020) *''[[Fran Lebowitz. Una vita a New York]]'' (2021) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cordova, Mario}} [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Dialoghisti italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] mc3vdvutr3n0bufn7baeeswhmd3oymj Licurgo Cappelletti 0 175790 1420409 1264420 2026-07-14T06:51:52Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ seconda edizione 1420409 wikitext text/x-wiki '''Licurgo Cappelletti''' (1842 – 1921), insegnante, storico e scrittore italiano. ==''Della civiltà e della sua storia''== ===[[Incipit]]=== L'[[uomo]] è un essere morale, vale a dire un essere intelligente e libero. Egli non può conservare la sua esistenza che in riconoscere gli esseri coi quali è in rapporto, e in osservare questi rapporti medesimi. La conoscenza degli esseri forma la sua scienza: l'osservazione dei rapporti costituisce la sua giustizia. La sapienza è all'uomo necessaria per procedere moralmente, quanto il lume per dirigere sicuramente i suoi passi; e perché egli è libero, la vera regola delle azioni gli è necessaria per non fare una falsa elezione. <!-- (cap. I, p. 7) --> ===Citazioni=== *Il [[Cristianesimo]] procede dall'antichità tutta intiera, ma più specialmente dal Mosaismo. Nel pensiero di [[Gesù|Gesù Cristo]] la sua dottrina non è una innovazione, è lo sviluppo di una dottrina anteriore: egli non venne ad abolire la legge e i profeti, ma a darle compimento. Il Mosaismo era degno di dar nascita al Cristo. (cap. VI, p. 16) *[...] tutti sanno che la predicazione del Vangelo si riassume nella [[carità]]. Il mondo antico non aveva conoscenza alcuna della carità, la forza sola era quella che dominava fra i pagani. (cap. VII, p. 18) *La [[Divina Commedia|{{sic|divina}} Commedia]] è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. (cap. XIII, p. 31) *L'uomo è insaziabile; non potendo misurare l'eternità, egli misura i secoli. (cap. XIV, p. 32) *La [[Riforma protestante|riforma {{NDR|protestante}}]], in generale, è una rivoluzione religiosa insieme e politica: ella però non intese di fare alcun cangiamento alla religione Cristiana: ella accetta la rivelazione e i dogmi formulati dai {{sic|concilii}} dei primi secoli. La decadenza del Cristianesimo e la corruzione del Papato provocarono la riforma. (cap. XIV, p. 33) *L'[[individualismo]] entrò in seguito nella religione, e {{sic|surse}} Calvino. Entrato ancora nella politica vennero fuori i pubblicisti protestanti. L'individualismo nella filosofia tenne fra i suoi seguaci Montaigne; e in ultimo arrivò a combattere contro l'autorità. Tutte queste cose altro non furono che cause indirette della famosa rivoluzione francese del 1789. (cap. XV, p. 34) ==''Le donne della rivoluzione''== ===[[Incipit]]=== *Uno scrittore contemporaneo ha detto che "il regno di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]] riassume tutti i contrasti della vita umana<ref>F. De Vyré, ''Marie-Antoinette, sa vie, sa mort''. Paris, Plon, 1889; pag. 1. {{NDR|N.d.A.}}</ref>." Infatti, quest'infelice principessa provò tutto ciò che un'umana creatura può provare: l'amore de' parenti, l'affetto del marito, la tenerezza de' figli, il rispetto de' sudditi, l'adulazione dei cortigiani, l'odio delle fazioni, i sarcasmi e la maldicenza dei nobili, la diffidenza della Corte, le ingiurie della plebe, le umiliazioni della monarchia atterrata, vilipesa, insultata; quindi, bevendo il calice sino alla feccia, soffrì la prigionia più atroce; vide il suo sposo e sovrano immolato sopra un patibolo; strappati dal seno i propri figli; e finalmente, trascinata dinanzi a un tribunale di sangue, e fatta segno alle più infami e calunniose accuse, fu condannata a morte ed uccisa. <!--(pp. 1-2)--> ===Citazioni=== *Il conte [[Jean-Baptiste du Barry|Giovanni du Barry]] era soprannominato ''Jean le roué''; egli cercava di guadagnare anche sulle sue amanti (ne aveva una collezione completa: alte, basse, nere, bionde, castagne, ecc.); ma, nel secolo passato ciò non era una vergogna; certi scrupoli non esistevano; ognuno faceva il comodo suo; tant'è vero che la Polizia se ne ingeriva pochissimo, perché l'immoralità non aveva nulla a che fare colla politica. Un uomo immorale era chiamato un uomo di spirito; ed un uomo onesto, che avesse gridato contro tale immoralità, sarebbe stato arrestato senza tanti complimenti, e poi chiuso nella Bastiglia. (p. 48) *[[Teresa Cabarrus|Teresa {{NDR|Cabarrus}}]] giunse a Parigi in tutto lo splendore della sua bellezza spagnuola: la sua apparizione fu come uno sprazzo di vivida luce nelle sale aristocratiche della superba metropoli. Ella aveva sedici anni; possedeva moltissimo spirito; parlava molto, e parlava bene, con quell'accento colorito che è una proprietà esclusiva delle donne meridionali: ella cantava con quella soave noncuranza di chi nasconde il proprio sapere. Alessandro Lameth<ref>Alexandre de Lameth (1760-1829), politico e generale francese.</ref> diceva: "La natura le ha detto: canta! ed ella ha cantato; le ha detto: balla! ed ella ha ballato". Infatti danzava come cantava, cioè con quella grazia innata, e con quella gaiezza di cuore delle creature predilette dal cielo. (p. 269) ==''Letteratura spagnuola''== *Fra i più illustri scrittori di questo secolo {{NDR|XVI}} devesi annoverare don [[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco|Diego Hurtado de Mendoza]], il quale appartiene a quella categoria d'uomini insigni che sapevano maneggiare bene la spada come la penna, e di cui la Spagna ci ha dato tanti splendidi esempî. (cap. V, p. 30) *Erudito e letterato, Mendoza è il primo storico spagnuolo che abbia saputo unire l'eloquenza alla politica; egli ha saputo altresì riprodurre naturalmente la maniera dei grandi storici dell'antichità. [...]. Lo scrittore che Mendoza ha scelto a modello, è lo storico latino Sallustio. Egli ne imita felicemente le sentenze, e qualche volta la concisione e l'oscurità. (cap. V, pp. 31-32) *[[Fernando de Herrera|{{sic|Ferdinando}} de Herrera]], detto il ''divino'', fu uomo di focosa immaginazione, di alti pensamenti e di erudizione vastissima. [...]. Fu poeta d'ingegno vigoroso, pieno di ardore per aprire una nuova via e per affrontare le critiche: ma il nuovo stile, che egli volle introdurre nella poesia spagnuola, lo aveva già prima maturato nella sua mente: le sue espressioni non venivano dal cuore, e in mezzo alle sue più grandi bellezze si manifesta sempre l'artifizio. (cap. V, p. 34) *Herrera, quantunque grande poeta, aprì la via alle stravaganze dei ''cultisti'', che esagerarono la sua maniera, senza possedere le sue profonde e svariate cognizioni, né l'elevatezza naturale del suo talento. Egli, come ben dice il Baret, merita di essere studiato dai giovani poeti, come Michelangelo dai disegnatori. (cap. V, p. 34) *Le produzioni religiose di [[Lope de Vega]] sono le più estranee al nostro gusto ed alle nostre abitudini. Bisogna essere spagnuolo, ovvero entrare nello spirito, nelle credenze forti e sincere, nelle abitudini di questo paese per non essere urtato da quel miscuglio di sacro e di profano, da quelle allegorie bizzarre, da quell'apparecchio assai simile alla pompa delle opere in musica, che s'incontrano in quei drammi sacri. (cap. IX, pp. 62-63) *Malgrado le sue tendenze teologiche, malgrado una certa affettazione, malgrado una certa oscurità nello stile, [[Pedro Calderón de la Barca|Calderon]] non è uno scrittore nojoso come credono taluni, ma invece è un autore sublime. (cap. X, p. 76) *I lavori drammatici di [[Antonio de Solís|Solis]] sono abbastanza regolari, condotti con vivacità, e notevoli per intreccio. Egli varia, assai più che Calderon, i caratteri de' suoi personaggi, ma è ben {{sic|lunge}} dal possederne la la forza non che la ricchezza d'immaginazione. [...] Ma egli gode fama nella repubblica delle lettere più come storico che come commediografo. (cap. XI, p. 80) *Il merito di [[Tirso de Molina|Molina]] consiste soprattutto nello stile, ov'egli spiega una straordinaria ricchezza di poesia, ed una profonda conoscenza della lingua castigliana, specialmente della lingua popolare. Ed ivi sta tutta la sua arte. (cap. XI, p. 82) *Rivale felice di Molière, Tirso de Molina ha imprestato il tipo del suo don Giovanni a Goethe e a Byron, ed ha ispirato una delle più belle opere di Mozart; e questa non è al certo una piccola gloria per il suo nome. (cap. XI, p. 82) *Uno degli autori comici che goderono maggior riputazione nel secolo XVII, fu don [[Francisco de Rojas Zorrilla|Francesco de Rojas {{sic|Zorilla}}]] [...] i suoi lavori drammatici gli hanno creato una fama durevole, e specialmente la bellissima commedia che ha per titolo: ''Garcia del Casteñar'', la quale anche ai giorni nostri gode di una straordinaria popolarità. Essa ci offre delle situazioni veramente energiche, condotte con naturalezza, e sviluppate con talento. Però Rojas non raggiunge sempre la medesima altezza in tutti i suoi lavori: negli uni, egli tocca il ridicolo per la bizzarria del soggetto come per l'affettazione dello stile; negli altri, al contrario, si manifesta gran pittore di caratteri ed eccellente scrittore. (cap. XI, pp. 84-85) *Formatosi sugli antichi modelli, [[Francisco Manuel de Melo|Melo]] è un pensatore ed uno scrittore di prim'ordine: supera perfino Mendoza<ref>[[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco]].</ref> per l'insieme delle qualità che costituiscono il vero storico, cioè: l'elevatezza del carattere, l'equità dei giudizi, la bellezza energica dello stile. I discorsi introdotti nel racconto, secondo la maniera degli antichi, sono notevoli per la loro eloquenza. Lungamente dimenticata, l'opera di Melo non rivide la luce che al cominciamento del secolo attuale. (cap. XIII, p. 110-111) *[[Fray Luis de Granada|Luigi di {{sic|Granata}}]], che il Baret stima degno di essere paragonato a Bousset<ref>Jacques Bénigne Bossuet (1627 – 1704).</ref> ed a Massillon<ref>Jean-Baptiste Massillon (1663 – 1742).</ref>, fu il primo scrittore religioso ed il miglior predicatore dei tempi suoi. [...]. Il suo stile è un modello di eleganza, d'energia e di grandezza; ed essendo egli profondamente versato negli studi classici dell'antichità, il suo periodare somiglia molto a quello di Cicerone; tanto è vero che gli Spagnuoli lo riguardano come il primo prosatore del loro gran secolo. (cap. XIV, pp. 116-117) *[[Modesto Lafuente]] è quegli a cui spetta incontestabilmente il primo posto in questo ramo {{NDR|la storia}} della letteratura spagnuola contemporanea. Egli è autore d'una ''Storia generale di Spagna'' in ventotto volumi. È questa un'opera grande, intorno a cui Lafuente ha lavorato per ventidue anni consecutivi, senza che abbia mai palesato la benché menoma fatica, la più lieve esitazione. (cap. XVIII, p. 164) *{{sic|Patriotta}} sincero, Lafuente non è per nulla accecato dall'amor proprio nazionale: egli conosce il lato debole del suo paese, e gli dice la verità con una franchezza ed un coraggio altamente ammirabili. (cap. XVIII, p. 164) *[[Emilio Castelar]] non appartiene menomamente a questa categoria di repubblicani {{NDR|che abbiamo qui in Italia}}; egli, quantunque invochi di sovente le conclusioni della scienza e le esigenze della ragione umana, non trascura mai l'ideale, l'infinito, il sentimento. I suoi principi democratici nulla contengono di antireligioso, di materialista. (cap. XIX, p. 172) *Castelar ha scritto molto, e intorno a soggetti svariati. Quantunque egli abbia l'anima ardente d'un poeta, non ha mai scritto un verso, e possiede una mediocre facoltà inventiva. (cap. XIX, p. 173) *[...] in tutte le opere dei filosofi spagnuoli si manifesta una generale tendenza verso lo spiritualismo. Il sensualismo di Locke e di {{sic|Condilac}}, lo scetticismo di Hume, il positivismo d'Augusto Comte, non sono in Ispagna seriamente discussi; o, per dire il vero, non sono compresi<ref>Infatti le fredde teorie dei filosofi della Germania e dell'Inghilterra non possono allignare presso una nazione attiva, entusiasta, che sente vivamente, e solo verso il cielo rivolge tutte le sue aspirazioni ideali. {{NDR|N.d.A.}}</reF>. (cap. XIX, p. 174) *Don [[Jaime Balmes|Giacomo Balmes]] [...] fu sacerdote di gran talento, e quantunque abbia vissuto soli 38 anni, pure esercitò una grande influenza {{sic|su'}} suoi contemporanei. Egli impiegò tutte le facoltà di una natura ardente, vigorosa, appassionata, severa, a difendere la sua fede contro i colpi terribili, che continuamente le scagliavano gli {{sic|avversarî}} del cristianesimo. (cap. XIX, p. 175) *Fondatore della lingua classica {{NDR|portoghese}}, insieme a Miranda<ref>Francisco de Sá de Miranda (1481 – 1558), poeta e drammaturgo portoghese.</ref>, e suo emulo nell'agone poetico, fu [[António Ferreira|Antonio Ferreira]] [...]. I suoi {{sic|compatriotti}} lo hanno chiamato l'''Orazio portoghese''. Ed infatti egli aveva preso a modello il grande poeta venosino<ref>[[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] nacque a Venosa, comune dell'attuale provincia di Potenza.</ref>. Adottò esclusivamente i metri italiani, e non compose giammai né ''redondilhas'', né versi d'altra specie nell'antico stile nazionale. (''La letteratura portoghese'', cap. III, pp. 183-184) *Ferreira, oltre le sue opere drammatiche, ci ha lasciato una quantità di epistole, di odi, di sonetti, di elegie, nelle quali, per vero dire, l'immaginazione lascia qualche cosa a desiderare. Questo illustre scrittore ha però dato prova di un alto talento drammatico nella sua ''Ines de Castro'', soggetto tentato da molti scrittori d'ogni paese. (''La letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *Nella tragedia di Ferreira si ammirano soprattutto i Cori, il cui lirismo elevato ricorda sovente le poetiche ispirazioni del dramma antico. Lo spirito cavalleresco aggiunge a questa tragedia l'elevatezza del sentimento moderno, e quantunque vi difetti l'azione, pure in alcune scene non si {{sic|può a meno}} di provare una profonda emozione. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *La letteratura portoghese, che non è certo ricca di uomini insigni, come lo sono quelle delle principali nazioni d'Europa, ha però un poeta che essa può {{sic|altieramente}} contrapporre ai poeti i più grandi, i più gloriosi degli altri paesi. Questi è [[Luís de Camões|{{sic|Luigi de Camoens}}]] [...]. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. IV, p. 186) *[[Manuel de Faria e Sousa|Manuel de Faria e {{sic|Souza}}]] (1590–1649) fu un poeta il quale, a' suoi tempi, si creò una grande reputazione, che però la posterità non gli ha conservata. Scrisse parecchie ''Egloghe'' erotiche, rustiche, critiche, marittime, funebri, venatorie, monastiche, fantastiche, ecc. È un vero assedio che confina col ridicolo. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) *{{sic|Souza}} ha scritto in lingua castigliana la ''Europa portoghese'', la quale non è che una storia generale del Portogallo, che comincia dalle origini de mondo. In questo lavoro l'autore si occupa più dello stile e della pompa della narrazione che dell'esattezza storica: il gongorismo<ref>Estetica letteraria del barocco spagnolo (dal poeta [[Luis de Góngora]]).</ref> prevale in ogni pagina del libro, e nuoce singolarmente alle qualità che debbono primeggiare in uno storico. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) ==''Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno''== ===[[Incipit]]=== La battaglia di Novara e l'abdicazione del re Carlo Alberto avevano reso assai tristi le condizioni de Piemonte. La sera stessa del fatale 23 marzo, il re abdicatario, accompagnato da due sole persone di servizio, s'incamminò alla volta del suo lontano e solitario esilio. Il duca di Savoia, suo figlio primogenito, saliva al trono, assumendo il nome di Vittorio Emanuele II. <!--(vol. I, cap. I, p. 1)--> ===Citazioni=== *Era il [[Giuseppe Siccardi|Siccardi]] {{sic|maleviso}} ai clericali ed ai reazionari, perché lo si sapeva tenero delle libertà statutarie ed avverso alle pretese della curia romana. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{sic|D'Azeglio}}]], il quale voleva frenare il partito clericale, credé bene di affidare al Siccardi il ministero della giustizia e dei culti, sapendolo uomo energico e risoluto, e, meglio d'ogni altro, atto a combattere e a vincere, nelle riforme legislative, la lotta con Roma. (vol. I, cap. IV, pp. 92-93) *La nomina di [[Luigi Cibrario|Cibrario]] {{NDR|al ministero delle Finanze nel governo di Massimo d'Azeglio}} fu soggetto di severi commenti: tutti si meravigliavano, e giustamente, che a un dicastero così importante fosse proposto un uomo, perito nelle storiche e nelle letterarie discipline, ma di cose amministrative e finanziarie totalmente digiuno. (vol. I, cap. VII, p. 170) *Il marchese [[Cosimo Ridolfi]], già aio degli arciduchi Ferdinando e Carlo<ref>Ferdinando IV d'Asburgo-Lorena (1835 – 1908) ultimo Granduca di Toscana e il fratello Carlo Salvatore d'Asburgo-Lorena (1839 – 1892).</ref>, per antica dimestichezza affezionato alla dinastia, scrisse una lettera al granduca {{NDR|[[Leopoldo II di Toscana]]}}, nella quale gli mostrò come fosse giunto il momento di decidersi, abbracciando una politica nazionale e abbandonando quella reazionaria e anti-italiana, fino allora seguita. La lettera terminava col consigliare il sovrano ad abdicare in favore dell'arciduca Ferdinando, principe ereditario. Lo scritto del marchese Ridolfi pervenne a Leopoldo II alle 9 ant. del giorno 27 aprile; pochi minuti dopo, al latore della medesima fu data la seguente laconica risposta: «Sua Altezza ringrazia». (vol. II, cap. II, p. 31) *L'incontro fra i due sovrani {{NDR|Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d'Austria}}, scortati ciascuno da un brillante e numeroso seguito, avvenne a circa due chilometri da [[Armistizio di Villafranca|Villafranca]]. Si strinsero la mano, come fossero stati due vecchi amici; e dopo essersi presentati reciprocamente il proprio seguito, presero la via che conduceva al villaggio. Ivi giunti, si fermarono dinanzi ad una casa di modesta apparenza; e saliti al primo piano, entrarono in un salotto, dove stettero chiusi per circa un'ora e mezzo. Nessuna traccia scritta, nessun processo verbale rimase degli accordi stati combinati fra loro. Soltanto si seppe che essi, separandosi con grandi dimostrazioni di scambievole cortesia, avevan preso l'impegno di riassumere entro brevissimo tempo, in una convenzione scritta, i patti verbalmente fra loro stabiliti. (vol. II, cap. IV, p. 82) *{{NDR|[[Francesco II delle Due Sicilie]]}} [...] giovine d'indole buona, ma guasto dalla educazione ricevuta. Tenuto sempre lontano dal governo, di cui gli facevano soltanto appurare i formulari ed i regolamenti intramezzati dalle massime di puro dispotismo, e sottoposto alla matrigna Maria Teresa d'Austria<ref>Maria Teresa d'Asburgo-Teschen (1816 – 1867), arciduchessa austriaca, seconda moglie di Ferdinando II di Borbone.</ref>, che voleva farne un imbecille per sostituirgli sul trono Luigi conte di Trani, figlio di lei primogenito; questo principe infelice prendeva le redini dello Stato in un momento, in cui l'idea dell'unità nazionale si faceva gigante, e si presentava agli oppressi popoli del mezzogiorno, come unico mezzo per redimerli da un governo divenuto insopportabile ad un popolo civile. (vol. II, cap. VIII, p. 175) ==''Storie e leggende''== *Il padre di [[Nerone]] chiamossi [[Gneo Domizio Enobarbo (console 32)|Cneo Domizio Enobarbo]], uomo bruttato d'infami delitti, e degno compagno di [[Agrippina minore|Agrippina]], come confessava egli stesso, quando agli amici, congratulantisi per la nascita di un figliuolo, rispose che "da Agrippina e da lui non poteva nascer cosa che non fosse detestabile e dannosa al genere umano". E questo figliuolo, chiamato Domizio da prima, fu più tardi Nerone. (Un imperatore artista, II, p. 5) *[[Lollia Paolina]], dalla madre di Nerone {{NDR|Agrippina minore}} temuta come rivale, fu esiliata, e poco tempo dopo uccisa. Costei possedeva circa otto milioni in pietre preziose: era anche bella, e lo spirito superstizioso dei Romani considerava come un presagio di suprema felicità un doppio dente canino, che non deturpava affatto la sua bocca. E allorché il centurione le presentò la testa della sua rivale, Agrippina volle passare il dito tra le labbra già decomposte e toccare i due denti che l'avevano tanto impensierita. (Un imperatore artista, III, p. 7) *Nerone era un giovinetto intelligente, e quasi timido: dinanzi a sua madre tremava come una foglia; la sua giovine età, la sua inesperienza, l'ebbrezza degli onori supremi a lui tributati, non gli permisero di sottrarsi all'impero della genitrice, verso la quale sentivasi avvinto dal timore e dalla riconoscenza. (Un imperatore artista, III, p. 8) *Le argomentazioni favorevoli e contrarie alla esistenza della [[Papessa Giovanna]] hanno dato motivo a qualche scrittore di affermare che il papato di questa donna venne considerato tanto vergognoso per la Chiesa romana, che fu proibito di parlarne a coloro, che ne furono testimonî; cosicché degli storici contemporanei all'avvenimento, alcuni ne tacquero per rispetto, altri per timore.<br>Questa affermazione non regge affatto alla critica, come adesso dimostreremo. Ammesso che il fatto sia realmente successo, io non trovo ragione alcuna di averlo taciuto, perché la Chiesa Cattolica Romana non può riceverne né danno né disdoro. Non vi sono stati forse dei Papi, che hanno tenuta una condotta tutt'altro che lodevole, senza che la suprema autorità della Chiesa vi abbia scapitato nella sua essenza divina? Gli storici, anche i più ossequenti alla ortodossia romana, non hanno negato né attenuato i difetti, gli errori e anche i delitti commessi dai pontefici; e i nomi di Giovanni XII, di Urbano VI, di Alessandro VI, ecc. sono stati tramandati alla posterità nella loro vera luce, senza scuse e senza attenuanti. (La Papessa Giovanna, XV, p. 92) *Sembra davvero impossibile come una storiella, oggi riconosciuta universalmente per falsa, abbia, per alcuni secoli, tenuta desta l'immaginazione popolare; e come poeti, storici, critici e romanzieri (non esclusi i pittori e gli scultori) si {{sic|sieno}} occupati di essa. Ma ciò non deve affatto meravigliarci. Basta che una sola persona sparga una notizia, sia pur essa inverosimile, la quale alletti l'immaginazione del pubblico con qualcosa di strano e di meraviglioso, perché tutti se ne impadroniscano, la propalino colle relative aggiunte e la diano a credere come vera. Cosi è accaduto della Papessa Giovanna. (La Papessa Giovanna, XXII, p. 109) *Un orribile fatto avveniva in Ferrara nel 1508. La mattina del 6 di giugno, [[Ercole Strozzi]], il più amabile cavalier di Ferrara, l'amico dell'Ariosto e del Bembo, fu trovato morto, avvolto nel suo mantello, sulla via presso la chiesa di S. Francesco: aveva segate le canne della gola, e ventidue ferite per tutto il corpo: ciocche di capelli, ch'ei portava lunghi e ondeggianti, strappate dal cranio, erano sparse intorno per terra. Né sì seppe mai, dice un cronografo ferrarese, chi avesse commesso quest'omicidio; il podestà, notò il [[Paolo Giovio|Giovio]]<ref>''Elogia virorum liter. ill.'' Basileae, 1577. {{NDR|N.d.A}}</ref>, non ne istruì il processo: e il duca Alfonso<ref>Alfonso I d'Este (1476 – 1534), terzo duca di Ferrara, Modena e Reggio e terzo marito di Lucrezia Borgia.</ref>, che era, ed amava apparire, mantenitor severissimo delle leggi, lasciò questa volta che la giustizia tacesse. (Lucrezia Borgia, VII, p. 149) *{{NDR|[[Filippo II di Spagna]]}} [...] vecchio tiranno cupo e severo, talmenteché il carattere stesso degli Spagnuoli fu alterato dal suo regno lugubre; anzi per lungo tempo la nazione portò l'impronta del proprio signore. (Filippo II e Don Carlos, I, p. 169) *L'imperturbabilità di Filippo {{NDR|II}} nelle azioni più vergognose e più inique confonde talmente le idee, che non possiamo non chiedere a noi stessi se un uomo, capace di commettere simili nefandezze, meriti di essere perseguitato come una bestia feroce col ferro e col fuoco, oppure chiuso in una cella da matti. Certamente la sua coscienza non era eguale a quella degli altri uomini. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *La tranquillità dell'animo suo può paragonarsi soltanto a quella del carnefice, che versa il sangue umano e non ha punti rimorsi, sapendo di essere lo strumento della legge. Filippo {{NDR|II}} era – almeno egli lo credeva – {{sic|l'istrumento}} della Divina Provvidenza; e le sue passioni, anche le più odiose, gli sembravano una voce venuta dall'alto. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *Gli ambasciatori veneti, i quali, come ognun sa, avevano incarico dal proprio governo di studiare il carattere dei principi e di riferirne al Gran Consiglio, scrivevano ai reggitori della Repubblica che "l'Infante {{NDR|[[Don Carlos (principe)|Don Carlos]]}}<ref>Don Carlos era il figlio primogenito del re Filippo II di Spagna.</ref> annunziava una crudeltà precoce"; e fra le altre prove, che ne davano, c'era questa: "''uno de' suoi maggiori divertimenti è quello di fare arrostire delle piccole lepri vive''". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 189) *Tutti gli scrittori del tempo, gli oratori veneti, le persone che bazzicavano, a corte, sono unanimi nel dire che {{NDR|Don Carlos}} era bruttissimo. L'ambasciatore austriaco, barone di Dietrichstein, il quale gli voleva molto bene, ce lo descrive "con una gobba in mezzo al dorso, una spalla più alta dell'altra, il petto incavato, la gamba destra {{sic|insensibilmente}} più corta della sinistra, la bocca sempre aperta, la lingua balbuziente, la voce debole e acuta, la faccia giallognola, gli occhi senza espressione". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 191) *{{NDR|Don Carlos}} [...] l'ambasciatore francese Fourquevaulx, che lo conosceva ben da vicino, lo chiamava: ''contraffatto nella persona e nei costumi''; e dire che questo aborto di natura era un mangiatore prodigioso! Egli divorava un cappone intero, e poi s'ingoiava parecchie libbre di frutta. Odiava il vino; ma era capace di bere, durante il giorno, una quantità enorme di acqua diacciata<ref>Toscanismo per "ghiacciata".</ref>. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 192) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_2z4dNZFO6Y8C/page/n3/mode/1up Della civiltà e della sua storia]'', Tipografia Vannucchi, Pisa, 1863. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890<sup>2</sup>. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/CappellettiLetteraturaSpagnuola/mode/1up Letteratura spagnuola. {{small|Aggiuntovi un cenno storico sulla letteratura portoghese}}]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1882. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_SDiu08XJqSYC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. I, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_ItEWYAoQvmQC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. II, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/storieeleggende00cappgoog/page/n9/mode/1up Storie e leggende]'', Fratelli Bocca, Torino, 1905. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Каппеллетти, Ликурго|w_site=ru}} {{DEFAULTSORT:Cappelletti, Licurgo}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 1t73xbxkzqofz62wily7kbng0czbm5x 1420410 1420409 2026-07-14T07:03:33Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Marie-Jeanne Roland de la Platière 1420410 wikitext text/x-wiki '''Licurgo Cappelletti''' (1842 – 1921), insegnante, storico e scrittore italiano. ==''Della civiltà e della sua storia''== ===[[Incipit]]=== L'[[uomo]] è un essere morale, vale a dire un essere intelligente e libero. Egli non può conservare la sua esistenza che in riconoscere gli esseri coi quali è in rapporto, e in osservare questi rapporti medesimi. La conoscenza degli esseri forma la sua scienza: l'osservazione dei rapporti costituisce la sua giustizia. La sapienza è all'uomo necessaria per procedere moralmente, quanto il lume per dirigere sicuramente i suoi passi; e perché egli è libero, la vera regola delle azioni gli è necessaria per non fare una falsa elezione. <!-- (cap. I, p. 7) --> ===Citazioni=== *Il [[Cristianesimo]] procede dall'antichità tutta intiera, ma più specialmente dal Mosaismo. Nel pensiero di [[Gesù|Gesù Cristo]] la sua dottrina non è una innovazione, è lo sviluppo di una dottrina anteriore: egli non venne ad abolire la legge e i profeti, ma a darle compimento. Il Mosaismo era degno di dar nascita al Cristo. (cap. VI, p. 16) *[...] tutti sanno che la predicazione del Vangelo si riassume nella [[carità]]. Il mondo antico non aveva conoscenza alcuna della carità, la forza sola era quella che dominava fra i pagani. (cap. VII, p. 18) *La [[Divina Commedia|{{sic|divina}} Commedia]] è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. (cap. XIII, p. 31) *L'uomo è insaziabile; non potendo misurare l'eternità, egli misura i secoli. (cap. XIV, p. 32) *La [[Riforma protestante|riforma {{NDR|protestante}}]], in generale, è una rivoluzione religiosa insieme e politica: ella però non intese di fare alcun cangiamento alla religione Cristiana: ella accetta la rivelazione e i dogmi formulati dai {{sic|concilii}} dei primi secoli. La decadenza del Cristianesimo e la corruzione del Papato provocarono la riforma. (cap. XIV, p. 33) *L'[[individualismo]] entrò in seguito nella religione, e {{sic|surse}} Calvino. Entrato ancora nella politica vennero fuori i pubblicisti protestanti. L'individualismo nella filosofia tenne fra i suoi seguaci Montaigne; e in ultimo arrivò a combattere contro l'autorità. Tutte queste cose altro non furono che cause indirette della famosa rivoluzione francese del 1789. (cap. XV, p. 34) ==''Le donne della rivoluzione''== ===[[Incipit]]=== *Uno scrittore contemporaneo ha detto che "il regno di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]] riassume tutti i contrasti della vita umana<ref>F. De Vyré, ''Marie-Antoinette, sa vie, sa mort''. Paris, Plon, 1889; pag. 1. {{NDR|N.d.A.}}</ref>." Infatti, quest'infelice principessa provò tutto ciò che un'umana creatura può provare: l'amore de' parenti, l'affetto del marito, la tenerezza de' figli, il rispetto de' sudditi, l'adulazione dei cortigiani, l'odio delle fazioni, i sarcasmi e la maldicenza dei nobili, la diffidenza della Corte, le ingiurie della plebe, le umiliazioni della monarchia atterrata, vilipesa, insultata; quindi, bevendo il calice sino alla feccia, soffrì la prigionia più atroce; vide il suo sposo e sovrano immolato sopra un patibolo; strappati dal seno i propri figli; e finalmente, trascinata dinanzi a un tribunale di sangue, e fatta segno alle più infami e calunniose accuse, fu condannata a morte ed uccisa. <!--(pp. 1-2)--> ===Citazioni=== *Il conte [[Jean-Baptiste du Barry|Giovanni du Barry]] era soprannominato ''Jean le roué''; egli cercava di guadagnare anche sulle sue amanti (ne aveva una collezione completa: alte, basse, nere, bionde, castagne, ecc.); ma, nel secolo passato ciò non era una vergogna; certi scrupoli non esistevano; ognuno faceva il comodo suo; tant'è vero che la Polizia se ne ingeriva pochissimo, perché l'immoralità non aveva nulla a che fare colla politica. Un uomo immorale era chiamato un uomo di spirito; ed un uomo onesto, che avesse gridato contro tale immoralità, sarebbe stato arrestato senza tanti complimenti, e poi chiuso nella Bastiglia. (p. 48) *La giovinetta [[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Phlipon]] veniva da tutti chiamata in casa col nomignolo di Manon: essa aveva un carattere dolce, un'anima forte, un'intelligenza solida, un cuore affettuoso. Fin dalla prima età, si sviluppò in lei spontaneamente una brama ardente d'imparare; e fu un suo zio prete, fratello di sua madre, che le cominciò ad insegnare il latino. Essa studiava con passione; la mattina all'alba si alzava e (lo racconta ella medesima] andava adagio adagio con un piccolo vestitino, e a piedi nudi, in un angolo della camera, nella quale era il suo lavoro, e copiava e ripeteva le sue lezioni con ardore tanto maggiore, quanto i suoi successi divenivano rapidi. (pp. 70-71) *[[Teresa Cabarrus|Teresa {{NDR|Cabarrus}}]] giunse a Parigi in tutto lo splendore della sua bellezza spagnuola: la sua apparizione fu come uno sprazzo di vivida luce nelle sale aristocratiche della superba metropoli. Ella aveva sedici anni; possedeva moltissimo spirito; parlava molto, e parlava bene, con quell'accento colorito che è una proprietà esclusiva delle donne meridionali: ella cantava con quella soave noncuranza di chi nasconde il proprio sapere. Alessandro Lameth<ref>Alexandre de Lameth (1760-1829), politico e generale francese.</ref> diceva: "La natura le ha detto: canta! ed ella ha cantato; le ha detto: balla! ed ella ha ballato". Infatti danzava come cantava, cioè con quella grazia innata, e con quella gaiezza di cuore delle creature predilette dal cielo. (p. 269) ==''Letteratura spagnuola''== *Fra i più illustri scrittori di questo secolo {{NDR|XVI}} devesi annoverare don [[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco|Diego Hurtado de Mendoza]], il quale appartiene a quella categoria d'uomini insigni che sapevano maneggiare bene la spada come la penna, e di cui la Spagna ci ha dato tanti splendidi esempî. (cap. V, p. 30) *Erudito e letterato, Mendoza è il primo storico spagnuolo che abbia saputo unire l'eloquenza alla politica; egli ha saputo altresì riprodurre naturalmente la maniera dei grandi storici dell'antichità. [...]. Lo scrittore che Mendoza ha scelto a modello, è lo storico latino Sallustio. Egli ne imita felicemente le sentenze, e qualche volta la concisione e l'oscurità. (cap. V, pp. 31-32) *[[Fernando de Herrera|{{sic|Ferdinando}} de Herrera]], detto il ''divino'', fu uomo di focosa immaginazione, di alti pensamenti e di erudizione vastissima. [...]. Fu poeta d'ingegno vigoroso, pieno di ardore per aprire una nuova via e per affrontare le critiche: ma il nuovo stile, che egli volle introdurre nella poesia spagnuola, lo aveva già prima maturato nella sua mente: le sue espressioni non venivano dal cuore, e in mezzo alle sue più grandi bellezze si manifesta sempre l'artifizio. (cap. V, p. 34) *Herrera, quantunque grande poeta, aprì la via alle stravaganze dei ''cultisti'', che esagerarono la sua maniera, senza possedere le sue profonde e svariate cognizioni, né l'elevatezza naturale del suo talento. Egli, come ben dice il Baret, merita di essere studiato dai giovani poeti, come Michelangelo dai disegnatori. (cap. V, p. 34) *Le produzioni religiose di [[Lope de Vega]] sono le più estranee al nostro gusto ed alle nostre abitudini. Bisogna essere spagnuolo, ovvero entrare nello spirito, nelle credenze forti e sincere, nelle abitudini di questo paese per non essere urtato da quel miscuglio di sacro e di profano, da quelle allegorie bizzarre, da quell'apparecchio assai simile alla pompa delle opere in musica, che s'incontrano in quei drammi sacri. (cap. IX, pp. 62-63) *Malgrado le sue tendenze teologiche, malgrado una certa affettazione, malgrado una certa oscurità nello stile, [[Pedro Calderón de la Barca|Calderon]] non è uno scrittore nojoso come credono taluni, ma invece è un autore sublime. (cap. X, p. 76) *I lavori drammatici di [[Antonio de Solís|Solis]] sono abbastanza regolari, condotti con vivacità, e notevoli per intreccio. Egli varia, assai più che Calderon, i caratteri de' suoi personaggi, ma è ben {{sic|lunge}} dal possederne la la forza non che la ricchezza d'immaginazione. [...] Ma egli gode fama nella repubblica delle lettere più come storico che come commediografo. (cap. XI, p. 80) *Il merito di [[Tirso de Molina|Molina]] consiste soprattutto nello stile, ov'egli spiega una straordinaria ricchezza di poesia, ed una profonda conoscenza della lingua castigliana, specialmente della lingua popolare. Ed ivi sta tutta la sua arte. (cap. XI, p. 82) *Rivale felice di Molière, Tirso de Molina ha imprestato il tipo del suo don Giovanni a Goethe e a Byron, ed ha ispirato una delle più belle opere di Mozart; e questa non è al certo una piccola gloria per il suo nome. (cap. XI, p. 82) *Uno degli autori comici che goderono maggior riputazione nel secolo XVII, fu don [[Francisco de Rojas Zorrilla|Francesco de Rojas {{sic|Zorilla}}]] [...] i suoi lavori drammatici gli hanno creato una fama durevole, e specialmente la bellissima commedia che ha per titolo: ''Garcia del Casteñar'', la quale anche ai giorni nostri gode di una straordinaria popolarità. Essa ci offre delle situazioni veramente energiche, condotte con naturalezza, e sviluppate con talento. Però Rojas non raggiunge sempre la medesima altezza in tutti i suoi lavori: negli uni, egli tocca il ridicolo per la bizzarria del soggetto come per l'affettazione dello stile; negli altri, al contrario, si manifesta gran pittore di caratteri ed eccellente scrittore. (cap. XI, pp. 84-85) *Formatosi sugli antichi modelli, [[Francisco Manuel de Melo|Melo]] è un pensatore ed uno scrittore di prim'ordine: supera perfino Mendoza<ref>[[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco]].</ref> per l'insieme delle qualità che costituiscono il vero storico, cioè: l'elevatezza del carattere, l'equità dei giudizi, la bellezza energica dello stile. I discorsi introdotti nel racconto, secondo la maniera degli antichi, sono notevoli per la loro eloquenza. Lungamente dimenticata, l'opera di Melo non rivide la luce che al cominciamento del secolo attuale. (cap. XIII, p. 110-111) *[[Fray Luis de Granada|Luigi di {{sic|Granata}}]], che il Baret stima degno di essere paragonato a Bousset<ref>Jacques Bénigne Bossuet (1627 – 1704).</ref> ed a Massillon<ref>Jean-Baptiste Massillon (1663 – 1742).</ref>, fu il primo scrittore religioso ed il miglior predicatore dei tempi suoi. [...]. Il suo stile è un modello di eleganza, d'energia e di grandezza; ed essendo egli profondamente versato negli studi classici dell'antichità, il suo periodare somiglia molto a quello di Cicerone; tanto è vero che gli Spagnuoli lo riguardano come il primo prosatore del loro gran secolo. (cap. XIV, pp. 116-117) *[[Modesto Lafuente]] è quegli a cui spetta incontestabilmente il primo posto in questo ramo {{NDR|la storia}} della letteratura spagnuola contemporanea. Egli è autore d'una ''Storia generale di Spagna'' in ventotto volumi. È questa un'opera grande, intorno a cui Lafuente ha lavorato per ventidue anni consecutivi, senza che abbia mai palesato la benché menoma fatica, la più lieve esitazione. (cap. XVIII, p. 164) *{{sic|Patriotta}} sincero, Lafuente non è per nulla accecato dall'amor proprio nazionale: egli conosce il lato debole del suo paese, e gli dice la verità con una franchezza ed un coraggio altamente ammirabili. (cap. XVIII, p. 164) *[[Emilio Castelar]] non appartiene menomamente a questa categoria di repubblicani {{NDR|che abbiamo qui in Italia}}; egli, quantunque invochi di sovente le conclusioni della scienza e le esigenze della ragione umana, non trascura mai l'ideale, l'infinito, il sentimento. I suoi principi democratici nulla contengono di antireligioso, di materialista. (cap. XIX, p. 172) *Castelar ha scritto molto, e intorno a soggetti svariati. Quantunque egli abbia l'anima ardente d'un poeta, non ha mai scritto un verso, e possiede una mediocre facoltà inventiva. (cap. XIX, p. 173) *[...] in tutte le opere dei filosofi spagnuoli si manifesta una generale tendenza verso lo spiritualismo. Il sensualismo di Locke e di {{sic|Condilac}}, lo scetticismo di Hume, il positivismo d'Augusto Comte, non sono in Ispagna seriamente discussi; o, per dire il vero, non sono compresi<ref>Infatti le fredde teorie dei filosofi della Germania e dell'Inghilterra non possono allignare presso una nazione attiva, entusiasta, che sente vivamente, e solo verso il cielo rivolge tutte le sue aspirazioni ideali. {{NDR|N.d.A.}}</reF>. (cap. XIX, p. 174) *Don [[Jaime Balmes|Giacomo Balmes]] [...] fu sacerdote di gran talento, e quantunque abbia vissuto soli 38 anni, pure esercitò una grande influenza {{sic|su'}} suoi contemporanei. Egli impiegò tutte le facoltà di una natura ardente, vigorosa, appassionata, severa, a difendere la sua fede contro i colpi terribili, che continuamente le scagliavano gli {{sic|avversarî}} del cristianesimo. (cap. XIX, p. 175) *Fondatore della lingua classica {{NDR|portoghese}}, insieme a Miranda<ref>Francisco de Sá de Miranda (1481 – 1558), poeta e drammaturgo portoghese.</ref>, e suo emulo nell'agone poetico, fu [[António Ferreira|Antonio Ferreira]] [...]. I suoi {{sic|compatriotti}} lo hanno chiamato l'''Orazio portoghese''. Ed infatti egli aveva preso a modello il grande poeta venosino<ref>[[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] nacque a Venosa, comune dell'attuale provincia di Potenza.</ref>. Adottò esclusivamente i metri italiani, e non compose giammai né ''redondilhas'', né versi d'altra specie nell'antico stile nazionale. (''La letteratura portoghese'', cap. III, pp. 183-184) *Ferreira, oltre le sue opere drammatiche, ci ha lasciato una quantità di epistole, di odi, di sonetti, di elegie, nelle quali, per vero dire, l'immaginazione lascia qualche cosa a desiderare. Questo illustre scrittore ha però dato prova di un alto talento drammatico nella sua ''Ines de Castro'', soggetto tentato da molti scrittori d'ogni paese. (''La letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *Nella tragedia di Ferreira si ammirano soprattutto i Cori, il cui lirismo elevato ricorda sovente le poetiche ispirazioni del dramma antico. Lo spirito cavalleresco aggiunge a questa tragedia l'elevatezza del sentimento moderno, e quantunque vi difetti l'azione, pure in alcune scene non si {{sic|può a meno}} di provare una profonda emozione. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *La letteratura portoghese, che non è certo ricca di uomini insigni, come lo sono quelle delle principali nazioni d'Europa, ha però un poeta che essa può {{sic|altieramente}} contrapporre ai poeti i più grandi, i più gloriosi degli altri paesi. Questi è [[Luís de Camões|{{sic|Luigi de Camoens}}]] [...]. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. IV, p. 186) *[[Manuel de Faria e Sousa|Manuel de Faria e {{sic|Souza}}]] (1590–1649) fu un poeta il quale, a' suoi tempi, si creò una grande reputazione, che però la posterità non gli ha conservata. Scrisse parecchie ''Egloghe'' erotiche, rustiche, critiche, marittime, funebri, venatorie, monastiche, fantastiche, ecc. È un vero assedio che confina col ridicolo. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) *{{sic|Souza}} ha scritto in lingua castigliana la ''Europa portoghese'', la quale non è che una storia generale del Portogallo, che comincia dalle origini de mondo. In questo lavoro l'autore si occupa più dello stile e della pompa della narrazione che dell'esattezza storica: il gongorismo<ref>Estetica letteraria del barocco spagnolo (dal poeta [[Luis de Góngora]]).</ref> prevale in ogni pagina del libro, e nuoce singolarmente alle qualità che debbono primeggiare in uno storico. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) ==''Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno''== ===[[Incipit]]=== La battaglia di Novara e l'abdicazione del re Carlo Alberto avevano reso assai tristi le condizioni de Piemonte. La sera stessa del fatale 23 marzo, il re abdicatario, accompagnato da due sole persone di servizio, s'incamminò alla volta del suo lontano e solitario esilio. Il duca di Savoia, suo figlio primogenito, saliva al trono, assumendo il nome di Vittorio Emanuele II. <!--(vol. I, cap. I, p. 1)--> ===Citazioni=== *Era il [[Giuseppe Siccardi|Siccardi]] {{sic|maleviso}} ai clericali ed ai reazionari, perché lo si sapeva tenero delle libertà statutarie ed avverso alle pretese della curia romana. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{sic|D'Azeglio}}]], il quale voleva frenare il partito clericale, credé bene di affidare al Siccardi il ministero della giustizia e dei culti, sapendolo uomo energico e risoluto, e, meglio d'ogni altro, atto a combattere e a vincere, nelle riforme legislative, la lotta con Roma. (vol. I, cap. IV, pp. 92-93) *La nomina di [[Luigi Cibrario|Cibrario]] {{NDR|al ministero delle Finanze nel governo di Massimo d'Azeglio}} fu soggetto di severi commenti: tutti si meravigliavano, e giustamente, che a un dicastero così importante fosse proposto un uomo, perito nelle storiche e nelle letterarie discipline, ma di cose amministrative e finanziarie totalmente digiuno. (vol. I, cap. VII, p. 170) *Il marchese [[Cosimo Ridolfi]], già aio degli arciduchi Ferdinando e Carlo<ref>Ferdinando IV d'Asburgo-Lorena (1835 – 1908) ultimo Granduca di Toscana e il fratello Carlo Salvatore d'Asburgo-Lorena (1839 – 1892).</ref>, per antica dimestichezza affezionato alla dinastia, scrisse una lettera al granduca {{NDR|[[Leopoldo II di Toscana]]}}, nella quale gli mostrò come fosse giunto il momento di decidersi, abbracciando una politica nazionale e abbandonando quella reazionaria e anti-italiana, fino allora seguita. La lettera terminava col consigliare il sovrano ad abdicare in favore dell'arciduca Ferdinando, principe ereditario. Lo scritto del marchese Ridolfi pervenne a Leopoldo II alle 9 ant. del giorno 27 aprile; pochi minuti dopo, al latore della medesima fu data la seguente laconica risposta: «Sua Altezza ringrazia». (vol. II, cap. II, p. 31) *L'incontro fra i due sovrani {{NDR|Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d'Austria}}, scortati ciascuno da un brillante e numeroso seguito, avvenne a circa due chilometri da [[Armistizio di Villafranca|Villafranca]]. Si strinsero la mano, come fossero stati due vecchi amici; e dopo essersi presentati reciprocamente il proprio seguito, presero la via che conduceva al villaggio. Ivi giunti, si fermarono dinanzi ad una casa di modesta apparenza; e saliti al primo piano, entrarono in un salotto, dove stettero chiusi per circa un'ora e mezzo. Nessuna traccia scritta, nessun processo verbale rimase degli accordi stati combinati fra loro. Soltanto si seppe che essi, separandosi con grandi dimostrazioni di scambievole cortesia, avevan preso l'impegno di riassumere entro brevissimo tempo, in una convenzione scritta, i patti verbalmente fra loro stabiliti. (vol. II, cap. IV, p. 82) *{{NDR|[[Francesco II delle Due Sicilie]]}} [...] giovine d'indole buona, ma guasto dalla educazione ricevuta. Tenuto sempre lontano dal governo, di cui gli facevano soltanto appurare i formulari ed i regolamenti intramezzati dalle massime di puro dispotismo, e sottoposto alla matrigna Maria Teresa d'Austria<ref>Maria Teresa d'Asburgo-Teschen (1816 – 1867), arciduchessa austriaca, seconda moglie di Ferdinando II di Borbone.</ref>, che voleva farne un imbecille per sostituirgli sul trono Luigi conte di Trani, figlio di lei primogenito; questo principe infelice prendeva le redini dello Stato in un momento, in cui l'idea dell'unità nazionale si faceva gigante, e si presentava agli oppressi popoli del mezzogiorno, come unico mezzo per redimerli da un governo divenuto insopportabile ad un popolo civile. (vol. II, cap. VIII, p. 175) ==''Storie e leggende''== *Il padre di [[Nerone]] chiamossi [[Gneo Domizio Enobarbo (console 32)|Cneo Domizio Enobarbo]], uomo bruttato d'infami delitti, e degno compagno di [[Agrippina minore|Agrippina]], come confessava egli stesso, quando agli amici, congratulantisi per la nascita di un figliuolo, rispose che "da Agrippina e da lui non poteva nascer cosa che non fosse detestabile e dannosa al genere umano". E questo figliuolo, chiamato Domizio da prima, fu più tardi Nerone. (Un imperatore artista, II, p. 5) *[[Lollia Paolina]], dalla madre di Nerone {{NDR|Agrippina minore}} temuta come rivale, fu esiliata, e poco tempo dopo uccisa. Costei possedeva circa otto milioni in pietre preziose: era anche bella, e lo spirito superstizioso dei Romani considerava come un presagio di suprema felicità un doppio dente canino, che non deturpava affatto la sua bocca. E allorché il centurione le presentò la testa della sua rivale, Agrippina volle passare il dito tra le labbra già decomposte e toccare i due denti che l'avevano tanto impensierita. (Un imperatore artista, III, p. 7) *Nerone era un giovinetto intelligente, e quasi timido: dinanzi a sua madre tremava come una foglia; la sua giovine età, la sua inesperienza, l'ebbrezza degli onori supremi a lui tributati, non gli permisero di sottrarsi all'impero della genitrice, verso la quale sentivasi avvinto dal timore e dalla riconoscenza. (Un imperatore artista, III, p. 8) *Le argomentazioni favorevoli e contrarie alla esistenza della [[Papessa Giovanna]] hanno dato motivo a qualche scrittore di affermare che il papato di questa donna venne considerato tanto vergognoso per la Chiesa romana, che fu proibito di parlarne a coloro, che ne furono testimonî; cosicché degli storici contemporanei all'avvenimento, alcuni ne tacquero per rispetto, altri per timore.<br>Questa affermazione non regge affatto alla critica, come adesso dimostreremo. Ammesso che il fatto sia realmente successo, io non trovo ragione alcuna di averlo taciuto, perché la Chiesa Cattolica Romana non può riceverne né danno né disdoro. Non vi sono stati forse dei Papi, che hanno tenuta una condotta tutt'altro che lodevole, senza che la suprema autorità della Chiesa vi abbia scapitato nella sua essenza divina? Gli storici, anche i più ossequenti alla ortodossia romana, non hanno negato né attenuato i difetti, gli errori e anche i delitti commessi dai pontefici; e i nomi di Giovanni XII, di Urbano VI, di Alessandro VI, ecc. sono stati tramandati alla posterità nella loro vera luce, senza scuse e senza attenuanti. (La Papessa Giovanna, XV, p. 92) *Sembra davvero impossibile come una storiella, oggi riconosciuta universalmente per falsa, abbia, per alcuni secoli, tenuta desta l'immaginazione popolare; e come poeti, storici, critici e romanzieri (non esclusi i pittori e gli scultori) si {{sic|sieno}} occupati di essa. Ma ciò non deve affatto meravigliarci. Basta che una sola persona sparga una notizia, sia pur essa inverosimile, la quale alletti l'immaginazione del pubblico con qualcosa di strano e di meraviglioso, perché tutti se ne impadroniscano, la propalino colle relative aggiunte e la diano a credere come vera. Cosi è accaduto della Papessa Giovanna. (La Papessa Giovanna, XXII, p. 109) *Un orribile fatto avveniva in Ferrara nel 1508. La mattina del 6 di giugno, [[Ercole Strozzi]], il più amabile cavalier di Ferrara, l'amico dell'Ariosto e del Bembo, fu trovato morto, avvolto nel suo mantello, sulla via presso la chiesa di S. Francesco: aveva segate le canne della gola, e ventidue ferite per tutto il corpo: ciocche di capelli, ch'ei portava lunghi e ondeggianti, strappate dal cranio, erano sparse intorno per terra. Né sì seppe mai, dice un cronografo ferrarese, chi avesse commesso quest'omicidio; il podestà, notò il [[Paolo Giovio|Giovio]]<ref>''Elogia virorum liter. ill.'' Basileae, 1577. {{NDR|N.d.A}}</ref>, non ne istruì il processo: e il duca Alfonso<ref>Alfonso I d'Este (1476 – 1534), terzo duca di Ferrara, Modena e Reggio e terzo marito di Lucrezia Borgia.</ref>, che era, ed amava apparire, mantenitor severissimo delle leggi, lasciò questa volta che la giustizia tacesse. (Lucrezia Borgia, VII, p. 149) *{{NDR|[[Filippo II di Spagna]]}} [...] vecchio tiranno cupo e severo, talmenteché il carattere stesso degli Spagnuoli fu alterato dal suo regno lugubre; anzi per lungo tempo la nazione portò l'impronta del proprio signore. (Filippo II e Don Carlos, I, p. 169) *L'imperturbabilità di Filippo {{NDR|II}} nelle azioni più vergognose e più inique confonde talmente le idee, che non possiamo non chiedere a noi stessi se un uomo, capace di commettere simili nefandezze, meriti di essere perseguitato come una bestia feroce col ferro e col fuoco, oppure chiuso in una cella da matti. Certamente la sua coscienza non era eguale a quella degli altri uomini. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *La tranquillità dell'animo suo può paragonarsi soltanto a quella del carnefice, che versa il sangue umano e non ha punti rimorsi, sapendo di essere lo strumento della legge. Filippo {{NDR|II}} era – almeno egli lo credeva – {{sic|l'istrumento}} della Divina Provvidenza; e le sue passioni, anche le più odiose, gli sembravano una voce venuta dall'alto. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *Gli ambasciatori veneti, i quali, come ognun sa, avevano incarico dal proprio governo di studiare il carattere dei principi e di riferirne al Gran Consiglio, scrivevano ai reggitori della Repubblica che "l'Infante {{NDR|[[Don Carlos (principe)|Don Carlos]]}}<ref>Don Carlos era il figlio primogenito del re Filippo II di Spagna.</ref> annunziava una crudeltà precoce"; e fra le altre prove, che ne davano, c'era questa: "''uno de' suoi maggiori divertimenti è quello di fare arrostire delle piccole lepri vive''". