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Torquato Tasso
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1761
1421062
1421008
2026-07-20T06:14:07Z
Gaux
18878
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1421062
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[[Immagine:Torquato Tasso.jpg|thumb|Torquato Tasso]]
'''Torquato Tasso''' (1544 – 1595), scrittore e poeta italiano.
==Citazioni di Torquato Tasso==
*{{NDR|[[Giovanni Della Casa]]}} Avendo trovato tutti i vòlti all'imitazione del [[Francesco Petrarca|Petrarca]], solo egli fu il primo ad uscir da questa via, trovando una maniera peregrina, piena non meno di novità che di maestà, "facendo le pose nel mezzo de' versi", e tenendo il lettore sospeso con piacere e con maraviglia.<ref>Citato in [[Giuseppe Prezzolini]], in prefazione a [[Giovanni Della Casa]], ''Galateo'', Edizioni Studio Tesi.</ref>
*Come scrive [[Plotino]] nel libro ''De triplici animae reditu'', tre sono le strade di ritornare al Cielo: l'una per via della bellezza, o dell'amore: la seconda della musica: la terza della Filosofia.<ref>Da ''Rime'', nota al sonetto 282.</ref>
*E avendo la natura prodotto [[maschio e femmina|l'uomo e la donna]] di molto differente temperatura e complessione, si può credere che non siano atti ne' medesimi uffici: ma l'uomo, come più robusto, ad alcuni è disposto, e la donna, come più delicata, ad alcuni altri, onde nel principio della ''Politica'', contra Platone conchiude Aristotele che la virtù dell'uomo e della femina non siano la medesima; perciò che la virtù dell'uomo sarà la fortezza e la liberalità, e la virtù della donna la pudicizia. E come piacque a Gorgia, così il silenzio è virtù della donna, come l'eloquenza dell'uomo.<ref>Da ''Discorso della virtù feminile e donnesca'', 1997, pp. 55-56.</ref>
*''È la [[bellezza]] un raggio | di chiarissima [[luce]] | che non si può ridir quanto riluce | né pur quel ch'ella sia. | Chi dipinger desìa | il bel con sue [[Parola|parole]] e i suoi colori, | se può dipinga il [[Sole|sol]].''<ref>Da ''È la [[bellezza]] un raggio'', nelle ''Rime''.</ref>
*''Era fermo Imeneo tra l'erto monte | e 'l mare, in cui sovente austro risuona, | la 've cinge e 'ncorona [[Napoli]] bella l'onorata fronte : Napoli che di gloria e d'or corona | impose a tanti duci, | quante serene luci | ha notte ombrosa, allorché 'l vel dispiega; | e con amor, che avvolge i cori, e lega | l'anime pellegrine, | facean ghirlanda al crine, | ed allori tesseano e sacre palme, | e tessean preziosi i nodi all'alme''.<ref>Da ''Canzone'', ''Nelle nozze del conte di Paleno''; citato in ''Efemeridi letterarie di Roma'', 1822.</ref>
*''Già discende Imeneo là dove alberga | la virtù col valore | e la gloria e l'onore, | e a gloriosi Eroi tesson corona. | E nulla par che più s'innalzi ed erga | de la gran stirpe loro, | mentre con l'ale d'oro | vola dal monte al mar ch'alto risuona''.<ref>Da ''Madrigale'', ''Nelle nozze del conte di Paleno''; citato in ''Efemeridi letterarie di Roma'', 1822.</ref>
*La [[Tema (letteratura)|materia nuda]] (materia nuda è detta quella che non ha ancor ricevuta qualità alcuna dall'artificio dell'oratore e del poeta) cade sotto la considerazion del poeta in quella guisa che 'l ferro o 'l legno vien sotto la considerazion del fabro; peroché, sì come colui che {{sic|fabrica}} le navi non solo è {{sic|obligato}} a sapere qual debba esser la forma delle navi, ma deve anco conoscere qual maniera di legno è più atta a ricever in sé questa forma, così parimente conviene al poeta non solo aver arte nel formare la materia, ma {{sic|giudicio}} ancora nel conoscerla; e sceglierla {{sic|dee}} tale che sia per sua natura d'ogni perfezione capace.<ref>Da ''Discorsi dell'arte poetica'', I, in ''Discorsi dell'arte poetica e del poema eroico'', a cura di Luigi Poma, Laterza, Bari, 1964, p. [https://archive.org/details/228TassoDiscorsiSi245/page/n7 3].</ref>
*[...] le [[scienze]] deono adoperarsi in grazia di se medesime, né altra grazia o altro giovamento o altro piacere o altra gloria è necessario che si ricerchi.<ref>Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit001535 Il Porzio overo de le Virtù]'', in ''Dialoghi'', a cura di [[Ezio Raimondi]], Sansoni, Firenze, 1958.</ref>
*Non ci è chi meriti nome di creatore, che Dio e il poeta.<ref>Citato in una lettera di monsignor de Nores a Gian Vincenzo Pinelli, 15 marzo 1595; citato ne ''Le lettere di Torquato Tasso'', a cura di [[Cesare Guasti]], Le Monnier, 1854.</ref><ref>Cfr. anche [[Percy Bysshe Shelley]], ''[[:en:s:A Defence of Poetry|A Defence of Poetry]]'', 1840: «Non merita nome di creatore, se non Iddio ed il Poeta».</ref>
*''Penso e ripenso e nel pensar impazzo; | levati di costì, testa di...''.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/776#c2090|744]].</ref>
*Quella della [[musica]] è una delle tre vie per le quali l'[[anima]] ritorna al Cielo.<ref>Da ''Esposizioni dell'autore d'alcune sue rime'', in ''Opere'', nota al sonetto CXXXVIII.</ref>
*''Quivi Napoli bella i regi alberga, | città vittoriosa e trionfale: | veggio altri tempi ancor, e in altri monti | quel ch'ora innalza tre sublimi fronti.''<ref>Da ''Il monte Oliveto'', 76; in ''Tutte le Opere'', 1997.</ref>
*Solo gli [[Schiavitù|schiavi]] delle galere si conoscono, tuttavia noi facciamo certamente finta di "non conoscere" gli altri perché essi siano a loro volta costretti a non conoscerci.<ref name=>Citato in [[Friedrich Nietzsche]], ''Richard Wagner a Bayreuth'' (''Richard Wagner in Bayreuth''), traduzione di Giovanna Vignato, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992. ISBN 88-7692-094-3</ref>
==''Aminta''==
===[[Incipit]]===
<poem>''Amore in abito pastorale''
'''Amore''' Chi crederia che sotto umane forme
e sotto queste pastorali spoglie
fosse nascosto un Dio? non mica un Dio
selvaggio, o de la plebe de gli Dei,
ma tra' grandi e celesti il più potente,
che fa spesso cader di mano a Marte
la sanguinosa spada, ed a Nettuno
scotitor de la terra il gran tridente,
ed i folgori eterni al sommo Giove.</poem>
===Citazioni===
*''Forse, se tu gustassi anco una volta | la millesima parte de le gioie, | che gusta un cor amato riamando, | diresti, ripentita, sospirando: | perduto è tutto il tempo, | che in amar non si spende.'' ([[Dafne (mitologia)|Dafne]]: {{Source|Aminta/Atto primo/Scena prima|Forse, se tu gustassi|I, I}})
*''Ma [[Regole dalle poesie|legge]] aurea, e felice, | che natura scolpì, S'ei piace, ei lice.'' (coro: {{Source|Aminta/Atto primo/Choro|ei lice|I, II}})
*''Amiam, ché non hà tregua | Con gli anni humana vita, e si dilegua: | Amiam, che ’l Sol si muore, e poi rinasce. | A noi sua breve luce | S’asconde, e ’l sonno eterna notte adduce''. (coro: {{Source|Aminta/Atto primo/Choro|adduce|I, II}})
*''Veramente il secol d'oro è questo, | poiché sol vince l'oro e regna l'oro.'' (II, I)
*''Femina, cosa mobil per natura''. (I, 2)
*''A poco a poco nacque ne 'l mio petto, | non so da qual radice, | com'erba suol che per se stessa germini, | un incognito affetto''. (I, 2, 87)
*''Il ben passato e la presente noia!'' (II, 2, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli)
*''Il mondo [[invecchiamento|invecchia]], | e invecchiando intristisce''. (II, 2, 71-72)
*''Ma nulla fa chi troppe cose pensa.''
===Citazioni sull'opera===
*L<nowiki>'</nowiki>''Aminta'' del Tasso, ch'io v'offro, fu soggetto ai travedimenti de' letterati e de' grandi. Oggi s'ignorano e censure e censori; e l'''Aminta'' vive immortale. ([[Andrea Rubbi]])
==''Gerusalemme liberata''==
===[[Incipit]]===
''Canto l'arme pietose e 'l capitano<br>che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.<br>Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,<br>molto soffrì nel glorioso acquisto;<br>e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano<br>s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.<br>Il ciel gli diè favore, e sotto ai santi<br>segni ridusse i suoi compagni erranti''
===Citazioni===
*''Il vero condito in molli versi | i più schivi allettando ha persuaso''. (I, 3)
*''Seguian poi di Rollon l'altera insegna | altri guerrier, non men famosi e pronti | de la [[Sicilia]], a servitute indegna | ritolta già, che tre superbe fronti, | dove la stirpe sua trionfa e regna, | erge su 'l mar de' tre famosi monti: | co' due la Grecia e l'Africa bugiarda | e co 'l terzo l'Italia ella riguarda. | E da tre valli ancora, in cui distinse | il novo abitator la fertil terra, | venian guerrier' ch'alto desio sospinse | d'eterna gloria a perigliosa guerra''. (I, 66)
*[...] ''| e [[Trapani]], ove fu di vita spento | l'antichissimo [[Anchise]], i suoi non cela, |'' [...]. (I, 69)
*''A re malvagio, consiglier peggiore''. (II, 2)
*''Già l'aura messaggera erasi desta | ad annunziar che se ne vien l'aurora: | ella intanto s'adorna, e l'aurea testa | di rose colte in paradiso infiora''. (II, 11)
*''Purché 'l reo non si salvi, il giusto pera | e l'innocente''. (II, 12)
*''A [[re]] malvagio, consiglier peggiore.'' (II, 16)
*''Magnanima [[Verità e bugia|menzogna]], or quand'è il [[Verità e bugia|vero]] | sì bello che si possa a te preporre?'' (II, 22)
*''Un non so che d'inusitato e molle | par che nel duro petto al re trapasse; | ei presentillo e si sdegnò, né volle | piegarsi, e gli occhi torse, e si ritrasse.'' (II, 37)
*''Nulla a tanto intercessor si neghi''. (II, 52)
*''Di sua bocca uscieno | più che mel dolci d'eloquenza i fiumi''. (II, 61)
*''Ben gioco è di [[fortuna]] audace e stolto | por contra il poco e incerto il certo e 'l molto.'' (II, 67)
*''Ché fortuna qua già varia a vicenda | mandandoci venture or triste or buone, | ed a i voli troppo alti e repentini | sogliono i precipizi esser vicini.'' (II, 70)
*''Liberi sensi in libere parole''. (II, 81)
*''Noi morirem, ma non morremo inulti''. (II, 86)
*''Chi la [[pace e guerra|pace]] non vuol, la [[pace e guerra|guerra]] s'abbia''. (II, 88)
*''Io vêr Gerusalem, tu verso Egitto''. (II, 94)
*''Sommessi accenti, e tacite parole, | Rotti singulti, e flebili sospiri''. (III, 6)
*''Non lunge, quai veggiam fantasmi o larve, | Poi che nascoso è lo splendor diurno, | Tale un corrier ne l'ombre oscuro apparve | Per non diritte vie cheto e notturno: | Là ove il maggior lume occulto sparve, | Spiegan tremuli rai Giove e Saturno''. (III, 26)
*{{NDR|Sul [[diavolo]]}} ''Il gran nemico dell'umane genti''. (IV, 1)
*''Diversi aspetti in un confusi e misti''. (IV, 3)
*''Il rauco suon della tartarea [[tromba]]''. (IV, 3)
*''Pera il campo e ruini, e resti in tutto | Ogni vestigio suo con lui distrutto''. (IV, 17)
*''[...] (ahi, cieca umana [[mente]], | come i [[Giudizio|giudizi]] tuoi son vani e torti!)'' (IV, 21)
*''Fa manto del vero alla menzogna''. (IV, 25)
*''Renditi vinto; e per tua gloria basti | Che dir potrai che contro me pugnasti''. (IV, 32)
*''Ahi crudo [[Amore|Amor]], ch'ugualmente n'ancide | l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi, | e d'ogni tempo egualmente mortali | vengon da te le medicine e i mali!'' (IV, 92)
*''Ché nel mondo mutabile e leggiero | costanza è spesso il variar [[pensiero]].'' (V, 3)
*''Così conclude, e con sì adorno inganno | cerca di ricoprir la mente accesa | sotto altro zelo; e gli altri anco d'[[onore]] | fingon desio quel ch'è desio d'amore.'' (V, 7)
*''Instinto è dell'umane menti | Che ciò che più si vieta, uom più desia''. (V, 76)
*''Spesso avvien che ne' maggior perigli | Sono i più audaci gli ottimi consigli''. (VI, 6)
*''Mostra a dito ed onorata andresti | Fra le madri latine e fra le spose | Là nella bella Italia'' (VI, 77)
*''Era la notte, e 'l suo stellato velo | chiaro spiegava e senza nube alcuna; | e già spargea rai luminosi e gelo | di vive perle la sorgente luna. | L'innamorata donna iva co'l cielo | le sue fiamme sfogando ad una ad una; | e secretari del suo amore antico | fea i muti campi e quel silenzio amico.'' (VI, 103)
*''[...] [[Alberi|ombrose piante]] | D'antica selva [...]''. (VII, 1)
*''Questa greggia e l'orticel dispensa | Cibi non compri alla mia parca mensa''. (VII, 10)
*''Difesa miglior, ch'usbergo e scudo, | È la santa innocenza al petto ignudo''. (VIII, 41)
*''Tosto s'opprime chi di [[sonno]] è carco, | ché dal sonno a la [[morte]] è un picciol varco.'' (IX, 18)
*''Però che quello, o figli, è vile onore | cui non adorni alcun passato orrore.'' (IX, 28)
*''Ma non perciò nel disdegnoso petto | d'Argante vien l'ardire o 'l furor manco, | benché suo [[Fuoco|foco]] in lui non spiri Aletto, | né flagello infernal gli sferzi il fianco. | Rota il ferro crudel ove è più stretto | e più calcato insieme il [[Popolo|popol]] franco; | miete i vili e i potenti, e i più sublimi | e i più superbi capi adegua a gli imi.'' (IX, 67)
*''Risorgerò nemico ognor più crudo, | Cenere anco sepolto e spirto ignudo''. (IX, 99)
*''A guisa di leon quando si posa''. (X, 56)
*''L'asta, ch'offesa or porta ed or [[vendetta]], | per lo noto sentier vola e rivola, | ma già colui non fère ove è diretta, | ch'egli si piega e 'l capo al colpo invola; | coglie il fedel Sigiero, il qual ricetta | profondamente il ferro entro la gola, | né gli rincresce, del suo caro duce | morendo in vece, abbandonar la [[luce]].'' (XI, 80)
*''Il bruno il bel non toglie''. (XII, 21)
*''Degne d'un chiaro sol, degne d'un pieno | teatro, opre sarian sì memorande. | [[Notte]], che nel profondo oscuro seno | chiudesti e ne l'[[oblio]] fatto sì grande, | piacciati ch'io ne 'l tragga e 'n bel sereno | a le future età lo spieghi e mande. | Viva la fama loro; e tra lor [[gloria]] | splenda del fosco tuo l'alta [[memoria]].'' (XII, 54)
*''Oh nostra folle | mente ch'ogn'aura di [[fortuna]] estolle!'' (XII, 58)
*''Segue egli la vittoria, e la trafitta | vergine minacciando incalza e preme. | Ella, mentre cadea, la voce afflitta | movendo, disse le parole estreme; | parole ch'a lei novo un spirto ditta, | spirto di fé, di carità, di speme: | virtú ch'or Dio le infonde, e se rubella | in vita fu, la vuole in morte ancella.'' (XII, [[s:Gerusalemme liberata/Canto dodicesimo#65|65]])
*''Amico, hai vinto: io ti perdon...; perdona''. (XII, 66)
*''La vide, e la conobbe; e restò senza | E voce e moto. Ahi vista! ahi conoscenza!''. (XII, 67)
*''In questa forma | Passa la bella donna, e par che dorma''. (XII, 69)
*''Qual in membro gentil piaga mortale | tocca s'inaspra e in lei cresce il [[dolore]], | tal da i dolci conforti in sì gran [[male]] | più inacerbisce medicato il [[Cuore|core]].'' (XII, 85)
*''Oh vani giuramenti! ecco contrari | seguir tosto gli effetti a l'alta speme, | e cader questi in tenzon pari estinto | sotto colui ch'ei fa già preso e vinto.'' (XII, 105)
*''Non dee guerra co' morti aver chi vive''. (XIII, 39)
*''Femmina è cosa garrula e fallace, | Vuole e disvuole: è folle uom che sen fida''. (XIV, 84)
*''[[Morte|Muoiono]] le [[città]], muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l'uom d'[[mortalità|esser mortal]] par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!'' (XV, 20)
*''Di poema dignissima e d'istoria'' (XV, 32)
*''Quando mi gioverà narrare altrui | Le novità vedute e dire: Io fui!'' (XV, 38)
*''E quel che 'l bello e 'l caro accresce a l'opre, | l'arte, che tutto fa, nulla si scopre.'' (XVI, 9)
*''Cogliam' la rosa in sul mattino adorno | Di questo dì che tosto il seren perde.'' (XVI, 15)
*''Teneri sdegni, e placide e tranquille | Repulse, e cari vezzi, e liete paci, | Sorrisi e parolette e dolci stille | Di pianto, e sospir tronchi, e molli baci''. (XVI, 25)
*''E mentre spunta l'un, l'altro matura''. (XVI, 40)
*''Lo schermitor vinto è di schermo''. (XIX, 14)
*''Non scese, no, precipitò di sella''. (XIX, 104)
*''Purché costei si salvi, il mondo pera''. (XX, 69)
*''Combatta qui chi di campar desia: | la via d'onor de la [[salute]] è via.'' (XX, 110)
*''Conosco l'arti del fellone ignote, | ma ben può nulla chi morir non pote.'' (XX, 131)
*''– Ecco l'ancilla tua; d'essa a tuo senno | dispon, – gli disse – e le fia [[legge]] il cenno. –'' (XX, 136)
*''Difesa miglior ch'usbergo e scudo | è la santa [[innocenza]] al petto ignudo.''
*''È 'l [[sonno]], [[ozio]] de l'alme, [[oblio]] de' mali.''
*''La [[morte]] non è pena de i rei, ma fine de la pena.''
===[[Explicit]]===
''Così vince Goffredo, ed a lui tanto<br>avanza ancor de la diurna luce<br>ch'a la città già liberata, al santo<br>ostel di Cristo i vincitor conduce.<br>Né pur deposto il sanguinoso manto,<br>viene al tempio con gli altri il sommo duce;<br>e qui l'arme sospende, e qui devoto<br>il gran Sepolcro adora e scioglie il voto.''
===Citazioni sulla ''Gerusalemme liberata''===
*Quanto ha di scenico e di fastoso l'età della Controriforma, è quanto rimane di quella sovranità [rinascimentale dell'uomo sull'universo]: una pompa a cui non risponde più lo slancio fiducioso dell'anima. Dietro quel fasto c'è un senso di vuoto e d'angoscia. Questa è la giustificazione storica della costante oscillazione della ''Liberata'' tra lo scenico e l'elegiaco. ([[Attilio Momigliano]])
==''Rime''==
*''In questo sacro legno {{NDR|la [[croce cristiana|croce di Cristo]]}}, ove la vita | Fu la sua prima foglia, e 'l frutto morte, | Estinta morte prende oggi la morte, | E più bella, che pria, torna la vita''.<ref>Da ''Sopra la Croce''.</ref>
*''Qui gli Angeli innalzaro il santo albergo, | Che già Maria co ‘l santo figlio accolse, | E ‘l portar sovra i nembi e sovra l’acque: | Miracol grande, a cui sollevo ed ergo. | La mente, ch’altro obietto a terra volse, | Mentre da suoi pensieri oppressa giacque. | Questo è quel Monte ch’onorar ti piacque. | De le tue sante mura, | Vergine, casta e pura, | Anzi il tuo parto, e poscia, e quando ei nacque.''<ref>Canzone alla Beata Vergine di Loreto, ''Rime Sacre e Morali'', in Torquato Tasso, ''[https://books.google.it/books?id=6LN9VvuMGNwC&pg=PA197&lpg=PA197 Rime scelte di Torquato Tasso]'', Dalla Società tipogr. de'classici italiani, Milano, 1827 (OCLC 23482924).</ref>
*''Tu, [[Maria|Regina del ciel]], ch' a noi ti mostri | umida i lumi e l'una e l'altra gota, | fa' di lagrime dono a gli occhi nostri, | ed ambe l'urne in lor trasfondi e vota, | perché, piangendo, a gli stellanti chiostri | teco inalzi il pensier l'alma devota; | parte del Tebro in su la verde riva | il tuo santo dolor formi e descriva''. (da ''Lagrime di Maria Vergine'')
*''Vecchio ed alato dio {{NDR|il [[tempo]]}}, nato col sole | ad un parto medesmo e con le stelle, | che distruggi le cose e rinnovelle | mentre per torte vie vole e rivole, | il mio cor, che languendo egro si duole | e de le cure sue spinose e felle | dopo mille argomenti una non svelle, | non ha, se non sei tu, chi più 'l console. | Tu ne sterpa i pensieri e di giocondo | oblio spargi le piaghe, e tu disgombrala frode onde son pieni i regi chiostri; | e tu la verità traggi dal fondo | dov'è sommersa e, senza velo od ombra, | ignuda e bella a gli occhi altrui si mostri.''<ref>Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000099 Rime]'', n. 687, in ''Opere'', a cura di Bruno Maier, Rizzoli, Milano, 1963-1964.</ref>
*''Vergine bella {{NDR|[[Chiara d'Assisi]]}}, che dal Re del Cielo | Dell'alma i doni sì graditi avesti; | Che 'l gentil sangue, e i bei sembianti onesti | Sprezzasti, e ciò, ch'offende il caldo, e 'l gelo: | Tu con sì casto amor, sì vero zelo | Voto del nobil core a lui facesti; | Ch'ei sen fè puro tempio, onde prendesti | Le benedette bende, e 'l sacro velo''.
==''Rinaldo''==
===[[Incipit]]===
<poem>Canto i felici affanni e i primi ardori
che giovanetto ancor soffrì Rinaldo,
e come 'l trasse in perigliosi errori
desir di gloria ed amoroso caldo,
allor che, vinti dal gran Carlo, i Mori
mostraro il cor più che le forze saldo;
e Troiano, Agolante e 'l fiero Almonte
restar pugnando uccisi in Aspramonte.</poem>
===Citazioni===
*''Pendon dopoi da le parti più belle | molte imagin ritratte in tutti i lati. | Di sesso e volto son diverse quelle, | e gli abiti tra loro han variati; | né so se tai le avria già fatte Apelle o se tai le fêsse oggi [[Giuseppe Porta|il Salviati]], | che coi colori e col pennello audace | scorno a Natura, invidia agli altri face.'' (VII, 69)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Discorso della virtù feminile e donnesca''===
Serenissima Madama. Sogliono le belle donne con vaghezza rimirare o statua o pittura ove alcuna somiglianza loro si vede espressa, e le giovani particolarmente di vagheggiarsi nello specchio e di vedere ivi ogni loro similitudine ritratta hanno vaghezza: ma Vostra Altezza, tutto che bellissima sia di corpo, né ancora sì attempata che non potesse o altrui piacere o di se stessa compiacersi molto, nondimeno né di suo ritratto né di specchio è tanto vaga, quanto di vedere se stessa rinata e ringiovinita ne' suoi bellissimi figliuoli, de' quali il Principe è tale, che ben di lui si può cantare quel verso oraziano:
:''... quo calet iuventus''
:''Nunc omnis et mox virgines tepebunt'';
o più tosto quel di Virgilio:
:''Gratior et pulchro veniens in corpore virtus''.
===''Gerusalemme conquistata''===
<poem>Io canto l'arme e 'l cavalier sovrano,
che tolse il giogo a la cittá di Cristo.
Molto co 'l senno e con l'invitta mano
egli adoprò nel glorïoso acquisto;
e di morti ingombrò le valli e 'l piano,
e correr fece il mar di sangue misto.
Molto nel duro assedio ancor sofferse,
per cui prima la terra e 'l ciel s'aperse.</poem>
==Citazioni su Torquato Tasso==
*Dopo Michelangelo, l'anima più alta di artista credente che l'Italia abbia dato è quella del Tasso. Il Carducci lo chiama a ragione «''il solo cristiano del nostro rinascimento'' del quale», aggiunge per altro, «partecipa tanto, che il sensualismo nell'opera sua si mescola al misticismo.» ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*E lo chiamavano {{NDR|l'animaletto}}: «il tasso della quercia della guercia del Tasso», mentre l'[[albero]] era detto: «la quercia del tasso della guercia del Tasso» e lei: «la guercia del Tasso della quercia del tasso» ([[Achille Campanile]])
*Il più grande del Mezzogiorno. ([[Maurice Barrès]])
*Il Tasso, anima pia e generosa, ma in cui (non so dir come) nulla v'era di popolare. Quindi egli s'infervorò della maestà teocratica dei pontefici e aderì alla nuova cavalleria cortigiana e feudale; quindi pure accettò con zelo e con osservanza scrupolosa l' ortodossia cattolica, e nella vita intellettuale quanto nella civile, fu dall' autorità dei metodi e degli esempj signoreggiato. Da ciò prese nudrimento e moto il divino estro suo e uscirono le maraviglie della Gerusalemme ([[Terenzio Mamiani]])
*Il Tasso piacerà sempre più alle anime romantiche, mentre l'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]] sarà sempre più ammirato dagli spiriti classici. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Tasso, più che d'invidia e persecuzioni, fu vittima del temperamento, della malinconia e degli scrupoli. ([[Ermenegildo Pistelli]])
*Nel Tasso poi sono tutti i pregi e tutta quanta la luce e magnificenza della poesia classica, e spiccano altresì in lui alcuni attributi speciali del genio italiano in ordine al bello. In perpetuo si ammirerà nella ''Liberata'' ciò che l'arte, i precetti, l'erudizione e la scienza possono fare, ajutati e avvivati da una stupenda natura poetica. ([[Terenzio Mamiani]])
*«Signore e signori, c'era una volta un critico il quale, affermando con straordinario calore la superiorità della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso sull'Orlando furioso di [[Ludovico Ariosto|Lodovico Ariosto]], attaccò molte liti con le persone che non la pensavano come lui, e sostenne perciò uno dopo l'altro non meno di quattordici fortunati duelli; ma al quindicesimo, cadde finalmente col petto trapassato dalla lama nemica. Allora i padrini che afflittissimi lo sorreggevano e aspettavano di raccogliere le sue ultime volontà, lo udirono uscire in questa confessione suprema: "E dire che io non ho ancora letto né l'Orlando furioso né la Gerusalemme liberata!...".» ([[Federico De Roberto]])
*Torquato Tasso, lui sì divino, tra audacia e angoscia il supremo cantore dell'eros cattolico. ([[Umberto Silva]])
===[[Eugenio Donadoni]]===
*La sensibilità del Tasso è quella di chi è uso a stare in continua osservazione e auscultazione di tutti i moti e i palpiti e i respiri del proprio io. Di qui, nel poeta, una [[tristezza]] fondamentale e costante. La sua vita interiore non si rinnova; ma ristagna, e si corrompe ed avvelena. Ci deve essere del vero in quello che afferma il [[Giovanni Battista Manso|Manso]]: che il Tasso raramente fu veduto ridere<ref>G.B. Manso, ''Vita di Torquato Tasso'', I, § 10, e II, § 122. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.
*Questo [[Solitudine|solitario]] ha paura di esser solo, come un bambino nella notte. Onde quel suo tender le braccia a tutti: quel bisogno di amici, di confidenti, di perdonanti, di incoraggiatori: quella sua attitudine di perpetuo pupillo: e quel suo fare di umiltà, che pur coesiste coll'orgoglio suo: e l'assenza di ogni gesto risoluto in quella sua vita; in cui gli scatti frequenti non sono ribellioni mai, ma esplosioni momentanee e smodate di amor proprio ferito o trascurato. I contemporanei ammirarono in Torquato il coraggio fisico, qualche volta. Ma il coraggio morale, tanto più raro, gli mancò sempre.
*Torquato Tasso è il primo [[poeta]] italiano vittima o martire della sua facoltà fantastica e sentimentale. È, per questo rispetto, il primo, in ordine di tempo, dei poeti moderni: cioè di una età in cui la poesia, staccata ed isolata dalla vita, è fiore non più di una società, ma di un'anima: e può essere estasi: ed è più spesso travaglio. Torquato Tasso è la prima incarnazione del poeta puro, di fronte al quale il mondo della realtà sorge come una antitesi e una ostilità.
==Note==
<references />
== Bibliografia ==
*Torquato Tasso, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/torquato-tasso/aminta/ Aminta]'', in "Opere", a cura di Marta Savini, Newton Compton Editori, 1995. ISBN 8879838938
*Torquato Tasso, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/torquato-tasso/discorso-della-virtu-feminile-e-donnesca/ Discorso della virtù feminile e donnesca]'', a cura di Maria Luisa Doglio, Sellerio Editore, Palermo, 1997. ISBN 8838913358
*Torquato Tasso, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/torquato-tasso/gerusalemme-conquistata/ Gerusalemme conquistata]'', a cura di Luigi Bonfigli, Laterza Editore, Bari, 1934.
*Torquato Tasso, ''Opere di Torquato Tasso colle controversie sulla Gerusalemme poste in migliore ordine'', [http://books.google.it/books?id=4ogHAAAAQAAJ&source=gbs_navlinks_s Volume VI], Capurro, 1822.
*Torquato Tasso, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/tasso/rinaldo/pdf/rinald_p.pdf Rinaldo]'', in "Opere di Torquato Tasso", a cura di Bortolo Tommaso Sozzi, Unione tipografico-editrice torinese (UTET), Torino. 1956.
*Torquato Tasso, ''Tutte le opere'', a cura di Amedeo Quondam, Lexis Progetti Editoriali, 1997.
==Voci correlate==
*[[Bernardo Tasso]]
*[[Tomba di Torquato Tasso]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tasso, Torquato}}
[[Categoria:Epistolografi]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Dolore
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[[File:Vincent Van Gogh - Sorrow.JPG|thumb|''Dolore'' ([[Vincent Van Gogh|Van Gogh]], litografia)]]
Citazioni sul '''dolore'''.
==Citazioni==
*''Accettare il dolore per apprezzare la vita | è come ingoiare un tizzone per apprezzare la pizza.'' ([[Caparezza]])
*Anche se ti fa paura, non ignorare l'abisso del tuo dolore. ([[Anselm Grün]])
*Allora si ha incominciato realmente a soffrire, quando si ha imparato a tacere il proprio dolore. ([[Igino Ugo Tarchetti]])
*Ascoltatemi nel mio dolore, perché può darsi che non vi richiami mai più. ([[John Neihardt]])
*''Avidamente allargo la mia mano: | dammi dolore cibo cotidiano''. ([[Salvatore Quasimodo]])
*Che cosa si può dire sul dolore?<br />Le parole ne possono far intravedere solo l'ombra. La realtà di un dolore fisico intenso, acuto, non ha paragoni e va oltre le possibilità del linguaggio. Il mondo ci è fin troppo presente, giorno e notte, ma quando soffriamo, quando soffriamo davvero, si dissolve, svanisce e diventa un fantasma, un vago ricordo, una sciocchezza senza importanza. Tutti gli ideali, sogni, amori, paure, pensieri che possiamo avere avuto diventano irrilevanti. Siamo soli con il nostro dolore, è l'unica forza rimasta nell'universo, l'unica cosa concreta, l'unica che conta, e se il dolore è abbastanza forte e dura a lungo, se è il genere di agonia che continua senza darci respiro, allora tutto quello che costituisce la nostra umanità svanisce e il fiero, sofisticato computer che è il cervello umano può elaborare un unico pensiero: "Basta! Fatelo cessare!"<br />E se il dolore alla fine smette, in seguito, con il passare del tempo, anche la mente che lo ha sperimentato diventa incapace di comprenderlo, di ricordare quanto era orribile, di descriverlo e di affrontare la terribile verità di come ci si sentiva quando era presente. ([[George R. R. Martin]])
*''Chi accresce il sapere, aumenta il dolore.'' (''[[Qoelet]]'')
*Chi s'abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto. ([[Napoleone Bonaparte]])
*Ci sono anche dolori di lusso, che recano lustro a chi li sopporta. ([[Leo Longanesi]])
*Come affrontiamo il dolore dipende da noi. Il dolore: ci anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo. E per alcuni di noi il miglior modo per affrontarlo è conviverci. [...] Il dolore... devi aspettare che se ne vada, sperare che scompaia da solo, sperare che la ferita che l'ha causato guarisca. Non ci sono soluzioni né risposte facili. Bisogna fare un respiro profondo e aspettare che il dolore si nasconda da qualche parte. La maggior parte delle volte il dolore può essere sopportato, ma a volte il dolore ti afferra: quando meno te lo aspetti ti colpisce sotto la cintura e non ti lascia in pace. Il dolore... devi solo conviverci, perché la verità è che non puoi evitarlo e la vita te ne porta sempre dell'altro. ([[Grey's Anatomy (seconda stagione)|''Grey's Anatomy'', seconda stagione]])
*''Come non vedere | che null'altro la [[natura]] ci chiede con grida imperiose, | se non che il corpo sia esente dal dolore, e nell'anima goda | d'un senso gioioso sgombra d'affanni e timori?'' ([[Tito Lucrezio Caro]])
*– Come si supera il dolore?<br />– Non si supera.. ma un giorno si renderà conto che non le peserà doverlo portare dentro. (''[[Castle - Detective tra le righe]]'')
*Con il proprio bisogna imparare a fare i conti soli, in silenzio: cercandolo, non escludendolo. ([[Giuseppe Battiston]])
*Conoscerai un grande dolore e nel dolore sarai felice. Eccoti il mio insegnamento: nel dolore cerca la felicità. ([[I fratelli Karamazov|Fedor Dostoevskij, ''I fratelli Karamazov'']])
*Dodici minuti [...] corrispondono all'effettiva durata verificata del dolore genuino. Qualsiasi cosa ''oltre'' i dodici minuti è autocommiserazione, e tentativi inutili di far sembrare più importanti i primi dodici minuti. Siamo una specie vanagloriosa, e se fossimo capaci di afferrare il fatto che anche la più ''sauvage'' di quelle che i francesi chiamano ''la grand passion'' provoca solo dodici minuti reali di dolore intenso, prima di cominciare ad attenuarsi, correremmo tutti sulle scogliere per buttarci come tanti lemming. Così lo giustifichiamo intensificandolo, facendolo sembrare importante, più logorante. Andiamo in giro per vent'anni dopo che la relazione s'è rotta, battendoci il petto e alzando lamenti al cielo. ([[Harlan Ellison]])
*Dolore traditore: viene fuori piano piano. (''[[Sulla mia pelle (film 2018)|Sulla mia pelle]]'')
*''Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il [[Cuore]] irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia.'' ([[Emily Dickinson]])
*Dov'è il dolore, là il suolo è sacro. ([[Oscar Wilde]])
*Dove non c'è [[vergogna]] è un dolore pulito. ([[Silvana De Mari]])
*È cattiva la gente che non ha provato il dolore. [...] Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno. ([[Carlo Cassola]])
*E immediatamente mi rendevo conto che in realtà non c'era stato nulla, né frastuoni né terremoti; era il dolore, che usava quegli artifici maligni per tenermi sveglio e non lasciarmi mai. Esso non mi lasciò mai, difatti, per tutta la giornata! Era la prima volta, da quando vivevo, che conoscevo veramente il dolore. ([[Elsa Morante]])
*È più facile trovare chi si voti alla morte, che non chi sia pronto a sopportare il dolore. ([[Gaio Giulio Cesare]])
*E poi il dolore anche inutile, anche ingiusto, non andava mai sprecato. Si devolveva in sconto dei peccati. E se non si avevano peccati personali, andava in sconto del Peccato Originale, vecchio debito di famiglia, contratto dai nonni Adamo ed Eva e mai estinto nei secoli, per il peso eccessivo degli interessi celesti. ([[Marcello Marchesi]])
*È probabile che i tormenti del martirio li sentono più acutamente gli astanti. I tormenti sono illusori. La prima [[sofferenza]] è l'ultima sofferenza, perché le lesioni successive si perdono nell'insensibilità. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]])
*È sincero il dolore di chi piange in segreto. ([[Marziale]])
*''E per tutti il dolore degli altri | è dolore a metà.'' ([[Fabrizio De André]])
*Ecco cosa c'è di buono nel dolore fisico. Una volta che è andato, è andato. Anche il ricordo si spegne. Non come il dolore mentale. Quello non te lo scolli più di dosso. (''[[Wolverine]]'')
*Eh, sì, tutti son buoni a farsi forti | al dolore degli altri, | eccetto chi lo deve sopportare. ([[William Shakespeare]])
*Esteriormente il bisogno e la privazione generano il dolore; per contraccambio, gli agi e l'abbondanza fanno nascere la noia. ([[Arthur Schopenhauer]])
*''Gran forza inspira | E fierezza il dolor quando lo move | [[Amore|Amor]] tradito''. ([[Vincenzo Monti]])
*Il cuore dell'uomo ha dei luoghi che non sono e dove entra il dolore, per farli essere. ([[Antoine Blanc de Saint-Bonnet]])
*Il dolore allorché è profondo e vero è un peso che non si sgrava mai dal cuore. ([[William Shakespeare]])
*Il dolore ci conduce per mano alla soglia della vita eterna. ([[Léon Bloy]])
*Il dolore ci rende malati fisicamente e, visto che ci dobbiamo convivere tutti, il segreto è saperlo metabolizzare. Per evitare che ci uccida. ([[Monica Bellucci]])
*Il dolore da solo non uccide e io sono viva. Dunque devo vivere, perché finché ci sono ci sarà il ricordo di chi non è più con noi. [...] Come potremmo vivere senza placare la memoria, che non vuol dire arrendersi, o dimenticare, ma lasciare che il caldo si raffreddi, che il bagnato si asciughi, che ogni cosa si trasformi e nasca un inizio da una fine. Che la fame si sazi per tornare a essere fame. Che il desiderio si estingua per rinascere. Che il sonno dia pace alla stanchezza per avere sonno di nuovo. Ogni minuto della vita gira attorno a qualcosa che non c'è più perché qualcos'altro possa accadere. [...] C'è bisogno di essere felici per tenere testa a questo dolore inconcepibile. C'è bisogno di paura per avere coraggio. È l'[[assenza]] la vera misura della [[presenza]]. Il calibro del suo valore e del suo potere. ([[Concita De Gregorio]])
*Il dolore di un uomo è interessante, per noi, quanto quello di una lampada elettrica, che soffre, e spasima. (''[[Manifesti futuristi]]'')
*Il dolore è in effetti il processo di purificazione che solo permette, nella maggior parte dei casi, di santificare l'[[uomo]], di distoglierlo cioè dalla volontà di vita. Perciò nei libri di edificazione [[cristianesimo|cristiana]] viene così spesso nominata la virtù salvatrice della croce e del dolore, e molto propriamente la [[croce cristiana|croce]], strumento di sofferenza e non di azione, è il simbolo della religione cristiana. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Il dolore è la forma più intensa di vita, è sovreccitazione: quindi, il ricerchiamo. ([[Vittorio Imbriani]])
*Il dolore è un dono che Dio fa ad una creatura. ([[Chiara Lubich]])
*Il dolore è un dono di Dio per te. Non devi sciupare questo dono ma renderlo fruttuoso. La mia preghiera per te è che tu non disperda il lavoro del Signore. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*Sempre inutile, il dolore impoverisce l'uomo. In poco tempo, fa dello spirito più luminoso un essere braccato [...] Il dolore non è in noi né un riscatto, né un avvertimento. ([[René Leriche]])
*Il dolore è un movimento antico, sconosciuto. Vorremmo non doverlo affrontare mai. Per questo vale la pena esorcizzarlo, lavorarci, raccontarlo. Mi fa più spavento la malattia della morte: si distende nel tempo. ([[Nicolas Vaporidis]])
*Il dolore è una cosa strana. Un gatto che uccide un uccello, un incidente di macchina, un incendio... Ecco il dolore, BANG, eccolo, ti sta addosso. È reale. E quelli che ti guardano pensano che hai l'aria stupida. Come se fossi improvvisamente diventato scemo. Non c'è rimedio per il dolore a meno di conoscere qualcuno che capisca come ti senti e sappia cosa fare. ([[Charles Bukowski]])
*Il dolore è una di quelle chiavi che servono ad aprire non solo i segreti dell'animo ma il mondo stesso. Quando ci si avvicina a quei punti in cui l'uomo si mostra all'altezza del dolore, o superiore ad esso, si accede alle sorgenti della sua forza e al mistero che si nasconde dietro il suo potere. <br/> Dimmi il tuo rapporto con il dolore e ti dirò chi sei! ([[Ernst Jünger]])
*Il dolore fa male, ma ti aiuta a capire quanto tieni a qualcosa, quanto puoi cedere a un compromesso o lottare senza mediazioni. ([[Valeria Solarino]])
*Il dolore fisico non mi dà fastidio. Anzi, mi fa sentire viva. (''[[La sindrome di Stendhal]]'')
*Il dolore ha il colore rosso che vedi attraverso le palpebre chiuse quando ti ficcano la testa in una fornace ardente. Il dolore ha un sapore acre come il metallo, caldo e pungente come un'otturazione che si scioglie in bocca. Il dolore ha un suono come quello di una voce che grida dal fondo di un pozzo-- ed è la tua voce. (''[[Wolverine]]'')
*Il dolore inerisce alla [[vita]] come contrappunto che dà pienezza al fervore d'esistere. ([[David Le Breton]])
*Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci. ([[Alda Merini]])
*''Il dolore non esiste | per chi s'innalza verso l'ora triste | con la forza d'un cuore sempre giovine.'' ([[Guido Gozzano]])
*Il dolore precede ogni piacere ed è il principio motore dell'[[uomo]]. ([[Pietro Verri]])
*Dolore è più dolor, se tace. ([[Giovanni Pascoli]])
*Il dolore è il grido dall'allarme della [[natura]]. È l'avvertimento sommario del complesso psichico contro l'aggressione di un estraneo. (''[[Una vita (Barnard)|Una vita]]'')
*Il dolore è una dote per un animo duro. ([[John Ronald Reuel Tolkien]])
*Il mio corpo è una mappa stradale del dolore! (''[[Sospesi nel tempo]]'')
*''Il mio dolore è amaro, la mia tristezza profonda, | E vi sono sepolto come un uomo nella tomba''. ([[Gustave Flaubert]])
*In [[Bosnia ed Erzegovina|Bosnia]] sono state identificate circa diciassettemila persone che hanno partecipato a crimini di guerra. Alcuni si nascondono, alcuni sono scappati in altri Paesi, ma la maggior parte dei responsabili di quei crimini sono ancora liberi, compresi i colpevoli per il genocidio; vivono accanto alle vittime, impuniti come se nulla fosse accaduto, spesso posizioni pubbliche importanti. Probabilmente la maggior parte dei colpevoli non sarà mai processata. Parafrasando il titolo del famoso libro di Hannah Arendt ''La banalità del male'', in Bosnia, si potrebbe scrivere sul trionfo del male. Il più profondo dolore diminuisce con il tempo, con il passare degli anni siamo in grado di accettare anche le perdite che ci parevano inammissibili, tutto passa tranne il sentimento provocato dall'[[ingiustizia]]. Quello cresce, si rafforza con il passare del tempo. E' il germoglio della futura vendetta. Può restare a lungo assopito, si risveglia quanto meno ce l'aspettiamo e, questa forza, chiunque tocchi, lo contagia. Riesce a riproporsi dopo centinaia di anni, per spargere il suo veleno sugli innocenti, inconsapevoli del peccato originale. ([[Azra Nuhefendić]])
*In questa valle di dolore e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi [[bene]]. ([[Alfredo Panzini]])
*La [[bellezza]] ci può trafiggere come un dolore. ([[Thomas Mann]])
*La [[mente]] può tutto. Basta pensare di avere un dolore anche senza cause fisiche e il dolore si sente, no? (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*La [[vita]] è dolore e la [[gioia]] dell'[[amore]] è un anestetico. ([[Cesare Pavese]])
*Là dove cresce il dolore è terra benedetta. ([[Oscar Wilde]])
*La miseria e il dolore sono il punto sublime di incontro e di fusione dell'animo umano. ([[Cesare Merzagora]])
*Le più belle opere dell'uomo sono ostinatamente piene di dolore. ([[André Gide]])
*Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione. ([[Seneca]])
*Ma il dolore non intende prestare ascolto alla [[ragione]], perché il dolore ha una sua propria ragione che non è ragionevole. ([[Milan Kundera]])
*Ma noi non dobbiamo considerare il dolore come una contrazione fisica, ma come il grido di aiuto di un nostro fratello e che noi dobbiamo aiutare con tutto il nostro amore. Oltre a questo, scoprirete che spesso potrete alleviare il dolore con un gesto, con il giusto consiglio, con le giuste parole, con un abbraccio, e non solo con la fredda ricetta del medico. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'')
*Mi piace parlare del dolore perché ridere di una cosa che mi spaventa è un modo per esorcizzarla. ([[Vincenzo Salemme]])
*Nel dolore esiste una speranza più grande che in una felicità regalata. ([[Ernst Jünger]])
*Nella nostra natura c'è però una meravigliosa, e caritatevole, valvola di sicurezza per cui chi soffre non si rende mai conto con piena intensità di ciò che sta soffrendo nel momento stesso della tortura, ma solo dopo, quando lo raggiunge la fitta del ricordo. ([[Nathaniel Hawthorne]])
*Niente rende tanto grandi, quanto un grande dolore. ([[Alfred de Musset]])
*Niente più del dolore fa crescere e insegna a gustare ogni attimo di quel dono grandioso che è la vita. ([[Laura Tangorra]])
*Non c'è dolore più grande della perdita della [[terra]] natia. ([[Euripide]])
*Non c'è nulla di più pesante della [[compassione]]. Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione, prolungato in centinaia di echi. ([[Milan Kundera]])
*Non ho il problema del controllo del dolore, è proprio il dolore il mio problema. (''[[Dr. House - Medical Division (prima stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Non esistendo dolore, sua nascita e suo arresto, non può logicamente esistere neppure il cammino, il quale consiste nell'arresto del dolore. ([[Nāgārjuna]])
*Non sa goder di gioia chi di dolor non ha [[contezza]]. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri? ([[Honoré de Balzac]])
*Ogni dolore è facile a disprezzare; quello che comporta sofferenza intensa dura poco tempo, e quello che perdura molto tempo nella carne comporta sofferenza temperata. ([[Epicuro]])
*Ogni dolore è sempre il risultato di un'azione aggressiva. Se io do libero corso alla mia aggressività e la scarico su un altro, è la mia vittima che sente dolore. Se domino l'impulso aggressivo, questo si ritorce contro di me e sono io che avverto il dolore (autoaggressività). Chi ha dei dolori, dovrebbe sempre chiedersi a chi in realtà essi erano rivolti. ([[Thorwald Dethlefsen]])
*Ogni uomi nasconde in sé un dolore segreto. Dev'essere rivelato e analizzato. Dev'essere trascinato dal buio e forzato fino alla luce. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'')
*''[[Pace]], pace una volta al mio tormento, | Stanco di più patir, dai suoi legami | Fugge il mio [[Spirito|spirto]], e si dilegua al [[vento]]''. ([[Vincenzo Monti]])
*– Perché mi fai soffrire?<br/>– Perché ti amo.<br/>Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.<br/>– Chi ama vuole solo l'amore, anche a costo del dolore.<br/>– Mi fai soffrire apposta, allora.<br/>– Sì, per vedere se mi ami.<br/>La filosofia del Barone si rifiutava d'andar oltre. – Il dolore è uno stato negativo dell'anima.<br/>– L'amore è tutto.<br/>– Il dolore va sempre combattuto.<br/>– L'amore non si rifiuta a nulla.<br/>– Certe cose non le ammetterò mai.<br/>– Sì che le ammetti, perché mi ami e soffri. ([[Italo Calvino]])
*Più parole potenti e azioni generose ha ispirate il dolore agli uomini, che la gioja. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Pochi e grandi dolori fanno l'uomo grande, piccoli e frequenti l'impiccioliscono; un fiotto lava la pietra, una serie di {{sic|goccie}} la trapassa. ([[Igino Ugo Tarchetti]])
*''Poco ha doglia chi, dolendo, tace.'' ([[Matteo Maria Boiardo]])
*Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro. ([[Ippocrate]])
*Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più [[gioia]] potete contenere. ([[Kahlil Gibran]])
*''Quell'uguale belato era fraterno | al mio dolore. Ed io risposi, prima | per celia, poi perché il dolore è eterno, | ha una voce e non varia.'' ([[Umberto Saba]])
*''Questo dolore | che vagli fra le maglie di un tuo cribro | svanisce un po' nel contemplare un fiore | si scorda fra le pagine di un libro.'' ([[Adriano Celentano]], [[Francesco Guccini]])
*Sai quando le persone diventano forti? Quando imparano ad accettare il dolore. ([[Romano Battaglia]])
*Sai tu che sia il dolore? Troppe volte è l'ultima parola vuota di un verso vuotissimo per far rima con amore. ([[Ambrogio Bazzero]])
*Se del dolore in se stesso non si è avuta già perfetta conoscenza in principio, come si potrà essa avere successivamente? ([[Nāgārjuna]])
*Senza il dolore non può esserci il bene: il seme si spacca per far nascere l'erba. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]'')
*Siamo così abituati alla strumentalizzazione del dolore trasformato in pochi secondi in rivendicazioni, posizionamenti e fertilizzante per il proprio brand che se uno osa lasciarlo in una stanza, senza esibirlo e sventolarlo, viene additato come cinico. ([[Selvaggia Lucarelli]])
*Tormentare un animale per un'ora è cattivo, ma tormentare un uomo, migliaia di uomini, non per un'ora, ma per anni, per la vita intera, anzi per molte vite, non è cattivo, è infame, è diabolico, sì, così diabolico che un Dio non potrebbe assistervi a meno che non sia un pazzo o il signore di tutti i diavoli. ([[Ernst Wiechert]])
*''Tormento il più crudele | d'ogni crudel tormento | è il barbaro momento | che in due divide un [[cuore|cor]]''. ([[Pietro Metastasio]])
*Tu puoi tenerti lontano dai dolori del mondo, sei libero di farlo e risponde alla tua natura, ma forse proprio questa tua [[astensione]] è l'unico dolore che potresti evitare. ([[Franz Kafka]])
*Tutti ci creiamo delle fantasie per gestire il nostro dolore. (''[[Lazarus Project - Un piano misterioso]]'')
*Un dolore causato da una persona amata può essere amaro, anche quando si inserisce in mezzo a preoccupazioni, occupazioni, gioie che non abbiano per oggetto quell'essere e da cui la nostra attenzione solo di tanto il tanto si distoglie per tornare a lui, ma quando un simile dolore nasce nel momento in cui la felicità di vedere quella persona ci colma per intero, l'improvvisa depressione che allora pervade la nostra anima, fino a quell'istante soleggiata, protetta e calma, determina in noi una furibonda tempesta contro cui non sappiamo se saremo capaci di lottare fino all'ultimo. ([[Marcel Proust]])
*Un dolore cocente non può essere in eterno, e neppure molto a lungo; dura soltanto il ricordo del dolore. ([[William Henry Hudson]])
*Un libro che mi fu decisivo [...] fu ''La Philosophie de la Douleur'' del grande [[René Leriche]], il chirurgo di Lione. Me ne copiai molti passi, conquistato dalla sua attenzione al ''vim patior'' della carne malata, al grido del corpo, alla realtà piena della sofferenza creduta immaginaria. Pessimista e moderno, Leriche non credeva alla bontà del dolore, alla trasformazione della pena fisica in farfalla pneumatica, e lavorò tutta la vita per indebolirlo, per minarne chirurgicamente l'onnipotenza. ([[Guido Ceronetti]])
*Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo. ([[Henri Nouwen]])
*Un vero uomo comprende il dolore degli altri e sa sopportare il proprio. (''[[Pollyanna (serie animata)|Pollyanna]]'')
*Uno degli aspetti positivi del dolore è che non si riesce a dormire, e questo significa che ho più tempo per pensare. (''[[Cosa mi lasci di te]]'')
*Viviamo sotto strati di dolore, uno soggiacente all'altro e che per la presenza di quest'altro non viene percepito, ma che è pronto a far sentire la sua punta non appena quest'altro scompare. ([[Giuseppe Rensi]])
===[[Emil Cioran]]===
*I dolori immaginari sono di gran lunga i più reali, dato che ne abbiamo un bisogno costante e li inventiamo perché non c'è modo di farne a meno.
*Il destino individuale, come realtà interiore, irrazionale e immanente, ci è rivelato solo nel dolore, che rappresenta la sola via che ci permette di comprendere in maniera più profonda i problemi personali. [...] il [[peccato]] nelle interpretazioni religiose – che equivale al dolore per i credenti – non ha questa funzione perché, essendo strettamente legato all'oggettività del mondo storico, non pone in modo rigoroso il problema dell'esistenza individuale. – Per questo il dolore deve essere amato.
*Il tormento, per alcuni, è una necessità, un bisogno, un appetito, un compiacimento.
===[[Giacomo Leopardi]]===
*''Arcano è tutto, | fuor che il nostro dolor.''
*Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia.
*Il dolore o la disperazione che nasce dalle grandi [[Passione|passioni]] o [[Illusione|illusioni]] o da qualunque [[sventura]] della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal [[sentimento]] vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo [[mondo]], e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima.
===[[Francesco Orestano]]===
*Gli uomini sono massimamente dissimili fra loro nella gioia, massimamente simili nel dolore. Lo sguardo fiso e profondo di chi molto soffra nel fisico o nel morale si ritrova identico in ogni volto umano, di qualsiasi razza e colore. Al dolore gli uomini si riconoscono fratelli.<br>Ma anche il dolore degli animali è così simile al dolore degli uomini.
*Grave e comune sciagura è che il dolore non uccida. Un grande dolore purifica, nobilita, eleva anche l'essere più volgare; e sarebbe per molti una dignitosa e solenne {{sic|conchiusone}} di vita.
*Il dolore d'un ammalato, d'un demente, d'un moribondo, lo strazio dei congiunti e dei superstiti, l'angoscia dei cuori divisi per sempre, la nostalgia insanabile di affetti distrutti dalle spietate e assurde irruzioni della morte; tutto questo dolore che la vita porta nel suo grembo per le tragiche condizioni naturali in cui si svolge dovrebbe bastarci, e farci comprendere la folle crudeltà con cui gli uomini vi aggiungono altro dolore con la rea volontà di nuocersi positivamente, di farsi dell'altro male.
==Proverbi==
*Il dolore è come un tesoro, lo si mostra soltanto agli amici. ([[proverbi africani|africano]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Bocca con dolore non dice bene.
*Chi si rallegra del mio duolo, quando il mio è vecchio il suo è nuovo.
*Dolor sopra dolore, spezza il cuore.
*Grave è la tristezza, che segue l'allegrezza.
*I dolori fanno invecchiare.
*I grandi dolori sono muti.
*Il dolore che scivola sul cuore per uscir dagli occhi, non è mai profondo.
*Il dolore è sempre asciutto.
*Il dolore fa dir quel che non è.
*Il dolore ha pochi cortigiani.
*Il dolore non invecchia, o cessa o uccide,
*Il dolore unisce gli uomini.
*In guerra, nella caccia e negli amori, per un piacer mille dolori.
*Le nazioni smaltiscono diversamente il dolore: il tedesco lo beve, il francese lo mangia, l'italiano lo dorme.
*Non dire a nessuno il tuo dolore, così non si allargherà.
*Rende il dolor legger chi tal lo stima.
*Tre cose addolciscono il dolore; [[speranza]], [[Lacrima|lacrime]] e sonno.
*[[Uomo]] non educato dal dolore rimane sempre [[bambino]]. (citato da [[Thomas Mann]] ne ''I Buddenbrook'')
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Agonia]]
*[[Ferita]]
*[[Patimento]]
*[[Piacere e dolore]]
*[[Pena]]
*[[Sofferenza]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sensi]]
[[Categoria:Sentimenti]]
[[Categoria:Sintomi]]
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Gigi Proietti
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[[File:La tosca proietti.png|thumb|Gigi Proietti nel 1973]]
'''Luigi Proietti''' (1940 – 2020), attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante italiano.
==Citazioni di Gigi Proietti==
*{{NDR|Sulle accuse di ripetitività, rivoltegli da alcuni critici}} A volte lo [[spettatore]] meno avvertito è proprio il [[critico]]. Nel '76 con "A me gli occhi, please" ho inventato un nuovo modo di stare in scena, quello con la cassa piena di oggetti. Da allora ho fatto numerosi spettacoli, ma quello è rimasto il mio modo di stare in scena. Il repertorio è cambiato. [...] Ma bisogna ricordarsi che il [[teatro]] non è la tv. In tv ogni settimana devi dire cose diverse perché il pubblico è lo stesso. In teatro ogni sera il pubblico cambia ed è il testo a rimanere lo stesso. Sennò pure [[Ettore Petrolini|Petrolini]] avrebbe dovuto smettere di fare Gastone.<ref>Dall'[http://archivio.sorrisi.com/sorrisi/personaggi/art023001005611.jsp intervista] a ''TV Sorrisi e Canzoni'', 30 ottobre 2003</ref>
*{{NDR|Al funerale di Stato di [[Nilde Iotti]]}} Bisogna prendere esempio dallo spessore e dalla coerenza di persone come lei.<ref>Citato in ''[http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/1999/12/06/LAT01.html In migliaia per l'ultimo saluto a Nilde Sfilano tutti i politici, commozione popolare. Oggi i funerali]'', ''Il Tirreno'', 6 dicembre 1999</ref>
*Non è riuscita a capire che è diventata una metropoli, non ce la fa proprio. Basta andare un giorno in una qualsiasi grande città europea per accorgersene. Anche se non potrei vivere un sampietrino più in là, io [[Roma]] non la riconosco più. È diventata brutta, scomposta, estranea a se stessa. Non è più un'unità, ma è una somma di almeno sette città con anime diverse. Periferie che non si conoscono l'una con l'altra.<ref>Citato in ''[http://espresso.repubblica.it/visioni/2015/07/21/news/gigi-proietti-roma-non-ti-riconosco-piu-1.221862 Gigi Proietti: "Roma mia, non ti riconosco più"]'', ''Espresso'', 22 luglio 2015.</ref>
*Non sono stati i mass media a far resuscitare il mito [[Lucio Battisti|Battisti]]. Ma il suo mito a far risuscitare i mass media.<ref>Citato in Andrea Laffranchi e Carlo Vulpio, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/settembre/08/Concerti_inediti_per_ricordare_Battisti_co_0_00090810091.shtml Concerti e inediti tv per ricordare Battisti]'', ''Corriere della sera'', 8 settembre 2000</ref>
*Per anni sono stato un ospite abituale di Taormina, soprattutto al Teatro Greco. Ultimamente mi muovo meno da Roma, ma quando facevo le tournée vere e proprie, la [[Sicilia]] era una tappa immancabile. È un'isola fantastica, è banale dirlo, ma è il primo pensiero che mi viene in mente. Insieme all'estrema varietà di cibi e di vino che sa offrire.<ref>Citato in ''[http://www.ilmoderatore.it/?p=1590 Gigi Proietti: "La Sicilia è fantastica"]'', ''Il Moderatore'', 31 agosto 2012.</ref>
*Ringraziamo Iddio, noi [[attori]], che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref>
*''"Roma è bella". Ricordi, Giovacchino | quanno potemio {{sic|dì}} senza imbarazzo | 'sta frase? E se moveva er Ponentino | mentre a noi, nun {{sic|ciannava}} de {{sic|fa}} 'n c...?{{sic|"}} || "È bella sì, ma {{sic|fa}} finta de gnente | respirala co' l'occhi, piano piano, | eppoi coll'artri {{sic|fa}} l'indifferente | Si cchiedono "Com'è", tu {{sic|fa}} l'indiano". || Dije così: "Com'è questa città?" | "Mah... signore... Che vuole che je dica... | Se lo scopra da lei. Io {{sic|ciò}} da fa'" || "Dije che ciai da fa', ma che te frega? | Si te metti a vantà la Roma antica | verranno tutti qui pe' {{sic|ffà}} bottega". || "Famo finta che er traffico è ar collasso | dimo che qui se campa proprio male | li servizi so' pessimi, ch'è basso | il tasso de la vita curturale". || "Dimo che nun c'è manco l'Auditorio | che presto ci saranno li cantieri | e che se bloccherà tutto er Cibborio. | E che domani sarà peggio de ieri". || Così dicevi allora in quell'incanto | ner Cinquanta, e ce stava l'Ottobrata. | Ricordi? Rintoccava l'Anno Santo. || Eri profeta, dorce Giovacchino. | Però 'na cosa nun l'hai 'ndovinata: | Che non esiste più, quer Ponentino!''<ref>''Anni Santi'', in ''Poeti e Poesia'', n. 3, anno IV, dicembre 2000, Casa Editrice Pagine, Roma, 2000, pp. 125-126.</ref>
*Sa perché noi [[Italia|italiani]] abbiamo spesso tollerato la [[burocrazia]] e i suoi misfatti? [...] Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il [[27 (giorno del mese)|27 di ogni mese]]. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava.<ref>Dall'intervista di Antonio Gnoli, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2016/01/03/news/gigi-130539270/ Gigi Proietti: "Sono un esibizionista allegro. Volevo solo una cosa: la luna"]'', ''Repubblica.it'', 3 gennaio 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla prima promozione del [[Frosinone Calcio]] in Serie A}} È stato uno stupore per tutti, un qualcosa che mi ha fatto molto piacere e che mi auguro abbia un seguito dato che si tratta di una squadra della nostra stessa regione. Finora non ho mai visto giocare i giallazzurri, ma il fenomeno Sassuolo ci insegna che organici giovani e spigliati sono spesso imprevedibili e pericolosi per tutte le squadre della categoria. A me non è mai piaciuto usare la parola “burino” per fare ironia [...] Inoltre, se parliamo di Ciociaria, è una terra a cui sono molto legato, umanamente ed artisticamente. Una terra che ha dato i natali a colonne portanti dello spettacolo italiano come Vittorio De Sica e [[Nino Manfredi]].”<ref>Dall'intervista a SuperNews, ''[https://news.superscommesse.it/calcio/2015/09/frosinone-roma-parla-gigi-proietti-amo-la-ciociaria-la-roma-non-fara-una-passeggiata-89462/ Frosinone-Roma, parla Gigi Proietti: “Amo la Ciociaria. La Roma non farà una passeggiata"]'', ''SuperNews'', 11 Settembre 2015.</ref>
*''Viva er teatro dove tutto è finto | ma niente c'è de farso, e questo è vero. | E tu lo sai da prima {{sic|se}} s'è tinto | Otello er Moro, oppuramente è nero || Nessun attore vero vo' fa' crede, | spignenno forte {{NDR|'n}} un'intonazione, | ch'è tutto vero quello che se vede. | Lui vole fa capì ch'è 'na finzione. || {{sic|Se}} je tocca morì sopra le scene, | è vero che nun more veramente. | Sennò che morirebbe così bene? || {{sic|Capisci}} sì com'è? Famme er piacere, | {{sic|se}} morisse de morte veramente | {{sic|non}} potrebbe morì tutte {{sic|'e}} sere.''<ref>In ''Gigi Proietti: il finto e il falso'', [https://www.youtube.com/watch?v=O18r244bZbU Video] disponibile su ''youtube. com'', min. 1,47-2,26.</ref>
==''Tutto sommato''==
===[[Incipit]]===
Un’autobiografia? Io? Tutt'al più quattro chiacchiere sul passato, sperando che a qualcuno interessi. Riordinare l'album dei ricordi è un lavoraccio infame. Ci si dimentica sempre di qualcuno, si tende a idealizzare ogni momento della propria gioventù e si finisce per raccontare una sfilza di aneddoti nei quali ci assegniamo la parte del protagonista che salva la situazione. Alla fine, più che un libro, viene fuori una lista di belle figure. No, un'autobiografia proprio no. Senza contare che tornare sui luoghi della propria infanzia può essere doloroso. E io l'ho sperimentato anni fa.
===Citazioni===
*Ricordare è un mestiere rischioso, perché ha bisogno di stimoli forti.
*Raccontare la propria vita non è cosa da tutti. Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l'odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l'allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi… E poi i «faccio un goccio d'acqua» sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, i discorsi dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge se non c'era?<br>Forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perché nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso.
*«Sono un po' stanco di me / sempre la stessa vitaccia / qualche volta mi cambio la faccia / ma la vita rimane com'è.» Sono le parole che cantavo anni fa nella sigla di ''Fregoli'', uno sceneggiato che la Rai dedicò al più grande trasformista di tutti i tempi nel 1981. [[Leopoldo Fregoli]] era romano come me e, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, diventò una stella di fama internazionale. Quello che sconvolgeva di lui non era tanto la sua capacità di svestirsi e imparruccarsi alla velocità della luce, quanto la sua abilità di trasformarsi in un istante, abbinando a ogni costume una voce, una gestualità e un’intonazione diverse. Sapeva essere uomo, donna, ricco, povero, straniero, italiano, ed è stato tra i primi a reggere un intero spettacolo rimanendo da solo sul palco. Per fare questo, allenarsi e imparare un testo a macchinetta non basta.<br />Romano, trasformista, attore di one-man show: era inevitabile che la mia storia, prima o poi, incrociasse la sua.
*Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo [[Emilio Cigoli]]», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br />Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza.
==Citazioni su Gigi Proietti==
*Era straordinario vedere Gigi sul palco fare l'ubriaco: riusciva a farti capire la differenza tra il personaggio e l'arte di recitarlo. ([[Flavio Insinna]])
*''Il maresciallo Rocca'' è stato uno dei primi lavori che ho fatto. Quando ho incontrato Gigi ero un po' agitata. Ricordo che mi ha tranquillizzata e mi ha dato tantissimi consigli riguardo la scena. Mi ha detto "se hai dei dubbi non devi averli, perché devi fare l'attrice". Mi ha consigliato di studiare e dei maestri [...]. Oltre al set de ''Il maresciallo Rocca'', sono sempre andata a tutte le prime degli spettacoli di Gigi. Era un attore generosissimo, un grandissimo uomo e un maestro. Era una persona semplice, si fermava con tutti a chiacchierare e a raccontare barzellette. Voleva sempre rubarti un sorriso e farti ridere. ([[Elisabetta Pellini]])
*Quando ti trovavi davanti a lui, alla sua arte, alla sua persona, ti rendevi conto di essere davanti ad un fuoriclasse, ad un artista unico che sapeva coinvolgerti in modo totale in ogni tipo di rappresentazione. La sua arte non era mai ostentata ed era sempre in grado di mettere a proprio agio le persone con cui aveva a che fare. [...] Con la sua umiltà, la sua umanità e la sua semplicità, Gigi è stato uno degli uomini più veri, rispettosi ed umani che abbia mai incontrato. ([[Alberto Angela]])
*Stiamo parlando di un attore che sa fare tutto, in maniera straordinaria. E anche di un attore che non è mai stato utilizzato dal cinema d’autore. ([[Alessandro Gassmann]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
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*''[[Lo scatenato]]'' (1967)
*''[[Brancaleone alle Crociate]]'' (1970)
*''[[La proprietà non è più un furto]]'' (1973)
*''[[La Tosca]]'' (1973)
*''[[Febbre da cavallo]]'' (1976)
*''[[Casotto (film)|Casotto]]'' (1977)
*''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002)
*''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010)
*''[[Box Office 3D - Il film dei film]]'' (2011)
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===Doppiatore===
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*''[[L'ora della furia]]'' (1968)
*''[[La notte dell'agguato]]'' (1968)
*''[[Un uomo chiamato Cavallo]]'' (1970)
*''[[Buffalo Bill e gli indiani]]'' (1976)
*''[[Gli ultimi fuochi]]'' (1976)
*''[[Il Casanova di Federico Fellini]]'' (1976)
*''[[Rocky]]'' (1976)
*''[[Aladdin]]'' (1992)
*''[[Il ritorno di Jafar]]'' (1994)
*''[[Casinò (film)|Casinò]]'' (1995)
*''[[Aladdin e il re dei ladri]]'' (1996)
*''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'' (1996)
*''[[La spada magica - Alla ricerca di Camelot]]'' (1998)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - La desolazione di Smaug]]'' (2013)
*''[[Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate]]'' (2014)
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==Bibliografia==
*Gigi Proietti, ''Tutto sommato. Qualcosa mi ricordo'', Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-58-67309-6
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Proietti, Gigi}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Cabarettisti italiani]]
[[Categoria:Cantanti italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
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Francesco Alberoni
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[[Immagine:Francesco Alberoni2.jpg|thumb|Francesco Alberoni]]
'''Francesco Alberoni''' (1929 – 2023), sociologo e giornalista italiano.
==Citazioni di Francesco Alberoni==
{{Cronologico}}
*La [[felicità]] è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura. Non è un tempo, è un istante o una serie di istanti. Un punto di contatto con qualche cosa di straordinario.<ref>Citato in [[Gianni Bisiach]], ''Inchiesta sulla felicità'', Rizzoli, 1987.</ref>
*Bisogna porsi delle [[meta|mete]], bisogna combattere per raggiungerle. Bisogna avere dei sogni, bisogna battersi per realizzarli.<ref>Da ''Gli invidiosi'', Garzanti, 1991.</ref>
*Vi sarete inoltre accorti che i veri protagonisti della televisione sono ormai solo i divi televisivi: i conduttori degli spettacoli di intrattenimento, gli attori, le attrici, i comici. Sono sempre insieme, costituiscono un gruppo chiuso, una élite. Si invitano l'un l'altro nelle loro trasmissioni, si elogiano, parlano della loro vita, dei loro programmi. Ostentano amicizia e si tengono lontani dalla politica.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 24 gennaio 2000.</ref>
*[[trapianto|Donare]] i propri organi, perciò, è un gesto sacro. È trasformare la propria morte in vita per la salvezza degli altri. E, per chi ha ricevuto questo dono, è portare con sé, nel corpo e nella mente, il suo salvatore, con amore e riconoscenza.<ref name=donatra>Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/28/Donazione_degli_organi_dedicato_tanti_co_0_0008285002.shtml Donazione degli organi, dedicato ai tanti che sono ancora incerti]'', ''Corriere della Sera'', 28 agosto 2000, p. 1.</ref>
*Il [[trapianto]] è il salvataggio di due organismi viventi. Della persona trapiantata che lotta per la sua sopravvivenza, e dell'organo che lotta per la sua. Ed entrambi, da soli, non hanno speranza, mentre uniti si salvano. Il corpo che accoglie l'organo trapiantato è perciò come un grembo materno, come un utero, che accoglie un figlio a cui dà la vita, mentre la riceve da lui. L'esperienza del trapiantato è incredibilmente simile a quella della gravidanza. Il principale desiderio, la principale preoccupazione della persona trapiantata è di saper accogliere l'organo che ha ricevuto, e di salvarlo, curarlo, risanarlo. E anche i medici hanno la stessa preoccupazione, la stessa cura. La persona trapiantata sa perfettamente e ricorderà sempre che quell'organo non è suo, che è parte di un'altra persona, e che lei ne è soltanto la custode, il grembo accogliente. Non dimenticherà mai chi, morendo, glielo ha lasciato. Anzi ne rivive in ogni istante l'agonia, la morte come fosse la propria. Perché da quella morte è scaturita la sua vita. C'è un rapporto spirituale profondo fra la persona trapiantata e il donatore. Una intimità tanto forte che è bene che il trapiantato non sappia chi è il donatore, non lo conosca.<ref name=donatra/>
*Metà dei danni di un Paese dipendono dall'accanimento con cui i cattivi capi frenano, ostacolano e paralizzano quelli intraprendenti ed attivi. E devo aggiungere che questi personaggi riescono quasi sempre a farla franca, perché sono abilissimi nel vendersi. Ma soprattutto perché i vertici delle istituzioni che dovrebbero controllare il loro operato sono superficiali. Non compiono indagini accurate, non si preoccupano di scoprire cosa hanno fatto di negativo. Prendono per buone le loro dichiarazioni, i loro resoconti, le loro vanterie.<ref>Da ''Cercando disperatamente dei leader che abbiano una fede'', ''Corriere della Sera'', 30 settembre 2002.</ref>
*Ogni essere vivente [...] porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi, dominare sugli altri. Tutti gli animali delimitano un proprio territorio e lottano per espanderlo e impedire agli estranei di entrarvi. Tutti i maschi cercano di accoppiarsi con tutte le femmine più belle e le femmine con i maschi più forti o più vistosi. Tutti inoltre lottano per affermare e vedere riconosciuta la propria superiorità, il proprio rango. [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]], che per primo ha capito questa tendenza universale, l'ha chiamata "[[volontà di potenza]]". [...] Ciò che invece continua a contare, e sempre di più, è la volontà di potenza in se stessa, purché intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri. E questo in tutti i campi, nella scienza, nella musica, nel cinema, negli affari, nella politica. Dovunque il fattore decisivo resta questo slancio interiore che si presenta come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire. Lo si vede già nei bambini, negli adolescenti destinati al successo. Qualche volta si presenta come capacità specifica, come nei geni matematici o musicali precoci, ma spesso assume solo l'aspetto di una inquietudine evasiva, conturbante. Lo si vede negli uomini e nelle donne che riusciranno, che hanno tutti, indistintamente, una grande fede in se stessi, una caparbia volontà di realizzare la propria [[meta]] da cui nessuno riesce a distoglierli. Per cui cadono e si rialzano. E gli altri percepiscono la loro superiorità. Spesso li invidiano, li temono, cercano di fermarli, ma inutilmente.<ref>Da ''Leoni o volpi, in comune abbiamo la volontà di potenza'', ''Corriere della Sera'', 5 luglio 2004.</ref>
*Esiste poi il coraggio necessario per resistere alle difficoltà che ci logorano. Noi sappiamo che, qualsiasi mestiere facciamo, qualsiasi compito svolgiamo, ogni giorno incontreremo continuamente opposizioni, ostacoli da superare. E in certi casi le difficoltà sono così grandi da farti pensare che forse sia meglio lasciar perdere, ritirarsi. Ti assalgono allora un'immensa fatica e il senso dell'inutilità di ogni cosa. Hai solo voglia che tutto finisca. Lo scoramento è una terribile tentazione.<ref>Da ''Chi ha coraggio lo usi, anche per ammettere gli errori'', ''Corriere della Sera'', 12 luglio 2004.</ref>
*È incredibilmente difficile sollevarsi da soli, da una famiglia povera, da un ambiente isolato. [...] È immenso il peso della famiglia, del suo sapere, delle sue relazioni sociali. È la famiglia che ti manda nella scuola giusta, dove farai le amicizie utili, che ti inserisce nella rete di relazioni sociali in cui si fa carriera. [...] In tutti i campi ci sono poi i «[[figlio d'arte|figli d'arte]]» che si avvantaggiano delle posizioni raggiunte dal padre o dalla madre: nello spettacolo, nella scienza, nella finanza. La nostra società è fatta di clan, consorterie, tribù. Se sei dentro la tua vita è in discesa, se sei fuori trovi strade sbarrate.<ref>Da ''Per avere successo bisogna capire dove passa la storia'', ''Corriere della Sera'', 4 ottobre 2004.</ref>
*La capacità di [[giudizio]] personale matura nella solitudine con la riflessione, il dubbio e richiede di saper guardare il mondo con curiosità, con stupore, con ingenuità, con cuore puro. Tutte cose che, di solito, non sappiamo fare.<ref>Da ''I veri giudizi personali maturano nella solitudine'', ''Corriere della Sera'', 12 marzo 2007.</ref>
*L'[[umiltà]], invece, non è un modo stabile di essere. L'umiltà nasce dalla drammatica e totale consapevolezza che niente ha realmente valore oggettivo. Per questo possono essere umili i grandi uomini della storia, i grandi filosofi, i grandi scienziati. [...] L'umiltà però non rende indifferenti. Anzi, lascia posto a tutto ciò che è virtuoso, purché non sia invadente, tronfio, arrogante. La persona umile può apprezzare l'abilità di un giocoliere, la gentilezza del barista che ti serve, il gioco di un bambino, il sorriso di una ragazza innamorata, la cura che l'insegnante mette nella sua lezione.<ref name=modestia>Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_maggio_09/alberoni_40d5399e-7a01-11e0-a5b9-91021abd11c5.shtml Per favore non confondete la modestia con l'umiltà]'', ''Corriere.it'', 9 maggio 2011.</ref>
*La [[modestia]] è un modo d'essere che ha la sua essenza nel non voler essere superiore agli altri e nel non dare loro disturbo. Il modesto non si pone mete troppo elevate, non entra in competizione, non pretende di avere grandi riconoscimenti. Non si mette in mostra, non opprime, non si vanta. Evita tutto ciò che ha a che fare con la superbia, la presunzione, la vanità. È misurato in ogni cosa, nel parlare, nel vestire, anche nelle emozioni. Non ha passioni violente.<ref name=modestia/>
*Dopo la morte di [[Amy Winehouse]] ho ricevuto molte telefonate di persone addolorate che mi chiedevano perché tanti cantanti muoiano così giovani di [[droga]].<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_agosto_01/alberoni_4e0b4bfe-bbff-11e0-9ecf-692ab361efb9.shtml Il rock, la trasgressione e la stagione delle droghe]'', ''corriere.it'', 1 agosto 2011.</ref>
*È scaduto il mio contratto e questo è il mio ultimo articolo sul [[Corriere della Sera]]. Ho incominciato a scrivervi nel 1973, poi un breve intervallo su [[La Repubblica (giornale)|la Repubblica]] di [[Eugenio Scalfari]]. Mi ha chiesto di riprendere di nuovo nel 1986 il direttore di allora, [[Piero Ostellino]], ed io gli ho proposto di mettere l'articolo il lunedì perché allora c'era solo lo sport e, nella prima pagina in basso, non disturbavo nessuno.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_settembre_26/alberoni_2a9a16bc-e807-11e0-9000-0da152a6f157.shtml Un certo sguardo sull'Italia Un termometro delle sue passioni]'', ''corriere.it'', 26 settembre 2011.</ref>
===Citazioni senza fonte===
*Se vogliamo capire le vere intenzioni degli altri e conoscere il loro animo, non dobbiamo ascoltare ciò che dicono, ma osservare cosa fanno.
==''Innamoramento e amore''==
===[[Incipit]]===
Che cos'è l'[[innamoramento]]? ''È lo stato nascente di un movimento collettivo a due''. Questa definizione poteva essere posta alla conclusione di un lungo esame dei fatti e di interpretazioni. Ho preferito metterla all'inizio in modo che ci serva come guida in questo breve viaggio in un territorio a tutti noto, perché tutti lo abbiamo vissuto per esperienza diretta, eppure così enigmatico e sfuggente.
===Citazioni===
*Nell'innamoramento la persona più semplice e sprovveduta è costretta, per esprimersi, ad usare il linguaggio della poesia, della sacralità e del mito. (p. 17)
*È il ''[[depressione|sovraccarico depressivo]]'' che precede tutti movimenti e l'innamoramento. (p. 22)
*L'[[amore]] tende a separare la legge dalla persona; vuol instaurare altre leggi, altre norme, non vuol sopprimere le persone, vuole amarle. (p. 30)
*La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell'innamoramento c'è solo [[Paradiso e inferno|o il paradiso o l'inferno]]; o siamo salvi o siamo dannati. (p. 38)
*È possibile amare due persone? Certamente. Amarne una ed innamorarsi di un'altra? Certamente. Essere innamorato di due? No. (p. 43)
*Lo ''stato nascente'' è per definizione transitorio. Non è uno stare, è un andare verso; e l'arrivare è un essersene andato. L'innamorarsi, quando tutto procede bene, termina nell'amore; il movimento, quando riesce, produce un'istituzione. (p. 49)
*Nella [[psicoanalisi]] il paziente dice la verità perché, grazie al transfert, riproduce in parte il processo che si attua spontaneamente nell'innamoramento. Però la forza dello stato nascente spezza, in poche ore o in pochi istanti, barriere inconsce che, nella psicoanalisi, resistono talvolta per anni. La cosa è possibile perché cessa la paura del [[passato]]. I due innamorati compiono una confessione reciproca e ciascuno ha il potere di assolvere l'altro dal suo passato. (p. 52)
*L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perché lusinga la vanità, perché rende l'altro schiavo, disponibile, pronto a ogni cenno ed ogni desiderio. (p. 67)
*Come si passa dall'innamoramento all'amore? Attraverso una serie di prove. (p. 81)
*La [[gelosia]] si presenta come scoperta che la persona che amiamo è attratta, affascinata da qualcosa che io non ho ed invece qualcun altro ha. (p. 92)
*L'amore dell'altro, amore sincero e profondo e via via sempre più disperato, viene così usato per rafforzare se stessi fino al punto in cui non si avrà più bisogno di lui. Questo è in sostanza il vero «disinnamoramento». (p. 103)
*L'[[mistica|amore mistico]] costituisce il suo oggetto a partire dalle categorie dello stato nascente e non potendo prendere una persona esistente (da trasfigurare nell'[[immaginazione]]) costituisce il suo oggetto puro e ideale. La cultura contemporanea dice che questo è un non vivere. Tale appare anche a me. (p. 113)
*Verso coloro a cui vogliamo bene il [[regalo|dono]] non è un omaggio servile: è la testimonianza di un rapporto che non verrà sciolto. (p. 125)
*Nel [[matrimonio]] [[cristianesimo|cristiano]], per esempio, non c'è una distinzione fra innamoramento, amore, voler bene e sessualità. Il sacramento implica tutte queste cose insieme. (p. 130)
*Per il [[marxismo]] non c'è nessun possibile movimento collettivo se non di classe, e quando c'è un movimento collettivo che non sia di classe, o che non si definisca di classe, ne nega l'esistenza o l'importanza, rifiuta comunque di considerarlo nella stessa categoria dei primi. (p. 131)
*Ciò che ci attrae è sempre il tempo divino delle origini, messo nel passato come nei miti religiosi, nel futuro come nel marxismo, o nel presente come nell'innamoramento. Questa è la tradizione culturale dell'[[oriente e occidente|occidente]]. Ma ciò che nell'occidente è il sogno ultimo, per l'[[oriente e occidente|oriente]], e in particolare per la culture [[induismo|induista]] e [[buddhismo|buddista]], è l'incubo da evitare. [...] Rinascere significa tornare nell'inferno della vita, incontrare inevitabilmente il dolore. Lo stato nascente, da questo punto di vista, è l'incubo da evitare. (pp. 144-145)
*Solo in [[Europa]] si è preteso, ad un certo punto, di affidare allo stato nascente dell'innamoramento la stabilità della coppia, della [[famiglia]] e perfino i criteri di perpetuazione della specie. (p. 147)
==''L'albero della vita''==
*Innamorarsi non è soltanto essere attratti da una persona, vederla bella e desiderabile. È un mutamento interiore di tutto l'essere.
==''L'erotismo''==
*La [[pornografia]] è una figura dell'immaginario maschile. È la soddisfazione allucinatoria di desideri, bisogni, aspirazioni, paure proprie di questo sesso. Esigenze e paure storiche, antiche, ma che esistono ancora oggi e che sono ancora attive. (p. 12)
*Nella pornografia (maschile) le donne sono immaginate come esseri assatanati di sesso, trascinate da un impulso irresistibile a gettarsi sul pene maschile. Cioè nello stesso modo con cui gli uomini fantasticano di comportarsi nei loro riguardi. (p. 14)
*La pornografia immagina le donne come dotate degli stessi impulsi degli uomini, attribuisce loro gli stessi desideri e le stesse fantasie. Immagina, inoltre, che i due desideri si incontrino sempre. Due persone qualsiasi, in qualsiasi momento, vogliono l'una dall'altra la stessa cosa. Non c'è una domanda e una offerta. Non c'è scambio. Tutti danno tutto e ricevono tutto. Il desiderio è sempre vivo e sempre soddisfatto. (p. 14)
*La pornografia maschile elimina la resistenza femminile, la necessità del corteggiamento, la domanda femminile d'amore. (p. 20)
*Nell'[[orgia]] i legami d'amore e di esclusività interpersonale vengono temporaneamente aboliti. Tutti sono a disposizione di tutti. Cessa la possibilità di esprimere una preferenza erotica, un rifiuto. Se ciascuno può ottenere il sì di tutti deve però anche dire sempre di sì. Solo in questo modo può realizzarsi il comunismo erotico: «ciascuno dà in base alle sue possibilità e riceve in base ai suoi bisogni». L'orgia è possibile solo perché vengono temporaneamente soppresse tutte le nostre idiosincrasie, le nostre preferenze, i nostri affetti, le nostre gelosie, il nostro disgusto. (p. 107)
*L'[[amore]] è un continuo domandare, ma è anche trepida attesa. (p. 131)
==''Le sorgenti dei sogni''==
*Sono nel mirino dell'estrema sinistra... sono nelle liste di proscrizione dell'estrema destra... il partito neonazista POE mi condanna a morte... questo vuol dire che quello che dico non va proprio a genio a nessuno.
==''Sesso e amore''==
===[[Incipit]]===
Nell'animo umano agiscono impulsi contrastanti che creano dubbi, dilemmi, e portano ad agire in modo contraddittorio. Due di queste tendenze che possono entrare in conflitto, rappacificarsi, o scontrarsi di nuovo nel corso della nostra vita sono [[amore e sesso|la sessualità e l'amore]]. Non sempre ce ne rendiamo conto perché sessualità ed amore ci si presentano spesso fusi, oppure perché in molti casi l'amore sboccia dalla sessualità. Ma la ragione principale della confusione è un'altra: nell'ultimo secolo ha prevalso una scuola di pensiero, la psicoanalisi, che rende ad identificare il piacere, l'amore e il sesso. È sessuale, appartiene alla sessualità orale, il piacere del bambino che, attaccato al capezzolo, succhia il seno. È sessuale, appartiene alla sessualità anale, il piacere di rilassare gli sfinteri nel defecare. Sono forme di sessualità pre-genitale che poi continuano nella vita adulta anche quando si è imposto il primato di sessualità genitale. Ma hanno origine sessuale non solo i piaceri, anche i sentimenti del bambino verso sua madre. È sessuale la gioia, la felicità che prova quando, dopo averla cercata, angosciato le corre fra le braccia e si addormenta dolcemente sul suo seno. È sessuale il desiderio che provo osservando una ballerina, quello con una prostituta, la passione che sento per la mia amata, il desiderio spasmodico di vederla quando sono lontano, la gioia di sentire la sua voce dirmi "ti amo". Insomma è sessuale tutto.
===Citazioni===
*La sessualità in tutte le sue forme, da quella priva di amore a quella intrisa d'amore, costituisce sempre un pericolo mortale per l'ordine sociale perché è fondata su meccanismi primordiali, che precedono di milioni di anni la nascita della organizzazione economica e politica. (pp. 47-48)
*C'è qualcosa di profondo e terribile nelle potenzialità della sessualità che costringe ogni società a tenerla separata da altre sfere. Il sesso capriccioso, irriverente, sembra ed è puro gioco, ma scatena reazioni che si svolgono sul registro del tutto e del nulla, della [[vita]] o della [[morte]]. Anche un semplice sguardo può mettere in moto desideri sfrenati, amore, odio, vendetta. Tutta l'antichità classica europea ha come episodio centrale la guerra di Troia che esplode per una donna. Basta un nulla ed il gioco diventa tragedia. (p. 51)
*Lo "sballo" è una perdita della coscienza di sé, un abbandonarsi all'eccitamento collettivo fino all'annullamento estatico. (p. 63)
*La [[prostituzione]] nasce dal fatto che, se la donna abitualmente si concede ad un uomo che ai suoi occhi ha un qualche valore, se vuole, può farlo con chiunque, anche quando non ha alcun desiderio sessuale. Un uomo, invece, se non è attratto sessualmente non può avere erezione. (p. 63)
*La natura spinge il [[uomo|maschio]] a disseminare al massimo il suo seme, e la [[donna|femmina]] a procurarsi il seme del maschio più forte, intelligente, dominante. Quello che nel corso dei millenni dell'ominizzazione ha assicurato loro protezione per sé e per i figli e, per la specie, i geni pregiati che assicurano la sopravvivenza e il dominio. (p. 79)
*La fascinazione è sempre un invito e un rifiuto, in definitiva una sfida. L'abito da sera copre e scopre il corpo in modo da stimolare il desiderio erotico. È perciò un invito, è come se dicesse: spogliami. Però, contemporaneamente, crea una distanza, ti dice di no. La donna vestita in questo modo si mostra infinitamente desiderabile, disponibile, ma non per tutti, solo per alcuni, i privilegiati. Per questo ha un effetto conturbante, inquietante. Perché ti fa intravedere una modalità di esistenza beata a cui lei appartiene insieme ai suoi pari, e tu no. Ma, nello stesso tempo, ti fa sospettare che non sia una esclusione definitiva: anche tu potresti, forse... (pp. 106-107)
*La grande seduttrice fa sentire l'uomo importante, desiderabile, unico. Ma non basta. Lo stimola con l'abbigliamento, i gesti e il sottile gioco dello scoprirsi e del coprirsi. Poiché l'[[erotismo]] maschile è visivo, più che comunicargli emozioni, gli evoca immagini. (p. 130)
*Nel [[Industria dello spettacolo|mondo dello spettacolo]] attorno ai dirigenti cinematografici, televisivi, produttori, registi, autori si muovono sempre giovani donne che aspirano al successo e, per averlo, sanno che è necessario l'appoggio, il sostegno di uno di loro. Perciò si presentano nel modo più seducente per avere, in cambio del loro sesso, il posto che desiderano. (p. 132)
*L'[[amicizia]] è una forma di amore impregnata, intessuta di eticità. (p. 140)
==[[Incipit]] di ''Pubblicità televisione e società nell'Italia del miracolo economico''==
Incominciamo il nostro esame con il 1954. La televisione non ha ancora inciso sul comportamento dei cittadini italiani perché è agli inizi: è il punto di partenza della nostra indagine.
==Citazioni su Francesco Alberoni==
*Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni – sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio – sul Corriere di oggi. ([[Marco Travaglio]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Francesco Alberoni, ''Innamoramento e amore'', Garzanti, 1985.
*Francesco Alberoni, ''L'erotismo'', Garzanti, 1986. ISBN 88-11-59923-7
*Francesco Alberoni, ''Pubblicità televisione e società nell'Italia del miracolo economico'', a cura di Gianpiero Gamalieri, Armando Editore, 2011. ISBN 9788860818140
*Francesco Alberoni, ''Sesso e amore'', Mondolibri, Milano, 2006.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Sociologi italiani]]
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{{Film
|titoloitaliano=Troy
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|paese=USA/Malta/UK
|anno=2004
|genere=azione, drammatico, guerra
|regista=[[Wolfgang Petersen]]
|sceneggiatore=David Benioff
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*[[Brad Pitt]]: [[Achille]]
*[[Eric Bana]]: [[Ettore (mitologia)|Ettore]]
*[[Orlando Bloom]]: [[Paride]]
*[[Brian Cox]]: [[Agamennone]]
*[[Peter O'Toole]]: [[Priamo]]
*[[Diane Kruger]]: [[Elena (mitologia)|Elena]]
*[[Rose Byrne]]: [[Briseide]]
*[[Sean Bean]]: [[Ulisse]]
*[[Brendan Gleeson]]: [[Menelao]]
*[[Tyler Mane]]: [[Aiace Telamonio]]
*[[Garrett Hedlund]]: [[Patroclo]]
*[[Saffron Burrows]]: [[Andromaca]]
*[[John Shrapnel]]: [[Nestore (mitologia)|Nestore]]
*[[Vincent Regan]]: Eudoro
*[[Julian Glover]]: Triopa
*[[James Cosmo]]: Glauco
*[[Siri Svegler]]: Polidora
*[[Mark Lewis Jones]]: Tettone
*[[Owain Yeoman]]: Lisandro
*[[Frankie Fitzgerald]]: [[Enea]]
*[[Julie Christie]]: [[Teti (Nereide)|Dea Teti]]
*[[Ken Bones]]: Ippaso
*[[Nathan Jones (wrestler)|Nathan Jones]]: Boagrius
|doppiatoriitaliani =
*[[Loris Loddi]]: Achille
*[[Riccardo Niseem Onorato]]: Ettore
*[[Massimiliano Manfredi]]: Paride
*[[Stella Musy]]: Elena
*[[Adalberto Maria Merli]]: Agamennone
*[[Sergio Graziani]]: Priamo
*[[Ilaria Stagni]]: Briseide
*[[Massimo Lodolo]]: Ulisse
*[[Stefano De Sando]]: Menelao
*[[Gianfranco Miranda]]: Patroclo
*[[Roberta Pellini]]: Andromaca
*[[Renato Cortesi]]: Nestore
*[[Enzo Avolio]]: Eudoro
*[[Glauco Onorato]]: Triopa
*[[Bruno Alessandro]]: Glauco
*[[Enrico Di Troia]]: Lisandro
*[[Davide Perino]]: Enea
*[[Elettra Bisetti]]: Dea Teti
|note=
}}
'''''Troy''''', film statunitense del 2004 con [[Brad Pitt]], [[Eric Bana]], [[Peter O'Toole]] e [[Orlando Bloom]], regia di [[Wolfgang Petersen]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
3200 anni fa <br/> Dopo decenni di guerre, Agamennone, re di Micene, ha costretto i regni della Grecia ad allearsi con lui. Gli resta da conquistare solo la Tessaglia. <br/> Il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, è stanco di guerreggiare e cerca di fare la pace con Troia, la rivale più formidabile della emergente potenza greca. <br/>Achille, considerato il più grande guerriero mai esistito, combatte nell'esercito greco. Ma il suo disprezzo per il dominio di Agamennone minaccia di spaccare la fragile alleanza. ('''Scritta in sovrimpressione''')
L'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità e per questo si chiede: – Le mie azioni riecheggieranno nei secoli a venire? Gli altri, in gran parte, sentono pronunciare i nostri nomi quando siamo già morti da tempo e si chiedono chi siamo stati, con quanto valore ci siamo battuti, con quanto ardore abbiamo amato. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al re della Tessaglia}} Giornata buona per i corvi! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Dopo aver ucciso il campione della Tessaglia con un solo colpo di spada}} C'è nessun altro?! C'è nessun altro?! ('''Achille''')
*Ho sempre pensato che la moglie di mio fratello fosse una sciocca, ma in questo caso risulta essere molto utile! ('''Agamennone''')
*Il vecchio re Priamo si crede intoccabile dietro quelle sue alte mura. Crede che il Dio Sole lo proteggerà. Ma gli dei proteggono soltanto... i forti! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ad Achille, riferita alla sua partenza per la guerra di Troia}} Se resterai a Lareta troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più. ('''Teti''')
*{{NDR|Parlando di Briseide}} I giovani troiani furono sconvolti quando scelse di essere una vergine rosa! ('''Priamo''')
*{{NDR|Vedendo l'avvicinamento solitario di Achille alla spiaggia di Troia}} Che cosa fa quel pazzo?! Crede di prendere la spiaggia di Troia con cinquanta uomini? ('''Agamennone''')
*{{NDR|Attaccando da solo con i suoi Mirmidoni la spiaggia di Troia}} Siano i servi di Agamennone a combattere per lui. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo, che vorrebbe combattere al suo fianco}} Cugino cugino. Io non posso combattere se sto in ansia per te. ('''Achille''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai sodati}} Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela! ('''Ettore''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai mirmidoni}} Mirmidoni, miei fratelli di spada. Cinquanta di voi valgono più di un intero esercito. Nessuno dimentichi mai la nostra forza: siamo leoni! Sapete cosa c'è, ad aspettarvi, oltre quella spiaggia?! L'immortalità! Andate, è vostra! ('''Achille''')
*{{NDR|Riferito ad Achille, che attacca i troiani in evidente svantaggio numerico}} Il pazzo vuole morire! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferito ad Achille che combatte}} Guardatelo! Arraffa tutta la gloria! ('''Aiace''')
*{{NDR|Ai soldati greci, davanti al tempio di Apollo a Troia}} Il Dio del sole è un patrono di Troia, la nostra nemica. Razziate i tesori che trovate! ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Agamennone}} In guerra i giovani muoiono e i vecchi parlano. Lo sai questo... non badare a lui! ('''Ulisse''')
*{{NDR|A un sacerdote, che interpreta un volo d'aquila come segno di buon auspicio per la battaglia}} Messaggi alati?? Vuoi fare una strategia basata sui messaggi alati?? ('''Ettore''')
*{{NDR|A Patroclo}} Non buttare la vita obbedendo agli ordini di qualche idiota! ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Io ho fatto molte guerre in vita mia. Per conquistare terre, per il potere, per la gloria. Suppongo che combattere per amore abbia molto più senso che combattere per tutto il resto. ('''Priamo''')
*Di notte vedo le loro facce... Di tutti quelli che ho ucciso. Se ne stanno lì, sulla riva opposta del fiume Stige. Aspettano me. Dicono "Benvenuto, fratello". L'uomo è ben misera cosa! ('''Achille''')
*I [[Soldato|soldati]] combattono per un re che non hanno mai visto. Fanno ciò che gli dicono, muoiono quando gli dicono di morire. ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Accetto la tua sfida e stanotte brinderò sul tuo cadavere. ('''Menelao''')
*{{NDR|Urlando, a Elena, riferito a Paride}} È per costui che hai lasciato tuo marito?! ('''Menelao''')
*I [[Soldato|soldati]] capiscono solo la [[guerra]], la [[pace]] li confonde. ('''Briseide''')
*Mi chiedi di guardare il tuo esercito e tremare. Ebbene, lo guardo e vedo cinquantamila uomini portati qui a combattere per le brame di un re. ('''Ettore''')
*{{NDR|A Briseide}} Perché hai scelto di amare un dio? Ti accorgerai che è un amore senza scambio. ('''Achille''')
*{{NDR|A Briseide}} Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte... E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille}} Credevo che tu fossi un bruto. Avrei potuto perdonarlo un bruto! ('''Briseide''')
*{{NDR|Ad Achille}} Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è [[re]] poche scelte sono semplici. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille}} Tu non sai cos'è la paura, è questo il problema! La paura è utile. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille, facendo velatamente riferimento a Briseide}} Le donne riescono sempre a complicare le cose! ('''Ulisse''')
*A volte occorre seguire per poter guidare. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Al padre, in consiglio}} Ieri i greci ci hanno sottovalutati, non ricambiamo il favore. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Ho ucciso un ragazzo oggi. Era giovane... troppo giovane. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Quel ragazzo ci ha evitato di perdere la guerra. ('''Agamennone''')
*{{NDR|Urlando}} Ettoreee! Ettoreee! Ettoreee!! ('''Achille''')
*{{NDR|A Ettore, inciampato su una pietra}} In piedi, principe troiano. In piedi, non lascerò che una pietra si prenda la mia gloria! ('''Achille''')
*{{NDR|Dopo aver baciato le mani di Achille}} Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. ('''Priamo''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Ettore}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento che ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. ('''Priamo''')
*{{NDR|Piangendo sul corpo senza vita di Ettore}} Ci rivedremo presto, fratello... ('''Achille''')
*{{NDR|A Priamo}} Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito. ('''Achille''')
*Io le sbriciolerò le loro mura, dovesse anche costarmi quarantamila greci! Ascoltami, Zeus! Quelle loro mura giuro che io le raderò al suolo!! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferendosi al [[cavallo di Troia|cavallo di legno]]}} Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì le pecore invitino i lupi a cena! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ai suoi soldati}} Deve bruciare! Fate che Troia bruci! Bruciatela! Bruciate tutto! Bruciate Troia! Bruciate Troia! ('''Agamennone''')
*Soldati Troiani! Siete grandi guerrieri, comandarvi è stato per me un onore! L'Oltretomba ci aspetta... io dico: facciamolo aspettare ancora a lungo! ('''Glauco''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Troppo tardi per pregare, sacerdotessa. Ho quasi perso questa guerra a causa della tua tresca amorosa. Voglio assaggiare quello che ha assaggiato Achille. Tu sarai la mia schiava a Micene. Una sacerdotessa troiana che lava i miei pavimenti. E la notte... ('''Agamennone''')
*{{NDR|A Briseide}} Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra. ('''Achille''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Messo''': Il re Agamennone mi manda... a dirti... che tu... <br/>'''Achille''': Parlerò col tuo re domattina... <br/>'''Messo''': Ma, mio signore, è mattina. Ti stanno aspettando. È vero quello che dicono di te? Dicono che tua madre è una dea immortale. E che nessuno ti può uccidere! <br/>'''Achille''': Allora farei a meno dello scudo, non credi? <br/>'''Ragazzo''': Ma il tessagliano che affronterai è l'uomo più grosso che abbia mai visto. Io non mi batterei con lui. <br/>'''Achille''': Ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome.
*'''Agamennone''' {{NDR|ad Achille, irritato per il suo ritardo nel combattimento con il campione dei tessaglieni}}: Dobbiamo fare la guerra domani, quando sarai più riposato? Dovrei farti frustare per la tua impudenza! <br/>'''Achille''' {{NDR|girandosi e andando via}}: Combatti tu allora! <br/>'''Nestore''': Achille, Achille! Guarda in faccia i soldati. Puoi salvare centinaia di loro. Puoi porre fine a questa guerra con un colpo della tua spada. Pensa solo a quante canzoni canteranno in tuo onore. Fa' che tornino alle loro mogli. <br/>'''Achille''' {{NDR|tornando indietro per combattere, passando davanti ad Agamennone}}: Immagina un re che combatte le sue battaglie. Sarebbe un evento raro! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|a Nestore, riferendosi ad Achille}}: Di tutti i guerrieri amati dagli dei, lui è quello che odio di più.<br/>'''Nestore''': Lui ci serve, mio re.<br/>'''Agamennone''': Per ora.
*'''Elena''' {{NDR|a Paride, che entra nella sua stanza}}: Non dovresti essere qui. <br/>'''Paride''': L'hai detto anche ieri notte... <br/>'''Elena''': Ieri notte è stato uno sbaglio... <br/>'''Paride''': E la notte prima... <br/>'''Elena''': Ho fatto molti sbagli in questi giorni.
*'''Paride''' {{NDR|mostrando una collana ad Elena e mettendogliela al collo}}: Ho una cosa per te. Conchiglie dal Mare di Proponte. <br/>'''Elena''': Bellissime... ma non posso portarle, Menelao ci ucciderebbe. <br/>'''Paride''': Non avere paura di lui. <br/>'''Elena''': Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani. Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più. Prima che tu arrivassi a Sparta io non esistevo. Mangiavo, passeggiavo, andavo a nuotare... ma non esistevo. <br/>'''Paride''': Non devi temere domani. Vieni con me. <br/>'''Elena''': Non giocare con me. Non giocare. <br/>'''Paride''': Se verrai non saremo mai al sicuro, gli uomini ci inseguiranno, e gli dei ci malediranno. Ma io ti amerò. Finché non bruceranno il mio corpo, io ti amerò.
*'''Paride''' {{NDR|nel viaggio da Sparta a Troia, con Elena nascosta nella stiva}}: Bella mattinata. Poseidone benedice il nostro viaggio. <br/>'''Ettore''': A volte gli dei ti benedicono la mattina e ti maledicono nel pomeriggio. <br/>'''Paride''': Mi vuoi bene, fratello? Mi proteggeresti da qualsiasi nemico? <br/>'''Ettore''': L'ultima volta che mi hai parlato così avevi dieci anni e avevi appena rubato il cavallo a nostro padre. Cos'hai fatto adesso? <br/>'''Paride''': Devo mostrarti una cosa. [...] <br/>'''Ettore''' {{NDR|a un marinaio della sua nave, dopo che Paride gli ha mostrato Elena nascosta nella stiva}}: Inverti la rotta, torniamo a Sparta! <br/>'''Marinaio''' {{NDR|alla ciurma}}: Invertire la rotta! <br/>'''Paride''': Aspetta, aspetta... <br/>'''Ettore''': Sciagurato! <br/>'''Paride''': Ascoltami! <br/>'''Ettore''' {{NDR|spingendo il fratello}}: Lo sai che cosa hai fatto?? Lo sai quanti anni nostro padre ha lavorato alla pace?? <br/>'''Paride''' {{NDR|riferito ad Elena}}: Io la amo. <br/>'''Ettore''': Dahh... è tutto un gioco per te vero? Te ne vai di città in città a sedurre mogli di mercanti e sacerdotesse di templi e credi di sapere qualcosa dell'amore. Ma non pensi all'amore per tuo padre? Lo hai calpestato portando lei sulla nave! {{NDR|colpendolo}} Non pensi all'amore per la patria?? La faresti bruciare per quella donna! Non ti lascerò scatenare una guerra per lei! <br/>'''Paride''': Posso parlare? Quello che dici è vero, ti ho fatto torto, ho fatto torto a nostro padre... se vuoi riportare Elena a Sparta fallo pure... ma io andrò con lei. <br/>'''Ettore''': A Sparta? Ti uccideranno! <br/>'''Paride''': Allora morirò combattendo! <br/>'''Ettore''': Ah, e a te questo sembra eroico, vero? Morire combattendo... dimmi fratellino: hai mai ucciso un uomo? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Hai mai visto un uomo morire? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Io ne ho uccisi molti, e li ho sentiti morire, e li ho visti morire, e non c'è niente di glorioso, niente di poetico; dici che vuoi morire per amore, ma tu della morte non sai niente, e non sai niente nemmeno dell'amore! <br/>'''Paride''': Ad ogni modo, io andrò con lei. Non ti chiedo di fare la guerra per me. <br/>'''Ettore''': Lo hai già fatto. {{NDR|al marinaio di prima}} A Troia!<br/>'''Marinaio''': Rotta per Troia!
*'''Menelao''' {{NDR|al fratello Agamennone, dal quale si è recato per ricevere supporto contro Troia, parlando di Elena}}: Io la rivoglio! <br/>'''Agamennone''': Ma certo che la rivuoi! È una bellissima donna! <br/>'''Menelao''': La rivoglio solo per poterla uccidere con le mie mani! E non avrò pace finché Troia non sarà rasa al suolo! <br/>'''Agamennone''': Credevo volessi la pace con Troia... <br/>'''Menelao''': Dovevo darti retta! <br/>'''Agamennone''': La [[pace e guerra|pace]] è per le donne e per i deboli. Gli imperi si forgiano con la [[pace e guerra|guerra]]. <br/>'''Menelao''': Io sono sempre stato al tuo fianco, contro i tuoi nemici. Tu sei il maggiore, a te va la gloria, sta nell'ordine delle cose. Ma mi sono mai lagnato, fratello? Ti ho mai chiesto qualcosa? <br/>'''Agamennone''': No, mai. Sei un uomo d'onore. Questo lo sanno tutti in Grecia. <br/>'''Menelao''': I troiani sputano sul mio onore. Chi insulta me insulta anche te.<br/>'''Agamennone''': E chi insulta me insulta anche tutti i greci.<br/>'''Menelao''': Farai la guerra con me, fratello? {{NDR|Agamennone gli porge la mano in cenno d'assenso e i due si abbracciano}}
*'''Nestore''' {{NDR|ad Agamennone, mentre organizzano la spedizione contro Troia}}: Un'altra cosa. Ci serve Achille, con i suoi Mirmidoni. <br/>'''Agamennone''': Achille... ma non lo si può controllare! È capace di contrastarci quanto i troiani! <br/>'''Nestore''': Non occorre controllarlo, basta scatenarlo. Quello è venuto al mondo per stroncare vite. <br/>'''Agamennone''': Sì, ha talento per uccidere, ma è una minaccia per tutto ciò che io ho costruito! Prima di me la Grecia non era niente! Io ho unificato tutti i regni della Grecia, io ho creato una nazione con veneratori del fuoco e mangiatori di rettili! Io ho costruito il futuro, Nestore, io! Achille è il passato. Un guerriero senza bandiera. Un uomo che non si riconosce in nulla. <br/>'''Nestore''': Quante battaglie abbiamo vinto grazie alla sua spada? Questa sarà la guerra più grande mai vista. Ci serve il guerriero più grande! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|riferendosi ad Ulisse}}: C'è solo un uomo a cui darà retta.<br/>'''Nestore''': Gli mando una nave domattina.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, che è andato da lui a chiedergli di partecipare con l'esercito greco alla guerra contro Troia}}: È Agamennone che ti manda? <br/>'''Ulisse''': Ti devo parlare. <br/>'''Achille''': Non combatto per lui. <br/>'''Ulisse''': Non ti chiedo di combattere per lui, ti chiedo di combattere per i greci. <br/>'''Achille''': Perché, sono stanchi di combattersi tra loro? <br/>'''Ulisse''': Per ora...<br/>'''Patroclo''': Per i greci.<br/>'''Achille''': I troiani non mi hanno fatto niente... <br/>'''Ulisse''': Hanno insultato i greci. <br/>'''Achille''': Ne hanno insultato uno, incapace di tenersi stretta la moglie. Non sono affari miei. <br/>'''Ulisse''': La guerra è affare tuo, amico mio. <br/>'''Achille''': Dici? Cosa sono? La puttana del campo di battaglia? Chi ti manda non ha onore. Non voglio diventare il mercenario di un tiranno.<br/>'''Ulisse''': Si batta Achille per l'onore e Agamennone si batta per il potere. E siano gli dei a decidere quale dei due glorificare! Dimentica Agamennone. Combatti per me! Mia moglie sarà molto più tranquilla, sapendoti al mio fianco, e io molto più sicuro.<br/>'''Patroclo''': Aiace andrà a combattere a Troia? Dicono che è capace di abbattere una quercia con un colpo della sua ascia.<br/>'''Achille''': Le querce cadono senza abbattersi.<br/>'''Ulisse''': Stiamo mandando la più grande flotta mai vista: mille navi. <br/>'''Patroclo''': Mille navi? Il principe Ettore è il grande guerriero che si dice? <br/>'''Ulisse''': Il migliore di tutti i troiani. {{NDR|rivolgendosi ad Achille}} Qualcuno dice che è meglio anche di tutti i greci! Anche senza tuo cugino spero che tu sarai dei nostri, Patroclo. Ci serve un braccio forte come il tuo. <br/>'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse}}: Usa i tuoi trucchi con me, ma non con mio cugino. <br/>'''Ulisse''': Tu hai la tua spada, io i miei trucchi. Ognuno usa i doni che gli dei gli hanno dato. Salpiamo per Troia fra tre giorni. Questa guerra non sarà mai dimenticata, né gli eroi che la combatteranno.
*'''Paride''' {{NDR|al padre Priamo, una volta tornato a Sparta con Elena}}: Padre, questa è Elena. <br/>'''Priamo''': Elena? Elena di Sparta? <br/>'''Paride''': Elena di Troia. <br/>'''Priamo''': Circolavano voci, sulla tua bellezza. Una volta tanto le voci erano vere! {{NDR|baciandola}} Benvenuta.<br/>'''Elena''': Grazie, buon re.<br/>'''Priamo''': Vieni. Sarai stanca.
*'''Elena''' {{NDR|guardando il mare}}: Vengono a prendermi. Il vento li porta più vicini. <br/>'''Paride''': E se partissimo? Stanotte. Adesso. Potremmo andare giù alle stalle, prendere due cavalli e andarcene, verso est, galoppando... <br/>'''Elena''': E dove andremmo? <br/>'''Paride''': Lontano da qui. Io caccerò cervi, lepri... avremo da nutrirci! <br/>'''Elena''': Ma questa è casa tua! <br/>'''Paride''': Tu hai lasciato la tua per me... <br/>'''Elena''': Sparta non è mai stata la mia casa. Mio padre mi ha spedita lì a sedici anni per sposare Menelao, ma non è mai stata la mia casa. <br/>'''Paride''': Vivremo dei frutti della terra. Niente più palazzi per noi, niente servitori. Non ce ne è alcun bisogno! <br/>'''Elena''': E la tua famiglia? <br/>'''Paride''': Così proteggeremo la mia famiglia! Se non siamo qui a cosa serve la guerra? <br/>'''Elena''': Menelao non cederà mai. Ci inseguirà fino ai confini del mondo! <br/>'''Paride''': Lui non conosce questa terra e io sì! Possiamo scomparire in un giorno! <br/>'''Elena''': Tu non conosci Menelao, non conosci suo fratello. Bruceranno tutte le case di Troia per trovarci. Non crederebbero alla nostra fuga, e anche se ci credessero le brucerebbero per sfregio. <br/>'''Paride''': Allora farò in modo che mi trovi facilmente. Gli andrò incontro e gli dirò che tu sei mia. <br/>'''Elena''' {{NDR|baciandolo}}: Sei così giovane, amore mio.<br/>'''Paride''': Ho la tua stessa età. <br/>'''Elena''': Stessa età ma più giovane.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ettore}}: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? <br/>'''Ettore''' {{NDR|riferendosi ai sacerdoti uccisi da Achille}}: I sacerdoti non erano armati!<br/>'''Achille''': Sì. Non c'è onore nel tagliare la gola dei vecchi.<br/>'''Ettore''': Soltanto gli idioti combattono per l'onore. Io combatto per la mia patria. Battiti! <br/>'''Achille''': Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! <br/>'''Ettore''': Perché sei venuto qui? <br/>'''Achille''': Si parlerà di questa guerra per mille anni. <br/>'''Ettore''': Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. <br/>'''Achille''': Sì, è vero, principe, ma i nostri nomi resteranno. Va' a casa, principe. Bevi del vino, fa' l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. <br/>'''Ettore''': Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? <br/>'''Achille''': Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! {{NDR|facendo cenno di andare via}} Ts! <br/>'''Eudoro''' {{NDR|ad Achille, guardando Ettore cha va via}}: Mio signore, lo lasci andare? <br/>'''Achille''': È ancora presto per uccidere i principi...
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, arrivato in ritardo}}: Se tardavate ancora arrivavate a guerra finita! <br/>'''Ulisse''': L'inizio si può perdere, basta esserci alla fine!
*'''Achille''' {{NDR|a Briseide}}: Come ti chiami? {{NDR|Briseide non risponde}} Non mi hai sentito? <br/>'''Briseide''': Hai ucciso i ministri di Apollo! <br/>'''Achille''': Io ho ucciso in cinque paesi, ma mai un ministro... <br/>'''Briseide''': Allora i tuoi soldati! Il Dio del Sole si vendicherà! <br/>'''Achille''': Che aspetta, a farlo? <br/>'''Briseide''': Il momento giusto! <br/>'''Achille''': I suoi ministri sono morti e la sua accolita è prigioniera... forse il tuo Dio ha paura di me! <br/>'''Briseide''': Paura? Apollo è il sovrano del Sole! Non teme nulla! <br/>'''Achille''': E dov'è? <br/>'''Briseide''': Tu sei solo un assassino! Che cosa puoi sapere degli dei? <br/>'''Achille''': Io degli dei ne so anche più dei tuoi ministri. Li ho visti in faccia. Sei aristocratica, vero? Abituata a trattare gli altri con disprezzo. {{NDR|odorandole i capelli}} Sei di razza reale. Qual è il tuo nome? {{NDR|Briseide non risponde}} Perfino le serve di Apollo possiedono un nome. <br/>'''Briseide''': Briseide. <br/>'''Achille''': E hai paura, Briseide? <br/>'''Briseide''': Dovrei averne? <br/>'''Eudoro''': Mio signore, Agamennone richiede la tua presenza. I re stanno celebrando la vittoria. <br/>'''Achille''': Ti sei battuto bene, oggi. <br/>'''Eudoro''': Mi onori. <br/>'''Briseide''': Che cosa vuoi qui a Troia? Sei venuto per la regina di Sparta? <br/>'''Achille''': Che cosa vuole ogni uomo? Io ne voglio di più. Non mi devi temere, ragazza. Sei l'unica di Troia che può dirlo!
*'''Achille''' {{NDR|ad Agamennone}}: E così hai colto una grande vittoria... <br/>'''Agamennone''': Oh, forse tu non lo hai notato. Al mattino la spiaggia di Troia apparteneva a Priamo e dal pomeriggio invece appartiene ad Agamennone. <br/>'''Achille''': Tieniti la spiaggia, non sono venuto qui per la sabbia. <br/>'''Agamennone''': No... tu sei venuto qui perché vuoi che il tuo nome viva nei secoli. Una grande vittoria è stata colta oggi, ma quella vittoria non è tua. I re non si sono inchinati ad Achille. I re non hanno offerto i loro omaggi ad Achille. <br/>'''Achille''': Forse i re erano troppo indietro per vedere. L'hanno vinta i soldati la battaglia. <br/>'''Agamennone''': La storia si ricorda dei re, non dei soldati! Domani noi abbatteremo le porte di Troia. Farò costruire monumenti alla vittoria in ogni isola della Grecia, farò scolpire Agamennone nel marmo. Il mio nome vivrà nei secoli, il tuo è scritto nella sabbia. E il flusso delle onde lo cancellerà. <br/>'''Achille''': Fa' attenzione, re dei re. Perché prima dovrai vincere. <br/>'''Agamennone''': I tuoi soldati hanno saccheggiato il tempio di Apollo, vero? <br/>'''Achille''': Vuoi l'oro? È tuo! Il mio dono per onorare il tuo coraggio. Prendi ciò che vuoi. <br/>'''Agamennone''': Ma l'ho già fatto. Afareo! Emone! {{NDR|Due soldati portano dentro Briseide che urla}} Bottino di guerra. <br/>'''Achille''' {{NDR|ai soldati}}: Non ce l'ho con voi, fratelli, ma se non la lasciate non tornerete più a casa. Decidete! <br/>'''Agamennone''': Guardie! {{NDR|Achille e i soldati sguainano le spade}} <br/>'''Briseide''': Fermi! Troppi morti avete fatto oggi! {{NDR|ad Achille}} Se uccidere è il tuo solo talento, è la tua maledizione. Nessuno deve morire per me! {{NDR|Achille depone la spada}} <br/>'''Agamennone''': Il possente Achille zittito da una schiava! Stanotte le ordinerò di farmi un bagno. E dopo... si vedrà! <br/>'''Achille''': Otre di vino! Prima che giunga la mia ora, io sorriderò guardando il tuo cadavere!
*'''Ettore''': Ho sempre onorato gli dei, padre, lo sai. Ma oggi ho affrontato un greco che ha dissacrato la statua di Apollo, e Apollo quel greco non lo ha fulminato. Gli dei non combattono questa guerra per noi. <br/>'''Paride''':Non ci sarà nessuna guerra! Questo non è un conflitto fra nazioni, è una disputa fra due uomini. E io non voglio vedere altri troiani morire per me.
*'''Ettore''' {{NDR|parlando di Achille}}: Il greco che ha ucciso Téttone al tempio di Apollo. Non ho mai visto una picca lanciata così. È quasi sovraumano! {{NDR|riferendosi al figlio neonato Astianatte}} Lui almeno è ignaro di ciò che sta accadendo. <br/>'''Andromaca''': Grazie agli dèi. <br/> '''Ettore''': {{NDR|guardando la moglie triste}} Ma... <br/>'''Andromaca''' {{NDR|prendendo la mano al marito}}: Non andare domani! Ti prego non andare! <br/>'''Ettore''': Si batte Paride domani, non io! <br/>'''Andromaca''': Cinquantamila greci non sono venuti fin qui per vedere un duello! Lo sai questo... <br/>'''Ettore''': Tu saresti un buon generale, amore mio! <br/>'''Andromaca''': Tu hai combattuto per Troia tutta la vita! Fai combattere gli altri questa volta! <br/>'''Ettore''': Lo sai che non voglio combattere. Io voglio vedere mio figlio crescere, voglio vederlo conteso dalle ragazze... <br/>'''Andromaca''': Come si contendevano il padre. <br/>'''Ettore''': Lui è più bello di quanto lo fossi io. Devo vedere Paride. <br/>'''Andromaca''': Io ho perso sette fratelli nelle guerre contro Sparta. Dovrei aver imparato a perdere, ormai. Io non posso perderti! Non sopravviverei...
*'''Agamennone''' {{NDR|a Ettore e Paride, prima del duello}}: Allora non vi nascondete dietro le vostre mura. Davvero valorosi. Poco avveduti, ma valorosi. <br/>'''Ettore''': Siete venuti senza invito. Tornate alle vostre navi e andatevene. <br/>'''Agamennone''': Siamo venuti da troppo lontano, principe. <br/>'''Menelao''': Principe? Quale principe? Quale figlio di re accetterebbe l'ospitalità di un uomo mangiando il suo cibo, bevendo il suo vino, fingendosi amico per poi rubargli la moglie nel cuore della notte? <br/>'''Paride''': C'era il sole quando tua moglie t'ha lasciato! <br/>'''Menalao''' {{NDR|sguainando la spada e venendo fermato da Ettore}}: Lei è lassù che ci guarda, vero? Bene, voglio che ti veda morire! <br/>'''Agamennone''': Non ancora, fratello. Guardati intorno, Ettore. Ho portato tutti i guerrieri della Grecia sulla tua costa. <br/>'''Nestore''': Puoi ancora salvare Troia, principe! <br/>'''Agamennone''': Ho due desideri. Se li esaudisci, nessun altro dei tuoi dovrà morire. Primo: devi restituire Elena a mio fratello. Secondo: Troia deve sottomettersi al mio comando e combattere per me quando io lo ordino.
*'''Ulisse''': Dobbiamo ritirarci. <br/>'''Agamennone''': Il mio esercito non ha mai perso una battaglia! <br/>'''Ulisse''': Non avrai più un esercito, se non ti ritiri!
*'''Agamennone''' {{NDR|dopo la morte di Menelao per mano di Ettore}}: Rideranno di me a Troia, eccitati dalla vittoria. Credono che io torni a casa alle prime luci. <br/>'''Ulisse''': Forse dovremmo... <br/>'''Agamennone''': Fuggire! Come cani bagnati! <br/>'''Ulisse''': La truppa pensa di essere venuta qui per la moglie di Menelao. Lei non ci serve più! <br/>'''Agamennone''': Il sangue di mio fratello bagna ancora la terra e tu lo insulti! <br/>'''Ulisse''': Non è un insulto dire che un uomo morto... è morto! <br/>'''Nestore''': Se ce ne andiamo ora perdiamo ogni credibilità. Se i troiani possono batterci tanto facilmente presto gli ittiti ci invaderanno. <br/>'''Ulisse''': Se restiamo, dobbiamo restare per le giuste ragioni. {{NDR|ad Agamennone}} Per proteggere la Grecia, non il tuo orgoglio. La tua battaglia privata con Achille ci sta distruggendo! <br/>'''Agamennone''': Achille conta per uno! <br/>'''Ulisse''': Ettore anche conta per uno! E guarda cosa ci ha fatto oggi! <br/>'''Agamennone''': Ettore combatte per la sua patria! Achille combatte solo per sé stesso! <br/>'''Ulisse''': Non mi interessa la sua motivazione, mi interessa la sua capacità di vincere le battaglie! <br/>'''Nestore''': Ha ragione, il morale di Achille è basso. <br/>'''Ulisse''': Basso? Tornerebbero a casa a nuoto. <br/>'''Agamennone''': Ma anche se potessi fare pace con Achille, lui non mi darebbe retta! Preferirebbe infilzarmi che stare ad ascoltarmi! <br/>'''Ulisse''': Gli parlerò io. <br/>'''Nestore''': Rivorrà quella ragazza! <br/>'''Agamennone''': Se la prenda quando vuole... {{NDR|notando che Nestore e Ulisse si guardano e lo guardano perplessi}} Io non l'ho toccata! <br/>'''Ulisse''': Dov'è ora? <br/>'''Agamennone''': L'ho data alla truppa. Occorre che si diverta un po' dopo questa giornata.
*'''Ettore''' {{NDR|andando ad affrontare Achille}}: Padre, perdonami se talvolta ti ho offeso. Ti ho servito meglio che ho potuto.<br/>'''Achille''': Ettore!<br/>'''Priamo''' {{NDR|bacia Ettore sulla testa}}: Che gli dei siano con te. Ettore! Nessun padre ha avuto un figlio migliore.
*'''Paride''' {{NDR|ad Ettore in lacrime}}: Sei il migliore di tutti noi. <br/>'''Ettore''' {{NDR|lo abbraccia}}: E tu un príncipe troiano.
*'''Ettore''' {{NDR|ad Achille, trovandosi di fronte a lui fuori dalle mura di Troia per il combattimento tra loro due}}: Ho già visto questo momento nei miei sogni. Farò un patto con te. Al cospetto degli dei impegniamoci a che il vincitore conceda al perdente le onoranze funebri rituali. <br/>'''Achille''': Non si fanno patti tra leoni e uomini. {{NDR|togliendosi l'elmo e piantando la lancia per terra}} Ora sai con chi ti batti. <br/>'''Ettore''' {{NDR|togliendosi l'elmo pronuncia le sue [[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io credevo che fossi tu quello di ieri. E magari lo fossi stato. Ma ho concesso al cadavere l'onore dovuto. <br/>'''Achille''': Gli hai concesso l'onore della tua spada! Non avrai gli occhi stasera, né orecchie, né lingua. Vagherai nell'oltretomba cieco, sordo e muto, e i defunti diranno "Ecco Ettore, lo stolto che credeva di avere ucciso Achille".
*'''Achille''' {{NDR|dopo che Priamo gli ha baciato le mani}}: Chi sei tu? <br/>'''Priamo''': Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. <br/>'''Achille''': Priamo? {{NDR|Priamo annuisce}} Come sei arrivato qui? <br/>'''Priamo''': Conosco la mia terra molto meglio dei greci, credo. <br/>'''Achille''' {{NDR|aiuta Priamo ad alzarsi}}: Hai molto coraggio, la tua testa potrebbe finire su una picca in un baleno. <br/>'''Priamo''': E tu credi che questo possa spaventarmi ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga. Ridammi quel corpo. Ha diritto all'onore di una sepoltura degna, tu lo sai questo. Consegnalo a me. <br/>'''Achille''': Ha ucciso mio cugino! <br/>'''Priamo''': Credeva fossi tu. Quanti cugini hai ucciso, tu? Quanti figli e padri e fratelli e mariti, quanti, valoroso Achille? Conoscevo tuo padre; se n'è andato prematuramente, ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio. Tu mi hai privato d'ogni cosa: {{NDR|si avvicina ad Achille}} del mio figlio maggiore, l'erede al mio trono, il difensore del mio regno. Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. {{NDR|in lacrime}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d'oltretomba. <br/>'''Achille''' {{NDR|visibilmente commosso e pieno di vergogna}}: Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina. <br/>'''Priamo''': E tu il mio nemico stanotte, ma anche tra nemici può esserci rispetto. <br/>'''Achille''' {{NDR|si alza visibilmente commosso}}: Ammiro il tuo coraggio... incontrami fuori tra un momento. {{NDR|esce dalla tenda}}
*'''Priamo''': {{NDR|Ai soldati greci che saccheggiano il tempio di Apollo}} Non avete onore? Non avete onore? {{NDR|Agamennone lo pugnala alla schiena}} <br/>'''Agamennone''': Io ti volevo vivo, vecchio. Volevo che tu vedessi la tua città bruciare. <br/>'''Priamo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ti prego, i bambini. Risparmia gli innocenti. <br/>'''Agamennone''': Nessuno è innocente. Nessuno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Iliade]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Troy
|titolooriginale=Troy
|paese=USA/Malta/UK
|anno=2004
|genere=azione, drammatico, guerra
|regista=[[Wolfgang Petersen]]
|sceneggiatore=David Benioff
|attori=
*[[Brad Pitt]]: [[Achille]]
*[[Eric Bana]]: [[Ettore (mitologia)|Ettore]]
*[[Orlando Bloom]]: [[Paride]]
*[[Brian Cox]]: [[Agamennone]]
*[[Peter O'Toole]]: [[Priamo]]
*[[Diane Kruger]]: [[Elena (mitologia)|Elena]]
*[[Rose Byrne]]: [[Briseide]]
*[[Sean Bean]]: [[Ulisse]]
*[[Brendan Gleeson]]: [[Menelao]]
*[[Tyler Mane]]: [[Aiace Telamonio]]
*[[Garrett Hedlund]]: [[Patroclo]]
*[[Saffron Burrows]]: [[Andromaca]]
*[[John Shrapnel]]: [[Nestore (mitologia)|Nestore]]
*[[Vincent Regan]]: Eudoro
*[[Julian Glover]]: Triopa
*[[James Cosmo]]: Glauco
*[[Siri Svegler]]: Polidora
*[[Mark Lewis Jones]]: Tettone
*[[Owain Yeoman]]: Lisandro
*[[Frankie Fitzgerald]]: [[Enea]]
*[[Julie Christie]]: [[Teti (Nereide)|Dea Teti]]
*[[Ken Bones]]: Ippaso
*[[Nathan Jones (wrestler)|Nathan Jones]]: Boagrius
|doppiatoriitaliani =
*[[Loris Loddi]]: Achille
*[[Riccardo Niseem Onorato]]: Ettore
*[[Massimiliano Manfredi]]: Paride
*[[Stella Musy]]: Elena
*[[Adalberto Maria Merli]]: Agamennone
*[[Sergio Graziani]]: Priamo
*[[Ilaria Stagni]]: Briseide
*[[Massimo Lodolo]]: Ulisse
*[[Stefano De Sando]]: Menelao
*[[Gianfranco Miranda]]: Patroclo
*[[Roberta Pellini]]: Andromaca
*[[Renato Cortesi]]: Nestore
*[[Enzo Avolio]]: Eudoro
*[[Glauco Onorato]]: Triopa
*[[Bruno Alessandro]]: Glauco
*[[Enrico Di Troia]]: Lisandro
*[[Davide Perino]]: Enea
*[[Elettra Bisetti]]: Dea Teti
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}}
'''''Troy''''', film statunitense del 2004 con [[Brad Pitt]], [[Eric Bana]], [[Peter O'Toole]] e [[Orlando Bloom]], regia di [[Wolfgang Petersen]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
3200 anni fa <br/> Dopo decenni di guerre, Agamennone, re di Micene, ha costretto i regni della Grecia ad allearsi con lui. Gli resta da conquistare solo la Tessaglia. <br/> Il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, è stanco di guerreggiare e cerca di fare la pace con Troia, la rivale più formidabile della emergente potenza greca. <br/>Achille, considerato il più grande guerriero mai esistito, combatte nell'esercito greco. Ma il suo disprezzo per il dominio di Agamennone minaccia di spaccare la fragile alleanza. ('''Scritta in sovrimpressione''')
L'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità e per questo si chiede: – Le mie azioni riecheggieranno nei secoli a venire? Gli altri, in gran parte, sentono pronunciare i nostri nomi quando siamo già morti da tempo e si chiedono chi siamo stati, con quanto valore ci siamo battuti, con quanto ardore abbiamo amato. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al re della Tessaglia}} Giornata buona per i corvi! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Dopo aver ucciso il campione della Tessaglia con un solo colpo di spada}} C'è nessun altro?! C'è nessun altro?! ('''Achille''')
*Ho sempre pensato che la moglie di mio fratello fosse una sciocca, ma in questo caso risulta essere molto utile! ('''Agamennone''')
*Il vecchio re Priamo si crede intoccabile dietro quelle sue alte mura. Crede che il Dio Sole lo proteggerà. Ma gli dei proteggono soltanto... i forti! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ad Achille, riferita alla sua partenza per la guerra di Troia}} Se resterai a Lareta troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più. ('''Teti''')
*{{NDR|Parlando di Briseide}} I giovani troiani furono sconvolti quando scelse di essere una vergine rosa! ('''Priamo''')
*{{NDR|Vedendo l'avvicinamento solitario di Achille alla spiaggia di Troia}} Che cosa fa quel pazzo?! Crede di prendere la spiaggia di Troia con cinquanta uomini? ('''Agamennone''')
*{{NDR|Attaccando da solo con i suoi Mirmidoni la spiaggia di Troia}} Siano i servi di Agamennone a combattere per lui. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo, che vorrebbe combattere al suo fianco}} Cugino cugino. Io non posso combattere se sto in ansia per te. ('''Achille''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai sodati}} Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela! ('''Ettore''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai mirmidoni}} Mirmidoni, miei fratelli di spada. Cinquanta di voi valgono più di un intero esercito. Nessuno dimentichi mai la nostra forza: siamo leoni! Sapete cosa c'è, ad aspettarvi, oltre quella spiaggia?! L'immortalità! Andate, è vostra! ('''Achille''')
*{{NDR|Riferito ad Achille, che attacca i troiani in evidente svantaggio numerico}} Il pazzo vuole morire! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferito ad Achille che combatte}} Guardatelo! Arraffa tutta la gloria! ('''Aiace''')
*{{NDR|Ai soldati greci, davanti al tempio di Apollo a Troia}} Il Dio del sole è un patrono di Troia, la nostra nemica. Razziate i tesori che trovate! ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Agamennone}} In guerra i giovani muoiono e i vecchi parlano. Lo sai questo... non badare a lui! ('''Ulisse''')
*{{NDR|A un sacerdote, che interpreta un volo d'aquila come segno di buon auspicio per la battaglia}} Messaggi alati?? Vuoi fare una strategia basata sui messaggi alati?? ('''Ettore''')
*{{NDR|A Paride}} Io ho fatto molte guerre in vita mia. Per conquistare terre, per il potere, per la gloria. Suppongo che combattere per amore abbia molto più senso che combattere per tutto il resto. ('''Priamo''')
*Di notte vedo le loro facce... Di tutti quelli che ho ucciso. Se ne stanno lì, sulla riva opposta del fiume Stige. Aspettano me. Dicono "Benvenuto, fratello". L'uomo è ben misera cosa! ('''Achille''')
*I [[Soldato|soldati]] combattono per un re che non hanno mai visto. Fanno ciò che gli dicono, muoiono quando gli dicono di morire. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo}} Non buttare la vita obbedendo agli ordini di qualche idiota! ('''Achille''')
*{{NDR|Urlando, a Elena, riferito a Paride}} È per costui che hai lasciato tuo marito?! ('''Menelao''')
*{{NDR|Vedendo i greci attaccare dopo la morte di Menelao}} Indietro, branco di idioti! ('''Acgille''')
*{{NDR|[[Giuramenti dai film|Giurando]] sul cadavere di Menelao}} Prima di partire ridurrò la loro città in cenere. Fratello, te lo prometto, questo. ('''Agamennone''')
*I [[Soldato|soldati]] capiscono solo la [[guerra]], la [[pace]] li confonde. ('''Briseide''')
*{{NDR|A Briseide}} Perché hai scelto di amare un dio? Ti accorgerai che è un amore senza scambio. ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille}} Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è [[re]] pochissime scelte sono semplici. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille}} Tu non sai cos'è la paura, è questo il problema! La paura è utile. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille, facendo velatamente riferimento a Briseide}} Le donne riescono sempre a complicare le cose! ('''Ulisse''')
*A volte occorre seguire per poter guidare. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Al padre, in consiglio}} Ieri i greci ci hanno sottovalutati, non ricambiamo il favore. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Ho ucciso un ragazzo oggi. Era giovane... troppo giovane. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Quel ragazzo ci ha evitato di perdere la guerra. ('''Agamennone''')
*{{NDR|Urlando}} Ettoreee! Ettoreee! Ettoreee!! ('''Achille''')
*{{NDR|A Ettore, inciampato su una pietra}} In piedi, principe troiano. In piedi, non lascerò che una pietra si prenda la mia gloria! ('''Achille''')
*{{NDR|Piangendo sul corpo senza vita di Ettore}} Ci rivedremo presto, fratello... ('''Achille''')
*{{NDR|A Priamo}} Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito. ('''Achille''')
*{{NDR|Riferendosi al [[cavallo di Troia|cavallo di legno]]}} Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì che le pecore invitino i lupi a cena! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ai suoi soldati}} Datele fuoco! Fate che Troia bruci! Bruciatela! Per Menelao! Bruciatela! Bruciatela tutta! Bruciatela per Menelao! {{NDR|Rivolgendosi al defunto Menelao}} Io te l'avevo promesso! Te l'avevo promesso! {{NDR|Di nuovo ai suoi soldati}} Bruciatela! Bruciatela! Per Menelao! ('''Agamennone''')
*Soldati Troiani! Siete grandi guerrieri, comandarvi è stato per me un onore! {{NDR|Sopraggiunge Paride}} Mio principe! {{NDR|Si stringono la mano in segno d'intesa e Glauco si rivolge di nuovo ai suoi soldati}} L'Oltretomba ci aspetta... io dico: facciamolo aspettare ancora a lungo! ('''Glauco''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Troppo tardi per pregare, sacerdotessa. Ho quasi perso questa guerra a causa della tua tresca amorosa. Voglio assaggiare quello che ha assaggiato Achille. Tu sarai la mia schiava a Micene. Una sacerdotessa troiana che lava i miei pavimenti. E la notte... ('''Agamennone''')
*{{NDR|A Briseide}} Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra. ('''Achille''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Messo''': Il re Agamennone mi manda... a dirti... che tu... <br/>'''Achille''': Parlerò col tuo re domattina... <br/>'''Messo''': Ma, mio signore, è mattina. Ti stanno aspettando. È vero quello che dicono di te? Dicono che tua madre è una dea immortale. E che nessuno ti può uccidere! <br/>'''Achille''': Allora farei a meno dello scudo, non credi? <br/>'''Ragazzo''': Ma il tessagliano che affronterai è l'uomo più grosso che abbia mai visto. Io non mi batterei con lui. <br/>'''Achille''': Ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome.
*'''Agamennone''' {{NDR|ad Achille, irritato per il suo ritardo nel combattimento con il campione dei tessaglieni}}: Dobbiamo fare la guerra domani, quando sarai più riposato? Dovrei farti frustare per la tua impudenza! <br/>'''Achille''' {{NDR|girandosi e andando via}}: Combatti tu allora! <br/>'''Nestore''': Achille, Achille! Guarda in faccia i soldati. Puoi salvare centinaia di loro. Puoi porre fine a questa guerra con un colpo della tua spada. Pensa solo a quante canzoni canteranno in tuo onore. Fa' che tornino alle loro mogli. <br/>'''Achille''' {{NDR|tornando indietro per combattere, passando davanti ad Agamennone}}: Immagina un re che combatte le sue battaglie. Sarebbe un evento raro! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|a Nestore, riferendosi ad Achille}}: Di tutti i guerrieri amati dagli dei, lui è quello che odio di più.<br/>'''Nestore''': Lui ci serve, mio re.<br/>'''Agamennone''': Per ora.
*'''Elena''' {{NDR|a Paride, che entra nella sua stanza}}: Non dovresti essere qui. <br/>'''Paride''': L'hai detto anche ieri notte... <br/>'''Elena''': Ieri notte è stato uno sbaglio... <br/>'''Paride''': E la notte prima... <br/>'''Elena''': Ho fatto molti sbagli in questi giorni.
*'''Paride''' {{NDR|mostrando una collana ad Elena e mettendogliela al collo}}: Ho una cosa per te. Conchiglie dal Mare di Proponte. <br/>'''Elena''': Bellissime... ma non posso portarle, Menelao ci ucciderebbe. <br/>'''Paride''': Non avere paura di lui. <br/>'''Elena''': Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani. Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più. Prima che tu arrivassi a Sparta io non esistevo. Mangiavo, passeggiavo, andavo a nuotare... ma non esistevo. <br/>'''Paride''': Non devi temere domani. Vieni con me. <br/>'''Elena''': Non giocare con me. Non giocare. <br/>'''Paride''': Se verrai non saremo mai al sicuro, gli uomini ci inseguiranno, e gli dei ci malediranno. Ma io ti amerò. Finché non bruceranno il mio corpo, io ti amerò.
*'''Paride''' {{NDR|nel viaggio da Sparta a Troia, con Elena nascosta nella stiva}}: Bella mattinata. Poseidone benedice il nostro viaggio. <br/>'''Ettore''': A volte gli dei ti benedicono la mattina e ti maledicono nel pomeriggio. <br/>'''Paride''': Mi vuoi bene, fratello? Mi proteggeresti da qualsiasi nemico? <br/>'''Ettore''': L'ultima volta che mi hai parlato così avevi dieci anni e avevi appena rubato il cavallo a nostro padre. Cos'hai fatto adesso? <br/>'''Paride''': Devo mostrarti una cosa. [...] <br/>'''Ettore''' {{NDR|a un marinaio della sua nave, dopo che Paride gli ha mostrato Elena nascosta nella stiva}}: Inverti la rotta, torniamo a Sparta! <br/>'''Marinaio''' {{NDR|alla ciurma}}: Invertire la rotta! <br/>'''Paride''': Aspetta, aspetta... <br/>'''Ettore''': Sciagurato! <br/>'''Paride''': Ascoltami! <br/>'''Ettore''' {{NDR|spingendo il fratello}}: Lo sai che cosa hai fatto?? Lo sai quanti anni nostro padre ha lavorato alla pace?? <br/>'''Paride''' {{NDR|riferito ad Elena}}: Io la amo. <br/>'''Ettore''': Dahh... è tutto un gioco per te vero? Te ne vai di città in città a sedurre mogli di mercanti e sacerdotesse di templi e credi di sapere qualcosa dell'amore. Ma non pensi all'amore per tuo padre? Lo hai calpestato portando lei sulla nave! {{NDR|colpendolo}} Non pensi all'amore per la patria?? La faresti bruciare per quella donna! Non ti lascerò scatenare una guerra per lei! <br/>'''Paride''': Posso parlare? Quello che dici è vero, ti ho fatto torto, ho fatto torto a nostro padre... se vuoi riportare Elena a Sparta fallo pure... ma io andrò con lei. <br/>'''Ettore''': A Sparta? Ti uccideranno! <br/>'''Paride''': Allora morirò combattendo! <br/>'''Ettore''': Ah, e a te questo sembra eroico, vero? Morire combattendo... dimmi fratellino: hai mai ucciso un uomo? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Hai mai visto un uomo morire? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Io ne ho uccisi molti, e li ho sentiti morire, e li ho visti morire, e non c'è niente di glorioso, niente di poetico; dici che vuoi morire per amore, ma tu della morte non sai niente, e non sai niente nemmeno dell'amore! <br/>'''Paride''': Ad ogni modo, io andrò con lei. Non ti chiedo di fare la guerra per me. <br/>'''Ettore''': Lo hai già fatto. {{NDR|al marinaio di prima}} A Troia!<br/>'''Marinaio''': Rotta per Troia!
*'''Menelao''' {{NDR|al fratello Agamennone, dal quale si è recato per ricevere supporto contro Troia, parlando di Elena}}: Io la rivoglio! <br/>'''Agamennone''': Ma certo che la rivuoi! È una bellissima donna! <br/>'''Menelao''': La rivoglio solo per poterla uccidere con le mie mani! E non avrò pace finché Troia non sarà rasa al suolo! <br/>'''Agamennone''': Credevo volessi la pace con Troia... <br/>'''Menelao''': Dovevo darti retta! <br/>'''Agamennone''': La [[pace e guerra|pace]] è per le donne e per i deboli. Gli imperi si forgiano con la [[pace e guerra|guerra]]. <br/>'''Menelao''': Io sono sempre stato al tuo fianco, contro i tuoi nemici. Tu sei il maggiore, a te va la gloria, sta nell'ordine delle cose. Ma mi sono mai lagnato, fratello? Ti ho mai chiesto qualcosa? <br/>'''Agamennone''': No, mai. Sei un uomo d'onore. Questo lo sanno tutti in Grecia. <br/>'''Menelao''': I troiani sputano sul mio onore. Chi insulta me insulta anche te.<br/>'''Agamennone''': E chi insulta me insulta anche tutti i greci.<br/>'''Menelao''': Farai la guerra con me, fratello? {{NDR|Agamennone gli porge la mano in cenno d'assenso e i due si abbracciano}}
*'''Nestore''' {{NDR|ad Agamennone, mentre organizzano la spedizione contro Troia}}: Un'altra cosa. Ci serve Achille, con i suoi Mirmidoni. <br/>'''Agamennone''': Achille... ma non lo si può controllare! È capace di contrastarci quanto i troiani! <br/>'''Nestore''': Non occorre controllarlo, basta scatenarlo. Quello è venuto al mondo per stroncare vite. <br/>'''Agamennone''': Sì, ha talento per uccidere, ma è una minaccia per tutto ciò che io ho costruito! Prima di me la Grecia non era niente! Io ho unificato tutti i regni della Grecia, io ho creato una nazione con veneratori del fuoco e mangiatori di rettili! Io ho costruito il futuro, Nestore, io! Achille è il passato. Un guerriero senza bandiera. Un uomo che non si riconosce in nulla. <br/>'''Nestore''': Quante battaglie abbiamo vinto grazie alla sua spada? Questa sarà la guerra più grande mai vista. Ci serve il guerriero più grande! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|riferendosi ad Ulisse}}: C'è solo un uomo a cui darà retta.<br/>'''Nestore''': Gli mando una nave domattina.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, che è andato da lui a chiedergli di partecipare con l'esercito greco alla guerra contro Troia}}: È Agamennone che ti manda? <br/>'''Ulisse''': Ti devo parlare. <br/>'''Achille''': Non combatto per lui. <br/>'''Ulisse''': Non ti chiedo di combattere per lui, ti chiedo di combattere per i greci. <br/>'''Achille''': Perché, sono stanchi di combattersi tra loro? <br/>'''Ulisse''': Per ora...<br/>'''Patroclo''': Per i greci.<br/>'''Achille''': I troiani non mi hanno fatto niente... <br/>'''Ulisse''': Hanno insultato i greci. <br/>'''Achille''': Ne hanno insultato uno, incapace di tenersi stretta la moglie. Non sono affari miei. <br/>'''Ulisse''': La guerra è affare tuo, amico mio. <br/>'''Achille''': Dici? Cosa sono? La puttana del campo di battaglia? Chi ti manda non ha onore. Non voglio diventare il mercenario di un tiranno.<br/>'''Ulisse''': Si batta Achille per l'onore e Agamennone si batta per il potere. E siano gli dei a decidere quale dei due glorificare! Dimentica Agamennone. Combatti per me! Mia moglie sarà molto più tranquilla, sapendoti al mio fianco, e io molto più sicuro.<br/>'''Patroclo''': Aiace andrà a combattere a Troia? Dicono che è capace di abbattere una quercia con un colpo della sua ascia.<br/>'''Achille''': Le querce cadono senza abbattersi.<br/>'''Ulisse''': Stiamo mandando la più grande flotta mai vista: mille navi. <br/>'''Patroclo''': Mille navi? Il principe Ettore è il grande guerriero che si dice? <br/>'''Ulisse''': Il migliore di tutti i troiani. {{NDR|rivolgendosi ad Achille}} Qualcuno dice che è meglio anche di tutti i greci! Anche senza tuo cugino spero che tu sarai dei nostri, Patroclo. Ci serve un braccio forte come il tuo. <br/>'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse}}: Usa i tuoi trucchi con me, ma non con mio cugino. <br/>'''Ulisse''': Tu hai la tua spada, io i miei trucchi. Ognuno usa i doni che gli dei gli hanno dato. Salpiamo per Troia fra tre giorni. Questa guerra non sarà mai dimenticata, né gli eroi che la combatteranno.
*'''Paride''' {{NDR|al padre Priamo, una volta tornato a Sparta con Elena}}: Padre, questa è Elena. <br/>'''Priamo''': Elena? Elena di Sparta? <br/>'''Paride''': Elena di Troia. <br/>'''Priamo''': Circolavano voci, sulla tua bellezza. Una volta tanto le voci erano vere! {{NDR|baciandola}} Benvenuta.<br/>'''Elena''': Grazie, buon re.<br/>'''Priamo''': Vieni. Sarai stanca.
*'''Elena''' {{NDR|guardando il mare}}: Vengono a prendermi. Il vento li porta più vicini. <br/>'''Paride''': E se partissimo? Stanotte. Adesso. Potremmo andare giù alle stalle, prendere due cavalli e andarcene, verso est, galoppando... <br/>'''Elena''': E dove andremmo? <br/>'''Paride''': Lontano da qui. Io caccerò cervi, lepri... avremo da nutrirci! <br/>'''Elena''': Ma questa è casa tua! <br/>'''Paride''': Tu hai lasciato la tua per me... <br/>'''Elena''': Sparta non è mai stata la mia casa. Mio padre mi ha spedita lì a sedici anni per sposare Menelao, ma non è mai stata la mia casa. <br/>'''Paride''': Vivremo dei frutti della terra. Niente più palazzi per noi, niente servitori. Non ce ne è alcun bisogno! <br/>'''Elena''': E la tua famiglia? <br/>'''Paride''': Così proteggeremo la mia famiglia! Se non siamo qui a cosa serve la guerra? <br/>'''Elena''': Menelao non cederà mai. Ci inseguirà fino ai confini del mondo! <br/>'''Paride''': Lui non conosce questa terra e io sì! Possiamo scomparire in un giorno! <br/>'''Elena''': Tu non conosci Menelao, non conosci suo fratello. Bruceranno tutte le case di Troia per trovarci. Non crederebbero alla nostra fuga, e anche se ci credessero le brucerebbero per sfregio. <br/>'''Paride''': Allora farò in modo che mi trovi facilmente. Gli andrò incontro e gli dirò che tu sei mia. <br/>'''Elena''' {{NDR|baciandolo}}: Sei così giovane, amore mio.<br/>'''Paride''': Ho la tua stessa età. <br/>'''Elena''': Stessa età ma più giovane.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ettore}}: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? <br/>'''Ettore''' {{NDR|riferendosi ai sacerdoti uccisi da Achille}}: I sacerdoti non erano armati!<br/>'''Achille''': Sì. Non c'è onore nel tagliare la gola dei vecchi.<br/>'''Ettore''': Soltanto gli idioti combattono per l'onore. Io combatto per la mia patria. Battiti! <br/>'''Achille''': Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! <br/>'''Ettore''': Perché sei venuto qui? <br/>'''Achille''': Si parlerà di questa guerra per mille anni. <br/>'''Ettore''': Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. <br/>'''Achille''': Sì, è vero, principe, ma i nostri nomi resteranno. Va' a casa, principe. Bevi del vino, fa' l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. <br/>'''Ettore''': Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? <br/>'''Achille''': Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! {{NDR|facendo cenno di andare via}} Ts! <br/>'''Eudoro''' {{NDR|ad Achille, guardando Ettore cha va via}}: Mio signore, lo lasci andare? <br/>'''Achille''': È ancora presto per uccidere i principi...
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, arrivato in ritardo}}: Se tardavate ancora arrivavate a guerra finita! <br/>'''Ulisse''': L'inizio si può perdere, basta esserci alla fine!
*'''Achille''' {{NDR|a Briseide}}: Come ti chiami? {{NDR|Briseide non risponde}} Non mi hai sentito? <br/>'''Briseide''': Hai ucciso i ministri di Apollo! <br/>'''Achille''': Io ho ucciso in cinque paesi, ma mai un ministro... <br/>'''Briseide''': Allora i tuoi soldati! Il Dio del Sole si vendicherà! <br/>'''Achille''': Che aspetta, a farlo? <br/>'''Briseide''': Il momento giusto! <br/>'''Achille''': I suoi ministri sono morti e la sua accolita è prigioniera... forse il tuo Dio ha paura di me! <br/>'''Briseide''': Paura? Apollo è il sovrano del Sole! Non teme nulla! <br/>'''Achille''': E dov'è? <br/>'''Briseide''': Tu sei solo un assassino! Che cosa puoi sapere degli dei? <br/>'''Achille''': Io degli dei ne so anche più dei tuoi ministri. Li ho visti in faccia. Sei aristocratica, vero? Abituata a trattare gli altri con disprezzo. {{NDR|odorandole i capelli}} Sei di razza reale. Qual è il tuo nome? {{NDR|Briseide non risponde}} Perfino le serve di Apollo possiedono un nome. <br/>'''Briseide''': Briseide. <br/>'''Achille''': E hai paura, Briseide? <br/>'''Briseide''': Dovrei averne? <br/>'''Eudoro''': Mio signore, Agamennone richiede la tua presenza. I re stanno celebrando la vittoria. <br/>'''Achille''': Ti sei battuto bene, oggi. <br/>'''Eudoro''': Mi onori. <br/>'''Briseide''': Che cosa vuoi qui a Troia? Sei venuto per la regina di Sparta? <br/>'''Achille''': Che cosa vuole ogni uomo? Io ne voglio di più. Non mi devi temere, ragazza. Sei l'unica di Troia che può dirlo!
*'''Achille''' {{NDR|ad Agamennone}}: E così hai colto una grande vittoria... <br/>'''Agamennone''': Oh, forse tu non lo hai notato. Al mattino la spiaggia di Troia apparteneva a Priamo e dal pomeriggio invece appartiene ad Agamennone. <br/>'''Achille''': Tieniti la spiaggia, non sono venuto qui per la sabbia. <br/>'''Agamennone''': No... tu sei venuto qui perché vuoi che il tuo nome viva nei secoli. Una grande vittoria è stata colta oggi, ma quella vittoria non è tua. I re non si sono inchinati ad Achille. I re non hanno offerto i loro omaggi ad Achille. <br/>'''Achille''': Forse i re erano troppo indietro per vedere. L'hanno vinta i soldati la battaglia. <br/>'''Agamennone''': La storia si ricorda dei re, non dei soldati! Domani noi abbatteremo le porte di Troia. Farò costruire monumenti alla vittoria in ogni isola della Grecia, farò scolpire Agamennone nel marmo. Il mio nome vivrà nei secoli, il tuo è scritto nella sabbia. E il flusso delle onde lo cancellerà. <br/>'''Achille''': Fa' attenzione, re dei re. Perché prima dovrai vincere. <br/>'''Agamennone''': I tuoi soldati hanno saccheggiato il tempio di Apollo, vero? <br/>'''Achille''': Vuoi l'oro? È tuo! Il mio dono per onorare il tuo coraggio. Prendi ciò che vuoi. <br/>'''Agamennone''': Ma l'ho già fatto. Afareo! Emone! {{NDR|Due soldati portano dentro Briseide che urla}} Bottino di guerra. <br/>'''Achille''' {{NDR|ai soldati}}: Non ce l'ho con voi, fratelli, ma se non la lasciate non tornerete più a casa. Decidete! <br/>'''Agamennone''': Guardie! {{NDR|Achille e i soldati sguainano le spade}} <br/>'''Briseide''': Fermi! Troppi morti avete fatto oggi! {{NDR|ad Achille}} Se uccidere è il tuo solo talento, è la tua maledizione. Nessuno deve morire per me! {{NDR|Achille depone la spada}} <br/>'''Agamennone''': Il possente Achille zittito da una schiava! Stanotte le ordinerò di farmi un bagno. E dopo... si vedrà! <br/>'''Achille''': Otre di vino! Prima che giunga la mia ora, io sorriderò guardando il tuo cadavere!
*'''Ettore''': Ho sempre onorato gli dei, padre, lo sai. Ma oggi ho affrontato un greco che ha dissacrato la statua di Apollo, e Apollo quel greco non lo ha fulminato. Gli dei non combattono questa guerra per noi. <br/>'''Paride''': Non ci sarà nessuna guerra! Questo non è un conflitto fra nazioni, è una disputa fra due uomini. E io non voglio vedere altri troiani morire per me.
*'''Ettore''' {{NDR|parlando di Achille}}: Il greco che ha ucciso Téttone al tempio di Apollo. Non ho mai visto una picca lanciata così. È quasi sovraumano! {{NDR|riferendosi al figlio neonato Astianatte}} Lui almeno è ignaro di ciò che sta accadendo. <br/>'''Andromaca''': Grazie agli dèi. <br/> '''Ettore''': {{NDR|guardando la moglie triste}} Ma... <br/>'''Andromaca''' {{NDR|prendendo la mano al marito}}: Non andare domani! Ti prego non andare! <br/>'''Ettore''': Si batte Paride domani, non io! <br/>'''Andromaca''': Cinquantamila greci non sono venuti fin qui per vedere un duello! Lo sai questo... <br/>'''Ettore''': Tu saresti un buon generale, amore mio! <br/>'''Andromaca''': Tu hai combattuto per Troia tutta la vita! Fai combattere gli altri questa volta! <br/>'''Ettore''': Lo sai che non voglio combattere. Io voglio vedere mio figlio crescere, voglio vederlo conteso dalle ragazze... <br/>'''Andromaca''': Come si contendevano il padre. <br/>'''Ettore''': Lui è più bello di quanto lo fossi io. Devo vedere Paride. <br/>'''Andromaca''': Io ho perso sette fratelli nelle guerre contro Sparta. Dovrei aver imparato a perdere, ormai. Io non posso perderti! Non sopravviverei...
*'''Agamennone''' {{NDR|a Ettore e Paride, prima del duello}}: Allora non vi nascondete dietro le vostre mura. Davvero valorosi. Poco avveduti, ma valorosi. <br/>'''Ettore''': Siete venuti senza invito. Tornate alle vostre navi e andatevene. <br/>'''Agamennone''': Siamo venuti da troppo lontano, principe. <br/>'''Menelao''': Principe? Quale principe? Quale figlio di re accetterebbe l'ospitalità di un uomo mangiando il suo cibo, bevendo il suo vino, fingendosi amico per poi rubargli la moglie nel cuore della notte? <br/>'''Paride''': C'era il sole quando tua moglie t'ha lasciato! <br/>'''Menalao''' {{NDR|sguainando la spada e venendo fermato da Ettore}}: Lei è lassù che ci guarda, vero? Bene, voglio che ti veda morire! <br/>'''Agamennone''': Non ancora, fratello. Guardati intorno, Ettore. Ho portato tutti i guerrieri della Grecia sulla tua costa. <br/>'''Nestore''': Puoi ancora salvare Troia, principe! <br/>'''Agamennone''': Ho due desideri. Se li esaudisci, nessun altro dei tuoi dovrà morire. Primo: devi restituire Elena a mio fratello. Secondo: Troia deve sottomettersi al mio comando e combattere per me quando io lo ordino. <br/>*'''Ettore''': Mi chiedi di guardare il tuo esercito e tremare. Ebbene, lo guardo e vedo cinquantamila uomini portati qui a combattere per le brame di un re. <br/>'''Agamennone''': Attento, Ettore. La mia benevolenza ha un limite. <br/>'''Ettore''': E io l'ho visto bene, quel limite. E ti dico con forza che nessun troiano si sottometterà a un sovrano straniero. <br/>'''Agamennone''': E allora tutti i troiani moriranno. <br/>'''Paride''': C'è un'altra soluzione: {{NDR|a Menelao}} io amo Elena. Non rinuncio a lei come non rinunci tu. Perciò battiamoci noi due. Chi vince sarà il suo uomo. E che questa sia la fine! <br />'''Agamennone''': Una bella offerta, ma insufficiente. <br/>'''Menelao''': {{NDR|ad Agamennone, in disparte}} Lascia che lo uccida, questo galletto. <br/>'''Agamennone''': Non sono venuto qui per le grazie di tua moglie. Sono venuto qui a prendere Troia. <br/>'''Menelao''': E io a difendere il mio onore. Ogni suo respiro è un insulto per me. Lascia che lo uccida, quando sarà stecchito ordina l'attacco e avrai la tua città e io la mia vendetta. <br/>'''Nestore''': Giusto. <br/>'''Agamennone''': Si faccia così. <br/> '''Menelao''': {{NDR|A Paride}} Accetto la tua sfida e stanotte brinderò sul tuo cadavere.