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 189) *Tutti gli scrittori del tempo, gli oratori veneti, le persone che bazzicavano, a corte, sono unanimi nel dire che {{NDR|Don Carlos}} era bruttissimo. L'ambasciatore austriaco, barone di Dietrichstein, il quale gli voleva molto bene, ce lo descrive "con una gobba in mezzo al dorso, una spalla più alta dell'altra, il petto incavato, la gamba destra {{sic|insensibilmente}} più corta della sinistra, la bocca sempre aperta, la lingua balbuziente, la voce debole e acuta, la faccia giallognola, gli occhi senza espressione". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 191) *{{NDR|Don Carlos}} [...] l'ambasciatore francese Fourquevaulx, che lo conosceva ben da vicino, lo chiamava: ''contraffatto nella persona e nei costumi''; e dire che questo aborto di natura era un mangiatore prodigioso! Egli divorava un cappone intero, e poi s'ingoiava parecchie libbre di frutta. Odiava il vino; ma era capace di bere, durante il giorno, una quantità enorme di acqua diacciata<ref>Toscanismo per "ghiacciata".</ref>. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 192) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_2z4dNZFO6Y8C/page/n3/mode/1up Della civiltà e della sua storia]'', Tipografia Vannucchi, Pisa, 1863. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890<sup>2</sup>. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/CappellettiLetteraturaSpagnuola/mode/1up Letteratura spagnuola. {{small|Aggiuntovi un cenno storico sulla letteratura portoghese}}]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1882. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_SDiu08XJqSYC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. I, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_ItEWYAoQvmQC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. II, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/storieeleggende00cappgoog/page/n9/mode/1up Storie e leggende]'', Fratelli Bocca, Torino, 1905. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Каппеллетти, Ликурго|w_site=ru}} {{DEFAULTSORT:Cappelletti, Licurgo}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9hq7fzr5wd0cnycsusy7necqrx1jlmn 1420413 1420410 2026-07-14T07:04:23Z Gaux 18878 /* Citazioni */ corsivo 1420413 wikitext text/x-wiki '''Licurgo Cappelletti''' (1842 – 1921), insegnante, storico e scrittore italiano. ==''Della civiltà e della sua storia''== ===[[Incipit]]=== L'[[uomo]] è un essere morale, vale a dire un essere intelligente e libero. Egli non può conservare la sua esistenza che in riconoscere gli esseri coi quali è in rapporto, e in osservare questi rapporti medesimi. La conoscenza degli esseri forma la sua scienza: l'osservazione dei rapporti costituisce la sua giustizia. La sapienza è all'uomo necessaria per procedere moralmente, quanto il lume per dirigere sicuramente i suoi passi; e perché egli è libero, la vera regola delle azioni gli è necessaria per non fare una falsa elezione. <!-- (cap. I, p. 7) --> ===Citazioni=== *Il [[Cristianesimo]] procede dall'antichità tutta intiera, ma più specialmente dal Mosaismo. Nel pensiero di [[Gesù|Gesù Cristo]] la sua dottrina non è una innovazione, è lo sviluppo di una dottrina anteriore: egli non venne ad abolire la legge e i profeti, ma a darle compimento. Il Mosaismo era degno di dar nascita al Cristo. (cap. VI, p. 16) *[...] tutti sanno che la predicazione del Vangelo si riassume nella [[carità]]. Il mondo antico non aveva conoscenza alcuna della carità, la forza sola era quella che dominava fra i pagani. (cap. VII, p. 18) *La [[Divina Commedia|{{sic|divina}} Commedia]] è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. (cap. XIII, p. 31) *L'uomo è insaziabile; non potendo misurare l'eternità, egli misura i secoli. (cap. XIV, p. 32) *La [[Riforma protestante|riforma {{NDR|protestante}}]], in generale, è una rivoluzione religiosa insieme e politica: ella però non intese di fare alcun cangiamento alla religione Cristiana: ella accetta la rivelazione e i dogmi formulati dai {{sic|concilii}} dei primi secoli. La decadenza del Cristianesimo e la corruzione del Papato provocarono la riforma. (cap. XIV, p. 33) *L'[[individualismo]] entrò in seguito nella religione, e {{sic|surse}} Calvino. Entrato ancora nella politica vennero fuori i pubblicisti protestanti. L'individualismo nella filosofia tenne fra i suoi seguaci Montaigne; e in ultimo arrivò a combattere contro l'autorità. Tutte queste cose altro non furono che cause indirette della famosa rivoluzione francese del 1789. (cap. XV, p. 34) ==''Le donne della rivoluzione''== ===[[Incipit]]=== *Uno scrittore contemporaneo ha detto che "il regno di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]] riassume tutti i contrasti della vita umana<ref>F. De Vyré, ''Marie-Antoinette, sa vie, sa mort''. Paris, Plon, 1889; pag. 1. {{NDR|N.d.A.}}</ref>." Infatti, quest'infelice principessa provò tutto ciò che un'umana creatura può provare: l'amore de' parenti, l'affetto del marito, la tenerezza de' figli, il rispetto de' sudditi, l'adulazione dei cortigiani, l'odio delle fazioni, i sarcasmi e la maldicenza dei nobili, la diffidenza della Corte, le ingiurie della plebe, le umiliazioni della monarchia atterrata, vilipesa, insultata; quindi, bevendo il calice sino alla feccia, soffrì la prigionia più atroce; vide il suo sposo e sovrano immolato sopra un patibolo; strappati dal seno i propri figli; e finalmente, trascinata dinanzi a un tribunale di sangue, e fatta segno alle più infami e calunniose accuse, fu condannata a morte ed uccisa. <!--(pp. 1-2)--> ===Citazioni=== *Il conte [[Jean-Baptiste du Barry|Giovanni du Barry]] era soprannominato ''Jean le roué''; egli cercava di guadagnare anche sulle sue amanti (ne aveva una collezione completa: alte, basse, nere, bionde, castagne, ecc.); ma, nel secolo passato ciò non era una vergogna; certi scrupoli non esistevano; ognuno faceva il comodo suo; tant'è vero che la Polizia se ne ingeriva pochissimo, perché l'immoralità non aveva nulla a che fare colla politica. Un uomo immorale era chiamato un uomo di spirito; ed un uomo onesto, che avesse gridato contro tale immoralità, sarebbe stato arrestato senza tanti complimenti, e poi chiuso nella Bastiglia. (p. 48) *La giovinetta [[Marie-Jeanne Roland de la Platière|Phlipon]] veniva da tutti chiamata in casa col nomignolo di ''Manon'': essa aveva un carattere dolce, un'anima forte, un'intelligenza solida, un cuore affettuoso. Fin dalla prima età, si sviluppò in lei spontaneamente una brama ardente d'imparare; e fu un suo zio prete, fratello di sua madre, che le cominciò ad insegnare il latino. Essa studiava con passione; la mattina all'alba si alzava e (lo racconta ella medesima] andava adagio adagio con un piccolo vestitino, e a piedi nudi, in un angolo della camera, nella quale era il suo lavoro, e copiava e ripeteva le sue lezioni con ardore tanto maggiore, quanto i suoi successi divenivano rapidi. (pp. 70-71) *[[Teresa Cabarrus|Teresa {{NDR|Cabarrus}}]] giunse a Parigi in tutto lo splendore della sua bellezza spagnuola: la sua apparizione fu come uno sprazzo di vivida luce nelle sale aristocratiche della superba metropoli. Ella aveva sedici anni; possedeva moltissimo spirito; parlava molto, e parlava bene, con quell'accento colorito che è una proprietà esclusiva delle donne meridionali: ella cantava con quella soave noncuranza di chi nasconde il proprio sapere. Alessandro Lameth<ref>Alexandre de Lameth (1760-1829), politico e generale francese.</ref> diceva: "La natura le ha detto: canta! ed ella ha cantato; le ha detto: balla! ed ella ha ballato". Infatti danzava come cantava, cioè con quella grazia innata, e con quella gaiezza di cuore delle creature predilette dal cielo. (p. 269) ==''Letteratura spagnuola''== *Fra i più illustri scrittori di questo secolo {{NDR|XVI}} devesi annoverare don [[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco|Diego Hurtado de Mendoza]], il quale appartiene a quella categoria d'uomini insigni che sapevano maneggiare bene la spada come la penna, e di cui la Spagna ci ha dato tanti splendidi esempî. (cap. V, p. 30) *Erudito e letterato, Mendoza è il primo storico spagnuolo che abbia saputo unire l'eloquenza alla politica; egli ha saputo altresì riprodurre naturalmente la maniera dei grandi storici dell'antichità. [...]. Lo scrittore che Mendoza ha scelto a modello, è lo storico latino Sallustio. Egli ne imita felicemente le sentenze, e qualche volta la concisione e l'oscurità. (cap. V, pp. 31-32) *[[Fernando de Herrera|{{sic|Ferdinando}} de Herrera]], detto il ''divino'', fu uomo di focosa immaginazione, di alti pensamenti e di erudizione vastissima. [...]. Fu poeta d'ingegno vigoroso, pieno di ardore per aprire una nuova via e per affrontare le critiche: ma il nuovo stile, che egli volle introdurre nella poesia spagnuola, lo aveva già prima maturato nella sua mente: le sue espressioni non venivano dal cuore, e in mezzo alle sue più grandi bellezze si manifesta sempre l'artifizio. (cap. V, p. 34) *Herrera, quantunque grande poeta, aprì la via alle stravaganze dei ''cultisti'', che esagerarono la sua maniera, senza possedere le sue profonde e svariate cognizioni, né l'elevatezza naturale del suo talento. Egli, come ben dice il Baret, merita di essere studiato dai giovani poeti, come Michelangelo dai disegnatori. (cap. V, p. 34) *Le produzioni religiose di [[Lope de Vega]] sono le più estranee al nostro gusto ed alle nostre abitudini. Bisogna essere spagnuolo, ovvero entrare nello spirito, nelle credenze forti e sincere, nelle abitudini di questo paese per non essere urtato da quel miscuglio di sacro e di profano, da quelle allegorie bizzarre, da quell'apparecchio assai simile alla pompa delle opere in musica, che s'incontrano in quei drammi sacri. (cap. IX, pp. 62-63) *Malgrado le sue tendenze teologiche, malgrado una certa affettazione, malgrado una certa oscurità nello stile, [[Pedro Calderón de la Barca|Calderon]] non è uno scrittore nojoso come credono taluni, ma invece è un autore sublime. (cap. X, p. 76) *I lavori drammatici di [[Antonio de Solís|Solis]] sono abbastanza regolari, condotti con vivacità, e notevoli per intreccio. Egli varia, assai più che Calderon, i caratteri de' suoi personaggi, ma è ben {{sic|lunge}} dal possederne la la forza non che la ricchezza d'immaginazione. [...] Ma egli gode fama nella repubblica delle lettere più come storico che come commediografo. (cap. XI, p. 80) *Il merito di [[Tirso de Molina|Molina]] consiste soprattutto nello stile, ov'egli spiega una straordinaria ricchezza di poesia, ed una profonda conoscenza della lingua castigliana, specialmente della lingua popolare. Ed ivi sta tutta la sua arte. (cap. XI, p. 82) *Rivale felice di Molière, Tirso de Molina ha imprestato il tipo del suo don Giovanni a Goethe e a Byron, ed ha ispirato una delle più belle opere di Mozart; e questa non è al certo una piccola gloria per il suo nome. (cap. XI, p. 82) *Uno degli autori comici che goderono maggior riputazione nel secolo XVII, fu don [[Francisco de Rojas Zorrilla|Francesco de Rojas {{sic|Zorilla}}]] [...] i suoi lavori drammatici gli hanno creato una fama durevole, e specialmente la bellissima commedia che ha per titolo: ''Garcia del Casteñar'', la quale anche ai giorni nostri gode di una straordinaria popolarità. Essa ci offre delle situazioni veramente energiche, condotte con naturalezza, e sviluppate con talento. Però Rojas non raggiunge sempre la medesima altezza in tutti i suoi lavori: negli uni, egli tocca il ridicolo per la bizzarria del soggetto come per l'affettazione dello stile; negli altri, al contrario, si manifesta gran pittore di caratteri ed eccellente scrittore. (cap. XI, pp. 84-85) *Formatosi sugli antichi modelli, [[Francisco Manuel de Melo|Melo]] è un pensatore ed uno scrittore di prim'ordine: supera perfino Mendoza<ref>[[Diego Hurtado de Mendoza y Pacheco]].</ref> per l'insieme delle qualità che costituiscono il vero storico, cioè: l'elevatezza del carattere, l'equità dei giudizi, la bellezza energica dello stile. I discorsi introdotti nel racconto, secondo la maniera degli antichi, sono notevoli per la loro eloquenza. Lungamente dimenticata, l'opera di Melo non rivide la luce che al cominciamento del secolo attuale. (cap. XIII, p. 110-111) *[[Fray Luis de Granada|Luigi di {{sic|Granata}}]], che il Baret stima degno di essere paragonato a Bousset<ref>Jacques Bénigne Bossuet (1627 – 1704).</ref> ed a Massillon<ref>Jean-Baptiste Massillon (1663 – 1742).</ref>, fu il primo scrittore religioso ed il miglior predicatore dei tempi suoi. [...]. Il suo stile è un modello di eleganza, d'energia e di grandezza; ed essendo egli profondamente versato negli studi classici dell'antichità, il suo periodare somiglia molto a quello di Cicerone; tanto è vero che gli Spagnuoli lo riguardano come il primo prosatore del loro gran secolo. (cap. XIV, pp. 116-117) *[[Modesto Lafuente]] è quegli a cui spetta incontestabilmente il primo posto in questo ramo {{NDR|la storia}} della letteratura spagnuola contemporanea. Egli è autore d'una ''Storia generale di Spagna'' in ventotto volumi. È questa un'opera grande, intorno a cui Lafuente ha lavorato per ventidue anni consecutivi, senza che abbia mai palesato la benché menoma fatica, la più lieve esitazione. (cap. XVIII, p. 164) *{{sic|Patriotta}} sincero, Lafuente non è per nulla accecato dall'amor proprio nazionale: egli conosce il lato debole del suo paese, e gli dice la verità con una franchezza ed un coraggio altamente ammirabili. (cap. XVIII, p. 164) *[[Emilio Castelar]] non appartiene menomamente a questa categoria di repubblicani {{NDR|che abbiamo qui in Italia}}; egli, quantunque invochi di sovente le conclusioni della scienza e le esigenze della ragione umana, non trascura mai l'ideale, l'infinito, il sentimento. I suoi principi democratici nulla contengono di antireligioso, di materialista. (cap. XIX, p. 172) *Castelar ha scritto molto, e intorno a soggetti svariati. Quantunque egli abbia l'anima ardente d'un poeta, non ha mai scritto un verso, e possiede una mediocre facoltà inventiva. (cap. XIX, p. 173) *[...] in tutte le opere dei filosofi spagnuoli si manifesta una generale tendenza verso lo spiritualismo. Il sensualismo di Locke e di {{sic|Condilac}}, lo scetticismo di Hume, il positivismo d'Augusto Comte, non sono in Ispagna seriamente discussi; o, per dire il vero, non sono compresi<ref>Infatti le fredde teorie dei filosofi della Germania e dell'Inghilterra non possono allignare presso una nazione attiva, entusiasta, che sente vivamente, e solo verso il cielo rivolge tutte le sue aspirazioni ideali. {{NDR|N.d.A.}}</reF>. (cap. XIX, p. 174) *Don [[Jaime Balmes|Giacomo Balmes]] [...] fu sacerdote di gran talento, e quantunque abbia vissuto soli 38 anni, pure esercitò una grande influenza {{sic|su'}} suoi contemporanei. Egli impiegò tutte le facoltà di una natura ardente, vigorosa, appassionata, severa, a difendere la sua fede contro i colpi terribili, che continuamente le scagliavano gli {{sic|avversarî}} del cristianesimo. (cap. XIX, p. 175) *Fondatore della lingua classica {{NDR|portoghese}}, insieme a Miranda<ref>Francisco de Sá de Miranda (1481 – 1558), poeta e drammaturgo portoghese.</ref>, e suo emulo nell'agone poetico, fu [[António Ferreira|Antonio Ferreira]] [...]. I suoi {{sic|compatriotti}} lo hanno chiamato l'''Orazio portoghese''. Ed infatti egli aveva preso a modello il grande poeta venosino<ref>[[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] nacque a Venosa, comune dell'attuale provincia di Potenza.</ref>. Adottò esclusivamente i metri italiani, e non compose giammai né ''redondilhas'', né versi d'altra specie nell'antico stile nazionale. (''La letteratura portoghese'', cap. III, pp. 183-184) *Ferreira, oltre le sue opere drammatiche, ci ha lasciato una quantità di epistole, di odi, di sonetti, di elegie, nelle quali, per vero dire, l'immaginazione lascia qualche cosa a desiderare. Questo illustre scrittore ha però dato prova di un alto talento drammatico nella sua ''Ines de Castro'', soggetto tentato da molti scrittori d'ogni paese. (''La letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *Nella tragedia di Ferreira si ammirano soprattutto i Cori, il cui lirismo elevato ricorda sovente le poetiche ispirazioni del dramma antico. Lo spirito cavalleresco aggiunge a questa tragedia l'elevatezza del sentimento moderno, e quantunque vi difetti l'azione, pure in alcune scene non si {{sic|può a meno}} di provare una profonda emozione. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. III, p. 184) *La letteratura portoghese, che non è certo ricca di uomini insigni, come lo sono quelle delle principali nazioni d'Europa, ha però un poeta che essa può {{sic|altieramente}} contrapporre ai poeti i più grandi, i più gloriosi degli altri paesi. Questi è [[Luís de Camões|{{sic|Luigi de Camoens}}]] [...]. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. IV, p. 186) *[[Manuel de Faria e Sousa|Manuel de Faria e {{sic|Souza}}]] (1590–1649) fu un poeta il quale, a' suoi tempi, si creò una grande reputazione, che però la posterità non gli ha conservata. Scrisse parecchie ''Egloghe'' erotiche, rustiche, critiche, marittime, funebri, venatorie, monastiche, fantastiche, ecc. È un vero assedio che confina col ridicolo. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) *{{sic|Souza}} ha scritto in lingua castigliana la ''Europa portoghese'', la quale non è che una storia generale del Portogallo, che comincia dalle origini de mondo. In questo lavoro l'autore si occupa più dello stile e della pompa della narrazione che dell'esattezza storica: il gongorismo<ref>Estetica letteraria del barocco spagnolo (dal poeta [[Luis de Góngora]]).</ref> prevale in ogni pagina del libro, e nuoce singolarmente alle qualità che debbono primeggiare in uno storico. (''Cenno storico sulla letteratura portoghese'', cap. VI, p. 196) ==''Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno''== ===[[Incipit]]=== La battaglia di Novara e l'abdicazione del re Carlo Alberto avevano reso assai tristi le condizioni de Piemonte. La sera stessa del fatale 23 marzo, il re abdicatario, accompagnato da due sole persone di servizio, s'incamminò alla volta del suo lontano e solitario esilio. Il duca di Savoia, suo figlio primogenito, saliva al trono, assumendo il nome di Vittorio Emanuele II. <!--(vol. I, cap. I, p. 1)--> ===Citazioni=== *Era il [[Giuseppe Siccardi|Siccardi]] {{sic|maleviso}} ai clericali ed ai reazionari, perché lo si sapeva tenero delle libertà statutarie ed avverso alle pretese della curia romana. [[Massimo d'Azeglio|Massimo {{sic|D'Azeglio}}]], il quale voleva frenare il partito clericale, credé bene di affidare al Siccardi il ministero della giustizia e dei culti, sapendolo uomo energico e risoluto, e, meglio d'ogni altro, atto a combattere e a vincere, nelle riforme legislative, la lotta con Roma. (vol. I, cap. IV, pp. 92-93) *La nomina di [[Luigi Cibrario|Cibrario]] {{NDR|al ministero delle Finanze nel governo di Massimo d'Azeglio}} fu soggetto di severi commenti: tutti si meravigliavano, e giustamente, che a un dicastero così importante fosse proposto un uomo, perito nelle storiche e nelle letterarie discipline, ma di cose amministrative e finanziarie totalmente digiuno. (vol. I, cap. VII, p. 170) *Il marchese [[Cosimo Ridolfi]], già aio degli arciduchi Ferdinando e Carlo<ref>Ferdinando IV d'Asburgo-Lorena (1835 – 1908) ultimo Granduca di Toscana e il fratello Carlo Salvatore d'Asburgo-Lorena (1839 – 1892).</ref>, per antica dimestichezza affezionato alla dinastia, scrisse una lettera al granduca {{NDR|[[Leopoldo II di Toscana]]}}, nella quale gli mostrò come fosse giunto il momento di decidersi, abbracciando una politica nazionale e abbandonando quella reazionaria e anti-italiana, fino allora seguita. La lettera terminava col consigliare il sovrano ad abdicare in favore dell'arciduca Ferdinando, principe ereditario. Lo scritto del marchese Ridolfi pervenne a Leopoldo II alle 9 ant. del giorno 27 aprile; pochi minuti dopo, al latore della medesima fu data la seguente laconica risposta: «Sua Altezza ringrazia». (vol. II, cap. II, p. 31) *L'incontro fra i due sovrani {{NDR|Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d'Austria}}, scortati ciascuno da un brillante e numeroso seguito, avvenne a circa due chilometri da [[Armistizio di Villafranca|Villafranca]]. Si strinsero la mano, come fossero stati due vecchi amici; e dopo essersi presentati reciprocamente il proprio seguito, presero la via che conduceva al villaggio. Ivi giunti, si fermarono dinanzi ad una casa di modesta apparenza; e saliti al primo piano, entrarono in un salotto, dove stettero chiusi per circa un'ora e mezzo. Nessuna traccia scritta, nessun processo verbale rimase degli accordi stati combinati fra loro. Soltanto si seppe che essi, separandosi con grandi dimostrazioni di scambievole cortesia, avevan preso l'impegno di riassumere entro brevissimo tempo, in una convenzione scritta, i patti verbalmente fra loro stabiliti. (vol. II, cap. IV, p. 82) *{{NDR|[[Francesco II delle Due Sicilie]]}} [...] giovine d'indole buona, ma guasto dalla educazione ricevuta. Tenuto sempre lontano dal governo, di cui gli facevano soltanto appurare i formulari ed i regolamenti intramezzati dalle massime di puro dispotismo, e sottoposto alla matrigna Maria Teresa d'Austria<ref>Maria Teresa d'Asburgo-Teschen (1816 – 1867), arciduchessa austriaca, seconda moglie di Ferdinando II di Borbone.</ref>, che voleva farne un imbecille per sostituirgli sul trono Luigi conte di Trani, figlio di lei primogenito; questo principe infelice prendeva le redini dello Stato in un momento, in cui l'idea dell'unità nazionale si faceva gigante, e si presentava agli oppressi popoli del mezzogiorno, come unico mezzo per redimerli da un governo divenuto insopportabile ad un popolo civile. (vol. II, cap. VIII, p. 175) ==''Storie e leggende''== *Il padre di [[Nerone]] chiamossi [[Gneo Domizio Enobarbo (console 32)|Cneo Domizio Enobarbo]], uomo bruttato d'infami delitti, e degno compagno di [[Agrippina minore|Agrippina]], come confessava egli stesso, quando agli amici, congratulantisi per la nascita di un figliuolo, rispose che "da Agrippina e da lui non poteva nascer cosa che non fosse detestabile e dannosa al genere umano". E questo figliuolo, chiamato Domizio da prima, fu più tardi Nerone. (Un imperatore artista, II, p. 5) *[[Lollia Paolina]], dalla madre di Nerone {{NDR|Agrippina minore}} temuta come rivale, fu esiliata, e poco tempo dopo uccisa. Costei possedeva circa otto milioni in pietre preziose: era anche bella, e lo spirito superstizioso dei Romani considerava come un presagio di suprema felicità un doppio dente canino, che non deturpava affatto la sua bocca. E allorché il centurione le presentò la testa della sua rivale, Agrippina volle passare il dito tra le labbra già decomposte e toccare i due denti che l'avevano tanto impensierita. (Un imperatore artista, III, p. 7) *Nerone era un giovinetto intelligente, e quasi timido: dinanzi a sua madre tremava come una foglia; la sua giovine età, la sua inesperienza, l'ebbrezza degli onori supremi a lui tributati, non gli permisero di sottrarsi all'impero della genitrice, verso la quale sentivasi avvinto dal timore e dalla riconoscenza. (Un imperatore artista, III, p. 8) *Le argomentazioni favorevoli e contrarie alla esistenza della [[Papessa Giovanna]] hanno dato motivo a qualche scrittore di affermare che il papato di questa donna venne considerato tanto vergognoso per la Chiesa romana, che fu proibito di parlarne a coloro, che ne furono testimonî; cosicché degli storici contemporanei all'avvenimento, alcuni ne tacquero per rispetto, altri per timore.<br>Questa affermazione non regge affatto alla critica, come adesso dimostreremo. Ammesso che il fatto sia realmente successo, io non trovo ragione alcuna di averlo taciuto, perché la Chiesa Cattolica Romana non può riceverne né danno né disdoro. Non vi sono stati forse dei Papi, che hanno tenuta una condotta tutt'altro che lodevole, senza che la suprema autorità della Chiesa vi abbia scapitato nella sua essenza divina? Gli storici, anche i più ossequenti alla ortodossia romana, non hanno negato né attenuato i difetti, gli errori e anche i delitti commessi dai pontefici; e i nomi di Giovanni XII, di Urbano VI, di Alessandro VI, ecc. sono stati tramandati alla posterità nella loro vera luce, senza scuse e senza attenuanti. (La Papessa Giovanna, XV, p. 92) *Sembra davvero impossibile come una storiella, oggi riconosciuta universalmente per falsa, abbia, per alcuni secoli, tenuta desta l'immaginazione popolare; e come poeti, storici, critici e romanzieri (non esclusi i pittori e gli scultori) si {{sic|sieno}} occupati di essa. Ma ciò non deve affatto meravigliarci. Basta che una sola persona sparga una notizia, sia pur essa inverosimile, la quale alletti l'immaginazione del pubblico con qualcosa di strano e di meraviglioso, perché tutti se ne impadroniscano, la propalino colle relative aggiunte e la diano a credere come vera. Cosi è accaduto della Papessa Giovanna. (La Papessa Giovanna, XXII, p. 109) *Un orribile fatto avveniva in Ferrara nel 1508. La mattina del 6 di giugno, [[Ercole Strozzi]], il più amabile cavalier di Ferrara, l'amico dell'Ariosto e del Bembo, fu trovato morto, avvolto nel suo mantello, sulla via presso la chiesa di S. Francesco: aveva segate le canne della gola, e ventidue ferite per tutto il corpo: ciocche di capelli, ch'ei portava lunghi e ondeggianti, strappate dal cranio, erano sparse intorno per terra. Né sì seppe mai, dice un cronografo ferrarese, chi avesse commesso quest'omicidio; il podestà, notò il [[Paolo Giovio|Giovio]]<ref>''Elogia virorum liter. ill.'' Basileae, 1577. {{NDR|N.d.A}}</ref>, non ne istruì il processo: e il duca Alfonso<ref>Alfonso I d'Este (1476 – 1534), terzo duca di Ferrara, Modena e Reggio e terzo marito di Lucrezia Borgia.</ref>, che era, ed amava apparire, mantenitor severissimo delle leggi, lasciò questa volta che la giustizia tacesse. (Lucrezia Borgia, VII, p. 149) *{{NDR|[[Filippo II di Spagna]]}} [...] vecchio tiranno cupo e severo, talmenteché il carattere stesso degli Spagnuoli fu alterato dal suo regno lugubre; anzi per lungo tempo la nazione portò l'impronta del proprio signore. (Filippo II e Don Carlos, I, p. 169) *L'imperturbabilità di Filippo {{NDR|II}} nelle azioni più vergognose e più inique confonde talmente le idee, che non possiamo non chiedere a noi stessi se un uomo, capace di commettere simili nefandezze, meriti di essere perseguitato come una bestia feroce col ferro e col fuoco, oppure chiuso in una cella da matti. Certamente la sua coscienza non era eguale a quella degli altri uomini. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *La tranquillità dell'animo suo può paragonarsi soltanto a quella del carnefice, che versa il sangue umano e non ha punti rimorsi, sapendo di essere lo strumento della legge. Filippo {{NDR|II}} era – almeno egli lo credeva – {{sic|l'istrumento}} della Divina Provvidenza; e le sue passioni, anche le più odiose, gli sembravano una voce venuta dall'alto. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 188) *Gli ambasciatori veneti, i quali, come ognun sa, avevano incarico dal proprio governo di studiare il carattere dei principi e di riferirne al Gran Consiglio, scrivevano ai reggitori della Repubblica che "l'Infante {{NDR|[[Don Carlos (principe)|Don Carlos]]}}<ref>Don Carlos era il figlio primogenito del re Filippo II di Spagna.</ref> annunziava una crudeltà precoce"; e fra le altre prove, che ne davano, c'era questa: "''uno de' suoi maggiori divertimenti è quello di fare arrostire delle piccole lepri vive''". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 189) *Tutti gli scrittori del tempo, gli oratori veneti, le persone che bazzicavano, a corte, sono unanimi nel dire che {{NDR|Don Carlos}} era bruttissimo. L'ambasciatore austriaco, barone di Dietrichstein, il quale gli voleva molto bene, ce lo descrive "con una gobba in mezzo al dorso, una spalla più alta dell'altra, il petto incavato, la gamba destra {{sic|insensibilmente}} più corta della sinistra, la bocca sempre aperta, la lingua balbuziente, la voce debole e acuta, la faccia giallognola, gli occhi senza espressione". (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 191) *{{NDR|Don Carlos}} [...] l'ambasciatore francese Fourquevaulx, che lo conosceva ben da vicino, lo chiamava: ''contraffatto nella persona e nei costumi''; e dire che questo aborto di natura era un mangiatore prodigioso! Egli divorava un cappone intero, e poi s'ingoiava parecchie libbre di frutta. Odiava il vino; ma era capace di bere, durante il giorno, una quantità enorme di acqua diacciata<ref>Toscanismo per "ghiacciata".</ref>. (Filippo II e Don Carlos, VI, p. 192) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_2z4dNZFO6Y8C/page/n3/mode/1up Della civiltà e della sua storia]'', Tipografia Vannucchi, Pisa, 1863. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890<sup>2</sup>. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/CappellettiLetteraturaSpagnuola/mode/1up Letteratura spagnuola. {{small|Aggiuntovi un cenno storico sulla letteratura portoghese}}]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1882. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_SDiu08XJqSYC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. I, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_ItEWYAoQvmQC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. II, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892. *Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/storieeleggende00cappgoog/page/n9/mode/1up Storie e leggende]'', Fratelli Bocca, Torino, 1905. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Каппеллетти, Ликурго|w_site=ru}} {{DEFAULTSORT:Cappelletti, Licurgo}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] f53n6mjbxy06vb4b4j7zlvy6q80d3g2 Tim Matheson 0 183919 1420423 1208748 2026-07-14T08:15:59Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1420423 wikitext text/x-wiki [[File:Tim Matheson Bonanza 1972.JPG|miniatura|Tim Matheson]] '''Tim Matheson''', all'anagrafe '''Timothy Lewis Matthieson''' (1947 – vivente), attore e regista statunitense. ==Citazioni di Tim Matheson== *E sapete un'altra cosa grandiosa dell'essere un attore è che sono stato, soprattutto come attore bambino, per tutta la vita in un milione di set e ho lavorato con e visto un milione di registi; buoni, cattivi, mediocri, medi e grandi, e la maggior parte degli altri registi non hanno avuto questa opportunità, perché la maggior parte degli altri registi non vanno su set di altri registi. Semplicemente non si sentono a loro agio lì. Questa è la mia esperienza, l'ho vissuta. Amo andare sui set di altri registi perché posso sempre imparare qualcosa. :''And you know another great thing about being an actor was I've been – and especially as a kid actor; all my life I've been an actor – I've been on a million sets and I've worked with and seen a million directors; good ones, bad ones, mediocre ones, middle, and great ones, and most other directors have not had that opportunity, because most other directors don't go on other directors sets. They just don't feel comfortable there. That's my experience, I've seen that. I love going on other directors sets because I can always learn something.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Peter Oberth, ''[http://shakefire.com/interview/tim-matheson-the-interview-covert-affairs Tim Matheson (Covert Affairs)]'', ''shakefire.com'', 2010.</ref> *Ho scoperto qualcosa che è per me proprio vero. Ogni cinque o sei anni o giù di lì, è necessario mescolare e trovare un modo diverso di lavorare o di guardare in un'altra prospettiva o in uno stile diverso. Devi scuoterlo perché esistono dei cicli, e se continui a fare la stessa cosa, finirai per fare la stessa cosa, poi molto presto quella cosa passerà di moda. Forse tornerà di moda, ma poi lo rifarai dopo 10 o 20 anni, quindi chi se ne frega? :''I discovered something for me that's really true. Every five or six years or so, you need to mix it up and find a different way of working or looking at it or different style. You've got to shake it up because there are cycles, and if you just keep doing the same thing, you’re going to end up doing the same thing, then pretty soon, that thing gets out of fashion. Maybe it'll come back in fashion, but then you’re doing it again 10 or 20 years later, so who cares?''<ref name= Parker>{{en}} Dall'intervista di Melissa Parker, ''[https://smashinginterviews.com/interviews/actors/tim-matheson-interview-an-intimate-conversation-with-the-star-of-killing-reagan Tim Matheson Interview: An Intimate Conversation with the Star of "Killing Reagan"]'', ''smashinginterviews.com'', 13 ottobre 2016.</ref> *Invecchiando, le parti che ottieni cambiano e differiscono, quindi vuoi continuare a svolgere un lavoro interessante e stimolante. Questo è uno dei motivi per cui ho voluto iniziare a fare la regia. :''As you age, the parts you get change and differ, so you want to still be doing interesting, challenging work. That's one of the reasons I wanted to take up directing.''<ref name= Parker/> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) *''[[Animal House]]'' (1978) *''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979) *''[[Essere o non essere (film)|Essere o non essere]]'' (1983) *''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]'' (1991) *''[[Maial College]]'' (2002) *''[[Giuda (film 2004)|Giuda]]'' (2004) *''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015) *''[[Virgin River (serie televisiva)|Virgin River]]'' (2019 - in corso) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matheson, Tim}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] c4auajmxj0z6nswyk3xl25y9bom9zpi Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1420415 1420263 2026-07-14T07:07:36Z Spinoziano (BEIC) 86405 1420415 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1002 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> #[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small> #[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small> #[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small> #[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small> #[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small> #[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small> #[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small> #[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small> #[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small> #[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small> #[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small> #[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small> #[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small> #[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small> #[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small> #[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small> #[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small> #[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small> #[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small> #[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small> #[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small> #[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small> #[[Masera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small> #[[Toce]] - <small>2026-06-09</small> #[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-06-09</small> #[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small> #[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small> #[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small> #[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small> #[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small> #[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small> #[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small> #[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small> #[[Valganna]] - <small>2026-06-11</small> #[[Cannero Riviera]] - <small>2026-06-11</small> #[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Bullicame]] - <small>2026-06-11</small> #[[Fitoliti]] - <small>2026-06-11</small> #[[Anfibolite]] - <small>2026-06-11</small> #[[Acquamarina (minerale)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Alabastro]] - <small>2026-06-11</small> #[[Amianto]] - <small>2026-06-11</small> #[[Lazulite]] - <small>2026-06-11</small> #[[Lago Bujuku]] - <small>2026-06-16</small> #[[Belemnite]] - <small>2026-06-16</small> #[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small> #[[Quarzo]] - <small>2026-06-16</small> #[[Via Aurelia]] - <small>2026-06-16</small> #[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small> #[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small> #[[Narni]] - <small>2026-06-16</small> #[[Andro (Grecia)]] - <small>2026-06-18</small> #[[Albenga]] - <small>2026-06-18</small> #[[Damietta]] - 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I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)--> ===Citazioni=== *S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11) *Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12) *I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32) *Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34) *A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37) *Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40) *[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45) *La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47) *[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49) *La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56) *Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58) *L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61) *Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71) *Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76) *Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77) *Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85) *Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89) *Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90) *La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95) *Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97) *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111) *{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112) *{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115) *Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132) *Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134) *Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135) *Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136) *La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139) *Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140) *Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142) *Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142) *Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149) *La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157) *Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173) *L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174) *Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209) *L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211) *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212) *L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14) *La fama che a' nostri giorni ha [[Catania]] di una molto devota città di chiese e cappelle doviziosamente adorna, l'aveva di già sin dai tempi i più remoti, in cui fu domicilio de' Greci. Molti degli antichi suoi sagri edifizj da scrittori nominati non offrono più menoma traccia di loro superba esistenza, malgrado tutta la pena che vecchi Catanesi si son data di scoprirne gli avanzi, o di fissarne almeno la posizione. Ciò che adesso havvi di antico riducesi ad un teatro, un anfiteatro, un residuo del foro, bagni, acquidotti e sepolture: tutti vetusti monumenti che la sontuosità del paese dimostrano. (vol. 2, p. 16) *In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35) *L'ultimo casale che io passai fu [[Nicolosi]], ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il [[Monti Rossi|monte Rosso]], ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. (vol. 2, p. 54) *Altro in quel giorno non vidi d'interessante che il di già nominato monte Rosso, che sorse nell'[[Eruzione dell'Etna del 1669|eruzione del 1669]], che totale distruzione minacciò alla città {{NDR|di Catania}}, ma che rovinò la maggior parte delle case. L'eruzione fu la più terribile di quante ce ne ha dato contezza la storia, e può uguagliarsi soltanto con quella dell'Ecla del 1782. Quindi è molto importante di leggerne qui appresso una breve narrazione.<br>Nell'anno 1669 si cominciò ad aver sospetti di tremuoti più forti che le solite scosse; spaventevoli sotterranei tuoni nelle cavità del monte tantosto si succederono, quando questi in diversi luoghi spaccossi, formando particolarmente una fessura di tre miglia e mezzo di lunghezza e di cinque in sei piedi di larghezza. Immediatamente cinque nuovi abissi aprironsi, di cui il più grande, della circonferenza di 500 passi, vomitò con incredibile forza ad una grande altezza nuvole di fumo, lampi, masse roventi, infiammate rocce, zolfo, ceneri vulcaniche, ed il tutto con ispaventevoli tuoni e sotterranei muggiti accompagnato. La copia delle pietre e ceneri gettate fu tanto enorme, che formò due nuovi monti. (vol. 2, pp. 56-57) *Finalmente alla metà di luglio 1669 quelle terribili esplosioni terminarono dopo una durata di quattro mesi.<br>Lo sbocco della lava fu nel monte Rosso, che nell'esterna sua figura è simile al Vesuvio, perché in due rotondi monti su d'una base stessa consiste. Intanto l'altezza di esso dal livello del mare sorpassa senza dubbio quella dell'altro, facendosi ascendere sino a 4500 braccia. L'intera porzione del suolo tra il convento de' Benedettini ed il monte Rosso è coverta di nera vulcanica arena; ma sembra che questa cominci a sciogliersi, perché l'erba superficialmente vi cresce, e qui è il luogo dove il gustoso e forte vino ricavasi. È ancora probabile che la situazione stessa del chiostro non sia che quella di un cratere rovesciato giacché, oltre una quantità grande delle ceneri che intorno a quell'edifizio si trova, l'intero circuito ha una forma concava nel di cui mezzo il medesimo chiostro è edificato.<br>Nel giunger che io feci al monte Rosso esaminai il cratere, da cui le ceneri e le lave del 1669 uscirono, il quale è un rotondo precipite buco a forma d'imbuto, i cui lati consistono in nere rocce di lava e nere e profonde arene. Nel mezzo di esso vi sono due altre profondità fra loro da un'alta e scabrosa rupe divise, e che rassomigliano ad una saliera. (vol. 2, pp. 58-59) *[...] [[Déodat de Dolomieu|Dolomieu]], ch'è avvezzo a disprezzare qualunque pericolo, quando esaminar vuole le segrete vie della natura [...]. (vol. 2, p. 60) *E qui è giusto che io faccia riflettere che [[Lazzaro Spallanzani|Spallanzani]], uno de' più grandi e coraggiosi osservatori della natura, è stato nel 1788 in Sicilia, ha studiato l'Etna, ed ora è occupato a radunare ed a porre in ordine le sue osservazioni. Tutto ciò che scrive questo autore porta l'impronta infallibile di un grande uomo e della conoscenza fedelissima della natura e delle sue operazioni. Con quale occhio non avrà egli considerato quelle del fuoco e de' vulcani, e quante altre nuove scoverte non ha egli alle già fatte saputo aggiungere? (vol. 2, pp. 66-67) *Centorbi, dagli antichi chiamata ''[[Centuripe]]'', è rappresentata da [[Tucidide]] come un castello da' Siculi edificato. Si scorge da una descrizione di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], che questa sia stata una delle più grandi città della Sicilia, e che appartenesse alla medesima la più gran porzione dei fertili campi dell'Etna, che furono dall'antichità tanto rinomati, e che come i più fecondi dell'isola tutta furon tenuti. Era dunque naturale che quei nazionali gran commercio di grani facessero, e che in seguito una molto ricca popolazione divenissero. La loro coltura stava in proporzione colla ricchezza loro, perché amavano le scienze, mentre al tempo stesso erano coraggiosi, e nell'arte della guerra molto esercitati. Per molti secoli la floridità di costoro fu nel pieno suo vigore, giacché la vera caduta di quella città convien che si ascriva alla sua ribellione contro l'imperatore [[Federico II di Svevia|Federico II]], che dalle sue rovine la città di [[Augusta (Italia)|Augusta]] nel 1233 fece costruire. *Vi sono in essa {{NDR|Centuripe}} alcuni muri antichi, una cisterna ed alcune sotterranee camere a volta, che sembrano essere state stalle, e in cui si vedono ancora residui di qualche mangiatoja. Molti avanzi di antiche colonne, rottami di statue colossali e frantumi di architettura giacciono nella città seminati. Fuori di essa vi sono le rovine d'un bel bagno e di un ponte sul fiume Simeto, che l'antica direzione della strada consolare tra Catania e Centorbi dimostrano. (vol. 2, p. 73) *Non lungi da Centorbi, sopra scoscesa ed alta rupe, s'erge la città di S. Filippo d'Argirò, l'antica ''[[Agira|Agyrium]],'' patria di [[Diodoro Siculo]]. Questa fu riguardata come una delle più vetuste città, perché da Ercole visitata; ed era già ricca e splendida, quando i Greci per la prima volta penetrarono in Sicilia. I Romani grande considerazione e stima le dimostrarono. [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] ne loda i suoi abitanti chiamandoli ''Agyrenensem populum fidelem, et illustrem'', e la città stessa ''in primis honestam civitatem Siciliae''. Parla egli ancora del grande famoso teatro, di cui non si trova la menoma traccia, né si sa ove fosse situato. I soli resti di questa così celebrata città riduconsi ad antichi fondamenti di vaste fabbriche sotto terra sepolti, e ad alcuni sotterranei acquidotti nella roccia, incavati. (vol. 2, p. 74) *Nelle vicinanze di [[Paternò]], città eretta dai Normanni alle radici dell'Etna, vi è una caverna, la di cui entrata è quasi chiusa da cespugli e da antiche muraglie. In questa cava si sente un continuo fremito derivante dalle acque perenni prodotte dallo scioglimento delle nevi del monte, e che, unendosi, formano un fiumicello che in questa caverna si precipita, la quale ''Grotta del Fracasso'' a cagion di quel rumorìo è chiamata. L'acqua si perde da principio sotto terra, ma sgorga fuori cento passi distante da quella, nel qual luogo forma il primo bacino, e più lungi un secondo. Da questi due bacini scorre l'acqua per iscaricarsi in un pantano che ha comunicazione col fiume Simeto. [...] Del resto niente vi è degno d'osservazione in Paternò, a riserva di alcuni pezzi di antichi acquidotti e delle rovine d'un ponte a due archi sopra quel fiume. (vol. 2, pp. 75-77) *Otto miglia distante da qui s'erge [[Acireale|Jaci reale]], uno de' più bei luoghi di cui ho nel mio viaggio in Sicilia goduto. Esso è mantenuto straordinariamente pulito, e con larghe pietre di lava soprattutto coverto. Le case e le chiese sono di un bello stile e con molta regolarità fabbricate. Giace la città in elevata posizione a' piè dell'Etna, e su di nove strati di diverse lave, ciascuna delle quali da una crosta terriccia è coverta, per cui potrà a ragione conchiudersi della lontana età dell'eruzione di quel vulcano. (vol. 2, p. 83) ==Bibliografia== *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}} [[Categoria:Archeologi]] [[Categoria:Filologi]] [[Categoria:Vescovi danesi]] [[Categoria:Vescovi tedeschi]] kdg2crn33ne8lal9dk8tsz662v4yti9 1420430 1420411 2026-07-14T11:54:17Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Viaggio in Sicilia */ 1420430 wikitext text/x-wiki [[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]] '''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese. ==''Viaggio in Sicilia''== ===[[Incipit]]=== La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)--> ===Citazioni=== *S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11) *Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12) *I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32) *Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34) *A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37) *Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40) *[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45) *La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47) *[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49) *La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56) *Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58) *L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61) *Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71) *Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76) *Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77) *Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85) *Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89) *Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90) *La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95) *Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97) *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111) *{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112) *{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115) *Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132) *Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134) *Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135) *Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136) *La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139) *Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140) *Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142) *Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142) *Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149) *La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157) *Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173) *L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174) *Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209) *L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211) *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212) *L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14) *La fama che a' nostri giorni ha [[Catania]] di una molto devota città di chiese e cappelle doviziosamente adorna, l'aveva di già sin dai tempi i più remoti, in cui fu domicilio de' Greci. Molti degli antichi suoi sagri edifizj da scrittori nominati non offrono più menoma traccia di loro superba esistenza, malgrado tutta la pena che vecchi Catanesi si son data di scoprirne gli avanzi, o di fissarne almeno la posizione. Ciò che adesso havvi di antico riducesi ad un teatro, un anfiteatro, un residuo del foro, bagni, acquidotti e sepolture: tutti vetusti monumenti che la sontuosità del paese dimostrano. (vol. 2, p. 16) *In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35) *L'ultimo casale che io passai fu [[Nicolosi]], ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il [[Monti Rossi|monte Rosso]], ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. (vol. 2, p. 54) *Altro in quel giorno non vidi d'interessante che il di già nominato monte Rosso, che sorse nell'[[Eruzione dell'Etna del 1669|eruzione del 1669]], che totale distruzione minacciò alla città {{NDR|di Catania}}, ma che rovinò la maggior parte delle case. L'eruzione fu la più terribile di quante ce ne ha dato contezza la storia, e può uguagliarsi soltanto con quella dell'Ecla del 1782. Quindi è molto importante di leggerne qui appresso una breve narrazione.<br>Nell'anno 1669 si cominciò ad aver sospetti di tremuoti più forti che le solite scosse; spaventevoli sotterranei tuoni nelle cavità del monte tantosto si succederono, quando questi in diversi luoghi spaccossi, formando particolarmente una fessura di tre miglia e mezzo di lunghezza e di cinque in sei piedi di larghezza. Immediatamente cinque nuovi abissi aprironsi, di cui il più grande, della circonferenza di 500 passi, vomitò con incredibile forza ad una grande altezza nuvole di fumo, lampi, masse roventi, infiammate rocce, zolfo, ceneri vulcaniche, ed il tutto con ispaventevoli tuoni e sotterranei muggiti accompagnato. La copia delle pietre e ceneri gettate fu tanto enorme, che formò due nuovi monti. (vol. 2, pp. 56-57) *Finalmente alla metà di luglio 1669 quelle terribili esplosioni terminarono dopo una durata di quattro mesi.<br>Lo sbocco della lava fu nel monte Rosso, che nell'esterna sua figura è simile al Vesuvio, perché in due rotondi monti su d'una base stessa consiste. Intanto l'altezza di esso dal livello del mare sorpassa senza dubbio quella dell'altro, facendosi ascendere sino a 4500 braccia. L'intera porzione del suolo tra il convento de' Benedettini ed il monte Rosso è coverta di nera vulcanica arena; ma sembra che questa cominci a sciogliersi, perché l'erba superficialmente vi cresce, e qui è il luogo dove il gustoso e forte vino ricavasi. È ancora probabile che la situazione stessa del chiostro non sia che quella di un cratere rovesciato giacché, oltre una quantità grande delle ceneri che intorno a quell'edifizio si trova, l'intero circuito ha una forma concava nel di cui mezzo il medesimo chiostro è edificato.<br>Nel giunger che io feci al monte Rosso esaminai il cratere, da cui le ceneri e le lave del 1669 uscirono, il quale è un rotondo precipite buco a forma d'imbuto, i cui lati consistono in nere rocce di lava e nere e profonde arene. Nel mezzo di esso vi sono due altre profondità fra loro da un'alta e scabrosa rupe divise, e che rassomigliano ad una saliera. (vol. 2, pp. 58-59) *[...] [[Déodat de Dolomieu|Dolomieu]], ch'è avvezzo a disprezzare qualunque pericolo, quando esaminar vuole le segrete vie della natura [...]. (vol. 2, p. 60) *E qui è giusto che io faccia riflettere che [[Lazzaro Spallanzani|Spallanzani]], uno de' più grandi e coraggiosi osservatori della natura, è stato nel 1788 in Sicilia, ha studiato l'Etna, ed ora è occupato a radunare ed a porre in ordine le sue osservazioni. Tutto ciò che scrive questo autore porta l'impronta infallibile di un grande uomo e della conoscenza fedelissima della natura e delle sue operazioni. Con quale occhio non avrà egli considerato quelle del fuoco e de' vulcani, e quante altre nuove scoverte non ha egli alle già fatte saputo aggiungere? (vol. 2, pp. 66-67) *Centorbi, dagli antichi chiamata ''[[Centuripe]]'', è rappresentata da [[Tucidide]] come un castello da' Siculi edificato. Si scorge da una descrizione di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], che questa sia stata una delle più grandi città della Sicilia, e che appartenesse alla medesima la più gran porzione dei fertili campi dell'Etna, che furono dall'antichità tanto rinomati, e che come i più fecondi dell'isola tutta furon tenuti. Era dunque naturale che quei nazionali gran commercio di grani facessero, e che in seguito una molto ricca popolazione divenissero. La loro coltura stava in proporzione colla ricchezza loro, perché amavano le scienze, mentre al tempo stesso erano coraggiosi, e nell'arte della guerra molto esercitati. Per molti secoli la floridità di costoro fu nel pieno suo vigore, giacché la vera caduta di quella città convien che si ascriva alla sua ribellione contro l'imperatore [[Federico II di Svevia|Federico II]], che dalle sue rovine la città di [[Augusta (Italia)|Augusta]] nel 1233 fece costruire. *Vi sono in essa {{NDR|Centuripe}} alcuni muri antichi, una cisterna ed alcune sotterranee camere a volta, che sembrano essere state stalle, e in cui si vedono ancora residui di qualche mangiatoja. Molti avanzi di antiche colonne, rottami di statue colossali e frantumi di architettura giacciono nella città seminati. Fuori di essa vi sono le rovine d'un bel bagno e di un ponte sul fiume Simeto, che l'antica direzione della strada consolare tra Catania e Centorbi dimostrano. (vol. 2, p. 73) *Non lungi da Centorbi, sopra scoscesa ed alta rupe, s'erge la città di S. Filippo d'Argirò, l'antica ''[[Agira|Agyrium]],'' patria di [[Diodoro Siculo]]. Questa fu riguardata come una delle più vetuste città, perché da Ercole visitata; ed era già ricca e splendida, quando i Greci per la prima volta penetrarono in Sicilia. I Romani grande considerazione e stima le dimostrarono. [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] ne loda i suoi abitanti chiamandoli ''Agyrenensem populum fidelem, et illustrem'', e la città stessa ''in primis honestam civitatem Siciliae''. Parla egli ancora del grande famoso teatro, di cui non si trova la menoma traccia, né si sa ove fosse situato. I soli resti di questa così celebrata città riduconsi ad antichi fondamenti di vaste fabbriche sotto terra sepolti, e ad alcuni sotterranei acquidotti nella roccia, incavati. (vol. 2, p. 74) *Nelle vicinanze di [[Paternò]], città eretta dai Normanni alle radici dell'Etna, vi è una caverna, la di cui entrata è quasi chiusa da cespugli e da antiche muraglie. In questa cava si sente un continuo fremito derivante dalle acque perenni prodotte dallo scioglimento delle nevi del monte, e che, unendosi, formano un fiumicello che in questa caverna si precipita, la quale ''Grotta del Fracasso'' a cagion di quel rumorìo è chiamata. L'acqua si perde da principio sotto terra, ma sgorga fuori cento passi distante da quella, nel qual luogo forma il primo bacino, e più lungi un secondo. Da questi due bacini scorre l'acqua per iscaricarsi in un pantano che ha comunicazione col fiume Simeto. [...] Del resto niente vi è degno d'osservazione in Paternò, a riserva di alcuni pezzi di antichi acquidotti e delle rovine d'un ponte a due archi sopra quel fiume. (vol. 2, pp. 75-77) *Otto miglia distante da qui s'erge [[Acireale|Jaci reale]], uno de' più bei luoghi di cui ho nel mio viaggio in Sicilia goduto. Esso è mantenuto straordinariamente pulito, e con larghe pietre di lava soprattutto coverto. Le case e le chiese sono di un bello stile e con molta regolarità fabbricate. Giace la città in elevata posizione a' piè dell'Etna, e su di nove strati di diverse lave, ciascuna delle quali da una crosta terriccia è coverta, per cui potrà a ragione conchiudersi della lontana età dell'eruzione di quel vulcano. (vol. 2, p. 83) *Le cisterne di [[Taormina]] sono le più belle e le più celebri di tutta la Sicilia, e forse di tutta l'Italia ancora. Ve ne sono esistenti cinque, di cui la più picciola è intatta. Essa è totalmente della struttura medesima della Piscina mirabile di Napoli, è incavata nella rupe ed ha nel suo mezzo una fila di otto pilastri, che la sua covertura sostengono. [...] Lo scopo per il quale siano state a spese eccessive tali opere costruite, sembra essere stato quello di provvedere la naumachia delle necessarie acque. L'idea di edificare una naumachia sopra un ripido ed alpestre monte, e l'acqua per via di smisurate cisterne e lunghi acquidotti recare in un paese che a' suoi piedi il mare Jonio ed un porto a tali esercizj idoneo apprestava, dimostra più che qualunque altra cosa, quanto grande fosse stata la prodigalità de' Romani e de' Greci, quante volte veniva loro in testa di acquistare tutto ciò che a norma del proprio gusto serviva loro di divertimento. Della menzionata naumachia non v'è che un solo muro laterale, che ha 18 archi e 19 nicchie quadrate in mezzo a questi. Quel muro sta nel giardino d'un chiostro; ed il luogo dove si radunava l'acqua è divenuto adesso un giardino d'aranci e limoni; mentre la muraglia stessa che ora è rimasta all'impiedi, e sopra la quale vi erano i sedili per gli spettatori, non è che un terrazzo, il quale per una vigna ed un pometo è destinato. In questa posizione le vedute del castel di Mola e dell'Etna sono belle ed amene oltre qualunque descrizione; ma quali in tutte queste vicinanze non sono tali, e che non sieno cagioni di meritamente accordare a Taormina, come a Girgenti, il nome di Paradiso della Sicilia? (vol. 2, pp. 88-90) ==Bibliografia== *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}} [[Categoria:Archeologi]] [[Categoria:Filologi]] [[Categoria:Vescovi danesi]] [[Categoria:Vescovi tedeschi]] axq6d89mdjdajptxsp5b17edzc57j95 Discussioni utente:Àncilu 3 188233 1420313 1419390 2026-07-13T17:42:03Z ElLobo 104129 /* PU */ Risposta 1420313 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 12 nov 2021 (CET)}} == Re: Nota disambigua == Ciao! Sì, su Wikiquote non viene aggiunto in automatico ma bisogna metterlo: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Mazzini&diff=1415167&oldid=1414764 così]. Il template non è mai stato aggiornato perché andrebbero aggiornate tutte le note disambigue similari già presenti nelle voci. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:02, 1 giu 2026 (CEST) ==Re: Abdallah Bensmaïn== Ciao, è stato un mio errore di trascrizione come da te giustamente rilevato. Mi scuso per il disagio. Grazie per la segnalazione e per il tuo intervento correttivo. Ti saluto cordialmente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:10, 1 giu 2026 (CEST) == PU == Ciao,<br> Sto seguendo il tuo lavoro su it.wiki dopo la «riabilitazione»: bravo. Ti ringrazio anche per le microcorrezioni ai tag della mia PU: in genere è gradito se si lascia un messaggino quando si modifichino le PU degli utenti :) In ogni caso, anche qui, la tua solerzia è ottima e ho imparato qualcosa. Buon lavoro [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 23:41, 6 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Walther16|Walther16]] Grazie per i complimenti. È soprattutto l'apparizione di categorie nuove ("Intestazioni vuote", che ho ormai svuotato) oppure errori nuovi in categorie già esistenti (le tabelle non chiuse che sono apparse in "Tag di chiusura mancante") che mi hanno spinto a dare una mano a Mess, Gryffindord, ZandDev, Lucarosty e Superchilium.<br />Per quanto riguarda il messaggio dopo la modifica alla PU, di solito il messaggio lo mandavo quando l'errore è ricorrente (sia on-wiki che off-wiki), però se ''è gradito se si lascia un messaggino'' non ho problemi a mandarlo (tranne per le correzione di errori nelle talk, IMHO lì a un certo punto diventa inutile). [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 00:38, 7 lug 2026 (CEST) ::In linea di massima le PU degli utenti non andrebbero modificate: «Come norma generale è bene evitare di apportare modifiche alle pagine utente di altri utenti senza il loro permesso, fatta eccezione per la correzione degli errori di battitura o di altro tipo, come l'inserimento di una dichiarazione di conflitto di interesse nel caso di utenze inattive. Comunque alcuni utenti non hanno obiezioni affinché le loro pagine utente vengano modificate e potrebbero aver messo un avviso in tal senso», [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagina_utente dice la linea guida] di it.wiki. Ma trattandosi da parte tua di miglioramenti sintattici è certa la buona fede: personalmente, nei rari casi in cui è capitato di correggere una PU per un refuso tipografico, lasciavo il «messaggino giustificatorio» nel campo oggetto, a scanso d'equivoci [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 09:01, 7 lug 2026 (CEST) :::Ciao Walther, ciao Ancilu, :::scusate se entro in questa discussione, ma anche io sono fra coloro che hanno visto da poco modificare la propria pagina utente, senza esserne stati avvisati. :::A parte alcune correzioni su codici di programmazione del testo, nella nuova versione della mia pagina non trovo più i nomi di alcuni utenti storici che ringraziavo per avermi aiutato quasi vent'anni fa a realizzare la mia PU. :::E nemmeno le citazioni delle lingue da me conosciute o dei pilastri di Wikipedia. Perché questi contenuti sono spariti? Li hai tolti tu, Ancilu, o è un vandalismo operato da chissà chi? :::Essendo un utente anziano (e la pagina esisteva appunto da quasi due decenni in quella forma) sarei curioso di sapere cosa è avvenuto, perché e ad opera di chi. E, se possibile, chiederei di ripristinare la versione precedente della pagina, al netto delle piccole correzioni necessarie. :::Grazie, :::ElLobo [[Utente:ElLobo|ElLobo]] ([[Discussioni utente:ElLobo|scrivimi]]) 19:42, 13 lug 2026 (CEST) 687rirzzib0ahhow2l201vknrzjrk1v 1420314 1420313 2026-07-13T17:44:10Z ElLobo 104129 /* PU */ 1420314 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 12 nov 2021 (CET)}} == Re: Nota disambigua == Ciao! Sì, su Wikiquote non viene aggiunto in automatico ma bisogna metterlo: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Mazzini&diff=1415167&oldid=1414764 così]. Il template non è mai stato aggiornato perché andrebbero aggiornate tutte le note disambigue similari già presenti nelle voci. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:02, 1 giu 2026 (CEST) ==Re: Abdallah Bensmaïn== Ciao, è stato un mio errore di trascrizione come da te giustamente rilevato. Mi scuso per il disagio. Grazie per la segnalazione e per il tuo intervento correttivo. Ti saluto cordialmente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:10, 1 giu 2026 (CEST) == PU == Ciao,<br> Sto seguendo il tuo lavoro su it.wiki dopo la «riabilitazione»: bravo. Ti ringrazio anche per le microcorrezioni ai tag della mia PU: in genere è gradito se si lascia un messaggino quando si modifichino le PU degli utenti :) In ogni caso, anche qui, la tua solerzia è ottima e ho imparato qualcosa. Buon lavoro [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 23:41, 6 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Walther16|Walther16]] Grazie per i complimenti. È soprattutto l'apparizione di categorie nuove ("Intestazioni vuote", che ho ormai svuotato) oppure errori nuovi in categorie già esistenti (le tabelle non chiuse che sono apparse in "Tag di chiusura mancante") che mi hanno spinto a dare una mano a Mess, Gryffindord, ZandDev, Lucarosty e Superchilium.<br />Per quanto riguarda il messaggio dopo la modifica alla PU, di solito il messaggio lo mandavo quando l'errore è ricorrente (sia on-wiki che off-wiki), però se ''è gradito se si lascia un messaggino'' non ho problemi a mandarlo (tranne per le correzione di errori nelle talk, IMHO lì a un certo punto diventa inutile). [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 00:38, 7 lug 2026 (CEST) ::In linea di massima le PU degli utenti non andrebbero modificate: «Come norma generale è bene evitare di apportare modifiche alle pagine utente di altri utenti senza il loro permesso, fatta eccezione per la correzione degli errori di battitura o di altro tipo, come l'inserimento di una dichiarazione di conflitto di interesse nel caso di utenze inattive. Comunque alcuni utenti non hanno obiezioni affinché le loro pagine utente vengano modificate e potrebbero aver messo un avviso in tal senso», [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagina_utente dice la linea guida] di it.wiki. Ma trattandosi da parte tua di miglioramenti sintattici è certa la buona fede: personalmente, nei rari casi in cui è capitato di correggere una PU per un refuso tipografico, lasciavo il «messaggino giustificatorio» nel campo oggetto, a scanso d'equivoci [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 09:01, 7 lug 2026 (CEST) :::Ciao Walther, ciao Ancilu, :::scusate se entro in questa discussione, ma anche io sono fra coloro che hanno visto da poco modificare la propria pagina utente, senza esserne stati avvisati. :::A parte alcune correzioni su codici di programmazione del testo (per le quali ringrazio Ancilu), nella nuova versione della mia pagina non trovo più i nomi di alcuni utenti storici che ringraziavo per avermi aiutato quasi vent'anni fa a realizzare la mia PU. :::E nemmeno le citazioni delle lingue da me conosciute o dei pilastri di Wikipedia. Perché questi contenuti sono spariti? Li hai tolti tu, Ancilu, o è un vandalismo operato da chissà chi? :::Essendo un utente anziano (e la pagina esisteva appunto da quasi due decenni in quella forma) sarei curioso di sapere cosa è avvenuto, perché e ad opera di chi. E, se possibile, chiederei di ripristinare la versione precedente della pagina, al netto delle piccole correzioni necessarie. :::Grazie, :::ElLobo [[Utente:ElLobo|ElLobo]] ([[Discussioni utente:ElLobo|scrivimi]]) 19:42, 13 lug 2026 (CEST) 22f0uocxiyslmbyqw6pfykellvnkswi 1420315 1420314 2026-07-13T17:48:16Z ElLobo 104129 /* PU */ 1420315 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 12 nov 2021 (CET)}} == Re: Nota disambigua == Ciao! Sì, su Wikiquote non viene aggiunto in automatico ma bisogna metterlo: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Mazzini&diff=1415167&oldid=1414764 così]. Il template non è mai stato aggiornato perché andrebbero aggiornate tutte le note disambigue similari già presenti nelle voci. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:02, 1 giu 2026 (CEST) ==Re: Abdallah Bensmaïn== Ciao, è stato un mio errore di trascrizione come da te giustamente rilevato. Mi scuso per il disagio. Grazie per la segnalazione e per il tuo intervento correttivo. Ti saluto cordialmente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:10, 1 giu 2026 (CEST) == PU == Ciao,<br> Sto seguendo il tuo lavoro su it.wiki dopo la «riabilitazione»: bravo. Ti ringrazio anche per le microcorrezioni ai tag della mia PU: in genere è gradito se si lascia un messaggino quando si modifichino le PU degli utenti :) In ogni caso, anche qui, la tua solerzia è ottima e ho imparato qualcosa. Buon lavoro [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 23:41, 6 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Walther16|Walther16]] Grazie per i complimenti. È soprattutto l'apparizione di categorie nuove ("Intestazioni vuote", che ho ormai svuotato) oppure errori nuovi in categorie già esistenti (le tabelle non chiuse che sono apparse in "Tag di chiusura mancante") che mi hanno spinto a dare una mano a Mess, Gryffindord, ZandDev, Lucarosty e Superchilium.<br />Per quanto riguarda il messaggio dopo la modifica alla PU, di solito il messaggio lo mandavo quando l'errore è ricorrente (sia on-wiki che off-wiki), però se ''è gradito se si lascia un messaggino'' non ho problemi a mandarlo (tranne per le correzione di errori nelle talk, IMHO lì a un certo punto diventa inutile). [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 00:38, 7 lug 2026 (CEST) ::In linea di massima le PU degli utenti non andrebbero modificate: «Come norma generale è bene evitare di apportare modifiche alle pagine utente di altri utenti senza il loro permesso, fatta eccezione per la correzione degli errori di battitura o di altro tipo, come l'inserimento di una dichiarazione di conflitto di interesse nel caso di utenze inattive. Comunque alcuni utenti non hanno obiezioni affinché le loro pagine utente vengano modificate e potrebbero aver messo un avviso in tal senso», [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagina_utente dice la linea guida] di it.wiki. Ma trattandosi da parte tua di miglioramenti sintattici è certa la buona fede: personalmente, nei rari casi in cui è capitato di correggere una PU per un refuso tipografico, lasciavo il «messaggino giustificatorio» nel campo oggetto, a scanso d'equivoci [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 09:01, 7 lug 2026 (CEST) qw2dg9c9y4bvsggca15gz34341r4qei 1420316 1420315 2026-07-13T17:52:58Z Àncilu 87978 /* PU */ Risposta 1420316 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 12 nov 2021 (CET)}} == Re: Nota disambigua == Ciao! Sì, su Wikiquote non viene aggiunto in automatico ma bisogna metterlo: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Mazzini&diff=1415167&oldid=1414764 così]. Il template non è mai stato aggiornato perché andrebbero aggiornate tutte le note disambigue similari già presenti nelle voci. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:02, 1 giu 2026 (CEST) ==Re: Abdallah Bensmaïn== Ciao, è stato un mio errore di trascrizione come da te giustamente rilevato. Mi scuso per il disagio. Grazie per la segnalazione e per il tuo intervento correttivo. Ti saluto cordialmente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:10, 1 giu 2026 (CEST) == PU == Ciao,<br> Sto seguendo il tuo lavoro su it.wiki dopo la «riabilitazione»: bravo. Ti ringrazio anche per le microcorrezioni ai tag della mia PU: in genere è gradito se si lascia un messaggino quando si modifichino le PU degli utenti :) In ogni caso, anche qui, la tua solerzia è ottima e ho imparato qualcosa. Buon lavoro [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 23:41, 6 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Walther16|Walther16]] Grazie per i complimenti. È soprattutto l'apparizione di categorie nuove ("Intestazioni vuote", che ho ormai svuotato) oppure errori nuovi in categorie già esistenti (le tabelle non chiuse che sono apparse in "Tag di chiusura mancante") che mi hanno spinto a dare una mano a Mess, Gryffindord, ZandDev, Lucarosty e Superchilium.<br />Per quanto riguarda il messaggio dopo la modifica alla PU, di solito il messaggio lo mandavo quando l'errore è ricorrente (sia on-wiki che off-wiki), però se ''è gradito se si lascia un messaggino'' non ho problemi a mandarlo (tranne per le correzione di errori nelle talk, IMHO lì a un certo punto diventa inutile). [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 00:38, 7 lug 2026 (CEST) ::In linea di massima le PU degli utenti non andrebbero modificate: «Come norma generale è bene evitare di apportare modifiche alle pagine utente di altri utenti senza il loro permesso, fatta eccezione per la correzione degli errori di battitura o di altro tipo, come l'inserimento di una dichiarazione di conflitto di interesse nel caso di utenze inattive. Comunque alcuni utenti non hanno obiezioni affinché le loro pagine utente vengano modificate e potrebbero aver messo un avviso in tal senso», [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagina_utente dice la linea guida] di it.wiki. Ma trattandosi da parte tua di miglioramenti sintattici è certa la buona fede: personalmente, nei rari casi in cui è capitato di correggere una PU per un refuso tipografico, lasciavo il «messaggino giustificatorio» nel campo oggetto, a scanso d'equivoci [[Utente:Walther16|Walther16]] ([[Discussioni utente:Walther16|scrivimi]]) 09:01, 7 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:Walther16|Walther16]] Ok, adesso quello che faccio praticamente è mandare il messaggio se l'utente è attivo, se è inattivo è IMHO inutile avvisare l'utente. [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 19:52, 13 lug 2026 (CEST) re144bujo4vd5w0r2d733sir685qq32 Vicky Piria 0 188468 1420367 1353738 2026-07-13T22:56:32Z Danyele 19198 /* Citazioni di Vicky Piria */ +wikilink 1420367 wikitext text/x-wiki [[File:Vicky Piria 2019.JPG|thumb|Vicky Piria (2019)]] '''Vittoria Piria''' (1993 – vivente), pilota automobilistica e personaggio televisivo italiano. ==Citazioni di Vicky Piria== {{cronologico}} *{{NDR|«Scusi, ma quando un ragazzo passa a prenderla in macchina, ce la fa a non chiedergli di guidare?»}} Insomma... Certe volte si vede che cercano di fare i brillanti, ma in realtà sono in soggezione perché hanno a fianco una pilota.<ref name="Corti">Dall'intervista di Alice Corti, ''[https://www.oggi.it/people/vip-e-star/2012/04/20/vicky-piria-sono-senza-patente-ma-sfreccio-come-schumacher/ Vicky Piria: "Sono senza patente, ma sfreccio come Schumacher"]'', ''oggi.it'', 20 aprile 2012.</ref> *{{NDR|«Com'è la vita in un ambiente maschile?»}} È un territorio competitivo. C'è sempre il pilota che fa la battuta, o se la prende perché tu, [[donna]], gli hai fatto mangiare la polvere. Nessuno ti fa sconti. Ma basta comportarsi professionalmente, andare veloce e dimostrare il contrario di quello che pensano.<ref name="Corti"/> *Su una donna pilota i riflettori sono sempre puntati addosso, questo è un vantaggio su molti aspetti ma anche uno svantaggio: un errore per esempio non passa inosservato e sicuramente pesa di più...<ref>Dall'intervista di Luca Santoro, ''[https://news.superscommesse.it/motori/2017/03/esclusiva-sn-vicky-piria-la-formula-e-mi-incuriosisce-ma-ora-sono-concentrata-sulle-gare-gt-mi-sento-piu-matura-per-la-f1-309668/ Vicky Piria: "La Formula E mi incuriosisce ma ora sono concentrata sulle gare GT. Mi sento più matura per la F1"]'', ''news.superscommesse.it'', 17 marzo 2017.</ref> *La figura della donna nel mondo dei motori è sempre stato un [[tabù]], delle volte addirittura un problema.<ref>Da Mara Romano, ''[https://metropolitanmagazine.it/w-series-intervista-a-vicky-piria/ W Series {{!}} Intervista esclusiva a Vicky Piria]'', ''metropolitanmagazine.it'', 12 marzo 2019.</ref> *Come in tutte le cose, bisognerebbe evitare di soffermarsi sul concetto "uomo-donna" e guardarci un pò più dentro, nello sport soprattutto, ogni atleta ha le proprie caratteristiche. Diciamo che noi donne abbiamo il dono del [[Multitasking (attività)|multitasking]], il dono di fare mille cose al minuto, e questo non può essere che un vantaggio anche nello sport.<ref name="Rossetti">Dall'intervista di Laura Rossetti, ''[https://sportdonna.it/motori-vicky-piria-pochi-pregiudizi-tra-gli-uomini-pazza-per-la-velocita-e-per-gli-animali-sognavo-di-diventare-biologa-marina/ Motori / Vicky Piria: "Pochi pregiudizi tra gli uomini. Pazza per la velocità e per gli animali, sognavo di diventare biologa marina"]'', ''sportdonna.it'', 19 maggio 2019.</ref> *{{NDR|«La tua [[bellezza]] ti ha aiutata o penalizzata nella vita e nello sport?»}} Sarei ipocrita a dire che non mi abbia aiutata, perché purtroppo l'aspetto fisico condiziona tanto, se sei bella ti ascoltano più volentieri, e per me è stato un elemento importante soprattutto a livello mediatico. Questa però può diventare un'arma a doppio taglio, bisogna agire con intelligenza. Io di certo non rinuncerò mai a una passata di mascara per essere meno appariscente. Bisogna avere la forza di dimostrare di essere brave anche se si è belle di aspetto.<ref name="Rossetti"/> *{{NDR|«Qual è secondo te la più brutta auto di sempre?»}} [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Però è magica, perché ha segnato un'epoca nonostante sia la macchina più brutta al mondo. E questa cosa mi affascina.<ref name="auto">Dall'intervista ''[https://www.auto.it/news/news/2020/02/12-2732676/vicky_piria_la_mia_vita_tra_auto_e_pista_/4 Vicky Piria: "La mia vita tra auto e pista"]'', ''auto.it'', 12 febbraio 2020.</ref> *{{NDR|«La velocità massima che hai raggiunto in auto»}} Con un'auto di serie, in pista, 290 km/h. Per strada, non te lo posso dire [ride, ''ndr'']. Lasciamo perdere, ti dico solo che recentemente mi è arrivata una multa da 400 euro!<ref name="auto"/> *A volte ho la sensazione che le persone tendano un po' a settorializzarti: o fai tv, o sei in pista. Vorrei dire una cosa in particolar modo alle donne, visto che siamo sempre un po' più criticate e sotto i riflettori: siamo esseri umani, abbiamo tante sfumature, non limitiamoci ad essere una sola cosa, possiamo essere ciò che vogliamo. Io ora sono una pilota [...], ma se avessi voglia di tornare a fare una gara di equitazione, chi potrebbe impedirmelo? Questo per dire che io [mi] diverto a lavorare in tv, ma non significa che ho dimenticato che sono anche un'atleta. È un discorso che va oltre le pilota, mi piacerebbe che qualunque donna che lavora nel mondo dei motori, dalla giornalista alla meccanica, si sentisse libera di essere anche mamma, moglie, figlia, amica, appassionata di moda, di cucina e così via. Se possiamo essere più persone perché limitarci? È questa la nostra forza.<ref>Dall'intervista di Maria Grazia Spinelli, ''[https://www.fuoritraiettoria.com/4-ruote/know-your-girls-vicky-piria/ Know your girls: Vicky Piria]'', ''fuoritraiettoria.com'', 21 gennaio 2021.</ref> *Mi sono capitate richieste di posare per ''Playboy'', come mi sono capitati anche incontri con team manager che erano più interessati a portarmi in vacanza in [[Sardegna]] piuttosto che farmi correre in macchina.<ref>Da un'intervista a Fanpage; citato in Michele Mazzeo, ''[https://www.fanpage.it/sport/motori/vicky-piria-a-fanpage-it-discriminata-perche-donna-ma-so-quanto-valgo-come-pilota/ Vicky Piria a Fanpage: "Discriminata perché donna, ma so quanto valgo come pilota"]'', ''fanpage.it'', 12 febbraio 2021.</ref> *Ho scelto io di entrare in questo mondo, ero quindi consapevole sin da bambina di far parte di uno sport prettamente maschile. Ti faccio un esempio: quando ero più piccola, non mettevo mai il mascara in pista perché sentivo di dover nascondere il mio essere femminile. Pensavo di non essere uguale agli altri piloti. Poi mi sono resa conto che sì sono un pilota, ma sono anche tante altre cose. Tra queste, soprattutto una donna. È stato un processo di maturazione per me.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=QtesZ9ztgwA Quattro chiacchiere con Vicky Piria]'', F1inGenerale, 24 febbraio 2021; citato in Giovanna Ylenia G., ''[https://f1ingenerale.com/vicky-piria-a-f1ingenerale-cosa-significa-essere-una-donna-pilota-ve-lo-racconto/ Vicky Piria a F1inGenerale: "Cosa significa essere una donna pilota? Ve lo racconto"]'', ''f1ingenerale.com'', 1º marzo 2021.</ref> *Le gare sprint danno un po' più di soddisfazione a livello individuale, perché il risultato dipende interamente da me, ma la sensazione che provo dopo una bella [[Endurance (automobilismo)|endurance]] è impareggiabile, è tutto più intenso. Io sono una persona a cui piace condividere le cose, quindi poter costruire la vittoria con un compagno di squadra e con un team è il massimo. Mi sto innamorando sempre di più delle gare lunghe, anche perché posso stare tanto in macchina e martellare giro dopo giro.<ref name="Cecchi">Dall'intervista di Alice Cecchi, ''[https://mowmag.com/sport/vicky-piria-a-mow-hamilton-in-ferrari-mi-mette-i-brividi-debuttare-a-sky-come-fare-bungee-jumping-e-su-kimi-antonelli Vicky Piria a MOW: "Hamilton in Ferrari mi mette i brividi. Debuttare a Sky? Come fare bungee jumping". E su Kimi Antonelli...]'', ''mowmag.com'', 22 novembre 2024.</ref> *{{NDR|«[...] della [[F1 Academy]] cosa ne pensi?»}} Sicuramente è una cosa estremamente positiva, come lo è stata la W Series. Quando io ero piccola non c'erano esempi femminili da seguire e non pensavo di poter fare la pilota perché non c'era nessuno che già lo facesse. Invece oggi una bambina può accendere la TV, vedere l'Academy e rendersi conto che di donne ce ne sono venti che corrono. Allo stesso tempo credo che la monoposto, una Formula 4, non sia all'altezza di tutto l'hype che c'è. Non perché non sia una buona vettura, anzi, ma lo step tra quella e una Formula 3 è veramente tanto ampio [...]<ref name="Cecchi"/> {{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/2019/04/28/news/vicky_piria_pilota_formula_donne_amo_i_circuiti_temo_l_autostrada-300994182/ Vicky Piria, un'italiana nella Formula Donne: "Amo i circuiti, temo l'autostrada"]''|Intervista di Alessandra Retico, ''repubblica.it'', 28 aprile 2019.}} *Noi donne arriviamo fino a un certo punto, poi per motivi diversi non riusciamo a fare il salto. {{NDR|«Un motivo valido?»}} La statistica: siamo meno. Difficile trovare una brava tecnicamente, veloce, che ha lo sponsor, col management e il team. Meglio investire su un maschio di talento, perché una donna di talento non dà garanzie che arrivi. Gap fisici? Colmabili. A velocità siamo uguali. *{{NDR|«Il motorsport è maschilista?»}} Lo è tutto il sistema. Anche quello della politica. In me tutti vedevano una miniera d'oro: brava, forte e pure bella. Dicevano: se arriva, straguadagno. Ma visto che in F1 le donne non riescono ad arrivare, vuol dire che nessuno se la sente di rischiare abbastanza. *{{NDR|«La bellezza l'ha più ostacolata o aiutata?»}} Non è mai stato un mio problema. Gli sguardi li ho ricevuti, ma mi sono sempre comportata da pilota: le domande giuste agli ingegneri, ai meccanici, e il pregiudizio bella e scema è finito lì. *{{NDR|«Cosa le piace delle corse?»}} La sensazione che ti dà il giro perfetto. Guidare forte è saper gestire tutti i dettagli e adattarsi prima degli altri. *{{NDR|«Come spiega ai suoi amici i motori?»}} Non lo faccio: è un amore inspiegabile. {{Int|''[https://www.dmove.it/news/intervista-con-vicky-piria-l-italiana-protagonista-della-w-series-e-di-motortrend-brava-in-pista-come-in-tv Intervista con Vicky Piria, l'italiana protagonista della W Series e di MotorTrend. Brava in pista come in TV]''|Massimiliano Zocchi, ''dmove.it'', 16 maggio 2020.}} [[File:2019 Brands Hatch W Series round 44.jpg|thumb|Piria a Brands Hatch nel 2019 per la [[W Series]]: «[...] oggi ci sono 18 ragazze che stanno correndo come delle professioniste, pagate, e se questo campionato non ci fosse, di quelle 18 forse correrebbero in 5, tutte le altre non potrebbero gareggiare, anche per motivi di budget. Già questa è una vittoria. Il problema delle donne nel motorsport è una questione di numeri».]] *{{NDR|Sulla [[W Series]] e sul «rischio di creare l'effetto contrario al voluto, ovvero "ghettizzare" i piloti donna anziché farli emergere»}} Io guardo ai fatti, e i fatti sono che oggi {{NDR|nel 2020}} ci sono 18 ragazze che stanno correndo come delle professioniste, pagate, e se questo campionato non ci fosse, di quelle 18 forse correrebbero in 5, tutte le altre non potrebbero gareggiare, anche per motivi di budget. Già questa è una vittoria. Il problema delle donne nel motorsport è una questione di numeri. I piloti di [[Formula 1]] sono venti, quei venti hanno talento, hanno soldi, hanno il management giusto, hanno fatto le scelte giuste durante la carriera, e per questo sono riusciti ad arrivare al top unendo tutti i tasselli del puzzle. In questo mondo solo il 2% sono donne ed è più difficile in quella piccola percentuale trovare quella che riesca a mettere insieme tutte queste situazioni. La W Series può servire anche come ispirazione. [...] una bambina di 8 anni oggi potrebbe aprire un magazine e vedere che esiste la W Series, ed avere un punto di riferimento, un obbiettivo per la propria carriera. *Sarei stata ipocrita se mi fossi avvicinata a uno sport prettamente maschile, pensando di avere il tappeto rosso steso davanti a me. Ho sempre saputo che stavo entrando in un mondo maschile, e mi sono presa il bello e il brutto di questo mondo, non ho mai pensato che potesse essere tutto uguale: non lo è nella vita quotidiana, figuriamoci in uno sport prettamente maschile. Quindi non me ne sono mai fatta un problema, e nel momento in cui non me ne faccio un problema io, non se lo fanno nemmeno gli altri. *Tutte le volte che ho provato un'[[auto elettrica]], mi sono dimentica del rumore, ma mi sono concentrata su come sfruttarla al meglio. Chi si lamenta dell'assenza del rumore secondo me lo fa solo per una questione di abitudine. È vero che ti dà sensazioni diverse, senti la gomma sul cordolo, senti ogni minimo rumore, ma una delle capacità migliori che un pilota possa avere, è la capacità di adattarsi, e quindi anche in quella situazione ti devi adattare. {{Int|''[https://www.digitalic.it/automotive/vicky-piria-intervista Vicky Piria, l'intervista: "Ho la velocità nel sangue e non parlatemi di guida autonoma"]''|Silvio De Rossi, ''digitalic.it'', 8 ottobre 2020.}} *[...] io sono sempre stata un maschiaccio. Da bambina facevo gare di equitazione, poi mio padre comprò un go-kart per mio fratello [...] Andavo a vederlo girare al kartodromo e sentivo crescere dentro di me la passione. A 8 anni mi hanno chiesto "Vuoi provare?". Sono salita e in pratica non sono più scesa. Ricordo bene le prime gare, una volta ho vinto una mortadella [ride, ''ndr'']. Volevo allenarmi continuamente, parlavo solo di motori con mio padre. A 15 anni mi sono ritrovata su una monoposto. [...] Ricordo con piacere quando ho imparato a fare il punta-tacco, a cambiare le marce. È stato tutto fantastico e lo è ancora oggi. Ho lo stesso identico entusiasmo. *{{NDR|Nel 2020, «[...] le auto elettriche. Cosa ne pensi?»}} Il rumore che senti con una Formula Uno è un'emozione unica. Insostituibile. Credo comunque che alla fine diventerà una questione di abitudine. Ho provato delle auto elettriche in pista: da un punto di vista di guida, alla terza curva non ci pensi più. Sono fortemente prestazionali. Ma non va sottovalutato il cambiamento: la potenza di una frenata con la forza rigenerativa cambia le cose. C'è sempre da imparare. Ogni giorno. *{{NDR|«Sei un pilota: cosa pensi della [[Autovettura autonoma|guida autonoma]]?»}} A un pilota non puoi chiedere cosa pensa di un'auto che non ha il volante [ride, ''ndr'']. Mi immagino su una strada in campagna: quale piacere di viaggio potrò avere? Guidare non è solo andare dal punto A al punto B. [...] Mi dicono che la guida autonoma potrà aiutarmi a ottimizzare il mio tempo. Mi sono stufata di ottimizzare. Cerchiamo sempre di non perdere tempo. Ma la verità è che non siamo più capaci di prenderci del tempo solo per noi. [...] Siamo sempre di corsa. Io vado veloce in macchina, non voglio andare veloce ogni momento della mia vita. ===Citazioni non datate=== *Io credo che la donna ha come valore aggiunto la sensibilità nel capire la macchina. La donna ha una sensibilità diversa. Che può talvolta anche essere un'arma a doppio taglio, diventare una fragilità. Le donne capiscono dalle sensazioni.<ref name="Monte"/> *{{NDR|«Qual è l'aspetto che più ti piace del tuo lavoro?»}} La sensazione del giro perfetto, l'adrenalina in partenza, la soddisfazione a fine gara e soprattutto il fatto che, seppur sport individuale, è un lavoro di squadra a tutti gli effetti.<ref>Dall'intervista ''[https://medicinamoderna.tv/medicina-moderna-donne-al-volante-la-storia-di-vicky-piria.b2631.html Donne al volante - la storia di Vicky Piria]'', ''medicinamoderna.tv''.</ref> *Mi ricordo un manager molto famoso che durante un incontro mi disse: "Apprezzo quello che fai, ma credo che le donne in questo sport non ci dovrebbero essere, non sono all'altezza. Tu cosa ne pensi?". Gli ho risposto: "Se la pensassi così non sarei qui".<ref name="Monte">Dall'intervista di Marianna Monte, ''[https://www.deabyday.tv/sport-e-fitness/outdoor/article/5631/Vicky-Piria---Quando-guido-divento-la-versione-migliore-di-me-stessa-.html Vicky Piria: «Quando guido divento la versione migliore di me stessa»]'', ''deabyday.tv''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piria, Vicky}} [[Categoria:Personaggi televisivi italiani]] [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] snd8oesgtm0zmuezu5dryntw3zfmltk Fiat Multipla (1998) 0 188469 1420392 1381494 2026-07-14T00:15:52Z Danyele 19198 +1 / fix di stile 1420392 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat Multipla front 20080825.jpg|thumb|upright=1.2|Fiat Multipla (1998)]] Citazioni sulla '''Fiat Multipla'''. ==Citazioni== *– 'A Cipolla, ma 'sto cesso non lo riesci a fa' cammina'? O pensi che aspettano noi all'Olimpico?<br/>Forse aveva ragione, er Cicoria. Ma con tutto che andava a tavoletta e il rumore nell'abitacolo era quello di un biplano, la Multipla di più non poteva dare. La lancetta del tachimetro era inchiodata sui centodieci. Come se le avessero dato del mastice. ([[Carlo Bonini]]) *{{NDR|«Qual è secondo te la più brutta auto di sempre?»}} Fiat Multipla. Però è magica, perché ha segnato un'epoca nonostante sia la macchina più brutta al mondo. E questa cosa mi affascina. ([[Vicky Piria]]) *{{NDR|Nel 2024}} La Multipla è un fenomeno: pochi anni fa non godeva di una buona reputazione, ma oggi tutto è cambiato e le persone hanno colto la sua genialità. ([[Olivier François]]) *La Multipla non è bella, anche se la bellezza è molto soggettiva [...]! È un'idea intelligente e pratica, bisogna riconoscerlo. Sembra un po' antipatica per quella zona e quei fari posti sotto il parabrezza; ma sono elementi molto importanti per la forma del parabrezza, che è stato posto più in alto. Bisognerebbe spiegare in anticipo al pubblico perché la vettura è fatta in un certo modo. ([[Robert Opron]]) *Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa. ([[Chris Bangle]]) *Siete più brutti della Multipla.<ref>Striscione esposto dalla curva fiorentina contro quella [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventina]] nella stagione 1999-2000; ripreso dalla curva granata nel derby Juventus-Torino del campionato 2001-2002.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]]) *Una [[Renault Scénic|Scénic]] nata a [[Disastro di Černobyl'|Chernobyl]]. ([[Gabriele Cirilli]]) ===[[Roberto Giolito]]=== *È vero c'è chi non l'ha mai amata, ma resta un'auto che ha lasciato il segno. Si è arrivati al concetto rivoluzionario di Multipla per un insieme di motivi. Un gruppo di persone di differenti discipline determinate a creare un'auto estremamente abitabile in poco spazio e con costi il più possibile contenuti. C'era poi un'altra coincidenza fondamentale. In quegli anni, avendo realizzato con il Gruppo PSA il monovolume Peugeot 806 / Citroën Evasion / Fiat Ulysse / Lancia Zeta, c'era per Fiat un vincolo di non concorrenza. Non si potevano progettare auto superiori a 4 metri a 5 posti. Abbiamo dunque dovuto inventarci un'auto per sei passeggeri in 3,99 metri di lunghezza. Un altro aspetto interessante furono i costi. Grazie alla progettazione Space Frame, all'uso di estrusi in acciaio, alle avanzate tecnologie di stampa, alle lamiere tagliate al laser e poi risvoltate, alle saldature con i robot e a una linea di montaggio molto avanzata, siamo passati dai circa 600 miliardi di lire spesi per la progettazione della Punto ai circa 300 della Multipla. {{NDR|«Della monovolume di casa Fiat, la gente ancora oggi rimpiange lo spazio a bordo»}} Il concetto del 3+3 non era molto diffuso ma dava ai passeggeri, oltre che un senso di "salotto", anche una grandissima libertà di movimento a bordo. Con i sei passeggeri la Multipla manteneva 500 litri di capacità di carico. Ricordo bene che partivamo da Torino per andare al Salone di Ginevra in 6 persone, viaggiando comodamente e pieni di bagagli ma nessuno si lamentava. [...] oggi auto così è praticamente impossibile rifarne. Il tema della standardizzazione delle piattaforme, dei processi di grande replicabilità non consentono più un simile approccio. *Il progetto originale della Multipla prevedeva un veicolo a sei posti con un ampio bagagliaio e tre file di due posti ciascuna. [...] L'obiettivo era quello di creare un veicolo dalle forme generose e con la possibilità di riposizionare le sedute in maniera modulare, ma che potesse essere guidato [...] anche in città, oltre ad offrire una piacevole esperienza di guida per le famiglie in viaggio. Così è nata l'idea di creare un cockpit-salotto [...] per sei persone disposte su 2 file da 3 posti ciascuna, in modo da favorire gli scambi di dialogo. Il design esterno doveva essere ispirato ad una maison luminosa e senza rastremazione del padiglione verso l'alto, mentre l'interno doveva offrire un'esperienza conviviale e confortevole, adatta ai viaggi in famiglia o con gli amici. *Le prime proposte si basavano su un'architettura convenzionale [...] con tre file da due posti. Inizialmente, il design [...] si ispirava ad alcuni veicoli americani [...]. Questi [...] avevano un parabrezza con una grande inclinazione al limite degli angoli di omologazione, il che evocava forme simili a treni superveloci, ma non adatte ad automobili che potessero essere guidate con facilità e soddisfazione. [...] Il tema Inside-Out, cioè progettare il veicolo partendo dall'interno verso l'esterno, era il cuore metodologico del progetto. L'abitacolo doveva essere il centro della vettura, mentre l'esterno doveva partire dall'inviluppo delle superfici che avvolgevano lo spazio ideale, in modo da creare un ambiente sfruttabile e compatto nella vista in pianta. L'idea di disporre i passeggeri su 2 file da 3 posti ciascuna, non consentiva alcuna rastremazione del padiglione in vista frontale, e ci ha portato a dividere il volume intero su due forme ben distinte e sovrapposte: quella superiore ampia e vetrata e quella inferiore snella e filante. [...] La scelta di dividere il volume in questo modo è diventata l'archetipo formale della Multipla. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Fiat 600 Multipla]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] dcxa55eja8nwu3q4o802qdgy9lmddcq Fiat 500 (2007) 0 191409 1420381 1372816 2026-07-13T23:49:07Z Danyele 19198 fix di stile 1420381 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat 500 1.4 16V Rosso Corsa – Frontansicht, 7. Mai 2011, Düsseldorf.jpg|thumb|upright=1.2|Fiat 500 (2007)]] Citazioni sulla '''Fiat 500'''. ==Citazioni== *Nel 2006 fui chiamato a Torino per un meeting con il CEO Fiat [[Sergio Marchionne]] e lui mi disse testualmente che non sapeva molto di auto, ma parecchio di soldi. E di conseguenza Fiat aveva bisogno di un'auto da mettere sulla strada in dieci mesi, e che fosse in grado di vendere su grandi volumi. Altrimenti il marchio sarebbe affondato. Così mi chiese di disegnare qualcosa. Devo ammettere che la notte seguente non riuscii ad asciugarmi gli occhi, dalle lacrime. Sentivo tutto il peso del futuro di Fiat sulle mie spalle. Mi dicevo che era impossibile disegnare un'auto nuova in dieci mesi: ci sarebbero voluti almeno tre anni. Poi però pensai alla [[Fiat Panda (2003)|Panda]] e alla sua piattaforma. Facendo una sorta di facelift, mettendo una nuova carrozzeria con lo stesso approccio che avevo utilizzato con Mini, avrei avuto una chance. E la [[Fiat Nuova 500|500]], che aveva messo le ruote all'Italia dopo la seconda guerra mondiale, era l'auto perfetta. ([[Frank Stephenson]]) ===[[Roberto Giolito]]=== *Avevo una grande responsabilità nel ridefinire un'icona come la 500, nel renderla contemporanea, senza tradire la forma originale ideata da [[Dante Giacosa]], progettista e designer della Fiat 500 del 1957. [...] Abbiamo adottato una conformazione che fa riferimento all'opera di Giacosa, in cui i volumi che compongono il body sono sovrapposti su 3 strati ben divisi: il volume di base che fa corazza resistente e ospitale, la fascia equatoriale (o di mezzo), che dal cofano avvolgente si protrae per tutta la fiancata fino al posteriore e, infine, il padiglione arrotondato che troneggia sopra queste. *È stato [...] un progetto che, grazie alla credibilità del risultato finale nel dare una forma contemporanea ad una piccola ma importante pietra miliare della storia automobilistica italiana, ha contribuito di molto alla popolarità del marchio Fiat nel mondo. [...] rappresenta l'esempio di un'italianità credibile realizzata su concetti come compattezza, sicurezza, usabilità, personalizzazione, che sono [...] validi [...] non solo per l'aspetto, ma soprattutto per come il prodotto funziona e fa innamorare chi lo usa. *{{NDR|«Come è nata l'idea di creare una 500 del nuovo millennio?»}} In quegli anni c'era un sentimento del tutto naturale di ritrovare e attualizzare le icone del passato, dai semplici oggetti di uso quotidiano fino alle automobili. Il New Beetle è stato sicuramente il capostipite di questa nuova tendenza, nata appunto nella prima metà degli anni '90, una sorta di nostalgia "sana" di voler rivedere gli oggetti a cui eravamo affezionati in passato nella nostra quotidianità. Fin da subito io ho valutato attentamente se fosse davvero il caso di riprendere il "vestito" della 500 oppure solamente le sue idee, per capire se applicarlo alla nostra migliore meccanica disponibile in quel momento. Ne nasce quindi un lavoro molto attento al passato, per prelevare quelli che furono i segnali che la Fiat 500 del 1957 diede al pubblico e al mercato. [...] partimmo con grande entusiasmo nel creare qualcosa di completamente nuovo. L'obiettivo era quello di "asciugare" tutte le caratteristiche facenti parte del DNA della 500 per creare una vettura intorno alla meccanica e alla tecnologia disponibili in quel momento. *La sfida era creare un prodotto che fosse unico e ripetibile, che prendesse al volo l'occasione di un'immagine iconica, ma che la rendesse di nuovo contemporanea, e per lungo tempo. Inoltre, abbiamo dovuto tenere conto del package e della "nuova" posizione del motore anteriore, rispetto alla 500 del 1957, il che ha richiesto un'attenzione particolare all'impostazione del nuovo volume, proteso in avanti e alla perfetta esecuzione delle superfici [...]. Lo sbalzo anteriore ridotto della vettura, mi ha portato a dover fare un trade off e a creare una vettura di aspetto quasi da monovolume. [...] Ciò che si vede nei miei primi schizzi della 500 è proprio questo: un parabrezza che arriva quasi a lambire la zona anteriore, solo perché avrei voluto mettere il vetro sopra il motore. Gli ingegneri sono stati talmente bravi nel ridurre la lunghezza dei puntoni a sbalzo, tanto da rendere il cofano sostanzialmente una piccola conchiglia avvolgente. L'idea era di esaltare la nuova disposizione degli organi meccanici, cioè di portare avanti ciò che la 500 invece aveva dietro. Ricordo che le linee di fiancata del 500 di Giacosa tendono ad abbassarsi verso il posteriore [...]. Con la Nuova 500 ho mantenuto l'intenzione di sovvertire quest'ordine, creando un oggetto più dinamico e scattante, vista la migrazione del propulsore sull'anteriore. ==Voci correlate== *[[Automobile in stile rétro]] *[[Fiat 500X]] *[[Fiat Nuova 500]] *[[Fiat Nuova 500 (2020)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] qj3tz5n2ck56cab6vbbiwksa1cuq1es Progettazione di automobili 0 191442 1420328 1420182 2026-07-13T19:03:04Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +3 / sottoparagrafo Bangle 1420328 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1961 AMC PRfoto Designers.jpg|thumb|upright=1.5|Designer della American Motors al lavoro (1961)]] Citazioni sulla '''progettazione di automobili''' o '''''automotive design'''''. ==Citazioni== *A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. ([[Nuccio Bertone]]) *{{NDR|«Come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi... ([[Flavio Manzoni]]) *{{NDR|Nel 2023}} È importante stabilire una definizione chiara del termine "designer" e in particolare di "car designer". Da anni ricordo che "design" in inglese significa "progetto" o "disegno" inteso come progetto piuttosto che come opera d'arte. Questo perché a partire dagli anni '70 il termine "design" è stato sostituito intenzionalmente (per non dire astutamente) con "stile", soprattutto nel settore automobilistico, tanto che tutti sono diventati "designer", mentre molti non possono essere paragonati agli stilisti di un tempo, capaci di "misurare lo stile", il primo passo per qualificarsi come designer. Ciò che è estremamente raro oggi nei cosiddetti "designer" è la capacità di creare, ovvero di concepire, filtrare e realizzare la propria creatività. Invece, molti sanno solo schizzare e dipingere, ma non sanno creare. Non voglio essere riduttivo con la parola "solo", ma sarebbe onesto ammetterlo. ([[Enrico Fumia]]) *I designer di automobili amano antropomorfizzare le loro opere. Tigri, ghepardi, squali e persino velocisti olimpici ai blocchi di partenza vengono spesso citati come fonte di ispirazione nel linguaggio stilistico del settore. A quanto pare, abbiamo bisogno di queste pietre di paragone visive per dare un senso a ciò che stiamo guardando. Il che rende interessante il concetto di "volto" di un'auto e in particolare il ruolo svolto dai gruppi ottici. Sono gli equivalenti degli occhi? Sono qualcosa che tendiamo a dare per scontato, ma senza di loro saremmo persi, a prescindere dal ruolo che svolgono nel plasmare la nostra risposta emotiva. ([[Jason Barlow]]) *Il progetto non è cosa che nasce dal­la mente del progettista come Ate­na è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tec­nica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizza­zioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo model­lo racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li colle­ga un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. ([[Dante Giacosa]]) *L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il progettista di automobili è para­gonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'auto­mobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui vie­ne presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi poste­riori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. ([[Dante Giacosa]]) *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ([[Flavio Manzoni]]) *Purtroppo ho sempre disegnato automobili che non posso permettermi. ([[Pietro Camardella]]) *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello stile automobilistico}} Sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto. ([[Carlo Cavicchi]]) *{{NDR|«Come ci si può distinguere nel mondo dell'auto e del design [...]?»}} Sicuramente allontanandosi dalla costa. Navigare sotto costa è facile, non è rischioso, ma quando vuoi scoprire delle cose nuove ti devi allontanare. Nel mio piccolo, il suggerimento che posso dare è cercare di fare qualcosa di originale, di unico, anche di sbagliato, ma provando a fare qualcosa che abbia una sua unicità. Tutto questo senza fare una banalità ovviamente. Bisogna studiare, disegnare, creare qualcosa e metterla in dubbio una, due tre o anche quattro volte. Occorre studiare la cultura dell'automobile, del design. {{NDR|«Bisogna coltivare la cultura del dubbio quindi...»}} Assolutamente. Noi {{NDR|in Pagani}} lo facciamo con tutti i progetti. Quando ne completiamo uno ed è pronto per andare in produzione, noi lo mettiamo interamente in dubbio. Ci dedichiamo un anno in più di lavoro [...] {{NDR|«Non si fa l'approvazione del progetto, ma la messa in dubbio...»}} Sì. Quando hai fatto due progetti, dopo aver analizzato bene quello più fresco ed essere ritornato al primo, solo allora puoi sentirti più tranquillo. ([[Horacio Pagani]]) *Uno dei miei pallini è accertarmi che il design dell'auto sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. ([[Luca de Meo]]) ===[[Chris Bangle]]=== *Disegnare un'automobile, non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei. *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del car design su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni. *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite. ===[[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]=== *{{NDR|«Qual è, se c'è, il periodo automobilistico che più le piace e perché, dal punto di vista del design?»