*'''Ulisse''': Dobbiamo ritirarci. <br/>'''Agamennone''': Il mio esercito non ha mai perso una battaglia! <br/>'''Ulisse''': Non avrai più un esercito, se non ti ritiri!
*'''Agamennone''' {{NDR|dopo la morte di Menelao per mano di Ettore}}: Rideranno di me a Troia, eccitati dalla vittoria. Credono che io torni a casa alle prime luci. <br/>'''Ulisse''': Forse dovremmo... <br/>'''Agamennone''': Fuggire! Come cani bagnati! <br/>'''Ulisse''': La truppa pensa di essere venuta qui per la moglie di Menelao. Lei non ci serve più! <br/>'''Agamennone''': Il sangue di mio fratello bagna ancora la terra e tu lo insulti! <br/>'''Ulisse''': Non è un insulto dire che un uomo morto... è morto! <br/>'''Nestore''': Se ce ne andiamo ora perdiamo ogni credibilità. Se i troiani possono batterci tanto facilmente presto gli ittiti ci invaderanno. <br/>'''Ulisse''': Se restiamo, dobbiamo restare per le giuste ragioni. {{NDR|ad Agamennone}} Per proteggere la Grecia, non il tuo orgoglio. La tua battaglia privata con Achille ci sta distruggendo! <br/>'''Agamennone''': Achille conta per uno! <br/>'''Ulisse''': Ettore anche conta per uno! E guarda cosa ci ha fatto oggi! <br/>'''Agamennone''': Ettore combatte per la sua patria! Achille combatte solo per sé stesso! <br/>'''Ulisse''': Non mi interessa la sua motivazione, mi interessa la sua capacità di vincere le battaglie! <br/>'''Nestore''': Ha ragione, il morale di Achille è basso. <br/>'''Ulisse''': Basso? Tornerebbero a casa a nuoto. <br/>'''Agamennone''': Ma anche se potessi fare pace con Achille, lui non mi darebbe retta! Preferirebbe infilzarmi che stare ad ascoltarmi! <br/>'''Ulisse''': Gli parlerò io. <br/>'''Nestore''': Rivorrà quella ragazza! <br/>'''Agamennone''': Se la prenda quando vuole... {{NDR|notando che Nestore e Ulisse si guardano e lo guardano perplessi}} Io non l'ho toccata! <br/>'''Ulisse''': Dov'è ora? <br/>'''Agamennone''': L'ho data alla truppa. Occorre che si diverta un po' dopo questa giornata.
*'''Achille''': Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte... E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. <br/>'''Briseide''': Credevo che tu fossi un bruto. Avrei potuto perdonarlo un bruto!
*'''Ettore''' {{NDR|andando ad affrontare Achille}}: Padre, perdonami se talvolta ti ho offeso. Ti ho servito meglio che ho potuto.<br/>'''Achille''': Ettore!<br/>'''Priamo''' {{NDR|bacia Ettore sulla testa}}: Che gli dei siano con te. Ettore! Nessun padre ha avuto un figlio migliore.
*'''Paride''' {{NDR|ad Ettore in lacrime}}: Sei il migliore di tutti noi. <br/>'''Ettore''' {{NDR|lo abbraccia}}: E tu un príncipe troiano.
*'''Ettore''' {{NDR|ad Achille, trovandosi di fronte a lui fuori dalle mura di Troia per il combattimento tra loro due}}: Ho già visto questo momento nei miei sogni. Farò un patto con te. Al cospetto degli dei impegniamoci a che il vincitore conceda al perdente le onoranze funebri rituali. <br/>'''Achille''': Non si fanno patti tra leoni e uomini. {{NDR|togliendosi l'elmo e piantando la lancia per terra}} Ora sai con chi ti batti. <br/>'''Ettore''' {{NDR|togliendosi l'elmo pronuncia le sue [[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io credevo che fossi tu quello di ieri. E magari lo fossi stato. Ma ho concesso al cadavere l'onore dovuto. <br/>'''Achille''': Gli hai concesso l'onore della tua spada! Non avrai gli occhi stasera, né orecchie, né lingua. Vagherai nell'oltretomba cieco, sordo e muto, e i defunti diranno "Ecco Ettore, lo stolto che credeva di avere ucciso Achille".
*'''Achille''' {{NDR|dopo che Priamo gli ha baciato le mani}}: Chi sei tu? <br/>'''Priamo''': Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. <br/>'''Achille''': Priamo? {{NDR|Priamo annuisce}} Come sei arrivato qui? <br/>'''Priamo''': Conosco la mia terra molto meglio dei greci, credo. <br/>'''Achille''' {{NDR|aiuta Priamo ad alzarsi}}: Hai molto coraggio, la tua testa potrebbe finire su una picca in un baleno. <br/>'''Priamo''': E tu credi che questo possa spaventarmi ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga. Ridammi quel corpo. Ha diritto all'onore di una sepoltura degna, tu lo sai questo. Consegnalo a me. <br/>'''Achille''': Ha ucciso mio cugino! <br/>'''Priamo''': Credeva fossi tu. Quanti cugini hai ucciso, tu? Quanti figli e padri e fratelli e mariti, quanti, valoroso Achille? Conoscevo tuo padre; se n'è andato prematuramente, ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio. Tu mi hai privato d'ogni cosa: {{NDR|si avvicina ad Achille}} del mio figlio maggiore, l'erede al mio trono, il difensore del mio regno. Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. {{NDR|in lacrime}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d'oltretomba. <br/>'''Achille''' {{NDR|visibilmente commosso e pieno di vergogna}}: Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina. <br/>'''Priamo''': E tu il mio nemico stanotte, ma anche tra nemici può esserci rispetto. <br/>'''Achille''' {{NDR|si alza visibilmente commosso}}: Ammiro il tuo coraggio... incontrami fuori tra un momento. {{NDR|esce dalla tenda}}
*'''Agamennone''': Achille fa un patto segreto e io dovrei onorarlo?! Che tresca è questa?! cospirare col re nemico! concedergli 12 giorni di pace! Pace! PACE! Il loro principe è morto, il loro esercito è senza guida. Questo è il momento di attaccare! <br/>'''Nestore''': Anche con Ettore morto non potremmo mai aprire una breccia nelle mura. Quelli resisteranno ancora 10 anni. <br/> '''Agamennone''': Io le sbriciolerò le loro mura, dovesse anche costarmi quarantamila greci! Ascoltami, Zeus! Quelle loro mura giuro che io le raderò al suolo!!
*'''Priamo''': {{NDR|Ai soldati greci che saccheggiano il tempio di Apollo}} Non avete onore? Non avete onore? {{NDR|Agamennone lo pugnala alla schiena}} <br/>'''Agamennone''': Io ti volevo vivo, vecchio. Volevo che tu vedessi la tua città bruciare. <br/>'''Priamo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ti prego, i bambini. Risparmia gli innocenti. <br/>'''Agamennone''': Nessuno è innocente. Nessuno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Iliade]]
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/* Frasi */
1421033
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Troy
|titolooriginale=Troy
|paese=USA/Malta/UK
|anno=2004
|genere=azione, drammatico, guerra
|regista=[[Wolfgang Petersen]]
|sceneggiatore=David Benioff
|attori=
*[[Brad Pitt]]: [[Achille]]
*[[Eric Bana]]: [[Ettore (mitologia)|Ettore]]
*[[Orlando Bloom]]: [[Paride]]
*[[Brian Cox]]: [[Agamennone]]
*[[Peter O'Toole]]: [[Priamo]]
*[[Diane Kruger]]: [[Elena (mitologia)|Elena]]
*[[Rose Byrne]]: [[Briseide]]
*[[Sean Bean]]: [[Ulisse]]
*[[Brendan Gleeson]]: [[Menelao]]
*[[Tyler Mane]]: [[Aiace Telamonio]]
*[[Garrett Hedlund]]: [[Patroclo]]
*[[Saffron Burrows]]: [[Andromaca]]
*[[John Shrapnel]]: [[Nestore (mitologia)|Nestore]]
*[[Vincent Regan]]: Eudoro
*[[Julian Glover]]: Triopa
*[[James Cosmo]]: Glauco
*[[Siri Svegler]]: Polidora
*[[Mark Lewis Jones]]: Tettone
*[[Owain Yeoman]]: Lisandro
*[[Frankie Fitzgerald]]: [[Enea]]
*[[Julie Christie]]: [[Teti (Nereide)|Dea Teti]]
*[[Ken Bones]]: Ippaso
*[[Nathan Jones (wrestler)|Nathan Jones]]: Boagrius
|doppiatoriitaliani =
*[[Loris Loddi]]: Achille
*[[Riccardo Niseem Onorato]]: Ettore
*[[Massimiliano Manfredi]]: Paride
*[[Stella Musy]]: Elena
*[[Adalberto Maria Merli]]: Agamennone
*[[Sergio Graziani]]: Priamo
*[[Ilaria Stagni]]: Briseide
*[[Massimo Lodolo]]: Ulisse
*[[Stefano De Sando]]: Menelao
*[[Gianfranco Miranda]]: Patroclo
*[[Roberta Pellini]]: Andromaca
*[[Renato Cortesi]]: Nestore
*[[Enzo Avolio]]: Eudoro
*[[Glauco Onorato]]: Triopa
*[[Bruno Alessandro]]: Glauco
*[[Enrico Di Troia]]: Lisandro
*[[Davide Perino]]: Enea
*[[Elettra Bisetti]]: Dea Teti
|note=
}}
'''''Troy''''', film statunitense del 2004 con [[Brad Pitt]], [[Eric Bana]], [[Peter O'Toole]] e [[Orlando Bloom]], regia di [[Wolfgang Petersen]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
3200 anni fa <br/> Dopo decenni di guerre, Agamennone, re di Micene, ha costretto i regni della Grecia ad allearsi con lui. Gli resta da conquistare solo la Tessaglia. <br/> Il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, è stanco di guerreggiare e cerca di fare la pace con Troia, la rivale più formidabile della emergente potenza greca. <br/>Achille, considerato il più grande guerriero mai esistito, combatte nell'esercito greco. Ma il suo disprezzo per il dominio di Agamennone minaccia di spaccare la fragile alleanza. ('''Scritta in sovrimpressione''')
L'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità e per questo si chiede: – Le mie azioni riecheggieranno nei secoli a venire? Gli altri, in gran parte, sentono pronunciare i nostri nomi quando siamo già morti da tempo e si chiedono chi siamo stati, con quanto valore ci siamo battuti, con quanto ardore abbiamo amato. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al re della Tessaglia}} Giornata buona per i corvi! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Dopo aver ucciso il campione della Tessaglia con un solo colpo di spada}} C'è nessun altro?! C'è nessun altro?! ('''Achille''')
*Ho sempre pensato che la moglie di mio fratello fosse una sciocca, ma in questo caso risulta essere molto utile! ('''Agamennone''')
*Il vecchio re Priamo si crede intoccabile dietro quelle sue alte mura. Crede che il Dio Sole lo proteggerà. Ma gli dei proteggono soltanto... i forti! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ad Achille, riferita alla sua partenza per la guerra di Troia}} Se resterai a Lareta troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più. ('''Teti''')
*{{NDR|Parlando di Briseide}} I giovani troiani furono sconvolti quando scelse di essere una vergine rosa! ('''Priamo''')
*{{NDR|Vedendo l'avvicinamento solitario di Achille alla spiaggia di Troia}} Che cosa fa quel pazzo?! Crede di prendere la spiaggia di Troia con cinquanta uomini? ('''Agamennone''')
*{{NDR|Attaccando da solo con i suoi Mirmidoni la spiaggia di Troia}} Siano i servi di Agamennone a combattere per lui. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo, che vorrebbe combattere al suo fianco}} Cugino cugino. Io non posso combattere se sto in ansia per te. ('''Achille''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai sodati}} Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela! ('''Ettore''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai mirmidoni}} Mirmidoni, miei fratelli di spada. Cinquanta di voi valgono più di un intero esercito. Nessuno dimentichi mai la nostra forza: siamo leoni! Sapete cosa c'è, ad aspettarvi, oltre quella spiaggia?! L'immortalità! Andate, è vostra! ('''Achille''')
*{{NDR|Riferito ad Achille, che attacca i troiani in evidente svantaggio numerico}} Il pazzo vuole morire! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferito ad Achille che combatte}} Guardatelo! Arraffa tutta la gloria! ('''Aiace''')
*{{NDR|Ai soldati greci, davanti al tempio di Apollo a Troia}} Il Dio del sole è un patrono di Troia, la nostra nemica. Razziate i tesori che trovate! ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Agamennone}} In guerra i giovani muoiono e i vecchi parlano. Lo sai questo... non badare a lui! ('''Ulisse''')
*{{NDR|A un sacerdote, che interpreta un volo d'aquila come segno di buon auspicio per la battaglia}} Messaggi alati?? Vuoi fare una strategia basata sui messaggi alati?? ('''Ettore''')
*{{NDR|A Paride}} Io ho fatto molte guerre in vita mia. Per conquistare terre, per il potere, per la gloria. Suppongo che combattere per amore abbia molto più senso che combattere per tutto il resto. ('''Priamo''')
*Di notte vedo le loro facce... Di tutti quelli che ho ucciso. Se ne stanno lì, sulla riva opposta del fiume Stige. Aspettano me. Dicono "Benvenuto, fratello". L'uomo è ben misera cosa! ('''Achille''')
*I [[Soldato|soldati]] combattono per un re che non hanno mai visto. Fanno ciò che gli dicono, muoiono quando gli dicono di morire. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo}} Non buttare la vita obbedendo agli ordini di qualche idiota! ('''Achille''')
*{{NDR|Urlando, a Elena, riferito a Paride}} È per costui che hai lasciato tuo marito?! ('''Menelao''')
*{{NDR|Vedendo i greci attaccare dopo la morte di Menelao}} Indietro, branco di idioti! ('''Acgille''')
*{{NDR|[[Giuramenti dai film|Giurando]] sul cadavere di Menelao}} Prima di partire ridurrò la loro città in cenere. Fratello, te lo prometto, questo. ('''Agamennone''')
*I [[Soldato|soldati]] capiscono solo la [[guerra]], la [[pace]] li confonde. ('''Briseide''')
*{{NDR|A Briseide}} Perché hai scelto di amare un dio? Ti accorgerai che è un amore senza scambio. ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille}} Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è [[re]] pochissime scelte sono semplici. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille}} Tu non sai cos'è la paura, è questo il problema! La paura è utile. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille, facendo velatamente riferimento a Briseide}} Le donne riescono sempre a complicare le cose! ('''Ulisse''')
*A volte occorre seguire per poter guidare. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Al padre, in consiglio}} Ieri i greci ci hanno sottovalutati, non ricambiamo il favore. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Ho ucciso un ragazzo oggi. Era giovane... troppo giovane. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Quel ragazzo ci ha evitato di perdere la guerra. ('''Agamennone''')
*{{NDR|Urlando}} Ettoreee! Ettoreee! Ettoreee!! ('''Achille''')
*{{NDR|A Ettore, inciampato su una pietra}} In piedi, principe troiano. In piedi, non lascerò che una pietra si prenda la mia gloria! ('''Achille''')
*{{NDR|Piangendo sul corpo senza vita di Ettore}} Ci rivedremo presto, fratello... ('''Achille''')
*{{NDR|A Priamo}} Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito. ('''Achille''')
*{{NDR|Riferendosi al [[cavallo di Troia|cavallo di legno]]}} Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì che le pecore invitino i lupi a cena! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ai suoi soldati}} Datele fuoco! Fate che Troia bruci! Bruciatela! Per Menelao! Bruciatela! Bruciatela tutta! Bruciatela per Menelao! {{NDR|Rivolgendosi al defunto Menelao}} Io te l'avevo promesso! Te l'avevo promesso! {{NDR|Di nuovo ai suoi soldati}} Bruciatela! Bruciatela! Per Menelao! ('''Agamennone''')
*Soldati Troiani! Siete grandi guerrieri, comandarvi è stato per me un onore! {{NDR|Sopraggiunge Paride}} Mio principe! {{NDR|Si stringono la mano in segno d'intesa e Glauco si rivolge di nuovo ai suoi soldati}} L'Oltretomba ci aspetta... io dico: facciamolo aspettare ancora a lungo! ('''Glauco''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Troppo tardi per pregare, sacerdotessa. Ho quasi perso questa guerra a causa della tua tresca amorosa. Voglio assaggiare quello che ha assaggiato Achille. Tu sarai la mia schiava a Micene. Una sacerdotessa troiana che lava i miei pavimenti. E la notte... ('''Agamennone''')
*{{NDR|A Briseide}} Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra. ('''Achille''')
*{{NDR|Al cadavere di Achille}} Trova la tua pace, fratello. ('''Ulisse''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Messo''': Il re Agamennone mi manda... a dirti... che tu... <br/>'''Achille''': Parlerò col tuo re domattina... <br/>'''Messo''': Ma, mio signore, è mattina. Ti stanno aspettando. È vero quello che dicono di te? Dicono che tua madre è una dea immortale. E che nessuno ti può uccidere! <br/>'''Achille''': Allora farei a meno dello scudo, non credi? <br/>'''Ragazzo''': Ma il tessagliano che affronterai è l'uomo più grosso che abbia mai visto. Io non mi batterei con lui. <br/>'''Achille''': Ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome.
*'''Agamennone''' {{NDR|ad Achille, irritato per il suo ritardo nel combattimento con il campione dei tessaglieni}}: Dobbiamo fare la guerra domani, quando sarai più riposato? Dovrei farti frustare per la tua impudenza! <br/>'''Achille''' {{NDR|girandosi e andando via}}: Combatti tu allora! <br/>'''Nestore''': Achille, Achille! Guarda in faccia i soldati. Puoi salvare centinaia di loro. Puoi porre fine a questa guerra con un colpo della tua spada. Pensa solo a quante canzoni canteranno in tuo onore. Fa' che tornino alle loro mogli. <br/>'''Achille''' {{NDR|tornando indietro per combattere, passando davanti ad Agamennone}}: Immagina un re che combatte le sue battaglie. Sarebbe un evento raro! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|a Nestore, riferendosi ad Achille}}: Di tutti i guerrieri amati dagli dei, lui è quello che odio di più.<br/>'''Nestore''': Lui ci serve, mio re.<br/>'''Agamennone''': Per ora.
*'''Elena''' {{NDR|a Paride, che entra nella sua stanza}}: Non dovresti essere qui. <br/>'''Paride''': L'hai detto anche ieri notte... <br/>'''Elena''': Ieri notte è stato uno sbaglio... <br/>'''Paride''': E la notte prima... <br/>'''Elena''': Ho fatto molti sbagli in questi giorni.
*'''Paride''' {{NDR|mostrando una collana ad Elena e mettendogliela al collo}}: Ho una cosa per te. Conchiglie dal Mare di Proponte. <br/>'''Elena''': Bellissime... ma non posso portarle, Menelao ci ucciderebbe. <br/>'''Paride''': Non avere paura di lui. <br/>'''Elena''': Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani. Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più. Prima che tu arrivassi a Sparta io non esistevo. Mangiavo, passeggiavo, andavo a nuotare... ma non esistevo. <br/>'''Paride''': Non devi temere domani. Vieni con me. <br/>'''Elena''': Non giocare con me. Non giocare. <br/>'''Paride''': Se verrai non saremo mai al sicuro, gli uomini ci inseguiranno, e gli dei ci malediranno. Ma io ti amerò. Finché non bruceranno il mio corpo, io ti amerò.
*'''Paride''' {{NDR|nel viaggio da Sparta a Troia, con Elena nascosta nella stiva}}: Bella mattinata. Poseidone benedice il nostro viaggio. <br/>'''Ettore''': A volte gli dei ti benedicono la mattina e ti maledicono nel pomeriggio. <br/>'''Paride''': Mi vuoi bene, fratello? Mi proteggeresti da qualsiasi nemico? <br/>'''Ettore''': L'ultima volta che mi hai parlato così avevi dieci anni e avevi appena rubato il cavallo a nostro padre. Cos'hai fatto adesso? <br/>'''Paride''': Devo mostrarti una cosa. [...] <br/>'''Ettore''' {{NDR|a un marinaio della sua nave, dopo che Paride gli ha mostrato Elena nascosta nella stiva}}: Inverti la rotta, torniamo a Sparta! <br/>'''Marinaio''' {{NDR|alla ciurma}}: Invertire la rotta! <br/>'''Paride''': Aspetta, aspetta... <br/>'''Ettore''': Sciagurato! <br/>'''Paride''': Ascoltami! <br/>'''Ettore''' {{NDR|spingendo il fratello}}: Lo sai che cosa hai fatto?? Lo sai quanti anni nostro padre ha lavorato alla pace?? <br/>'''Paride''' {{NDR|riferito ad Elena}}: Io la amo. <br/>'''Ettore''': Dahh... è tutto un gioco per te vero? Te ne vai di città in città a sedurre mogli di mercanti e sacerdotesse di templi e credi di sapere qualcosa dell'amore. Ma non pensi all'amore per tuo padre? Lo hai calpestato portando lei sulla nave! {{NDR|colpendolo}} Non pensi all'amore per la patria?? La faresti bruciare per quella donna! Non ti lascerò scatenare una guerra per lei! <br/>'''Paride''': Posso parlare? Quello che dici è vero, ti ho fatto torto, ho fatto torto a nostro padre... se vuoi riportare Elena a Sparta fallo pure... ma io andrò con lei. <br/>'''Ettore''': A Sparta? Ti uccideranno! <br/>'''Paride''': Allora morirò combattendo! <br/>'''Ettore''': Ah, e a te questo sembra eroico, vero? Morire combattendo... dimmi fratellino: hai mai ucciso un uomo? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Hai mai visto un uomo morire? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Io ne ho uccisi molti, e li ho sentiti morire, e li ho visti morire, e non c'è niente di glorioso, niente di poetico; dici che vuoi morire per amore, ma tu della morte non sai niente, e non sai niente nemmeno dell'amore! <br/>'''Paride''': Ad ogni modo, io andrò con lei. Non ti chiedo di fare la guerra per me. <br/>'''Ettore''': Lo hai già fatto. {{NDR|al marinaio di prima}} A Troia!<br/>'''Marinaio''': Rotta per Troia!
*'''Menelao''' {{NDR|al fratello Agamennone, dal quale si è recato per ricevere supporto contro Troia, parlando di Elena}}: Io la rivoglio! <br/>'''Agamennone''': Ma certo che la rivuoi! È una bellissima donna! <br/>'''Menelao''': La rivoglio solo per poterla uccidere con le mie mani! E non avrò pace finché Troia non sarà rasa al suolo! <br/>'''Agamennone''': Credevo volessi la pace con Troia... <br/>'''Menelao''': Dovevo darti retta! <br/>'''Agamennone''': La [[pace e guerra|pace]] è per le donne e per i deboli. Gli imperi si forgiano con la [[pace e guerra|guerra]]. <br/>'''Menelao''': Io sono sempre stato al tuo fianco, contro i tuoi nemici. Tu sei il maggiore, a te va la gloria, sta nell'ordine delle cose. Ma mi sono mai lagnato, fratello? Ti ho mai chiesto qualcosa? <br/>'''Agamennone''': No, mai. Sei un uomo d'onore. Questo lo sanno tutti in Grecia. <br/>'''Menelao''': I troiani sputano sul mio onore. Chi insulta me insulta anche te.<br/>'''Agamennone''': E chi insulta me insulta anche tutti i greci.<br/>'''Menelao''': Farai la guerra con me, fratello? {{NDR|Agamennone gli porge la mano in cenno d'assenso e i due si abbracciano}}
*'''Nestore''' {{NDR|ad Agamennone, mentre organizzano la spedizione contro Troia}}: Un'altra cosa. Ci serve Achille, con i suoi Mirmidoni. <br/>'''Agamennone''': Achille... ma non lo si può controllare! È capace di contrastarci quanto i troiani! <br/>'''Nestore''': Non occorre controllarlo, basta scatenarlo. Quello è venuto al mondo per stroncare vite. <br/>'''Agamennone''': Sì, ha talento per uccidere, ma è una minaccia per tutto ciò che io ho costruito! Prima di me la Grecia non era niente! Io ho unificato tutti i regni della Grecia, io ho creato una nazione con veneratori del fuoco e mangiatori di rettili! Io ho costruito il futuro, Nestore, io! Achille è il passato. Un guerriero senza bandiera. Un uomo che non si riconosce in nulla. <br/>'''Nestore''': Quante battaglie abbiamo vinto grazie alla sua spada? Questa sarà la guerra più grande mai vista. Ci serve il guerriero più grande! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|riferendosi ad Ulisse}}: C'è solo un uomo a cui darà retta.<br/>'''Nestore''': Gli mando una nave domattina.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, che è andato da lui a chiedergli di partecipare con l'esercito greco alla guerra contro Troia}}: È Agamennone che ti manda? <br/>'''Ulisse''': Ti devo parlare. <br/>'''Achille''': Non combatto per lui. <br/>'''Ulisse''': Non ti chiedo di combattere per lui, ti chiedo di combattere per i greci. <br/>'''Achille''': Perché, sono stanchi di combattersi tra loro? <br/>'''Ulisse''': Per ora...<br/>'''Patroclo''': Per i greci.<br/>'''Achille''': I troiani non mi hanno fatto niente... <br/>'''Ulisse''': Hanno insultato i greci. <br/>'''Achille''': Ne hanno insultato uno, incapace di tenersi stretta la moglie. Non sono affari miei. <br/>'''Ulisse''': La guerra è affare tuo, amico mio. <br/>'''Achille''': Dici? Cosa sono? La puttana del campo di battaglia? Chi ti manda non ha onore. Non voglio diventare il mercenario di un tiranno.<br/>'''Ulisse''': Si batta Achille per l'onore e Agamennone si batta per il potere. E siano gli dei a decidere quale dei due glorificare! Dimentica Agamennone. Combatti per me! Mia moglie sarà molto più tranquilla, sapendoti al mio fianco, e io molto più sicuro.<br/>'''Patroclo''': Aiace andrà a combattere a Troia? Dicono che è capace di abbattere una quercia con un colpo della sua ascia.<br/>'''Achille''': Le querce cadono senza abbattersi.<br/>'''Ulisse''': Stiamo mandando la più grande flotta mai vista: mille navi. <br/>'''Patroclo''': Mille navi? Il principe Ettore è il grande guerriero che si dice? <br/>'''Ulisse''': Il migliore di tutti i troiani. {{NDR|rivolgendosi ad Achille}} Qualcuno dice che è meglio anche di tutti i greci! Anche senza tuo cugino spero che tu sarai dei nostri, Patroclo. Ci serve un braccio forte come il tuo. <br/>'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse}}: Usa i tuoi trucchi con me, ma non con mio cugino. <br/>'''Ulisse''': Tu hai la tua spada, io i miei trucchi. Ognuno usa i doni che gli dei gli hanno dato. Salpiamo per Troia fra tre giorni. Questa guerra non sarà mai dimenticata, né gli eroi che la combatteranno.
*'''Paride''' {{NDR|al padre Priamo, una volta tornato a Sparta con Elena}}: Padre, questa è Elena. <br/>'''Priamo''': Elena? Elena di Sparta? <br/>'''Paride''': Elena di Troia. <br/>'''Priamo''': Circolavano voci, sulla tua bellezza. Una volta tanto le voci erano vere! {{NDR|baciandola}} Benvenuta.<br/>'''Elena''': Grazie, buon re.<br/>'''Priamo''': Vieni. Sarai stanca.
*'''Elena''' {{NDR|guardando il mare}}: Vengono a prendermi. Il vento li porta più vicini. <br/>'''Paride''': E se partissimo? Stanotte. Adesso. Potremmo andare giù alle stalle, prendere due cavalli e andarcene, verso est, galoppando... <br/>'''Elena''': E dove andremmo? <br/>'''Paride''': Lontano da qui. Io caccerò cervi, lepri... avremo da nutrirci! <br/>'''Elena''': Ma questa è casa tua! <br/>'''Paride''': Tu hai lasciato la tua per me... <br/>'''Elena''': Sparta non è mai stata la mia casa. Mio padre mi ha spedita lì a sedici anni per sposare Menelao, ma non è mai stata la mia casa. <br/>'''Paride''': Vivremo dei frutti della terra. Niente più palazzi per noi, niente servitori. Non ce ne è alcun bisogno! <br/>'''Elena''': E la tua famiglia? <br/>'''Paride''': Così proteggeremo la mia famiglia! Se non siamo qui a cosa serve la guerra? <br/>'''Elena''': Menelao non cederà mai. Ci inseguirà fino ai confini del mondo! <br/>'''Paride''': Lui non conosce questa terra e io sì! Possiamo scomparire in un giorno! <br/>'''Elena''': Tu non conosci Menelao, non conosci suo fratello. Bruceranno tutte le case di Troia per trovarci. Non crederebbero alla nostra fuga, e anche se ci credessero le brucerebbero per sfregio. <br/>'''Paride''': Allora farò in modo che mi trovi facilmente. Gli andrò incontro e gli dirò che tu sei mia. <br/>'''Elena''' {{NDR|baciandolo}}: Sei così giovane, amore mio.<br/>'''Paride''': Ho la tua stessa età. <br/>'''Elena''': Stessa età ma più giovane.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ettore}}: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? <br/>'''Ettore''' {{NDR|riferendosi ai sacerdoti uccisi da Achille}}: I sacerdoti non erano armati!<br/>'''Achille''': Sì. Non c'è onore nel tagliare la gola dei vecchi.<br/>'''Ettore''': Soltanto gli idioti combattono per l'onore. Io combatto per la mia patria. Battiti! <br/>'''Achille''': Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! <br/>'''Ettore''': Perché sei venuto qui? <br/>'''Achille''': Si parlerà di questa guerra per mille anni. <br/>'''Ettore''': Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. <br/>'''Achille''': Sì, è vero, principe, ma i nostri nomi resteranno. Va' a casa, principe. Bevi del vino, fa' l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. <br/>'''Ettore''': Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? <br/>'''Achille''': Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! {{NDR|facendo cenno di andare via}} Ts! <br/>'''Eudoro''' {{NDR|ad Achille, guardando Ettore cha va via}}: Mio signore, lo lasci andare? <br/>'''Achille''': È ancora presto per uccidere i principi...
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, arrivato in ritardo}}: Se tardavate ancora arrivavate a guerra finita! <br/>'''Ulisse''': L'inizio si può perdere, basta esserci alla fine!
*'''Achille''' {{NDR|a Briseide}}: Come ti chiami? {{NDR|Briseide non risponde}} Non mi hai sentito? <br/>'''Briseide''': Hai ucciso i ministri di Apollo! <br/>'''Achille''': Io ho ucciso in cinque paesi, ma mai un ministro... <br/>'''Briseide''': Allora i tuoi soldati! Il Dio del Sole si vendicherà! <br/>'''Achille''': Che aspetta, a farlo? <br/>'''Briseide''': Il momento giusto! <br/>'''Achille''': I suoi ministri sono morti e la sua accolita è prigioniera... forse il tuo Dio ha paura di me! <br/>'''Briseide''': Paura? Apollo è il sovrano del Sole! Non teme nulla! <br/>'''Achille''': E dov'è? <br/>'''Briseide''': Tu sei solo un assassino! Che cosa puoi sapere degli dei? <br/>'''Achille''': Io degli dei ne so anche più dei tuoi ministri. Li ho visti in faccia. Sei aristocratica, vero? Abituata a trattare gli altri con disprezzo. {{NDR|odorandole i capelli}} Sei di razza reale. Qual è il tuo nome? {{NDR|Briseide non risponde}} Perfino le serve di Apollo possiedono un nome. <br/>'''Briseide''': Briseide. <br/>'''Achille''': E hai paura, Briseide? <br/>'''Briseide''': Dovrei averne? <br/>'''Eudoro''': Mio signore, Agamennone richiede la tua presenza. I re stanno celebrando la vittoria. <br/>'''Achille''': Ti sei battuto bene, oggi. <br/>'''Eudoro''': Mi onori. <br/>'''Briseide''': Che cosa vuoi qui a Troia? Sei venuto per la regina di Sparta? <br/>'''Achille''': Che cosa vuole ogni uomo? Io ne voglio di più. Non mi devi temere, ragazza. Sei l'unica di Troia che può dirlo!
*'''Achille''' {{NDR|ad Agamennone}}: E così hai colto una grande vittoria... <br/>'''Agamennone''': Oh, forse tu non lo hai notato. Al mattino la spiaggia di Troia apparteneva a Priamo e dal pomeriggio invece appartiene ad Agamennone. <br/>'''Achille''': Tieniti la spiaggia, non sono venuto qui per la sabbia. <br/>'''Agamennone''': No... tu sei venuto qui perché vuoi che il tuo nome viva nei secoli. Una grande vittoria è stata colta oggi, ma quella vittoria non è tua. I re non si sono inchinati ad Achille. I re non hanno offerto i loro omaggi ad Achille. <br/>'''Achille''': Forse i re erano troppo indietro per vedere. L'hanno vinta i soldati la battaglia. <br/>'''Agamennone''': La storia si ricorda dei re, non dei soldati! Domani noi abbatteremo le porte di Troia. Farò costruire monumenti alla vittoria in ogni isola della Grecia, farò scolpire Agamennone nel marmo. Il mio nome vivrà nei secoli, il tuo è scritto nella sabbia. E il flusso delle onde lo cancellerà. <br/>'''Achille''': Fa' attenzione, re dei re. Perché prima dovrai vincere. <br/>'''Agamennone''': I tuoi soldati hanno saccheggiato il tempio di Apollo, vero? <br/>'''Achille''': Vuoi l'oro? È tuo! Il mio dono per onorare il tuo coraggio. Prendi ciò che vuoi. <br/>'''Agamennone''': Ma l'ho già fatto. Afareo! Emone! {{NDR|Due soldati portano dentro Briseide che urla}} Bottino di guerra. <br/>'''Achille''' {{NDR|ai soldati}}: Non ce l'ho con voi, fratelli, ma se non la lasciate non tornerete più a casa. Decidete! <br/>'''Agamennone''': Guardie! {{NDR|Achille e i soldati sguainano le spade}} <br/>'''Briseide''': Fermi! Troppi morti avete fatto oggi! {{NDR|ad Achille}} Se uccidere è il tuo solo talento, è la tua maledizione. Nessuno deve morire per me! {{NDR|Achille depone la spada}} <br/>'''Agamennone''': Il possente Achille zittito da una schiava! Stanotte le ordinerò di farmi un bagno. E dopo... si vedrà! <br/>'''Achille''': Otre di vino! Prima che giunga la mia ora, io sorriderò guardando il tuo cadavere!
*'''Ettore''': Ho sempre onorato gli dei, padre, lo sai. Ma oggi ho affrontato un greco che ha dissacrato la statua di Apollo, e Apollo quel greco non lo ha fulminato. Gli dei non combattono questa guerra per noi. <br/>'''Paride''': Non ci sarà nessuna guerra! Questo non è un conflitto fra nazioni, è una disputa fra due uomini. E io non voglio vedere altri troiani morire per me.
*'''Ettore''' {{NDR|parlando di Achille}}: Il greco che ha ucciso Téttone al tempio di Apollo. Non ho mai visto una picca lanciata così. È quasi sovraumano! {{NDR|riferendosi al figlio neonato Astianatte}} Lui almeno è ignaro di ciò che sta accadendo. <br/>'''Andromaca''': Grazie agli dèi. <br/> '''Ettore''': {{NDR|guardando la moglie triste}} Ma... <br/>'''Andromaca''' {{NDR|prendendo la mano al marito}}: Non andare domani! Ti prego non andare! <br/>'''Ettore''': Si batte Paride domani, non io! <br/>'''Andromaca''': Cinquantamila greci non sono venuti fin qui per vedere un duello! Lo sai questo... <br/>'''Ettore''': Tu saresti un buon generale, amore mio! <br/>'''Andromaca''': Tu hai combattuto per Troia tutta la vita! Fai combattere gli altri questa volta! <br/>'''Ettore''': Lo sai che non voglio combattere. Io voglio vedere mio figlio crescere, voglio vederlo conteso dalle ragazze... <br/>'''Andromaca''': Come si contendevano il padre. <br/>'''Ettore''': Lui è più bello di quanto lo fossi io. Devo vedere Paride. <br/>'''Andromaca''': Io ho perso sette fratelli nelle guerre contro Sparta. Dovrei aver imparato a perdere, ormai. Io non posso perderti! Non sopravviverei...
*'''Agamennone''' {{NDR|a Ettore e Paride, prima del duello}}: Allora non vi nascondete dietro le vostre mura. Davvero valorosi. Poco avveduti, ma valorosi. <br/>'''Ettore''': Siete venuti senza invito. Tornate alle vostre navi e andatevene. <br/>'''Agamennone''': Siamo venuti da troppo lontano, principe. <br/>'''Menelao''': Principe? Quale principe? Quale figlio di re accetterebbe l'ospitalità di un uomo mangiando il suo cibo, bevendo il suo vino, fingendosi amico per poi rubargli la moglie nel cuore della notte? <br/>'''Paride''': C'era il sole quando tua moglie t'ha lasciato! <br/>'''Menalao''' {{NDR|sguainando la spada e venendo fermato da Ettore}}: Lei è lassù che ci guarda, vero? Bene, voglio che ti veda morire! <br/>'''Agamennone''': Non ancora, fratello. Guardati intorno, Ettore. Ho portato tutti i guerrieri della Grecia sulla tua costa. <br/>'''Nestore''': Puoi ancora salvare Troia, principe! <br/>'''Agamennone''': Ho due desideri. Se li esaudisci, nessun altro dei tuoi dovrà morire. Primo: devi restituire Elena a mio fratello. Secondo: Troia deve sottomettersi al mio comando e combattere per me quando io lo ordino. <br/>*'''Ettore''': Mi chiedi di guardare il tuo esercito e tremare. Ebbene, lo guardo e vedo cinquantamila uomini portati qui a combattere per le brame di un re. <br/>'''Agamennone''': Attento, Ettore. La mia benevolenza ha un limite. <br/>'''Ettore''': E io l'ho visto bene, quel limite. E ti dico con forza che nessun troiano si sottometterà a un sovrano straniero. <br/>'''Agamennone''': E allora tutti i troiani moriranno. <br/>'''Paride''': C'è un'altra soluzione: {{NDR|a Menelao}} io amo Elena. Non rinuncio a lei come non rinunci tu. Perciò battiamoci noi due. Chi vince sarà il suo uomo. E che questa sia la fine! <br />'''Agamennone''': Una bella offerta, ma insufficiente. <br/>'''Menelao''': {{NDR|ad Agamennone, in disparte}} Lascia che lo uccida, questo galletto. <br/>'''Agamennone''': Non sono venuto qui per le grazie di tua moglie. Sono venuto qui a prendere Troia. <br/>'''Menelao''': E io a difendere il mio onore. Ogni suo respiro è un insulto per me. Lascia che lo uccida, quando sarà stecchito ordina l'attacco e avrai la tua città e io la mia vendetta. <br/>'''Nestore''': Giusto. <br/>'''Agamennone''': Si faccia così. <br/> '''Menelao''': {{NDR|A Paride}} Accetto la tua sfida e stanotte brinderò sul tuo cadavere.
*'''Ulisse''': Dobbiamo ritirarci. <br/>'''Agamennone''': Il mio esercito non ha mai perso una battaglia! <br/>'''Ulisse''': Non avrai più un esercito, se non ti ritiri!
*'''Agamennone''' {{NDR|dopo la morte di Menelao per mano di Ettore}}: Rideranno di me a Troia, eccitati dalla vittoria. Credono che io torni a casa alle prime luci. <br/>'''Ulisse''': Forse dovremmo... <br/>'''Agamennone''': Fuggire! Come cani bagnati! <br/>'''Ulisse''': La truppa pensa di essere venuta qui per la moglie di Menelao. Lei non ci serve più! <br/>'''Agamennone''': Il sangue di mio fratello bagna ancora la terra e tu lo insulti! <br/>'''Ulisse''': Non è un insulto dire che un uomo morto... è morto! <br/>'''Nestore''': Se ce ne andiamo ora perdiamo ogni credibilità. Se i troiani possono batterci tanto facilmente presto gli ittiti ci invaderanno. <br/>'''Ulisse''': Se restiamo, dobbiamo restare per le giuste ragioni. {{NDR|ad Agamennone}} Per proteggere la Grecia, non il tuo orgoglio. La tua battaglia privata con Achille ci sta distruggendo! <br/>'''Agamennone''': Achille conta per uno! <br/>'''Ulisse''': Ettore anche conta per uno! E guarda cosa ci ha fatto oggi! <br/>'''Agamennone''': Ettore combatte per la sua patria! Achille combatte solo per sé stesso! <br/>'''Ulisse''': Non mi interessa la sua motivazione, mi interessa la sua capacità di vincere le battaglie! <br/>'''Nestore''': Ha ragione, il morale di Achille è basso. <br/>'''Ulisse''': Basso? Tornerebbero a casa a nuoto. <br/>'''Agamennone''': Ma anche se potessi fare pace con Achille, lui non mi darebbe retta! Preferirebbe infilzarmi che stare ad ascoltarmi! <br/>'''Ulisse''': Gli parlerò io. <br/>'''Nestore''': Rivorrà quella ragazza! <br/>'''Agamennone''': Se la prenda quando vuole... {{NDR|notando che Nestore e Ulisse si guardano e lo guardano perplessi}} Io non l'ho toccata! <br/>'''Ulisse''': Dov'è ora? <br/>'''Agamennone''': L'ho data alla truppa. Occorre che si diverta un po' dopo questa giornata.
*'''Achille''': Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte... E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. <br/>'''Briseide''': Credevo che tu fossi un bruto. Avrei potuto perdonarlo un bruto!
*'''Ettore''' {{NDR|andando ad affrontare Achille}}: Padre, perdonami se talvolta ti ho offeso. Ti ho servito meglio che ho potuto.<br/>'''Achille''': Ettore!<br/>'''Priamo''' {{NDR|bacia Ettore sulla testa}}: Che gli dei siano con te. Ettore! Nessun padre ha avuto un figlio migliore.
*'''Paride''' {{NDR|ad Ettore in lacrime}}: Sei il migliore di tutti noi. <br/>'''Ettore''' {{NDR|lo abbraccia}}: E tu un príncipe troiano.
*'''Ettore''' {{NDR|ad Achille, trovandosi di fronte a lui fuori dalle mura di Troia per il combattimento tra loro due}}: Ho già visto questo momento nei miei sogni. Farò un patto con te. Al cospetto degli dei impegniamoci a che il vincitore conceda al perdente le onoranze funebri rituali. <br/>'''Achille''': Non si fanno patti tra leoni e uomini. {{NDR|togliendosi l'elmo e piantando la lancia per terra}} Ora sai con chi ti batti. <br/>'''Ettore''' {{NDR|togliendosi l'elmo pronuncia le sue [[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io credevo che fossi tu quello di ieri. E magari lo fossi stato. Ma ho concesso al cadavere l'onore dovuto. <br/>'''Achille''': Gli hai concesso l'onore della tua spada! Non avrai gli occhi stasera, né orecchie, né lingua. Vagherai nell'oltretomba cieco, sordo e muto, e i defunti diranno "Ecco Ettore, lo stolto che credeva di avere ucciso Achille".
*'''Achille''' {{NDR|dopo che Priamo gli ha baciato le mani}}: Chi sei tu? <br/>'''Priamo''': Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. <br/>'''Achille''': Priamo? {{NDR|Priamo annuisce}} Come sei arrivato qui? <br/>'''Priamo''': Conosco la mia terra molto meglio dei greci, credo. <br/>'''Achille''' {{NDR|aiuta Priamo ad alzarsi}}: Hai molto coraggio, la tua testa potrebbe finire su una picca in un baleno. <br/>'''Priamo''': E tu credi che questo possa spaventarmi ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga. Ridammi quel corpo. Ha diritto all'onore di una sepoltura degna, tu lo sai questo. Consegnalo a me. <br/>'''Achille''': Ha ucciso mio cugino! <br/>'''Priamo''': Credeva fossi tu. Quanti cugini hai ucciso, tu? Quanti figli e padri e fratelli e mariti, quanti, valoroso Achille? Conoscevo tuo padre; se n'è andato prematuramente, ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio. Tu mi hai privato d'ogni cosa: {{NDR|si avvicina ad Achille}} del mio figlio maggiore, l'erede al mio trono, il difensore del mio regno. Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. {{NDR|in lacrime}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d'oltretomba. <br/>'''Achille''' {{NDR|visibilmente commosso e pieno di vergogna}}: Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina. <br/>'''Priamo''': E tu il mio nemico stanotte, ma anche tra nemici può esserci rispetto. <br/>'''Achille''' {{NDR|si alza visibilmente commosso}}: Ammiro il tuo coraggio... incontrami fuori tra un momento. {{NDR|esce dalla tenda}}
*'''Agamennone''': Achille fa un patto segreto e io dovrei onorarlo?! Che tresca è questa?! cospirare col re nemico! concedergli 12 giorni di pace! Pace! PACE! Il loro principe è morto, il loro esercito è senza guida. Questo è il momento di attaccare! <br/>'''Nestore''': Anche con Ettore morto non potremmo mai aprire una breccia nelle mura. Quelli resisteranno ancora 10 anni. <br/> '''Agamennone''': Io le sbriciolerò le loro mura, dovesse anche costarmi quarantamila greci! Ascoltami, Zeus! Quelle loro mura giuro che io le raderò al suolo!!
*'''Priamo''': {{NDR|Ai soldati greci che saccheggiano il tempio di Apollo}} Non avete onore? Non avete onore? {{NDR|Agamennone lo pugnala alla schiena}} <br/>'''Agamennone''': Io ti volevo vivo, vecchio. Volevo che tu vedessi la tua città bruciare. <br/>'''Priamo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ti prego, i bambini. Risparmia gli innocenti. <br/>'''Agamennone''': Nessuno è innocente. Nessuno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Iliade]]
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1421034
1421033
2026-07-19T20:43:44Z
Udiki
86035
Di roba ce n'è pure troppa e questa non sembra irrinunciabile, peraltro [[Aiuto:Modifica#Come_alternare_più_modifiche_successive|il penultimo edit è caotico]]
1421034
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Troy
|titolooriginale=Troy
|paese=USA/Malta/UK
|anno=2004
|genere=azione, drammatico, guerra
|regista=[[Wolfgang Petersen]]
|sceneggiatore=David Benioff
|attori=
*[[Brad Pitt]]: [[Achille]]
*[[Eric Bana]]: [[Ettore (mitologia)|Ettore]]
*[[Orlando Bloom]]: [[Paride]]
*[[Brian Cox]]: [[Agamennone]]
*[[Peter O'Toole]]: [[Priamo]]
*[[Diane Kruger]]: [[Elena (mitologia)|Elena]]
*[[Rose Byrne]]: [[Briseide]]
*[[Sean Bean]]: [[Ulisse]]
*[[Brendan Gleeson]]: [[Menelao]]
*[[Tyler Mane]]: [[Aiace Telamonio]]
*[[Garrett Hedlund]]: [[Patroclo]]
*[[Saffron Burrows]]: [[Andromaca]]
*[[John Shrapnel]]: [[Nestore (mitologia)|Nestore]]
*[[Vincent Regan]]: Eudoro
*[[Julian Glover]]: Triopa
*[[James Cosmo]]: Glauco
*[[Siri Svegler]]: Polidora
*[[Mark Lewis Jones]]: Tettone
*[[Owain Yeoman]]: Lisandro
*[[Frankie Fitzgerald]]: [[Enea]]
*[[Julie Christie]]: [[Teti (Nereide)|Dea Teti]]
*[[Ken Bones]]: Ippaso
*[[Nathan Jones (wrestler)|Nathan Jones]]: Boagrius
|doppiatoriitaliani =
*[[Loris Loddi]]: Achille
*[[Riccardo Niseem Onorato]]: Ettore
*[[Massimiliano Manfredi]]: Paride
*[[Stella Musy]]: Elena
*[[Adalberto Maria Merli]]: Agamennone
*[[Sergio Graziani]]: Priamo
*[[Ilaria Stagni]]: Briseide
*[[Massimo Lodolo]]: Ulisse
*[[Stefano De Sando]]: Menelao
*[[Gianfranco Miranda]]: Patroclo
*[[Roberta Pellini]]: Andromaca
*[[Renato Cortesi]]: Nestore
*[[Enzo Avolio]]: Eudoro
*[[Glauco Onorato]]: Triopa
*[[Bruno Alessandro]]: Glauco
*[[Enrico Di Troia]]: Lisandro
*[[Davide Perino]]: Enea
*[[Elettra Bisetti]]: Dea Teti
|note=
}}
'''''Troy''''', film statunitense del 2004 con [[Brad Pitt]], [[Eric Bana]], [[Peter O'Toole]] e [[Orlando Bloom]], regia di [[Wolfgang Petersen]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
3200 anni fa <br/> Dopo decenni di guerre, Agamennone, re di Micene, ha costretto i regni della Grecia ad allearsi con lui. Gli resta da conquistare solo la Tessaglia. <br/> Il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, è stanco di guerreggiare e cerca di fare la pace con Troia, la rivale più formidabile della emergente potenza greca. <br/>Achille, considerato il più grande guerriero mai esistito, combatte nell'esercito greco. Ma il suo disprezzo per il dominio di Agamennone minaccia di spaccare la fragile alleanza. ('''Scritta in sovrimpressione''')
L'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità e per questo si chiede: – Le mie azioni riecheggieranno nei secoli a venire? Gli altri, in gran parte, sentono pronunciare i nostri nomi quando siamo già morti da tempo e si chiedono chi siamo stati, con quanto valore ci siamo battuti, con quanto ardore abbiamo amato. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al re della Tessaglia}} Giornata buona per i corvi! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Dopo aver ucciso il campione della Tessaglia con un solo colpo di spada}} C'è nessun altro?! C'è nessun altro?! ('''Achille''')
*Ho sempre pensato che la moglie di mio fratello fosse una sciocca, ma in questo caso risulta essere molto utile! ('''Agamennone''')
*Il vecchio re Priamo si crede intoccabile dietro quelle sue alte mura. Crede che il Dio Sole lo proteggerà. Ma gli dei proteggono soltanto... i forti! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ad Achille, riferita alla sua partenza per la guerra di Troia}} Se resterai a Lareta troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più. ('''Teti''')
*{{NDR|Parlando di Briseide}} I giovani troiani furono sconvolti quando scelse di essere una vergine rosa! ('''Priamo''')
*{{NDR|Vedendo l'avvicinamento solitario di Achille alla spiaggia di Troia}} Che cosa fa quel pazzo?! Crede di prendere la spiaggia di Troia con cinquanta uomini? ('''Agamennone''')
*{{NDR|Attaccando da solo con i suoi Mirmidoni la spiaggia di Troia}} Siano i servi di Agamennone a combattere per lui. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo, che vorrebbe combattere al suo fianco}} Cugino cugino. Io non posso combattere se sto in ansia per te. ('''Achille''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai sodati}} Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela! ('''Ettore''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai mirmidoni}} Mirmidoni, miei fratelli di spada. Cinquanta di voi valgono più di un intero esercito. Nessuno dimentichi mai la nostra forza: siamo leoni! Sapete cosa c'è, ad aspettarvi, oltre quella spiaggia?! L'immortalità! Andate, è vostra! ('''Achille''')
*{{NDR|Riferito ad Achille, che attacca i troiani in evidente svantaggio numerico}} Il pazzo vuole morire! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferito ad Achille che combatte}} Guardatelo! Arraffa tutta la gloria! ('''Aiace''')
*{{NDR|Ai soldati greci, davanti al tempio di Apollo a Troia}} Il Dio del sole è un patrono di Troia, la nostra nemica. Razziate i tesori che trovate! ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Agamennone}} In guerra i giovani muoiono e i vecchi parlano. Lo sai questo... non badare a lui! ('''Ulisse''')
*{{NDR|A un sacerdote, che interpreta un volo d'aquila come segno di buon auspicio per la battaglia}} Messaggi alati?? Vuoi fare una strategia basata sui messaggi alati?? ('''Ettore''')
*{{NDR|A Patroclo}} Non buttare la vita obbedendo agli ordini di qualche idiota! ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Io ho fatto molte guerre in vita mia. Per conquistare terre, per il potere, per la gloria. Suppongo che combattere per amore abbia molto più senso che combattere per tutto il resto. ('''Priamo''')
*Di notte vedo le loro facce... Di tutti quelli che ho ucciso. Se ne stanno lì, sulla riva opposta del fiume Stige. Aspettano me. Dicono "Benvenuto, fratello". L'uomo è ben misera cosa! ('''Achille''')
*I [[Soldato|soldati]] combattono per un re che non hanno mai visto. Fanno ciò che gli dicono, muoiono quando gli dicono di morire. ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Accetto la tua sfida e stanotte brinderò sul tuo cadavere. ('''Menelao''')
*{{NDR|Urlando, a Elena, riferito a Paride}} È per costui che hai lasciato tuo marito?! ('''Menelao''')
*I [[Soldato|soldati]] capiscono solo la [[guerra]], la [[pace]] li confonde. ('''Briseide''')
*Mi chiedi di guardare il tuo esercito e tremare. Ebbene, lo guardo e vedo cinquantamila uomini portati qui a combattere per le brame di un re. ('''Ettore''')
*{{NDR|A Briseide}} Perché hai scelto di amare un dio? Ti accorgerai che è un amore senza scambio. ('''Achille''')
*{{NDR|A Briseide}} Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte... E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille}} Credevo che tu fossi un bruto. Avrei potuto perdonarlo un bruto! ('''Briseide''')
*{{NDR|Ad Achille}} Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è [[re]] poche scelte sono semplici. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille}} Tu non sai cos'è la paura, è questo il problema! La paura è utile. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille, facendo velatamente riferimento a Briseide}} Le donne riescono sempre a complicare le cose! ('''Ulisse''')
*A volte occorre seguire per poter guidare. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Al padre, in consiglio}} Ieri i greci ci hanno sottovalutati, non ricambiamo il favore. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Ho ucciso un ragazzo oggi. Era giovane... troppo giovane. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Quel ragazzo ci ha evitato di perdere la guerra. ('''Agamennone''')
*{{NDR|Urlando}} Ettoreee! Ettoreee! Ettoreee!! ('''Achille''')
*{{NDR|A Ettore, inciampato su una pietra}} In piedi, principe troiano. In piedi, non lascerò che una pietra si prenda la mia gloria! ('''Achille''')
*{{NDR|Dopo aver baciato le mani di Achille}} Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. ('''Priamo''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Ettore}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento che ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. ('''Priamo''')
*{{NDR|Piangendo sul corpo senza vita di Ettore}} Ci rivedremo presto, fratello... ('''Achille''')
*{{NDR|A Priamo}} Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito. ('''Achille''')
*Io le sbriciolerò le loro mura, dovesse anche costarmi quarantamila greci! Ascoltami, Zeus! Quelle loro mura giuro che io le raderò al suolo!! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferendosi al [[cavallo di Troia|cavallo di legno]]}} Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì le pecore invitino i lupi a cena! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ai suoi soldati}} Deve bruciare! Fate che Troia bruci! Bruciatela! Bruciate tutto! Bruciate Troia! Bruciate Troia! ('''Agamennone''')
*Soldati Troiani! Siete grandi guerrieri, comandarvi è stato per me un onore! L'Oltretomba ci aspetta... io dico: facciamolo aspettare ancora a lungo! ('''Glauco''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Troppo tardi per pregare, sacerdotessa. Ho quasi perso questa guerra a causa della tua tresca amorosa. Voglio assaggiare quello che ha assaggiato Achille. Tu sarai la mia schiava a Micene. Una sacerdotessa troiana che lava i miei pavimenti. E la notte... ('''Agamennone''')
*{{NDR|A Briseide}} Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra. ('''Achille''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Messo''': Il re Agamennone mi manda... a dirti... che tu... <br/>'''Achille''': Parlerò col tuo re domattina... <br/>'''Messo''': Ma, mio signore, è mattina. Ti stanno aspettando. È vero quello che dicono di te? Dicono che tua madre è una dea immortale. E che nessuno ti può uccidere! <br/>'''Achille''': Allora farei a meno dello scudo, non credi? <br/>'''Ragazzo''': Ma il tessagliano che affronterai è l'uomo più grosso che abbia mai visto. Io non mi batterei con lui. <br/>'''Achille''': Ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome.
*'''Agamennone''' {{NDR|ad Achille, irritato per il suo ritardo nel combattimento con il campione dei tessaglieni}}: Dobbiamo fare la guerra domani, quando sarai più riposato? Dovrei farti frustare per la tua impudenza! <br/>'''Achille''' {{NDR|girandosi e andando via}}: Combatti tu allora! <br/>'''Nestore''': Achille, Achille! Guarda in faccia i soldati. Puoi salvare centinaia di loro. Puoi porre fine a questa guerra con un colpo della tua spada. Pensa solo a quante canzoni canteranno in tuo onore. Fa' che tornino alle loro mogli. <br/>'''Achille''' {{NDR|tornando indietro per combattere, passando davanti ad Agamennone}}: Immagina un re che combatte le sue battaglie. Sarebbe un evento raro! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|a Nestore, riferendosi ad Achille}}: Di tutti i guerrieri amati dagli dei, lui è quello che odio di più.<br/>'''Nestore''': Lui ci serve, mio re.<br/>'''Agamennone''': Per ora.
*'''Elena''' {{NDR|a Paride, che entra nella sua stanza}}: Non dovresti essere qui. <br/>'''Paride''': L'hai detto anche ieri notte... <br/>'''Elena''': Ieri notte è stato uno sbaglio... <br/>'''Paride''': E la notte prima... <br/>'''Elena''': Ho fatto molti sbagli in questi giorni.
*'''Paride''' {{NDR|mostrando una collana ad Elena e mettendogliela al collo}}: Ho una cosa per te. Conchiglie dal Mare di Proponte. <br/>'''Elena''': Bellissime... ma non posso portarle, Menelao ci ucciderebbe. <br/>'''Paride''': Non avere paura di lui. <br/>'''Elena''': Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani. Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più. Prima che tu arrivassi a Sparta io non esistevo. Mangiavo, passeggiavo, andavo a nuotare... ma non esistevo. <br/>'''Paride''': Non devi temere domani. Vieni con me. <br/>'''Elena''': Non giocare con me. Non giocare. <br/>'''Paride''': Se verrai non saremo mai al sicuro, gli uomini ci inseguiranno, e gli dei ci malediranno. Ma io ti amerò. Finché non bruceranno il mio corpo, io ti amerò.
*'''Paride''' {{NDR|nel viaggio da Sparta a Troia, con Elena nascosta nella stiva}}: Bella mattinata. Poseidone benedice il nostro viaggio. <br/>'''Ettore''': A volte gli dei ti benedicono la mattina e ti maledicono nel pomeriggio. <br/>'''Paride''': Mi vuoi bene, fratello? Mi proteggeresti da qualsiasi nemico? <br/>'''Ettore''': L'ultima volta che mi hai parlato così avevi dieci anni e avevi appena rubato il cavallo a nostro padre. Cos'hai fatto adesso? <br/>'''Paride''': Devo mostrarti una cosa. [...] <br/>'''Ettore''' {{NDR|a un marinaio della sua nave, dopo che Paride gli ha mostrato Elena nascosta nella stiva}}: Inverti la rotta, torniamo a Sparta! <br/>'''Marinaio''' {{NDR|alla ciurma}}: Invertire la rotta! <br/>'''Paride''': Aspetta, aspetta... <br/>'''Ettore''': Sciagurato! <br/>'''Paride''': Ascoltami! <br/>'''Ettore''' {{NDR|spingendo il fratello}}: Lo sai che cosa hai fatto?? Lo sai quanti anni nostro padre ha lavorato alla pace?? <br/>'''Paride''' {{NDR|riferito ad Elena}}: Io la amo. <br/>'''Ettore''': Dahh... è tutto un gioco per te vero? Te ne vai di città in città a sedurre mogli di mercanti e sacerdotesse di templi e credi di sapere qualcosa dell'amore. Ma non pensi all'amore per tuo padre? Lo hai calpestato portando lei sulla nave! {{NDR|colpendolo}} Non pensi all'amore per la patria?? La faresti bruciare per quella donna! Non ti lascerò scatenare una guerra per lei! <br/>'''Paride''': Posso parlare? Quello che dici è vero, ti ho fatto torto, ho fatto torto a nostro padre... se vuoi riportare Elena a Sparta fallo pure... ma io andrò con lei. <br/>'''Ettore''': A Sparta? Ti uccideranno! <br/>'''Paride''': Allora morirò combattendo! <br/>'''Ettore''': Ah, e a te questo sembra eroico, vero? Morire combattendo... dimmi fratellino: hai mai ucciso un uomo? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Hai mai visto un uomo morire? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Io ne ho uccisi molti, e li ho sentiti morire, e li ho visti morire, e non c'è niente di glorioso, niente di poetico; dici che vuoi morire per amore, ma tu della morte non sai niente, e non sai niente nemmeno dell'amore! <br/>'''Paride''': Ad ogni modo, io andrò con lei. Non ti chiedo di fare la guerra per me. <br/>'''Ettore''': Lo hai già fatto. {{NDR|al marinaio di prima}} A Troia!<br/>'''Marinaio''': Rotta per Troia!
*'''Menelao''' {{NDR|al fratello Agamennone, dal quale si è recato per ricevere supporto contro Troia, parlando di Elena}}: Io la rivoglio! <br/>'''Agamennone''': Ma certo che la rivuoi! È una bellissima donna! <br/>'''Menelao''': La rivoglio solo per poterla uccidere con le mie mani! E non avrò pace finché Troia non sarà rasa al suolo! <br/>'''Agamennone''': Credevo volessi la pace con Troia... <br/>'''Menelao''': Dovevo darti retta! <br/>'''Agamennone''': La [[pace e guerra|pace]] è per le donne e per i deboli. Gli imperi si forgiano con la [[pace e guerra|guerra]]. <br/>'''Menelao''': Io sono sempre stato al tuo fianco, contro i tuoi nemici. Tu sei il maggiore, a te va la gloria, sta nell'ordine delle cose. Ma mi sono mai lagnato, fratello? Ti ho mai chiesto qualcosa? <br/>'''Agamennone''': No, mai. Sei un uomo d'onore. Questo lo sanno tutti in Grecia. <br/>'''Menelao''': I troiani sputano sul mio onore. Chi insulta me insulta anche te.<br/>'''Agamennone''': E chi insulta me insulta anche tutti i greci.<br/>'''Menelao''': Farai la guerra con me, fratello? {{NDR|Agamennone gli porge la mano in cenno d'assenso e i due si abbracciano}}
*'''Nestore''' {{NDR|ad Agamennone, mentre organizzano la spedizione contro Troia}}: Un'altra cosa. Ci serve Achille, con i suoi Mirmidoni. <br/>'''Agamennone''': Achille... ma non lo si può controllare! È capace di contrastarci quanto i troiani! <br/>'''Nestore''': Non occorre controllarlo, basta scatenarlo. Quello è venuto al mondo per stroncare vite. <br/>'''Agamennone''': Sì, ha talento per uccidere, ma è una minaccia per tutto ciò che io ho costruito! Prima di me la Grecia non era niente! Io ho unificato tutti i regni della Grecia, io ho creato una nazione con veneratori del fuoco e mangiatori di rettili! Io ho costruito il futuro, Nestore, io! Achille è il passato. Un guerriero senza bandiera. Un uomo che non si riconosce in nulla. <br/>'''Nestore''': Quante battaglie abbiamo vinto grazie alla sua spada? Questa sarà la guerra più grande mai vista. Ci serve il guerriero più grande! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|riferendosi ad Ulisse}}: C'è solo un uomo a cui darà retta.<br/>'''Nestore''': Gli mando una nave domattina.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, che è andato da lui a chiedergli di partecipare con l'esercito greco alla guerra contro Troia}}: È Agamennone che ti manda? <br/>'''Ulisse''': Ti devo parlare. <br/>'''Achille''': Non combatto per lui. <br/>'''Ulisse''': Non ti chiedo di combattere per lui, ti chiedo di combattere per i greci. <br/>'''Achille''': Perché, sono stanchi di combattersi tra loro? <br/>'''Ulisse''': Per ora...<br/>'''Patroclo''': Per i greci.<br/>'''Achille''': I troiani non mi hanno fatto niente... <br/>'''Ulisse''': Hanno insultato i greci. <br/>'''Achille''': Ne hanno insultato uno, incapace di tenersi stretta la moglie. Non sono affari miei. <br/>'''Ulisse''': La guerra è affare tuo, amico mio. <br/>'''Achille''': Dici? Cosa sono? La puttana del campo di battaglia? Chi ti manda non ha onore. Non voglio diventare il mercenario di un tiranno.<br/>'''Ulisse''': Si batta Achille per l'onore e Agamennone si batta per il potere. E siano gli dei a decidere quale dei due glorificare! Dimentica Agamennone. Combatti per me! Mia moglie sarà molto più tranquilla, sapendoti al mio fianco, e io molto più sicuro.<br/>'''Patroclo''': Aiace andrà a combattere a Troia? Dicono che è capace di abbattere una quercia con un colpo della sua ascia.<br/>'''Achille''': Le querce cadono senza abbattersi.<br/>'''Ulisse''': Stiamo mandando la più grande flotta mai vista: mille navi. <br/>'''Patroclo''': Mille navi? Il principe Ettore è il grande guerriero che si dice? <br/>'''Ulisse''': Il migliore di tutti i troiani. {{NDR|rivolgendosi ad Achille}} Qualcuno dice che è meglio anche di tutti i greci! Anche senza tuo cugino spero che tu sarai dei nostri, Patroclo. Ci serve un braccio forte come il tuo. <br/>'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse}}: Usa i tuoi trucchi con me, ma non con mio cugino. <br/>'''Ulisse''': Tu hai la tua spada, io i miei trucchi. Ognuno usa i doni che gli dei gli hanno dato. Salpiamo per Troia fra tre giorni. Questa guerra non sarà mai dimenticata, né gli eroi che la combatteranno.
*'''Paride''' {{NDR|al padre Priamo, una volta tornato a Sparta con Elena}}: Padre, questa è Elena. <br/>'''Priamo''': Elena? Elena di Sparta? <br/>'''Paride''': Elena di Troia. <br/>'''Priamo''': Circolavano voci, sulla tua bellezza. Una volta tanto le voci erano vere! {{NDR|baciandola}} Benvenuta.<br/>'''Elena''': Grazie, buon re.<br/>'''Priamo''': Vieni. Sarai stanca.
*'''Elena''' {{NDR|guardando il mare}}: Vengono a prendermi. Il vento li porta più vicini. <br/>'''Paride''': E se partissimo? Stanotte. Adesso. Potremmo andare giù alle stalle, prendere due cavalli e andarcene, verso est, galoppando... <br/>'''Elena''': E dove andremmo? <br/>'''Paride''': Lontano da qui. Io caccerò cervi, lepri... avremo da nutrirci! <br/>'''Elena''': Ma questa è casa tua! <br/>'''Paride''': Tu hai lasciato la tua per me... <br/>'''Elena''': Sparta non è mai stata la mia casa. Mio padre mi ha spedita lì a sedici anni per sposare Menelao, ma non è mai stata la mia casa. <br/>'''Paride''': Vivremo dei frutti della terra. Niente più palazzi per noi, niente servitori. Non ce ne è alcun bisogno! <br/>'''Elena''': E la tua famiglia? <br/>'''Paride''': Così proteggeremo la mia famiglia! Se non siamo qui a cosa serve la guerra? <br/>'''Elena''': Menelao non cederà mai. Ci inseguirà fino ai confini del mondo! <br/>'''Paride''': Lui non conosce questa terra e io sì! Possiamo scomparire in un giorno! <br/>'''Elena''': Tu non conosci Menelao, non conosci suo fratello. Bruceranno tutte le case di Troia per trovarci. Non crederebbero alla nostra fuga, e anche se ci credessero le brucerebbero per sfregio. <br/>'''Paride''': Allora farò in modo che mi trovi facilmente. Gli andrò incontro e gli dirò che tu sei mia. <br/>'''Elena''' {{NDR|baciandolo}}: Sei così giovane, amore mio.<br/>'''Paride''': Ho la tua stessa età. <br/>'''Elena''': Stessa età ma più giovane.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ettore}}: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? <br/>'''Ettore''' {{NDR|riferendosi ai sacerdoti uccisi da Achille}}: I sacerdoti non erano armati!<br/>'''Achille''': Sì. Non c'è onore nel tagliare la gola dei vecchi.<br/>'''Ettore''': Soltanto gli idioti combattono per l'onore. Io combatto per la mia patria. Battiti! <br/>'''Achille''': Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! <br/>'''Ettore''': Perché sei venuto qui? <br/>'''Achille''': Si parlerà di questa guerra per mille anni. <br/>'''Ettore''': Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. <br/>'''Achille''': Sì, è vero, principe, ma i nostri nomi resteranno. Va' a casa, principe. Bevi del vino, fa' l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. <br/>'''Ettore''': Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? <br/>'''Achille''': Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! {{NDR|facendo cenno di andare via}} Ts! <br/>'''Eudoro''' {{NDR|ad Achille, guardando Ettore cha va via}}: Mio signore, lo lasci andare? <br/>'''Achille''': È ancora presto per uccidere i principi...
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, arrivato in ritardo}}: Se tardavate ancora arrivavate a guerra finita! <br/>'''Ulisse''': L'inizio si può perdere, basta esserci alla fine!
*'''Achille''' {{NDR|a Briseide}}: Come ti chiami? {{NDR|Briseide non risponde}} Non mi hai sentito? <br/>'''Briseide''': Hai ucciso i ministri di Apollo! <br/>'''Achille''': Io ho ucciso in cinque paesi, ma mai un ministro... <br/>'''Briseide''': Allora i tuoi soldati! Il Dio del Sole si vendicherà! <br/>'''Achille''': Che aspetta, a farlo? <br/>'''Briseide''': Il momento giusto! <br/>'''Achille''': I suoi ministri sono morti e la sua accolita è prigioniera... forse il tuo Dio ha paura di me! <br/>'''Briseide''': Paura? Apollo è il sovrano del Sole! Non teme nulla! <br/>'''Achille''': E dov'è? <br/>'''Briseide''': Tu sei solo un assassino! Che cosa puoi sapere degli dei? <br/>'''Achille''': Io degli dei ne so anche più dei tuoi ministri. Li ho visti in faccia. Sei aristocratica, vero? Abituata a trattare gli altri con disprezzo. {{NDR|odorandole i capelli}} Sei di razza reale. Qual è il tuo nome? {{NDR|Briseide non risponde}} Perfino le serve di Apollo possiedono un nome. <br/>'''Briseide''': Briseide. <br/>'''Achille''': E hai paura, Briseide? <br/>'''Briseide''': Dovrei averne? <br/>'''Eudoro''': Mio signore, Agamennone richiede la tua presenza. I re stanno celebrando la vittoria. <br/>'''Achille''': Ti sei battuto bene, oggi. <br/>'''Eudoro''': Mi onori. <br/>'''Briseide''': Che cosa vuoi qui a Troia? Sei venuto per la regina di Sparta? <br/>'''Achille''': Che cosa vuole ogni uomo? Io ne voglio di più. Non mi devi temere, ragazza. Sei l'unica di Troia che può dirlo!
*'''Achille''' {{NDR|ad Agamennone}}: E così hai colto una grande vittoria... <br/>'''Agamennone''': Oh, forse tu non lo hai notato. Al mattino la spiaggia di Troia apparteneva a Priamo e dal pomeriggio invece appartiene ad Agamennone. <br/>'''Achille''': Tieniti la spiaggia, non sono venuto qui per la sabbia. <br/>'''Agamennone''': No... tu sei venuto qui perché vuoi che il tuo nome viva nei secoli. Una grande vittoria è stata colta oggi, ma quella vittoria non è tua. I re non si sono inchinati ad Achille. I re non hanno offerto i loro omaggi ad Achille. <br/>'''Achille''': Forse i re erano troppo indietro per vedere. L'hanno vinta i soldati la battaglia. <br/>'''Agamennone''': La storia si ricorda dei re, non dei soldati! Domani noi abbatteremo le porte di Troia. Farò costruire monumenti alla vittoria in ogni isola della Grecia, farò scolpire Agamennone nel marmo. Il mio nome vivrà nei secoli, il tuo è scritto nella sabbia. E il flusso delle onde lo cancellerà. <br/>'''Achille''': Fa' attenzione, re dei re. Perché prima dovrai vincere. <br/>'''Agamennone''': I tuoi soldati hanno saccheggiato il tempio di Apollo, vero? <br/>'''Achille''': Vuoi l'oro? È tuo! Il mio dono per onorare il tuo coraggio. Prendi ciò che vuoi. <br/>'''Agamennone''': Ma l'ho già fatto. Afareo! Emone! {{NDR|Due soldati portano dentro Briseide che urla}} Bottino di guerra. <br/>'''Achille''' {{NDR|ai soldati}}: Non ce l'ho con voi, fratelli, ma se non la lasciate non tornerete più a casa. Decidete! <br/>'''Agamennone''': Guardie! {{NDR|Achille e i soldati sguainano le spade}} <br/>'''Briseide''': Fermi! Troppi morti avete fatto oggi! {{NDR|ad Achille}} Se uccidere è il tuo solo talento, è la tua maledizione. Nessuno deve morire per me! {{NDR|Achille depone la spada}} <br/>'''Agamennone''': Il possente Achille zittito da una schiava! Stanotte le ordinerò di farmi un bagno. E dopo... si vedrà! <br/>'''Achille''': Otre di vino! Prima che giunga la mia ora, io sorriderò guardando il tuo cadavere!
*'''Ettore''': Ho sempre onorato gli dei, padre, lo sai. Ma oggi ho affrontato un greco che ha dissacrato la statua di Apollo, e Apollo quel greco non lo ha fulminato. Gli dei non combattono questa guerra per noi. <br/>'''Paride''':Non ci sarà nessuna guerra! Questo non è un conflitto fra nazioni, è una disputa fra due uomini. E io non voglio vedere altri troiani morire per me.
*'''Ettore''' {{NDR|parlando di Achille}}: Il greco che ha ucciso Téttone al tempio di Apollo. Non ho mai visto una picca lanciata così. È quasi sovraumano! {{NDR|riferendosi al figlio neonato Astianatte}} Lui almeno è ignaro di ciò che sta accadendo. <br/>'''Andromaca''': Grazie agli dèi. <br/> '''Ettore''': {{NDR|guardando la moglie triste}} Ma... <br/>'''Andromaca''' {{NDR|prendendo la mano al marito}}: Non andare domani! Ti prego non andare! <br/>'''Ettore''': Si batte Paride domani, non io! <br/>'''Andromaca''': Cinquantamila greci non sono venuti fin qui per vedere un duello! Lo sai questo... <br/>'''Ettore''': Tu saresti un buon generale, amore mio! <br/>'''Andromaca''': Tu hai combattuto per Troia tutta la vita! Fai combattere gli altri questa volta! <br/>'''Ettore''': Lo sai che non voglio combattere. Io voglio vedere mio figlio crescere, voglio vederlo conteso dalle ragazze... <br/>'''Andromaca''': Come si contendevano il padre. <br/>'''Ettore''': Lui è più bello di quanto lo fossi io. Devo vedere Paride. <br/>'''Andromaca''': Io ho perso sette fratelli nelle guerre contro Sparta. Dovrei aver imparato a perdere, ormai. Io non posso perderti! Non sopravviverei...
*'''Agamennone''' {{NDR|a Ettore e Paride, prima del duello}}: Allora non vi nascondete dietro le vostre mura. Davvero valorosi. Poco avveduti, ma valorosi. <br/>'''Ettore''': Siete venuti senza invito. Tornate alle vostre navi e andatevene. <br/>'''Agamennone''': Siamo venuti da troppo lontano, principe. <br/>'''Menelao''': Principe? Quale principe? Quale figlio di re accetterebbe l'ospitalità di un uomo mangiando il suo cibo, bevendo il suo vino, fingendosi amico per poi rubargli la moglie nel cuore della notte? <br/>'''Paride''': C'era il sole quando tua moglie t'ha lasciato! <br/>'''Menalao''' {{NDR|sguainando la spada e venendo fermato da Ettore}}: Lei è lassù che ci guarda, vero? Bene, voglio che ti veda morire! <br/>'''Agamennone''': Non ancora, fratello. Guardati intorno, Ettore. Ho portato tutti i guerrieri della Grecia sulla tua costa. <br/>'''Nestore''': Puoi ancora salvare Troia, principe! <br/>'''Agamennone''': Ho due desideri. Se li esaudisci, nessun altro dei tuoi dovrà morire. Primo: devi restituire Elena a mio fratello. Secondo: Troia deve sottomettersi al mio comando e combattere per me quando io lo ordino.
*'''Ulisse''': Dobbiamo ritirarci. <br/>'''Agamennone''': Il mio esercito non ha mai perso una battaglia! <br/>'''Ulisse''': Non avrai più un esercito, se non ti ritiri!
*'''Agamennone''' {{NDR|dopo la morte di Menelao per mano di Ettore}}: Rideranno di me a Troia, eccitati dalla vittoria. Credono che io torni a casa alle prime luci. <br/>'''Ulisse''': Forse dovremmo... <br/>'''Agamennone''': Fuggire! Come cani bagnati! <br/>'''Ulisse''': La truppa pensa di essere venuta qui per la moglie di Menelao. Lei non ci serve più! <br/>'''Agamennone''': Il sangue di mio fratello bagna ancora la terra e tu lo insulti! <br/>'''Ulisse''': Non è un insulto dire che un uomo morto... è morto! <br/>'''Nestore''': Se ce ne andiamo ora perdiamo ogni credibilità. Se i troiani possono batterci tanto facilmente presto gli ittiti ci invaderanno. <br/>'''Ulisse''': Se restiamo, dobbiamo restare per le giuste ragioni. {{NDR|ad Agamennone}} Per proteggere la Grecia, non il tuo orgoglio. La tua battaglia privata con Achille ci sta distruggendo! <br/>'''Agamennone''': Achille conta per uno! <br/>'''Ulisse''': Ettore anche conta per uno! E guarda cosa ci ha fatto oggi! <br/>'''Agamennone''': Ettore combatte per la sua patria! Achille combatte solo per sé stesso! <br/>'''Ulisse''': Non mi interessa la sua motivazione, mi interessa la sua capacità di vincere le battaglie! <br/>'''Nestore''': Ha ragione, il morale di Achille è basso. <br/>'''Ulisse''': Basso? Tornerebbero a casa a nuoto. <br/>'''Agamennone''': Ma anche se potessi fare pace con Achille, lui non mi darebbe retta! Preferirebbe infilzarmi che stare ad ascoltarmi! <br/>'''Ulisse''': Gli parlerò io. <br/>'''Nestore''': Rivorrà quella ragazza! <br/>'''Agamennone''': Se la prenda quando vuole... {{NDR|notando che Nestore e Ulisse si guardano e lo guardano perplessi}} Io non l'ho toccata! <br/>'''Ulisse''': Dov'è ora? <br/>'''Agamennone''': L'ho data alla truppa. Occorre che si diverta un po' dopo questa giornata.