}} Direi senza dubbio gli anni Sessanta e anche i decenni seguenti. Per i progettisti quegli anni rappresentarono una specie di rivincita della Bellezza, con la B maiuscola, dopo gli orrori della guerra. Non penso sia un caso che le auto di maggior valore, sul mercato delle "storiche", appartengano a quel periodo. *{{NDR|Nel 2023, «le piace la strada che ha preso il design automobilistico nella grande produzione negli ultimi dieci anni?»}} La risposta si ha esaminando attentamente le parti frontali di tutte le marche: tutte hanno tre buchi, con i due laterali spesso finti! *Le automobili sono delle belle cose tridimensionali e, quindi, almeno per noi disegnatori di automobili, la prima cosa da cui partiamo sono le posizioni delle parti meccaniche e delle persone a bordo. Ma, siccome questi oggetti si muovono longitudinalmente lungo delle strade, la prima cosa che vediamo, spesso, è la vista laterale. Questo profilo laterale non è solo una questione estetica ma ha un impatto significativo anche sul design funzionale. È qui che entrano in gioco considerazioni di ergonomia, sicurezza e, soprattutto, aerodinamica. Come appassionato di aerodinamica, trovo che la forma laterale di un'automobile sia cruciale. L'aerodinamica, o la scienza che studia il movimento dell'aria attorno ai corpi in movimento, incide profondamente sull'efficienza del veicolo, sul consumo di carburante, sulla stabilità ad alta velocità e sul rumore prodotto. La vista laterale di un'auto rappresenta come l'aria interagisce con la carrozzeria, creando resistenza o facilitando il flusso. *{{NDR|Nel 2025}} Molte automobili sembrano tutte uguali, spesso brutte e senza funzioni vere. Un esempio lampante sono le griglie frontali [...]: spesso sono fintamente aperte, con dietro nulla, solo per dare l'illusione di un design sportivo o aerodinamico. Poi ci sono gli "scavi" nelle portiere che imitano i prototipi da corsa... Quelle scanalature non hanno una funzione reale; sono solo estetiche, scimmiottano i veri elementi funzionali delle auto da corsa. E poi, c'è l'aspetto ancora più tremendo nei paraurti posteriori: spesso si vedono due piccole alette nere che pretendono di creare un effetto suolo, mentre chi conosce bene l'aerodinamica sa che l'effetto suolo inizia dalla parte anteriore e si estende fino al posteriore. È il contrario della bellezza, dove l'estetica non parte da una funzione vera ma da un'illusione. ===[[Marcello Gandini]]=== *Adesso i prototipi presentati sono tutti finti, non sono neppure prodotti nei materiali giusti. Talvolta fatti in vetroresina, sono semplicemente dei modelli, perfettamente fatti, ben finiti, ma trovo inutile spendere dei soldi così. Invece una volta erano delle automobili e bisognava che funzionassero. *{{NDR|«Dicono che sei più interessato all'architettura, alla costruzione e alla sostanza meccanica dei veicoli. Puoi separare il design dalla sostanza meccanica?»}} Credo non si possa. In effetti, è forse uno degli aspetti più importanti del design. La forma più eccitante segue sempre la funzione. *Ho avuto un certo successo facendo un progettino, relativo alla riduzione della superficie degli stabilimenti per la costruzione di automobili. Lo scopo dello studio era quello di ridurre il numero degli operai, degli orari di lavoro, del costo degli stabilimenti, sia di costruzione che di gestione: in breve vuol dire ridurre le dimensioni. [...] Per fare tutto ciò bisogna, principalmente, cambiare l'automobile. In certi stabilimenti si cerca, con i robot, di migliorare la produzione e di ridurre i costi... e qualcosa si ottiene. La mia visione era più drastica. L'ambizione del mio progetto era di ridurre tantissimo la dimensione degli stabilimenti. Per costruire un'automobile bisogna: comprare un terreno, costruire uno stabilimento, si deve attrezzare all'interno con tutti gli impianti... poi ci sono i costi di gestione... la somma di tutte le spese deve essere suddivisa per il numero delle automobili prodotte dall'impianto. Se si dimezza lo stabilimento, da subito si dimezzano le spese. *Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l'ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell'auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all'abitudine sono stati l'essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer. *Io l'automobile l'ho vissuta marginalmente fin da bambino. È stata un sogno come lo era il tappeto volante, o come potrebbe essere la possibilità di spostamenti volando come l'Araba Fenice, ritrovandosi in qualunque posto senza fatica. *L'automobile ferma è un'altra cosa. Le vetture vanno viste in movimento. Nella mia vita ho fatto una quantità enorme di modelli, di studi, per alcune case produttrici come la Renault o la Volkswagen, e ricordo che tutte le volte, per ciascuno di questi modelli, il giorno che la dovevamo caricare sul camion, anche spinta a mano, faceva subito un'altra impressione: nel bene e a volte anche nel male. {{NDR|«Il movimento cambia la visuale?»}} Il movimento, anche se lentissimo cambia il punto di visuale. Il moto cambia la forma della macchina, contemporaneamente si vedono le parti nascoste e le parti visibili cambiano forma. Si percepisce completamente il volume della vettura, come in un ologramma. Certe volte anche in peggio! La fotografia di una vettura è ben difficile che dia l'idea della linea, perché è un'immagine fissa e può ingannare. La macchina ha bisogno di essere vista nel suo volume. *L'automobile non è una cosa artistica, ma è comunque un'attività della mente... anche della mente inconscia del bambino. Da piccolo sognavo le macchine e c'è qualcosa che mi ha accompagnato negli anni. Personalmente non mi sono mai spaventato nel fare una cosa nuova o diversa, la paura del foglio bianco non l'ho mai avuta, anzi ho sempre amato il foglio bianco. Potrei partire integralmente da zero, meccanica, carrozzeria, metodo di costruzione. Il foglio bianco è stimolante. *{{NDR|«Non considera l'auto un'opera d’arte?»}} Personalmente no, però ha in comune con l'arte quella di generare emozioni, come si diceva prima sulla bellezza. A mio avviso, in ogni caso, è una cosa molto diversa. Ha qualche parentela con la scultura. Le automobili hanno le stesse esigenze di una scultura, quella di dare delle emozioni e poi il fatto di essere tridimensionale. Anche la scultura, se lei prende, il David e gli gira intorno, ha la sensazione di un qualcosa di vivo, di una persona. *{{NDR|«Lei vive nei dintorni di Torino, una regione che forse più di qualsiasi altra al mondo ha plasmato la storia dello styling automobilistico. Cosa [...] hanno reso il torinese epicentro d'innovazione progettuale e industriale in Italia e nel mondo?»}} Sembra un paradosso ma quest'innovazione industriale dipendeva in gran parte dalla presenza di tradizioni artigianali altamente qualificate. Nell'ambito dell'automobilismo, in particolare, si è beneficiato del gran numero di scoccai e battilastra bravissimi, gente che per tradizione lavorava le scocche in legno delle carrozze, e che nel dopoguerra si è trovata senza lavoro. A Torino c'era questa grandissima facilità di fare modelli di prototipi, e con la facilità d'esecuzione viene fuori la domanda. Di conseguenza c'è stata per molti la possibilità d'inserirsi nel settore come stilisti, come disegnatori; specialmente qui a Torino, fino a dopo la guerra, lo stilista vero e proprio non c'era. Fino a quel momento, stilista era il cliente stesso, nel senso che il tizio che voleva la Ferrari carrozzata fuoriserie, o la Lancia carrozzata in modo particolare andava dallo scoccaio e cercava di spiegare cosa voleva. [...] Erano artigiani abilissimi, prendevano il telaio e poi tiravano su il filo di ferro che simulava le linee della carrozzeria. A quel punto il cliente diceva: "Mah, la vorrei un po' più lunga". Questo, allora, era lo stilista. La mia prima auto è stata fatta così, tirando su questi fili di ferro da un carrozziere oscuro, uno che più che altro faceva riparazioni. Si batteva l'alluminio e, servendosi solo di questi fili di ferro, si formavano le lamiere. Dopodiché venivano tolti e si facevano strutture per reggere i pannelli della carrozzeria. [...] Allora non c'era disegno. Al massimo un bozzetto. *{{NDR|«Un'auto economica può essere attraente quanto una costosa?»}} Sì, può essere. L'aspetto o il design devono essere relativi a ciò che rappresenta un'auto. ===[[Roberto Giolito]]=== *I concetti chiave da cui partire quando si parla, oggi, di design automobilistico (e non solo), sono: innovazione, identità e usabilità. Il primo perché le automobili rappresentano da sempre la possibilità di rendere l'innovazione tecnologica alla portata di tutti. Ad esse è connessa un'aspettativa di progresso e modernità. Nel corso della mia carriera, in particolare, mi sono sempre occupato di vetture che coniugassero la sperimentazione con il concetto di ''work cars''. Poi c'è l'identità, qualunque essa sia, che dà corpo e sostanza alla riconoscibilità di un prodotto, lasciando intravedere il "ceppo" di origine: altrimenti si corre il rischio di perdersi ed essere costretti a fare marcia indietro. Infine, è diventato sempre più centrale il concetto di usabilità, che significa studiare i comportamenti delle persone e creare prodotti che, meglio di quelli esistenti, si adattino alla vita in continua evoluzione. In quest'ottica, si potrebbe estendere al campo delle automobili la pratica di generare "versioni beta", nell'accezione utilizzata dagli sviluppatori di software, per sondare i mix giusti e tarare i contenuti sulle esigenze reali delle persone. *Il mio approccio al design è stato sempre basato sulla decostruzione: mi piaceva esplodere il disegno e capire cosa c'era sotto la superficie, con l'obiettivo di rappresentare la vera essenza dell'auto, fino alle ossature. Mi interessava capire come funzionasse la vettura e come sarebbe stato possibile realizzarla. Guardavo con interesse ai diversi approcci nel disegno, come quelli basati sulla scultura, ma alla fine ho trovato la mia strada nella realizzazione pratica di maquette abitabili essenziali e facili da costruire, fatte di tondino di ferro, spinto dalla voglia di creare qualcosa di concreto e sperimentabile. Durante il mio lavoro, ho adottato un approccio basato sulla destrutturazione riverente. La mia idea è sempre stata quella di fare di più con meno. Ma questo lo puoi fare solo quando il contesto te lo consente. *Il progetto di un nuovo modello di automobile è il risultato di un lavoro complesso che vede coinvolte professionalità diverse. Un iter metodologico articolato che ha inizio sin dalle prime fasi di impostazione e non si esaurisce nemmeno nell'assemblaggio finale sulle linee di produzione. *Il successo di un'automobile è il risultato di una scommessa vinta, di un lampo d'intuizione stilistica mediato dagli studi sulle nuove tendenze del gusto e sulle emergenti necessità della clientela. Nasce, insomma, da una ricetta che viene messa alla prova dal giudice più severo: il tempo. *Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro. *{{NDR|Nel 2019}} Trovandomi spesso coinvolto nello studio dei trend del momento e nell'analisi degli scenari futuri, ritengo che la tendenza che ha maggiormente condizionato il design automobilistico negli ultimi vent'anni sia stata la valorizzazione dell'identità del marchio. Non sto parlando di un fenomeno retrò, a cui attribuisco poco valore, in quanto riutilizza stilemi già visti. Parlo invece della creazione di un vero e proprio linguaggio stilistico, capace di donare un'identità alle vetture di una determinata casa automobilistica. Negli ultimi vent'anni si è coltivato sempre di più il Dna aziendale; e se prima questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente le mascherine delle auto, ora coinvolge l'intero design degli esterni e, soprattutto, degli interni. *Una volta era prassi comune andare in galleria del vento e definire i dettagli della carrozzeria, utilizzando dei fili di lana attaccati a una canna da pesca. Se il filo di lana esposto al getto d'aria rimaneva "sdraiato" sul tetto puntado verso la zona posteriore della vettura, significava che i flussi filavano lisci e aderenti alla carrozzeria. Al contrario, se "impazziva" e puntava verso l'altro rivelava delle turbolenze. Senza le tecnologie moderne era impossibile disegnare le forme complesse e gli "scalini" che tanto aiutano ad "addomesticare" i flussi d'aria, come invece avviene oggi. Ma c'è un rovescio della medaglia; il disegno della vettura dipende molto dai software di simulazione ed è lasciato ai progettisti e ai designer l'arduo compito di riproporre questi risultati aerodinamici con linee più semplici e pulite, un po' come quelle di un tempo che a volte rimpiangiamo. Forse in un futuro prossimo lo sviluppo della meccatronica permetterà alle superfici della carrozzeria di modificarsi in base alle velocità; a quel punto sarà possibile tornare a linee più semplici, ma allo stesso tempo efficaci anche ad andature elevate. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *{{NDR|«Come si progetta un'automobile?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *[...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale. *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei cambiare le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. ===[[Alejandro Mesonero-Romanos]]=== *L'unica cosa che io dico ai designer è di non essere ossessionati dall'idea di lavorare su un'[[auto elettrica]]. È una vettura con una struttura diversa, nient'altro. Dobbiamo ancora trasmettere emozioni, doppiamo ancora veicolare gli stessi valori, tutto quello che ci fa amare il design. *Nel design, tutto il nostro lavoro inizia da una semplice idea, un'intuizione su cui è poi necessario lavorare in profondità per "addomesticarla" e renderla realtà, con la forma di un'auto di successo. *Oggi disegnare macchine sta diventando sempre più difficile per gli aspetti legislativi, per le regolamentazioni, per le omologazioni, per i vincoli finanziari e tecnici. E quindi diventa un po' come la Formula 1 dove ogni anno si ha una regolamentazione più dura e ogni anno le auto vanno un po' più veloci. Questa per me è la vera sfida, il vero stimolo. *Se mostriamo un'auto e non c'è quell'effetto "wow", vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa. ===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]=== *Durante lo sviluppo di una vettura, se non c'è il sangue sul pavimento dopo le battaglie fra designer ed ingegneri, allora si può essere certi che l'auto sarà brutta e/o poco interessante. *Le automobili sono come i film: devono raccontare una storia per conquistare le persone. I migliori disegnatori di automobili sono per forza anche ottimi narratori, e i loro prodotti, siano concept car o modelli destinati alla produzione, rispecchiano la loro abilità di raccogliere idee affascinanti da ogni settore, in tutto il mondo, e poi riunirle e reinterpretarle in grandi storie inedite. *{{NDR|«Cosa serve per essere un buon car designer?»}} Un tocco di pazzia, di incoscienza, di masochismo e soprattutto un grande ego. Bel quadro, no? Sì, i designer sono abbastanza odiati nell'industria: dagli ingegneri, dalla Direzione, dai contafagioli, ecc. Perché? Perché sono indisciplinati, pensano out-of-the-box e raggiungono risultati inimmaginabili di conseguenza. Provano ad obbligarli e restare in gabbia e non producono più. Fanno solo più soluzioni noiose, banali, invendibili. Liberali, invitali a fare pazzia, et voilà, ecco che incominciano ad arrivare dei capolavori che fanno record di vendite. Poi, solo il 2% del lavoro di un designer è utilizzabile. Il resto è solo riscaldamento. Quindi servono 100 disegni per averne 2 belli. ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Automobile in stile rétro]] *[[Design]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili| ]] [[Categoria:Disegno industriale| ]] sdbvbiygj5jfznrbum7pbar9zmp13mt 1420368 1420328 2026-07-13T23:01:39Z Danyele 19198 fix di stile 1420368 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1961 AMC PRfoto Designers.jpg|thumb|upright=1.2|Designer della American Motors al lavoro (1961)]] Citazioni sulla '''progettazione di automobili''' o '''''automotive design'''''. ==Citazioni== *A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. ([[Nuccio Bertone]]) *{{NDR|«Come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi... ([[Flavio Manzoni]]) *{{NDR|Nel 2023}} È importante stabilire una definizione chiara del termine "designer" e in particolare di "car designer". Da anni ricordo che "design" in inglese significa "progetto" o "disegno" inteso come progetto piuttosto che come opera d'arte. Questo perché a partire dagli anni '70 il termine "design" è stato sostituito intenzionalmente (per non dire astutamente) con "stile", soprattutto nel settore automobilistico, tanto che tutti sono diventati "designer", mentre molti non possono essere paragonati agli stilisti di un tempo, capaci di "misurare lo stile", il primo passo per qualificarsi come designer. Ciò che è estremamente raro oggi nei cosiddetti "designer" è la capacità di creare, ovvero di concepire, filtrare e realizzare la propria creatività. Invece, molti sanno solo schizzare e dipingere, ma non sanno creare. Non voglio essere riduttivo con la parola "solo", ma sarebbe onesto ammetterlo. ([[Enrico Fumia]]) *I designer di automobili amano antropomorfizzare le loro opere. Tigri, ghepardi, squali e persino velocisti olimpici ai blocchi di partenza vengono spesso citati come fonte di ispirazione nel linguaggio stilistico del settore. A quanto pare, abbiamo bisogno di queste pietre di paragone visive per dare un senso a ciò che stiamo guardando. Il che rende interessante il concetto di "volto" di un'auto e in particolare il ruolo svolto dai gruppi ottici. Sono gli equivalenti degli occhi? Sono qualcosa che tendiamo a dare per scontato, ma senza di loro saremmo persi, a prescindere dal ruolo che svolgono nel plasmare la nostra risposta emotiva. ([[Jason Barlow]]) *Il progetto non è cosa che nasce dal­la mente del progettista come Ate­na è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tec­nica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizza­zioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo model­lo racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li colle­ga un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. ([[Dante Giacosa]]) *L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il progettista di automobili è para­gonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'auto­mobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui vie­ne presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi poste­riori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. ([[Dante Giacosa]]) *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ([[Flavio Manzoni]]) *Purtroppo ho sempre disegnato automobili che non posso permettermi. ([[Pietro Camardella]]) *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello stile automobilistico}} Sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto. ([[Carlo Cavicchi]]) *{{NDR|«Come ci si può distinguere nel mondo dell'auto e del design [...]?»}} Sicuramente allontanandosi dalla costa. Navigare sotto costa è facile, non è rischioso, ma quando vuoi scoprire delle cose nuove ti devi allontanare. Nel mio piccolo, il suggerimento che posso dare è cercare di fare qualcosa di originale, di unico, anche di sbagliato, ma provando a fare qualcosa che abbia una sua unicità. Tutto questo senza fare una banalità ovviamente. Bisogna studiare, disegnare, creare qualcosa e metterla in dubbio una, due tre o anche quattro volte. Occorre studiare la cultura dell'automobile, del design. {{NDR|«Bisogna coltivare la cultura del dubbio quindi...»}} Assolutamente. Noi {{NDR|in Pagani}} lo facciamo con tutti i progetti. Quando ne completiamo uno ed è pronto per andare in produzione, noi lo mettiamo interamente in dubbio. Ci dedichiamo un anno in più di lavoro [...] {{NDR|«Non si fa l'approvazione del progetto, ma la messa in dubbio...»}} Sì. Quando hai fatto due progetti, dopo aver analizzato bene quello più fresco ed essere ritornato al primo, solo allora puoi sentirti più tranquillo. ([[Horacio Pagani]]) *Uno dei miei pallini è accertarmi che il design dell'auto sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. ([[Luca de Meo]]) ===[[Chris Bangle]]=== *Disegnare un'automobile, non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei. *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del car design su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni. *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite. ===[[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]=== *{{NDR|«Qual è, se c'è, il periodo automobilistico che più le piace e perché, dal punto di vista del design?»}} Direi senza dubbio gli anni Sessanta e anche i decenni seguenti. Per i progettisti quegli anni rappresentarono una specie di rivincita della Bellezza, con la B maiuscola, dopo gli orrori della guerra. Non penso sia un caso che le auto di maggior valore, sul mercato delle "storiche", appartengano a quel periodo. *{{NDR|Nel 2023, «le piace la strada che ha preso il design automobilistico nella grande produzione negli ultimi dieci anni?»}} La risposta si ha esaminando attentamente le parti frontali di tutte le marche: tutte hanno tre buchi, con i due laterali spesso finti! *Le automobili sono delle belle cose tridimensionali e, quindi, almeno per noi disegnatori di automobili, la prima cosa da cui partiamo sono le posizioni delle parti meccaniche e delle persone a bordo. Ma, siccome questi oggetti si muovono longitudinalmente lungo delle strade, la prima cosa che vediamo, spesso, è la vista laterale. Questo profilo laterale non è solo una questione estetica ma ha un impatto significativo anche sul design funzionale. È qui che entrano in gioco considerazioni di ergonomia, sicurezza e, soprattutto, aerodinamica. Come appassionato di aerodinamica, trovo che la forma laterale di un'automobile sia cruciale. L'aerodinamica, o la scienza che studia il movimento dell'aria attorno ai corpi in movimento, incide profondamente sull'efficienza del veicolo, sul consumo di carburante, sulla stabilità ad alta velocità e sul rumore prodotto. La vista laterale di un'auto rappresenta come l'aria interagisce con la carrozzeria, creando resistenza o facilitando il flusso. *{{NDR|Nel 2025}} Molte automobili sembrano tutte uguali, spesso brutte e senza funzioni vere. Un esempio lampante sono le griglie frontali [...]: spesso sono fintamente aperte, con dietro nulla, solo per dare l'illusione di un design sportivo o aerodinamico. Poi ci sono gli "scavi" nelle portiere che imitano i prototipi da corsa... Quelle scanalature non hanno una funzione reale; sono solo estetiche, scimmiottano i veri elementi funzionali delle auto da corsa. E poi, c'è l'aspetto ancora più tremendo nei paraurti posteriori: spesso si vedono due piccole alette nere che pretendono di creare un effetto suolo, mentre chi conosce bene l'aerodinamica sa che l'effetto suolo inizia dalla parte anteriore e si estende fino al posteriore. È il contrario della bellezza, dove l'estetica non parte da una funzione vera ma da un'illusione. ===[[Marcello Gandini]]=== *Adesso i prototipi presentati sono tutti finti, non sono neppure prodotti nei materiali giusti. Talvolta fatti in vetroresina, sono semplicemente dei modelli, perfettamente fatti, ben finiti, ma trovo inutile spendere dei soldi così. Invece una volta erano delle automobili e bisognava che funzionassero. *{{NDR|«Dicono che sei più interessato all'architettura, alla costruzione e alla sostanza meccanica dei veicoli. Puoi separare il design dalla sostanza meccanica?»}} Credo non si possa. In effetti, è forse uno degli aspetti più importanti del design. La forma più eccitante segue sempre la funzione. *Ho avuto un certo successo facendo un progettino, relativo alla riduzione della superficie degli stabilimenti per la costruzione di automobili. Lo scopo dello studio era quello di ridurre il numero degli operai, degli orari di lavoro, del costo degli stabilimenti, sia di costruzione che di gestione: in breve vuol dire ridurre le dimensioni. [...] Per fare tutto ciò bisogna, principalmente, cambiare l'automobile. In certi stabilimenti si cerca, con i robot, di migliorare la produzione e di ridurre i costi... e qualcosa si ottiene. La mia visione era più drastica. L'ambizione del mio progetto era di ridurre tantissimo la dimensione degli stabilimenti. Per costruire un'automobile bisogna: comprare un terreno, costruire uno stabilimento, si deve attrezzare all'interno con tutti gli impianti... poi ci sono i costi di gestione... la somma di tutte le spese deve essere suddivisa per il numero delle automobili prodotte dall'impianto. Se si dimezza lo stabilimento, da subito si dimezzano le spese. *Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l'ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell'auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all'abitudine sono stati l'essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer. *Io l'automobile l'ho vissuta marginalmente fin da bambino. È stata un sogno come lo era il tappeto volante, o come potrebbe essere la possibilità di spostamenti volando come l'Araba Fenice, ritrovandosi in qualunque posto senza fatica. *L'automobile ferma è un'altra cosa. Le vetture vanno viste in movimento. Nella mia vita ho fatto una quantità enorme di modelli, di studi, per alcune case produttrici come la Renault o la Volkswagen, e ricordo che tutte le volte, per ciascuno di questi modelli, il giorno che la dovevamo caricare sul camion, anche spinta a mano, faceva subito un'altra impressione: nel bene e a volte anche nel male. {{NDR|«Il movimento cambia la visuale?»}} Il movimento, anche se lentissimo cambia il punto di visuale. Il moto cambia la forma della macchina, contemporaneamente si vedono le parti nascoste e le parti visibili cambiano forma. Si percepisce completamente il volume della vettura, come in un ologramma. Certe volte anche in peggio! La fotografia di una vettura è ben difficile che dia l'idea della linea, perché è un'immagine fissa e può ingannare. La macchina ha bisogno di essere vista nel suo volume. *L'automobile non è una cosa artistica, ma è comunque un'attività della mente... anche della mente inconscia del bambino. Da piccolo sognavo le macchine e c'è qualcosa che mi ha accompagnato negli anni. Personalmente non mi sono mai spaventato nel fare una cosa nuova o diversa, la paura del foglio bianco non l'ho mai avuta, anzi ho sempre amato il foglio bianco. Potrei partire integralmente da zero, meccanica, carrozzeria, metodo di costruzione. Il foglio bianco è stimolante. *{{NDR|«Non considera l'auto un'opera d’arte?»}} Personalmente no, però ha in comune con l'arte quella di generare emozioni, come si diceva prima sulla bellezza. A mio avviso, in ogni caso, è una cosa molto diversa. Ha qualche parentela con la scultura. Le automobili hanno le stesse esigenze di una scultura, quella di dare delle emozioni e poi il fatto di essere tridimensionale. Anche la scultura, se lei prende, il David e gli gira intorno, ha la sensazione di un qualcosa di vivo, di una persona. *{{NDR|«Lei vive nei dintorni di Torino, una regione che forse più di qualsiasi altra al mondo ha plasmato la storia dello styling automobilistico. Cosa [...] hanno reso il torinese epicentro d'innovazione progettuale e industriale in Italia e nel mondo?»}} Sembra un paradosso ma quest'innovazione industriale dipendeva in gran parte dalla presenza di tradizioni artigianali altamente qualificate. Nell'ambito dell'automobilismo, in particolare, si è beneficiato del gran numero di scoccai e battilastra bravissimi, gente che per tradizione lavorava le scocche in legno delle carrozze, e che nel dopoguerra si è trovata senza lavoro. A Torino c'era questa grandissima facilità di fare modelli di prototipi, e con la facilità d'esecuzione viene fuori la domanda. Di conseguenza c'è stata per molti la possibilità d'inserirsi nel settore come stilisti, come disegnatori; specialmente qui a Torino, fino a dopo la guerra, lo stilista vero e proprio non c'era. Fino a quel momento, stilista era il cliente stesso, nel senso che il tizio che voleva la Ferrari carrozzata fuoriserie, o la Lancia carrozzata in modo particolare andava dallo scoccaio e cercava di spiegare cosa voleva. [...] Erano artigiani abilissimi, prendevano il telaio e poi tiravano su il filo di ferro che simulava le linee della carrozzeria. A quel punto il cliente diceva: "Mah, la vorrei un po' più lunga". Questo, allora, era lo stilista. La mia prima auto è stata fatta così, tirando su questi fili di ferro da un carrozziere oscuro, uno che più che altro faceva riparazioni. Si batteva l'alluminio e, servendosi solo di questi fili di ferro, si formavano le lamiere. Dopodiché venivano tolti e si facevano strutture per reggere i pannelli della carrozzeria. [...] Allora non c'era disegno. Al massimo un bozzetto. *{{NDR|«Un'auto economica può essere attraente quanto una costosa?»}} Sì, può essere. L'aspetto o il design devono essere relativi a ciò che rappresenta un'auto. ===[[Roberto Giolito]]=== *I concetti chiave da cui partire quando si parla, oggi, di design automobilistico (e non solo), sono: innovazione, identità e usabilità. Il primo perché le automobili rappresentano da sempre la possibilità di rendere l'innovazione tecnologica alla portata di tutti. Ad esse è connessa un'aspettativa di progresso e modernità. Nel corso della mia carriera, in particolare, mi sono sempre occupato di vetture che coniugassero la sperimentazione con il concetto di ''work cars''. Poi c'è l'identità, qualunque essa sia, che dà corpo e sostanza alla riconoscibilità di un prodotto, lasciando intravedere il "ceppo" di origine: altrimenti si corre il rischio di perdersi ed essere costretti a fare marcia indietro. Infine, è diventato sempre più centrale il concetto di usabilità, che significa studiare i comportamenti delle persone e creare prodotti che, meglio di quelli esistenti, si adattino alla vita in continua evoluzione. In quest'ottica, si potrebbe estendere al campo delle automobili la pratica di generare "versioni beta", nell'accezione utilizzata dagli sviluppatori di software, per sondare i mix giusti e tarare i contenuti sulle esigenze reali delle persone. *Il mio approccio al design è stato sempre basato sulla decostruzione: mi piaceva esplodere il disegno e capire cosa c'era sotto la superficie, con l'obiettivo di rappresentare la vera essenza dell'auto, fino alle ossature. Mi interessava capire come funzionasse la vettura e come sarebbe stato possibile realizzarla. Guardavo con interesse ai diversi approcci nel disegno, come quelli basati sulla scultura, ma alla fine ho trovato la mia strada nella realizzazione pratica di maquette abitabili essenziali e facili da costruire, fatte di tondino di ferro, spinto dalla voglia di creare qualcosa di concreto e sperimentabile. Durante il mio lavoro, ho adottato un approccio basato sulla destrutturazione riverente. La mia idea è sempre stata quella di fare di più con meno. Ma questo lo puoi fare solo quando il contesto te lo consente. *Il progetto di un nuovo modello di automobile è il risultato di un lavoro complesso che vede coinvolte professionalità diverse. Un iter metodologico articolato che ha inizio sin dalle prime fasi di impostazione e non si esaurisce nemmeno nell'assemblaggio finale sulle linee di produzione. *Il successo di un'automobile è il risultato di una scommessa vinta, di un lampo d'intuizione stilistica mediato dagli studi sulle nuove tendenze del gusto e sulle emergenti necessità della clientela. Nasce, insomma, da una ricetta che viene messa alla prova dal giudice più severo: il tempo. *Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro. *{{NDR|Nel 2019}} Trovandomi spesso coinvolto nello studio dei trend del momento e nell'analisi degli scenari futuri, ritengo che la tendenza che ha maggiormente condizionato il design automobilistico negli ultimi vent'anni sia stata la valorizzazione dell'identità del marchio. Non sto parlando di un fenomeno retrò, a cui attribuisco poco valore, in quanto riutilizza stilemi già visti. Parlo invece della creazione di un vero e proprio linguaggio stilistico, capace di donare un'identità alle vetture di una determinata casa automobilistica. Negli ultimi vent'anni si è coltivato sempre di più il Dna aziendale; e se prima questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente le mascherine delle auto, ora coinvolge l'intero design degli esterni e, soprattutto, degli interni. *Una volta era prassi comune andare in galleria del vento e definire i dettagli della carrozzeria, utilizzando dei fili di lana attaccati a una canna da pesca. Se il filo di lana esposto al getto d'aria rimaneva "sdraiato" sul tetto puntado verso la zona posteriore della vettura, significava che i flussi filavano lisci e aderenti alla carrozzeria. Al contrario, se "impazziva" e puntava verso l'altro rivelava delle turbolenze. Senza le tecnologie moderne era impossibile disegnare le forme complesse e gli "scalini" che tanto aiutano ad "addomesticare" i flussi d'aria, come invece avviene oggi. Ma c'è un rovescio della medaglia; il disegno della vettura dipende molto dai software di simulazione ed è lasciato ai progettisti e ai designer l'arduo compito di riproporre questi risultati aerodinamici con linee più semplici e pulite, un po' come quelle di un tempo che a volte rimpiangiamo. Forse in un futuro prossimo lo sviluppo della meccatronica permetterà alle superfici della carrozzeria di modificarsi in base alle velocità; a quel punto sarà possibile tornare a linee più semplici, ma allo stesso tempo efficaci anche ad andature elevate. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *{{NDR|«Come si progetta un'automobile?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *[...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale. *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei cambiare le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. ===[[Alejandro Mesonero-Romanos]]=== *L'unica cosa che io dico ai designer è di non essere ossessionati dall'idea di lavorare su un'[[auto elettrica]]. È una vettura con una struttura diversa, nient'altro. Dobbiamo ancora trasmettere emozioni, doppiamo ancora veicolare gli stessi valori, tutto quello che ci fa amare il design. *Nel design, tutto il nostro lavoro inizia da una semplice idea, un'intuizione su cui è poi necessario lavorare in profondità per "addomesticarla" e renderla realtà, con la forma di un'auto di successo. *Oggi disegnare macchine sta diventando sempre più difficile per gli aspetti legislativi, per le regolamentazioni, per le omologazioni, per i vincoli finanziari e tecnici. E quindi diventa un po' come la Formula 1 dove ogni anno si ha una regolamentazione più dura e ogni anno le auto vanno un po' più veloci. Questa per me è la vera sfida, il vero stimolo. *Se mostriamo un'auto e non c'è quell'effetto "wow", vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa. ===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]=== *Durante lo sviluppo di una vettura, se non c'è il sangue sul pavimento dopo le battaglie fra designer ed ingegneri, allora si può essere certi che l'auto sarà brutta e/o poco interessante. *Le automobili sono come i film: devono raccontare una storia per conquistare le persone. I migliori disegnatori di automobili sono per forza anche ottimi narratori, e i loro prodotti, siano concept car o modelli destinati alla produzione, rispecchiano la loro abilità di raccogliere idee affascinanti da ogni settore, in tutto il mondo, e poi riunirle e reinterpretarle in grandi storie inedite. *{{NDR|«Cosa serve per essere un buon car designer?»}} Un tocco di pazzia, di incoscienza, di masochismo e soprattutto un grande ego. Bel quadro, no? Sì, i designer sono abbastanza odiati nell'industria: dagli ingegneri, dalla Direzione, dai contafagioli, ecc. Perché? Perché sono indisciplinati, pensano out-of-the-box e raggiungono risultati inimmaginabili di conseguenza. Provano ad obbligarli e restare in gabbia e non producono più. Fanno solo più soluzioni noiose, banali, invendibili. Liberali, invitali a fare pazzia, et voilà, ecco che incominciano ad arrivare dei capolavori che fanno record di vendite. Poi, solo il 2% del lavoro di un designer è utilizzabile. Il resto è solo riscaldamento. Quindi servono 100 disegni per averne 2 belli. ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Automobile in stile rétro]] *[[Design]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili| ]] [[Categoria:Disegno industriale| ]] mysv7u162btdh5rwt1vulh5158sjxxu 1420394 1420368 2026-07-14T00:18:13Z Danyele 19198 /* Chris Bangle */ +1 1420394 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1961 AMC PRfoto Designers.jpg|thumb|upright=1.2|Designer della American Motors al lavoro (1961)]] Citazioni sulla '''progettazione di automobili''' o '''''automotive design'''''. ==Citazioni== *A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. ([[Nuccio Bertone]]) *{{NDR|«Come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi... ([[Flavio Manzoni]]) *{{NDR|Nel 2023}} È importante stabilire una definizione chiara del termine "designer" e in particolare di "car designer". Da anni ricordo che "design" in inglese significa "progetto" o "disegno" inteso come progetto piuttosto che come opera d'arte. Questo perché a partire dagli anni '70 il termine "design" è stato sostituito intenzionalmente (per non dire astutamente) con "stile", soprattutto nel settore automobilistico, tanto che tutti sono diventati "designer", mentre molti non possono essere paragonati agli stilisti di un tempo, capaci di "misurare lo stile", il primo passo per qualificarsi come designer. Ciò che è estremamente raro oggi nei cosiddetti "designer" è la capacità di creare, ovvero di concepire, filtrare e realizzare la propria creatività. Invece, molti sanno solo schizzare e dipingere, ma non sanno creare. Non voglio essere riduttivo con la parola "solo", ma sarebbe onesto ammetterlo. ([[Enrico Fumia]]) *I designer di automobili amano antropomorfizzare le loro opere. Tigri, ghepardi, squali e persino velocisti olimpici ai blocchi di partenza vengono spesso citati come fonte di ispirazione nel linguaggio stilistico del settore. A quanto pare, abbiamo bisogno di queste pietre di paragone visive per dare un senso a ciò che stiamo guardando. Il che rende interessante il concetto di "volto" di un'auto e in particolare il ruolo svolto dai gruppi ottici. Sono gli equivalenti degli occhi? Sono qualcosa che tendiamo a dare per scontato, ma senza di loro saremmo persi, a prescindere dal ruolo che svolgono nel plasmare la nostra risposta emotiva. ([[Jason Barlow]]) *Il progetto non è cosa che nasce dal­la mente del progettista come Ate­na è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tec­nica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizza­zioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo model­lo racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li colle­ga un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. ([[Dante Giacosa]]) *L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il progettista di automobili è para­gonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'auto­mobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui vie­ne presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi poste­riori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. ([[Dante Giacosa]]) *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ([[Flavio Manzoni]]) *Purtroppo ho sempre disegnato automobili che non posso permettermi. ([[Pietro Camardella]]) *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello stile automobilistico}} Sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto. ([[Carlo Cavicchi]]) *{{NDR|«Come ci si può distinguere nel mondo dell'auto e del design [...]?»}} Sicuramente allontanandosi dalla costa. Navigare sotto costa è facile, non è rischioso, ma quando vuoi scoprire delle cose nuove ti devi allontanare. Nel mio piccolo, il suggerimento che posso dare è cercare di fare qualcosa di originale, di unico, anche di sbagliato, ma provando a fare qualcosa che abbia una sua unicità. Tutto questo senza fare una banalità ovviamente. Bisogna studiare, disegnare, creare qualcosa e metterla in dubbio una, due tre o anche quattro volte. Occorre studiare la cultura dell'automobile, del design. {{NDR|«Bisogna coltivare la cultura del dubbio quindi...»}} Assolutamente. Noi {{NDR|in Pagani}} lo facciamo con tutti i progetti. Quando ne completiamo uno ed è pronto per andare in produzione, noi lo mettiamo interamente in dubbio. Ci dedichiamo un anno in più di lavoro [...] {{NDR|«Non si fa l'approvazione del progetto, ma la messa in dubbio...»}} Sì. Quando hai fatto due progetti, dopo aver analizzato bene quello più fresco ed essere ritornato al primo, solo allora puoi sentirti più tranquillo. ([[Horacio Pagani]]) *Uno dei miei pallini è accertarmi che il design dell'auto sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. ([[Luca de Meo]]) ===[[Chris Bangle]]=== *Disegnare un'automobile, non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei. *La domanda da farsi per creare un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza. *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del car design su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni. *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite. ===[[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]=== *{{NDR|«Qual è, se c'è, il periodo automobilistico che più le piace e perché, dal punto di vista del design?»}} Direi senza dubbio gli anni Sessanta e anche i decenni seguenti. Per i progettisti quegli anni rappresentarono una specie di rivincita della Bellezza, con la B maiuscola, dopo gli orrori della guerra. Non penso sia un caso che le auto di maggior valore, sul mercato delle "storiche", appartengano a quel periodo. *{{NDR|Nel 2023, «le piace la strada che ha preso il design automobilistico nella grande produzione negli ultimi dieci anni?»}} La risposta si ha esaminando attentamente le parti frontali di tutte le marche: tutte hanno tre buchi, con i due laterali spesso finti! *Le automobili sono delle belle cose tridimensionali e, quindi, almeno per noi disegnatori di automobili, la prima cosa da cui partiamo sono le posizioni delle parti meccaniche e delle persone a bordo. Ma, siccome questi oggetti si muovono longitudinalmente lungo delle strade, la prima cosa che vediamo, spesso, è la vista laterale. Questo profilo laterale non è solo una questione estetica ma ha un impatto significativo anche sul design funzionale. È qui che entrano in gioco considerazioni di ergonomia, sicurezza e, soprattutto, aerodinamica. Come appassionato di aerodinamica, trovo che la forma laterale di un'automobile sia cruciale. L'aerodinamica, o la scienza che studia il movimento dell'aria attorno ai corpi in movimento, incide profondamente sull'efficienza del veicolo, sul consumo di carburante, sulla stabilità ad alta velocità e sul rumore prodotto. La vista laterale di un'auto rappresenta come l'aria interagisce con la carrozzeria, creando resistenza o facilitando il flusso. *{{NDR|Nel 2025}} Molte automobili sembrano tutte uguali, spesso brutte e senza funzioni vere. Un esempio lampante sono le griglie frontali [...]: spesso sono fintamente aperte, con dietro nulla, solo per dare l'illusione di un design sportivo o aerodinamico. Poi ci sono gli "scavi" nelle portiere che imitano i prototipi da corsa... Quelle scanalature non hanno una funzione reale; sono solo estetiche, scimmiottano i veri elementi funzionali delle auto da corsa. E poi, c'è l'aspetto ancora più tremendo nei paraurti posteriori: spesso si vedono due piccole alette nere che pretendono di creare un effetto suolo, mentre chi conosce bene l'aerodinamica sa che l'effetto suolo inizia dalla parte anteriore e si estende fino al posteriore. È il contrario della bellezza, dove l'estetica non parte da una funzione vera ma da un'illusione. ===[[Marcello Gandini]]=== *Adesso i prototipi presentati sono tutti finti, non sono neppure prodotti nei materiali giusti. Talvolta fatti in vetroresina, sono semplicemente dei modelli, perfettamente fatti, ben finiti, ma trovo inutile spendere dei soldi così. Invece una volta erano delle automobili e bisognava che funzionassero. *{{NDR|«Dicono che sei più interessato all'architettura, alla costruzione e alla sostanza meccanica dei veicoli. Puoi separare il design dalla sostanza meccanica?»}} Credo non si possa. In effetti, è forse uno degli aspetti più importanti del design. La forma più eccitante segue sempre la funzione. *Ho avuto un certo successo facendo un progettino, relativo alla riduzione della superficie degli stabilimenti per la costruzione di automobili. Lo scopo dello studio era quello di ridurre il numero degli operai, degli orari di lavoro, del costo degli stabilimenti, sia di costruzione che di gestione: in breve vuol dire ridurre le dimensioni. [...] Per fare tutto ciò bisogna, principalmente, cambiare l'automobile. In certi stabilimenti si cerca, con i robot, di migliorare la produzione e di ridurre i costi... e qualcosa si ottiene. La mia visione era più drastica. L'ambizione del mio progetto era di ridurre tantissimo la dimensione degli stabilimenti. Per costruire un'automobile bisogna: comprare un terreno, costruire uno stabilimento, si deve attrezzare all'interno con tutti gli impianti... poi ci sono i costi di gestione... la somma di tutte le spese deve essere suddivisa per il numero delle automobili prodotte dall'impianto. Se si dimezza lo stabilimento, da subito si dimezzano le spese. *Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l'ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell'auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all'abitudine sono stati l'essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer. *Io l'automobile l'ho vissuta marginalmente fin da bambino. È stata un sogno come lo era il tappeto volante, o come potrebbe essere la possibilità di spostamenti volando come l'Araba Fenice, ritrovandosi in qualunque posto senza fatica. *L'automobile ferma è un'altra cosa. Le vetture vanno viste in movimento. Nella mia vita ho fatto una quantità enorme di modelli, di studi, per alcune case produttrici come la Renault o la Volkswagen, e ricordo che tutte le volte, per ciascuno di questi modelli, il giorno che la dovevamo caricare sul camion, anche spinta a mano, faceva subito un'altra impressione: nel bene e a volte anche nel male. {{NDR|«Il movimento cambia la visuale?»}} Il movimento, anche se lentissimo cambia il punto di visuale. Il moto cambia la forma della macchina, contemporaneamente si vedono le parti nascoste e le parti visibili cambiano forma. Si percepisce completamente il volume della vettura, come in un ologramma. Certe volte anche in peggio! La fotografia di una vettura è ben difficile che dia l'idea della linea, perché è un'immagine fissa e può ingannare. La macchina ha bisogno di essere vista nel suo volume. *L'automobile non è una cosa artistica, ma è comunque un'attività della mente... anche della mente inconscia del bambino. Da piccolo sognavo le macchine e c'è qualcosa che mi ha accompagnato negli anni. Personalmente non mi sono mai spaventato nel fare una cosa nuova o diversa, la paura del foglio bianco non l'ho mai avuta, anzi ho sempre amato il foglio bianco. Potrei partire integralmente da zero, meccanica, carrozzeria, metodo di costruzione. Il foglio bianco è stimolante. *{{NDR|«Non considera l'auto un'opera d’arte?»}} Personalmente no, però ha in comune con l'arte quella di generare emozioni, come si diceva prima sulla bellezza. A mio avviso, in ogni caso, è una cosa molto diversa. Ha qualche parentela con la scultura. Le automobili hanno le stesse esigenze di una scultura, quella di dare delle emozioni e poi il fatto di essere tridimensionale. Anche la scultura, se lei prende, il David e gli gira intorno, ha la sensazione di un qualcosa di vivo, di una persona. *{{NDR|«Lei vive nei dintorni di Torino, una regione che forse più di qualsiasi altra al mondo ha plasmato la storia dello styling automobilistico. Cosa [...] hanno reso il torinese epicentro d'innovazione progettuale e industriale in Italia e nel mondo?»}} Sembra un paradosso ma quest'innovazione industriale dipendeva in gran parte dalla presenza di tradizioni artigianali altamente qualificate. Nell'ambito dell'automobilismo, in particolare, si è beneficiato del gran numero di scoccai e battilastra bravissimi, gente che per tradizione lavorava le scocche in legno delle carrozze, e che nel dopoguerra si è trovata senza lavoro. A Torino c'era questa grandissima facilità di fare modelli di prototipi, e con la facilità d'esecuzione viene fuori la domanda. Di conseguenza c'è stata per molti la possibilità d'inserirsi nel settore come stilisti, come disegnatori; specialmente qui a Torino, fino a dopo la guerra, lo stilista vero e proprio non c'era. Fino a quel momento, stilista era il cliente stesso, nel senso che il tizio che voleva la Ferrari carrozzata fuoriserie, o la Lancia carrozzata in modo particolare andava dallo scoccaio e cercava di spiegare cosa voleva. [...] Erano artigiani abilissimi, prendevano il telaio e poi tiravano su il filo di ferro che simulava le linee della carrozzeria. A quel punto il cliente diceva: "Mah, la vorrei un po' più lunga". Questo, allora, era lo stilista. La mia prima auto è stata fatta così, tirando su questi fili di ferro da un carrozziere oscuro, uno che più che altro faceva riparazioni. Si batteva l'alluminio e, servendosi solo di questi fili di ferro, si formavano le lamiere. Dopodiché venivano tolti e si facevano strutture per reggere i pannelli della carrozzeria. [...] Allora non c'era disegno. Al massimo un bozzetto. *{{NDR|«Un'auto economica può essere attraente quanto una costosa?»}} Sì, può essere. L'aspetto o il design devono essere relativi a ciò che rappresenta un'auto. ===[[Roberto Giolito]]=== *I concetti chiave da cui partire quando si parla, oggi, di design automobilistico (e non solo), sono: innovazione, identità e usabilità. Il primo perché le automobili rappresentano da sempre la possibilità di rendere l'innovazione tecnologica alla portata di tutti. Ad esse è connessa un'aspettativa di progresso e modernità. Nel corso della mia carriera, in particolare, mi sono sempre occupato di vetture che coniugassero la sperimentazione con il concetto di ''work cars''. Poi c'è l'identità, qualunque essa sia, che dà corpo e sostanza alla riconoscibilità di un prodotto, lasciando intravedere il "ceppo" di origine: altrimenti si corre il rischio di perdersi ed essere costretti a fare marcia indietro. Infine, è diventato sempre più centrale il concetto di usabilità, che significa studiare i comportamenti delle persone e creare prodotti che, meglio di quelli esistenti, si adattino alla vita in continua evoluzione. In quest'ottica, si potrebbe estendere al campo delle automobili la pratica di generare "versioni beta", nell'accezione utilizzata dagli sviluppatori di software, per sondare i mix giusti e tarare i contenuti sulle esigenze reali delle persone. *Il mio approccio al design è stato sempre basato sulla decostruzione: mi piaceva esplodere il disegno e capire cosa c'era sotto la superficie, con l'obiettivo di rappresentare la vera essenza dell'auto, fino alle ossature. Mi interessava capire come funzionasse la vettura e come sarebbe stato possibile realizzarla. Guardavo con interesse ai diversi approcci nel disegno, come quelli basati sulla scultura, ma alla fine ho trovato la mia strada nella realizzazione pratica di maquette abitabili essenziali e facili da costruire, fatte di tondino di ferro, spinto dalla voglia di creare qualcosa di concreto e sperimentabile. Durante il mio lavoro, ho adottato un approccio basato sulla destrutturazione riverente. La mia idea è sempre stata quella di fare di più con meno. Ma questo lo puoi fare solo quando il contesto te lo consente. *Il progetto di un nuovo modello di automobile è il risultato di un lavoro complesso che vede coinvolte professionalità diverse. Un iter metodologico articolato che ha inizio sin dalle prime fasi di impostazione e non si esaurisce nemmeno nell'assemblaggio finale sulle linee di produzione. *Il successo di un'automobile è il risultato di una scommessa vinta, di un lampo d'intuizione stilistica mediato dagli studi sulle nuove tendenze del gusto e sulle emergenti necessità della clientela. Nasce, insomma, da una ricetta che viene messa alla prova dal giudice più severo: il tempo. *Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro. *{{NDR|Nel 2019}} Trovandomi spesso coinvolto nello studio dei trend del momento e nell'analisi degli scenari futuri, ritengo che la tendenza che ha maggiormente condizionato il design automobilistico negli ultimi vent'anni sia stata la valorizzazione dell'identità del marchio. Non sto parlando di un fenomeno retrò, a cui attribuisco poco valore, in quanto riutilizza stilemi già visti. Parlo invece della creazione di un vero e proprio linguaggio stilistico, capace di donare un'identità alle vetture di una determinata casa automobilistica. Negli ultimi vent'anni si è coltivato sempre di più il Dna aziendale; e se prima questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente le mascherine delle auto, ora coinvolge l'intero design degli esterni e, soprattutto, degli interni. *Una volta era prassi comune andare in galleria del vento e definire i dettagli della carrozzeria, utilizzando dei fili di lana attaccati a una canna da pesca. Se il filo di lana esposto al getto d'aria rimaneva "sdraiato" sul tetto puntado verso la zona posteriore della vettura, significava che i flussi filavano lisci e aderenti alla carrozzeria. Al contrario, se "impazziva" e puntava verso l'altro rivelava delle turbolenze. Senza le tecnologie moderne era impossibile disegnare le forme complesse e gli "scalini" che tanto aiutano ad "addomesticare" i flussi d'aria, come invece avviene oggi. Ma c'è un rovescio della medaglia; il disegno della vettura dipende molto dai software di simulazione ed è lasciato ai progettisti e ai designer l'arduo compito di riproporre questi risultati aerodinamici con linee più semplici e pulite, un po' come quelle di un tempo che a volte rimpiangiamo. Forse in un futuro prossimo lo sviluppo della meccatronica permetterà alle superfici della carrozzeria di modificarsi in base alle velocità; a quel punto sarà possibile tornare a linee più semplici, ma allo stesso tempo efficaci anche ad andature elevate. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *{{NDR|«Come si progetta un'automobile?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *[...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale. *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei cambiare le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. ===[[Alejandro Mesonero-Romanos]]=== *L'unica cosa che io dico ai designer è di non essere ossessionati dall'idea di lavorare su un'[[auto elettrica]]. È una vettura con una struttura diversa, nient'altro. Dobbiamo ancora trasmettere emozioni, doppiamo ancora veicolare gli stessi valori, tutto quello che ci fa amare il design. *Nel design, tutto il nostro lavoro inizia da una semplice idea, un'intuizione su cui è poi necessario lavorare in profondità per "addomesticarla" e renderla realtà, con la forma di un'auto di successo. *Oggi disegnare macchine sta diventando sempre più difficile per gli aspetti legislativi, per le regolamentazioni, per le omologazioni, per i vincoli finanziari e tecnici. E quindi diventa un po' come la Formula 1 dove ogni anno si ha una regolamentazione più dura e ogni anno le auto vanno un po' più veloci. Questa per me è la vera sfida, il vero stimolo. *Se mostriamo un'auto e non c'è quell'effetto "wow", vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa. ===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]=== *Durante lo sviluppo di una vettura, se non c'è il sangue sul pavimento dopo le battaglie fra designer ed ingegneri, allora si può essere certi che l'auto sarà brutta e/o poco interessante. *Le automobili sono come i film: devono raccontare una storia per conquistare le persone. I migliori disegnatori di automobili sono per forza anche ottimi narratori, e i loro prodotti, siano concept car o modelli destinati alla produzione, rispecchiano la loro abilità di raccogliere idee affascinanti da ogni settore, in tutto il mondo, e poi riunirle e reinterpretarle in grandi storie inedite. *{{NDR|«Cosa serve per essere un buon car designer?»}} Un tocco di pazzia, di incoscienza, di masochismo e soprattutto un grande ego. Bel quadro, no? Sì, i designer sono abbastanza odiati nell'industria: dagli ingegneri, dalla Direzione, dai contafagioli, ecc. Perché? Perché sono indisciplinati, pensano out-of-the-box e raggiungono risultati inimmaginabili di conseguenza. Provano ad obbligarli e restare in gabbia e non producono più. Fanno solo più soluzioni noiose, banali, invendibili. Liberali, invitali a fare pazzia, et voilà, ecco che incominciano ad arrivare dei capolavori che fanno record di vendite. Poi, solo il 2% del lavoro di un designer è utilizzabile. Il resto è solo riscaldamento. Quindi servono 100 disegni per averne 2 belli. ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Automobile in stile rétro]] *[[Design]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili| ]] [[Categoria:Disegno industriale| ]] 9y54crzlq950mn5nw6xfgwcr7uavr7u Flavio Manzoni 0 197001 1420363 1419323 2026-07-13T22:52:12Z Danyele 19198 /* Citazioni di Flavio Manzoni */ +1 1420363 wikitext text/x-wiki [[File:Ferrari, Paris Motor Show 2018, Paris (1Y7A0867) (cropped).jpg|thumb|Flavio Manzoni (2018)]] '''Flavio Manzoni''' (1965 – vivente), designer italiano. ==Citazioni di Flavio Manzoni== {{cronologico}} *Il [[design]] è un meta-linguaggio e ritengo importante un approccio al design che rifletta ogni intenzione e ogni scelta in modo chiaro e comprensibile, senza retorica o over-styling. Le citazioni sono belle quando sono discrete e non inficiano la modernità dell'oggetto.<ref>Da Sergio Chierici, ''[https://web.archive.org/web/20121122152412/http://www.virtualcar.it/?p=6103 Virtual Car intervista Flavio Manzoni, Director Creative Design del Gruppo Volkswagen]'', ''virtualcar.it'', 26 ottobre 2007.</ref> *Il design comincia sempre dalla consapevolezza del prodotto.<ref name="Iasoni">Dall'intervista di Roberto Iasoni, ''[https://www.corriere.it/motori/anteprime/16_febbraio_15/ferrari-gtc4lusso-intervista-flavio-manzoni-9d73cd44-d336-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml Ferrari GTC4Lusso, parola al designer: «Mai una Rossa a guida autonoma»]'', ''corriere.it'', 15 febbraio 2016.</ref> *Intendiamoci, se l'auto ti serve per spostarti dal punto A al punto B, la [[Autovettura autonoma|guida autonoma]] è comoda e funzionale. [...] è come prendere il taxi.<ref name="Iasoni"/> *La passione me l'ha trasmessa mio padre Giacomo – un disegnatore fantastico, una mano straordinaria – insieme a quelle per l'arte, l'architettura, la pittura, il disegno industriale. Io, semplicemente lo emulavo. Una... "malattia" di famiglia, estesa anche ai miei fratelli. Disegnavo tutto, qualsiasi cosa vedessi era fonte di ispirazione e, per quanto riguarda l'automobile, soprattutto le [[dream car]] dei carrozzieri: la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]], la Lancia Stratos Zero, la Maserati Boomerang di Giugiaro. Non saprei spiegare il perchè di questa pulsione, ogni tanto me lo chiedo anch'io! So solo che disegnavo tanto, ritagliavo e raccoglievo album con disegni e ispirazioni. Una lampada, l'ultima calcolatrice Olivetti di quei tempi, ad esempio, potevano diventare l'oggetto dell'ispirazione stessa. A volte, la mattina appena sveglio, disegnavo ciò che avevo sognato o immaginato la notte prima.<ref name="Di Santillo">Da Pasquale Di Santillo, ''[https://www.auto.it/news/edicola/2019/04/27-2095040/ferrari_come_nasce_un_capolavoro_intervista_a_flavio_manzoni Ferrari, come nasce un capolavoro: intervista a Flavio Manzoni]'', ''auto.it'', 27 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]], «[...] come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi...<ref name="Di Santillo"/> *Ho [...] voluto realizzare un'auto proiettata dal futuro che fosse però immediatamente identificabile come una Ferrari. La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona]] è un'auto moderna ispirata dal passato.<ref>Citato in [[Alberto Sabbatini]], ''[https://motori.leggo.it/anteprime/daytona_sp3_la_ferrari_fuoriserie_torna_il_mitico_modello_in_onore_dei_successi_degli_anni_sessanta_solo_599_esemplari-6339991.html Daytona Sp3, la Ferrari fuoriserie. Torna il mitico modello in onore dei successi degli anni Sessanta. Solo 599 esemplari]'', ''motori.leggo.it'', 30 dicembre 2021.</ref> *Dietro alla nascita della [[Ferrari Purosangue]] c'è un lavoro [...] complesso che [...] ha richiesto [...] un lungo periodo di sviluppo, parliamo di quasi cinque anni. Questo lasso di tempo è stato necessario proprio per mettere a punto un'architettura nuova, dedicata a un concetto di automobile che non esisteva. Perché è difficile inserire questa macchina all'interno di certe categorie o tipologie. È un oggetto che [...] doveva riunire tutta una serie di funzionalità: alcune di esse vanno al di là di quelle di una Ferrari normale come l'abbiamo vista finora. Mi riferisco, in particolar modo, alla grande abitabilità [...] ma anche alla versatilità di quella che, a tutti gli effetti, è la prima Ferrari che puoi usare veramente dappertutto e con chi vuoi.<ref>Dall'intervista diLorenzo Baroni, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/15-03-2023/ferrari-purosangue-come-e-nata-parla-flavio-manzoni-il-designer-che-l-ha-progettata.shtml Purosangue, Manzoni: "Versatile e sportiva, è la Ferrari per tutti i giorni"]'', ''gazzetta.it'', 15 marzo 2023.</ref> {{Int|''[https://www.auto.it/news/hi-tech/2015/06/26-26369/da_auto_alla_ferrari_flavio_manzoni Da Auto alla Ferrari, Flavio Manzoni]''|Intervista di Leonardo Iannacci, ''auto.it'', 26 giugno 2015.}} *{{NDR|Sugli inizi}} Mi cercò Mario Simoni, all'epoca responsabile della rubrica che ''Auto'' aveva ideato per prefigurare automobili future. In pratica mi venne chiesto di anticipare ogni mese, con uno o più disegni, un modello che sarebbe uscito di lì a poco sul mercato. Mi disse, Simoni: ti faremo avere foto-spia scattate a prototipi ancora camuffati e ti forniremo le altre informazioni. Tu immaginerai il resto... Toccavo il cielo con un dito. Iniziavo, tornando a casa in treno, a immaginare quell'auto ancora ignota nella sua forma definitiva. Utilizzavo varie tecniche di disegno, dall'acrilico all'aerografo. Ma partivo sempre dal foglio bianco, utilizzando la matita. Una volta completato il rendering che mi era stato richiesto, lo portavo in redazione. Sul primo numero venne pubblicata l'anticipazione di una Jaguar XJ. Poi mi sono scatenato disegnando bozzetti di Audi, Mercedes, Fiat, VW... Ho lavorato per voi fino al 1992, quando mi sono laureato. Quelli di ''Auto'' stati anni importanti e divertenti, anche perché in testa avevo un'idea fissa: studiavo architettura ma il desiderio era quello fare la tesi in Disegno Industriale con soggetto, ovviamente, un'auto. Era un sogno che avevo fin da bambino. *{{NDR|Sulla [[Lancia Fulvia Concept]]}} Quella concept resta un grande rimpianto: difficoltà interne in Lancia impedirono il passaggio dalla concept al modello stradale. Ma se guardate ancora oggi il prototipo potete scorgere grandi segnali di modernità. La mia idea era quella di rispettare le forme iconiche di quella coupé, mito degli anni '60 e '70, ma con un metalinguaggio delle forme di grande attualità. Non sarebbe stata un'operazione di remake della storica Fulvia Coupé, tra l'altro io non amo la tendenza del retrò-design per un'automobile... *Le persone mi chiedono spesso cosa significhi lavorare per la [[Ferrari]] e la risposta è netta: quando realizziamo un'automobile che ha il Cavallino Rampante sulla carrozzeria ne siamo particolarmente orgogliosi perché qui si lavora con un preciso obiettivo: raggiungere l'eccellenza assoluta. Sentiamo il dovere etico di non tradire la nostra storia. [...] la filosofia che si respira qui a Maranello impone sempre di pensare al futuro, non al passato: non possiamo esimerci dal creare auto che non siano null'altro che dei capolavori. Abbiamo la necessità di spostare continuamente in avanti quel limite. Di fare sempre meglio. Non dobbiamo accontentarci mai. È una sfida costante verso se stessi e il mondo. Per uno come me che, da bambino, immaginava automobili e guardava fuori dalla finestra, sognando cosa avrebbe fatto da grande, è una sensazione impagabile. {{Int|''[https://www.iconmagazine.it/design/intervista-flavio-manzoni-ferrari/ Intervista a Flavio Manzoni, Head of Design Ferrari]''|Paolo Briscese, ''iconmagazine.it'', 26 gennaio 2022.}} *Quando si parla del [[Made in Italy]] non si può prescindere dalle origini del concetto e dalla sua evoluzione. La chiave del successo del Made in Italy o della "linea italiana" sta in un approccio differenziato e pluralistico, che non ha nulla a che fare con uno "stile", come invece è avvenuto per esempio nel caso dell'"International Style" del funzionalismo o dello Styling americano degli anni '30. Più che uno "stile" nel senso comune del termine, quello italiano rappresenta qualcosa di più profondo: si tratta di un "approccio culturale al progetto", che continua ad essere vivo ancora oggi e a stupire per la grande varietà di produzione lasciata in eredità dai grandi designer visionari del passato, e che caratterizza tutt'oggi i migliori prodotti del design contemporaneo. *Il rischio più importante che un designer deve correre è quello di avere il coraggio di osare. Bisogna saper prefigurare il futuro, anticipare quella che è la naturale evoluzione di un marchio. Ciò vuol dire anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, credere nell'ispirazione, nelle intuizioni, saper riconoscere quelle più interessanti ed originali e portare avanti il progetto con determinazione, con la consapevolezza che si tratta della scelta giusta. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Daytona SP3]]}} Ci siamo lasciati ispirare dal concetto di "Sport Prototipi", quel concetto che ha reso celebre la Ferrari, grazie alle vittorie in pista [...]. Si tratta di forme che stupiscono tuttora per questo magnifico connubio tra performance e bellezza estetica. Abbiamo quindi dato vita ad una interpretazione del tema, disegnando una Sport Prototipi moderna, sofisticata, dalle forme molto scultoree. Ben lontani dall’eseguire un'operazione di "re-design" su uno specifico modello del passato, ci siamo lasciati ispirare dall'ideale di bellezza espresso da vetture [...] pensate per gareggiare in pista, ma caratterizzate da un denominatore comune: una bellezza prorompente, talmente spettacolare da renderle immortali. Con quest'idea [...] abbiamo realizzato la Daytona SP3, un'auto dalla forma monolitica, pura, organica [...] *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "[[Dream car|Dream Car]]". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "[[Era spaziale|Space Age]]". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. *Credo che un design durevole e desiderabile nel tempo debba intanto basare la sua ricerca sull'innovazione tecnica e tecnologica. Allo stesso tempo deve possedere delle caratteristiche intrinseche di bellezza. È quindi necessario partire da un principio fondamentale di progettazione: quello dell'armonia. Quello di un designer non è mai solo un lavoro di stile; alla base di ogni nostro nuovo progetto c'è lo studio delle proporzioni, dell'equilibrio e dell'armonia dei volumi e delle forme. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_marzo_23/flavio-manzoni-intervista-ae8b0498-d969-11ee-8821-7991a0cc0deb.shtml Flavio Manzoni: «Ho l'auto di Magnum P.I. Faccio scegliere le Ferrari a Keanu Reeves e Hugh Grant»]''|Intervista di Elvira Serra, ''corriere.it'', 23 marzo 2024.}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari 330 P4]]}} [...] è sorprendente come una macchina progettata per vincere in pista avesse questa bellezza così sensuale. *La [[Ferrari Daytona SP3|Daytona SP3]] è nata come un'opera d'arte, deve poter stare bene anche in un salotto. *C'erano le [[dream car]]: la Stratos Zero di Bertone, la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]] di Pininfarina, la Maserati Boomerang di Giugiaro, l'Alfa Romeo Carabo di Gandini. Tutte straordinarie, ancora modernissime. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. *L'[[Intelligenza artificiale|AI]] ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/ferrari-12cilindri-intervista-flavio-manzoni Ferrari, com'è nata la 12Cilindri]''|Intervista di Gianluca Sepe, ''formulapassion.it'', 30 luglio 2024.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari 12Cilindri]]}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *[[Ferrari]] dà un'opportunità incredibile di sperimentare, ogni nuova vettura, ogni nuovo progetto è un'opportunità di fare qualcosa di diverso, anche perché come sempre la forma segue la funzione, anche se con quel pizzico di creatività e quell'approccio artistico che è tipico di Ferrari e quindi vuol dire che ogni oggetto ha una sua identità. La forma deve riflettere un po' lo spirito del progetto stesso [...] *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. {{Int|''[https://www.lastampa.it/economia/2025/11/13/news/ferrari_futuro_manzoni_colloquio-15393566/ Manzoni: "Design sempre più omologato. In Ferrari il progetto è visione. L'Ai non immagina il futuro"]''|Intervista di Leonardo Di Paco, ''lastampa.it'', 13 novembre 2025.}} *Il vero [[design]] non è la somma del passato, ma la capacità di generare qualcosa che ancora non c'è. *{{NDR|Sulle [[dream car]]}} Quelle vetture nascevano con uno scopo preciso: ricerca e sperimentazione delle forme del futuro. Per un designer, la capacità di guardare oltre gli schemi è quasi un dovere. *{{NDR|Sulla [[Ferrari Vision Gran Turismo]]}} È un oggetto particolare, perché unisce soluzioni aerodinamiche d'avanguardia, come un canale che attraversa la vettura creando un flusso innovativo, a un linguaggio formale sorprendente: linee precise, quasi cartesiane, che si intrecciano con superfici organiche. È un equilibrio tra rigore e fluidità che la rende unica, quasi una scultura dinamica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Manzoni, Flavio}} [[Categoria:Designer italiani]] 72rupcdno4hkbpvejmmkkhay3fcd17m Coupé 0 197044 1420384 1381981 2026-07-13T23:56:54Z Danyele 19198 fix didascalia 1420384 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat coupé 16 V (7319187496).jpg|thumb|Un [[Fiat Coupé]], esempio di vettura a due porte e a tre volumi con un vano motore anteriore, abitacolo accorciato e vano bagagli posteriore]] Citazioni sul '''coupé'''. *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del coupé}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto SUV oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Voci correlate== *[[Spider]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Tipi di automobili]] ln56d8rw7e4x4l20jrp0zoyna7echir 1420386 1420384 2026-07-14T00:00:53Z Danyele 19198 limature 1420386 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat coupé 16 V (7319187496).jpg|thumb|Un [[Fiat Coupé]], esempio di vettura due porte e tre volumi con vano motore anteriore, abitacolo accorciato e vano bagagli posteriore]] Citazioni sul '''coupé'''. *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del coupé}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto SUV oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Voci correlate== *[[Spider]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Tipi di automobili]] ojsepydgf2u7vfb6kvgbfnp7kvaip9u Lamborghini Miura 0 200902 1420336 1379747 2026-07-13T19:10:16Z Danyele 19198 +1 / fix di stile 1420336 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1967 Lamborghini Miura P400 HCC23.jpg|thumb|upright=1.2|Lamborghini Miura P400 (1967)]] Citazioni sulla '''Lamborghini Miura'''. ==Citazioni== *Allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. ([[Chris Bangle]]) *È stata la prima vera supercar dell'industria automobilistica. [...] Il comfort non esiste, e semmai ce ne fosse ancora un pizzico, sarebbe comunque vanificato dal rombo del motore 12 cilindri Lamborghini che [...] trasmette sonorità e vibrazioni incredibili attraverso la paratia che separa il vano motore posteriore e l'abitacolo. La Miura fu un progetto audace creato dall'ingegner Dallara di una supercar stradale con caratteristiche da corsa che prevedeva il motore V12 4 litri da quasi 400 cavalli in posizione trasversale. Questo ha spinto Dallara a costruire una vettura corta e larga ed a passo estremamente ridotto, quindi molto agile nelle curve lente ma da controllare con perizia sul veloce. ([[Alberto Sabbatini]]) *Ha [...] rappresentato e rappresenta ancora oggi l'idea dell'innovazione, del progresso nel mondo dell'auto. ([[Stephan Winkelmann]]) *L'italiana più sinuosa dopo Sofia Loren. ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Per la vera consacrazione, Ferruccio Lamborghini dovette attendere la nascita della vettura che per audacia stilistica e per i contenuti tecnologici rivoluzionari, sconvolse infatti ogni regola costruttiva tradizionale. Era nata la Miura: motore posteriore centrale 12 cilindri e 4 litri, montato su telaio di lamiera piegata e saldata e fu presentata al salone di Ginevra nel 1965. Il successo fu così enorme da essere eletta subito la reginetta del salone. Ferruccio, ma non si è mai saputo perché, la chiamò Miura, nome di un'importante razza di tori spagnoli da combattimento. Probabilmente perché lui era nato, come dicevo all'inizio, sotto il segno del toro e da qui aveva ricavato l'altero stemma ed usato in tutte le sue attività industriali. ([[Sandro Munari]]) ===[[Marcello Gandini]]=== *Con la Lamborghini Miura ero agli inizi del mio lavoro e non avevo un'autonomia tale da poter fare proprio quello che volevo. Mi ero affidato un po' al gusto della grande macchina sportiva 50/60 e poi dal fatto di fare qualcosa che fosse diverso, ma che, allo stesso tempo, fosse già nell'occhio della gente. Quindi aggressiva, ma con qualche dolcezza, un misto. Il disegno della Miura era un compromesso tra il desiderio di fare qualcosa di nuovo, e qualcosa di diverso, ma di non dispiacere il pubblico. *Nella Miura quel poco di audacia che c'era era reso accettabile dalla dolcezza, dall'andamento del disegno. Nessuno rifiutò la Miura, ci fu un consenso immediato. Anche di più di quel che meritasse. *{{NDR|«Ho letto in più interviste che lei ritiene la Lamborghini Miura "inguardabile"»}} Per me sì, ma me ne rendevo conto. {{NDR|«Personalmente trovo la Miura bellissima e il dettaglio delle branchie è il mio preferito»}} Quelle fanno parte di quel tocco di originalità necessario, che bisogna metterci perché sennò non c'è novità. Come le ciglia nei fari, disegnate semplicemente per mascherare il faro della [[Fiat 850]]. Per fare i prototipi si utilizzavano prodotti di serie di altre vetture, cercando poi di mimetizzarli il più possibile. C'era un motivo pratico in alcuni casi. Le prese d'aria ci volevano, potevano essere disegnate diversamente, oppure messe in un altro posto, ma c'era una funzione pratica perché bisognava sostenere il vetro a giorno, senza cornice, e c’era bisogno di una guida in qualche modo. Anche le griglie con gli esagoni, servivano a diversificare un qualcosa che era già di serie. *{{NDR|«Quanto è stato lungo lo studio del progetto Miura?»}} Un mese o due. Nell'autunno del 1965, Ferruccio Lamborghini, Paolo Stanzani e Gianpaolo Dallara sono venuti da me e mi hanno proposto una collaborazione. Io non ho iniziato subito perché c'erano alcuni progetti da finire, per cui i primi schizzi li ho prodotti alla fine di novembre. Mi ricordo la vigilia di Natale, alle 10 di sera del 24 dicembre 1965, avevamo il modello in legno ed ecowood pressoché finito, abbiamo battuto Bambino Gesù per un paio d'ore. Poi la macchina è stata costruita tra gennaio-febbraio e presentata a marzo. ==Voci correlate== *[[Lamborghini]] *[[Lamborghini Miura Concept]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] c366rhf1u2ax05vnhp5h9bj7f6cmgz2 Lamborghini Countach 0 200903 1420335 1419948 2026-07-13T19:09:05Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1420335 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:FoS20162016 0623 090034AA (27250796354).jpg|thumb|upright=1.2|Lamborghini Countach LP400 (1973)]] Citazioni sulla '''Lamborghini Countach'''. ==Citazioni== *È stata la prima supersportiva moderna, ha cambiato tutto. Se si osservano le foto di allora e poi si guarda la Countach, la sensazione è che quest'auto arrivi dal futuro. A renderla iconica sono la silhouette e la vista frontale, con le spalle larghe. Ogni nostra auto costruita dopo riprende questa impostazione e viene subito riconosciuta come una Lamborghini. È il nostro Dna. ([[Stephan Winkelmann]]) *La Lamborghini Countach ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. ([[Chris Bangle]]) *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della Countach, esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). ([[Chris Bangle]]) *Una delle poche Lambo che non ha il nome di un toro. La Countach venne disegnata da Marcello Gandini, un geniale designer che aveva già realizzato la Miura cinque anni prima e fu un'auto di rottura a livello stilistico: tanto era rotonda e morbida nelle forme la Miura, quanto appuntita e spigolosa la Countach. Gandini per le forme di questa Lambo si è adeguato alla moda stilistica del decennio che prevedeva forme squadrate e linee spezzate. La Countach ha un profilo a cuneo che era davvero avveniristico per l'epoca e quando fu mostrata aveva lasciato di stucco tutti gli appassionati. Inoltre sfoggia per la prima volta quelle porte a forbice che si aprono verso l'alto che da allora sono diventate un simbolo del marchio Lamborghini. ([[Alberto Sabbatini]]) ===[[Marcello Gandini]]=== *{{NDR|«Uno dei pochi nomi, per Lamborghini, che si allontana dal mondo dei tori: Countàch»}} È un intercalare piemontese che letteralmente vuol dire "contagio, peste", intesa come "dannazione". Un operaio ogni tre parole diceva Countàch! Aver tirato fuori questo nome nasce da uno spirito di gruppo... e in quella notte, c'era anche Bob Wallace, abbiamo detto chiamiamola Countàch. Quando si lavora di notte, anzi più notti consecutive, si crea uno spirito di fronda, un modo di ricompensarsi dalla fatica notturna, si ride un po'. Countàch non è una bella parola, ma viene usata anche come affermazione di ammirazione, sorpresa, stupore... "Perbacco"! *La Countach rappresentava l'abbandono di alcune abitudini ormai consolidate dell'industria automobilistica. Non faceva nessun riferimento ad auto passate, e non era nell'occhio della gente. Il gusto non era educato ad apprezzarla. All'inizio era una forma culturalmente aliena ma nel giro di qualche anno è diventata un oggetto simbolo. *Quando feci la Countach ci vollero anni prima che fosse totalmente accettata. A qualcuno è piaciuta subito, però alla maggior parte, anche dei giornalisti, ci sono voluti anni. Tanto è vero che è rimasta in produzione per 17 anni. ==Voci correlate== *[[Lamborghini]] *[[Lamborghini Countach (2021)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] ivrjeljfq6h9xf7d5r26sazr9smtxme Mini (1959) 0 202520 1420395 1371372 2026-07-14T00:20:00Z Danyele 19198 +voci correlate 1420395 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Morris Mini-Minor 1959 (621 AOK).jpg|thumb|upright=1.2|Morris Mini-Minor (1959)]] Citazioni sulla prima generazione della '''Mini''', prodotta dal 1959 al 2000, e le sue versioni derivate o da competizione. *Della ''Mini'' ammiravo la semplicità costruttiva della carrozze­ria, ma giudicavo troppo elevato il costo di fabbricazione della meccanica. D'altron­de consideravo insufficiente la distanza da terra del pianale della carrozzeria e degli organi a questo collegati. La bella vetturetta inglese mi aveva tuttavia fatto grande impressione poiché realizzava l'ideale della vettura minima, compatta, brillante, dalla forma funzionale e gradevole a vedersi. ([[Dante Giacosa]]) *La prima volta che vidi una Mini Cooper S in "diretta" fu nel lontano 1966, stavo effettuando le ricognizioni del mio primo Rally di Montecarlo. Il "giocattolo" mi incuriosì per le sue ridotte dimensioni e per la sua leggerezza, armi che si rivelarono subito vincenti. Doti che la vetturetta inglese aveva già messo in evidenza, imponendosi in competizioni importanti come il Rally di Montecarlo già nelle due precedenti edizioni. Ebbi l'occasione di guidarla, anche se per pochi chilometri, sui tornanti del Turinì. Mi impressionò per la sua maneggevolezza e la facilità d'inserimento in curva e la velocità in uscita. Mi resi subito conto che in gara con la "mia" imponente Flavia Coupé non avrei avuto nessuna possibilità di sopravanzarla. Così fu! [...] Il merito di questi risultati conseguiti sul campo, dall'"inglesina" tutto pepe, è da attribuire sicuramente al talentuoso tecnico albionico John Cooper. Infatti lui capì subito che il punto di forza della vetturetta inglese, era rappresentata dall'eccezionale tenuta di strada, e nel motore il punto debole. Così si concentrò nel potenziamento del piccolo propulsore, trasformando il brutto "anatroccolo" in un bellissimo "cigno" vincente. ([[Sandro Munari]]) ==Voci correlate== *[[Mini (2001)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 01swrouvy9l1r49200kovj5xiji7ym1 L'astronave atomica del dottor Quatermass 0 207275 1420418 1377965 2026-07-14T07:45:41Z Spinoziano 2297 sistemo Morandini 1420418 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = L'astronave atomica del dottor Quatermass |titolo alfabetico = Astronave atomica del dottor Quatermass, L' |titolo originale = The Quatermass Xperiment |immagine = The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Rocket.png |didascalia = |paese = [[Regno Unito]] |anno uscita = 1955 |durata = 86 min |tipo colore = B/N |genere = Fantascienza, horror |regista = [[Val Guest]] |sceneggiatore = [[Nigel Kneale]], [[Richard Landau]], [[Val Guest]] |attori = * [[Brian Donlevy]]: [[Bernard Quatermass|Dottor Quatermass]] * [[Jack Warner (attore)|Jack Warner]]: ispettore Lomax * [[Margia Dean]]: Judith Carroon * [[Thora Hird]]: Rosie Elizabeth Wrigley * [[David King-Wood]]: dottor Gordon Briscoe * [[Harold Lang]]: Christie * [[Lionel Jeffries]]: Blake, ministro della difesa * [[Richard Wordsworth]]: Victor Carroon * [[John Wynn]]: sergente Best * [[Margaret Anderson]]: Maggie |doppiatori italiani = *[[Ivo Garrani]]: Dottor Quatermass *[[Vittorio Sanipoli]]: ispettore Lomax *[[Adriana De Roberto]]: Judith Carroon *[[Antonio Battistella]]: dottor Gordon Briscoe *[[Silvio Spaccesi]]: Christie *[[Mario Ferrari]]: Blake, ministro della difesa *[[Adriano Micantoni]]: sergente Best *[[Zoe Incrocci]]: Maggie *[[Enzo Liberti]]: fidanzato di Maggie |note= Casa di produzione: [[Hammer Film Productions]] }} '''''L'astronave atomica del dottor Quatermass''''', film del 1955 diretto da [[Val Guest]]. ==Frasi== *L'oggetto è stato avvistato alle 21:15 circa di oggi, e il suo tragitto è stato seguito da varie persone nel Sud. Un comunicato diramato dal Ministero degli interni assicura non trattarsi di cosa allarmante. Tuttavia si avvertono tutti i civili di tenersi lontano dalla zona. ('''Cronista''') *Nessuno vince mai una guerra fredda. Uno dei due deve passare dalla parte opposta. Se lei non vuole cedere, non sono ostinato. Verrò io dalla sua. ('''Isp. Lomax''') ==Dialoghi== *'''Blake''': Il Ministero degli interni assicura che non c'è d'allarmarsi. Si rende conto di cosa accadrà se avrà provocato qualche disastro? [...] Quatermass, sto parlando con lei!<br>'''Quatermass''': Per circa venti miglia l'ho sopportata pazientemente, Blake.<br>'''Blake''': Allora risponda, cos'è accaduto? Chi ha sbagliato?<br>'''Quatermass''': Per la prima volta nella storia del mondo, l'uomo ha inviato un razzo d'oltre millecinquecento miglia nello spazio. Non può pretendere che un tale esperimento sia perfetto.<br>'''Blake''': Ma avrebbe dovuto aspettare.<br>'''Quatermass''': Sono uno scienziato, non sono un indovino che sa sempre quello che accadrà. *'''Blake''': Se mi fosse permesso parlare, avrei un paio di notiziole per la stampa piuttosto imbarazzanti.<br>'''Quatermass''': Cerchi di non fare troppo il furbo, Blake. Qui è responsabile anche lei, e con lei anche il suo comitato.<br>'''Blake''': Lei ha lanciato quel razzo senza aspettare il benestare ufficiale!<br>'''Quatermass''': Se tutti aspettassero il benestare ufficiale, il mondo non farebbe più un passo avanti. Comunque sono affari miei questi.<br>'''Blake''': Rischiare la vita di tre uomini?<br>'''Quatermass''': Ogni esperimento è un rischio. L'incognito lo è sempre. Dovevano saperlo.<br>'''Blake''': Quella donna laggiù che aspetta che le sia restituito il marito lo sapeva?<br>'''Briscoe''': La temperatura è già scesa di cento gradi.<br>'''Quatermass''': Deve ancora scendere molto.<br>'''Briscoe''': Speriamo che il materiale isolante abbia resistito.<br>'''Blake''': Perché se non ha resistito e quei tre uomini sono morti...<br>'''Quatermass''': Morti o vivi, saranno degli eroi. E si lasci dire un'altra cosa, Blake: sulla scorta della loro esperienza, ci saranno cento uomini che chiederanno lo stesso privilegio quando lancerò il secondo razzo. Non può arrestare gli eventi.<br>'''Blake''': Cioè, non posso arrestare lei! *'''Lomax''': Vede signor Quatermass, io sono un tipo un po' all'antica. Non ne so molto di razzi e di viaggi nello spazio. Non leggo fantascienza, non ho letto molto più che la Bibbia. Io ho una mentalità burocratica e sono al servizio della legge.<br>'''Quatermass''': E perciò prendete le impronte ad un uomo incosciente?<br>'''Lomax''': Quando tre uomini partono in un razzo e uno solo torna indietro, secondo noi questo fa meno due, e meno due ci mette nell'imbarazzante necessità di indagare su più uno, sia che sia cosciente o incosciente. *'''Quatermass''': C'è solo un'indagine che può servire a qualcosa in queste particolari circostanze, caro ispettore, ed è l'indagine scientifica, e sono certo che perfino lei ammetterà che il più qualificato tra noi sono io. [...]<br>'''Lomax''': Bene! Almeno è uno che non ha peli sulla lingua. *'''Briscoe''': Dovremo proprio ricoverarlo.<br>'''Quatermass''': Briscoe!<br>'''Briscoe''': Non posso più prendermi questa responsabilità! Non ho l'attrezzatura adatta per tutte le analisi. Dovrebbe andare in ospedale.<br>'''Quatermass''': Sì, forse ha ragione. [...] Dovrebbe andare in ospedale. Ma potranno fare più di quello che può fare lei? Sapranno quello che succede lassù? Lassù nello spazio, aldilà dell'atmosfera? C'è tutto un mondo nuovo, un deserto inesplorato. Lui c'è stato e n'è tornato. Lui sa com'è. Rimetta in funzione il cervello di quest'uomo. So che lei può farlo.<br>'''Briscoe''': Non è solo...!<br>'''Quatermass''': So lo sforzo e la tensione che lei ha sopportato, ma fermarsi ora che siamo vicini? Qualcosa di tremendo, proprio sul punto di una grande scoperta? Non possiamo fermarci, Briscoe. E poi, è l'unica possibilità per sapere cos'è accaduto agli altri. *'''Judith''': Il responsabile è lei. Era meglio per lui se fosse morto e rimasto lassù!<br>'''Quatermass''': Judith!<br>'''Judith''': Lo ha distrutto come ha distrutto ogni cosa che ha toccato!<br>'''Quatermass''': Distrutto? L'ho fatto tornare. L'ho salvato!<br>'''Judith''': L'avete salvato per che cosa? Per altri esperimenti? Io posso aiutarlo più di quanto possa lei.<br>'''Quatermass''': Nella scienza non c'è mai stato posto per il sentimento, Judith. Alcuni tra noi hanno una missione. Lei dovrebbe essere fiera di avere un marito disposto a rischiare la vita per il progresso del mondo.<br>'''Judith''': ''Un'' mondo. Il ''suo'' mondo, il mondo di Quatermass! *'''Quatermass''': E se ci fosse una qualche forma di vita nello spazio, non su un pianeta ma libera, vagante? [...] Non la vita che conosciamo, operante sì, ma pura energia senza struttura organica, invisibile.<br>'''Lomax''': Invisibile?<br>'''Quatermass''': Quando il razzo ha attraversato la sua zona, l'energia è entrata nel razzo e ha trovato esemplari della nostra forma di vita, cellule vive, umane.<br>'''Lomax''': Green e Reichenheim?<br>'''Quatermass''': Eh, e Carroon, esatto. Ora, se anche per caso fosse entrata in una di queste strutture... che mezzo per invadere la Terra!<br>'''Lomax''': Senta, io non ho una grande intelligenza...<br>'''Quatermass''': Lei ha visto il film e quanto è accaduto! Soltanto Dio sa quanto lontano e dove ha viaggiato il razzo.<br>'''Lomax''': Ma solo due sono morti.<br>'''Quatermass''': Qualcosa è entrata in quel razzo, ha assimilato la sostanza organica degli altri due e ora agisce su Carroon e assume altre forme di vita: il cactus.<br>'''Lomax''': Santo cielo, vuol dire che Carroon...<br>'''Briscoe''': È un veicolo. Non è solo l'involucro di un uomo che sta trasformandosi. Se una di quelle piante subisse la stessa mutazione, ci potrebbe essere un'affinità, un'unione fra pianta e essere animale.<br>'''Quatermass''': Una possibilità di distruggere e crescere?<br>'''Briscoe''': E moltiplicarsi a dismisura! ==Citazioni su ''L'astronave atomica del dottor Quatermass''== *Alla fine devo confessare che il film non mi è piaciuto molto perché, sebbene fosse ben recitato e dotato di veloci movimenti, era guidato da una sceneggiatura troppo rigida e cruda. Penso che sia stata una concessione alle pressioni degli americani. ([[Nigel Kneale]]) *{{NDR|Su [[Brian Donlevy]]}} Credo che sembri un perfetto studioso inglese, non ha per nulla l'aria americana. Lui fu scelto perché parte dei soldi venivano dal distributore americano della Hammer che credeva più facile vendere il film negli States con un attore nazionale dentro. A me è piaciuto. Anzi credo che alla fine abbia funzionato molto meglio di quanto tutti si aspettassero. ([[Val Guest]]) *Donlevy era lontano dai suoi momenti migliori e poi era un alcolizzato. ([[Nigel Kneale]]) *Dopo il primo Quatermass, avevamo capito che esisteva terreno fertile per rilanciare il cinema fantastico. ([[Michael Carreras]]) *È il film che ha cambiato la storia della Hammer e di conseguenza quella del cinema dell'orrore. [...] Teso, conciso e abile nel drammatizzare la figura tragica dell'astronauta (interpretato con sofferta partecipazione da Richard Wordsworth) che sta mutando e capisce qual è il suo destino, il film, pur non aderendo appieno alla sottile scrittura di Kneale, è qualcosa di più dei film di mostri alieni cui il pubblico era abituato. Nigel Kneale non apprezzò mai l'interpretazione di Brian Donlevy, ma Donlevy dà a Quatermass una brusca antipatia che rende credibile la sua figura di decisionista a tutti i costi. (''[[Dizionario dei film horror]]'') *L'intera atmosfera della pellicola è fortemente angosciosa, quasi ossessiva, e il mostro - che solo negli ultimi minuti ci viene finalmente mostrato - ha davvero un aspetto terrificante. ([[Luigi Cozzi]]) *Mai sino ad allora avevo visto una pellicola che mi aveva impressionato in quel modo, e probabilmente anche in seguito, nel resto della mia vita, mai un altro film ha prodotto in me una sensazione così sgomenta come quella che generò allora nel mio piccolo "io" ''L'astronave atomica del dottor Quatermass''. ([[Luigi Cozzi]]) *Per prima cosa mi sforzai di mantenere quanto più possibile nei limiti della credibilità ogni riferimento di carattere scientifico. Per spaventare il pubblico è necessario che esso creda totalmente a quello che sta vedendo, come se stesse assistendo ad un reportage del telegiornale. Era quindi necessario essere realisti e mantenere il senso di drammaticità dell'opera. ([[Val Guest]]) *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[il Morandini]]'') *''The Quatermass Experiment'' (presentato subito secondo la classificazione X, cioè quella dei film che per la censura inglese sono da riservare al pubblico adulto) pur essendo una produzione a basso costo contiene momenti interessanti, dovuti soprattutto all'interpretazione di Richard Woodsworth, che si rifà esplicitamente al mostro di Frankenstein interpretato da Boris Karloff. ([[Fernaldo Di Giammatteo]]) *Tratto dal ''serial'' televisivo «The Quatermass Experiment», questo film costituisce uno dei classici della fantascienza di ogni tempo, in cui si incontrano-scontrano singolarmente le cadenze del fanta-thriller come dell'orrore, del film «di ricerca» con incursioni para-filosofiche (che non guastano) sulla condizione dell'uomo nei confronti del mistero dell'Universo. ([[Dario Argento]]) ==Voci correlate== *''[[I vampiri dello spazio (film)|I vampiri dello spazio]]'' (1957) *''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967) *''[[The Quatermass Conclusion (film)|The Quatermass Conclusion]]'' (1979) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] [[Categoria:Film Hammer Film Productions]] lqujnyx6clx136rk9wyd0c8f4pfiz1z Automobile in stile rétro 0 210603 1420331 1345935 2026-07-13T19:04:34Z Danyele 19198 de-stub 1420331 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2002 Chrysler PT Cruiser Touring Automatic 2.0.jpg|thumb|Una Chrysler PT Cruiser del 2001, esempio di automobile in stile rétro]] Citazioni sull{{'}}'''automobile in stile rétro''' o '''''retro-style automobile'''''. *Lo avevo già constatato con il ritorno della Fiat 500, alcuni prodotti sono magici. Non c'è bisogno di parlarne per settimane, sono tutti d'accordo su cosa bisogna fare. E si fa ciò che bisogna fare. Non ci sono tempi morti. Quando i team fanno rivivere un'auto che ha lasciato così bei ricordi, ci mettono tanto amore. È un buon segno per il futuro, perché il cliente vede e riconosce tutto quest'amore nell'auto. ([[Luca de Meo]]) *Rifarsi alla tradizione è giusto. L'importante è non cadere nel ridicolo cercando di creare – per dire – una replica del triciclo di Benz. Ma ormai lo fanno tutti [...]. Poi c'è chi lo fa meglio (la Fiat con la 500) e chi peggio (la VW con la Beetle). ([[Bruno Sacco]]) *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il rétro è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti. ([[Chris Bangle]]) ==Voci correlate== *[[Progettazione di automobili]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Retro-style automobile|w_site=en|preposizione=sull'}} [[Categoria:Disegno industriale]] [[Categoria:Tipi di automobili]] pdld7c9rm6bf8mot3oh29hj8bllb7ie Roberto Vannacci 0 210942 1420341 1420077 2026-07-13T19:45:05Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Roberto Vannacci */ 1420341 wikitext text/x-wiki [[File:Roberto Vannacci 2025 (cropped).jpg|thumb|Vannacci nel 2025]] '''Roberto Vannacci''' (1968 – vivente), politico e generale italiano. ==Citazioni di Roberto Vannacci== {{cronologico}} *Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref> *Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref> *Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref> *Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref> *Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref> *A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref> *I [[Omosessualità|gay]] qua in Italia hanno tutti i diritti: se vanno all'ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare, se vanno a scuola hanno gli insegnanti.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', 10 giugno 2026; citato in Francesca Moriero, ''[https://www.fanpage.it/politica/gli-omosessuali-possono-guidare-e-non-solo-le-frasi-imbarazzanti-di-vannacci-a-otto-e-mezzo/ "Gli omosessuali possono guidare" e non solo: le frasi imbarazzanti di Vannacci a Otto e Mezzo]'', ''fanpage.it'', 11 giugno 2026.</ref> *Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il [[femminicidio]]. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. [...] Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/video/vannacci_il_femminicidio_non_esiste_volete_riportarlo_come_lho_detta_io_o_dobbiamo_discuterne-425410350/ Vannacci: "Il femminicidio non esiste. Volete riportarlo come l'ho detta io o dobbiamo discuterne?"]'', ''repubblica.it'', 14 giugno 2026.</ref> {{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}} *{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee. *Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista. *{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali. *Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità. {{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}} *{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare. *La qualità è il racconto delle differenze. *[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica. {{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}} *Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità. *[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario. *{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto. {{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}} *L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche. *Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono. *Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace. *La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri. ==''Il mondo al contrario''== [[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]] ===[[Incipit]]=== Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati. ===Citazioni=== *Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX) *La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4) *Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89) *Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91) *Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111) *La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111) *L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127) *La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156) *Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243) *Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259) *Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281) ===[[Explicit]]=== Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù. ==Citazioni su Roberto Vannacci== *Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]]) *Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]]) *Vannacci, il patriota alle vongole, spiega che non avrebbe problemi ad accettare finanziamenti da Stati stranieri, Russia inclusa. Senso dell'onore e della difesa dell’indipendenza della Patria prossimi allo zero. ([[Carlo Calenda]]) *Vannacci parla solo di immigrazione e lo fa anche male. In uno dei nostri ultimi confronti tv, a metà gennaio, è stato evidente che non ne capisce nulla. È un megafono delle vostre paure, senza mai dirvi come risolverle. Non ne avete abbastanza di gente così? ([[Carlo Calenda]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}} {{DEFAULTSORT:Vannacci, Roberto}} [[Categoria:Generali italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 4s42sdu9tcv4725d7w1md5sgpftxqzs Ilan Pappé 0 212582 1420345 1419016 2026-07-13T20:33:32Z Darkcloud2222 10646 1420345 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espluso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''La prigione più grande del mondo''== *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] 0s7ywjcy986n1ehnwlsclcx76fz4vbl Nosferatu (film 2024) 0 218090 1420306 1370140 2026-07-13T16:46:42Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1420306 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Nosferatu |immagine = Nosferatu2024.jpg |lingua originale = [[lingua inglese|inglese]] |paese = [[Stati Uniti d'America]] |anno uscita = 2024 |genere = Orrore |regista = [[Robert Eggers]] |soggetto = ''[[Nosferatu il vampiro]]'' di [[Friedrich Wilhelm Murnau]], [[Dracula (romanzo)|''Dracula'']] di [[Bram Stoker]] |produttore = [[Jeff Robinov]], [[John Graham (produttore cinematografico)|John Graham]], Robert Eggers, [[Chris Columbus]], [[Eleanor Columbus]] |produttore esecutivo = [[Bernard Bellew]] |casa produzione = [[Studio 8]], [[Maiden Voyage Pictures]] |casa distribuzione italiana = [[Universal Pictures]] |attori = *[[Bill Skarsgård]]: [[Conte Orlok|Conte Orlok/Nosferatu]] *[[Nicholas Hoult]]: Thomas Hutter *[[Lily-Rose Depp]]: Ellen Hutter *[[Aaron Taylor-Johnson]]: Friedrich Harding *[[Emma Corrin]]: Anna Harding *[[Willem Dafoe]]: Professor Albin Eberhart Von Franz *[[Simon McBurney]]: Knock *[[Ralph Ineson]]: Dr. Wilhelm Sievers |doppiatori italiani = *[[Emiliano Coltorti]]: Conte Orlok/Nosferatu *[[Flavio Aquilone]]: Thomas Hutter *[[Margherita De Risi]]: Ellen Hutter *[[Jacopo Venturiero]]: Friedrich Harding *[[Lucrezia Marricchi]]: Anna Harding *[[Mario Cordova]]: Professor Albin Eberhart Von Franz *[[Marco Mete]]: Knock *[[Paolo Marchese]]: Dr. Wilhelm Sievers }} '''''Nosferatu''''', film del 2024 scritto, diretto e co-prodotto da [[Robert Eggers]], remake di ''[[Nosferatu il vampiro]]''. ==Incipit== '''Ellen''': Vieni da me. Vieni da me. Un angelo custode, uno spirito di conforto. Spirito di qualsiasi celeste sfera, qualchessia, dammi ascolto. Vieni da me!<br>'''Orlok''': {{NDR|in lingua daca}} Tu... Tu mi hai svegliato da un'eternità di tenebre. Tu... Tu... Tu non sei per i vivi. Tu non sei per il genere umano. Sarai tutt'una con me per l'eternità? Lo giuri?<br>'''Ellen''': Lo giuro. ==Frasi== *Signorìa grandissima, tutto è secondo ciò che lei ha domandato. Egli sarà presto presso il suo regno e io sarò qui ad attenderlo vicino all'oggetto del vostro contratto! ('''Knock''') *Che la sacra mente di Dio ti fotta! :''Futu-vă mintea sfântă al lui Dumnezeu!'' ('''Oste''') *Ti prego, non andare là. Guardati dalla sua ombra. L'ombra ti avvolge in un incubo. Sveglio, ma in sogno. Non c'è scampo. Prega. Prega. Prega. :''Rogu-te nu mere acolo. Ferește-te de umbra lui! Umbra te învelește într-un vis rău! Nu există scăpare! Roagă-te! Roagă-te! Roagă-te!'' ('''Contadina''') *È di cattivo auspicio viaggiare se non si è in salute. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Tuo marito è perduto per te. Sogna me. Solo me. Solo me. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Presto non sarò più un'ombra per te. Presto le nostre carni si fonderanno e saremo una cosa sola. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi. {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Orlok''') *Spesso gli spiriti demoniaci ossessionano chi è già dominato dalle più basse funzioni animali. ('''Von Franz''') *I primi chiarori si stanno avvicinando. Tra poco le campane dell'alba suoneranno nella disperazione per la mia venuta, e io ti assaggerò. ('''Orlok''') *Ho visto delle cose in questo mondo che avrebbero spinto [[Isaac Newton]] a tornare strisciando nel ventre di sua madre. Non siamo diventati tanto più illuminati quanto piuttosto siamo rimasti accecati dalla luce gassosa della scienza. Ho combattuto contro il Diavolo come [[Giacobbe]] ha combattuto con l'angelo a Penuel, e le dico che se vogliamo domare l'[[oscurità]], dobbiamo prima accettare che questa esista. ('''Von Franz''') *La Grande Mietitrice brandisce la sua falce a ogni mutar del vento. ('''Von Franz''') *Io ho consegnato la mia anima a lui. Avrei dovuto essere il principe dei ratti, immortale. Ma lui ha interesse solo per la sua bella sposa. ('''Knock''') *Io sono pura bestemmia! ('''Knock''') *Invano! Invano corri, invano! Non puoi mai correre più veloce del suo destino. Il suo oscuro legame con la bestia ci redimerà tutti, poiché quando la luce pura del sole irromperà all'alba del cielo, sarà redenzione! La peste sarà debellata! Redenzione! ('''Von Franz''') ==Dialoghi== *'''Knock''': Quando ho saputo del suo recente matrimonio, ho capito subito che c'era la mano della provvidenza. Un nuovo [[marito]] richiede una nuova paga.<br>'''Thomas''': È generoso, signore.<br>'''Knock''': Mi permetta di porgere le mie vive congratulazioni a sua moglie.<br>'''Thomas''': Grazie, signore.<br>'''Knock''': Veramente lei è bellissima. È incomparabile. Direi, quasi, una [[Silfide (mitologia)|silfide]]. {{NDR|ride}}<br>'''Thomas''': Sì... Grazie, signore. *'''Ellen''': Ti devo raccontare il mio sogno.<br>'''Thomas''': Ellen, è un passato che è ormai alle spalle.<br>'''Ellen''': Devo farlo!<br>'''Thomas''': Per favore, niente più ricordi d'infanzia. I dottori consigliano di evitare...<br>'''Ellen''': No! Era il nostro matrimonio. Non eravamo nella cappella però. Sopra, una nube impenetrabile si estendeva oltre le colline. L'odore dei lillà era denso nella pioggia e, quando ho raggiunto l'altare, tu non c'eri. Davanti a me, in piedi, nel suo abito nero, c'era la [[Morte]]. Ma ero così felice. Ero così felice! Ci siamo scambiati i voti e abbracciati. E quando ci siamo voltati erano tutti morti, il prete e tutti gli altri. Il tanfo dei loro cadaveri era orribile e... Ma non ero mai stata così felice come in quel momento quando tenevo per mano la Morte.<br>'''Thomas''': Non dire mai a nessuno queste cose. Mai! Sono sciocchezze, sogni assurdi, come le tue passate fantasie. [[File:Hunyadi Castle(Front) Hunedoara high-dynamic-range.JPG|thumb|Il Castello dei Corvino, usato nel film come dimora del conte Orlok.]] *'''Orlok''': Appoggi pure lì le sue proprietà. Fornisca l'atto e sieda.<br>'''Thomas''': Non preferisce aspettare domattina?<br>'''Orlok''': Voglio che faccia quello che ho richiesto.<br>'''Thomas''': Certo, senz'altro, signore.<br>'''Orlok''': "Vostra grazia".<br>'''Thomas''': Come ha detto, scusi?<br>'''Orlok''': Vostra grazia! Si rivolgerà a me con l'onore che il mio sangue richiede.<br>'''Thomas''': Sì... Vostra grazia. Mi perdoni, vostra grazia. *'''Thomas''': Avrei, vostra grazia, avrei delle domande riguardo ai costumi inconsueti dei contadini e dei girovaghi. La notte scorsa ho visto, o piuttosto credo di aver visto, un gruppo di zingari. Si avventurarono in un boschetto di betulle e...