*'''Ettore''' {{NDR|andando ad affrontare Achille}}: Padre, perdonami se talvolta ti ho offeso. Ti ho servito meglio che ho potuto.<br/>'''Achille''': Ettore!<br/>'''Priamo''' {{NDR|bacia Ettore sulla testa}}: Che gli dei siano con te. Ettore! Nessun padre ha avuto un figlio migliore.
*'''Paride''' {{NDR|ad Ettore in lacrime}}: Sei il migliore di tutti noi. <br/>'''Ettore''' {{NDR|lo abbraccia}}: E tu un príncipe troiano.
*'''Ettore''' {{NDR|ad Achille, trovandosi di fronte a lui fuori dalle mura di Troia per il combattimento tra loro due}}: Ho già visto questo momento nei miei sogni. Farò un patto con te. Al cospetto degli dei impegniamoci a che il vincitore conceda al perdente le onoranze funebri rituali. <br/>'''Achille''': Non si fanno patti tra leoni e uomini. {{NDR|togliendosi l'elmo e piantando la lancia per terra}} Ora sai con chi ti batti. <br/>'''Ettore''' {{NDR|togliendosi l'elmo pronuncia le sue [[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io credevo che fossi tu quello di ieri. E magari lo fossi stato. Ma ho concesso al cadavere l'onore dovuto. <br/>'''Achille''': Gli hai concesso l'onore della tua spada! Non avrai gli occhi stasera, né orecchie, né lingua. Vagherai nell'oltretomba cieco, sordo e muto, e i defunti diranno "Ecco Ettore, lo stolto che credeva di avere ucciso Achille".
*'''Achille''' {{NDR|dopo che Priamo gli ha baciato le mani}}: Chi sei tu? <br/>'''Priamo''': Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. <br/>'''Achille''': Priamo? {{NDR|Priamo annuisce}} Come sei arrivato qui? <br/>'''Priamo''': Conosco la mia terra molto meglio dei greci, credo. <br/>'''Achille''' {{NDR|aiuta Priamo ad alzarsi}}: Hai molto coraggio, la tua testa potrebbe finire su una picca in un baleno. <br/>'''Priamo''': E tu credi che questo possa spaventarmi ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga. Ridammi quel corpo. Ha diritto all'onore di una sepoltura degna, tu lo sai questo. Consegnalo a me. <br/>'''Achille''': Ha ucciso mio cugino! <br/>'''Priamo''': Credeva fossi tu. Quanti cugini hai ucciso, tu? Quanti figli e padri e fratelli e mariti, quanti, valoroso Achille? Conoscevo tuo padre; se n'è andato prematuramente, ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio. Tu mi hai privato d'ogni cosa: {{NDR|si avvicina ad Achille}} del mio figlio maggiore, l'erede al mio trono, il difensore del mio regno. Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. {{NDR|in lacrime}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d'oltretomba. <br/>'''Achille''' {{NDR|visibilmente commosso e pieno di vergogna}}: Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina. <br/>'''Priamo''': E tu il mio nemico stanotte, ma anche tra nemici può esserci rispetto. <br/>'''Achille''' {{NDR|si alza visibilmente commosso}}: Ammiro il tuo coraggio... incontrami fuori tra un momento. {{NDR|esce dalla tenda}}
*'''Priamo''': {{NDR|Ai soldati greci che saccheggiano il tempio di Apollo}} Non avete onore? Non avete onore? {{NDR|Agamennone lo pugnala alla schiena}} <br/>'''Agamennone''': Io ti volevo vivo, vecchio. Volevo che tu vedessi la tua città bruciare. <br/>'''Priamo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ti prego, i bambini. Risparmia gli innocenti. <br/>'''Agamennone''': Nessuno è innocente. Nessuno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Iliade]]
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/* Incipit */
1421091
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Troy
|titolooriginale=Troy
|paese=USA/Malta/UK
|anno=2004
|genere=azione, drammatico, guerra
|regista=[[Wolfgang Petersen]]
|sceneggiatore=David Benioff
|attori=
*[[Brad Pitt]]: [[Achille]]
*[[Eric Bana]]: [[Ettore (mitologia)|Ettore]]
*[[Orlando Bloom]]: [[Paride]]
*[[Brian Cox]]: [[Agamennone]]
*[[Peter O'Toole]]: [[Priamo]]
*[[Diane Kruger]]: [[Elena (mitologia)|Elena]]
*[[Rose Byrne]]: [[Briseide]]
*[[Sean Bean]]: [[Ulisse]]
*[[Brendan Gleeson]]: [[Menelao]]
*[[Tyler Mane]]: [[Aiace Telamonio]]
*[[Garrett Hedlund]]: [[Patroclo]]
*[[Saffron Burrows]]: [[Andromaca]]
*[[John Shrapnel]]: [[Nestore (mitologia)|Nestore]]
*[[Vincent Regan]]: Eudoro
*[[Julian Glover]]: Triopa
*[[James Cosmo]]: Glauco
*[[Siri Svegler]]: Polidora
*[[Mark Lewis Jones]]: Tettone
*[[Owain Yeoman]]: Lisandro
*[[Frankie Fitzgerald]]: [[Enea]]
*[[Julie Christie]]: [[Teti (Nereide)|Dea Teti]]
*[[Ken Bones]]: Ippaso
*[[Nathan Jones (wrestler)|Nathan Jones]]: Boagrius
|doppiatoriitaliani =
*[[Loris Loddi]]: Achille
*[[Riccardo Niseem Onorato]]: Ettore
*[[Massimiliano Manfredi]]: Paride
*[[Stella Musy]]: Elena
*[[Adalberto Maria Merli]]: Agamennone
*[[Sergio Graziani]]: Priamo
*[[Ilaria Stagni]]: Briseide
*[[Massimo Lodolo]]: Ulisse
*[[Stefano De Sando]]: Menelao
*[[Gianfranco Miranda]]: Patroclo
*[[Roberta Pellini]]: Andromaca
*[[Renato Cortesi]]: Nestore
*[[Enzo Avolio]]: Eudoro
*[[Glauco Onorato]]: Triopa
*[[Bruno Alessandro]]: Glauco
*[[Enrico Di Troia]]: Lisandro
*[[Davide Perino]]: Enea
*[[Elettra Bisetti]]: Dea Teti
|note=
}}
'''''Troy''''', film statunitense del 2004 con [[Brad Pitt]], [[Eric Bana]], [[Peter O'Toole]] e [[Orlando Bloom]], regia di [[Wolfgang Petersen]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
3200 anni fa <br/> Dopo decenni di guerre, Agamennone, re di Micene, ha costretto i regni della Grecia ad allearsi con lui. Gli resta da conquistare solo la Tessaglia. <br/> Il fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, è stanco di guerreggiare e cerca di fare la pace con Troia, la rivale più formidabile della emergente potenza greca. <br/>Achille, considerato il più grande guerriero mai esistito, combatte nell'esercito greco. Ma il suo disprezzo per il dominio di Agamennone minaccia di spaccare la fragile alleanza. ('''Scritta in sovrimpressione''')
L'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità e per questo si chiede: – Le mie azioni riecheggeranno nei secoli a venire? Gli altri, in gran parte, sentono pronunciare i nostri nomi quando siamo già morti da tempo e si chiedono chi siamo stati, con quanto valore ci siamo battuti, con quanto ardore abbiamo amato. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al re della Tessaglia}} Giornata buona per i corvi! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Dopo aver ucciso il campione della Tessaglia con un solo colpo di spada}} C'è nessun altro?! C'è nessun altro?! ('''Achille''')
*Ho sempre pensato che la moglie di mio fratello fosse una sciocca, ma in questo caso risulta essere molto utile! ('''Agamennone''')
*Il vecchio re Priamo si crede intoccabile dietro quelle sue alte mura. Crede che il Dio Sole lo proteggerà. Ma gli dei proteggono soltanto... i forti! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ad Achille, riferita alla sua partenza per la guerra di Troia}} Se resterai a Lareta troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più. ('''Teti''')
*{{NDR|Parlando di Briseide}} I giovani troiani furono sconvolti quando scelse di essere una vergine rosa! ('''Priamo''')
*{{NDR|Vedendo l'avvicinamento solitario di Achille alla spiaggia di Troia}} Che cosa fa quel pazzo?! Crede di prendere la spiaggia di Troia con cinquanta uomini? ('''Agamennone''')
*{{NDR|Attaccando da solo con i suoi Mirmidoni la spiaggia di Troia}} Siano i servi di Agamennone a combattere per lui. ('''Achille''')
*{{NDR|A Patroclo, che vorrebbe combattere al suo fianco}} Cugino cugino. Io non posso combattere se sto in ansia per te. ('''Achille''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai sodati}} Tutta la vita io ho seguito un codice. E quel codice è semplice: onora gli dei, ama tua moglie e difendi la tua patria. Troia è la nostra madre patria. Difendetela! ('''Ettore''')
*{{NDR|Discorso d'incitamento ai mirmidoni}} Mirmidoni, miei fratelli di spada. Cinquanta di voi valgono più di un intero esercito. Nessuno dimentichi mai la nostra forza: siamo leoni! Sapete cosa c'è, ad aspettarvi, oltre quella spiaggia?! L'immortalità! Andate, è vostra! ('''Achille''')
*{{NDR|Riferito ad Achille, che attacca i troiani in evidente svantaggio numerico}} Il pazzo vuole morire! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferito ad Achille che combatte}} Guardatelo! Arraffa tutta la gloria! ('''Aiace''')
*{{NDR|Ai soldati greci, davanti al tempio di Apollo a Troia}} Il Dio del sole è un patrono di Troia, la nostra nemica. Razziate i tesori che trovate! ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Agamennone}} In guerra i giovani muoiono e i vecchi parlano. Lo sai questo... non badare a lui! ('''Ulisse''')
*{{NDR|A un sacerdote, che interpreta un volo d'aquila come segno di buon auspicio per la battaglia}} Messaggi alati?? Vuoi fare una strategia basata sui messaggi alati?? ('''Ettore''')
*{{NDR|A Patroclo}} Non buttare la vita obbedendo agli ordini di qualche idiota! ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Io ho fatto molte guerre in vita mia. Per conquistare terre, per il potere, per la gloria. Suppongo che combattere per amore abbia molto più senso che combattere per tutto il resto. ('''Priamo''')
*Di notte vedo le loro facce... Di tutti quelli che ho ucciso. Se ne stanno lì, sulla riva opposta del fiume Stige. Aspettano me. Dicono "Benvenuto, fratello". L'uomo è ben misera cosa! ('''Achille''')
*I [[Soldato|soldati]] combattono per un re che non hanno mai visto. Fanno ciò che gli dicono, muoiono quando gli dicono di morire. ('''Achille''')
*{{NDR|A Paride}} Accetto la tua sfida e stanotte brinderò sul tuo cadavere. ('''Menelao''')
*{{NDR|Urlando, a Elena, riferito a Paride}} È per costui che hai lasciato tuo marito?! ('''Menelao''')
*I [[Soldato|soldati]] capiscono solo la [[guerra]], la [[pace]] li confonde. ('''Briseide''')
*Mi chiedi di guardare il tuo esercito e tremare. Ebbene, lo guardo e vedo cinquantamila uomini portati qui a combattere per le brame di un re. ('''Ettore''')
*{{NDR|A Briseide}} Perché hai scelto di amare un dio? Ti accorgerai che è un amore senza scambio. ('''Achille''')
*{{NDR|A Briseide}} Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte... E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. ('''Achille''')
*{{NDR|Ad Achille}} Credevo che tu fossi un bruto. Avrei potuto perdonarlo un bruto! ('''Briseide''')
*{{NDR|Ad Achille}} Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è [[re]] poche scelte sono semplici. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille}} Tu non sai cos'è la paura, è questo il problema! La paura è utile. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Ad Achille, facendo velatamente riferimento a Briseide}} Le donne riescono sempre a complicare le cose! ('''Ulisse''')
*A volte occorre seguire per poter guidare. ('''Ulisse''')
*{{NDR|Al padre, in consiglio}} Ieri i greci ci hanno sottovalutati, non ricambiamo il favore. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Ho ucciso un ragazzo oggi. Era giovane... troppo giovane. ('''Ettore''')
*{{NDR|Parlando di Patroclo}} Quel ragazzo ci ha evitato di perdere la guerra. ('''Agamennone''')
*{{NDR|Urlando}} Ettoreee! Ettoreee! Ettoreee!! ('''Achille''')
*{{NDR|A Ettore, inciampato su una pietra}} In piedi, principe troiano. In piedi, non lascerò che una pietra si prenda la mia gloria! ('''Achille''')
*{{NDR|Dopo aver baciato le mani di Achille}} Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. ('''Priamo''')
*{{NDR|Ad Achille, riferendosi ad Ettore}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento che ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. ('''Priamo''')
*{{NDR|Piangendo sul corpo senza vita di Ettore}} Ci rivedremo presto, fratello... ('''Achille''')
*{{NDR|A Priamo}} Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito. ('''Achille''')
*Io le sbriciolerò le loro mura, dovesse anche costarmi quarantamila greci! Ascoltami, Zeus! Quelle loro mura giuro che io le raderò al suolo!! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Riferendosi al [[cavallo di Troia|cavallo di legno]]}} Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì le pecore invitino i lupi a cena! ('''Agamennone''')
*{{NDR|Ai suoi soldati}} Deve bruciare! Fate che Troia bruci! Bruciatela! Bruciate tutto! Bruciate Troia! Bruciate Troia! ('''Agamennone''')
*Soldati Troiani! Siete grandi guerrieri, comandarvi è stato per me un onore! L'Oltretomba ci aspetta... io dico: facciamolo aspettare ancora a lungo! ('''Glauco''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Troppo tardi per pregare, sacerdotessa. Ho quasi perso questa guerra a causa della tua tresca amorosa. Voglio assaggiare quello che ha assaggiato Achille. Tu sarai la mia schiava a Micene. Una sacerdotessa troiana che lava i miei pavimenti. E la notte... ('''Agamennone''')
*{{NDR|A Briseide}} Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra. ('''Achille''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Messo''': Il re Agamennone mi manda... a dirti... che tu... <br/>'''Achille''': Parlerò col tuo re domattina... <br/>'''Messo''': Ma, mio signore, è mattina. Ti stanno aspettando. È vero quello che dicono di te? Dicono che tua madre è una dea immortale. E che nessuno ti può uccidere! <br/>'''Achille''': Allora farei a meno dello scudo, non credi? <br/>'''Ragazzo''': Ma il tessagliano che affronterai è l'uomo più grosso che abbia mai visto. Io non mi batterei con lui. <br/>'''Achille''': Ecco perché nessuno ricorderà il tuo nome.
*'''Agamennone''' {{NDR|ad Achille, irritato per il suo ritardo nel combattimento con il campione dei tessaglieni}}: Dobbiamo fare la guerra domani, quando sarai più riposato? Dovrei farti frustare per la tua impudenza! <br/>'''Achille''' {{NDR|girandosi e andando via}}: Combatti tu allora! <br/>'''Nestore''': Achille, Achille! Guarda in faccia i soldati. Puoi salvare centinaia di loro. Puoi porre fine a questa guerra con un colpo della tua spada. Pensa solo a quante canzoni canteranno in tuo onore. Fa' che tornino alle loro mogli. <br/>'''Achille''' {{NDR|tornando indietro per combattere, passando davanti ad Agamennone}}: Immagina un re che combatte le sue battaglie. Sarebbe un evento raro! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|a Nestore, riferendosi ad Achille}}: Di tutti i guerrieri amati dagli dei, lui è quello che odio di più.<br/>'''Nestore''': Lui ci serve, mio re.<br/>'''Agamennone''': Per ora.
*'''Elena''' {{NDR|a Paride, che entra nella sua stanza}}: Non dovresti essere qui. <br/>'''Paride''': L'hai detto anche ieri notte... <br/>'''Elena''': Ieri notte è stato uno sbaglio... <br/>'''Paride''': E la notte prima... <br/>'''Elena''': Ho fatto molti sbagli in questi giorni.
*'''Paride''' {{NDR|mostrando una collana ad Elena e mettendogliela al collo}}: Ho una cosa per te. Conchiglie dal Mare di Proponte. <br/>'''Elena''': Bellissime... ma non posso portarle, Menelao ci ucciderebbe. <br/>'''Paride''': Non avere paura di lui. <br/>'''Elena''': Non è di morire che ho paura. Ho paura di domani. Ho paura di vederti salpare sapendo che non tornerai più. Prima che tu arrivassi a Sparta io non esistevo. Mangiavo, passeggiavo, andavo a nuotare... ma non esistevo. <br/>'''Paride''': Non devi temere domani. Vieni con me. <br/>'''Elena''': Non giocare con me. Non giocare. <br/>'''Paride''': Se verrai non saremo mai al sicuro, gli uomini ci inseguiranno, e gli dei ci malediranno. Ma io ti amerò. Finché non bruceranno il mio corpo, io ti amerò.
*'''Paride''' {{NDR|nel viaggio da Sparta a Troia, con Elena nascosta nella stiva}}: Bella mattinata. Poseidone benedice il nostro viaggio. <br/>'''Ettore''': A volte gli dei ti benedicono la mattina e ti maledicono nel pomeriggio. <br/>'''Paride''': Mi vuoi bene, fratello? Mi proteggeresti da qualsiasi nemico? <br/>'''Ettore''': L'ultima volta che mi hai parlato così avevi dieci anni e avevi appena rubato il cavallo a nostro padre. Cos'hai fatto adesso? <br/>'''Paride''': Devo mostrarti una cosa. [...] <br/>'''Ettore''' {{NDR|a un marinaio della sua nave, dopo che Paride gli ha mostrato Elena nascosta nella stiva}}: Inverti la rotta, torniamo a Sparta! <br/>'''Marinaio''' {{NDR|alla ciurma}}: Invertire la rotta! <br/>'''Paride''': Aspetta, aspetta... <br/>'''Ettore''': Sciagurato! <br/>'''Paride''': Ascoltami! <br/>'''Ettore''' {{NDR|spingendo il fratello}}: Lo sai che cosa hai fatto?? Lo sai quanti anni nostro padre ha lavorato alla pace?? <br/>'''Paride''' {{NDR|riferito ad Elena}}: Io la amo. <br/>'''Ettore''': Dahh... è tutto un gioco per te vero? Te ne vai di città in città a sedurre mogli di mercanti e sacerdotesse di templi e credi di sapere qualcosa dell'amore. Ma non pensi all'amore per tuo padre? Lo hai calpestato portando lei sulla nave! {{NDR|colpendolo}} Non pensi all'amore per la patria?? La faresti bruciare per quella donna! Non ti lascerò scatenare una guerra per lei! <br/>'''Paride''': Posso parlare? Quello che dici è vero, ti ho fatto torto, ho fatto torto a nostro padre... se vuoi riportare Elena a Sparta fallo pure... ma io andrò con lei. <br/>'''Ettore''': A Sparta? Ti uccideranno! <br/>'''Paride''': Allora morirò combattendo! <br/>'''Ettore''': Ah, e a te questo sembra eroico, vero? Morire combattendo... dimmi fratellino: hai mai ucciso un uomo? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Hai mai visto un uomo morire? <br/>'''Paride''': No. <br/>'''Ettore''': Io ne ho uccisi molti, e li ho sentiti morire, e li ho visti morire, e non c'è niente di glorioso, niente di poetico; dici che vuoi morire per amore, ma tu della morte non sai niente, e non sai niente nemmeno dell'amore! <br/>'''Paride''': Ad ogni modo, io andrò con lei. Non ti chiedo di fare la guerra per me. <br/>'''Ettore''': Lo hai già fatto. {{NDR|al marinaio di prima}} A Troia!<br/>'''Marinaio''': Rotta per Troia!
*'''Menelao''' {{NDR|al fratello Agamennone, dal quale si è recato per ricevere supporto contro Troia, parlando di Elena}}: Io la rivoglio! <br/>'''Agamennone''': Ma certo che la rivuoi! È una bellissima donna! <br/>'''Menelao''': La rivoglio solo per poterla uccidere con le mie mani! E non avrò pace finché Troia non sarà rasa al suolo! <br/>'''Agamennone''': Credevo volessi la pace con Troia... <br/>'''Menelao''': Dovevo darti retta! <br/>'''Agamennone''': La [[pace e guerra|pace]] è per le donne e per i deboli. Gli imperi si forgiano con la [[pace e guerra|guerra]]. <br/>'''Menelao''': Io sono sempre stato al tuo fianco, contro i tuoi nemici. Tu sei il maggiore, a te va la gloria, sta nell'ordine delle cose. Ma mi sono mai lagnato, fratello? Ti ho mai chiesto qualcosa? <br/>'''Agamennone''': No, mai. Sei un uomo d'onore. Questo lo sanno tutti in Grecia. <br/>'''Menelao''': I troiani sputano sul mio onore. Chi insulta me insulta anche te.<br/>'''Agamennone''': E chi insulta me insulta anche tutti i greci.<br/>'''Menelao''': Farai la guerra con me, fratello? {{NDR|Agamennone gli porge la mano in cenno d'assenso e i due si abbracciano}}
*'''Nestore''' {{NDR|ad Agamennone, mentre organizzano la spedizione contro Troia}}: Un'altra cosa. Ci serve Achille, con i suoi Mirmidoni. <br/>'''Agamennone''': Achille... ma non lo si può controllare! È capace di contrastarci quanto i troiani! <br/>'''Nestore''': Non occorre controllarlo, basta scatenarlo. Quello è venuto al mondo per stroncare vite. <br/>'''Agamennone''': Sì, ha talento per uccidere, ma è una minaccia per tutto ciò che io ho costruito! Prima di me la Grecia non era niente! Io ho unificato tutti i regni della Grecia, io ho creato una nazione con veneratori del fuoco e mangiatori di rettili! Io ho costruito il futuro, Nestore, io! Achille è il passato. Un guerriero senza bandiera. Un uomo che non si riconosce in nulla. <br/>'''Nestore''': Quante battaglie abbiamo vinto grazie alla sua spada? Questa sarà la guerra più grande mai vista. Ci serve il guerriero più grande! <br/>'''Agamennone''' {{NDR|riferendosi ad Ulisse}}: C'è solo un uomo a cui darà retta.<br/>'''Nestore''': Gli mando una nave domattina.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, che è andato da lui a chiedergli di partecipare con l'esercito greco alla guerra contro Troia}}: È Agamennone che ti manda? <br/>'''Ulisse''': Ti devo parlare. <br/>'''Achille''': Non combatto per lui. <br/>'''Ulisse''': Non ti chiedo di combattere per lui, ti chiedo di combattere per i greci. <br/>'''Achille''': Perché, sono stanchi di combattersi tra loro? <br/>'''Ulisse''': Per ora...<br/>'''Patroclo''': Per i greci.<br/>'''Achille''': I troiani non mi hanno fatto niente... <br/>'''Ulisse''': Hanno insultato i greci. <br/>'''Achille''': Ne hanno insultato uno, incapace di tenersi stretta la moglie. Non sono affari miei. <br/>'''Ulisse''': La guerra è affare tuo, amico mio. <br/>'''Achille''': Dici? Cosa sono? La puttana del campo di battaglia? Chi ti manda non ha onore. Non voglio diventare il mercenario di un tiranno.<br/>'''Ulisse''': Si batta Achille per l'onore e Agamennone si batta per il potere. E siano gli dei a decidere quale dei due glorificare! Dimentica Agamennone. Combatti per me! Mia moglie sarà molto più tranquilla, sapendoti al mio fianco, e io molto più sicuro.<br/>'''Patroclo''': Aiace andrà a combattere a Troia? Dicono che è capace di abbattere una quercia con un colpo della sua ascia.<br/>'''Achille''': Le querce cadono senza abbattersi.<br/>'''Ulisse''': Stiamo mandando la più grande flotta mai vista: mille navi. <br/>'''Patroclo''': Mille navi? Il principe Ettore è il grande guerriero che si dice? <br/>'''Ulisse''': Il migliore di tutti i troiani. {{NDR|rivolgendosi ad Achille}} Qualcuno dice che è meglio anche di tutti i greci! Anche senza tuo cugino spero che tu sarai dei nostri, Patroclo. Ci serve un braccio forte come il tuo. <br/>'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse}}: Usa i tuoi trucchi con me, ma non con mio cugino. <br/>'''Ulisse''': Tu hai la tua spada, io i miei trucchi. Ognuno usa i doni che gli dei gli hanno dato. Salpiamo per Troia fra tre giorni. Questa guerra non sarà mai dimenticata, né gli eroi che la combatteranno.
*'''Paride''' {{NDR|al padre Priamo, una volta tornato a Sparta con Elena}}: Padre, questa è Elena. <br/>'''Priamo''': Elena? Elena di Sparta? <br/>'''Paride''': Elena di Troia. <br/>'''Priamo''': Circolavano voci, sulla tua bellezza. Una volta tanto le voci erano vere! {{NDR|baciandola}} Benvenuta.<br/>'''Elena''': Grazie, buon re.<br/>'''Priamo''': Vieni. Sarai stanca.
*'''Elena''' {{NDR|guardando il mare}}: Vengono a prendermi. Il vento li porta più vicini. <br/>'''Paride''': E se partissimo? Stanotte. Adesso. Potremmo andare giù alle stalle, prendere due cavalli e andarcene, verso est, galoppando... <br/>'''Elena''': E dove andremmo? <br/>'''Paride''': Lontano da qui. Io caccerò cervi, lepri... avremo da nutrirci! <br/>'''Elena''': Ma questa è casa tua! <br/>'''Paride''': Tu hai lasciato la tua per me... <br/>'''Elena''': Sparta non è mai stata la mia casa. Mio padre mi ha spedita lì a sedici anni per sposare Menelao, ma non è mai stata la mia casa. <br/>'''Paride''': Vivremo dei frutti della terra. Niente più palazzi per noi, niente servitori. Non ce ne è alcun bisogno! <br/>'''Elena''': E la tua famiglia? <br/>'''Paride''': Così proteggeremo la mia famiglia! Se non siamo qui a cosa serve la guerra? <br/>'''Elena''': Menelao non cederà mai. Ci inseguirà fino ai confini del mondo! <br/>'''Paride''': Lui non conosce questa terra e io sì! Possiamo scomparire in un giorno! <br/>'''Elena''': Tu non conosci Menelao, non conosci suo fratello. Bruceranno tutte le case di Troia per trovarci. Non crederebbero alla nostra fuga, e anche se ci credessero le brucerebbero per sfregio. <br/>'''Paride''': Allora farò in modo che mi trovi facilmente. Gli andrò incontro e gli dirò che tu sei mia. <br/>'''Elena''' {{NDR|baciandolo}}: Sei così giovane, amore mio.<br/>'''Paride''': Ho la tua stessa età. <br/>'''Elena''': Stessa età ma più giovane.
*'''Achille''' {{NDR|ad Ettore}}: Sei molto coraggioso o molto stupido per inseguirmi da solo. Devi essere Ettore! Lo sai chi sono io? <br/>'''Ettore''' {{NDR|riferendosi ai sacerdoti uccisi da Achille}}: I sacerdoti non erano armati!<br/>'''Achille''': Sì. Non c'è onore nel tagliare la gola dei vecchi.<br/>'''Ettore''': Soltanto gli idioti combattono per l'onore. Io combatto per la mia patria. Battiti! <br/>'''Achille''': Perché ucciderti ora, principe troiano? Nessuno ti vedrebbe cadere! <br/>'''Ettore''': Perché sei venuto qui? <br/>'''Achille''': Si parlerà di questa guerra per mille anni. <br/>'''Ettore''': Di noi tra mille anni non resterà neanche la polvere. <br/>'''Achille''': Sì, è vero, principe, ma i nostri nomi resteranno. Va' a casa, principe. Bevi del vino, fa' l'amore con tua moglie. Domani faremo la nostra guerra. <br/>'''Ettore''': Tu parli della guerra come se fosse un gioco, ma quante mogli alle porte di Troia aspettano mariti che non torneranno? <br/>'''Achille''': Potrebbe consolarle tuo fratello. Pare che sia bravo ad allettare le mogli degli altri! {{NDR|facendo cenno di andare via}} Ts! <br/>'''Eudoro''' {{NDR|ad Achille, guardando Ettore cha va via}}: Mio signore, lo lasci andare? <br/>'''Achille''': È ancora presto per uccidere i principi...
*'''Achille''' {{NDR|ad Ulisse, arrivato in ritardo}}: Se tardavate ancora arrivavate a guerra finita! <br/>'''Ulisse''': L'inizio si può perdere, basta esserci alla fine!
*'''Achille''' {{NDR|a Briseide}}: Come ti chiami? {{NDR|Briseide non risponde}} Non mi hai sentito? <br/>'''Briseide''': Hai ucciso i ministri di Apollo! <br/>'''Achille''': Io ho ucciso in cinque paesi, ma mai un ministro... <br/>'''Briseide''': Allora i tuoi soldati! Il Dio del Sole si vendicherà! <br/>'''Achille''': Che aspetta, a farlo? <br/>'''Briseide''': Il momento giusto! <br/>'''Achille''': I suoi ministri sono morti e la sua accolita è prigioniera... forse il tuo Dio ha paura di me! <br/>'''Briseide''': Paura? Apollo è il sovrano del Sole! Non teme nulla! <br/>'''Achille''': E dov'è? <br/>'''Briseide''': Tu sei solo un assassino! Che cosa puoi sapere degli dei? <br/>'''Achille''': Io degli dei ne so anche più dei tuoi ministri. Li ho visti in faccia. Sei aristocratica, vero? Abituata a trattare gli altri con disprezzo. {{NDR|odorandole i capelli}} Sei di razza reale. Qual è il tuo nome? {{NDR|Briseide non risponde}} Perfino le serve di Apollo possiedono un nome. <br/>'''Briseide''': Briseide. <br/>'''Achille''': E hai paura, Briseide? <br/>'''Briseide''': Dovrei averne? <br/>'''Eudoro''': Mio signore, Agamennone richiede la tua presenza. I re stanno celebrando la vittoria. <br/>'''Achille''': Ti sei battuto bene, oggi. <br/>'''Eudoro''': Mi onori. <br/>'''Briseide''': Che cosa vuoi qui a Troia? Sei venuto per la regina di Sparta? <br/>'''Achille''': Che cosa vuole ogni uomo? Io ne voglio di più. Non mi devi temere, ragazza. Sei l'unica di Troia che può dirlo!
*'''Achille''' {{NDR|ad Agamennone}}: E così hai colto una grande vittoria... <br/>'''Agamennone''': Oh, forse tu non lo hai notato. Al mattino la spiaggia di Troia apparteneva a Priamo e dal pomeriggio invece appartiene ad Agamennone. <br/>'''Achille''': Tieniti la spiaggia, non sono venuto qui per la sabbia. <br/>'''Agamennone''': No... tu sei venuto qui perché vuoi che il tuo nome viva nei secoli. Una grande vittoria è stata colta oggi, ma quella vittoria non è tua. I re non si sono inchinati ad Achille. I re non hanno offerto i loro omaggi ad Achille. <br/>'''Achille''': Forse i re erano troppo indietro per vedere. L'hanno vinta i soldati la battaglia. <br/>'''Agamennone''': La storia si ricorda dei re, non dei soldati! Domani noi abbatteremo le porte di Troia. Farò costruire monumenti alla vittoria in ogni isola della Grecia, farò scolpire Agamennone nel marmo. Il mio nome vivrà nei secoli, il tuo è scritto nella sabbia. E il flusso delle onde lo cancellerà. <br/>'''Achille''': Fa' attenzione, re dei re. Perché prima dovrai vincere. <br/>'''Agamennone''': I tuoi soldati hanno saccheggiato il tempio di Apollo, vero? <br/>'''Achille''': Vuoi l'oro? È tuo! Il mio dono per onorare il tuo coraggio. Prendi ciò che vuoi. <br/>'''Agamennone''': Ma l'ho già fatto. Afareo! Emone! {{NDR|Due soldati portano dentro Briseide che urla}} Bottino di guerra. <br/>'''Achille''' {{NDR|ai soldati}}: Non ce l'ho con voi, fratelli, ma se non la lasciate non tornerete più a casa. Decidete! <br/>'''Agamennone''': Guardie! {{NDR|Achille e i soldati sguainano le spade}} <br/>'''Briseide''': Fermi! Troppi morti avete fatto oggi! {{NDR|ad Achille}} Se uccidere è il tuo solo talento, è la tua maledizione. Nessuno deve morire per me! {{NDR|Achille depone la spada}} <br/>'''Agamennone''': Il possente Achille zittito da una schiava! Stanotte le ordinerò di farmi un bagno. E dopo... si vedrà! <br/>'''Achille''': Otre di vino! Prima che giunga la mia ora, io sorriderò guardando il tuo cadavere!
*'''Ettore''': Ho sempre onorato gli dei, padre, lo sai. Ma oggi ho affrontato un greco che ha dissacrato la statua di Apollo, e Apollo quel greco non lo ha fulminato. Gli dei non combattono questa guerra per noi. <br/>'''Paride''':Non ci sarà nessuna guerra! Questo non è un conflitto fra nazioni, è una disputa fra due uomini. E io non voglio vedere altri troiani morire per me.
*'''Ettore''' {{NDR|parlando di Achille}}: Il greco che ha ucciso Téttone al tempio di Apollo. Non ho mai visto una picca lanciata così. È quasi sovraumano! {{NDR|riferendosi al figlio neonato Astianatte}} Lui almeno è ignaro di ciò che sta accadendo. <br/>'''Andromaca''': Grazie agli dèi. <br/> '''Ettore''': {{NDR|guardando la moglie triste}} Ma... <br/>'''Andromaca''' {{NDR|prendendo la mano al marito}}: Non andare domani! Ti prego non andare! <br/>'''Ettore''': Si batte Paride domani, non io! <br/>'''Andromaca''': Cinquantamila greci non sono venuti fin qui per vedere un duello! Lo sai questo... <br/>'''Ettore''': Tu saresti un buon generale, amore mio! <br/>'''Andromaca''': Tu hai combattuto per Troia tutta la vita! Fai combattere gli altri questa volta! <br/>'''Ettore''': Lo sai che non voglio combattere. Io voglio vedere mio figlio crescere, voglio vederlo conteso dalle ragazze... <br/>'''Andromaca''': Come si contendevano il padre. <br/>'''Ettore''': Lui è più bello di quanto lo fossi io. Devo vedere Paride. <br/>'''Andromaca''': Io ho perso sette fratelli nelle guerre contro Sparta. Dovrei aver imparato a perdere, ormai. Io non posso perderti! Non sopravviverei...
*'''Agamennone''' {{NDR|a Ettore e Paride, prima del duello}}: Allora non vi nascondete dietro le vostre mura. Davvero valorosi. Poco avveduti, ma valorosi. <br/>'''Ettore''': Siete venuti senza invito. Tornate alle vostre navi e andatevene. <br/>'''Agamennone''': Siamo venuti da troppo lontano, principe. <br/>'''Menelao''': Principe? Quale principe? Quale figlio di re accetterebbe l'ospitalità di un uomo mangiando il suo cibo, bevendo il suo vino, fingendosi amico per poi rubargli la moglie nel cuore della notte? <br/>'''Paride''': C'era il sole quando tua moglie t'ha lasciato! <br/>'''Menalao''' {{NDR|sguainando la spada e venendo fermato da Ettore}}: Lei è lassù che ci guarda, vero? Bene, voglio che ti veda morire! <br/>'''Agamennone''': Non ancora, fratello. Guardati intorno, Ettore. Ho portato tutti i guerrieri della Grecia sulla tua costa. <br/>'''Nestore''': Puoi ancora salvare Troia, principe! <br/>'''Agamennone''': Ho due desideri. Se li esaudisci, nessun altro dei tuoi dovrà morire. Primo: devi restituire Elena a mio fratello. Secondo: Troia deve sottomettersi al mio comando e combattere per me quando io lo ordino.
*'''Ulisse''': Dobbiamo ritirarci. <br/>'''Agamennone''': Il mio esercito non ha mai perso una battaglia! <br/>'''Ulisse''': Non avrai più un esercito, se non ti ritiri!
*'''Agamennone''' {{NDR|dopo la morte di Menelao per mano di Ettore}}: Rideranno di me a Troia, eccitati dalla vittoria. Credono che io torni a casa alle prime luci. <br/>'''Ulisse''': Forse dovremmo... <br/>'''Agamennone''': Fuggire! Come cani bagnati! <br/>'''Ulisse''': La truppa pensa di essere venuta qui per la moglie di Menelao. Lei non ci serve più! <br/>'''Agamennone''': Il sangue di mio fratello bagna ancora la terra e tu lo insulti! <br/>'''Ulisse''': Non è un insulto dire che un uomo morto... è morto! <br/>'''Nestore''': Se ce ne andiamo ora perdiamo ogni credibilità. Se i troiani possono batterci tanto facilmente presto gli ittiti ci invaderanno. <br/>'''Ulisse''': Se restiamo, dobbiamo restare per le giuste ragioni. {{NDR|ad Agamennone}} Per proteggere la Grecia, non il tuo orgoglio. La tua battaglia privata con Achille ci sta distruggendo! <br/>'''Agamennone''': Achille conta per uno! <br/>'''Ulisse''': Ettore anche conta per uno! E guarda cosa ci ha fatto oggi! <br/>'''Agamennone''': Ettore combatte per la sua patria! Achille combatte solo per sé stesso! <br/>'''Ulisse''': Non mi interessa la sua motivazione, mi interessa la sua capacità di vincere le battaglie! <br/>'''Nestore''': Ha ragione, il morale di Achille è basso. <br/>'''Ulisse''': Basso? Tornerebbero a casa a nuoto. <br/>'''Agamennone''': Ma anche se potessi fare pace con Achille, lui non mi darebbe retta! Preferirebbe infilzarmi che stare ad ascoltarmi! <br/>'''Ulisse''': Gli parlerò io. <br/>'''Nestore''': Rivorrà quella ragazza! <br/>'''Agamennone''': Se la prenda quando vuole... {{NDR|notando che Nestore e Ulisse si guardano e lo guardano perplessi}} Io non l'ho toccata! <br/>'''Ulisse''': Dov'è ora? <br/>'''Agamennone''': L'ho data alla truppa. Occorre che si diverta un po' dopo questa giornata.
*'''Ettore''' {{NDR|andando ad affrontare Achille}}: Padre, perdonami se talvolta ti ho offeso. Ti ho servito meglio che ho potuto.<br/>'''Achille''': Ettore!<br/>'''Priamo''' {{NDR|bacia Ettore sulla testa}}: Che gli dei siano con te. Ettore! Nessun padre ha avuto un figlio migliore.
*'''Paride''' {{NDR|ad Ettore in lacrime}}: Sei il migliore di tutti noi. <br/>'''Ettore''' {{NDR|lo abbraccia}}: E tu un príncipe troiano.
*'''Ettore''' {{NDR|ad Achille, trovandosi di fronte a lui fuori dalle mura di Troia per il combattimento tra loro due}}: Ho già visto questo momento nei miei sogni. Farò un patto con te. Al cospetto degli dei impegniamoci a che il vincitore conceda al perdente le onoranze funebri rituali. <br/>'''Achille''': Non si fanno patti tra leoni e uomini. {{NDR|togliendosi l'elmo e piantando la lancia per terra}} Ora sai con chi ti batti. <br/>'''Ettore''' {{NDR|togliendosi l'elmo pronuncia le sue [[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io credevo che fossi tu quello di ieri. E magari lo fossi stato. Ma ho concesso al cadavere l'onore dovuto. <br/>'''Achille''': Gli hai concesso l'onore della tua spada! Non avrai gli occhi stasera, né orecchie, né lingua. Vagherai nell'oltretomba cieco, sordo e muto, e i defunti diranno "Ecco Ettore, lo stolto che credeva di avere ucciso Achille".
*'''Achille''' {{NDR|dopo che Priamo gli ha baciato le mani}}: Chi sei tu? <br/>'''Priamo''': Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d'ora: mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio. <br/>'''Achille''': Priamo? {{NDR|Priamo annuisce}} Come sei arrivato qui? <br/>'''Priamo''': Conosco la mia terra molto meglio dei greci, credo. <br/>'''Achille''' {{NDR|aiuta Priamo ad alzarsi}}: Hai molto coraggio, la tua testa potrebbe finire su una picca in un baleno. <br/>'''Priamo''': E tu credi che questo possa spaventarmi ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga. Ridammi quel corpo. Ha diritto all'onore di una sepoltura degna, tu lo sai questo. Consegnalo a me. <br/>'''Achille''': Ha ucciso mio cugino! <br/>'''Priamo''': Credeva fossi tu. Quanti cugini hai ucciso, tu? Quanti figli e padri e fratelli e mariti, quanti, valoroso Achille? Conoscevo tuo padre; se n'è andato prematuramente, ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio. Tu mi hai privato d'ogni cosa: {{NDR|si avvicina ad Achille}} del mio figlio maggiore, l'erede al mio trono, il difensore del mio regno. Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. {{NDR|in lacrime}} Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi al momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d'oltretomba. <br/>'''Achille''' {{NDR|visibilmente commosso e pieno di vergogna}}: Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina. <br/>'''Priamo''': E tu il mio nemico stanotte, ma anche tra nemici può esserci rispetto. <br/>'''Achille''' {{NDR|si alza visibilmente commosso}}: Ammiro il tuo coraggio... incontrami fuori tra un momento. {{NDR|esce dalla tenda}}
*'''Priamo''': {{NDR|Ai soldati greci che saccheggiano il tempio di Apollo}} Non avete onore? Non avete onore? {{NDR|Agamennone lo pugnala alla schiena}} <br/>'''Agamennone''': Io ti volevo vivo, vecchio. Volevo che tu vedessi la tua città bruciare. <br/>'''Priamo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ti prego, i bambini. Risparmia gli innocenti. <br/>'''Agamennone''': Nessuno è innocente. Nessuno.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille. ('''Ulisse''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Iliade]]
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# (u"(?m)([\w.,:;])/ (\w)", ur"\1 | \2"),
#Per trovare tutto il possibile
(u"(?m)(.) */ *(.)", ur"\1 | \2"),
#Per ridurre le occorrenze alle barre precedute o seguite da almeno uno spazio
# (u"(?m)(.)/ *(.)", ur"\1 | \2"),
# (u"(?m)(.) /(.)", ur"\1 | \2"),
],
'exceptions': {
'inside': [
r'(?s)\{\{.*\}\}',
r'http\S+',
r'\[.+\]',
],
'inside-tags': [
'comment',
]
}
},
'carattericontrollo': {
'msg': {
'it':u'Automa: Tolgo caratteri di controllo Unicode (spazi invisibili) dai template.'
},
'replacements': [
(u"&#FEFF;", ur""),
(u"ÈE;", ur""),
(u"ÈB;", ur""),
(u"", ur""),
(u"", ur""),
(u"", ur""),
]
},
'libris': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Bot: finisco [[Special:PermaLink/1394934#Aggiungiamo_1330_opere_a_Wikisource:Libri|importazione]] completando la sostituzione.'
},
'replacements': [
(u"\{\{Libro salvato/", ur"\{\{subst:Libro salvato/"),
(u"=======+", ur"======"),
(u"<page[^/]+/>", ur""),
]
},
'citazionidi': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Aggiungo il nome dell\'autore alla sezione "Citazioni di".'
},
'replacements': [
(u"(?s)([^=])== *Citazioni *==", ur"\1== Citazioni di {{subst:PAGENAME}} =="),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'\[\[[Cc]ategor(y|ia):[Ff]ilm',
r'\[\[[Cc]ategor(y|ia):[Oo]pere',
r'\[\[[Cc]ategor(y|ia):[Ss]erie',
r"(?m)^Citazioni su((l|lo|la|i|gli|le) |ll\')\'\'\')",
]
}
},
'https': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Bot: [[WMFblog:2011/10/03/native-https-support-enabled-for-all-wikimedia-foundation-wikis/|Protocol-relative URLs]].'
},
'replacements': [
(u"http://([^@:/ ]+\.)wik(ipedia|inews|isource|ibooks|iquote|iversity|tionary|imedia)\.org/", ur"//\1wik\2.org/"),
(u"http://wik(ipedia|inews|isource|ibooks|iquote|iversity|tionary|imedia)\.org/", ur"//wik\1.org/"),
(u"http://www\.mediawiki\.org/", ur"//www.mediawiki.org/"),
(u"http://www\.wikimediafoundation\.org/", ur"//www.wikimediafoundation.org/"),
(u"http://mediawiki\.org/", ur"//mediawiki.org/"),
(u"http://wikimediafoundation\.org/", ur"//wikimediafoundation.org/"),
],
'exceptions': {
'title': [
r'MediaWiki:Edittools',
],
'inside': [
#Exceptions (too) copied from Roan Kattouw, https://github.com/catrope/https-everywhere
r'http://(apt|bayes|bayle|brewster|commonsprototype\.tesla\.usability|commons\.prototype|cs|cz|dataset2|de\.prototype|download|dumps|ekrem|emery|en\.prototype|ersch|etherpad|fenari|flaggedrevssandbox|flgrevsandbox|gallium|ganglia|ganglia3|harmon|hume|ipv4\.labs|ipv6and4\.labs|jobs|mlqt\.tesla\.usability|mobile\.tesla\.usability|m|nagios|noc|observium|oldusability|project2|prototype|results\.labs|search|sitemap|snapshot3|stafford|stats|status|svn|test\.prototype|torrus|ubuntu|wiki-mail|yongle)\.wikimedia\.org',
r'http://(static|download|m)\.wikipedia\.org',
r'http://[^@:/]+\.m\.wikipedia\.org',
],
}
},
'ipcat': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Aggiungo Interprogetto verso Wikipedia.'
},
'replacements': [
(u"(?s)(\[\[[Cc]ategor(ia|y):.*)\Z", ur"==Altri progetti==\n{{interprogetto|w_oggetto=una categoria|w_preposizione=omonima:|w}}\n\n\1"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'\{\{[Ii]nterprogetto',
r'\{\{[Ii]p',
]
}
},
'notap': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Aggiungo NotaPersone.'
},
'replacements': [
(u"(?s)(\[\[[Cc]ategor(ia|y):.*)\Z", ur"{{NotaPersone}}\n\n\1"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'\{\{NotaPersone',
]
}
},
'oscar': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Correggo il maiuscolo di Premio Oscar.'
},
'replacements': [
(u":Categoria:Film[_ ]Premi[_ ]Oscar", ur":Categoria:Film premi Oscar"),
# (u"[[:Categoria:Film_Premi_Oscar", ur"[[:Categoria:Film premi Oscar"),
(u"^(\*.+:Categoria:Film premi Oscar|)Premi Oscar", ur"\1premi Oscar"),
(u"\*(.+) \'\'\'\[\[:Categoria:Film premi Oscar\|Prem(io|i) Oscar", ur"*\1 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|prem\2 Oscar"),
(u"\*(.+) Premi Oscar", ur"*\1 premi Oscar"),
],
},
'senzaf': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Nuovo avviso per la sezione "senza fonte".'
},
'replacements': [
# (u"=+ ?Senza fonte ?(=+)\r\n\{\{da controllare\|.+\}\}", ur"\1Senza fonte\1\n{{senza fonte}}"),
# (u"(=+) ?Senza fonte ?(=+)\n\{\{da controllare\|.+\}\}", ur"\1Senza fonte\1\n{{senza fonte}}"),
(u"(=+) ?([Cc]itazioni)? ?[Pp]rive di font[ei] ?(=+)\n\{\{da controllare\|.+\}\}", ur"\1Senza fonte\1\n{{senza fonte}}"),
]
},
'spaziocat': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Rimuovo lo spazio dall\'argomento delle categorie.'
},
'replacements': [
(u"\[\[[Cc]ategoria:(.*)\| (.*)\]\]", u"[[Categoria:\1|\3]]"), #Lasciamo stare
]
},
'tro': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Correzione assistita Trotsky.'
},
'replacements': [
(u"Trockij", u"Trotsky"),
(u"Trozkij", u"Trotsky"),
(u"Trotskij", u"Trotsky"),
(u"Trotzki", u"Trotsky"),
(u"Trotzky", u"Trotsky"),
(u"Trotski", u"Trotsky"),
(u"([Tt])rockij?smo", u"\1rotskismo"),
]
},
#Semiautomatiche in uso regolare
'accento_apostrofo': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: sostituzione semiautomatica apostrofo con accento.'
},
# 'exceptions': [' de\'',' po\'',' co\'',' fa\'',' va\'',' sta\'',' di\'',' da\''], #,' ne\''
'replacements': [
# (u"(?m)([a-z])a'([ .,:;\n\r$])", ur"\1à\2"),
# (u"(?m)([ a-z])e'([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
# (u"(?m)([a-z])i'([ .,:;\n\r$])", ur"\1ì\2"),
# (u"(?m)([a-z])o'([ .,:;\n\r$])", ur"\1ò\2"),
# (u"(?m)([a-z])u'([ .,:;\n\r$])", ur"\1ù\2"),
#Selezione dei casi principali (circa 4/5 delle correzioni effettive) per ridurre gli errori: ma bisogna comunque fare in semiautomatico. (Saltate fra l'altro: Foscolo, De sanctis, Machiavelli, Boccaccio, proverbi, modi di dire, Dino Compagni)
(u"(?m)cio'([ .,:;\n\r$])", ur"ciò\1"),
(u"(?m)ne'([ .,:;\n\r$])", ur"né\1"),
(u"(?m)se'([ .,:;\n\r$])", ur"sé\1"),
(u"(?m)perche'([ .,:;\n\r$])", ur"perché\1"),
(u"(?m)piu'([ .,:;\n\r$])", ur"più\1"),
(u"(?m) cosi'([ .,:;\n\r$])", ur" così\1"),
]
},
'elisione': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: correzione semiautomatica degli errori di elisione con "un" e composti.'
},
'replacements': [
(u"(?m)([Uu])n'([aeiou][a-z]+o)([ .,:;\n\r$])", ur"\1n \2\3"),
(u"(?m)([Uu])n ([aeiou][a-z]+a)([ .,:;\n\r$])", ur"\1n'\2\3"),
],
'exceptions': {
'inside': [
r'[Uu]n [aeiou][a-z]+ta',
],
}
},
'errori_comuni_manuale': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: correzione semiautomatica di alcuni errori comuni.'
},
'replacements': [
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reazione([ .,:;\n\r$])", ur"\1erazione\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])osidetto([ .,:;\n\r$])", ur"\1osiddetto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])opratutto([ .,:;\n\r$])", ur"\1oprattutto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ll])e fila([ .,:;\n\r$])", ur"\1e file\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])ila([ .,:;\n\r$])", ur"\1ile\2"), Troppi
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])i se([ .,:;\n\r$])", ur"\1i sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa]) se([ .,:;\n\r$])", ur"\1 sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])a se([ .,:;\n\r$])", ur"\1a sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])n se([ .,:;\n\r$])", ur"\1n sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])on se([ .,:;\n\r$])", ur"\1on sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])u se([ .,:;\n\r$])", ur"\1u sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])er se([ .,:;\n\r$])", ur"\1er sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])ra se([ .,:;\n\r$])", ur"\1ra sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])ra se([ .,:;\n\r$])", ur"\1ra sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])à([ .,:;\n\r$])", ur"\1a\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ò([ .,:;\n\r$])", ur"\1o'\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])ì([ .,:;\n\r$])", ur"\1i'\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])rop(i[oae]?)([ .,:;\n\r$])", ur"\1ropr\2\3"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][a-z]+)gnate([ .,:;\n\r$])", ur"\1gniate\2"), troppe poche occorrenze
# Espressioni regolari di Filnik
# (u"(?m)([^D])E'([ .,:;\n\r$])", ur"\1È\2"),
# (u"(?m)([^D])e'([^sS'( S)])", ur"\1è\2"),
(u"(?m)\\b([Cc])io'([ .,:;\n\r$])", ur"\1iò\2"),
(u"(?m)\\b([Nn])e'([ .,:;\n\r$])", ur"\1é\2"),
(u"(?m)\\b([Ss])e'([ .,:;\n\r$])", ur"\1é\2"),
(u"(?m)\\b([Pp])erche'([ .,:;\n\r$])", ur"\1erché\2"),
(u"(?m)([ '])e'([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
(u"(?m)\\b([Pp])iu'([ .,:;\n\r$])", ur"\1iù\2"),
(u"(?m) cosi'([ .,:;\n\r$])", ur" così\1"),
(u"(?m)([0-9]) Gennaio", ur"\1 gennaio"),
(u"(?m)([0-9]) Febbraio", ur"\1 febbraio"),
(u"(?m)([0-9]) Marzo", ur"\1 marzo"),
(u"(?m)([0-9]) Aprile", ur"\1 aprile"),
(u"(?m)([0-9]) Maggio", ur"\1 maggio"),
(u"(?m)([0-9]) Giugno", ur"\1 giugno"),
(u"(?m)([0-9]) Luglio", ur"\1 luglio"),
(u"(?m)([0-9]) Agosto", ur"\1 agosto"),
(u"(?m)([0-9]) Settembre", ur"\1 settembre"),
(u"(?m)([0-9]) Ottobre", ur"\1 ottobre"),
(u"(?m)([0-9]) Novembre", ur"\1 novembre"),
(u"(?m)([0-9]) Dicembre", ur"\1 dicembre"),
# (u"''L'Unità''", ur"''l'Unità''"),
# (u"''La [Rr]epubblica''", ur"''la Repubblica''"),
# (u"''Corriere della Sera''", ur"''Corriere della sera''"),
# (u"''L'Espresso''", ur"''L'espresso''"),
(u", citat[ao]", ur"; citato"),
(u"citat[ao] in ?:", ur"citato in"),
(u"\!\!", ur"!"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'Francesco Salvi',
],
'inside': [
r'.....se stess[oaie]',
r'.....se medesim[oaie]',
ur'([Uu]n|[Ii]|[Ii]l|[Ee]l) dì',
],
}
},
'immagini': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: Porto a dimensione normale delle immagini per accessibilità e uniformità.'
},
'replacements': [
(u"\|[0-9]+px", ur""),
],
'exceptions': {
'inside-tags': [
'template',
],
}
},
'maiuscolo': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: maiuscolo all\'inizio delle citazioni.'
},
'replacements': [
(u"(?m)^\* ?([a-zèéòàù])", ur"*{{subst:uc:\1}}"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'X-Files',
r'Alfredo Panzini',
r'Prede o ragni',
r'Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso',
],
'inside': [
r'(?s)\{[^\}]+\}',
r'\*http',
],
}
},
#Versione di prova temeraria manuale iniziale: inapplicabile
#Evoluzione per tutta la punteggiatura colle nuove eccezioni
#Versione residuale con parti da eseguire assistite
'punteggiatura_ex': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa assistito: Correzione semiautomatica punteggiatura e spazi.'
},
'replacements': [
# (u"(\w) ?([.,:;!?]|\.\.\.|…)(\w)", ur"\1\2 \3"), #errore di python da verificare
(u"(\w) ?([.,:;!?])(\w)", ur"\1\2 \3"),
#non prende i puntini con spazio sia prima sia dopo
],
'exceptions': {
'inside-tags': [
'hyperlink',
'link',
# 'template',
# 'comment',
# 'nowiki',
# 'startspace',
# 'pre',
# 'source',
# 'math',
# 'table', #per qualche motivo pare che anche solo col template non serva, comunque sotto ce n'è una piú generica
# 'gallery',
# 'timeline',
],
'inside': [
r'n\.[°º]',
# r'[0-9XVI][,.:][0-9abc]', #esclusione sporca per il punto separatore delle migliaia e per sottoparagrafi ecc.; due punti per le ore; virgola per i decimali
r' \.[0-9]+', #calibri
r'[0-9]\.(?=[0-9]{3})', #migliaia
r'.\.(it|info|com|org|net|rai|co|uk|gov|eu|ch|edu|va|ca)', #domini piú comuni
r'www\..',
# r'\[[^\]]+\]', #Per esagerare colle precauzioni ed evitare errori come in Italo_Calvino#Collegamenti_esterni
# r'\[http[^ ]+([,:;!?]|\.\.\.|…)[^ ]+ .+\]', #Se si volesse salvare solo l'indirizzo e non il titolo
r'(?s)<[^>]+>', #per non modificare div e marcatori HTML vari; correggere alcuni commenti non è sbagliato ma nemmeno molto utile; non sembra perdersi nessuna buona correzione
r'(?s)\{[^\}]+\}', #Inutile, non produce errori in nessuna voce in Wikiquote; utile per togliere l'exceptinside template
r'&[^;]+;',
# r'a\.C\.',
r'[a-zA-Z]\.([a-zA-Z]\.)+', #dovrebbe escludere tutte le sigle
r'A[Aa]\.[Vv][Vv]\.', #non quelle con piú lettere per elemento; anche se AA.VV. è sconsigliato...
r"\b[A-Za-z][a-z]*\.([a-z]){1,3}\b", #dovrebbe escludere le abbreviazioni senza troppi falsi positivi (non esclude se consecutive perché si mangia lo spazio)
# r'[Ss]ign?\.(r|ra|na)',
# r'[Dd](ott)?\.ssa',
# r'[Mm]\.ro',
# r'[Ff]\.lli',
# r'[Ii]ll\.m[oaie]',
# r'[Cc]ol\.m[oaie]',
# r'M\.me',
# r'P\.za',
],
}
},
#Automatiche
'errori_comuni': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: sistemo automaticamente alcuni degli [[w:Wikipedia:Bot/Richieste/Errori_comuni|errori comuni]]...'
},
'replacements': [
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])cenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1cienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])cenze([ .,:;\n\r$])", ur"\1cienze\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])oscenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1oscienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])oscente([ .,:;\n\r$])", ur"\1osciente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])oscenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1oscienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])ncoscenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1ncoscienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])ncoscente([ .,:;\n\r$])", ur"\1ncosciente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])ncoscenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1ncoscienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Oo])nniscente([ .,:;\n\r$])", ur"\1nnisciente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Oo])nniscenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1nniscienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])onoscienza([ .,:;\n\r$])", ur"\1onoscenza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])onosciente([ .,:;\n\r$])", ur"\1onoscente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])onoscienti([ .,:;\n\r$])", ur"\1onoscenti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Rr])iconoscienza([ .,:;\n\r$])", ur"\1iconoscenza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Rr])iconosciente([ .,:;\n\r$])", ur"\1iconoscente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Rr])iconoscienti([ .,:;\n\r$])", ur"\1iconoscenti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])ufficenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1ufficienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])nsufficenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1nsufficienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])eficenza([ .,:;\n\r$])", ur"\1eficienza\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])ufficente([ .,:;\n\r$])", ur"\1ufficiente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])ufficenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1ufficienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])nsufficente([ .,:;\n\r$])", ur"\1nsufficiente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])nsufficenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1nsufficienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])eficente([ .,:;\n\r$])", ur"\1eficiente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])eficenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1efficienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])oefficente([ .,:;\n\r$])", ur"\1oefficiente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])oefficenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1oefficienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])rospicente([ .,:;\n\r$])", ur"\1rospiciente\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])rospicenti([ .,:;\n\r$])", ur"\1rospicienti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ropietà([ .,:;\n\r$])", ur"\1roprietà\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ropietari([ .,:;\n\r$])", ur"\1roprietari\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ropietaria([ .,:;\n\r$])", ur"\1roprietaria\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ropietarie([ .,:;\n\r$])", ur"\1roprietarie\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ropietario([ .,:;\n\r$])", ur"\1roprietario\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])ompropietari([ .,:;\n\r$])", ur"\1omproprietari\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])ompropietaria([ .,:;\n\r$])", ur"\1omproprietaria\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])ompropietarie([ .,:;\n\r$])", ur"\1omproprietarie\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])ompropietario([ .,:;\n\r$])", ur"\1omproprietario\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ppropiato([ .,:;\n\r$])", ur"\1ppropriato\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ppropiati([ .,:;\n\r$])", ur"\1ppropriati\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ppropiata([ .,:;\n\r$])", ur"\1ppropriata\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ppropiate([ .,:;\n\r$])", ur"\1ppropriate\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ereoporto([ .,:;\n\r$])", ur"\1eroporto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ereoporti([ .,:;\n\r$])", ur"\1eroporti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reoporto([ .,:;\n\r$])", ur"\1eroporto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reoporti([ .,:;\n\r$])", ur"\1eroporti\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reazione([ .,:;\n\r$])", ur"\1erazione\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reare([ .,:;\n\r$])", ur"\1erare\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])reat([a-z])([ .,:;\n\r$])", ur"\1erat\2\3"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Mm])etereologia([ .,:;\n\r$])", ur"\1eteorologia\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Mm])etereologico([ .,:;\n\r$])", ur"\1eteorologico\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])orrezzione([ .,:;\n\r$])", ur"\1orrezione\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ee])ccezzione([ .,:;\n\r$])", ur"\1ccezione\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ee])ccezzionale([ .,:;\n\r$])", ur"\1ccezionale\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ee])ccezzionali([ .,:;\n\r$])", ur"\1ccezionali\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])rofiquo([ .,:;\n\r$])", ur"\1roficuo\2"),
# Problemi cogli scrittori non recenti in quote
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])osidetto([ .,:;\n\r$])", ur"\1osiddetto\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])opratutto([ .,:;\n\r$])", ur"\1oprattutto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])enonch[èé]([ .,:;\n\r$])", ur"\1ennonché\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Oo])vverossia([ .,:;\n\r$])", ur"\1vverosia\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ggiottaggio([ .,:;\n\r$])", ur"\1ggiotaggio\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])pprovigionamento([ .,:;\n\r$])", ur"\1pprovvigionamento\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ocanzi([ .,:;\n\r$])", ur"\1oc'anzi\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])accordo([ .,:;\n\r$])", ur"\1'accordo\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])altronde([ .,:;\n\r$])", ur"\1'altronde\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])in'ora([ .,:;\n\r$])", ur"\1inora\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ccellerare([ .,:;\n\r$])", ur"\1ccelerare\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])è([ .,:;\n\r$])", ur"\1é\2"),
# Disabilitati per troppe polemiche
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])e stesso([ .,:;\n\r$])", ur"\1é stesso\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])e stessa([ .,:;\n\r$])", ur"\1é stessa\2"),
# Aggiunti su consiglio di Nemo_bis
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa]) se([ .,:;\n\r$])", ur"\1 sé\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])er se([ .,:;\n\r$])", ur"\1er sé\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])n se([ .,:;\n\r$])", ur"\1n sé\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ercui([ .,:;\n\r$])", ur"\1er cui\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Qq])ual'è([ .,:;\n\r$])", ur"\1ual è\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])ù([ .,:;\n\r$])", ur"\1u\2"),
# Problemi coi dialetti in quote
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ff])à([ .,:;\n\r$])", ur"\1a\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Dd])ò([ .,:;\n\r$])", ur"\1o\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])ò([ .,:;\n\r$])", ur"\1o'\2"),
# Dal codice di Alfio
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Vv])à([ .,:;\n\r$])", ur"\1a\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Qq])uì([ .,:;\n\r$])", ur"\1ui\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Qq])uà([ .,:;\n\r$])", ur"\1ua\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])r[èé]([ .,:;\n\r$])", ur"\1re\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])uo'([ .,:;\n\r$])", ur"\1uò\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])uo([ .,:;\n\r$])", ur"\1uò\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])iu'([ .,:;\n\r$])", ur"\1iù\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])iu([ .,:;\n\r$])", ur"\1iù\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^])é([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"), «A Foresta è jovem»
#Accenti
(u"(?m)([ .,:;\n\r^])É([ .,:;\n\r$])", ur"\1È\2"),
(u"(?m)E'([ .,:;\n\r$])", ur"È\1"),
#Aggiunte ulteriori
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])uperfice([ .,:;\n\r$])", ur"\1uperficie\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ll])eggittimo([ .,:;\n\r$])", ur"\1egittimo\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Mm])etereologici([ .,:;\n\r$])", ur"\1eteorologici\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Mm])etereologiche([ .,:;\n\r$])", ur"\1eteorologiche\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Cc])ospiqu([a-z])([ .,:;\n\r$])", ur"\1ospicu\2\3"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])nnoqu([a-z])([ .,:;\n\r$])", ur"\1nnocu\2\3"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ee])vaqu", ur"\1vacu"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Aa])ltretanto([ .,:;\n\r$])", ur"\ltrettanto\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])errittorio([ .,:;\n\r$])", ur"\1erritorio\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])aralello([ .,:;\n\r$])", ur"\1arallelo\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])gene([ .,:;\n\r$])", ur"\1giene\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])genic([oai][ .,:;\n\r$])", ur"\1gienic\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ii])geniche([ .,:;\n\r$])", ur"\1gienic\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Bb])lù([ .,:;\n\r$])", ur"\1lu\2"),
# Problemi coi testi inglesi in quote
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])ea([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])he([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])hé([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])ee([ .,:;\n\r$])", ur"\1è\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][a-z]+)gnamo([ .,:;\n\r$])", ur"\1gniamo\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Pp])roveniendo([ .,:;\n\r$])", ur"\1rovenendo\2"),
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ll])eggittimo([ .,:;\n\r$])", ur"\1egittimo\2"),
(u"(?m)([a-zA-Z])ntatre([ .,:;\n\r$])", ur"\1ntatré\2"),
(u"(?m)([a-zA-Z])ntitre([ .,:;\n\r$])", ur"\1ntitré\2"),
(u"(?m)([a-zA-Z])ntatrè([ .,:;\n\r$])", ur"\1ntatré\2"),
(u"(?m)([a-zA-Z])ntitrè([ .,:;\n\r$])", ur"\1ntitré\2"),
(u"(?m)([Uu])n'altro([ .,:;\n\r$])", ur"\1n altro\2"),
(u"(?m)([Uu])n altra([ .,:;\n\r$])", ur"\1n'altra\2"),
# (u"(?m)([ .,:;\n\r^][Ss])i([.,:;\n\r$])", ur"\1ì\2"),
#Se non è seguito dal verbo è un errore, a meno che per fini retorici ci sia un'interruzione, in genere puntini di sospensione: su 100 modifiche in manuale, è successo in "Fantozzi in paradiso" e "Trevanian"; escludere come al solito i dialetti dei proverbi
#Disabilitato per via dei dialetti in pagine imprevedibili https://it.wikiquote.org/?diff=475668
(u"(?m)([Aa])vvallo([ .,:;\n\r$])", ur"\1vallo\2"),
(u"(?m)([Ii])ngeniere([ .,:;\n\r$])", ur"\1ngegnere\2"),
(u"(?m)([Ii])ngeniere([ .,:;\n\r$])", ur"\1ngegnere\2"),
# (u"(?m)([Ss])usp[ea]nce([ .,:;\n\r$])", ur"\1spense\2"),
# Per controllare che non ci siano immagini di dimensione incontrollata:
# grep -E "\[\[([Ff]ile|[Ii]mmagine|[Ii]mage):" cito.xml | grep -Ev "[0-9]+ *px" | grep -Evi "\|(thumb|miniatura)"
# (u"\|200px", u"")
#(u"\[\[(?:[Ff]ile|[Ii]mmagine|[Ii]mage):([^|]+)\|(.*thumb.*|.*miniatura.*)\|[0-9]{3} *px(.+)\]\]", ur"[[Immagine:\1|\2\3]]"),
#(u"\[\[(?:[Ff]ile|[Ii]mmagine|[Ii]mage):([^|]+)\|[0-9]{3} *px\|(.*thumb|.*miniatura)(.+)\]\]", ur"[[Immagine:\1|\2\3]]"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'[Cc]ategoria:[Pp]roverbi',
r'Machiavelli',
r'speriamo che me la cavo',
r'Fantozzi in paradiso',
r'Trevanian',
],
# 'inside-tags': [
# 'link', #Tolto perché escludeva troppe voci annullando (sembra) solo sostituzioni corrette
# ],
}
},
# Standard replacements and commons errors on it.wikiquote.
# See http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bot/Sostituzioni and http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bot/Richieste/Errori_comuni
# python replace.py -lang:it -fix:it-standardrep
'sostituzioni': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Sostituzioni normali automatiche di errori "tipografici".'
},
'replacements': [ # Titoli sezioni
(u'==( )?(([Ll]ink(s)?( a [Ss]iti)?|[Ss]iti) [Ee]sterni|[Cc]ollegamenti Esterni|[Ee]xternal [Ll]ink(s)?)( )?==', u'== Collegamenti esterni =='),
(u'==( )?([Aa]rticoli [Cc]o(rrel|lleg)ati|[Vv]edi [Aa]nche|([Cc]ollegamenti|[Ll]ink(s)?) [Ii]nterni|[Vv]oci [Cc]ollegate|[Vv]oci Correlate)( )?==', u'== Voci correlate =='),
(u"== ?Incipit", u"==[[Incipit]]"),
(u"== ?Explicit", u"==[[Explicit]]"),
(u"== ?Proverbi italiani ?==", u"==[[Proverbi italiani]]=="),
# Mesi maiuscoli
(u'\[\[(\d(\d)?) Gennaio( )?\]\]', ur'[[\1 gennaio]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Febbraio( )?\]\]', ur'[[\1 febbraio]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Marzo( )?\]\]', ur'[[\1 marzo]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Aprile( )?\]\]', ur'[[\1 aprile]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Maggio( )?\]\]', ur'[[\1 maggio]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Giugno( )?\]\]', ur'[[\1 giugno]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Luglio( )?\]\]', ur'[[\1 luglio]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Agosto( )?\]\]', ur'[[\1 agosto]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Settembre( )?\]\]', ur'[[\1 settembre]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Ottobre( )?\]\]', ur'[[\1 ottobre]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Novembre( )?\]\]', ur'[[\1 novembre]]'),
(u'\[\[(\d(\d)?) Dicembre( )?\]\]', ur'[[\1 dicembre]]'),
# Typo, triple
(u'([Cc])olllegament', ur'\1ollegament'),
(u'([Cc])orrrelat', ur'\1orrelat'),
(u"[‘’`´]", u"'"),
(u"[˝˝“”“”„]", u"\""),
(u"\[\[[Ii]mage:", u"[[Immagine:"),
(u"\(\.\.\.\)", u"[...]"),
(u"n°", u"n.°"),
(u"(\[\[film\]\]|film) (\[\[USA\]\]|USA|\[\[Usa\]\]|Usa)", ur"film statunitense"),
(u"== *\[\[:[Cc]ategoria:[Oo]pere[^|]*\|Opere\]\] *==", u"== Opere =="),
(u"== *\[\[((:[Cc]ategoria:)?[Ff]ilm[^|]*\|)?Film\]\] *==", u"== Film =="),
(u"(==+ *)\[\[[Cc]itazioni\]\]([^=]* *==+)", ur"\1Citazioni\2"),
# (u"\(( ?\? ?\))", u"(–)"), #anche casi legittimi, [[Ennio Flaiano]]
# (u" ", u" "), Troppi
(u"(?m)([ .,:;\n\r^][Tt])raduzione a cura di ", ur"\1raduzione di "),
#Maiuscolo inizio dialoghi
(u"(?m)(''': a)", ur"''': A"),
(u"(?m)(''': b)", ur"''': B"),
(u"(?m)(''': c)", ur"''': C"),
(u"(?m)(''': d)", ur"''': D"),
(u"(?m)(''': e)", ur"''': E"),
(u"(?m)(''': f)", ur"''': F"),
(u"(?m)(''': g)", ur"''': G"),
(u"(?m)(''': h)", ur"''': H"),
(u"(?m)(''': i)", ur"''': I"),
(u"(?m)(''': j)", ur"''': J"),
(u"(?m)(''': k)", ur"''': K"),
(u"(?m)(''': l)", ur"''': L"),
(u"(?m)(''': m)", ur"''': M"),
(u"(?m)(''': n)", ur"''': N"),
(u"(?m)(''': o)", ur"''': O"),
(u"(?m)(''': p)", ur"''': P"),
(u"(?m)(''': q)", ur"''': Q"),
(u"(?m)(''': r)", ur"''': R"),
(u"(?m)(''': s)", ur"''': S"),
(u"(?m)(''': t)", ur"''': T"),
(u"(?m)(''': u)", ur"''': U"),
(u"(?m)(''': v)", ur"''': V"),
(u"(?m)(''': w)", ur"''': W"),
(u"(?m)(''': x)", ur"''': X"),
(u"(?m)(''': y)", ur"''': Y"),
(u"(?m)(''': z)", ur"''': Z"),
(u"(?m)(:''' a)", ur"''': A"),
(u"(?m)(:''' b)", ur"''': B"),
(u"(?m)(:''' c)", ur"''': C"),
(u"(?m)(:''' d)", ur"''': D"),
(u"(?m)(:''' e)", ur"''': E"),
(u"(?m)(:''' f)", ur"''': F"),
(u"(?m)(:''' g)", ur"''': G"),
(u"(?m)(:''' h)", ur"''': H"),
(u"(?m)(:''' i)", ur"''': I"),
(u"(?m)(:''' j)", ur"''': J"),
(u"(?m)(:''' k)", ur"''': K"),
(u"(?m)(:''' l)", ur"''': L"),
(u"(?m)(:''' m)", ur"''': M"),
(u"(?m)(:''' n)", ur"''': N"),
(u"(?m)(:''' o)", ur"''': O"),
(u"(?m)(:''' p)", ur"''': P"),
(u"(?m)(:''' q)", ur"''': Q"),
(u"(?m)(:''' r)", ur"''': R"),
(u"(?m)(:''' s)", ur"''': S"),
(u"(?m)(:''' t)", ur"''': T"),
(u"(?m)(:''' u)", ur"''': U"),
(u"(?m)(:''' v)", ur"''': V"),
(u"(?m)(:''' w)", ur"''': W"),
(u"(?m)(:''' x)", ur"''': X"),
(u"(?m)(:''' y)", ur"''': Y"),
(u"(?m)(:''' z)", ur"''': Z"),
(u"(?m)(:''' z)", ur"''': Z"),
(u"(?m)''':([A-Z])", ur"''': \1"),
#Punto e spazio in fine delle citazioni ma non solo.
(u"([a-z])\.\( ?'''", ur"\1. ('''"),
(u"([a-z]) *\( ?'''", ur"\1. ('''"),
(u"([a-zàèéìòù]) *\(da ?''", ur"\1. (da ''"),
(u"([a-zàèéìòù])'' *\(da ?''", ur"\1''. (da ''"),
(u"([a-z]){{", ur"\1. {{"),
(u"}}([a-zA-Z])", ur"}} \1"),
(u"([a-zA-Z]),(\w)", ur"\1, \2"),
(u"pag\.([0-9])", ur"p. \1"),
(u"p\.([0-9])", ur"p. \1"),
(u"([a-z]) *(<br>|<br/>|<br />)( *)'''", ur"\1. \2\3'''"),
#Punto alla fine delle battute nei dialoghi
(u"p\.([0-9])", ur"p. \1"),
#"numero" abbreviato seguito dal numero senza spazio, senza rimozione di di ° o º (diviso in due per evitare l'errore "coercing to Unicode: need string or buffer, NoneType found")
(u"n\.([0-9])", ur"n. \1"),
(u"n\.[°º]([0-9])", ur"n.º \1"),
#Ancora, ex Correzione automatica punteggiatura e spazi, prima svolte senza espressioni regolari
(u"\.\( *da", ur". (da"),
(u"\.\( *citat", ur". (citat"),
(u"\.\( *'''", ur". ('''"),
(u"\.\{\{NDR", ur". {{NDR"),
(u"!\( *da", ur"! (da"),
(u"!\( *citat", ur"! (citat"),
(u"!\( *'''", ur"! ('''"),
(u"!\{{NDR", ur"! {{NDR"),
(u"\?\( *da", ur"? (da"),
(u"\?\( *citat", ur"? (citat"),
(u"\?\( *'''", ur"? ('''"),
(u"\?\{\{NDR", ur"? {{NDR"),
(u"« ", ur"«"),
(u" »", ur"»"),
(u" ,", ur","),
(u"\( ", ur"("),
(u" \)", ur")"),
(u"\[ ", ur"["),
(u" \]", ur"]"),
(u"\.\(", ur". ("),
(u"<<", ur"«"),
(u"(?!^|>)>>", ur"»"), # Attenzione a [[Minette Walters]]
#Corsivo ecc.
(u"''L'Unità''", ur"''l'Unità''"), #difficile, ma potrebbero essere in una citazione; meglio a mano?
# (u"''La [Rr]epubblica''", ur"''la Repubblica''"), # https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Platone&diff=601099&oldid=598813
(u"''Corriere della Sera''", ur"''Corriere della sera''"),
(u"'''\[([^ ]+) Corriere della Sera]''", ur"''[\1 Corriere della sera]''"),
(u"''\[([^ ]+) La [Rr]epubblica\]''", ur"''[\1 la Repubblica]''"),
# (u"''L'Espresso''", ur"''L'espresso''"),
(u"'''(.+):'''", ur"'''\1''':"),
(ur"'''\[([^]]+)\]'''", ur"{{NDR|\1}}"),
(ur"\['''([^]]+)'''\]", ur"{{NDR|\1}}"),
(ur"{{NDR\|\.\.\.}}", ur"[...]"),
(ur"{{NDR\|'''(.+)'''}}", ur"{{NDR|\1}}"),
(u"(?m)\.? *\( *(pp?\.) *([0-9]+) *\) *\. *([\n\r$])", ur". (\1 \2)\3"),
#Template che vanno sostituiti, usati solo per compatibilità con Wikipedia quando si importano fonti
(ur"{{(?:[Tt]emplate:)?([Cc]ita )(libro|web)", ur"{{subst:Cita \2"),
],
'exceptions': {
'text-contains': [
r'dizione di riferimento',
],
'inside': [
r'\[http[^ ]+,[^ ]+ .+\]', #Per non inserire errori negli indirizzi con virgole
r'\{\{[Ss]ic\|[^}]+\}\}',
],
'inside-tags': [
'hyperlink',
'link',
'ref',
],
'title': [
r'Ateismo',
],
}
},
'spazi': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Correzione automatica punteggiatura e spazi.'
},
'replacements': [
(u"([a-zA-Z]) ?([,:;!?]|\.\.\.|…)(\w)", ur"\1\2 \3"),
(u"([a-zA-Z]) ?\" ?([,:;!?])(\w)", ur'\1"\2 \3'),
(u"([a-zA-Z]) ?» ?([,:;!?]|\.\.\.|…)(\w)", ur"\1»\2 \3"),
(u"([a-z]) ?\.([A-Z][a-z]+\\b)", ur"\1. \2"),
],
'exceptions': {
'inside-tags': [
'hyperlink',
'link',
# 'template',
# 'comment',
# 'nowiki',
# 'startspace',
# 'pre',
# 'source',
# 'math',
# 'table',
# 'gallery',
# 'timeline',
],
'inside': [
# r'\[[^\]]+\]', #Per esagerare colle precauzioni ed evitare errori come in Italo_Calvino#Collegamenti_esterni
r'\[//[^ ]+([,:;!?]|\.\.\.|…)[^ ]+ .+\]', #Se si volesse salvare solo l'indirizzo e non il titolo, riattivato solo per i //
r'(?s)<[^>]+>',
r'(?s)\{[^\}]+\}', #Inutile, non produce errori in nessuna voce in Wikiquote; utile per togliere l'exceptinside template
r'&[^;]+;',
r'InguineMAH!gazine',
r'Eravamo\.io\.e\.Jamieson.',
r'Co\.Dex',
r'CON…tatto',
r'\{\{[Ss]ic\|[^}]+\}\}',
],
'title': [
r'Indro Montanelli',
r'Douglas Adams',
r'Susanna Agnelli',
],
}
},
'spazi_p': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Correzione assistita punteggiatura e spazi.'