<br>'''Orlok''': Ho paura che qui siamo ancora aggrappati a molte superstizioni che sembreranno particolarmente antiquate a un giovane uomo del suo livello di istruzione.<br>'''Thomas''': Quel gruppo di zingari ha riesumato un cadavere.<br>'''Orlok''': È il loro turpe rituale.<br>'''Thomas''': Quale specie di rituale...?<br>'''Orlok''': ''Non ne parli mai più!'' Ah, non vedo l'ora di ritirarmi nella sua città dalla mentalità moderna, che certo nulla sa, né tanto meno crede in tali morbose favole da sciocchi. *'''Ellen''': Ti succede mai a volte di sentirti come se non fossi una persona?<br>'''Anna''': Beh, io...<br>'''Ellen''': Quello che voglio dire è che non ti senti veramente presente, che non sei viva. Sei una bambola che dipende dal capriccio di un altro, e qualcuno o qualcosa ha il potere di soffiare la vita dentro di te, di farti muovere.<br>'''Anna''': Ma certo, capita a tutti di sentirsi avviliti qualche volta.<br>'''Ellen''': Non è il sentirsi avviliti. È come se ci fosse qualcosa in ballo che è troppo terribile o grave da spiegare.<br>'''Anna''': Sì, Dio.<br>'''Ellen''': No, mia cara Anna, io... Guarda il cielo. Guarda il mare. Non senti mai il richiamo? La sua spinta? È prossimo un cambiamento.<br>'''Anna''': Quello è il Suo potere. Una leggera brezza che soffia.<br>'''Ellen''': Il destino! *'''Wilhelm''': Nei casi più lievi, il [[sonnambulismo]], camminare nel sonno, è frutto di congestione sanguigna. C'è troppo sangue. È possibile, possibile che è stata oppressa in una qualche strana posizione in precedenza.<br>'''Friedrich''': Tuttavia, ha avuto già attacchi come questo in passato, problemi di nervi e così via.<br>'''Wilhelm''': Certo. Se dovesse continuare mi faccia sapere. Ma fino ad allora non si crucci troppo, amico caro.<br>'''Friedrich''': Sì, d'accordo.<br>'''Wilhelm''': Sono propenso a prescrivere che dorma con il corsetto. Favorisce la corretta postura, calma l'utero e ravviva la circolazione.<br>'''Friedrich''': Sì, molto bene.<br>'''Wilhelm''': E se la sua agitazione cresce, la leghi al letto. Funziona sempre. *'''Wilhelm''': Buongiorno, signore. Sono il dottor Sievers. Che problema abbiamo?<br>'''Knock''': Nessun problema. Nessun problema. La provvidenza. La provvidenza.<br>'''Wilhelm''': Senz'altro. Mi può dire il suo nome, signor...<br>'''Knock''': Non sono nessuno. Io sono il suo servitore.<br>'''Wilhelm''': E che cos'ha lì? {{NDR|indica due topi morti e un piccione}}<br>'''Knock''': Vite. Doni a me concessi dalla mano di Sua signorìa. {{NDR|indica il piccione}} Vede, questo è il più grazioso. Sua signorìa preferisce le cose graziose più di tutte.<br>'''Wilhelm''': Sua signorìa?<br>'''Knock''': Lui è l'infinità. Occhi scintillanti come lucenti diademi e ancora putrescenza, asfissia. {{NDR|stacca la testa del piccione con un morso}} E divoramento.<br>'''Wilhelm''': Ehm, mio caro amico, perché ha fatto questo? [...] Nessuno vuole farle del male, amico caro.<br>'''Knock''': Lui sta arrivando.<br>'''Wilhelm''': Chi? Chi arriva?<br>'''Knock''': È stato lui che ha invocato me, poiché io ero stato scelto per servirlo, poiché io conosco cosa egli brama. E lui getterà sopra di voi disgrazia, confusione, afflizioni, reprimende, perché voi avete abbandonato me, ed egli regnerà sopra tutti i vostri corpi ormai vuoti. *'''Suora #1''': ''Ăsta a fost vrăjitor întunecat la viața lui. Solomonar!''<br>'''Suora #2''': Un mago nero egli fu in vita. [[Solomonar]].<br>'''Suora #1''': ''Satana i-a ținut sufletul ca trupul lui încă să meargă in blasfemie.''<br>'''Suora #2''': Il Demonio gli ha preservato l'anima affinché il suo cadavere cammini nella blasfemia.<br>'''Suora #1''': ''Ești pierdut in umbra lui!''<br>'''Suora #2''': Sei perduto sotto la sua ombra.<br>'''Thomas''': No! No, devo partire. L'ho promesso a Ellen.<br>'''Suora #1''': ''Rămâi aicea puiule!''<br>'''Suora #2''': Rimani qui!<br>'''Suora #1''': ''Necuratul nu poate să intre in casa Domnului.''<br>'''Suora #2''': La sua malvagità non può entrare nella casa di Dio.<br>'''Thomas''': Volevo far parte dello studio. Sono venuto per vendere al conte una casa a Wisburg.<br>'''Suora #1''': ''El nu poa sa plece d-aci.''<br>'''Suora #2''': Lui non può andare via.<br>'''Thomas''': Lui arriverà a Wisburg.<br>'''Suora #2''': Non può andare via da qui. Deve sempre tornare nella terra maledetta dove era stato seppellito.<br>'''Thomas''': No, lui vuole arrivare a Ellen! So che è così! *'''Von Franz''': Avevo quasi svelato il codice finale del ''Mysteriorum Libri Quinque''.<ref>Opera di [[John Dee]].</ref><br>'''Wilhelm''': Mi scusi, professore.<br>'''Von Franz''': No. Non importa. Ho calcolato male le stelle. [[Ermes]] non trasformerà in oro il mio zolfo nero stasera. *'''Von Franz''': Il dottor Sievers mi ha detto che lei soffriva di questi attacchi fin dall'infanzia. Potrebbe fare lo sforzo di descrivermeli?<br>'''Ellen''': Non riesco a ricordarmeli sempre, come se il mio spirito iniziasse a vagare.<br>'''Von Franz''': Mi racconti quello che può dal principio.<br>'''Ellen''': A volte era come... cioè, è come un sogno. E so le cose. Io sapevo sempre quali erano i miei regali di Natale. Sapevo quando... che mia madre sarebbe morta. Mio padre spesso mi ritrovava nei campi in mezzo al bosco, come se sua figlia fosse un piccolo elfo.<br>'''Von Franz''': Sì, certo.<br>'''Ellen''': Ma crescendo la cosa è peggiorata. Io lo spaventavo. Il mio tocco... Mi sentivo così sola e avevo bisogno di conforto. Poi una presenza, e cogli incubi, l'epilessia, io...<br>'''Von Franz''': La prego, continui.<br>'''Ellen''': Un giorno, papà mi ha trovata sdraiata senza vestiti. Stavo... Il mio corpo, la mia... La mia carne, io... "Scandalo! Scandalo!" ha detto. E mi avrebbe mandata in quel posto. Io non ci andrò!<br>'''Von Franz''': No, no.<br>'''Ellen''': Tutto finì quando incontrai il mio Thomas. Il suo amore mi diede una nuova normalità.<br>'''Von Franz''': Ma le visioni e quel vagare notturno sono tornati.<br>'''Ellen''': Ho paura per lui. Professore, faccio sogni sempre più oscuri. Il [[male]] nasce dentro di noi o viene dall'aldilà? *'''Von Franz''': Mi sente, figliola mia? Che cosa vede adesso? Glielo ordino! Parli! Mi dica che cosa vede!<br>'''Ellen''': Notti senza fine. Uno spettro di morte. Lui... Lui sparge la sua ombra. E lui... lui... sta arrivando.<br>'''Von Franz''': Chi? Chi è che sta arrivando, figlia mia? ''Chi?'' Me lo dica, parli! {{NDR|a Ellen vengono le convulsioni}} Arrenditi di fronte a questo talismano!<br>'''Anna''': Professore!<br>'''Von Franz''': Non le farò alcun male. Segui il mio ordine, ascolta la mia voce! Sotto la protezione di [[Camaele]], [[Haniel]] e [[Hesediel|Zadkiel]], rivela a me la tua parola! Nel nome di [[Eligos]], [[Orobas]] e [[Asmodeo]], rivela a me la tua parola!<br>'''Ellen''': Ancora mi unirò a te ogni notte, prima nel sonno poi fra le tue braccia. Tutto sarà mescolato all'abominio e il sangue ti lambirà le ginocchia. Tutti piangeranno. Nessuno potrà seppellire i morti. *'''Von Franz''': Sievers, niente più [[Etere dietilico|etere]]!<br>'''Wilhelm''': Ma delirerà tutta la notte.<br>'''Von Franz''': Che deliri se c'è bisogno! *'''Orlok''': L'intermediario è vivo.<br>'''Knock''': Sua signorìa, mi occuperò io di soffocare lo sposo per lei.<br>'''Orlok''': Lui a me serve.<br>'''Knock''': La prego, istruisca me. Incarichi me, si serva di me. Ricondurrò a Sua signorìa la sua bella proprietà.<br>'''Orlok''': Il patto impone che la donna debba di sua volontà rinnovare il voto. Ella non può essere rubata.<br>'''Knock''': Tuttavia, mio signore, io la imploro...<br>'''Orlok''': Silenzio, cane! Le tue suppliche diventano insolenti. Nulla di ciò che brami avrai. *'''Anna''': Il Natale è vicino. Perché devi rimanere così esasperatamente ostinata?<br>'''Ellen''': Perché sono nel giusto. *'''Friedrich''': Non mi arrendo all'idea di essere perseguitato da un fantasma.<br>'''Von Franz''': No, la prego, no! Non è un mero fantasma, poiché può manifestarsi fisicamente e con il più malvagio degli intenti.<br>'''Friedrich''': E che cosa sarebbe, dica?<br>'''Von Franz''': Come ogni flagello, il suo unico desiderio è consumare tutta la vita sulla terra. Questa creatura è una forza più potente del male. È la morte stessa. *'''Ellen''': Tu... Ti ho sentito strisciare nel mio corpo come un serpente.<br>'''Orlok''': Non ero io, però. Quella era la tua natura.<br>'''Ellen''': No. Io amo Thomas.<br>'''Orlok''': L'amore è inferiore a te. Te l'ho detto, tu non sei parte dell'umano genere.<br>'''Ellen''': Sei un villano a parlare così.<br>'''Orlok''': Io sono un appetito, niente di più. Nel corso dei secoli, giacevo come bestia disgustosa nel fondo di una fossa buia. Sei venuta a svegliarmi, incantatrice, e mi hai fatto uscire dalla tomba. Tu sei il mio tormento.<br>'''Ellen''': Non m'interessa niente dei tuoi tormenti.<br>'''Orlok''': Tuttavia, siamo destinati l'uno all'altra. Tuo marito ha posto la sua firma, concedendoti così alla mia persona per un miserabile sacchetto d'oro.<br>'''Ellen''': Bugie!<br>'''Orlok''': Per l'oro ha scelto di rompere il prezioso legame nuziale.<br>'''Ellen''': Tu non sai niente di Thomas!<br>'''Orlok''': E quella rinuncia deve essere completata dalla tua libera e consapevole scelta.<br>'''Ellen''': Tu sei un ingannatore.<br>'''Orlok''': Sei tu che inganni te stessa.<br>'''Ellen''': Ero una bambina innocente.<br>'''Orlok''': Davvero credevi che non sarei tornato? Credevi che non l'avrei fatto? La tua passione è legata a me.<br>'''Ellen''': Tu non puoi amare.<br>'''Orlok''': Io non posso, né tuttavia posso essere sazio senza di te. Hai memoria di come eravamo? Prova a pensarci. Ne hai memoria?<br>'''Ellen''': Io ti aborro, mostro!<br>'''Orlok''': Sei falsa! Così vuoi che dimostri la mia inimicizia anch'io? Concederò a te tre notti. Stanotte era la prima. Stanotte hai scelto di negarti. In tal modo dai a me il permesso di far svanire le vite di coloro che ami.<br>'''Ellen''': Io mi sono negata? Tu godi nella mia tortura!<br>'''Orlok''': Verrà la terza notte e dovrai sottometterti o colui che chiami tuo marito vedrai perire per mia mano.<br>'''Ellen''': No!<br>'''Orlok''': Finché non mi ordinerai di venire, dovrai vedere il tuo mondo dissolversi nel nulla. *'''Ellen''': A lei non sono mai piaciuta. Mai piaciuta!<br>'''Friedrich''': Stia al suo posto, signora!<br>'''Ellen''': Non me ne starò certo buona a fingere di credere alla sua superiorità!<br>'''Friedrich''': Io mi rifiuto di scambiarci rimproveri a vicenda.<br>'''Ellen''': Perché non mi dà ascolto? Vuole ascoltarmi, per favore?<br>'''Friedrich''': Ho fatto tutto quello che potevo per essere gentile con lei in questi lunghi mesi.<br>'''Ellen''': Come? Legandomi?<br>'''Friedrich''': Trovi la dignità di mostrare rispetto per chi l'ha accudita!<br>'''Ellen''': Come può essere così tanto stupido e crudele?!<br>'''Friedrich''': Hartmann le chiamerà una carrozza. A mie spese, è ovvio. E, per il bene di suo marito, la invito a imparare a comportarsi con maggiore deferenza. *'''Ellen''': C'è qualcosa che ti devo dire, qualcosa che è così ripugnante e spregevole.<br>'''Thomas''': Niente di ciò che diresti mi turberebbe, perché c'è un diavolo in questo mondo, e io l'ho incontrato. E lui... Non so come dirlo, lui... Lui è venuto a Wisburg per te.<br>'''Ellen''': Lo so.<br>'''Thomas''': Cosa?<br>'''Ellen''': Lo conosco bene.<br>'''Thomas''': Lo conosci bene?<br>'''Ellen''': Io ho portato questo male su di noi. Non ho mai condiviso il mio segreto con anima viva. Cercavo compagnia. Cercavo tenerezza e così ho chiamato.<br>'''Thomas''': Che cosa vuoi dire con questo?<br>'''Ellen''': Al principio era dolce. Mai provata tanta beatitudine.<br>'''Thomas''': Ellen...<br>'''Ellen''': Finché diventò una tortura che mi avrebbe ucciso. Ma, Thomas, sei tu che mi hai dato il coraggio di liberarmi dalla mia vergogna, tu!<br>'''Thomas''': Che cerchi di dirmi?<br>'''Ellen''': Non riesci a comprendere?<br>'''Thomas''': Ti prego, aiutami tu.<br>'''Ellena''': Lui è la mia vergogna. Lui è la mia malinconia. Mi prese come sua amante allora, e adesso è venuto qui. Lui ha scoperto il nostro matrimonio ed è venuto qui. *'''Von Franz''': Io sono poco più che un capace turista nel mondo dell'occulto. Lei è nata per questo. Un dono raro, in effetti.<br>'''Ellen''': La sua attrazione per me è così potente, così terribile. Il mio spirito non può essere malvagio come il suo.<br>'''Von Franz''': Dobbiamo conoscere il male per essere capaci di distruggerlo. Lo dobbiamo scoprire dentro noi stessi, e quando l'abbiamo fatto dobbiamo crocifiggere il male dentro di noi, o non ci sarà mai salvezza. *'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Accetti questo di tua volontà?<br>'''Ellen''': Lo accetto.<br>'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Dunque il patto è onorato. Il tuo voto, rinnovato.<br>'''Ellen''': Sì.<br>'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Così come siamo un unico spirito, così lo sarà anche la nostra carne. Tu sei mia. ==Explicit== E allora la pallida fanciulla offrì il suo corpo e il suo amore a quella bestia, e giacque insieme a essa nello stretto amplesso fino al primo cantar del gallo. Il volontario sacrificio così spezzò la maledizione e li liberò dalla piaga di Nosferatu. ('''Von Franz''') ==Citazioni su ''Nosferatu''== *È un film semplicemente incredibile. [...] Nosferatu è un film che, quando finisci di vederlo, ti trattiene e ti costringe a non fare nulla per i minuti successivi. Quando la storia finisce, tu spettatore sei ancora in quel mondo: sei ancora bloccato in Transilvania ed è davvero... {{NDR|ride}} Cavolo, è qualcosa di importante. ([[Martin Scorsese]]) *Non uno stile, ma tanti stili, mescolati, sono quelli di Eggers, che in compenso ha pochissime idee [...]. Una sola, in questo caso. Rendere esplicito, anzi ribadire a più riprese, visivamente e verbalmente, quello che è sempre stato chiarissimo in qualsiasi film sui vampiri, a partire dal ''Nosferatu'' di Murnau o forse addirittura dal ''Dracula'' di Bram Stoker: che è la donna a richiamare il principe delle tenebre e a distruggerlo. ([[Emanuela Martini]]) *''Nosferatu'' è un pasticcio sfilacciato, verboso, presuntuoso, interpretato male. Su tutti brilla Willem Dafoe nella parte del professor Von Franz, che involontariamente riporta in vita il leggendario professor Abronsius, il cacciatore di vampiri che «fuggendo dalla Transilvania, non si rese conto che stava portando con sé proprio quel male che voleva distruggere»: per non dimenticare ''[[Per favore non mordermi sul collo!]]'', geniale parodia di [[Roman Polanski|Polanski]]. ([[Emanuela Martini]]) ===[[Emma Corrin]]=== *Anna e suo marito sono l'antitesi di Ellen e Thomas. Sono la coppia idilliaca, casa e figli perfetti. Nel contesto della storia, sono talmente perfetti da chiedere quasi che qualcosa vada male. C'è sempre un senso di suspence intorno a loro. *Eravamo sempre concentrat*<ref>Emma Corrin si identifica come non binary: non si riconosce nelle definizioni convenzionali di genere, da qui l'uso dell'asterisco.</ref>, in un certo senso obbligat* anche dalla costrizione dei costumi, decisamente scomodi, che non ci permettevano neanche di sederci. Nella maggior parte dei casi, tra una scena e l'altra, puoi metterti comod* e bighellonare, qui era impossibile: vivevamo, respiravamo e ci sentivamo proprio come se fossimo nel 1838. *Rob ama i vestiti d'epoca e ama la storia. Ha una cura maniacale del dettaglio, ha cercato una specificità rigorosa sia nelle scenografie che nei costumi e, alla fine, è riuscito a creare pezzi che ti ritrovavi a guardare incantat*. È ossessionato dall'accuratezza storica in maniera affascinante. Gli abiti sono tutti fatti a mano nel modo in cui li avrebbero fatti all'epoca o sono d'epoca. Indossavo un corsetto e poi una gonna, e sopra un'altra gonna, strati su strati di materiali che pesavano tonnellate. Anche solo camminare li dentro richiedeva un certo esercizio fisico. Era pazzesco. *Robert ama creare i suoi mondi con cura, un pezzetto alla volta, quasi fossero dipinti. Aaron, mio "marito", nel film indossa un orologio da tasca con incisi i nomi dei nostri figli. Una cosa mai vista... Girando per il set, ho scoperto, in un cassetto di una scrivania in un angolo, alcune lettere scritte da Anna, il mio personaggio, e suo marito Friedrich. Nessuno le avrebbe mai viste. Erano vere, non parole a caso. Follia. ===[[Willem Dafoe]]=== *{{NDR|«Quale aspetto del personaggio [Prof. Albin Eberhart Von Franz] l'ha incuriosita?»}}<br>È uno studioso con conoscenze occulte come Albin Grau, art director e produttore di Murnau. Non è accettato dalla società, proprio per questi suoi studi che conciliano il visibile con l'invisibile, e non riceve molto sostegno dalle persone che lo circondano. Mi piacciono i personaggi che vedono in un modo in cui gli altri non vedono: spesso riescono a percepire la repressione e le follie degli altri. *''Nosferatu'' [...] cerca di reagire contro coloro che non hanno mai accettato pianamente l'indipendenza delle donne, anche se non sono completamente sicuro che fosse ciò che aveva Robert in mente mentre scriveva il film. [...] Sicuramente sottolinea che, in un rapporto, è bene saper vedere l'altro. Nel film abbiamo un marito che è assolutamente devoto, che ama Ellen, ma non la vede. E lei certamente vuole essere amata, ma vuole essere anche vista. Ecco quindi che subentra il terzo incomodo. In fondo è la storia di un triangolo amoroso. Certo Ellen con Orlok instaura una relazione tossica, ma la giovane col vampiro viene come risvegliata, perché sente un bisogno e un appetito che l'attrae, al pari del desiderio di morte. *{{NDR|«A proposito di contemporaneità, chi o cosa è, oggi, Nosferatu?»}}<br>Potrei fare qualche nome, ma non lo farò... *Uno dei contributi principali di Robert è stato rendere Ellen il cuore di ''Nosferatu'' [...]. Si è comprensivi nei suoi confronti, la storia è filtrata attraverso i suoi occhi, il che è qualcosa di completamente diverso. I vampiri, poi, li abbiamo visti in qualsiasi maniera: tristi, soavi, che scintillavano. Prendere una protagonista a cui viene impedito di mostrare chi è realmente e che, quando prova a rivelarsi, viene presa per pazza rende più profondo il film. Ti fa capire che bisogna accettare l'oscurità che è in noi per poter godere della luce. ===[[Lily-Rose Depp]]=== *C'è qualcosa nella sceneggiatura di questo film che è profondamente vero, viscerale. Ed è curioso perché parla di demoni, di fantasmi, di un altro mondo. È questo a renderlo così spaventoso, il fatto che gli incubi siano così reali... *Del legame tra Ellen e Nosferatu fa paura il fatto che anche lei è attratta. E questo è molto più spaventoso dell'avere una forza demoniaca che ti insegue. Racconto l'oscurità che abbiamo dentro di noi e quanto di questo siamo disposti ad accettare di noi stessi. La connessione palpabile tra desiderio e oscurità, desiderio e morte. *Ero gelosissima dei costumi magnifici di Emma, non dei 50 strati e del peso ma i suoi abiti erano particolarmente femminili e sontuosi. Mentre io passavo giorni in una camicia da notte insanguinata guardandola e sospirando: che vestito incantevole... *L'audizione era su Zoom, difficile se devi fare una grande scena emotiva. Ero molto nervosa. Sapevo che l'aspetto fisico del personaggio era fondamentale, volevo mostrargli fino dove ero disposta ad andare fisicamente. Ci sono provini che fai con filosofia, stavolta avevo il fuoco sotto il culo, volevo impressionarlo: lascia che ti dimostri che sono pronta a impazzire. Mi sono trasformata in qualcosa di demoniaco, ultraterreno, libero da ogni autocoscienza. *Linda, la costume designer, ci parlava della scelta dei tessuti [...]: hanno rispettato la verità storica. Ogni tessuto, allora, rivelava la classe sociale e così è nel film. Ha realizzato un mondo ricco e pieno. *Per Ellen, Anna è un ideale, è la donna che vorrebbe diventare anche se in un certo senso le due sono agli antipodi, Anna è la luce. Ellen ha molte ombre e credo guardi all’amica pensando: perché non posso essere lei? Anna è la donna perfetta mentre Ellen sente di essere sbagliata, ha un macigno che le pesa dentro. Il film ci parla delle battaglie che combattiamo con noi stesse, le esternalizza rappresentandole come un mostro in carne ed ossa. *Per il film, mi sono preparata con una ''movement coach'', Marie-Gabrielle Rotie, un'esperta di danza giapponese Butoh, ha coreografato lei le scene dove Ellen è posseduta. Abbiamo iniziato in maniera molto semplice, da piccole cose come il modo di camminare, di attraversare una stanza. Dato che Ellen ha questa connessione con un altro regno, quindi c'è qualcosa di paranormale in lei, volevo che si rivelasse anche solo nel modo di muoversi. *Robert ha scelto deliberatamente il punto di vista di Ellen, in un momento storico in cui per le donne non c'era altro spazio che essere una buona moglie e una buona madre, entrambe ben educate. Non c'era spazio per una donna in lotta contro la malattia mentale. Ellen è complessa, tormentata dal desiderio di essere “normale”, con un marito e una vita ordinaria. Ma c’è un'oscurità che vive dentro di lei e in quel momento storico è ancora più difficile accettarsi e perdonarsi. ===[[Robert Eggers]]=== *Bill (Skarsgård) interpreta un vampiro del folklore. È un cadavere animato. Non è un [[Frank Langella]] con lo smoking. [...] Abbiamo lavorato con David White, il designer delle protesi, e Florin Lăzărescu, un esperto di folklore transilvano. Ad esempio, Florin mi ha ricordato che gli strigoi spesso hanno il volto rosso, e ci sono momenti in cui il sangue si raffredda sottopelle dopo che Orlok si è nutrito. Questo, per esempio, è uno dei tanti dettagli storici e folcloristici che ho amato inserire. Mi sono davvero divertito! *C'è una scena {{NDR|in ''[[It - Capitolo due]]''}} in cui Bill interpreta [[It (personaggio)|Pennywise]] come un uomo di mezza età [...] e ha molta profondità, peso, oscurità e credibilità. Gli ho mandato un'e-mail o un messaggio – non ricordo – e gli ho chiesto: "Parliamo di come potresti interpretare Orlock?". *I primi vampiri del folklore di cui si legge – be', sono cadaveri [...]. Cadaveri di non morti, ma pur sempre cadaveri. Sembrerebbero più vicini agli zombi cinematografici che a Bela Lugosi. Quindi la prima domanda quando abbiamo deciso di farlo è stata: che aspetto ha un nobile transilvano morto? Questo ha influenzato i capelli, il costume, il fatto che il nostro Nosferatu abbia i baffi… non so se le persone che non hanno letto Dracula lo sanno, ma nel romanzo il Conte ha i baffi. Quindi volevamo essere realistici per quel periodo, rendendo omaggio al look originale con le unghie lunghe e la forma del teschio. E farlo anche sembrare come se fosse letteralmente appena uscito da una tomba [...]. Comunque continuo a pensare che il nostro Nosferatu sia un po' più bello! *Mi sta piacendo molto ascoltare tutte le diverse interpretazioni dei giornalisti sul significato del film. Non ho mai voluto fare un film con un messaggio: cerco solo di entrare nella mentalità del periodo e del mondo che racconto. È questo che guida la mia mano e quella di tutti i miei collaboratori. Ma penso che quando si ha a che fare con qualcosa come Nosferatu, che è come una semplice fiaba, parlerà a persone diverse in modi diversi. *Nel fare ricerche per questa sceneggiatura, ho dovuto dimenticare tutto ciò che sapevo, volevo ritrarre Orlok come lo descrivono le prime testimonianze sui vampiri, che possedevano le proprie vittime, anche sessualmente, fino alla morte. Perché sono tremendamente stanco dei vampiri eroici, romantici, bellocci e tristi. Il mio Nosferatu è un essere connesso al vero folklore e mitologia dell’Est Europa, non al romanticismo decadente... il mio Orlok preferisce bere il sangue dal cuore, non dal collo. È un demone, il male incarnato. *Oggi essere sonnambulo non significa molto, è possibile farsi curare. Ma a quei tempi si era considerati folli, in grado di sintonizzarsi con il regno degli spiriti, quindi ho voluto esplorare questa sua isteria e malinconia. Ellen ha un rapporto molto intenso con il marito, anche se lui non riesce a capire questo suo lato oscuro: purtroppo l’unica persona che può è un demone, un vampiro. Mi interessava esplorare questo triangolo amoroso molto tragico e peculiare. *Nel film Orlok si tiene a distanza per molto tempo. [...] A differenza di Dracula, che è un vecchio che ringiovanisce, Orlok è un morto per tutto il tempo, quindi deve tenere le distanze dagli ospiti che non sanno che è un cadavere vivente. *Per alcune persone si tratta di salute mentale, per altre di relazioni tossiche, per altri ancora rappresenta le tue paure interiori. C'è chi ha detto perfino che sia l'avanzare dell'estrema destra. In ogni caso sono contento che la gente si faccia delle domande dopo aver visto il film: è la cosa più bella. *Siamo arrivati ​​fino a Edward Cullen, a mostrare vampiri che non fanno paura. Mi sono chiesto "come possiamo andare nella direzione completamente opposta?" Un tempo i vampiri erano talmente spaventosi a spingere la gente a dissotterrare i cadaveri, tagliarli a pezzetti e dargli fuoco. Penso che meritiamo di nuovo un corpo spaventoso e puzzolente. ===[[Richard Lawson (scrittore)|Richard Lawson]]=== {{cronologico}} *In ''Nosferatu'' [...], più volte (fin troppe, direi) un personaggio guarda in alto intontito e grida (o sussurra) sinistramente: «Sta arrivando!». Succede così spesso, in questo film estenuante, che alla fine viene voglia di gridare di rimando allo schermo: «Sarebbe anche ora!». Tuttavia, quando il vampiro del titolo, ispirato al Dracula di Bram Stoker, finalmente arriva davvero, tutto quel crescendo di tensione non si dimostra affatto all'altezza delle aspettative. *''Nosferatu'' è un piacere dei sensi. A livello di storia, però, lascia molto a desiderare. Eggers si attiene alla struttura di base del film originale, e quindi di ''Dracula''. [...] La familiarità di questa impostazione è buffa: è un po' come guardare l'ennesima rivisitazione di ''Canto di Natale'' e sistemarsi comodamente in quella struttura narrativa affidabile, curiosi di scoprire in cosa questa versione si distinguerà dalle altre. *Il film si affretta a esporre il tutto per arrivare al punto di cosiddetta massima tensione, ammazzando un po' di gente strada facendo. Non c'è nulla di particolarmente spaventoso, perché la maggior parte dell'umanità del film è sovrastata dallo sferragliare incessante dell'universo visivo e sonoro di Eggers. *Dafoe, se non altro, pare divertirsi, anche se forse c'è qualcosa di scontato nella decisione di inserirlo nel cast: temo infatti che, al giorno d'oggi, troppi registi vogliano solo fargli fare il solito «travestimento da Willem Dafoe» piuttosto che dare a questo grandissimo attore qualcosa di davvero interessante da interpretare. *Alla fine, se non altro, ''Nosferatu'' mi ha effettivamente convinto della bontà delle motivazioni di Ellen: anch'io, infatti, ero pronto ad arrendermi a un demone ripugnante, se questo significava porre fine al film. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Gli incassi hanno fatto ben sperare fin da subito. O piuttosto temere una lunga serie di film horror "d'autore", dove il regista spiega quel che abbiamo sempre saputo. Che Frankenstein, lui sì, voleva tanto una compagna: riflesso negli stagni faceva paura anche a se stesso, nessuna donna mai lo avrebbe voluto. I bravi registi come W. F. Murnau e Werner Herzog erano stati fedelissimi, magari pitturando di grigio migliaia di topi. *Il vampiro era il più sexy tra i mostri, elegante nel suo mantello nero foderato di raso rosso. Che bisogno aveva il regista Robert Eggers di spogliarlo nudo e mostrarlo tutto bitorzoli nel recente "Nosferatu"? *Il Regista [...] ha suggerito la Sua chiave di lettura. Femminista. Senza accorgersi che la Sua chiave non è affatto originale, porta alla luce i sottintesi (e non è mai una buona idea). ===[[Roberto Recchioni]]=== {{cronologico}} *Sul piano visivo e formale, poco da dire, il film è sontuoso, ricercatissimo e perfetto. Cita l'aspetto visionario di Murnau nei tanti momenti in cui l'orrore entra in scena e blandisce Herzog negli attimi più naturalistici. Ma, appunto, "cita". Di suo, di personale, apporta poco. Se Herzog aveva capito che uno degli elementi chiave della pellicola originale di Murnau era il suo portato di innovazione e freschezza rispetto al cinema del suo tempo, Eggers questo non sembra coglierlo e si limita a creare una sua versione, patinata, digitale e hollywoodiana, dell'espressionismo tedesco. Riuscitissima e realizzata con grandissima attenzione e gusto, sia chiaro, ma priva di una scintilla vitale propria. *La grande idea che sta alla base di questo nuovo ''Nosferatu'' è che è la donna a essere la ragione del male, che è Ellen a essere l'afflizione di Orlok e non il contrario. Figo, eh? Un bel ribaltamento! Se non fosse che in ''The Witch'' le donne erano creature lunari, in contatto con il diavolo e suo veicolo per manifestarsi, streghe perditrici di uomini; in ''The Lighthouse'' l'unico personaggio femminile era una sirena, tentatrice di uomini che li porta alla pazzia con lo scopo di divorarli; e in ''The Northman'', i personaggi femminili erano o streghe o madri degeneri che, indovinate? Tentano e divorano i loro uomini [...]. E in questo Nosferatu, Ellen è la ragione per cui Orlok si risveglia, la sua concubina bambina, il motivo per cui il vampiro arriva in Germania ossessionato da lei, la causa della strage di tante persone innocenti. E, indovinate qual è l'arma a cui Ellen si affida per liberarsi del vampiro? Il sesso, ovviamente. Che è la stessa arma che le fanno usare anche Murnau e Herzog, ma nel 1922 e nel 1979, diamine, non oggi, nel nostro presente, con la nostra sensibilità del tempo. *Tiepido ero e tiepido sono rimasto. È un film con tante cose buone (mi sono scordato di citare, tra gli altri elementi positivi, gli splendidi costumi e ambienti e il bellissimo montaggio) ma che sul piano visivo non aggiunge davvero nulla e che su quello tematico porta sì alcuni elementi di novità, ma sono altamente discutibili. ===[[Bill Skarsgård]]=== *Capitava spesso che ci chiedessimo: "Cosa stiamo facendo? Perché stiamo facendo ''Nosferatu''? Ci stiamo accollando un impegno troppo grande?". Sentivamo la pressione di poter rovinare un capolavoro. Ma il film merita il suo posto, perché ne è una nuova versione. *È stato come evocare il male puro. Mi ci è voluto un po' per scrollarmi di dosso il demone che avevo evocato dentro di me. [...] È disgustoso, ma è anche molto sessualizzato. Gioca su un feticcio sessuale legato al potere del mostro e a ciò che questo attrae in te. La speranza è che vi sentirete un po' attratti da lui e allo stesso tempo disgustati proprio per questo. *Ero terrorizzato e mi è bastato guardare quell'immagine [...]. Era così diverso da me, molto più di [[It (personaggio)|Pennywise]]. Ero preoccupato che non sarei riuscito a recitare con tutto quel trucco, che mi sarei sentito sommerso da queste protesi giganti senza una via di fuga. *Il Conte Orlok era molto diverso da Pennywise sotto molti aspetti. Orlok era ancora più ''altro'' da me di quanto non lo fosse Pennywise, nel senso che per voce, postura, età e atteggiamento eravamo proprio agli antipodi. La sfida è stata quella. Prima di indossare le protesi, ci siamo informati su un sacco di cose strane e abbiamo studiato il ''Butō'', questa specie di "danza dei cadaveri" giapponese. Abbiamo fatto ricerche su un sacco di cose assurde. *La voce è stata la cosa su cui mi sono impegnato di più. Ho lavorato con una cantante lirica, che ha cercato di farmela abbassare il più possibile. Durante le riprese, è venuto sul set mio fratello Gustaf. Si mette a sedere, si infila le cuffie, sente questi {{NDR|suoni profondi simili a un ringhio}} e fa: "Che cazzo succede?". Dev'essere sembrato davvero assurdo. *Non ho mai studiato i grandi "delle protesi" o dei "film di mostri" [...]. Ne ho guardati molti, ma non guardo le interpretazioni per trarne ispirazione fine a sé stessa, perché c'è sempre il rischio dell'emulazione che non voglio correre. Nel caso di Orlok, gli animali da preda mi sono sembrati una fonte di ispirazione più accurata. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *''[[Nosferatu il vampiro]]'', film del 1922 *''[[Nosferatu, il principe della notte]]'', film del 1979 ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror]] m8r0b6tijs85wh2mqpeslb7n190nn1c 1420307 1420306 2026-07-13T16:48:25Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1420307 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Nosferatu |immagine = Nosferatu2024.jpg |lingua originale = [[lingua inglese|inglese]] |paese = [[Stati Uniti d'America]] |anno uscita = 2024 |genere = Orrore |regista = [[Robert Eggers]] |soggetto = ''[[Nosferatu il vampiro]]'' di [[Friedrich Wilhelm Murnau]], [[Dracula (romanzo)|''Dracula'']] di [[Bram Stoker]] |produttore = [[Jeff Robinov]], [[John Graham (produttore cinematografico)|John Graham]], Robert Eggers, [[Chris Columbus]], [[Eleanor Columbus]] |produttore esecutivo = [[Bernard Bellew]] |casa produzione = [[Studio 8]], [[Maiden Voyage Pictures]] |casa distribuzione italiana = [[Universal Pictures]] |attori = *[[Bill Skarsgård]]: [[Conte Orlok|Conte Orlok/Nosferatu]] *[[Nicholas Hoult]]: Thomas Hutter *[[Lily-Rose Depp]]: Ellen Hutter *[[Aaron Taylor-Johnson]]: Friedrich Harding *[[Emma Corrin]]: Anna Harding *[[Willem Dafoe]]: Professor Albin Eberhart Von Franz *[[Simon McBurney]]: Knock *[[Ralph Ineson]]: Dr. Wilhelm Sievers |doppiatori italiani = *[[Emiliano Coltorti]]: Conte Orlok/Nosferatu *[[Flavio Aquilone]]: Thomas Hutter *[[Margherita De Risi]]: Ellen Hutter *[[Jacopo Venturiero]]: Friedrich Harding *[[Lucrezia Marricchi]]: Anna Harding *[[Mario Cordova]]: Professor Albin Eberhart Von Franz *[[Marco Mete]]: Knock *[[Paolo Marchese]]: Dr. Wilhelm Sievers }} '''''Nosferatu''''', film del 2024 scritto, diretto e co-prodotto da [[Robert Eggers]], remake di ''[[Nosferatu il vampiro]]''. ==Incipit== '''Ellen''': Vieni da me. Vieni da me. Un angelo custode, uno spirito di conforto. Spirito di qualsiasi celeste sfera, qualchessia, dammi ascolto. Vieni da me!<br>'''Orlok''': {{NDR|in lingua daca}} Tu... Tu mi hai svegliato da un'eternità di tenebre. Tu... Tu... Tu non sei per i vivi. Tu non sei per il genere umano. Sarai tutt'una con me per l'eternità? Lo giuri?<br>'''Ellen''': Lo giuro. ==Frasi== *Signorìa grandissima, tutto è secondo ciò che lei ha domandato. Egli sarà presto presso il suo regno e io sarò qui ad attenderlo vicino all'oggetto del vostro contratto! ('''Knock''') *Che la sacra mente di Dio ti fotta! :''Futu-vă mintea sfântă al lui Dumnezeu!'' ('''Oste''') *Ti prego, non andare là. Guardati dalla sua ombra. L'ombra ti avvolge in un incubo. Sveglio, ma in sogno. Non c'è scampo. Prega. Prega. Prega. :''Rogu-te nu mere acolo. Ferește-te de umbra lui! Umbra te învelește într-un vis rău! Nu există scăpare! Roagă-te! Roagă-te! Roagă-te!'' ('''Contadina''') *È di cattivo auspicio viaggiare se non si è in salute. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Tuo marito è perduto per te. Sogna me. Solo me. Solo me. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Presto non sarò più un'ombra per te. Presto le nostre carni si fonderanno e saremo una cosa sola. ('''Orlok''') *{{NDR|In lingua daca}} Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi. {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Orlok''') *Spesso gli spiriti demoniaci ossessionano chi è già dominato dalle più basse funzioni animali. ('''Von Franz''') *I primi chiarori si stanno avvicinando. Tra poco le campane dell'alba suoneranno nella disperazione per la mia venuta, e io ti assaggerò. ('''Orlok''') *Ho visto delle cose in questo mondo che avrebbero spinto [[Isaac Newton]] a tornare strisciando nel ventre di sua madre. Non siamo diventati tanto più illuminati quanto piuttosto siamo rimasti accecati dalla luce gassosa della scienza. Ho combattuto contro il Diavolo come [[Giacobbe]] ha combattuto con l'angelo a Penuel, e le dico che se vogliamo domare l'[[oscurità]], dobbiamo prima accettare che questa esista. ('''Von Franz''') *La Grande Mietitrice brandisce la sua falce a ogni mutar del vento. ('''Von Franz''') *Io ho consegnato la mia anima a lui. Avrei dovuto essere il principe dei ratti, immortale. Ma lui ha interesse solo per la sua bella sposa. ('''Knock''') *Io sono pura bestemmia! ('''Knock''') *Invano! Invano corri, invano! Non puoi mai correre più veloce del suo destino. Il suo oscuro legame con la bestia ci redimerà tutti, poiché quando la luce pura del sole irromperà all'alba del cielo, sarà redenzione! La peste sarà debellata! Redenzione! ('''Von Franz''') ==Dialoghi== *'''Knock''': Quando ho saputo del suo recente matrimonio, ho capito subito che c'era la mano della provvidenza. Un nuovo [[marito]] richiede una nuova paga.<br>'''Thomas''': È generoso, signore.<br>'''Knock''': Mi permetta di porgere le mie vive congratulazioni a sua moglie.<br>'''Thomas''': Grazie, signore.<br>'''Knock''': Veramente lei è bellissima. È incomparabile. Direi, quasi, una [[Silfide (mitologia)|silfide]]. {{NDR|ride}}<br>'''Thomas''': Sì... Grazie, signore. *'''Ellen''': Ti devo raccontare il mio sogno.<br>'''Thomas''': Ellen, è un passato che è ormai alle spalle.<br>'''Ellen''': Devo farlo!<br>'''Thomas''': Per favore, niente più ricordi d'infanzia. I dottori consigliano di evitare...<br>'''Ellen''': No! Era il nostro matrimonio. Non eravamo nella cappella però. Sopra, una nube impenetrabile si estendeva oltre le colline. L'odore dei lillà era denso nella pioggia e, quando ho raggiunto l'altare, tu non c'eri. Davanti a me, in piedi, nel suo abito nero, c'era la [[Morte]]. Ma ero così felice. Ero così felice! Ci siamo scambiati i voti e abbracciati. E quando ci siamo voltati erano tutti morti, il prete e tutti gli altri. Il tanfo dei loro cadaveri era orribile e... Ma non ero mai stata così felice come in quel momento quando tenevo per mano la Morte.<br>'''Thomas''': Non dire mai a nessuno queste cose. Mai! Sono sciocchezze, sogni assurdi, come le tue passate fantasie. [[File:Hunyadi Castle(Front) Hunedoara high-dynamic-range.JPG|thumb|Il Castello dei Corvino, usato nel film come dimora del conte Orlok.]] *'''Orlok''': Appoggi pure lì le sue proprietà. Fornisca l'atto e sieda.<br>'''Thomas''': Non preferisce aspettare domattina?<br>'''Orlok''': Voglio che faccia quello che ho richiesto.<br>'''Thomas''': Certo, senz'altro, signore.<br>'''Orlok''': "Vostra grazia".<br>'''Thomas''': Come ha detto, scusi?<br>'''Orlok''': Vostra grazia! Si rivolgerà a me con l'onore che il mio sangue richiede.<br>'''Thomas''': Sì... Vostra grazia. Mi perdoni, vostra grazia. *'''Thomas''': Avrei, vostra grazia, avrei delle domande riguardo ai costumi inconsueti dei contadini e dei girovaghi. La notte scorsa ho visto, o piuttosto credo di aver visto, un gruppo di zingari. Si avventurarono in un boschetto di betulle e...<br>'''Orlok''': Ho paura che qui siamo ancora aggrappati a molte superstizioni che sembreranno particolarmente antiquate a un giovane uomo del suo livello di istruzione.<br>'''Thomas''': Quel gruppo di zingari ha riesumato un cadavere.<br>'''Orlok''': È il loro turpe rituale.<br>'''Thomas''': Quale specie di rituale...?<br>'''Orlok''': ''Non ne parli mai più!'' Ah, non vedo l'ora di ritirarmi nella sua città dalla mentalità moderna, che certo nulla sa, né tanto meno crede in tali morbose favole da sciocchi. *'''Ellen''': Ti succede mai a volte di sentirti come se non fossi una persona?<br>'''Anna''': Beh, io...<br>'''Ellen''': Quello che voglio dire è che non ti senti veramente presente, che non sei viva. Sei una bambola che dipende dal capriccio di un altro, e qualcuno o qualcosa ha il potere di soffiare la vita dentro di te, di farti muovere.<br>'''Anna''': Ma certo, capita a tutti di sentirsi avviliti qualche volta.<br>'''Ellen''': Non è il sentirsi avviliti. È come se ci fosse qualcosa in ballo che è troppo terribile o grave da spiegare.<br>'''Anna''': Sì, Dio.<br>'''Ellen''': No, mia cara Anna, io... Guarda il cielo. Guarda il mare. Non senti mai il richiamo? La sua spinta? È prossimo un cambiamento.<br>'''Anna''': Quello è il Suo potere. Una leggera brezza che soffia.<br>'''Ellen''': Il destino! *'''Wilhelm''': Nei casi più lievi, il [[sonnambulismo]], camminare nel sonno, è frutto di congestione sanguigna. C'è troppo sangue. È possibile, possibile che è stata oppressa in una qualche strana posizione in precedenza.<br>'''Friedrich''': Tuttavia, ha avuto già attacchi come questo in passato, problemi di nervi e così via.<br>'''Wilhelm''': Certo. Se dovesse continuare mi faccia sapere. Ma fino ad allora non si crucci troppo, amico caro.<br>'''Friedrich''': Sì, d'accordo.<br>'''Wilhelm''': Sono propenso a prescrivere che dorma con il corsetto. Favorisce la corretta postura, calma l'utero e ravviva la circolazione.<br>'''Friedrich''': Sì, molto bene.<br>'''Wilhelm''': E se la sua agitazione cresce, la leghi al letto. Funziona sempre. *'''Wilhelm''': Buongiorno, signore. Sono il dottor Sievers. Che problema abbiamo?<br>'''Knock''': Nessun problema. Nessun problema. La provvidenza. La provvidenza.<br>'''Wilhelm''': Senz'altro. Mi può dire il suo nome, signor...<br>'''Knock''': Non sono nessuno. Io sono il suo servitore.<br>'''Wilhelm''': E che cos'ha lì? {{NDR|indica due topi morti e un piccione}}<br>'''Knock''': Vite. Doni a me concessi dalla mano di Sua signorìa. {{NDR|indica il piccione}} Vede, questo è il più grazioso. Sua signorìa preferisce le cose graziose più di tutte.<br>'''Wilhelm''': Sua signorìa?<br>'''Knock''': Lui è l'infinità. Occhi scintillanti come lucenti diademi e ancora putrescenza, asfissia. {{NDR|stacca la testa del piccione con un morso}} E divoramento.<br>'''Wilhelm''': Ehm, mio caro amico, perché ha fatto questo? [...] Nessuno vuole farle del male, amico caro.<br>'''Knock''': Lui sta arrivando.<br>'''Wilhelm''': Chi? Chi arriva?<br>'''Knock''': È stato lui che ha invocato me, poiché io ero stato scelto per servirlo, poiché io conosco cosa egli brama. E lui getterà sopra di voi disgrazia, confusione, afflizioni, reprimende, perché voi avete abbandonato me, ed egli regnerà sopra tutti i vostri corpi ormai vuoti. *'''Suora #1''': ''Ăsta a fost vrăjitor întunecat la viața lui. Solomonar!''<br>'''Suora #2''': Un mago nero egli fu in vita. [[Solomonar]].<br>'''Suora #1''': ''Satana i-a ținut sufletul ca trupul lui încă să meargă in blasfemie.''<br>'''Suora #2''': Il Demonio gli ha preservato l'anima affinché il suo cadavere cammini nella blasfemia.<br>'''Suora #1''': ''Ești pierdut in umbra lui!''<br>'''Suora #2''': Sei perduto sotto la sua ombra.<br>'''Thomas''': No! No, devo partire. L'ho promesso a Ellen.<br>'''Suora #1''': ''Rămâi aicea puiule!''<br>'''Suora #2''': Rimani qui!<br>'''Suora #1''': ''Necuratul nu poate să intre in casa Domnului.''<br>'''Suora #2''': La sua malvagità non può entrare nella casa di Dio.<br>'''Thomas''': Volevo far parte dello studio. Sono venuto per vendere al conte una casa a Wisburg.<br>'''Suora #1''': ''El nu poa sa plece d-aci.''<br>'''Suora #2''': Lui non può andare via.<br>'''Thomas''': Lui arriverà a Wisburg.<br>'''Suora #2''': Non può andare via da qui. Deve sempre tornare nella terra maledetta dove era stato seppellito.<br>'''Thomas''': No, lui vuole arrivare a Ellen! So che è così! *'''Von Franz''': Avevo quasi svelato il codice finale del ''Mysteriorum Libri Quinque''.<ref>Opera di [[John Dee]].</ref><br>'''Wilhelm''': Mi scusi, professore.<br>'''Von Franz''': No. Non importa. Ho calcolato male le stelle. [[Ermes]] non trasformerà in oro il mio zolfo nero stasera. *'''Von Franz''': Il dottor Sievers mi ha detto che lei soffriva di questi attacchi fin dall'infanzia. Potrebbe fare lo sforzo di descrivermeli?<br>'''Ellen''': Non riesco a ricordarmeli sempre, come se il mio spirito iniziasse a vagare.<br>'''Von Franz''': Mi racconti quello che può dal principio.<br>'''Ellen''': A volte era come... cioè, è come un sogno. E so le cose. Io sapevo sempre quali erano i miei regali di Natale. Sapevo quando... che mia madre sarebbe morta. Mio padre spesso mi ritrovava nei campi in mezzo al bosco, come se sua figlia fosse un piccolo elfo.<br>'''Von Franz''': Sì, certo.<br>'''Ellen''': Ma crescendo la cosa è peggiorata. Io lo spaventavo. Il mio tocco... Mi sentivo così sola e avevo bisogno di conforto. Poi una presenza, e cogli incubi, l'epilessia, io...<br>'''Von Franz''': La prego, continui.<br>'''Ellen''': Un giorno, papà mi ha trovata sdraiata senza vestiti. Stavo... Il mio corpo, la mia... La mia carne, io... "Scandalo! Scandalo!" ha detto. E mi avrebbe mandata in quel posto. Io non ci andrò!<br>'''Von Franz''': No, no.<br>'''Ellen''': Tutto finì quando incontrai il mio Thomas. Il suo amore mi diede una nuova normalità.<br>'''Von Franz''': Ma le visioni e quel vagare notturno sono tornati.<br>'''Ellen''': Ho paura per lui. Professore, faccio sogni sempre più oscuri. Il [[male]] nasce dentro di noi o viene dall'aldilà? *'''Von Franz''': Mi sente, figliola mia? Che cosa vede adesso? Glielo ordino! Parli! Mi dica che cosa vede!<br>'''Ellen''': Notti senza fine. Uno spettro di morte. Lui... Lui sparge la sua ombra. E lui... lui... sta arrivando.<br>'''Von Franz''': Chi? Chi è che sta arrivando, figlia mia? ''Chi?'' Me lo dica, parli! {{NDR|a Ellen vengono le convulsioni}} Arrenditi di fronte a questo talismano!<br>'''Anna''': Professore!<br>'''Von Franz''': Non le farò alcun male. Segui il mio ordine, ascolta la mia voce! Sotto la protezione di [[Camaele]], [[Haniel]] e [[Hesediel|Zadkiel]], rivela a me la tua parola! Nel nome di [[Eligos]], [[Orobas]] e [[Asmodeo]], rivela a me la tua parola! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}}<br>'''Ellen''': Ancora mi unirò a te ogni notte, prima nel sonno poi fra le tue braccia. Tutto sarà mescolato all'abominio e il sangue ti lambirà le ginocchia. Tutti piangeranno. Nessuno potrà seppellire i morti. *'''Von Franz''': Sievers, niente più [[Etere dietilico|etere]]!<br>'''Wilhelm''': Ma delirerà tutta la notte.<br>'''Von Franz''': Che deliri se c'è bisogno! *'''Orlok''': L'intermediario è vivo.<br>'''Knock''': Sua signorìa, mi occuperò io di soffocare lo sposo per lei.<br>'''Orlok''': Lui a me serve.<br>'''Knock''': La prego, istruisca me. Incarichi me, si serva di me. Ricondurrò a Sua signorìa la sua bella proprietà.<br>'''Orlok''': Il patto impone che la donna debba di sua volontà rinnovare il voto. Ella non può essere rubata.<br>'''Knock''': Tuttavia, mio signore, io la imploro...<br>'''Orlok''': Silenzio, cane! Le tue suppliche diventano insolenti. Nulla di ciò che brami avrai. *'''Anna''': Il Natale è vicino. Perché devi rimanere così esasperatamente ostinata?<br>'''Ellen''': Perché sono nel giusto. *'''Friedrich''': Non mi arrendo all'idea di essere perseguitato da un fantasma.<br>'''Von Franz''': No, la prego, no! Non è un mero fantasma, poiché può manifestarsi fisicamente e con il più malvagio degli intenti.<br>'''Friedrich''': E che cosa sarebbe, dica?<br>'''Von Franz''': Come ogni flagello, il suo unico desiderio è consumare tutta la vita sulla terra. Questa creatura è una forza più potente del male. È la morte stessa. *'''Ellen''': Tu... Ti ho sentito strisciare nel mio corpo come un serpente.<br>'''Orlok''': Non ero io, però. Quella era la tua natura.<br>'''Ellen''': No. Io amo Thomas.<br>'''Orlok''': L'amore è inferiore a te. Te l'ho detto, tu non sei parte dell'umano genere.<br>'''Ellen''': Sei un villano a parlare così.<br>'''Orlok''': Io sono un appetito, niente di più. Nel corso dei secoli, giacevo come bestia disgustosa nel fondo di una fossa buia. Sei venuta a svegliarmi, incantatrice, e mi hai fatto uscire dalla tomba. Tu sei il mio tormento.<br>'''Ellen''': Non m'interessa niente dei tuoi tormenti.<br>'''Orlok''': Tuttavia, siamo destinati l'uno all'altra. Tuo marito ha posto la sua firma, concedendoti così alla mia persona per un miserabile sacchetto d'oro.<br>'''Ellen''': Bugie!<br>'''Orlok''': Per l'oro ha scelto di rompere il prezioso legame nuziale.<br>'''Ellen''': Tu non sai niente di Thomas!<br>'''Orlok''': E quella rinuncia deve essere completata dalla tua libera e consapevole scelta.<br>'''Ellen''': Tu sei un ingannatore.<br>'''Orlok''': Sei tu che inganni te stessa.<br>'''Ellen''': Ero una bambina innocente.<br>'''Orlok''': Davvero credevi che non sarei tornato? Credevi che non l'avrei fatto? La tua passione è legata a me.<br>'''Ellen''': Tu non puoi amare.<br>'''Orlok''': Io non posso, né tuttavia posso essere sazio senza di te. Hai memoria di come eravamo? Prova a pensarci. Ne hai memoria?<br>'''Ellen''': Io ti aborro, mostro!<br>'''Orlok''': Sei falsa! Così vuoi che dimostri la mia inimicizia anch'io? Concederò a te tre notti. Stanotte era la prima. Stanotte hai scelto di negarti. In tal modo dai a me il permesso di far svanire le vite di coloro che ami.<br>'''Ellen''': Io mi sono negata? Tu godi nella mia tortura!<br>'''Orlok''': Verrà la terza notte e dovrai sottometterti o colui che chiami tuo marito vedrai perire per mia mano.<br>'''Ellen''': No!<br>'''Orlok''': Finché non mi ordinerai di venire, dovrai vedere il tuo mondo dissolversi nel nulla. *'''Ellen''': A lei non sono mai piaciuta. Mai piaciuta!<br>'''Friedrich''': Stia al suo posto, signora!<br>'''Ellen''': Non me ne starò certo buona a fingere di credere alla sua superiorità!<br>'''Friedrich''': Io mi rifiuto di scambiarci rimproveri a vicenda.<br>'''Ellen''': Perché non mi dà ascolto? Vuole ascoltarmi, per favore?<br>'''Friedrich''': Ho fatto tutto quello che potevo per essere gentile con lei in questi lunghi mesi.<br>'''Ellen''': Come? Legandomi?<br>'''Friedrich''': Trovi la dignità di mostrare rispetto per chi l'ha accudita!<br>'''Ellen''': Come può essere così tanto stupido e crudele?!<br>'''Friedrich''': Hartmann le chiamerà una carrozza. A mie spese, è ovvio. E, per il bene di suo marito, la invito a imparare a comportarsi con maggiore deferenza. *'''Ellen''': C'è qualcosa che ti devo dire, qualcosa che è così ripugnante e spregevole.<br>'''Thomas''': Niente di ciò che diresti mi turberebbe, perché c'è un diavolo in questo mondo, e io l'ho incontrato. E lui... Non so come dirlo, lui... Lui è venuto a Wisburg per te.<br>'''Ellen''': Lo so.<br>'''Thomas''': Cosa?<br>'''Ellen''': Lo conosco bene.<br>'''Thomas''': Lo conosci bene?<br>'''Ellen''': Io ho portato questo male su di noi. Non ho mai condiviso il mio segreto con anima viva. Cercavo compagnia. Cercavo tenerezza e così ho chiamato.<br>'''Thomas''': Che cosa vuoi dire con questo?<br>'''Ellen''': Al principio era dolce. Mai provata tanta beatitudine.<br>'''Thomas''': Ellen...<br>'''Ellen''': Finché diventò una tortura che mi avrebbe ucciso. Ma, Thomas, sei tu che mi hai dato il coraggio di liberarmi dalla mia vergogna, tu!<br>'''Thomas''': Che cerchi di dirmi?<br>'''Ellen''': Non riesci a comprendere?<br>'''Thomas''': Ti prego, aiutami tu.<br>'''Ellena''': Lui è la mia vergogna. Lui è la mia malinconia. Mi prese come sua amante allora, e adesso è venuto qui. Lui ha scoperto il nostro matrimonio ed è venuto qui. *'''Von Franz''': Io sono poco più che un capace turista nel mondo dell'occulto. Lei è nata per questo. Un dono raro, in effetti.<br>'''Ellen''': La sua attrazione per me è così potente, così terribile. Il mio spirito non può essere malvagio come il suo.<br>'''Von Franz''': Dobbiamo conoscere il male per essere capaci di distruggerlo. Lo dobbiamo scoprire dentro noi stessi, e quando l'abbiamo fatto dobbiamo crocifiggere il male dentro di noi, o non ci sarà mai salvezza. *'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Accetti questo di tua volontà?<br>'''Ellen''': Lo accetto.<br>'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Dunque il patto è onorato. Il tuo voto, rinnovato.<br>'''Ellen''': Sì.<br>'''Orlok''' {{NDR|in lingua daca}}: Così come siamo un unico spirito, così lo sarà anche la nostra carne. Tu sei mia. ==Explicit== E allora la pallida fanciulla offrì il suo corpo e il suo amore a quella bestia, e giacque insieme a essa nello stretto amplesso fino al primo cantar del gallo. Il volontario sacrificio così spezzò la maledizione e li liberò dalla piaga di Nosferatu. ('''Von Franz''') ==Citazioni su ''Nosferatu''== *È un film semplicemente incredibile. [...] Nosferatu è un film che, quando finisci di vederlo, ti trattiene e ti costringe a non fare nulla per i minuti successivi. Quando la storia finisce, tu spettatore sei ancora in quel mondo: sei ancora bloccato in Transilvania ed è davvero... {{NDR|ride}} Cavolo, è qualcosa di importante. ([[Martin Scorsese]]) *Non uno stile, ma tanti stili, mescolati, sono quelli di Eggers, che in compenso ha pochissime idee [...]. Una sola, in questo caso. Rendere esplicito, anzi ribadire a più riprese, visivamente e verbalmente, quello che è sempre stato chiarissimo in qualsiasi film sui vampiri, a partire dal ''Nosferatu'' di Murnau o forse addirittura dal ''Dracula'' di Bram Stoker: che è la donna a richiamare il principe delle tenebre e a distruggerlo. ([[Emanuela Martini]]) *''Nosferatu'' è un pasticcio sfilacciato, verboso, presuntuoso, interpretato male. Su tutti brilla Willem Dafoe nella parte del professor Von Franz, che involontariamente riporta in vita il leggendario professor Abronsius, il cacciatore di vampiri che «fuggendo dalla Transilvania, non si rese conto che stava portando con sé proprio quel male che voleva distruggere»: per non dimenticare ''[[Per favore non mordermi sul collo!]]'', geniale parodia di [[Roman Polanski|Polanski]]. ([[Emanuela Martini]]) ===[[Emma Corrin]]=== *Anna e suo marito sono l'antitesi di Ellen e Thomas. Sono la coppia idilliaca, casa e figli perfetti. Nel contesto della storia, sono talmente perfetti da chiedere quasi che qualcosa vada male. C'è sempre un senso di suspence intorno a loro. *Eravamo sempre concentrat*<ref>Emma Corrin si identifica come non binary: non si riconosce nelle definizioni convenzionali di genere, da qui l'uso dell'asterisco.</ref>, in un certo senso obbligat* anche dalla costrizione dei costumi, decisamente scomodi, che non ci permettevano neanche di sederci. Nella maggior parte dei casi, tra una scena e l'altra, puoi metterti comod* e bighellonare, qui era impossibile: vivevamo, respiravamo e ci sentivamo proprio come se fossimo nel 1838. *Rob ama i vestiti d'epoca e ama la storia. Ha una cura maniacale del dettaglio, ha cercato una specificità rigorosa sia nelle scenografie che nei costumi e, alla fine, è riuscito a creare pezzi che ti ritrovavi a guardare incantat*. È ossessionato dall'accuratezza storica in maniera affascinante. Gli abiti sono tutti fatti a mano nel modo in cui li avrebbero fatti all'epoca o sono d'epoca. Indossavo un corsetto e poi una gonna, e sopra un'altra gonna, strati su strati di materiali che pesavano tonnellate. Anche solo camminare li dentro richiedeva un certo esercizio fisico. Era pazzesco. *Robert ama creare i suoi mondi con cura, un pezzetto alla volta, quasi fossero dipinti. Aaron, mio "marito", nel film indossa un orologio da tasca con incisi i nomi dei nostri figli. Una cosa mai vista... Girando per il set, ho scoperto, in un cassetto di una scrivania in un angolo, alcune lettere scritte da Anna, il mio personaggio, e suo marito Friedrich. Nessuno le avrebbe mai viste. Erano vere, non parole a caso. Follia. ===[[Willem Dafoe]]=== *{{NDR|«Quale aspetto del personaggio [Prof. Albin Eberhart Von Franz] l'ha incuriosita?»}}<br>È uno studioso con conoscenze occulte come Albin Grau, art director e produttore di Murnau. Non è accettato dalla società, proprio per questi suoi studi che conciliano il visibile con l'invisibile, e non riceve molto sostegno dalle persone che lo circondano. Mi piacciono i personaggi che vedono in un modo in cui gli altri non vedono: spesso riescono a percepire la repressione e le follie degli altri. *''Nosferatu'' [...] cerca di reagire contro coloro che non hanno mai accettato pianamente l'indipendenza delle donne, anche se non sono completamente sicuro che fosse ciò che aveva Robert in mente mentre scriveva il film. [...] Sicuramente sottolinea che, in un rapporto, è bene saper vedere l'altro. Nel film abbiamo un marito che è assolutamente devoto, che ama Ellen, ma non la vede. E lei certamente vuole essere amata, ma vuole essere anche vista. Ecco quindi che subentra il terzo incomodo. In fondo è la storia di un triangolo amoroso. Certo Ellen con Orlok instaura una relazione tossica, ma la giovane col vampiro viene come risvegliata, perché sente un bisogno e un appetito che l'attrae, al pari del desiderio di morte. *{{NDR|«A proposito di contemporaneità, chi o cosa è, oggi, Nosferatu?»}}<br>Potrei fare qualche nome, ma non lo farò... *Uno dei contributi principali di Robert è stato rendere Ellen il cuore di ''Nosferatu'' [...]. Si è comprensivi nei suoi confronti, la storia è filtrata attraverso i suoi occhi, il che è qualcosa di completamente diverso. I vampiri, poi, li abbiamo visti in qualsiasi maniera: tristi, soavi, che scintillavano. Prendere una protagonista a cui viene impedito di mostrare chi è realmente e che, quando prova a rivelarsi, viene presa per pazza rende più profondo il film. Ti fa capire che bisogna accettare l'oscurità che è in noi per poter godere della luce. ===[[Lily-Rose Depp]]=== *C'è qualcosa nella sceneggiatura di questo film che è profondamente vero, viscerale. Ed è curioso perché parla di demoni, di fantasmi, di un altro mondo. È questo a renderlo così spaventoso, il fatto che gli incubi siano così reali... *Del legame tra Ellen e Nosferatu fa paura il fatto che anche lei è attratta. E questo è molto più spaventoso dell'avere una forza demoniaca che ti insegue. Racconto l'oscurità che abbiamo dentro di noi e quanto di questo siamo disposti ad accettare di noi stessi. La connessione palpabile tra desiderio e oscurità, desiderio e morte. *Ero gelosissima dei costumi magnifici di Emma, non dei 50 strati e del peso ma i suoi abiti erano particolarmente femminili e sontuosi. Mentre io passavo giorni in una camicia da notte insanguinata guardandola e sospirando: che vestito incantevole... *L'audizione era su Zoom, difficile se devi fare una grande scena emotiva. Ero molto nervosa. Sapevo che l'aspetto fisico del personaggio era fondamentale, volevo mostrargli fino dove ero disposta ad andare fisicamente. Ci sono provini che fai con filosofia, stavolta avevo il fuoco sotto il culo, volevo impressionarlo: lascia che ti dimostri che sono pronta a impazzire. Mi sono trasformata in qualcosa di demoniaco, ultraterreno, libero da ogni autocoscienza. *Linda, la costume designer, ci parlava della scelta dei tessuti [...]: hanno rispettato la verità storica. Ogni tessuto, allora, rivelava la classe sociale e così è nel film. Ha realizzato un mondo ricco e pieno. *Per Ellen, Anna è un ideale, è la donna che vorrebbe diventare anche se in un certo senso le due sono agli antipodi, Anna è la luce. Ellen ha molte ombre e credo guardi all’amica pensando: perché non posso essere lei? Anna è la donna perfetta mentre Ellen sente di essere sbagliata, ha un macigno che le pesa dentro. Il film ci parla delle battaglie che combattiamo con noi stesse, le esternalizza rappresentandole come un mostro in carne ed ossa. *Per il film, mi sono preparata con una ''movement coach'', Marie-Gabrielle Rotie, un'esperta di danza giapponese Butoh, ha coreografato lei le scene dove Ellen è posseduta. Abbiamo iniziato in maniera molto semplice, da piccole cose come il modo di camminare, di attraversare una stanza. Dato che Ellen ha questa connessione con un altro regno, quindi c'è qualcosa di paranormale in lei, volevo che si rivelasse anche solo nel modo di muoversi. *Robert ha scelto deliberatamente il punto di vista di Ellen, in un momento storico in cui per le donne non c'era altro spazio che essere una buona moglie e una buona madre, entrambe ben educate. Non c'era spazio per una donna in lotta contro la malattia mentale. Ellen è complessa, tormentata dal desiderio di essere “normale”, con un marito e una vita ordinaria. Ma c’è un'oscurità che vive dentro di lei e in quel momento storico è ancora più difficile accettarsi e perdonarsi. ===[[Robert Eggers]]=== *Bill (Skarsgård) interpreta un vampiro del folklore. È un cadavere animato. Non è un [[Frank Langella]] con lo smoking. [...] Abbiamo lavorato con David White, il designer delle protesi, e Florin Lăzărescu, un esperto di folklore transilvano. Ad esempio, Florin mi ha ricordato che gli strigoi spesso hanno il volto rosso, e ci sono momenti in cui il sangue si raffredda sottopelle dopo che Orlok si è nutrito. Questo, per esempio, è uno dei tanti dettagli storici e folcloristici che ho amato inserire. Mi sono davvero divertito! *C'è una scena {{NDR|in ''[[It - Capitolo due]]''}} in cui Bill interpreta [[It (personaggio)|Pennywise]] come un uomo di mezza età [...] e ha molta profondità, peso, oscurità e credibilità. Gli ho mandato un'e-mail o un messaggio – non ricordo – e gli ho chiesto: "Parliamo di come potresti interpretare Orlock?". *I primi vampiri del folklore di cui si legge – be', sono cadaveri [...]. Cadaveri di non morti, ma pur sempre cadaveri. Sembrerebbero più vicini agli zombi cinematografici che a Bela Lugosi. Quindi la prima domanda quando abbiamo deciso di farlo è stata: che aspetto ha un nobile transilvano morto? Questo ha influenzato i capelli, il costume, il fatto che il nostro Nosferatu abbia i baffi… non so se le persone che non hanno letto Dracula lo sanno, ma nel romanzo il Conte ha i baffi. Quindi volevamo essere realistici per quel periodo, rendendo omaggio al look originale con le unghie lunghe e la forma del teschio. E farlo anche sembrare come se fosse letteralmente appena uscito da una tomba [...]. Comunque continuo a pensare che il nostro Nosferatu sia un po' più bello! *Mi sta piacendo molto ascoltare tutte le diverse interpretazioni dei giornalisti sul significato del film. Non ho mai voluto fare un film con un messaggio: cerco solo di entrare nella mentalità del periodo e del mondo che racconto. È questo che guida la mia mano e quella di tutti i miei collaboratori. Ma penso che quando si ha a che fare con qualcosa come Nosferatu, che è come una semplice fiaba, parlerà a persone diverse in modi diversi. *Nel fare ricerche per questa sceneggiatura, ho dovuto dimenticare tutto ciò che sapevo, volevo ritrarre Orlok come lo descrivono le prime testimonianze sui vampiri, che possedevano le proprie vittime, anche sessualmente, fino alla morte. Perché sono tremendamente stanco dei vampiri eroici, romantici, bellocci e tristi. Il mio Nosferatu è un essere connesso al vero folklore e mitologia dell’Est Europa, non al romanticismo decadente... il mio Orlok preferisce bere il sangue dal cuore, non dal collo. È un demone, il male incarnato. *Oggi essere sonnambulo non significa molto, è possibile farsi curare. Ma a quei tempi si era considerati folli, in grado di sintonizzarsi con il regno degli spiriti, quindi ho voluto esplorare questa sua isteria e malinconia. Ellen ha un rapporto molto intenso con il marito, anche se lui non riesce a capire questo suo lato oscuro: purtroppo l’unica persona che può è un demone, un vampiro. Mi interessava esplorare questo triangolo amoroso molto tragico e peculiare. *Nel film Orlok si tiene a distanza per molto tempo. [...] A differenza di Dracula, che è un vecchio che ringiovanisce, Orlok è un morto per tutto il tempo, quindi deve tenere le distanze dagli ospiti che non sanno che è un cadavere vivente. *Per alcune persone si tratta di salute mentale, per altre di relazioni tossiche, per altri ancora rappresenta le tue paure interiori. C'è chi ha detto perfino che sia l'avanzare dell'estrema destra. In ogni caso sono contento che la gente si faccia delle domande dopo aver visto il film: è la cosa più bella. *Siamo arrivati ​​fino a Edward Cullen, a mostrare vampiri che non fanno paura. Mi sono chiesto "come possiamo andare nella direzione completamente opposta?" Un tempo i vampiri erano talmente spaventosi a spingere la gente a dissotterrare i cadaveri, tagliarli a pezzetti e dargli fuoco. Penso che meritiamo di nuovo un corpo spaventoso e puzzolente. ===[[Richard Lawson (scrittore)|Richard Lawson]]=== {{cronologico}} *In ''Nosferatu'' [...], più volte (fin troppe, direi) un personaggio guarda in alto intontito e grida (o sussurra) sinistramente: «Sta arrivando!». Succede così spesso, in questo film estenuante, che alla fine viene voglia di gridare di rimando allo schermo: «Sarebbe anche ora!». Tuttavia, quando il vampiro del titolo, ispirato al Dracula di Bram Stoker, finalmente arriva davvero, tutto quel crescendo di tensione non si dimostra affatto all'altezza delle aspettative. *''Nosferatu'' è un piacere dei sensi. A livello di storia, però, lascia molto a desiderare. Eggers si attiene alla struttura di base del film originale, e quindi di ''Dracula''. [...] La familiarità di questa impostazione è buffa: è un po' come guardare l'ennesima rivisitazione di ''Canto di Natale'' e sistemarsi comodamente in quella struttura narrativa affidabile, curiosi di scoprire in cosa questa versione si distinguerà dalle altre. *Il film si affretta a esporre il tutto per arrivare al punto di cosiddetta massima tensione, ammazzando un po' di gente strada facendo. Non c'è nulla di particolarmente spaventoso, perché la maggior parte dell'umanità del film è sovrastata dallo sferragliare incessante dell'universo visivo e sonoro di Eggers. *Dafoe, se non altro, pare divertirsi, anche se forse c'è qualcosa di scontato nella decisione di inserirlo nel cast: temo infatti che, al giorno d'oggi, troppi registi vogliano solo fargli fare il solito «travestimento da Willem Dafoe» piuttosto che dare a questo grandissimo attore qualcosa di davvero interessante da interpretare. *Alla fine, se non altro, ''Nosferatu'' mi ha effettivamente convinto della bontà delle motivazioni di Ellen: anch'io, infatti, ero pronto ad arrendermi a un demone ripugnante, se questo significava porre fine al film. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Gli incassi hanno fatto ben sperare fin da subito. O piuttosto temere una lunga serie di film horror "d'autore", dove il regista spiega quel che abbiamo sempre saputo. Che Frankenstein, lui sì, voleva tanto una compagna: riflesso negli stagni faceva paura anche a se stesso, nessuna donna mai lo avrebbe voluto. I bravi registi come W. F. Murnau e Werner Herzog erano stati fedelissimi, magari pitturando di grigio migliaia di topi. *Il vampiro era il più sexy tra i mostri, elegante nel suo mantello nero foderato di raso rosso. Che bisogno aveva il regista Robert Eggers di spogliarlo nudo e mostrarlo tutto bitorzoli nel recente "Nosferatu"? *Il Regista [...] ha suggerito la Sua chiave di lettura. Femminista. Senza accorgersi che la Sua chiave non è affatto originale, porta alla luce i sottintesi (e non è mai una buona idea). ===[[Roberto Recchioni]]=== {{cronologico}} *Sul piano visivo e formale, poco da dire, il film è sontuoso, ricercatissimo e perfetto. Cita l'aspetto visionario di Murnau nei tanti momenti in cui l'orrore entra in scena e blandisce Herzog negli attimi più naturalistici. Ma, appunto, "cita". Di suo, di personale, apporta poco. Se Herzog aveva capito che uno degli elementi chiave della pellicola originale di Murnau era il suo portato di innovazione e freschezza rispetto al cinema del suo tempo, Eggers questo non sembra coglierlo e si limita a creare una sua versione, patinata, digitale e hollywoodiana, dell'espressionismo tedesco. Riuscitissima e realizzata con grandissima attenzione e gusto, sia chiaro, ma priva di una scintilla vitale propria. *La grande idea che sta alla base di questo nuovo ''Nosferatu'' è che è la donna a essere la ragione del male, che è Ellen a essere l'afflizione di Orlok e non il contrario. Figo, eh? Un bel ribaltamento! Se non fosse che in ''The Witch'' le donne erano creature lunari, in contatto con il diavolo e suo veicolo per manifestarsi, streghe perditrici di uomini; in ''The Lighthouse'' l'unico personaggio femminile era una sirena, tentatrice di uomini che li porta alla pazzia con lo scopo di divorarli; e in ''The Northman'', i personaggi femminili erano o streghe o madri degeneri che, indovinate? Tentano e divorano i loro uomini [...]. E in questo Nosferatu, Ellen è la ragione per cui Orlok si risveglia, la sua concubina bambina, il motivo per cui il vampiro arriva in Germania ossessionato da lei, la causa della strage di tante persone innocenti. E, indovinate qual è l'arma a cui Ellen si affida per liberarsi del vampiro? Il sesso, ovviamente. Che è la stessa arma che le fanno usare anche Murnau e Herzog, ma nel 1922 e nel 1979, diamine, non oggi, nel nostro presente, con la nostra sensibilità del tempo. *Tiepido ero e tiepido sono rimasto. È un film con tante cose buone (mi sono scordato di citare, tra gli altri elementi positivi, gli splendidi costumi e ambienti e il bellissimo montaggio) ma che sul piano visivo non aggiunge davvero nulla e che su quello tematico porta sì alcuni elementi di novità, ma sono altamente discutibili. ===[[Bill Skarsgård]]=== *Capitava spesso che ci chiedessimo: "Cosa stiamo facendo? Perché stiamo facendo ''Nosferatu''? Ci stiamo accollando un impegno troppo grande?". Sentivamo la pressione di poter rovinare un capolavoro. Ma il film merita il suo posto, perché ne è una nuova versione. *È stato come evocare il male puro. Mi ci è voluto un po' per scrollarmi di dosso il demone che avevo evocato dentro di me. [...] È disgustoso, ma è anche molto sessualizzato. Gioca su un feticcio sessuale legato al potere del mostro e a ciò che questo attrae in te. La speranza è che vi sentirete un po' attratti da lui e allo stesso tempo disgustati proprio per questo. *Ero terrorizzato e mi è bastato guardare quell'immagine [...]. Era così diverso da me, molto più di [[It (personaggio)|Pennywise]]. Ero preoccupato che non sarei riuscito a recitare con tutto quel trucco, che mi sarei sentito sommerso da queste protesi giganti senza una via di fuga. *Il Conte Orlok era molto diverso da Pennywise sotto molti aspetti. Orlok era ancora più ''altro'' da me di quanto non lo fosse Pennywise, nel senso che per voce, postura, età e atteggiamento eravamo proprio agli antipodi. La sfida è stata quella. Prima di indossare le protesi, ci siamo informati su un sacco di cose strane e abbiamo studiato il ''Butō'', questa specie di "danza dei cadaveri" giapponese. Abbiamo fatto ricerche su un sacco di cose assurde. *La voce è stata la cosa su cui mi sono impegnato di più. Ho lavorato con una cantante lirica, che ha cercato di farmela abbassare il più possibile. Durante le riprese, è venuto sul set mio fratello Gustaf. Si mette a sedere, si infila le cuffie, sente questi {{NDR|suoni profondi simili a un ringhio}} e fa: "Che cazzo succede?". Dev'essere sembrato davvero assurdo. *Non ho mai studiato i grandi "delle protesi" o dei "film di mostri" [...]. Ne ho guardati molti, ma non guardo le interpretazioni per trarne ispirazione fine a sé stessa, perché c'è sempre il rischio dell'emulazione che non voglio correre. Nel caso di Orlok, gli animali da preda mi sono sembrati una fonte di ispirazione più accurata. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *''[[Nosferatu il vampiro]]'', film del 1922 *''[[Nosferatu, il principe della notte]]'', film del 1979 ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror]] kdvwm9k026adl7pgjhtcbfy3ec3a6dm Fiat Croma (2005) 0 218098 1420383 1380270 2026-07-13T23:50:09Z Danyele 19198 fix di stile 1420383 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2005 Fiat Croma P-Gio Multijet JTD200 Automatic 2.4 Front.jpg|thumb|upright=1.2|Fiat Croma (2005)]] Citazioni sulla seconda generazione della '''Fiat Croma'''. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== {{cronologico}} *Qui abbiamo una nuova tipologia di auto, con caratteristiche proprie, sviluppata con particolare attenzione alle normative legate alla protezione del pedone in caso di incidente. Cofano allungato, un corpo vettura robusto, dalle ampie vetrature, linee morbide e dinamiche insieme, una calandra importante, a sviluppo orizzontale. [...] Amo chiamarla "comfort wagon". Non è una monovolume o una giardinetta, piuttosto un'evoluzione di una grande e comoda berlina due volumi. Filante e solida insieme. *Ho ricercato tre concetti: abitabilità, innovazione e tanta qualità. Questa Croma non voleva e non doveva essere un'auto edonistica o fascinosa [...]. Ispirandoci ai valori del marchio Fiat, volevamo un mezzo elegante e funzionale, una magnifica viaggiatrice che permettesse di spostarsi con grande comfort, offrendo uno spazio maggiore di quello di una berlina classica. Ho dedicato particolare cura all'impostazione aerodinamica, perchè volevo evitare consumi eccessivi e proporre un prodotto con un ottimo controvalore. *Nella mia attività di designer ho sempre pensato che in auto si deve privilegiare la comodità. [...] La Croma è nata intorno ai sedili posteriori. Un approccio, se volete, innovativo, ma è questa la sua forza. [...] Le sedute del divano sono più alte di quelle di una berlina, ma non tanto come quelle di un Suv o di un monovolume, dove ti devi arrampicare. Il passeggero non deve salire né scendere, ma accostarsi in orizzontale, favorito dall'abbassamento dell'ingombro del brancardo, che è quasi in linea con il pavimento. I piedi non rimangono infossati. Nello stesso tempo l'essere in una posizione sopraelevata rispetto alle poltrone anteriori permette di avere un'ampia visibilità. È uno studio ergonomico attento, che dà una sensazione di grande respiro. ==Voci correlate== *[[Fiat Croma]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 8uwudp6h4hv18kxclafg1anxovtr545 Fiat Grande Punto 0 218099 1420382 1396339 2026-07-13T23:49:38Z Danyele 19198 fix di stile 1420382 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2006 Fiat Grande Punto Sporting T-J 1.4 Front.jpg|thumb|upright=1.2|Fiat Grande Punto (2005)]] Citazioni sulla '''Fiat Grande Punto'''. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== {{cronologico}} *{{NDR|«C'è qualche elemento che unisce Punto e Grande Punto?»}} Uno solo: lo spirito di rinnovamento. Da allora a oggi molte cose sono cambiate nel mondo dell'auto e nei gusti della gente. Sono comparsi tanti altri modelli in questa fascia di mercato, spesso ispirati alla Punto, le dimensioni delle vetture sono cresciute, le norme di sicurezza sono diventate più rigide, i clienti vogliono vetture capaci di emozionare. Ecco, la Grande Punto, e hanno fatto davvero bene in Fiat a definirla così, interpreta questi fattori con la stessa carica innovativa della Punto. *[...] ho immaginato un'auto italianissima, ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione di sportività dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare alla Grande Punto come a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato. *È sempre impegnativo rivestire un modello destinato a un pubblico vastissimo. Direi che qui il lavoro è stato ancora più scientifico, perchè bisognava tener conto di uIteriori vincoli, in particolare quelli fissati dalle nuove leggi di protezione per il pedone. [...] Certo, l'inventiva e la creatività rimangono, eccome: la mia sfida era di arrivare a una forma emozionante e di vedere i vincoli non come ostacoli ma come spunti per nuove linee e soluzioni estetiche. [...] un frontale forte, importante, modellato secondo i canoni delle normative urto pedone, che prevedono volumi più gonfi, taglio cofano più largo e una struttura paraurti rastremata. [...] Se guardate la vettura dall'alto, il "muso" appare smussato ai lati e nella vista di tre quarti posteriori sembra cortissimo. Il parabrezza e il cofano hanno un movimento omogeneo, senza interruzioni marcate. E la calandra propone in modo netto la linea di bipartizione tra cofano e paraurti. [...] La linea a cuneo [...] regala un senso di potenza, la terza luce sulla fiancata [...] migliora la visibilità nelle manovre, gli specchietti aerodinamici, simili a quelli di una vettura da corsa, le ruote grandi con i passaggi ruote di dimensioni generose. Nella parte posteriore abbiamo continuato la tradizione della Punto con i fanali carenati a sviluppo verticale e integrati nei due montanti, però più piccoli. E l'insieme, con il paraurti situato a una altezza da terra più elevata, è assai più muscoloso. *Un'auto dalla funzionalità emozionante. Pratica ed edonistica. Per gente giovane o dallo spirito giovane. Non è un modello "solo" per trasportare la famiglia. E ben di più: un'auto per divertirsi. ==Voci correlate== *[[Fiat Punto (1993)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 2jg60t9qxjr85dvqh5c78c55903cg3h Discussioni utente:Pinnasalvatore80 3 218145 1420389 1370443 2026-07-14T00:08:37Z EmausBot 59507 Sistemo i reindirizzamenti doppi da [[Discussioni utente:Diana 79]] a [[Discussioni utente:DianaAnnaRita80]] 1420389 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:DianaAnnaRita80]] 7yp9widovva7bzc4pcxy17ok3j2zccn Utente:ElLobo 2 221935 1420310 1419372 2026-07-13T17:28:42Z ElLobo 104129 /* Lingue e linguacce */ 1420310 wikitext text/x-wiki {{quote|Quando ci si deve alzare alle 7 in punto, le 6 e 59 sono il momento peggiore della giornata! ([[Charlie Brown]], [[Peanuts]])}} {{quote|A volte sto lì disteso di notte, sveglio, e mi chiedo «Dove ho sbagliato?». Allora una voce mi risponde: «Ci vorrebbe più tempo di una sola notte». ([[Charlie Brown]], [[Peanuts]])}} Ciao a tutti, apro la mia pagina utente anche su Wikiquote per facilitare le comunicazioni con la wiki-comunità. Per ora è scarna, ma spero di arricchirla e "wikificarla" un po' per volta, affinché assolva bene il compito di "lavagna" virtuale dei messaggi e dica qualcosina di me. Hasta luego e grazie a tutti dell'aiuto che vorrete offrire, [[Utente:ElLobo|ElLobo]] ==Du gust is megl' che uan== Per ora, mi sono tuffato in pochi wiki-settori: [[giornalismo]], società, [[fumetti]]... Piccole cose, senza grandi pretese: la creazione di qualche voce, l'aggiunta di collegamenti per altre, un po' di lavoro sporco, qualche correzione grammaticale o d'ortografia. Il tutto, ovviamente, senza alcuna presunzione, visto che [[Wikipedia]] è un oceano: se non nuoti bene, o fai troppa schiuma, rischi di affogare o di trascinare sotto qualche altro navigante... ==Età== Citerò qualcuno che in materia la sa lunga (e non aggiungerò altro...): {{quote|Ammetto che gli anni sono stati buoni con me, ma i mesi sono stati un po' villani... ([[Linus]], [[Peanuts]])}} ==Lingue e linguacce== A proposito, qualora interessasse: oltre alla lingua di Dante, parlicchio e scrivicchio nell'idioma della perfida Albione e in quello dei sanguinari conquistadores. Per non farmi mancar nulla, sto cercando anche di imparare quello degli altezzosi eredi di [[Carlo Magno]] (come dire, se non puoi avere il loro naso all'insù, almeno impadronisciti della loro lingua). ==Meine weltanschauung== Ovvero, il mondo come lo vedo io, attraverso il prisma delle "visioni" (filosofiche, politiche, religiose e così via...). *'''Human beings''' {{quote|L'uomo è l'unico animale che non apprende nulla senza un insegnamento: non sa parlare, né camminare, né mangiare, insomma non sa far nulla allo stato di natura tranne che piangere. ([[Plinio il vecchio]])}} *'''Politics''' {{quote|Ogni nazione ha il governo che si merita. ([[Joseph De Maistre]])}} *'''Cassandre''' {{quote|Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora [...] contribuiscono a far sì che l'oggetto della loro predizione si avveri. ([[Immanuel Kant]])}} *'''Democracy''' {{quote|Da un'assemblea non è mai nata nessuna grande idea, ma in compenso vi sono morte moltissime idee sballate. ([[Francis Scott Fitzgerald]])}} *'''Courage''' {{quote|You have enemies? Good. That means you've stood up for something, sometimes in your life. ([[Winston Churchill]])}} *'''In medio stat...''' {{quote|La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell'uno e dell'altra. ([[Alessandro Manzoni]])}} *'''A life together''' {{quote|Io sono all'antica, io non credo alle relazioni extraconiugali, credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni... o i cattolici... ([[Woody Allen]])}} *'''Let's start''' {{quote|Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala... ([[Johann Wolfgang Goethe]])}} *'''Indifference/1''' {{quote|L'indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo. Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non è tutta colpa nostra. Ti devi alzare alle 7, prendi il caffè di corsa, alle 8 prendi l'autobus, timbri il cartellino alle 9, poi c'è il lavoro, il figlio da riprendere a scuola, la cena da preparare. Poi ti guardi i tg che parlano di massacri in Ruanda, dei morti a Baghdad. E si diventa indifferenti. Non abbiamo più il coraggio di uscire per strada e urlare: "Senza di me!" ([[Tiziano Terzani]])}} *'''Indifference/2''' {{quote|Sólo le pido a Dios que lo injusto no me sea indiferente... ([[León Gieco]])}} *'''Sexo''' {{quote|Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia... ([[Woody Allen]])}} ==My hobbies== *'''Scacchi''' {{quote|Sono l'unico giocatore di scacchi che si è infortunato durante la preparazione atletica. ([[Woody Allen]])}} *'''Viaggi''' {{quote| Il mondo è un libro. E quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina. ([[Sant'Agostino]])}} {{quote| Come molti viaggiatori, ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto. ([[Benjamin Disraeli]])}}{{quote| Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. ([[José Saramago]])}} {{quote| Ricordatevi, comprando una valigia, che durante un lungo viaggio ci sarà sempre un momento in cui sarete costretti a portarla voi stessi. ([[Paul Morand]])}} *'''Tango y milonga''' {{quote|Volví por caminos blancos, volví sin poder llegar. Grité con mi grito largo, canté sin saber cantar... ([[Homero Manzi]])}} gkgo3wd36dn0xz41q9j1se8u4oxhhy6 1420311 1420310 2026-07-13T17:29:05Z ElLobo 104129 /* Età */ 1420311 wikitext text/x-wiki {{quote|Quando ci si deve alzare alle 7 in punto, le 6 e 59 sono il momento peggiore della giornata! ([[Charlie Brown]], [[Peanuts]])}} {{quote|A volte sto lì disteso di notte, sveglio, e mi chiedo «Dove ho sbagliato?». Allora una voce mi risponde: «Ci vorrebbe più tempo di una sola notte». ([[Charlie Brown]], [[Peanuts]])}} Ciao a tutti, apro la mia pagina utente anche su Wikiquote per facilitare le comunicazioni con la wiki-comunità. Per ora è scarna, ma spero di arricchirla e "wikificarla" un po' per volta, affinché assolva bene il compito di "lavagna" virtuale dei messaggi e dica qualcosina di me. Hasta luego e grazie a tutti dell'aiuto che vorrete offrire, [[Utente:ElLobo|ElLobo]] ==Du gust is megl' che uan== Per ora, mi sono tuffato in pochi wiki-settori: [[giornalismo]], società, [[fumetti]]... Piccole cose, senza grandi pretese: la creazione di qualche voce, l'aggiunta di collegamenti per altre, un po' di lavoro sporco, qualche correzione grammaticale o d'ortografia. Il tutto, ovviamente, senza alcuna presunzione, visto che [[Wikipedia]] è un oceano: se non nuoti bene, o fai troppa schiuma, rischi di affogare o di trascinare sotto qualche altro navigante... ==Età== Citerò qualcuno che in materia la sa lunga (e non aggiungerò altro...): {{quote|Ammetto che gli anni sono stati buoni con me, ma i mesi sono stati un po' villani... ([[Peanuts]])}} ==Lingue e linguacce== A proposito, qualora interessasse: oltre alla lingua di Dante, parlicchio e scrivicchio nell'idioma della perfida Albione e in quello dei sanguinari conquistadores. Per non farmi mancar nulla, sto cercando anche di imparare quello degli altezzosi eredi di [[Carlo Magno]] (come dire, se non puoi avere il loro naso all'insù, almeno impadronisciti della loro lingua). ==Meine weltanschauung== Ovvero, il mondo come lo vedo io, attraverso il prisma delle "visioni" (filosofiche, politiche, religiose e così via...). *'''Human beings''' {{quote|L'uomo è l'unico animale che non apprende nulla senza un insegnamento: non sa parlare, né camminare, né mangiare, insomma non sa far nulla allo stato di natura tranne che piangere. ([[Plinio il vecchio]])}} *'''Politics''' {{quote|Ogni nazione ha il governo che si merita. ([[Joseph De Maistre]])}} *'''Cassandre''' {{quote|Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora [...] contribuiscono a far sì che l'oggetto della loro predizione si avveri. ([[Immanuel Kant]])}} *'''Democracy''' {{quote|Da un'assemblea non è mai nata nessuna grande idea, ma in compenso vi sono morte moltissime idee sballate. ([[Francis Scott Fitzgerald]])}} *'''Courage''' {{quote|You have enemies? Good. That means you've stood up for something, sometimes in your life. ([[Winston Churchill]])}} *'''In medio stat...''' {{quote|La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell'uno e dell'altra. ([[Alessandro Manzoni]])}} *'''A life together''' {{quote|Io sono all'antica, io non credo alle relazioni extraconiugali, credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni... o i cattolici... ([[Woody Allen]])}} *'''Let's start''' {{quote|Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala... ([[Johann Wolfgang Goethe]])}} *'''Indifference/1''' {{quote|L'indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo. Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non è tutta colpa nostra. Ti devi alzare alle 7, prendi il caffè di corsa, alle 8 prendi l'autobus, timbri il cartellino alle 9, poi c'è il lavoro, il figlio da riprendere a scuola, la cena da preparare. Poi ti guardi i tg che parlano di massacri in Ruanda, dei morti a Baghdad. E si diventa indifferenti. Non abbiamo più il coraggio di uscire per strada e urlare: "Senza di me!" ([[Tiziano Terzani]])}} *'''Indifference/2''' {{quote|Sólo le pido a Dios que lo injusto no me sea indiferente... ([[León Gieco]])}} *'''Sexo''' {{quote|Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia... ([[Woody Allen]])}} ==My hobbies== *'''Scacchi''' {{quote|Sono l'unico giocatore di scacchi che si è infortunato durante la preparazione atletica. ([[Woody Allen]])}} *'''Viaggi''' {{quote| Il mondo è un libro. E quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina. ([[Sant'Agostino]])}} {{quote| Come molti viaggiatori, ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto. ([[Benjamin Disraeli]])}}{{quote| Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. ([[José Saramago]])}} {{quote| Ricordatevi, comprando una valigia, che durante un lungo viaggio ci sarà sempre un momento in cui sarete costretti a portarla voi stessi. ([[Paul Morand]])}} *'''Tango y milonga''' {{quote|Volví por caminos blancos, volví sin poder llegar. Grité con mi grito largo, canté sin saber cantar... ([[Homero Manzi]])}} qvpy95g4spvzdl018bprauaktgn9of4 Discussioni utente:Noilco 3 222233 1420387 1407499 2026-07-14T00:00:57Z Superpes15 13109 Superpes15 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Nizzio]] a [[Discussioni utente:Noilco]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Nizzio|Nizzio]]" a "[[Special:CentralAuth/Noilco|Noilco]]" 1396638 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:55, 5 dic 2025 (CET)}} gxq3wqv8tnvl1r0kgvotpnl5wk9j748 Edmond Dantès 0 225219 1420353 1418449 2026-07-13T21:00:43Z Udiki 86035 Aggiunto nome autore immagine, aggiunta sezione "Voci correlate" 1420353 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D283 Dantès Views Himself.jpg|miniatura|Edmond Dantès (Pierre-Gustave-Eugène Staal, XIX secolo)]] '''Edmond Dantès''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni di Edmond Dantès== *La vita è una tempesta mio giovane amico. Puoi crogiolarti al sole per un momento, e il successivo sei sbattuto contro gli scogli. Quello che fa di te un uomo è come ti comporti quando arriva la tempesta. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'') ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la società che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. *In questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ==Citazioni su Edmond Dantès== *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. ([[Alexandre Dumas padre]]) ==Voci correlate== *[[Abate Faria]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|Montecristo (film 2002)|''Montecristo''|(2002)}} {{DEFAULTSORT:Dantès, Edmond}} [[Categoria:Personaggi letterari]] o52zzlcj0qvdp0sczh6pproys3ievn8 Relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America 0 225296 1420349 1419916 2026-07-13T20:35:51Z Darkcloud2222 10646 /* Citazioni */ 1420349 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:President Donald Trump and Prime Minister Benjamin Netanyahu Joint Press Conference, February 15, 2017 (01).jpg|thumb|Da destra: il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, assieme al primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca il 15 febbraio 2017]] Citazioni sulle '''relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America'''. ==Citazioni== *Con o senza Netanyahu, gli Stati Uniti continueranno a finanziare, armare e sostenere ciecamente Israele in tutte le sue guerre e in tutte le sue occupazioni. E riabbracceranno i futuri primi ministri israeliani una volta rimpiazzato quello attuale. ([[Gideon Levy]]) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. ([[Ilan Pappé]]) *Non bastava l'alleanza criminale fra Netanyahu e Trump, che insieme hanno deciso di spianare Gaza, di attaccare l'Iran, di permettere ai coloni di espandersi ulteriormente in Cisgiordania, e di dare mano libera all'IDF in Libano. Ora questa alleanza militare diventa istituzionale, ed entra ufficialmente a fare parte dei rapporti fra USA e Israele. [...] Praticamente, "andiamo a fare la guerra insieme". [...] E per fortuna – come ci dicevano alcuni – che Trump voleva "fottere" Netanyahu. Chissà se avesse voluto aiutarlo. Trust the Plan, mi raccomando. ([[Massimo Mazzucco]]) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. ([[Ilan Pappé]]) ===[[Bernie Sanders]]=== *Amici, gli Stati Uniti e lo Stato di Israele hanno un legame forte, che risale al momento della fondazione di Israele. Non c'è dubbio che dovremmo essere, e saremo, l'amico e alleato più forte di Israele negli anni a venire. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e le restrizioni quotidiane imposte alle libertà politiche e civili del popolo palestinese sono in contrasto con i valori fondamentali americani. *Come per il nostro paese, la fondazione di Israele ha comportato l'allontanamento di centinaia di migliaia di persone che già vivevano lì, il popolo palestinese. Oltre 700.000 persone sono diventate profughi. Riconoscere questo fatto storico così doloroso non vuol dire però "delegittimare" Israele, così come riconoscere il "sentiero delle lacrime" non delegittima gli Stati Uniti d'America. *Contrastare le politiche di un governo di destra in Israele, non significa essere anti-israeliano o antisemita. Siamo in grado di opporci alle politiche del presidente Trump senza essere anti-americani. Siamo in grado di opporci alle politiche di Netanyahu senza essere anti-israeliani. ==Voci correlate== *[[Israele]] *[[Stati Uniti d'America]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante le|preposizione=sulle}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Relazioni internazionali]] [[Categoria:Stati Uniti d'America]] 3xbdig6inn5kkwgdx3l20n6ryq7puk2 Tavola Rotonda 0 225607 1420280 1419010 2026-07-13T12:31:34Z Skekzilla 17056 /* Altri progetti */ 1420280 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Holy-grail-round-table-bnf-ms fr-116F-f610v-15th-detail.jpg|thumb|Apparizione del [[Graal]] nella Tavola Rotonda, miniatura dal manoscritto del ''Lancillotto in prosa'']] Citazioni sulla '''Tavola Rotonda'''. ==Citazioni== *Dentro il cerchio della tavola, <br> sotto la sacra spada, <br> un cavaliere deve giurare di obbedire <br> al codice che è senza fine, <br> senza fine come la tavola, <br> un anello legato all'onore. (''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'') *– Tavola Rotonda?<br>– Perché, la preferisci quadrata forse?<br>– Oh no, rotonda mi sta bene. (''[[La spada nella roccia]]'') ===''[[Excalibur]]''=== *D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una Tavola Rotonda intorno a cui ci riuniremo. ([[Re Artù]]) *Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. ([[Re Artù]]) *Senza [[Lancillotto]], questa tavola è niente. ([[Gawain]]) ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» *Entrò, giovane e bellissima, una damigella che recava tra le mani un vaso d'oro. Allora il re e tutti quanti si trovavano nella sala si inginocchiarono devotamente a pregare.<br>«Oh, Gesù!» esclamò ser Lancillotto. «Cosa può significare?»<br>«È il [[Graal|Sangrail]], l'oggetto più prezioso che alcun essere vivente possieda» fu la risposta del re. «Quando sarà portato altrove, la Tavola Rotonda si spezzerà.» *«Ora sono certo che voi della Tavola Rotonda partirete alla ricerca del Sangrail e che io non vi vedrò mai più tutti insieme» dichiarò allora Artù. «Voglio perciò che vi riuniate per giostrare e torneare nel prato sotto Camelot in modo che, dopo la vostra morte, si possa tramandare che in questo giorno erano qui raccolti tanti valorosi combattenti.» *«Merlino istituì la Tavola Rotonda a somiglianza della sfericità del mondo in essa perfettamente rappresentato» proseguì la reclusa. «Nella Tavola Rotonda, infatti, l'intero mondo cristiano e pagano trova ristoro, tanto che coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si reputano colmi di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra. [...] Dunque, quando Merlino istituì la Tavola Rotonda disse che coloro che ne sarebbero stati compagni avrebbero potuto attingere alla verità del Sangrail.» *La Tavola Rotonda fu istituita proprio perché gli uomini non svilissero queste due virtù{{NDR|, la pazienza e l'umiltà}}, come la cavalleria, che affonda in esse le sue radici, è sorta perché non possa mai essere sconfitta la fraternità che ne è il fondamento. ==Voci correlate== *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Ciclo arturiano]] [[Categoria:Oggetti mitologici]] m6fsvlxn7is50enguadx1tsjfdgla2l Gawain 0 225608 1420278 1420218 2026-07-13T12:30:12Z Skekzilla 17056 /* Thomas Malory */ 1420278 wikitext text/x-wiki [[File:Arthur-Pyle Sir Gawaine the Son of Lot, King of Orkney.JPG|thumb|Illustrazione di Gawain]] '''Gawain''', noto anche come '''Galvano''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Gawain== *{{NDR|Su [[Lancillotto]]}} Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. *Da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ==Citazioni su Gawain== ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè Lancillotto e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù. ([[Mago Merlino]]) *{{NDR|[[Sir Gareth]]}} non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. *Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il [[Graal|Sangrail]] non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. *Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! ([[Lancillotto]]) *Ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. *Solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona! ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Re Artù]], zio *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Sir Gareth]], fratello *[[Igraine]], nonna ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Cavalieri della Tavola Rotonda]] doksn7xgacako2kvub6ra2lwe9h5eb1 1420279 1420278 2026-07-13T12:31:03Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Gawain */ 1420279 wikitext text/x-wiki [[File:Arthur-Pyle Sir Gawaine the Son of Lot, King of Orkney.JPG|thumb|Illustrazione di Gawain]] '''Gawain''', noto anche come '''Galvano''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane. ==Citazioni di Gawain== *{{NDR|Su [[Lancillotto]]}} Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa [[Tavola Rotonda|tavola]] è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. (''[[Excalibur]]'') ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Ser Lancillotto, poi, se non fosse per una sola pecca sarebbe superiore a ogni altro. Ma così come stanno le cose, è proprio come noi; solo che si assume le fatiche maggiori. *Se ne dovesse derivare ostilità o guerra tra noi e Lancillotto, sta' certo che molti re e molti potenti signori sceglierebbero di schierarsi con lui. E poi, fratello [...] devi sempre tenere a mente che Lancillotto ha salvato più di una volta il re e la regina, e che anche i migliori tra noi si sarebbero sentiti gelare il cuore in varie occasioni se egli non fosse stato il più valoroso e non lo avesse dimostrato molto spesso. *Capita spesso che agiamo per quel che crediamo il meglio, e che finisce poi per dimostrarsi il peggio. *Da oggi in poi cercherò Lancillotto fino al giorno in cui uno dei due avrà ucciso l'altro. Intendo vendicarmi e vi chiedo di prepararvi alla guerra. Se non volete perdere il mio servigio e il mio affetto, affrettatevi a mettere alla prova i vostri amici. Giuro su Dio che, anche se dovessi inseguire Lancillotto per sette regni, lo ucciderò a costo della vita. *Se non fosse stato per il papa, io mi sarei battuto con te in singolare tenzone e avrei provato sulla tua persona la tua falsità nei confronti di Artù e miei. E lo farò, una volta che avrai lasciato queste terre, dovunque riuscirò a trovarti! *Io, ser Galvano, cavaliere della Tavola Rotonda, voglio che tutto il mondo sappia che mi sono dato la morte non per colpa tua ma mia. Perciò, ser Lancillotto, ti supplico di tornare nel regno per visitare la mia tomba e per recitare su di essa una preghiera, lunga o breve che sia, per la salvezza della mia anima. Oggi, nello stesso giorno in cui scrivo questa lettera, fui ferito a morte là dove la tua mano mi colpì per prima, e non avrei potuto essere ucciso da un braccio più nobile. ==Citazioni su Gawain== ===[[Thomas Malory]]=== {{cronologico}} *Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè Lancillotto e suo figlio Galahad. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù. ([[Mago Merlino]]) *{{NDR|[[Sir Gareth]]}} non volle più accompagnarsi a quell'uomo vendicativo che, quando odiava, era pronto anche a commettere omicidi. E a ser Gareth questo ripugnava. *Ti sei impegnato insieme a molti altri in una ricerca che non porterai mai a termine perché il [[Graal|Sangrail]] non si mostra ai peccatori. Non devi quindi meravigliare se non vi sei riuscito. Tu sei un cavaliere sleale e un grande assassino, mentre per gli uomini buoni questa ricerca è ben altro che una serie di omicidi. *Quanto a madama la regina, non un solo cavaliere al mondo, salvo la persona di vostra altezza e il mio signore ser Galvano, oserebbe provare sul mio corpo che ella vi ha tradito! ([[Lancillotto]]) *Ser Galvano aveva ricevuto da un sant'uomo un dono miracoloso che gli aveva permesso di farsi molto onore: ogni giorno dell'anno, dalle nove a mezzogiorno, la sua forza cresceva fino ad arrivare a triplicarsi. Per questo re Artù, che era il solo a saperlo, aveva ordinato che tutte le tenzoni che si fossero svolte alla propria presenza, di qualunque genere e per ogni tipo di lite, avessero inizio alle nove del mattino: in tale modo il partito per il quale si fosse battuto il nipote avrebbe avuto sempre il sopravvento nel corso delle tre ore in cui la forza di Galvano raggiungeva il suo culmine. *Solo in te e in ser Lancillotto riposavano la mia letizia e la mia fiducia. Adesso che ho perduto entrambi, tutto il conforto che avevo sulla terra mi abbandona! ([[Re Artù]]) ==Voci correlate== *[[Re Artù]], zio *[[Cavalieri della Tavola Rotonda]] *[[Sir Gareth]], fratello *[[Igraine]], nonna ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Cavalieri della Tavola Rotonda]] czmbpn07pcwumdsrep97ve2yehmlz4q Territori occupati da Israele 0 225630 1420347 1419018 2026-07-13T20:34:54Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1420347 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Israel and occupied territories map.png|thumb|Mappa della Nazioni Unite di Israele e dei territori che attualmente occupa (in verde)]] Citazioni sui '''territori occupati da Israele'''. ==[[Ilan Pappé]]== *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" Territori Occupati. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. *{{NDR|Sulla gestione dei territori occupati da Israele a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Guerra dei sei giorni]] *[[Israele]] *[[Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Luoghi della Palestina]] sw8j771g838nueenwwtnqcmy5gjly6a Mike Robinson (designer) 0 225742 1420364 1420199 2026-07-13T22:54:37Z Danyele 19198 /* Citazioni di Mike Robinson */ wikilink 1420364 wikitext text/x-wiki [[File:Flickr - plushev - Geneva2010 527.jpg|thumb|upright=1.2|Mike Robinson nel 2010 accanto alla sua [[Alfa Romeo 8C Competizione Bertone Pandion]]]] '''Michael Vernon Robinson''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Mike Robinson== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} [...] il più grande comunicatore del settore. Se lui decide che produrre automobili in Italia sia meno efficiente che in Canada, allora vanno eliminate le fabbriche italiane. E tutti in coro: "Grande Marchionne!". Lui è una rock star del mondo automobilistico. Non vuol dire pero che la Fiat o la Chrysler ci saranno fra 50 anni (o fra 20 anni...).<ref name="Bega">Da Artemisa Bega (a cura di), ''[https://www.automotivespace.it/mike-robinson-intervista-ad-un-designer-poliedrico-1-parte/ Mike Robinson: intervista ad un designer poliedrico (1^ parte)]'', ''automotivespace.it'', 8 maggio 2012.</ref> *Uno dei dilemmi che affliggono i brand che desiderano crescere è proprio la differenza tra essere noti fra i clienti veri ed essere noti nell'immaginario comune. [...] non serve molto avere tanti fans super informati se non comprano i nostri servizi.<ref name="Bega"/> *[...] io ho iniziato a lavorare su un progetto di vettura autonoma nel 1996, quando operavo nel centro stile Lancia. Il primissimo modello, denominato [[Lancia Dialogos]], rappresentava una particolare concept car con il sedile anteriore che ruotava di 180° gradi, con configurazione "vis a vis". È stato un grandissimo successo nella veste di Concept car, meno sotto l'aspetto commerciale; dal prototipo nacque la Lancia Thesis.<ref name="sicurauto">Da ''[https://www.sicurauto.it/news/mike-robinson-intervista-ad-un-car-designer-innovatore/ Mike Robinson: intervista ad un car designer innovatore]'', ''sicurauto.it'', 8 aprile 2015.</ref> *Quando avevo 16 anni e frequentavo il Liceo a Seattle [...] il mio sogno era quello di iscrivermi ad architettura, perché amavo disegnare. In realtà amavo anche le automobili, ma non sapevo dell'esistenza dei centri stile creati per disegnare le auto. Un mio compagno di classe cambiò per sempre la mia vita, portando a scuola un poster che ritraeva le linee mozzafiato della [[Lancia Stratos Zero]]. Un'auto affascinante alta 80 cm, con un inedito abitacolo il cui accesso avveniva dal parabrezza, tramite l'apertura dello stesso verso l'alto, come la bocca di un coccodrillo. Vidi questa macchina per la prima volta e rimasi scioccato per la bellezza e per l'innovazione, non sapevo di chi fosse, ma avevo solo un indizio, il suo nome: Stratos! Quindi, mi organizzai e cercai in diverse biblioteche (all'epoca non cerano i motori di ricerca) e finalmente trovai tutta la sua incantevole storia. Proprio lì decisi il mio futuro, di fare non solo il Car Designer, ma di trasferirmi a Torino [...] a casa di Bertone, Pininfarina e Giugiaro. Quella macchina ha cambiato la mia vita [...]<ref name="sicurauto"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] non ha alcuna radice nel Dna Ferrari. [...] portava già in sé un concetto fortemente ''disruptive'', quello dell'alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l'elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un'auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. [...] E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema.<ref>Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> {{Int|''[https://www.motorbox.com/auto/magazine/auto-novita/mike-robinson-racconta-la-bertone-pandion Mike Robinson racconta la Bertone Pandion]''|''motorbox.com'', 20 marzo 2010.}} {{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C Competizione Bertone Pandion]]}} *Le automobili sono come i film: devono raccontare una storia per conquistare le persone. I migliori [[Progettazione di automobili|disegnatori di automobili]] sono per forza anche ottimi narratori, e i loro prodotti, siano concept car o modelli destinati alla produzione, rispecchiano la loro abilità di raccogliere idee affascinanti da ogni settore, in tutto il mondo, e poi riunirle e reinterpretarle in grandi storie inedite. *Per sviluppare questo progetto siamo partiti dal logo della Casa del Biscione, unico riferimento storico da cui abbiamo preso spunto. [...] Dalla contrapposizione dei due elementi del logo Alfa Romeo è nato così il concetto dello "Skin and Frame": skin, cioè la pelle della carrozzeria che si riconduce al serpente sinuoso, sensuale, organico... e poi frame, ovvero la struttura della vettura rappresentata dalla croce araldica del logo, con la sua durezza, la sua rigidità, la sua tecnicità... Due elementi che sono stati pienamente trasferiti [...] con l'accostamento di superfici morbide a strutture spigolose, che paiono esplodere dal cuore dell'auto slanciandosi verso l'esterno. Una struttura portante che assume forme organiche, andando a pescare proprio nel mondo dei viventi gli spunti principali: negli interni il frame è sinuoso, con strutture che ricordano i rami di un albero. Le schegge che si intrecciano all'esterno [...] invece [...] vogliono ricreare l'immagine della coda di una cometa, andando come a smaterializzarsi per trasmettere un forte senso di movimento, anche a vettura ferma. *Le porte derivano dal secondo grande elemento ispiratore che ha poi anche dato il nome alla nostra concept: Pandion, ovvero la denominazione scientifica del falco pescatore. L'apertura delle portiere riprende proprio la forma del volatile ad ali spiegate, effetto che risulta ancor più coerente grazie al corretto rapporto delle proporzioni. [...] la mascherina del frontale riprende lo stesso taglio degli occhi, e i colori, con il contrasto nero-bianco, si rifanno all'abbinamento cromatico del suo piumaggio. Anche il classico scudo Alfa Romeo si rifà al becco del falco e, allo stesso tempo, segna un ulteriore distacco dalla tradizione Alfa Romeo: non più una forma chiusa bensì aperta nella parte inferiore, così da avere un profilo nuovo ma ben riconoscibile già al primo sguardo. *[...] non volevamo un'auto che fosse realmente fattibile, altrimenti non avremmo potuto ottenere un effetto così sorprendente, ed il nostro lavoro si sarebbe confuso tra gli altri. {{Int|''[https://www.automotivespace.it/mike-robinson-intervista-ad-un-designer-poliedrico-2-parte/ Mike Robinson: intervista ad un designer poliedrico (2^ parte)]''|Artemisa Bega (a cura di), ''automotivespace.it'', 15 maggio 2012.