},
'replacements': [
(u"([a-zA-Z]) ?([,:;!?]|\.\.\.|…)(\w)", ur"\1\2 \3"),
(u"([a-zA-Z]) ?\" ?([,:;!?])(\w)", ur'\1"\2 \3'),
(u"([a-zA-Z]) ?» ?([,:;!?]|\.\.\.|…)(\w)", ur"\1»\2 \3"),
(u"([a-z]) ?\.([A-Z][a-z]+\\b)", ur"\1. \2"),
],
'exceptions': {
'inside-tags': [
'hyperlink',
'link',
'template',
'comment',
'nowiki',
'startspace',
'pre',
'source',
'math',
'table',
'gallery',
'timeline',
],
'inside': [
r'\[[^\]]+\]', #Per esagerare colle precauzioni ed evitare errori come in q:Italo_Calvino#Collegamenti_esterni
# r'\[http[^ ]+([,:;!?]|\.\.\.|…)[^ ]+ .+\]', #Se si volesse salvare solo l'indirizzo e non il titolo
r'(?s)<[^>]+>',
r'(?s)\{[^\}]+\}', #Inutile, non produce errori in nessuna voce in Wikiquote; utile per togliere l'exceptinsidetags template
r'(?s)<code>.*</code>',
r'&[^;]+;',
r'\([a-zA-Z][;,][a-zA-Z](\+([a-zA-Z]|[0-9]*))?\)', #intervalli e variabili, anche con somme
r'\{\{[Ss]ic\|[^}]+\}\}',
],
'title': [
r'Indro Montanelli',
r'Douglas Adams',
],
'text-contains': [
r'\\b[Dd][Oo][Ii]\\b',
r'Digital [Oo]bject [Ii]dentifier',
],
}
},
'spaziofine': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Aggiungo punto a fine riga.'
},
'replacements': [
(u"(?m)([a-z]) *\n", ur"\1.\n"),
# (u"(?m)([a-z]) *\r\n", ur"\1.\n"),
# (u"([a-z]) *\r", ur"\1."),
# (u"(?m)([a-z]) *$", ur"\1."),
# (u"(?m)\|attori\=(.*)\r.(.*)\|note\=", ur"|attori=\1\r\n\2|note="),
],
'exceptions': {
'inside-tags': [
'template', #Per non aggiungere il punto negli elenchi puntati della tabella {{film
],
}
},
'trattino': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Correzione automatica trattini in lineette.'
},
'replacements': [
# (u' -- ', ur' – '),
(u' - ', ur' – '),
# (u'- ', ur'– '),
(u' -([.,:;])', ur' –\1'),
(u'>-', ur'>– '),
(u'\*-', ur'*– '),
# (u'(\[\[.*)( – )(.*\]\])', ur'\1 - \2'),
],
'exceptions': {
'inside': [
r'(?s)\[[^\]]+\]',
r'(?s)\{[^\}]+\}',
],
'title': [
r'Francesco Salvi',
],
'text-contains': [
r'Laurence Sterne',
],
'inside-tags': [
'comment',
'math',
],
}
},
'accenti': {
'regex': True,
'msg': {
'it':u'Automa: Inversione degli accenti delle parole di questa [[w:Discussioni_Wikipedia:Bot/Sostituzioni/Espressioni_regolari|lista]].',
},
'replacements': [
#congiunzioni (e non) terminanti in -chè (e non solo)
(u'\\b([Aa])bbenchè\\b', ur'\1bbenché'),
(u'\\b([aA])cciocchè\\b', ur'\1cciocché'),
(u'\\b([aA])ffinchè\\b', ur'\1ffinché'),
(u'\\b([aA])lcunchè\\b', ur'\1lcunché'),
(u'\\b([aA])llorchè\\b', ur'\1llorché'),
(u'\\b([aA])ltrochè\\b', ur'\1ltroché'),
(u'\\b([aA])ncorchè\\b', ur'\1ncorché'),
(u'\\b([aA])nzichè\\b', ur'\1nziché'),
(u'\\b([aA])ttesochè\\b', ur'\1ttesoché'),
(u'\\b([aA])vvegnachè\\b', ur'\1vvegnaché'),
(u"\\b([aA])vvegnadiochè\\b", ur"\1vvegnadioché"),
(u"\\b([aA])vvengachè\\b", ur"\1vvengaché"),
(u"\\b([aA])vvengadiochè\\b", ur"\1vvengadioché"),
(u'\\b([bB])enchè\\b', ur'\1enché'),
(u'\\b([cC])hecchè\\b', ur'\1hecché'),
(u"\\b([cC])iocchè\\b", ur"\1iocché"),
(u'\\b([cC])omecchè\\b', ur'\1omecché'),
(u"\\b([cC])onciofossechè\\b", ur"\1onciofosseché"),
(u'\\b([cC])ontuttochè\\b', ur'\1ontuttoché'),
(u'\\b([cC])osicchè\\b', ur'\1osicché'),
(u'\\b([cC])otalchè\\b', ur'\1otalché'),
(u'\\b([dD])acchè\\b', ur'\1acché'),
(u'\\b([dD])appoichè\\b', ur'\1appoiché'),
(u'\\b([dD])imodochè\\b', ur'\1imodoché'),
(u"\\b([dD])opochè\\b", ur"\1opoché"),
(u"\\b([dD])opodichè\\b", ur"\1opodiché"),
(u'\\b([eE])ssendochè\\b', ur'\1ssendoché'),
(u'\\b([fF])inattantochè\\b', ur'\1inattantoché'),
(u'\\b([fF])inchè\\b', ur'\1inché'),
(u'\\b([fF])intantochè\\b', ur'\1intantoché'),
(u"\\b([fF])inacchè\\b", ur"\1inacché"),
(u"\\b([fF])inattantochè\\b", ur"\1inattantoché"),
(u'\\b([fF])uorchè\\b', ur'\1uorché'),
(u'\\b([gG])iacchè\\b', ur'\1iacché'),
(u'\\b([gG])ranchè\\b', ur'\1ranché'),
(u"\\b([gG])iafossechè\\b", ur"\1iafosseché"),
(u"\\b([gG])iafossecosachè\\b", ur"\1iafossecosaché"),
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(u'\\b([lL])orchè\\b', ur'\1orché'),
(u"\\b([iI])nquantochè\\b", ur"\1nquantoché"),
(u'\\b([mM])acchè\\b', ur'\1acché'),
(u'\\b([nN])è\\b', ur'\1é'),
(u'\\b([nN])onchè\\b', ur'\1onché'),
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(u'\\b([oO])ltrechè\\b', ur'\1ltreché'),
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(u"\\b([tT])rannechè\\b", ur"\1ranneché"),
(u'\\b([tT])uttochè\\b', ur'\1uttoché'),
#passati remoti
(u"\\b([aA])bbattè\\b", ur"\1bbatté"),
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(u"\\b([aA])ddissè\\b", ur"\1ddissé"),
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(u"\\b([aA])rrompè\\b", ur"\1rrompé"),
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(u"\\b([cC])edè\\b", ur"\1edé"),
(u"\\b([cC])ernè\\b", ur"\1erné"),
(u"\\b([cC])hiedè\\b", ur"\1hiedé"),
(u"\\b([cC])ombattè\\b", ur"\1ombatté"),
(u"\\b([cC])ompetè\\b", ur"\1ompeté"),
(u"\\b([cC])ompiè\\b", ur"\1ompié"),
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(u"\\b([cC])oncedè\\b", ur"\1oncedé"),
(u"\\b([cC])oncernè\\b", ur"\1oncerné"),
(u"\\b([cC])onnettè\\b", ur"\1onnetté"),
(u"\\b([cC])onsistè\\b", ur"\1onsisté"),
(u"\\b([cC])ontenè\\b", ur"\1ontené"),
(u"\\b([cC])ontrobattè\\b", ur"\1ontrobatté"),
(u"\\b([cC])onvedè\\b", ur"\1onvedé"),
(u"\\b([cC])onvergè\\b", ur"\1onvergé"),
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(u"\\b([cC])redè\\b", ur"\1redé"),
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(u"\\b([dD])eflettè\\b", ur"\1efletté"),
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(u"\\b([dD])iprendè\\b", ur"\1iprendé"),
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(u"\\b([iI])ntercedè\\b", ur"\1ntercedé"),
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(u"\\b([iI])nterrompè\\b", ur"\1nterrompé"),
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(u"\\b([iI])ntrattenè\\b", ur"\1ntrattené"),
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(u"\\b([mM])antenè\\b", ur"\1antené"),
(u"\\b([mM])ietè\\b", ur"\1ieté"),
(u"\\b([oO])ttenè\\b", ur"\1ttené"),
(u"\\b([pP])endè\\b", ur"\1endé"),
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(u"\\b([rR])attenè\\b", ur"\1attené"),
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(u"\\b([rR])ecedè\\b", ur"\1ecedé"),
(u"\\b([rR])edigè\\b", ur"\1edigé"),
(u"\\b([rR])endè\\b", ur"\1endé"),
(u"\\b([rR])esistè\\b", ur"\1esisté"),
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(u"\\b([sS])trafottè\\b", ur"\1trafotté"),
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(u"\\b([sS])tridè\\b", ur"\1tridé"),
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(u"\\b([tT])rattenè\\b", ur"\1rattené"),
(u"\\b([tT])ravedè\\b", ur"\1ravedé"),
(u"\\b([vV])edè\\b", ur"\1edé"),
(u"\\b([vV])endè\\b", ur"\1endé"),
(u"\\b([vV])ertè\\b", ur"\1erté"),
#Termini d'origine francese (e italiani come caffè)
(u'\\b([aA])ntirè\\b', ur'\1ntiré'),
(u'\\b([aA])utodafè\\b', ur'\1utodafé'),
(u'\\b([cC])annetè\\b', ur'\1anneté'),
(u'\\b([cC])apitonnè\\b', ur'\1apitonné'),
(u'\\b([cC])lichè\\b', ur'\1liché'),
(u'\\b([cC])loisonnè\\b', ur'\1loisonné'),
(u'\\b([cC])onsommè\\b', ur'\1onsommé'),
(u"\\b([cC])impanzè\\b", ur"\1impanzé"),
(u'\\b([cC])oupè\\b', ur'\1oupé'),
(u'\\b([cC])raquelè\\b', ur'\1raquelé'),
(u'\\b([dD])ecolletè\\b', ur'\1ecolleté'),
(u'\\b([dD])écolletè\\b', ur'\1écolleté'),
(u'\\b([dD])efilè\\b', ur'\1efilé'),
(u'\\b([dD])éfilè\\b', ur'\1éfilé'),
(u'\\b([dD])egagè\\b', ur'\1egagé'),
(u'\\b([dD])égagè\\b', ur'\1égagé'),
(u'\\b([dD])elavè\\b', ur'\1elavé'),
(u'\\b([dD])élavè\\b', ur'\1élavé'),
(u'\\b([dD])emodè\\b', ur'\1emodé'),
(u'\\b([dD])émodè\\b', ur'\1émodé'),
(u'\\b([dD])eracinè\\b', ur'\1eraciné'),
(u'\\b([dD])éracinè\\b', ur'\1éraciné'),
(u'\\b([dD])eshabillè\\b', ur'\1eshabillé'),
(u'\\b([dD])éshabillè\\b', ur'\1éshabillé'),
(u'\\b([eE])cartè\\b', ur'\1carté'),
(u'\\b([eE])nfant gƒtè\\b', ur'\1nfant gƒté'),
(u'\\b([eE])ngagè\\b', ur'\1ngagé'),
(u'\\b([fF])lambè\\b', ur'\1lambé'),
(u'\\b([fF])oncè\\b', ur'\1oncé'),
(u'\\b([fF])risè\\b', ur'\1risé'),
(u'\\b([gG])aufrè\\b', ur'\1aufré'),
(u'\\b([gG])lacè\\b', ur'\1lacé'),
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(u'\\b([mM])arron glacè\\b', ur'\1arron glacé'),
(u'\\b([mM])atelassè\\b', ur'\1atelassé'),
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(u'\\b([aA])ppié\\b', ur'\1ppiè'),
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(u'\\b([bB])uffé\\b', ur'\1uffè'),
(u'\\b([cC])abaré\\b', ur'\1abarè'),
(u'\\b([cC])abriolé\\b', ur'\1abriolè'),
(u'\\b([cC])anapé\\b', ur'\1anapè'),
(u'\\b([cC])arcadé\\b', ur'\1arcadè'),
(u'\\b([cC])hedivé\\b', ur'\1hedivè'),
(u'\\b([cC])ioé\\b', ur'\1ioè'),
(u'\\b([cC])occodé\\b', ur'\1occodè'),
(u'\\b([cC])ontrobuffé\\b', ur'\1ontrobuffè'),
(u'\\b([cC])orvé\\b', ur'\1orvè'),
(u'\\b([cC])roscé\\b', ur'\1roscè'),
(u'\\b([cC])upé\\b', ur'\1upè'),
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(u'\\b([eE])uhoé\\b', ur'\1uhoè'),
(u'\\b([fF])orfé\\b', ur'\1orfè'),
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(u'\\b([kK])edivé\\b', ur'\1edivè'),
(u'\\b([lL])acché\\b', ur'\1acchè'),
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(u'\\b([mM])acramé\\b', ur'\1acramè'),
(u'\\b([mM])ordoré\\b', ur'\1ordorè'),
(u'\\b([mM])usmé\\b', ur'\1usmè'),
(u'\\b([nN])arghilé\\b', ur'\1arghilè'),
(u'\\b([pP])arché\\b', ur'\1archè'),
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Trieste
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Gaux
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Gualtiero Castellini
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[[File:View of Trieste from Colle di San Giusto.jpg|thumb|Trieste: una veduta del centro città]]
Citazioni sulla città di '''Trieste''' e sui '''triestini'''.
*A Trieste, e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia. ([[Gualtiero Castellini]])
*Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita un’altra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di [[Italo Svevo|Svevo]] e [[James Joyce|Joyce]], c’è sempre stata un’altra città morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. C’è il lungomare di Barcola, per esempio, dove la gente prende il sole sei mesi all’anno e fa il bagno anche in ottobre. C’è un edonismo antico, morale nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po’ easy-going, alla californiana. ([[Mauro Covacich]])
*A Trieste un certo soldato Credolin Umberto inventò questo gioco (è vero), ed era il più grande nuotatore del mondo. Aveva attraversato lo stretto di Messina, le cascate del Niagara e la Manica no... perché non sapeva l'inglese. ([[Indietro tutta!]])
*Alla fine maggio 1916, la mia brigata – reggimenti 399° e 400° – stava ancora sul Carso. Sin dall'inizio della guerra, essa aveva combattuto solo su quel fronte. Per noi, era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto. Non avevamo fatto altro che conquistare trincee, trincee e trincee. Dopo quella dei "gatti rossi", era venuta quella dei "gatti neri", poi quella dei "gatti verdi". Ma la situazione era sempre la stessa. Presa una trincea, bisognava conquistarne un'altra. Trieste era sempre là, di fronte al golfo, alla stessa distanza, stanca. La nostra artiglieria non vi aveva voluto tirare un sol colpo. Il duca d'Aosta, nostro comandante d'armata, la citava ogni volta, negli ordini del giorno e nei discorsi, per animare i combattenti. ([[Emilio Lussu]])
*Erano giorni bui. L'Italia era entrata in guerra, e a Trieste, molti uomini profondamente italiani di origine e di sentimenti, fuggivano. Andavano «di là», oltre il confine, fra le file dei soldati italiani, per non combattere in Austria contro i propri fratelli. Quasi tutti si allontanavano per via di mare, di notte, in piccole barche, e salutavano da lontano il bel colle di S. Giusto, che non si auguravano di rivedere se non quando il tricolore avesse potuto di lassù sventolare libero, su Trieste redenta. ([[Eleonora Torossi]])
*Fondandoci sui postulati del Presidente Wilson, riconosciuti ed accettati dalle potenze centrali, dichiariamo che tutti i territori italiani, finora soggetti alla monarchia austro-ungarica, nessuno eccettuato, li consideriamo come già virtualmente staccati dal suo nesso territoriale; per la qual cosa i deputati italiani hanno punto il compito di entrare in trattative col Governo e coi rappresentanti della nazionalità ancora soggetta all'Austria allo scopo di dare un nuovo assetto allo Stato. Poiché i territori italiani situati entro i presenti confini della monarchia, si devono ormai ritenere come virtualmente appartenenti allo Stato italiano, protestiamo in modo speciale contro il trattamento eccezionale, che, secondo le intenzioni del Governo, si vorrebbe usare alla città di Trieste. ([[Enrico Conci]])
*Il clima di violenza, incombente come nuvole cariche di elettricità e di tempesta, che c’era nella Trieste dell’immediato dopoguerra, mi ha lasciato un orrore della violenza in cui si annida certo anche [[paura]]. Non temevo gli aeroplani che sino a poco prima gettavano bombe e non perché non mi rendessi conto del pericolo o fossi coraggioso, ma perché le cose, anche quelle più letali, fanno meno paura degli uomini, della violenza e dell’odio che c’è nel corpo, nello sguardo, nel cuore. ([[Claudio Magris]])
*In tutti i modi dobbiamo favorire l'occupazione della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito. Questo significa che in questa regione non vi sarà né una occupazione inglese, né una restaurazione della amministrazione reazionaria italiana, cioè si creerà una situazione profondamente diversa da quella che esiste nella parte libera dell'Italia [...] questa direttiva vale anche e soprattutto per la città di Trieste. ([[Palmiro Togliatti]])
*La mia anima è a Trieste. ([[James Joyce]])
*''La mia città che in ogni parte è viva, | ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita | pensosa e schiva.'' ([[Umberto Saba]])
*Ma voi che purtroppo non siete nati a Trieste, esattamente come siete stati risarciti? ([[Paolo Condò]])
*Non è vero che Trieste sia italiana. Trieste è stata fondata dagli slavi, e anzi è colpa dell'Italia se è decaduta dal rango che aveva di primo porto di tutto il Mediterraneo. ([[Andrej Januar'evič Vyšinskij]])
*''Poeta, su 'l tuo capo sospeso ho il tricolore | che da le spiagge d'Istria da l'acque di Salvore | la fedele di Roma, Trieste, mi mandò''. ([[Giosuè Carducci]])
*Quello che durante la guerra erano Lisbona e Istanbul, adesso è Trieste. Spionaggio, controspionaggio, informatori, titini e antititini, stalinisti, antistalinisti, e in più diecimila soldati inglesi ed americani, una popolazione simpatica ed entusiasta e marinai d'ogni paese. Il mondo in una città. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'')
*Trieste, capoluogo della regione illirica, si divide in due città molto dissimili. Una delle due, Theresienstadt, è un centro nuovo e ricco, costruito ad arte su quella baia che l'uomo ha strappato al mare; l'altra è una borgata vecchia e povera, irregolarmente costruita e rinserrata fra il Corso, che la separa da Theresienstadt, e i pendii del Karst, collinetta incoronata da una fortezza molto pittoresca. ([[Jules Verne]])
*Trieste deve esserti la nuova [[Venezia]]. Brucia i boschi e vieni con me. ([[Scipio Slataper]])
*Trieste è nocciola chiaro, da gabardine. ([[Guido Ceronetti]])
*''Trieste ha una scontrosa | grazia. Se piace, | è come un ragazzaccio aspro e vorace, | con gli occhi azzurri e mani troppo grandi | per regalare un fiore.''. ([[Umberto Saba]])
*Trieste è troppo bella e i triestini sono gente particolare. Le differenze col resto del territorio si percepiscono anche nel modo in cui si esprimono musicalmente. Mentre le canzoni popolari friulane sono bellissime ma generalmente tristi e permeate da mancanza di serenità, loro sono completamente diversi, più portati alla gioiosità e a prendersi in giro come dimostra 'El can de Trieste' di Lelio Luttazzi. E poi la città è un centro culturale straordinario visitato da tutti i più grandi intellettuali a partire da Joyce oltre a tutti quelli a cui ha dato i natali. E nonostante una storia recente abbastanza dolorosa e triste, primeggia in Europa come polo scientifico. ([[Bruno Pizzul]])
*Trieste è una città bellissima, meravigliosa; tutte le città di mare sono belle, ma Trieste lo è in particolare perché è diritta sul mare. ([[Ornella Vanoni]])
*''Trieste | non sei più una città della terra | non son di pietra le tue case | i tuoi cittadini non son di carne | per ognuno di essi | due italiani hanno versato il sangue | sublime riscatto | per essi ancora | i cittadini d'Italia vogliono morire. Il tuo dolore | turba sul guanciale | la testa folta dell'adolescente | e fa pesare | la testa insonne del vecchio. | Come una città del sogno | sei permeata d'amore | e come una città del Paradiso | sei fabbricata di luce. | La prepotenza teutone | non ti piegò | né la torbida invadenza slava | giunse a lambirti la fronte | un tenero sorrise inglese | non vi affinerà le penne.'' ([[Aldo Palazzeschi]])
*Tutti gli italiani, a qualunque partito appartengano, sono e saranno sempre strettamenti uniti e solidali, con il nome di Trieste scolpito indelebilmente nel cuore. ([[Cesare Merzagora]])
*Un fatto colpisce lo straniero, sovra tutto se egli giunga dall'[[Istria]] vicina, in cui ogni città ed ogni borgo offrono al piacere degli occhi qualche tratto di architettura veneziana, e ai ricordi storici i leoni dell'evangelista: Trieste non ha né un leone di San Marco, né in tutta la sua architettura una linea che rammenti la dominatrice dell'Adria. Da qualche resto sopravvissuto sembrerebbe piuttosto che prevalesse lo stile romanico.<br>Lo spiega la sua storia, dolorosa per alcune conseguenze, ma pur gloriosa perché nella sua secolare umiltà sembra consapevole di una grandezza futura. I reggitori della città, fin dai tempi feudali, avevano inteso che [[Venezia]] dominatrice di Trieste avrebbe assorbito tutti i vantaggi che a questa offriva la sua posizione fortunata allo sbocco dei valichi delle Alpi Giulie; perciò Trieste osò piuttosto esser rivale che soggetta di Venezia, e quando le sue sole forze non le bastarono, ricorse a chiunque, pur di non aver distrutte le sue speranze. Triste condizione, se si vuole, ma necessaria per chi senta la ferrea necessità delle leggi economiche della storia! ([[Giulio Caprin]])
*Vecchia signora in disarmo, abituata ai tempi morbidi dei suoi caffè, ora Trieste ha però ripreso a guardare in faccia il futuro, a tentare la riscossa. ([[Gianni Barbacetto]])
===[[Ruggero Timeus]]===
*Era sola, separata dal resto del mondo da quella barriera di sassi; non aveva vicino a sé nessuno a cui chiedere vita e nessuno a cui darla. Languiva.<br>In venti secoli, non poté formarsi né una tradizione, né un'arte, né una storia, né un'aristocrazia. Firenze era la capitale della Toscana verde, Genova della Liguria marinara, Milano della Lombardia industre ed erano tutte specchio delle loro provincie nella loro vita florida e pulsante. Trieste era la capitale del suo deserto di sassi ed era arida come esso era arido.
*Quello che attende Trieste è la maturazione e il compimento della sua individualità storica e morale, che è ancora assai giovane e che non ha trovato ancora la sua forma completa e la sua espressione perfetta.<br>Sì, Trieste è giovane. Invano pietre, carte memorie e sogni parlano di secoli e parlano di millenni. La sua vita di organismo spirituale, autonomo, originale, vivente di una vita sua, non ha un secolo. Trieste romana era una stazione tra Aquileia e Pola; Trieste medievale, un distretto ribelle della Signoria Veneziana. La vita della città nel passato non aveva larghi orizzonti e per questo aveva bisogno di larghi, ricchi e tranquilli possessi intorno.
*Soffusa di nebbie, punteggiata di pallide luci, si estendeva molle sul mare aspettando senza difese, senza ritrosie il conquistatore dal mare.<br>E Trieste aspetta.<br>Se dicessi che Trieste aspetta la liberazione, direi una verità diventata luogo comune, e oltre tutto, inesatta e inadeguata. Inesatta e inadeguata perché la liberazione di Trieste veramente anche solo come cambiamento giuridico e politico sarebbe già un gran fatto; ma essa contiene di più nelle sue conseguenze, qualche cosa che è difficile esprimere in molte parole, e impossibile ripetere con la parola sola e abusata della libertà.
==Voci correlate==
*[[Barcolana]]
*[[Basilica del Cristo Salvatore]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Comuni del Friuli-Venezia Giulia]]
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irredentismo
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[[File:View of Trieste from Colle di San Giusto.jpg|thumb|Trieste: una veduta del centro città]]
Citazioni sulla città di '''Trieste''' e sui '''triestini'''.
*A Trieste, e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo [[Irredentismo italiano|irredentismo]], nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia. ([[Gualtiero Castellini]])
*Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita un’altra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di [[Italo Svevo|Svevo]] e [[James Joyce|Joyce]], c’è sempre stata un’altra città morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. C’è il lungomare di Barcola, per esempio, dove la gente prende il sole sei mesi all’anno e fa il bagno anche in ottobre. C’è un edonismo antico, morale nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po’ easy-going, alla californiana. ([[Mauro Covacich]])
*A Trieste un certo soldato Credolin Umberto inventò questo gioco (è vero), ed era il più grande nuotatore del mondo. Aveva attraversato lo stretto di Messina, le cascate del Niagara e la Manica no... perché non sapeva l'inglese. ([[Indietro tutta!]])
*Alla fine maggio 1916, la mia brigata – reggimenti 399° e 400° – stava ancora sul Carso. Sin dall'inizio della guerra, essa aveva combattuto solo su quel fronte. Per noi, era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto. Non avevamo fatto altro che conquistare trincee, trincee e trincee. Dopo quella dei "gatti rossi", era venuta quella dei "gatti neri", poi quella dei "gatti verdi". Ma la situazione era sempre la stessa. Presa una trincea, bisognava conquistarne un'altra. Trieste era sempre là, di fronte al golfo, alla stessa distanza, stanca. La nostra artiglieria non vi aveva voluto tirare un sol colpo. Il duca d'Aosta, nostro comandante d'armata, la citava ogni volta, negli ordini del giorno e nei discorsi, per animare i combattenti. ([[Emilio Lussu]])
*Erano giorni bui. L'Italia era entrata in guerra, e a Trieste, molti uomini profondamente italiani di origine e di sentimenti, fuggivano. Andavano «di là», oltre il confine, fra le file dei soldati italiani, per non combattere in Austria contro i propri fratelli. Quasi tutti si allontanavano per via di mare, di notte, in piccole barche, e salutavano da lontano il bel colle di S. Giusto, che non si auguravano di rivedere se non quando il tricolore avesse potuto di lassù sventolare libero, su Trieste redenta. ([[Eleonora Torossi]])
*Fondandoci sui postulati del Presidente Wilson, riconosciuti ed accettati dalle potenze centrali, dichiariamo che tutti i territori italiani, finora soggetti alla monarchia austro-ungarica, nessuno eccettuato, li consideriamo come già virtualmente staccati dal suo nesso territoriale; per la qual cosa i deputati italiani hanno punto il compito di entrare in trattative col Governo e coi rappresentanti della nazionalità ancora soggetta all'Austria allo scopo di dare un nuovo assetto allo Stato. Poiché i territori italiani situati entro i presenti confini della monarchia, si devono ormai ritenere come virtualmente appartenenti allo Stato italiano, protestiamo in modo speciale contro il trattamento eccezionale, che, secondo le intenzioni del Governo, si vorrebbe usare alla città di Trieste. ([[Enrico Conci]])
*Il clima di violenza, incombente come nuvole cariche di elettricità e di tempesta, che c’era nella Trieste dell’immediato dopoguerra, mi ha lasciato un orrore della violenza in cui si annida certo anche [[paura]]. Non temevo gli aeroplani che sino a poco prima gettavano bombe e non perché non mi rendessi conto del pericolo o fossi coraggioso, ma perché le cose, anche quelle più letali, fanno meno paura degli uomini, della violenza e dell’odio che c’è nel corpo, nello sguardo, nel cuore. ([[Claudio Magris]])
*In tutti i modi dobbiamo favorire l'occupazione della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito. Questo significa che in questa regione non vi sarà né una occupazione inglese, né una restaurazione della amministrazione reazionaria italiana, cioè si creerà una situazione profondamente diversa da quella che esiste nella parte libera dell'Italia [...] questa direttiva vale anche e soprattutto per la città di Trieste. ([[Palmiro Togliatti]])
*La mia anima è a Trieste. ([[James Joyce]])
*''La mia città che in ogni parte è viva, | ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita | pensosa e schiva.'' ([[Umberto Saba]])
*Ma voi che purtroppo non siete nati a Trieste, esattamente come siete stati risarciti? ([[Paolo Condò]])
*Non è vero che Trieste sia italiana. Trieste è stata fondata dagli slavi, e anzi è colpa dell'Italia se è decaduta dal rango che aveva di primo porto di tutto il Mediterraneo. ([[Andrej Januar'evič Vyšinskij]])
*''Poeta, su 'l tuo capo sospeso ho il tricolore | che da le spiagge d'Istria da l'acque di Salvore | la fedele di Roma, Trieste, mi mandò''. ([[Giosuè Carducci]])
*Quello che durante la guerra erano Lisbona e Istanbul, adesso è Trieste. Spionaggio, controspionaggio, informatori, titini e antititini, stalinisti, antistalinisti, e in più diecimila soldati inglesi ed americani, una popolazione simpatica ed entusiasta e marinai d'ogni paese. Il mondo in una città. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'')
*Trieste, capoluogo della regione illirica, si divide in due città molto dissimili. Una delle due, Theresienstadt, è un centro nuovo e ricco, costruito ad arte su quella baia che l'uomo ha strappato al mare; l'altra è una borgata vecchia e povera, irregolarmente costruita e rinserrata fra il Corso, che la separa da Theresienstadt, e i pendii del Karst, collinetta incoronata da una fortezza molto pittoresca. ([[Jules Verne]])
*Trieste deve esserti la nuova [[Venezia]]. Brucia i boschi e vieni con me. ([[Scipio Slataper]])
*Trieste è nocciola chiaro, da gabardine. ([[Guido Ceronetti]])
*''Trieste ha una scontrosa | grazia. Se piace, | è come un ragazzaccio aspro e vorace, | con gli occhi azzurri e mani troppo grandi | per regalare un fiore.''. ([[Umberto Saba]])
*Trieste è troppo bella e i triestini sono gente particolare. Le differenze col resto del territorio si percepiscono anche nel modo in cui si esprimono musicalmente. Mentre le canzoni popolari friulane sono bellissime ma generalmente tristi e permeate da mancanza di serenità, loro sono completamente diversi, più portati alla gioiosità e a prendersi in giro come dimostra 'El can de Trieste' di Lelio Luttazzi. E poi la città è un centro culturale straordinario visitato da tutti i più grandi intellettuali a partire da Joyce oltre a tutti quelli a cui ha dato i natali. E nonostante una storia recente abbastanza dolorosa e triste, primeggia in Europa come polo scientifico. ([[Bruno Pizzul]])
*Trieste è una città bellissima, meravigliosa; tutte le città di mare sono belle, ma Trieste lo è in particolare perché è diritta sul mare. ([[Ornella Vanoni]])
*''Trieste | non sei più una città della terra | non son di pietra le tue case | i tuoi cittadini non son di carne | per ognuno di essi | due italiani hanno versato il sangue | sublime riscatto | per essi ancora | i cittadini d'Italia vogliono morire. Il tuo dolore | turba sul guanciale | la testa folta dell'adolescente | e fa pesare | la testa insonne del vecchio. | Come una città del sogno | sei permeata d'amore | e come una città del Paradiso | sei fabbricata di luce. | La prepotenza teutone | non ti piegò | né la torbida invadenza slava | giunse a lambirti la fronte | un tenero sorrise inglese | non vi affinerà le penne.'' ([[Aldo Palazzeschi]])
*Tutti gli italiani, a qualunque partito appartengano, sono e saranno sempre strettamenti uniti e solidali, con il nome di Trieste scolpito indelebilmente nel cuore. ([[Cesare Merzagora]])
*Un fatto colpisce lo straniero, sovra tutto se egli giunga dall'[[Istria]] vicina, in cui ogni città ed ogni borgo offrono al piacere degli occhi qualche tratto di architettura veneziana, e ai ricordi storici i leoni dell'evangelista: Trieste non ha né un leone di San Marco, né in tutta la sua architettura una linea che rammenti la dominatrice dell'Adria. Da qualche resto sopravvissuto sembrerebbe piuttosto che prevalesse lo stile romanico.<br>Lo spiega la sua storia, dolorosa per alcune conseguenze, ma pur gloriosa perché nella sua secolare umiltà sembra consapevole di una grandezza futura. I reggitori della città, fin dai tempi feudali, avevano inteso che [[Venezia]] dominatrice di Trieste avrebbe assorbito tutti i vantaggi che a questa offriva la sua posizione fortunata allo sbocco dei valichi delle Alpi Giulie; perciò Trieste osò piuttosto esser rivale che soggetta di Venezia, e quando le sue sole forze non le bastarono, ricorse a chiunque, pur di non aver distrutte le sue speranze. Triste condizione, se si vuole, ma necessaria per chi senta la ferrea necessità delle leggi economiche della storia! ([[Giulio Caprin]])
*Vecchia signora in disarmo, abituata ai tempi morbidi dei suoi caffè, ora Trieste ha però ripreso a guardare in faccia il futuro, a tentare la riscossa. ([[Gianni Barbacetto]])
===[[Ruggero Timeus]]===
*Era sola, separata dal resto del mondo da quella barriera di sassi; non aveva vicino a sé nessuno a cui chiedere vita e nessuno a cui darla. Languiva.<br>In venti secoli, non poté formarsi né una tradizione, né un'arte, né una storia, né un'aristocrazia. Firenze era la capitale della Toscana verde, Genova della Liguria marinara, Milano della Lombardia industre ed erano tutte specchio delle loro provincie nella loro vita florida e pulsante. Trieste era la capitale del suo deserto di sassi ed era arida come esso era arido.
*Quello che attende Trieste è la maturazione e il compimento della sua individualità storica e morale, che è ancora assai giovane e che non ha trovato ancora la sua forma completa e la sua espressione perfetta.<br>Sì, Trieste è giovane. Invano pietre, carte memorie e sogni parlano di secoli e parlano di millenni. La sua vita di organismo spirituale, autonomo, originale, vivente di una vita sua, non ha un secolo. Trieste romana era una stazione tra Aquileia e Pola; Trieste medievale, un distretto ribelle della Signoria Veneziana. La vita della città nel passato non aveva larghi orizzonti e per questo aveva bisogno di larghi, ricchi e tranquilli possessi intorno.
*Soffusa di nebbie, punteggiata di pallide luci, si estendeva molle sul mare aspettando senza difese, senza ritrosie il conquistatore dal mare.<br>E Trieste aspetta.<br>Se dicessi che Trieste aspetta la liberazione, direi una verità diventata luogo comune, e oltre tutto, inesatta e inadeguata. Inesatta e inadeguata perché la liberazione di Trieste veramente anche solo come cambiamento giuridico e politico sarebbe già un gran fatto; ma essa contiene di più nelle sue conseguenze, qualche cosa che è difficile esprimere in molte parole, e impossibile ripetere con la parola sola e abusata della libertà.
==Voci correlate==
*[[Barcolana]]
*[[Basilica del Cristo Salvatore]]
==Altri progetti==
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Marxismo
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[[File:Stamp Soviet Union 1948 CPA 1246.jpg|thumb|Francobollo sovietico commemorativo del centenario del ''[[Manifesto del Partito Comunista]]'']]
Citazioni sul '''marxismo''' e sui '''marxisti'''.
==Citazioni==
*Ci sono due tipi di marxisti. Ci sono coloro ai quali piace il marxismo perché dà loro l'opportunita, almeno credono, di ripudiare i valori più alti della vita; e a loro piace ripudiare queste cose. Ci sono altri ai quali il marxismo piace solo perché a loro piacciono i fatti, ed è necessario affrontare i fatti per procedere a costruire nella realtà concreta i valori più alti della vita. ([[Max Eastman]])
*Dei marxisti talvolta si dice che evocano la crisi capitalistica di continuo, e che solo per questo finiscono presto o tardi per avere ragione, un po' come un pendolo rotto che segna l'ora giusta almeno due volte al giorno. [...] per quei sedicenti discepoli che tendono a scambiare l'analisi di Marx per una banale teleologia, la battuta non sembra del tutto inappropriata. Bisognerebbe però trovare un'immagine speculare per quegli esponenti del paradigma dominante ai quali capita di dichiarare che va tutto bene anche nel mezzo di una situazione palesemente fuori controllo. Ad esempio, potremmo dire che il loro comportamento ricorda quei semafori che continuano imperturbabili ad alternare il rosso e il verde anche al cospetto di un gigantesco ingorgo. ([[Emiliano Brancaccio]])
*Diversamente che in [[Immanuel Kant|Kant]], dove la Città dei fini risponde all'«etica dell'intenzione», in Marx domina l'«etica dell'efficacia». Ciò fa del marxismo una filosofia che occulta il carattere soggettivo delle scelte morali, che vengono infatti presentate come imperativi imposti dalla storia. Dal momento che il fine da perseguire non è il frutto di una scelta, bensì un compito assegnato dai rapporti sociali, esiste un solo problema: trovare i mezzi più idonei per accelerare la marcia della rivoluzione. ([[Luigi Fenizi]])
*È dall'hegelismo, sostiene [[Karl Popper|Popper]], che scaturiscono gli aspetti peggiori del marxismo; vale a dire lo storicismo e il totalitarismo. Non solo Hegel, ma anche [[Karl Marx|Marx]] è un ''falso profeta''. ([[Dario Antiseri]])
*È legittimo affermare che il [[cristianesimo]] è marxismo portato di gran lunga più avanti. Sia il cristiano che il marxista riconoscono la necessità della lotta contro forze specificamente antiumane e ambedue vedono la storia umana come la storia di questa lotta. Ambedue ricercano la fine della società del predominio, e vedono tale avvento compiersi attraverso un movimento di redenzione che non ha la sua posta, il suo premio, nella società che combattono, perché il premio è la comunità redenta dei poveri. Ambedue, inoltre, in modi diversi, (da un canto predestinazione, dall'altro teoria materialistica della storia, o materialismo storico), affermano di non proporre soltanto un ideale, qualcosa che possiamo o no scegliere di attuare, ma di rivelare dati di fatto, un progetto su cui si fonda la storia umana, che ci piaccia o no. ([[Herbert McCabe]])
*È sgradevole dover constatare come la crisi del marxismo praticante e diffuso in Italia coincida, più o meno, con la fine della tragedia brigatista, cioè del più settario e dottrinariamente confuso attivismo rivoluzionario. ([[Gaspare Barbiellini Amidei]])
*I marxisti hanno immunizzato il marxismo dalla confutazione fattuale. Han trasformato la teoria in dogma. E così proibirono al marxismo di crescere come scienza. ([[Dario Antiseri]])
*Il marxismo concorda con l'anarchismo nel preconizzare la morte dello Stato col comunismo. ([[Luigi Fabbri]])
*Il marxismo è la scienza delle leggi di sviluppo della natura e della società, la scienza della rivoluzione delle masse oppresse e sfruttate, la scienza della vittoria del socialismo in tutti i Paesi, la scienza dell'edificazione della società comunista. ([[Iosif Stalin]])
*Il marxismo è un figlio ribelle del [[capitalismo]] da cui ha ricevuto la fede nella materia. ([[Emmanuel Mounier]])
*Il marxismo è una teoria socialista. È la prima e la più importante teoria scientifica [...] e non è giusto vedere il marxismo come fanatismo. Dobbiamo essere obiettivamente aperti ad esso, e, anche nelle nostre differenze, dobbiamo argomentare proponendo tesi contro tesi e soluzioni contro soluzioni. Dobbiamo essere in grado di vedere sia la verità che gli errori, dovunque siano [...] La nostra posizione odierna verso il marxismo e il comunismo non è più negativa. Nel passato non fummo imitatori, e nemmeno oggi lo siamo, ma bisogna accogliere ciò che è benefico per noi e per la nostra lotta. ([[Michel Aflaq]])
*Il marxismo è solo un episodio – uno dei tanti errori che abbiamo commesso nella perenne e pericolosa lotta per costruire un mondo migliore e più libero. ([[Karl Popper]])
*Il marxismo ha perlustrato per la prima volta il sentiero per la libertà e liberazione dell'umanità dalla posizione del popolo, e ha indicato la direzione, attraverso una teoria scientifica, verso una società ideale senza oppressione né sfruttamento, in cui ogni persona possa godere di eguaglianza e libertà. ([[Xi Jinping]])
*Il marxismo ha portato al fascismo e al nazionalismo perché, in tutti i punti essenziali, esso è fascismo e nazionalismo. ([[Frederick Augustus Voigt]])
*Il marxismo non è il ritorno alla salute di un proletariato malato. È il peccato sociale di cui la miseria proletaria ha permesso la nascita. ([[Madeleine Delbrêl]])
*Il marxismo è essenzialmente un giudaismo che ha perso la pazienza. Il Messia ci ha messo troppo a venire, o piuttosto a non venire. Il regno della giustizia deve essere instaurato dall'uomo stesso, su questa terra, qui e ora. ([[George Steiner]])
*Il marxismo mi ha dato la felicità più grande che una persona possa sognare: sapere dove andare, la quieta fiducia nell'esito finale della causa a cui si è legata la propria vita. ([[Nadežda Konstantinovna Krupskaja|Nadežda Krupskaja]])
*Il marxismo ha reso all'uomo il massimo onore. La visione di Mosè e di Gesù e di Marx, la visione di una terra giusta, di un amore per il prossimo, di un'universalità, l'abolizione delle barriere fra paesi, classi, razze, l'abolizione degli odi tribali: questa visione era – siamo rimasti d'accordo su questo, vero? – un'immensa impazienza. Ma era anche qualcosa di più. Era una sopravvalutazione dell'uomo. Una sopravvalutazione forse fatale, forse insensata, eppure magnifica, giubilante, dell'uomo. Il più grande complimento che gli sia mai stato fatto. ([[George Steiner]])
*Il marxismo non potrà mai essere distrutto, così come non potrà essere distrutta nessuna ideologia che risponda alla propria epoca ed agli interessi fondamentali della maggioranza della società. ([[Offlaga Disco Pax]])
*{{NDR|I marxisti sono}} Il Platone d'esecuzione. ([[Ennio Flaiano]])
*Il principio fondamentale del marxismo è che le forze produttive devono essere sviluppate. L'obiettivo finale, per i marxisti, è realizzare il comunismo, che deve essere costruito sulla base di forze produttive altamente sviluppate. ([[Deng Xiaoping]])
*Il sussurro: «Saremo come dei», è per il marxista la sorgente e la realizzazione di tutte le sue ambizioni; per il cristiano è la peggiore tentazione diabolica e conduce inevitabilmente alla perdizione. ([[Donald Nicholl]])
*La dottrina marxista è un po' come il liceo classico. Studi il latino e il greco, non ti serve per attualizzarlo immediatamente, ma ti apre la mente e ti da strumenti magari per imparare a leggere un manuale. ([[Marco Rizzo]])
*L'assioma uso della violenza uguale squadrismo è estraneo alla tradizione del marxismo rivoluzionario, che non ha mai avuto pregiudizi rispetto alle forme di lotta. ([[Oreste Scalzone]])
*L'idea che gli errori del marxismo furono scoperti solo dopo che esso fu messo alla prova come strumento di potere è frutto di una falsa credenza. Anche nella Prima Internazionale che avevano contribuito a fondare, Marx ed Engels erano state figure controverse. Avevano rivolto e ricevuto attacchi da ogni parte, e il loro preteso rigore intellettuale era stato fortemente contestato. Ciò che stupisce è che tanti marxisti ignorarono l'entità del danno. Per i suoi seguaci il marxismo era diventato un infallibile complesso di dottrine, una sorta di religione politica. ([[Robert Service]])
*L'inserimento pratico nel movimento storico è il grande obbiettivo cui mira ogni concetto, ogni formulazione teorica del marxismo. ([[Karl Korsch]])
*Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l'odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Ma, dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a "consolazione" e mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce. La borghesia e gli opportunisti in seno al movimento operaio si accordano oggi per sottoporre il marxismo a un tale "trattamento". ([[Lenin]])
*Le opere di [[Karl Marx|Marx]], e in particolare ''Il capitale'', hanno suscitato un gran numero di studi di economia politica sul [[capitalismo]]: si è così contribuito, almeno in parte, a spiegarne i meccanismi di crescita e di crisi, di duplice progressione di ricchezza e povertà, di monopolio e predominio su scala mondiale. Tuttavia si è anche assistito alla proliferazione di pedisseque ripetizioni della vulgata marxista che hanno impedito di comprendere le evoluzioni in corso. Inoltre, la riduzione di ogni aspetto storico all'economia e la mancanza di memoria storica hanno indotto in alcuni casi a trascurare la complessità della vita sociale, della realtà dello Stato e della politica, impedendo una visione di insieme delle cose. Da qui un progressivo impoverimento del pensiero marxista. ([[Michel Beaud]])
*Lungi dall'essere esaurito, il marxismo è ancora giovanissimo, quasi nell'infanzia: ha appena cominciato a svilupparsi. Esso rimane dunque la filosofia del nostro tempo: è insuperabile perché le circostanze che l'hanno generato non sono ancora superate. ([[Jean-Paul Sartre]])
*Ma certamente in molti casi possiamo trovarci d'accordo con i marxisti. Che i poveri debbano essere trattati in maniera più decente; che non sia lecito opprimere i deboli; che in America Latina vi siano tremende ingiustizie sociali: su questi e simili dati, [[Cristianesimo|cristiani]] e marxisti possono benissimo trovarsi d'accordo. Là dove la povera gente viene sfruttata, il marxista e il cristiano devono lottare insieme per l'eliminazione di un simile sfruttamento. ([[Karl Rahner]])
*Marxista è soltanto colui che ''estende'' il riconoscimento della lotta delle classi sino al riconoscimento della ''dittatura del proletariato''. ([[Lenin]])
*Mentre il [[positivismo]] fondava le scienze sociali, (proclamando la morte della teologia) e il marxismo istigava il proletariato ad abbandonare la religione istituzionale bollata come «oppio dei popoli», migliaia e migliaia di persone tentavano di comunicare con i mondi spirituali attraverso [[medium]] e veggenti<ref>È curioso notare che la data del Manifesto del Partito Comunista, il 1848, sia anche la data della più eclatante manifestazione spiritica pubblica, a opera delle sorelle Fox nello stato di New York. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Cecilia Gatto Trocchi]])
*Molti si affrettarono a profetizzare la fine del marxismo, dimenticando che la dottrina di [[Karl Marx|Marx]] è più fondamentalmente un'espressione genuina dei presupposti metafisici moderni – una filosofia della storia – che una teoria economica. [...] L'aspetto metafisico sembra che non si dissiperà così rapidamente nel mondo occidentale. Perché fa parte dell'inizio filosofico della modernità. Certo, il cavaliere della teoria economico-sociale montava astutamente sul cavallo della teoria metafisica. Ma una volta morto il cavaliere, un altro molto diverso può occupare il suo posto sulle stesse basi o forze materialiste, le quali decidono il senso ultimo del lavoro umano. ([[Juan Cruz Cruz]])
*Nei suoi aspetti migliori, il marxismo tradisce se stesso, poiché assimila inavvertitamente i caratteri più dubbi del pensiero illuminista ed è sorprendentemente vulnerabile dalle sue implicazioni borghesi. Nei suoi aspetti peggiori, invece, la teoria marxista rappresenta l'apologia di un'epoca storica nuova, testimone della fusione tra 'libero mercato' e pianificazione economica, tra proprietà privata e proprietà nazionalizzata, tra competitività e manipolazione oligopolistica della produzione e dei consumi, tra economia e stato – in breve, l'epoca moderna del capitalismo di stato. ([[Murray Bookchin]])
*Nel marxismo il male è tutto dentro la storia, che è storia della lotta di classe. ([[Gaspare Barbiellini Amidei]])
*Non capisco come un uomo dotato di ragione che abbia letto la critica di [[Karl Popper|Popper]] a [[Karl Marx|Marx]] possa essere ancora marxista. ([[Bryan Magee]])
*Per il marxismo non c'è nessun possibile movimento collettivo se non di classe, e quando c'è un movimento collettivo che non sia di classe, o che non si definisca di classe, ne nega l'esistenza o l'importanza, rifiuta comunque di considerarlo nella stessa categoria dei primi. ([[Francesco Alberoni]])
*Quando oggi si parla di marxismo occorre mettere i punti e spiegare se si intende parlare di Marx, dell'interpretazione che della sua opera dette [[Vladimir Lenin|Lenin]], o dell'interpretazione di [[Lev Trotsky|Trotskij]] o di quella di [[Mao Zedong|Mao]] e così via. ([[Felipe González]])
*Questa teoria che dovrebbe liberare il proletariato, che ha come scopo la creazione dello Stato e dell’umanità senza classi, questa teoria, là dove viene applicata per la prima volta, fa di tutti gli uomini dei piccolo-borghesi. E, per colmo di sfortuna, le sue prime prove le fa proprio in Russia, dove i piccolo-borghesi non sono mai esistiti. In Russia, appunto, il marxismo si presenta soltanto come una componente della civiltà borghese-europea. Anzi, sembra quasi che la [[Borghesia|civiltà borghese]] europea abbia affidato al marxismo il compito di farle da battistrada in Russia. ([[Joseph Roth]])
*Senza il marxismo come chiave di lettura della società penso che saremmo molto arretrati, e senza leninismo come strumento per la presa del potere politico da parte della maggioranza della popolazione, saremmo senza gambe per correre. ([[Marco Rizzo]])
*Si ricordi che sono marxisti, non sono gente normale. Non ragionano nel modo in cui ragiona lei, generale. Non sono spinti dalle emozioni umane quali la collera e la pietà, sono macchine calcolatrici. (''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'')
===[[Friedrich Engels]]===
*Dalla dissoluzione della scuola hegeliana uscì però anche un'altra corrente, la sola che ha veramente dato dei frutti, e questa corrente di lega essenzialmente al nome di Marx.
*[...] la maggior parte delle idee direttrici fondamentali {{NDR|del pensiero marxista}}, particolarmente nel campo economico e storico, e specialmente la loro netta formulazione definitiva, appartengono a Marx. Il contributo che io ho dato – eccezion fatta per un paio di scienze speciali –, avrebbe potuto essere apportato da Marx anche senza di me. Ciò che Marx ha fatto invece, io non sarei stato in grado di farlo.
*{{NDR|Su Karl Marx}} Senza di lui la teoria sarebbe ben lungi dall'essere ciò che è. A ragione, perciò, essa porta il suo nome.
=== [[Mao Zedong]] ===
*Il marxismo comprende molti princìpi, ma in ultima analisi questi possono essere ricondotti ad una singola frase: «è giusto ribellarsi contro i [[Reazione (politica)|reazionari]]».
*Il marxismo deve necessariamente andare avanti, svilupparsi in ragione dello sviluppo della pratica, non può segnare il tempo. Se si facesse stagnante e stereotipato, non avrebbe più vita. Tuttavia, non si possono infrangere i principi fondamentali del marxismo senza cadere nell'errore. Considerare il marxismo da un punto di vista metafisico, come qualcosa di rigido, è puro e semplice dogmatismo.
*Nell'esame di un problema, il marxismo deve considerare il tutto quanto le parti. Una rana dentro un pozzo diceva che "Il cielo non è più grande della bocca di un pozzo". Però e inesatto, perché il cielo non si limita alle dimensioni della bocca del pozzo. Se la rana avesse detto "una parte del cielo ha le dimensioni della bocca dei pozzo," avrebbe detto il vero, poiché è conforme alla realtà.
*Per apprendere il marxismo, non basta studiarlo sui libri; è soprattutto con la [[Lotta di classe|lotta delle classi]], col lavoro pratico e i contatti con le masse operaie e contadine che si arriva ad appropriarselo realmente.
===[[Jawaharlal Nehru]]===
*La grande crisi mondiale e la depressione sembravano giustificare l'analisi marxista. Mentre tutti gli altri sistemi e teorie stavano annaspando nel buio, il solo Marxismo spiegava la situazione in modo più o meno soddisfacente e offriva una soluzione reale.
*La storia aveva un nuovo significato per me e l'interpretazione marxista vi gettava un torrente di luce, essa diveniva un dramma in atto con un certo ordine e una certa intenzionalità, anche se inconscia, alle spalle. Malgrado gli orrendi guasti e la miseria del passato e del presente, il futuro brillava di speranza, sebbene vi fossero ancora molti pericoli.
*Mi sembra che l'intero valore del Marxismo stia nella sua assenza di dogmatismo, nell'accento posto su un determinato modo di vedere e di accostare, e nella sua attitudine all'azione. Quel modo di vedere ci aiuta a comprendere i fenomeni sociali dei nostri tempi, e ci addita la via dell'azione e dei superamenti.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Comunismo]]
*[[Karl Marx]]
*''[[Manifesto del Partito Comunista]]''
*[[Socialismo]]
==Altri progetti==
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[[File:Leopardi Operette Morali Napoli 1835.jpg|thumb|Frontespizio dell'edizione Starita pubblicata a Napoli nel 1835]]
{{Torna a|Giacomo Leopardi}}
Le '''''Operette morali''''', raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, scritte tra il 1824 ed il 1832 da [[Giacomo Leopardi]].
==''Storia del genere umano''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Storia del genere umano|Storia del genere umano]]}}
===[[Incipit]]===
Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono dell'educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando l'uno e l'altra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze, e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità.
===Citazioni===
*Ben gli parve conveniente di propagare i termini del creato, e di maggiormente adornarlo e distinguerlo: e preso questo consiglio, ringrandì la terra d'ogn'intorno, e v'infuse il [[mare]], acciocché, interponendosi ai luoghi abitati, diversificasse la sembianza delle cose, e impedisse che i confini loro non potessero facilmente essere conosciuti dagli uomini, interrompendo i cammini, ed anche rappresentando agli occhi una viva similitudine dell'immensità.
*Creò similmente il popolo de' [[Sogno|sogni]], e commise loro che ingannando sotto più forme il pensiero degli uomini, figurassero loro quella pienezza di non intelligibile felicità, che egli non vedeva modo a ridurre in atto, e quelle immagini perplesse e indeterminate, delle quali esso medesimo, se bene avrebbe voluto farlo, e gli uomini lo sospiravano ardentemente, non poteva produrre alcun esempio reale.
*S'ingannano a ogni modo coloro i quali stimano essere nata primieramente l'infelicità umana dall'iniquità e dalle cose commesse contro agli Dei; ma per lo contrario non d'altronde ebbe principio la [[malvagità]] degli uomini che dalle loro calamità.
*Quando {{NDR|Amore}} viene in sulla terra, sceglie i cuori più teneri e più gentili delle persone più generose e magnanime; e quivi siede per breve spazio; diffondendovi sì pellegrina e mirabile soavità, ed empiendoli di affetti sì nobili, e di tanta virtù e fortezza, che eglino allora provano, cosa al tutto nuova nel genere umano, piuttosto verità che rassomiglianza di beatitudine. Rarissimamente congiunge due cuori insieme, abbracciando l'uno e l'altro a un medesimo tempo, e inducendo scambievole ardore e desiderio in ambedue; benché pregatone con grandissima instanza da tutti coloro che egli occupa: ma Giove non gli consente di compiacerli, trattone alcuni pochi; perché la felicità che nasce da tale beneficio, è di troppo breve intervallo superata dalla divina. A ogni modo, l'essere pieni del suo nume vince per sé qualunque più fortunata condizione fosse in alcun uomo ai migliori tempi.
===Citazioni sulla ''Storia del genere umano''===
*La ''Storia del genere umano'' è una serie di fatti corrispondente a una serie di proposizioni filosofiche, illustrate da ragionamenti cavati dalla natura umana. Si legge tutta d'un fiato, e va letta studiosamente da quanti vogliono impossessarsi di questa filosofia. L'autore condensa in poche pagine tutte le sue idee sugli uomini, in un tono asciutto, come cosa che non lo riguardi. Prosa classica, se mai vi fu, perfettissima di proprietà, d'ordine, di congegno, e anche d'insensibilità: sembra fattura di un essere solo cervello , estraneo al consorzio umano. ([[Francesco De Sanctis]])
*Questa pare una favola ed è una storia; si appoggia con ironico {{sic|sussieguo}} a testimonianze favolose, e mescola la storia e la favola con gran disinvoltura: svago che può permettersi una mente salda e convinta nei suoi concetti eterni ed immutabili. C'è l'aridezza del racconto, e c'è la potente immagine poetica. Gli uomini ti destano a principio un sorriso compiacente quando li vedi bambini e si nutrono di miele, ma ben presto ti turbano collo spettacolo della loro irrequietezza e delle vane agitazioni, finché rimani all'ultimo vinto e accasciato solo l'Amore ti lascia un senso indefinito di desiderio e di tristezza. Giove è addirittura grottesco. Egli è potente e grandioso, eppur si affanna e suda e si adira, ma non può contentare questo popolo di bambini. Al disopra degli uomini e di Giove vi è un arcano, il fato. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo d'Ercole e di Atlante''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo d'Ercole e di Atlante|Dialogo d'Ercole e di Atlante]]}}
*Crederò che oggi tutti gli uomini sieno giusti perché il mondo è caduto e niuno s'è mosso. ('''Ercole''')
==''Dialogo della Moda e della Morte''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Moda e della Morte|Dialogo della Moda e della Morte]]}}
*'''Moda''': Io sono la [[Moda]], tua sorella.<br />'''Morte''': Mia sorella?<br />'''Moda''': Sì: non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla [[Caducità]]?<br />'''Morte''': Che m'ho a ricordare io che sono nemica capitale della memoria.
*Primieramente io che annullo o stravolgo per lo continuo tutte le altre usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che ella dura universalmente insino a oggi dal principio del mondo. ('''Moda''')
*[...] la [[vita e morte|vita]] stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della [[vita e morte|Morte]]: [...]. ('''Moda''')
==''Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi|Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi]]}}
===[[Incipit]]===
L'Accademia dei Sillografi attendendo di continuo, secondo il suo principale instituto, a procurare con ogni suo sforzo l'utilità comune, e stimando niuna cosa essere più conforme a questo proposito che aiutare e promuovere gli andamenti e le inclinazioni
:''Del fortunato secolo in cui siamo'',
come dice un poeta illustre; ha tolto a considerare diligentemente le qualità e l'indole del nostro tempo, e dopo lungo e maturo esame si è risoluta di poterlo chiamare l'età delle macchine, non solo perché gli uomini di oggidì procedono e vivono forse più meccanicamente di tutti i passati, ma eziandio per rispetto al grandissimo numero delle macchine inventate di fresco ed accomodate o che si vanno tutto giorno trovando ed accomodando a tanti e così vari esercizi, che oramai non gli uomini ma le macchine, si può dire, trattano le cose umane e fanno le opere della vita.
===Citazioni===
*[...] disperando la miglior parte dei filosofi di potersi mai curare i difetti del genere umano, i quali, come si crede, sono assai maggiori e in più numero che le virtù; e tenendosi per certo che sia piuttosto possibile di rifarlo del tutto in una nuova stampa, o di sostituire in suo luogo un altro, che di emendarlo; perciò l'Accademia dei Sillografi reputa essere espedientissimo che gli uomini si rimuovano dai negozi della vita il più che si possa, e che a poco a poco dieno luogo, sottentrando le macchine in loro scambio.
==''Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo|Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo]]}}
*Perché, mancati gli uomini, la fortuna si ha cavato via la benda, e messosi gli occhiali e appiccato la ruota a un arpione, se ne sta colle braccia in croce a sedere, guardando le cose del mondo senza più mettervi le mani; non si trova più regni né imperi che vadano gonfiando e scoppiando come le bolle, perché sono tutti sfumati; non si fanno guerre, e tutti gli anni si assomigliano l'uno all'altro come uovo a uovo. ('''Folletto''')
*'''Gnomo''' {{NDR|riferito alla fine degli uomini}}: Ma come sono andati a mancare quei monelli?<br />'''Folletto''': Parte guerreggiando tra loro, parte navigando, parte mangiandosi l'un l'altro, parte ammazzandosi non pochi di propria mano, parte infracidando nell'ozio, parte stillandosi il cervello sui libri, parte gozzovigliando, e disordinando in mille cose; in fine studiando tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male.
*Che maraviglia? quando non solamente si persuadevano che le cose del mondo non avessero altro uffizio che di stare al servigio loro, ma facevano conto che tutte insieme, allato al genere umano, fossero una bagattella. E però le loro proprie vicende le chiamavano rivoluzioni del mondo, e le storie delle loro genti, storie del mondo: benché si potevano numerare, anche dentro ai termini della terra, forse tante altre specie, non dico di creature, ma solamente di animali, quanti capi d'uomini vivi: i quali animali, che erano fatti espressamente per coloro uso, non si accorgevano però mai che il mondo si rivoltasse. ('''Folletto''')
==''Dialogo di Malambruno e di Farfarello''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Malambruno e di Farfarello|Dialogo di Malambruno e di Farfarello]]}}
*Dunque, amandoti necessariamente del maggiore amore che tu sei capace, necessariamente desideri il più che puoi la [[felicità e infelicità|felicità]] propria; e non potendo mai di gran lunga essere soddisfatto di questo tuo desiderio, che è sommo, resta che tu non possi fuggire per nessun verso di non essere [[felicità e infelicità|infelice]]. ('''Farfarello''')
*[...] perché negli uomini e negli altri viventi la privazione della felicità, quantunque senza dolore e senza sciagura alcuna, e anche nel tempo di quelli che voi chiamate piaceri, importa infelicità espressa. ('''Farfarello''')
*[...] la privazione dell'infelicità è semplicemente meglio dell'infelicità. ('''Farfarello''')
==''Dialogo della Natura e di un'Anima''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Natura e di un'Anima|Dialogo della Natura e di un'Anima]]}}
===[[Incipit]]===
Va, figliuola mia prediletta, che tale sarai tenuta e chiamata per lungo ordine di secoli. Vivi, e sii grande e [[Infelicità|infelice]]. ('''Natura''')
===Citazioni===
*[...] tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici. ('''Natura''')
*[...] l'eccellenza delle anime importa maggiore intensione della loro vita; la qual cosa importa maggior sentimento dell'infelicità propria; che è come se io dicessi maggiore infelicità. Similmente la maggior vita degli animi inchiude maggiore efficacia di amor proprio, dovunque esso s'inclini, e sotto qualunque volto si manifesti: la qual maggioranza di amor proprio importa maggior desiderio di beatitudine, e però maggiore scontento e affanno di esserne privi, e maggior dolore delle avversità che sopravvengono. ('''Natura''')
*I meno atti o meno usati a ponderare e considerare seco medesimi, sono i più pronti al risolversi, e nell'operare i più efficaci. ('''Natura''')
*Figliuola mia; tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda all'infelicità, senza mia colpa. Ma nell'universale miseria della condizione umana, e nell'infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria è giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto che questi possano proporre alle cure e alle azioni loro. Onde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di questo fine tutti i sussidi che erano in mio potere. ('''Natura''')
==''Dialogo della Terra e della Luna''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Terra e della Luna|Dialogo della Terra e della Luna]]}}
*Perdona, monna Terra, [...]. Ma in vero che tu mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose di qualunque parte del mondo sieno conformi alle tue; come se la natura non avesse avuto altra intenzione che di copiarti puntualmente da per tutto. ('''Luna''')
*Ma io mi dimenticava una cosa che importa più d'ogni altra. Io vorrei sapere se veramente, secondo che scrive l'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]], tutto quello che ciascun uomo va perdendo; come a dire la gioventù, la bellezza, la sanità, le fatiche e spese che si mettono nei buoni studi per essere onorati dagli altri, nell'indirizzare i fanciulli ai buoni costumi, nel fare o promuovere le instituzioni utili; tutto sale e si raguna costà: di modo che vi si trovano tutte le cose umane; fuori della pazzia, che non si parte dagli uomini. In caso che questo sia vero, io fo conto che tu debba essere così piena, che non ti avanzi più luogo; specialmente che, negli ultimi tempi, gli uomini hanno perduto moltissime cose (verbigrazia l'amor patrio, la virtù, la magnanimità, la rettitudine), non già solo in parte, e l'uno o l'altro di loro, come per l'addietro, ma tutti e interamente. E certo che se elle non sono costì, non credo si possano trovare in altro luogo. ('''Terra''')
*[...] il [[male]] è cosa comune a tutti i pianeti dell'universo, o almeno di questo mondo solare, come la rotondità [...]. ('''Luna''')
==''La scommessa di Prometeo''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/La scommessa di Prometeo|La scommessa di Prometeo]]}}
===[[Incipit]]===
L'anno ottocento trentatremila dugento settantacinque del regno di Giove, il collegio delle Muse diede fuora in istampa, e fece appiccare nei luoghi pubblici della cittá e dei borghi d'Ipernèfelo, diverse cedole, nelle quali invitava tutti gli dèi maggiori e minori, e gli altri abitanti della detta cittá, che recentemente o in antico avessero fatto qualche lodevole invenzione, a proporla, o effettualmente o in figura o per iscritto, ad alcuni giudici deputati da esso collegio.
===Citazioni===
*[...] se l'uomo barbaro mostra di essere inferiore per molti capi a qualunque altro animale; se la civiltà, che è l'opposto della barbarie, non è posseduta né anche oggi se non da una piccola parte del genere umano; se oltre di ciò, questa parte non è potuta altrimenti pervenire al presente stato civile, se non dopo una quantità innumerabile di secoli, e per beneficio massimamente del caso, piuttosto che di alcun'altra cagione; all'ultimo, se il detto stato civile non è per anche perfetto; considera un poco se forse la tua sentenza circa il genere umano fosse più vera acconciandola in questa forma: cioè dicendo che esso è veramente sommo tra i generi, come tu pensi; ma sommo nell'imperfezione, piuttosto che nella perfezione; quantunque gli uomini nel parlare e nel giudicare, scambino continuamente l'una coll'altra; argomentando da certi cotali presupposti che si hanno fatto essi, e tengonli per verità palpabili. ('''Momo''')
*'''Prometeo''': Ma, dimmi, non aveva nessun amico o parente, a cui potesse raccomandare questi fanciullini, in cambio d'ammazzarli?<br/>'''Famiglio''': Sì aveva; e tra gli altri, uno che gli era molto intrinseco, al quale ha raccomandato il suo cane.
===Citazioni su ''La scommessa di Prometeo''===
*I personaggi vivi e veri, alcuni in luce piena, altri presentati di scorcio, come i selvaggi e i magistrati inglesi; le descrizioni varie ed efficaci; le scene animate e nuove; le divinità ritratte con tal colorito eroicomico da vincere quanto di più bello sia stato scritto in tal genere. E con tutta la digressione incalzante di Momo, che finalmente parla sul serio e a lungo, questa ''scommessa'' non perde nulla del vivace e del drammatico che possiede. Prometeo è il generoso sconfitto dal disinganno; Momo è lo scettico che trionfa; e con lui trionfa il Leopardi, ma noi sentiamo che in lui c'era pur stata la fede di Prometeo. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di un fisico e di un metafisico''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un fisico e di un metafisico|Dialogo di un fisico e di un metafisico]]}}
*Dico che l'uomo non desidera e non ama se non la felicità propria. Però non ama la vita, se non in quanto la reputa instrumento o subbietto di essa felicità. In modo che propriamente viene ad amare questa e non quella, ancorché spessissimo attribuisca all'una l'amore che porta all'altra. Vero è che questo inganno e quello dei colori sono tutti e due naturali. Ma che l'amore della vita negli uomini non sia naturale, o vogliamo dire non sia necessario, vedi che moltissimi ai tempi antichi elessero di morire potendo vivere, e moltissimi ai tempi nostri desiderano la morte in diversi casi, e alcuni si uccidono di propria mano. Cose che non potrebbero essere se l'amore della vita per se medesimo fosse natura dell'uomo. ('''Metafisico''')
*[...] se tu vuoi, prolungando la [[vita]], giovare agli uomini veramente; trova un'arte per la quale sieno moltiplicate di numero e di gagliardia le sensazioni e le azioni loro. Nel qual modo, accrescerai propriamente la vita umana, ed empiendo quegli smisurati intervalli di tempo, nei quali il nostro essere è piuttosto durare che vivere, ti potrai dar vanto di prolungarla. ('''Metafisico''')
===[[Explicit]]===
Ma in fine, la vita debb'esser viva, cioè vera vita; o la morte la supera incomparabilmente di pregio. ('''Metafisico''')
===Citazioni sul ''Dialogo di un fisico e di un metafisico''===
*Interesse drammatico non desta veramente questo dialogo. Son due scienziati che parlano, anzi disserta sempre un filosofo. Ma noi abbiamo veramente un modello di prosa filosofica elegante, ricca e precisa insieme, che costituisce il miglior pregio del componimento. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare|Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]]}}
*In vero, io direi che l'uso del mondo, e l'esercizio de' patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore. ('''Tasso''')
*'''Genio''': Quale delle due cose stimi che sia più dolce: vedere la [[donna]] amata, o pensarne?<br />'''Tasso''': Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.<br />'''Genio''': Coteste dee sono così benigne, che quando alcuno vi si accosta, in un tratto ripiegano la loro divinità, si spiccano i raggi d'attorno, e se li pongono in tasca, per non abbagliare il mortale che si fa innanzi.
*Sappi che dal [[Sogno e realtà|vero]] al [[Sogno e realtà|sognato]], non corre altra differenza, se non che questo può qualche volta essere molto più bello e più dolce, che quello non può mai. ('''Genio''')
*Nessuno lo conosce per pratica, ma solo per ispeculazione: perché il [[piacere]] è un subbietto speculativo, e non reale; un desiderio, non un fatto; un sentimento che l'uomo concepisce col pensiero, e non prova; o per dir meglio, un concetto, e non un sentimento. Non vi accorgete voi che nel tempo stesso di qualunque vostro diletto, ancorché desiderato infinitamente, e procacciato con fatiche e molestie indicibili; non potendovi contentare il goder che fate in ciascuno di quei momenti, state sempre aspettando un goder maggiore e più vero, nel quale consista in somma quel tal piacere; e andate quasi riportandovi di continuo agl'istanti futuri di quel medesimo diletto? Il quale finisce sempre innanzi al giunger dell'istante che vi soddisfaccia; e non vi lascia altro bene che la speranza cieca di goder meglio e più veramente in altra occasione, e il conforto di fingere e narrare a voi medesimi di aver goduto, con raccontarlo anche agli altri, non per sola ambizione, ma per aiutarvi al persuaderlo che vorreste pur fare a voi stessi. Però chiunque consente di vivere, nol fa in sostanza ad altro effetto né con altra utilità che di sognare; cioè credere di avere a godere, o di aver goduto; cose ambedue false e fantastiche. ('''Genio''')
*[...] narrami tu se in alcun istante della tua vita, ti ricordi aver detto con piena sincerità ed opinione: io godo. Ben tutto giorno dicesti e dici sinceramente: io godrò; e parecchie volte, ma con sincerità minore: ho goduto. Di modo che il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente.<ref>{{cfr}} ''[[Giacomo Leopardi#Zibaldone|Zibaldone]]'', 3550, 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo: «[...] il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente [...]».</ref> ('''Genio''')
*A me pare che la [[noia]] sia della natura dell'aria: la quale riempie tutti gli spazi interposti alle altre cose materiali, e tutti i vani contenuti in ciascuna di loro; e donde un corpo si parte, e altro non gli sottentra, quivi ella succede immediatamente. Così tutti gl'intervalli della vita umana frapposti ai piaceri e ai dispiaceri, sono occupati dalla noia. ('''Tasso''')
*Veramente per la noia non credo si debba intendere altro che il desiderio puro della felicità; non soddisfatto dal piacere, e non offeso apertamente dal dispiacere. Il qual desiderio, come dicevamo poco innanzi, non è mai soddisfatto; e il piacere propriamente non si trova. Sicché la vita umana, per modo di dire, è composta e intessuta, parte di dolore, parte di noia; dall'una delle quali passioni non ha riposo se non cadendo nell'altra. ('''Genio''')
*[...] l'[[uomo]], [...] chiarito e disamorato delle cose umane per l'esperienza; a poco a poco assuefacendosi di nuovo a mirarle da lungi, donde elle paiono molto più belle e più degne che da vicino, si dimentica della loro vanità e miseria; torna a formarsi e quasi crearsi il mondo a suo modo; [...] e desiderare la vita; delle cui speranze, [...], si va nutrendo e dilettando, come egli soleva à suoi primi anni [...]. ('''Genio''')
*[...] la [[solitudine]] fa quasi l'ufficio della gioventù; o certo ringiovanisce l'animo, ravvalora e rimette in opera l'immaginazione [...]. ('''Genio''')
*[...] tra sognare e fantasticare, andrai consumando la vita; non con altra utilità che di consumarla; che questo è l'unico frutto che al mondo se ne può avere, e l'unico intento che voi vi dovete proporre ogni mattina in sullo svegliarvi. Spessissimo ve la conviene strascinare co' denti: beato quel dì che potete o trarvela dietro colle mani, o portarla in sul dosso. ('''Genio''')
===[[Explicit]]===
'''Tasso''': Addio. Ma senti. La tua conversazione mi riconforta pure assai. Non che ella interrompa la mia tristezza: ma questa per la più parte del tempo è come una notte oscurissima, senza luna né stelle; mentre son teco, somiglia al bruno dei crepuscoli, piuttosto grato che molesto. Acciò da ora innanzi io ti possa chiamare o trovare quando mi bisogni, dimmi dove sei solito di abitare.<br />'''Genio''': Ancora non l'hai conosciuto? In qualche liquore generoso.
===Citazioni sul ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare''===
*Né altri che sé stesso è il suo Tasso, nel quale riflette pensieri e sentimenti proprii, com'è; che l'amore rinnova l'anima, che la solitudine ravvalora l'immaginazione, che il piacere è più nell'immaginazione che nella realtà, che la vita è noia; cose dette già da lui in verso, e qui ricomparse, come gli avviene in altri Dialoghi. Ma qual bisogno era di sciogliere in prosa quello che aveva così felicemente condensato in verso? Veggo un Leopardi rifritto; mi manca Torquato Tasso. ([[Francesco De Sanctis]])
*Nel rispetto artistico, il dialogo è dei più felici che il Leopardi abbia scritti; il Tasso vi appare in una specie di follia ragionante; ma quella follia è il suo dolore. Quell'interlocutore ha una esistenza così tenue, che pare proprio uno spirito che ragioni nel suo spirito, un'idea che incalza, che agita il suo cervello e lo trasporta di cosa in cosa, e quando gli ha mostrata la nullità del tutto, lo lascia con un tal quale conforto di averla saputa trovare. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo della Natura e di un Islandese''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo della Natura e di un Islandese|Dialogo della Natura e di un Islandese]]}}
===[[Incipit]]===
Un Islandese, che era corso per la maggior parte del mondo, e soggiornato in diversissime terre; andando una volta per l'interiore dell'Affrica, e passando sotto la linea equinoziale in un luogo non mai prima penetrato da uomo alcuno, ebbe un caso simile a quello che intervenne a Vasco di Gama nel passare il Capo di Buona speranza; quando il medesimo Capo, guardiano dei mari australi, gli si fece incontro, sotto forma di gigante, per distorlo dal tentare quelle nuove acque. Vide da lontano un busto grandissimo; che da principio immaginò dovere essere di pietra, e a somiglianza degli ermi colossali veduti da lui, molti anni prima, nell'isola di Pasqua. Ma fattosi più da vicino, trovò che era una forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna; e non finta ma viva; di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; la quale guardavalo fissamente; e stata così un buono spazio senza parlare, all'ultimo gli disse.<br />
'''Natura''': Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
===Citazioni===
*[...] egli è vano a pensare, se tu vivi tra gli uomini, di potere, non offendendo alcuno, fuggire che gli altri non ti offendano; e cedendo sempre spontaneamente, e contentandosi del menomo in ogni cosa, ottenere che ti sia lasciato un qualsivoglia luogo, e che questo menomo non ti sia contrastato. ('''Islandese''')
*[...] tu {{NDR|[[Natura]]}} sei nemica scoperta degli uomini, e degli altri animali, e di tutte le opere tue; che ora c'insidii ora ci minacci ora ci assalti ora ci pungi ora ci percuoti ora ci laceri, e sempre o ci offendi o ci perseguiti; e che, per costume e per instituto, sei carnefice della tua propria famiglia, de' tuoi figliuoli e, per dir così, del tuo sangue e delle tue viscere. ('''Islandese''')
*Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che [...] ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n'avveggo, [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E [...] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei. ('''Natura''')
*[...] la vita di quest'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo; il quale sempre che cessasse o l'una o l'altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione. ('''Natura''')
*[...] a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell'universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono? ('''Islandese''')
===[[Explicit]]===
Mentre stavano in questi e simili ragionamenti è fama che sopraggiungessero due leoni, così rifiniti e maceri dall'inedia, che appena ebbero forza di mangiarsi quell'Islandese; come fecero; e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per quel giorno. Ma sono alcuni che negano questo caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l'Islandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edificò un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il quale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so quale città di Europa.
===Citazioni sul ''Dialogo della Natura e di un Islandese''===
*E in questo dialogo noi abbiamo l'invettiva più potente e più eloquente che mai le {{NDR|alla Natura}} sia stata lanciata contro. La minutezza dei particolari, la calma dell'enumerazione e delle chiose, l'incalzare sempre più forte, come una vera tempesta, la rappresentazione delle forze ostili della natura come animate e intente all'assalto, dall'uragano spaventoso, dai grandi fiumi, ai rettili e agl'insetti volanti, accendono di sdegno: e fra tanti assalti e tanta furia, il povero islandese che fugge, si schermisce, cede, si nasconde, e va, va, va per ghiacci e per ardori, per foreste e per mari; e il gran busto della Natura, nel gran deserto, placida, appoggiata il dosso e il gomito a una montagna, di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; sono di un effetto così grandioso, epico e drammatico, da ricordare Omero e Sofocle, Pallade Atena e Edipo. Il terribile gigante Adamastoro che ha il capo tra i nembi, la bocca cavernosa, e vieta a Vasco de Gama il passaggio, è meno formidabile di questa Natura che il Leopardi ha scolpita con mezzi tanto semplici. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Il Parini, ovvero Della Gloria''==
===[[Incipit]]===
[[Giuseppe Parini]] fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all'eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente: cose oramai sì necessarie alle lettere amene, che non si comprenderebbe come queste se ne potessero scompagnare, se di ciò non si vedessero in Italia infiniti esempi. Fu eziandio, come è noto, di singolare innocenza, pietà verso gl'infelici e verso la patria, fede verso gli amici, nobiltà d'animo, e costanza contro le avversità della natura e della fortuna, che travagliarono tutta la sua vita misera ed umile, finché la morte lo trasse dall'oscurità. Ebbe parecchi discepoli: ai quali insegnava prima a conoscere gli uomini e le cose loro, e quindi a dilettarli coll'eloquenza e colla poesia.
===Citazioni===
*E veramente, se il soggetto principale delle lettere è la vita umana, il primo intento della filosofia l'ordinare le nostre azioni; non è dubbio che l'operare è tanto più degno e più nobile del meditare e dello scrivere, quanto è più nobile il fine che il mezzo, e quanto le cose e i soggetti importano più che le parole e i ragionamenti. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo primo|cap. I]])
*[...] considera quanta sia nelle scritture la forza dello [[Stile (scrittura)|stile]]; dalle cui virtù principalmente, e dalla cui perfezione, dipende la perpetuità delle opere che cadono in qualunque modo nel genere delle lettere amene. E spessissimo occorre che se tu spogli del suo stile una scrittura famosa, di cui ti pensavi che quasi tutto il pregio stesse nelle sentenze, tu la riduci in istato che ella ti par cosa di niuna stima. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo secondo|cap. II]])
*Vedi che la moltitudine dei [[lettore|lettori]], non solo nei secoli di giudizio falso e corrotto, ma in quelli ancora di sane e ben temperate lettere, è molto più dilettata dalle bellezze grosse e patenti, che dalle delicate e riposte; più dall'ardire che dalla verecondia; spesso eziandio dall'apparente più che dal sostanziale; e per l'ordinario più dal mediocre che dall'ottimo. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo secondo|cap. II]])
*Chiunque poi vive in [[Metropoli|città grande]], per molto che egli sia da natura caldo e svegliato di cuore e d'immaginativa, io non so (eccetto se, ad esempio tuo, non trapassa in solitudine il più del tempo) come possa mai ricevere dalle bellezze o della natura o delle lettere, alcun sentimento tenero o generoso, alcun'immagine sublime o leggiadra. Perciocché poche cose sono tanto contrarie a quello stato dell'animo che ci fa capaci di tali diletti, quanto la conversazione di questi uomini, lo strepito di questi luoghi, lo spettacolo della magnificenza vana, della leggerezza delle menti, della falsità perpetua, delle cure misere, e dell'ozio più misero, che vi regnano. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo quarto|cap. IV]])
*[...] niuna [[verità]] nuova [...] fu mai potuta [...] introdurre e stabilire nel mondo subitamente; ma solo in corso di tempo, mediante la consuetudine e l'esempio: assuefacendosi gli uomini al credere come ad ogni altra cosa; anzi credendo generalmente per assuefazione, non per certezza di prove concepita nell'animo. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo ottavo|cap. VIII]])
*Se bene il [[progresso]] del sapere umano, come il cadere dei gravi, acquista di momento in momento, maggiore celerità; nondimeno egli è molto difficile ad avvenire che una medesima generazione d'uomini muti sentenza, o conosca gli errori propri, in guisa, che ella creda oggi il contrario di quel che credette in altro tempo. Bensì prepara tali mezzi alla susseguente, che questa poi conosce e crede in molte cose il contrario di quella. Ma come niuno sente il perpetuo moto che ci trasporta in giro insieme colla terra, così l'universale degli uomini non si avvede del continuo procedere che fanno le sue conoscenze, né dell'assiduo variare de' suoi giudizi. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo ottavo|cap. VIII]])
*Non potendo godere [...] alcun beneficio della tua [[gloria]], la maggiore utilità che ne ritrarrai, sarà di rivolgerla nell'animo e di compiacertene teco stesso nel silenzio della tua solitudine, [...] e fartene fondamento a nuove speranze. [...] La gloria degli scrittori, [...] riesce più grata da lungi che da vicino, ma non è mai, si può dire, presente a chi la possiede [...]. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo decimo|cap. X]])
*Quelli che sono desiderosi di gloria, ottenutala pure in vita, si pascono principalmente di quella che sperano possedere dopo la morte, nel modo stesso che niuno è così felice oggi, che disprezzando la vana felicità presente, non si conforti col pensiero di quella parimente vana, che egli si promette nell'avvenire. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo decimo|cap. X]])
*Qualsivoglia [[consuetudine]], quantunque corrotta e pessima, difficilmente si discerne dalla natura. ([[s:Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo undicesimo|cap. XI]])
===Citazioni su ''Il Parini, ovvero Della Gloria''===
*Il ''Parini'' è una lezione, più che un dialogo. E un concetto che si va svolgendo in linea dritta senza deviazioni, ne opposizioni, tutto tirando dalla sua propria sostanza. ([[Francesco De Sanctis]])
*Insomma è il Leopardi che parla con sé stesso; però non vi è opposizione, ma pieno accordo, e colui che parla sviluppa ordinatamente il concetto dell'autore. Non vi è neanche movimento, come pur si trova negli altri dialoghi, ma è tutta una prosa didascalica, piena di distinzioni, talvolta monotona, sempre fredda. Ma la precisione, l'eleganza, la nobiltà della frase e del periodo, la connessione salda e rigorosa, l'organismo dei concetti e l'esplicazione disciplinata delle loro note, raggiungono il fastigio della perfezione. E in questa freddezza e minutezza, in questo studio calmo e apparente, che dopo una lunga esercitazione finisce sempre con una proposizione desolante, si sente uno spirito che vive e si agita, si vede uno che si stringe e si comprime il cuore, ma questo batte fortemente, che ha gli occhi asciutti, ma mostran le tracce delle lagrime già sparse: all'ultimo questa calma è veramente straziante, quando si paragonano le elette doti dell'ingegno e del cuore alle infermità dello storpio e del mutilato, e si annunzia la rassegnazione forzata al fato: è un ribelle che sotto il giogo non potendo meditar la vendetta, sta, e considera punto per punto tutta la sua miseria. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie|Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie]]}}
*''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, [[morte]], si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.''
*Sappi che il morire, come l'addormentarsi, non si fa in un solo istante, ma per gradi. Vero è che questi gradi sono più o meno, e maggiori o minori, secondo la varietà delle cause e dei generi della morte. Nell'ultimo di tali istanti la morte non reca né dolore né piacere alcuno, come né anche il sonno. Negli altri precedenti non può generare dolore perché il dolore è cosa viva, e i sensi dell'uomo in quel tempo, cioè cominciata che è la morte, sono moribondi, che è quanto dire estremamente attenuati di forze. Può bene esser causa di piacere: perché il piacere non sempre è cosa viva; anzi forse la maggior parte dei diletti umani consistono in qualche sorta di languidezza. Di modo che i sensi dell'uomo sono capaci di piacere anche presso all'estinguersi; atteso che spessissime volte la stessa languidezza è piacere; massime quando vi libera da patimento; poiché ben sai che la cessazione di qualunque dolore o disagio, è piacere per sé medesima, sicché il [[languore]] della morte debbe esser più grato secondo che libera l'uomo da maggior patimento. ('''Morto''')
*Finché non fui morto, non mi persuasi mai di non avere a scampare di quel pericolo; e se non altro, fino all'ultimo punto che ebbi facoltà di pensare, sperai che mi avanzasse di vita un'ora o due: come stimo che succeda a molti, quando muoiono. ('''Morto''')
===Citazioni su ''Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie''===
*Una delle fantasie più allegre di Giacomo Leopardi è il suo ''Ruysch'', con tutto che vi si tratti di morte e di morti. Quella dolcezza del morire, che espresse con sentimento voluttuoso di ''Amore e Morte'', è il concetto intorno al quale si svolge questo dialogo. I morti testimoniano contro il pregiudizio volgare che la morte sia dolore ; anzi è, come essi mostrano con l'esperienza propria e col ragionamento, piuttosto piacere che altro, quel piacere che consiste in qualche sorta di languidezza. Il canto dei morti riflette quella beltà severa e intellettuale, che troviamo in certi antichi inni teologici filosofici, una beltà che è tutta nelle cose e dicesi sapienza, e non dà luogo a immaginazione, né a sentimento. Così erano i dettati de' sette Sapienti; e così sono questi dettati de' morti. ([[Francesco De Sanctis]])
==''Detti memorabili di Filippo Ottonieri''==
*[...] i [[Libro|libri]] per necessità sono come quelle persone che stando cogli altri, parlano sempre esse, e non ascoltano mai. Per tanto è di bisogno che il libro dica molto buone e belle cose, e dicale molto bene; acciocché dai lettori gli sia perdonato quel parlar sempre. Altrimenti è forza che così venga in odio qualunque libro, come ogni parlatore insaziabile. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo primo|cap. I]])
*[...] i fanciulli trovano il tutto anche nel niente, gli uomini il niente nel tutto. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*Diceva altresì che ognuno di noi, da che viene al mondo, è come uno che si corica in un letto duro e disagiato: dove subito posto, sentendosi stare incomodamente, comincia a rivolgersi sull'uno e sull'altro fianco, e mutar luogo e giacitura a ogni poco; e dura così tutta la notte, sempre sperando di poter prendere alla fine un poco di sonno, e alcune volte credendo essere in punto di addormentarsi; finché venuta l'ora, senza essersi mai riposato, si leva.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'', [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]: «L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima.»</ref> ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*Non credeva che si potesse né contare tutte le miserie degli uomini, né deplorarne una sola bastantemente. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*È grande stoltezza confessare che il nostro corpo è soggetto alle cose che non sono in facoltà nostra, e contuttociò negare che l'animo, il quale dipende dal corpo quasi in tutto, soggiaccia necessariamente a cosa alcuna fuori che a noi medesimi. E conchiudeva, che l'uomo tutto intero, e sempre, e irrepugnabilmente, è in potestà della fortuna. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*[...] essendo {{NDR|gli uomini}} sempre infelici, che meraviglia è che non sieno mai contenti? ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*Dimandato a che nascano gli uomini, rispose per ischerzo: a conoscere quanto sia più spediente il non esser nato. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo secondo|cap. II]])
*Dolendosi uno di non so qual travaglio, e dicendo: se potessi liberarmi da questo, tutti gli altri che ho, mi sarebbero leggerissimi a sopportare; rispose: anzi allora ti sarebbero gravi, ora ti sono leggeri. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]])
*Dicendo un altro: se questo dolore fosse durato più, non sarebbe stato sopportabile; rispose: anzi, per l'assuefazione, l'avresti sopportato meglio. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]])
*[...] stimava che [...] una grandissima parte delle azioni e dei portamenti degli uomini che si attribuiscono a qualche pessima qualità morale, non sieno veramente altro che inconsiderati. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo terzo|cap. III]])
*[...] talora gli uomini irresoluti sono perseverantissimi nei loro propositi, non ostante qualunque difficoltà; e questo per la stessa loro irresolutezza; atteso che a lasciare la deliberazione fatta, converrebbe si risolvessero un'altra volta. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quarto|cap. IV]])
*Le persone assuefatte a comunicare di continuo cogli altri i propri pensieri e sentimenti, esclamano, anco essendo sole, se una mosca le morde, o che si versi loro un vaso, o fugga loro di mano. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quarto|cap. IV]])
*Oggi non è cosa alcuna che faccia [[vergogna]] appresso agli uomini usati e sperimentati nel mondo, salvo che il vergognarsi; né di cosa alcuna questi sì fatti uomini si vergognano, fuorché di questa, se a caso qualche volta v'incorrono. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]])
*[...] le più delle cose delle quali si [[risata|ride]] ordinariamente, sono tutt'altro che ridicole in effetto; e di moltissime si ride per questa cagione stessa, che elle non sono degne di riso o in parte alcuna o tanto che basti. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]])
*Diciamo e udiamo dire a ogni tratto: ''i buoni antichi, i nostri buoni antenati; e uomo fatto all'antica'', volendo dire uomo dabbene e da potersene fidare. Ciascuna generazione crede dall'una parte, che i passati fossero migliori dei presenti; dall'altra parte, che i popoli migliorino allontanandosi dal loro primo stato ogni giorno più; verso il quale se eglino retrocedessero, che allora senza dubbio alcuno peggiorerebbero. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]])
*Certamente il [[verità|vero]] non è bello. Nondimeno anche il vero può spesse volte porgere qualche diletto: e se nelle cose umane il bello è da preporre al vero, questo, dove manchi il bello, è da preferire ad ogni altra cosa. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo quinto|cap. V]])
*Costretto da non so quale necessità una volta, a chiedere danari in prestanza a uno, il quale scusandosi di non potergliene dare, concluse affermando, che se fosse stato ricco, non avrebbe avuto maggior pensiero che delle occorrenze degli amici; esso replicò: mi rincrescerebbe assai che tu stessi in pensiero per causa nostra. Prego Dio che non ti faccia mai ricco. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]])
*Da giovane, avendo composto alcuni versi, e adoperatovi certe [[Arcaismo|voci antiche]]; dicendogli una signora attempata, alla quale, richiesto da essa, li recitava, non li sapere intendere, perché quelle voci al tempo suo non correvano; rispose: anzi mi credeva che corressero; perché sono molto antiche. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]])
*Di un avaro ricchissimo, al quale era stato fatto un furto di pochi danari, disse, che si era portato avaramente ancora coi ladri. ([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]])
*{{NDR|[[Epitaffi dai libri|Epitaffio]]}} OSSA DI FILIPPO OTTONIERI<br />NATO ALLE OPERE VIRTUOSE<br />E ALLA GLORIA<br />VISSUTO OZIOSO E DISUTILE<br />E MORTO SENZA FAMA<br />NON IGNARO DELLA NATURA<br />NÉ DELLA FORTUNA SUA<br />([[s:Operette morali/Detti memorabili di Filippo Ottonieri/Capitolo settimo|cap. VII]])
===Citazioni sui ''Detti memorabili di Filippo Ottonieri''===
*Le maggiori difficoltà a render bella e interessante la materia filosofica, l'autore deve averle trovate nell'Ottonieri; e le ha superate mirabilmente: il filosofo è messo continuamente in relazione con gli uomini; cava dalla vita pratica, da fatti, e osservazioni altrui l'opportunità dei suoi ragionamenti, usa una forma leggiadra ed ironica; per cui non ti riesce mai pesante; alterna il lungo ragionamento coi motti e con le brevi sentenze: senza dire che comincia con una stupenda rappresentazione del Socrate antico, nella quale vediamo come nascere e formarsi per forza degli avvenimenti dall'uomo il filosofo. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez|Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez]]}}
*[...] veggiamo che molte conclusioni cavate da ottimi discorsi, non reggono all'esperienza; e questo interviene più che mai, quando elle appartengono a cose intorno alle quali si ha pochissimo lume. ('''Colombo''')
*Credesi comunemente che gli uomini di mare e di guerra, essendo a ogni poco in pericolo di morire, facciano meno stima della vita propria, che non fanno gli altri della loro. Io per lo stesso rispetto giudico che la vita si abbia da molto poche persone in tanto amore e pregio come da' navigatori e soldati. Quanti beni che, avendoli, non si curano, anzi quante cose che non hanno pur nome di beni, paiono carissime e preziosissime ai [[Marinaio|naviganti]], solo per esserne privi! Chi pose mai nel numero dei beni umani l'avere un poco di terra che ti sostenga? Niuno, eccetto i navigatori [...]. ('''Colombo''')
*Scrivono gli antichi, [...] che gli amanti infelici, gittandosi dal sasso di Santa Maura (che allora si diceva di Leucade) giù nella marina, e scampandone; restavano, per grazia di Apollo, liberi dalla passione amorosa. Io [...] so bene che, usciti di quel pericolo, avranno per un poco di tempo, [...] avuta cara la vita che prima avevano in odio; o pure avuta più cara e più pregiata che innanzi. Ciascuna navigazione e, per giudizio mio, quasi un salto dalla rupe di Leucade [...]. ('''Colombo''')
===Citazioni sul ''Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez''===
*Il ''Dialogo di Colombo e Gutierrez'', appartiene certamente alla zona alta delle Operette di cui è uno dei dialoghi più belli e originali, anzitutto per la sua capacità di creare un'intera situazione poetica. Ovviamente non bisogna avvicinarsi a questo dialogo con esigenze romantiche e realistiche alla De Sanctis, ma è anche vero però che la situazione anche paesaggistica di questa operetta è molto di più di una semplice «cornice immaginosa», come è stato detto dal [[Giovanni Getto|Getto]], troppo teso, come sempre, a distinzioni e rilievi «estetici». ([[Walter Binni]])
==''Elogio degli uccelli''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Elogio degli uccelli|Elogio degli uccelli]]}}
*{{NDR|Gli [[uccello|uccelli]]}} sentono giocondità e letizia più che alcuno altro [[animale]]. Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici: rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori: eccetto che delle [[lepre|lepri]] si dice che la notte, ai tempi della [[luna]], e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro [...].
*[...] una grandissima parte di quello che noi chiamiamo naturale, non è; anzi è piuttosto artificiale: come a dire, i campi lavorati, gli alberi e le altre piante educate e disposte in ordine, i fiumi stretti infra certi termini e indirizzati a certo corso, e cose simili, non hanno quello stato né quella sembianza che avrebbero naturalmente. In modo che la vista di ogni paese abitato da qualunque generazione di uomini civili, eziandio non considerando le città, e gli altri luoghi dove gli uomini si riducono a stare insieme; è cosa artificiata, e diversa molto da quella che sarebbe in natura.
*[...] il [[Risata|riso]] è specie di pazzia non durabile, o pure di vaneggiamento e delirio.
*E crederei che la prima occasione e la prima causa di ridere, fosse stata agli uomini la {{sic|ubbriachezza}}; altro effetto proprio e particolare al genere umano.
===Citazioni sull'''Elogio degli uccelli''===
*Chi legge l'''Elogio degli uccelli'', e vede ivi rappresentata quella loro vita felice, può credere che sia ispirazione del buon umore. Non è difficile immaginare lo scrittore in una di quelle sue passeggiate solitarie pei colli, dove la bella natura gli rischiarasse la faccia, eccitando la sua immaginativa. Ma chi ben guarda, vede che anche questo è opera chiusa di biblioteca. In quell'elogio è rinchiusa una satira dell'uomo; non che vi sia espressa, sia l'intenzione; ma il sentimento dell'infelicità umana, presente nello spirito, intorbida l'umore, e non rende facile una rappresentazione schietta e immediata. ([[Francesco De Sanctis]])
==''Cantico del gallo silvestre''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Cantico del gallo silvestre|Cantico del gallo silvestre]]}}
===[[Incipit]]===
Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell'uno e mezzo nell'altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo.
===Citazioni===
*Su, mortali, [[Risveglio|destatevi]]. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero.<br />Ciascuno in questo tempo raccoglie e ricorre coll'animo tutti i pensieri della sua vita presente; richiama alla memoria i disegni, gli studi e i negozi; si propone i diletti e gli affanni che gli sieno per intervenire nello spazio del giorno nuovo. E ciascuno in questo tempo è più desideroso che mai, di ritrovar pure nella sua mente aspettative gioconde, e pensieri dolci. Ma pochi sono soddisfatti di questo desiderio: a tutti il risvegliarsi è danno. Il misero non è prima desto, che egli ritorna nelle mani dell'infelicità sua. Dolcissima cosa è quel sonno, a conciliare il quale concorse o letizia o speranza. L'una e l'altra insino alla vigilia del dì seguente, conservasi intera e salva; ma in questa, o manca o declina.
*Mortali, destatevi. Non siete ancora liberi dalla vita. Verrà tempo, che niuna forza di fuori, niuno intrinseco movimento, vi riscoterà dalla quiete del sonno; ma in quella sempre e insaziabilmente riposerete. Per ora non vi è concessa la morte: solo di tratto in tratto vi è consentita per qualche spazio di tempo una somiglianza di quella. Perocché la vita non si potrebbe conservare se ella non fosse interrotta frequentemente. Troppo lungo difetto di questo sonno breve e caduco, è male per sé mortifero, e cagione di sonno eterno. Tal cosa è la vita, che a portarla, fa di bisogno ad ora ad ora, deponendola, ripigliare un poco di lena, e ristorarsi con un gusto e quasi una particella di morte.
*Certo l'ultima causa dell'essere non è la [[felicità]]; perocché niuna cosa è felice.
*La sera è comparabile alla vecchiaia; per lo contrario, il principio del mattino somiglia alla giovanezza: questo per lo più racconsolato e confidente; la sera trista, scoraggiata e inchinevole a sperar male.
*Il [[Giovinezza|fior degli anni]], se bene è il meglio della vita, è cosa pur misera. Non per tanto, anche questo povero bene manca in sì piccolo tempo, che quando il vivente a più segni si avvede della declinazione del proprio essere, appena ne ha sperimentato la perfezione, né potuto sentire e conoscere pienamente le sue proprie forze, che già scemano. In qualunque genere di creature mortali, la massima parte del vivere è un appassire.
===[[Explicit]]===
Ma siccome i mortali, se bene in sul primo tempo di ciascun giorno racquistano alcuna parte di giovanezza, pure invecchiano tutto dì, e finalmente si estinguono; così l'universo, benché nel principio degli anni ringiovanisca, nondimeno continuamente invecchia. Tempo verrà, che esso universo, e la natura medesima, [[Fine del mondo|sarà spenta]]. E nel modo che di grandissimi regni ed imperi umani, e loro maravigliosi moti, che furono famosissimi in altre età, non resta oggi segno né fama alcuna; parimente del mondo intero, e delle infinite vicende e calamità delle cose create, non rimarrà pure un vestigio; ma un silenzio nudo, e una quiete altissima, empieranno lo spazio immenso. Così questo arcano mirabile e spaventoso dell'esistenza universale, innanzi di essere dichiarato né inteso, si dileguerà e perderassi.
===Citazioni sul ''Cantico del gallo silvestre''===
*Qui non vi è più satira o scherno, non più dissimulazione; il proprio dolore erompe e risuona altamente in una splendida imprecazione alla vita, alla veglia, al sole, all'universo. È una lirica nuova, senza legami di accenti e di metri: ma si sentono gli uni e gli altri, come un'espressione spontanea del cuore, non ricercati, non fatti apposta, ma così, come compagni indivisibili di ogni voce del cuore e della immaginazione. Qui si sente il contrasto atroce tra il sentimento della vita e della bellezza, l'ardore del desiderio, e la coscienza della propria infelicità: è una grande e nobile coscienza, che si sente tutto un mondo, e a questo attribuisce il dolore suo proprio. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco''==
*Le cose materiali, siccome elle periscono tutte ed hanno fine, così tutte ebbero incominciamento. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della origine del mondo|Della origine del mondo]]'')
*Per tanto i diversi modi di essere della materia, i quali si veggono in quelle che noi chiamiamo creature materiali, sono caduchi e passeggeri; ma niun segno di caducità né di mortalità si scuopre nella materia universalmente, e però niun segno che ella sia cominciata, né che ad essere le bisognasse o pur le bisogni alcuna causa o forza fuori di sé. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della origine del mondo|Della origine del mondo]]'')
*[...] il moto circolare delle sfere mondane, il quale è principalissima parte dei presenti ordini naturali, e quasi principio e fonte della conservazione di questo universo, sarà causa altresì della distruzione di esso universo e dei detti ordini. (''[[s:Operette morali/Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco/Della fine del mondo|Della fine del mondo]]'')
==''Dialogo di Timandro e di Eleandro''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Timandro e di Eleandro|Dialogo di Timandro e di Eleandro]]}}
*[...] io fo poca stima di quella [[poesia]] che letta e meditata, non lascia al lettore nell'animo un tal sentimento nobile, che per mezz'ora, gl'impedisca di ammettere un pensier vile, e di fare un'azione indegna. ('''Eleandro''')
*[...] chiunque si persuade, con far dispiacere o danno a chicchessia, far comodo o piacere a se proprio; s'induce ad offendere; non per far male ad altri (che questo non è propriamente il fine di nessun atto o pensiero possibile), ma per far bene a sé; il qual desiderio è naturale, e non merita odio. ('''Eleandro''')
*[...] tengo pure per fermo che il ridere dei nostri [[mali]] sia l'unico profitto che se ne possa cavare, e l'unico rimedio che vi si trovi. ('''Eleandro''')
*Io non ignoro che l'ultima conclusione che si ricava dalla [[filosofia]] vera e perfetta, si è, che non bisogna filosofare. Dal che s'inferisce che la filosofia, primieramente è inutile, perché a questo effetto di non filosofare, non fa di bisogno esser filosofo; secondariamente è dannosissima, perché quella ultima conclusione non vi s'impara se non alle proprie spese, e imparata che sia, non si può mettere in opera; non essendo in arbitrio degli uomini dimenticare le verità conosciute, e deponendosi più facilmente qualunque altro abito che quello di filosofare. In somma la filosofia, sperando e promettendo a principio di medicare i nostri mali, in ultimo si riduce a desiderare invano di rimediare a se stessa. ('''Eleandro''')
==''Il Copernico''==
*Che importa cotesto a me? che, sono io la balia del genere umano? [...] e che mi debbo io curare [...] di creature invisibili, lontani da me i milioni delle miglia, [...] che non possono reggere al freddo, senza la luce mia? E poi, se debbo servir da stufa, [...] è ragionevole che, volendo la famiglia umana scaldarsi, [...] venga esse intorno al focolare, e non che il focolare vada dintorno alla casa. ('''Sole''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena prima|scena I]])
*[...] io non trovo nessuna ragione di anteporre alla vita oziosa e agiata la vita attiva; la quale non ti potria dar frutto che pagasse il travaglio, anzi solamente il pensiero (non essendoci al mondo un frutto che vaglia due soldi); perciò sono deliberato di lasciare le fatiche e i disagi agli altri, e io per la parte mia vivere in casa quieto e senza faccende. ('''Sole''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena prima|scena I]])
*[...] la Terra si è creduta sempre di essere imperatrice del mondo [...] l'uomo [...] se ben fosse un vestito di cenci e che non avesse un cantuccio di pan duro da rodere, si è tenuto per certo di essere uno [...] imperatore dell'universo; un imperatore del sole, dei pianeti, di tutte le stelle visibili e non visibili; e causa finale delle stelle, dei pianeti, di vostra signoria illustrissima, e di tutte le cose. ('''Copernico''': [[s:Operette morali/Il Copernico/Scena quarta|scena IV]])
===Citazioni su ''Il Copernico''===
*Anche più dilettevole riesce il ''Copernico'', dove con brio è rappresentato il sistema copernicano con le sue conseguenze. Motivo comico è la superbia dell'uomo che si credeva imperatore dell'universo, e si trova parte minima e quasi impercettibile di quello. Il qual motivo si sviluppa naturalmente nel discorso, con una certa bonarietà allegra. Il dialogo è nato in un buon momento, quando lo scrittore se lo godeva seco stesso, con l'anima netta di ogni fede e di ogni amarezza. L'originalità non è nelle cose, ma nella invenzione non priva di umore, che è quel prendere in gioco non solo l'errore, ma la verità, non solo l'ignoranza, ma la scienza con quella noncuranza scettica generata dal sentimento della unità universale. La forma è spigliata e veloce, intarsiata di motti felici. Il comico non si sviluppa sino al riso; pur ti mantiene la faccia serena e contenta, come di chi si sente in un buon momento della vita, in uno stato di benessere. ([[Francesco De Sanctis]])
*La rappresentazione dell'immensità dell'universo coi suoi mondi immensi, cosa difficilissima perché tanto maggiore del piccolo orizzonte che siamo avvezzi a guardare, è di una potenza, sto per dire, dantesca; essa procede a grado a grado allargandosi sempre più, nella stessa ragione che la terra si impicciolisce, si contrae, si nasconde, e l'uomo diventa impercettibile agli stessi occhi nostri. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di Plotino e di Porfirio''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Plotino e di Porfirio|Dialogo di Plotino e di Porfirio]]}}
*[...] nessuna cosa è più ragionevole che la [[noia]]. I piaceri sono tutti vani. Il dolore stesso, parlo di quel dell'animo, per lo più è vano: perché se tu guardi alla causa ed alla materia, a considerarla bene, ella è di poca realtà o di nessuna. Il simile dico del timore; il simile della speranza. Solo la noia, la qual nasce sempre dalla vanità delle cose, non è mai vanità, non inganno; mai non è fondata in sul falso. E si può dire che, essendo tutto l'altro vano, alla noia riducasi, e in lei consista, quanto la vita degli uomini ha di sostanzievole e di reale. ('''Porfirio''')
*[...] la natura ci destinò per medicina di tutti i mali la [[morte]] [...]. ('''Porfirio''')
*[...] l'[[suicidio|uccidersi di propria mano]] senza necessità, è contro natura. Anzi, per dir meglio, e l'atto più contrario a natura, che si possa commettere. Perché tutto l'ordine delle cose saria sovvertito, se quelle si distruggessero da se stesse. ('''Plotino''')
*A ogni modo queste cose non mi persuadono che l'uccidersi da sé stesso non sia contro natura: perché il senso nostro porta troppo manifesta contrarietà e abborrimento alla morte: e noi veggiamo che le bestie; le quali (quando non sieno forzate dagli uomini o sviate) operano in ogni cosa naturalmente; non solo non vengono mai a questo atto, ma eziandio per quanto che sieno tribolate e misere, se ne dimostrano alienissime. E in fine non si trova, se non fra gli uomini soli qualcuno che lo commette: e non mica fra quelle genti che hanno un modo di vivere naturale; che di queste non si troverà niuno che non lo abbomini, se pur ne avrà notizia o immaginazione alcuna; ma solo fra queste nostre alterate e corrotte, che non vivono secondo natura. ('''Plotino''')
*Così questo atto dell'uccidersi, il quale ci libera dalla infelicità recataci dalla corruzione, perché sia contrario alla natura, non seguita che sia biasimevole: bisognando a mali non naturali, rimedio non naturale. ('''Porfirio''')
*Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. ('''Porfirio''')
===[[Explicit]]===
Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando la morte verrà, allora non ci dorremo: e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora. ('''Plotino''')
===Citazioni sul ''Dialogo di Plotino e di Porfirio''===
*Questo dialogo, frutto degli anni più maturi del Leopardi, è di principalissima importanza; perché l'uomo vi appare candidamente, come il Rousseau nelle ''Confessioni''. I pregi dello stile sono grandissimi in questa prosa calma e soave, improntata a tenerezza e mestizia, dotta, nobile, la quale cela nella sua semplicità un lungo e fierissimo dramma. ([[Nicola Zingarelli]])
==''Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere|Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere]]}}
===[[Incipit]]===
Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? ('''Venditore''')
===Citazioni===
*'''Passeggere''': Oh che vita vorreste voi dunque?<br/>'''Venditore''': Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
*[...] si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. ('''Passeggere''')
==''Dialogo di Tristano e di un amico''==
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di Tristano e di un amico|Dialogo di Tristano e di un amico]]}}
*Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare. ('''Tristano''')
*La [[vita]] è felice, anzi felicissima. Ora ho cambiata opinione. Ma quando scrissi cotesto libro, [...], tutt'altro mi sarei aspettato, fuorché sentirmi volgere in dubbio le osservazioni ch'io faceva [...], parendomi che la coscienza d'ogni lettore dovesse rendere prontissima testimonianza a ciascuna di esse. [...] anzi mi credetti che le mie voci lamentevoli, per essere i mali comuni, sarebbero ripetute in cuore da ognuno che le ascoltasse. E sentendo poi negarmi [...] il tutto, e dire che la vita non è infelice, e che se a me pareva tale, doveva essere effetto d'infermità, o d'altra miseria mia particolare, da prima rimasi attonito, sbalordito, [...] e per più giorni credetti di trovarmi in un altro mondo; poi, tornato in me stesso, mi sdegnai un poco; poi risi, e dissi: [...] Gli uomini universalmente, volendo vivere, conviene che credano la vita bella e pregevole; e tale la credono; e si adirano contro chi pensa altrimenti. Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo. [...] Io per me, [...] rido del genere umano innamorato della vita; e giudico assai poco virile il voler lasciarsi ingannare e deludere come sciocchi, ed oltre ai mali che si soffrono, essere quasi lo scherno della natura e del destino. [...] Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera. ('''Tristano''')
*E il [[corpo]] è l'uomo; perché (lasciando tutto il resto) la magnanimità, il coraggio, le passioni, la potenza di fare, la potenza di godere, tutto ciò che fa nobile e viva la vita, dipende dal vigore del corpo, e senza quello non ha luogo. ('''Tristano''')
*Le [[conoscenza|cognizioni]] non sono come le ricchezze, che si dividono e si adunano, e sempre fanno la stessa somma. Dove tutti sanno poco, e' si sa poco; perché la scienza va dietro alla scienza, e non si sparpaglia. ('''Tristano''')
*Tutte le [[Transizione|transizioni]] conviene che sieno fatte adagio; perché se si fanno a un tratto, di là a brevissimo tempo si torna indietro, per poi rifarle a grado a grado. Così è accaduto sempre. La ragione è, che la natura non va a salti, e che forzando la natura, non si fanno effetti che durino. Ovvero, per dir meglio, quelle tali transizioni precipitose sono transizioni apparenti, ma non reali. ('''Tristano''')
*Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. ('''Tristano''')
*Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. ('''Tristano''')
===Citazioni su ''Dialogo di Tristano e di un amico''===
*Il ''Tristano'' ha la solennità di un testamento. Qui la prosa ha calore e pienezza e rigoglio, o corre svelta e libera, con andatura quasi moderna. Ci si sente il fiato del secolo, un ambiente vivo. Il frizzo è amaro, il sarcasmo è pungente. L'ira è eloquente; tutto viene da passione vera. L'ultima pagina sembra una variazione dell'ultima strofa in ''[[Giacomo Leopardi#XXVII – Amore e Morte|Amore e Morte]]'', una melodia che si continua. ([[Francesco De Sanctis]])
==Appendice alle ''Operette morali''==
===''Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte|Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte]]}}
*[...] gloria e virtù, non veramente oggi, ma fra gli antichi sonavano appresso a poco il medesimo.
*I quali antichi quando erano travagliati dalle sventure, se ne dolevano in modo come se per queste sole fossero privi della felicità: la quale essi stimavano possibilissima a conseguire, anzi propria dell'uomo, se non quanto la fortuna gliela vietasse.
*Certo è che [[Teofrasto]], amando gli studi e la gloria sopra ogni cosa, ed essendo maestro o vogliamo dire capo di scuola, e di scuola frequentatissima, conobbe e dichiarò formalmente l'inutilità de' sudori umani, e così degl'instituti suoi propri come degli altrui; la poca proporzione che passa tra la virtù e la felicità della vita; e quanto prevaglia la fortuna al valore in quello che spetta alla medesima felicità così degli altri come anche de' sapienti.
===''Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio|Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio]]}}
*La prima cosa che tu nomini è la ricchezza, la quale dice Teognide che si dee cercare al caldo e al freddo, per terra e per acqua, balzando a un bisogno giù dalle rocce, scagliandosi in mare, e non perdonando a pericolo né a fatica che torni a proposito. La seconda è l'[[onore]], dei quale una gran parte degli uomini fa capitale, ma non tanto, che non lo venda a buon mercato. La terza è la [[gloria]], che piacerebbe a molti, se la potessero acquistare senza fatica e senza scomodo; ma non potendo, ciascuno si contenta di lasciarla stare. La quarta è la libertà, della quale non si ha da far conto. L'ultima è la patria, e questa non si troverebbe più al mondo, se non fosse nel vocabolario. ('''Lettore''')
===''Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello''===
*[...] è vero o non è vero che la virtù è il patrimonio dei coglioni: che il giovane per bennato, e beneducato che sia, pur ch'abbia un tantino d'ingegno, è obbligato poco dopo entrato nel mondo, (se vuol far qualche cosa, e vivere) a rinunziare quella virtù ch'avea pur sempre amata: che questo accade sempre e inevitabilissimamente: che anche gli uomini più da bene, sinceramente parlando, si vergognerebbero se non si credessero capaci d'altri pensieri e d'altra regola d'azioni se non di quella che s'erano proposti in gioventù, e ch'è pur quella sola che si impara ordinariamente dai libri? (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'')
*L'altro errore in cui cadono gli scrittori, si è che se anche talvolta hanno qualche precetto o sentimento vero, lo dicono col linguaggio dell'arte falsa, cioè della morale. (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'')
*E dove gli altri filosofi senza odiar gli uomini quanto Me, cercano pure di nuocer loro effettivamente co' loro precetti, io effettivamente giovai, giovo, e gioverò sempre a chiunque voglia e sappia praticare i miei. Così che il Misantropo ch'io era, feci un'opera più utile agli uomini (chi voglia ben considerare) di quante mai n'abbia prodotte la più squisita filantropia, o qualunque altra qualità umana, come io mi rimetto all'esperienza di chiunque saprà mettere, o avrà mai saputo mettere in opera l'istruzione ricevuta dal mio libro. (''[[s:Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello/Per la novella Senofonte e Machiavello|Per la novella Senofonte e Machiavello]]'')
===''Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati|Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati]]}}
*La gente piange quando il tiranno sta male, e ride quando è morto. ('''Filosofo''')
*Questo non è il secolo della virtù ma della verità. La virtù non solamente non si esercita più col fatto (levati pochi sciocchi), ma neanche si dimostra colle parole, perché nessuno ci crederebbe. ('''Murco''')
*La [[filosofia]] non è altro che la scienza della viltà d'animo e di corpo, del badare a se stesso, procacciare i propri comodi in qualunque maniera, non curarsi degli altri, e burlarsi della virtù e di altre tali larve e immaginazione degli uomini. La natura è gagliarda magnanima focosa, inquieta come un ragazzaccio; ma la ragione è pigra come una tartaruga, e codarda come una lepre. ('''Filosofo''')
===''Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro|Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro]]}}
*[La [[uomo|razza umana]]] Non viveva già naturalmente, e come tutti gli altri, ma in mille modi loro propri. E perciò avevano questa particolarità curiosa che non potevano mai esser contenti né felici, cosa maravigliosa per le bestie che non hanno mai pensato ad essere scontenti della loro sorte. ('''Cavallo''')
*In somma questo Dialogo deve contenere un colpo d'occhio in grande filosofico e satirico sopra la razza umana considerata in natura, e come una delle razze animali, rendutasi curiosa per alcune singolarità, insinuare la felicità destinataci dalla natura in questo mondo come a tutti gli altri esseri, perduta da noi per esserci allontanati dalla natura, discorrere con quella maraviglia che dev'essere in chiunque si trovi nello stato naturale delle nostre passioni, dell'ambizione, del danaro, della guerra, del suicidio, delle stampe, della tirannia, della previdenza, delle scelleraggini, ecc. ecc. ('''Cavallo''')
===''Dialogo di un cavallo e un bue''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo di un cavallo e un bue|Dialogo di un cavallo e un bue]]}}
*Era una sorta di bestie da quattro zampe come siamo noi altri, ma stavano ritti e camminavano con due sole come fanno gli uccelli e con le altre due s'aiutavano a strapazzare la gente. ('''Cavallo''')
*La buassaggine è il miglior dono che la natura faccia ad un animale, e chi non è bue non fa fortuna in questo mondo. ('''Bue''')
*Gli uomini credevano che il sole e la luna nascessero e tramontassero per loro e fossero fatti per loro, benché dicessero che il sole era infinite volte più grande non solo degli uomini ma di tutti i paesi di quaggiù, e lo stesso delle [[stella|stelle]], e tuttavia credevano che queste fossero come tanti moccoli da lanterna infilzati lassù per far lume alle signorie loro. ('''Cavallo''')
===''Dialogo: Galantuomo e Mondo''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Dialogo: Galantuomo e Mondo|Dialogo: Galantuomo e Mondo]]}}
*Di tutto, eziandio che con gravissime ed estreme minacce vietato, si può al mondo non pagar pena alcuna. De' tradimenti, delle usurpazioni, degl'inganni, delle avarizie, oppressioni, crudeltà, ingiustizie, torti, oltraggi, omicidi, tirannia ec. ec. bene spesso non si paga pena; spessissimo ancora se n'ha premio, o certo utilità. Ma inesorabilmente punita, e a nulla utile e sempre dannosa, e tale che mai non ischiva il suo castigo, mai non resta senza pena, è la dabbenaggine (coglioneria) e l'esser [[galantuomo]], ch'altrettanto è a dire.
*Senti quello che farai per l'avanti. Stringerai conoscenza e amicizia con una buona quantità di letterati, non importa che sieno veri o falsi: basta che abbiano un certo nome. Qualunque te ne capiti, sia pur meschinissimo, non lo trascurare, e fattelo subito amico, perché il gran chiasso non lo può fare altro che la moltitudine delle persone. Loderai pubblicamente le opere loro a oggetto ch'essi ti rendano il contraccambio: e di questo non aver dubbio, perché la repubblica letteraria è più giusta assai di tutte le altre repubbliche o reggimenti della terra, e non si governa a un dipresso con altre leggi che di retribuzione. ('''Mondo''')
*Non ci dev'essere un uomo diverso da un altro, ma tutti debbon essere come tante uova, in maniera che tu non possa distinguere questo da quello. ('''Mondo''')
*L'ignorante e il fanciullo non s'annoia, perché pieno d'illusioni, ma il savio conoscendo la verità d'ogni cosa, non si pasce d'altro che di noia. ('''Mondo''')
*L'[[amicizia]] non si trova più, o se vuoi chiamarla con questo nome, devi sapere ch'è fatta a uso di quelle fibbie o fermagli che servono ad allacciare mentre bisogna, e finito il bisogno si slacciano, e spesse volte si levano via. Così le amicizie d'oggidì. Fatte che sieno, quand'occorre s'allacciano e stringono: finita l'occorrenza, alle volte si slacciano ma si lasciano in essere, tanto che volendo si possano riallacciare; altre volte si levano via del tutto, e ciascuno resta libero e sciolto come per l'addietro. ('''Mondo''')
*'''Mondo''': Io voglio che tu mi dica una cosa da galantuomo per l'ultima volta. A che ti ha giovato o giova agli uomini la virtù?<br />'''[[Galantuomo]]''': A non cavare un ragno da un buco. A fare che tutti vi mettano i piedi sulla pancia, e vi ridano sul viso e dietro le spalle. A essere infamato, vituperato, ingiuriato, perseguitato, schiaffeggiato, sputacchiato anche dalla feccia più schifosa, e dalla marmaglia più codarda che si possa immaginare.
*[...] quelli che non hanno mai sperimentato il vivere onesto, non possono avere nella scelleraggine quella forza ch'ha un povero disgraziato, il quale avendo fatto sempre bene agli uomini, e seguita la virtù sin dalla nascita, e amatala di tutto cuore, e trovatala sempre inutilissima e sempre dannosissima, alla fine si getta rabbiosamente nel vizio, con animo di vendicarsi degli uomini, della virtù e di se stesso. E vedendo che se avesse voluto far bene agli uomini, tutti avrebbero congiurato a schiacciarlo, si determina di prevenirgli, e di schiacciargli esso in quanto possa. ('''[[Galantuomo]]''')
===''Frammento sul suicidio''===
{{leggi il testo|sezione=s|[[s:Operette morali/Frammento sul suicidio|Frammento sul suicidio]]}}
*Tutto il piano della natura intorno alla vita umana si aggira sopra la gran legge di distrazione, illusione e dimenticanza. Quanto più questa legge è svigorita tanto più il mondo va in perdizione.
==Citazioni sulle ''Operette morali''==
*Appena si comincia a leggere le ''Operette'', si è subito in un aldilà delle parole, al di là di tutto quanto è storico e databile. Il punto di partenza è già collocato dove crolla la storia monumentale, nell'irreparabile assoluto, e allora succede che le parole possono anche sprecarsi con leggerezza. All'opposto d'una prosa romanzesca che deve essere costruttiva, nelle ''Operette'' c'è una tendenza dissipatoria, cioè di sfogo e di spreco. Ogni sfogo è uno spreco. Questo non ha niente a che fare con una supposta libertà delle parole; perché, al contrario, qui c'è un pensiero dei limiti, come pensiero dell'infelicità e sapere della morte; ma proprio perché è un pensiero dell'infelicità, tende a sfogarsi in un gioco che è tanto più liberatorio quanto più è futile, inutile, gratuito. ([[Gianni Celati]])
*La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. ([[Luigi Russo]])
*La scommessa delle ''Operette'' è proprio quella di suscitare un effetto morale alla maniera della grande letteratura antica; in tutto questo c'è molto di paradossale, perché per Leopardi la stagione della grande letteratura antica è definitivamente tramontata insieme ai valori morali che caratterizzavano quella civiltà: ma tutte le ''Operette'' non sono forse costruite sul filo del paradosso? ([[Raoul Bruni]])
*Le ''Operette morali'' del Leopardi – si sa che il Manzoni le indicava come il modello più perfetto della prosa italiana moderna. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Le <span style="letter-spacing:1px">Operette morali</span> e i <span style="letter-spacing:1px">Pensieri</span> sono di quelle scritture che "гоdono a scorza a scorza", come Dante direbbe, il cuore e il cervello dal quale escono. ([[Giosuè Carducci]])
*Le ''Operette Morali''! Ma che mi vai dicendo? Basta legger questo libretto tutto agghindato e prezioso, per capire come non si sia ancora scoperta la vera, viva, novella prosa, italiana! Quando si sarà detto che le Operette Morali esprimono, in lingua pura, qualche idea ingegnosa, non si avrà più il diritto di aggiunger parola. Si tratta, insomma, di buoni articoli di giornale, che noi leggiamo con gusto, ai nostri tempi, perché sono la novità dell'anno; ma chi mai riaprirà queste pagine tra cinquant'anni? O per caso tu credi che con qualche dialoghetto si conquisti l'immortalità? ([[Leo Ferrero]])
*Parrà strano, ma nell'ormai smisurata bibliografia critica leopardiana non si trova ancora una spiegazione adeguata e convincente delle ragioni che indussero Leopardi ad intitolare il suo capolavoro prosastico ''Operette morali''. Mi riferisco specialmente a quell'aggettivo «morali», così chiaramente esibito nel titolo, che, come la lettera di un celebre racconto di [[Edgar Allan Poe|Poe]], è stato finora eluso o comunque non sufficientemente chiarito nel suo particolare significato, perfino negli studi più specifici e approfonditi sulle ''Operette''. ([[Raoul Bruni]])
===[[Walter Binni]]===
*Le ''Operette'' non nasceranno solo sulla via del ridicolo separato dal ragionamento filosofico, allo stesso modo che, abbandonando la via della lirica e soprattutto della lirica eloquente, Leopardi non mancherà di riportare anche dentro le ''Operette morali'' immaginazione e affetto.
*Le ''Operette'' non possono essere giudicate prescindendo dal fatto che la stessa forza della prosa poetica leopardiana deriva dalla profondità delle posizioni che Leopardi vi esprime e che gli stessi caratteri dello stile sono tutt'altro che indifferenti al movimento interno, problematico che è alla base di ciascuna operetta: i due fatti sono assolutamente inscindibili, inseparabili.
*Qualche volta si è assunto questo giudizio come chiarificativo della natura e della stessa intenzione del Leopardi nello scrivere le ''Operette morali'', che sarebbero appunto un libro di sogni poetici, d'invenzioni di capricci malinconici. In realtà il giudizio è tutto funzionale a ciò che il Leopardi svolge in quella operetta e in cui gli preme soprattutto di rispondere – scartando provvisoriamente ogni giustificazione –: pensate pure come volete, siate felici come vi pare, la mia esperienza, quello che più m'importa, mi dice che sono infelice.<br />Ma questa pur definizione delle ''Operette Morali'' (che indubbiamente sottolinea quel tanto di «sogno poetico», e a volte anche di capriccio malinconico, che è presente in alcune operette le quali hanno anche, si noti, toni, impostazione e taglio tra di loro non tutti meccanicamente coerenti, né sono riportabili in maniera assoluta a una totale unità) risulterebbe parziale se venisse applicata senz'altro alle ''Operette'' nella loro profonda radice di volontà, di verità e di diagnosi filosofica e potrebbe contribuire a sviare l'attenzione del lettore dall'intenzione leopardiana di esprimere poeticamente nelle Operette posizioni di valore filosofico.
===[[Benedetto Croce]]===
*Certe volte, nel leggere i dialoghi delle ''Operette morali'' si presentano con insistenza al ricordo (e non sono io che ho provato pel primo questa impressione, perché vedo ora che la provò anche il Pascoli) certi altri ''Dialoghetti'', vergati dalla penna reazionaria del conte Monaldo, e si sente la somiglianza non solo nella comune predilezione letteraria per quel genere accademico, per quelle tanto abusate imitazioni da Luciano, per quei «ragguagli di Parnaso», ma anche nello spirito angusto, retrivo, reazionario, nell'antipatia pel nuovo e vivente.
*E quelle, tra le ''Operette morali'', così intonate riuscirono di necessità frigidissime: vani sforzi di offrire rappresentazioni comiche (che non lo spirito polemico e il malumore ma solo lietezza e serena fantasia possono generare); personaggi, che sono meri nomi; dialoghi, che sono monologhi ; prosa lavoratissima ma estrinseca, e che tiene sovente qualcosa del vaniloquio accademico.
*Per ritrovare, sotto il rispetto artistico, il Leopardi schietto e sano bisogna dunque cercarlo, non dove egli polemizza, ironizza e satireggia, e ride male, ma dove si esprime serio e commosso ; e questo è il Leopardi migliore delle stesse ''Operette'' quello, per es., di alcune pagine del dialogo di Timandro ed Eleandro, che tanto si avvicinano al tono delle più belle lettere dell'''Epistolario''.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Operette morali|Operette morali]]'', a cura di Walter Binni e Enrico Ghidetti; in ''Tutte le opere'', vol. I, Sansoni editore, Firenze, 1969.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Letteratura italiana]]
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==Elenco incipit==
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Filippo Sacchi
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Spinoziano
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/* Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno */
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[[File:Filippo Sacchi 37.jpg|thumb|Filippo Sacchi]]
'''Filippo Sacchi''' (1887 – 1971), giornalista, scrittore e critico cinematografico italiano.
==Citazioni di Filippo Sacchi==
*{{NDR|Su ''[[Il signor Max]]''}} [[Mario Camerini|Camerini]] ha condotto tutto il film con una mano perfetta e soprattutto un tempo comico impeccabile. Ma se dovessi dire dove ha raggiunto il suo momento più felice, il tocco nuovo che si distingue e contrassegna il film, è nel modo trasparente, comprensivo e leggero con cui, senza abbassare la farsa, ha saputo mescolarvi l'emozione. Bisogna anche dire che egli è stato coadiuvato ottimamente da [[Assia Noris]]. [...] Anche [[Vittorio De Sica|De Sica]] è fresco ed eccellente nella doppia parte e mescola con una simpaticissima amenità accenti di verità e toni di caricatura. Dopo di lui si fa notare specialmente [[Rubi Dalma]], che rende magnificamente come fotografia e che sta nella sua parte con una aderenza e una spontaneità veramente notevoli per una che deve affrontare nel suo debutto una parte relativamente così sviluppata [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 30 agosto 1937; citato in Chiti, p. 337.</ref>
*[[Henri-Georges Clouzot|Clouzot]] ha cinquantacinque anni. È l'età critica in cui generalmente un artista è preso dalla improvvisa, lancinante paura di essere scavalcato dal tempo, di perdere distanza nei ranghi di quella che si afferma in quel momento come la vittoriosa avanguardia dei giovani. È almeno così che mi spiego come Clouzot, che è sempre stato il più spregiudicato dei registi, si sia imbarcato con ''[[La verità (film)|La verità]]'' nella scia della ''[[Nouvelle Vague|nouvelle vague]]'', assumendone supinamente temi, personaggi e dialettica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/epoca-1961-0547/page/100/mode/1up Brigitte piange e grida ma non commuove nessuno]'', in ''Epoca'', 26 marzo 1961, anno XII, n. 547, p. 100.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Maddalena... zero in condotta]]''}} È il definitivo diploma di regista di [[Vittorio De Sica]]. Mano pronta e felice, tempismo intelligente, naturalezza narrativa, sapore di scorci [...]. Ma soprattutto convincono la grazia, la leggerezza, l'affiatamento con cui egli ha saputo muovere e far parlare il suo stuolo di giovanissime interpreti [...]: il senso cinematografico delle battute che è riuscito ad infondere in esse.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 1° gennaio 1941; citato in Savio, pp. 197-198.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Stella del mare]]''}} Evidentemente il soggettista e dietro di lui gli altri autori del film, volevano fare una specie di parodia compendiata di tutte le ingenuità, le incongruenze e la povertà d'immaginazione, solite a trovarsi in questi film di tenori. Però era meglio se lo facevano capire di più...<ref>Da ''Corriere della Sera'', 16 maggio 1939; citato in Savio, p. 8.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Luciano Serra pilota]]''}} Il fatto nuovo, in questo film, è il modo come è raccontato. Purtroppo il nostro cinema non era mai riuscito a progredire sotto questo aspetto. [...] Che cosa significa che un film è ben raccontato? Significa che ci sono dentro dei personaggi vitali e spontanei, dei personaggi che si muovono in un'atmosfera che è la loro, dei personaggi che parlano non per il pubblico ma per se stessi. [...] Finalmente abbiamo qui dei personaggi che sono messi a loro agio, che possono camminare e respirare come Dio li ha fatti. [...] Portati entro una vicenda umana e un'atmosfera sentita, anche gli interpreti hanno dato il meglio di sé. [[Amedeo Nazzari]], che impersona Luciano Serra, ha dato un'interpretazione di una compattezza, di una sensibilità e di un rilievo che non aveva mai raggiunto prima. Con questa interpretazione Amedeo Nazzari si impone assolutamente come il più completo e robusto attor giovane del nostro schermo [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 29 agosto 1938; citato in Chiti, pp. 200-201.</ref>
*La parola che ho più visto usare l'anno scorso, quando ''[[Nostra Signora dei Turchi]]'' uscì a Venezia, fu "dissacrazione". Curioso, la vedo ricomparire adesso che il film esce in circolazione pubblica. Naturalmente, in questo caso "dissacrazione" non va preso in senso canonico, come annullamento di un vincolo religioso, ma come disposizione blasfema contro tutto ciò che è moralmente e socialmente considerato oggetto di rispetto.<br>A parte che per [[Carmelo Bene]] tutti siamo cretini (e questo, magari, a vedere – come tutti insieme mandiamo avanti le cose del mondo, non è neanche sbagliato), egli non tralascia nulla per offendere la nostra sensibilità corrente.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 25 maggio 1969; citato in Lodato, pp. 195-196.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Sono stato io! (film 1937)|Sono stato io!]]''}} Naturalmente i punti culminanti del film sono le scene madri della commedia, tuttavia [[Giuseppe Amato|Amato]] e [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] han cercato di variarne il più possibile lo sfondo, introducendo elementi nuovi, il teatro, la vita di spiaggia ecc. Peccato che questi ambienti, nel film, non sono poi fusi ed equilibrati. [...] Una graziosa apparizione è [[Alida Valli]], fresca e fotogenicamente piccante: una piccola crisalide con molte promesse.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 24 dicembre 1937; citato in Laura p. 32.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''}} Non è un film ambizioso, un film in cui ci sia magniloquenza e spreco di mezzi. È un film fatto di finezze, di garbo, di squisita misura. [...] È anche un film profondamente nostro, di carattere e di atmosfera. [...] Il luogo dell'azione è [[Milano]]. È la prima volta che vediamo Milano sullo schermo. Ebbene, chi poteva supporre che fosse tanto fotogenica? <nowiki>[</nowiki>[[Mario Camerini|Camerini]] ha saputo] cogliere con una finezza estrema certe inconfondibili caratteristiche del volto e del movimento di Milano, a darcene, senza sforzo, e senza quegli abusi documentari, che qualche volta riducono i film di questo genere a delle raccolte di cartoline di monumenti celebri, il colore tutto lombardo, l'operosa vitalità.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 12 agosto 1932; citato in Savio, p. 378.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Marcella (film 1937)|Marcella]]''}} Purtroppo [[Livio Pavanelli|Pavanelli]], che pure è un produttore abile, ha sbagliato ad azzardare [[Caterina Boratto]], sulla sola scorta del riuscito debutto di ''[[Vivere! (film 1937)|Vivere]]'', in una parte che esige fiato drammatico e mezzi sicuri. Ella è sempre bella e gentile, ma ancora troppo inesperta e la sua Marcella, pietosa ma statica, non riesce a toccare la sensibilità teatrale dello spettatore. L'unico personaggio vivo è la vecchia baronessa, alla quale [[Emma Gramatica]] presta tutto il suo gioco sfumato e il mordente della sua scienza scenica [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 1º dicembre 1937; citato in Chiti, p. 210.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Piccolo mondo antico (film 1941)|Piccolo mondo antico]]''}} Si potrà dissentire su parecchi dettagli [...] ma in tutto il resto, cioè in quello che veramente conta, era difficile conciliare più degnamente, e con più rispetto, l'anima del libro con le necessità commerciali del film. Soprattutto è riuscita la parte più gelosa e più difficile: la drammatizzazione visiva dei personaggi di Franco e Luisa, e del loro conflitto. [...] Non solo, ma più ancora di questo, dò atto agli autori del film di aver trasfuso [...] quel senso [...] di un presente arcano, nelle luci del lago, nell'ombra delle notti, nella concatenazione di quei destini, che guida la mente sino alla soglia degli imperscrutabili disegni di Dio [...]. [[Alida Valli]] ci ha dato una splendida Luisa, tenera, forte, vibrata, schiva, alla cui tragica maternità la sua estrema giovinezza aggiunge compassione senza togliere grandezza. [[Massimo Serato]] è fisicamente un Franco ideale, ed è bravissimo: il suo stile espressivo ha una distinzione rara, e una sobrietà esemplare.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 13 aprile 1941; citato in Laura p. 55.</ref>
*''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]'' è un film di giovani. [Ma] non basta avere vent'anni, bisogna anche avere le qualità dei vent'anni. [E] ''Treno popolare'' ha freschezza, semplicità, spontaneo interesse per le cose, impulsiva sincerità nel raccontarle. C'è però anche [...] un notevole senso di proporzione e di misura [...], un'attenzione sempre vigile portata all'azione e ai caratteri principali. [...] È un film divertente e simpatico, intonato e gentile, giusto di ritmo, cinematografico sempre. [...] Buono l'accompagnamento musicale di [[Nino Rota|Rota]]: aderente all'azione e giustamente popolare.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 novembre 1933; citato in Savio, p. 364.</ref>
*Una ottocentesca purezza, una gentile malinconia, un nostalgico profumo è il fascino che emana dai personaggi e dallo sfondo di ''[[Una romantica avventura]]''. [...] Il film abbonda di episodi delicati e graziosi, nei quali [[Mario Camerini|Camerini]] ha versato l'effusa pienezza della sua umana e simpatica vena. [...] [[Assia Noris]] è la protagonista. Sia nei freschi falpalà e nei riccioli della giovinetta, come sotto il perfetto trucco dell'invecchiamento, ella è davvero eccezionalmente brava ed espressiva; mai un momento la sua recitazione casca, mai una sua battuta, un suo gesto, non porta alla commozione. Accanto a lei [[Gino Cervi]] porta il suo personaggio con giusto vigore e bonomia [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 7 settembre 1940; citato in Chiti, p. 307.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Scarpe grosse]]''}} Un piacevole e grazioso film. Solo, nella seconda parte i soggettisti hanno avuto il torto per me di calcare un tono declamatorio e moraleggiante, bellissimo in altra sede, ma qui sproporzionato all'occasione tipicamente comico-sentimentale del soggetto. [...] A ogni modo il complesso è francamente divertente. [[Dino Falconi]] ha diretto con gusto, con brio e con sicurezza. [...] [[Amedeo Nazzari]] è lepidissimo nella prima metà del personaggio, sinché dura il suo stadio di acclimatazione alla ricchezza, poi scavalca di colpo le sfumature: tuttavia il tipo è teatralmente riuscito.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 30 novembre-1° dicembre 1940; citato in Savio, p. 309.</ref>
==''Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno''==
*{{NDR|Su [[Casa Rusca]]}} La casa, che è una delle più antiche dei Rusca e delle più tipiche e belle di [[Locarno]], è situata in S. Antonio a diritta della chiesa. L'ingresso si apre proprio sul canto della piazza, una porta ordinaria, con elegante cornice di pietra, sormontata da uno stemma e da un balconcino di garbo barocco, conduce attraverso un piccolo andito, chiuso da un cancello di ferro, nel cortile. Questo, che ha forma di proporzionato rettangolo, con in mezzo felci e piante di ortensie, una vasca dal bordo di mattoni, a guisa di un ''patio'', si apre per tre lati su tre ordini di loggie sovrapposte, comprendenti tre archi sul lato più lungo, che è quello adiacente all'ingresso, e due archi sui lati laterali più brevi, mentre sul quarto lato opposto all'entrata, i piani si collegano mediante semplici ballatoi. Gerani e piante pendule, (asparagi e capelveneri) gremiscono i davanzali dei loggiati, con vaghissimo effetto. [...] Coi suoi profondi loggiati, le sue snelle colonne di pietra, le sue bianche arcate che si riflettono nell'opaco specchio sottostante, il cortile, di fabbrica verisimilmente secentesco, è un bellissimo pezzo di architettura rustica, casalinga e solenne. (pp. 22-23)
*Un capitolo edificante della emigrazione italiana fornirebbe, a chi ne avesse voglia, la colonia del [[Grand Hôtel Locarno|Grand Hôtel]]. Sarebbe una specie di campo per quarantena di rifugiati abbienti, dove mediante modica pensione di dieci franchi al giorno sono autorizzati a soggiornare coloro i quali possono dimostrare di avere con sé, al momento dell'interrogatorio, la valuta necessaria. Sono per la maggior parte ebrei, borghesia ebraica milanese qui fuggita dalle ville della Brianza e dei Laghi. (pp. 25-26)
*La piazzetta dell'Ospedale, il terreno dove esso sorge, e le piccole vie adiacenti, furono occupate sino agli ultimi anni del secolo scorso da stalle e fienili, proprietà di villani e alpigiani della valle, i quali se ne servivano come recapito e ''pied-à-terre'' quando scendevano a Locarno nei giorni di mercato. Strutture di antichi stallaggi si distinguono ancora in quella linda e modesta viuzza che mi piace a volte fare tornando a casa, e che si chiama "del Castelrotto". Tre giorni durava il movimento su e giù dalle valli, con tappe e terrificanti sedute nelle locande intermedie, dove si tenevano tavoli di {{sic|pocker}} che duravano giornate intere. (p. 35)
*Il [[Collegio Papio|Papio]] è un grande collegio, tenuto dai benedettini e perciò dipendente da Einsiedeln, che prende il suo nome da un Bartolomeo Papio [...]. Ha un simpatico ingresso da fattoria, un doppio chiostro {{sic|cinquentesco}} con bellissime palme e ambiziose aiuole da villa, e una chiesa trecentesca di largo e semplice scafo, ingenuamente affrescata. Pranziamo assai bene in una sala del primo piano, aperta sulla campagna, frammezzo a solenni ritratti di abati e di arcivescovi. (p. 42)
*Fra tutti i luoghi vicini, uno dei più gentili è Rivapiana, un romito angolo di sponda, a cui si giunge da [[Muralto]], per una piana stradicciola che contorna [[Lago Maggiore|il lago]]. Frange di salici, che avanzano coi loro tronchi nel lago, fanno ombra a minuscoli segni, dove barchette dalle tinte pulite posano a secco. Mi meraviglio di vedere che molte di queste barchette hanno nome "Sicilia", e "Miss Sicilia" ecc., e mi fu spiegato che nell'uso locale di [[Minusio]], quelli che abitano la zona bassa tra la strada cantonale e il lago, si chiamano, chissà perché, i Siciliani. La grigia torre romanica di [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|San Quirico]] fa da richiamo ad una sparsa macchia di case, disposte attorno al bivio. Là mi spingo sovente la mattina, sedendomi a leggere su certi grossi tronchi d'albero distesi presso la riva. Il sole vi è tiepido e dolce, il sito deserto, e solo suono è quello del minuscolo frangente che una blanda irrequieta brezza spinge ai miei piedi. (p. 49)
*La mattina passeggiata a ''Mondasc'' (civilmente Mondacce) partendo dall'Esplanade. Il sentiero sale dolcemente la costa, cangiando tra boschi e vigneti. In contrasto con le pendici suburbane e residenziali, di Orselina e Trinità, questa ha un carattere segregato e campagnolo, e le sue casette, rade e pur gaie fanno pensare a certe semplici nature, contente di una felicità modesta e ignorata. ''Mondasc'' si affaccia, dall'alto lato del dosso, su Tenero, e la uniforme [[Piano di Magadino|piana di Magadino]]. Come, dall'alto si fa più evidente il particolare tono della terra bonificata, artificialmente contesa all'acquitrino e alle sabbie, terra, sotto il verde compartito delle coltivazioni, con un fondo di opaca e malinconica cupezza, è anche nello scintillio di un sì dolce mattino, sempre un po' schiva e velata, come il sorriso sopra un volto che ha molto combattuto e penato. (p. 53)
*Aspettando la colazione facciamo due passi in là sino a [[Cavergno]], il paese degli "olandesi" perché tutti gli abitanti, per antica consuetudine, emigravano in Olanda. Si racconta di quella comitiva di ignari turisti olandesi i quali, sbarcando dal torpedone, hanno avuto la sorpresa di sentirsi salutare dal sindaco, preparatosi all'arrivo, e attorniato dall'intero villaggio, con un forbito discorso in olandese. E sino alla guerra, giornali olandesi si trovavano in lettura nei caffè. (p. 66)
*Non c'è sole e fa un gran freddo, sì che ancor più segregato e scosceso è l'aspetto delle orride balze, incrostate di rivi gelati, ammantate di foglie morte sulla gigantesca pietraia del greto. Oggi Politta fa la parte superiore della valle, [[Brione Verzasca|Brione]], Gerra, Frasco e Sonogno. Povera più assai della Maggia, la [[Valle Verzasca|Verzasca]] si mostra nella stentata parsimonia dei coltivi, nello squallore dei minuscoli tuguri che servono da stalle e ripostigli disseminati sui magri ripiani dei pascoli, simili a ciechi abitacoli di eremiti. (pp. 70-71)
*Colazione a Frasco, nella deliziosa tavernetta cittadina dell'albergo Efra, dove affamati e infreddoliti come siamo, facciamo grande onore a un umido di anatre selvatiche con polenta, e allo stupendo formaggio della valle. (p. 71)
*Al ritorno il [[Monte Limidario|Ghiridone]], candido e dentato di contro al purissimo cielo. Se potessi adorare un monte, sentirlo come simulacro e presenza della divinità, eleggerei questo.<br>''Sul cielo turchino le cime incendiate di bianco.<br>Vive la mia speranza sui monti immacolati.'' (p. 75)
*Alla sera castagnata a [[Ponte Brolla]], nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile. (p. 76)
*Stupenda vista del lago, in lattea e disciolta penombra lunare; un immenso guazzo di vaporoso azzurro, entro il quale solo si distingue lo scintillio degli abitati, e in alto, sospesi come nubi, gli immobili strati delle cime nevose. (p. 102)
*A Miranda, il bellissimo bosco di vecchi abeti, la fontana di gelido vetro, fra romantiche rovine di casolari, la frotta di capre che passano in velocissima corsa, frangendo con gli zoccoli la crosta rosata delle nevi. (p. 104)
*Nel pomeriggio a [[Cevio]] con Roby Sciaroni. Mentre egli opera, io vado a passeggio nei dintorni, e così a casaccio uscendo da una frazione in un valloncello, scopro quello che poi mi dicono chiamarsi la [[Rovana]], un orrido e pittoresco recesso, dove scroscia e si ingorga un torrente di verde argento, frammezzo a incombenti rupi e lisciate pietraie. (p. 129)
*Passando per [[Tegna]] ci viene l'idea di salire sino al cosiddetto Castelliere, che è una rovina romana scoperta pochi anni fa, e ancora in iscavo, sul dosso sovrastante. Saliamo per un pittoresco sentiero, fra ginestre e ginepri, sino allo spiazzo contornato da bellissimi abeti, come pensile radura, con cime nevose per sfondo. Lo scavo ha messo in mostra una grande camera quadrata sotterranea, scavata nella roccia, divisa da un tramezzo a tre arcate, magnificamente conservate. Di là ridiscesi a Tegna, continuiamo il giro, e andiamo a [[Golino (Centovalli)|Golino]], che è un piccolo paese dall'aria nobile e seria, lindo e ben tenuto come tutti questi di Pedemonte, fermandoci all'albergo Madonna, dove conosco la madre della maestrina, e dove assaggiamo il vino del sito, profumato, acerbetto, di un colore giallo opalino speciale e gradevolissimo. (p. 144)
*Andiamo sulla Collinetta di Moscia, che non conosco, e di nuovo, mentre Roby è in visita da un malato, passeggio intorno, tra rocce e grandi fusti di betulle, dove stanno seminascoste due o tre semplici, grigie severe ville di milionari, divertendomi a immaginare come sarebbero queste ville, se le avessero costruite i nostri ignorantissimi milionari nazionali. (p. 146)
*[...] sino a un antico bosco, dove scopro, dietro a una cortina di grandi betulle, una stupenda famiglia di faggi, faggi mastodontici, faggi omerici: sicché, sempre salendo, arrivo al monte di Valdo ("monti" sono detti qui gli alpeggi a mezza costa), immenso prato alpestre, pieno di giglietti bianchi e di farfalle nere, steso a conca sotto dirupate cime, e sparso di stalle ancora chiuse e deserte. (p. 178)
*Presto fuori, e in Val d'Efra con la pioggia. Il popolo di faggi abita solo questa valle, che vista ieri dal Valdo, contro il sole sorgente, mi appariva un solo velluto sfumato di verde e turchino, e che, entrandovi, mi rivela invece d'ogni parte orride spaccature e cicatrici di gigantomachie. Percorsa sino al fondo, lassù sostando un pezzo ad ascoltare l'orchestrazione acustica e visiva delle quattro cascate. (p. 179)
*A Maggia con Nelly Lautenberg e la Mende a visitare quella famosa chiesetta di [[Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)|S. Maria della Campagna]], che avevo mancato due volte di vedere. Per assicurarmi la chiave, telefono prima di partire al prevosto, il quale mi promette gentilmente che manderà ad aprirla, o verrà egli stesso. Infatti, arrivando sul sagrato, troviamo due pretoni, con queste magiostrine nere che fanno parte della tenuta estiva dei preti ticinesi. Visitiamo gli affreschi, più storicamente caratteristici che ispirati, salvo una piccola Madonna, e poi, siccome ci siamo portati in treno la bicicletta, riprendiamo la strada, subito dopo, appena fatti cento metri, appiedandoci per bucatura capitata a un ragazzino amico di Mumpi, venuto con noi. (p. 220)
*Gita ai [[Monti di Motti|Monti Motti]], con Giorgio Giacometti, Regazzi, Roncajoli e Nessi. Un'alta nebbia fa grigio il cielo e lascia scoperto lago, valli e cime, per cui la salita attraverso le Terricciole, Medoscio e i Monti di Ditto è ugualmente uno spettacolo. Di lassù schiarite lontane incominciano ad apparire fra i varchi dei monti, che si fanno di denso zaffiro. Abbiamo con noi le chiavi della minuscola osteria che apriamo e occupiamo, attingendo acqua e facendo fuoco, e un'ora dopo Regazzi, Escoffier della compagnia, ci scodella due favolose terrine di tagliatelle al ragù. Nell'attesa facciamo un giro tra le case e casette sparse sul prato tra bellissimi aceri e faggi, e così ci imbattiamo nei due soli abitanti dei Motti [...]. (p. 241)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*[[Roberto Chiti (critico)|Roberto Chiti]] e [[Enrico Lancia]], ''[https://books.google.it/books?id=UlKjE82BEe4C&pg=PA0 Dizionario del cinema italiano: i film]'', Gremese Editore, Roma, 2005. ISBN 88-8440-351-0
*[[Ernesto G. Laura]] e [[Maurizio Porro]], ''[https://books.google.it/books?id=MHpRXe1So5sC&pg=PA0 Alida Valli]'', Gremese Editore, Roma, 1996. ISBN 88-7742-049-9
*Nuccio Lodato, ''L'epoca di Filippo Sacchi: recensioni 1958-1971'', Falsopiano, Alessandria, 2003. ISBN 88-87011-66-4
*Filippo Sacchi, ''Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno'', a cura di Renata Broggini, Giampiero Casagrande Editore, Lugano, 1987.
*[[Francesco Savio]], ''Ma l'amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943)'', Sonzogno, Milano, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sacchi, Filippo}}
[[Categoria:Critici cinematografici italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Utente:Raoli/Aiuto:Icone dei link esterni
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| testo = Puoi testare come questa pagina appare in skin diverse tramite questi collegamenti:
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I collegamenti esterni di solito vengono visualizzati con un'icona alla fine del collegamento. I CSS sono utilizzati per applicare a determinate [[w:Estensione (file)|estensioni dei file]] o schemi di [[w:Uniform Resource Identifier|URI]] un'icona specifica per quel tipo di file, in base allo [[Wikiquote:Monobook.css|skin]] selezionato.
== Icone per i collegamenti esterni ==
Le icone PDF hanno la precedenza su tutte le altre, infatti basta che i 4 caratteri ''.pdf'' siano in qualsiasi parte dell'estensione del file che l'icona si applica al collegamento. Le altre icone, per quanto riguarda le estensioni dei file, possono essere applicate solo se l'estensione corrisponde al testo. Le icone dell'estensione dei file hanno la precedenza sulle icone dello schema URI.
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== Aspetto grafico (skin) ==
Le icone sono definite nel file CSS per ogni skin, fatta eccezione per l'icona <code><nowiki>.pdf</nowiki></code> che è definita in [[MediaWiki:Common.css]].Chick, Classic, Cologne Blue, MySkin e Nostalgia visualizzano solo l'icona PDF. Modern e MonoBook visualizzano l'insieme completo delle icone mostrate sopra; Simple utilizza lo stesso insieme, ma non include le icone dei collegamenti audio e video. Vector utilizza un diverso insieme completo di icone. I collegamenti nelle parte superiore della pagina sono buoni per esaminare i diversi insiemi di icone.
== Icone del collegamento personalizzate ==
È possibile aggiungere le icone del collegamento modificando [[Speciale:MyPage/skin.js]] (per la sola skin attuale) o [[Speciale:MyPage/common.js]] (per tutte le skin). Ad esempio, per aggiungere un'icona per i file di Excel:
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#content a[href$=".XLSX"].external
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}
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Se aggiornato correttamente, questo link visualizza un'icona di Excel:
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Stessa cosa per questi altri esempi in comparazione con quest'ultimo:
*http://examplii.pdf
*http://examplii.xls
*http://exampli.doc
*http://examplii.ppt
*http://exampliiii.rtf
Il markup rileva le estensioni dei file <code><nowiki>.xls</nowiki></code> o <code><nowiki>.xlsx</nowiki></code> sia con la maiuscola che con la minuscola. L'immagine deve essere di 16 pixel di larghezza e non può essere nel formato SVG. Il link dell'immagine deve provenire da http://upload.wikimedia.org. Per ottenere questo link, vai alla pagina del file e clicca sull'immagine per aprirlo senza la descrizione del file, quindi copia l'URL.
Per rimuovere l'icona predefinita, è sufficiente aggiungere il CSS senza URL. Per esempio, per rimuovere l'icona del lucchetto durante la visualizzazione dei collegamenti sicuri:
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#content a[href ^="https://"].external
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}</syntaxhighlight>
== Forzature su un'icona ==
È possibile aggiungere del testo all'URL per cambiare l'icona. Ciò è principalmente utile per i documenti PDF che sono serviti da un sistema di gestione dei contenuti in cui l'URL ha un'estensione come <code><nowiki>.asp</nowiki></code> o <code><nowiki>.aspx</nowiki></code>. Quando l'URL originale viene utilizzata, l'icona <code><nowiki>http://</nowiki></code> viene mostrata. Aggiungendo <code><nowiki>#.pdf</nowiki></code> nell'URL originale, l'icona PDF mostrerà:
* http://example.org/test.aspx
* http://example.org/test.aspx#.pdf
L' aggiunta di <code><nowiki>#.pdf</nowiki></code> si visualizzerà nell'URL. L'impiego principale di questa tecnica povrebbe essere in un Template per le citazioni in cui il collegamento utilizza un titolo. Per esempio:
{{pre2|<nowiki>{{cita libro |titolo=Il Mio Libro |url=http://example.org/test.aspx}}</nowiki>}}
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== Classi ==
La [[w:Classe (informatica)|classe]] <code><nowiki>plainlinks</nowiki></code> disabilita l'icona del collegamento esterno.
{{pre2|<nowiki><span class="plainlinks">http://example.org/test.pdf</span></nowiki>}}
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== Note ==
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== Voci correlate ==
* [[Aiuto:Link]]
* [[Aiuto:Collegamenti esterni]]
* [[Aiuto:Collegamenti esterni#La lingua dei siti esterni]]
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==Effetti di collassamento o espansione (apri-chiudi)==
;Normale effetto attuale
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! Questa è la cella di intestazione, sempre evidente
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| Questa cella non viene visualizzata per impostazione predefinita.
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;Effetto nascondino
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! Il titolo || rimane visibile
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| Il contenuto || rimane nascosto
|-
| all'inizio || e poi si carica
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;Effetto nascondino e ampliamento
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|-
! Più info
|<!--
-->
{| class="wikitable mw-collapsible mw-collapsed" style="width: 100%;"
! Testata
! Cima
|-
| Cella
| contenuto
|-
| Questa tabella è ripieghevole perché
| ha la classe semantica "mw-collapsible"
|-
| È inizialmente nascosta per il fatto che
| ha la classe semantica "mw-collapsed"
|}<!--
-->
|-
|}
;Effetto elastico (fluido)
<div class="toccolours mw-collapsible mw-collapsed" style="width:800px">
Questo testo non è comprimibile, ma il successivo è collassabile e nascosto per impostazione predefinita:
<div class="mw-collapsible-content">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.</div>
</div>
;Effetto elastico e scomparsa titolo (fluido)
<div class="toccolours mw-collapsible" style="width: 400px; border:solid 0px white">
<div class="NavHead" style="float: none;">Mon libellé de lien pour afficher / masquer</div>
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</div>
;Effetto proveniente da semplice testo (a leva)
<div class="mw-collapsible mw-collapsed"><div class="mw-collapsible-toggle toccolours" style="float:none;text-align:center">'''<span style="color:blue;">Visualizzazione del codice sorgente ''a leva''</span>'''</div>
<div class="mw-collapsible-content">
<syntaxhighlight lang="html4strict">
<p style="border:1px solid #AAA;background:#FF0;padding:0;font-size:150%;line-height:2">
<span style="background:#FFF;color:#000;text-decoration:overline"><u><del>text</del>
'''top:''' [[File:Example.jpg|20px|top]] [[File:Example.jpg|40px|top]] [[File:Example.jpg|40px|border|top]]
<del>text</del></u></span></p>ss</syntaxhighlight></div></div>
<div class="it-collapsible it-collapsed">
<div class="it-collapsible-toggle" style="float: none;">La mia etichetta-link per visualizzare / nascondere</div>
<div class="it-collapsible-content">
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</div>
</div>
<div class="it-collapsible-group">
==== <span class="it-collapsible-group-toogle">Esempio di un gruppo di sezioni</span> ====
<div class="it-collapsible it-collapsed"><h5 style="font-size: 1.1em; border: 0; margin-top: 0.6em; float: none;" class="it-collapsible-toggle">Sezione 1</h5>
<div class="it-collapsible-content" style="border: 1px solid #aaa; border-radius: 5px; margin: 0 18px; padding: 10px;">
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</div></div>
<div class="it-collapsible it-collapsed"><h5 style="font-size: 1.1em; border: 0; margin-top: 0.6em; float: none;" class="it-collapsible-toggle">Sezione 2</h5>
<div class="it-collapsible-content" style="border: 1px solid #aaa; border-radius: 5px; margin: 0 18px; padding: 10px;">
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</div></div>
<div class="it-collapsible it-collapsed"><h5 style="font-size: 1.1em; border: 0; margin-top: 0.6em; float: none;" class="it-collapsible-toggle">Sezione 3</h5>
<div class="it-collapsible-content" style="border: 1px solid #aaa; border-radius: 5px; margin: 0 18px; padding: 10px;">
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</div>
==Altri==
<big>''' Div espandibile'''</big>
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</div>
<div style="clear:both"></div>
<big>''' Div espandibile (aperto di default) '''</big>
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</div>
<div style="clear:both"></div>
<big id="head-colapsible_div_nested_in_collapsed_div">''' Div espandibile annidato in un div aperto '''</big>
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<div class="mw-collapsible mw-collapsed">
Ciao a tutti, questo è il testo del div esterno.