}} *[...] ogni volta che metto matita su carta (a meno che si tratti di una concept car), l'oggetto che risulta sarà ancora in vendita fra 9, 10 anni. Ecco perché si dice che i designers vivono nel futuro. Per potersi muovere con autorevolezza nel futuro bisogna avere riferimenti ben diversi dall'uomo della strada. Lui confronta qualsiasi cosa che vede con ciò che ha nel suo garage. Io invece confronto le cose attorno a me con ciò che vedremo fra 10 o 20 anni. *{{NDR|«Cosa serve per essere un buon [[Progettazione di automobili|car designer]]?»}} Un tocco di pazzia, di incoscienza, di masochismo e soprattutto un grande ego. Bel quadro, no? Sì, i designer sono abbastanza odiati nell'industria: dagli ingegneri, dalla Direzione, dai contafagioli, ecc. Perché? Perché sono indisciplinati, pensano out-of-the-box e raggiungono risultati inimmaginabili di conseguenza. Provano ad obbligarli e restare in gabbia e non producono più. Fanno solo più soluzioni noiose, banali, invendibili. Liberali, invitali a fare pazzia, et voilà, ecco che incominciano ad arrivare dei capolavori che fanno record di vendite. Poi, solo il 2% del lavoro di un designer è utilizzabile. Il resto è solo riscaldamento. Quindi servono 100 disegni per averne 2 belli. *La cosa più importante che deve fare un giovane per diventare un [[design]]er è scegliere bene i propri genitori. Il DNA non mente. La scuola non può sostituire una forte dose di creatività generazionale. *Un ottimo designer è metà ricercatore e metà artista. Una sete insaziabile di conoscere è il primo segno di un grande designer. Ricercare, sperimentare, sbagliare, riprovare, all'infinito. Ecco dove nasce l'innovazione. Poi, una volta che hai scoperto qualcosa devi spiegarlo/illustrarlo ad altri. Qui subentra l'artista. Meglio riesci a definire il tuo sogno, più probabilità hai di trasformarlo in realtà. {{Int|''[https://www.quattroruote.it/news/industria-finanza/2020/04/10/le_grandi_interviste_mike_robinson.html Mike Robinson, da designer a imprenditore]''|Intervsta di Laura Confalonieri, ''Quattroruote'', 2016; ripubblicato in ''quattroruote.it'', 10 aprile 2020.}} *[...] il potere del [[design]]er è incredibile: se è davvero bravo, riesce a lasciare il segno, a influenzare. Certo, oggi è difficile tirare fuori concetti nuovi e lo sarà sempre di più. Quelli che vanno fuori dal seminato sono i geni [...] *La [[Lancia Dialogos|Dialogos]], nel '98, è stata la prima berlina senza paraurti. Poi, con le nuove regole per la protezione dei pedoni, quello è divenuto uno standard e tutti hanno dovuto fare il frontale così. *Le [[Sport Utility Vehicle|Suv]] per me sono state fantastiche, perché hanno dato dignità alle due volumi, auto che nessuno sognava. Poi, è arrivato qualcuno che ha detto: «Alziamole da terra, mettiamole delle gomme grosse, facciamole più grintose». E sono diventate di moda. *C'è una curiosa schizofrenia delle Suv: nascono per la campagna, ma si usano in città e quasi mai se ne sfruttano le caratteristiche. *[...] l'auto elettrica toglierà il problema dell'inquinamento, quella autonoma quello delle morti per incidenti. Se sarà sexy, meglio. {{Int|''[https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/senza-sangue-designer-ingegneri-brutta-auto-intervista-mike-robinson-92192/ "Senza sangue fra designer e ingegneri è una brutta auto": intervista a Mike Robinson]''|Cristiano Bergoglio, ''ilprimatonazionale.it'', 1º settembre 2018.}} *Durante lo [[Progettazione di automobili|sviluppo di una vettura]], se non c'è il sangue sul pavimento dopo le battaglie fra designer ed ingegneri, allora si può essere certi che l'auto sarà brutta e/o poco interessante. *[...] un concept car da salone, per esplorare il benessere a bordo delle vetture di lusso del futuro. Fu così che nacque la [[Lancia Dialogos]], dopo 24 mesi di ricerca a 360°, con analisi sociali, psicologiche, tecnologiche, fantascientifiche, persino automobilistiche. [...] La prima vettura da sostituire in quel tempo era [...] la Lancia K e [...] si optò per mettere in produzione la Dialogos; purtroppo si dovette adattare la [...] meccanica della vecchia K, con enormi problematiche perché erano due vetture stilisticamente diverse e la piattaforma della K era anche ormai arretrata (passo troppo corto, sbalzi anteriori e posteriori troppo lunghi, carreggiate troppo strette, ecc.). Poi la nuova elettronica era in netto conflitto con i vecchi sistemi elettrici e così si iniziarono le vendite con due anni di ritardo. Tutti motivi che spiegano l'insuccesso della [[Lancia Thesis]], anche se sono convinto che con una stella a tre punte invece dello scudetto Lancia la stessa vettura avrebbe fatto grandi numeri: esistono nel mondo ancora oggi vari club di collezionisti incentrati solo sulla Thesis, uno addirittura in Giappone dove non è mai stata importata ufficialmente! *L'auto del futuro dovrà sempre di più emozionare, bella la [[Autovettura autonoma|guida autonoma]] ma quando verrà eliminato il volante questo dovrà essere sostituito con qualcosa ancora più affascinante, altrimenti il piacere sarà perso. {{Int|''[https://autologia.net/piu-di-sette-domande-a-mike-robinson-designer/ (Più di) sette domande a Mike Robinson, designer]''|Intervista di Eraldo Mussa, ''autologia.net'', 18 giugno 2024.}} *Rompere le regole è diventato la mia regola di [[design]], ma per poterlo fare le devi conoscere. *Qualsiasi ruolo di design ha un aspetto di creatività, di progettazione, e di problem solving. Ma ogni mestiere ha tante attività specifiche, che rende differente uno dall'altro. Come paragonare un atleta di calcio, di basket, e di Formula Uno. Sono tutti atleti ma non sono intercambiabili. Ho disegnato i vestiti per le modelle per i miei concept car per anni, ma non mi considero un fashion designer. Ho disegnato gli interni di tante automobili, alcuni yacht, treni, jet, e alberghi, ma non mi sento un interior designer. *La [[Lancia Dialogos|Dialogos]] fu progetto meraviglioso [...]. Il briefing diceva: "un'auto biodinamica per creare benessere a bordo". Wow! Un invito a nozze per un matto come me assettato di innovazioni. [...] La cosa più strana era il tempo. Avevamo 24 mesi per realizzare il prototipo. Oggi mi danno due mesi! Quindi, abbiamo potuto fare tantissima ricerca, e lo si vedeva. 14 innovazioni mai viste nel settore automobilistico. La Dialogos fu la star del Salone di Torino del 1998. *{{NDR|Sulla [[Lancia Thesis]]}} Certo che aveva un design molto diverso dagli altri concorrenti. L'ho fatto apposta [...]. Si vede che Fiat non era l'azienda giusta per una simile ammiraglia. *[[Lancia Nea|Nea]] fu presentata nel 2000, una concept car autonoma, perfettamente guidabile senza mani! Tutto progettato all'interno di Fiat [...]. Eravamo uno dei primi al mondo ad avere un prototipo autonomo funzionante, 12 anni prima di Google. Ma la Direzione in Fiat all'epoca ha deciso di proibire qualsiasi ulteriore attività di sviluppo per le auto autonome. Punto. Eravamo leader mondiale all'epoca! Così è la vita. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Robinson, Mike}} [[Categoria:Designer statunitensi]] 26v3x1lrd0vveuo8z6215xdszqiv6sd Chris Bangle 0 225743 1420323 1419947 2026-07-13T18:51:39Z Danyele 19198 de-stub 1420323 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Sistema di guida autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla..<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali entri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends''', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] 6obull7b1lregymm39krhdeyc6edhyw 1420361 1420323 2026-07-13T22:41:18Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ wikilink più pertinente 1420361 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla..<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali entri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends''', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] iv0nbr8yid14vb04eoa9w3xos3elfhi 1420362 1420361 2026-07-13T22:47:06Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ typo 1420362 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali entri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends''', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] p64m8pkd1ln5suw2g2lgkxioi1t4g69 1420374 1420362 2026-07-13T23:25:10Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ typo 1420374 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends''', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] 1mocj7gnto6c77nakwg9q7s7yift9n1 1420376 1420374 2026-07-13T23:35:31Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ typo 1420376 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] sa9gl0denu24gxzttvfx9eagnj7eqma 1420390 1420376 2026-07-14T00:14:24Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ +4 1420390 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}} *{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa. *L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] la Mini è stata la prima piccola macchina costosa. *La domanda da farsi per creare un'[[Automobile|auto]] di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza. *{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] 6vust4k3cdmgbqhgpagfkgfjcthgglm 1420391 1420390 2026-07-14T00:14:42Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ fix 1420391 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}} *{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa. *L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] la Mini è stata la prima piccola macchina costosa. *La domanda da farsi per creare un'[[Automobile|auto]] di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza. *{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] 6v6hb3z411eqpy1q6021hw5z1gwt7na 1420393 1420391 2026-07-14T00:17:19Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ wikilink più pertinente 1420393 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}} *{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa. *L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] la Mini è stata la prima piccola macchina costosa. *La domanda da farsi per [[Progettazione di automobili|creare]] un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza. *{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] gjmz2m4yj53dwo8uxd425g5lwhfanc3 1420398 1420393 2026-07-14T00:29:11Z Danyele 19198 /* Citazioni di Chris Bangle */ limature 1420398 wikitext text/x-wiki [[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]] '''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense. ==Citazioni di Chris Bangle== {{cronologico}} *Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref> *Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref> *La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref> *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/> *Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref> *Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/> *La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref> *La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/> {{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}} *[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. *Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti. *[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. {{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}} *{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa. *L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa. *La domanda da farsi per [[Progettazione di automobili|creare]] un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza. *{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti. {{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}} *Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto. *La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre. *[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". *Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi. {{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}} *{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". *{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. *{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. {{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}} *[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere. *Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica). *{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette. *{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza. ===Citazioni non datate=== *[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}} [[Categoria:Designer statunitensi]] qbkqjqve465qqz0py92s3jas5zlvzqx Lancia Dialogos 0 225772 1420366 1420187 2026-07-13T22:55:32Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1420366 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:LanciaDialogos.jpg|thumb|Lancia Dialogos (1998)]] Citazioni sulla '''Lancia Dialogos'''. ===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]=== *Io ho iniziato a lavorare su un progetto di vettura autonoma nel 1996, quando operavo nel centro stile Lancia. Il primissimo modello, denominato Lancia Dialogos, rappresentava una particolare concept car con il sedile anteriore che ruotava di 180° gradi, con configurazione "vis a vis". È stato un grandissimo successo nella veste di Concept car, meno sotto l'aspetto commerciale; dal prototipo nacque la [[Lancia Thesis]]. *La Dialogos, nel '98, è stata la prima berlina senza paraurti. Poi, con le nuove regole per la protezione dei pedoni, quello è divenuto uno standard e tutti hanno dovuto fare il frontale così. *La Dialogos fu progetto meraviglioso [...]. Il briefing diceva: "un'auto biodinamica per creare benessere a bordo". Wow! Un invito a nozze per un matto come me assettato di innovazioni. [...] La cosa più strana era il tempo. Avevamo 24 mesi per realizzare il prototipo. Oggi mi danno due mesi! Quindi, abbiamo potuto fare tantissima ricerca, e lo si vedeva. 14 innovazioni mai viste nel settore automobilistico. La Dialogos fu la star del Salone di Torino del 1998. *Un concept car da salone, per esplorare il benessere a bordo delle vetture di lusso del futuro. Fu così che nacque la Lancia Dialogos, dopo 24 mesi di ricerca a 360°, con analisi sociali, psicologiche, tecnologiche, fantascientifiche, persino automobilistiche. ==Voci correlate== *[[Autovettura autonoma]] *[[Lancia Thesis]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] nyj3jm2qqiy42bz8htajdmx94g9ipcg Lancia Nea 0 225775 1420365 1420191 2026-07-13T22:55:24Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1420365 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''Lancia Nea'''. *Nea fu presentata nel 2000, una concept car autonoma, perfettamente guidabile senza mani! Tutto progettato all'interno di Fiat [...]. Eravamo uno dei primi al mondo ad avere un prototipo autonomo funzionante, 12 anni prima di Google. Ma la Direzione in Fiat all'epoca ha deciso di proibire qualsiasi ulteriore attività di sviluppo per le auto autonome. Punto. Eravamo leader mondiale all'epoca! Così è la vita. ([[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]) ==Voci correlate== *[[Autovettura autonoma]] *[[Lancia (azienda)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Lancia Nea|w_site=es|w_preposizione=riguardante la}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] tkcy09pc1cs4fo3br53lf25q1j6jpeu Giorgio Galli 0 225782 1420284 1420258 2026-07-13T13:28:33Z Gaux 18878 /* Gli anni di Berlinguer */ la tristezza di Berlinguer 1420284 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgiogalli.jpg|thumb|Giorgio Galli]] '''Giorgio Galli''' (1928 – 2020), politologo e storico italiano. ==''Gli anni di Berlinguer''== *La mia tesi è che [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. (pp. 28-30) *{{NDR|Enrico Berlinguer}} Il segretario del Pci rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. (pp. 37-38) *[[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. (p. 38) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]] (p. 38) ==Bibliografia== *Giorgio Galli, ''Gli anni di Berlinguer'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, giugno 1987, n. 355, pp. 28-38. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galli, Giorgio}} [[Categoria:Politologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 1xpoozsuru9cqokowqwyuhihx6bfwzv 1420285 1420284 2026-07-13T13:30:01Z Gaux 18878 /* Gli anni di Berlinguer */ typo 1420285 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgiogalli.jpg|thumb|Giorgio Galli]] '''Giorgio Galli''' (1928 – 2020), politologo e storico italiano. ==''Gli anni di Berlinguer''== *La mia tesi è che [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. (pp. 28-30) *{{NDR|Enrico Berlinguer}} Il segretario del Pci rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. (pp. 37-38) *[[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. (p. 38) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. (p. 38) ==Bibliografia== *Giorgio Galli, ''Gli anni di Berlinguer'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, giugno 1987, n. 355, pp. 28-38. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galli, Giorgio}} [[Categoria:Politologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gmqjg6act7wygzjs9i95q1k7uf1hq0p 1420290 1420285 2026-07-13T13:42:37Z Gaux 18878 /* Gli anni di Berlinguer */ Luigi Longo 1420290 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgiogalli.jpg|thumb|Giorgio Galli]] '''Giorgio Galli''' (1928 – 2020), politologo e storico italiano. ==''Gli anni di Berlinguer''== *La mia tesi è che [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. (pp. 28-30) *{{NDR|Enrico Berlinguer}} Il segretario del Pci rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. (pp. 37-38) *[[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. (p. 38) *[[Luigi Longo|Longo]] fu il gestore di una eredità piuttosto che il realizzatore di un nuovo stile di direzione. (p. 38) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. (p. 38) ==Bibliografia== *Giorgio Galli, ''Gli anni di Berlinguer'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, giugno 1987, n. 355, pp. 28-38. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galli, Giorgio}} [[Categoria:Politologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] b6xo7pykt7769u3yug9uqjmo0eveyt5 1420291 1420290 2026-07-13T13:46:07Z Gaux 18878 /* Gli anni di Berlinguer */ nota 1420291 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgiogalli.jpg|thumb|Giorgio Galli]] '''Giorgio Galli''' (1928 – 2020), politologo e storico italiano. ==''Gli anni di Berlinguer''== *La mia tesi è che [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. (pp. 28-30) *{{NDR|Enrico Berlinguer}} Il segretario del Pci rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. (pp. 37-38) *[[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. (p. 38) *[[Luigi Longo|Longo]] fu il gestore di una eredità<ref>Nel 1964 Longo divenne segretario del Partito Comunista dopo la morte di Togliatti.</ref> piuttosto che il realizzatore di un nuovo stile di direzione. (p. 38) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. (p. 38) ==Bibliografia== *Giorgio Galli, ''Gli anni di Berlinguer'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, giugno 1987, n. 355, pp. 28-38. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galli, Giorgio}} [[Categoria:Politologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gkqrgosqe9zwqzjw7gpad9ofxpyfw7e 1420292 1420291 2026-07-13T13:46:41Z Gaux 18878 sezione Note 1420292 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgiogalli.jpg|thumb|Giorgio Galli]] '''Giorgio Galli''' (1928 – 2020), politologo e storico italiano. ==''Gli anni di Berlinguer''== *La mia tesi è che [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] non abbia saputo utilizzare appieno quel periodo {{NDR|dal 1974 al 1978}} di eccezionale fortuna del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] e che non lo abbia saputo fare per precisi limiti culturali, suoi e del partito nel suo insieme. Un utile punto di partenza è la considerazione che raramente un leader politico ha avuto occasione di poter applicare e sperimentare a breve scadenza una sua impostazione teorica di fondo: è quanto accaduto al segretario del Pci, che enunciò la sua tesi del «[[compromesso storico]]» (la teorizzazione che sintetizza il suo apporto al patrimonio ideologico del partito) alla fine del 1973 e che si trovò nella condizione di poterne tentare l'applicazione già dal maggio '74, allorché il [[Referendum abrogativo in Italia del 1974|voto referendario sul divorzio]] mise in crisi l'egemonia della [[Democrazia Cristiana|DC]] nel nostro sistema politico. (pp. 28-30) *{{NDR|Enrico Berlinguer}} Il segretario del Pci rimase sempre convinto che la fase [[Capitalismo|capitalistica]] della storia umana in Occidente sarebbe stata seguita da una fase socialista, da un sistema sociale e politico diverso sia dalla democrazia rappresentativa delle società capitalistiche, sia dai regimi autoritari dell'Est, fondati sulla proprietà collettiva, un sistema con tratti più marcati di [[egualitarismo]], che egli non definì, ma per il quale adottò negli anni ottanta, la definizione di una «terza via» diversa, originale, la cui proposta avrebbe dovuto caratterizzare l'«[[eurocomunismo]]», una particolare esperienza, comune del Pci, del [[Partito Comunista Francese|Pcf]] (durante la fase dell'unione delle sinistre in Francia) e del [[Partito Comunista di Spagna|partito comunista spagnolo]] (nella fase di ripresa democratica dopo la scomparsa di [[Francisco Franco|Franco]]. (pp. 37-38) *[[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. (p. 38) *[[Luigi Longo|Longo]] fu il gestore di una eredità<ref>Nel 1964 Longo divenne segretario del Partito Comunista dopo la morte di Togliatti.</ref> piuttosto che il realizzatore di un nuovo stile di direzione. (p. 38) *La serietà, la tristezza di Berlinguer, i segni quasi di un continuo tormento interiore, di una vita senza rilassatezza e distensione, sono stati apprezzati per il loro significato etico, alla vigilia di una rivalutazione dell'[[etica]]. (p. 38) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giorgio Galli, ''Gli anni di Berlinguer'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, giugno 1987, n. 355, pp. 28-38. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galli, Giorgio}} [[Categoria:Politologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ocvvg2s9w6cnfnysjv5p1d1apz5onap Discussioni utente:Like the windows 3 225787 1420273 2026-07-13T12:10:16Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420273 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:10, 13 lug 2026 (CEST)}} ptk4sznspa95kli9fu2is61uedgvd6p Margherita Botto 0 225788 1420274 2026-07-13T12:23:37Z Udiki 86035 Oltre quarant'anni di attività per editori di primissimo piano e scrittori di vaglia, candidata al premio Strega, le è stato intitolato un premio dall'Accademia di Scienze e Lettere. C'è già l'elemento Wikidata 1420274 wikitext text/x-wiki '''Margherita Botto''' (1949 – 2023), francesista italiana. ==Citazioni di Margherita Botto== *Ma secondo me il mestiere di [[Traduzione|traduttore]] somiglia molto a quello dell'attore (più che a quello dello scrittore, al quale invece molti traduttori si richiamano). Si tratta di entrare in un ruolo, dare significato a un linguaggio, a un'epoca, a una cultura, trasmetterli il più efficacemente possibile a un pubblico. Interpretare. È il fascino più grande di questo tipo di lavoro. Ti permette di cambiare personalità, di usare parole che possiedi ma che forse non useresti mai spontaneamente. Certo, alcuni ruoli sono più facili da rivestire di altri, o più congeniali; ma spesso la distanza o l'estraneità rispetto al proprio carattere è proprio ciò che permette di ottenere buoni risultati.<ref>Dall'intervista di Piernicola D'Ortona, ''[https://rivistatradurre.it/il-belletto-e-la-cave-a-liqueurs-2/ Il belletto e la cave à liqueurs]'', ''Pratiche'', n. 12, primavera 2017.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Botto, Margherita}} [[Categoria:Traduttori italiani]] 2ds1vk04dahxx0mxbqo7r4gvve048nt La Niña (cantante) 0 225789 1420283 2026-07-13T13:27:10Z ~2026-39708-25 107768 Creata pagina con "[[File:La Niña Sherwood.it 2026.png|thumb|upright=1.2|Cmqmartina nel 2026]] '''La Niña''', pseudonimo di '''Carola Moccia''' (1991 – vivente), cantautrice e attrice italiana. ==Citazioni de La Niña== {{cronologico}} *Sento che si può trovare molta vicinanza con le persone, anche molto lontane, perché hanno le stesse radici.<ref>Dall'intervista di Corinne Corci, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-intervista-furesta-nuovo-disco-napoli-canzoni Con La Niña, tut..." 1420283 wikitext text/x-wiki [[File:La Niña Sherwood.it 2026.png|thumb|upright=1.2|Cmqmartina nel 2026]] '''La Niña''', pseudonimo di '''Carola Moccia''' (1991 – vivente), cantautrice e attrice italiana. ==Citazioni de La Niña== {{cronologico}} *Sento che si può trovare molta vicinanza con le persone, anche molto lontane, perché hanno le stesse radici.<ref>Dall'intervista di Corinne Corci, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-intervista-furesta-nuovo-disco-napoli-canzoni Con La Niña, tutte le figlie della tempesta hanno una voce che racconti le loro storie]'', ''vogue.it'', 21 marzo 2025.</ref> *Ho vissuto disagi di ogni genere legati all'essere donna. La storia, la letteratura, l'arte, la cultura e la politica hanno sempre caricato la figura della donna di significati altissimi o bassissimi: puttana o sposa.<ref name="open">Dall'intervista di Gabriele Fazio, ''[https://www.open.online/2025/03/23/la-nina-furesta-disco-politico-femminismo-intervista/ La Niña e tutte le figlie della tempesta: "Siamo stanche di essere viste come putt*** o spose"]'', ''open.online'', 23 marzo 2025.</ref> *Politica non è una parola che deve far paura. Non è cool ma io ci credo.<ref name="open"/> *La tradizione non è niente di fisso. [...] È indomabile come i gatti e ne devi custodire la fiamma, non celebrarne le ceneri.<ref>Dall'intervista di Corinne Corci ed Eleonora Giordani, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-furesta-etro La Niña: intervista alla cantante rivelazione dell'anno, tra gli ospiti di Forces of Fashion 2025]'', ''vogue.it'', 24 settembre 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Niña}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] 4leomfnxxolf65wwxu33afv2739f38i 1420286 1420283 2026-07-13T13:30:24Z ~2026-39603-99 107769 /* Citazioni de La Niña */ 1420286 wikitext text/x-wiki [[File:La Niña Sherwood.it 2026.png|thumb|upright=1.2|Cmqmartina nel 2026]] '''La Niña''', pseudonimo di '''Carola Moccia''' (1991 – vivente), cantautrice e attrice italiana. ==Citazioni de La Niña== {{cronologico}} *Sento che si può trovare molta vicinanza con le persone, anche molto lontane, perché hanno le stesse radici.<ref>Dall'intervista di Corinne Corci, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-intervista-furesta-nuovo-disco-napoli-canzoni Con La Niña, tutte le figlie della tempesta hanno una voce che racconti le loro storie]'', ''vogue.it'', 21 marzo 2025.</ref> *Ho vissuto disagi di ogni genere legati all'essere donna. La storia, la letteratura, l'arte, la cultura e la politica hanno sempre caricato la figura della donna di significati altissimi o bassissimi: puttana o sposa.<ref name="open">Dall'intervista di Gabriele Fazio, ''[https://www.open.online/2025/03/23/la-nina-furesta-disco-politico-femminismo-intervista/ La Niña e tutte le figlie della tempesta: "Siamo stanche di essere viste come putt*** o spose"]'', ''open.online'', 23 marzo 2025.</ref> *Politica non è una parola che deve far paura. Non è cool ma io ci credo.<ref name="open"/> *La tradizione non è niente di fisso. [...] È indomabile come i gatti e ne devi custodire la fiamma, non celebrarne le ceneri.<ref>Da Corinne Corci ed Eleonora Giordani, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-furesta-etro La Niña: intervista alla cantante rivelazione dell'anno, tra gli ospiti di Forces of Fashion 2025]'', ''vogue.it'', 24 settembre 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Niña}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] 7a5qqvrax1tcuxz2oizq1pdlt8mba3u 1420319 1420286 2026-07-13T18:10:55Z ~2026-39599-47 107772 /* */ 1420319 wikitext text/x-wiki [[File:La Niña Sherwood.it 2026.png|thumb|upright=1.2|La Niña nel 2026]] '''La Niña''', pseudonimo di '''Carola Moccia''' (1991 – vivente), cantautrice e attrice italiana. ==Citazioni de La Niña== {{cronologico}} *Sento che si può trovare molta vicinanza con le persone, anche molto lontane, perché hanno le stesse radici.<ref>Dall'intervista di Corinne Corci, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-intervista-furesta-nuovo-disco-napoli-canzoni Con La Niña, tutte le figlie della tempesta hanno una voce che racconti le loro storie]'', ''vogue.it'', 21 marzo 2025.</ref> *Ho vissuto disagi di ogni genere legati all'essere donna. La storia, la letteratura, l'arte, la cultura e la politica hanno sempre caricato la figura della donna di significati altissimi o bassissimi: puttana o sposa.<ref name="open">Dall'intervista di Gabriele Fazio, ''[https://www.open.online/2025/03/23/la-nina-furesta-disco-politico-femminismo-intervista/ La Niña e tutte le figlie della tempesta: "Siamo stanche di essere viste come putt*** o spose"]'', ''open.online'', 23 marzo 2025.</ref> *Politica non è una parola che deve far paura. Non è cool ma io ci credo.<ref name="open"/> *La tradizione non è niente di fisso. [...] È indomabile come i gatti e ne devi custodire la fiamma, non celebrarne le ceneri.<ref>Da Corinne Corci ed Eleonora Giordani, ''[https://www.vogue.it/article/la-nina-furesta-etro La Niña: intervista alla cantante rivelazione dell'anno, tra gli ospiti di Forces of Fashion 2025]'', ''vogue.it'', 24 settembre 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Niña}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] imdijs5t1sr0lv2z2yx0aoheq5e33ho Discussioni utente:Gioiaminou 3 225790 1420288 2026-07-13T13:35:35Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420288 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:35, 13 lug 2026 (CEST)}} 5t6j61i6kbz3ij7yy3eqc27m10kcy6n Discussioni utente:TDRCAU 3 225791 1420294 2026-07-13T14:08:27Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420294 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:08, 13 lug 2026 (CEST)}} 4xfl6qj7urg9iypa0rbuweeo8ld2qbu Discussioni utente:Jacopo Donatini 3 225792 1420295 2026-07-13T14:48:17Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420295 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:48, 13 lug 2026 (CEST)}} lr35n3cb6phkj58hrkbe89r46z7k064 Discussioni utente:GSPler 3 225793 1420296 2026-07-13T15:14:19Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420296 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:14, 13 lug 2026 (CEST)}} rdlnuhlsm2dwddm23o7uobe0ie75kg8 Discussioni utente:Carter102 3 225794 1420297 2026-07-13T15:42:44Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420297 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:42, 13 lug 2026 (CEST)}} qw65kkldyxz9jmqihfr1sns48o6wq9b Drago del lago di fuoco 0 225795 1420305 2026-07-13T16:43:07Z Skekzilla 17056 Redirect alla pagina [[Il drago del lago di fuoco]] 1420305 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Il drago del lago di fuoco]] n3c6hiilo50jmoy73o46re35zojv20n Discussioni utente:Gico200 3 225796 1420317 2026-07-13T17:56:04Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420317 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:56, 13 lug 2026 (CEST)}} s0mqfa89b9zmnw09mvoqiwkkrlv4uks Discussione:Il diavolo veste Prada 1 225797 1420321 2026-07-13T18:33:09Z Carnby 10152 /* Link */ nuova sezione 1420321 wikitext text/x-wiki == Link == Ma sono normali questi collegamenti ipertestuali a cose come "ceruleo"? Chiedo.-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 20:33, 13 lug 2026 (CEST) klcqn038dtzwm96506j7g00zsg3f286 1420330 1420321 2026-07-13T19:04:10Z Udiki 86035 /* Link */ Risposta 1420330 wikitext text/x-wiki == Link == Ma sono normali questi collegamenti ipertestuali a cose come "ceruleo"? Chiedo.-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 20:33, 13 lug 2026 (CEST) :Dipende. Nel caso di "ceruleo", sì; infatti quella citazione si trova nella [[Ceruleo|relativa voce]]. Vedi '''[[Aiuto:wikilink]]'''. Sono ammessi ''de facto'' anche i collegamenti verso persone e opere, sebbene la citazione non li riguardi particolarmente. Invece i collegamenti verso "speranza", "calcio", "scuola" e "bacio" non sono a proposito. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:04, 13 lug 2026 (CEST) m2oi6l6inycni8u9ozvfw5ek9g13q5l Discussioni utente:Enrico Zerbetto 3 225798 1420322 2026-07-13T18:51:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420322 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:51, 13 lug 2026 (CEST)}} 9ykafon5rlve3d4rz0h3labicwsowow Discussioni utente:Andrea Sirotti 3 225799 1420337 2026-07-13T19:24:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420337 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:24, 13 lug 2026 (CEST)}} 315nt1ac65hrxmg0ijyteyv88y46fkv 1420338 1420337 2026-07-13T19:29:21Z Andrea Sirotti 107766 /* */ Risposta 1420338 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:24, 13 lug 2026 (CEST)}} :Grazie, vengo da Wikipedia, faccio un po' un giro per capirne un po' di più [[Utente:Andrea Sirotti|Andrea Sirotti]] ([[Discussioni utente:Andrea Sirotti|scrivimi]]) 21:29, 13 lug 2026 (CEST) 7dfad9jsib35u5hwkti5j24xd77dm4c Discussioni utente:Simolly08 3 225800 1420348 2026-07-13T20:35:47Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420348 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:35, 13 lug 2026 (CEST)}} rjrdu51dp72k48ar1j5zuq7xc1k4yyr Abate Faria 0 225801 1420352 2026-07-13T20:57:52Z Udiki 86035 Creata pagina con "[[File:COMC V1 D213 Faria in His Chamber.jpg|miniatura|Faria nella sua prigione (Pierre-Gustave-Eugène Staal, XIX secolo)]] '''Abate Faria''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni dell'Abate Faria== ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con l..." 1420352 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D213 Faria in His Chamber.jpg|miniatura|Faria nella sua prigione (Pierre-Gustave-Eugène Staal, XIX secolo)]] '''Abate Faria''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni dell'Abate Faria== ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica. *Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ==Voci correlate== *[[Edmond Dantès]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} [[Categoria:Personaggi letterari]] 6z8tdq7t8odo0gpl8kmucxoh1rdpsrz 1420355 1420352 2026-07-13T21:03:34Z Udiki 86035 /* Altri progetti */ preposizione 1420355 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D213 Faria in His Chamber.jpg|miniatura|Faria nella sua prigione (Pierre-Gustave-Eugène Staal, XIX secolo)]] '''Abate Faria''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni dell'Abate Faria== ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica. *Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ==Voci correlate== *[[Edmond Dantès]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} [[Categoria:Personaggi letterari]] g8w65qzfwgh1flkzcsimdk1r9p000a7 1420356 1420355 2026-07-13T21:05:26Z Udiki 86035 1420356 wikitext text/x-wiki [[File:COMC V1 D213 Faria in His Chamber.jpg|miniatura|Faria nella sua prigione (Pierre-Gustave-Eugène Staal, XIX secolo)]] '''Abate Faria''', personaggio del romanzo ''Il conte di Montecristo'' di [[Alexandre Dumas padre]]. ==Citazioni dell'abate Faria== ===Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo''=== {{cronologico}} *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica. *Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ==Voci correlate== *[[Edmond Dantès]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|etichetta=abate Faria}} ===Opere=== {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} [[Categoria:Personaggi letterari]] aerufel8ego2ypk294lzf38c8rxmmaf Autovettura autonoma 0 225802 1420370 2026-07-13T23:10:02Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Hands-free Driving.jpg|thumb|Un'autovettura a guida robotica in prova all'Università di Stanford, 2009]] Citazioni sull{{'}}'''autovettura autonoma'''. *A un pilota non puoi chiedere cosa pensa di un'auto che non ha il volante [ride, ''ndr'']. Mi immagino su una strada in campagna: quale piacere di viaggio potrò avere? Guidare non è solo andare dal punto A al punto B. [...] Mi dicono che la guida autonoma potrà aiutarmi a ottimizzare il mio..." 1420370 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Hands-free Driving.jpg|thumb|Un'autovettura a guida robotica in prova all'Università di Stanford, 2009]] Citazioni sull{{'}}'''autovettura autonoma'''. *A un pilota non puoi chiedere cosa pensa di un'auto che non ha il volante [ride, ''ndr'']. Mi immagino su una strada in campagna: quale piacere di viaggio potrò avere? Guidare non è solo andare dal punto A al punto B. [...] Mi dicono che la guida autonoma potrà aiutarmi a ottimizzare il mio tempo. Mi sono stufata di ottimizzare. Cerchiamo sempre di non perdere tempo. Ma la verità è che non siamo più capaci di prenderci del tempo solo per noi. [...] Siamo sempre di corsa. Io vado veloce in macchina, non voglio andare veloce ogni momento della mia vita. ([[Vicky Piria]]) *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona o un computer? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla. ([[Chris Bangle]]) *Intendiamoci, se l'auto ti serve per spostarti dal punto A al punto B, la guida autonoma è comoda e funzionale. [...] è come prendere il taxi. ([[Flavio Manzoni]]) *L'auto del futuro dovrà sempre di più emozionare, bella la guida autonoma ma quando verrà eliminato il volante questo dovrà essere sostituito con qualcosa ancora più affascinante, altrimenti il piacere sarà perso. ([[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]) ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Intelligenza artificiale]] *[[Robot]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Automobili]] [[Categoria:Robotica]] p2or0irebo4zkon6r3ha48b8tcldmxn 1420371 1420370 2026-07-13T23:13:25Z Danyele 19198 /* Altri progetti */ + 1420371 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Hands-free Driving.jpg|thumb|Un'autovettura a guida robotica in prova all'Università di Stanford, 2009]] Citazioni sull{{'}}'''autovettura autonoma'''. *A un pilota non puoi chiedere cosa pensa di un'auto che non ha il volante [ride, ''ndr'']. Mi immagino su una strada in campagna: quale piacere di viaggio potrò avere? Guidare non è solo andare dal punto A al punto B. [...] Mi dicono che la guida autonoma potrà aiutarmi a ottimizzare il mio tempo. Mi sono stufata di ottimizzare. Cerchiamo sempre di non perdere tempo. Ma la verità è che non siamo più capaci di prenderci del tempo solo per noi. [...] Siamo sempre di corsa. Io vado veloce in macchina, non voglio andare veloce ogni momento della mia vita. ([[Vicky Piria]]) *Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona o un computer? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla. ([[Chris Bangle]]) *Intendiamoci, se l'auto ti serve per spostarti dal punto A al punto B, la guida autonoma è comoda e funzionale. [...] è come prendere il taxi. ([[Flavio Manzoni]]) *L'auto del futuro dovrà sempre di più emozionare, bella la guida autonoma ma quando verrà eliminato il volante questo dovrà essere sostituito con qualcosa ancora più affascinante, altrimenti il piacere sarà perso. ([[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]) ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Intelligenza artificiale]] *[[Robot]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|n=Auto a guida autonoma: sacrificare il conducente per salvare i pedoni?}} [[Categoria:Automobili]] [[Categoria:Robotica]] kkli9b47t4xxkvygx5e0pq8pq9qc91m Eric Gill 0 225803 1420372 2026-07-13T23:19:11Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Eric Gill - self portrait.jpg|thumb|Autoritratto di Eric Gill, 1927 circa]] '''Eric Gill ''' (1882 – 1940), designer britannico. ==Citazioni su Eric Gill== *Gill per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla ti..." 1420372 wikitext text/x-wiki [[File:Eric Gill - self portrait.jpg|thumb|Autoritratto di Eric Gill, 1927 circa]] '''Eric Gill ''' (1882 – 1940), designer britannico. ==Citazioni su Eric Gill== *Gill per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Gill, Eric}} [[Categoria:Designer britannici]] 2owlv9pysgutlna7qtgezjvcynn3iz7 1420373 1420372 2026-07-13T23:19:45Z Danyele 19198 fix incipit 1420373 wikitext text/x-wiki [[File:Eric Gill - self portrait.jpg|thumb|Autoritratto di Eric Gill, 1927 circa]] '''Arthur Eric Rowton Gill''' (1882 – 1940), designer britannico. ==Citazioni su Eric Gill== *Gill per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Gill, Eric}} [[Categoria:Designer britannici]] mxq8xtneasjsjj95lie2tlqkgelgmk1 Wausau 0 225804 1420375 2026-07-13T23:27:16Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:2009-0620-WI017-Wausau-400block.jpg|thumb|Il ''downtown'' di Wausau, Wisconsin, 2009]] Citazioni su '''Wausau'''. *Sono cresciuto a Wausau, un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambog..." 1420375 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2009-0620-WI017-Wausau-400block.jpg|thumb|Il ''downtown'' di Wausau, Wisconsin, 2009]] Citazioni su '''Wausau'''. *Sono cresciuto a Wausau, un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Città degli Stati Uniti d'America]] al8pzaps4f4pc8btqgohtniem6egti7 BMW E60 0 225805 1420377 2026-07-13T23:37:00Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:BMW-5series-E60.jpg|thumb|BMW E60 (2003)]] Citazioni sulla '''BMW E60''', quinta generazione della '''BMW Serie 5'''. ===[[Chris Bangle]]=== *Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vin..." 1420377 wikitext text/x-wiki [[File:BMW-5series-E60.jpg|thumb|BMW E60 (2003)]] Citazioni sulla '''BMW E60''', quinta generazione della '''BMW Serie 5'''. ===[[Chris Bangle]]=== *Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia. *In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume. *Non credo che la BMW E-60 Serie 5 sia di per sé un canone di bellezza, ma è canonica per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa". ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] guk2vjhtr3oa1f1dun7l6zfwbi8raoi BMW E53 0 225806 1420378 2026-07-13T23:42:14Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:2003 BMW X5 3.0i -- NHTSA 01.jpg|thumb|BMW E53 (1999)]] Citazioni sulla '''BMW E60''', prima generazione della '''BMW X5'''. *La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particola..." 1420378 wikitext text/x-wiki [[File:2003 BMW X5 3.0i -- NHTSA 01.jpg|thumb|BMW E53 (1999)]] Citazioni sulla '''BMW E60''', prima generazione della '''BMW X5'''. *La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] one0diroaw11ud6mf6xgc9wmzjqj7fn 1420379 1420378 2026-07-13T23:44:44Z Danyele 19198 +voci correlate 1420379 wikitext text/x-wiki [[File:2003 BMW X5 3.0i -- NHTSA 01.jpg|thumb|BMW E53 (1999)]] Citazioni sulla '''BMW E60''', prima generazione della '''BMW X5'''. *La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta. ([[Chris Bangle]]) ==Voci correlate== *[[Sport Utility Vehicle]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] fdqi63f7awticr4jduh6w1go1bq4te8 Opel Junior 0 225807 1420380 2026-07-13T23:46:30Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Opel Junior 2.jpg|thumb|Opel Junior (1983)]] Citazioni sulla '''Opel Junior'''. *Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizi..." 1420380 wikitext text/x-wiki [[File:Opel Junior 2.jpg|thumb|Opel Junior (1983)]] Citazioni sulla '''Opel Junior'''. *Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti. ([[Chris Bangle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] jqflnx6p7x6ssjeb4a8oz3po5co3xks Fiat Coupé 0 225808 1420385 2026-07-13T23:57:27Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Fiat Coupé front 20090604.jpg|thumb|Fiat Coupé (1994)]] Citazioni sulla '''Fiat Coupé'''. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla"}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". ([[Chris Bangle]]) *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina}} Stavo vedendo un film c..." 1420385 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat Coupé front 20090604.jpg|thumb|Fiat Coupé (1994)]] Citazioni sulla '''Fiat Coupé'''. *{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla"}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore". ([[Chris Bangle]]) *{{NDR|Sul tappo del bocchettone della benzina}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria. ([[Chris Bangle]]) ==Voci correlate== *[[Coupé]] *[[Fiat]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 0istr5lcj236ropu8sei24241fx60e5 Discussioni utente:Nizzio 3 225809 1420388 2026-07-14T00:00:57Z Superpes15 13109 Superpes15 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Nizzio]] a [[Discussioni utente:Noilco]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Nizzio|Nizzio]]" a "[[Special:CentralAuth/Noilco|Noilco]]" 1420388 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Noilco]] gw8lbpml3x6ej5mm2syb1qbpht8m06l Mini (2001) 0 225810 1420396 2026-07-14T00:26:42Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Mini Cooper blue.JPG|thumb|Mini R50 (2001)]] Citazioni sulla seconda generazione della '''Mini''', prodotta dal 2001 al 2007. *{{NDR|Nel 2013}} L'ultima auto di grande impatto è stata la Mini, che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conos..." 1420396 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Mini Cooper blue.JPG|thumb|Mini R50 (2001)]] Citazioni sulla seconda generazione della '''Mini''', prodotta dal 2001 al 2007. *{{NDR|Nel 2013}} L'ultima auto di grande impatto è stata la Mini, che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa. ([[Chris Bangle]]) ==Voci correlate== *[[Automobile in stile rétro]] *[[Mini (1959)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 7ji3y73dmbzolgjlk1laipl81aj87eb 1420397 1420396 2026-07-14T00:28:36Z Danyele 19198 correzione incipit 1420397 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Mini Cooper blue.JPG|thumb|Mini R50 (2001)]] Citazioni sulla seconda generazione della '''Mini''', in produzione dal 2001. *{{NDR|Nel 2013}} L'ultima auto di grande impatto è stata la Mini, che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa. ([[Chris Bangle]]) ==Voci correlate== *[[Automobile in stile rétro]] *[[Mini (1959)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] fxxcjehj53gjt8gzbkt7cznyff1y7cl Discussioni utente:Glanzafame 3 225811 1420400 2026-07-14T05:31:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420400 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:31, 14 lug 2026 (CEST)}} pffjgr1lzw8os1nesudisb66zjgcbtu Discussione:Wolfram von Eschenbach 1 225812 1420401 2026-07-14T05:40:49Z Skekzilla 17056 /* Ampliamento */ nuova sezione 1420401 wikitext text/x-wiki == Ampliamento == @[[Utente:Codas|Codas]], non si potrebbe aggiungere altro? Particolarmente per espandere la voce di [[Parsifal]]? Grazie in anticipo [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 07:40, 14 lug 2026 (CEST) n85ruc46i68dp21qzg9qbih8i6jze70 1420402 1420401 2026-07-14T05:42:17Z Skekzilla 17056 1420402 wikitext text/x-wiki == Ampliamento == @[[Utente:Codas|Codas]], non si potrebbe aggiungere altro? Particolarmente per espandere le voci di [[Parsifal]], [[Re Artù]], [[Gawain]] e altri personaggi del ciclo arturiano? Grazie in anticipo [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 07:40, 14 lug 2026 (CEST) lpq4vy3t7sviwk1r216rqebgjy0w0dz 1420405 1420402 2026-07-14T06:02:00Z Codas 763 /* Ampliamento */ Risposta 1420405 wikitext text/x-wiki == Ampliamento == @[[Utente:Codas|Codas]], non si potrebbe aggiungere altro? Particolarmente per espandere le voci di [[Parsifal]], [[Re Artù]], [[Gawain]] e altri personaggi del ciclo arturiano? Grazie in anticipo [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 07:40, 14 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] certo, avendo le fonti! [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 08:02, 14 lug 2026 (CEST) hv9nrwo7rvpy9o8exld2csdnn0d5wfg Discussioni utente:Christophebourel 3 225813 1420406 2026-07-14T06:25:57Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1420406 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:25, 14 lug 2026 (CEST)}} 3sftz8aw5ev7uj0zmaasu9my2u1gr01 Paternò 0 225814 1420412 2026-07-14T07:04:14Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Panorama Paternò 2.JPG|thumb|Paternò]] Citazioni su '''Paternò'''. *Nelle vicinanze di Paternò, città eretta dai Normanni alle radici dell'Etna, vi è una caverna, la di cui entrata è quasi chiusa da cespugli e da antiche muraglie. In questa cava si sente un continuo fremito derivante dalle acque perenni prodotte dallo scioglimento delle nevi del monte, e che, unendosi, formano un fiumicello che in questa caverna si precipita, la quale ''G..." 1420412 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Panorama Paternò 2.JPG|thumb|Paternò]] Citazioni su '''Paternò'''. *Nelle vicinanze di Paternò, città eretta dai Normanni alle radici dell'Etna, vi è una caverna, la di cui entrata è quasi chiusa da cespugli e da antiche muraglie. In questa cava si sente un continuo fremito derivante dalle acque perenni prodotte dallo scioglimento delle nevi del monte, e che, unendosi, formano un fiumicello che in questa caverna si precipita, la quale ''Grotta del Fracasso'' a cagion di quel rumorìo è chiamata. L'acqua si perde da principio sotto terra, ma sgorga fuori cento passi distante da quella, nel qual luogo forma il primo bacino, e più lungi un secondo. Da questi due bacini scorre l'acqua per iscaricarsi in un pantano che ha comunicazione col fiume [[Simeto]]. [...] Del resto niente vi è degno d'osservazione in Paternò, a riserva di alcuni pezzi di antichi acquidotti e delle rovine d'un ponte a due archi sopra quel fiume. ([[Friederich Münter]]) ==Voci correlate== *[[Catania]] *[[Etna]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Comuni della Sicilia]] 4aclph9uv8jiaa94y6cnk9ll4uf7max A volte ritornano (film) 0 225815 1420420 2026-07-14T08:08:15Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titoloitaliano=A volte ritornano |genere=horror |regista=[[Tom McLoughlin]] |soggetto=[[Stephen King]] (''[[A volte ritornano]]'') |sceneggiatore=[[Lawrence Konner]], [[Mark Rosenthal]] |produttore=[[Michael S. 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Max Graham]]: ispettore Vargas *[[William Kuhlke]]: preside Simmons *[[Duncan McLeod]]: agente Neil (vecchio) *[[Nancy McLoughlin]]: dott.ssa Bernardi *[[Dick Solowicz]]: sergente *[[Rodney McKay]]: agente Neil (giovane) |doppiatori italiani= *[[Mario Cordova]]: Jim Norman *[[Roberta Paladini]]: Sally Norman *[[Massimo Lodolo]]: Richard Lawson *[[Ilaria Stagni]]: Scott Norman *[[Eugenio Marinelli]]: Carl Mueller *[[Stefano Benassi]]: Vinnie Vincent *[[Danilo De Girolamo]]: David North *[[Fabrizio Vidale]]: Billy Sterns *[[Antonella Rinaldi]]: Kate *[[Gaetano Varcasia]]: Chip *[[Gil Baroni]]: ispettore Vargas *[[Raffaele Uzzi]]: preside Simmons *[[Maurizio Mattioli]]: agente Neil (vecchio) *[[Barbara Castracane]]: dott.ssa Bernardi *[[Vincenzo Ferro]]: sergente *[[Maurizio Mattioli]]: agente Neil (giovane) }} '''''A volte ritornano''''', film statunitense del 1991 con [[Tim Matheson]], regia di [[Tom McLoughlin]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} La mente umana si aggrappa ai [[Ricordo|ricordi]] dolorosi per una semplice ragione: perché così cerca di impedirci di ricadere negli stessi errori. Ma se torniamo là dove ha avuto inizio il ricordo doloroso, se riguardiamo il luogo, lo ripercorriamo, possiamo probabilmente liberarci dal dolore, dimenticare. ('''Jim''') ==Citazioni su ''A volte ritornano''== *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[Il Mereghetti]]'') *Un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror]] dgwo0cv4d1zoalf045crr4n5gbuza9r