<div class="mw-collapsible" style="background:#eee">
Questo contenuto è all'interno del div annidato espandibile.
</div>
</div>
<div style="clear:both"></div>
<big>''' Contenuto espandibile della cella di una tabella in un'altra tabella'''</big>
----
<table class="wikitable">
<tr>
<th>X</th> <th>Y</th> <th>Z</th>
</tr>
<tr>
<td>Ciao, il contenuto nella cella sotto di me è comprimibile e aperto per impostazione predefinita</td> <td>35</td> <td>91</td>
</tr>
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<td class="mw-collapsible mw-collapsed">Sono il contenuto della cella ''mw-collapsible''!</td> <td>42</td> <td>63</td>
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Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.
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<td><span class="mw-customtoggle-AA mw-customtoggle-BB mw-customtoggle-CC">Sono l'''mw-customtoggle'' per A, B e C. Fammi clic per visualizzare le tre righe di tabella in una volta!</span></td> <td>20</td> <td>11</td>
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<td>Sono l'''mw-customcollapsible'' della riga A</td> <td>20</td> <td>7</td>
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<td>Sono l'''mw-customcollapsible'' della riga B</td> <td>21</td> <td>11</td>
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<td>Questa è solo una cella di una tabella semplice</td><td>0</td><td>30</td>
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<li>La tabella è chiusa di default
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<div style="background-color:yellow; text-align:center; font-weight:bold; border-radius:10px; padding:5px;"><big><big>Template Difficili</big></big></div><div class="HopContent">
*nessuno
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Il Mereghetti
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Eugenio Donadoni
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'''Eugenio Donadoni''' (1870 – 1924), critico letterario italiano.
==Citazioni di Eugenio Donadoni==
*A lui che abbiamo veduto pensare che la giustizia sia la sanzione della forza, la coscienza insegnava che la giustizia è nulla senza l'equità. A lui che pensava che la virtù è una forma di larvato egoismo, la coscienza imponeva di guardare alla virtù con altro occhio che di scettico: contraddizione magnanima, nella quale cadde anche il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]]. (da ''Ugo Foscolo pensatore, critico, poeta'', Milano-Palermo-Napoli, Sandron, in ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 529)
*Nel [[Ugo Foscolo|Foscolo]] è visibilissima quell'aria di irrequieto dolore, quel desiderio di pace e di oblio, che fu sì comune agli uomini e agli scrittori della generazione romantica, e che trovò forse la sua espressione artistica più intiera nel Renato di [[René de Chateaubriand|Chateaubriand]]. Questo lettore di [[Plutarco]], questo che più volte si professa stoico, quando si scopre senza posa a sé e agli amici è un ammalato dei mali profondi delle età di transizione: non molto dissimile in ciò dal [[Francesco Petrarca|Petrarca]], di cui perciò comprese così bene gli spiriti. (da ''Ugo Foscolo pensatore, critico, poeta'', Milano-Palermo-Napoli, Sandron, in ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 524)
==''I principali scrittori italiani dal 1550 al 1700''==
*La Congregazione dell'Indice parla ancora, ogni tanto; ma naturalmente non può ora impegnare che la coscienza religiosa dei cattolici. Ma fino ai tempi moderni la influenza negativa dell'[[Indice dei libri proibiti|Indice {{NDR|dei libri proibiti}}]] fu grandissima, anche nelle lettere. Significò la morte di quella libertà di pensiero e di coscienza, senza di cui non può essere vera letteratura. La filosofia non poté svilupparsi o dovette ritornare ad essere l'ancella della teologia. La storia non poté approfondire nessuna questione vitale, non poté neppure tentare certe ricerche. Fino alle scienze sperimentali fu contrastato il sorgere, specie dove sembravano opporsi a qualche affermazione della Scrittura, alle cui parole si volle dare un valore assoluto, stabilendosi che essa non solo esprimesse verità morali, ma anche fisiche, storiche, geografiche. (Lezione I, pp. 7-8)
*Oggi il [[Compagnia di Gesù|Gesuitesimo]] rappresenta la reazione, e per parecchi secoli rappresentò la menzogna; cioè da quando si trovò ad essere una sopravvivenza, perché aveva già compita la sua funzione nella storia dalla Chiesa. Ma in origine rispose ad un bisogno dei tempi, e rappresentò, se non la religione, la religiosità del Cinque e del Seicento; se non il cristianesimo, il cattolicesimo. Bandì una morale che molto concedeva alla vita, professò una teologia, che lasciava in disparte quanto di più terribile conteneva il genuino credo cristiano, e che dava grande, troppa importanza alle pratiche esterne. La religione rispianò, mercé dei Gesuiti, il cipiglio, che la avrebbe resa troppo ingrata ad una società troppo corrotta e mondana. Si conciliò con la vita. Non per nulla i più duri ed autentici cristiani (come in Francia il Pascal) si opposero, in nome del Cristianesimo, ai Gesuiti. (Lezione I, pp. 9-10)
*I [[Compagnia di Gesù|Gesuiti]] si introdussero nella società elegante, nelle Corti, raccomandati dalla cultura, stimabili generalmente per una vita di maggiore austerità e dignità che non quella degli altri ordini monastici. E diventarono così una formidabile potenza politica. Ma di preferenza i Gesuiti si impadronirono dello strumento che più direttamente avrebbe foggiato le coscienze dell'avvenire: la scuola : specialmente la scuola, onde sarebbero uscite le classi dominanti: l'Università e i corsi che noi chiamiamo secondari, e allora si chiamavano di umanità. Coi Gesuiti la scuola – contrastata tra ecclesiastici e laici e poi prevalentemente laica nel periodo umanistico – ridiventa ecclesiastica e confessionale. E si cerca di isolarla sempre più dalla vita e dagli esempi della realtà con la istituzione dei collegi, onde gli alunni escano perfettamente foggiati sulla mentalità e spiritualità dei maestri. (Lezione I, p. 10)
*I Gesuiti furono perfetti latinisti, grecisti perfetti, eleganti oratori. Ma la forma ebbe la prevalenza sulla sostanza. Tutta la istituzione gesuitica mirava a produrre giovani che sapessero ''parlare e scrivere'', non che sapessero o volessero ''pensare ed osservare''. E dalla realtà del presente l'osservazione fu trasferita al mondo antico, convenzionalmente rappresentato, o al mondo mitologico. (Lezione I, p. 10)
*[...] anche il [[Gabriello Chiabrera|Chiabrera]] credeva, come il [[Giovan Battista Marino|Marini]] che «la poesia è obbligata a far inarcar le ciglia». (Lezione V, p. 78)
*{{NDR|[[Fulvio Testi]]}} Cupidissimo di onori, fu fatto cavaliere di S. Maurizio dal duca [[Carlo Emanuele I di Savoia|Carlo Emanuele]], cavaliere dell'ordine di S. Iago da [[Filippo IV di Spagna]]. Ebbe commende e feudi molti. Ma l'animo profondo non era soddisfatto di quelle vanità, onde nelle sue rime, che sono talvolta quasi confessioni intime, il disprezzo per le corti e le vanità del mondo, la esaltazione – secondo lo spirito del poeta latino [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] – della vita tranquilla e mediocre, e un riguardare dall'alto e severamente alla corruzione dei tempi, e un'onda di malinconia stanca, insolita nei clamorosi verseggiatori di quell'età. (Lezione V, pp. 81-82)
*Il [[Vincenzo da Filicaja|{{sic|Filicaia}}]], [...], cantò argomenti eroici e morali e religiosi, d'una religiosità sincera e dolorosa. La minacciata presa di Vienna, da parte dei Turchi, nel 1683, e la liberazione per il valore di [[Giovanni III Sobieski|Giovanni Sobieski]], re di Polonia, gl'inspirarono alcune canzoni, grandiose di linee, possenti di entusiasmo, che, pur nel loro atteggiamento oratorio, sono fra le più nobili di quel secolo. (Lezione V, p. 82)
*{{NDR|[[Alessandro Guidi]]}} È singolarmente celebre, anche per certe libertà metriche, che allora parvero gran che, l'ode ''alla Fortuna'', in cui, come tutti i fortunati, il poeta si mostra stoicamente indifferente ai favori e agli oltraggi della volubile Dea. L'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] giovine, scioperato ed errante, sentì leggersi cotesta poesia a Lisbona dall'[[Tommaso Valperga di Caluso|abate di Caluso]]. E gli parve cosa altissima, e pianse e si esaltò, e si vergognò di sé. Su noi moderni non farebbe davvero tanto effetto. (Lezione V, pp. 82-83)
*{{NDR|[[Carlo Maria Maggi]]}} Può considerarsi il precursore del [[Giuseppe Parini|Parini]] e del [[Carlo Porta|Porta]] nelle poesie satiriche, e nelle commedie in dialetto milanese (è il creatore di [[Meneghino]]). Fu meno felice nelle poesie serie, troppo, e specie le giovanili, condotte secondo il gusto del tempo. Ma in parecchie di esse rivela un'alta coscienza dei mali d'Italia. (Lezione V, p. 83)
*[...] nell'[[Accademia dell'Arcadia|Arcadia]] prosperò una poesia fiacca, leziosa, che voleva essere semplice, e che non riusciva che alla posa della semplicità; quando pure non perdurò la sonorità gonfia del Seicento. (Lezione V, p. 84)
*Il [[Arrigo Caterino Davila|Davila]] narra spesso cose vedute, o udite narrare da chi vi prese parte. Onde il suo racconto ha tutta la vita, la drammaticità della immediatezza. I personaggi parlano, si muovono davanti agli occhi del lettore. Si accusa il Davila di troppa tenerezza verso la corte di Francia. Ma ci può essere uno storico senza passione e simpatia? (Lezione VI, p. 109)
*Il [[Daniello Bartoli|Bartoli]] rappresenta la mentalità tipica del letterato del Seicento: meravigliosa padronanza della forma, assoluta mancanza o deficienza di pensiero. Non si direbbe davvero che egli sia venuto al mondo una generazione dopo il Galileo e il Sarpi. (Lezione VI, pp. 109-110)
*Naturalmente, per un cristiano moderno l'oratoria del [[Paolo Segneri|Segneri]] è un po' antiquata. La ricerca dell'effetto è troppo manifesta; né mai si trovano in lui quelle vive pagine liriche, che ci fanno vedere la vita umana dall'alto, che non ci lasciano forza di criticare, di dubitare, di sorridere, che ci costringono, credenti o no, ad ascoltare la voce profonda dell'anima. Ma, paragonato con gli oratori, anzi con gli istrioni dell'età sua, il Segneri è mirabile per lucidità e serietà d'argomentazioni, per calore di convincimento, per dignità di linguaggio. Ed è sincero (e perciò eloquente), quanto gli concedevano di esserlo la insincerità e la retorica, che erano diffuse nell'aria. (Lezione VI, p. 111)
==''Scritti e discorsi letterari''==
*[...] nell'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] il lievito rivoluzionario non supera la forma primitiva del sentimento. Nella sua corsa vertiginosa egli poco osserva e poco studia: molto soffre, moltissimo sente. Qui è la caratteristica del suo animo. Sente, e non ragiona. Alle sue concezioni egli è arrivato senza nessuna lotta interiore. Nessun vestigio, per esempio, ha impresso nel suo spirito il problema, che più ha straziato le anime più profonde: il problema religioso. Egli è un impulsivo. Nel suo stesso odio verso la Francia c'è una parte, certo maggiore che egli non creda, di rancore tutto personale per i suoi interessi e la sua dignità offesi. Non solo le opere poetiche, ma anche i trattati, come quello ''Della tirannide'', sono da lui concepiti e abbozzati in pochi momenti di furore. Nessuna calma, nessuna serenità è mai nel suo stile. Scrive con la febbre e tra le convulsioni.. Ha poche idee: come gli uomini, in cui non è sviluppata la facoltà razionatrice; ma ardenti, insistenti, monotone, fisse. (''Vittorio Alfieri'', pp. 161-162)
*Le ''Barbare'' sono serti di fiori posti su delle tombe; o corone di cipresso appese ad abbandonate are votive. Il [[Giosuè Carducci|Carducci]] è apparso come un superstite di altri tempi, venuto a narrare a noi delle saghe antiche, che il secolo desueto non intendeva oramai più. E della sua solitudine ebbe anch'egli coscienza. Onde quella tristezza elegiaca di parecchie, delle più belle e più sincere forse, delle ''Odi barbare'', quella quasi nostalgica adorazione di rovine: quel sentirsi sfiorare dolcemente la fronte dall'ala trista dei secoli: quel desiderio di essere tratto dai fiumi eterni verso l'eterno nulla [...]. (''{{sic|Giosue}} Carducci'', p. 287)
*Il Carducci è l'ultimo dei poeti dell'Italia antica, più che il primo dei poeti dell'Italia nuova. (''{{sic|Giosue}} Carducci'', p. 290)
==''Torquato Tasso''==
*{{NDR|Torquato Tasso}} Questo [[Solitudine|solitario]] ha paura di esser solo, come un bambino nella notte. Onde quel suo tender le braccia a tutti: quel bisogno di amici, di confidenti, di perdonanti, di incoraggiatori: quella sua attitudine di perpetuo pupillo: e quel suo fare di umiltà, che pur coesiste coll'orgoglio suo: e l'assenza di ogni gesto risoluto in quella sua vita; in cui gli scatti frequenti non sono ribellioni mai, ma esplosioni momentanee e smodate di amor proprio ferito o trascurato. I contemporanei ammirarono in Torquato il coraggio fisico, qualche volta. Ma il coraggio morale, tanto più raro, gli mancò sempre. (vol. I, cap. I, p. 30)
*La sensibilità del Tasso è quella di chi è uso a stare in continua osservazione e auscultazione di tutti i moti e i palpiti e i respiri del proprio io. Di qui, nel poeta, una [[tristezza]] fondamentale e costante. La sua vita interiore non si rinnova; ma ristagna, e si corrompe ed avvelena. Ci deve essere del vero in quello che afferma il [[Giovanni Battista Manso|Manso]]: che il Tasso raramente fu veduto ridere<ref>G.B. Manso, ''Vita di Torquato Tasso'', I, § 10, e II, § 122. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (vol. I, cap. I, p. 31)
*[[Torquato Tasso]] è il primo [[poeta]] italiano vittima o martire della sua facoltà fantastica e sentimentale. È, per questo rispetto, il primo, in ordine di tempo, dei poeti moderni: cioè di una età in cui la poesia, staccata ed isolata dalla vita, è fiore non più di una società, ma di un'anima: e può essere estasi: ed è più spesso travaglio. Torquato Tasso è la prima incarnazione del poeta puro, di fronte al quale il mondo della realtà sorge come una antitesi e una ostilità. (vol. I, cap. I, p. 37)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*De Marchi e Palanza, ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, Antologia della critica Letteraria dalle Origini ai nostri giorni'', Casa Editrice Federico & Ardia, Napoli, 1974.
*Eugenio Donadoni, ''[https://archive.org/details/iprincipaliscrit00dona/page/n6/mode/1up I principali scrittori italiani dal 1550 al 1700]'', Federazione italiana delle biblioteche popolari, Milano, 1916.
*Eugenio Donadoni, ''[https://archive.org/details/scrittiediscorsi00donauoft/page/n4/mode/1up Scritti e discorsi letterari]'', Sansoni Editore, Firenze, 1921.
*Eugenio Donadoni, ''[https://archive.org/details/torquatotassosag01donauoft/page/n10/mode/1up Torquato Tasso]'', vol. I, Luigi Battistelli, Firenze, 1920.
==Altri progetti==
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== Suggerimento ==
Al posto di questo:
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Usa questo:
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--[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 14:58, 22 ago 2017 (CEST)
Ed anche questi prima-dopo:
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E ancora:
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E ancora :)
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Comunque ora il gruppo "Note" si vede :) mentre i due pulsanti del gruppo "Wikiquote" li ho visti una volta per sbaglio ma per il resto non compaiono. IMHO la cosa più semplice è quella di aggiungerli direttamente al monobook generale, una volta appurato il consenso da parte del resto della comunità. Per il pulsante "Disambigua", è possibile invece far sì che aggiunga anche i primi tre elementi della disambigua come fa il pulsante su Wikipedia? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 14:33, 29 set 2017 (CEST)
: {{Ping|Superchilum}} Credo che sarebbe molto strategico chiedere i pareri per capire se sostituire il gadget o se ci tengono a farli convivere :D Perchè se a nessuno frega nulla di farli convivere è veramente ottimo e, sostituendolo, ci sbarazziamo di un paio di grattacapi (l'ordine di esecuzione dei due gadget che ti provoca il vedo/nonvedo dei bottoni "Wikiquote", sul fatto che uno potrebbe attivarne uno ma non l'altro, ecc. :D) --[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 12:13, 30 set 2017 (CEST)
::{{ping|Valerio Bozzolan}} ok. Per far sì che ognuno provi gli altri tasti, basta che mettano nel loro common.js quello che attualmente ho io in [[Utente:Superchilum/common.js]], giusto? E per quanto riguarda il tastino della disambigua? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:27, 30 set 2017 (CEST)
::: Sì. Va bene così la disambigua? :) --[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 15:24, 30 set 2017 (CEST)
::::Perfetta :) dobbiamo ancora decidere se mettere trattino, lineetta o virgola tra il significato e la descrizione, appena deciso aggiorniamo la cosa. Grazie mille! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:47, 1 ott 2017 (CEST)
::::: {{Ping|Superchilum}} Ciao! Ho appena fatto una modificona. Dimmi se hai miglioramenti prestazionali. Ho anche imbruttito qualche iconcina per velocizzare, mettendo quelle fornite da [[:mw:OOUI]]. --[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 19:22, 23 ago 2018 (CEST)
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Walter Binni
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[[File:Benvenuti Binni.jpg|thumb|Elena Benvenuti e Walter Binni]]
'''Walter Binni''' (1913 – 1997), critico letterario, antifascista e politico italiano.
==''Lettura delle Operette morali''==
*Qualche volta si è assunto questo giudizio come chiarificativo della natura e della stessa intenzione del [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] nello scrivere le ''[[Operette morali]]'', che sarebbero appunto un libro di sogni poetici, d'invenzioni di capricci malinconici. In realtà il giudizio è tutto funzionale a ciò che il Leopardi svolge in quella operetta e in cui gli preme soprattutto di rispondere – scartando provvisoriamente ogni giustificazione –: pensate pure come volete, siate felici come vi pare, la mia esperienza, quello che più m'importa, mi dice che sono infelice.<br />Ma questa pur definizione delle ''Operette Morali'' (che indubbiamente sottolinea quel tanto di «sogno poetico», e a volte anche di capriccio malinconico, che è presente in alcune operette le quali hanno anche, si noti, toni, impostazione e taglio tra di loro non tutti meccanicamente coerenti, né sono riportabili in maniera assoluta a una totale unità) risulterebbe parziale se venisse applicata senz'altro alle ''Operette'' nella loro profonda radice di volontà, di verità e di diagnosi filosofica e potrebbe contribuire a sviare l'attenzione del lettore dall'intenzione leopardiana di esprimere poeticamente nelle Operette posizioni di valore filosofico. (p. 3)
*Le ''Operette'' non possono essere giudicate prescindendo dal fatto che la stessa forza della prosa poetica leopardiana deriva dalla profondità delle posizioni che Leopardi vi esprime e che gli stessi caratteri dello stile sono tutt'altro che indifferenti al movimento interno, problematico che è alla base di ciascuna operetta: i due fatti sono assolutamente inscindibili, inseparabili. (p. 5)
*[...] le ''Operette'' non nasceranno solo sulla via del ridicolo separato dal ragionamento filosofico, allo stesso modo che, abbandonando la via della lirica e soprattutto della lirica eloquente, Leopardi non mancherà di riportare anche dentro le ''Operette morali'' immaginazione e affetto. (p. 10)
*Il ''[[Operette morali#Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez|Dialogo di Colombo e Gutierrez]]'', appartiene certamente alla zona alta delle Operette di cui è uno dei dialoghi più belli e originali, anzitutto per la sua capacità di creare un'intera situazione poetica. Ovviamente non bisogna avvicinarsi a questo dialogo con esigenze romantiche e realistiche alla [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ma è anche vero però che la situazione anche paesaggistica di questa operetta è molto di più di una semplice «cornice immaginosa», come è stato detto dal [[Giovanni Getto|Getto]], troppo teso, come sempre, a distinzioni e rilievi «estetici». (p. 93)
==Bibliografia==
*Walter Binni, ''[https://books.google.it/books?id=ScbUAgAAQBAJ Lettura delle Operette morali]'', Lampi di stampa, 1999. ISBN 88-488-0020-3
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antifascisti italiani]]
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Penelope-Homer-Odyssey-Project Gutenberg eText.jpg|thumb|Penelope, statua arcaica, Musei Vaticani, Roma]]
'''Penelope''', personaggio della mitologia e della letteratura greca.
==Citazioni di Penelope==
===''[[Odissea]]''===
*''Ma non è possibile per gli uomini restare sempre | senza [[sonno]]: per ogni cosa gli immortali hanno assegnato ai | mortali | ciò che tocca ad ognuno sulla terra dispensatrice di biade.''
*''Ma questo è un male sostenibile, quando uno | durante il giorno piange fittamente afflitto nel cuore, | ma la notte è soggiogato dal [[sonno]], che induce l'oblio | del male e del bene, quando gli occhi avvolga e ricopra.''
*''Ospite, per i [[sogno|sogni]] siamo senza risorse, il loro linguaggio | è confuso, e non tutto dei sogni si compie per gli uomini. | Due sono le porte dei sogni, immagini senza vigore: | una è fatta di corno, l'altra di avorio. | Quelli che vengono attraverso l'avorio intagliato, | sono ingannevoli e portano parole ineffettuali; | quelli che vengono attraverso il corno ben levigato, | realizzano il vero, quando qualcuno dei mortali li veda.''
==Citazioni su Penelope==
*''Come bramata la terra ai naufraghi appare, | a cui Poseidone la ben fatta nave nel mare | ha spezzato, travolta dal vento e dalle grandi onde; | pochi si salvano dal bianco mare sopra la spiaggia | nuotando, grossa salsedine incrosta la pelle; | bramosi risalgono a terra, fuggendo la morte; | così bramato era per lei lo sposo a guardarlo, | dal collo non gli staccava le candide braccia.'' (''[[Odissea]]'') {{NDR|sul ricongiungimento con Ulisse}}
*''È il mattino dopo il ritorno | d'[[Ulisse|Odisseo]]. I pretendenti giacciono a mucchi | come i rifiuti, già densi | di mosche. Al di là del grande cancello | della sua casa ad [[Itaca]], un gemito | come il richiamo delle [[sirena|sirene]] – le donne | con le urne, vuote, che chiedono | le ceneri dei figli, degli amanti, | qualcosa – fosse solo una parola. || ''[...]'' || Ascolta. Il suono delle forbici che scattano. | Ad uno ad uno, taglia i fili | che tendevano il telaio. Il sudario | che aveva tessuto | diviene nuvola di filamenti | che cascano, finché la stanza è cosparsa | di fili inutili, come frasi | da cui il senso è fuggito. | Scuote la testa come per liberarla | dal nome che ha ripetuto | per tutti quegli anni, litania | per i morti, ovvero [[mantra]] senza scopo | inteso a coprire lo sgomento – | quell'intelaiatura un patibolo | da cui pendeva lei, ragno | che si strangolava con la sua stessa tela. || Per il disuso il gancio alla persiana | s'era arrugginito. Dovette forzarlo. | Quando spalancò le persiane | era estate e il sole alto. | Mentre i suoi occhi s'adattavano allo splendore | vide la forma delle cose fuori: un fregio | che il vento animava, i campi | che si riversavano come un oceano nella distanza, | gli alberi agitati dal vento, il cancello | come in attesa, la strada che si snodava... || Un colpo alla porta vi fu e poi ripetuto. | Mise il catenaccio per guadagnare | il tempo necessario. Quando lui ebbe forzata | la porta, la stanza era vuota ed il telaio | s'ergeva libero presso la finestra aperta. | Il sole era accecante: l'intelaiatura tratteneva | solo luce senza immagine. || Non è affare degli altri | immaginare oltre. Una volta che ha tagliato | i lunghi fili della storia, la sua utilità – | è libera.'' ([[Eleanor Wilner]])
*"Ecco l<nowiki>'</nowiki>''inganno'' che ha pensato nel cuore: ordita nelle sue stanze una gran tela, tesseva, una tela sottile, smisurata [...] Allora di giorno la grande tela tesseva, e la sfaceva di notte" (''Od''., II; 93, sgg.). Il gesto di Penelope, scandendo la temporalità dell<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'', racchiude un'ambiguità. Il tempo del gesto è infatti la preparazione di un inganno. La tela è smisurata (περίμετροv), ha cioè una caratteristica irreale. Due dee, esperte in inganni, tessono: [[Circe]] e [[Calipso]]. Il gesto di Penelope ci riporta subito in questa ambiguità. "Tessere" si dice infatti di una tela ma anche di un inganno.<br>La tela di Penelope anticipa la futura strage dei [[Proci]]. [...]<br>La tela ha per sorella la [[rete]]. "Trama invisibile di legami [...] afferra tutto e non si lascia afferrare da niente". [...]<br>La rete è fatta di fili magici. Il loro intreccio invisibile permette al pescatore di ingannare i pesci. I buchi nell'intreccio sono infatti migliaia di occhi in agguato alla preda. È lo spazio mitologico a fondare l'arte della pesca. In questo spazio è in causa il destino dei mortali. La tela di Penelope si è rovesciata magicamente nella rete di [[Odisseo]]. ([[Roberto Peregalli]])
*Ho letto i mitografi, che di solito vengono trascurati, e in Apollodoro ho trovato questa variante su Penelope: [[Odisseo]] l'avrebbe uccisa perché aveva scoperto che lo aveva tradito con uno dei Proci. Di varianti su Penelope e Odisseo i mitografi ne riferiscono molte, pur raccomandando cautela: ma è il loro mestiere, sono i giornalisti dell'epoca e devono dare conto anche delle "chiacchiere". Da questa "notizia", di una Penelope uccisa da Odisseo per adulterio, mi è venuta l'idea di un'"altra" Penelope e il resto è nato dall'immaginazione. Non amo le "riscritture" dei classici, ma per una Penelope che nell'Odissea non fa che piangere e lamentarsi, ho pensato a una donna che in segreto può coltivare anche altri pensieri e passioni. Anche suo malgrado. ([[Maria Grazia Ciani]])
*Mi era finalmente concesso di comprendere il mito di Penelope, di cui non ero certo la sola vittima: non annientiamo tutti, di notte, il personaggio che componiamo durante il giorno, e viceversa? La moglie di Ulisse stavo al gioco dei Proci e tesseva la tela per tornare a essere, col favore delle tenebre, l'eroina altera della negazione. La luce favoriva la commedia stanca della cortesia, le tenebre lasciavano all'essere umano solo la sua rabbia distruttrice. ([[Amélie Nothomb]])
*Omero ci dà una Penelope multiforme, come ci dà un Odisseo polytropos. È una Penelope che ha momenti di grande debolezza, di infelicità, di pianto. Ma è anche una Penelope che da vent'anni regge e tiene insieme il regno. Che, con e senza l'inganno, prende decisioni: prova a proteggere gli interessi del marito assente, gli interessi del figlio, la vita del figlio. È lei che governa. È lei che decide la prova dell'arco. È lei che decide di riconoscere Odisseo. È lei che decide di ingannare i pretendenti, di attendere. E la decisione dell'attesa è una decisione di forza. Omero ce la descrive piangendo sul telaio. Però, come personaggio, dal punto di vista drammaturgico, è molto forte. E sappiamo che i principi di Itaca che vogliono diventare re devono sposare la regina. Questo ci dice qualcosa sul ruolo della donna nel mondo di Omero. ([[Uberto Pasolini]])
*Quanto alla temperanza di Penelope, migliaia di [[cornacchia|cornacchie]] gracchianti la metteranno in ridicolo guardandola dall'alto in basso. Ognuna di loro, infatti, quando muore il marito, rimane vedova non per poco tempo, bensì per nove generazioni di uomini. Di conseguenza, la tua bella Penelope è nove volte inferiore, quanto a temperanza, rispetto a qualsivoglia cornacchia.<ref>Nell'antichità le cornacchie erano considerate animali molto longevi e temperanti.</ref> ([[Plutarco]])
*Sorella mia, credo proprio che Penelope sia stata davvero infelice, lei che per così tanto tempo ha dovuto fare a meno del marito. Possiamo ben capire cosa ha provato, visto quel che succede a noi: i nostri mariti sono lontani per lavoro e così per la loro assenza siamo sempre agitate, notte e giorno, come è giusto che sia. ([[Tito Maccio Plauto]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[Odissea]]''
*[[Telemaco]]
*[[Ulisse]]
==Altri progetti==
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Richard Harris
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[[File:Richard_Harris_1985.jpg|miniatura|Richard Harris]]
'''Richard St. John Harris''' (1930 – 2002), attore e cantautore irlandese.
==Citazioni di Richard Harris==
*Sguazzo in una piscina tra le mie personali nevrosi. Porto amore, dolore, ira profonda, come un irlandese.
:''I swim in a pool of my own neurosis. Carry love, grief, wrath deeply, like an Irishman.''<ref>{{en}} Citato in Richard Severo, ''[https://www.nytimes.com/2002/10/26/movies/richard-harris-versatile-and-volatile-star-72-dies.html Richard Harris, Versatile And Volatile Star, 72, Dies]'', ''nytimes.com'', 26 ottobre 2002.</ref>
*Sul serio, beccarmi la tubercolosi è stata la cosa più fortunata che mi sia mai capitata. Fu allora che decisi di diventare un attore. Se non avessi iniziato a leggere, probabilmente adesso venderei assicurazioni.
:''Really, catching TB was the luckiest thing that ever happened to me. It was then I decided to become an actor. If I hadn't started to read I would probably be selling insurance now.''<ref>{{en}} Citato in Edward Power, ''[https://www.irishtimes.com/news/actor-richard-harris-dies-aged-72-1.1102134 Actor Richard Harris dies aged 72]'', ''irishtimes.com'', 26 ottobre 2002.</ref>
==Citazioni su Richard Harris==
*Richard Harris, protagonista del film {{NDR|''[[L'orca assassina]]''}}, aveva cominciato a bere più del pellerossa quando aveva scoperto, su un giornale scandalistico, una foto della sua giovane moglie appena sposata, languidamente sdraiata sulla spiaggia di Malibù, in California, in compagnia di un giovane bel fusto. Harris voleva abbandonare il film per volare in California ad ucciderli tutti e due. Convincerlo a finire le riprese mi procurò i primi capelli bianchi, l'esaurimento nervoso, e anche un occhio nero, perché tra noi ci fu una rissa. Comunque il film fu ultimato, e avevo perfino risparmiato mezzo milione di dollari sugli otto che Dino aveva preventivato. ([[Luciano Vincenzoni]])
*Rivedo ''[[Deserto rosso]]'' (1964) dopo tredici anni. Richard Harris vi recita come se non capisse bene quel che sta facendo. La [[Monica Vitti|Vitti]], l'ha capito anche troppo e ci dà dentro. ([[Morando Morandini]])
*Un parolaio di 62 anni flatulento e borioso. ([[Michael Caine]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]'' (1966)
*''[[Un uomo chiamato Cavallo]]'' (1970)
*''[[Cassandra Crossing]]'' (1976)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[Gli spietati]]'' (1992)
*''[[Abramo (miniserie televisiva)|Abramo]]'' (1993)
*''[[Terra amata - Cry, the Beloved Country]]'' (1995)
*''[[Il gladiatore]]'' (2000)
*''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Harris, Richard}}
[[Categoria:Attori irlandesi]]
[[Categoria:cantautori irlandesi]]
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Progettazione di automobili
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Danyele
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[[File:1961 AMC PRfoto Designers.jpg|thumb|upright=1.2|Designer della American Motors al lavoro (1961)]]
Citazioni sulla '''progettazione di automobili''' o '''''automotive design'''''.
==Citazioni==
*A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. ([[Nuccio Bertone]])
*{{NDR|«Come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi... ([[Flavio Manzoni]])
*{{NDR|Nel 2023}} È importante stabilire una definizione chiara del termine "designer" e in particolare di "car designer". Da anni ricordo che "design" in inglese significa "progetto" o "disegno" inteso come progetto piuttosto che come opera d'arte. Questo perché a partire dagli anni '70 il termine "design" è stato sostituito intenzionalmente (per non dire astutamente) con "stile", soprattutto nel settore automobilistico, tanto che tutti sono diventati "designer", mentre molti non possono essere paragonati agli stilisti di un tempo, capaci di "misurare lo stile", il primo passo per qualificarsi come designer. Ciò che è estremamente raro oggi nei cosiddetti "designer" è la capacità di creare, ovvero di concepire, filtrare e realizzare la propria creatività. Invece, molti sanno solo schizzare e dipingere, ma non sanno creare. Non voglio essere riduttivo con la parola "solo", ma sarebbe onesto ammetterlo. ([[Enrico Fumia]])
*I designer di automobili amano antropomorfizzare le loro opere. Tigri, ghepardi, squali e persino velocisti olimpici ai blocchi di partenza vengono spesso citati come fonte di ispirazione nel linguaggio stilistico del settore. A quanto pare, abbiamo bisogno di queste pietre di paragone visive per dare un senso a ciò che stiamo guardando. Il che rende interessante il concetto di "volto" di un'auto e in particolare il ruolo svolto dai gruppi ottici. Sono gli equivalenti degli occhi? Sono qualcosa che tendiamo a dare per scontato, ma senza di loro saremmo persi, a prescindere dal ruolo che svolgono nel plasmare la nostra risposta emotiva. ([[Jason Barlow]])
*Il progetto non è cosa che nasce dalla mente del progettista come Atena è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tecnica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizzazioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo modello racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li collega un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. ([[Dante Giacosa]])
*L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il progettista di automobili è paragonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'automobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui viene presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi posteriori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. ([[Dante Giacosa]])
*Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ([[Flavio Manzoni]])
*Purtroppo ho sempre disegnato automobili che non posso permettermi. ([[Pietro Camardella]])
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello stile automobilistico}} Sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto. ([[Carlo Cavicchi]])
*{{NDR|«Come ci si può distinguere nel mondo dell'auto e del design [...]?»}} Sicuramente allontanandosi dalla costa. Navigare sotto costa è facile, non è rischioso, ma quando vuoi scoprire delle cose nuove ti devi allontanare. Nel mio piccolo, il suggerimento che posso dare è cercare di fare qualcosa di originale, di unico, anche di sbagliato, ma provando a fare qualcosa che abbia una sua unicità. Tutto questo senza fare una banalità ovviamente. Bisogna studiare, disegnare, creare qualcosa e metterla in dubbio una, due tre o anche quattro volte. Occorre studiare la cultura dell'automobile, del design. {{NDR|«Bisogna coltivare la cultura del dubbio quindi...»}} Assolutamente. Noi {{NDR|in Pagani}} lo facciamo con tutti i progetti. Quando ne completiamo uno ed è pronto per andare in produzione, noi lo mettiamo interamente in dubbio. Ci dedichiamo un anno in più di lavoro [...] {{NDR|«Non si fa l'approvazione del progetto, ma la messa in dubbio...»}} Sì. Quando hai fatto due progetti, dopo aver analizzato bene quello più fresco ed essere ritornato al primo, solo allora puoi sentirti più tranquillo. ([[Horacio Pagani]])
*Uno dei miei pallini è accertarmi che il design dell'auto sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. ([[Luca de Meo]])
===[[Chris Bangle]]===
*Disegnare un'automobile, non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.
*La domanda da farsi per creare un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza.
*Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del car design su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.
*Se la vettura piace, tutto il credito va ai designer e al team. Se non piace, è colpa mia. Questa è la regola di un design director.
*Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.
===[[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]===
*{{NDR|«Qual è, se c'è, il periodo automobilistico che più le piace e perché, dal punto di vista del design?»}} Direi senza dubbio gli anni Sessanta e anche i decenni seguenti. Per i progettisti quegli anni rappresentarono una specie di rivincita della Bellezza, con la B maiuscola, dopo gli orrori della guerra. Non penso sia un caso che le auto di maggior valore, sul mercato delle "storiche", appartengano a quel periodo.
*{{NDR|Nel 2023, «le piace la strada che ha preso il design automobilistico nella grande produzione negli ultimi dieci anni?»}} La risposta si ha esaminando attentamente le parti frontali di tutte le marche: tutte hanno tre buchi, con i due laterali spesso finti!
*Le automobili sono delle belle cose tridimensionali e, quindi, almeno per noi disegnatori di automobili, la prima cosa da cui partiamo sono le posizioni delle parti meccaniche e delle persone a bordo. Ma, siccome questi oggetti si muovono longitudinalmente lungo delle strade, la prima cosa che vediamo, spesso, è la vista laterale. Questo profilo laterale non è solo una questione estetica ma ha un impatto significativo anche sul design funzionale. È qui che entrano in gioco considerazioni di ergonomia, sicurezza e, soprattutto, aerodinamica. Come appassionato di aerodinamica, trovo che la forma laterale di un'automobile sia cruciale. L'aerodinamica, o la scienza che studia il movimento dell'aria attorno ai corpi in movimento, incide profondamente sull'efficienza del veicolo, sul consumo di carburante, sulla stabilità ad alta velocità e sul rumore prodotto. La vista laterale di un'auto rappresenta come l'aria interagisce con la carrozzeria, creando resistenza o facilitando il flusso.
*{{NDR|Nel 2025}} Molte automobili sembrano tutte uguali, spesso brutte e senza funzioni vere. Un esempio lampante sono le griglie frontali [...]: spesso sono fintamente aperte, con dietro nulla, solo per dare l'illusione di un design sportivo o aerodinamico. Poi ci sono gli "scavi" nelle portiere che imitano i prototipi da corsa... Quelle scanalature non hanno una funzione reale; sono solo estetiche, scimmiottano i veri elementi funzionali delle auto da corsa. E poi, c'è l'aspetto ancora più tremendo nei paraurti posteriori: spesso si vedono due piccole alette nere che pretendono di creare un effetto suolo, mentre chi conosce bene l'aerodinamica sa che l'effetto suolo inizia dalla parte anteriore e si estende fino al posteriore. È il contrario della bellezza, dove l'estetica non parte da una funzione vera ma da un'illusione.
===[[Marcello Gandini]]===
*Adesso i prototipi presentati sono tutti finti, non sono neppure prodotti nei materiali giusti. Talvolta fatti in vetroresina, sono semplicemente dei modelli, perfettamente fatti, ben finiti, ma trovo inutile spendere dei soldi così. Invece una volta erano delle automobili e bisognava che funzionassero.
*{{NDR|«Dicono che sei più interessato all'architettura, alla costruzione e alla sostanza meccanica dei veicoli. Puoi separare il design dalla sostanza meccanica?»}} Credo non si possa. In effetti, è forse uno degli aspetti più importanti del design. La forma più eccitante segue sempre la funzione.
*Ho avuto un certo successo facendo un progettino, relativo alla riduzione della superficie degli stabilimenti per la costruzione di automobili. Lo scopo dello studio era quello di ridurre il numero degli operai, degli orari di lavoro, del costo degli stabilimenti, sia di costruzione che di gestione: in breve vuol dire ridurre le dimensioni. [...] Per fare tutto ciò bisogna, principalmente, cambiare l'automobile. In certi stabilimenti si cerca, con i robot, di migliorare la produzione e di ridurre i costi... e qualcosa si ottiene. La mia visione era più drastica. L'ambizione del mio progetto era di ridurre tantissimo la dimensione degli stabilimenti. Per costruire un'automobile bisogna: comprare un terreno, costruire uno stabilimento, si deve attrezzare all'interno con tutti gli impianti... poi ci sono i costi di gestione... la somma di tutte le spese deve essere suddivisa per il numero delle automobili prodotte dall'impianto. Se si dimezza lo stabilimento, da subito si dimezzano le spese.
*Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l'ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell'auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all'abitudine sono stati l'essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer.
*Io l'automobile l'ho vissuta marginalmente fin da bambino. È stata un sogno come lo era il tappeto volante, o come potrebbe essere la possibilità di spostamenti volando come l'Araba Fenice, ritrovandosi in qualunque posto senza fatica.
*L'automobile ferma è un'altra cosa. Le vetture vanno viste in movimento. Nella mia vita ho fatto una quantità enorme di modelli, di studi, per alcune case produttrici come la Renault o la Volkswagen, e ricordo che tutte le volte, per ciascuno di questi modelli, il giorno che la dovevamo caricare sul camion, anche spinta a mano, faceva subito un'altra impressione: nel bene e a volte anche nel male. {{NDR|«Il movimento cambia la visuale?»}} Il movimento, anche se lentissimo cambia il punto di visuale. Il moto cambia la forma della macchina, contemporaneamente si vedono le parti nascoste e le parti visibili cambiano forma. Si percepisce completamente il volume della vettura, come in un ologramma. Certe volte anche in peggio! La fotografia di una vettura è ben difficile che dia l'idea della linea, perché è un'immagine fissa e può ingannare. La macchina ha bisogno di essere vista nel suo volume.
*L'automobile non è una cosa artistica, ma è comunque un'attività della mente... anche della mente inconscia del bambino. Da piccolo sognavo le macchine e c'è qualcosa che mi ha accompagnato negli anni. Personalmente non mi sono mai spaventato nel fare una cosa nuova o diversa, la paura del foglio bianco non l'ho mai avuta, anzi ho sempre amato il foglio bianco. Potrei partire integralmente da zero, meccanica, carrozzeria, metodo di costruzione. Il foglio bianco è stimolante.
*{{NDR|«Non considera l'auto un'opera d’arte?»}} Personalmente no, però ha in comune con l'arte quella di generare emozioni, come si diceva prima sulla bellezza. A mio avviso, in ogni caso, è una cosa molto diversa. Ha qualche parentela con la scultura. Le automobili hanno le stesse esigenze di una scultura, quella di dare delle emozioni e poi il fatto di essere tridimensionale. Anche la scultura, se lei prende, il David e gli gira intorno, ha la sensazione di un qualcosa di vivo, di una persona.
*{{NDR|«Lei vive nei dintorni di Torino, una regione che forse più di qualsiasi altra al mondo ha plasmato la storia dello styling automobilistico. Cosa [...] hanno reso il torinese epicentro d'innovazione progettuale e industriale in Italia e nel mondo?»}} Sembra un paradosso ma quest'innovazione industriale dipendeva in gran parte dalla presenza di tradizioni artigianali altamente qualificate. Nell'ambito dell'automobilismo, in particolare, si è beneficiato del gran numero di scoccai e battilastra bravissimi, gente che per tradizione lavorava le scocche in legno delle carrozze, e che nel dopoguerra si è trovata senza lavoro. A Torino c'era questa grandissima facilità di fare modelli di prototipi, e con la facilità d'esecuzione viene fuori la domanda. Di conseguenza c'è stata per molti la possibilità d'inserirsi nel settore come stilisti, come disegnatori; specialmente qui a Torino, fino a dopo la guerra, lo stilista vero e proprio non c'era. Fino a quel momento, stilista era il cliente stesso, nel senso che il tizio che voleva la Ferrari carrozzata fuoriserie, o la Lancia carrozzata in modo particolare andava dallo scoccaio e cercava di spiegare cosa voleva. [...] Erano artigiani abilissimi, prendevano il telaio e poi tiravano su il filo di ferro che simulava le linee della carrozzeria. A quel punto il cliente diceva: "Mah, la vorrei un po' più lunga". Questo, allora, era lo stilista. La mia prima auto è stata fatta così, tirando su questi fili di ferro da un carrozziere oscuro, uno che più che altro faceva riparazioni. Si batteva l'alluminio e, servendosi solo di questi fili di ferro, si formavano le lamiere. Dopodiché venivano tolti e si facevano strutture per reggere i pannelli della carrozzeria. [...] Allora non c'era disegno. Al massimo un bozzetto.
*{{NDR|«Un'auto economica può essere attraente quanto una costosa?»}} Sì, può essere. L'aspetto o il design devono essere relativi a ciò che rappresenta un'auto.
===[[Roberto Giolito]]===
*I concetti chiave da cui partire quando si parla, oggi, di design automobilistico (e non solo), sono: innovazione, identità e usabilità. Il primo perché le automobili rappresentano da sempre la possibilità di rendere l'innovazione tecnologica alla portata di tutti. Ad esse è connessa un'aspettativa di progresso e modernità. Nel corso della mia carriera, in particolare, mi sono sempre occupato di vetture che coniugassero la sperimentazione con il concetto di ''work cars''. Poi c'è l'identità, qualunque essa sia, che dà corpo e sostanza alla riconoscibilità di un prodotto, lasciando intravedere il "ceppo" di origine: altrimenti si corre il rischio di perdersi ed essere costretti a fare marcia indietro. Infine, è diventato sempre più centrale il concetto di usabilità, che significa studiare i comportamenti delle persone e creare prodotti che, meglio di quelli esistenti, si adattino alla vita in continua evoluzione. In quest'ottica, si potrebbe estendere al campo delle automobili la pratica di generare "versioni beta", nell'accezione utilizzata dagli sviluppatori di software, per sondare i mix giusti e tarare i contenuti sulle esigenze reali delle persone.
*Il mio approccio al design è stato sempre basato sulla decostruzione: mi piaceva esplodere il disegno e capire cosa c'era sotto la superficie, con l'obiettivo di rappresentare la vera essenza dell'auto, fino alle ossature. Mi interessava capire come funzionasse la vettura e come sarebbe stato possibile realizzarla. Guardavo con interesse ai diversi approcci nel disegno, come quelli basati sulla scultura, ma alla fine ho trovato la mia strada nella realizzazione pratica di maquette abitabili essenziali e facili da costruire, fatte di tondino di ferro, spinto dalla voglia di creare qualcosa di concreto e sperimentabile. Durante il mio lavoro, ho adottato un approccio basato sulla destrutturazione riverente. La mia idea è sempre stata quella di fare di più con meno. Ma questo lo puoi fare solo quando il contesto te lo consente.
*Il progetto di un nuovo modello di automobile è il risultato di un lavoro complesso che vede coinvolte professionalità diverse. Un iter metodologico articolato che ha inizio sin dalle prime fasi di impostazione e non si esaurisce nemmeno nell'assemblaggio finale sulle linee di produzione.
*Il successo di un'automobile è il risultato di una scommessa vinta, di un lampo d'intuizione stilistica mediato dagli studi sulle nuove tendenze del gusto e sulle emergenti necessità della clientela. Nasce, insomma, da una ricetta che viene messa alla prova dal giudice più severo: il tempo.
*Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro.
*{{NDR|Nel 2019}} Trovandomi spesso coinvolto nello studio dei trend del momento e nell'analisi degli scenari futuri, ritengo che la tendenza che ha maggiormente condizionato il design automobilistico negli ultimi vent'anni sia stata la valorizzazione dell'identità del marchio. Non sto parlando di un fenomeno retrò, a cui attribuisco poco valore, in quanto riutilizza stilemi già visti. Parlo invece della creazione di un vero e proprio linguaggio stilistico, capace di donare un'identità alle vetture di una determinata casa automobilistica. Negli ultimi vent'anni si è coltivato sempre di più il Dna aziendale; e se prima questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente le mascherine delle auto, ora coinvolge l'intero design degli esterni e, soprattutto, degli interni.
*Una volta era prassi comune andare in galleria del vento e definire i dettagli della carrozzeria, utilizzando dei fili di lana attaccati a una canna da pesca. Se il filo di lana esposto al getto d'aria rimaneva "sdraiato" sul tetto puntado verso la zona posteriore della vettura, significava che i flussi filavano lisci e aderenti alla carrozzeria. Al contrario, se "impazziva" e puntava verso l'altro rivelava delle turbolenze. Senza le tecnologie moderne era impossibile disegnare le forme complesse e gli "scalini" che tanto aiutano ad "addomesticare" i flussi d'aria, come invece avviene oggi. Ma c'è un rovescio della medaglia; il disegno della vettura dipende molto dai software di simulazione ed è lasciato ai progettisti e ai designer l'arduo compito di riproporre questi risultati aerodinamici con linee più semplici e pulite, un po' come quelle di un tempo che a volte rimpiangiamo. Forse in un futuro prossimo lo sviluppo della meccatronica permetterà alle superfici della carrozzeria di modificarsi in base alle velocità; a quel punto sarà possibile tornare a linee più semplici, ma allo stesso tempo efficaci anche ad andature elevate.
===[[Giorgetto Giugiaro]]===
*{{NDR|«Come si progetta un'automobile?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile.
*I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata.
*Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato.
*{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto.
*{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure.
*[...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale.
*Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei cambiare le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione.
*Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide.
===[[Alejandro Mesonero-Romanos]]===
*L'unica cosa che io dico ai designer è di non essere ossessionati dall'idea di lavorare su un'[[auto elettrica]]. È una vettura con una struttura diversa, nient'altro. Dobbiamo ancora trasmettere emozioni, doppiamo ancora veicolare gli stessi valori, tutto quello che ci fa amare il design.
*Nel design, tutto il nostro lavoro inizia da una semplice idea, un'intuizione su cui è poi necessario lavorare in profondità per "addomesticarla" e renderla realtà, con la forma di un'auto di successo.
*Oggi disegnare macchine sta diventando sempre più difficile per gli aspetti legislativi, per le regolamentazioni, per le omologazioni, per i vincoli finanziari e tecnici. E quindi diventa un po' come la Formula 1 dove ogni anno si ha una regolamentazione più dura e ogni anno le auto vanno un po' più veloci. Questa per me è la vera sfida, il vero stimolo.
*Se mostriamo un'auto e non c'è quell'effetto "wow", vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa.
===[[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]===
*Durante lo sviluppo di una vettura, se non c'è il sangue sul pavimento dopo le battaglie fra designer ed ingegneri, allora si può essere certi che l'auto sarà brutta e/o poco interessante.
*Le automobili sono come i film: devono raccontare una storia per conquistare le persone. I migliori disegnatori di automobili sono per forza anche ottimi narratori, e i loro prodotti, siano concept car o modelli destinati alla produzione, rispecchiano la loro abilità di raccogliere idee affascinanti da ogni settore, in tutto il mondo, e poi riunirle e reinterpretarle in grandi storie inedite.
*{{NDR|«Cosa serve per essere un buon car designer?»}} Un tocco di pazzia, di incoscienza, di masochismo e soprattutto un grande ego. Bel quadro, no? Sì, i designer sono abbastanza odiati nell'industria: dagli ingegneri, dalla Direzione, dai contafagioli, ecc. Perché? Perché sono indisciplinati, pensano out-of-the-box e raggiungono risultati inimmaginabili di conseguenza. Provano ad obbligarli e restare in gabbia e non producono più. Fanno solo più soluzioni noiose, banali, invendibili. Liberali, invitali a fare pazzia, et voilà, ecco che incominciano ad arrivare dei capolavori che fanno record di vendite. Poi, solo il 2% del lavoro di un designer è utilizzabile. Il resto è solo riscaldamento. Quindi servono 100 disegni per averne 2 belli.
==Voci correlate==
*[[Automobile]]
*[[Automobile in stile rétro]]
*[[Design]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili| ]]
[[Categoria:Disegno industriale| ]]
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Ducati Monster
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Danyele
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{{Voce tematica}}
[[File:Ducati Monster 900 1994 at QGOMA, Brisbane, 01.jpg|thumb|upright=1.2|Ducati Monster 900 (1994)]]
Citazioni sul '''Ducati Monster'''.
==Citazioni==
*Della Monster devo dire che è stata la prima naked pensata proprio come tale, progettata per girare con il suo telaio bene in vista, compatta, elegante. Ricordo che quando l'ho presentata per la prima volta qualcuno fra il pubblico mi ha chiesto: "Ma quando arriva la carrozzeria?". Io ho risposto: "Domani, abbiamo avuto dei problemi con la verniciatura". Invece quella moto non ha mai avuto una carrozzeria perché era stata pensata così. ([[Claudio Castiglioni]])
*È arrivata l'idea della nuova "nuda" sportiva, che non era certo un'invenzione assoluta, perché questo concetto di moto c'era sempre stato: ma la Monster ha segnato un passo importante per la storia della motocicletta. ([[Massimo Bordi]])
*Pensai, questa è la moto che Marlon Brando guiderebbe oggi ne "Il Selvaggio"! ([[Massimo Bordi]])
===[[Miguel Galluzzi]]===
*Ho sentito molte storie sul perché l'abbiamo chiamato Monster, la maggior parte delle quali completamente false! Il vero motivo è che passavo ore e ore su un disegno che non aveva un numero di progetto e il controllo finanziario aveva bisogno di un nome a cui assegnare i costi. In quel periodo in Italia c'era una mania chiamata 'Monster in My Pocket', che i bambini collezionavano. C'erano circa 300 diversi mostri di gomma e ogni sera i miei due figli mi chiedevano: "Papà, ci hai comprato un Monster? Monster, Monster, Monster?". E ogni fine settimana andavamo al negozio per comprarne tre o quattro pacchetti da aggiungere alla loro collezione. Così dissi: "Perché non lo chiamiamo Monster?". Così è diventato Monster – mai la parola italiana, che è Mostro, perché non è quello che c'era scritto sui pacchetti.
*La gente diceva: "È veramente futuristica", e io rispondevo: "Avete guardato le moto di 50 o 60 anni fa?" Tutte le forme nelle auto e nelle moto degli anni 90 erano morbide, soffici. Per me non era niente di radicale, era solo un ritorno alle origini.
*La Monster è addirittura nata quando ero ancora in [[Honda]]. Si parlava di progettare la CBR 600 F2 [...] che era completamente carenata. Gli schizzi che facevamo erano tutti di moto carenate, con plastica dappertutto. Poi, un giorno, su un giornale ho trovato questa foto [ci mostra la foto di una Ducati 750 F1 completamente spogliata della carenatura, ndr], era la versione tricolore 1988 e mi sono detto: "a me piacerebbe avere una moto così. Questa sarebbe la mia moto, senza tutta questa plastica di merda intorno". Ho subito fatto uno schizzo e quando sono arrivato in [[Cagiva]] (nel 1989) ho fatto vedere i miei disegni e ho detto: "dobbiamo assolutamente costruire questa moto". Loro dicevano "sì, sì...", ma poi, come succede sempre... Sono passati due anni in cui ho disegnato scooter di tutti i tipi e colori, fino a quando, nell'estate del 1991 ho preso un telaio della 851, un motore 900, ho messo i pezzi insieme e ho costruito il prototipo. [...] L'abbiamo terminata per febbraio e l'abbiamo fatta vedere a tutti. In quel momento sarebbe stato bello avere una telecamera per filmare le facce... "ma... è così? Non manca qualche pezzo?" In un momento dove le moto erano tutte carenate, vederne una cosa così nuda e cruda, era uno shock troppo forte da digerire. Li ho convinti, ma ho dovuto stressarli da mattina a sera.
*Lo spirito del Monster è nato sulla Los Angeles Crest Highway nel 1984, dato che andavamo a scuola a Pasadena e quella era la strada che percorrevamo avanti e indietro per arrivarci. Era facile fare incidenti, perché le moto e gli pneumatici facevano schifo e riparare la carrozzeria era difficile e costoso. Inoltre, avevamo un amico che aveva una vecchia Triumph Bonneville e che teneva sempre il passo con le nostre sportive giapponesi a quattro cilindri, e a volte ci batteva anche al Rock Store sulla Mulholland, dove ci incontravamo nei fine settimana. All'epoca avevo una Suzuki GS750ES con ruote da 16 pollici e tutto il resto, ma lui era sempre lì. Poi sono uscite le prime Honda Interceptor e GSX-R750, tutto è diventato complicato e costoso e sono finito a lavorare per Honda, progettando tanta plastica. Ma a che scopo? Voglio godermi il viaggio. [...] E per farlo mi serve solo un motore, due ruote, un serbatoio, un manubrio e del metallo per unirli. Ed è così che ho creato un mostro.
*Non è [...] vero che all'inizio doveva chiamarsi Cagiva Monster: sarebbe sempre stata una Ducati. Ma il primo prototipo realizzato a Bologna per i collaudatori era dipinto di verde, così lo chiamarono Kermit. Era un insulto voluto, perché non gli piaceva, perché non era una moto sportiva, e Farnè {{NDR|Franco, il guru tecnico della Ducati}} le montò un manubrio stile chopper e uno scarico personalizzato. Mi lamentai e alla fine ricambiarono tutto, ma l'ironia della sorte è che salvò la Ducati e le permise di continuare a costruire Superbike e MotoGP vincenti.
*Secondo me la Monster è una cosa che va oltre il marketing. È soltanto un riflesso di quello che stava succedendo nella nostra società in quel momento. All'epoca la gente aveva bisogno di semplicità... Venivamo dagli Anni 80 in cui nei paesi industrializzati c'erano gli eccessi di tutti i tipi, soldi facili. Negli Anni 90 c'era invece il bisogno di ritornare a qualcosa di molto semplice, non però di una semplicità banale, ma qualcosa di ricco nei contenuti e molto semplice da capire. Era una mia ipotesi, ma alla fine ho scoperto che rifletteva il pensiero di tanti. Per la Ducati [...] la Monster è stata la fortuna, ma se anche avesse avuto un altro nome avrebbe avuto lo stesso successo, perché la semplicità è lì dentro, si percepisce.
==Voci correlate==
*[[Cagiva Raptor]]
*[[Ducati]]
*[[Naked (motociclismo)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Motoveicoli]]
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Massimo Tamburini
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Danyele
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/* Citazioni su Massimo Tamburini */ +1
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'''Massimo Tamburini''' (1943 – 2014), designer italiano.
==Citazioni di Massimo Tamburini==
*{{NDR|Sulla [[Ducati 916]], parlando di Claudio Castiglioni}} Ebbe un ruolo importante nel successo della 916, però mi ha dato massima fiducia e libertà di espressione. [...] Chiese una moto nuova, moderna, che fosse identificabile come una Ducati e per questo non doveva assomigliare ad una giapponese.<ref name="SLICK">Da ''916: come una magia'', ''SLICK'' nº 21, maggio-giugno 2023; citato in un [https://www.facebook.com/slick.bikemagazine/posts/pfbid0u6Em4vnGLavrLNo2Qf7Fo1R93Crknbzxkrio949X7Z9gRHieP6PnRfAd8zHi1uUgl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 26 maggio 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Claudio Castiglioni]]}} [...] lui ha trasformato l'industria {{NDR|motociclistica}} italiana da cenerentola a principessa. Prima con il fratello Gianfranco, poi da solo, impiegando i capitali personali in ciò che sognava. Oggi l'industria nazionale sarebbe un'altra cosa e di questo gli sarò riconoscente per tutta la vita. Lo conoscevo dagli anni Settanta, lo incrociavo sulle piste, la sua passione si vedeva da lontano. Poi nel febbraio dell'85 ecco l'occasione che ci unì: ero uscito dalla Bimota già da due anni, e l'anno prima, 1984, avevo fondato con Roberto Gallina un piccolo centro ricerche. Claudio lo acquistò e da lì sarebbe nato il Centro Ricerche Cagiva. Dall'85 al 2008, una collaborazione di ventitre anni [...]. Claudio era un grande. Difetti ne aveva, certo, si entusiasmava anche troppo facilmente e qualche volta tendeva a fidarsi delle persone sbagliate. Ma nessuno è perfetto e poi da lui ho imparato molto, moltissimo. Era come un fratello, per me. Se abbiamo creato insieme delle cose belle è grazie a lui e alla libertà che mi ha sempre concesso.<ref>Citato in ''[https://www.moto.it/news/e-morto-nella-notte-claudio-castiglioni.html L'ultimo saluto dei motociclisti a Claudio Castiglioni]'', ''moto.it'', 17 agosto 2011.</ref>
*La {{NDR|Ducati}} 916 è stata un'icona di stile e prestazioni, ma quando si inizia un progetto non si pensa che possa cambiare il corso della storia. Con la 916 ho avuto molta fortuna: il motore era molto efficace, quindi il successo in pista è stato sensazionale. E la Ducati aveva molti sostenitori tra gli appassionati, il che diede un'ulteriore spinta dal punto di vista del successo del progetto.<ref name="SLICK"/>
*{{NDR|Sull'idea alla base delle sue creazioni}} Una moto di 750 cc con la potenza di una 1000 e un peso di una 500. L'importante di una moto è che sia leggera.<ref>Citato in ''[https://www.ducati.com/it/it/heritage/personaggi/massimo-tamburini Massimo Tamburini]'', ''ducati.com''.</ref>
{{Int|''[https://www.moto.it/news/intervista-a-massimo-tamburini-161.html Intervista a Massimo Tamburini]''|Andrea Perfetti, ''moto.it'', 22 maggio 2008.}}
*{{NDR|«Come si conciliano stile e progettazione?»}} Il rapporto non è sempre semplice. Spesso chi disegna non conosce i problemi che incontra chi poi deve realizzare e usare un particolare.
*{{NDR|Sulla [[Ducati 916]]}} Si voleva fare una moto sportiva che fosse immediatamente riconoscibile come Ducati, diversa dalle solite giapponesi. Esplorammo anche la strada dei telai tipo deltabox in alluminio, ma alla fine fu decisiva la scelta di Claudio Castiglioni e ci orientammo verso il classico traliccio. Difficile fu anche dare personalità all'anteriore, volevo che la moto avesse un fanale piccolo, ma i fornitori erano contrari. Alla fine la nostra scelta è stata premiata e ha tracciato la strada ai giapponesi. D'altra parte sono le viste anteriore e posteriore a rendere riconoscibile una moto. {{NDR|«Anche il lato "B" di 916 ha fatto scuola, è stata la prima moto con gli scarichi sotto il codone»}} C'era già la Honda NR 750 con gli scarichi sotto sella, ma lì erano chiusi alla vista. Con Ducati abbiamo scelto di percorrere una strada diversa, con la meccanica bene in vista secondo la classica scuola italiana, più spartana. È stato un successo incredibile, vedevi una 916 in strada e la riconoscevi subito.
*La mia grande passione è la meccanica, non è tanto la parte in plastica. Quando ero in Bimota, non potendo contare su nessuno, ho cominciato a occuparmi anche di design e ho visto che mi riusciva abbastanza bene. Io mi sarei fermato al metallo.
*{{NDR|«Da dove arriva la sua passione per le motociclette?»}} Tutta colpa di mio padre, che era un grande appassionato di motori. E del barbiere. [...] Da bambino tutte le domeniche volevo andare a tagliarmi i capelli, nella bottega del barbiere c'erano le foto alle pareti dei grandi campioni, in particolare quelli della Gilera. Non mi pareva possibile che esistessero delle moto così belle. La sera mi attaccavo alla radio ad ascoltare i risultati dei piloti Gilera. Non sopportavo che vincessero le MV. Ma guarda te il destino...
==Citazioni su Massimo Tamburini==
*La figura più amata e rappresentativa della moto Made in Italy. ([[Nico Cereghini]])
*Lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... [...] Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro. ([[Luciano Marabese]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Castiglioni, Claudio}}
[[Categoria:Designer italiani]]
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Tartarughe Ninja alla riscossa (serie animata)
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= Tartarughe Ninja alla riscossa
|tipofiction= Serie TV d'animazione
|titolooriginale= Teenage Mutant Ninja Turtles
|immagine =
|paese= USA
|anno= 1987-1996
|genere= arti marziali, avventura, fantastico, commedia, fantascienza, azione
|stagioni= 10
|episodi= 193
|ideatore= [[Kevin Eastman]] e [[Peter Laird]]
|doppiatorioriginali=
|doppiatoriitaliani=
*[[Luca Semeraro]]: Leonardo
*[[Davide Garbolino]]: Michelangelo
*[[Diego Sabre]]: Raffaello
*[[Felice Invernici]]: Donatello
*[[Sergio Romanò]]: Maestro Splinter
*[[Roberta Federici]]: April O'Neil
*[[Roberta Gallina Laurenti]]: Irma
*[[Ivo De Palma]]: Vernon Fenwick
*[[Augusto Di Bono]]: Burne Thompson (1^ voce)
*[[Maurizio Scattorin]]: Burne Thompson (2^ voce) e Re dei topi
*[[Marco Balzarotti]]: Shredder
*[[Marco Pagani]]: Rocksteady
*[[Stefano Albertini]]: Bebop
*[[Paolo Marchese]]: Krang
*[[Giorgio Melazzi]]: Baxter Stockman (1^ voce)
*[[Flavio Arras]]: Baxter Stockman (2^ e 4^ voce)
*[[Riccardo Peroni]]: Baxter Stockman (3^ voce)
*[[Orlando Mezzabotta]]: Casey Jones (1^ voce)
*[[Tony Fuochi]]: Casey Jones (2^ voce)
*[[Andrea De Nisco]]: Casey Jones (3^ voce)
*[[Roberto Colombo]]: Testa di cuoio
*[[Massimo Di Benedetto]]: Carter
*[[Marco Balbi]]: Lord Dregg
|note=
}}
'''''Tartarughe Ninja alla riscossa''''', serie animata statunitense del 1987.
==Frasi==
*Mondo Pizza! ('''Tartarughe Ninja''')
*Cowabonga! ('''Tartarughe Ninja''')
==Prima stagione==
===Episodio 1, ''Le insolite tartarughe''===
*'''Vernon''': Forza, April! Squagliamocela! Tanto non succederà nulla, stasera!<br>'''April''': Ehi! Non ditemi che avete fifa? Dai, che ci divertiamo!<br>'''Vernon''': April! Queste sofisticatissime attrezzature valgono un milione di dollari! E non intendo lascarle in mezzo alla strada di notte e alla portata di chissà chi!
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Il ritorno di Shredder''===
*'''Leonardo''': Ma insomma Michelangelo! Pensa alla salute: proprio ieri per cena hai mangiato pizza ricoperta di burro di arachidi!<br>'''Michelangelo''': Ma cosa dici? Se ho mangiato soltanto un piatto di cioccolatini ripieni!
==Terza stagione==
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*'''Michelangelo''': Ehi, ragazzi? Qualcuno vuole una fetta di pizza al gorgonzola e liquirizia?<br>'''Leonardo''': No, grazie Michelangelo. Non abbiamo ancora digerito la pizza al burro di noccioline e sottaceti che hai preparato per il pranzo
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*(uscendo dal cinema)<br>'''Michelangelo''': Quello sì che era un film da sballo!<br>'''Raffaello''': Sì, però potrebbero anche fare un film su di noi, ce lo meritiamo!<br>'''Donatello''': Le tartarughe ninja alla riscossa! Ah, è il mio cartone preferito!
===Episodio 6, ''Scambio di cervelli''===
*'''Irma''': (piangendo) Perdindirindina! Gli uomini... che mascalzoni!<br>'''April''': Hai litigato con Eliot? Quel tizio che hai appena conosciuto?<br>'''Irma''': Non pronunciare mai più il suo nome! Al nostro primo appuntamento ha avuto il coraggio di presentarsi insieme ad un'altra!<br>'''April''': Vedi Irma, il problema è che tu sei troppo disponibile... Io non scatterei mai sull'attenti appena un uomo mi fa un fischio.<br>'''Burne''': April! Vieni qui!<br>'''April''': Certo Burne, arrivo subito!<br>'''Irma''': Oh cavolo!
===Episodio 11, ''April e la sua sosia''===
*(mentre mostra una pizza con i [[marshmallow]])<br>'''Leonardo''': Maestro Splinter, non vuoi assaggiare un nuovo tipo di pizza? È con spumoncini e peperoni.
===Episodio 13, ''La spada Bidimensionale''===
*'''Michelangelo''': Pigroni, a tavola! Vi ho preparato la colazione: è in arrivo una pizza ai quattro cereali con fette di pompelmo!
===Episodio 13, ''La spada Bidimensionale''===
*'''Shredder''': Ma è ancora l'alba! È proprio necessario svegliarsi così presto per programmare un computer?<br>'''Krang''': Certo Shredder, mentre i nostri nemici dormono ancora profondamente, noi siamo già svegli, all'erta e...<br>(Mentre parla, Bebop e Rocksteady dormono russando rumorosamente)<br>'''Krang''': Svegliatevi sottospecie di mutanti rammolliti!<br>'''Bebop''': Mamma, uffa... Devo proprio andre a scuola oggi? Ho il raffreddorino...<br>'''Krang''': ...e toglietevi dal quadro di controllo!
===Episodio 17, ''Il ratto delle tartarughe''===
*'''April''': Avanti! Se vuoi ti offro una pizza, sono certa che ti tirerà sù<br>'''Michelangelo''': Cosa? Una pizza? Wow! Puoi dirlo forte April! Forza, che stiamo aspettando?<br>'''April''': Dove vuoi portarmi?<br>'''Michelangelo''': Al centro di riciclaggio rifiuti. Ho avvistato tra il pattume un paio di avanzi che andrebbero benissimo sulla pizza!<br>'''Donatello''': Bleah! Che schifo! E chi la mangia?!
===Episodio 18, ''Michelangelo e il suo doppio''===
*'''Splinter''': Il Kung Pau è un antica forma di controllo della mente e, credimi, non è affatto dolorosa. Ripeti insieme a me: "''la pizza non mi fa più gola''"<br>'''Michelangelo''': "''La pizza non mi fa più gola''"... Tranquilli ragazzi, sto scherzando!<br>'''Splinter''': Ho la netta sensazione che non sarà una cosa molto facile
*(Michelangelo sta leggendo il menù della pizzeria, il pizzaiolo parla con accento napoletano)<br>'''Pizzaiolo''': Amico mio, questa non è una biblioteca. Tu vuoi leggere o ordinare?<br>'''Michelangelo''': Mah! Non so davvero cosa fare. Per qualche bizzarro motivo non riesco a decidermi, accidenti!<br>'''Pizzaiolo''': AAh! Sei piu' lento di una tartaruga! Va bene una capricciosa?<br>'''Michelangelo''': Una capricciosa! Sei un giusto! È proprio quello che... <br>(Michelangelo ricorda improvvisamente la voce di Splinter: "''la pizza non mi fa più gola''")<br>'''Michelangelo''': Come non detto amico! "''La pizza non mi fa più gola''"... Dammi un frullato, grazie.<br>'''Pizzaiolo''': Meglio una gassosa, il frullato lo tieni già nel cranio!
==Settima stagione==
===Episodio 153, ''Avventura olandese''===
*(Le quattro tartarughe ninja escono dalla stiva di una nave) <br>'''Donatello''': Alla faccia del viaggio super scontato per l'Olanda! <br>'''Raffaello''': Vi avevo detto che costava poco, non che sarebbe stato lussuoso. <br>'''Leonardo''': Ma non ci hai neppure detto che saremmo stati chiusi in una cassa per tutto il viaggio! <br>'''Michelangelo''': Ehi datevi una calmata! Meno male che avevamo pizza a sufficienza! Ne volete un pezzo alla marmellata, patè di fegato e doppio formaggio?
===Episodio 154, ''Ghiaccio, Vichinghi e Vulcani''===
*'''Vichingo con la barba''': ...E poi io non vi conosco neppure!<br>'''Michelangelo''': A me basta riconoscermi da solo, ok? Se di mattina allo specchio vedo verde, ecco, quello sono io! Non so se mi spiego, eh ''barbarossa''...
*'''Donna Vichingo''': Oh!... Ora vi riconosco!<br>'''Raffaello''': Guarda anche lei i cartoni signora? <br>'''Donna Vichingo''': Questi sono i folletti verdi, quelli che forgiarono il martello di [[wikipedia:Thor|Thor]]!
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|Tartarughe Ninja alla riscossa}}
{{Tartarughe Ninja}}
[[Categoria:Serie televisive d'animazione]]
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= Tartarughe Ninja alla riscossa
|tipofiction= Serie TV d'animazione
|titolooriginale= Teenage Mutant Ninja Turtles
|immagine =
|paese= USA
|anno= 1987-1996
|genere= arti marziali, avventura, fantastico, commedia, fantascienza, azione
|stagioni= 10
|episodi= 193
|ideatore= [[Kevin Eastman]] e [[Peter Laird]]
|doppiatorioriginali=
|doppiatoriitaliani=
*[[Luca Semeraro]]: Leonardo
*[[Davide Garbolino]]: Michelangelo
*[[Diego Sabre]]: Raffaello
*[[Felice Invernici]]: Donatello
*[[Sergio Romanò]]: Maestro Splinter
*[[Roberta Federici]]: April O'Neil
*[[Roberta Gallina Laurenti]]: Irma
*[[Ivo De Palma]]: Vernon Fenwick
*[[Augusto Di Bono]]: Burne Thompson (1^ voce)
*[[Maurizio Scattorin]]: Burne Thompson (2^ voce) e Re dei topi
*[[Marco Balzarotti]]: Shredder
*[[Marco Pagani]]: Rocksteady
*[[Stefano Albertini]]: Bebop
*[[Paolo Marchese]]: Krang
*[[Giorgio Melazzi]]: Baxter Stockman (1^ voce)
*[[Flavio Arras]]: Baxter Stockman (2^ e 4^ voce)
*[[Riccardo Peroni]]: Baxter Stockman (3^ voce)
*[[Orlando Mezzabotta]]: Casey Jones (1^ voce)
*[[Tony Fuochi]]: Casey Jones (2^ voce)
*[[Andrea De Nisco]]: Casey Jones (3^ voce)
*[[Roberto Colombo]]: Testa di cuoio
*[[Massimo Di Benedetto]]: Carter
*[[Marco Balbi]]: Lord Dregg
|note=
}}
'''''Tartarughe Ninja alla riscossa''''', serie animata statunitense del 1987.
==Frasi==
*Mondo Pizza! ('''Tartarughe Ninja''')
*Cowabonga! ('''Tartarughe Ninja''')
==Prima stagione==
===Episodio 1, ''Le insolite tartarughe''===
*'''Vernon''': Forza, April! Squagliamocela! Tanto non succederà nulla, stasera!<br>'''April''': Ehi! Non ditemi che avete fifa? Dai, che ci divertiamo!<br>'''Vernon''': April! Queste sofisticatissime attrezzature valgono un milione di dollari! E non intendo lascarle in mezzo alla strada di notte e alla portata di chissà chi!
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Il ritorno di Shredder''===
*'''Leonardo''': Ma insomma Michelangelo! Pensa alla salute: proprio ieri per cena hai mangiato pizza ricoperta di burro di arachidi!<br>'''Michelangelo''': Ma cosa dici? Se ho mangiato soltanto un piatto di cioccolatini ripieni!
==Terza stagione==
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*'''Michelangelo''': Ehi, ragazzi? Qualcuno vuole una fetta di pizza al gorgonzola e liquirizia?<br>'''Leonardo''': No, grazie Michelangelo. Non abbiamo ancora digerito la pizza al burro di noccioline e sottaceti che hai preparato per il pranzo
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*(uscendo dal cinema)<br>'''Michelangelo''': Quello sì che era un film da sballo!<br>'''Raffaello''': Sì, però potrebbero anche fare un film su di noi, ce lo meritiamo!<br>'''Donatello''': Le tartarughe ninja alla riscossa! Ah, è il mio cartone preferito!
===Episodio 6, ''Scambio di cervelli''===
*'''Irma''': (piangendo) Perdindirindina! Gli uomini... che mascalzoni!<br>'''April''': Hai litigato con Eliot? Quel tizio che hai appena conosciuto?<br>'''Irma''': Non pronunciare mai più il suo nome! Al nostro primo appuntamento ha avuto il coraggio di presentarsi insieme ad un'altra!<br>'''April''': Vedi Irma, il problema è che tu sei troppo disponibile... Io non scatterei mai sull'attenti appena un uomo mi fa un fischio.<br>'''Burne''': April! Vieni qui!<br>'''April''': Certo Burne, arrivo subito!<br>'''Irma''': Oh cavolo!
===Episodio 11, ''April e la sua sosia''===
*(mentre mostra una pizza con i [[marshmallow]])<br>'''Leonardo''': Maestro Splinter, non vuoi assaggiare un nuovo tipo di pizza? È con spumoncini e peperoni.
===Episodio 13, ''La spada Bidimensionale''===
*'''Michelangelo''': Pigroni, a tavola! Vi ho preparato la colazione: è in arrivo una pizza ai quattro cereali con fette di pompelmo!
*'''Shredder''': Ma è ancora l'alba! È proprio necessario svegliarsi così presto per programmare un computer?<br>'''Krang''': Certo Shredder, mentre i nostri nemici dormono ancora profondamente, noi siamo già svegli, all'erta e...<br>(Mentre parla, Bebop e Rocksteady dormono russando rumorosamente)<br>'''Krang''': Svegliatevi sottospecie di mutanti rammolliti!<br>'''Bebop''': Mamma, uffa... Devo proprio andre a scuola oggi? Ho il raffreddorino...<br>'''Krang''': ...e toglietevi dal quadro di controllo!
===Episodio 17, ''Il ratto delle tartarughe''===
*'''April''': Avanti! Se vuoi ti offro una pizza, sono certa che ti tirerà sù<br>'''Michelangelo''': Cosa? Una pizza? Wow! Puoi dirlo forte April! Forza, che stiamo aspettando?<br>'''April''': Dove vuoi portarmi?<br>'''Michelangelo''': Al centro di riciclaggio rifiuti. Ho avvistato tra il pattume un paio di avanzi che andrebbero benissimo sulla pizza!<br>'''Donatello''': Bleah! Che schifo! E chi la mangia?!
===Episodio 18, ''Michelangelo e il suo doppio''===
*'''Splinter''': Il Kung Pau è un antica forma di controllo della mente e, credimi, non è affatto dolorosa. Ripeti insieme a me: "''la pizza non mi fa più gola''"<br>'''Michelangelo''': "''La pizza non mi fa più gola''"... Tranquilli ragazzi, sto scherzando!<br>'''Splinter''': Ho la netta sensazione che non sarà una cosa molto facile
*(Michelangelo sta leggendo il menù della pizzeria, il pizzaiolo parla con accento napoletano)<br>'''Pizzaiolo''': Amico mio, questa non è una biblioteca. Tu vuoi leggere o ordinare?<br>'''Michelangelo''': Mah! Non so davvero cosa fare. Per qualche bizzarro motivo non riesco a decidermi, accidenti!<br>'''Pizzaiolo''': AAh! Sei piu' lento di una tartaruga! Va bene una capricciosa?<br>'''Michelangelo''': Una capricciosa! Sei un giusto! È proprio quello che... <br>(Michelangelo ricorda improvvisamente la voce di Splinter: "''la pizza non mi fa più gola''")<br>'''Michelangelo''': Come non detto amico! "''La pizza non mi fa più gola''"... Dammi un frullato, grazie.<br>'''Pizzaiolo''': Meglio una gassosa, il frullato lo tieni già nel cranio!
==Settima stagione==
===Episodio 153, ''Avventura olandese''===
*(Le quattro tartarughe ninja escono dalla stiva di una nave) <br>'''Donatello''': Alla faccia del viaggio super scontato per l'Olanda! <br>'''Raffaello''': Vi avevo detto che costava poco, non che sarebbe stato lussuoso. <br>'''Leonardo''': Ma non ci hai neppure detto che saremmo stati chiusi in una cassa per tutto il viaggio! <br>'''Michelangelo''': Ehi datevi una calmata! Meno male che avevamo pizza a sufficienza! Ne volete un pezzo alla marmellata, patè di fegato e doppio formaggio?
===Episodio 154, ''Ghiaccio, Vichinghi e Vulcani''===
*'''Vichingo con la barba''': ...E poi io non vi conosco neppure!<br>'''Michelangelo''': A me basta riconoscermi da solo, ok? Se di mattina allo specchio vedo verde, ecco, quello sono io! Non so se mi spiego, eh ''barbarossa''...
*'''Donna Vichingo''': Oh!... Ora vi riconosco!<br>'''Raffaello''': Guarda anche lei i cartoni signora? <br>'''Donna Vichingo''': Questi sono i folletti verdi, quelli che forgiarono il martello di [[wikipedia:Thor|Thor]]!
==Altri progetti==
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{{Tartarughe Ninja}}
[[Categoria:Serie televisive d'animazione]]
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|titoloitaliano= Tartarughe Ninja alla riscossa
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*[[Luca Semeraro]]: Leonardo
*[[Davide Garbolino]]: Michelangelo
*[[Diego Sabre]]: Raffaello
*[[Felice Invernici]]: Donatello
*[[Sergio Romanò]]: Maestro Splinter
*[[Roberta Federici]]: April O'Neil
*[[Roberta Gallina Laurenti]]: Irma
*[[Ivo De Palma]]: Vernon Fenwick
*[[Augusto Di Bono]]: Burne Thompson (1^ voce)
*[[Maurizio Scattorin]]: Burne Thompson (2^ voce) e Re dei topi
*[[Marco Balzarotti]]: Shredder
*[[Marco Pagani]]: Rocksteady
*[[Stefano Albertini]]: Bebop
*[[Paolo Marchese]]: Krang
*[[Giorgio Melazzi]]: Baxter Stockman (1^ voce)
*[[Flavio Arras]]: Baxter Stockman (2^ e 4^ voce)
*[[Riccardo Peroni]]: Baxter Stockman (3^ voce)
*[[Orlando Mezzabotta]]: Casey Jones (1^ voce)
*[[Tony Fuochi]]: Casey Jones (2^ voce)
*[[Andrea De Nisco]]: Casey Jones (3^ voce)
*[[Roberto Colombo]]: Testa di cuoio
*[[Massimo Di Benedetto]]: Carter
*[[Marco Balbi]]: Lord Dregg
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}}
'''''Tartarughe Ninja alla riscossa''''', serie animata statunitense del 1987.
==Frasi==
*Mondo Pizza! ('''Tartarughe Ninja''')
*Cowabonga! ('''Tartarughe Ninja''')
==Prima stagione==
===Episodio 1, ''Le insolite tartarughe''===
*'''Vernon''': Forza, April! Squagliamocela! Tanto non succederà nulla, stasera!<br>'''April''': Ehi! Non ditemi che avete fifa? Dai, che ci divertiamo!<br>'''Vernon''': April! Queste sofisticatissime attrezzature valgono un milione di dollari! E non intendo lascarle in mezzo alla strada di notte e alla portata di chissà chi!
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Il ritorno di Shredder''===
*'''Leonardo''': Ma insomma Michelangelo! Pensa alla salute: proprio ieri per cena hai mangiato pizza ricoperta di burro di arachidi!<br>'''Michelangelo''': Ma cosa dici? Se ho mangiato soltanto un piatto di cioccolatini ripieni!
==Terza stagione==
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*'''Michelangelo''': Ehi, ragazzi? Qualcuno vuole una fetta di pizza al gorgonzola e liquirizia?<br>'''Leonardo''': No, grazie Michelangelo. Non abbiamo ancora digerito la pizza al burro di noccioline e sottaceti che hai preparato per il pranzo
===Episodio 1, ''Pericolo sotterraneo''===
*(uscendo dal cinema)<br>'''Michelangelo''': Quello sì che era un film da sballo!<br>'''Raffaello''': Sì, però potrebbero anche fare un film su di noi, ce lo meritiamo!<br>'''Donatello''': Le tartarughe ninja alla riscossa! Ah, è il mio cartone preferito!
===Episodio 6, ''Scambio di cervelli''===
*'''Irma''': (piangendo) Perdindirindina! Gli uomini... che mascalzoni!<br>'''April''': Hai litigato con Eliot? Quel tizio che hai appena conosciuto?<br>'''Irma''': Non pronunciare mai più il suo nome! Al nostro primo appuntamento ha avuto il coraggio di presentarsi insieme ad un'altra!<br>'''April''': Vedi Irma, il problema è che tu sei troppo disponibile... Io non scatterei mai sull'attenti appena un uomo mi fa un fischio.<br>'''Burne''': April! Vieni qui!<br>'''April''': Certo Burne, arrivo subito!<br>'''Irma''': Oh cavolo!
===Episodio 11, ''April e la sua sosia''===
*(mentre mostra una pizza con i [[marshmallow]])<br>'''Leonardo''': Maestro Splinter, non vuoi assaggiare un nuovo tipo di pizza? È con spumoncini e peperoni.
===Episodio 13, ''La spada Bidimensionale''===
*'''Michelangelo''': Pigroni, a tavola! Vi ho preparato la colazione: è in arrivo una pizza ai quattro cereali con fette di pompelmo!
===Episodio 13, ''La spada Bidimensionale''===
*'''Shredder''': Ma è ancora l'alba! È proprio necessario svegliarsi così presto per programmare un computer?<br>'''Krang''': Certo Shredder, mentre i nostri nemici dormono ancora profondamente, noi siamo già svegli, all'erta e...<br>(Mentre parla, Bebop e Rocksteady dormono russando rumorosamente)<br>'''Krang''': Svegliatevi sottospecie di mutanti rammolliti!<br>'''Bebop''': Mamma, uffa... Devo proprio andre a scuola oggi? Ho il raffreddorino...<br>'''Krang''': ...e toglietevi dal quadro di controllo!
===Episodio 17, ''Il ratto delle tartarughe''===
*'''April''': Avanti! Se vuoi ti offro una pizza, sono certa che ti tirerà sù<br>'''Michelangelo''': Cosa? Una pizza? Wow! Puoi dirlo forte April! Forza, che stiamo aspettando?<br>'''April''': Dove vuoi portarmi?<br>'''Michelangelo''': Al centro di riciclaggio rifiuti. Ho avvistato tra il pattume un paio di avanzi che andrebbero benissimo sulla pizza!<br>'''Donatello''': Bleah! Che schifo! E chi la mangia?!
===Episodio 18, ''Michelangelo e il suo doppio''===
*'''Splinter''': Il Kung Pau è un antica forma di controllo della mente e, credimi, non è affatto dolorosa. Ripeti insieme a me: "''la pizza non mi fa più gola''"<br>'''Michelangelo''': "''La pizza non mi fa più gola''"... Tranquilli ragazzi, sto scherzando!<br>'''Splinter''': Ho la netta sensazione che non sarà una cosa molto facile
===Episodio 18, ''Michelangelo e il suo doppio''===
*(Michelangelo sta leggendo il menù della pizzeria, il pizzaiolo parla con accento napoletano)<br>'''Pizzaiolo''': Amico mio, questa non è una biblioteca. Tu vuoi leggere o ordinare?<br>'''Michelangelo''': Mah! Non so davvero cosa fare. Per qualche bizzarro motivo non riesco a decidermi, accidenti!<br>'''Pizzaiolo''': AAh! Sei piu' lento di una tartaruga! Va bene una capricciosa?<br>'''Michelangelo''': Una capricciosa! Sei un giusto! È proprio quello che... <br>(Michelangelo ricorda improvvisamente la voce di Splinter: "''la pizza non mi fa più gola''")<br>'''Michelangelo''': Come non detto amico! "''La pizza non mi fa più gola''"... Dammi un frullato, grazie.<br>'''Pizzaiolo''': Meglio una gassosa, il frullato lo tieni già nel cranio!
==Settima stagione==
===Episodio 153, ''Avventura olandese''===
*(Le quattro tartarughe ninja escono dalla stiva di una nave) <br>'''Donatello''': Alla faccia del viaggio super scontato per l'Olanda! <br>'''Raffaello''': Vi avevo detto che costava poco, non che sarebbe stato lussuoso. <br>'''Leonardo''': Ma non ci hai neppure detto che saremmo stati chiusi in una cassa per tutto il viaggio! <br>'''Michelangelo''': Ehi datevi una calmata! Meno male che avevamo pizza a sufficienza! Ne volete un pezzo alla marmellata, patè di fegato e doppio formaggio?
===Episodio 154, ''Ghiaccio, Vichinghi e Vulcani''===
*'''Vichingo con la barba''': ...E poi io non vi conosco neppure!<br>'''Michelangelo''': A me basta riconoscermi da solo, ok? Se di mattina allo specchio vedo verde, ecco, quello sono io! Non so se mi spiego, eh ''barbarossa''...
*'''Donna Vichingo''': Oh!... Ora vi riconosco!<br>'''Raffaello''': Guarda anche lei i cartoni signora? <br>'''Donna Vichingo''': Questi sono i folletti verdi, quelli che forgiarono il martello di [[wikipedia:Thor|Thor]]!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Serie televisive d'animazione]]
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Pierre Terblanche
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2026-07-20T00:13:28Z
Danyele
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text/x-wiki
'''Pierre Terblanche''' (1956 – vivente), designer sudafricano.
==Citazioni di Pierre Terblanche==
*{{NDR|«Il designer è influenzato dal progetto industriale di una nuova moto o crea solo seguendo l'istinto?»}} Credo che il designer sia influenzato da una nuova moto e da quello che si muove intorno ad essa. Ma credo anche che con quello che creiamo possiamo, anzi dobbiamo, influenzare e indirizzare nuove tendenze di [[design]]. In ogni caso, il designer crea soprattutto seguendo l'istinto. Perché il design è tutto meno che razionalità.<ref>Dall'intervista di Stefania Giorgioni, ''Con Guzzi sono "tornato al futuro"'', ''WIDE - Piaggio Magazine'', marzo 2010, p. 55.</ref>
{{Int|''[https://www.motoblog.it/post/1017/parola-di-pierre Parola di Pierre]''|Da un'intervista a ''Bike''; citato in ''motoblog.it'', 23 novembre 2005.}}
*È un errore disegnare moto solo per chi vuole le supersportive.
*{{NDR|Sulla [[Ducati 999]]}} Non sono rimasto sorpreso della tiepida accoglienza che il pubblico le ha riservato. Lanciammo la 999 nel momento stesso in cui il Mondiale Superbike perse di prestigio, a favore della nuova formula della MotoGP. [...] Se hai una moto-icona come la 916, ci vuole tempo perché il mercato accetti la sua sostituta...
*Noi [[designer]] non siamo artisti... il nostro lavoro è di fare soldi per conto della Società. La parte più dura del nostro lavoro è che sappiamo che possiamo fare cose molto più avanzate di quelle che facciamo, ma la gente non ce ne dà l'opportunità. Io credo che potremmo e dovremmo essere molto più coraggiosi.
*Se devo essere onesto, si: sono un po' stufo di disegnare moto intorno ai bicilindrici a L, ma questo è ciò che fa [[Ducati]]. Io non sono diverso da chiunque altro: vado al lavoro e devo fare quello che vogliono che io faccia.
*La [[tradizione]] di oggi è l'[[innovazione]] di ieri. Quando la gente dice: "non possiamo cambiarlo perché questo è lo standard...", io dico "Quando è cominciato lo standard? Nel 1958, nel 1980, o nel 1995? E prima che diventasse ''lo standard'', che cosa avevamo?". Se tutto è standard, non cambieremo mai niente...
==Citazioni su Pierre Terblanche==
*È senz'altro riconoscibile, ha stile; ma [...] pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te [...], deve essere capibile. ([[Luciano Marabese]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Terblanche, Pierre}}
[[Categoria:Designer]]
[[Categoria:Sudafricani]]
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Moto Guzzi
0
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2026-07-20T00:08:36Z
Danyele
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+4 / fix di stile
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Moto Guzzi EICMA 2024.jpg|thumb|upright=1.2|Lo stand di Moto Guzzi all'EICMA di Milano, 10 novembre 2024]]
Citazioni su '''Moto Guzzi''', azienda motociclistica italiana.
==Citazioni==
*Avevo più o meno nove anni quando Guzzi si ritirò dalle corse nel 1957 e si chiuse, quindi, la prima parte di quella grande storia che aveva contato anche le vittorie al Tourist Trophy come prima moto non inglese a trionfare sul Mountain. Una storia che era stata anche capacità di scrivere il futuro delle due ruote anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica. Vincevano nelle corse e, contestualmente, facevano moto per tutti che hanno accompagnato un Paese sia durante gli anni bui della guerra, sia in quelli di rinascita del Dopoguerra. [...] Poi, dopo un periodo difficile, l'aquila è tornata a volare. Moto bellissime, con la particolarità straordinaria di richiamarsi ai nomi degli uccelli. La Lodola, il Cardellino, Lo Stornello, il Falcone, bellissimi. Dai rapaci a quelli più piccoli e innocui, una grande idea di libertà, tipica delle moto, che attraverso quei nomi riusciva anche a sostanziarsi. [...] Erano bellissime, e diverse profondamente tra di loro. C'era la moto per andare a lavorare e quella che invece trionfava nelle corse. Il Falcone della Polizia dava l'idea di essere qualcosa di indistruttibile. Moto Guzzi è stata, in qualche modo, simbolo di un Paese, conservando sempre una particolarità rara: mantenere una sorta di taglio artigianale nonostante la capacità di essere pionieri nell'innovazione e nei progressi tecnologici. ([[Nico Cereghini]])
*Avevo sempre amato Moto Guzzi, fin da bambino ero rapito dalle sue creature, che giudicavo straordinarie e dotate di una anima diversa da tutte le altre moto. Come ben sapete, non ci sono ragioni razionali dietro un grande amore: per me Moto Guzzi era "la Moto", e desideravo essere il principe azzurro che l'avrebbe riportata ai grandi fasti del passato, quando le due ruote uscite dagli stabilimenti di Mandello del Lario erano ammirate in tutto il mondo e dominavano la scena sportiva [...]. Per me, era il sogno dei sogni. ([[Ivano Beggio]])
*Con Guzzi – che è il mito del nostro paese [...], il primo 8 cilindri, il primo 4 cilindri, il primo monoammortizzatore posteriore, il primo telaio monoscocca [...] – abbiamo conquistato un titolo nobiliare. Il suo acquisto è stata la cosa più bella che mi potesse capitare dopo la vittoria dei titoli mondiali. ([[Ivano Beggio]])
*{{NDR|Nel 2013}} Credo che uno dei motivi di successo di Guzzi sia la capacità di trasmettere, con i suoi prodotti, la cura di un lavoro artigianale. Basta farsi un giro a Mandello del Lario per rendersene conto. La fabbrica è immutata da 90 anni e questo fascino, in qualche maniera, viene tutt'ora trasmesso alle moto. ([[Miguel Galluzzi]])
*{{NDR|«Qual è l'aspetto che una Moto Guzzi avrà sempre?»}} La personalità, lo stile e il carattere delle moto made in Italy. ([[Miguel Galluzzi]])
*Quando si dice Moto Guzzi si pensa ad un luogo preciso, a Mandello e a quei monti che, pur non avendo le caratteristiche di aree più industrializzate, hanno saputo generare futuro e liberare opportunità. ([[Nico Cereghini]])
===[[Luciano Marabese]]===
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima guzzista. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*Se io penso alla moto sportiva italiana, penso a Moto Guzzi.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza, È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Aziende italiane]]
[[Categoria:Case motociclistiche]]
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Moto Guzzi Le Mans
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2026-07-20T00:15:11Z
Danyele
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Red Moto Guzzi 850 Le Mans pic1.JPG|thumb|Moto Guzzi 850 Le Mans (1976)]]
Citazioni sulla '''Moto Guzzi Le Mans'''.
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla Le Mans! ([[Luciano Marabese]])
*L'immagine più nitida che ho di una Moto Guzzi è la prima Le Mans: rossa, pinze Brembo e forcella Marzocchi. Le moto giapponesi a quell'epoca stavano arrivando, ma quel misto di classe e di bellezza è tutt'ora immortale. ([[Miguel Galluzzi]])
==Voci correlate==
*[[Moto Guzzi]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
{{S}}
[[Categoria:Motoveicoli]]
i2wip4buk91oko6pzpvsfbuf9o8p27e
Irredentismo italiano
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2026-07-20T09:47:02Z
Gaux
18878
Gualtiero Castellini
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Cesare Battisti 1897.jpg|thumb|[[Cesare Battisti]], irredentista italiano (1897)]]
Citazioni sull''''irredentismo italiano'''.
*Chi della [[Prima guerra mondiale|grande guerra]] italiana ricerca le prime remote origini le trova in quel lungo dramma di tenace passione e d'indescrivibili sacrifici, che si riassume in una parola: ''irredentismo''.<br>La parola è più nuova della cosa ch'essa indica. Fu creata una quarantina d'anni addietro, quando più amara si sentiva in Italia l'umiliazione di [[battaglia di Lissa|Lissa]], più ardente urgeva il desiderio di riscossa di [[Battaglia di Custoza (1866)|Custoza]], e nelle terre staccate dalla patria era più febbrile, sotto il peso dell'esasperata persecuzione, l'ansioso palpito della libertà.<br>Ma ben più antico è quel cumulo di {{sic|angoscie}} e di battaglie, di passione e di sacrificio, di speranze tante volte deluse e di devozione sempre inalterata, che la magica parola rievoca con una potenza di sintesi che nessun'altra parola saprebbe uguagliare. ([[Isidoro Reggio]])
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi irredentismo. ([[Gualtiero Castellini]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}}
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[[Categoria:Storia d'Italia]]
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Moto Guzzi Gambalunga
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2026-07-20T00:36:48Z
Danyele
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/* Voci correlate */ +1
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wikitext
text/x-wiki
{{Voce tematica}}
Citazioni sulla '''Moto Guzzi Gambalunga'''.
*La raffinata Gambalunga della Guzzi, la monocilindrica 500 da competizione costruita dal '46 al '51 per i piloti ufficiali come Lorenzetti e gli assistiti; il motore era un corsa-lunga famoso per la sua coppia, la forcella era originalissima, tanti componenti in lega di magnesio. Un gioiello. ([[Nico Cereghini]])
==Voci correlate==
*[[Moto Guzzi]]
*[[Motore monocilindrico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Motoveicoli]]
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Motore FIRE
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Danyele
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{{Voce tematica}}
[[File:Fiat Fire engine.jpg|thumb|Motore FIRE]]
Citazioni sul '''motore FIRE''' ('''F'''ully '''I'''ntegrated '''R'''obotized '''E'''ngine).
===[[Mauro Coppini]]===
{{cronologico}}
*Fino ad allora il motore è considerato la componente più nobile dell'auto ma questo non è sufficiente a dotarlo di una immagine propria, soprattutto se destinato ad equipaggiare vetture di piccola e media cilindrata. L'identità è di solito affidata ad un codice e solo raramente [...] arriva a fregiarsi di un nome. La denominazione F.I.R.E. nasce come un acronimo per sintetizzarne le specificità produttive e progettuali: Fully Integrated Robotized Engine. Ma per il pubblico diventa immediatamente un nome con forti connotati simbolici [...]. Con il F.I.R.E. la [[Fiat]] rivoluziona una filosofia di progettazione fino ad allora costretta tra il totale asservimento alle esigenze produttive da una parte e la rivendicazione di una assoluta autonomia dall'altra.
*Tradotto in modalità operative l'acronimo F.I.R.E. significa "progettare per produrre". L'obiettivo è quello di ottenere la massima integrazione tra le soluzioni tecniche adottate e le tecnologie dello stabilimento, per il raggiungimento del miglior compromesso possibile tra costi, qualità e prestazioni. [...] si tratta di passare da una organizzazione aziendale basata sul conflitto permanente delle competenze, la cui soluzione è affidata al [...] direttore generale che spesso prende decisioni sulla base di conoscenze solo parziali dei problemi o, ancora peggio, in funzione di logiche di potere e di interesse, ad una struttura in grado di mantenersi in equilibrio neutralizzando [...] le inevitabili tensioni e minimizzando quelle inerzie che rendono lenti e difficoltosi gli interventi di recupero. Con il progetto F.I.R.E. lo stabilimento [...] e il motore diventano l'uno necessaria conseguenza dell'altro. [...] Il processo produttivo è sezionato in gruppi di lavorazioni alle quali provvede una squadra che organizza al suo interno, in perfetta autonomia, la suddivisione dei compiti. Le squadre diventano clienti della squadra che li precede e fornitori di quella che segue. Si riafferma un principio di responsabilità individuale, colpevolmente sacrificato sull'altare della utopistica fabbrica automatica, grazie al quale la qualità diventa un dato di progetto, in base alla quale giudicare e valutare il lavoro svolto.
*È [...] necessario che il F.I.R.E. acquisisca una personalità propria in funzione della eccezionalità dei contenuti tecnici e tecnologici che lo caratterizzano [...]. Da qui l'idea di promuovere il motore da componente, sia pure essenziale, al ruolo di protagonista assoluto, conferendogli una identità autonoma [...]. Quando il F.I.R.E. compare a sorpresa, al termine della conferenza stampa di presentazione [...], un applauso non rituale sottolinea la riuscita dell'operazione. Non sono solo le qualità tecniche [...] a impressionare ma anche e soprattutto il risultato dell'intervento di un geniale designer, [[Rodolfo Bonetto]], che, per la prima volta non si occupa della definizione di carrozzerie e abitacoli ma della integrazione stilistica dei diversi elementi che compongono il motore in perfetta coerenza con l'obiettivo di generare una immagine autonoma del F.I.R.E. L'obiettivo è [...] raggiunto al punto tale che la sua immagine contribuisce a rafforzare la personalità di tutti i modelli sui quali sarà installato.
==Voci correlate==
*[[Fiat]]
==Altri progetti==
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==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie==
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#[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small>
#[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small>
#[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small>
#[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small>
#[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small>
#[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small>
#[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small>
#[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small>
#[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small>
#[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small>
#[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small>
#[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small>
#[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small>
#[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small>
#[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small>
#[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small>
#[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small>
#[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small>
#[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small>
#[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small>
#[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small>
#[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small>
#[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small>
#[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small>
#[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small>
#[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small>
#[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small>
#[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small>
#[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small>
#[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small>
#[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small>
#[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small>
#[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small>
#[[Losone]] - <small>2026-04-04</small>
#[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small>
#[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small>
#[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small>
#[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small>
#[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small>
#[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small>
#[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small>
#[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small>
#[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small>
#[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small>
#[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small>
#[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small>
#[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small>
#[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small>
#[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small>
#[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small>
#[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small>
#[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small>
#[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small>
#[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small>
#[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small>
#[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small>
#[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small>
#[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small>
#[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small>
#[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small>
#[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small>
#[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small>
#[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small>
#[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small>
#[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Stresa]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Isola dei Pescatori]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Villa Branca]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Palazzo Bolongaro]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Eremo di Santa Caterina del Sasso]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Gattico]] - <small>2026-05-23</small>
#[[Angera]] - <small>2026-05-25</small>
#[[Castelli di Cannero]] - <small>2026-05-25</small>
#[[Rocca di Arona]] - <small>2026-05-26</small>
#[[Intra]] - <small>2026-05-26</small>
#[[Pella (Italia)]] - <small>2026-05-27</small>
#[[Ticino (fiume)]] - <small>2026-05-27</small>
#[[Camedo]] - <small>2026-05-27</small>
#[[Borgnone]] - <small>2026-05-28</small>
#[[Ghiacciaio del Basodino]] - <small>2026-05-30</small>
#[[Menzonio]] - <small>2026-05-30</small>
#[[Diveria]] - <small>2026-06-01</small>
#[[Liceo classico Carlo Alberto]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Stazione di Stresa]] - <small>2026-06-06</small>
#[[Cugnasco]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Ronco sopra Ascona]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Novara]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Chiesa di San Martino di Tours (Ronco sopra Ascona)]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Basilica di San Giulio]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Brontallo]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Roseto (Cevio)]] - <small>2026-06-13</small>
#[[Bagni di Craveggia]] - <small>2026-06-20</small>
#[[Meis (Re)]] - <small>2026-06-20</small>
#[[Ponte del Maglione]] - <small>2026-06-20</small>
#[[Val Formazza]] - <small>2026-06-22</small>
#[[Ferrovia Bellinzona-Locarno]] - <small>2026-06-22</small>
#[[Val Lavizzara]] - <small>2026-07-04</small>
#[[Nigoglia]] - <small>2026-07-17</small>
#[[Grand Hôtel Locarno]] - <small>2026-07-18</small>
#[[Collegio Papio]] - <small>2026-07-18</small>
#[[Tegna]] - <small>2026-07-20</small>
#[[Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)]] - <small>2026-07-20</small>
#[[Monti di Motti]] - <small>2026-07-20</small>
====Ampliate====
#[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-07-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1420855&oldid=1331744 +22]
#[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-07-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1419995&oldid=1379295 +8]
#[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2]
#[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2]
#[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1420701&oldid=1309879 +9]
#[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1420704&oldid=1300342 +10]
#[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=1420705&oldid=1271834 +2]
#[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1]
#[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=prev&oldid=1413468 +1]
#[[Luino]] - <small>2026-05-26/2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1415797&oldid=1289832 +2]
#[[Domodossola]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1414481&oldid=1413366 +1]
#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valle_Cannobina&diff=1417618&oldid=1416242 +1]
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Terre di Pedemonte
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Spinoziano
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{{voce tematica}}
[[File:Tegna Verscio Cavigliano 250915.jpg|thumb|Terre di Pedemonte]]
Citazioni su '''Terre di Pedemonte'''.
*Sotto quelle rupestri montagne, – che devon caricarsi di calore e poi irradiarlo, come radiatori – i tre villaggi, Tegna, Verscio Cavigliano, sono amorosamente disposti e adagiati, davanti alla fertilissima campagna rigata di diritte strade e di lunghi filari di vigna, campagna che fu detta "armidica" da una poetessa danese del Settecento, e che merita bene, per la dolcezza dei suoi fichi settembrini e la bontà del vino, il nome gemello a quello del Piemonte. ([[Piero Bianconi]])
==Voci correlate==
*[[Ponte Brolla]]
*[[Tegna]]
*[[Verscio]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Ponte Brolla
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Spinoziano
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/* Voci correlate */
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[[File:ETH-BIB LBS L1-880166 Ponte Brolla 060988.jpg|thumb|Ponte Brolla]]
Citazioni su '''Ponte Brolla''', frazione di [[Terre di Pedemonte]].
*A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava [[Vallemaggia|la valle]]. ([[Enrico Filippini]])
*A Ponte Brolla, all'imbocco della Valmaggia, la Maggia si perde tutt'a un tratto entro una crepa rocciosa lunga quasi un quarto d'ora, che [...] si spacca in tutta la sua estensione per una profondità di 100 piedi, in modo tale che, potendo avvicinare le due parti di appena qualche piede, la roccia parrebbe interamente intatta. Nello gneiss, pure nell'arco di molti secoli, le acque non hanno lasciato traccia alcuna e ogni sporgenza è ovunque tanto affilata, che a malapena vi si possono scorgere i segni del tempo. ([[Karl Viktor von Bonstetten]])
*Alla sera castagnata a Ponte Brolla, nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile. ([[Filippo Sacchi]])
*Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] [...] dirompendo attraverso la gola di Pontebrolla — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. ([[Giovanni Bonalumi]])
*Esattamente chiusa nella sua vasta cerchia di alte montagne, la Valmaggia è chiusa anche allo sbocco: esce da una strozzatura fra due monti a Pontebrolla. Porta stretta, avara, tanto che appena vi passi la strada: il fiume è costretto a nascondersi ancora una volta entro profonde gole, che l'infinita pazienza delle acque ha corroso bucate levigate ridotte a spugne cavernose e lisce. Rocce pallide, rocce dorate come il miele, striate di rosso: l'acqua vi ritrova il verde e l'azzurro intensissimo, la vaga trasparenza della nascita. ([[Piero Bianconi]])
*Pochi minuti dopo l'oro malato delle betulle ormai quasi spoglie di Pontebrolla, luminoso sul cielo gonfio e torvo, si aprì l'ospitale casa del pittore, dove ardeva un poderoso fuoco nel camino. ([[Piero Bianconi]])
*Sole d'agosto a piombo sulla cascata di Pontebrolla; l'acqua della Maggia è trasparente e piena di pesci, rapinosa e ingorgata ci trascina come paglie; attenzione ai risucchi; usciamo a gran bracciate sui sassi caldi del greto. Lungo i prati ci si potrà lasciar portare a fior d'acqua, fino al ponte, fra stridore di cavallette. ([[Alexandre Cingria]])
==Voci correlate==
*[[Maggia (fiume)]]
*[[Tegna]]
*[[Vallemaggia]]
*[[Verscio]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Golino (Centovalli)
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[[File:Golino2.jpg|thumb|Golino]]
Citazioni su '''Golino''', frazione di Centovalli.
*Di là ridiscesi a [[Tegna]], continuiamo il giro, e andiamo a Golino, che è un piccolo paese dall'aria nobile e seria, lindo e ben tenuto come tutti questi di Pedemonte, fermandoci all'albergo Madonna, dove conosco la madre della maestrina, e dove assaggiamo il vino del sito, profumato, acerbetto, di un colore giallo opalino speciale e gradevolissimo. ([[Filippo Sacchi]])
*Dai tetti di Golino sfiatava un fumo leggero che la brezza subito sperdeva contro i dossi della collina, bruna, in basso, con improvvisi slarghi di verde sui ripiani dove, accanto a grosse piante fronzute, spiccavano le macchie biancogrige delle baite. Tra mezz'ora al massimo, dirompendo attraverso la gola di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]] — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. ([[Giovanni Bonalumi]])
==Voci correlate==
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*[[Borgnone]]
*[[Camedo]]
*[[Centovalli (valle)]]
*[[Intragna (Centovalli)|Intragna]]
*[[Rasa (Svizzera)|Rasa]]
*[[Verdasio]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Verscio
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Spinoziano
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/* Voci correlate */
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Verscio mit Kirche.jpg|thumb|Verscio]]
Citazioni su '''Verscio''', frazione di [[Terre di Pedemonte]].
*Subito il sentiero li costrinse a procedere in fila e Giuliano, rimasto in coda, si trovò presto tagliato fuori dalla conversazione. Attraversarono un pezzo di bosco attaccando poi a salire lungo un costone dal quale come da uno strapiombo si potevano scorgere i tetti di Verscio. A quell'ora, pensò Giuliano, Dino doveva esser già arrivato in paese. Provò a immaginare che sorta di commissioni gli toccasse fare, il tempo che avrebbe dovuto spendervi.<br>Gli occhi corsero già alla strada lungo il greto. Macchine andavano e venivano sollevando nuvole di polvere. Tra una, due ore al massimo Dino vi sarebbe passato in lambretta. Giù al Mulino doveva essere successo qualcosa: o che fosse invece un incontro concertato da tempo? I suoi pensieri si dipanavano lenti, come restii ad affrontare un ostacolo, una zona piena di trabocchetti. ([[Giovanni Bonalumi]])
==Voci correlate==
*[[Ponte Brolla]]
*[[Tegna]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Chris Bangle
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Danyele
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/* Citazioni di Chris Bangle */ +4
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[[File:Chris Bangle in 2009.jpg|thumb|upright=1.2|Chris Bangle nel 2009]]
'''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense.
==Citazioni di Chris Bangle==
{{cronologico}}
*Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref>
*Con [[BMW GINA|Gina]] abbiamo osato, distruggendo le convenzioni che impongono alle automobili una pelle di lamiera, creando una vettura che non è solamente un'auto di stoffa.<ref>Citato in Maria Cristina Ricossa, ''[https://www.giornaledibrescia.it/scienza/design-1-chris-bangle-e-il-coraggio-di-saper-guardare-oltre-le-convenzioni-nujrxk3r Design/1 Chris Bangle e il coraggio di saper guardare oltre le convenzioni]'', ''giornaledibrescia.it'', 17 maggio 2011.</ref>
*Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref>
*La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref>
*Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/>
*Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref>
*Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/>
*La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref>
*La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/>
*Se la vettura piace, tutto il credito va ai designer e al team. Se non piace, è colpa mia. Questa è la regola di un design director.<ref name="Marchetti">Citato in Alessandra Marchetti, ''[https://www.automoto.it/news/-chris-bangle-boccia-la-nuova-ferrari-e-difende-jaguar-senza-anima-non-basta-essere-bravissimi-designer.html Chris Bangle boccia la nuova Ferrari e difende Jaguar: "Senza anima non basta essere bravissimi designer"]'', ''automoto.it'', 13 luglio 2026.</ref>
*Bisogna sprecare tempo, fare cose inutili e realizzare cose sbagliate per capire ciò che è bello e giusto.<ref name="Marchetti"/>
{{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}}
*Il fattore più inquinante nella lavorazione dell'auto è la verniciatura, ma come si fa a non verniciare un'auto? Henry Ford all'inizio le verniciava tutte di nero perché era il colore che asciugava prima di tutti – oltre al fatto che quella vernice la produceva suo cognato, ma questa è un'altra storia... Alla Bmw invece abbiamo provato e riprovato fino a che abbiamo messo al prototipo [[BMW GINA|Gina]] una tuta metallica, una sorta di calzamaglia che protegge l'auto piuttosto bene e le consente di mutare, di deformarsi rinunciando alla verniciatura. Certo non risolverà il problema ecologico, ma siamo andati nella direzione [...] di non legarci in modo rigido a una forma o a una funzione [...] bensì a un significato inedito.
*[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche.
*Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti.
*[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}}
*{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa.
*L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa.
*La domanda da farsi per [[Progettazione di automobili|creare]] un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza.
*{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti.
{{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}}
*Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto.
*La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre.
*[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa".
*Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi.
{{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}}
*{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti.
*{{NDR|Sulla genesi del tappo della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria.
*{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore".
*{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta.
*{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume.
*{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia.
{{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}}
*[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere.
*Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica).
*{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette.
*{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza.
===Citazioni non datate===
*[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}}
[[Categoria:Designer statunitensi]]
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Danyele
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Chris Bangle in 2009 (cropped).jpg|thumb|Chris Bangle nel 2009]]
'''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense.
==Citazioni di Chris Bangle==
{{cronologico}}
*Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref>
*Con [[BMW GINA|Gina]] abbiamo osato, distruggendo le convenzioni che impongono alle automobili una pelle di lamiera, creando una vettura che non è solamente un'auto di stoffa.<ref>Citato in Maria Cristina Ricossa, ''[https://www.giornaledibrescia.it/scienza/design-1-chris-bangle-e-il-coraggio-di-saper-guardare-oltre-le-convenzioni-nujrxk3r Design/1 Chris Bangle e il coraggio di saper guardare oltre le convenzioni]'', ''giornaledibrescia.it'', 17 maggio 2011.</ref>
*Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref>
*La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref>
*Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/>
*Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref>
*Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/>
*La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref>
*La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/>
*Se la vettura piace, tutto il credito va ai designer e al team. Se non piace, è colpa mia. Questa è la regola di un design director.<ref name="Marchetti">Citato in Alessandra Marchetti, ''[https://www.automoto.it/news/-chris-bangle-boccia-la-nuova-ferrari-e-difende-jaguar-senza-anima-non-basta-essere-bravissimi-designer.html Chris Bangle boccia la nuova Ferrari e difende Jaguar: "Senza anima non basta essere bravissimi designer"]'', ''automoto.it'', 13 luglio 2026.</ref>
*Bisogna sprecare tempo, fare cose inutili e realizzare cose sbagliate per capire ciò che è bello e giusto.<ref name="Marchetti"/>
{{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}}
*Il fattore più inquinante nella lavorazione dell'auto è la verniciatura, ma come si fa a non verniciare un'auto? Henry Ford all'inizio le verniciava tutte di nero perché era il colore che asciugava prima di tutti – oltre al fatto che quella vernice la produceva suo cognato, ma questa è un'altra storia... Alla Bmw invece abbiamo provato e riprovato fino a che abbiamo messo al prototipo [[BMW GINA|Gina]] una tuta metallica, una sorta di calzamaglia che protegge l'auto piuttosto bene e le consente di mutare, di deformarsi rinunciando alla verniciatura. Certo non risolverà il problema ecologico, ma siamo andati nella direzione [...] di non legarci in modo rigido a una forma o a una funzione [...] bensì a un significato inedito.
*[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche.
*Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti.
*[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}}
*{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa.
*L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa.
*La domanda da farsi per [[Progettazione di automobili|creare]] un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza.
*{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti.
{{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}}
*Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto.
*La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre.
*[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa".
*Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi.
{{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}}
*{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti.
*{{NDR|Sulla genesi del tappo della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria.
*{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore".
*{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta.
*{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume.
*{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia.
{{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}}
*[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere.
*Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica).
*{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette.
*{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza.
===Citazioni non datate===
*[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}}
[[Categoria:Designer statunitensi]]
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text/x-wiki
[[File:Chris Bangle in 2009 (headshot).jpg|thumb|Chris Bangle nel 2009]]
'''Christopher Edward Bangle''' (1956 – vivente), designer statunitense.
==Citazioni di Chris Bangle==
{{cronologico}}
*Un [[design]] di successo si caratterizza non tanto per le sensazioni immediate che è in grado di offrire, quanto per l'influenza che esercita sui progetti degli anni a venire.<ref>Citato in ''[https://www.press.bmwgroup.com/italy/article/detail/T0019921IT/chris-bangle-incontra-la-stampa-italiana-per-parlare-delle-ragioni-dello-stile-e-del-ruolo-dell-auto-nella-societ%C3%A0-di-ieri-oggi-e-domani?language=it Chris Bangle incontra la stampa italiana per parlare delle "ragioni dello stile" e del ruolo dell'auto nella società di ieri, oggi e domani]'', ''press.bmwgroup.com'', 6 giugno 2000.</ref>
*Con [[BMW GINA|Gina]] abbiamo osato, distruggendo le convenzioni che impongono alle automobili una pelle di lamiera, creando una vettura che non è solamente un'auto di stoffa.<ref>Citato in Maria Cristina Ricossa, ''[https://www.giornaledibrescia.it/scienza/design-1-chris-bangle-e-il-coraggio-di-saper-guardare-oltre-le-convenzioni-nujrxk3r Design/1 Chris Bangle e il coraggio di saper guardare oltre le convenzioni]'', ''giornaledibrescia.it'', 17 maggio 2011.</ref>
*Mettetevi alla scrivania e provate a fare una mappa del [[Progettazione di automobili|car design]] su un foglio bianco. Scoprirete che esistono principi che oggi assumiamo come regole fondamentali, che in realtà possono essere cambiati. Ad esempio siamo perseguitati dalle simmetrie e dalle proporzioni.<ref>Dalla conferenza ''Car Design. Past, Present and future'', Torino, Istituto d'Arte Applicata e Design, 10 ottobre 2017; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2017/10/la-forma-deve-seguire-il-significato-la-rivoluzione-secondo-chris-bangle/ "La forma deve seguire il significato", la rivoluzione secondo Chris Bangle]'', ''autodesignmagazine.com'', 19 ottobre 2017.</ref>
*La vera difficoltà è sposare l'innovazione con un'estetica che piaccia alla gente. [...] Negli Anni 70-80 il futuro era argento. Poi [[Apple]] ha conquistato il mondo con il bianco: oggi se vuoi fare apparire una forma più moderna la colori di bianco.<ref name="Nastri">Da ''Auto&Design'' n. 230; citato in Edoardo Nastri, ''[https://autodesignmagazine.com/2018/05/chris-bangle-fuori-dagli-schemi/ Chris Bangle, fuori dagli schemi]'', ''autodesignmagazine.com'', 14 maggio 2018.</ref>
*Cosa cambia dal punto di vista di un passeggero se oggi a condurre il mezzo è una persona [[Autovettura autonoma|o un computer]]? C'è una differenza fondamentale: tra gli umani ci sono una serie di interazioni continue che fanno parte del viaggio. [...] Chi vorrà occupare i posti anteriori? Forse saranno quelli meno desiderati, perché spaventano. Perché allora non provare a studiare degli interni dove gli occupanti viaggiano lateralmente? A questo punto bisogna chiedersi: come vuole interagire il passeggero con l'entità che lo sta trasportando? Con la voce? Con un tasto? Quale sarebbe la differenza con l'esperienza di un viaggio in ascensore? Chi di noi vorrebbe rimanere per ore in un ascensore? Bisogna portare il discorso dell'autonomia delle vetture a livello umano, guardandolo dal lato pratico delle persone e non da quello delle macchine. Perché potremmo scoprire che non ci piace per nulla.<ref name="Nastri"/>
*Tutti dicono che «le macchine sono tutte uguali»: invece, non è così. Ho imparato [...] che «la natura è inaspettata, ma plausibile». Se vuoi dipingere un sasso o un albero, puoi fare qualsiasi cosa, ma dev'essere plausibile. Le auto sono proprio questo: inaspettate, perché sono una diversa dall'altra, ma talmente plausibili che per la tua mente risultano uguali. È come per gli alberi: un esperto sa che sono diversi ed è in grado di riconoscerli, ma per l'uomo comune sono tutti alberi, percepiti indistintamente come tali. Il trucco sarà capire come rompere questo cerchio di plausibilità. Le auto che hanno fatto la storia sono proprio quelle che ci sono riuscite.<ref name="Deleidi">Dall'intervista di Emilio Deleidi, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/13-04-2025/chris-bangle-intervista-al-designer-di-fiat-coupe-e-bmw.shtml Chris Bangle: "Il cambiamento nell'auto non ha a che fare con il motore"]'', ''gazzetta.it'', 13 aprile 2025.</ref>
*Se si ha paura del futuro, allora ci si rivolge al passato. C'è il timore di rischiare: meglio una cosa già conosciuta, che è già piaciuta. La storia, però, non è stata fatta dalle ripetizioni del passato, ma da cose nuove, inaspettate [...]. Il [[Automobile in stile rétro|rétro]] è molto collegato alla fine del secolo, quando tutti avevano paura del nuovo millennio e guardavano nel retrovisore: Beetle, Mini e anche la 500 sono figlie di quel momento. Ora basta, però: abbiamo varcato la soglia e dobbiamo cercare di andare avanti.<ref name="Deleidi"/>
*La [[Ferrari Luce|Luce]] è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un "mezzo che si muove da sé". Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. [...] Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un "parallelepipedo con gli angoli smussati" [...]. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia [...]. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce.<ref name="Lo Vecchio">Citato in Roberto Lo Vecchio, ''[https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/29/ferrari_luce_cosa_dicono_grandi_designer.html La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e un'eccezione]'', ''quattroruote.it'', 3 giugno 2026.</ref>
*La [[Lamborghini Countach]] ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct.<ref name="Lo Vecchio"/>
*Se la vettura piace, tutto il credito va ai designer e al team. Se non piace, è colpa mia. Questa è la regola di un design director.<ref name="Marchetti">Citato in Alessandra Marchetti, ''[https://www.automoto.it/news/-chris-bangle-boccia-la-nuova-ferrari-e-difende-jaguar-senza-anima-non-basta-essere-bravissimi-designer.html Chris Bangle boccia la nuova Ferrari e difende Jaguar: "Senza anima non basta essere bravissimi designer"]'', ''automoto.it'', 13 luglio 2026.</ref>
*Bisogna sprecare tempo, fare cose inutili e realizzare cose sbagliate per capire ciò che è bello e giusto.<ref name="Marchetti"/>
{{Int|''[https://ilmanifesto.it/archivio/2003174465 Il design di Chris Bangle]''|Intervista di Manuel Orazi, ''il manifesto'', 26 novembre 2010.}}
*Il fattore più inquinante nella lavorazione dell'auto è la verniciatura, ma come si fa a non verniciare un'auto? Henry Ford all'inizio le verniciava tutte di nero perché era il colore che asciugava prima di tutti – oltre al fatto che quella vernice la produceva suo cognato, ma questa è un'altra storia... Alla Bmw invece abbiamo provato e riprovato fino a che abbiamo messo al prototipo [[BMW GINA|Gina]] una tuta metallica, una sorta di calzamaglia che protegge l'auto piuttosto bene e le consente di mutare, di deformarsi rinunciando alla verniciatura. Certo non risolverà il problema ecologico, ma siamo andati nella direzione [...] di non legarci in modo rigido a una forma o a una funzione [...] bensì a un significato inedito.
*[...] [[Eric Gill|Gill]] per me è fondamentale. Non è soltanto l'autore di alcuni stupendi caratteri tipografici, alcuni dei quali ancora in uso in ogni computer [...], ma è stato anche scultore, incisore ed editore. Ma soprattutto ammiro Gill e ritengo che sia ancora attualissimo per via di un suo piccolo libro, ''Sulla tipografia'', scritto nel 1931 [...] dove descriveva in maniera profetica il conflitto fra l'industrializzazione e le tecniche tradizionali della stampa: la sua lungimiranza consisteva nell'avvertirci tutti di un processo del quale stiamo ancora pagando le conseguenze, vale a dire la profonda scissione fra umanesimo e industria, fra manodopera e design, che è la vera premessa culturale all'attuale fenomeno della delocalizzazione industriale. Proprio perché, al di là della disoccupazione che ne deriva, ritengo concettualmente errata e controproducente l'idea di disegnare un prodotto in Europa e poi produrlo altrove, ritengo che le idee di Gill siano la base per puntare a un inedito modello di sviluppo, quello che chiamo un «nuovo umanesimo industriale» e che [...] terrà conto delle nuove esigenze ecologiche.
*Nessuno sa dire cosa sia esattamente una funzione, è un concetto ambiguo; per questo credo che il [[design]], più che studiare la funzionalità degli oggetti, deve incaricarsi di dare un significato al loro uso all'interno di una specifica società [...]. Naturalmente, è ovvio che se la funzione non viene rispettata è finita: una lampada deve pur sempre fare luce. Ma alla fin fine, forse, la funzione è un criterio che ci aiuta solo a distinguere gli oggetti d'uso dalle opere d'arte. Oggi molti designer producono oggetti non funzionali e, a pensarci bene, i parametri propri dell'arte contemporanea possono essere trasferiti al design: la produzione in serie, il lavoro con uno studio allargato, la circolazione nei musei, il divismo dei suoi protagonisti.
*[...] sono cresciuto a [[Wausau]], un piccolo centro del Wisconsin che è uno stato molto particolare, da sempre a maggioranza democratica, uno stato «socialist» [...]. È tanto patriottico, questo stato che, negli anni Sessanta, la mia città domandò che le venisse concesso di ospitare i profughi asiatici scappati dopo la guerre in Cambogia e Vietnam. Wausau era una città dove, in linea di massima, non venivano compiuti reati, interamente bianca, per metà cattolica e per metà protestante: agli immigrati diedero casa, lavoro, per farli sentire a casa costruirono persino un piccolo altare buddista dentro la chiesa metodista. Quelle poche famiglie arrivate si trovarono talmente bene che sparsero la voce e oggi è altissima la percentuale di immigrati di origine asiatica, perfettamente integrati, che hanno certamente contribuito a vivacizzare e sprovincializzare Wausau, ormai uno dei principali centri di studio e di collegamento, anche commerciale, con il Far East.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/05/20/news/la_versione_di_bangle_non_c_pi_visione_colpa_del_management-59188308/ La versione di Bangle "Non c'è più visione, colpa del management"]''|Intervista di Francesco Paternò, ''repubblica.it'', 20 maggio 2013.}}
*{{NDR|Sulla [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]}} Se fosse nata sotto un concetto di sharing e non di proprietà avrebbe potuto avere un altro tipo di successo. Come utilità è favolosa. A New York ci sono state tante proposte per il nuovo taxi, la Multipla sarebbe stata molto più iconica invece del solito minivan dipinto di giallo. È stata un'opportunità persa.
*L'ultima auto di grande impatto è stata la [[Mini (2001)|Mini]], che tutti hanno cercato di seguire. Ma la differenza tra lei e le imitazioni è che la Mini sta in una categoria chiamata [...] delle "vere icone". Per le gente normale, un'icona è ciò che tutti conoscono. Per un'azienda, un'icona vuol dire che è conosciuta ma anche che cambia il business. La Mini è stata la prima auto che ha risolto il problema, ecco perché gli altri hanno copiato. [...] è stata la prima piccola macchina costosa.
*La domanda da farsi per [[Progettazione di automobili|creare]] un'auto di successo è: quale è il problema? Non è tanto ovvio. Ci vogliono ricerca, coraggio, una grande forza.
*{{NDR|«Non si parla d'altro che di auto premium. Che cosa è, secondo lei?»}} È qualcosa che la gente paga molto di più del suo valore. [...] L'importante è la percezione: se c'è, la gente è disponibile a pagare. Se poi dietro il prodotto c'è vera autenticità, questo è un primo passo per il premium. Un prodotto che deve non solo parlare, ma anche fare. Tanti prodotti splendono, ma in verità non sono davvero brillanti.
{{Int|''[https://www.artwort.com/2015/12/15/design/il-design-e-il-coraggio-di-una-visione-senza-confini-intervista-a-chris-bangle/ Il design e il coraggio di una visione senza confini – Intervista a Chris Bangle]''|Mimma Rapicano, ''artwort.com'', 15 dicembre 2015.}}
*Ho sempre pensato che un termine tanto derivante dall'esperienza umana come la [[bellezza]] debba essere trattata per segmenti, non in generalizzazioni onnicomprensive che alla fine non significano nulla. Bisognerebbe separare il consciamente costruito – il design di un'automobile o un quadro – dalla coincidenza straordinaria – un tramonto o un panorama – così come bisognerebbe stare attenti a non confondere tutte le tipologie di bellezza che esistono nella loro perfezione come indipendenti l'una dall'altra. Si può veramente confrontare la vigorosa bellezza esotica di una donna con quella fragile e innocente di un'altra? È difficilissimo con donne e macchine, e probabilmente anche con tutto il resto.
*La "bellezza tragica" è una delle mie preferite; la trovo spesso nel design di carrozzeria degli anni '30, che rifiuta di lasciarmi partecipare se non come osservatore. È un tipo di bellezza in un mondo creativo che esiste dall'altro lato dello specchio, a me negato per sempre.
*[...] non credo che la [[BMW E60|BMW E-60 Serie 5]] sia di per sé un canone di bellezza, ma è ''canonica'' per il nostro cambio di gusto rispetto alla "superficie negativa".
*Il [[design]] può essere "arte" ma un designer non è sempre "artista" – e certamente non lo è nel momento in cui qualcun altro dice quando iniziare e finire in un progetto. Gli artisti lo fanno per loro stessi. Quando il processo è ben fatto i designer esistono per il prodotto, non il contrario. In maniera molto concreta, non "creiamo" ciò che progettiamo; è ciò che progettiamo che viene al mondo attraverso noi.
{{Int|''[https://www.domusweb.it/it/design/gallery/2021/05/17/le-auto-di-chris-bangle-raccontate-da-lui-.html Le auto di Chris Bangle, raccontate da lui]''|Alessio Lana, ''domusweb.it'', 18 maggio 2021.}}
*{{NDR|Sulla [[Opel Junior]]}} Era un'auto giovane e l'idea era che arrivasse nuda al cliente, praticamente vuota e poi ognuno poteva riempirne gli interni come voleva, per poi acquistare, come in Ikea, i vari pezzi come l'autoradio, il contagiri, gli indicatori della temperatura dell'olio o dell'acqua e aggiungerli man mano secondo i propri gusti.
*{{NDR|Sulla genesi del tappo della benzina della [[Fiat Coupé]]}} Stavo vedendo un film con Peter Fonda, ''Zozza Mary, pazzo Gary'', quando a un certo punto si vede una ripresa dall'altro della Dodge Charger che è quasi una coprotagonista del film. La telecamera sorvola la vettura andando avanti e indietro e io ho bloccato il videoregistratore e riguardato quella scena non so quante volte per vedere bene quell'enorme tappo della benzina ben evidente sulla carrozzeria.
*{{NDR|Sui fari anteriori "a doppia bolla" della Fiat Coupé}} Ricordo che quando Ermanno Cressoni, allora direttore del Centro Stile Fiat, aveva presentato l'auto, un ingegnere gli aveva chiesto: "Come si lavano questi fari?" e la sua risposta fu "Con amore, ingegnere. Con amore".
*{{NDR|Sulla [[BMW E53]]}} La soluzione geniale è stata far sedere le persone in alto ma mantenere i componenti pesanti in basso. Così il peso è tutto giù, la tenuta di strada è eccellente e il comfort è garantito. La prova del nove è arrivata durante un test drive. Una giornalista mi aveva raccontato di essere entrata e di non aver trovato nulla di particolare mentre guidava ma poi, scendendo, era caduta per terra, perché non si era resa conto di quanto fosse seduta in alto. Non se n'era proprio accorta.
*{{NDR|Sulla [[BMW E60]]}} In quel periodo avevamo creato una nuova strategia di design chiamata ''bookends'', fermalibri. Immaginatevi una libreria con tanti volumi, ognuno una diversa BMW. Da una parte c'è un fermalibro improntato alle superfici pure come Gina e Z4, dall'altro il corrispettivo per il volume puro, come la Z9 GT. Nel mezzo c'è proprio la Serie 5 E60, un'auto che doveva essere bilanciata sia in termini di innovazione, sia di superfici, che di volume.
*{{NDR|Sulla BMW E60}} Avevamo deciso di eliminare dalla competizione il modello di Davide Arcangeli ma nella notte lui aveva modificato tutto, rifacendo le forme con dei fogli di alluminio da cucina perché era tardi e non aveva altri materiali a disposizione. Quando rivedemmo il modello, lo rimettemmo subito in gara. Il modello alla fine fu vincente e divenne la E60, ma la storia finì tragicamente perché Davide prese una brutta malattia e morì pochi giorni dopo che lo avevo informato di essere il padre di una nuova BMW. Da quel momento nessuno ha voluto più cambiare nulla nella vettura e ancora oggi ricevo email che [...] definiscono la Serie 5 ancora come un'auto d'avanguardia.
{{Int|''[https://lespresso.it/c/-/2025/4/22/bellissima-quasi-come-una-auto-intervista-designer-chris-bangle/53787 Bellissima, quasi come un'auto]''|Intervista di Valerio Berruti, ''lespresso.it'', 22 aprile 2025.}}
*[...] solo per il fatto di essere desiderato ti senti sexy. Avviene per le persone e anche per le [[Automobile|auto]]. È proprio questo che mi attrae nelle macchine, perché si collocano in quel particolare punto di incontro tra sesso e potere.
*Le supercar di oggi sono troppo prevedibili, troppo educate e troppo prêt-à-porter per essere allo stesso livello della [[Lamborghini Countach|Countach]], esageratamente osé, spudorata e sensuale (azzarderei erotica).
*{{NDR|Sulla [[Lamborghini Miura]]}} [...] allettante e sexy come un poster di Sophia Loren nei suoi stivali nel film ''Arabesque'', un sex appeal sicuro e in dosi perfette.
*{{NDR|«[...] qual è la sua idea di bellezza?»}} Quella delle Tragic Beauty che ti strappano il cuore perché vorresti stare con loro, abbracciarle ma sai che non puoi farlo. Sono le auto degli anni Trenta, l'età d'oro della carrozzeria. L'unica soddisfazione è vedersi riflessi nelle cromature della loro carrozzeria. È questa la vera tragedia della loro bellezza.
===Citazioni non datate===
*[[Progettazione di automobili|Disegnare un'automobile]], non vuol dire soltanto mettere una forma attorno alle ruote, ma anche darle personalità e carattere per far sì che chi la acquista si identifichi in lei.<ref>Dall'intervista di Roberta Pasero, ''[https://motori.ilgiornale.it/chris-bangle-designer-e-artista-io-dalle-bmw-agli-inanimatti/ Chris Bangle (designer e artista): "Io, dalle Bmw agli Inanimatti"]'', ''motori.ilgiornale.it''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bangle, Chris}}
[[Categoria:Designer statunitensi]]
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Uberto Pasolini
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Danyele
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[[File:Uberto Pasolini Dall'Onda (headshot).JPG|thumb|Uberto Pasolini nel 2014]]
'''Uberto Pasolini Dall'Onda''' (1957 – vivente), produttore cinematografico, regista e sceneggiatore italiano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/07/12/news/uberto_pasolini_omero_odissea_nolan_intervista-425465347/ Uberto Pasolini: "Omero è universale. Su Nolan polemiche irrilevanti. Io pensai a Denzel Washington"]''|Intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 12 luglio 2026.|h=2}}
*{{NDR|Su ''[[Itaca - Il ritorno]]''}} La mia idea è cominciata trent'anni fa, quando ho iniziato la carriera di produttore indipendente. Ho pensato a un'Odissea senza i viaggi dei libri 9, 10, 11, 12, senza le visite di Telemaco a Nestore, Menelao ed Elena, e senza dei. Mi interessava il tema della responsabilità.
*L'[[Odissea]] è uno specchio dell'umanità completo, universale, atemporale. [[Omero]] ci regala qualcosa tutti i giorni, dialogare con lui è una cosa di grande valore. Quando il film è uscito con questo punto di vista attento alla violenza a cosa vuol dire la guerra, sui rapporti e sulle psicologie dei personaggi principali, in Europa, o vicino all'Europa, si concretizzavano situazioni di guerra, massacri particolarmente feroci e vicini anoi. Per questo ci è sembrato che il film fosse contemporaneo. Però la realtà è che non solo Omero è universale, senza tempo, purtroppo lo sono anche le guerre. Le notiamo quando sono più vicine. Quello di Omero non è un poema sull'eroismo, o almeno non lo è nel senso in cui spesso lo immaginiamo. I personaggi dell'[[Iliade]] non sono eroi: sono persone complesse, piene di difetti, invidia, avidità, desiderio di vendetta, crudeltà, sadismo. Sono orrendi. La cosa straordinaria di Omero era rappresentare l'umanità anche così, con tutti i peggiori difetti che purtroppo condividiamo.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]'' di [[Christopher Nolan]]}} Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà.
*Omero ci dà una [[Penelope]] multiforme, come ci dà un Odisseo polytropos. È una Penelope che ha momenti di grande debolezza, di infelicità, di pianto. Ma è anche una Penelope che da vent'anni regge e tiene insieme il regno. Che, con e senza l'inganno, prende decisioni: prova a proteggere gli interessi del marito assente, gli interessi del figlio, la vita del figlio. È lei che governa. È lei che decide la prova dell'arco. È lei che decide di riconoscere Odisseo. È lei che decide di ingannare i pretendenti, di attendere. E la decisione dell'attesa è una decisione di forza. Omero ce la descrive piangendo sul telaio. Però, come personaggio, dal punto di vista drammaturgico, è molto forte. E sappiamo che i principi di Itaca che vogliono diventare re devono sposare la regina. Questo ci dice qualcosa sul ruolo della donna nel mondo di Omero.
*{{NDR|Su ''[[Itaca - Il ritorno]]''}} Sarebbe stato più giusto farlo in greco? Il greco di Omero non è il greco di oggi. Nessuno lo parla più. Anche lì la cosa importante è partire dal testo, rispettare il testo e poi interpretarlo con attenzione.
*Il mondo dell'[[Iliade]] è un mondo di aristocratici. Credo che ci sia una persona sola che abbia del dialogo nell'Iliade e non sia un aristocratico, ed è trattata malissimo dagli altri. Detto questo, non è un mondo di aristocratici con valori e qualità personali alte. Al contrario: è un mondo di famiglie, di re, di leader, pieni dei peggiori difetti dell'uomo, del maschio in particolare, ma non solo. Noi li chiamiamo eroi, ma non sono eroici. L'Odissea è un mondo diverso. Parla di un periodo di tempo molto più largo e lungo, mentre l'Iliade racconta qualche settimana della fine della guerra di Troia. E non arriva nemmeno alla fine: finisce con i funerali del domatore di cavalli. Le persone che hanno un ruolo nell'Odissea hanno origini più miste.
*La civiltà di oggi è restia all'altro, al diverso, alla ricezione del diverso. È un problema che riguarda tutto il mondo. Ma noi lo avevamo anche in Italia: il Nord verso la gente del Sud. Non è una novità. Forse adesso ci sembra più accesa perché ci sono movimenti che hanno più potere e spingono per una minore accoglienza. Però il problema del rapporto con lo straniero è sempre esistito. La cosa interessante è che nel mondo di Omero lo straniero non era necessariamente da rifiutare. Anzi, dovevi trattarlo bene.
*Omero non poteva sapere tutto di com'era il mondo dell'età del bronzo. Omero parla anche di ferro, per esempio, anche se noi immaginiamo quel mondo come un mondo del bronzo. È un poema trascritto nell'VIII secolo su un'epoca in parte inventata, o comunque ricostruita attraverso la memoria, il mito, la tradizione. È questo che rende l'adattamento così difficile e così interessante. Non si può fare finta di avere una verità unica. Si parte dal testo, lo si studia con serietà, e poi si prendono delle decisioni. Ogni scelta è già un'interpretazione.
==Filmografia==
*''[[Bel Ami - Storia di un seduttore]]'', produttore
==Altri progetti==
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[[Categoria:Registi italiani]]
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Creata pagina con "[[File:EmmaThomas-byPhilipRomano.jpg|thumb|Emma Thomas nel 2026]] Dame '''Emma Thomas''' (1971 – vivente), produttrice cinematografica britannica. {{Int|''[https://style.corriere.it/attualita/celebrity/emma-thomas-compagna-di-vita-e-cinema-di-christopher-nolan-la-nostra-odissea-e-nata-cosi/ Emma Thomas, compagna di vita e cinema di Christopher Nolan: «La nostra Odissea è nata così»]''|Intervista di Giovanna Grassi, ''style.corriere.it'', 16 luglio 2026.|h=2}} {{ND..."
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[[File:EmmaThomas-byPhilipRomano.jpg|thumb|Emma Thomas nel 2026]]
Dame '''Emma Thomas''' (1971 – vivente), produttrice cinematografica britannica.
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{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Per ''Odissea'' {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
==Filmografia==
*''[[Interstellar]]'', produttrice
*''[[Tenet]]'', produttrice
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'', produttrice
==Altri progetti==
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BMW GINA
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Creata pagina con "[[File:BMW Gina Museum.jpg|thumb|BMW GINA (2001-2008)]] Citazioni sulla '''BMW GINA Light Visionary Model'''. *Con Gina abbiamo osato, distruggendo le convenzioni che impongono alle automobili una pelle di lamiera, creando una vettura che non è solamente un'auto di stoffa. ([[Chris Bangle]]) *Il fattore più inquinante nella lavorazione dell'auto è la verniciatura, ma come si fa a non verniciare un'auto? Henry Ford all'inizio le verniciava tutte di nero perché era il..."
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[[File:BMW Gina Museum.jpg|thumb|BMW GINA (2001-2008)]]
Citazioni sulla '''BMW GINA Light Visionary Model'''.
*Con Gina abbiamo osato, distruggendo le convenzioni che impongono alle automobili una pelle di lamiera, creando una vettura che non è solamente un'auto di stoffa. ([[Chris Bangle]])
*Il fattore più inquinante nella lavorazione dell'auto è la verniciatura, ma come si fa a non verniciare un'auto? Henry Ford all'inizio le verniciava tutte di nero perché era il colore che asciugava prima di tutti – oltre al fatto che quella vernice la produceva suo cognato, ma questa è un'altra storia... Alla Bmw invece abbiamo provato e riprovato fino a che abbiamo messo al prototipo Gina una tuta metallica, una sorta di calzamaglia che protegge l'auto piuttosto bene e le consente di mutare, di deformarsi rinunciando alla verniciatura. Certo non risolverà il problema ecologico, ma siamo andati nella direzione [...] di non legarci in modo rigido a una forma o a una funzione [...] bensì a un significato inedito. ([[Chris Bangle]])
==Altri progetti==
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Luciano Marabese
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Creata pagina con "'''Miguel Angel Galluzzi''' (1948 – 2016), designer italiano. ==Citazioni di Luciano Marabese== {{cronologico}} {{Int|''[https://archivio.animaguzzista.com/maestri/marabese/marabese.htm Intervista a Luciano Marabese]''|''animaguzzista.com'', 26 settembre 2002.}} *Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbato..."
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'''Miguel Angel Galluzzi''' (1948 – 2016), designer italiano.
==Citazioni di Luciano Marabese==
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{{Int|''[https://archivio.animaguzzista.com/maestri/marabese/marabese.htm Intervista a Luciano Marabese]''|''animaguzzista.com'', 26 settembre 2002.}}
*Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima [[Moto Guzzi|guzzista]]. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*[...] il [[Moto Guzzi V11 Sport Rosso Mandello|V11]] è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza.
*Ci sono diversi disegnatori e quindi diversi stili; faccio alcuni esempi: [[Massimo Tamburini|Tamburini]]: lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... Mentre [...] un [[Pierre Terblanche|Terblanche]] questo non lo sa fare: è senz'altro riconoscibile, ha stile; ma ragiona in modo diverso da Tamburini. Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro [...], mentre il secondo pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te, ripeto, deve essere capibile.
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale.
{{Int|1=''[https://www.animaguzzista.com/?p=3877 Nuova intervista a Marabese Design]''|2=''animaguzzista.com'', 13 maggio 2026.}}
*[...] se io penso alla moto sportiva italiana, penso a [[Moto Guzzi]].
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il [[Motore monocilindrico|mono]] proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite.
*La [[Moto Guzzi California|Guzzi California]] è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme...
*Si cerca sempre di fare cose diverse ma la tendenza generale la senti, ne fai parte. Sono usciti fuori gli spigoli, e tu ti metti a disegnare e ti accorgi che saltano fuori, perché certe forme ti hanno colpito, perché certe tendenze erano nell'aria e senza nemmeno volerlo in un certo senso ti sei adattato... Esistono le mode, dei cicli anche nel design, così come c’era il momento del tutto tondo, adesso ci sono gli spigoli. Senza contare poi la relazione col cliente che vuole vendere, nel momento! Spesso ha in mente dei riferimenti ben precisi. Ma spesso [...] inconsciamente restano dentro certe forme, certe proporzioni che sono chiaramente riconducibili ad una tendenza in atto, in testa hai sempre e comunque una moto che vorresti vedere in strada immediatamente, che sia attuale.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza, È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
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[[Categoria:Designer italiani]]
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'''Miguel Angel Galluzzi''' (1948 – 2016), designer italiano.
==Citazioni di Luciano Marabese==
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*Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima [[Moto Guzzi|guzzista]]. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*[...] il [[Moto Guzzi V11|V11]] è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza.
*Ci sono diversi disegnatori e quindi diversi stili; faccio alcuni esempi: [[Massimo Tamburini|Tamburini]]: lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... Mentre [...] un [[Pierre Terblanche|Terblanche]] questo non lo sa fare: è senz'altro riconoscibile, ha stile; ma ragiona in modo diverso da Tamburini. Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro [...], mentre il secondo pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te, ripeto, deve essere capibile.
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale.
{{Int|1=''[https://www.animaguzzista.com/?p=3877 Nuova intervista a Marabese Design]''|2=''animaguzzista.com'', 13 maggio 2026.}}
*[...] se io penso alla moto sportiva italiana, penso a [[Moto Guzzi]].
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il [[Motore monocilindrico|mono]] proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite.
*La [[Moto Guzzi California|Guzzi California]] è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme...
*Si cerca sempre di fare cose diverse ma la tendenza generale la senti, ne fai parte. Sono usciti fuori gli spigoli, e tu ti metti a disegnare e ti accorgi che saltano fuori, perché certe forme ti hanno colpito, perché certe tendenze erano nell'aria e senza nemmeno volerlo in un certo senso ti sei adattato... Esistono le mode, dei cicli anche nel design, così come c’era il momento del tutto tondo, adesso ci sono gli spigoli. Senza contare poi la relazione col cliente che vuole vendere, nel momento! Spesso ha in mente dei riferimenti ben precisi. Ma spesso [...] inconsciamente restano dentro certe forme, certe proporzioni che sono chiaramente riconducibili ad una tendenza in atto, in testa hai sempre e comunque una moto che vorresti vedere in strada immediatamente, che sia attuale.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza, È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
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'''Miguel Angel Galluzzi''' (1948 – 2016), designer italiano.
==Citazioni di Luciano Marabese==
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*Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima [[Moto Guzzi|guzzista]]. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*[...] il [[Moto Guzzi V11|V11]] è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza.
*Ci sono diversi disegnatori e quindi diversi stili; faccio alcuni esempi: [[Massimo Tamburini|Tamburini]]: lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... Mentre [...] un [[Pierre Terblanche|Terblanche]] questo non lo sa fare: è senz'altro riconoscibile, ha stile; ma ragiona in modo diverso da Tamburini. Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro [...], mentre il secondo pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te, ripeto, deve essere capibile.
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale.
{{Int|1=''[https://www.animaguzzista.com/?p=3877 Nuova intervista a Marabese Design]''|2=''animaguzzista.com'', 13 maggio 2006.}}
*[...] se io penso alla moto sportiva italiana, penso a [[Moto Guzzi]].
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il [[Motore monocilindrico|mono]] proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite.
*La [[Moto Guzzi California|Guzzi California]] è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme...
*Si cerca sempre di fare cose diverse ma la tendenza generale la senti, ne fai parte. Sono usciti fuori gli spigoli, e tu ti metti a disegnare e ti accorgi che saltano fuori, perché certe forme ti hanno colpito, perché certe tendenze erano nell'aria e senza nemmeno volerlo in un certo senso ti sei adattato... Esistono le mode, dei cicli anche nel design, così come c’era il momento del tutto tondo, adesso ci sono gli spigoli. Senza contare poi la relazione col cliente che vuole vendere, nel momento! Spesso ha in mente dei riferimenti ben precisi. Ma spesso [...] inconsciamente restano dentro certe forme, certe proporzioni che sono chiaramente riconducibili ad una tendenza in atto, in testa hai sempre e comunque una moto che vorresti vedere in strada immediatamente, che sia attuale.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza, È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
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[[Categoria:Designer italiani]]
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Danyele
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correzione incipit
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'''Luciano Marabese''' (1948 – 2016), designer italiano.
==Citazioni di Luciano Marabese==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://archivio.animaguzzista.com/maestri/marabese/marabese.htm Intervista a Luciano Marabese]''|''animaguzzista.com'', 26 settembre 2002.}}
*Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima [[Moto Guzzi|guzzista]]. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*[...] il [[Moto Guzzi V11|V11]] è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza.
*Ci sono diversi disegnatori e quindi diversi stili; faccio alcuni esempi: [[Massimo Tamburini|Tamburini]]: lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... Mentre [...] un [[Pierre Terblanche|Terblanche]] questo non lo sa fare: è senz'altro riconoscibile, ha stile; ma ragiona in modo diverso da Tamburini. Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro [...], mentre il secondo pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te, ripeto, deve essere capibile.
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale.
{{Int|1=''[https://www.animaguzzista.com/?p=3877 Nuova intervista a Marabese Design]''|2=''animaguzzista.com'', 13 maggio 2006.}}
*[...] se io penso alla moto sportiva italiana, penso a [[Moto Guzzi]].
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il [[Motore monocilindrico|mono]] proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite.
*La [[Moto Guzzi California|Guzzi California]] è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme...
*Si cerca sempre di fare cose diverse ma la tendenza generale la senti, ne fai parte. Sono usciti fuori gli spigoli, e tu ti metti a disegnare e ti accorgi che saltano fuori, perché certe forme ti hanno colpito, perché certe tendenze erano nell'aria e senza nemmeno volerlo in un certo senso ti sei adattato... Esistono le mode, dei cicli anche nel design, così come c’era il momento del tutto tondo, adesso ci sono gli spigoli. Senza contare poi la relazione col cliente che vuole vendere, nel momento! Spesso ha in mente dei riferimenti ben precisi. Ma spesso [...] inconsciamente restano dentro certe forme, certe proporzioni che sono chiaramente riconducibili ad una tendenza in atto, in testa hai sempre e comunque una moto che vorresti vedere in strada immediatamente, che sia attuale.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza, È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
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[[Categoria:Designer italiani]]
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Moto Guzzi V10 Centauro
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Danyele
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Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Moto Guzzi V10 Centauro.jpg|thumb|Moto Guzzi V10 Centauro (1996)]] Citazioni sulla '''Moto Guzzi V10 Centauro'''. *Il Centauro in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il..."
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[[File:Moto Guzzi V10 Centauro.jpg|thumb|Moto Guzzi V10 Centauro (1996)]]
Citazioni sulla '''Moto Guzzi V10 Centauro'''.
*Il Centauro in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io... ([[Luciano Marabese]])
==Voci correlate==
*[[Moto Guzzi]]
==Altri progetti==
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Moto Guzzi V11
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*Il V11 è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza. ([[Luciano Marabese]])
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale. ([[Luciano Marabese]])
==Voci correlate==
*[[Moto Guzzi]]
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Moto Guzzi California
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[[File:Moto Guzzi California Vintage.JPG|thumb|Moto Guzzi California Vintage (2005)]]
Citazioni sulla '''Moto Guzzi California'''.
*La Guzzi California è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme... ([[Luciano Marabese]])
==Voci correlate==
*[[Moto Guzzi]]
==Altri progetti==
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Motore monocilindrico
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Citazioni sul '''motore monocilindrico'''.
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il mono proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite. ([[Luciano Marabese]])
==Altri progetti==
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Settimo viaggio di Sinbad
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#RINVIA [[Il 7º viaggio di Sinbad]]
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Il settimo viaggio di sinbad
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Tegna
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Spinoziano
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[[File:Tegna.jpg|thumb|Tegna]]
Citazioni su '''Tegna''', frazione di [[Terre di Pedemonte]].
*Passando per Tegna ci viene l'idea di salire sino al cosiddetto Castelliere, che è una rovina romana scoperta pochi anni fa, e ancora in iscavo, sul dosso sovrastante. Saliamo per un pittoresco sentiero, fra ginestre e ginepri, sino allo spiazzo contornato da bellissimi abeti, come pensile radura, con cime nevose per sfondo. Lo scavo ha messo in mostra una grande camera quadrata sotterranea, scavata nella roccia, divisa da un tramezzo a tre arcate, magnificamente conservate. ([[Filippo Sacchi]])
==Voci correlate==
*[[Ponte Brolla]]
*[[Verscio]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Madonna delle grazie.JPG|miniatura|Chiesa della Madonna delle Grazie]] Citazioni sulla '''chiesa della Madonna delle Grazie''', o '''di Campagna''', di Maggia. *A Maggia con Nelly Lautenberg e la Mende a visitare quella famosa chiesetta di S. Maria della Campagna, che avevo mancato due volte di vedere. Per assicurarmi la chiave, telefono prima di partire al prevosto, il quale mi promette gentilmente che manderà ad aprirla, o verrà egli stesso...."
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[[File:Madonna delle grazie.JPG|miniatura|Chiesa della Madonna delle Grazie]]
Citazioni sulla '''chiesa della Madonna delle Grazie''', o '''di Campagna''', di Maggia.
*A Maggia con Nelly Lautenberg e la Mende a visitare quella famosa chiesetta di S. Maria della Campagna, che avevo mancato due volte di vedere. Per assicurarmi la chiave, telefono prima di partire al prevosto, il quale mi promette gentilmente che manderà ad aprirla, o verrà egli stesso. Infatti, arrivando sul sagrato, troviamo due pretoni, con queste magiostrine nere che fanno parte della tenuta estiva dei preti ticinesi. Visitiamo gli affreschi, più storicamente caratteristici che ispirati, salvo una piccola Madonna, e poi, siccome ci siamo portati in treno la bicicletta, riprendiamo la strada, subito dopo, appena fatti cento metri, appiedandoci per bucatura capitata a un ragazzino amico di Mumpi, venuto con noi. ([[Filippo Sacchi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]]
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Monti di Motti
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2026-07-20T09:30:06Z
Spinoziano
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:ETH-BIB-Gordola, Monti di Motti, Verzascatal-LBS H1-009115.tif|thumb|Monti di Motti]] Citazioni su '''Monti di Motti''', frazione di Gordola. *Gita ai Monti Motti, con Giorgio Giacometti, Regazzi, Roncajoli e Nessi. Un'alta nebbia fa grigio il cielo e lascia scoperto lago, valli e cime, per cui la salita attraverso le Terricciole, Medoscio e i Monti di Ditto è ugualmente uno spettacolo. Di lassù schiarite lontane incominciano ad apparire fra i..."
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[[File:ETH-BIB-Gordola, Monti di Motti, Verzascatal-LBS H1-009115.tif|thumb|Monti di Motti]]
Citazioni su '''Monti di Motti''', frazione di Gordola.
*Gita ai Monti Motti, con Giorgio Giacometti, Regazzi, Roncajoli e Nessi. Un'alta nebbia fa grigio il cielo e lascia scoperto lago, valli e cime, per cui la salita attraverso le Terricciole, Medoscio e i Monti di Ditto è ugualmente uno spettacolo. Di lassù schiarite lontane incominciano ad apparire fra i varchi dei monti, che si fanno di denso zaffiro. Abbiamo con noi le chiavi della minuscola osteria che apriamo e occupiamo, attingendo acqua e facendo fuoco, e un'ora dopo Regazzi, Escoffier della compagnia, ci scodella due favolose terrine di tagliatelle al ragù. Nell'attesa facciamo un giro tra le case e casette sparse sul prato tra bellissimi aceri e faggi, e così ci imbattiamo nei due soli abitanti dei Motti. ([[Filippo Sacchi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Gualtiero Castellini
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Gaux
18878
Gualtiero Castellini (presente nel Dizionario biografico degli italiani, vol. XXI, 1978)
1421073
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il Veneto senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la guerra ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''Trento e Trieste. L'irredentismo e il problema adriatico'', p. 5.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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18878
riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il Veneto senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la guerra ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 5.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Gualtiero Castellini */ wlink
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 5.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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sezione vuota
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 5.</ref>
==Note==
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*A Trieste, e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'Adriatico, prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 100.</ref>
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 5.</ref>
==Note==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Gualtiero Castellini */ wlink
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text/x-wiki
'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 100.</ref>
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, p. 5.</ref>
==Note==
<references />
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Gaux
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/* Citazioni di Gualtiero Castellini */ capitoli
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. III, p. 100.</ref>
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. I, p. 5.</ref>
==Note==
<references />
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Un uomo chiamato Cavallo
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Un uomo chiamato Cavallo |titolo alfabetico = Uomo chiamato Cavallo |genere = western |regista = [[Elliot Silverstein]] |soggetto = [[Dorothy M. Johnson]] ''(racconto)'' |sceneggiatore = [[Jack DeWitt]] |attori = *[[Richard Harris]]: John Morgan *[[Manu Tupou]]: Mano Gialla *[[Judith Anderson]]: madre di Mano Gialla *[[Jean Gascon]]: Batise *[[Dub Taylor]]: Joe *[[Eddie Little Sky]]: Aquila Nera *[[Michael Baseleon]]: Piedelungo *[[Lina Marin]]..."
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*[[Richard Harris]]: John Morgan
*[[Manu Tupou]]: Mano Gialla
*[[Judith Anderson]]: madre di Mano Gialla
*[[Jean Gascon]]: Batise
*[[Dub Taylor]]: Joe
*[[Eddie Little Sky]]: Aquila Nera
*[[Michael Baseleon]]: Piedelungo
*[[Lina Marin]]: Rosaspina
*[[Tamara Garina]]: donna Elk
*[[William Jordan (attore)|William Jordan]]: Bent
*[[James Gammon]]: Ed
*[[Corinna Tsopei]]: Tortora Bianca
*[[Terry Leonard]]: capo degli Shoshone
*[[Iron Eyes Cody]]: sciamano
*[[Tom Tyon]]: sciamano che canta
*[[Jackson Tail]]: sciamano che canta
*[[Manuel Padilla Jr.]]: Cervo Che Balza
|doppiatori italiani =
*[[Gigi Proietti]]: John Morgan
}}
'''''Un uomo chiamato Cavallo''''', film messicano-statunitense del 1970 con [[Richard Harris]], regia di [[Elliot Silverstein]].
==Frasi==
*Senza il [[dolore]] non può esserci il bene: il seme si spacca per far nascere l'erba. ('''Batise''')
==Citazioni su ''Un uomo chiamato Cavallo''==
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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A Man Called Horse
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